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... ... ... ...
... ... ...
io propongo di iniziare con qualche dubbio che si è scollacciato e
che siano i suoi regali e dal quanto spesso auguriamo che amici miei chi di
mi sa dire qual è quella cosa che più la lusingate con svezze e baci e più
lacrime versa? lacrime versa?
uno scudo?
uno scudo?
scudetto mi pare un mottetto da giovani novizi in un convento oh è vero
Ramentane di più belle, o ce ne vanno. D 'accordo.
Ora ve narrerò un accadimento vero.
Ancora minto la prima volta che venni.
Eh sì, ero un giovine assai prepotente ed anche alquanto schizzinoso.
Ehi, host della malora, occorremi un 'eternità per interlo patto. Va a
altrove un 'altra volta.
Chiedo bene a tutti.
Un sacco di broccoli.
Un 'ora che attendo.
Che bello.
Forse gli occhi miei le travergono.
Ma... Ma potresti pensare...
Ma che schifo!
Peli di scadelli broccoletti. Non
basta chiedermi.
Bene.
Aggiustare la cosa se potrei.
In cambio degli broccoletti potrei accettare la finta.
Oh, beh.
Non saprei.
Basta dire quanto vuoi.
Cinque scudi.
Veggio che sei alquanto caldo.
Due scudi.
Ora ti infilzo.
Vieni, donzella, tienelo, mazzo mio, nella tua Bernarda.
Oh, quanto mi piace.
Lo mattino mi trapassa tutta. Se così, sfondami fino a ancora ventre.
Oh,
vieni, vieni, vieni.
Oh,
c 'è questo strofolone.
Buonasera.
Così te donna, lo vincone mio, nella tua tinozza, vai a scuffare i conti che so!
Oh sì, così!
Oh sì, nello tuo ariete, nell 'antro dello piacere a te dispalancato,
me fino allo ventre con lo dardo tuo incassato!
Oh sì,
carettami con il tuo pennello le labbra dell 'anfratto doroso!
Convicta!
la mia verga è tutta tua
Aspetta. Aspetta. Aspetta.
Aspetta.
Aspetta. Aspetta.
Aspetta. Aspetta. Aspetta.
Aspetta.
Aspetta.
E spempaccia tutto lo mio furore.
Mi piace lo cazzo tuo sulle mie poppe.
Per sfuggirlo potrei avere le bocche.
Ora desnudati, che il corpo tuo va a carezzar da cima a fondo, da lempie
infino allo purotondo.
Due scusi, non sono niente.
Benissimo. Bene.
Tieni, padracca.
Suggitelo, mincione.
Ci unciterò tutta la minzione mia furiosa.
Così.
Porterò un etto nello tuo culone. Vieni qui.
Hai perduto la tua notonna.
Codeste merda.
Pronta, baldracca?
Orco, la mia randella farò ti scappare la cacca.
Fa presto. De me non fatti scherno.
Mettiti vicino all 'estero, diavolo tuo.
Meno mi entra. Allo tuo inferno, sì, così.
Sì, così.
Fignalo fino in fondo, lo tuo cazzone immondo.
Bene, mon duca.
Dove è lo mio cazzone?
Tenilo tutto quanto, godimi quel colore.
Questa bianca selvaggia è astraeforte. Che nello culo mio rinnova la...
Giù! Questa selva... Selvaggia!
Nell 'ostrofondo.
Sì.
Dentro il vertusone.
Così? Così?
Così? Così?
Così?
Con le palle gonfie dure,
ora è tempo di sborrare.
Bene.
Se ne succia, mal dracone, su.
Se con te lo cazzone avrai tanta sfora buona che sarà il tuo vidardone.
Bevi la mia sporra.
Forza, inguglia. La sporra di garanda.
ad amando caro.
Oh, noi due bella fichetta.
Sì, lì che bello.
Vedo che non ti fa un po' tanto estico i peli della figa.
Sì, però se ci trovo dei broccoletti non ti pago la scopata.
un 'avventura che a dir come avvenne ancora una cosa dura tanto dolor causò
tanta eniglia andò in buca e l 'ho detto a cercare
un notato lui non bere e venne giù ad aprirmi la sua sposa cavelli avea
biondetti ricciutelli e gli occhi pien d 'amore e pelle rosata tosto di
smiudette degli suoi orpelli e avven poste sullo mio minchione assatanata e
su giro minchione rendi il tenerone
Suggilo, randello.
Prendi il tenerello.
Suggimelo, mazzo.
Puoi uscire pazzo.
Amore! Amore!
Amore!
Bene, girati. Voglio leccarlo qui.
Oh, sì.
Oh,
sì. Oh,
sì.
Oh,
sì, leccamela di notte. Leccala che ti insozza. Leccamela perduto
che ti scareggia un viso.
Vieni la tua vergogna dentro la mia piccola.
Vieni la tutta dentro.
Spondami con lo tuo membro. Sì, così.
Sì.
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Tutto stupido!
Tutto stupido!
Che gran membro mi è stato.
Vieni.
Pergoia te lo piccone con lo tuo pocone.
Tutto dentro, mezz 'era.
Tutto dentro.
Ai, come me fa male lo scendere e il salirti tanto strale. Lo può purormi in
presa. Me fa gonfio una figa.
Spegnilo sul fondo.
Fallo andare su giocondo. Mi piace il tuo gran matto che me fa tenersi con
vuoto.
No! No!
No! No!
No!
Lo fa guardare in te.
Non muoviti.
Così. Così.
Che pimento. Che estate.
Solo così.
Così, nesvere.
Su, fatne godere la minchia.
Per il glopo che decostite muove, ve ne fanno 69.
Oh, sì, lo piccolo è giunto allo segno. Nell 'orvegno. Vengo.
Vengo.
Lucrezia! Lucrezia! Non mi aspettare!
Va nell 'armadio!
Lucrezia!
Sono qui, un momento!
Un poco di letto!
Dai!
Lucrezia, posso entrare?
Un momento!
Porca puttana, che dolore!
Che baccale, cavalleri, cosa avete da lamentare?
Le palle. Non ve le ho svuotate abbastanza? Oh, marito mio caro.
Lucrezia.
Quanto ne mancaste.
Oh, ecco te ste palline, cosa sono?
Sono dei campanelli cinesi, marito caro. Campanelli cinesi? E suonano? Certo che
suonano.
Proviamo?
Avanti.
Non suonano.
È strano.
I campanelli sono rotti.
Dindon, dindon, dindon, dindon, contento?
Poverissimo. Non suonavano.
Un 'avventura divertente.
la festa avanti, occorre ravvivarla al palco con lazio e sconcezze.
Questa polleria di sconcezze.
Orbe priepa, amici miei, ascoltate lo mio racconto.
Ora, ve narro cosa mi accade. Da non credere, so stavo nello bosco, quando
un viottolo mi apparve una camicella, aveva pelle chiara e brutta.
E volete sapere come riuscì a prenderla?
Sì, sì.
Allora corsi a cambiarmi d 'abito.
Ella andava lamentandosi dei suoi svegli.
Ma se spora a pugnare da
manessera, lo spente mio fa lega con briganti cortisane.
adesso mi è gobo tenne non ha già dunque gli occhi a sfera mi è sventurata non
sapeva che c 'era già anche un ucciso sapeva che l 'amante mio con l 'altro
fu io
Grazie a tutti.
Allora guardate lo cielo e le foglie degli alberi. Io intanto...
Dovrò chiacchierare.
Permettete?
Oh, che belle punte che avete.
Questa punte è bella.
Ora vedrete, Madonna, che tutti i vostri guai finiranno come d 'incanto.
L 'odiamo, l 'odiamo.
Aspetta! A te ho per voi una sorpresa.
Mettete la manina qui.
Che c 'è? Non avete mai visto lo matto di Lugia?
No, eh? E' un pazzo da far passare tutti gli guai.
Non avete che da succedere.
Grazie a tutti.
Benissimo, fallo io.
Dalla caverna sera mai più te ne fuire.
Chiudatemi in te, guardatelo nell 'ohana. Ah, come?
Madonna.
No, no, no, no, no,
no.
Piano, rompimi sul solano.
Così.
Lo bello.
Dammi lo bello.
A te, cuca di cura, senti la condura.
il cielo infernale e spacca lo foro anale bella la
vita è bella vai prendi un
culo e vai
Voglio smontarmi, signori.
Questa
donna
ancora arriva alla panna.
Vieni da sopra!
Andiamo a prenderci!
Dimenticati! Guarda! Guarda! Guarda!
E alla vostra età credete ancora allo diavolo.
Ora tocca a me contare la mia storia.
Era sull 'altro dia.
Stavo a me rientrando sul suoletto con i miei pensieri quando a un tratto mi
apparve una fanciulla.
Madonna, cosa fate?
Le minette ficano fresche.
Quanto volete?
Uno scudo, eh?
Uno scudarello.
No, niente da fare.
Uno.
Uno.
Guardate, messere, che è tutta roba di prima scelta. Con lo sconto vi posso
sei scudi.
Ne ho uno. Uno.
Uno solo. Uno, uno, madonna, uno.
Uno scudo, ve ne prego uno.
Uno. Madonna, non mi dite di no.
Che ficozza mia pulsella, la tenete proprio bella. Perché se non rotondezzo,
mio cazzo sta già eletto. Uno scudo.
Cacca. Uno su, dite uno. Due. No, no, no.
Uno scudo, Madonna, ve ne priego uno scudo.
Uffa.
Allora.
Oh! Oh!
Oh! Oh!
Oh!
Sonne!
Spingimi all 'ordore!
Ehi. No,
no, no. Ma...
Scusate qui, Nester, e farò sentire gran piacere.
Mettetelo fincone nella snica.
Che bestolo petali de rose.
Non veloce.
Sì, così. Tutto dentro lo piglio. Cazzo grosse vermine.
Cazzo grosse vermine.
Sì.
Sì.
Ammirata il mio rinconi.
Sì, le case, le mesfere, così fatemi godere con cos 'è.
Oh, fatta bella.
Sì.
Prendete, prendete lo mio fincone, venite a rogbi d 'ardone.
Sì, così è chiaro. Giù nella grotta oscura.
Sì, così, messare. Fatemi godere. Con questa lingua bella. Leccate
la lumachella. Sì, così.
Leccate. Leccate.
La cotesta? Che cos 'è?
Ecco, è una piattola.
E beh, che cosa volevate con uno scudo, una ragosta?
Mi disse proprio così. Davvero? Ma prendete con me. Che figura.
Va bene, però lasciatemene una, una.
Amici, una. Mentre le compravo la mia storia, ve le siete scoppate tutte.
Una fica, una!
Una!
Non potrebbe nemmeno l 'abbia.
No! No!
No!
No!
Vanno lì fino allo ventre. Ciao.
Oh! Oh!
Oh!
Oh! Oh!
Oh, no!
Sì. Sì. Sì. Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì. Sì.
Sì. Sì. Sì. Sì.
Senti, vieni.
Vieni, madonna.
Senti.
Così.
Così.
Così,
così. Tutto, madonna, tutto.
Oh, god!
... ... ...
... ...
...
Tu, Ricciardo, lo pensi?
Che è successo? Che è successo?
oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh oh
oh oh oh oh oh oh oh oh oh
ah ah ah ah
ah ah
No! No! No!
ti piace vero?
mi piace
mi piace mi piace mi piace
aspetta aspetta
Mara, sei un po' cata.
Poco della passione.
Poco della passione.
Poco della passione.
ma questo è partito no ancora mia
bella Nero era un colpo senza colpo allora
che mi sento in giugno
ho
volcato nel
caccio con il petto del tronco andiamo andiamo andiamo
andiamo
andiamo
Vieni, vieni.
Vieni, Dio, madonna.
Cosa?
Non posso più. Non posso più.
Non posso più.
Dei cattivi, sposto!
Non è che vogliamo fare un ugello con gli uccelli?
Allarga la portone, sveglia il tuo rincone.
Lo ti vuole il bastone?
Dammi la pistola!
no no no
no no no
no no
no no
Sì, sì, sì.
Sì, sì,
sì. Sì, sì, sì.
Sì, sì, sì.
Sì, sì, sì.
Per la merda. Oh, mi pare, non la sentite?
Oh, mi pare che tutto.
Oh, mi pare che tutto. Oh, mi pare che tutto. Oh, mi pare che tutto.
Oh,
madonna, che troia che sei.
Oh,
madonna, che troia che sei. Oh, madonna, che troia che sei. Oh, madonna, che
troia che sei. Oh, madonna, che troia che sei.
Oh,
madonna, che troia che sei.
Oh,
madonna, che troia che sei.
Segeteme le palle.
Bene, Giù.
Bene pronto anche lo tuo culo.
Sì.
Preparate che torno lo tuo.
vincone più duro di un bastone.
Allegra, mie puttane.
Marate gli etane.
Allarga lo portone. Sì, sì, è proprio bello sentirtelo, l 'orandello.
Guardatelo com 'è bello.
Venite a sfuggire l 'uccello.
Bene, prendi un buco.
Oh, t 'ha stulta.
Te ce l 'hai anche tu.
Tu te due in schiena.
... ... ... ...
... ... ... ... ...
Mi fa male.
Mi fa male. Mi fa male.
... ... ... ...
...
... ... ... ...
aspetta aspetta aspetta
aspetta
Vieni da qua.
Che bello.
Voglio svuotare le palle.
Chi vuole la mia sborra?
Avanti, Lecca.
Fatti sotto tu, troghe.
Una troga.
Una troga. E nel culo lo vedi?
Oh, cazzo di cazzo.
Ora vieni su, madonna. Vieni a bere la sborra.
Sai che la mia cazza è piena.
Non riesce più a tenerla in breno. Tieni.
Guarda che matta, guarda. Ora si infuria e si incazza.
E senza che altro gli occorra, ti sputa in faccia la sborra.
Tieni. Giungi, puttana.
Giorgia, vieni in fontana.
Dai, troia, che sveglio.
Dai.
Su, scemi il cazzo, sveglio.
Grazie a
tutti.
Sì, sì, sì, sì.
La mia cannella!
Tutta la mia barba!
Tutta vostra, troie! Per me sarebbe arrivato!
Cicciate!
Vedi? Vedi la sborra? Stavolta cazzo bevete!
Bevete di mettere dolce nelle vostre bocche!
Sposterete nuove novelle la prossima volta.
A presto!
A presto! A presto! A presto! A presto!
Dopo un tempo nell 'oreame di Pompinia, chi vi regnava una stai triste regina,
sicché allo fine di trovarle uno sposo, fu indetto uno certame di novelle a
teatrarla a riso.
Sem qui reuniti i nobili cazzellane e cavalieri per allegrare la nostra amata
regina e procurarle un re.
Ora è duopo presentare i vari concorrenti che prenderanno parte allo
Dalla nobile Fiorenza giunse lo prode Guidarino. Gran regina, ai vostri
Dalla gentile Lucca lo nobile Arnaldo.
Mia regina.
Dalla ricca Tiena giunse lo giovine Oliviero. Servo Vos. Regina.
Ed infine dalla colta Rezzo Messer Melotto.
Regina.
Bene, si di inizio lo certame.
Chi vuole iniziare?
Io. Potrei iniziare io, mia regina.
La storia che io voglio narrarvi si riferisce a un giovane e baldo marinaio
assai focoso.
E bravo amante.
Ordunque cotesto marinaio, da poco tempo era sbarcato e delle femmine avea gran
fama. Già.
Lo giovine ero io.
E aveai lacrime, l 'ha stato più ordamanti ad ogni porto. Ma con anni una
volea da me saverne. E allora, sperato per tanta malasorte, al fin dello stallì
a menarmelo su e giù da solo...
Mi decisi e, messo qualche scudo in tasca, andai a puttane fuori di porta.
Buongiorno.
Se non sbaglio, voi siete una puttana.
Eh, già.
Quanti scudi volete per una fottuta?
Cinque. Va bene, ve ne darò cinque.
Suggiti lo minchione.
Dai, suggi.
Oh, sì, brava così, sì.
Suggi da gran troia.
Ti piace il mio piccolo, eh?
Altro che... Sucilo tutto, dai.
Come ho giuletto che da morse lagni, valo pincole mio fra le tue labbra
Suggilo tutto finché il buite bagni desborra le labbra, lo viso e le cuppe
Sì, così suggilo, troia.
Suggilo tutto.
Oh, tinguia.
Porca troia, succhi bene lo mio cazzo.
Lo mio cazzo non si tiene.
Se continua a farmi spola, mi depiscia nella gola. Le campani miei bambioni,
sono duri come ottoni. Sì, così, così.
brava sei brava mia puttana il mio cazzo la tua
bocca guglia senti Polonia Mosci ora tene
bravo figlio dove vuoi che te lo piglio tra le chiappe scudorate o nell 'altro
delle entrate
Ma è vecchia, madonna.
Nasconde un bel culo. Oh, sì, mettimelo ben nel culo.
Guardalo, mio pertuso, come preme. Fagli sentire la testa dello pene, dai.
Mettilo dentro, forza. Nel buco del culo, tua tizione smorta.
Oh, sì.
Spignilo ben dentro, dai.
Lo mio cazzo a tanta vista sta già urlando pisto, pisto.
Strocco testo, tuo cazzone. Sì, sì, mo' sì.
Spignilo tutto.
A te.
A te, mi godi. Che bello lo pincone.
Godi, baldracca.
Oh, mo' apri il Bernardone.
Oddio. Oddio, baldracca. Lo cazzone ho già nota nella cacca. Sì. L 'altro culo
se lo succe. Lui va dentro e non te fugge.
Vieni, godi, puttanella.
Qua solo è budella.
Ehi, godi, grande vacca. Porta il piscio nella cacca.
Oh, sì, mi piace nello
culo, dai.
Oh, rompimi con questo culo, dai.
Oh, sì, sì, dai, dai.
Oh,
dai,
bustana, lecca il tutto, fanno uscire qualcosa di brutto.
E così continuo, continuo, cocca, per trasformare la bocca.
Così non te fermare, ho gran voglia di sboccare.
Questo cazzo non è un legno, non è troia, non è meglio.
Senti, perché continui così a ondeggiare? Perché io sono un marinaio,
su una nave.
Beh, ma cosa c 'entra? La nave ondeggia, no?
Ondeggia di qua e di là. Beh, io allora che sono puttana dovrei far così.
E per fortuna lui si adatta.
Ogni perduso al volo acchiappa.
Almeno... Ondulando così, era difficile che alcuni si inculassero.
Vi narrerò un 'istoria molto istruttiva e divertente.
Viveva una volta in quel di Lucca una panciulla che era di gran bellezza. Solo
un difetto la aveva.
Sì, una donna, questo si possa chiamare difetto.
Sì, la bagnuna dalla bocca ne uscìa.
Venite. Caro dottore, dovete aiutar mia figlia. Mia figlia è bella, è alta, è
formosa. Maime.
Voi, voi dovete aiutarla. So che avete le mani d 'oro. Voi solo riuscirete a
farla parlare. Non v 'è problema, messero. Non v 'è problema.
Non è afflato. Che credete che io sia? Non sono mica un cerusico della mutua.
Ah, già. Voi siete l 'ultima speranza.
E' lo cielo che va mandato.
Vediamo se ora è pronta.
Beatrice.
Beatrice. Certo, vero dottore, è un grande luminare.
Lui ti farà parlare. Ecco.
Avanti, signor mio.
Avanti? Adeguati, entra.
Venite, dottore.
Venite, accomodatevi.
Ecco, ecco mia figlia, guardate che petto di figliola. Eh, vedo, vedo. Saria
perfetta se non fosse per cotare l 'inconveniente. È un caso clinico, è
interessante. Ma non disperato. Ah, sì?
Cosa credete? Io sono il cerusico primario dell 'Ebrosario, caro Messere.
guarirò e parlerà. Ora, lasciatemi lavorare. Magari.
Accomodatevi. Vieni, che ero lì.
Lasciatemi lavorare in pace.
E sa quel che si face. E chi mettere? Oh,
mia cara pulsella, insegneròvi a dire A, la onde per me.
Via.
Tirate su.
Ciò che io vigno lo conosco, lo so, è un caso super tosto.
Ho parlato. Perchè tu?
Ti può parlare la fica?
No, ma bravo.
Sì, continua così, ragionchiglia, o io ti certifico che vai a meraviglia.
Ah!
Ah!
Ah!
Ah! Ah!
Ah!
Ah! Ah!
Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!
Brava! Continua così.
Ma cosa mandalo in
vola? Il mio pincona ti darà una parola.
Oh,
ma che stress!
Si pronuncia bene, è un miracolo.
E? E?
E? E?
E? Ma che brava! E?
E? E?
L 'ho sentita con le mie orecchie, l 'ho sentita, ho detto eh!
Puro, puro.
Sotto questo, dottore, abbiamo risolto qualche voglia problema.
Oh, dicevo, cara, se dice amor cosa impara?
Oh, oh,
oh, i, i, i, i, i, i, i,
i, i, i, i, i, i, i, i, i, i, i, fra i...
Grazie, tranquillo, contento? Sì, è stato mirato. Oggi hai imparato le
domani... Sì, sì, grazie, dottore, grazie. Che ti dicevo? E' un dottore
meglio da scolare. Più volte allora me li ingruppai.
Mi, ti, ci, si, di, le insegnai.
Così la prese...
A parlare più di ogni altra. E par che a parlare giammai si stanca. E ora parla
come serio, giovanotti, a destra e a manca.
E questo è tutto.
Sì, divertente.
Avul. C 'è stato un tempo che per la mia sfiga e per la mia moglie vecchia e
gelosa non battevo un fiolo.
Passavo tutte le ferate a lotteria.
Quando un giorno, tornando a casa, mi battei in due pantulla del poco,
meraviglioso.
Buongiorno. Buongiorno. Buongiorno.
Buongiorno. Oh, tirate fuori quello scatenato!
Oh, dalle, non ho poter sto pincone! Oh, cazzo!
Lo pincone vostro è stato? Lo avete convinto?
Cazzo! Oh, cazzo!
Oh, cazzo!
Fortuna, che sfortuna!
Venite, madonna!
Ero forse io meschino titubante per impotenzia?
No, non era per questo. Né per nient 'altro che il mio non riguardarsi.
Ciascun uomo aveva un motivo solo agli suoi timori.
Ma quale di grazia?
L 'unico impedimento vero è la mia sposa.
Vecchia, racchia e puranco manisca.
Ecco te!
Oh, ma perché non me la toccate?
Oh, non avrete paura che l 'avevate letita all 'estere?
Oh, eccove le poppe.
Toccatele, sugetele, su.
Oh, che l 'oceano mi sia tessumoni. Ma io sono uomo. Non
sono un coglione, sono uomo io.
Oh, prende lo culo.
C 'è dalla buca della cura.
Sì, vabbè.
Eccolo, ancora.
Fa una scorrezione.
Eccolo per tutto che ti corregge nello viso.
Porta delle care, ti vesti di moglie a casare.
E' un filo a guarda, droga.
E' un filo a guarda, droga.
Droga.
Che lingua, che lingua madonna.
Mi cacca, mi fa venire voglia.
Se non c 'è un 'azione... E' più lecca nel coglione.
Senti te la merda.
balla, balla come un cazzo
Dai, gira.
Mostra il culo a lei.
E le pompe a lei, bene.
Bene, avanti, coraggio, bene sul cazzo.
Così.
Eccoti lo piccolo.
Larga, prendere quella burrone.
mi senti come lo sento che mi sputella lo
ventre rompi me la tica che sono bello sventra
me la tica bello uccello
Sì.
Grazie.
In quest 'uva il porcone ha preso una donna.
Ehi,
scatela.
Non mi serve più questa vostra nezza.
Certamente te l 'hai fatto.
Voglio farle cagare una cura.
Dai, deccalo tu, la tua draccia, che ti è corretta in faccia, o quanta caccia.
E tu, Giovi, benvenuto.
Giovi, te lo vincone, me lo percorso.
No!
No!
No!
No! No! No! No! No!
No! No!
No!
Grazie a tutti.
Grazie a tutti.
Aspetta, resta così pronto, tra un po' te lo rimocio nella palla. Oh, mi sento,
mi sento.
Già mi dodi, tanto scatto dentro, ancora voli.
Doi, doi, doi.
Ma ti giro sotto col costrale.
Vediamo un poco adesso, eh? Dai, vedi così?
Sì, brava, ecco.
Sì, brava.
Sì, brava.
Sì,
brava. Sì,
brava. Sì, brava.
Sì, brava.
Ora lo piccone mio verrà in faccia, sì.
Allora? Beh, piacciono. Però se non fosse...
Per quell 'artia di mia moglie che ne mannena, me ne sto via a scopare con voi
mattina, mattina e sera.
A proposito, non avreste per caso un po' di vino, eh?
Sì, bene.
Va.
Potessi io passare tutta la notte con voi?
Oh, perché non lo fate? Fino a cacardia blossa.
Fatelo.
Eccolo vino.
Guardate qua, sapete? Questo vino sarà la mia salvezza.
Alla salute.
Buono, eh?
Ma cosa fa?
Perché? Ho lo togliuto. Questo vino servirà a girare la mia sposa.
Come al solito faccio le ore piccole. Ma quando ve ne avrà grandi legnate.
Mi sentirai.
Parlerà lo mazzarello.
Bentornato, cos 'è il prezzo? Dove sei stato?
Vuoi capire che devi stare in casa?
Stufa di te!
Stufa, masnadiero!
È tutta la sera che ti aspetto qui fuori!
Avanti, quale scusa ti inventi? Veramente, devo chiedermi bene, mia
adorata. Ma accadde una cosa davvero incredibile. Io stavo tornando a casa.
Quando mi trovai di fronte, due bellissime donzelle che vollero che
loro. Io non volea che certe cose non le faccio, ma a elle insistetter tanto che
io non potei sottrarmi al sacrificio pietale. Fammi tendere l 'alita, avanti,
apri!
Bisogna fare di tutto, no? C 'è la faccia più ideale.
Senti, ma ora lo racconto di Sermelozzo d 'Arezzo.
L 'opaco accadde durante un 'attrocciata.
ripulirlo sangue di sentia, già che aveva uno pensiero sempre in mente che
ferì allo cuore. E sapete perché?
Io aveva lasciato a casa una bella sposa al par di voi, che aveva capelli biondi
e fluenti.
E sicché quando dalla lunga guerra feci ritorno e rivivi la mia sposa, fu preso
da sì potente voglia che quasi la ingroppai sopra la soglia.
E a togliermi lo dubbio che aveva me tanto tormentato, ne feci domanda alla
cassa sposa.
Oh, gentile mia sposa, togli dallo mio cor lo dubbio che mi tormenta. Diti,
signor mio.
Durante la mia lunga assenza, sempre me fusti fedele? Sempre, signor mio.
Già mai con ognuno me tradiste?
Già mai.
Né con sguardo, né con pensier, né con cotesto corpo fatto da calda carne?
Allo pensier che altro uomo potesse averte faceva me lo sangue.
Orbene, io allora che già tolto ma via lo gran cimiero, affrettommi a levarlo
dentro.
Aiutami.
Sì.
Sì.
Giorgio.
Eh, voglio raccare la figa. Tu soggi lo cazzo.
Non sedgete sul mio cazzo.
Va bene.
Va
bene.
Va bene. Va bene.
Va bene. Va
bene.
Oh!
Cosa dici?
premio per le tue notti sole per le lunghe anni d 'astinenza del fuorivar
alla pancia un 'etastità oltre l 'odio fincona sazia da tene il mio cazzo
riempie la fica e dà sollievo alla sua voglia antica dentro
Così, marito mio di letto, mi sembra un peccol che non sento dentro tanto lo
tempo che non pio.
tutto lo roncone dentro
la panza te lo spingo
vieni
a te
godite dentro il mio calabrone che fa la figa con lo fiore
di vento.
Sì.
C 'è la ricercoduria.
Questa c 'è la tributoria.
A me lo culo.
Piano, signore, piano.
Oh, povero culetto.
Per te lui anni solo è merletto.
Oh, te.
Piano, piano.
Al momento orai nell 'ano.
Parmi la prima volta ad aver l 'uccello in culo.
Oh, mamma mia, com 'è grosso.
Stumulo che è forte, resistente, pure sonso.
Pegli.
Figliano il pullo gladio.
Urla. Pista.
Scorizza. E fanno il gran gaudio.
non hai il culo allo destriero.
Forza, così, forza canoppa.
Non ti voglio che tu mi ingroppa.
Tene, la mia sposina, ora te mando la mia sborra giù per la china.
Tene per il tuo sobello, il grandazzo, visto che è tanto tempo che non vedi un
cazzo.
Odette finalmente,
visto che da tre anni non prende niente.
Mi cago sotto.
E caca, non aspettarlo, cazzo mio nella merda vuole tardi.
Alla prossima!
Senti l 'omaggio.
Leo!
Senti la pancia che non c 'entra.
Che piacere.
Su. Te lo picco nel sedere.
Ancora, vero?
Sposa mia adorata. Ma che bella siete inculata.
Dentro. Stringilo.
Stringilo. Stringilo con il culo.
Sì, continua così.
Sì, è bello. È bello.
Che culo.
Che culo. Che sbinello. Che sbinello. Che sbinello.
Bella, eh?
Cornuto e spernacchiato.
Mi è piaciuta.
Così.
Bene. Apro il pincuato e vi avanzo.
Lo preferito è guidetto da Terenza.
Messer Guidarino, a voi l 'onore.
Io dichiaro vincitore dello nostro certame Messer Guidarino, allo quale
meritato premio tutti gli altri fora.
Procediamo.
Certo, papà.
Mamma donna.
Mamma.
Sono giretta.
Tene, ingoglialo, pincone.
Oh, che spolpe!
Ti hai preparato per me, mie fidancelle?
Fategli indurire finanzo le palle.
Così, così pulse le belle.
Prendilo più in conto.
Regina.
È ancora presto, Mette.
Venite, Regina.
Li voglio, li voglio.
Vedete anche voi, ve lo prego.
Attendete, l 'opacino sarà più grande.
Via, per dunque.
Mia regina.
Reina.
Curate la vostra signora, Uda.
Preparatela.
La vostra bella Pita.
Piatte tonde, sode.
Guarda che le faccio.
Guarda.
Aspetti. Aspetti.
Aspetti. Aspetti.
Aspetti.
Aspetti.
Aspetti.
Sireina, ti finisco, mi avete spiegato.
Tu sei da brava, sotto le mie grandi
palle state.
Vieni carino, il mio cazzo. Ho scritto un gran sollaccio.
Giustatevi tutto il mio cazzo.
Vieni, vieni bello.
Adesso il girafoga.
Voglio le putte vostre sulla mia faccia.
Fatto anche un cuore.
Dammi pure l 'acqua.
Tutta niente.
Che godere.
Su e giù, Reina Bella.
Questo non dà le budella.
Sì. Sì.
Sì. Sì.
Tutti, tutti.
Gio... Gio, provienelo meglio.
Sì.
Tenetevi pronte, che bene è per tutti.
Sì.
Portulotrona, come è giusto che sia.
Avanti madonna, giù.
Or venite tu, regina.
Venite a suggerlo fincone.
Mantenete la promessa.
Date a lui lo viderdone.
Dai, che pià gloria di tutta. E darà ve la sua sbarra in bocca.
Buona la mia sborra!
Preina il cazzo vostro.
Suppiatevel sotto.
Spompinate la cappella.
Sentirete quanto sborra bella.
Così.
Reina Fidelica.
Con quel cazzo per partire, entra nel culo nero.
Per il
regale
orificio, voglio prendermi l 'ospizio.
qui nel cul della regina non so fatti una sveltina bene
per te so bello ingogliate con testa uccello
Ora scendete dallo trono, su Reina.
State in giro.
Perché rottuto anche l 'ano.
Guardarò anche io dentro.
Sulle piatte.
Largo l 'ano. Orte sfondolo deletano.
Dai, Troia, sta pronta.
Troia regina. Lo cazzo, pannellatina.
Su colatura.
Bacca. Troia. Lo piccone nello tartuso.
Ora in goccia. Ah,
reina bella.
Su, ribando.
Metti in dentro.
Non sbagliare. Dai, fa centro.
Forza. Pintilo nel culo. Voglio sentirlo dentro.
Grotta e dura.
Dai, fa stretto.
Gran briccone.
Pintilo nel culo.
Pintilo nel culo.
Il culo largo e bello.
Dice, piccolo, il mio budello.
Orgioida mia reina.
Venite qua. Qua sul caccia.
Cattura mia.
Cattura mia.
Lo cazzo mio pieno di merda voglio.
Cagarvi sotto.
Voglio pentirvi dallo piacere.
Vai, ci porti.
Così.
Questo trio di cui rotti. Io gli faccio fare i botti.
Che godoria.
Guiderino, che portento!
Il vostro sacramento!
Mi sento la gran bacca.
Che bel vivere.
Che piacere.
Nel culo, lo dovete tenere.
Ecco, il partuso bello.
Tutto si apre al mio randello.
Forza.
Forza, Guidorino.
Dai, tutta la porra. Dammi la tua sbora nella gola.
In culo.
Aprete quella boccutta bella.
Guarda, drogliette.
Mena lo pinconese che sputi la sbarra profusione.
Ecco la sbarra. Brava, droglie, bevendo la fonte di tutte le gioie.
La reina dello mio gran cazzo.
La corona.
Bene.
Ora finalmente anche qui.
Bello, bello. E allora fatemi seder sull 'otrona. Bene, regina.
E voi due, ancelle, in ginocchio davanti a loro.
Così. Bene. E la regina con le sue ancelle visterà a lungo felice e
con lo loro cazzatore.
Io ci sto. Io sono d 'accordo. Io ne aglio con tante sali da narrare, da non
aver problema.
Sì, sì, sì. Sì, sì, sì. Sì, sì, sì. Sì, sì, sì. Sì, sì, sì. Sì, sì, sì. Sì, sì,
sì. Sì, sì, sì.
Sì, sì, sì.
Sì, sì,
sì.
Sì,
sì,
sì.
Conobbi, alquanto tempo fa, in uno degli miei tanti viaggi, uno tale messere
invero alquanto strano.
Condusse mia dunque egli alla sua maggiore, e passintomme alla sua diletta
sposa, che era de gran vertute e assai rara bellezza. Offrimme de far mia tanta
delizia, che non avea possanza a satisfarla.
Io allora non fecemi pregare.
E con spirito de grande sacrificio, prese a cor le sorti della mischinella.
dedicai con lo pincone ad ella, nel mentre lo gran coglion se dilettava, nel
guardarla goderla, gran puttanella.
Allora, sem d 'accordo riguardo alla mia sposa.
Farete lo sacrificio de giacer con ella.
È un onore, ite tranquillo.
Bene. Sposa mia, a propinquate.
Cotetto è lo messer de cui te dissi.
E' assai ben disposto.
Oh, Madonna De, venite.
Vostre ambasce son finite.
Già sento amor, cal cor gentil, ratto s 'apprende.
Sicché lo cazzo mio, già se rizza e tutto se tende.
Oh, Messere.
Così. Lo senti la pincona?
Dura come un bastone.
Sto già per godere.
No, tenetelo, piccone.
Venite.
Sì.
Sì.
Indugna tutto Così, puttana, così Tenele il cuore che lo pinconi
Tenele Fanno indigestione
Madonna che lingona, lecchicchia da gran traiona, dello culo mio pertuso alla
lingua tua s 'è schiusa.
Lecca, lecca dentro porca vacca, te fo' leccar la cacca, sì, così, così
sei una gran troia.
Lecca con la gioia, sì,
sì così.
Ciuccia, troia. Come tutto ingoi. Così, così.
Ecco.
Aspetta. Vieni qui.
Allarga le gambe.
Ecco. Vieni a cavallo.
Così, brava.
Così.
Sì.
Sì, bella cavallina.
Come sei?
Trozza, sono piccone mio.
Sì.
Fattelo arrivare nel poincino.
Sì.
Tene, madonna, tene.
Allo marito tuo fa sentire come lo cazzo mio te fa gioire. Sì, sì.
Oh, godo da pazzi. Lo cazzo tuo è lo meglio di tutti gli altri cazzi.
Dimelo ancora.
Oh, sì.
Cotesta, sì, che è una bella scopata. Oh, sì.
Mettilo dentro.
Mettilo dentro.
Il tuo vincone è proprio un gran portento. Oh, sì.
Oh,
sì.
Dai, dai, dai.
Dai così.
Oh, sì.
Scusami tutta.
Che faccio lo cornutone, lo guardone?
E dai.
Ah, sì.
Sì, lecca la figa, ma sare così, come una troia, fammi godere. Ah, sì.
Ah, sì.
Sì.
che bello sentirsi nella fica lo tuo uccello
Mi fai pisciare sotto dal piacere.
Cacarte devi.
Aspetta, aspetta. Con le palle le carme devi, prima che la sborra dell 'opinione
mia te bevi.
Tener, lecca, lecca.
Mmm!
Sentilo tutto.
Fanno uscire fuori tutto lo strutto. Sì, così, dai.
Succia, succia.
Succia.
Sì, così.
Sei troppo buona, bella signora. Vieni su, che voglio fotterti ancora.
Tirati.
Ancora. Dai, così.
di troisione ti piace così?
mi piace mi piace così?
mi piace tanto
balla
troia si balla sullo pincone così così
su e su
Mettimelo nell 'opertuso dello sedere, così.
Manname il dentro.
Oh, cazzo, come lo sento. Oh, sì, sì.
Lo culo, me lo sento già tutto rotto.
Ordalo piacere, me la faccio sotto.
Eh, madonna, sì. Oh, oh,
oh.
Oh, oh, oh. Il demonio mio nello tuo inferno, sì.
che lo cazzo mio, meglio l 'occulte sono.
Oh, bene, messere, piccolo ancora e nero mi estere.
Oh, niente.
Apri ben l 'opertuso, madonna, che lo pincone mio urta la sfonda.
Su, presto, messere, dai che lo culo mio vuole godere.
Bene, mio bel culone, godite tutto lo mio pincone.
Vieni a suggerlo ancora.
Tutta la sborra, urtira me fuori.
Forse lo sposo tuo vorria esserti.
Magari.
Fallo crepare di me.
Vieni sullo panchetto, che nello culo te lo rimetto.
Cazzo.
Così, così.
Andai.
Spignilo poco.
Sento il povero culo che mi va a fuoco. Oh, sì.
Oh, no, no, spignilo tanto.
Lo cazzo in culo, è proprio un incanto.
Che fuoco, che fuoco, che... Sento. Lo culo tuo è un portento.
Ancora.
Ancora.
Dai.
Tennello calice. Vieni qui.
Forse faccia ciò che occorra.
Nei locali ce va la sborra.
Se ne vuoi assaggiare uno schizzo sulle labbra della pizza.
Dai, dai.
Usa la linguetta.
Fanne uscire la sborra in fretta. Ecco, arriva dalle palle.
Ora sfocia tutta...
Vado dallo cornuto.
Ecco a voi, messiere.
Buon probe faccia. A me piace calda.
A me piace fredda.
A contar cotale avventura, sento che lo cazzo mi tira ancora.
E vorria che tanto alcun indugio E in te trovasse Trovasse tosto refugio
Dalle tue pompe vorria suggerlo latte Vacca non ve ne l 'ho contato Che te
batte No, non ve Ma
che cazzo dici? Se io fosse cazzo, amor, te l 'assicuro Entrerei te tutto
nello culo E tosto quindi, men che non si dica
Penetrereite pure nella fica.
Se fosse lingua, lecchereite tutta.
Lecchereite perfino quel che lo culo butta.
Ora un altro la sua dica. Io voglio piccarmi nella fica.
Un toccheteo, Oliviero.
A me?
Certo. Contaci un 'istoria. Dunque, ascoltate.
Ascoltate, amici miei diletti.
L 'allegra istoria che ve voglio narrare.
V 'era un giovin paesano giunto in città dallo contado che volea le gioie della
vita assaporare.
E i s 'andava in giro le donzelle a laudare e vagava de qua e de là lungo le
strade senza però che ne una di lui si curasse finché non giunse appo un
opportune dove un uomo che a lui sembrò un coglione senza far porre alcun tempo
in mezzo gli offrì la moglie sua a poco prezzo la giovinca avea lo cuore caldo e
ardito pensò di far lo stesso col marito ero io quel villico di fora
e accettai di salirne la dimora Venite, venite, Messer Villico de Fora, cotesta
è la mia signora.
Eh? Vi piace?
Prego, avanti, approfittatene.
Oh, è un bel culo. Mi manca la parola, eh? È un culo di valore.
Guardate come si muove.
Eh? Sì.
Bene, bene, fateme essere, vedrete. Ne resterete soddisfatto.
Cotesto...
Gotesto è un cul che ave e s 'apporde miele, sentite.
Quando gode una grande sinfonia, discorreggia i rumori d 'ogni sorta che
vento fora se li porta e lascia chi s 'è fatto troppo ardito lungo per terra
dallo piacere stettino.
La sposa miebra va a fare ogni cosa.
Avanti, avanti, vittila alla prova.
Dallo vincone in bocca.
Sentirai, messere, come se lo suggia la consorte mia.
Eh, già.
Cotesta, messere, e puledra di gran qualità.
Guardatela, messere, su un gelocazzo come avesse intorno l 'omele. Oh, è
messere.
Oh, cazzo, ma è serio, me lo sugge come volesse staccarmi. Ah, ma no.
La cotesta è un pompino all 'ultima moda.
Capisco.
Bene, eh?
Tu, oh, è in vero, sei fantastico.
Ah, come mi diverto.
Sì, suggia il pincone.
Suggia il pincone.
Così.
Puledra.
Puledrina.
Così, così.
Brava, brava.
Fantastico.
Tutto bene, messere?
Sì, certo.
Come vedete è un artista.
Ve l 'avevo detto io, caro messere, mia moglie è la meglio che poteste avere.
Non v 'è altra donna in tutto il contado con un culo si fatto.
Dai, gustateve lo resto, inquateve.
Vengo.
Assaggiate la figa, messere.
Ma che potta bella calda!
Prendi tutta questa cialda! Oh, avete lo pincone che brucia come un tizzone!
La Bernarda vostra è in fiamme e il pincone mio vi accende!
Oh, sì! Godete, madonna, godete!
Oh, sì, spignetelo, pincone, sì.
Spigno tutto dentro.
È una scopata che vale soldi.
Tanti soldi.
Che fago.
Che goduria.
Hai messo i redacci dentro, così pagherei più contento.
Cosa credi, eh?
Questa costa.
Vorrei dare un 'altra bella suciatella.
Avanti, moglie mia, dati da fare.
Oh, sì, lo cazzo mio è ancora in alto mare.
Bene, brava. Ah, è brava davvero.
quanto è brava lo so io solamente nell 'arte sovrana di farli pompini batte le
troie di tutti i casini quando lo prende in
bocca sa farselo arrivare fin nella gola faglielo vedere che hai la gola
profonda così dai,
suggilo cazzo che ti fa piacere dai, mannalo tutto in gola dai, così, suggilo
tutto
Oh, oh, oh, divino!
Come faccio i pompini lei? Non li faccio a nien 'altra. Questo è poco, ma è
sicuro, messere.
Niena sa arrivare a suggerlo fino alle palle.
Avete visto, messere?
È meglio di una puttana.
Guardatela come sugge. E questo è niente. Oh, niente!
Ma quello che avete bello è che ci mette gran passione quando si trova in bocca
alle palle e lo vincone.
metterlo cazzo in questa bocca bella vale senz 'altro la misera gabella
come bella giovinezza che se fugge tuttavia
chi vuole essere lieto sia con la lingua gli accarezza oltre al cazzo anche le
palle sei la meglio della valle oh come
suggi la mazzola or ti piscio nella gola
Dai, avanti, fallo.
Giù nella gola profonda con tutta la tua fiscia là in onda, dai.
E adesso voglio che lo cazzo con la figa tesuggi e a furia di scopar glielo
destruggi.
Spingi, spingi con la tua Bernarda bella, con i dolci e la cappella.
Sì, spegnetelo, pinco.
che gusto che beviglia
si ve l 'apro la bernarda
guarda come va dentro un pezzo di cazzo lungo così
Eh, qui ce vuol la grana, ce ne vuol tanta.
Malenaggio la puttana. Mi piace proprio.
Bene, bene, bene, bene. Sono proprio contento di come stanno andando le cose.
Oggi se fanno affari, moglie mia.
Vai, avanti così.
Ancora un po'. E che bello che è spennato con questo uccello. Oh, sì, sì.
Oh, bene, molto bene.
Mi dispiace, adesso può debbastarlo. Il tempo sta per scadere. Avanti, tiratevi
su, messere, su, dai.
Or cercate di venire in fretta. Avete già sforato lo tempo che avevi dato.
Non indugiate.
Tu avevi fatto lo tuo dovere.
Dai, corraspondi. Dai, dai, dai, eccola che sta arrivando. Dai, tiragliela tutta
fora, così poi lo ribaldo se ne va in malora. Dai, moglie mia.
Dai, a colpi da linguetta, tiragliela via.
Tiragliela via, moglie mia. Forza, forza, forza.
Ecco, dai. La puttana con il succo di banana.
Arrivando. Su,
su, su.
Dai, avanti, porca puttana.
Avanti, avanti. Ti sei voluto tutto questo tempo. Bene, bene. Finalmente
alla conclusione di tutta quanta la pensione. Ora è il momento di pagare.
Eh sì, caro messere, è vero, vero cara, noi dovemmo avere quel che dovemmo
avere, anche perché sei stata molto brava, è satisfatto messere, non è vero?
è un altro.
Un 'altra ancora? Oh no!
Per la seconda dovreste pagare un 'altra cifra, tutta un 'altra cosa. Oh no, no,
no, no, no. Ma lo scudo è tutto lo mio avere.
No, no, no, no, no, non è proprio possibile. No, mi dispiace, ma gli
sono accordi, messere.
Se era detto uno scudo per una scopata, la onda è per cui tirate fuori lo scudo
che mi dovete e andatevene a farvi una cacata.
quando avrete altre monete ritornate vi attenderemo vecchio taccagno no ah
taccagno non me lo dovete dire ah taccagno no eh ma avete preso forse per
rabbino orva affetto ragazzone salamino oh cazzo oh forza forza di stamagione se
vuoi salvo lo fincone guarda uno scudo ah che coglione
ah che bello vecchio scato siccome è un polo
Ha creduto anche al coltello. Ah, sì!
Beh, ce ne vorranno degli altri come lui. Gli davo mia moglie da scopare a
pollo. Ah, povero tontolomeo!
La cosa divertente di tutta la vicenda non fu la conclusione, ma quel che vi
dietro a tutta la faccenda.
Così che non si seppe chi fu lo verminchione. Perché la moglie dello
Non era affatto la moglie. Lo pugnale era un pugnale fasullo. Per fortuna lo
scudo che io stesso allo vecchio aveva dato, anch 'esso era solo uno scudo
falso.
Ed ora che ho detto anch 'io la mia istoriella, cara amica, vado di sotto a
leccarte la figa.
E ora?
A me?
Ascoltate.
Aveva da essere divertente. Quella che io voglio narrarvi è la storia di una
donzella che fu predata da un allupato pastore che nell 'orboscola sorpresa
mitrella e ingroppò se la tanza alcun pudore.
Sanza pudore.
Attente. Or dunque, dovete sapere che...
Allora ne vediamo più tardi. Mi raccomando, sta attenta nello bosco.
Ciao. Sta tranquillo.
Ciao. Ciao.
Non ne potevo più.
Non volete da me, mister?
No, che fate?
Me ne prego! No!
No!
No!
Non voglio!
Non abusate di me!
Sono una povera fanciulla!
No!
No!
Ma... Ma...
No, no, no.
Mi arrende a me.
Oh,
che violenza!
Oh, che brutalità!
Oh, scannatemi, brutalone, scannatemi! Non temete di farmi male!
Oh!
Sì!
Danima viva, dammelo Turandello in solo culo mio.
Mi sento così solo, tutto l 'odio è nello bosco.
Davvero? Certo.
E sti cazzi in ce li metti?
Già. Sei venuto a violentarmi oppure a far due chiacchiere?
Che io?
Sì.
Allora non parlare che ci penso io a farti godere.
Oh, sì, succe... Oh, vincone!
Ha dovuto scappare.
Ne voleva ancora.
Insomma, la povera pastorella.
Voleva essere violentata.
Lecchi bene, mio cavaliere. Mi fai pisciare sotto dallo piacere. Sì, sì,
Lecca, porcone.
Lecca me bene le labbrone.
Mi fai prudere la gnocca. Mi vien da pisciarti in
bocca.
Porcone. Lecca bene le lacrime.
Lasciati andare!
Oh, così!
Così! Oh,
sì,
mi fai pisciare sotto dallo piacere!
Tenetelo, pincone, bella porcone.
Suggettalo tutto.
Stringi lo pincone con il cotesto e i tuoi tettoni.
Fanno ora uscire la sborra sicca. Tutta te la ingoia.
Che puppe ardite.
Che puppe belle.
Oh, come liscia te nella pelle. Storlo il pincone un po'. Meno meno e poi
troiona. E sfondo lo seno.
Ehi! Ehi!
Or va fra le chiappe che lo uso.
Le camme dello culo, lo pertoso.
Sì, così bravo, don Luna.
Ficcamela dentro con questa lingona.
Sì.
Il tuggio dello culo rotto.
Dai.
Che
delizia.
Che lingua, che labbra.
Aiuterotti, amica mia.
vuoi compagnia? tu venga tuttana
il mio bincone t 'è brama si tu
chiamalo tutto ti sfondo lo sedere
si
che lingua di cuttara bella madama
Oh, che lingua che è questa, madonna.
Che può tagliare tutta la merda, bella pulsella.
Così, sulla cappella, ve ne prego. Apritemelo, culo. Oh, che povere.
Apri. Sì, sì.
Bene, su, lei è stata conciù a mettere lo cazzo bene qui. Ora te la metto nella
cella.
Forza, venite qui.
Continuate a sentinarmi lo fincone, forza.
Forza. Non è fatemelo, cazzo. Un bel secchio, non si muove.
Oh,
cavaliere.
Cavalchami il bastone e sfondo l 'opertone.
Su e giù, su e giù.
Su la mazza, pulita perazza. Che figa, che mattizza.
nella gola
spingilo
tutto nelle larghe chiappe
essicchiatemelo cazzo se no divento pazzo ah come sa di sale lo pene altrui
e tu Francesca non sperare dal pincone di scappare
parte le chiappe morbide sull 'affannoso cazzo
Vieni qua, sicurella.
Sì, sì, così.
In si fatto modo, voi mi mandate il cazzo al ruogo.
Sì, ecco questo.
che labbra vuole la nonna il
cazzo mio te brama
Allarga le chiappe, bella puttana.
Senza indugio, mi prego. Il tuo cazzo nel mio di dietro.
Preparo le chiappone che io si infilo al mio pinculo.
Come l 'acqua con la mia pelle.
Vai, continua a mettere le palle.
Così, così.
Vai.
Grazie, donna. Che fate?
Spontinatevi l 'affare.
Vieni qua.
Su e giù, su e giù.
Su, occhia, su, occhia.
Senza panna.
Te lo lascio tutta l 'anno.
Sto cazzo.
Sempre tuo.
Ancora, ancora.
lo volete nel di dietro?
venite padrona mia vi servo
non
vi stancate
Fammi uscire dal purgatorio Entro dentro il mio Gregorio Sì, la resta lì pronata
Vado a farmi una scopata E la figa te la pizza E poi dentro te c 'è schizzo
Forza pulcelle, allargate le chiappone belle
Sono d 'accordo, io ce sto La mia figa chi la vuole?
Ci sono io per la marzella.
Tu partizzi la cappella.
Su, ma schiaccia che aspettavo.
Siamo tutte ingirocchiate.
Or venime, ave pazienza.
E spongeremo anche la panza.
Nel frattempo lo bambino...
Si è impiegati a cuore contento, presto entrate nel convento.
Oh,
che
vago messere! Oh, che cura tutta quella roba che trasporta! Oh, la mia caccia
sta infiammata!
questo culo largo è bello vuole dentro nel mio randello
spignilo
Pinconi spignilo tutto cambiamo
io ti do un culo a te e tu mi dai un culo a me bene bene
c 'ho la cacca che mi scappa presto su qualcuno la tappa c
'ho la cacca che faccio dallo piacere parola troia
parola di messè ma spregge c 'ho da fare
Correggia tosto, allora.
Così, tristezza. Ma cazzo la consola. Anch 'io, anch 'io vorrei la
Ehi, ne godi, troia. Resto tanti da far.
Aiuto. Forse spronno le budella.
Che gusto, dietro.
Oh, mia bella.
Ora senti la mia mazza che ti arriva fino in pancia. Oh, sì.
Oh, metti tutto nella cappella, giù in fondo alle budella.
Eccomi a voi, madonna bella.
questo culo bello e tondo che
manno in corpo anche lo coglione
che ne
pensi madonna di questo bastone
bello ecco
Ecco qua il mio budello.
Su,
budello, non temere.
Spingi. Ti sfondo lo sedere.
Sì.
Non temete, donna Franca. Ve lo può arrivare in pancia.
Che
il mio
sedere voglia un sito a sto godere.
Sì, sì.
Un cazzo, datemi un cazzo.
Tene, tene.
Tene, bella troia. Lo mio cazzo tosto inguglia. Tene, leccami le
palle.
Sì, toglie tutta la pinca.
Sì,
sì, sì. Ecco a voi, carbo vostro. Sì. Ve lo spingo dentro vostro. Così.
Sì. Sì. Sì, fratello Gregorio mio.
Menatevi la fica, così, madonna mia.
Il nostro gran piacere ve lo spingo nel sedile. Oh, sì.
Oh,
che gran troia.
Oh,
io mi sento. Oh, sì.
Oh,
sì.
Lecca me lo partuccio del culo. Oh, Pinconi. Valla puttanella in calore.
Vieni qua, tu, vieni qua. Odomo, che comorra.
Sto voglio una sborra.
Dai, Catrone, sputa la fara. Vengo, vengo, locca troia. Tu sta pronta la
che sborrata che sborrata la
mia sborra
Quante sborre belle e buone, presto fa la colazione.
Leccate anche lo mio pincone, madonna. Non abbiate soggezione.
Scusatene un 'obligazione.
ecco tenete la sborra
calda è buona
ecco
e dopo l 'inculata panna sborra e cioccolato
grazie
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