All language subtitles for Sotto.copertura.S01E01.1080p.WEB-DL.ViruseProject_Subtitles02

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Original subtitles

Purtroppo non faccio in tempo a passare.

Figurati che ho dovuto rimandare le ferie di un giorno.

Aggià faticà.

Quindi facciamo così,

ci pensi tu a consegnarle i fiori?

Sì, sì.

Mi raccomando.

Il biglietto non te lo dimenticare,

perché ci tengo assai!

Amò, io ho fame.

Ora ci fermiamo da qualche parte.

Ora che facciamo?

Inutile che torniamo indietro,

così è peggio.

Tieni, nasconditela addosso.

Giulio ferma questi.

Spenga il motore.

Favorisca i documenti.

Dottor Romano?

Dottor Romano?

Dobbiamo ricontrollare le utenze di Casale Nord, eh.

Non pensa che l'abbiamo già fatto a sufficienza?

Lo penserò quando l'avremo preso.

Capoferro chiede di lei.

Dimmi, Mauro.

Alla fine avete fatto bene

a non darmi le ferie oggi.

Abbiamo fermato tre sospetti.

Ho fatto un controllo via radio con Caserta,

e risulta che il veicolo è di proprietà della Finoco.

Sicuro?

Sì, sicuro.

Ma non è una delle società riconducibili a Iovine?

Sì Mauro, bravissimo.

Hai chiesto supporto?

Sì, sì, certo, ho appena chiamato la centrale.

Sono con Comanducci.

Giulio, fai sedere un attimo la ragazza, per piacere.

Quale ragazza?

Ve lo stavo per dire.

Stiamo aspettando una volante con un'agente donna,

perché uno dei fermati è una ragazza.

Gli altri li abbiamo perquisiti noi, sono puliti.

Va bene, fai una cosa,

appena arriva l'altra volante,

portali immediatamente qui.

Poi stacchi.

Va bene?

Te le sei meritate, queste ferie.

Comandi, dottore.

Fammi avere tutto quello che abbiamo della Finoco.

Ciro!

Non ti preoccupare, stai tranquilla.

Questo è tutto il materiale?

Sì.

Non trovo niente dell'amministratore.

Mauro ci siete?

Fra pochi minuti,

tanto l'altra volante ci precede.

La ragazza, tutto a posto?

Sì, dottore, è qui in macchina con noi.

L'abbiamo perquisita,

è come gli altri due.

Tutti e tre puliti.

E l'auto sulla quale viaggiavano?

Un collega la sta portando al deposito.

Va bene. Appena arrivate io mi faccio trovare...

Mauro!

Mauro, che succede?

Mauro!

Mauro, rispondi!

Oh! Oh, tutto a posto?

Via, via!

Commissario,

prima di parlare vi voglio dire,

mi dispiace per quello che è successo ai due agenti.

Seduto.

Seduto!

Tu non li devi neanche nominare.

Voglio il mio avvocato.

Arriverà.

Intanto puoi fare solo una cosa:

Parlami di Antonio Iovine.

Chi è?

"'O ninno",

lo chiamate così, no?

Ammesso e non concesso

che io non conosco a questo di cui parlate,

secondo voi,

se vi dicessi quello che so,

uscirei vivo di galera?

E allora parliamo di uno dei cellulari che avevi addosso.

Lo usi solo per chiamare un numero,

ma non è quello della tua ragazza.

Allora?

Voglio il mio avvocato.

Grazie per la conferma di quello che pensavo.

Questo è un punto a punto.

Due telefoni che si chiamano solo fra di loro.

Tipico dei latitanti.

Uno è questo qui,

e l'altro ce l'ha Iovine.

Mi sembra un po' azzardata come conclusione.

Tutto ci porta a Iovine.

La società proprietaria dell'auto,

i precedenti dell'arrestato e del fuggitivo.

Di che cos'altro ha bisogno?

In base ai dati telefonici

abbiamo circoscritto questa zona.

Ci sono sette case.

Abbiamo controllato utenze e proprietari,

e siamo convinti che Iovine possa nascondersi qui.

Tutto in un pomeriggio?

Dobbiamo fare irruzione prima dell'alba!

Senta, io ho bisogno di una richiesta più dettagliata,

mica posso dare un'autorizzazione in bianco

a scavare e demolire tutto.

Iovine avrà già saputo che abbiamo Ciro.

Domani cambierà covo.

Al massimo posso autorizzare una perquisizione.

Andiamo.

Fate un cordone intorno all'isolato!

Va bene.

Andiamo, dai!

- Buongiorno. - Polizia.

Dobbiamo fare un controllo.

Piano che questa è proprietà privata!

Ma dove andate?

Commissario, ve lo ripeto: ma quale bunker.

Qua non c'è nessuno!

Forza, forza, diamoci una mossa, dai!

Ispettore, mi state smantellando una casa.

Questa è la casa di mia cugina.

Dottore! Venga a vedere, abbiamo trovato qualcosa.

Di qua.

C'è un intercapedine.

Non lo so, ispettore!

Fai scendere tutti quanti

che continuiamo qua sotto.

Dottore!

Dottore, i tecnici dicono che se continuiamo a sfondare,

cade tutto.

Avanti.

Ma crolla!

Avanti, ho detto!

Commissario, voi siete pazzo.

Io la fine del topo non la voglio fa.

Su, su!

Vai, vai, continua!

Forza, forza, forza!

Signora procuratrice.

Non era autorizzato, lo so.

Ma mi vuole ascoltare?

Sì. Sì.

Me ne assumo io la responsabilità.

Lui è qui. Ne sono sicuro!

Se lei mi permettesse...

Andiamo! Via!

Commissario,

l'avevo detto che ci stava niente.

Vada, vada.

"Vada, vada",

mi avete smantellato casa!

Scusatemi, vi volevo dire

che hanno portato questi fiori per voi oggi.

Che faccio, li poso qua?

Io li ho tenuti in acqua in portineria,

sennò quelli sfiorivano.

Arrivederci.

Notizie di Ciro?

Ciro è meglio se te lo scordi.

Che significa?

Quanto tempo devo stare qui nascosta?

Stai tranquilla.

Ora te ne puoi andare.

Bastardi!

Iovine l'ha fatta uccidere perché pensa

che tu ci hai detto dove sta il suo covo.

Ma non è vero!

Non è questo il punto.

Il punto è cosa farai tu.

Lascerai correre?

O gliela farai pagare a quel pezzo di merda?

Le volevi bene a Francesca?

E dimostralo.

Dottore?

Ci sta una ragazza a Casal di Principe,

Si chiama Anna Corradi.

Lavora in un centro estetico,

proprio al centro del paese.

Ma è soltanto un lavoro di copertura.

Anna è bellissima,

e speciale.

È lei che si occupa di Iovine.

Cucina, pulisce,

gli tiene un poco di compagnia.

Anna Corradi è la ragazza più fortunata di Casale.

Tonino la riempie di regali.

A lei,

a tutta la sua famiglia.

Volete trovare o'Ninno,

dottore?

Seguite Anna.

Che state facendo?

Lo sapete che allo zio non gli piace aspettare.

Possiamo scendere?

Andiamo.

Mimmo, fai il bravo.

Adesso possiamo trovarlo senza metterlo in allarme.

Come?

Pedinando un'estetista?

Metto qui dottoressa?

Grazie.

I pedinamenti sono impraticabili.

Casal di Principe è una fortezza.

Con abitazioni circondate da mura alte almeno tre metri.

Ogni affiliato ha la possibilità

di comunicare un pericolo in tempo reale,

non solo con il cellulare,

ma addirittura con un fischio.

Un cenno, uno sguardo.

Qua persino i muri hanno gli occhi.

Quindi la soffiata su Anna Corradi è inutile.

No,

la prossimo intercettare!

Lei e la sua famiglia.

Non mi faccia ricordare

quanto è costata la sua ultima operazione.

Se insistevamo, l'avremmo preso.

In ogni caso, l'abbiamo costretto a spostarsi.

Ora è più vulnerabile.

Sono stati soldi spesi bene, direi.

Ci sono uffici che sono da anni sulle tracce di Iovine.

È ora che qualcuno lo prenda.

- Le chiedo solo tre mesi. - Due.

Non posso autorizzare altre spese.

Va bene, però mi servono anche quattro agenti.

Tre.

Li voglio di mia fiducia.

Ah, sì, li scelga lei,

ma li avverta che straordinari e trasferte non saranno coperti.

Ho bisogno anche di un luogo appartato

dove mettere una base d'ascolto.

Il comando

ha già una sala di intercettazioni con il necessario.

Vorrei qualcosa di più discreto e isolato.

Un posto dove ascoltare senza essere ascoltati.

E tu che ci fai qua?

Ah, buon giorno, capo.

Comodo!

Che cosa sei, un perito elettronico?

Sono un poliziotto che s'arrangia, tutto qua.

E io per questo ho bisogno di te.

Ho una pista per arrivare a Iovine.

Mi serve una squadra per seguire questa pista

e arrestarlo.

Voi pensate che sia veramente possibile?

Se è possibile aggiustare questa roba.

E chi altro c'è nella squadra?

E certo che i bambini possono stare da me.

È quasi tutto pronto.

Non sarà un grand hotel, però è un posto dignitoso,

quindi questo week end

possono stare da me.

Terè, che significa ti dovevo avvisare prima?

Vafammocc!

No, Terè, non dicevo a te.

Teresa, Teresa, Teresa...

Ascolta, io...

Dottor Romano, buon giorno, mi dica.

Sei dei nostri?

Mi dispiace,

io non me la sento.

Avremo ore e ore d'intercettazione

e tu sei la migliore analista che conosco.

A me viene da vomitare solo a pensare di ascoltarli,

quegli stronzi.

Senti,

perdere un collega,

che ti devasta.

Io lo so.

Ho deciso di lasciare la polizia.

Se lo farai, io ti capirò.

La tua vita sarà sicuramente migliore.

Eccetto che per un giorno, però.

Il giorno che arresteremo Iovine.

Dove vorrai essere quel giorno, qui?

Davanti alla televisione?

Oppure con noi a stanarli e a sbatterli in cella?

La verità,

è che io credo, che non lo prenderemo mai.

Dottore, io l'ho sempre detto:

Arturo era meglio se faceva l'ingegnere al posto del poliziotto.

Dottore, ma lui che ci fa qui?

Ci serve. È di Casale, come Anna.

Appunto, stessa razza.

Hai parlato?

Ho visto che muovevi le orecchie.

Comunque a me, hanno rubato una macchina,

e a Roma, da dove vieni tu.

Oh!

Va bene, facciamo base qua.

Arturo, quest'attrezzatura l'hai rimediata tu?

Sì dottore!

- Ottimo lavoro! - Grazie.

Va bene, teniamo bonificato ogni tre giorni, eh?

Non è eccessivo?

E già, perché non ci stanno talpe in polizia?

Ho capito, cambio anche la serratura.

Bravo!

Allora, per prima cosa

dobbiamo verificare la soffiata su Anna.

Dottore, se vuole ci posso passare io.

Conosco bene Casale e so come muovermi.

Ci posso andare pure io, eh?

Certo, vai tu che non si capisce che si un poliziotto.

La vuoi finire oppure no?

Ho cambiato idea.

Non mi va di stare davanti alla televisione quel giorno.

Che posso fare?

Vieni!

Ci sta questa ragazza.

Crediamo che sia intima di Iovine.

Ma lo dobbiamo dimostrare.

Faccio delle ricerche in archivio.

No, perché?

Ti vedo sciupata.

Prenditi una pausa

e fai un salto all'estetista.

Scusami, posso?

Da quando mi sono seduta che lo guardo.

È troppo bello quest'anello.

Grazie!

Chi te lo ha regalato, il tuo fidanzato?

No, non ho il fidanzato.

Non hai il fidanzato?

Una ragazza giovane e bella come te!

Grazie!

E non ho capito,

te lo sei comprata da sola?

No, veramente è un regalo di uno zio.

Io i soldi me li metto da parte.

Mannaggia, io perché non ce l'ho uno zio così!

Sto scherzando. Fai bene a metterti i soldi da parte.

Te li metti da parte,

perché hai un sogno nel cassetto, un progetto?

Sì, mi voglio aprire un centro tutto mio.

Una cosa elegante, non da tamarri.

No come questo!

Eh, però per aprire un centro estetico,

ci vogliono un sacco di soldi.

Io mi arrangio.

Eh, ti arrangi!

E si vede che sei in gamba.

E questo centro estetico te lo vorresti aprire qui a Casale?

E certo! Questa è casa mia!

Sto bene qua.

Voi non siete di qua, vero?

No, io sono qui per lavoro.

Però appena posso me ne vado,

qua ho paura.

Paura? E di cosa?

Di tutto quello che si legge!

I giornali dicono tante di quelle cose!

Mica è tutto vero.

S'inventano tutto.

Pure le decine di morti uccisi?

No, quella è una cosa di due anni fa.

Colpa di Setola. Era un pazzo!

Ora è in galera.

E i due agenti uccisi sulla statale?

Così rischia di farsi scoprire!

Quella è roba di Iovine.

Iovine è ancora libero o mi sbaglio?

Scusate.

Non l'ho fatto apposta.

Figuriamoci se lo faceva apposta.

Mi dispiace.

Non ti preoccupare. Succede.

Metti da parte pure questi.

Passavo di qua e mi sono detto,

magari ad Anna fa piacere un passaggio.

Ti porto con la macchina?

E già, immaginavo.

Con questa bella giornata

è meglio un bel giro in bicicletta o no?

No? No.

Con questo sole e chi vuole pedalare?

Meglio una cosa fresca.

Ho prenotato un tavolo.

Cosa ti andrebbe,

un gelato, una granita, una settimana bianca.

Stai cercando guai?

Già trovati!

Senti a me: con me non è cosa.

Perché non te ne trovi un'altra?

Emì, stalla a sentì.

Quella veramente non è cosa per te.

Perché?

Mica è fidanzata!

E pure se non è fidanzata, tu sei ancora ragazzino,

quella è una donna.

Stronza!

La gente muore e quella fa la bella vita con il boss.

Tu ti esponi troppo!

A Casale le parole non si scordano.

Un'estetista con un anello da dieci mila euro?

Dice che glielo ha regalato lo zio,

ma per piacere!

Non è detto che si tratti di Iovine.

L'ho guardata mentre facevo il suo nome.

È lui.

“Mi voglio aprire un locale tutto mio.”

Cretina!

Vabbé, magari è giovane,

non si rende conto di quello che dice.

No, no, quella ha capito benissimo.

Sa quello che vuole e non si sta facendo scrupoli.

E certo, quando nasci a Casale,

è difficile uscire da certe dinamiche, no?

Ancora con Casale!

Io ci sono nato, e allora?

Appunto!

Sai che mi hai rotto?

Salvo!

Mi hai rotto il cazzo!

Salvo! Allora!

Ti rompo il culo!

Non ammetto queste cose!

Arturo, Casale è pieno di brave persone

che fanno il proprio dovere.

Voi siete in grado di fare lo stesso?

Scusi dottore!

Scusate!

Io ho bisogno di voi, eh?

Di tutti e due.

Per cui o collaborate o vi sostituisco!

Procediamo.

La prima cosa da fare

è mettere sotto controllo la famiglia di Anna.

E in questo caso, l'aggancio più semplice:

è il padre.

Mettiamoci al lavoro.

Mettiamoci a lavoro.

Ti vuoi cambiare

o lavori vestita da Lady Gaga?

Che non ti piace?

Non tanto!

- Lei è il titolare? - Si sono io.

Dobbiamo fare un controllo sui veicoli e sul carburante.

Ma guardate che qui è tutto in regola.

Nessuno dice il contrario.

Infatti è un semplice controllo, se collaborate.

Se no facciamo di testa nostra!

Brigadiere a disposizione.

Ci volete far vedere i documenti?

- Angelo, ci pensi tu? - Certo.

Venite con me da questa parte, prego.

Ma sei sicuro che questa è la macchina del padre di Anna?

No. Ho tirato ad indovinare.

Prova, prova, mi ricevi?

Uno, due, tre, prova, prova.

Ricezione perfetta.

Va bene, allora io rientro, eh?

- Hai fatto? - Un momento.

Una cosa sai fa, falla veloce.

Tu si capace solo di rompere.

Tutto in ordine.

Ve lo avevo detto!

Ma infatti, era un semplice controllo.

- Buona giornata. - Anche a voi.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Ascoltarli in macchina, secondo me, non serve.

Questi non ci diranno mai dove sta Iovine.

Però con la cimice sapremo sempre dove stanno loro.

E allora speriamo che la portino presto.

Il cellulare è spento.

Sto ricevendo.

Tre sportelli.

Le venti.

La stanno portando da lui.

Cosa glielo fa pensare?

Il silenzio.

Si sono fermati.

Forse è qui che si nasconde Iovine.

Ecco, è scesa.

Quello è Largo Campanella.

Allora,

ricapitolando:

Anna ha spento il cellulare,

è salita in macchina con i suoi,

hanno girato per qualche minuto in quest'area,

finché l'hanno scaricata.

Ecco, i genitori sono ripartiti.

Dottore, pensa che Iovine si nasconda in quest'area?

Questa è solo un'area di scambio.

Magari qualcun altro l'ha caricata.

Secondo me, Iovine sta fuori città.

No. Per lui sarebbe umiliante.

Iovine sta ancora a Casale.

L'onorevole vi prega di scusarlo.

E dice che sistemerà tutto.

Ciro invece dopo che è stato rilasciato

se ne sarà scappato all'estero.

Ah, e poi Zagaria,

dice che vuole conoscere il motivo dell'incontro,

prima di dare la sua disponibilità.

Chissa quante volte...

Che gli dico?

Muro.

Muro?

La parola di questa sera era muro!

Allora vai a testa alta...

Dì all'onorevole che con me ha chiuso.

Ci rivolgeremo a qualcun altro.

Ciro è uno fesso.

Si farà sentire a casa.

Teniamo il telefono sotto controllo, se chiama,

teniamoci pronti.

A Zagaria gli dici,

incontrarlo è talmente uno scassamento di cazzo,

che ci devono essere per forza milioni di buoni motivi

se glielo chiedo.

Il commissario Romano?

So già chi gli devo mettere addosso.

Questa è l'ultima volta che mi viene così vicino, eh?

Ora senza offesa, andatevene.

Portatevi anche queste.

Andiamocene Rudy.

Che cos'è?

Una cosa nuova.

Ho trovato la ricetta su una rivista al centro.

- Assaggia. - Perché?

Fa schifo?

Ti viene meglio il mojito.

Quello più tardi!

Dove vai?

A prepararti la vasca per il bagno.

Aspetta.

Questo è per te.

- Non ti dovevi disturbare. - Lo dici sempre.

Aprilo.

Ma è bellissimo!

Ricordati di non portartelo mai quando vieni qua.

A volte ho paura lo sai?

Per te!

Se c'è qualcuno che deve avere paura,

non sei tu.

Ciao papà.

Posta per te!

Grazie.

Senti, ma che vuole da te l'università di Edimburgo?

Non lo so. L'avranno mandata a tutti.

- Ma a tutti i diplomati d'Italia? - Boh!

Qui a Giurisprudenza,

ti sei iscritta?

Non ancora.

Sta per scadere il termine.

Lo so.

Chiara non farlo.

Stammi a sentire.

Il mio lavoro, tutto quello che faccio non c'ha senso,

se poi una ragazza sveglia come te

se ne va a studiare chissà dove.

Non abbandonare Napoli.

Perché non dovrei?

Perché è la tua città!

Sì, è la mia città, ma è marcia.

Mi fa schifo, e paura.

Mica solo Napoli, tutto il paese.

No, io voglio che rimani.

Che provi a cambiare le cose.

Come fai tu?

Perché non mi racconti tutto?

È importante. Dai!

Ho capito.

Ci vediamo stasera?

Lo sai che la sera non posso.

Ti vengo a prendere io tra un'ora

e ci mangiamo una cosa davanti al mercato coperto.

- Va bene? - A tra poco.

Ok, ciao.

Se prende l'auto, ci piazzo la cimice, va bene?

Perfetto.

È partito Colombo.

Speriamo che non faccia guai.

Ci ha già ripensato.

Pronti i caffè, acqua, un po' di biscotti.

Ma tu chi sei?

Agente semplice Caputo Carlo, signore.

Ho pensato che vi faceva piacere un po' di biscotti,

un po' di caffè e acqua.

Dottore,

io faccio qualunque cosa.

Ma perché non mi prendete pure a me?

Per cosa?

Per dare la caccia a Iovine.

Senti qua, qui nessuno da' la caccia a Iovine.

È chiaro?

E se scopro che vai in giro a dire questa stronzata,

ti mando a dirigere il traffico a Scampia.

- Ci siamo capiti? - Sì, Signore.

Comandi.

Con permesso.

Eh, già che c'è, pigliamoci questo caffè!

Le informazioni riservate si accattano con il caffè.

Negativo, non hanno preso la macchina.

Vanno al solito bar vicino al centro estetico.

Rientra, prima che ti notino. Cazzo!

Mi avvicino.

Non sono buono solo a mettere le cimici.

Arturo? Arturo?

Senti ma quanto è bella la tua borsa!

Sì, ma questa è un'imitazione.

Mica è come la tua.

Ecco le pizzette.

Arturo?

Arturo?

Ancora un minuto! Riesco a sentirle.

Questo è scemo!

Sabato vieni a ballare?

Non posso.

Lo sai che il sabato devo andare da...

Deve uscire con me!

Perché, non ci esci con me?

Se, come no. Aspetta e spera.

Mi prendo il numero, così ti chiamo, va bene?

Ridammelo, posalo.

- Dammi i brillanti. - Ti ho detto: ridammelo.

- E tu che mi dai? - Posalo e vattene.

E tu chi sei?

Ti ho detto posa il cellulare e vattene.

Meglio che te ne vai,

non sai con chi hai a che fare!

Ti ho detto lascia il cellulare e vattene.

Davvero? Altrimenti che fai?

Arturo che succede?

- Vuoi giocare? - Voglio giocare.

Calma, calma!

La finite, si o no?

Che state facendo?

La ragazze si stanno spaventando!

E che me ne fotte!

Cammina, vai vai, vattene!

Tu la prossima volta fatti i cazzi tuoi.

Tutto a posto.

Intanto beviamo.

Zagaria non lo aspettiamo?

Macché, lo sai com'è Capastorta, no?

Sarà già qua da un'ora nascosto da qualche parte

a controllare che è tutto a posto.

Per non sbagliare avrà chiamato pure i sommozzatori

per controllare che non ci sia qualche poliziotto sott'acqua.

Arrivato.

Meno male!

- Siamo sicuri? - Tranquillo.

Ti da fastidio il sole?

Di che mi devi parlare?

Eh, ma mangiati due ostriche, quattro fasolari,

poi parliamo di lavoro.

Tanto pago io, tranquillo.

Tranquillo ha fatto una brutta fine.

E preoccupato la fece pure peggiore.

Mannaggia.

A me sta battuta non mi ha fatto ridere.

Scusate non vi volevo offendere.

Vabbé, i fasolari l'ho mangiati.

Ora parliamo di lavoro.

Capa' presto.

L'affare riguarda la spazzatura.

Questo è un affare che già abbiamo.

Certo, ma tra poco si tratterà di ripulire.

Risanare il territorio.

Lo vogliamo far fare a qualcun altro?

No.

Ma che vita di merda!

Ora glielo puoi dire.

Che è successo?

Abbiamo un problema con Anna.

Oh, vieni con noi, ehi.

'O ninno ha deciso che ti vuol fare uno bello regalo.

Ecco qua.

Questa è la fine che fa chi si avvicina troppo ad Anna.

E il prossimo potresti essere tu.

Se torni a Casale ti riconoscono.

Ringrazia che sei l'unico che conosco

che sa piazzare le cimici in un tempo decente.

Altrimenti ti dovrei sostituire.

Lo sai questo?

Sì, certo.

Dottore, si stanno muovendo.

Il cellulare di Anna?

Spento.

Sembra che la macchina giri a caso.

Non a caso.

Rimangono sempre in questa zona.

Vedete?

Ecco è scesa!

Quella è via Crispi.

Hanno cambiato posto.

Ma quali cene eleganti?

No, no. Erano tutte nude e urlavano.

Uno spettacolo! Le ho timbrate tutte!

Scriva, scriva.

Non ci credo.

È strano perché è la stessa cosa

che avevamo detto noi

quando l'hanno fatta ministro.

Non vorrei che su Anna cominciassero a girare delle voci.

Dieci euro!

Le voci le spegniamo prima che inizino a girare.

Ciao.

Buona sera!

Ho delle vongole freschissime.

Le vado a preparare subito.

Stasera non cucini.

Mi mancava l'aria qua dentro,

voglio uscire!

Mi cambio.

Ti ho preso un vestito per la serata.

Due minuti e sono pronta.

Notizie del poliziotto?

Il nostro uomo è su di lui.

Dottore.

Ma si può sapere tu che fai?

Il poliziotto, il barista, ora pure il piantone?

Dottore io faccio qualunque cosa.

Basta che mi prendete con voi.

Hai l'accento di Casale.

Sì, Però ce ne siamo andati da Casale

quando hanno ucciso a Don Diana.

Ah. E tu proprio ora ci vuoi tornare?

E ma non vi preoccupate,

che se è per fottere li Casalesi,

io vado pure all'inferno.

Non c'è niente da ridere.

Che molti colleghi ci sono già andati.

Vai, torna a fare il tuo dovere, dai.

Questo posto è pazzesco.

È mio.

Quant'è strana la vita, eh?

I miei clienti possono godere di tutto questo.

E io devo stare nascosto dentro ad una tana.

Però tu hai me.

Però io ho te.

E dimmi, la settimana com'è andata?

Tutto a posto.

Niente di nuovo?

No, solite cose, ho visto Giuliana, ho lavorato.

Niente di che.

E quello che è successo dentro al bar, te lo sei scordato?

Guarda, quello era uno scemo.

Sì, sì, tranquilla, non ti darà più fastidio.

Nessuno ti darà più fastidio.

Però ora dobbiamo cambiare qualcosa.

Cioè?

È che non va bene che fai casa e lavoro,

e poi sparisci nei fine settimana.

Le persone si fanno le domande.

La gente è curiosa.

Però io,

potrei stare sempre da te.

I miei genitori potrebbero dire

che io sono andata all'estero.

Sempre con me non ci puoi stare.

Io voglio che ti trovi un ragazzo che ti fa uscire.

Un ragazzo?

Sì, un bravo guaglione, rispettabile, pulito,

che però non ti deve toccare.

Va tutto bene, Anna.

Lo dobbiamo fare.

Perché sennò devo rinunciare a te,

lo capisci?

Meglio se ce ne andiamo!

Perché?

Sono già passate due macchine della polizia.

Fammi finì il vino, va.

Vai, vai!

No, ma dici davvero?

Lui ti ha detto di trovare un fidanzato?

Cose da pazzi, vero?

Hai già pensato a qualcuno?

Mah, ci sta uno, un ragazzetto!

Mi sta appresso da un po' di tempo.

Gli ho dato appuntamento a San Cipriano,

al centro commerciale.

E lo so, non te ne ho mai parlato.

Senti, ora vado, ti faccio sapere, ok?

Sì, ciao.

Allora siete contenti?

Dopo andiamo anche alle giostre!

- Sì! - Dove ci mettiamo?

Lì c'è un tavolo libero.

Pronto?

Arturo.

Vieni che abbiamo intercettato la macchina.

Dimmi dove stai che ti vengo a prendere.

Al fast food vicino casa. Perché?

- Sto arrivando. Ciao. - Ciao.

Scusate, ma papà deve andare via,

c'è stata un'urgenza.

- Mi dispiace. - Te ne vai?

E sì, almeno tu mangi con loro, no? Eh.

A me manco mi piace questo posto.

Eravamo venuti per loro.

Ho capito, è lavoro, Nora. Che devo fare?

Lavoro, lavoro, sempre lavoro!

Appena finisce papà torna. Ciao.

Almeno lasciami dei sodi!

Sì, giusto. Ciao belli.

Che brutta faccia hai!

Vabbé, mica li hai solo tu i problemi.

Io oggi dovevo incontrarmi con mia moglie,

per definire i giorni.

Quale giorni?

I giorni per vedere i ragazzi.

Oggi si farà la guerra.

Eccola!

Teresa?

Teresa, aspetta un attimo!

Aspetta, fammi parlare, non parlare solo tu!

Teresa!

Questi cellulari che non prendono!

Sì, certo!

Che è sto "sì, certo".

Almeno lo sai il colore?

Bianca, qua c'è il numero di targa.

Speriamo ci metta un po'.

Speriamo!

Prego!

Sei in anticipo.

- In anticipo? - Sì.

No, io qua ci vivo proprio!

Quando mi hai dato appuntamento,

questo tavolo l'ho comprato.

Già c'ho pagato l'Ici.

Eccolo!

Allora vado!

Io mi metto in posizione.

Posso parlare?

È chiaro, io sono qui apposta.

Pensavo addirittura di registrarti, ma poi ho detto?

Scusa.

No, è che stavo pensando,

se qualche volta ti va di uscire.

Così, per conoscerci.

E perché?

Come perché?

Eh!

Sì, vabbé, per un po' ti ho evitato.

Non ho capito, ma uno non può cambiare idea?

Certo che può cambiare idea, è chiaro.

Non mi sorprendi.

Dopo tanta resistenza, era normale che ci cascassi, no?

Mi dicevo, ma perché ci dobbiamo conoscere.

È meglio se ci sposiamo subito.

Così, no?

Ci leviamo il pensiero.

Sì!

Teresa, dimmi al volo che sto lavorando.

Uno, sto lavorando,

due, non alzare la voce con me,

tre, non sono io che non rispetto le regole.

Va bene, è una storia vecchia, Terè.

Devo chiudere, devo chiudere, devo chiudere.

In futuro voglio aprirmi una cosa tutta per me.

Davvero? Anche io!

Bene, quando ci rivediamo?

Oggi è martedì, che io sono libero tra mezzora!

Ti passo a prendere io?

Quando vuoi!

Per te ci sono sempre.

Ok.

- Ciao. - Ciao.

Ma che cazzo fai! Sei scemo?

- Ero al telefono con mia moglie! - Stai zitto! Va, va!

Allora? Il ragazzo ci ha creduto?

Figurati, non aspettava altro.

Ma pensi di starci davvero con Emilio?

Ma ti pare?

È un ragazzino, non sa neanche come è fatta una donna!

No, eh, mi faccio vedere in giro con lui, un gelato.

Tipo i bambini delle medie. Questo è.

Accosta qua. Io sono arrivata.

Sentito?

Ma come si fa a prendere per il culo così un povero Cristo?

- A dopo. - Ciao.

È una ragazzina!

Gliel'ha ordinato Iovine. Che cosa doveva fare?

A me non mi pare tanto una ragazzina.

Secondo me, le piace fare la pupa del boss.

Sennò poteva pure provare a ribellarsi.

Rosà, a quell'età,

coi condizionamenti che avrà avuto,

non è semplice.

Comunque, non siamo qua per giudicarla,

siamo qua per prendere Iovine.

Benvenuto, ingegnè.

Buongiorno!

Scusate il luogo un po' spartano,

ma come sapete, sua eccellenza qua,

ha sempre un po' d'ansia!

Meglio in ansia che in galera.

Per la vita che fai!

Vediamo chi vive più a lungo.

Scusate, signori,

mi volevate offrire un affare?

Il migliore. La monnezza.

Ma è già roba vostra. Lo sanno tutti.

E infatti, noi vorremmo mettere su qualcosa di nuovo.

Pulito.

È chiaro?

Michele, ti vedo un po' pallido.

- Eh? - Eh.

Mah!

Senti, perché non andiamo a fare una bella vacanza insieme,

come due anni fa?

Ce ne andiamo in Spagna, Francia? Portogallo?

Ci mancava poco che ci mandavi tutti in galera

con la storia dello champagne. Te lo ricordi?

Meglio il carcere che le ostriche con l'acqua minerale!

Quella è la differenza tra noi!

Io sono astemio!

Chiudi va!

Che succede?

Da parte del nostro uomo!

Questa è casa sua.

Questa è Lucia, la moglie.

Questa la figlia. Chiara.

Ma che bella famiglia!

Che dici, gli facciamo arrivare un avvertimento?

No, e perché?

Quello sta facendo il lavoro suo,

come noi facciamo il nostro.

No, devi insistere col tuo uomo.

Voglio sapere la strada che sta seguendo il commissario.

Va bene?

Andiamocene.

Buongiorno, commissario.

Aspettate un attimo, commissario.

Io conoscevo don Diana.

Guardate, vi faccio vedere una cosa.

Era qua commissario, non la trovo più.

Cosa?

Eccola!

Una fotografia.

Sono io da bambino.

E questo è don Peppino.

Io stavo lì, proprio nel cortile della chiesa,

quando l'hanno ucciso, dottore.

E quando dicevo che per i Casalesi vado pure all'inferno,

io non stavo scherzando.

Veramente lo faccio.

Lo so che voi non c'avete i soldi per un uomo in più.

A me non importa. Io faccio gratis.

- Straordinari compresi. - Vieni con me dai!

Qui lavoriamo per lo più con l'intercettazione.

Tu ne hai esperienza?

- No. - Imparerai.

Ragazzi. Lui è Carlo Caputo.

Vabbé, lo conoscete già.

Da oggi sta in squadra con noi.

- Buongiorno a tutti. - Buongiorno.

Vai!

Allora...

Novità sul ragazzo?

Sì, certo, dottore.

Si chiama Emilio Sereni.

Lavora nell'agenzia immobiliare nel centro commerciale San Cipriano.

Ha 22 anni, incensurato e risiede a Casal di Principe.

Nessuna segnalazione in particolare, nessun pettegolezzo.

Anna se l'è scelto bene, il fidanzatino di facciata.

Ingenuo, rispettabile e di bella presenza.

Prego!

Guardate.

Il cellulare di Anna e quello di Emilio sono assieme.

Sono saliti su un'auto che sta uscendo da Casale,

ma non è l'auto di Anna.

Probabilmente è quella del ragazzo.

Ci penso io!

Salvo, aiutalo.

Non c'eri mai stata in cima al Vesuvio, vero?

No.

- Sei pronta? - Sì.

Eh?

Capri,

Sorrento,

Torre Annunziata, Torre del Greco,

Napoli.

C'è pure Casale laggiù, la vedi?

Pensa che quando il Napoli gioca in trasferta, i tifosi avversari ci gridano:

“colerosi, terremotati, Vesuvio, lavali col fuoco.”

Gli amici miei s'incazzano sempre.

Ma io mi metto a ridere. Sai perché?

Perché noi napoletani siamo fatti così.

Lo sappiamo che questa terra è pericolosa, è vero.

Ma tu la cambieresti con altre?

Eh? La cambieresti con altre?

No, io non la cambierei con niente.

Come te. Non ti cambierei con niente.

Anche se lo so che mi farai soffrire.

Inizia a far freddo.

Sì.

Andiamo.

Buongiorno!

Buongiorno, è qui l'officina meccanica?

Sì, sei nel posto giusto. Vieni.

Cercavi tuo padre?

Sì. La segretaria mi ha detto che era qui.

Ah, comunque, piacere Agente Carlo Caputo.

Chiara.

Come lo sai che sono la figlia del dottor Romano?

E come lo so?

Perché tuo padre c'ha una tua foto sulla sua scrivania.

L'occhio del poliziotto.

Vieni, ti vuoi accomodare?

Ah, scusami. La pistola.

Sì, la stavo pulendo.

Che ti metti paura?

Mio padre la tiene sempre nascosta.

E fa bene tuo padre, questa è pericolosa.

Chiara!

Che ci fai qui?

Ti cercavo.

Non è posto per te questo, lo sai.

Scusi, sono stato io che le ho detto che vi poteva aspettare qua.

Tu non dovresti essere in ricezione? O sbaglio?

Sì, signore. Vado subito.

Scusate.

Ero venuta qua per scusarmi. Ti avevo portato pure un dolce.

Ma forse hai ragione tu. Qui non è posto per me.

Che c'è?

Non credevo che ti piacevano questo tipo di canzoni.

Perché non mi conoscevi.

Buona sera.

Salve. Può favorirmi patente e libretto di circolazione, per favore?

Grazie.

Può scendere dall'auto che facciamo l'alcool test?

A quest'ora?

E non c'è un orario per fare questi controlli, prego.

Signorina, anche lei.

Comunque, neanche ho cenato.

Uno, due, tre, prova.

Uno, due, tre, prova, prova.

È venuta da te Chiara oggi?

Sì.

Avete parlato?

Ma vi siete chiariti?

Lei se ne vuole andare e io non voglio.

Che cosa c'è da chiarire?

Litigando non la convincerai a restare.

Se sai com'è finita, perché m'interroghi?

Si chiama parlarne.

Le donne lo apprezzano.

Scusami.

Vabbé, a te sembra giusto che se ne vada?

A me sembra giusto che decida lei.

E allora io qui che ci sto a fare?

Se avete già deciso!

Ce le hai due ore domani?

Perché?

- Provi questi? - Sì.

Te li porti in camerino!

Grazie.

Tieni, prova anche questo.

Ma costerà un sacco, sei sicuro?

Non ti posso fare un regalo?

Questo qua ad Edimburgo quando te lo metti?

Piove sempre là!

Senti, se sei venuto per litigare di nuovo...

Sto scherzando, dai.

Fammi vedere come ti sta.

Scusami, posso vederlo?

Sì, tieni.

Me lo provo?

- Sì, guarda. - Che carino. Dove l'hai pescato?

In realtà, me l'ha trovato mio padre.

Io non ho ancora trovato niente. Ehi, ti piace?

- Troppo corto, no? - Corto, dice.

Hai un fidanzato geloso, eh?

Ti giuro, mi piace un sacco, guarda.

Mi hai fatto un favore non sapendolo.

Scusate, s'è fatto tardi. Dobbiamo andare.

Ma come dobbiamo andare.

- Si è fatto tardi. Vieni. - Scusate. Ciao.

Dai, andiamo.

- Che è successo? - Non so.

- Vieni. - Mi spieghi che succede?

Quella ragazza è pericolosa.

In che senso pericolosa?

Non ti posso dire altro.

Già, tanto siamo a Napoli, no?

Tutto bene?

Ho visto Anna.

Qui a Napoli?

Sì, in un negozio di vestiti.

Ero insieme a mia figlia. Parlavano, ridevano.

Non ho mai avuto tanta paura in vita mia per Chiara.

C'era Emilio.

L'utile idiota.

Non è un idiota. E credo che Anna se ne stia innamorando.

E secondo lei, Iovine lo accetterà?

Sì, perché lo intriga.

Lui ha sempre bisogno di un rivale.

Non gli basta avere Anna.

Vuole che lo scelga.

Sì, ma è un gioco molto rischioso.

Sbaglierò,

ma credo che questo possa a portare Iovine a fare un passo falso.

Cosa vi porto?

Bufala e pachino, e una birra media.

Per lei?

Quello che prendi tu.

- Allora due. - Ok.

Non sarebbe bello ordinarsi la vita così,

come fai con la pizza?

Tipo?

Una vita quattro stagioni,

lavoro quanto basta, amore a pioggia

e giusto un filo di avventura, ma poco poco.

- No? - Non pensi che sarebbe noioso?

Sì, sarebbe noioso.

E tu? Che programmi hai?

Programmi?

Non so, tipo andare a vivere a Londra, avere otto figli,

comprarsi una moto. Cose così.

Hm, diciamo che preferisco vivere alla giornata.

Ce l'avrai un sogno nel cassetto?

Come ti vedi fra dieci anni tu?

Domandona.

Tu?

Dipende da te.

Giulà, lo sai che so' passata a quel negozio?

Quello che mi dicevi tu.

- Ah sì? - Ma tu poi che ti sei presa là?

Eh, mi so' presa le scarpe.

- Quelle scarpe? Ma quelle bianche? - Sì, sì.

No, vabbé, bellissime.

Ma facciamo una cosa: ma perché non ci andiamo insieme?

E quando?

Facciamo così: io ti vengo a prendere dopo,

andiamo al bar...

Novità?

Vieni a casa?

No, dottore, niente d'interessante.

Sono tutti al pranzo di compleanno di una parente.

Quale?

Una sorella di Angelo Corradi.

Li ho localizzati col gps della cimice.

Il cellulare di Anna è acceso,

quindi Iovine non c'entra stavolta.

Vabbuò.

Un brindisi.

Un brindisi alla nostra salute,

ma soprattutto alla salute del nostro caro Tonino,

che ci ha fatto l'onore di essere qui con noi oggi.

Grazie a tutti quanti.

- Alla salute, don Tonì! - Alla salute!

- Salute! - Salute!

Salute, don Antò!

Te lo sei trovato il fidanzato?

Come mi avevi chiesto tu.

Eh, sei stata veloce.

Era uno che mi stava appresso già da un po'.

E si vede che questo Emilio, a te ci tiene veramente.

Che vuoi che sia? È molto giovane.

E pure tu sei giovane.

E ti ha baciata?

Non ancora.

- Lo sai l'inglese tu? - Un po'.

L'ho studiato alle medie. Perché?

Siediti.

Cos'è?

È un albergo di Miami.

Mi hanno proposto di comprarlo,

ma prima di accettare, lo vorrei vedere.

Ci vuoi venire con me?

Io e te?

Qua da soli?

No, veramente me l'ha chiesto anche Renato,

però di lui posso fare a meno.

E pensare che la pausa pranzo avevo smesso di farla.

Ora non aspetto altro.

Peccato che è sempre troppo breve.

Abbiamo ancora qualche minuto, no?

Mi aspetta una cliente.

È tardi.

È possibile che appena stai con me,

si fa subito tardi!

Se il tempo deve volare,

non può volare quando non stai con me.

E invece no, tutto il contrario!

E vabbuò.

Cioè, tu pensa adesso che ci sposiamo.

Pensa il tempo quanto può volare

se siamo nella stessa casa.

Ci ritroviamo vecchi, con la dentiera

e neanche ce ne accorgiamo.

Allora non ti conviene!

No, mi conviene.

Senza te muoio.

Ultima cosa,

tieni.

Dai aprilo!

Ma sei pazzo.

È in pietra lavica del Vesuvio.

In pietra?

Eh, lo so.

Dovrebbe essere d'argento o d'oro, ma?

È perfetto. Hm.

Ma perfetto perfetto?

È perfetto.

Dobbiamo andare.

Dobbiamo andare.

Andiamo.

Grazie.

Allora ciao!

Ciao.

Aspetta.

Domani a che ora ci vediamo?

Domani è sabato, non posso.

E perché?

Devo restare fuori per il fine settimana a trovare mio zio.

Fuori Casale.

L'ha detto!

Evviva!

Come faccio senza di te!

Sono tre giorni, passano presto.

Va bene! Ti telefono però.

Ciao.

Ok, ragazzi, prepariamoci.

Stasera seguiremo Anna.

No, tu rimani qua.

Mi dai una mano con la procuratrice.

Va bene dottore.

Sei pronta?

Andiamo dai!

Il cellulare si è spento.

Ragazzi, ci siamo. State pronti, eh?

Ci portiamo in posizione.

Ogni venerdì sera, Anna spegne il cellulare.

I suoi la caricano in macchina, si portano in quest'area.

Rosanna, per favore, mi zoomi?

Sì. L'abbiamo circoscritta grazie al gps che gli abbiamo piazzato a bordo.

A questo punto, restano in movimento per un po'.

Finché si fermano, sempre in punti diversi.

Largo Capannelle, via Pasubio, via Crispi.

Da lì, Anna smonta

e perdiamo le sue tracce fino a domenica sera.

Quando i suoi la vengono a ritirare

sempre con lo stesso balletto.

Ma quindi quelli sono i suoi uomini

che si stanno dirigendo verso l'interno dell'area?

Esatto! L'importante a questo punto

è riuscire a vedere che cosa succede dopo.

Cioè, se Anna sale su un'altra macchina,

su una moto, se prosegue a piedi.

Se riusciamo a capire che cosa succede,

ci possiamo organizzare per seguirla fino al covo di Iovine.

E sennò?

E sennò ci affidiamo ai santi!

Che puzzo?

Non tanto, scendi!

Che stai facendo!

Ora puzzi!

Mettiti in terra e fatti uno bicchiere di vino.

Non ti ubriacare.

Ha fatto pure la battuta, ha fatto!

Zona nord coperta.

Io sono in zona est e ancora nessuna traccia.

Zona sud coperta.

Carlo, tieniti pronto!

L'auto Corradi sta arrivando da te.

Sono nella mia zona, sono nella mia zona.

Li vedo, li vedo, li vedo, li vedo.

Sono fermi, hai una buona visuale da lì?

Sono coperto, dottore.

Cerca di avvicinarti il più possibile, senza farti vedere.

Sono nascosti dietro un cassonetto.

Avvicinati il più possibile.

Vado, dottore. Agli ordini, agli ordini.

Senza farti scoprire, eh?

Riesci a vedere Anna?

La vedo. Sta ancora nella macchina.

Guarda 'sta merda!

Che ci fai qua? Ehi, schifoso!

Te ne devi andare, hai capito?

Carlo, che succede?

Non capire, non capire!

Sporco! Vattene! Non capire.

È uscita, dottore, è uscita dalla macchina.

Barbone di merda!

L'auto si sta muovendo.

Mi dite che succede! Dov'è andata Anna!

Io non ho incrociato nessuna macchina.

Neanche io. Mi sposto verso la zona est.

Magari faccio in tempo a vedere qualcosa.

Merda!

Tieni, lavati!

Che sei venuto a fa qua, eh?

Fai più schifo del camion della monnezza!

Salvo, portati in zona.

Carlo è in pericolo.

Mannaggia a muorte! Torno subito da lui.

Stai a terra!

Ho incrociato Anna, dottore. Che faccio?

Salvo non seguirla. Corri da Carlo!

D'accordo! Vado subito da lui.

Carlo resisti!

Su dai dai!

Fai schifo!

Salvo intervieni!

Sono arrivato.

Merda!

Lo faccia intervenire.

Non intervenire ce la faccio.

Stai fermo, stai fermo.

Forza!

Carlo, io sono qua, eh?

Salvo, ferma tutto, ferma tutto!

Va a monte l'operazione.

Fermo, Salvo. Salta tutta l'operazione. Fermo!

Stai fermo, stai fermo, stai fermo! Ah!

Ok, ok.

È finita!

Vi riprendo uno a uno.

Sono morto?

No, però ti hanno pisciato.

Bravi!

Così seguite i miei ordini?

La prossima volta che non fate quello che vi dico, siete fuori!

È chiaro?

Scusate.

E tu che vuoi fa, ti vuoi fare ammazzare?

Come ti sei ridotto? Non lo vedi che fai schifo!

Puzzi! Vatti a cambiare! Così ti presenti in ufficio? Vai!

Caputo!

Ma che cosa fai? Vieni qua!

Buona la torta!

Sentito!

Buona!

- Te? - No, basta grazie. A posto.

Posso sparecchiare?

Aspetta, aspettate, aspettate, aspettate.

Aspettate tutti quanti.

Eh, ogni promessa è debito.

Perché vent'anni sono una tappa molto importante.

Non è vero, piccolì?

E certo!

No, è per me?

È per te.

Quanto è bello, papà!

Questo è un orologio preciso.

È molto preciso.

E sai perché te l'ho regalato così preciso?

Perché? (Fiati)

Perché così non fate passare troppo tempo

prima di andare a trovare vostra madre in carcere.

Tre settimane.

Tre settimane

che non andate a trovare a vostra madre in carcere.

Io vi ricordo che quella povera donna

sta là per farvi fare la bella vita.

Perché se io sono qua,

è perché lei non parla,

e non si pente.

Portatele rispetto.

Mancate con me, ma mai con lei.

Mai.

È chiaro?

Non ho sentito.

Va bene papà.

Dammi il braccio.

Il telefono della persona chiamata...

Chi è?

Teresa, sono Salvo. Avete cambiato la serratura?

Ma che vuoi?

Mi apri?

Aspetta. Che esco.

Non posso entrare più neanche a casa mia!

Esce!

Esce, esce.

Salvo, che c'è?

Passavo di qua,

e ho pensato di dare un bacio ai bambini.

A quest'ora i bambini dormono.

E ho capito. Gli do' un bacio e non li sveglio.

- Non ti preoccupare. - No, Salvo, per favore.

Non è il tuo giorno di visite, per favore.

Non m'interessa del giorno di visita!

Sono i miei figli!

Ah sì? E ci potevi pensare prima,

quando le notti le passavi con quella, invece che con noi.

Io mi sono fatto una scappatella,

tu invece ti sei sistemata.

Per favore, ci sentono tutti.

Certo. Posso, per favore, vedere i bambini?

Problemi?

Non voglio litigare, Salvo.

Nessun problema.

Salvo se ne stava andando, vero?

Eh, Salvo?

No mi toccare!

Leva le mani.

Non mi toccare.

- Per favore! - Non mi toccare.

Ehi, mamma, ma tu che ci fai qui?

Sh, abbassa la voce.

Nora aveva da fare.

Mi ha detto se potevo stare un poco con i bambini.

E che doveva fare tua figlia?

Che ne so, mica me l'ha detto.

E intanto doveva stare qua già da più di un'ora,

e ancora non s'è vista.

Starà per tornare.

Speriamo.

Infatti eccola qui.

Il telefono della persona chiamata...

Procuratrice.

Dottor Romano, a che bella squadra che ha messo su.

È davvero commovente la solidarietà.

Grazie.

Purtroppo, però

io ho l'ingrato compito di tirare dei bilanci.

E devo constatare

che Iovine non è stato ancora consegnato alla giustizia.

Sì, ma adesso conosciamo la procedura.

Praticamente è uno scambio in movimento.

Impossibile da prevedere o da seguire.

Abbiamo individuato il mezzo che usano per portare Anna da Iovine.

Si tratta di un furgone da fornaio.

Stiamo facendo gli accertamenti.

I soldi per le indagini stanno finendo.

Vi restano poche settimane.

Mi sono spiegata?

Chiarissima.

Ciao.

Chiara!

Ciao. Che fai qua?

Guarda che tuo padre è già uscito.

Per questo sono venuta ora.

A sì!

È che mi sono trovata questo in tasca

e pensavo di averlo preso qui.

Che fosse tuo.

È tuo?

No.

Sì è mio.

Beh, allora io vado.

Così, già te ne vai, subito?

Sì, questo posto non mi piace.

Qua mi manca l'aria.

Ma come fai a stare chiuso qua dentro?

Lo vuoi sapere veramente?

Aspetta.

Rosà, Rosà?

Mi copri per un'ora?

Grazie.

Vogliamo andare?

Questa è la chiesa di don Diana.

Ma perché, lo conoscevi?

E come non lo conoscevo. Andiamo.

Scendi.

Vieni, vieni.

Io me lo ricordo ancora come si suonano le campane.

Me lo ha insegnato lui.

Tu facevi il chierichetto?

Macché. Vieni, vieni, ti faccio vedere una cosa, vieni.

Chiara.

Guarda qua, lo vedi questo qua?

Questo coso qua.

Questo l'ho scassato io.

Mannaggia. Guagliò.

Questo pallone dentro la chiesa, va fuori.

Ti stavo dicendo, lo vedi qua?

Questo l'ho scassato io.

Perché volevo prendermi i soldi delle offerte.

Per farmi notare da un affiliato.

E invece mi ha notato don Peppino.

E che ha fatto?

E che ha fatto? Per prima cosa mi ha riempito di schiaffi.

Me lo ricordo ancora. Mi fece una faccia tanta.

Poi, dopo, però, mi ha dato i soldi.

E mi disse,

“Questi soldi li hai presi alla Madonna, non a me.

Se trovi qualcosa che li vale veramente, spendili.”

Allora io mica mi so' fatto pregare.

Mi ricordo che ero smanioso, li volevo spendere tutti quanti.

Appena trovo qualcosa mi veniva una domanda:

Ma li vale?

Li vale veramente?

E io perdevo il sonno,

i soldi incominciavano a pesare, a pesare.

E poi alla fine sono tornato da don Peppino,

e glieli ho restituiti.

M'aveva fregato.

E quando glieli hai riportati, lui che ha fatto?

Tre chili di gelato, per me e per tutti gli altri bambini.

Ti faccio vedere una cosa, vieni.

È qua che l'hanno ucciso.

Cinque colpi di pistola.

Pensa come è strana la vita!

Con tutta la gente che ha aiutato,

non ci stava nessuno a difenderlo.

E nemmeno io ci stavo, in quel momento.

Stavo giocando a pallone.

Ma che potevi fare? Eri un bambino.

Non lo so.

Però so quello che posso fare adesso.

E quello che devo fare è prendere a Iovine.

È per questo che io riesco a resistere

in quella stanza dove a te ti manca l'aria.

Perché un domani voglio respirare aria pulita.

Aria pulita.

Ciao.

Che è sta faccia?

È successo qualcosa?

È successo qualcosa?

È da venerdì che ti chiamo.

Ho avuto il cellulare spento.

Potevi riaccenderlo, però, almeno per una telefonata.

Possiamo entrare in macchina? Qui ci sentono tutti.

Entriamo in macchina.

Tre. Sono tre giorni che ti chiamo.

Tre.

Potevi accenderlo, almeno per una telefonata, no?

Te l'avevo detto che stavo da mio zio per tre giorni o no?

Io che ti avrei chiamato o no?

Hai ragione.

Scusami, ma mio zio è malato, te l'ho detto.

Quando sto là vuole che tengo spento il cellulare.

Dice che gli dà fastidio. Che posso fare?

Ah, però. La sa lunga la ragazzina, eh?

Che ti credi che ci vado volentieri?

Se io vado là,

è solo per portare un po' di soldi a casa.

Non lo so, volete che vi porto dei popcorn?

Guardami!

Vieni qua.

Ti prego, credimi.

Ti prego!

Credimi.

Come faccio a non crederti?

Come faccio?

Ti prego, ti prego!

Ma che stai facendo, scemo.

C'è cascato.

Si è innamorata, la ragazza.

Come faccio a non crederti?

Prendiamoci un giorno di ferie.

Vuoi venire con me?

Ti va?

Secondo te?

Non lo so.

Ti va?

Sei bella!

Sicura che te ne devi proprio andare?

Mio padre mi porterà via tra un'ora.

Però questo zio è più esigente di me.

Te l'ho detto.

Cosa?

Che è malato, lo capisci?

Malato di latitanza!

Lo curiamo noi!

E quando finirà questa storia?

Un mese, due mesi?

Dobbiamo aspettare che muoia?

Eh? /.

Scusami.

Scusa.

Ma dove sta questo zio?

Poco fuori Casale.

Poco fuori Casale dove?

Ci sarà un posto.

Ma non è che non te lo voglio dire.

È complicato, lo capisci?

No. È semplice.

Tu hai un altro.

Ma quale altro?

Ma che dici?

E allora resta qui. Ci parlo io con lo zio.

Lo convinco a trovarsi un'altra che gli faccia da serva. Eh?

Ma perché non capisci niente?

Tu non capisci proprio niente.

E allora facciamo così:

o vengo anch'io da questo zio,

o fra noi due è finita.

Scegli tu.

Meglio per lui!

Peccato per lei.

Ragazzi, prepariamoci.

Anna ha detto fra un'ora.

Vi voglio tutti in posizione.

Dottore,

Emilio si è fermato.

Dottore, ora sta tornando indietro.

S'è fermato ad aspettarla.

Che faccio?

Sento che vuole, o levo di mezzo subito?

Se prova a seguirla,

fai quello che devi.

Va bene.

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