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Sta ancora là?
Eh. Quello è geloso. Ormai vuole sapere.
Sentimi bene.
Lei non la devi sfiorare.
Va bene?
Dottore, ha spento il cellulare.
Ragazzi, state pronti che Anna ha spento il cellulare.
Va bene, dottore. Noi ci portiamo in posizione.
Che ci fai qua?
No, volevo solo dirti che sono stato uno stupido
a chiederti di venire anch'io.
Io mi fido di te.
Solo questo. Va bene?
Ci vediamo lunedì?
Lunedì, sì.
Sei proprio bella, sai?
Sei proprio elegante.
Ma che dici?
Sì, sei elegante, anche troppo!
Allora?
Così vai vestita dallo zio?
Perché?
Il mio anello?
Dov'è il mio anello, scusami?
Dov'è il mio anello?
- Emilio, ti prego. - Chi te l'ha dato questo?
- Lasciami stare! - Giovanotto!
- Ti prego vai via. - Vattene!
Chi te l'ha dato?
Giovanotto! Allora?
- Te l'ha dato lo zio? - Vai a casa, è meglio.
Ehi, Anna, asciugati gli occhi.
Che penserà lo zio vedendoti così?
Papà, torniamo indietro.
Ma che dici?
Voglio tornare a casa.
Non mi sento bene.
Non fare capricci che lo zio ti aspetta.
No, Anna, ma che fai?
Volete che mi veda così?
Torniamo indietro.
Torniamo indietro!
E torniamo indietro, mannaggia a la morte, mannaggia!
Torniamo indietro.
Ragazzi è tutto annullato.
Anna è voluta tornare indietro.
Che dici? Si comincia a ribellare la ragazza?
Fa solo i capricci.
Quella è una bambina viziata.
Il suo scopo è soltanto quello di alzare il prezzo con Iovine.
Che c'è?
No, niente.
Niente. Sei tutta pallida.
È stato solo un momento, ma mi è passato.
Hai mangiato?
No, sarà quello!
E non mi fa preoccupare.
Dicono che non si sente bene.
E che ha?
Cose da donna.
Ditele che spero che stia meglio.
E che l'aspetto domani.
Andatevene, eh?
Pure tu.
Mi dispiace
averti mentito.
Non fa niente.
Però ora mi dici la verità?
Sì?
Cosa c'è veramente,
fra te e questo zio che vai sempre a trovare?
Chi è lui veramente?
Il nome non te lo posso dire.
Perché?
Perché è uno importante.
Troppo importante.
È uno che a Casale comanda tutto.
Anzi,
non solo a Casale.
Antonio Iovine?
È Iovine?
Che cazzo c'entri tu con quello? Eh?
I miei lo conoscono da tanto tempo!
Vai, l'ammesso! L'ammesso!
Silenzio, silenzio.
Ha abitato anche a casa nostra.
Io ero piccola.
Solo che poi è diventato pericoloso
e quindi se n'è andato via.
Adesso io sto da lui tutti i fine settimana.
Cucino, stiro, lavo.
Gli faccio compagnia.
Solo compagnia?
Certo, solo compagnia.
Potrebbe essere mio padre.
Anna, quello si è innamorato di te.
Ma se me l'ha detto lui di trovarmi un fidanzato,
di venire da te.
Ah, te l'ha detto lui?
T'ha fatto l'ordinazione?
- Non volevo questo. - Perché sei venuta da me?
Per fare un piacere a lui?
Non volevo questo.
Levati.
Emilio.
E niente, dottore, sono troppo lontani.
Non si sentono. Non si sente più.
Cazzo!
Emilio, io non ti voglio perdere.
Neanche io lo vorrei, però
a quanto pare?
Che devo fare per farmi credere?
Lascialo.
Non andarci più.
Non ti rendi conto.
Ma di cosa?
Che è pericoloso.
Pericoloso soprattutto per te.
Non ho paura.
Chiaro?
Se serve partiamo domani.
Però non ci devi più andare.
Me lo giuri?
Giura.
Giuramelo.
Te lo giuro.
Giuramelo meglio.
Te lo giuro.
Io prendo a schiaffi, hai capito?
Ci rovini!
Lo zio ci da' da mangiare. Tu ci devi andare.
Hai capito che ci devi andare?
Ho detto che non ci vado.
L'ho giurato a Emilio!
Ma che hai giurato e giurato!
- Ma poi chi è Emilio? - Il mio ragazzo.
Tu ci devi andare!
Ho detto che non ci vado!
Vacci! Hai capito, vacci!
Basta, Angelo! E ora basta!
Anna,
tu ti rendi conto a che cosa stai rinunciando?
Tutti i regali che t'ha fatto,
la macchina, i gioielli,
il lavoro che t'ha fatto trovare.
Tutte le ragazze di Casale vorrebbero stare al posto tuo.
Io dico per te.
Lo dici per me, eh?
Tutte cose decidi per me.
Intanto qua i sacrifici li ho fatti solo io,
e voi c'avete solo guadagnato!
Ma tu la senti che dice?
- Hai fatto i sacrifici, hai fatto! - Basta Angelo!
Anna,
L'amore poi passa.
Gli anni pure passano in fretta.
Guarda a me.
Appunto,
non li voglio passare con lo zio.
Che sta facendo Anna?
Niente. Non esce mai di casa.
Fa solo lunghe chiacchierate al telefono con Emilio.
Non è stata buona manco a portarci da Iovine,
quella stronzetta.
Il furgone da fornaio usato nell'ultimo scambio,
cosa abbiamo scoperto?
Che il proprietario è incensurato.
Aveva sporto regolare denuncia per furto.
Se l'arrestiamo?
Magari si spaventa e parla.
S'è svegliato lo sceriffo de Casale.
Il caffè lo sai fare.
Come poliziotto sei una chiavica, ma il caffè è buono.
Ragazzi, per favore!
Non perdiamo la testa.
Arrestarla sarebbe dannoso.
Iovine lo saprebbe un minuto dopo
e lascerebbe il covo.
E allora che cosa possiamo fare?
Solo aspettare.
Anna per la prima volta è uscita dagli schemi di Iovine.
È qualcosa a cui lui non è abituato.
Vediamo come reagisce.
Comunque, ragazzi, è inutile che stiamo tutti qua.
Decidete dei turni e vi andate a riposare.
Io devo andare a fare rapporto alla procuratrice.
Allora chi comincia?
Comincio io?
Cominci il turno, non il riposo.
Certo! Il turno!
Mi scusi se l'ho fatta convocare d'urgenza,
ma purtroppo devo rispondere anch'io ai miei superiori.
Si sieda.
Che novità ci sono dall'ultima volta che ci siamo visti?
Abbiamo l'ammissione per sua stessa bocca
che Anna accudisce Iovine.
E poi?
E poi tentiamo,
che non voglia più tornare da lui.
Quindi mi sta dicendo di fermare tutto?
Io le sto dicendo come stanno le cose.
E io le sto dicendo di fermare tutto.
È meglio anche per lei.
Ci sono altri uffici sulle tracce di Iovine.
Questa è l'indagine che gli sta più vicina.
Ed è la più costosa.
Senta, i miei ragazzi si stanno facendo notti in bianco,
straordinari non pagati
e trasferte a spese loro!
La colpa è sua! È lei che glielo ordina!
Perché per prendere Iovine
non bisogna risparmiare niente e nessuno!
Il prossimo trasferimento di Anna può essere decisivo.
Sappiamo che dobbiamo seguire il furgone da fornaio.
Mancano due settimane ai termini che le ho dato.
Poi,
si assumerà le sue responsabilità.
Buongiorno.
Buongiorno.
Allora hai deciso? Te ne vai?
Solo qualche settimana,
a sbrigare delle pratiche e a cercare una casa.
E tutto questo, che ne so,
senza chiedere un parere, un permesso?
Sono maggiorenne.
Certo!
E la casa e l'università come te la paghi?
Con la data di nascita?
Lavorando.
Ad Edimburgo ci sono degli affitti agevolati per gli studenti,
e tante borse di studio.
Affitto agevolato.
E tu molli la tua città per un affitto agevolato!
Guarda che Edimburgo è una delle prime università del mondo.
Sì, e Napoli diventerà l'ultima se ve ne andate tutti.
Non puoi deciderle tu le mie battaglie.
No, tu non hai scelto una battaglia.
Tu hai scelto di non combattere.
Scusa!
Lo so che è tardi, scusa.
Posso sta' un po' coi bambini?
A quest'ora?
Dai, per piacere.
Papà!
Ciao! Bacio, abbraccio!
Ciao!
Loro poi sono sempre contenti di vederti.
Me li posso portare?
Va bene!
Andatevi a cambiare.
Però è tardi, Salvo.
Sì, ma che fai?
Come stai?
Bene, sto bene.
Sorpresa!
- Uh, papà! - C'è papà!
Allora! Visto, è venuto papà!
E Nora non c'è?
Non ti ricordi?
Aveva una cena di classe,
con le amiche,
e credo sia lontano perché non torna a dormire.
Vieni a mangiare con noi!
Sì, vengo.
Una volta che avremo sradicato i vigneti,
procederemo con l'esumazione dei rifiuti tossici interrati.
La terra che sarà stata contaminata verrà asportata,
in parte ripulita, in parte sostituita.
E quanto ci costa questa partita di ping pong?
Serve un appalto,
da almeno 50 milioni di euro.
Cazzo.
Ora parliamo con chi dobbiamo parlare.
La nostra parte? Quant'è?
Il dieci.
E se volessimo di più.
Non basterebbe per bonificare.
No, per bonificare no.
Per fare credere che l'abbiamo fatto sì.
Ma se facciamo credere che la terra è buona,
torneranno a coltivare.
Vigneti, frutteti.
Quello che ne verrà fuori sarà tutto velenoso.
Io dico che la terra qua è già buona.
Assaggiate.
Assaggiate.
E assaggia.
Mangia!
Buona vero?
Il cinquanta per cento lo prendi tu per fare finta di bonificare,
L'altro cinquanta percento,
ce lo prendiamo noi per fare credere a tutti che l'hai fatto.
È stato un piacere.
Bella giornata oggi, vero?
Mi offri un caffè a casa tua?
Ah, no, aspetta, non si può fare.
Eh, perché sennò vado di corsa dalla polizia e gli dico dove ti nascondi.
Hm, fattelo fare dall'amica tua.
Ah, già, dimenticavo,
quella guagliona non viene più a farti visita,
o sbaglio? Eh?
Non mi sbaglio.
Chiama Anna e la famiglia sua.
Li voglio vedere tutti quanti.
Come vuoi tu.
Forza che si fa tardi, forza!
Ti prendo io! Dai, dai! Bravo!
Vieni pure tu! Brava! Principessa di papà!
C'è qualcosa!
Com'è andata la cena di classe, Nora?
Bene.
Dove l'avete fatta?
Ma che sono tutte queste domande?
Tu passi un sacco di notti fuori.
Ti ho mai chiesto dove vai?
Era così, per dire.
Che non posso fare domande?
Sì, pronto?
Artù, devi correre subito!
Mi dispiace, ragazzi,
ma non è colpa mia.
Che è successo
? Ma già me li riporti?
Una chiamata urgente.
Venite, bambini, amore.
Allora, ho controllato.
Anna ha spento il cellulare,
poi sono saliti in macchina tutti e quattro,
e poi silenzio.
Insomma, il solito schema.
Solo che oggi è domenica, non è venerdì.
Sì. Però non è la sola cosa strana.
Ascoltate.
Sentite l'arrivo.
Uno,
due, tre e quattro.
Sono scesi tutti, non solo Anna.
Non era mai successo.
Ha convocato tutti.
Che significa?
Che per Iovine, Anna è così importante,
da spingerlo a commettere un'imprudenza.
Anna non si è fatta vedere né venerdì, né sabato.
Iovine intuisce che per colpa di Emilio rischia di perderla,
capisce che è il momento di farle pressione?
E convoca tutta la famiglia.
Aspettiamoli dove hanno lasciato la macchina.
Ci siamo persi la partenza, non perdiamoci il ritorno.
Il primo che vede il furgone del pane comincia a pedinarlo!
Mimmo ma che stai facendo!
Siamo mortificati,
veramente.
Anna ce lo prepari un caffè?
O non ti posso chiedere neanche questo?
Come no, Anna vai a fare il caffè!
La mortificazione i problemi non li ha mai risolti.
Don Antò, ma voi sapete come sono fatti i ragazzi.
Fanno sempre di testa loro.
La macchina di Corradi è ancora qua,
dove indica il gps.
Bene,
lì devono tornare.
Oh, ricordate, il furgone del pane.
Non lasciatevelo scappare.
Ok, io sto in posizione.
Anche io sono in posizione, eh?
Ci vogliamo mettere in posizione?
Mettiamoci in posizione.
- Ti tocca. - Mi tocca!
Ma magari tutti i giorni!
Smettila!
Vai!
Ma con la lingua o senza?
E dai.
Mannaggia, oh.
Stai ferma.
Lascia acceso!
Quant'è buono il caffè?
E che ci vuole a farlo?
Acqua,
fuoco,
la polvere
e una macchinetta.
Però se una di queste cose non sta al posto suo,
l'acqua finisce,
la polvere si brucia
e si sporca pure la macchinetta.
E si deve buttare tutto.
Ma io ti capisco a te.
E capisco pure al tuo fidanzatino.
Emilio.
Però tu devi capire me.
Perché se non mi ascolti,
se fai di testa tua,
succede un pasticcio.
E io dopo devo buttare tutto.
È questo che vuoi?
È questo che vuoi?
Io le cose che mi piacciono non le voglio buttare.
Che poi divento cattivo.
E io non voglio fa il cattivo.
E allora ora facciamo così:
I fine settimana te ne stai col tuo amico.
Così lui è contento, eh?
Però quando io ti chiamo,
tu devi venire.
Mi sono spiegato?
Questo non ci sta bisogno che lo sa anche Emilio, eh?
Questo è un segreto nostro.
Fai un altro caffè che i tuoi aspettano.
Ragazzi, tra poco dovrebbero tornare.
Restate in movimento e occhi aperti.
Ricordate il furgone del pane.
Avete visto niente?
E io niente, dottore.
Ancora nessun furgone.
Non rimanete solo sulle direttrici, mi raccomando.
Occhio alle strade secondarie.
Io sono in zona est e ancora nessun furgone.
Comunque lì devono tornare.
E tu?
E io!
A scuola non sono stato mai una cima!
Di lavoro ce ne era poco.
E alla fine mi sono arruolato.
Sei stato bravo.
Mio figlio non lo voglio far crescere qua.
Perché, sei incinta?
Ma quando mai!
Quando ce l'avrò, caso mai ce l'avrò.
E non a Napoli.
Non c'entra niente, scusa?
Non siamo così male.
Soprattutto tu.
Guarda che a Napoli e a Casale c'è un sacco di gente per bene, eh?
La scommessa è restare.
E crescere i figli nostri qua.
Se ce ne andiamo tutti quanti.
Pensa se passa qualcuno che ci conosce.
Vaglielo a spiegare che siamo sotto copertura.
Dottore, sono già qui.
Il furgone del pane.
Chi l'ha visto?
Zone est, nessun furgone.
Nessun furgone nemmeno per me.
Solo una berlina, due minuti fa.
Ma vaffanculo! La berlina l'ho incrociata pure io!
Stanno prendendo la macchina.
Stanno davanti a noi.
Il furgone non s'è visto.
Altroché furgone del pane.
Questi cambiano macchina ogni volta.
Notizia brutta.
C'hanno fregato.
Notizia buona:
domani ci riproviamo.
Speriamo che non mi mettono Arturo.
Rientrate.
D'accordo.
Rientro da via Crispi, che do' meno nell'occhio.
Noi rientriamo dalla zona sud.
Quei due non mi piacevano.
Ma chi, la coppietta in macchina?
Non lo so, una strana sensazione.
E se stavano lì proprio per noi?
Eh, fai una cosa, fatti un altro giro.
Ritornate in posizione.
Stanno tornando indietro per voi.
Tieniti forte!
Tornate indietro!
Vai, vai!
Vai, vai!
Angelo, non pare il paranoico.
Quella è una coppia.
Va bene.
Meglio così!
Allarme rientrato.
Allora, dottore, adesso che facciamo?
Dobbiamo solo sperare che Iovine
abbia convinto Anna a tornare da lui.
E a dimenticare Emilio.
Qui ci troviamo a Casal di Principe,
un territorio al centro dei principali traffici della camorra.
Tutto questo è venuto a galla,
grazie a una serie d'inchiesta
portate a termine da numerosi giornalisti.
Signore, come si vive qua a Casal di Principe?
Che lavoro fa lei?
- No, parla tu. - No, parla tu.
Devo parlare anche con te.
Ho detto che i giornalisti sono tutti scemi.
Perché qua se si stavano zitti, non succedeva niente.
Invece, guarda ora!
Tutti parlano di camorra di qua, camorra di là.
Hai mai visto la camorra a Casale?
Mai.
Qua la camorra non si è mai vista.
Da Casal di Principe restituisco a voi la linea.
Tu che vuoi?
Io vi voglio parlare.
E parla.
Anch'io voglio fa' i servizi per voi.
Qualsiasi cosa.
- Qualsiasi cosa? - Sì.
Commissario.
Rosanna.
Hanno trovato una berlina grigia
abbandonata in un campo di Casale.
Quella che hanno notato Salvo e Carlo?
Sì.
Lasciami indovinare: rubata o incensurata,
che ha sporto regolare denuncia.
Esatto.
Questi usano sempre macchine diverse.
Non ci portano a niente.
Quindi è inutile che facciamo gli appostamenti.
Hai presente le ragnatele?
Pure quelle sembrano inutili,
finché una mosca non ci rimane impigliata.
Sfogliatella?
Conosco qualcuno che non saprebbe rifiutare.
Sarei felice d'incontrarlo.
Per questo ho chiesto di parlarle.
Sa dirmi dove posso trovarlo?
Posso dirle quali programmi ha.
La contatterò presto.
Gennarì!
Mamma come sta?
Tua madre sta meglio di te.
Vieni con me.
Iovine ti vuole parlare.
Ciao amore.
Tutto bene, tu?
No,
no guarda,
stasera è meglio se resto a casa.
Ho un po' di mal di testa.
Va bene.
Ti amo anch'io.
Ciao.
E poi ha spento il cellulare.
Tre minuti dopo,
Tre sportelli,
Il resto secondo procedura.
Ha mentito al fidanzato,
è tornata da Iovine.
Ma stavolta non s'è ribellata.
E noi siamo ancora in pista.
Però è strano, oggi è mercoledì.
Di solito ci va il fine settimana.
Sono saltati gli schemi.
Lo sapete che significa questo?
Che non possiamo più prevedere partenze e rientri.
Sono finiti i capricci di Anna,
e cominciamo con quelli di Iovine.
Avevo proprio voglia di mangiare qualcosa di tuo.
Sono contenta che ti sia piaciuto.
Che bella camicia che tieni.
È una Vassalli, vero?
L'ho trovata scontata.
Per forza. Ma quale Vassalli?
Queste le fanno le mie sarte nel laboratorio di via Aosta.
Ma sei bella lo stesso.
Antò, stanno qua.
Portalo dentro.
Finisci domani qua. Vai in camera mia.
Ho da fare.
Sono contento che tieni addosso qualcosa di mio.
Piano, piano!
È tornato il figlio prodigo.
Certo, è un peccato che non abbiamo un bel vitello grasso da sacrificare.
Una fetta di pastiera va bene lo stesso?
Siediti.
Coraggio,
dai mangia!
Chissà quello che ti sei dovuto mangiare lassù,
in mezzo ai crucchi.
Perché questo è quello che si rimedia parlando con la polizia.
Il mangiare che fa schifo.
Paesi stranieri.
E lavori di merda.
Ma chi te l'ha fatto fare?
Io l'amavo, Francesca.
Francesca è morta dopo che hai detto alla polizia
dove stavo nascosto.
Non sono stato io.
- Che cos'altro gli hai detto? - Niente, Tonino, ve lo giuro.
No, "Tonino" per te non esiste più.
Esisteva quando eri un mio uomo.
Ora sei solo una zecca.
E nessuno deve pensare che io tengo abbia le zecche.
Senti, io non ti voglio fare male.
Dimmi quello che hai detto alla polizia,
e non sentirai dolore.
Va bene?
Che cosa gli hai detto?
Che amavo Francesca.
Portatelo via.
Levatemelo da davanti gli occhi.
Andiamo di qua.
Chiudi gli occhi.
- Non ci vedo. - Non devi vederci.
Sei pronta?
Guarda.
Cosa vedi?
Un vecchio rudere.
Ma come!
Guarda meglio.
Una fattoria meravigliosa.
Guarda lì.
Pascoli per le bufale, pesche, fragole.
Ora la proprietà è confiscata, ma il tribunale la metterà all'asta.
Io pensavo di partecipare.
Di partecipare?
Te lo puoi permettere?
Perché no? Il terreno agricolo non costa molto.
Se mi vendo la casa, la banca mi aiuta.
Ma scusa, i rifiuti sotto terra, è tutto contaminato.
Qui è pulito.
Il tribunale l'ha fatto controllare.
Questa è la terra più bella del mondo, Anna.
Basta solo scommetterci.
È un bel rischio, però.
È un bel rischio, è vero.
E lo voglio correre con te, questo rischio.
Io ti amo.
Questo può diventare un paradiso.
Sarà dura.
Più che voltare le spalle a uno come Iovine?
Eh? No.
Tu hai dimostrato coraggio.
E io voglio essere degno di te.
Dai, andiamo. Ti faccio vedere dentro.
Novità?
Quali?
No, nessuna.
Nessuna novità.
E voi come state?
Bene, benissimo.
Come a uno a cui hanno tolto un polmone
e non sa ancora se può respirare.
Eh, lascia stare, va.
Quando avrai figli capirai.
Io vorrei sapere questo chi è, chi è?
È uno che mi ha fatto la corte per un sacco di tempo.
Io non gli ho mai dato corda.
L'ho sempre respinto.
Sono anni che sei cambiato. Che non ci sei mai.
Mi ha fatto sentire di nuovo importante.
Non le posso sentire queste stronzate.
Mimmo, dove li hai presi tutti questi soldi?
Guardami negli occhi! Dove li hai presi?
Guarda che glielo dico a tuo padre! Capito?
Che è successo?
Guarda che ho trovato nel suo zaino.
Mimmo!
Mimmo, possiamo sistemare tutto.
Però mi devi dire chi te li ha dati.
- Me li so' guadagnati. - Come?
Devi dirmelo.
Mica solo tu puoi fare i servizi per lo zio!
Pure io sono capace!
Mimmo!
Anna, guarda che la situazione è preoccupante.
Ti prego, parlaci con lo zio.
Io gli dico proprio niente, hai capito?
Non gli dico niente.
- Ecco qua. - Grazie.
Grazie a voi per le sfogliatelle.
Sono le vostre preferite, è vero?
Per voi non ho segreti.
E allora che cosa ti colpisce di questa visita?
Intanto voi mi dovete credere, io sono mortificata.
Non vi vorrei disturbare...
Parlate.
Si tratta di mio figlio Domenico.
- Mimmo? - Mimmo, sì.
Ha portato dei soldi a casa,
tanti, sono il compenso per un servizio.
Insomma, sono molto preoccupata.
Potete scoprire di più?
Ho capito.
- Grazie. - Ci pensi io.
C'è altro?
Anna.
Non so perché
ma è tanto strana.
Forse è stanca.
Ah sì?
E poi non vorrei che si comportasse male con voi.
Lei vi vuole bene, lo so.
È solo piccola, è una creatura.
State tranquillo, ho capito.
Anna è brava.
Io sono paziente.
Grazie.
Grazie a voi e alla vostra famiglia,
perché voi mi siete stati vicino nei momenti difficili.
E io questo non me lo scordo.
Arrivederci.
Grazie.
Don Antonio,
prendete me al posto di mia figlia.
Tutto quello che sa fare Anna gliel'ho insegnato io.
Io sono a vostra disposizione.
So lavare,
so cucinare.
So fare tutto.
Avete già i vostri cari.
Pensate a loro.
La famiglia è la cosa più preziosa di tutte.
Alzatevi.
Rudy,
accompagna la signora.
Buongiorno, don Antonio.
Un po' di tempo fa,
è venuto a trovarmi il figlio dei Corradi, Mimmo,
mi ha chiesto di lavorare.
Gli ho detto no.
Perché non era cosa,
lo sapevano tutti quanti.
Don Antonio, non lo sapevo. Scusate.
Tu lo sapevi?
Io lo sapevo.
Chi lavora per me, le cose le deve sapere.
Non lo sai che le deve sapere?
Sì.
Questo lo sai?
Sei tutto sudato.
Bevi.
Grazie.
E allora mi devi fare un favore ora.
Bevi, bevi.
Ecco, dammi il bicchiere.
Qualsiasi cosa.
Chiaro?
Non ho sentito.
Chiarissimo.
Bravo.Vai.
Ciro Patierno.
Non stava in Germania?
Già. Che ci faceva qua?
Signora procuratrice.
Gli hanno sparato un'ora fa.
Il prossimo potrebbe essere lei.
Ci ha pensato?
È il rischio che si corre ad avvicinarsi troppo a Iovine.
Stia attento.
Andiamo, su.
Uè.
Che vuoi?
Sono venuto a vedere se ti serve qualcosa.
No niente, vattene.
Ci vediamo domani?
No, tu non torni più.
Anzi, fai una cosa:
Ridammi le chiavi del motorino che mi servono.
Oh, le chiavi!
Forza!
Bravo!
Ora torna dai tuoi amichetti.
Ridete pure,
Continuate, ma se parlo io cade tutto!
Poi vediamo chi ride.
Il rischio c'è.
Finché lo corri tu,
sono fatti tuoi.
Ma qui la tua imprudenza,
mette in pericolo anche me.
E allora gli faccio dare una bella lezione.
Non c'è tempo per le lezioni.
Vai a scuola? Fai il professore?
La colpa è solo tua.
Devi risolvere il problema una volta e per sempre.
Quando quella ti ha fatto capire che ci teneva più al fidanzato che a te
là dovevi troncare.
Là doveva finire la storia.
Se non te la senti, ci posso pensare io.
Hai finito?
Eh!
Alle pulizie dentro casa mia ci penso io.
Andiamo.
Il secondo è in provincia di Caserta,
vittima Ciro Patierno, già affiliato ai Casalesi,
presunto confidente della polizia.
Dopo essere stato rilasciato,
il ragazzo era sparito dalla circolazione
e si pensava fosse riparato all'estero.
Allora!
Che ti sei messa in testa?
Tu qua non ci puoi venire senza avvisare.
- Voglio parlare con lui. - Ci vuoi fare arrestare?
Renato!
Tutto a posto.
Aspetta fuori, per favore.
Vieni.
Non ci fare caso.
È che quello si preoccupa per me, capisci?
Oramai so come essere prudente.
Io invece ho imparato
che non lo siamo mai abbastanza.
Io ho visto Ciro Patierno.
Ora ho capito perché sei venuta.
Credi che mi piace uccidere la gente?
Non lo so.
Dimmelo tu.
Lo sai quanta terra ha la famiglia mia?
Ha migliaia di ettari.
Stanno tutti attorno a Casale.
Che cosa dovevamo fare?
Dovevamo aspettare che lo stato ci proteggesse
da chi ce lo voleva prendere?
Lo stato non può proteggere neanche i suoi.
Si mette a proteggere i miei?
Se vivo nascosto,
se devo ammazzare qualcuno,
lo faccio solo per un motivo.
Per amore di quello che è mio.
Io non mi aspetto che mi capisci.
E manco che ti comprometti con me.
Se non vuoi.
Tieni.
Non posso.
È l'ultimo regalo che ti faccio.
Non ci vedremo più.
Stammi bene.
Accompagnala.
È arrivato il momento.
Anche Anna?
Perché non mi hai risposto al telefono?
Ora sei tu che lo chiedi a me?
Ti avrò chiamato dieci volte l'altra sera. Dov'eri?
Hai ragione, avevo il silenzioso.
Ah, silenzioso.
E come mai mi hai attaccato?
Lo zio aveva bisogno di una ripassata all'argenteria?
Abbassa la voce, ci sentono tutti.
Non mi interessa!
Hai promesso che non ci andavi più.
Ho capito, ma come facevo?
Ha minacciato me, la mia famiglia e anche te.
Perché non sei andata dalla polizia, eh?
Così facevo la fine di Ciro?
Ma quale fine di Ciro, che stai dicendo?
Allora vuoi continuare a fargli la serva?
È questo che vuoi?
Sono andata lì perché è finita. A lui ci pensa Giuliana.
Non ci vado più. L'ho lasciato.
Sono solo tua.
Credevo già lo fossi!
Evviva!
Brindiamo!
Ora tocca a te. Capito?
Sì, papà.
Non fare il fidanzato geloso.
Non le mettere i bastoni tra le ruote.
Basta che lo zio trovi lavoro anche a me.
Te lo trova.
Ma non gli dobbiamo creare problemi.
È Chiaro?
E non far come quella scema di tua cugina,
che si è fatta sfuggire l'occasione.
La sfortuna. La sfortuna ci hai pigliato.
Lo zio ha sospeso pure i soldi per l'affitto del capannone.
Che dici!
Non ci da più una lira,
e tutto questo è grazie a tua figlia!
Lasciando lo zio ci ha messo nei casini a tutti.
Ha detto lasciando?
Ha detto lasciando?
Ha messo nei guai anche lo zio.
Ora voglio vedere come se la cava.
Come? Bene, benissimo.
Bisognerà anche complimentarci.
Accosta un momento qua che prendo il pane.
Niente,
Anna non ci porterà più da Iovine.
Dobbiamo ricominciare tutto da capo.
Sospendete qua, andatevene a casa.
Senti un po',
ce l'hai un posto dove dormire?
L'ho capito che te ne sei andato di casa.
Diciamo che sono pratico di queste cose.
Una pensione.
Hai soldi da buttare.
Vieni che ci sistemiamo.
E quindi adesso tua moglie vive insieme a quell'altro.
E si vede che questo è il destino dei poliziotti come noi.
Colpevoli di essere troppo nervosi e assenti.
E poi il primo stronzo che arriva,
diventa l'uomo ideale e si prende tutto.
Ma se si aspetta che la perdono, si sbaglia.
Non me lo doveva fare.
Un affronto, eh?
Un crimine di lesa maestà.
Ti posso fa' 'una domanda, Artù?
Immagina che quel giorno, seguendo tua moglie,
al posto di trovarla con quel tizio,
avessi scoperto che aveva ucciso una persona.
Immaginati che per qualche motivo fosse iniziata una discussione
e che tua moglie esasperata avesse dato una spinta a l'uomo,
trac,
morto.
Ma che c'entra!
Fammi finire.
Domanda:
che fai?
La aiuti a non finire in galera,
a cercare attenuanti,
ti faresti anche il carcere al suo posto.
Lo farei per i miei figli.
Bravo.
Un omicidio lo perdoneresti.
Una scappatella no.
Che ragionamento è!
Ma che ragionamento fai tu!
Questa è la classica mentalità del camorrista.
Se ammazzi qualcuno, è un vanto.
Se hai le corna, è una vergogna.
Nessun perdono.
E allora sarò un camorrista!
Mangia camorrista!
Che ci fai ancora qua.
Rileggo le trascrizioni.
Vattene a casa su!
Magari ci è sfuggito qualcosa!
Un dettaglio, un indizio.
Se c'è, domani sarà ancora lì.
Non è niente, vai!
Devi soltanto riposare un po'.
Credevo che questa volta sarebbe stata quella giusta.
Che l'avremmo preso.
Prima o poi.
Si è interrotta la pista,
non la caccia.
Solo che non posso più aspettare.
Sono incinta.
Non l'ho detto prima perché non volevo uscire dall'indagine.
Un figlio è una bella cosa!
Sarà contento
il padre!
Era Mauro.
Sai ora di cosa ho paura?
Che dovrò raccontare a mio figlio che il padre è morto,
e che il suo assassino è ancora libero.
Con il mangiare, come ti trovi?
Mi devo abituare.
In stanza ho un fornelletto,
magari mi farò la pasta.
Papà?
Come sta?
È qui,
ci vuoi parlare?
Sì.
- Chiara. - Papà.
Come stai?
No, tu dimmi come stai.
Non è facile.
Ma vendo cara la pelle,
mi devo abituare a molte cose.
Certo!
Ti volevo dire che...
Dimmi.
Insomma...
Tra tutti i problemi che dovrai affrontare
io non ci sono.
Magari hai pensato che ti volessi forzare, costringere.
Papà,
per me non sarai mai un problema.
Sei quello che mi fa sentire al sicuro,
anche qui.
Grazie!
Mi dispiace per quello che sta succedendo a Napoli.
Quei due omicidi,
Ma tu che ne sai!
Non credo la notizia, sia arrivata fino ad Edimburgo.
Sono la figlia di un poliziotto.
- Ho i miei informatori. - Ah sì?
Magari lavorano per me?
Hanno più o meno la tua età?
Indagine conclusa.
Ti voglio bene amore mio.
Anche io papà.
- Papà. - Dimmi.
Lo prenderai. Ne sono certa.
Speriamo.
Ragazzi,
dobbiamo riniziare da zero.
Capire chi ha preso il posto di Anna.
Ricominciare.
Pedinamenti, appostamenti, intercettazioni.
Non mi fermo.
Voi avete fatto già più del vostro dovere.
Per cui,
chi non se la sente lo dica.
Farò in modo che venga sostituito.
Avrà per sempre la mia comprensione,
e la mia gratitudine.
Senza offesa, ma l'avete detto voi,
non perdiamo altro tempo,
allora?
Per una volta sono d'accordo con Salvo.
Grazie!
Da dove riprendiamo?
Da ieri sera.
L'intercettazione della famiglia Corradi.
Lo zio ha sospeso pure i soldi per l'affitto del capannone.
- Che dici! - Non ci da più una lira,
e tutto questo è grazie a tua figlia!
Lasciando lo zio ci ha messo nei casini a tutti.
Non solo noi, ha messo nei guai anche lo zio.
Ora voglio vedere come se la cava.
Benissimo, gli faremo anche l'applauso!
Accosta che compro il pane.
Poi niente per venti minuti.
Quindi?
Fammi risentire la fine.
Lasciando lo zio ci ha messo nei casini a tutti.
Non solo noi, ha messo nei guai anche lo zio.
Ora voglio vedere come se la cava.
Benissimo, gli faremo anche l'applauso!
Accosta che compro il pane.
Perché dovranno battergli le mani?
Iovine fa quello che vuole.
Ma non l'ha lasciata lui.
Non parlano di Iovine.
Parlano di un altro zio.
La cugina che Anna vede sempre, come si chiama?
Giuliana Simeone.
Figlia di Ernesto.
L'altro zio di Anna.
Quello vero.
A cui ora i suoi, dovranno battere le mani
perché sua figlia ha preso il posto di Anna.
Si sono sentite poco fa.
Hanno appuntamento al bar.
Ci andrà con la macchina del fidanzato.
Dobbiamo mettere le cimici sull'auto.
Non aspettiamo un'autorizzazione?
Me ne occupo io.
Ancora intercettazione?
Pensavo che le indagini fossero a un punto morto.
Ora le spiego.
No, mi convinca.
Senta,
Io non le piaccio
lo so,
do fondo alle risorse,
la metto nei guai con i superiori,
non sto mai al mio posto,
ma non le chiedo fiducia,
le chiedo fiducia nel lavoro svolto come istituzione.
Dottor Romano,
mi fido di lei,
lo prenda.
Gaetano!
La lavi ogni settimana questa macchina,
così la consumi!
Tanto ne prenderò un'altra.
Una macchina nuova?
E come fai?
Non ti preoccupare, lo so io.
- Mi raccomando. - Tranquillo.
- Sì, sì, certo. - Ok?
Mi senti?
Ti sento lontano.
Uno, due, tre, prova. Adesso?
Meglio!
Uno, due, tre, prova.
Adesso sì.
Va bene allora rientro.
Allora tutto a posto, eh, io ho finito.
La macchina è pronta.
Guarda chi ce sta qua, il paciere.
Buongiorno.
Non ti avevo mai visto qui.
Ci lavora da poco.
Ma è un bravo ragazzo.
Solo lento.
Io ho tempo.
Dai, lavami la macchina!
Hai sentito il signore? Trattamento omaggio.
Certo, subito.
Quello è l'uomo di Iovine.
Ora sei un rischio per l'operazione,
per il proprietario dell'autolavaggio,
e soprattutto per te stesso.
Devo darti un altro incarico.
Prenditi dei giorni di riposo,
poi magari ti passo alle intercettazioni.
Serve aiuto?
Siete un poliziotto?
Commissario Romano.
Ci siamo già visti.
Ho un volto comune.
Vorrei fare una deposizione.
Venga.
Non sono di Napoli.
Son di Casal di Principe.
Lo conoscete?
Un po'.
Non è come dicono.
Si può invecchiare senza mai averci a che fare.
Con cosa?
Con la camorra.
Con al camorra?
Io per esempio, non ho mai visto niente.
Sempre stato in pace.
Ho conosciuto una ragazza,
non vi dirò il nome,
dovreste vedere quanto è bella.
Mi sentivo tanto fortunato ad averla.
Infatti c'era un altro,
è per lui se sono qui.
Chi è?
Prima ho una domanda.
A chi aiuta i latitanti,
come delle donne di casa,
diciamo,
le mettete in galera?
Sono inquisibili per favoreggiamento.
Bisogna considerare le attenuanti,
immagino si tratti di donne giovani,
Molto.
Che magari hanno subito delle pressioni.
Oltre che pressioni
da lui.
Se la caveranno, sta tranquillo.
L'importante è capire che vuoi fare.
Non voglio più stare zitto.
So come potete trovare Antonio Iovine.
Conosco il nome della ragazza che si occupa di lui.
Giuliana Simeoni.
E bravo Emilio.
Ora ricordo, lei è il padre della ragazza nel negozio.
Come va con Anna?
Diciamo,
che non ci sposiamo più.
- Peccato. - Già.
Grazie per quello che hai fatto.
Arrestate quel pezzo di merda.
Ce lo tolga di mezzo.
Emilio,
per Anna era più difficile che per chiunque altro.
Ma è cambiata,
e lo ha fatto per te.
Che è successo?
Mi sono tagliata.
Fammi vedere.
Ti sei spaventata?
No, ero solo distratta.
Dimmi la verità,
Hai paura di me, vero?
Sono così cattivo?
No ma che dite!
Finisci.
Papà!
Hai ragione tu,
è colpa mia.
Se vuoi stare con lui lo capirò.
Se ti va,
possiamo ricominciare.
Noi due intendo.
Si potrebbe sistemare la situazione di Anna.
Come mi avete chiesto.
In che modo?
Una trappola.
Li raduniamo in un posto sicuro,
e facciamo quello che deve.
Allora chi lo potrebbe sostituire?
Abbiamo l'imbarazzo della scelta,
c'è una fila d'imprenditoria.
La mia camera l'hai fatta?
- No. - Falla allora.
Quale sarebbe il luogo?
La casa dei genitori di Giuliana.
Ci facciamo invitare a pranzo.
I Corradi non sospetteranno niente, sono parenti.
Va bene.
Passavo di qua,
magari vuoi un passaggio.
Ti porto con la macchina?
O vuoi andare in bici?
Tu stai cercando guai.
Già trovati.
Hai finito di lavorare?
Neanche ho iniziato.
Penso solo a te.
Portami in quel posto in campagna.
Quello che ti piace tanto.
Andiamo.
Tu ed Emilio siete tornati insieme allora.
- Sì. - Che carini.
Anche per me va molto meglio con lo zio, sai?
Ormai mi sto abituando.
Non lo fare mai completamente.
Di che parli?
Non ti ci abituare.
Meriti di meglio.
Guarda che lo zio verrà addirittura a pranzo da noi.
Veniva anche da noi.
E infatti l'ho convinto a invitare anche te e la tua famiglia.
Sei contenta?
Guarda, non credo che verrò.
Non lo pensare nemmeno. Mi offenderesti.
Ma soprattutto offendi a lui. Lo sa già.
Tutto pronto.
La festa sta per iniziare.
Ci vado io al posto vostro.
Dirò che avete avuto un imprevisto.
Facciamo così,
Renato,
non voglio che soffra.
Ma perché dobbiamo andare a Napoli a quest'ora?
Devo comprare nove sfogliatelle.
Perché a Casale non si trovano?
Se le comprassi a Casale,
le persone si farebbero delle domande,
è meglio non farsi notare.
Dai!
Dobbiamo tornare a casa prima di pranzo.
Non solo ti faccio da autista,
neanche mi avete invitato.
Meglio se non vieni.
Basta.
La ragazza nove sfogliatelle.
Un salice piangente Che non piange.
Sono io che gli Regalo le mie lacrime.
Ma perché dobbiamo andare a Napoli a quest'ora?
Devo comprare nove sfogliatelle.
Ma perché non si trovano a Casale?
Se le comprassi a Casale,
le persone si farebbero delle domande,
è meglio non farsi notare.
Dobbiamo tornare a casa prima di pranzo.
Non solo ti faccio da autista,
Neanche invitato.
Meglio se non vieni.
E basta.
Perché il fidanzato non può andarci?
Poi le sfogliatelle?
Potrebbero essere per Iovine.
Tutti sono pazzi per le sfogliatelle.
Sì ma la domanda è un'altra.
Perché nove?
Dipende a chi le deve portare.
Giuliana ha detto:
"Dobbiamo tornare a casa prima di pranzo",
secondo me intendeva casa sua.
Può essere.
Anche se fosse?
Ricordi l'intercettazione di ieri?
Anna va a pranzo con i suoi, a casa di Giuliana.
E torno alla domanda:
Perché proprio nove sfogliatelle?
Quattro la famiglia di Anna, quattro la famiglia di Giuliana,
ne avanza una e non è per Gaetano.
Sta dicendo,
che Iovine è a pranzo dalla famiglia di Giuliana?
Ci sarà Anna.
Non la vede da giorni.
Non può perdere l'occasione.
Se facciamo irruzione e non lo troviamo,
salta l'operazione.
Non ci capiterà più un'occasione simile.
E la procuratrice?
Le basteranno queste motivazioni per darci l'autorizzazione?
Non abbiamo tempo di chiederglielo.
Quelli fra un paio d'ore sono a tavola.
E vabbé, quindi?
E quindi si fa.
Se entriamo a Casale tutti insieme ci scoprono subito.
Per cui, una macchina per volta.
Dobbiamo controllare tutti gli accessi a quest'area.
Servono più agenti possibile.
Tutti gli agenti liberi con noi!
Tutti gli agenti liberi con noi, forza!
La prima squadra la voglio
a controllare botole e tombini
nel caso fossero collegati a vie di fuga.
Tutti gli agenti liberi con noi, forza!
La seconda squadra sul retro.
Va bene?
E la terza squadra sui tetti di questa,
questa e questa casa qua.
Voglio posti di blocco a tutte le vie d'uscita da Casale.
Anche l'autostrada, passati noi dev'essere chiusa.
Arriveremo in paese a intervalli di trenta secondi a ogni macchina.
Non procedete a più di ottanta chilometri all'ora.
Dobbiamo restare uniti.
Una volta sul posto, la mia squadra farà irruzione.
Tutto chiaro?
Sì. Sì. Tutto chiaro.
E allora andiamo! Dai, forza, ragazzi!
- Forza! - Avviso le volanti.
È arrivato il tuo momento.
Dai, dai. Bene. Fermi!
Prego dottore.
Fermi!
Questi qua se li mettono i ladri!
Che hanno paura e si vergognano di quello che fanno.
Noi invece non ci dobbiamo vergognare!
Perché quello che facciamo,
è dare ai cittadini una cosa importante: la sicurezza!
E che sicurezza daremmo con questi addosso?
Come glielo andiamo a dire al commerciante, all'artigiano,
all'amministratore di metterci la faccia,
se noi per primi non ce la mettiamo?
Posateli.
Noi non abbiamo paura.
E siamo fieri di quello che facciamo!
Andiamo a fare il nostro dovere!
Dottore.
Sì. Sono d'accordo con te.
Dobbiamo essere tutti. Chiamalo.
- Arturo, rispondi. - Lascia stare, lascia stare.
Ma magari è importante.
Lascia stare.
Ma che stai facendo?
Muoviti, dai, che andiamo a prenderlo.
Cosa?
Fai veloce, dai, che ti aspetto all'uscita di Casale.
Vai e prendi quel bastardo pure per me.
E giurami che torni.
E chi ti molla più.
Buon giorno.
Buon giorno.
Buon giorno a tutti.
Lo zio si dispiace assai,
però purtroppo teneva un impegno.
E ma ci siete voi. Per noi è uguale. Bevete qualcosa.
Quanto lo fanno lavorare quel pover'uomo.
E va bene, si vede che doveva incontrare persone più importanti, no?
Vuol dire che brinderemo in suo onore.
Accomodatevi tutti che ora porto la pasta al forno.
Prego.
Quant'è strana la vita, eh?
Se fai di testa tua...
Io devo stare nascosto dentro una tana.
Però tu tieni a me.
Però io tengo a te.
Succede un pasticcio...
E se c'è qualcuno che deve avere paura...
Se fai di testa tua?
Meglio il carcere che le ostriche con l'acqua minerale...
Le cose che mi piacciono non le voglio buttare.
T'ha baciata?
Ma perché non andiamo insieme a fare una bella vacanza?
E se c'è qualcuno che deve avere paura?
Con la vita che fai...
Ma che vita di merda.
Non è vero, piccolì? E pure tu sei giovane.
Ti ha baciato? Ti ha baciato? E pure tu sei giovane.
La mortificazione i problemi non li ha mai risolti.
E se c'è qualcuno che deve avere paura?
Se vivo nascosto, lo faccio solo per un motivo.
Se fai di testa tua succede un pasticcio.
Lo faccio solo per un motivo:
per amore di quello che è mio.
Per amore di quello che è mio.
Aspetti qualcuno?
Io? No.
Oh mio Dio!
È lui!
E sbrigati! Apri, apri la porta!
Fai presto.
Si vede che siamo importanti anche noi, allora.
Don Antonio!
Prego, accomodatevi.
Siamo felicissimi di avervi qua con noi oggi.
Buongiorno don Antonio, ci onorate!
Datemi la giacca.
Prendi una sedia.
Forza.
Io prendo i piatti.
Pronto?
È arrivato pure lo zio.
L'abbiamo visto. Che facciamo?
Non cambia niente. Tutto come previsto.
Accomodatevi.
Arrivo subito con la pasta.
Andiamocene, dai!
Pistola.
Pistola.
Pistola.
Faccia al muro.
Rosanna,
Portatelo via.
Allora com'è?
Buono, molto buono.
La mia collana dove sta?
Mi dispiace, non la porto.
Dispiace pure a me.
Fermi! Polizia!
Tonino.
Si fermi.
Levate queste pistole, non servono.
Sto qua.
Scendi, scendi, facci vedere le mani.
Sto qua.
Complimenti, dottore.
A voi e ai vostri uomini.
E piacere di conoscervi.
Antonio Iovine, vi dichiaro in arresto.
L'altra mano.
Fate con calma.
Con calma, con calma, io c'ho un sacco di tempo, Iovine.
Andiamo.
Non è stata colpa vostra. Sono stati bravi loro.
Via forza!
Andiamo!
Forza!
Papà!
Per favore si fermi.
Dottor Romano!
È tutto a posto, fatelo passare.
Sono qua.
È tutto a posto.
Dottore,
dobbiamo andare.
Comodi, comodi.
Ragazzi, che devo dirvi?
Sono fiera di voi.
Tutta l'Italia è fiera di voi.
Su, andiamo!
Bravi!
Congratulazioni!
Ragazzi, ma non siamo tutti. Carlo dove sta?
Non lo so!
Sì, sì!
Sì, sì!
Chiara! Chiara!
Chiara! Chiara, vieni!
Chiara, vieni!
È facile!
Dai! Sei bravissima! Brava, Chiara, vai!
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