All language subtitles for Ayneh (Panahi, Jafar 1997)_WEBRip.720p.x264.AAC_IT

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Original subtitles

LO SPECCHIO

Un tiro magnifico da parte di questo giocatore sudcoreano.

Vuoi che dico a mia madre di telefonare alla tua per chiedere se ci d� il permesso?

Meglio di no. Aspetta. Lei forse dir� di s�.

Ciao, me ne devo andare.

- Ciao. - Per� lo dico lo stesso a mia madre.

Signora Sadeghi!

Signora Sadeghi!

Ma che ci fai ancora qui, tu?

Mia madre non � arrivata.

Come mai?

- Viene sempre lei a prenderti? - Sempre!

- Che classe fai? - La prima.

- Nella classe della maestra Malehi? - No, della maestra Hashemi.

La mia classe � quella al secondo piano.

Se la tua mamma ha detto che viene a prenderti, verrai che arriver�.

- E se non viene, poi? - Viene. Stai tranquilla.

Io vado a fare la spesa. Ciao.

Signore, sa che ora �?

Aspetta... mi si � fermato l'orologio.

Grazie.

Senti, ti sbrighi, per favore? Ho fretta.

[radiocronaca di una partita di calcio]

Rape! Appena cotte!

Correte finch� sono calde!

Rape cotte! Correte!

Mi promette che far� di tutto per farlo venire? E' molto importante.

S�, lo capisco. Stia tranquillo, glielo dir�. - La ringrazio molto.

Signora Sadeghi!

Ma tu sei ancora qui? Non ci torni a casa, oggi?

Devo aspettare la mamma. Non � che lei l'ha vista?

- Cos'ha la bambina? - La madre non � ancora venuta a prenderla.

- Questa � la giacca per suo figlio. - Scusi Generale, come sarebbe?

Alle nozze deve andarci col vestito di un altro? Per chi ha preso Ibrahim?

Cosa c'entra? E' un prestito e basta. Tutti prendiamo in prestito qualcosa.

Anche il mio titolo di Generale. Sono Generale io?

Gli dia almeno un'occhiata. Vedr� che � in ottimo stato.

E poi questa � una giacca di sartoria, fatta su misura. Cosa crede?

- La stoffa l'ho comprata io... - Non ci serve! Non siamo obbligati!

E' una giacca molto elegante e come parenti abbiamo solo voi. Abbiamo solo una figlia.

E vogliamo che veniate al matrimonio vestiti bene, � meglio.

Questa giacca non ci serve. Vuole che veniamo vestiti bene al matrimonio?

Quello che abbiamo ci sta molto meglio.

Sar� lui a decidere. Se vuole venire, viene. Senn� nessuno lo obbliga.

- Molto semplice. - Cosa devo fare? Voglio tornare a casa. Come faccio?

Da che parte � casa tua?

E' laggi� in fondo.

Se vuoi puoi entrare e aspettare finch� tua madre non viene a prenderti.

Signora Sadeghi, aspetti!

Non c'� bisogno che si agiti tanto! Della bambina mi occupo io.

Stia tranquilla. Risolvo tutto io.

Come faccio a non agitarmi? Se la porto dentro mi fanno storie.

Se la lascio fuori � pericoloso. Qualunque cosa faccio non va bene.

Lei cerchi di risolvere quella cosa che mi sta a cuore e cerchi di venire al matrimonio.

Crede che sia un caso che mi chiamano "il Generale"?

Alla bambina ci penso io. La porto a casa io. Attenti! Sissignore!

Senti un po'. Di solito che strada fai per andare a casa? Da che parte vai?

Andiamo di l� e poi arriviamo alla fermata dell'autobus.

Poi saliamo su uno di quegli autobus molto, molto grandi.

Molto grandi. Aspettiamo che arriva e poi ci saliamo.

Ora saliamo tutti e due sul motorino e poi ti accompagno alla fermata.

Va bene, signora Sadeghi? E' abbastanza grande, ormai.

Ma se mia madre viene a prendermi e non mi trova, come facciamo?

Se viene la tua mamma, la signora Sadeghi le dir�

che il Generale, un tuo amico, ti ha portato alla fermata dell'autobus.

Signora Sadeghi, stia tranquilla per la bambina.

Non deve assolutamente preoccuparsi per lei.

L'accompagner� io stesso fino alla fermata dell'autobus. Va bene?

Per� lei, mi raccomando, ci metta una buona parola

e sistemi quella questione che mi sta a cuore.

Ma io cosa dovrei fare?

Vai con questo signore, � un mio conoscente.

Ti porta alla fermata dell'autobus. Poi sali sull'autobus e vai a casa.

Se viene la mamma glielo dice lei?

S�, glielo dico io. Ora vai.

- Non si dimentica, vero? - No, stai tranquilla.

Hai dimenticato lo zaino.

Aspetta un momento.

Signora Sadeghi, senta. Le ho offerto una giacca per il signor Ibrahim,

ma lei non ha voluto accettarla.

Mia moglie, che naturalmente invita anche lei,

mi ha pregato di dirle che si raccomanda di indossare almeno un soprabito dignitoso.

Non le bastava Ibrahim, ora comincia con me?

Nessuno ci obbliga a venire. Se le vanno bene i nostri vestiti, veniamo. Senn�...

Faccia come meglio crede, per noi va bene.

Attenti! Sissignore! Col suo permesso, io vado.

- Che Dio la protegga. - Che Dio la protegga.

Sei comoda? Tutto a posto?

Ma visto che abiti cos� lontano, perch� tuo padre non ti manda con lo scuolabus?

Non mi vuoi dire perch� non ti manda con lo scuolabus?

Pap� dice che lo scuolabus costa troppo.

E poi � inutile, perch� la mamma viene a lavorare proprio qui vicino.

Ma allora, se tua madre non deve venire da lontano, forse sta ancora lavorando.

No, non lavora da una settimana perch� ha preso le ferie.

Ma come, tu ti rompi il braccio e tua madre si prende le ferie?

Ma no, non � per il mio braccio rotto.

La mamma non pu� lavorare perch� ora ha un bambino nella pancia.

Ah, ho capito! Allora tua mamma tra un po' di tempo ti regaler� una sorellina.

No, non � una femmina che mi regala. La mamma mi dar� un fratellino, invece.

Gli hanno fatto anche la fotografia nella pancia e hanno detto che � maschio.

Ma pensa! Gli fanno una fotografia e sanno che ha un maschio in pancia.

Tua madre ti regaler� un fratellino. Ma che bello!

Senti un po', tuo padre che lavoro fa?

Ah, ecco dov'era! Finalmente!

Ecco qui!

Senti, ho da fare un momento, scusa.

Torno subito.

Torno subito.

Generale! Non dimenticarti l'aspirapolvere.

Te lo porto, promesso!

Allora, tuo padre che lavoro fa?

Pap� ha detto che lavora con le medicine.

Ha una farmacia?

No, pap� mi ha detto solo che lavora con le medicine.

Ah, ma allora � un mio collega!

Fermati! Fermati!

Perch�?

C'� un negozio qui, me lo devo ricordare.

Ma dove corri? Non siamo ancora arrivati.

Forse la mia mamma � su quell'autobus e mi sta aspettando.

(radiocronaca di una partita di calcio)

- Ciao Nasser! - Buongiorno a te, come va?

- Quando le cose iniziano male... - Cos'� successo?

Niente, veniva contromano, senza guardare e voleva avere ragione lui.

- Ma parli dell'incidente? - Perch�?

- Io intendevo la partita. - Come va?

- Stiamo perdendo. - Davvero? - Hanno preso anche il secondo.

- S�, deve scendere qui. - Ma non hai la radio?

- No, si � rotta. Devo farla riparare. - Be', pazienza.

- Almeno non soffri. - S�, ciao. Ci vediamo.

Devi entrare dalla porta posteriore, � l� il settore delle donne.

Chiudi! No, aspetta! Apri!

Chiudi le porte!

Lui � un po' cambiato.

Si � un po' incattivito.

Non vorrei sbagliare, ma credo che tuo marito abbia dei grilli per la testa.

Controllalo, tieni d'occhio tutti i suoi movimenti. Senza che se ne accorga.

Quello ha qualche idea in mente.

Sta per combinare qualcosa.

Devi stare attenta, senn� quello si trova un'altra moglie.

Anche economicamente le cose gli vanno abbastanza bene.

Cerca di prendere pi� che puoi.

Non permettergli di arricchirsi.

Se diventa ricco � pi� facile che gli vengano pensieri strani.

La tua mano � un groviglio.

Vedo che avevi un'amica perduta.

Un'amica a cui eri pi� attaccata di una sorella.

Ma un giorno l'hai persa.

Non sai pi� che fine ha fatto. Non hai alcuna notizia.

Vorresti tanto rivederla. Ma lei � in un posto lontano.

Un posto dove non pu� contattarti. Un impedimento...

Devo scendere, � la mia mamma quella! Ferma!

Voglio scendere!

Ferma, autista! C'� una bambina che deve scendere.

Questa bambina deve scendere!

Apri le porte!

Signore, il biglietto!

Biglietto!

- Ma dove va? - Io ero gi� dentro.

Resti qua. - Volevo solo chiamare mia moglie, s'� dimenticata di scendere.

Chi � la moglie di questo signore?

- Come si chiama? - Aazam. - La signora Aazam.

Muoviti! Dovevamo scendere qui.

Ti eri addormentata?

Dove vai?

Gliel'ho gi� dato il biglietto. - E perch� non sei rimasta su? Perch� sei scesa?

Su, monta. Dai.

- Permesso, per favore! - Vada pi� avanti, devono salire gli altri.

- Spostatevi. - Chiudi le porte!

Dammi la mano. Vediamo.

La mano dice che sar� molto fortunata.

Trover� un buon lavoro.

Potrai fare affidamento su di lei.

Sar� il bastone della tua vecchiaia.

Rappresenter� pi� un figlio che una figlia.

Aspettati molto da lei.

Ragazzina, perch� non ti alzi e fai sedere quella donna col bambino in braccio?

Ragazzina, dico a te. Alzati. Quella donna ha un bambino in braccio.

Alzati. Su.

I ragazzi d'oggi sono fatti cos�. Non ti danno retta.

Ho dovuto dire due volte a quella ragazzina: "Alzati e fai sedere la signora".

Alla terza, finalmente, mi ha guardato male e s'� alzata sbuffando.

- Stia comoda. C'� spazio. - Sto benissimo, grazie.

- Mi dia quella borsa, gliela tengo io. - No, la ringrazio. Non si preoccupi.

Che razza di vita �, al giorno d'oggi! E' tutto cos� faticoso. Lo vede anche lei.

Io e mio marito abbiamo venduto tutto quello che avevamo,

e con nostro figlio siamo venuti a vivere qui.

Dopo qualche anno purtroppo mio marito � morto

mi sarebbe tanto piaciuto seguirlo.

Ma non sia mai, signora. Lei vivr�.

Se valesse la pena di vivere, per carit�.

Ho fatto tutto quello che potevo.

Ormai ci lega solo il nome.

Vogliono portarmi in un ospizio per anziani.

Mi guardi bene, per piacere, e sia sincera:

secondo lei, io avrei bisogno di andare all'ospizio?

Io non ci andr� mai l�.

Prima non era cos�. E' bello che fanno tutte queste storie?

E' giusto che ci manchino di rispetto? Non ci si comporta cos�.

Ogni cosa che scegliamo noi non va mai bene. E' un atteggiamento che non piace affatto.

Per� la cosa pi� grave secondo me � portare la sposa a fare gli acquisti in autobus.

Per quanto ci possa essere posto, non vai in autobus a fare gli acquisti per le nozze.

Senti, dai questo ai musicisti

Grazie. Salute a tutti. Possiate sempre essere allegri e felici.

Per� i suoi genitori non me lo fanno mai vedere.

Dicono che se sta con me poi parla male, inizia a parlare in dialetto!

E io lo lascio fare. Si rende conto?

Non bisogna vergognarsi di parlare in dialetto, secondo me. Lei di dov'�?

- Di Kermanshah. - Vengo anch'io dalla provincia.

D'altra parte, su mille persone, una o due saranno di Teheran.

Ma si rende conto cosa significa per me non vedere mio nipote?

Senn� parla in dialetto. Vorrebbero anche che mi vestissi in modo diverso.

Ma non ho nessuna intenzione di cambiare abitudini alla mia et�.

Il maghnaeh non me lo metter� mai. Mi sono sempre vestita cos�.

Ho faticato tanto. Ho cresciuto i figli. Ho fatto grandi sacrifici.

Li ho mandati all'universit�. Ho fatto tutto quel che potevo per loro.

Alla fine, questo � il risultato. Ci lega soltanto il nome.

Ho venduto la mia casa, bella grande e con un sacco di giardino.

E sono venuta qui, in un appartamento al sesto piano, buio.

Non si vede mai neanche un uccellino.

Non vogliono che parli coi vicini. Non posso mai sfogarmi con nessuno.

Me ne sto l� tutto il giorno, da sola.

Se viene qualcuno, si inventano sempre cose diverse.

Chiudi le porte!

O non mi presentano per niente, o mi presentano come la cameriera.

O come una lontana parente, o come una vicina.

Ogni giorno preparo tutta la mia roba e vado a prendere l'autobus...

per tornare da mia figlia. Ma poi penso che c'� mio genero

che dice: "Che figlio ingrato, manda sua madre a casa mia?"

Allora mi tremano le gambe e mi siedo su una panchina.

Poi quando fa buio vado a casa da mio figlio.

Devo per forza tornare l�, non so dove andare.

Deve avere pazienza. Cos'altro pu� fare?

Pi� di cos�? Non ce la faccio pi� ad andare avanti.

Sono giovani, signora. I giovani sono egoisti.

E allora? Devo morire perch� capiscano? Mi resta ancora poco da vivere.

Adesso basta, stavolta ho deciso.

Appena arriviamo, scendo e vado al terminal dei pullman per andare da mia figlia.

E mio genero dica quello che gli pare.

Fai timbrare e firmare questo.

Io torno subito.

E tu perch� non sei scesa?

Nader! Chi � questa bambina che � rimasta sulla vettura?

Nader! Che fine hai fatto?

- Perch� non sei scesa? - Ma io non dovevo scendere qua.

- E dove dovevi scendere? - Dov'� il capolinea dell'autobus.

E' questo il capolinea. Sono scesi tutti.

- Quello non era fatto cos�, per�. - E com'era fatto?

C'erano tutte sbarre di ferro, fatte a forma di cuore.

In mezzo c'era anche una fontana rotonda.

C'erano tanti alberi, ma non c'era alcuna statua.

Sei sicura di aver preso l'autobus giusto?

S�, io e la mia mamma eravamo sedute proprio qui, stamattina.

Poi lei stava per fare un incidente.

Allora ha fatto una frenata e sono caduti tutti quanti per terra.

Poi � sceso ed � andato a litigare con quel signore.

Non sono andato a litigare con lui.

Non hai sentito le parolacce che mi aveva detto?

Adesso smettila di piangere. Cosa ci fai da sola sull'autobus?

La mia mamma non � venuta a prendermi a scuola.

E' sempre venuta, ma oggi no.

Ho capito. Senti, hai preso la linea giusta, ma nella direzione sbagliata.

Ci sono due piazze. Una all'inizio e una alla fine della corsa.

Tu dovevi andare a piazza Repubblica.

S�, eccomi. Vengo subito.

Ma adesso io cosa devo fare?

Signore, adesso cosa devo fare?

Se arrivi all'altro capolinea, poi ci sai andare? - S�, da l� so qual � la strada.

Allora dico a un mio collega che parte ora di portarti fino a piazza Repubblica.

E da l� poi prosegui da sola.

Non posso venire con lei?

Non puoi venire con me. Io per oggi ho finito.

Ho fatto il mio turno e me ne torno a casa.

Dai, scendi adesso, che ti porto dal mio collega.

Dai!

Sbrigati! Dai!

Forza, sali!

Stai qui, io vado a cercare il mio collega.

Poi vai a piazza Repubblica, scendi e torni a casa.

Perch� non mi ci porta lei?

Ma che fai? Piangi? Ti ho detto che non posso, ho finito il turno, vado a casa.

Vado a cercare il signor Morteza. Ciao.

Tu che ci fai qui? Chi ti ha detto di venire qui?

Questo non � il posto delle donne.

Devi scendere! Scendi, su! Vattene! Vattene!

Vattene!

Ma che fai qua? Corri, corri! Il signor Morteza ti sta aspettando.

Sbrigati! Perch� mi guardi cos�? Sbrigati!

Corri!

Forza, sali! Muoviti! Cammina!

Dove ti eri cacciata?

Dov'eri?

Che fine avevi fatto?

Perch� non parli?

Nader non ti aveva detto di restare qui finch� non arrivavo io?

Perch� sei scesa, allora?

Se ti perdevi? Come facevamo adesso?

Non sapevo che il signor Nader l'aveva affidata a lei.

Credevo che era salita qui per sbaglio.

- Dove l'hai trovata? - Era in mezzo alla strada, sul marciapiede.

- Cosa hai fatto al braccio? - Fai vedere, su.

Mina, perch� guardi in macchina?

- Mi sono stufata, non voglio pi� recitare! - Stop! Stop!

Mina?

Fermati! Voglio scendere!

Ma perch�? Cos'� successo?

Non mi va pi� di fare l'attrice!

Qualcosa ti ha infastidito?

- Fermati! Apri! Voglio scendere! - Cosa devo fare?

- Accosta al marciapiede. - Va bene.

Fammi scendere!

Cos'� successo? Rispondi...

Mina?

- Non vuoi parlarmi? - No! Non mi va! - Apri la porta.

Bisogna parlarle.

- Lei, dove va? - Vado a vedere che cos'ha.

Aspetti! Aspetti!

Cerchi di calmarla. Le dica che questa � l'ultima inquadratura.

Ali-Reza, cos'� successo? Le hai detto qualcosa?

No, niente.

Niente!

Ma come "niente"?

Ho detto "niente"!

Cosa significa "niente"? Com'� possibile?

Allora perch� sei arrabbiata?

- Niente! - Qualcuno ti ha detto qualcosa?

- Eh? - S�! - Chi � stato? Eh? Chi ti ha fatto arrabbiare?

Vattene via! Non mi va pi� di fare l'attrice, chiaro?

La calza. Ti prendi un raffreddore se rimani seduta qui per terra.

Allora vai a prendermi la giacca! E lasciami stare!

Dammi la giacca di Mina, per favore.

Che ha detto? - Non vuole pi� fare l'attrice. Inutile insistere.

- Ma perch�? - Non lo so. Gliel'ho chiesto, ma non risponde.

Ali-Reza stava parlando con lei.

Ali-Reza, le hai detto qualcosa?

- No, niente. - Cosa dice Mina?

Che non vuole pi� continuare. Ali-Reza le avr� detto qualcosa.

Ali-Reza, che le hai detto?

Nulla, glielo giuro.

Glielo giuro. - Mentre salivate sull'autobus non le hai detto nulla?

- Nulla che potesse offenderla. - Di cosa discutevate? Vi ho visti io.

Mina � una bambina.

Lo so, ma non le ho detto nulla.

Bisogna avere pazienza con lei. Non puoi trattarla come un adulto.

Senta: le dica che giriamo solo questa inquadratura,

e poi smettiamo e riprendiamo domani.

Probabilmente � solo un po' stanca e non vede l'ora di tornare a casa.

Le porti subito questa, cos� non prende freddo.

Mi sembra per� che oggi pomeriggio fosse stata invitata a un compleanno.

La mamma mi aveva chiesto se oggi potevamo finire un po' prima.

In modo di rimandarla a casa pi� presto del solito.

Ma ieri non � successo niente?

No. Anche a casa era tutto tranquillo.

Scherzava e rideva come sempre.

Dev'essere rimasto sull'autobus.

- Scusi, va a Vanak questo? - No. La prego, stiamo girando un film.

Niente da fare. Non ne vuole proprio sapere.

Mi sono offerta di accompagnarla a casa, ma ha detto che conosce la strada.

Non possiamo lasciarla andare da sola.

- Non ha spiegato il perch�? - No, dice solo che non vuole continuare.

Nient'altro.

- Ma allora perch� non se ne va? - Aspetta che Najafi le tolga il microfono.

Ha ancora il microfono addosso?

Certo. Ce l'aveva. Stavamo girando, poi � scappata via.

- Quindi, se lei parla tu la senti. - Certo che la sento. La vuoi sentire?

Mettiti le cuffie. Aspetta che accendo.

Javadi, vai a chiamare Ali-Reza.

E' andato di nuovo da lei.

No, lascialo stare l�. Lascialo stare l�.

S�, va bene! Non so cosa succeder�, ma vale la pena provarci.

Sposta la cinepresa. Sposta la cinepresa.

- Vuoi girare? - S�.

- Blocchiamo il marciapiede? - No, non si deve accorgere di nulla.

Ancora un po' pi� avanti. Ancora un po' pi� avanti.

- Quindi abbiamo anche l'audio. Il suono per te va bene, Najafi? - S�.

Bene, allora giriamo.

Tutti pronti?

- Ci sei, Najafi? - S�. - Forza, allora. Motore! - Partito!

- Gira! - Aspetta, cambio diaframma.

- Che faccio? Stoppo? - No, no.

- Pronto! - Gira!

Perch� ce l'hai con me?

Io non ti ho fatto niente!

Non ti ho mica detto niente.

Ti ho solo preso lo zainetto, cos� potevi correre pi� svelta.

Ora mi guardano come se ti avessi detto di non lavorare pi�.

O come se fosse colpa mia che non vuoi pi� continuare. Capito?

Senti, Mina. Ti chiedo scusa.

Anche a me mi hanno preso in centro,

mi hanno rasato, mi hanno dato questi vestiti

e mi pagano per due o tre giorni.

Ma se adesso tu non vieni, non potranno finire il film.

Ti va se andiamo l� e gli dico che � stata tutta colpa mia?

Per�, se non vuoi continuare, almeno digli che non � colpa mia. Per favore.

Che dice?

Ma niente.

- Lui parla, parla... - Stop! - Zia Bita! - Ma lei non dice una parola.

- Zia Bita! - Mi sta chiamando, signor Panahi. Ci vado?

Aspettate un momento. Sentite, cerchiamo di seguirla.

- Dove va? - A prendere la sua roba.

No, aspetti. Vada da lei. Le parli.

La convinca ad andare a casa da sola. Ma non le faccia togliere il microfono.

Najafi, tu abbassati.

- Se chiede di Najafi, le dica che non c'�. - Ok. - Che � andato via. - Ok.

L'importante � che la convinca ad andarsene.

Raccogliamo tutto.

Allora carichiamo il pulmino?

Te l'avevo detto che perdevi la scommessa! Ha segnato Ali Dai!

Prendete tutto, forza!

Dove sono le macchine? Muoviamoci!

Mi scusi, signore!

Sa dov'� la piazza?

Quale piazza?

Quella piazza che ha una grande fontana proprio al centro.

Ti sei persa?

No. Lei mi dica solo da che parte � la piazza.

Dipende da dove devi andare.

Nella piazza dove c'� una fontana in mezzo, gliel'ho detto.

Mi dispiace, ma non capisco. Di quale piazza parli?

Di quella piazza con la fontana.

Una piazza con la fontana? Ehi, senti questa ragazzina.

Voglio sapere dov'� la piazza con la fontana.

Con cosa?

Con la fontana. E c'� anche una statua.

Ma allora vuoi andare in piazza Baharestan.

S�, quella! Che strada devo fare?

Vuoi andare in piazza Baharestan? In taxi o a piedi?

Ma perch� non l'hai detto subito? Te lo potevo dire io. Devi andare di qua.

Grazie.

[Malfunzionamento del radiomicrofono di Mina]

...pi� belle le vostre foto. Potete fare in questo modo e la foto si sviluppa.

Ecco un regalo per voi. Io non uso nessun trucco, niente di particolare.

Assolutamente niente.

[Malfunzionamento del radiomicrofono di Mina]

Ogni boccetta, cento toman.

Dovete bagnare la carta, poi la rivoltate

e la schiacciate bene bene con il fondo della boccetta.

Pi� la schiacciate e meglio vengono le foto.

Le foto a colori, a colori, e quelle in bianco e nero, in bianco e nero.

Ma la scegliamo noi o ce la d� lei la boccetta?

Se non mi crede, facciamo una cosa:

lei si mette qui e facciamo provare a questo ragazzo.

- Ma l'altra volta... - Devo dire la formula magica?

Avete una formula magica?

Si vede che vuole spendere cento toman e poi stampare banconote da mille.

Guardi, � semplice. Deve solo mettere la carta in questo modo.

Su che gliela incarto! Siete diffidenti perch� vi ho detto che � una invenzione nazionale.

Se vi dicevo che l'avevano inventata i giapponesi, invece...

Vi ho detto che stampa le foto. Nessun fotografo vi stampa le foto cos�.

Con cento toman non potete farvi stampare le foto...

Dove vuoi andare, piccola?

Senta signore, partiamo da qui e poi giriamo cos�.

Andiamo su e arriviamo a una strada grandissima.

Mi pu� portare fino a l�?

Io non vado da quella parte. Se ci vai da sola per� ti perdi.

Con chi sei venuta fin qui?

Da sola!

- Io adesso ho il giro da questa parte. E poi vado di l�. - Noi dobbiamo andare.

- Vuoi venire fino a quella piazza? - Vuoi venire con noi?

No, io voglio andare di qua. Vado verso gi� e poi da l� voglio andare...

- Dai, sali. - No!

Lei mi dica il nome della strada, forse riesco ad arrivarci.

Ma allora ti sei persa?

No! Non mi sono persa!

Preferisci andare lass� e poi girare di l�?

Dietro il Parlamento?

No! Se andiamo di qua, giriamo cos� e andiamo di sopra...

Non capisco quale strada intendi.

Via Sirous?

Via Parlamento, oppure via Mostafa Khomeini?

No!

Allora resta qui finch� non trovi chi ti accompagna. Ciao.

[radiocronaca di una partita di calcio]

- No, grazie. - Non vuoi attraversare?

- Voglio una macchina. - Dove vuoi andare?

- Voglio una macchina. - Per andare dove?

- Voglio una macchina. - Ho capito, ma dove vuoi andare?

Partiamo da qui, facciamo il giro per cos� e arriviamo in quella strada.

Quale? Conosci la strada?

- Sai qual �? - S�. - Va bene, allora monta in macchina.

No! Lei prima deve dirmi come si chiama quella strada.

E che ne so io? Sei tu che la conosci.

La bambina s'� persa? Le pago io la corsa.

Sto cercando di farla salire, ma non vuole.

Stai qui finch� non arriva tua madre.

Voleva attraversare da sola. Dice che conosce la strada.

- Vuoi attraversare? - No!

- Poi ti rapiscono e ti portano via. - No, non � vero!

Resta qui.

Sei uscita da scuola?

Voglio andare a casa mia!

Dov'� la tua casa? La tua scuola dov'�?

Resta qui, dammi retta. E' meglio.

E adesso andiamo dalla polizia.

Chiediamo aiuto agli agenti.

Non ti preoccupare. Non � un problema, sistemiamo tutto.

- Sbrigati! - Salve, agente.

- Buongiorno, mi dica. - Questa bambina s'� persa.

E' sola e non sa dov'� casa sua.

Non ti ricordi la strada di casa?

Andiamo di l� e giriamo per cos�. Andiamo su e arriviamo ad una strada bellissima.

Di quale strada parli? Come si chiama?

Non lo so come si chiama, non lo so.

Va bene, ho capito. Aspetta un momento, torno subito.

- Auto 314. - Dove siete? - Siamo in piazza Baharestan.

Quella grande strada che sta laggi� in fondo dopo l'incrocio, la conosci?

Potrebbe essere quella? E' una strada lunga, ci passano tante macchine.

Si chiama via Vittoria, mi pare. Potrebbe essere quella?

- Grazie. - Allora � quella! Cercavi via Vittoria.

- E sai come andarci? - S�.

Va bene, allora. Buona fortuna.

- Ciao! - Ciao!

- Vuoi che ti accompagni? - No.

- Ciao! - Ciao, sei tu?

Cosa stai facendo qui?

Non voglio mai pi� girare un film!

Mi dicono sempre di piangere.

Se i miei amici vedono questo film, penseranno che sono una brontolona!

E che mi hanno messo questo gesso finto...

come se io fossi maldestra o qualcosa del genere e mi fossi rotta il braccio.

E poi io odio questa sciarpa. Mi fa sembrare una neonata!

E non pi� una alunna di prima elementare.

Anche lei l'hanno obbligata a dire quelle cose?

Quali cose?

Quelle che diceva prima sull'autobus.

Magari avessi solo recitato nel film come te.

Purtroppo la mia vita � proprio cos�.

Non ho capito. Insomma, lei nel film recitava o no?

Quel signore con le sopracciglia folte � venuto da me stamattina.

Si � seduto e abbiamo chiacchierato un po'.

Mi ha detto di venire sull'autobus. Poi mi ha accompagnata qui e se n'� andato.

Mi ha dato anche un po' di soldi. E' stato sgarbato, ci sono rimasta male.

- E adesso che cosa fa? - Non lo so neanch'io.

Vuole venire a casa mia?

No. Non vado neanche a casa dei miei figli

e vuoi che vada a casa di gente che non conosco?

Per piacere! Venga a casa nostra.

No, piccola. Grazie. Vai a casa, i tuoi genitori saranno in pensiero.

Vai a casa.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Vuoi attraversare la strada? Aspetta...

Da che parte � via Vittoria?

Da quella parte.

- Via Vittoria? - S�, entra.

Entra.

60 toman!

Erano soltanto 20 toman quando sono venuta con mia madre.

20 toman? Dev'essere successo nell'et� della pietra!

Sono 60 toman.

- Dove stai andando? - A viale Vittoria.

- Dove hai detto? Vittoria? - S�.

E per 20 toman! Sarete arrivate fino all'incrocio di Sarcheshmeh!

- Con chi hai pagato 20 toman? - Con mia madre.

Allora vacci con tua madre.

- Non � che ti sei persa, tu? - No, non mi sono persa.

Allora cosa vuoi fare?

Se cambi idea, mi trovi qui. Capito?

Ciao! Passami la mamma.

Non � in casa?

Puoi venire a prendermi?

No, non sono pi� con la troupe. Abbiamo litigato.

In piazza Baharestan.

Ci sono molti alberi e c'� anche una cabina del telefono.

Ma ho pochi soldi.

Vieni con la bicicletta.

Ti giuro che non dico niente a mamma!

Pronto!

Dove hai detto che devo andare? Pronto! Pronto!

Sarcheshmeh?

Via Vittoria?

Sarcheshmeh?

[Malfunzionamento del radiomicrofono di Mina]

[Malfunzionamento del radiomicrofono di Mina]

- Dove state andando? - In via Vittoria.

Ma io le ho detto Sarcheshmeh.

Ho detto la mia direzione 10 volte.

E io le ho detto Sarcheshmeh. Mi faccia scendere qui.

Ecco fatto.

E la corsa?

Che cosa? Vuole che io paghi, per giunta?

- Ma siete in due! - Io non pago!

Lei non � con me!

Allora con chi �?

Io sono da sola.

Ehi, signora! Ehi!

E i miei soldi?

Mi ha portato nel posto sbagliato. Non ci penso proprio a pagare!

E' un peccato che suo marito non sia qui!

Se soltanto il mio marito buono a nulla fosse qui!

Dove vuoi andare tu?

Ti pagher� quando arriveremo. E' mio fratello che ha i soldi.

Allora vai a prenderlo!

Via Vittoria!

Via Vittoria!

Mi porta a via Vittoria?

Dove esattamente?

Dall'ufficio postale. Mio fratello mi ha detto di aspettare l�.

Quale? Quello all'angolo di via Iran?

Non lo so, ma se mi ci porta lo riconosco.

Mi ci porterebbe se la pagassi 24 toman e mezzo?

Va bene, sali.

Le donne al giorno d'oggi non possono pensare solo alla casa.

Certo! Le cose che dice sono giuste!

Per� una casalinga dovrebbe sapere come si tiene una casa, no?

Ma lei parla di una serva! La donna non � una schiava!

Chi ha parlato di una serva? Il giorno che accetta di sposarsi...

Diventa la schiava di suo marito?

No, ma firma un contratto.

Certo, veniamo assunte come cameriere!

No, ma se la donna non tiene in ordine la casa...

Io non ho mai firmato un simile contratto con mio marito.

Se non vuol tenere pulita la casa, chi lo fa?

Ci pensa il Comune, basta chiedere uno spazzino.

No! Il Comune ci fa gi� pagare le tasse per spazzare le strade.

Figuriamoci se pensa pure a venire a pulire dentro casa.

Dentro casa � di competenza della moglie, senza bisogno che sia una schiava.

Non � una schiava n� una serva, ma i lavori di casa sono di sua competenza.

Senn� sono gli uomini che diventano degli schiavi.

L'importante � che ognuno si assuma le proprie responsabilit� e che ci si aiuti a vicenda.

Cos�, secondo lei, l'uomo deve lavorare sia in casa che fuori?

Allora la donna cosa fa in casa?

Gli uomini almeno ci diano una mano!

Dare una mano? Lo chiami in un modo o nell'altro, sempre quello �!

Io la penso in maniera completamente diversa da lei.

Il problema non � come la pensa lei.

Le sto dicendo come la penso io. Non metto in discussione la sua idea.

Lei mi ha fatto una domanda e io le ho risposto.

Il primo giorno di matrimonio ho chiarito le cose con mia moglie.

E ho tagliato la testa al toro. Non ho mai fatto nulla in casa.

- Bravo! - L'uomo � fatto solo per i lavori neri.

Bravo! L'uomo lavora tutto il giorno, guadagna e la donna fa il resto.

Ma allora quando una donna lavora sia fuori che dentro casa, che mi dite?

Perch� in quel caso una donna pu� fare entrambi i lavori?

E' la donna che decide di fare anche quell'altro lavoro.

Un uomo non chiede mai alla moglie di lavorare per guadagnare.

Ma se lo fa, ha comunque l'approvazione del marito.

E quanto guadagna, per esempio?

Quanto le danno al mese? Me lo dica un po'!

Per esempio, una donna lavora dalla mattina alla sera.

Deve lavorare almeno otto ore.

Dovunque va, deve lavorare almeno otto ore al giorno.

Mi dice quanto pu� guadagnare?

Alla fine del mese le danno 20 mila toman, o 30 mila. Oppure 40 mila.

E di questi 40 mila, ne deve dare 20 mila a qualcuno che le tiene il bambino.

Gli altri 20 mila servono per i vestiti e le altre cose.

Cos� � una fregatura per il marito, o no?

Allora l'uomo dice: "Tu rimani a casa e io lavorer� di pi�.

Ogni sera lavorer� un'ora di pi�. Guadagner� anche i soldi del tuo lavoro".

A questo punto, dico io: ma chi te lo fa fare?

Restatene a casa, no? Questo si chiama "uomo".

Scusatemi, torno subito.

Ma dove � andato?

Quando sono fuori casa, parlano cos� delle loro donne.

Ma a casa fanno quello che vogliono le mogli.

Scusatemi.

Aveva detto che non aiutava la moglie...

Ho detto che i lavori dentro casa sono della donna, ma non sono uno sfruttatore.

E' troppo pesante per lei.

E sono io quello che paga le parcelle se le fa male la schiena.

Prender� un'altra strada, qui il traffico � lento.

Qualcuno vuole scendere?

Mi faccia scendere qui.

La porter� un po' pi� avanti.

Sto andando in ospedale per vedere mia moglie.

Come vuole.

Anch'io scendo qui.

Ma tu non volevi andare all'ufficio postale?

No! Io scendo qui!

Conosco la strada di casa da qui.

- Le pago la corsa. - Va bene cos�, tieniti i soldi.

- La prego, li prenda. - No, grazie.

Arrivederci!

Non cambiate corsia!

[Radiocronaca di una partita di calcio]

[Malfunzionamento del radiomicrofono di Mina]

Dimmi, tesoro...

[Malfunzionamento del radiomicrofono di Mina]

Senti, ma tuo fratello � pi� piccolo o pi� grande di te?

Pi� grande.

Allora deve sapere che non si fa aspettare una bambina davanti a una sala da t�.

Lui non mi ha detto davanti alla sala da t�.

Mi ha detto di aspettare davanti all'ufficio postale.

Guarda, c'� un ufficio postale qui e un altro nella piazza.

Lui aveva detto il primo.

Va bene. Allora, il primo ufficio postale � qui.

La sala da t� non � un posto adatto a una bambina.

Forse ti domanderai cosa ci faccia io qui.

Vedi, questo � il mio ritrovo abituale.

Io sono costretto a venire qui. Vengo a cercare lavoro, una festa.

Qualcosa dove andare a suonare.

Dimmi un po', quali famosi attori del cinema conosci?

- Abdoli, Hoshiar e Bidar... - E poi?

- Ce n'� un altro, per�... - Non mi riconosci?

- No. - Non hai mai sentito la mia voce?

- No. - Tuo padre mi conosce bene.

Perch� lui sa chi � John Wayne.

- Allora sei uno straniero? - No, cara. Non sono un straniero.

Io doppiavo John Wayne.

Io ero pi� famoso di quelli che hai nominato.

E' vero che non faccio pi� il doppiaggio...

Per� almeno suono la musica.

Ti ho vista due settimane fa...

quando hai fatto quella scena davanti alla scuola.

Era piuttosto buona.

Ma la cosa migliore � stata davanti alla farmacia,

quando hai detto a quella donna di andare a prendere le tue cose.

Ti ho osservata.

Sei stata perfetta.

Tutto a posto. Trover� la mia strada.

Va bene, allora camminiamo sul marciapiede.

Vai l�, vicino alla cassetta postale. Vedi quella vecchietta?

Resta l� vicino a quella signora finch� non arriva tuo fratello.

- Non ti muovere finch� non arriva. - Va bene.

D� pure a tuo padre che se ha una festa, o qualcosa del genere,

di ricordarsi della sala da t�, mi pu� trovare l�.

Scusi, ma che nome devo dire a mio padre?

Basta che gli dici John Wayne, lui lo sa.

- Arrivederci. - Arrivederci, bambina. Arrivederci.

Scusi, signora. Posso chiedere una cosa?

E' da molto che aspetta qui?

Circa mezz'ora.

Non ha visto mio fratello con la sua bici?

E' un po' pi� alto di me.

Sono qui da un po', ma non ho visto nessun ragazzo.

Salve signora. Sta aspettando?

Ho una lettera per te. - C'� la cassetta della posta. - E' per l'estero.

Va bene, le lettere vengono smistate pi� tardi.

Salve, signore!

Lei sa da che parte � casa mia?

Casa tua? Come faccio a saperlo?

E' lei che ha detto a mio padre di andare dal meccanico.

Mio padre � quello che ha una Renault.

Quella bianca che fa molto fumo.

Allora � per questo che gli ho detto di ripararla!

Fai attenzione alle macchine.

Allora mio padre le ha detto che l'avrebbe riparata per la fine del mese.

Noi mandiamo a riparare tutte le macchine che fumano!

Lei ha persino fatto la multa a mio padre.

Ne faccio tante!

La sua macchina ha avuto incidenti. Ha una ammaccatura e con su della vernice rossa.

Non posso ricordarmi tuo padre.

- Mi scusi, sono sempre qui. - Le ripeto che per nessun motivo...

Questo motorino non � mio, quindi per favore mi restituisca il libretto.

Una volta lei ha fatto la multa, per� poi siete diventati amici.

Mio padre si chiama Mohamad-Khani. Si ricorda?

Ma non posso ricordarmi il nome di tuo padre, lo capisci?

Signore!

Signore!

Signore! Signore!

Sua madre era malata e mio padre le ha dato delle pillole rosse.

Non me lo ricordo.

Signore, allora non se lo ricorda?

Mi ricordo cosa?

Non sa dov'� la macchina del mio pap�?

Non lo so.

Ma se lei lo fermava e gli dava la multa tutti i giorni.

Si vede che se lo meritava.

- Perch� aveva la macchina che fumava. - Allora doveva farla riparare.

- Ragazzina, mi fai parlare col vigile? - Si preoccupi delle sue cose.

Credevo che la disturbasse.

Ma � stato lei a dirgli di portare la macchina ad aggiustare.

Certo che doveva portarcela.

E poi un giorno mio padre � venuto qui e le ha chiesto

se quelle pastiglie hanno fatto bene a sua madre.

E allora?

- Allora ha detto che sua madre era guarita. - Sta benissimo.

Comunque continuo a non sapere dov'� casa tua.

Se potessi aiutarti lo farei.

Da allora lei chiama mio padre "signor dottore" e mio padre la chiama "capitano".

Ho capito. Tuo padre � dottore, mi hai detto come si chiama. Ma io non me lo ricordo.

L'altra volta � venuto qui e lei gli ha detto

che doveva portare la macchina dal meccanico.

- E lui l'ha fatto? - S�! - L'ha fatto? Allora vai e chiedi a loro.

- Ma lei non mi pu� accompagnare? - Aspetta un minuto.

Se viene Azizi, digli che ho dovuto accompagnare una bambina all'officina.

- Se lei... - Le ho detto di non insistere!

Per favore, agente! Pensavo che lei fosse pi� gentile!

Salve, signore! Veda se pu� aiutare questa bambina.

Sembra che lei sia andato a casa sua per riparare la macchina del padre.

Forse l'avete portata qui.

Non ricorda pi� la strada di casa.

Lei � venuto ad aggiustare la macchina di mio padre.

- Di quale marca? - Renault.

Lei mi ha chiesto un bicchiere d'acqua e io le ho portato una limonata.

- Sicura che era lui? - Non lo so. Aveva la tuta blu.

Per� non riusciva ad aggiustarla e allora l'aveva rimorchiata con una corda.

Vi ha aiutato anche il Capitano.

Com'�? Rossa?

No, � bianca.

A che scuola vai?

Alla scuola Assyeh. Assyeh.

- Prendi lo scuolabus? - No, vado per conto mio.

Mia madre mi veniva a prendere quando ero in prima elementare.

Avresti dovuto aspettare a scuola, allora.

Questa bambina � davvero in gamba!

Tu sai dov'� la tua scuola?

Posso andarci da sola, se mi mostrate la strada.

- Quale scuola? - Assyeh.

- Assyeh? - S�.

- E' una scuola elementare? - S�.

- Che classe fai? - La seconda.

Se arrivo davanti alla scuola, poi ci so andare da sola a casa.

Chiama il ministero dell'educazione e prendi l'indirizzo della sua scuola.

Sai almeno in che quartiere sta la scuola?

Non lo so. Per� vicino c'� un grande negozio di giocattoli.

- Cosa c'�? - Un grande negozio di giocattoli.

Sei andato tu a riparare la macchina di suo padre?

- Che macchina ha tuo padre? - Una Renault.

Se potesse essere cos� gentile da restituirmi il libretto...

Ditemi solo da che parte �, e ci vado da sola.

Ma dov'� questa scuola?

Potrebbe avere l'indirizzo nel suo zainetto.

Non posso andarmene senza il libretto, signor agente.

Ho detto no!

- Guarda nel tuo zainetto, bambina. - No!

Lo risolvo io il problema di questa bambina.

Dice che frequenta la scuola Assyeh.

- Lo risolva. - Lei per� mi restituisce il libretto!

- Ancora? - Bambina, da dove vieni? Direttamente dalla scuola?

S�. No, vengo da un'altra parte!

Allora ti sei persa. Andavi a scuola con la mamma o da sola?

Quando ero in prima ci andavo con la mamma, ma adesso ci vado da sola.

La mamma non mi accompagna pi�.

- E come si chiama la tua scuola? - Assyeh. - Assyeh?

Lei mi porti davanti a scuola, poi la ritrovo io la strada di casa.

- Sicuro? - Io so dov'� la scuola Assyeh.

Lo so anch'io dov'�. Vieni, piccola. Ti ci porto io.

- No, io rimango qui. - Ce la porto io.

E' quella che ha una grande insegna blu sul cancello? - S�.

- Vede che lo so? - Lei non si immischi!

Ma non c'� un grande incrocio e a destra una insegna blu su cui c'� scritto Assyeh?

- S�, � vero. - Ecco, vede? E' come dicevo io. Mi ridia il libretto.

Per� c'� una scuola femminile da questa parte e una da quell'altra.

Ce la porto io.

Andiamo. Mi prendo io cura di lei.

Vado da sola. Mi dica soltanto da che parte �.

E' subito dopo l'incrocio, in fondo alla via a destra.

Grazie di tutto, arrivederci!

Avanti, signore! Forza, donne!

Non avete mai assaggiato dei frutti cos� succosi!

Salve, signor Habibi.

Salve, signorina Mina.

- Come stai? - Non faccio pi� parte del film.

- Perch�? - Non voglio recitare.

Almeno dimmi il perch�.

Non voglio e basta!

- Ma io ti ho raccomandata. - Vende nastri rosa?

- Mi faccia vedere. - Ecco il microfono. - Non posso tenerlo.

- Lo prenda. - Ma io sto chiudendo.

Sono di fretta.

- Arrivederci. - Aspetta, Mina!

Sono subito da lei.

Arrivederci!

- Cosa devo dirgli, allora? - Che le ho dato il microfono.

- Perch� non reciti pi�? - Perch� non voglio.

- Devono darti il compenso. - No, non lo voglio. Arrivederci.

Dio ti accompagni. Poi vengo a parlare con tuo padre.

- Vado di fretta, signor Habibi. - Sto cercando. Adesso lo trovo.

- Ho proprio fretta! - Ma che sar� mai?

- Io sono lo sposo. - Auguri, allora!

Devo cercare bene se voglio trovarlo.

Ce l'ho di colore nero.

Sia benedetta la sua mano.

Se vuole altri colori, vada in piazza Martiri.

Non si dimentichi. Questo pomeriggio. Deve venire assolutamente.

Se Dio vuole verr�. Vi porter� un mazzo di fiori. Auguri!

- Troppo gentile! Arrivederci! - Ancora felicitazioni!

Un punteggio senza precedenti nella storia del calcio iraniano!

La nostra squadra ha battuto la Corea del Sud 6-2.

Permettetemi di congratularmi con i nostri ascoltatori,

e con tutti gli appassionati di calcio, per questa grande vittoria.

- Salve, signor Habibi. - Salve. - Come sta? - Bene, grazie. E lei?

Pu� restituire a Mina il microfono? Le dica che non vuole prendersi la responsabilit�.

- Glielo porti subito. - Cosa avete fatto per irritarla cos�?

Niente. - Quando � arrivata non ascoltava nemmeno ci� che le dicevo.

Non c'era alcun motivo. Se potesse portarle il microfono...

- Nessun problema. Se accetta. - Grazie. - Si figuri. Arrivederci.

Ma come funziona?

Uno, due, tre...

Prova. Uno, due, tre...

L'Arabia Saudita ha battuto la Cina 4-3.

E mercoled�, Iran contro Kuwait...

- L'aveva spento. - No, non l'ho toccato.

Non tocchi mai questo bottone. Signor Najafi, mi sente?

Prima mi lascia andare via e poi suona il campanello.

Devi venire a finire il film.

No. E comunque � a causa sua se sono finita in tutto questo.

- Le avevo detto di non toccarlo. - Non l'ho fatto apposta.

Mi dispiace se si � spento di nuovo.

- Ora � spento, vede? - Ci prover�. Ma non � la fine del mondo!

Cosa ha detto lei?

Non so cosa le abbiate fatto, ma � molto arrabbiata con voi.

Cosa intende?

Posso presentarvi un'altra ragazza della sua et� che ha talento.

- No, grazie. - Allora dovrei andare. Arrivederci.

Arrivederci.

Traduzione: Jago71 younditalia.wordpress.com

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