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Original subtitles

Dottore, mi scusi, però qui non si puo' fumare.

Ragazzi, ci siamo.

[vibrazione del cellulare]

[telefono] servizio di segreteria telefonica...

Falco 1 con me, Falco 2 batte a destra.

Ci siamo?

Armi in pugno.

[messaggio gratuito... ]

[trasmittente] Falco 3 a copertura. Pronti al mio segnale.

Ora!

Via! Muoviamoci!

Via!

Su le mani! A terra!

- Falco 2, situazione! - È libero, maggiore.

Dov'è Grandi?

[trasmittente] Alpha 1, posizione.

Alpha 1, posizione.

- Fermo! - Alpha 1, rispondi.

Fermo!

Fermo!

Fermo e scendi da lì che ti fai male.

Sei tu che ti fai male.

Stop.

- Dottore, mi dispiace. - Giù con gli altri.

Vaffanculo.

L'attacco alle sentinelle poteva essere più rapido.

Se lui fosse riuscito a sparare, ci avrebbero accolto diversamente.

Gli allievi hanno fatto meglio dell'ultima esercitazione.

I Baschi Verdi impeccabili, come sempre, grazie ragazzi.

Grandi, dove vai? Non dimentichi qualcosa?

- Mi sono fatto fregare, mi scusi. - Le scuse non a me, a loro.

La cosa più importante in una squadra è potersi fidare del compagno.

- Tu continui a fare il cane sciolto. - Non facevamo sul serio.

Nella vita vera è tutto diverso.

Hai ragione, nella vita reale oggi saresti morto.

- Che cazzo guardi? - [vibrazione del cellulare]

Dottore, prego. L'avvocato Alcamo la sta aspettando.

Il cellulare. Conosce le regole.

Grazie. Di qua.

- Cos'è tutta questa urgenza, Raul? - Devo dirvi una cosa importante.

- Non ce la faccio più, mi tiro fuori. - Che significa?

Che ti succede, Raul? Siediti che ne parliamo.

Siediti.

Vuoi bere qualcosa? Rosso, prendi dello scotch.

[tablet] Il carico non può rimanere fermo.

I colombiani si stanno incazzando, devi risolvere questa situazione.

- Ho avuto un problema con il corriere. - Quale problema?

Non se la sente più.

- Non se la sente più? - Purtroppo si è tirato indietro.

Trova uno meno sensibile, ma sbrigati.

[Alessandro] Pasta al sugo e cotolette alla milanese.

Volevi questo, vero?

Certo, però domani il menu lo scelgo io, va bene?

- Dovevi imparare solo questa? - Sì.

- Va bene, ma dopo me la ripeti. - Ok.

[squilli di cellulare]

- Pronto? - Alessandro, sono Angela.

- Angela, che succede? - È... successa una cosa terribile.

Angela, parla, che c'è?

- Tuo fratello... - Raul?

Sì... ti prego, vieni subito a Roma.

Te la ricordi Roma?

Ci sei venuto, ma eri ancora troppo piccolo.

Non mi ricordo nemmeno di zio Raul.

- Era malato anche lui come la mamma? - No.

- Allora com'è morto? - È morto per una malattia diversa.

Allora, mi aspetti un momento in auto con il sig. Giuseppe?

Va bene papà.

[dottoressa] Si è sparato un colpo alle tempie

con l'arma legalmente detenuta.

Il magistrato ha già disposto l'autopsia?

Sì, per domani.

- È lei che segue le indagini? - No, Raul era mio fratello.

Mi dispiace. Mi segua.

- Prenda tutto il tempo che vuole. - Grazie.

- Papà, posso andare sull'altalena? - Sì, vai.

- Alessandro. - Oreste.

Mi dispiace tanto.

- Tu avevi capito qualcosa? - Non pensavo che arrivasse a tanto.

- Angela come sta? - Come vuoi che stia, male.

- Tu ti fermi un po'? - Credo di sì.

- Bene, allora ci vediamo. - D'accordo.

- Le bambine dove sono? - A casa di un'amica, in campagna.

Andrò a prenderle dopo il funerale.

Sono troppo piccole, non voglio che assistano a questo strazio.

Troverò un modo per dirglielo.

Jacopo è diventato proprio grande, non lo vedevo da sei anni.

Da quando tu e Raul avete interrotto ogni rapporto

e nessuno ha mai voluto dirmi perché.

Adesso non ha nessuna importanza.

Ti aveva cercato ultimamente.

Perché?

- Perché l'ha fatto? - L'azienda era in crisi.

- Era pieno di debiti. - Ma che dici?

La paura di non riuscire a mandare avanti l'azienda, l'umiliazione...

Nell'ultimo anno aveva fatto nuovi investimenti.

Le banche avranno chiesto il rientro del fido.

I creditori chiamavano ogni ora del giorno e della notte.

Venivano qui perfino la domenica, poi all'improvviso hanno smesso.

E lui mi aveva detto che le cose andavano meglio.

lo lo vedevo ancora assente e nervoso.

Secondo me lo diceva solo per rassicurarmi.

Che terribile spreco di gioventù e intelligenza.

Mi dispiace molto per Raul. Tu come stai, Daria?

Puoi continuare a lavorare o vuoi qualche giorno?

No, avvocato, sto bene.

Il denaro deve continuare a scorrere, no?

Brava.

Vai, Giorgio.

- Spartaco. - Dr. Luce.

Che tragedia.

Vuole entrare nell'ufficio? Ma ci sono i sigilli.

Non ti preoccupare, ci penso io.

- Grazie, Spartaco. - Se ha bisogno di me, sono di là.

[squilli di cellulare]

- Sì? - Allora, Rosso?

Oh Guido, tutto bene.

L'amico continuerà a fare quello che deve fare.

- Sicuro? - Sì.

- Sicuro come la fede mia. - Sei diventato nostalgico.

Sarà la vecchiaia.

Farò a Setola una proposta che non potrà rifiutare.

Permesso, signori?

[squilli del cellulare]

- Pronto? - Ciao, Angela, scusami l'orario.

Mio fratello aveva dei rapporti commerciali con Setola?

No, non aveva rapporti commerciali con la ditta di Oreste, perché?

Perché qui ci sono diverse fatture emesse dalla Ponteflor e incassate.

Anche se fosse, quale sarebbe il problema?

Non ci sono le bolle di accompagnamento.

È come se Setola gli avesse dato dei soldi in cambio di niente.

- Allora, Setola? - L'avete ammazzato voi Raul!

- Io non so quanto reggo ancora. - Fammi capire, vuoi ritirarti?

Io non posso costringerti.

Stai buono.

- Guarda chi c'è. - Non c'entra niente.

- Non c'entra niente mia moglie! - Invece c'entra.

Invece c'entra.

Vi siete sposati. È bella questa foto.

Quando vi siete sposati come ti ha detto il prete?

- Di rimanere uniti... - Uniti...

Ssshh! Di rimanere uniti...

Uniti nella buona e nella cattiva sorte.

Dipende da te. Che vogliamo fare?

Buona o cattiva sorte?

- Faccio tutto quello che volete. - Bravo.

Non è successo niente, signora.

Siamo amici, va bene? Ci fa due caffè?

Vai a fare questi caffè, non rompere il cazzo!

La signora ha un bel culo. Con rispetto.

C'è una macchia d'umidità. Quella non va via.

Ci sono due modi per combattere l'umidità.

Alzati!

Dai!

La prima cosa per combattere l'umidità è il riciclo d'aria.

Quindi dobbiamo aprire la finestra.

Vieni.

La seconda cosa... è il calore.

Signori, calore.

Dai! Hai visto che siamo amici?

Se non eravamo amici, ci stavate anche voi due là dentro.

Va bene... fammi sapere se va via l'umidità.

Il nostro progetto sta andando avanti.

Presto faccio licenziare tutti gli emendamenti in commissione.

- Non sbagli un colpo, bravo. - Come sta Daria?

Era stata lei a coinvolgere Raul, si sente in colpa per la sua morte.

- Ma sta recuperando. - Vedo.

- Spero che torni anche l'anno prossimo. - Sicuramente.

Alcamo mi accennava a un vostro fondo di investimento.

Penso che con la Borsa si buttino via i soldi.

Non sempre, principe.

La Borsa è come il gioco d'azzardo, ma i croupier siamo noi.

E noi ci teniamo che i nostri amici vincano sempre.

Deve fidarsi di noi. La aspettiamo nel nostro ufficio?

- Volentieri. - Ci conto, buona serata.

Dr.ssa Fabbri, ha steso il principe.

Con quegli occhi, lei stenderebbe chiunque.

Non sono gli occhi, sono i soldi, non crede?

- Noi ci occupiamo di quello. - Allora mi dia quello che mi deve.

E si tolga dai piedi.

- Tutto bene? - Sì, grazie.

- Buonasera. - Buonasera.

- Cos'è? - La solita lista di Paolucci.

Questo è un marmista esposto con la banca per 200.000 euro.

- Paolucci non gli ha rinnovato il fido. - Lo aiuteremo noi.

Mi interessano anche questa ditta di tessuti e questi due ristoranti.

Domani di a Paolucci che mi sto interessando a lui, merita di più.

La galera per violazione del segreto bancario?

Daria.

Solo i peggiori vanno avanti, è la bellezza del nostro Paese.

Papà...

Papà.

- Ehi! - Ciao.

- Ciao, piccola. - Ti sei addormentato sul divano?

Sì, stavo leggendo il mio libro preferito, "America".

- Vieni è tardi, ti porto a dormire. - Sì, andiamo.

Io so che tu ti annoi alle feste.

E hai sempre uno sguardo triste.

Sono solo un po' stanca.

C'è qualcosa che non so?

No.

È solo un periodo un po' così.

Alla tua età

essere felici... è un diritto.

Non devi mai accontentarti.

Mai...

Di niente...

Di meno.

Sai cosa ho fatto questa sera, papà?

Ho circuito un deficiente che crede di fare soldi in Borsa.

Ho preso i nomi di alcuni poveracci che faranno una brutta fine.

Ecco che cosa c'è.

E tu mi chiedi perché non sono felice?

Sai quando lo sono davvero?

Quando torno qui.

E posso fingere di essere una persona perbene.

Come vorresti tu.

Un bravo judoka sa tenere a bada la rabbia, capito?

- [insieme] Sì! - Ora tutti a farvi la doccia.

Floriana.

Ale.

- Ongaro, sai chi è quello? - Il capellone?

- È il maggiore Luce. - Luce?

- Sì. - Sapevo che non era più in servizio.

- Che ci fa qui? - Non lo so.

Oggi il capo è nervoso, Floriana è arrabbiatissima.

- Colonnello, possiamo? - Avanti.

- Alessandro, che piacere vederti! - Come sta, colonnello?

Bene. Quanto tempo, che sarà...

- Cinque anni? - Come minimo.

- Non è una visita di cortesia. - Accomodiamoci.

Temo che mio fratello sia finito in mano agli strozzini.

- E forse anche un suo amico. -Chi è?

Si chiama Oreste Setola.

Ha una ditta di prefabbricati in cemento armato per l'edilizia.

Pagava a mio fratello delle fatture per servizi mai effettuati.

- Con soldi sporchi. - Dovremmo cercare di capirlo.

Posso mettere la squadra a fare accertamenti sull'azienda.

Va bene.

Posso aiutarvi con gli incartamenti della ditta di Raul.

No grazie, non serve.

Può seguire l'indagine come osservatore.

Grazie, colonnello.

Lascialo fare, ne ha bisogno.

Non credo gli faccia bene occuparsi del fratello.

- E a te stare vicino a lui? - Nessun problema.

- È una storia morta e sepolta. - Allora presentalo ai ragazzi.

Ragazzi, vi presento il maggiore Luce.

Starà con noi per qualche tempo.

- Maresciallo capo Ottavio Quaranta. - Io ti conosco... baschi Verdi?

- Prima, ora sto al computer. - Tenente Emma Vinci, benvenuto.

- Grazie. - Maresciallo capo Arturo Ongaro.

Dobbiamo controllare la Ponteflor di Oreste Setola.

- Dichiarazioni, fatture... - Subito, capitano.

- Buon lavoro. - Grazie.

Tra la ditta di suo fratello e quella di Setola

c'era uno scambio di false fatture.

Nell'ultimo anno Setola ha comprato 200.000 euro di materiali edili

dalla ditta di suo fratello, per fare lavori di ristrutturazione.

Materiali mai acquistati dalla ditta di Oreste Setola e mai consegnati.

I soldi girati a Raul sono degli strozzini.

E Raul è diventato un connivente nel riciclaggio di denaro sporco.

Così sembra.

Ma suo fratello non si è mai confidato con lei?

No, non ci parlavamo più da anni.

Va bene, andiamo a fare visita a questo Setola.

Che effetto ti ha fatto ritrovarti davanti Alessandro?

Lasciamo stare, è stata colpa mia.

Ho sbagliato a stargli vicino dopo la morte della moglie.

Magari adesso...

Lui non ha mai smesso di amarla, era un diversivo.

- Non sembra il tipo. - Non farti ingannare dalla sua faccia.

- [trasmittente] Capitano, io ci sono. - Ok, stiamo arrivando.

Hai perso l'allenamento.

- Siamo dentro. - Ricevuto, qui tutto tranquillo.

È quella.

Flo, il guardiano sta rientrando.

- Veloce! - Dovete uscire.

- Quaranta, ci vedi? - Affermativo.

Flo, è entrato il guardiano! Dovete sbrigarvi!

Ok, ci siamo quasi.

- Flo, dovete uscire, sta arrivando. - Ci sei?

- Quasi. - Muoviti.

Dobbiamo andare, veloce.

- Ongaro! - Si sono accese le luci, venite via.

Dovete venire, via, sbrigatevi!

- Andiamo. - Fatto.

- Troppo tardi. - Cazzo!

Flo, che succede?

- Ne sei proprio sicuro? - Purtroppo sì.

- Ha chiesto prestiti alla malavita. - Dovevi stargli vicino.

- Non mi ha mai detto niente. - Come avrebbe potuto?

Tu hai interrotto ogni tipo di rapporto

e l'hai lasciato da solo.

Io non sono andato via, mi ha mandato via lui.

- Mi ha cacciato. - Ma cosa stai dicendo?

Mia moglie stava male.

C'era una clinica privata disposta a curarla, ma costava.

Non avevo tutti quei soldi. Li ho chiesti a lui.

- E lui te li ha dati? - 320.000 euro?

- Sono troppi soldi. - È il giusto.

- Per la tua quota. -Di che stai parlando?

La tua quota in azienda. Intanto non ci sei mai.

Ho fatto preparare le carte, anche se preferivo un momento migliore.

Questa è la nostra azienda.

- Papà ci voleva qui tutti e due! - Ma tu sei entrato in Finanza!

E poi mi rompi le palle criticando ogni mia nuova proposta!

Perché giochi a fare il grande imprenditore!

Chi cazzo sei tu per giudicarmi?

Io cerco di far tornare i conti! Voglio far crescere questo posto!

Vuoi farlo fallire e non mi vuoi più tra i piedi per fare ciò che vuoi!

Li vuoi questi soldi o no?

Io non posso credere

che tu stia approfittando così della malattia di mia moglie.

Non è così, sto facendo la cosa giusta per tutti.

Mi fai schifo.

E non gliel'hai mai perdonato.

- È per questo che sei sparito? - Sì.

E sto male per ogni minuto in cui non l'ho richiamato.

[squilli di cellulare]

Dimmi, Flo.

Va bene, arrivo.

Non vi lascio da soli, stai tranquilla.

La malavita usa la Ponteflor per riciclare denaro sporco.

- Questo chi è? - Romolo Fabrizi, noto come il Rosso.

Pregiudicato per associazione a delinquere ed estorsione.

Era della banda del Tuscolano che aveva agganci nell'Estrema Destra.

Oggi è gestore di un autolavaggio, ma è un'attività di copertura.

Quelli sono i fratelli Regina, Massimo e Riccardo.

- Anche loro sono stati in carcere. - Come volete procedere?

Raccogliamo ancora del materiale investigativo per poi arrestarli.

Sarebbe un errore.

Hanno connessioni con la criminalità organizzata.

Il sistema di riciclaggio che hanno impiantato alla Ponteflor

non è roba da semplice banda di balordi.

Il Rosso e Regina sono solo la base di una piramide.

In alto ci stanno menti più raffinate

capaci di muovere una montagna di soldi e noi dobbiamo arrivare lì.

Dobbiamo chi? Tu qui sei solo un osservatore.

Se scopriamo qualcosa, ti informeremo.

Con indagini convenzionali là sopra non ci arriverete mai!

- Quindi cosa proponi? - L'unico modo per scoprire chi c'è su

è conquistarsi la fiducia del Rosso

- e cominciare a farci affari. - E chi dovrebbe farlo?

Io. Voglio infiltrarmi.

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