Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Punjabi
Quechua
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Grazie.
No.
No, no
Quando vado in motorino ho un solo obiettivo, non mettermi in fila. Voglio
davanti a tutti e se qualcuno in macchina si incazza gli dico se volevo
fila prendevo la macchina pure io.
E poi c 'è una cosa che faccio da anni. C 'è un momento in cui il semaforo della
strada di destra diventa rosso e non tocca a noi e nemmeno a quelli di fronte
che devono girare alla loro sinistra.
È un momento che so calcolare alla perfezione e so che se sbaglio di un
di secondo sono fottuto. È il momento in cui posso attraversare l 'incrocio
impunemente perché è il momento in cui è rosso per tutti e l 'incrocio è
deserto.
Ho sbagliato di
un quarto di secondo.
Eppure erano anni che lo facevo.
Mentre morivo pensavo che avrei fatto i conti con le cose importanti della mia
vita, i dolori profondi e le gioie fondamentali, i vivi e gli errori, i
le vittorie. E invece ecco le cose che mi passavano davanti.
Cerco di analizzare questa frase da vent 'anni.
Ma non l 'ho capita.
Anzi, una cosa l 'ho capita.
Sembra bella, ma non è bella. Ma l 'autan e lo yoga possono coesistere? Non
in contraddizione?
E soprattutto, la luce del frigorifero si spegne veramente quando lo chiudiamo?
Perché il benzinaio ti dice sempre un po' più avanti per favore? Un po' più
avanti per favore. E perché lo dice sempre quando hai appena spento il
Scusi, non sono io il primo. Ah, e qual è il primo?
Oh, il primo è quello.
Il primo è quello.
Mi scusi, ma mi leva una curiosità, una volta per tutte.
Ma perché il primo taxi della fila non è mai il primo? Cioè, qual è il criterio?
Guardi che è la stessa.
E poi mi viene in mente la mia fissazione, il martello frangivetro.
Davanti al martello frangivetro c 'è un vetro. E allora come si fa a prendere un
martello frangivetro all 'interno di una bacheca di vetro se non con un altro
martello frangivetro? Ma se in caso di emergenza io trovassi un oggetto
frangivetro qualsiasi, ma perché dovrei rompere il vetro della bacheca del
martello frangivetro e non direttamente i finestroni?
Ragionavo su questo e su altri trascurabili pensieri negli ultimi
Poi sono morto.
Mi scusi, ma chiamano loro?
Sì, si chiamano loro, ma il numerino ce l 'hai? Sì, sì.
Quindi sei arrivato ora?
È da poco.
È da anni che passo da quell 'incrocio, senza mai sbagliare.
Stavolta... Ognuno ha i suoi problemi.
Effettivamente.
Non io.
Mi scusi, ma non è che c 'è stato un errore? L 'unica cosa che non facciamo
sono gli errori. Tieni.
Mi scoccio molto anche per come è successo. Il momento è calcolato in base
dati raccolti.
Per quanto riguarda il modo, invece, noi scegliamo sempre il modo più semplice.
Nel caso tuo è stato facile.
Perché tu ogni giorno facevi quella stupidaggia. Mi scusi, perché sarebbe
il mio momento?
Lascia fare.
Ma io da anni che compro gli inserti di salute dei quotidiani, li compro tutti.
Qualsiasi cosa dicessero io l 'ho fatta.
Sappiamo tutto.
Allora sapete anche della palestra, dei broccoli, del bicchiere d 'acqua ogni
mattina, dell 'orzo che nemmeno ho capito che insaporabile è questo orzo.
cose non contano. Certo che contano.
E conta anche la genetica, l 'elemento di fortuna. Tutto è stato calcolato.
Se pensa quanto ho speso per le centrifughe che nemmeno mi piacciono.
Centrifughe? E tutte con lo zenzero.
Perché i baristi sono ossessionati dallo zenzero.
Che è successo?
le centrifughe non risultano è grave?
alcune anche col finocchio non le ho conteggiate e se le cose stanno così
c 'è c 'è?
c 'è?
che le centrifughe fanno benissimo e quindi se non me l 'avete conteggiate mi
avete tolto almeno 7, 8, 9 10 anni di vita ma forse anche di più
e allora lei può
tornare sulla terra per il tempo che si è guadagnato con l 'uso abbondante delle
centrifughe che poi per una falla del sistema
Non erano state calcolate.
In ogni caso, il tempo che le spetta
sarebbe un 'ora e mezza.
Ma che giustizia è questa? Ma che c 'entro io qui per risultare?
Se io dovessi raccontare quello che ho visto qua dentro, vergogna, bufosse,
ramela.
In ogni caso.
Siccome lei è un bravo ragazzo, un 'ora e trentadue, va bene?
Io pensavo dieci anni.
Sì, dieci anni, voi sulla terra sopravvalutate troppe cose, soprattutto
le centrifughe. E lo zenderò. E lo zenderò.
Non pretendere di fare adesso quello che non hai fatto per tutta la vita.
Non fare il fanatico, come il filosofo greco lo chiama.
Aristotele? Ecco, bravo.
Pensa che cominciò a studiare il flauto il giorno stesso in cui doveva aprire la
cicuta. Ah, era Platone quello.
Le cose all 'ultimo minuto non servono a niente. Infatti Socrate non imparò a
suonare. Quindi rassegnati un 'ora e trentadue, solo un 'ora e trentadue.
Certo, avresti saputo prima che la vita durava così poco.
Lo sanno tutti, da quando nascono.
E anche tu sapevi, anche se facevi finta di non sapere. Sì, in linea teorica la
morte è una cosa naturale e lo accetto, ma è proprio il mio corpo che non è
pronto.
Avrei avuto così tante cose da fare, invece se rivedo la mia vita mi sembra
aver perso solo tempo.
Senti, vorrei chiederti un favore.
Potresti persarmi qualche moneta?
Ah sì, certo.
Dieci euro basta, no? Sì, mi è venuto il desiderio di un caffè bollente, color
saio di Monaco.
Volevo anche cinquanta euro.
Carte di credito.
Mi interessa?
Ma io le potrei pagare una bella vacanza. E lei mi lascia il tempo di
qualche bilancio, di mettere a posto delle cose.
Ma mi basta qualche mese, non moltissimo.
Mi dispiace, non insistere.
Adesso sono le 17 .48.
Contiamo un 'ora e trentadue.
E alle 7 .20 il punto si torna su.
Non spaventare nessuno.
E non parlare del passato.
Per esempio, non chiedere a tua moglie se ti ha mai tradito. Tanta illusione.
Fatti una bella passeggiata con i ragazzi, guardati la partita, paghi i
Ciao. Ciao.
Hai riuscito a qualcosa?
No.
Ma non devi andare a vedere la partita, scusa.
Eh sì, ci stavo andando, ma poi ho avuto voglia di vederti.
Che hai?
Niente, perché avevo voglia di stare un po' insieme tutte e quattro.
Ok.
E non potevi aspettare stasera?
Eh no.
Ma no, sei strano però.
Me ne devo andare, faccio tardi. Ma dove
devi andare?
Ti amo.
Paolo, che c 'è?
Ma tu mi hai mai tradito?
Cioè, mi devo preoccupare?
Dov 'è Filippo?
In piscina, c 'è tra mezz 'ora.
E ora?
Ma che ne so, in giro.
Chiamala.
Dile di venire entro mezz 'ora.
Vedo 50 euro se viene.
Ma dirlo tu, scusa, perché dirlo dove dire io?
Perché non mi risponde mai? La chiama e non mi risponde mai.
Se mi hai tradito tu io non lo voglio sapere.
Hai capito?
Vado a fare la doccia?
Perché questa fretta, scusa?
Quando dovete andare.
Allora c 'è un momento preciso in cui dopo aver fatto l 'amore tu puoi andare
farti la doccia.
E quale sarebbe questo momento preciso?
Posso?
Prego.
Ma che dici? Non è vero, i primi due o tre giorni ci sono salito. E
poi? E poi basta.
Ma scusa, con le mutande come fai?
Le lavo la sera e la mattina le trovo asciutte.
Capito, c 'è pur di non salirci.
Vabbè, allora facciamo così.
Facciamo al contrario.
Mettiamo l 'armadio giù e i letti su.
Questa è un 'ottima idea. Meglio, così torni anche a vestirsi decentemente.
Do il bacio della parola e vengo.
Aurora, ti devo dare il bacio della parola.
Vai a dormire nel tuo letto.
Filippo, non ti ho dato il bacio della buona notte?
Boh,
perché non vuoi dormire a 3?
5 minuti, sono 5 minuti Filippo. Perché non ti piacciono i soppalti?
Oh, è vero, mi piacciono un sacco, chi l 'ha detto che non mi piacciono?
Molte volte mi sono chiesto se forse avrei dovuto amare più donne nello
tempo. Faccerai con me?
No, non ce l 'ho con te.
E mi chiedo anche se Agatha avrebbe meritato qualcuno migliore di me.
Ce l 'hai con me?
Eh? No.
Perché? Sicura?
Sì, sicura.
Forse avrebbe dovuto fuggire con un altro, mentre io vivevo una vita più
realizzando tutte, ma proprio tutte le fantasie che una persona ha durante la
sua vita. E invece ripetevamo, ma ce l 'hai con me?
Cosa? Ce l 'hai con me? No!
Se in questi anni mi fossi lasciato trascinare dal desiderio di fare cose
totalmente imprevedibili, Tu?
Sì. Perché?
Perché proprio oggi?
Perché uno rimanda sempre a cose importanti e poi arriva un giorno in cui
ora. Ora.
Ok.
Vuoi che ti suggerisca una cosa pazza, Battissimo?
Sì.
Vai a prendere il tempo in piscina.
Ma cosa vuoi dire, che non ci vado spesso? No, no, voglio dire proprio che
ci vai mai.
E però all 'inizio ci andavo. Eh sì, quando non si reggeva a galla. Adesso un
altro po' incendi a moto, fai tu.
Ma ce l 'hai con me?
No, però ti prego, andiamo, perché sono quasi le sei. Io devo fare tremila cose.
Come le sei?
Sono già le sei?
Eh sì, io ho per centomila cose da fare.
Devo fare la spesa, consigliare i boffetti.
Preparare la cena.
Andiamo, andiamo.
E anche se tu oggi ti senti di fare il filosofo sul senso della vita, io questa
volta devo fare lo stesso.
Allora facciamo così, tu vai a prendere Filippo, io vado a fare la spesa, passo
del lavoro e ci rivediamo qua.
Quindi fammi capire, cioè il Palermo oggi potrebbe tornare in Serie A e tu
comunque non vai alla partita?
No.
Vedi che sta cominciando la partita. Eh, no, la partita... no.
Ma chi è?
No, meglio di no.
Agatha? No, guarda, non mi chiedere niente, non lo so, già così.
Ma che fate? Deve andare a fare la taglia.
Uè, ci siamo?
Allò? Salvatore?
Oh, bella la partita.
Vedi che dobbiamo andare solo in Serie A.
Sì, è che vado a prendere Filippo, poi Aurora, stiamo un po' insieme.
Mi sento così.
Ciao.
Ha bloccato.
Ha bloccato il contatto.
Cioè, ma ha bloccato. Una chiama e blocca.
Potrebbe essere emergenza, voglio dire, sono suo padre.
No, non risponde e poi blocca.
Aurora, eh... Senti, non è che potresti venire a casa un po' prima, perché papà
oggi è un po' malinconico. Non sono malinconico. È per farla tornare prima.
Ah, ma sono le cinque!
No, Paolo, non sono le cinque, solo che nessuno si stava mai l 'orologio di
questa macchina quando arriva l 'ora legale. E quindi che ore sono?
Le sei!
Sì,
tesoro, hai perfettamente ragione, però sarebbe carino se... Ho attaccato, scusa
il disturbo, eh?
Perché c 'è questo traffico oggi? Tu, così, e pure questo traffico?
E c 'è l 'incidente.
E mi sa pure che qualcuno si è fatto male, tra l 'altro. Eh sì.
Mi dispiace.
Eh, sapete a me.
Eh, scusi!
Senta! Scusi, che è successo?
C 'è il morto.
C 'è il morto?
Poveretto, chissà chi era.
Non è nulla morire.
Ah, come diceva quello Votromariemo.
E bussa via.
Scusi, non ho capito.
Comunque, nel traffico il tempo scivola via senza frutto.
Adesso sono le sei e cinque.
Tra un minuto saranno le sei e sei.
Tra due minuti le sei e sette.
Oggi siete tutti filosofi?
Però c 'ha ragione, sono le sei e cinque. Io devo andare a prendere
stiamo sempre nel traffico.
Come si fa a sprecare il tempo così? E tu perché hai preso questa strada?
che c 'è? Che hai? Che vuoi? Che dobbiamo fare?
E tu ce l 'hai pure con me, non negarlo. È arrivato il momento di dirlo, che ce
l 'hai sempre con me. Senti, vai a vedere questa cazzo di partita se ti
stare con me. No, vado a prendere Filippo. Non ci puoi andare la prossima
settimana? Ti tengo tantissimo ad andarci ora.
Allora, stiamo calmi.
Tu vai a prendere Filippo, io vado al supermercato. Che vuoi mangiare?
Questa sera non mangio, non posso.
Ci vediamo a casa.
Torna subito, però.
Senti, oggi sei malinconico ma non rompere le balle. Non sono malinconico.
E se trovi traffico, sappi che ti ho sempre amata.
Siamo.
Per un attimo sto facendo inversione, calma.
Bella donna, però mi sa che ce l 'hai con te.
Eh, l 'ha notato pure lei.
Non l 'avrei chiesto se ti ha mai tradito.
Gliel 'hai chiesto. E come l 'ha preso?
E se trova la coda alla cassa del supermercato?
Eh, potrebbe non tornare in tempo per salutarmi.
E poi, perché nessuno mette a posto gli orologi quando arriva l 'ora legale? Io
come faccio a sapere quanto manca?
Te lo dico io.
Un 'ora e undici minuti.
Beh, non è poco.
Però se lei non mi sta addosso io riesco a fare i conti con un sacco di cose.
Grazie.
Hai deciso di morire oggi.
Chi è il primo?
Ma abbiamo condiviso la nostra unica vita e scambiato fluidi con la persona
migliore? Basta Paolo, non mi devi mai più cercare, è finita, noi non possiamo
stare insieme, non ci capiamo proprio. Ma non drammatizzare in questo modo.
Vuoi sapere cosa ne penso io allora?
No, non voglio proprio sapere niente. Figurati se voglio sapere quello che
pensi. Non mi devi mai più chiamare, mai più cercare, ma mai proprio più nella
vita. Non ti voglio mai più vedere. Beh, se te ne vai non ci vediamo mai più.
Capito?
Anaffettiva.
Ehi. Grazie.
Ascolta, volevo dirti una cosa.
Cioè, a me dispiace.
Ma secondo me hai capito male.
Ma no, no, ho capito benissimo, tranquillo. Ma forse sono stata sua
Anzi, guarda, sicuramente è colpa mia. Cioè, è colpa mia. No, no, è colpa mia.
Dico no, non ti preoccupare, tranquillo. Ma sai cosa?
Cioè, non ci ho mai pensato.
Cioè, non mi è mai passato per l 'antica madre del cervello, hai capito?
Va bene.
Tranquilla.
Anche se fossi l 'unico umano. Ho capito, in che caso? Ho capito.
Ti sono spesso?
No.
Io prendo la birra.
Noi ce l 'abbiamo artigianale.
E birre industriali?
No, la birra artigianale è più buona.
Bene, va bene.
Per la gelata?
Noi la serviamo a dodici gradi, quasi tiepida.
Tiepida? Ottimo. Ottimo.
Ci stai provando?
No.
Peccato.
Eccola. Grazie.
Prego. Questo lo cambio?
Ci sono un sacco di cretini che lasciano il numero.
Questo è il tuo numero.
No. No?
Ma no.
Peccato.
Incredibile. Lo stanno... E che abbiamo
scalpitato tanto io ed Agatha da quando ci siamo conosciuti.
Almeno io.
Non so se era depressione post parto, ma quando siamo diventati genitori abbiamo
iniziato a difendere in maniera insensata la necessità degli aperitivi.
non possiamo rimanere sempre a casa.
No, infatti no.
Dobbiamo sentirci vivi.
Non dobbiamo rimanere prigionieri nel nostro mondo.
No. Perché abbiamo snobbato gli aperitivi a un certo punto?
Gli aperitivi? Eh, perché?
Perché li snobbiamo? Che t 'hanno fatto?
A me niente, a te che t 'hanno fatto? A un certo punto ci siamo andati più.
L 'aperitivo è importante.
L 'aperitivo ormai è una piazza.
Allora, dovresti frequentarla, dovresti scambiare i giochi con i bambini, idee,
pianti.
Sì, ok.
Ok, ok.
Chi è? Chi è?
Aperino. Aperino.
Era nel marsupio.
Cinque minuti dopo andava a scuola.
Dai che siamo a ritardo.
Ti maccherò?
Tantissimo. Che bello.
Ritardo, dai.
Gradino, salto. Eccoci qua.
Dai che siamo a ritardo. Dai che siamo a ritardo. Gradino, salto.
Eccoci qua.
Dai che siamo a ritardo.
Dai che sei in ritardo.
Ciao.
Salve.
Ci prendiamo un caffè?
Non posso.
Quindi no.
Quindi sì.
Ah, poi ci sarebbe il problema del regalo di Elisabetta.
In classe abbiamo messo 10 ore a testa.
Vabbè, te lo do martedì.
No, io martedì non ci sono.
Te lo do adesso.
Grazie.
Grazie. Adesso abbiamo avuto un 'idea fantastica per il regalo.
Le prendiamo un monopattino.
No, Rosa, però.
Se no il fratellino piccolo protesta, se non te lo dite.
Sembra un 'ottima idea.
Adesso segno che pure tu hai pagato.
Così siamo a posto.
Non abbiamo avuto bisogno di dirci più nulla, poi. Non ci siamo incontrati mai
più da soli.
Questa sarebbe quella nuova?
Sì, ma era una cosa momentanea, niente di importante.
Io sarei la mamma di Maria Tole.
Ah, ma certo.
E sarei con me?
No. Sicura? Sì, sicura.
Sicura, sicura, sicura?
A ripensarci poi, il tempo perso, ad esempio dal fioraio, non mi sembra più
tempo perso.
Ha finito?
Siamo ancora a confezionare il mazzo.
Poi c 'è da mettere anche il fiocco per ricciarlo.
Rompetelo un po' con il pezzo.
Per pensare. Per pezzo.
Questo giorno vi piace?
Perfetto. Possiamo anche cambiarlo? No, no, no, questo va bene.
Per qualche minutino.
Sì.
Il problema va bene così.
Perché sta finendo la stagione e cominciano ad arrivare altri fiori, non
che essere fuori stagione.
Stiamo finendo, stiamo finendo ormai.
Adesso devo mettere un altro e va ricciato.
Poi è nato Filippo e ci siamo detti, un secondo figlio ci darà stabilità.
Papà, ci aspetti?
O no?
Salve.
Lei è l 'ingegnere? Sì.
Mi aspettavo un vecchio.
Anch 'io.
Prego.
Salve. Da questa parte.
Io non capisco, ma perché rimanete sempre senza assorbenti?
Non lo so, a volte capita che non c 'è in borsa, poi magari no.
Ti dico cosa farei io se fossi nata donna?
Uscire un giorno con tantissimi soldi per acquistare una scorta gigantesca di
assorbenti.
Ma tipo una scorta che possa durare anni.
E poi fare venire un tiro per scaricare tutte queste scatole in garage.
E al limite mi piacerebbe lasciarne, chissà, qualche centinaia in eredità.
Paolo.
Forse è meglio rinunciare a questi aperitivi.
Poi dai, non sono neanche aperitivi.
Vabbè, che cosa sono?
Aperitivi flertanti.
Sì, effettivamente lo sono, però insomma... Poi io ho una figlia, tu
ne hai due.
Dai, lasciamo stare, anche perché poi si sa come vanno a finire queste cose.
E noi non vogliamo, no?
No, scusate.
Allora mi chiedo, ma come mai non fate una scorta gigantesca di assorbenti? Ma
tipo che riempite un garage e così potete lasciare anche l 'energità.
E non rischiate di rimanere senza né voi né la vostra discendenza. Mi sembra un
'idea geniale, che ne pensi? Mi fa pensare.
Io se fossi una donna ordinerei un tigre pieno di assorbenti. Sì, quando sarei
una donna ne riparliamo, avrei altre centomila cose da fare.
Adesso o mi fai passare oppure pulisci il tuo figlio che appena ho vomitato.
Ecco. Ti ringrazio.
Ma c 'è qualcuno?
Vabbè, forse ci abbiamo girato un po' troppo intorno.
Andiamo.
Che fai, non vieni?
Ma dove?
Non lo so, un albergo, un posto.
Dai. Ma quanto sono figo.
Ma quanto sono figo.
Che vergogna.
Ogni volta che torno in ufficio mi sembra che mi seggia in faccia che
scoprato.
Io capisco quali sono le donne che hanno passato tutta la notte con un uomo.
Le vedo ad esempio quando vado a correre.
Perché tu vai a correre?
Sì.
Vabbè, passeggiata veloce. Però serve anche quello, eh.
Sono certe donne col trucco sfatto, vestite eleganti al mattino.
Sono fuori luogo.
Sono donne del sabato sera e non c 'entrano nulla con la domenica mattina.
Sono anch 'io nel bar, guardo ogni movimento.
fissano spesso un punto vuoto e a volte dimenticano di pagare.
Io vedo che per loro in quel momento il sabato sera finisce.
Senti, io questa storia non la capisco.
Ora che penso, e tu ragioni come fai l 'amore.
Ma che vuol dire come fai l 'amore?
Perché non ti piace?
Ma a me è che tu sembri sempre un ragazzino, cioè sei attratto da tutto,
alla fine non sei attratto da niente.
Una cosa bella o una cosa brutta?
Non è colpa tua.
È che io dopo tre volte sto con un uomo mi stanco, mi annoio, mi sembra che ci
siamo già detti tutto.
Mi viene voglia di andare a cercare qualcun altro.
Vado per meglio?
Comunque io ti penserò. magari non tutti i giorni io
sono con loro nel bar che le
osservo loro fissano un punto a ruoto sbagliando spesso e a volte dimenticano
pagare allora io in quel momento capisco che per loro è finito il sabato una
cosa inventata o la fai davvero?
la faccio davvero quante volte?
ma quando vado a correre Cioè, quasi mai.
Oppure quando escono a domenica mattina presto.
Mi hai fatto venire voglia di fare l 'amore.
Ah, sì?
Sì.
Perché pensavo... Che pensavo?
Che potrei essere una di quelle donne.
In che senso?
Mi sa con quante va il cretino a tutte quelle mamme, quelle colleghe.
Sei tornato?
Da dove?
Io ti vedo sempre lo sai, anche quando non ci sono.
E mi piaci anche quando vedo le cose di te che non ti piace far vedere.
Quindi dove la trovi un 'altra e ti sopporto come ti sopporto io.
ognuno di noi è fatto di un equilibrio finissimo di cose belle e brutte e ho
imparato che come i bastoncini dello Shanghai se tirassi via la cosa che meno
piace della persona che amo se ne verrebbe via anche quella che mi piace
Non l 'hai visto che mi stavo facendo la doccia? Perché hai aperto l 'acqua
calda? Perché il cazzo apri sempre l 'acqua calda? Ma io non ho fatto niente,
lo giuro su... Papà, non sei in giro ai suoi figli.
E se l 'ho fatto, l 'ha fatto un me che non ero io. Guarda, non ci provare.
Ti amo.
Tu stai facendo così?
Non ti potevi vestire meglio?
Sono già vestito meglio.
Mi piace quando due persone si siedono vicino al ristorante e si vede che una
storia sta iniziando.
Poi un giorno ho visto mia moglie che stava accanto a Maurizio Polidori e non
è piaciuto.
Tu fai sesso una volta all 'anno, ma perché sei contento?
Perché è domani!
Dov 'è Aurora?
Perché non risponde? Perché è sempre stata così severa con me?
Papà, sei passato corrotto!
Non è vero. Il problema è che non rispetti le regole. E questo è molto
che sempre vuoi dare ai tuoi figli.
Hai ragione, ho sbagliato.
Perché siete massi a credere di poter far tutto.
Cosa stai facendo?
Non c 'è posto, accompagno Filippo e torno subito.
Dico, papà non rispetta le regole del vivere civile e io mi vergogno di essere
sua figlia.
Andiamo qui.
Comunque sei esagerata.
E se tutti si comportassero così?
Ma tutti si comportano così.
No, per fortuna no. Eh, appunto, non rompere. Se uno solo si comporta male si
può tollerare. Non puoi.
Devi...
Non si bava dalla bottiglia.
Ma stava finendo.
Bene, tu ritorni.
Sì, infatti.
Molto, molto interessante.
E' mia figlia.
Molto piacere.
Devi essere davvero orgogliosa di tuo papà.
Certo, sono orgogliosissima di mio padre. Un padre fantastico.
Scusa. Sì?
Grazie.
Papà, mica potevo dirle di no, c 'è gente.
Andiamo.
Non si gioca con il cibo.
Infatti questo è scarto di cibo.
Con lo scarto di cibo si può giocare.
No.
Perché no?
Perché stai sporcando tutta la tavola? Poi puliamo.
Quindi sprechi tu stasera?
Chi c 'è?
Dato a male l 'interrogazione. Non facciamo la famiglia degli anni
Con le donne in piedi a cucinare i maschi sui studi ad aspettare?
Vabbè, guarda il lato positivo della cosa.
Fino a non tanti anni fa le donne non potevano neanche mangiare insieme con
uomini a tavola.
Ma tu ti rendi conto di cosa stai dicendo? Aurora, sto scherzando,
stai accettando il tuo ruolo quando invece dovresti insegnare adesso a tuo
figlio e tuo marito a collaborare.
Sei una ragazza noiosa che diventerà una donna noiosa.
Te lo dico io.
Aurora?
Tutto ok?
Sì, mamma, sono felice.
Ma tu lo sai che ti voglio bene?
Grazie.
Ma guarda questo, guarda questo.
Ma io dico, me lo dite voi dove va tutta questa gente?
Lo sapete qual è la rovina di questo paese?
È la democrazia.
Ci voleva la condanna a morte, ci voleva.
Gli assassini a morte.
Quelli che non rispettano l 'educazione, a morte.
Bevati. Io a quelli che hanno più di 60 anni non mi aspetto parlando, non mi
farei uscire da casa.
E a quelli che passano sulle corsie preferenziali, sei anni di galera gli
Povera Italia.
Alla zero eri un affettivo. All 'elementario facevi finta di essere
conquistare le ragazze.
Lei Ludovica, lei è innamorata di me.
Deve smettere qua, voglio lasciarmi sulla bocca.
Cos 'è che dovete fare?
Ci dobbiamo dare un bacio sulla bocca.
Mi spiace, ma non credo che si possa fare.
Perché hai problemi?
Ho problemi sì, a sei anni non ci si bacia sulla bocca.
Ma a me non importa quello che fate, quello che non devi fare è dirmelo prima
del bacio, ma neanche dopo.
Filippo, vieni qua.
È un ordine.
Aspetta, non abbiamo ancora trovato un posto. Ma proprio oggi lo dovete fare.
Ma non lo potete fare quando veniva tua madre a prendervi.
Imbarazzo, imbarazzo.
Papà, guardami.
Guardami sto fare.
Filippo, ti sto guardando. Sei bravissimo.
Ma non ho fatto niente.
Sei proprio bravo, Filippo.
Ma che è successo lì? Mi ha dato un bacio prima qui e poi qui. Ok.
Ma la madre, secondo te, sta nella vostra storia?
No.
Facciamo che quello che è successo rimane un segreto tra di noi, eh? Sì.
E non diciamo a nessuno il fatto che io ero lì e che mi aspettavo, ok?
Sì. Sicuro? Sì. Me lo giuri?
Ok. A nessuno, nessuno, nessuno.
Solo io e te.
Oh, papà, tutto bene?
Sì, no, è che... è che pensavo che quello lì fossi tu e mi ero emozionato.
Cioè, ti sei commosso guardando la persona sbagliata?
Succede.
No, è che in piscina siete tutti uguali, quindi può capitare.
È successo qualcosa?
No, perché?
Ma scusa, non sei felice di stare con me?
Certo.
Ciao, Silvana.
Arrivo, arrivo. Eh, vai, vai, dai. Eh, mia figlia è quella là.
Sei di cura?
No, perché prima ho fatto un errore clamoroso, magari.
E non vengo mai, quindi... Vado.
Ciao.
Ha suonato?
Non è che appena finito l 'estate tu staresti?
No.
Ciao.
Lui è Fabrizio, mio fidanzato.
E lui è Paolo, l 'oggi stiamo insieme.
Piacere.
Piacere mio.
Andiamo al cinema stasera.
Non si vengono grandi, lo sacro mi va,
la fotografia, tutto quel che
ho, ma stanno in musicura, e in
Monticomero, stanno cantando,
cantando tenebra.
per vivere in San Domenico
Va bene, l 'hai capito.
Ma quanto pesi, ah, quanto
pesi. Andiamo, dai.
Sai che anch 'io quando ero piccolo mi sono innamorato di una ragazza, solo che
era grande.
Quanto grande?
Troppo.
E comunque quando ero piccolo era lui che doveva essere innamorato di me.
E adesso?
Adesso non mi pensa proprio più.
Ma è meglio, lei è una che con gli uomini ci gioca un po' troppo.
Sai che passa?
Buonasera.
Ma tu sei Filippo, non è vero?
Sono contento di conoscerti. Io sono un vecchio amico di papà. E perché non te l
'hai mai visto?
Perché non vivo.
Non vivo qui.
Ma quando non giocherai alla play?
Vai, vai, vai. Ciao, vecchio amico di papà.
Ciao, Filippo.
Che c 'è? No, no, è che non mi piace stare qua.
Ci sono troppe complicazioni.
Il caffè?
Appunto. Sono entrato in un bar.
E ero contento, come dite voi, motivato.
Allora il barista mi ha guardato e io ho detto, il caffè.
Subito si sono girati tutti verso di me e il barista ha detto, un caffè come?
E ho sentito gli altri dire, al vetro, lungo, macchiato freddo, ristretto ma
macchiato caldo, oppure con un po' di ginseng, o ginseng con un po' di caffè.
Tazza grande, tazza piccola, americana.
Uno ha chiesto, voglio...
Un caffè lungo, ma non molto lungo.
Giusto.
Allora, non ce l 'ho fatta più.
Sono scappato.
Eh.
Che c 'è? Non lo so, mi sta venendo l 'ansia.
Se magari volesse tornare prima... No, ma perché quanto manca?
Mezz 'ora.
Mezz 'ora?
Manca mezz 'ora?
manca mezz 'ora è pochissimo e lei mi sta facendo fare un perdere tempo un
pippone sulla tazza lunga e sulla tazza grande io devo fare un sacco di cose
arrivo
forza vincere forza sedetevi noi dobbiamo andare a casa si può stare solo
qualche minuto
Poi deve venire con me, alle 7 .20 abbiamo un impegno. L 'impegno lo
più avanti, la partita finisce alle 8.
È un appuntamento a cui non può mancare.
Forza, sedetevi, dai, forza.
Adesso prendete un gol.
E' un esperto.
Quindi se lei è un esperto che fa? Dice che perdiamo?
Tincete!
Due a uno!
E tornate in A!
Io se fossi in voi scommetterei.
Vabbè ragazzi, vogliamo scommettere sulla vittoria?
No, io soldi non ce ne butto. Ma se noi però puntiamo, vieni al cinema e
vinciamo 730.
No, ce ne buttiamo, non ne butto soldi, no, vai.
Sono simpatici i tuoi amici.
Sì, guardavamo sempre i partiti insieme.
Stai immaginando il tuo funerale.
Chi siete mai?
Sei un classico, ma ti ricorderanno, non ti preoccupare.
Sapete che pensavo?
Che vorrei che cercassimo di ricordare Paolo per com 'era veramente.
Cioè con le sue cose belle.
La realtà.
Dico, con i suoi pregi veri.
Anche con i suoi difetti veri.
Con le sue cose rifattici.
Però a quelli volevamo bene.
Eh sì.
Ci ha preso la spalla, gli spaghetti nel disecchio, della norma.
del rigatoni e del lanciame mollica tostata. Oppure, se volete, posso
tristi di pasta centro.
Tristi di pasta per tutti?
Scusi, io posso provare un piatto tutto per me? Certo,
va bene.
Rigatoni alla norma. Perfetto, ok.
Sì, sì.
Un piatto tutto per me.
Mi fai assaggiare solo un po'? No, dai.
Ti faccio provare i miei spaghetti che sono buonissimi.
Facciamo una mediazione.
Tu mi fai assaggiare i tuoi spaghetti.
E io non ti faccio assaggiare i miei rigatoni.
Pronto? Ah, scusa, stavi dormendo?
No, no, no, figurati, a quest 'ora non dormo mai.
Dimmi. Ma con questa voce?
Non stavo lavorando.
Ma che problema c 'è? Perché non dici che stai dormendo?
Ma no, ma magari stavo pensando, non parlavo da un po', quindi c 'era una
un po' strana, ero sdraiato, però non dormivo. Guarda che non c 'è nessun
problema, io non capisco perché dici sempre che non stai dormendo quando stai
dormendo.
Salvatore, ma te lo direi, perché ti dove inventare una cosa che non è vera?
Dai, che mi devi dire che stavo lavorando? Scusa, tu mi devi spiegare
quando rispondevi al telefono e stavi dormendo, dicevi sempre che non stavi
dormendo.
Ma io non stavo dormendo. No, no, tu dormivi, lo capivo io, anzi lo capivamo
tutti. Ma magari non parlavo da ore e quindi la voce era un po' strana, oppure
che stavo pensando, valla a sapere.
Scusate, perché non parliamo di quando dovevamo prendere appuntamento con lui?
Sì. In effetti quando devo prendere un appuntamento ho un solo obiettivo, far
venire l 'altro dalle mie parti.
Ma vuoi venire dalle mie parti?
Anche a casa, anche a casa, così ci stiamo belli tranquilli.
Bisogna attrarre il contendente con curiosità e specialità del quartiere e
con... Non ci sei mai stato, ma ti ci devo portare.
Questa è casa mia e questa è casa della persona con la quale ho appuntamento.
In un mondo ideale noi dovremmo incontrarci qui, nel punto esatto di
equidistanza tra i nostri due punti di partenza.
Ma per me non esiste proprio, per me il punto di equidistanza è una sconfitta,
per me è una questione...
Di principio, una questione vitale.
No, no. Io posso combattere ore per ottenere di vederci qui, o qui, o qui,
o perfino qui. Basta che anche di pochi metri l 'appuntamento sia più vicino a
casa mia che a casa sua.
Ma ti ricordi quel localino?
È un lavoro duro, ma siccome io sono molto ostinato, più ostinato del mio
avversario, pezzo vinco.
Scusa, ma perché ti stai coprendo?
Sto digitando il PIM. Da quanto tempo siamo amici?
Da una vita.
Quindi tu pensi che sia possibile che io adesso ti rubisci il codice segreto, lo
memorizzo, poi ti trafugo il banco ma te corro a prelevare i 250 euro perché più
non posso?
Non si può mai sapere.
La verità?
È che era proprio un uomo medio, fatto di pensieri medi, sentimenti medi, un
adorabile uomo medio.
Dai, però è stato anche un uomo divertente.
Ma sì, vabbè, a volte era anche divertente.
Scusa, ma perché a volte?
Eh?
Sì, amore, perché tu pensavi di essere divertente, però non eri così divertente
come pensavi. E questo era divertente, non tu.
Però a me faceva molta tenerezza.
Ma adesso come farete senza di me?
Cosa?
Come vi organizzerete senza di me?
Tu non ce l 'hai già più, papà. Cioè, azzarica, ma era come se non ci fossi.
Ma mi volevate bene?
Certo.
Ma perché nella natura dei figli voler bene in genitori?
Mi penserete?
Sì, ti penseriamo.
Ma non tutti i giorni.
Papà?
Papà?
Papà?
Mamma ha detto che dobbiamo salire, è urgente.
Arriva, arriva, arriva.
Finisce il 2 -1, ve l 'ho detto.
Dove l 'hai trovato sto fenomeno? È un esperto, l 'ho detto prima.
2 -1.
Però non subito.
Meglio, così sommettiamo.
Papà, notiamo.
30, 50 euro. 10, 50 euro.
Vado, ragazzi.
Filippo. Eh, che c 'è?
Sai quel film dove si poteva cambiare un solo dettaglio della vita e cambiava
tutto il futuro?
Ah, sì, sì, l 'ho capito.
Eh, che c 'era quel tizio che sapendo che doveva morire poi non muore più.
Ah, sì, sì, Doc.
Eh. Ma se per ipotesi volessimo farlo pure noi, cioè se conoscessimo un
dettaglio della nostra vita che non dovremmo sapere, ma non potremmo tornare
indietro nel tempo, cambiare quel dettaglio e modificare il futuro?
E perché?
Come perché?
Per evitare di fare errori, per ricominciare, per fare solo cose di un
peso.
Insomma, per trasformare la propria vita media in una grande vita.
Sì, va bene, però perché?
Perché?
Perché è meglio.
Sì, va bene, ho capito, però comunque non sia mi ritorno al futuro che
andare indietro nel tempo.
Peccato. Peccato cosa?
Ogni.
Filippo, vai in camera.
Ma c 'ho fame, posso prendere qualcosa da mangiare?
Prendi e vai in camera tua.
Che è successo?
L 'hanno chiamato i carabinieri.
È successo qualcosa a Aurora?
No, a te.
A me?
Allora ascoltami bene perché mi hanno detto una cosa molto strana.
Mi hanno detto che l 'incidente che abbiamo visto l 'hai fatto tu.
E mi sono un po' impressionata perché con tutta la cautela del mondo mi hanno
detto che eri morto e che bisognava andare a fare il riconoscimento.
Allora io ho detto guardi che non è possibile, mio marito sta bene, vivo,
passata con lui mezz 'ora fa davanti a quell 'incidente. Allora mi hanno detto
che non hanno motivo di dubitare ma che allora siccome hanno trovato i documenti
dobbiamo andare in ospedale. Allora mi dici che sta succedendo e perché mi
detto questa cosa, perché non so capire niente.
Aspetta, calma ti posso spiegare tutto.
Siediti, siediti.
Io ora ti dirò delle cose che ti sembrano un po' assurde. Ok.
Però tu ci devi credere, me lo prometti?
La verità è che io sono morto.
Sono morto in quell 'incidente là, esattamente in quell 'incidente là.
Perché sei passato col rosso?
S 'ho passato lo rosso, però quest 'altro ho sbagliato.
Comunque, per fortuna, non mi hanno conteggiato le centrifughe.
Allora io mi sono casato, ho pensato chissà per quanti anni mi faranno
Invece no, soltanto un 'ora e trentadue minuti.
Comunque l 'incidente è un modo per dire che era arrivato il mio momento.
Non c 'entra niente la mia esitazione.
O forse sì, non so. Sai che non l 'ho capito. Comunque, il momento lo decidono
loro. C 'è presente il tizio che ci faceva il filo in mezzo alla strada?
Ti ricordi, no? Insieme, hai detto, questo è strano.
Eh, me l 'ha accompagnato lui.
Adesso è qui.
Ma qui dove?
Al bar qui sotto.
Perché sta al bar?
Perché il tempo è finito.
Però ora non ne facciamo una tragedia, Agatha.
Non sono neanche il primo che muove.
Non è uno scherzo, vero?
No, questo ancora no.
Lo so.
Non so perché lo so, però lo so.
Però, guarda il lato positivo.
Adesso sappiamo molte più cose.
Eh?
Beh, per esempio che le centrifughe sono state sempre sopravvalutate.
Io l 'ho sempre detto, eh.
Ti ricordi? Abbiamo avuto discussioni lunghissime, quasi abbiamo litigato.
Prendici in tribù, io.
Lo zenzero, no, che palle sul zenzero. No, lo zenzero fa bene, infatti sono
morto.
Scusami, noi adesso come facciamo con le cose pratiche tipo il muto? Tu ne hai
fatto un 'assicurazione?
No. E che ne sapevo che dovevo morire così presto? Non ci ho pensato, Agatha.
Ogni mattina con te può succedere una cosa brutta.
Anche bella.
Ma anche brutta, sempre.
Sono a casa, chi c 'è?
State litigando?
No.
Non è che sei tornato prima a casa oggi per piantare i casini, papà?
No, Aurora.
Ho solo espresso il destino di stare un po' insieme.
Io devo prepararmi lo zaino che vado a dormire da Bea.
Se vuoi parlare con me seguimi in camera.
In camera da lei, vai.
Non mi dice niente, non lo so. Nessuno mi dice niente in questa casa.
Hai gli occhi malinconi.
Tu non lo sei mai.
No, è che... Ad esempio pensavo che sarebbe stato meglio se avessi
passato più tempo con voi.
No, ti prego, più tempo con noi no. Già basta il tempo che stiamo insieme.
E poi, secondo me abbiamo bisogno di vivere con altri e stare ognuno per
suoi.
Ah.
Però io così non ci ho mai visto.
Dobbiamo approfittarne.
Cosa possiamo fare?
Io pensavo di stare un po' con te.
Solo?
Fatto.
Abbastanza per l 'interno?
No,
non è mai abbastanza.
Allora...
Ti
metti a giocare?
Sì, mettiamo a giocare.
Dai, sediti.
Ci metto a giocare.
Eh?
Me l 'ha regalato da piccola.
Ah sì?
Ok, leggiamo le istruzioni e studiamo le cose complicate.
Ma ti vuoi mettere a giocare adesso?
Dopo che mi hai cercato tutto il giorno, hai fretta? No, non è per la fretta, è
che non ci hai mai giocato, lo stai facendo adesso.
Ma non ci ho mai giocato perché volevo giocarci con te.
E tu non hai mai voglia, trovi sempre delle scuse.
Io? Tu. Ma quando?
Anche adesso.
Ma no, è che sono le sette e tu devi andare a dormire con la mia amica. E che
ne frega?
Cominciamo a andare, no?
Solo... Dieci minuti.
Certo, dieci minuti.
Dai, scarsa il gioco, io leggo le istruzioni.
Allora, scopo del gioco.
Partire per un viaggio meraviglioso è scoprire una vita in continuo movimento,
piena di avventure, esperienze familiari, sorprese inimmaginabili e
indimenticabili. Il giocatore più ricco al termine del percorso vince.
Ti stai già annoiando? No, no.
infatti dicevo siccome non mi stavi ascoltando io ricomincio a leggere da
ora non c 'è bisogno scopo del gioco partite per un viaggio meraviglioso e
scoprite una vita in continuo movimento piena di avventure
Ma lo sai che c 'è un passaggio a livello importantissimo per la tua vita?
Riguarda me e tua madre e di conseguenza riguarda anche voi.
Ok.
Quando ci siamo conosciuti abbiamo passato insieme una serata molto
Ti tengo la testa.
Come stai?
Mi accompagni a casa?
Sì, sì.
Poi l 'ho accompagnata a casa e ho scoperto dove abitava.
Non vuoi approfittarti di me perché ho bevuto?
Ma no.
Però io posso approfittarmi di te perché ho bevuto.
Se vuoi.
No, io sono una persona corretta.
Passaste il treno?
Quale treno?
Ah, il treno.
Allora ci vediamo domani sera?
Stare fermi ad aspettare il treno con te è... è bellissimo.
Quindi ogni volta che andavo a prenderla e poi andavo in centro e la
riaccompagnavo e poi tornavo in centro, se ero sfortunato, potevo aspettare
molti treni che non passavano mai. E di solito ero sfortunato.
Dai che sennò chiudi di nuovo.
Chi? Ma come chi?
Avevo notato che non solo Agatha, ma tutti quelli che abitavano al di là del
passaggio a livello, non ci pensavano mai ai passaggi a livello.
Poteva capitare che aspettassi mentre andavo a prenderla, che aspettassimo
assieme mentre andavamo in centro, che aspettassimo assieme mentre tornavamo a
casa sua e che aspettassi da solo mentre tornavo a casa mia.
Ci vediamo, eh?
il tempo passava ed ogni volta era
il condensato
di una storia d 'amore e di come ha l 'abitudine a consumarsi
Quindi in centro.
Perché ti entusiasma così?
No, mi entusiasma il fatto che abitiamo vicino. Ah, davvero? Cioè, in un
eventuale finanziamento io potrei uscire da casa un minuto prima dell
'appuntamento.
Per dire, se l 'appuntamento è alle nove, io potrei uscire... Alle 8 .59,
quindi? E non è meraviglioso?
Guarda che l 'ho capito che non mani più.
In realtà la questione era più complicata.
In realtà la questione è più complicata. Più complicata di così?
La verità è che io l 'amavo ancora tantissimo e se non fosse stata una
del centro non l 'avrei mai lasciata.
E che non ne potevo più, non ne potevo più.
E poi?
Poi un giorno apro il giornale e leggo che la giunta comunale finalmente dopo
tanti anni...
Agatha, io non ho mai smesso di amarti. Non è vero. Ma te lo giuro.
E quella stronza allora?
Agatha, dammi un 'ultima possibilità.
Ti giuro che non te ne pensi.
Comunque l 'hai detto.
Che cosa?
Che l 'amavi tantissimo.
Mamma lo sa.
Sì, glielo ho detto.
Comunque queste cose si capiscono, non c 'è bisogno di dire... È sempre meglio
dirlo.
Io ora vado.
Sono già passati dieci minuti?
Ne sono passati cinque. Ma ti lascio andare.
Solo cinque minuti?
Non lo so, dai, che quando giochi il tempo rallenta e la vita si allunga,
Sì, ma noi non abbiamo giocato.
Abbiamo iniziato ora.
Ok, devo prepararmi lo zaino. Ciao, papà.
Era solo.
È molto doloroso.
Dicono che passa col tempo.
E poi, dopo tutto, morirà anche lei.
Ah, che allegria.
Mi vuole dire anche quando.
Veramente non potrei.
Però se vuole... No, grazie, non ci tengo proprio.
Che c 'è?
Non lo so.
Eh, lo so, è piena di sensi di colpo.
Avrebbe voluto passare più tempo con lui.
Però si immagina che vita sarebbe stata con suo marito sempre tra i piedi come
oggi. Di che?
Per esempio, non avrebbe incontrato Maurizio Pulitorio.
No, questa è una scorrettezza, perché sono tutta una cazzata.
Lo so, è stata una cosa pastigliata.
Ogni tanto le ritorni in mente.
Ho fatto un errore.
È stato un momento.
E qua è questo con voi, che fate gli errori e poi non sapete come rimediare.
Non fate errori se poi vi dispiace così tanto.
Oppure perdonatevi.
Aurora, vieni, saluta il signore.
Buonasera.
No, io vado, sono in ritardo.
Ma che tuo padre l 'hai salutato?
In ritardo. L 'hai salutato bene?
Ma chi è andato oggi?
Niente, che ce ne vai?
Ma io vado a dormire da una mia amica che abita a 300 metri da qua. Non parto
per dire, ecco tranquilla.
Mi scusi, eh.
Arrivederci. Ciao, Aurora.
Ciao.
Tra quanto?
No, no, abbiamo un po' di tempo.
Quanto tempo?
Qualche minuto.
Ok papà, ti voglio bene, però sto giocando.
Anch 'io ti voglio bene.
Te l 'ho detto?
Sì.
E ricordati che qui lo metto di calo.
Queste sono cose che si dicevano cent 'anni fa.
È vero.
Dovremo parlare di cose pratiche adesso.
Hai pagato gli arretrati del condominio?
L 'hai pagato?
No.
E mi dimentico sempre, scusa.
Ma io non voglio morire due volte in un 'ora e mezza.
No, no, no, no, no, no, no.
Va bene, va bene, va bene.
Paolo!
Lascia andare.
Lascia andare.
Lascia andare.
Lascia andare.
basta c
'è
un errore c 'è un errore c 'è un errore
già in anticipo
Ma ancora a me pensi?
Io sono nonna, io sono mantachini.
Tu sei un pazzo curioso, me la so fatta sotto.
Ma come fate ad accappare così sapendo che si muore?
Irresponsabili furbastri!
La partita è finita. Scusa, dov 'è quello stronzo del tuo amico che mi deve
euro? Dai, sei lì, non è grave, pazienza.
Guarda, devi farmi sto zitto, guarda.
Lo sai, è andato a filiare. Ti regalo.
Lo esperto.
Alla pancola, va.
Che è successo? Ho litigato con quella stronza di Bala.
E poi non volevi stare tutti insieme stasera.
Ecco.
Sei contento?
Sono molto contento.
Quanto rimane?
non lo so ma se
la morte fa errori non possiamo sbagliare anche noi gli errori siamo noi
abbiamo finito di sbagliare finisce la vita che è solo un brandello di tempo
fatto di momenti di trascurabile felicità
l 'abbiamo chiuso fuori con il suo casino
una bugia coi tuoi
il frigo pieno e poi un calcio alla
tv solo io solo tu è
inutile chiamare non risponderai
Grazie a
tutti.
Mangiando un panino in due, io e te,
soli nel grigio del letto.
Soli, ma cresci un po' di più, solo io,
solo tu.
E tuo pudore amando rende il corpo tuo più vero.
Grazie.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.