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Zulu
Avete calcolato la parabola?
Sì, con una velocità istantanea di 70 km/h
e tempi di reazione e frenata vicino allo zero... PF=PQ...
- Direi... 15 o 16 metri. - 15 o 16?
Dipende da fattori incalcolabili: le condizioni psicofisiche del soggetto,
la velocità istantanea... - 15 O 16?
- Professore, che importanza ha? - 15 o 16? - 16.
Perfetto, abbiamo ampi margini.
Per fare che?
Per la verifica.
16 metri.
Aprite.
- Hai verificato i danni al cromatografo? - Sì.
Si è rotta la pompa a diaframma e forse anche la camera di miscelazione
però la colonna ha retto, sarà riparato in una settimana. - Bene.
Forse dovremmo chiamare un'ambulanza.
- Un'ambulanza? - Abbiamo preso il cromatografo,
l'autista può essere soccorso.
- Chiamare un'ambulanza sarebbe troppo rischioso per noi. - Ma...
Non chiamiamo l'ambulanza.
Un'ambulanza...
Ti sto chiedendo scusa.
Ma sulla caratura morale e accademica dei miei colleghi,
non ammetto...
Mettetelo là.
Ora possiamo cominciare.
Sa perché è qui?
- Hanno richiesto una perizia psichiatrica. - Chi l'ha richiesta?
- Il direttore del carcere. - Perché? - Devo ripeterlo ogni settimana?
- Per quale motivo? - Devo ripeterlo ogni settimana.
Perché da mesi sostengo che un pazzo ha sintetizzato il gas nervino
e vuole utilizzarlo. - Può dirmi chi è,
così lo denunciamo? - Non lo conosco.
Quindi, lei sostiene che da vari mesi
ci sia una persona ignota, pronta a fare una strage, che è anche
il creatore di Sopox, sostanza paralegale
che il magistrato ascrive a lei e alla sua banda. - Ero sotto
stress. - Questo l'ha già detto. - Ma stavolta sono convinto.
Cos'è questa?
E' una lettera che non dovrebbe stare qui.
A chi è indirizzata?
- Al Presidente della Repubblica. - Tre giorni fa, lei ha scritto
al Presidente della Repubblica. Perché? - Per dirgli
che c'è in giro una persona ignota pronta a fare una strage.
Zinni, lei non ha nessun elemento per sostenere una cosa del genere.
Sei un deficiente totale!
Hai capito che c'è in giro qualcuno che può fare una strage?
- E' tutto nella tua testa. - Ma io l'ho visto!
Ci vediamo la settimana prossima. Avanti un altro.
- Come stanno gli altri? - Insomma... Lo sciopero della fame di Andrea
non ha avuto successo, è durato troppo poco,
ha saltato solo una merenda.
Ho provato a fare trasferire Mattia nello stesso carcere di Giorgio,
ma il PM vi vuole in carceri diversi perché insieme siete pericolosi.
- Quando ci sarà il processo? Devo dire delle cose. - Però
basta con la storia del gas nervino. - Ma è vera! - Lo so.
Ma la situazione è troppo complicata. Il processo ritarda anche perché
è difficile configurare i reati. L'assalto al treno
ha un solo precedente giuridico che risale al 1845.
Tu quel giorno non c'eri, quindi sei la nostra unica speranza.
Ma quale speranza, Pietro?
Stiamo trasferendo la sua chiamata alla segreteria telefonica.
Ciao, Giulia, sono sempre io.
Se ti chiamo più volte al giorno, tutti i giorni,
forse è perché ho delle cose molto urgenti da dirti.
Ad esempio...
Ho il diritto legale di vedere mio figlio più di una volta al mese.
Per quanto riguarda invece la parte economica,
mi sto organizzando, mi serve solo un po' di tempo. - Zinni!
- Tocca agli altri. - Parlo con mia moglie. - No, con una segreteria.
- E c'è una visita per te. - Una visita?
Ciao, Pietro, sono Alice Gentili. Piacere.
Non mi conosci, ma forse ci possiamo aiutare.
- E' colpa mia se sei in questa situazione. - Colpa tua?
Sono una giornalista. Cioè, non proprio, ho un blog.
Stavo scrivendo un articolo su Sopox e ho trovato voi.
- Io non c'entro niente con Sopox. - Lo so.
Però siete stati arrestati proprio nel laboratorio dove veniva prodotta.
Ma troppe cose non tornano: Sopox non è più in giro, e questo darebbe
ragione all'accusa, ma allora perché Paola Coletti, mente dell'operazione,
è stata declassata? Sono andata più a fondo,
partendo dal solo elemento che avevo: tu cosa sai di quel laboratorio?
- Niente. - Ho fatto qualche ricerca.
Era un tecnopolo, uno dei più avveniristici d'Europa.
Hanno aperto due dipartimenti:
Ingegneria Navale e Chimica Inorganica.
Poi c'è stato un incidente che ha causato un morto e un ferito grave,
Claudio Felici, ingegnere navale.
Perché mi dici queste cose?
Entrambi vogliamo sapere chi faceva Sopox e solo tu puoi aiutarmi.
Io? No, chiedilo a questo Claudio Felici.
Non posso vederlo, sta in isolamento.
- E' in galera anche lui? - Sì, a Rebibbia.
- Si fa chiamare "Murena". - Murena? - Basta così.
Il dottor Zinni non può fare dichiarazioni.
Lei non doveva venire qui, rischia la radiazione dall'albo dei giornalisti.
- Non sono iscritta. - Ecco... Ehi!
Non parlare con i giornalisti, soprattutto del gas nervino.
- Che c'entra il gas nervino? - Niente.
- Io ti ho detto quello che so, ora parla tu. - No!
- Sopox non è una droga, è gas nervino. - Non è vero.
- Hai le prove? - No. Vittorio, fammi trasferire a Rebibbia.
Che dici? Questo non è il calciomercato!
- Devi raccontarmi tutto. - Grazie.
Fammi trasferire a Rebibbia,
devo parlare con Murena, forse c'è ancora una speranza.
Piano, pianissimo...
senza parlare.
Tutti con me...
Venite qua.
Stop!
- Che succede, direttore? - Da due settimane lavoriamo sulla dizione,
e tu canti come un ultrà della Roma. - Io? La dizione l'ho fatta.
Questo dovrebbe essere il Barbiere di Siviglia, invece sembra Rugantino!
- Scusi. - Perché ridi, Ahmed?
Tu hai l'ergastolo, ma se esce il ragioniere, dove trovo chi fa Rosina?
Stanno depenalizzando il falso in bilancio e non potrò farlo restare.
- E' vero. - Ecco...
Vi ricordo che questo spettacolo
varrà il prestigio dell'intero complesso carcerario.
- Ci saranno tutti: televisioni, radio, giornalisti... - Direttore?
- Non facciamo figure di merda! - Direttore...
- Che c'è? - E' arrivato Zinni. - Chi?
- Viene da Regina Coeli, è qui per il posto da professore. - Va bene.
Andiamo a vedere anche quest'altro.
"Zinni Pietro, neurobiologo, vari master,
accusato di produzione e spaccio di sostanze paralegali,
bande armate e assalto al treno."
Assalto al treno?
E' un reato di difficile configurazione.
Mi ricorda "Ombre Rosse" di John Ford. L'ha visto?
- Non credo. - E' gravissimo! Deve vederlo al più presto.
E' un capolavoro. Ha velleità artistiche?
- In che senso? - Le piacciono il cinema e il teatro?
- Certo. - Sa recitare?
No.
Glielo chiedo perché il fiore all'occhiello di questa struttura
è proprio la componente artistica legata al percorso rieducativo.
Ha chiesto il trasferimento qui per insegnamento.
Le daremo una classe mista che lei dovrà aiutare a prendere il diploma.
- Sono 802 euro netti al mese. - Va bene.
La tua condizione emotiva è comprensibile.
L'arresto in ospedale mentre nasceva il bambino è stato traumatico.
- Il GIP ha capito ed è dispiaciuto. - Sì, me lo hai già detto.
Mi hai anche parlato del presunto accordo con la polizia
che però tutti negano. Pietro è in carcere per dei reati...
No, sono capi d'imputazione ampiamente contestati.
Pietro sarà fuori nel giro di sei mesi, un anno al massimo.
- Ho già sentito questa storia. - Lo so, ma stavolta è diverso.
E' a Rebibbia, dove le condizioni detentive sono migliori, e insegna.
Ti ricordo che devolve l'intero stipendio a te e al bambino.
- Dovrei ringraziarlo? - No.
Però vorrebbe vedere il bambino più spesso.
A questo punto bisogna bilanciare l'elemento con l'aggiunta di... ?
Con l'aggiunta di... ?
Di elettroni! L'ossidoriduzione è la base del programma di quarta liceo.
Come pensate di prendere il diploma?
Per qualcuno di voi, c'è anche in ballo la libertà vigilata.
Vero, Ahmed?
Ti ha salvato la campanella.
Vi dovete impegnare! Spartaco, eri partito bene, poi ti sei arenato.
Che fatica!
- Professore. - Sì?
- La porta... - Sì.
Ulisse, capisco che non volete dare dettagli sulla vicenda,
ma sapete qualcosa di Murena? - Professore, lo chiede ogni giorno!
Ha fatto una rissa con gli albanesi e ci sono state delle coltellate.
Gli hanno dato un altro anno e due mesi di isolamento.
- Gira voce che sia uscito. - Non lo so, non sono la sua balia.
Grazie, Ulisse, sei illuminante.
Felici, l'isolamento è finito.
Felici, l'isolamento è finito. Andiamo!
Felici! L'isolamento è finito.
Ehi! Che vuoi fare? Ti alzi o vuoi prima un caffè?
Vai, Murena!
Murena! C'è uno che ti cerca.
Si è fatto trasferire da Regina Coeli per parlare con te.
- Dai! E' appena uscito dall'isolamento. - Fa il professore.
Si chiama Pietro Zinni.
Non va male, siamo all'ossidoriduzione,
gli arabi sono bravi, hanno i numeri nel sangue.
Dice che fra sei mesi potresti uscire e avere la libertà vigilata.
- Chi te lo ha detto? - Vittorio.
Che cosa ne sa? Lui è laureato in Diritto Canonico!
Hai letto i documenti che devi firmare?
- Sono cose importanti. - Giulia, non affrettiamo le cose.
Dopo tutto quello che hai combinato, mi dici così?
- Come sta Fabio? - Che c'entra?
Su una rivista non molto recente,
ho letto che il confine tra Turchia e Siria è una polveriera.
Ho pensato che Fabio starà salvando vite umane lì a fanculo.
Ti prego, non essere infantile. Comunque, è a Roma.
E' l'unico dei "Medici Senza Frontiere" che non esce mai da Roma.
Milioni di bambini da salvare, e lui vuole salvare per forza il mio,
che sta benissimo.
E' qui per ricevere la laurea Honoris Causa in Mediazione Internazionale.
- E tu lo accompagnerai? - Sì, sarà una cerimonia importante.
Ci saranno il Rettore, i Presidi, e lui non vuole andare da solo.
Certo, ti sacrifichi.
- Devi firmare i documenti. - Sì, ho capito.
Saverio, quanto dura il colloquio? Dovrebbe essere già finito.
- Senti... - Pietro, i documenti. - Certo.
Ne parliamo la settimana prossima.
- Ti faccio cenni da mezz'ora. - Scusi, non ho visto.
Eravamo d'accordo: quando mi tocco i capelli, interrompi il colloquio.
- Mi sono distratto. - Sei un dipendente pubblico,
adempi a funzioni sociali, non puoi distrarti
quando un detenuto è in difficoltà. Mi devi un favore.
- Che merda! Se sente il direttore, ti toglie la parte. - Non è facile.
- Perché mi cerchi? - Ciao, Claudio, anche io sono contento di vederti.
- Alcune divergenze fra di noi... - Perché cazzo mi cerchi?
Lo hai disinfettato? Potrei prendere il tetano. Ahia!
- Devo chiederti una cosa. - Di non ammazzarti? E' inutile.
- No, devo chiederti dell'incidente al tecnopolo. - Che te ne frega?
Qualcuno lo usa per fare il gas nervino. Cazzo, così mi fai male!
Il tecnopolo Ettore Majorana.
Doveva essere il centro tecnologico più innovativo d'Europa.
Per me è un onore, a nome di tutta la giunta, inaugurare
i dipartimenti di Ingegneria Navale e Chimica Inorganica,
diretti rispettivamente dal professor Felici...
Eccolo...
E dai professori Mercurio e Pardi.
Questo è solo l'inizio, come vedete, i lavori procedono alacremente.
Apriremo Biologia il prossimo anno, nel 2001 Agricoltura Biodinamica,
fino ad arrivare al completamento totale dell'opera
entro il 2004.
Grazie... Professori, venite a fare una foto. Forza!
Spostati, altrimenti non ci inquadri. Eccoli!
Sorridiamo, non è un evento triste.
I lavori si fermarono qualche giorno dopo.
Nei cinque anni successivi, erano in funzione solo il mio laboratorio
e quello di Walter e Ginevra.
- Ti serve il Bunsen? Il mio è rotto. - Prendilo pure.
Ma dovremo farcene dare un altro, non possiamo andare avanti con uno.
Stasera dormi da me?
Non posso, domattina devo andare a casa a cambiarmi e farei tardi.
Sappiamo qual è la soluzione ai nostri problemi logistici.
- Parli ancora di matrimonio, Walter? - Sì.
Li chiamano "sentimenti", ma sono variazioni
dei livelli di dopamina e serotonina prodotte dal cervello.
Quando due persone sono innamorate da poco, producono più dopamina.
I sintomi sono: felicità estrema, perdita di appetito e concentrazione.
Dopo si produce più ossitocina, l'ormone dell'amore duraturo,
quello di una madre per il figlio o di due persone che vogliono sposarsi.
Io sono in questa fase.
- Tu cosa secerni? - Mi stai davvero chiedendo questa cosa?
E' la peggiore proposta...
Oddio! Tre settimane di lavoro buttate!
- E' la terza volta! Gli hai scritto? - Otto e-mail. - Fallo ancora!
Dopo l'attenzione iniziale, spensero i riflettori e i finanziamenti.
L'alternativa era chiudere, quindi si cercava di andare avanti.
"La facoltà non riesce a dirottare fondi al tecnopolo."
"Siamo in attesa di novità da parte del Ministero, che ha garantito
che la situazione si sbloccherà dopo il rimpasto di Governo."
Tieni in tensione... Blocca.
Dottore, la caliamo?
Che cosa dici? Deve rimanere due ore così.
Poi la caleremo delicatamente
perché il gavone è stato trattato con acido solforico.
E' pericoloso, i cavi sono di pessima qualità.
Conosco bene le condizioni in cui versano...
Che succede? - C'è uno sversamento.
- Bisogna evacuare l'area! - Dov'è Ginevra? - Non lo so. Via!
Questo è l'allarme. Prepariamoci ad evacuare
in fila indiana...
L'allarme ha bloccato la maniglia, apri dall'interno.
- Non posso. - Usa il maniglione! - E' pericoloso.
Ti prego, spingi il maniglione!
Apri questa cazzo di porta!
Aprila!
Professore... Condoglianze.
- Grazie. - E' terribile quello che è successo alla professoressa.
Il laboratorio faceva schifo. A questi stronzi non frega un cazzo.
- Può contare su di noi. - Per qualunque cosa.
Quello che successe dopo fu peggio dell'incidente.
sincera costernazione da parte di tutta la comunità scientifica
e del nostro gruppo assicurativo.
Il perito ha effettuato rilievi sulle norme di sicurezza del laboratorio
e il risultato purtroppo è stato negativo.
Non sono state rispettate le più basilari norme di sicurezza.
La signorina non indossava le scarpe antinfortunio obbligatorie.
Se lei si dimette, l'università e l'assicurazione sono contente
e lei è libero di cominciare una nuova carriera ovunque desideri.
Pensavo che l'assicurazione mi rimborsasse.
Non mi ha ascoltato quando ho parlato delle scarpe antinfortunio?
Ho un'ustione di terzo grado con compromissione del nervo ottico.
Ora non diventi ipocondriaco, la prego!
Diedero la colpa a chi aveva già pagato.
Anche il processo fu un disastro.
Non emergono responsabilità, se non l'incuria e l'avventatezza
della dottoressa Ginevra Pardi.
La procura archivia il fascicolo
relativo al tecnopolo di Civitavecchia,
perché il fatto non sussiste.
Tramite dei portuali che avevo conosciuto,
ho riprogettato lo scafo di un gommone ad alta velocità
e mi hanno pagato in contanti. - Ti hanno pagato!
Gli serviva un mezzo che andasse più veloce della Guardia Costiera.
Invece di aumentare la potenza, ho fatto un intervento fluidodinamico.
Trasportano cocaina dal Montenegro all'Italia.
Qualcosa dovevo fare,
non potevo stare tutto il giorno a guardarmi allo specchio.
Allo specchio, poi! Ma mi hai visto?
Mi hanno voluto conoscere.
Con questa faccia sembravo più cattivo di loro.
Mi hanno chiesto: "Come ti chiami?" Io stavo per presentarmi,
ma ho capito che era meglio non dargli il mio vero nome.
- Allora ho pensato a nonno. - Tuo nonno? - Sì, ha progettato
la chiglia di un sommergibile.
- Sai come si chiama il sommergibile? - No. - Murena.
Ho detto: "Piacere, Murena." Mi è venuta fuori una voce roca, cattiva.
- A me veniva da ridere ma loro erano seri. - Fai la voce.
Murena!
- Sono rimasti seri? - Sì, è strano, forse è la cicatrice oppure la voce
che fa impressione. Però questa gente è pericolosa.
Ogni volta è un rischio.
Ma in fondo, che ho da perdere?
Walter, mi dispiace
per Ginevra e per quello che stai vivendo tu.
Non devi dispiacerti per me,
dispiaciuti per loro.
Prima o poi, li ucciderò tutti.
Quella fu l'ultima volta che lo vidi.
Perché non agisce? Ha pensato a tutto: si è finanziato con una droga,
ha riattivato il vecchio laboratorio, ha rubato il cromatografo
e ha sintetizzato il gas nervino. Che aspetta?
Non lo so, forse un'occasione grossa, epocale.
Ahia... Per favore, non ammazzarmi più.
Vado in infermeria.
Com'è il dottore dell'infermeria? A Regina Coeli era pessimo.
- E' laureato in farmacia. - In Italia non ci sono più veri medici.
Ce n'è uno, Fabio, che fa il medico senza frontiere ma sta sempre a Roma.
Fabio?
Ora gli danno anche una laurea Honoris Causa,
faranno una cerimonia a nostre spese
con il Ministro, il Rettore, i Presidi di facoltà...
Devo parlare con l'avvocato.
- Allora? - Ecco la lista dei partecipanti alla laurea Ad Honorem.
Ci sono tutti: il Ministro, il Rettore, i Presidi di facoltà...
- Non ti crederanno mai. - Lo so, posso fermarlo solo io.
- Ma ho bisogno della banda. - Pietro, io capisco
la tua attitudine per le uscite ad effetto, ma siete tutti in carcere.
- Come possiamo riunirci? - Non lo so. - Dai...
- Non si può. - Vittorio! - Possiamo patteggiare.
Ma poi non si torna più indietro.
Il giudice accetterà e vi chiamerà per la deposizione in tribunale.
Però poi avrete soltanto 72 ore prima dell'udienza.
72 ore...
Va bene, me le farò bastare.
Patteggiamo.
Patteggiamo.
- Che cosa fa? - Controllo i condotti.
- Chi l'ha autorizzata? - La ditta che avete chiamato per
i problemi con l'aria condizionata. - Quali problemi? - Se non li avete,
vado via, però non potremo ritornare presto.
No, se dice che ci sono problemi, continui.
- Com'è andata, professore? - Bene, c'è solo un problema con
il condotto di aerazione. - Possiamo pensarci noi? - No, ci separiamo qua.
Vado avanti da solo.
Banda...
E' bello rivedervi.
L'ideale sarebbe stato non rivedervi nudi, ma questo è l'unico posto
dove eludere il divieto del giudice. Vado subito al punto. - Pietro.
- Vuoi farci un altro discorso motivazionale? - Le cose
non sono andate come ci aspettavamo. - Proprio no!
Guarda dove stiamo!
Ecco! Dove siamo finiti!
Voi siete le migliori menti in circolazione...
Ti prego di non ricominciare con questa storia. Non voglio più
sentire queste due parole: migliori, menti, in, circolazione.
In realtà, sono quattro.
- Va bene. So chi ha fatto Sopox. - E ce lo dici ora?
- Lunedì patteggeremo. - Non ci saranno patteggiamenti.
Domenica sera saremo fuori di qua.
Evadiamo da Rebibbia.
- Evadiamo? - Sopox è gas nervino. Il pazzo del treno vuole fare
un attentato alla Sapienza e uccidere Rettore, Ministro e professori.
- Vuole sterminare i vertici dell'istruzione italiana? - Esatto.
Dovremmo salvare le persone per cui siamo qui a guardarci i piselli?
- A parte te, che ne sei sprovvisto. - E' la "Sindrome del pene occulto".
- Non è una patologia. - Lo dici tu. - Lo dice il medico. - Ehi!
Non siete incazzati? Io sì! Andiamo a prendere quello stronzo
e dimostriamo a tutti che non c'entriamo niente con Sopox.
- Noi siamo le migliori menti in circolazione... - Basta!
Va bene... Questa frase mi esce in automatico.
Dovremmo evadere per sventare un atto terroristico?
Sì... Cioè, no.
Per lo Stato Italiano, se rientri entro 24 ore, non è evasione.
Sapete come evadere, anche se non è una vera evasione?
Una persona ci aiuterà. Vieni, Claudio.
Non vi spaventate, lui è l'unico che ci può aiutare.
Ti segnalo che questo signore è un pericoloso criminale
che in vicende trascorse era nostro diretto antagonista.
Sì, ma ci siamo chiariti. Parliamo dell'evasione.
Ripartiamo dalla cosa che sappiamo fare meglio: studiare.
- Andiamo in biblioteca. - Come aggiriamo il divieto di aggregazione?
Un secondino mi deve un favore.
Il carcere di Rebibbia fu costruito nel 1946 per essere inespugnabile.
Uscire da qua è difficilissimo, farlo in 10 è praticamente impossibile.
Ci sono tre edifici di quattro piani, divisi in sei sezioni.
Dovremo essere tutti nella stessa sezione, nello stesso momento.
Ogni sezione ha cinque corridoi con due cancelli a doppia chiave.
In tutta la struttura ci sono 280 secondini.
Ci sono anche 3 torri d'avvistamento con i secondini tiratori.
- Secondini tiratori? - Sì, ma non sparano.
- Hanno i fucili? - Sì. - Bene!
- Professore, ci vuole ancora molto? - Saverio, siamo in riunione.
- Ci vuole il tempo che ci vuole. - Va bene, però...
- Le classiche vie di fuga sono due. - Fogne e condotto di aerazione.
- Ho capito. - Ma non vanno bene. - La fogna è banale e presidiata.
- Il condotto d'aerazione è troppo stretto. - E quindi?
C'è una terza via, ma è un percorso mai battuto.
- Saremmo i primi nella storia. - Qual è?
La banda larga.
- Che? - Un condotto largo 1,5 metri porta la banda larga dentro Rebibbia.
Il condotto della banda larga parte dall'aula computer,
situata nello stesso edificio e allo stesso piano del teatro,
dove, fra due giorni, andrà in scena l'annuale spettacolo dei detenuti.
La maggior parte dei secondini sarà impegnata lì.
Dovremo approfittare della distrazione generale
per trovarci tutti nell'aula computer e aprirci un varco con l'esplosivo.
- Scapperemo da lì. - Quindi...
Scapperemmo via Internet?
- Sarebbe la prima evasione nerd della storia. - Fatemi capire...
Ammesso di poter essere tutti nello stesso edificio contemporaneamente,
schivando il fuoco incrociato dei secondini tiratori,
che, se hanno i fucili, secondo me, sparano...
Ammesso tutto questo, dopo aver fatto il varco nel condotto,
che secondo me è una cazzata, ma ammettiamolo,
quando saremo fuori che faremo? Prenderemo la metro? - Sì.
Ah!
I cavi della banda larga partono dall'aula computer al piano terra.
Procurare l'accesso a quell 'aula sarà compito mio.
A questo punto del programma didattico, ci serve l'aula computer.
Mettiamo quegli sciagurati tutto il giorno davanti al computer?
Stiamo parlando del diploma.
E alcuni di loro possono anche prendere un buon voto. Sarebbe
un successo per la sua direzione. - Mi promette
tutte promozioni e alcune eccellenze? - Si fidi di me.
Per aprirci un varco, ci servirà del! 'esplosivo.
- Alberto, ci pensi tu? - Sì, è un gioco da ragazzi.
Mi serve l'acido solforico, che possiamo prendere dalle batterie.
Poi mi serve acido acetilsalicilico, che estrarremo dal! 'aspirina.
- 120/80, stai una bomba! - Che tipo di diagnosi è?
- Non nota una lieve ipertensione? - Che?
- Ho anche il polso schioccante. - Come? - Lei sta ignorando
i sintomi di una broncopneumopatia cronica ostruttiva
che è la causa principale di... ? - Di... - Dispnea, fame d'aria.
Mi prescriva una terapia di 14 giorni con cardioaspirina anticoagulante.
- Poi vediamo come va. - Sì.
Per estrarre l'acido acetilsalicilico ci serve il metanolo,
che si trova nei solventi per il legno.
L'ultimo ingrediente è il nitrato di potassio, si trova nei fertilizzanti.
- La vostra tecnica di scavo è approssimativa. - Che vuoi?
Il terreno argilloso richiede colpi rapidi e veloci in diagonale.
Una volta, a Damasco, abbiamo rischiato di decapitare
una rarissima effigie di Adad-nirari. - Che cazzo dici?
Con permesso...
- Ha portato via la carriola? - Sì, ha portato via la carriola.
Per ridurre i vostri problemi con l'ossidoriduzione,
vi invito a guardare questo sito.
La grafica ormai è superata,
ma è un sito di Chimica Computazionale
molto moderno.
Guardatelo...
Siamo appena arrivati...
Torno subito.
Poi ci serve un innesca. Lucio, tocca a te.
Si può fare con la classica scarica da 72 volt, ma mi serve un cellulare.
Li hanno gli zingari. Qualcuno di voi parla il romani?
- Chi? - Daniel Mandali. E' famoso, è il re dei cammelli.
Non ci riconosciamo più neanche tra di noi... Avete un cellulare?
Sto soltanto schiacciando l'aspirina.
Poi la scioglierò in alcol metilico per una cosa che devo fare.
Una volta filtrato l'alcol, rimarranno dei cristalli
da sciogliere nell'acido solforico estratto da quelle batterie.
Sempre per fare quella cosa...
Ho parlato troppo?
Allora parliamo di voi. Perché siete qui? Che avete fatto?
Frode, bancarotta fraudolenta, furto con scasso?
- Che avete fatto? - occultamento di cadavere. - Ah!
Non lo avete nascosto molto bene, se siete qua!
Avete un forno?
- Abbiamo verificato la tua famiglia, sei uno di noi. - Telo dicevo...
- Perché c'è il cellophane? - Non puoi portarlo in giro apertamente.
- No? - No.
Hai un modello più piccolo?
Piano!
La temperatura deve restare costante, a 80 gradi per due ore.
Mi posso fidare?
- Perché sta nel cellophane? - E' meglio che tu non lo sappia.
Ulisse...
Ciao, Murena, dimmi tutto.
Non puoi fare lo spettacolo.
Ma ho fatto due mesi di prove.
Ho studiato dizione. Mio figlio verrà a vedermi.
- Non mi interessa. - Cosa dico al direttore?
- Che sei caduto e ti sei rotto il naso. - Ma si vedrà che non è vero.
Non si vedrà.
- Ulisse, che ti è successo? - Sono caduto, direttore.
Un attore come te?
Dopo due mesi di tecnica labaniana sui modi di cadere a terra,
cadi senza mettere le mani avanti?
- E voi? - Non ci sentiamo bene, dev'essere un problema virale.
Si è rotto il naso, non è virale!
Manca poco al debutto, non dovevate farmi questo scherzo!
Non posso posticiparlo, sono rovinato!
- Qui chiudiamo e andiamo tutti a casa. - Forse c'è una soluzione.
Voi siete qui per 72 ore in attesa di processo...
- Quando ci sarà? - Lunedì.
Volete farmi credere che,
senza neanche fare le prove, domani potrete andare in scena?
- Sì. - Avete delle referenze?
Noi due abbiamo curato la traduzione del 2004
dell'opera omnia di Plauto e Terenzio.
Abbiamo mediato sull'annosa questione dell'endecasillabo
nelle tragedie di Seneca.
Siamo gli artefici dell'attribuzione a Pacuvio di un corpus di versi
ritrovato nella biblioteca di Alessandria.
Conosciamo a memoria tutti i libretti d'opera e i corrispondenti teatrali
che siano mai stati scritti da Berlino in giù.
Sono referenze sufficienti?
E lui che sa fare?
Lo amerà!
Nel ruolo del conte è una forzatura.
E' completamente fuori parte. Lui dovrebbe fare Falstaff.
- Tutto bene, siamo nello spettacolo. - Perfetto.
Là dentro c'è abbastanza esplosivo da far saltare tutto il braccio E.
Bisogna aggiungere una sostanza gommosa, attaccare l'innesco,
e si ottiene una potentissima bomba al plastico.
- E' quello che penso? - Sì.
Mancano solo l'innesco e la sostanza gommosa.
Bisognerà sincronizzare l'esplosione con l'apice canoro dello spettacolo.
Lo farà Andrea. E' un antropologo, ci pensa lui.
Allora siamo pronti.
Che onore! Ho letto il suo ultimo articolo, bellissimo!
Un'analisi definitiva sulla condizione del teatro in Italia.
- Bravo! - Grazie. - Saverio, accompagna il direttore al suo posto.
Ehi! Sai chi è?
Il direttore del Premio Hystrio.
Offrigli un caffè, lo prende amaro. Vai, presto!
Caro, che piacere!
Dietro il muro, c'è un condotto di 1,5 metri che porta fuori.
- Lo faremo saltare con questo. - Bene, ma che dobbiamo fare
con queste gomme? - Serve del materiale plastico appiccicoso.
- Butta la sigaretta o saltiamo in aria. - Ha ragione.
Vai con la luce.
Ora tutto il proscenio, illumina bene questo fenomeno.
Vediamo se quello stronzo scriverà di nuovo male del nostro spettacolo!
Adesso!
- Quante ne occorrono? - Mi fa male la mascella.
Abbiamo quasi finito.
- Pietro, sai a chi sei identico? - A chi?
Al cammello di mio suocero!
Ragazzi! Ho ingoiato la gomma.
E' inzuppata di TNF!
- Sto per morire? - L'acido solforico non fa bene.
- Mi sto sentendo male. - No... - Fammi sdraiare e alzare le gambe.
- Mica è un calo di zuccheri! - Ehi! Sbrighiamoci!
Due agenti, i due poli tipici del rapporto con l'istituzione totale,
da una parte la colpa, dall'altra la violenza.
Sei sicuro? Rischi di rovinare tutto il piano.
E' facile, vado lì e improvviso.
- Buonasera. - Buonasera.
- Buonasera. - Possiamo essere utili? - Sì.
Dovrei fare una telefonata.
Una telefonata molto importante a mia madre.
Ci vuole un permesso.
Conosco il protocollo e lo rispetto.
E rispetto il profondo senso di colpa che le suscita l'istituzione totale.
- Cosa? - La negazione è tipica della colpa. Resterà fra noi.
Ho urgenza di fare una telefonata a mia madre che è in fin di vita.
- Ah! - Eh già...
Come fai a saperlo, se il telefono sta qua?
E' una domanda legittima che denota il suo particolare acume.
- Non mi sento bene, mi gira la testa. - E' solo suggestione.
- Ma ho ingoiato una bomba al plastico! - Non c'è l'innesco.
- Lucio dice che non puoi esplodere. - Non ho detto proprio così.
- Il concetto era quello. - Sto male lo stesso. - Respira. - Ci siamo.
- Siamo pronti. - Abbiamo un problema. - Come? - Non siamo pronti.
E' una cosa gravissima, l'apice è tra poco.
- Devi prendere tempo. - Accidenti!
- Quanto ci vuole? - Vado a vedere.
Che succede? - C'è un problema.
- Ma l'apice è in questa aria! - Dobbiamo prendere tempo.
- Come? - Giorgio, siamo le migliori menti classiche d'Italia.
Non ci spaventa improvvisare su un passaggio di Sterbini.
Pensi a un ekphrasis?
- Spacchiamogli il culo!
Aspetta!
Che cazzo succede?
Cosa succede?
Perdoni l'interruzione.
Seguili con la musica, fai qualcosa!
- Ci sono problemi? - Nessun problema, solo un ekphrasis.
Stava andando così bene!
Metti la musica!
- E' una cosa grave? - Forse sì. - Forse no.
- Dite, dunque. - Non siamo pronti per il colpo di cannone.
Quanto ci mettono? Io devo andare dal medico.
Siamo andati dal professor Pirrello. Lo conoscete?
- No. - E' un virologo importantissimo.
Siamo andati a Padova, ma hanno confermato la diagnosi.
Quindi mamma ha la dengue e va tre volte all'anno in pellegrinaggio...
Mi hai rotto i coglioni, vai a vedere lo spettacolo.
Da un pubblico ufficiale mi aspetto più umanità, fatemi fare...
Che cazzo fai? Mi hai rotto i coglioni!
- Non puoi usare il telefono. - E' inaccettabile...
Va bene! Mia madre non ha la dengue.
Mi dispiace, vi ho mentito.
Nella vita ho fatto un sacco di cazzate e le sto pagando.
Ma c'è una cosa che mi spacca il cuore e non mi perdono.
Oggi mio figlio esordisce con i pulcini della Roma
e io non sarò sugli spalti a gridare: "Forza, Christian, sei grande!"
Mia madre non è malata, ho inventato una cazzata perché mi vergogno
di dire che devo fare una telefonata a un bambino per dirgli...
"In bocca al lupo, amore. Anche se tu oggi non lo vedi,
c'è papà sugli spalti che fa il tifo per te."
- Fai la chiamata, sbrigati. - Grazie.
Vai! Vai! Siamo pronti.
Aspettiamo. - Qualcosa accade.
Guardate lì.
E' il segnale che cerchiamo.
Finalmente Stan chiamando.
- Se finite, ce ne andiamo. - Presto, presto, sta scoppiando.
Sembra il tuono, la tempesta...
Forse il cellulare non ha campo.
Alla fin, trabocca e scoppia,
si propaga, si raddoppia e produce un'esplosione,
come un colpo di cannone...
Come un colpo di cannone...
cos'era? - Un botto.
E' staccato, i ragazzini fanno sempre come cazzo gli pare.
Vado ad ascoltare l'ultima aria che dicono sia deliziosa. Grazie.
Era un botto?
Abbiamo fatto un buco esagerato!
...Un tremuoto, un temporale, un tumulto generale,
che fa l'aria rimbombar...
che fa l'aria rimbombar!
- Ha funzionato? - Sì.
Ringrazia, Saverio, ringrazia...
- Ha funzionato? - Non lo so. Andiamo...
Forza, forza!
Alberto, complimenti, sei bravissimo.
Il coro dell'università era l'unica alternativa alle attività sportive.
- Sbrigatevi! - Ha funzionato? - Sì.
Abbiamo fatto una voragine. Dai!
Veloci! Fra poco scatterà l'allarme.
- Guarda che buco! - Alberto è un bravissimo tenore leggero.
Non me ne frega un cazzo! Ho ingoiato del TNF.
- Che hai ingoiato? - Sei scortese. - Tanto esplosivo da saltare in aria,
io e chi sta vicino a me. - Dai, abbiamo poco tempo!
Senza innesco non può succedere niente... più o meno. Fai presto!
- Fate conversazione? Sbrigatevi! Pietro! - Arrivo.
Avvocato, mi scusi...
la ringrazio per essersi fatto carico del pellegrinaggio
dei confratelli. - Si figuri... - Ma aspettano da due ore.
Perché non possono scendere dai pullman? Devono espletare
dei bisogni fisiologici. - Non siamo pronti, non possono uscire.
- Ripassiamo il piano. - Di nuovo? - Certo.
E' semplice, io mi metto all'ingresso e distribuisco i biglietti della metro.
Non è affatto semplice, è un ruolo di altissima responsabilità...
Cos'è questo suono? - Il segnale.
Forza! Vada in posizione, svelto!
Scendere! Forza, scendere!
Forza, scendere!
- Buon pellegrinaggio, padre Simone. - Grazie.
- Buon pellegrinaggio, padre. - Dov'è un presidio medico?
- Ho ingerito del TNF. - Cosa?
E' un potente esplosivo. Non è innescato, però...
- Da quale monastero proviene? - E' un'emergenza medica... - Grazie.
- Sei pazzo? - Sono imbottito di esplosivo come un Jihadista!
- Va bene... - No! A rimetterci il culo sono stato io!
Non parlo in senso figurato, vi ricordo il cellulare!
Butta la sigaretta! Altrimenti ti faranno la multa.
Prego, padre.
All'inizio eravamo scettici, ma siamo stati veramente bravi.
Io e il collega Petrelli abbiamo creato una detonazione
che ha fatto fischiare le orecchie. - Era una sciocchezza...
- Era un buco enorme! - Ragazzi... Dai!
Ora navighiamo a vista, la cerimonia è fra tre ore.
Per essere scagionati, dobbiamo far confessare a Mercurio
che era lui a fare Sopox. Claudio! Dove vai?
Vi ho aiutato a evadere, ma non salverò La Sapienza.
Per me, non va salvata.
In sala computer, si sono aperti un varco tra i cavi della banda larga.
- Come cazzo hanno fatto? - Hanno fabbricato un esplosivo al plastico
e hanno allargato il buco in cui passano i cavi.
- Nessuno se n'è accorto? - No, erano tutti allo spettacolo dei detenuti.
- Poi sono usciti dal tombino e hanno preso la metro. - Riunisci tutti,
ci vediamo in sala riunioni.
Pietro Zinni e la sua banda sono evasi un'ora fa da Rebibbia.
Dovevate tenerli separati.
Stavano insieme solo da due giorni per l'udienza preliminare.
Tu li conosci bene, devi riportarli in carcere al più presto.
Non posso, non sono più operativa, ora mi occupo di amministrazione.
Non te lo sto chiedendo io, il Questore chiede di te.
Volevi un'occasione per la carriera? Una così non ti ricapiterà.
La cerimonia si terrà nell'Aula Magna
e le misure di sicurezza saranno imponenti.
Tutto quell'edificio è presidiato, anche dall'altro lato.
All'ingresso due guardie controllano le borse e si entra solo su invito.
Walter Mercurio aspetterà che ci siano tutti,
quindi agirà a cerimonia iniziata.
- Non inizierà prima che arrivi il Ministro. - Abbiamo meno di due ore.
- Come userà il gas? - Dev'essere diffuso.
- Io userei i condotti d'aerazione. - Sì, ma da dove lo immette?
- Dipende dai condotti. Lucio? - I condotti de La Sapienza
sono un dedalo, è impossibile tracciare un percorso.
Gli esercenti farmaceutici sono degli incompetenti!
Gli spiegavo il problema e lui mi guardava.
Non aveva mai visto nessuno che ha ingoiato il TNF.
Bartolomeo, per favore, stiamo concentrati.
Sappiamo che userà i condotti, ma non sappiamo dove immetterà il gas.
Alla fine mi ha dato il Maalox. Si prende a stomaco pieno. Lo prendo?
Ehi! Allora?
Chiudete tutti i condotti d'aerazione dell'Aula Magna.
- E tu che farai? - Devo andare in un posto.
Io lo prendo. Lo stomaco è pieno... di esplosivo.
Dovresti mangiare dei carboidrati.
- Da quando ti trucchi? - Pietro! Che fai qui?
Per fortuna, non vedi i telegiornali. Ti devo dire una cosa...
Questa novità del trucco...
- Ti hanno dato un permesso? - In un certo senso, sì.
Devi andare subito via, è troppo pericoloso.
- Torna a casa. - Sei pazzo. - No! Ascoltami...
C'è un tizio che vuole uccidere tutti con il gas nervino.
- Hai sospeso i colloqui con lo psicologo? - Che c'entra?
Ti dico che... Giulia! Cazzo!
Ascoltami!
Mi hai rotto i coglioni! Sei geloso, ma è finita.
- Mi hai rovinato la vita. - Sto cercando di salvartela.
- Giulia, va tutto bene? - Sì. - Tu che fai qui?
Neanche tu guardi il telegiornale.
Giulia, devi andare subito via dall'università.
Fabio, se vuoi restare, tu resta. E' un riconoscimento importante...
- Andiamo. - Giulia!
Posso vedere il suo invito?
Sto insieme a quella signorina.
- Non può entrare senza invito. - Esco subito, devo dirle una cosa.
- Non si entra senza invito. - Ho capito, ma un attimo solo...
Se ci facessimo fare dei fogli di compensato?
Ci vuole troppo tempo, inoltre il legno traspira.
- Allora come chiuderemo i condotti? - Intanto prendiamo i diametri.
Giusto...
Nel carcere di Palermo, c'è un detenuto che lavora il Plexiglass.
E' un artista del Plexiglass.
Però è lontano...
- Poliuretano espanso. - Questa è una buona idea.
Sapevo che ragionando tutti insieme, sarebbe uscito qualcosa.
- Hanno bloccato il condotto con il poliuretano espanso. - Allora?
- Chiamiamo subito gli altri. - Forse gli altri condotti sono aperti.
No, se è chiuso questo, sono chiusi tutti.
E' la più grande evasione mai vista a Rebibbia.
Le telecamere della metropolitana
ci mostrano solo frati, altri frati, altri cazzo di frati incappucciati.
Si sono infiltrati in un pellegrinaggio di francescani.
- Hanno mezzi a supporto? - Crediamo di sì.
Abbiamo messo dei posti di blocco, ma ignoriamo su quale veicolo viaggino.
Non hanno un mezzo di trasporto, il loro furgone è rotto.
Crediamo che si siano avvalsi dell'apporto di basisti esterni.
Li ha aiutati Vittorio, il loro avvocato.
Ha il passaporto del Vaticano e ha organizzato il pellegrinaggio.
Paola, posso parlarti?
Sono a piedi e non lasceranno la città.
- Quante evasioni hai gestito? - E' una domanda retorica?
- Le gestisco tutte io e c'è una prassi da seguire. - Sì.
Parlo solo io! Il Questore non ti ha dato il comando dell'operazione,
quello resta a me. - Sono evasi per un motivo, devono fare qualcosa.
Non si evade per fare qualcosa, ma per scappare o per tornare a casa.
- Infatti, vogliono tornare a casa. - Le abitazioni sono sorvegliate,
i telefoni sotto controllo... - No! Quella non è casa loro.
Ti chiamo io.
Che cazzo! Lo sapevo... Giacometti!
In questo edificio, non funziona mai niente. Giacometti!
Devo dire una cosa ai miei amici, entro ed esco subito.
- E' troppo intransigente. - Senza invito non puoi entrare.
L'invito serve per assistere alla cerimonia, io invece devo parlare
con due persone che stanno lì. - Non puoi entrare, non insistere.
- E' una questione di sicurezza. - No...
Se c'è qualcuno a cui sta a cuore la sicurezza di questo edificio, sono...
Scusami...
- Ehi! - Scusi... Salve, professore.
Walter!
- Che fai qui? - Sei in arresto per essere evaso da Rebibbia.
- Ero lì per colpa tua. - Ti avevo detto di annullare la missione.
Tu mi hai tradito. Ma ora non c'è tempo,
Sopox gli serviva solo per autofinanziarsi.
Qui c'è del gas nervino, il suo obiettivo sono le lauree Ad Honorem.
- Insieme possiamo fermarlo. - No, devo riportarti in carcere.
1.000 persone stanno per morire, fai qualcosa, sei un poliziotto!
Non posso, e poi nessuno crederebbe a un attentato
con il gas nervino. - Perché? - Non c'è nessuno gas. - Invece sì!
Sopox è gas nervino.
Tutto ha senso.
Il cromatografo gli serviva per purificare il gas.
Secondo te, perché sono evaso?
Per favore, lasciami andare, posso fermarlo.
Ci posso parlare perché è uno di noi, posso convincerlo.
Non posso.
Certo che puoi.
Perché ti fidi di me...
e perché siamo ancora...
la tua banda.
Va bene, vaffanculo!
Trova gli altri, io devo fare una cosa.
Conosci qualcuno che possa darmi le dispense di Renzetti?
No, nessuno le dà, e senza dispense è un esame infinito.
- Io voglio fare la tesi con Renzetti. - Con quello stronzo?
Mi fa amare la materia, per questo vado all'università di domenica.
- Dici di non chiedergli la tesi? - No, no, no!
Renzetti è bravo, fai bene a fare la tesi con lui.
Prego, padre?
Oggi non andate a La Sapienza, è pericoloso.
Renzetti è pericoloso, non La Sapienza! Andiamo...
Ragazzi, siamo onesti, questo piano faceva acqua da tutte le parti.
- Cosa prendi? - E' un citoprotettore, vado per esclusione.
- Ho un quadro clinico disperato. - Basta!
Sei una persona sgradevole ed egoista.
Pensi solo al tuo reflusso gastrico, quando lì dentro potrebbero morire
mille persone. - No, mille e una! Io sto peggio di tutti.
- Signori, non abbiamo un piano e non c'è più tempo. - Allora che facciamo?
Per Diana! Siamo gli unici che possono fare qualcosa.
Per una volta, possiamo fare qualcosa di importante.
Ci conosciamo da poco, ma ho sentito già tre volte questa frase.
Ma perché dobbiamo fare sempre cose importanti?
- Bartolomeo ha ragione, il piano era stupido. - Allora analizziamo
le cose: un signore vuole uccidere tutti con il gas
e ha chiuso i condotti per un motivo che noi non conosciamo.
Perché non facciamo una telefonata anonima?
Vuoi chiamare la polizia e dire che un tizio vuole fare
un attentato con il gas nervino, e speri che ti credano?
- Era una proposta... - Se ti localizzano, ti danno altri due anni.
- Dov'è finito Pietro? - Sarà scappato, giustamente.
Guardiamo il lato positivo.
Se il gas non è fuori, vuol dire che è dentro.
Quale sarebbe il lato positivo?
Non dicevo in senso filologico,
ma in senso euristico.
- Ma dentro... dove? - Aspetta!
Arturo ha ragione, è una cosa positiva.
Non farà entrare il gas, ha chiuso i condotti per non farlo uscire.
Il gas è già dentro, ma non agisce perché non è allo stato gassoso.
Non capisco quale sia il lato positivo.
Io non capisco come un gas possa non essere allo stato gassoso.
Pensa al gas dentro un accendino.
- Se è allo stato liquido, possiamo disattivarlo. - Come?
L'idrossido di sodio neutralizza il gas nervino allo stato liquido.
- Come ce lo procuriamo in 20 minuti? - Si usa in Anatomia, so dov'è.
- Dove? - Non vi piacerà.
Quando ho visto la tua faccia in TV, ho capito che saresti arrivato.
Allora qualcuno lo guarda, questo cazzo di telegiornale!
Capisco che sei pazzo e capisco tutto quello che hai passato,
però adesso è finita, Walter, siamo arrivati noi.
Detto così sembra un'esagerazione...
- Ma il concetto è quello. - Meritano di morire, Pietro.
Tu non vuoi ucciderli, altrimenti non avresti chiamato "Sopox"
la droga per finanziarti. Tu volevi essere fermato.
No, volevo che quelli come noi capissero il mio progetto.
- Allora... - Solo se muoiono tutti, ci sarà un cambiamento.
- Sì... - Solo una catastrofe darà spazio alle nuove generazioni.
Se è una gara di frasi mitiche, vinci tu, te le sei preparate!
Io sto improvvisando.
E' finita, i miei uomini hanno ostruito i condotti
e non puoi più diffondere il gas. - Li ho chiusi io.
Il gas è già dentro.
- Sono io che dico che è finita. - Brutto pazzo psicopatico!
Io ti spacco la faccia, perché lì c'è la mia fidanzata.
Così saprai quello che ho provato.
Mi hanno cacciato dall'università,
mi hanno licenziato proprio in quest'aula, sono uno come te.
Tu sei uno come loro. Proprio non ti ricordi di me?
Perché dovrei ricordarmi di te?
Ragazzi, lui è Fefè.
Giulio, credo che Fefè sia morto.
Certo, è un cadavere imbalsamato che si usa al primo anno di Anatomia.
- Qui è una specie di mascotte. - E l'idrossido di sodio?
Lui ne è pieno. E' la base dell'imbalsamazione.
Speravo che stesse in un'ampolla... un alambicco... un barattolo...
Come si estrae l'idrossido di sodio da Fefè?
- Lo apriamo e lo prendiamo. - Non è mica una scatoletta di tonno!
Dai, Arturo! Sbrighiamoci!
Signore e signori, buonasera.
Vi chiedo ancora un po' di pazienza.
Il Ministro arriverà con 15 minuti di ritardo.
Dopo daremo inizio a questa grande festa della cultura.
Walter Mercurio, distaccamento di Chimica.
Fondi speciali per la ricerca e la messa in sicurezza dei laboratori.
Pietro, hai trovato il problema?
Sì, professore, c'erano dei virus provenienti da video scaricati
per sbaglio da siti per adulti. - Li hai cancellati?
Sono file sensibili, vanno archiviati in una cartella a parte.
Sì, glieli salvo in una cartella a parte.
Hai letto il rapporto che ha mandato quel rompipalle del distaccamento?
In quel laboratorio potrebbero esserci dei problemi di sicurezza.
Questa messa in sicurezza deve avvenire per forza oggi?
Sicuramente ci sarà un rimpasto di Governo...
Non lo so.
Ho dei fondi da dirottare al distaccamento.
Ma la prossima volta, il computer me lo aggiusterà Giacometti.
No... Aspettiamo il rimpasto.
Mandagli una e-mail firmata da te.
"Il Ministero ci ha garantito
che la situazione si sbloccherà dopo il rimpasto di Governo."
"In fede, Dottor Pietro Zinni."
Sono stato io!
Tu sei il rompipalle del distaccamento.
Eccoli! Fai piano...
- La mia anima è morta. - L'idrossido di sodio va messo nel gas liquido.
- Come entriamo? - Non lo so. Andrea, ci pensi tu?
- Sono antropologo, non mentalista. - Inventa qualcosa da dire. - Cosa?
Ho capito. Non mi toccate.
- Salve. - Buonasera.
Mio figlio gioca nella primavera della Roma.
- Chi se ne frega! - Certo...
La verità è che mia madre ha contratto la dengue.
Siamo stati a Padova dal dottor Pirrello...
Mi avete rotto il cazzo! Io sto lavorando, non sto giocando.
Loro sono con me.
- Prego? - Ispettore Coletti. Siamo qui per una perizia sulla sicurezza.
Durante la cerimonia?
- Sì, è inutile mettere in sicurezza un'aula vuota. - Certo.
Nessuno si accorgerà di niente.
- Con me viene il collega Petrelli. - Petrelli! - Vai!
- Che fai qua? - Poi ti spiego. Ora dimmi se questo gas nervino esiste.
- Certo! - Dov'è? - Non lo so. Per un ambiente così, ne servono 150 litri.
- Non ci sono contenitori dove nasconderlo. - Allora non è nascosto.
- Che significa? - Sta a vista.
I boccioni dell'acqua! Vuole attivarlo a distanza.
Vai! Va bene, faccio io.
Ci hanno messo l'uno contro l'altro.
- Ginevra non avrebbe voluto questo. - Che ne sai?
- Tu neanche la conoscevi. - Lui no.
Ma io sì.
Claudio? Che fai qua?
Spegni tutto, Walter, siamo ancora in tempo.
Proprio tu dici così? Dopo quello che ti hanno fatto...
Tu sei dalla mia parte. Siete vittime anche voi, perché volete salvarli?
Prima, nella metro, ho sentito due ragazzi parlare di Renzetti.
Ti ricordi di lui, vero?
Allora ho pensato a noi, a me, a te, a Ginevra...
all'entusiasmo che avevamo...
Ho capito che c'è ancora speranza.
Dammi retta, Walter, spegni.
Che succede? Stavi solo prendendo tempo.
Pezzo di merda! Qualcuno ha disattivato il gas.
E' stata la banda. Quelli non perdono mai.
Non vincono, ma rompono il cazzo.
Abbassa la pistola, che è pericolosa, e cerchiamo una soluzione.
- Hanno disinnescato il gas dentro ai boccioni. - E' un sì?
- Pensi che mi arrenda così? - Non lo penso affatto.
Con orgoglio e gioia, do il benvenuto al nostro Ministro.
Ora che hanno disinnescato tutti i boccioni...
Ce n'è un altro collegato alla corrente elettrica.
Non potete fare niente.
Lei non si ricorda di me, ma abbiamo la barca nello stesso pontile.
Ci siamo anche incrociati a una cena di beneficenza.
Dopo che avrà sbrigato questa cosina, può concedermi 10 minuti di tempo?
- Dopo. - Certo, per carità...
Benvenuti al più importante evento accademico dell'anno.
Hai rotto il cazzo! Tu, i boccioni, il gas nervino...
- Dammi quel tablet e smettiamola. - Ha ragione, disinnesca il boccione.
Sappiamo che non sei un assassino. Non siamo gente che spara!
' Oh!
- Walter, ti prego! - Non ti avvicinare!
Non mi costringere.
Guardate i risultati incredibili...
Aaah! Mannaggia!
E' successo un guaio, si sente puzza di bruciato.
L'onestà...
quella materiale...
quella etica... e quella che premiamo oggi.
Ah!
Che succede? Un'altra volta? Francesco!
E' saltato tutto un'altra volta, Francesco!
Scusi, Signor Ministro, un secondo...
Vaffanculo!
Levati dal cazzo!
- Walter, non fare cazzate! - Ehi!
Io non ho mai sparato a nessuno. Non farmi cominciare adesso.
- Hai sentito? - Cosa? - Non hai sentito niente?
Si sarà staccato il generatore, ore riattiveranno tutto.
Metti giù la pistola.
Metti giù la pistola!
- Da che parte stai? - Dalla nostra.
Avete poco tempo per tornare in carcere.
Sono Coletti, mi servono due pattuglie a La Sapienza.
Che aspetti? Vattene!
Conferiamo la Laurea Ad Honorem...
Pietro, che aspetti? Vai!
- Per l'impegno, la dedizione... - Scusami. - Giulia!
...E per averci dato la speranza di una pace in Medio Oriente,
al Dottor... Fabio Scotti da Lampedusa.
'30 'Ne?
'30 'Ne?
C'è un fotografo?
Dai!
La mano è in campo?
- Pietro... - Giulia!
Ho visto Alberto che stava...
Sì. Di solito questo è il momento in cui
ti dico che è tutto complicato, ma tu non ci credi e allora io...
Stai bene?
Sì. Sono un po' stanco, però...
Sì.
Sto bene.
Per un attimo ci ho creduto.
A che cosa?
- Al gas, all'attentato... - No...
L'ho detto perché quando c'è Fabio, mi viene l'ansia, allora...
ho sparato una cazzata. Figurati se fanno un attentato a La Sapienza!
Questo non significa che stiamo tornando insieme, vero?
Ti ricordi che mi incazzavo perché
non riuscivi a farti pagare le ripetizioni?
Sembra passata una vita.
Credo che oggi sapresti come farti pagare.
Forse sì.
Ciao, Pietro.
Ciao, amore mio.
La laurea Ad Honorem ha il voto?
Non lo so, ma credo di no.
Allora non è una laurea, è una specie di medaglia.
Il voto è sempre con laude, ma è comunque un voto.
E' strano...
- Pietro, dove cazzo eri finito? - Stavo salvando La Sapienza.
- Se aspettavo voi... - Vaffanculo! Volevo vedere te
a disinnescare i boccioni con lo stomaco pieno di TNF.
- Pietro, oggi ho perso la mia anima. - Che hai perso?
- Niente, aprire Fefè lo ha un po' scosso. - Aprire Fefè?
Ti spiego: serviva idrossido di sodio liquido per disattivare il gas.
Idrossido di sodio! Ecco come avete fatto! Siete grandi!
Io invece stavo di là, con quello con la pistola...
- Erano pistole vere! - Ragazzi...
Da quanto tempo non mangiamo? Ho una fame esagerata.
- E' vero... - Ha ragione Lucio. - Fermiamoci in una rosticceria.
- Supplì, fiori di zucca... - Allora andiamo al ristorante.
- Stai esagerando. - Non voglio rinfacciare le cose,
però da ieri, ho costruito una bomba al plastico,
interpretato il Barbiere di Siviglia, disinnescato il gas nervino,
e non merito di stare un attimo seduto a tavola? - No!
- Avevamo 24 ore per tornare in carcere e ora ne restano... - Poche.
- Ma dov'è Murena? - Non tornerà.
- In che senso? - Credo che non lo rivedremo mai più.
- Peccato, mi stava simpatico. - A te?
Sì, molto. Era intelligente, anche se aveva un carattere difficile.
Mi ha fatto spaccare la faccia... Però è uno con i contenuti.
- E la Coletti? - E' una bella figliola.
La Coletti mi guardava.
- Figurati! - Ma stai zitto!
Guardava te? Io ci sono stato a Bangkok insieme...
In Italia, una droga, per essere definita tale, deve essere censita
nell'elenco delle molecole illegali del Ministero della Salute.
Se non è lì, la puoi produrre, assumere e vendere.
A 24 anni mi sono laureato in Neurobiologia con il massimo dei voti
e ho il master in Neuroscienze Computazionali e Dinamica Molecolare.
Negli ultimi anni ho messo su una banda che gestiva affari milionari,
ho fatto un patto segreto con la polizia, sono evaso dal carcere
e ho sventato un attentato con il gas nervina a La Sapienza.
Sono Pietro Zinni, ricercatore universitario,
e volevo soltanto comprarmi una lavastoviglie.
- Quanti esami ti mancano? - Non lo so, una decina.
Ti sei mai chiesto che faremo quando saremo laureati?
Non lo so...
Però qualcosa ci inventeremo... No?
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