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< La bombola d'ossigeno. Cosa fa venire in mente?
< Una bomba? Un missile?
Il polmone di un uomo di metallo? Di un robot?
Adesso un soffio vitale sprigiona da lì.
Poi la valvola è richiusa.
Un silenzio ineluttabile.
Sa come si usano? Si fa così.
Cosa credi, Alberto?
- Se la caverà? - Non lo so.
Le fiale da 5 o da 1 0 centimetri cubici?
Non lo so. Telefona a casa.
Anzi no, faccio io. Tu intanto prendi la bombola.
- E' guasto? - No.
Adesso sono proprio come Eva. Mi manca solo la mela.
Mi sto guardando allo specchio.
Sto delle ore nuda a guardarmi, lo sai?
Ehi, non rispondi?
Ti sto dicendo che sono nuda davanti allo specchio.
A volte non mi pare che io sono io.
Mi pare di essere un'altra persona, capisci?
Allora mi saluto, faccio la mia conoscenza,
comincio a volermi bene pezzo per pezzo.
C'è solo una cosa che forse non va.
Credi che abbia il seno troppo piccolo?
Ti piace il mio seno?
Io lo adoro così com'è.
Indifeso, una piccola cosa.
Greta, mi senti?
Perché tanto tempo senza chiamarmi? Due mesi. Perché fai così?
Claudia, rispondi!
- Ho capito, sei con un uomo. - Da cosa lo deduci?
Dal tono della tua voce.
- Dimmi se sei con un uomo.
- Chi è questa volta? - Tu vedi uomini dappertutto.
Sei ossessionata.
Ho la sensazione che qualcuno ci ascolti.
C'è stato uno qui con me fra le lenzuola.
Mi ha usata spietatamente come una cosa.
Una cosa con gambe, braccia, seno, ventre, ma sempre una cosa.
A me piace in questo modo. Ti dispiace se parlo così?
Sì.
Allora ti faccio soffrire. Mi piace l'idea.
Perché non vieni qui, Claudia?
No, devo andare in chiesa. A Sant'Andrea alle Mura.
Dio ti punirà.
Non hai paura di Dio?
Rispondi, donna!
- Chi è? - Ti avevo detto che qualcuno ascoltava.
- Ma chi è? - Dio.
- Buone notizie? - No.
- Allora, le fiale da 5 o da 1 0? - Prendile tutte e due.
Ma che cos'hai?
Io?
Stavo pensando alla vita.
E' una continua provocazione.
- Appoggialo qui. - Dove? - Qui. Così.
< La luce... < Sì, gli dà fastidio.
Entra, vieni da noi.
- Ti cerca sempre con gli occhi. - Devo correre all'università.
Ma è occupata dagli studenti. Vai da tuo fratello.
No, c'è un consiglio accademico per parlare della situazione.
- Anche per gli assistenti. - Vai da lui un istante. - Non posso, è tardi.
Deve comprare anche lei roba di antiquariato?
- Ci conosciamo? - Sì, Claudia.
Bene, vuol dire che ho dimenticato. Chi è lei?
Dio.
Ah!
Quel Dio!
- E lei è venuto fin qua? - Dio è in ogni luogo.
Ah, sì, certo. Dimenticavo.
Anche a me è capitato di intercettare delle telefonate.
Ma non erano interessanti.
Lei ha ascoltato tutto?
Da quando ha detto che le piace guardarsi allo specchio.
- E poi che cosa ho detto? - "Pensi che il mio seno sia troppo piccolo?"
"A me piace, anzi lo adoro così com'è."
"Indifeso, povero tesoro, così tenero."
Potrebbe continuare?
"Ero con uno che mi ha usata come una cosa."
"Una cosa con seni, labbra, fianchi, gambe, ma sempre una cosa."
E come mi ha immaginata?
In diversi modi. Bionda, con il viso dipinto...
ma sempre nuda.
- Non andare via.
Qui lei ci può sistemare un piedistallo con una statua.
Oppure un sostegno per una lampada o per un vaso con dei fiori.
- O per una pianta. - Si può anche mettere una poltrona.
Però mi chiede troppo. Sia buono.
Non mi faccia fare la parte del prete affarista.
Devo aiutare gli orfani della mia parrocchia.
Sapesse quanto mi offre Caraveri di Genova. 500 mila!
- Facciamo 400. Per me. - Non posso.
Sono sempre 500 mila.
Va bene. Mi mostri i quadri adesso.
Ciao, "voyeur". Coraggio, seguimi!
- Ti ha usata anche lui come una cosa? - Chi, il prete?
Ah, tu...!
No, non c'è stato niente.
Non è il tipo.
E poi... io sono un po' frigida, sai?
Forse lo sono del tutto.
Forse non l'hai fatto perché l'avevi già fatto prima,
- con quello che ti ha usata come una cosa. - Eh?
- L'hai detto a Greta al telefono. - L'ho inventato per Greta.
- Perché? - Non fare troppe domande.
- Comunque sono una gran bugiarda. Vuoi vedere? - Sì.
- Sei spaventato. - Al contrario.
- Allora ti va bene tutto di me. - Pare di sì.
Amore, amore, amore, desiderio, desiderio, desiderio,
ti voglio, ti voglio, ti voglio, prendimi, prendimi...
E' così che deve andare. Io mi stendo sul letto, mi offro a te
e tu mi prendi. Va bene, allora proviamo.
- Defaglia? - Noioso.
Preferirei qualcosa di barocco.
Albinoni. Vieni qui.
Vediamo.
Che ne pensa, signorina, gli sta bene?
Si intona con la sua barba e gli occhi azzurri?
Bene, allora Albinoni.
Mi stai guardando?
Certamente.
Hai le punte del seno increspate.
Perché ho un pochino di freddo.
Togliti l'orologio, altrimenti mi graffi.
Hai fatto l'appendicite anche tu.
Ti hanno trattato meglio, hai una cicatrice più piccola.
Facciamo il cambio?
Albinoni, sei una frana!
No... no...
Non ostinarti.
Non è affatto importante.
Sul serio ti senti umiliato?
Tu resti a bocca asciutta.
Certe volte a una donna non dispiace affatto.
Anzi, la lusinga, a volte.
Vuol dire che l'uomo sente la cosa perfino troppo.
- Io ti volevo. - Mentre ascoltavi la telefonata mi volevi,
perché non sapevi neanche com'ero.
Ma adesso che mi conosci, sei deluso. La realtà è sempre un po' meno.
No, non è questo.
E sentivi soprattutto la voce di Greta.
Ha una bella voce. Peccato che sia strabica e che sia alta così.
Sei rimasto male, eh?
Dimmi, come l'hai immaginata?
Non ho un'idea precisa.
Sicuramente qualche anno più di te.
- Elegante, intelligente... - Più o meno.
- Vuoi conoscerla? - Sì.
No. Te ne innamoreresti.
Scusa, devi nasconderti un momento in terrazza.
- Ma perché? - Vai!
- Chi deve venire? - Muoviti, tonto! - Va bene.
Eccolo là. E' capace di aspettare fino a domattina
- che esca il proprietario delle scarpe. - Diventa cattivo?
- No, gli piace spiarmi. - Chi è?
Uno che vuole sposarmi. E' il suo unico merito. Si chiama Pietro.
Alberto, mi accenderesti una sigaretta? Sono nella mia borsa.
Facciamo uno scherzo a Pietro?
Ti faccio uscire dall'altra parte, così aspetterà per ore tormentandosi.
- Oppure dormi qui. Puoi dormire qui? - Mi aspettano.
A che ti serve una rivoltella?
Perché vai a curiosare negli affari miei?
Era nella borsa.
L'ho comprata da un rigattiere un anno fa.
Volevo usarla per un certo arredamento, un quadro pop.
Ma poi ho cambiato idea.
- E la tieni nella borsa? - Sì, perché no?
Ehi, vai!
Sei mai stato con un uomo?
- Non ancora. - No?
- Perché non provi? - Vecchi pregiudizi.
Ma è carica.
Altrimenti sarebbe come un'auto senza benzina.
Adesso sai chi sono.
- Ci rivediamo? - Se credi che ne valga la pena. A me sembra inutile.
Hai ragione.
Comunque noi siamo uniti da un legame speciale.
- Un amplesso non riuscito. - Ciao. - La porta è giù a sinistra.
- Non voglio che Pietro ti veda. - D'accordo. Ciao.
C'è il prete di là. Lo vuoi conoscere?
Il medico ha detto che andrà avanti solo per pochi giorni.
Hai già immaginato l'uomo che avrai dopo di lui?
- Io? - Certo.
Il nostro cervello lavora da solo, non ha ipocrisie come le parole.
- Avrai già immaginato la tua vita da vedova. - Smettila!
Dunque te la sei immaginata.
E prima che tu possa rendertene conto il cervello ti ha descritto la scena.
Diverse scene.
Incontri l'uomo in un viaggio, oppure te lo presentano per caso.
O magari un'amica, che ti vuole distrarre dalla clausura,
ti invita a casa sua e là c'è lui.
- Come l'hai immaginato? - Forse l'opposto di te.
Vieni qui e mangia qualcosa, donna qualsiasi.
- No. - Vuoi farmi credere che non hai fame dopo un giorno? - No.
Tu neghi di avere fame.
Però guardi questi sottaceti che sono sempre stati la tua passione.
- Sei disgustoso! - Vuoi un consiglio, Marina? - No! - Aspetta.
Per non soffrire, prova a descrivere quello che succede davanti a te.
E dentro di te.
Come se tu fossi uno spettatore.
Prova.
Così, guarda.
Le ombre della sera invadono le stanze immobili.
Tutto qui intorno a noi ricorda altri momenti...
altre luci, altre voci.
> Marina. Marina.
Ora egli è solo.
Fa molto caldo.
Desidera una bibita.
Di tanto in tanto...
affiorano pensieri che disturbano la solitaria coscienza.
Pensieri che affiorano e disturbano...
la coscienza solitaria.
No.
La solitaria coscienza.
> Marina! Marina!
Perché! Perché! Perché non ho la forza! Ho paura!
Mi tieni qualche giorno qui?
Se hai ancora le mani sporche di sangue per un delitto,
sai dov'è il bagno.
Comunque non sono uno scroccone, ho intenzione di contribuire alle spese.
Domani ti faccio un ritratto. Mi ripaghi posando per me.
Prima dividevo lo studio con un'amica,
ma non andavamo d'accordo come idee politiche.
Così le ho reso la vita impossibile ed è andata via.
E' un bell'oggetto.
Con un solo colpo può concludere una storia di anni e anni
di amarezza, di odio.
O anni d'amore.
L'arma ha un'anima.
Un'anima di piombo e di acciaio.
Che quando si rivela prende il posto della tua.
L'hai detto bene. Tu ami quest'arma.
Se te la portassero via, ti dispiacerebbe?
- Penso di sì. - Perché? - Non lo so.
Non ci ho mai pensato.
- Ma tu chi vorresti uccidere? - Nessuno. Credo.
Ma le rivoltelle uccidono.
Forse avere un'arma vicino mi dà un senso di sicurezza.
Prova a dirmi che cosa avevi in mente
quando sei andata al negozio a comprare le pallottole.
Pensavo solo di comprare le pallottole, dottore.
Ma perché?
Tu dici che avevo in mente di uccidere qualcuno?
- Ora che mi ci fai pensare... perché no? - Io direi...
No, no, no. Lasciami riflettere.
Forse veramente io nascondo un'idea simile.
Nell'inconscio.
Vai a dormire, Alberto.
- Sai una cosa? Non me n'ero mai accorta. < Di che?
Che avevo nel subconscio questa idea.
- E la vittima chi sarebbe? < Una vittima ci vuole, vero?
E' indispensabile.
< Pietro?
Sarei la prima donna a voler sopprimere il suo solo pretendente.
Greta.
Strano, certi discorsi si fanno solo la notte tardi.
Mi domando di che parleremo domattina.
- Buonanotte. - Buonanotte.
- Cos'hai, non dormi? - Ho sentito dei passi. - Ero io.
Avevo sete e sono andata a bere qualcosa.
- Parlavi nel sonno. - Che cosa ho detto?
Hai l'aspetto stanco. Ora riposa.
Domattina ti lascio dormire fino a tardi.
Pietro era qui poco fa.
Voleva vederti. Lui mi permette tutto, ma vuole sapere, conoscere.
Ha capito che io ho uno speciale interesse per te.
Ma non può impedirmi di starti vicino se ne ho voglia.
Quella è Greta.
Stanotte continuavo a riflettere sulla rivoltella.
Ho pensato spesso a come sarebbe bello se lei morisse.
L'avevo già pensato.
E' stato due mesi fa. Sicuro.
- Era una domenica. - Perché l'hai pensato?
Ricordo che faceva un caldo terribile.
Forse ho avuto l'idea perché faceva caldo
o perché era domenica, non so.
- Chi è Greta? - La vedova di mio padre, la mia matrigna.
E perché vuoi che muoia?
Questo è il punto, dovrei avere un motivo.
Dimmi, non hai paura di essere implicato involontariamente
- in un delitto? - In che modo?
Beh, se io ti circuissi perché tu la uccidessi per me, per esempio.
- Dipende. - Dalla cifra?
Dal mio particolare interesse nell'affare.
Cerchiamo di trovare un motivo.
Potresti uccidere per vendicare tua madre tradita da un nuovo matrimonio.
Non ricordo nemmeno mia madre.
Greta potrebbe averti sottratto l'affetto di tuo padre.
- Si amavano i tuoi genitori? - Era uno schifo di matrimonio.
Mio padre aveva un sacco di donne. Lui se ne infischiava.
Altre domande?
- Che stai pensando? - Te lo dico subito.
Io penso che Greta sia innamorata di te.
Esatto. Da morire.
Avevo quell'età quando ho conosciuto Greta.
In principio sembrava che mi odiasse.
Mi puniva spesso per piccole cose.
Ricordo qualche schiaffo senza alcuna ragione.
Poi ad un tratto cambiò.
Cominciò ad interessarsi di me dalla mattina alla sera.
Mi aiutava a fare i compiti.
Mi aiutava e mi aiutava.
E intanto mi accarezzava i capelli.
Scommetto che tu ricordi il tocco della sua mano.
Perfettamente.
Così?
Ma poi come ti fece capire?
Una sera mi disse che non stava bene.
Mi invitò a mettermi a letto con lei per continuare a studiare.
Tu devi dirmi tutto. Senza tralasciare nulla.
Ogni gesto, ogni momento di ansia.
Su, prova. Spezza le tue sensazioni fino al millimetro.
Non perdere nulla.
E' tutto qui.
- Cosa è tutto qui? - L'esistenza, la vita.
Bisogna fare attenzione a tutto.
Adesso per esempio.
Io sento il tuo profumo, vedo una vena che ti palpita sul collo.
Si è creata una particolare atmosfera erotica tra noi.
Proprio perché tu mi stai raccontando le tue prime esperienze d'amore.
Non ho voglia di parlare del passato.
Tu pensi che abbia già fatto le sue piccole esperienze?
Quando crescono in posti come questo, fanno presto.
Invece probabilmente è innocente come ero io prima.
Ehi, tu, ragazzina!
< Vieni qui!
< Ehi, senti!
- Io? < Sì, parlo con te. Vieni qui.
- Come ti chiami? - Viola De Santis.
- Dove stai andando? - Vengo da scuola.
- Dove abiti? - Dall'altra parte della ferrovia.
Sali, vogliamo parlarti un momento.
- Siamo della Televisione. - Già.
Cerchiamo nuovi volti per un concorso. Voci nuove.
Sai cantare?
- Beh... Mi arrangio un po'. - Sali. Andiamo.
♪ No, ragazzo no. No, ragazzo no, del mio amore non ridere.
♪ Non ci gioco più, quando giochi tu sai far male da piangere.
♪ Da stasera la mia vita nelle mani di un ragazzo
no, non la metterò più.
♪ No, ragazzo, no, tu non mi metterai
tra le dieci bambole che non ti piacciono più.
♪ Oh, no. Oh, no. ♪
Non va.
Ha ragione, non hai una gran voce.
Su, non fare quella faccia. Ecco.
Tieni, è tuo.
E adesso... vediamo cosa si può fare.
Intanto dovresti rispondere a qualche domanda.
- Hai un fidanzato? - Sì, un amico di mio fratello.
- Quanti anni? - 24.
Ti ha baciata?
E cos'altro hai fatto con lui?
Senti, se vuoi che noi andiamo avanti,
fai quello che ti chiediamo.
Dobbiamo diventare veri amici.
Sì.
Le bugie raccontale a tua madre e a tuo padre, a noi devi dire la verità.
Ma perché?
Noi cerchiamo una ragazza... una ragazza speciale, diversa.
Potresti essere tu quella diversa da tutte le altre.
Ma dobbiamo sapere tutto su di te. Chiaro?
Allora, cosa succede tra te e il tuo fidanzato quando siete soli?
- L'avete fatto? - No. Non ancora.
Che dici, potrebbe andare bene per l'altro numero?
Scherzi? Ci vuole più fisico.
Invece io la trovo adattissima.
- Come stai in costume da bagno? - Bene.
Ho delle fotografie fatte sulla spiaggia.
Togliti questa roba, così ti vediamo. Vai là.
No, mi dispiace. Mi pare che sei un po' ridicola.
Andiamo.
Aspettate!
Aspettate, non andate via! Aspettate un minuto, per favore!
Ecco, vai a consolarla.
PIANTO
Teneramente ferita, umiliata, disperata.
Come un piccolo animale maltrattato dal padrone
che cerca un angolo buio per potersi nascondere.
Quante lacrime.
No! Non qui. Non adesso. Vai via!
E' sconvolta. Non vedi?
Andiamo via da qui, andiamo nel tuo studio.
Io voglio tornare a casa.
Lo vedi?
Che cosa vogliono questi due?
Sono della Televisione.
Ma alla Televisione il nudo non va.
Non è permesso.
- Che cos'è? - Me l'hanno dato loro.
Perché?
Disgraziata! Porca! Lo dirò a tuo padre!
Mascalzona! Puttana! Via! Via!
Andiamoci insieme alla Televisione. No?
Io dico di sì! No! No!
Io voglio sapere cosa volevate fare alla mia fidanzata!
Una bambina! Una minorenne!
Prendiamo il numero di targa di questi!
Dopo. Adesso facciamo noi un po' di nudo artistico.
No! No! No!
Questo no! Alberto, ti odio se lo lasci fare!
Claudia, corri!
Stai giù!
- Metti in moto! - Lo denunciamo in Questura!
< Ti facciamo finire sui giornali!
< In galera! Chi credi di essere!
Ciao, belli.
La loro motocicletta!
Perché non sei stata con quello?
Non aveva un buon profumo.
Ne ho una voglia da morire.
- Era una casa chiusa quella? - Sì, adesso è ancora peggio.
Un viavai continuo. Vedete la stanza ad angolo al terzo piano?
Lì una si è suicidata. Si è impiccata al tubo del termosifone
e un'altra è stata ammazzata. La trovò la donna delle pulizie.
Passava la scopa sotto al letto e vide sporgere un braccio.
Come stanza del delitto non c'è male.
Che peccato, non c'è nessuno che ci guarda da quella finestra.
Chiudo le persiane, così c'è più atmosfera da cronaca nera.
Ecco.
Guarda, c'è rimasto una specie di graffio.
Dev'essere il punto dove si è appesa.
Sai, dopo il fatto di Greta, anch'io volevo farlo.
Non per vergogna... anzi, no, per vergogna.
La odiavo e odiavo anche me.
Mi sentivo sola e perduta. Che stupida.
Ora non ci voglio pensare più. Stringimi.
Dev'essere orribile.
Si spezzano le vertebre cervicali, è questione di un attimo.
Ehi!
> No, le mutandine no...
Dev'essere quella rossa che è entrata prima.
No, non darle un volto.
> Credevi che fossi una rossa originale?
Lasciala così, sospesa nello spazio,
una voce e basta.
- Come la voce di Greta? - Sì.
Ma tu chi sei? Non mi pare di conoscerti.
Nemmeno io. Non so come mai sono qui, in questa posizione.
- Ah, no? - No.
- Avevo solo ordinato una Coca-Cola. - Scema.
Mi piace con te. E a te, perché piace?
Perché mi sento colpevole. Sto tradendo Pietro.
Ed è meraviglioso!
Una ragazza come te in un posto così.
- Ma sei matta? - Mia madre veniva sempre qui.
- Eh? - La mamma.
Amore...
Sì... sì...
Che uomo, che uomo... così mi fai impazzire.
No, no, le mutandine no...
Era lei nella stanza accanto. E' brava, no?
Coraggio, Fausta, fallo di nuovo.
No, no, non resisto. Che uomo, che uomo!
E' simpatica. L'ho incontrata in un salotto, di là.
- Certo, stavamo giocando a canasta. - Una canasta di beneficenza.
Ma quello era Pietro! Ci stava spiando.
Era lui!
Forse ci pedina perché gli piace soffrire.
- Mi hai ripreso fino alla fine? - Sì.
Ma sono così io?
Ti disgusto?
No!
La rimetto io al suo posto.
Non preoccuparti, i vicini sono fuori per il weekend.
Ma perché l'hai fatto?
Lo sapevo.
Ora cominci a indagare.
Le idee inconsce, i pensieri segreti, gli impulsi.
Credi che non ti abbia capito?
- Che cosa hai capito? - Tu vuoi sapere come andrà a finire.
E' come se tu fossi al cinema. Io sono il film.
- Il tuo film. - E io il tuo, no?
Quali interessi dovrei avere per te?
D'accordo. Ma se io ti guardo come un film,
prova anche tu a fare lo stesso con quello che ti succede.
Questa cosa che hai dentro, questo odio,
cerca di vederlo come se fosse una commedia, un libro che leggi.
Tu ci riuscirai, ma io non sono come te.
Perché hai sparato?
Per togliermi la soggezione dell'arma.
L'arma che è carica, quindi guai a toccarla.
Guai a sparare.
Solo per togliermi questa soggezione.
Adesso l'arma mi è diventata più familiare, amica.
Diciamo il fatto che io abbia sparato alla mia immagine...
è perché ho ripensato a com'ero là... sullo schermo.
E che forse, sì, che...
ero così anche tra le braccia di Greta.
E ho avuto rabbia contro tutto.
Io non protesto per quello che abbiamo fatto,
forse lo rifarei con una qualsiasi che passa, con Fausta per esempio,
ma perché mi ha ingannata. Obbligata a farlo.
Io non ho avuto scelta.
Solo lei ha scelto. E mi ha ferita.
Mi ha offesa!
Perché non le telefoni?
Secondo me devi smettere di sfuggirla, altrimenti diventi matta.
Pronto, Greta?
Sono io, volevo sentire la tua voce.
Sono con un amico. No, non è Pietro.
E' uno che vuole conoscerti.
< Ciò che più ti piacerà in Greta saranno gli occhi.
< Sono belli e lei lo sa. E' anche fiera delle sue mani,
delle sue braccia, del suo corpo.
< Ti piacerà più di me, ne sono sicura.
Tutto dipende da come monti il film. Per esempio...
Se io metto la tua faccia che sorride, così
e poi ti punto una rivoltella e poi la tua faccia diventa seria,
significa che tu hai paura dell'arma. Proviamo il contrario.
Prima la tua faccia seria, poi io che punto l'arma
e infine tu che sorridi. Cosa vuol dire questo?
Che tu non hai paura dell'arma.
Supponiamo che io metta il tuo viso indifferente mentre sbucci la frutta,
poi improvvisamente faccio comparire Claudia, nuda, e tu che sei turbata.
- Che significa? - Significa che l'apparizione di quella ninfa
mi ha turbata. Ma se tu metti il mio viso serio prima
e poi l'apparizione della ninfa nuda
e quindi io che sbuccio indifferente la frutta... che cosa hai detto?
Ho detto che le ninfe nude ti stimolano l'appetito, non i sensi.
Io adoro il nudo, l'ho sempre adorato fin da quando ero ragazza,
quando studiavo pittura.
Poi ho rinunciato perché se non hai talento, è meglio smettere.
Non sono come Claudia.
Però ricordo ancora la prima modella all'accademia.
Io avevo 1 8 anni e lei 20. Era una contadina.
Così pulita, splendida.
E' stata in mezzo a noi come una regina.
E noi con scarpe, gonne, cravatte, calzoni, maglioni, così ridicole!
Eravamo davvero come i suoi sudditi.
Heil!
Ciao, spione!
Vuoi dire che non te ne importa?
Che Claudia faccia l'amore con quel ragazzo?
Anche con te, no?
Salve!
Ciao!
- Chi l'ha invitato? - Non credo abbia bisogno di inviti.
Adesso andranno... a fare l'amore.
Zac! In questo momento l'unico velo che proteggeva la ninfa è caduto.
Ora è nuda, nuda davanti a lui. Ti dispiace?
Claudia è grande, non mi curo della sua moralità da molto tempo.
Anche se disapprovo questo suo sessualismo.
- Un po' genere supermarket! - Quindi disapprovi gli uomini.
Non gli uomini, il modo. Ma è questione di gusti.
C'è un equivoco, io non intendevo invitarti a seguirmi.
Io non mi formalizzo, sai?
Senti, tu non sei antipatico.
Sei giovane e potresti anche piacermi,
ma ho un altro uomo e non voglio comportarmi come una ragazzina.
Quel sorriso che significa? Non posso avere un uomo?
- Nome? - Daniele. - Età? - 40.
- Professione? - Medico. Ti basta?
L'hai inventato.
Senti, so che vuoi stare qui con me, ma io no.
E' buffo, di solito i ragazzi di Claudia sono diversi da te.
- Cosa vuoi dire? - Sembri così incerto, insicuro.
Anche se cerchi di nasconderlo.
Scusa la mia franchezza.
E ora vorrei riposare tranquilla e sola, se permetti.
Se non sai come impiegare il tempo, fai qualche ripresa in giardino.
I fiori sono uno splendore di colori.
E tu non fai niente?
No! No! No! Tu sai soltanto guardare!
Sei un codardo!
Così finisce la carriera del signor Pietro.
Sei stato magnifico.
- Ma perché quello schiaffo? - Perché è un vigliacco.
L'ho lasciato. E' finita.
Cos'è successo?
Volevo che parlasse con Greta.
Che le facesse capire che doveva lasciarmi vivere la mia vita.
Ma lui non ha avuto il coraggio.
- Ha paura di Greta? - Tu non la conosci.
Intanto lei ha i miei soldi.
Come credi che viva io? Elemosina.
E poi mi ricatta minacciando sempre il suicidio.
Lo ha già fatto.
Una volta l'ho salvata io all'ultimo.
- Perché l'hai salvata? - Non lo so.
Oggi non so se lo rifarei.
Ma adesso lei non pensa più al suicidio.
Le piace vivere adesso.
Non parliamone più, almeno per cinque minuti.
Mi sento addosso una cappa di piombo.
Marcella, mettilo sul tavolo.
Dimmi, con lei ci stavi provando, eh? Come è finita?
Mi ha detto che ha un uomo a cui è fedele.
Certo, che altro doveva dire?
Senti, dimmi la verità.
Non è una cosa passata, continua ancora.
Voglio dire, ancora adesso voi due...
- Sei eccitato all'idea, vero? - Sì, ma rispondimi.
No.
Non rispondo.
- Facciamo l'amore? - Se lo chiedi così...!
Bau, bau, bau!
Sai che ho trovato il delitto perfetto?
Si annega la vittima nella vasca da bagno di notte
e poi si porta al mare e si lascia cadere tra le onde. Incidente.
No, potrebbero stabilire l'ora esatta della morte, quindi il tuo piano...
Facciano pure. Diremo che facevamo il bagno di notte.
Lo facciamo spesso per davvero. Lei ha avuto un malore, eccetera.
- Potrebbe funzionare. - Credi? - Credo proprio di sì.
E' un piano che ha il pregio della semplicità.
Comunque pensavo che avresti fatto tutto da sola.
E tu a guardare? No, bello.
E poi ti avevo detto che ti avrei implicato in un delitto.
Quindi non protestare.
E chi protesta?
Guardandola bene c'è qualcosa di inquietante in una vasca da bagno.
Sembra una bara.
Sono contenta che tu abbia liquidato Pietro.
Claudia.
Fa caldo, andiamo a fare due passi in pineta?
Potremmo anche fare un bagno.
Ok.
- Vieni? - Vai avanti tu con lei, io vi seguirò dopo.
Cosa hai in mente?
Vai con lei.
Se cala un po' il vento, domattina prendiamo la barca
e andiamo fino al promontorio.
Ricordi quanti bagni abbiamo fatto laggiù?
"Perché non dovrei volerle bene?
Lei me ne vuole, io devo ricambiarla.
Io voglio bene a Greta. Da questo momento le voglio bene.
Io amo Greta. Le voglio bene."
L'ho letto su un libro di fantascienza.
Dovrebbe fare effetto ripetuto giorno e notte vicino all'orecchio.
Specialmente quando dormi.
"Amo Greta. Le voglio bene.
Amo Greta. Le voglio bene. Amo Greta. Le voglio bene...."
- Perché hai riempito la vasca? - Cosa?
- La vasca. - Ah, la vasca.
Volevo fare un bagno, con questo caldo! Io amo Greta...
Credi che Greta si sia accorta che io vi spiavo in pineta?
Non lo so, ha cambiato umore improvvisamente. Amo Greta...
- Non gliel'hai detto? - Cosa?
Che vi stavo spiando.
Sei un po' strano. Che idea!
Mi era sembrato.
Di cosa stavate parlando?
Non me lo ricordo. Io amo Greta. Le voglio bene. Io amo Greta.
Io amo Greta. Le voglio bene. Alberto, smettila.
Torna in camera tua.
- Non posso stare con te? - No. - Perché no?
Perché adesso io vado da lei.
Lei me l'ha chiesto.
Ha mal di testa e mi ha pregato di farle compagnia.
- Ciao! - Ciao.
Senti, devi andare via.
Devo andare via? Da solo, tesoro?
Sì. Io resto qui.
- Te l'ha chiesto lei? - Non c'è altra soluzione.
Poiché è immortale, dovrò volerle bene.
Il registratore funziona.
La persuasione della reclame è irresistibile.
- Io amo Greta, io amo Greta... - Quando ti rivedo?
Non lo so.
Lascio lo studio, sai?
E' finita la spensierata giovinezza!
< Ciao, ragazzi.
Ciao.
Fa una passeggiata tutte le mattine.
Cos'è successo?
- Stanotte? - Sì, raccontamelo.
No.
Ah, è così?
Se vuoi dormire ancora qualche notte nello studio,
io ho pagato fino alla fine del mese.
No, grazie, tesoro, non vorrei abusare.
Mi dispiace mandarti via senza aver fatto di nuovo l'amore.
Non ti preoccupare.
Questo è il film tuo e di Greta, cosa ne facciamo?
Fanne quello che vuoi.
- Ci vediamo. - Ciao.
La pineta è più deserta e silenziosa che mai.
Dal mare spira libeccio.
Nell'animo suo i colori della natura assumono toni desolati e grigi.
Una macchia bianca sul verde.
Una donna. Un ostacolo, un intralcio.
Laggiù in mezzo alla strada.
Perché non cammina ai bordi? Egli si domanda.
E una pazza idea, nemmeno formulata,
gli attraversa la mente.
Spingere l'acceleratore,
cancellare dalla strada quell'ostacolo.
Ma è semplice! Semplicissimo!
La cosa orrenda è toccare la vittima con la mano.
Ma se non la tocchi...
tutto avviene e nulla avviene.
E' stata investita.
Forse non si saprà mai chi è stato.
Un pirata della strada,
secondo quello che ha detto l'uomo che l'ha trovata.
Vai via, Alberto. Ti telefonerò.
Io sono contento di essere in fraternità perché mi sento vivo.
Io ho sempre amato tanto la vita e mi era insopportabile di non amarla più.
In fraternità l'ho ritrovata,
perché ho ritrovato anche me stesso come uomo.
E non mi importa di non fare più quello che facevo prima.
- L'importante è che sono vivo. - Spegni, Marina!
Il mio rapporto con la realtà è un rapporto di un uomo contento...
- Alberto. - Eh?
C'è di nuovo quell'uomo che è venuto a cercarti ieri.
Io non lo conosco, non l'ho mai visto.
Che cosa gli dico?
Digli che non ci sono. Non voglio seccature.
Alberto.
Io ero il fidanzato di Greta.
- Posso parlarle? - Perché?
Glielo dirò subito.
- Il giorno prima della disgrazia lei era alla villa, vero? - Sì.
Greta mi ha telefonato, quella sera, prima di addormentarsi.
Era un'abitudine. La buonanotte, capisce?
Mi ha detto che lei ha effettuato delle riprese di Greta.
- Se lei potesse darmele... Per ricordo. - Sì, la capisco.
- Posso averle? - Non c'è solo Greta in quel film.
Sì, lo so. Greta me l'ha detto.
Era abituata alle stranezze di Claudia.
Tenga, le mandi a questo indirizzo. Grazie e scusi.
Senta.
Che vuol dire che era abituata alle stranezze di Claudia?
Greta mi ha detto che lei faceva le riprese di nascosto.
Ne abbiamo riso.
Anche se queste cose a lei e a me ci davano un certo disgusto.
Lo dico senza voler offendere nessuno.
Ma lei mi ha fatto una domanda e io le ho dato una risposta.
Buongiorno.
- Ah, allora sei qui! - Certo che sono qui!
Allora perché non rispondi al telefono? Perché non apri la porta
quando suono?
Perché non rispondo a nessuno. Non voglio vedere nessuno.
Questo è un momento psicologicamente difficile per me.
Sono in una fase di grande ardore creativo.
La morte di Greta mi ha liberato da tutte le mie inibizioni.
Adesso sboccio.
Stiamo insieme oggi?
Mi dispiace, ho un impegno. Mi sposo prestissimo, sai?
Col tuo caro amico Pietro?
Ma gli ho restituito lo schiaffo prima di accettare.
- Potevi ringraziarmi. - Di che?
Poiché la morte di Greta ti ha liberato da tutte le tue inibizioni.
- Allora grazie a lei. - No. Grazie a me.
Fammi capire bene.
Il misterioso pirata della strada saresti tu?
L'hai uccisa tu?
- Smettila, non mi piacciono questi scherzi! - Hai scherzato tu con me.
- E la rivoltella? - L'ho buttata via.
Eh, già, ormai non ti serve più, lei è morta.
Mi rovini la giornata!
Stavo così bene prima che tu calassi giù dalla finestra!
Comunque non ti credo.
L'ho investita io.
- Incidentalmente. - Apposta.
Per farti piacere ci crederò.
Ti conosco, sei malato di fantasia.
Me l'hai chiesto tu!
Io? Io non te l'ho mai chiesto!
- Io non te l'ho chiesto! - Sssh.
- Parlavi sempre di ucciderla, come, dove... - Ma non dicevo sul serio!
Era un gioco fra noi. Era per giocare insieme.
Nient'altro.
Nient'altro?
No.
Sei brutta.
Sì, sei brutta.
Voglio dire, lo diventerai presto.
Ti verranno presto le rughe.
Forse ingrasserai.
Secondo me sei un tipo che invecchia presto.
E non mi piacciono nemmeno i tuoi quadri.
Posso anche essere d'accordo.
Quando ci vediamo?
- Ti telefono. - Quando? - Non lo so.
Puoi uscire dalla porta stavolta.
Preferisco da qui.
Ma chi è quella ragazza? La conosci?
Tu non puoi immaginare che storia!
Aspettami qui.
- Desidera? - Menta ghiacciata.
Pietro è noioso, dovevo capirlo immediatamente.
Ieri mentre mi baciava mi ha chiesto:
"Dimmi a chi stai pensando."
Non "a cosa", ma "a chi". Si era accorto che stavo pensando a te.
Non sembra soddisfatta della situazione.
Lo fa solo per i soldi.
Senti, perché non fai amicizia?
- Credi che ci starebbe? - Prova.
Guardala. Continua a guardarla.
Ecco.
- Vedi? E' una come noi. - E adesso?
Chiedile il telefono.
Cinque. Cinque.
Due. Uno. Quattro. Sette.
Hai visto?
Le telefoniamo stasera.
Hai avuto il tuo momento.
Adesso è finito.
Non sei d'accordo? No?
Gli occhi no! Gli occhi no!
Vediamo se hai capito di lasciar perdere mia moglie.
Ma che storia è questa, Alberto?
Cosa?
Il mio litigio con quello? Niente. Una cosa da niente.
Lasciala perdere quella!
E' lei che non mi lascia perdere.
Vuoi saperlo?
Quella ha un'idea fissa in mente.
E nei cinque continenti ha scelto proprio me.
Vuole che commetta un delitto.
Vuole che uccida una persona, una donna.
E me lo fa capire in tutti i modi.
Mi porta a casa sua, facciamo l'amore,
e fa in modo che io scopra per caso
che tiene una rivoltella nella borsa.
Poi mi parla di quella donna. Inventa di essere perseguitata,
torturata psicologicamente. Ma...
in realtà è una questione di soldi.
Poi mi mostra la casa e anche la donna da lontano.
E intanto... intanto mi osserva per vedere se reagisco.
E continua a ripetermi che è oppressa dall'idea di uccidere quella donna.
E continua a guardarmi per vedere se abbocco.
Non è possibile.
Ti dico che è così.
Anche adesso. Perché credi che stia con quello?
Per farmi capire che o io faccio quello che vuole,
oppure tra noi è finita.
E tu?
Io?
Io mi diverto!
Non ci casco! Un altro forse!
Non io! Non io!
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