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Vieni.
Sei arrapato?
Stai bene?
Sicuro?
Calmati, tranquillo.
Che succede?
Calmati, non fa niente.
Ehi, che succede? Rafa, cos'hai?
Calmati, è tutto a posto.
Qual è il tuo nome da donna?
Il mio nome da donna?
- Hai un nome da donna? - No.
E se ne avessi uno, quale sarebbe?
Non so, non ci ho mai pensato.
OK, allora scrivo "Raphael", va bene?
Se vuole mettere "Raphaëlle", è la versione femminile in francese.
- Con la F o... - Ph.
Ph.
Rapha... ëlle.
- Doppia L ed E alla fine. - Doppia L... ed E alla fine.
- "Raphael"? - Raphaëlle.
Oh, Raphaëlle.
Beh, suona uguale al maschile e al femminile.
D'accordo.
Come ti definisci?
- In che senso? - Voglio dire...
Come un ragazzo, come una ragazza...
- Sono un ragazzo, ovvio. - Un ragazzo.
E come ti senti?
In che senso? Non le capisco queste domande.
C'è una differenza: una cosa è come ti definisci.
La definizione. Un'altra è come ti senti dentro.
Se chiudi gli occhi e pensi a come ti vedi,
ti senti una ragazza? O un ragazzo?
Cosa significa sentirsi una ragazza o un ragazzo? Io non...
È una cosa profonda e intima, non posso rispondere per te.
- Beh, nemmeno io. - OK, allora non rispondere.
Ma vedo che ti vesti da donna.
- Beh, sì. - Lo fai spesso?
Quando studiavo a Parigi, sì.
Non so, mi piacciono i vestiti da donna.
Bene, me lo appunto.
Passiamo alle domande più intime.
Con cosa giocavi da piccola?
- Con le bambole. - Bambole.
Come facevi pipì?
- Seduto. - Seduta.
Indossavi un reggiseno?
- No. - Non giocavi a...
So che da piccoli non si ha il seno, ma si finge di averlo.
Come quando giocavi con le bambole. Lo indossavi?
No.
D'accordo.
Come ti masturbavi?
Non so cosa dirle.
Per esempio, mentre ti masturbavi, ti guardavi?
- Guardavi i tuoi genitali? - No.
Intendevo questo.
Sapere se lo facevi con le luci accese o al buio.
Per guardarti oppure no. Questa era la domanda.
Queste erano le domande più difficili.
Aspetti, lancio l'aggiornamento.
OK, devo fare la sincronizzazione.
Ci vorranno 30 minuti e poi Internet ricomincerà a funzionare.
D'accordo?
La prego, non insista o dovrò riattaccare.
OK, capito. Arrivederci.
- Pronto? - Pronto?
- Ciao, papà. - Ciao, Rapha! Come stai?
- Bene, voi? - Bene.
- Che succede? Hai una voce... - No, vengo dalla psicologa.
E...
Allora...
Mi ha detto che...
A quanto pare, è disforia di genere.
Disforia di genere? Cos'è?
Non ho capito bene, ero sotto shock, ma praticamente...
Lei pensa che...
Pensa che io sia una ragazza nel corpo di un ragazzo.
Ha detto così.
Va bene.
- Quindi cosa dovrai fare? - Non so.
Mi ha parlato di terapie ormonali, ma... Non so, mi sembra...
di non avere scelta.
Mi ha solo dato delle informazioni e ora devo decidere.
Mi manda dall'endocrinologo, ma...
Non so, mi sembra...
Tesoro, in ogni caso, dobbiamo fare qualcosa.
Sì, ma cosa?
DISFORIA DI GENERE
PENSI SIA UNA DONNA LEGITTIMA?
LEGITTIMA PER COSA?
QUELLO DIPENDE SOLO DA TE.
SÌ.
HAI RAGIONE.
#LOVEISINTHEAIR BUT IT'S BLOWING THE WRONG WAY
Álex. Sul profilo dice di avere 30 anni.
Bellissimo, guarda.
È bello, no?
È solo per toglierne un po'.
Succede anche a me quando mi trucco a casa,
dopo mi guardo nello specchietto della macchina
ed è troppo, ne devo togliere un po'.
A volte capita. Non preoccuparti, ci penso io.
Bene.
- Raphi? - Ciao.
Ciao, sono Alex.
Come va? Scusa per il ritardo.
- Bene, tu? - Bene.
- Hai aspettato molto? - No, per niente.
Bene.
- Di dove sei? - Francese.
- Sì, si sente l'accento. - Sì, orribile, no?
No, ma va, lo adoro. Ho vissuto a Parigi.
- Francese di dove? - Sono nata a Perpignan.
- E cosa fai? - Sono musicista.
Musicista? Wow.
- Che figo. - Suono la chitarra.
Facciamo indie,
- cantiamo in catalano. - Figo!
Sì, è carina. E tu? Mi sembri anche tu molto creativa.
Beh, sì. A volte scrivo...
- Anche tu? - Sì, scrivo.
Mi piacciono molte cose. L'arte in generale,
- la fotografia, la moda, ma... - Certo, la moda.
Perché hai deciso di fare la stilista o...
Non sono stilista. Lavoro in un call center.
- Beh, comunque... - Sì, la moda...
- È la mia passione. - Il nostro lavoro non ci definisce.
- Siamo ciò che ci piace. - Vero, sì.
Mi piace da quando ero piccola e...
E da piccola ti travestivi? Immagino che...
Con i vestiti di mia madre.
- Ah sì? - Certo.
Inventavo delle storie...
E sei tu che disegni i tuoi...
Hai uno stile eccentrico, in senso buono.
- Davvero? Ti piace? - Sì.
Bene, mi fa piacere.
Cosa pensi di me?
- Non so, mi piace il tuo stile. - Sì?
Sì, è molto...
- Da musicista. - Sì, un po'. Ti dona.
Sì.
È un po' tardi.
- Devo andare. - Ah, sì?
- OK. - È un po' tardi per me.
- Ti sei divertita? - Io sì.
- Sì? Anch'io. - Bene.
- Mi ha fatto piacere conoscerti. - Grazie. Anche a me.
È un peccato che te ne vada così, da solo.
Se vuoi raccontarmi qualcos'altro...
Cosa? Cosa vuoi che ti dica?
Qualcosa su di te, non so.
Per esempio? Non so, cosa vuoi sapere?
Io sono sempre stato solo con donne.
Voglio dire, "donne-donne", nate donne.
Quindi io...
Non mi dà fastidio.
Ma non sapevo se volessi dirmelo.
Non so cosa dirti.
Sì, sono nata...
maschio, ma non mi sento meno donna.
- Non penso. - No, certo.
Non so.
- Ci vediamo un'altra volta? - Sì.
- Bene, vado. - Va bene.
- Stammi bene. - Anche tu.
- Ciao. - Ci sentiamo, OK?
Certo, perfetto.
Così! Wow!
Forza!
Molto meglio!
Così mi piacete! Bene, Raphi!
Spingete di più!
OK, giriamo! Sexy!
Così, rilassate le spalle. Più ampio.
Così! Abbiamo quasi fatto.
E quando alziamo le braccia, urliamo!
Non vi sento!
- Come ti senti? - Bene, in realtà.
Stai molto bene.
Hai notato effetti collaterali dall'inizio della terapia?
All'inizio sì. Molti sbalzi d'umore.
Mi colpiva tutto, piangevo senza sapere perché. Cose così.
Ma ora mi sto abituando. Sto meglio.
Stai affrontando le tue emozioni.
Questi cambiamenti sono normali con gli estrogeni.
Bene. Chiaramente il tuo aspetto è più femminile.
- Grazie. - Le analisi vanno bene.
Penso sia il momento perfetto
per il primo incontro con il chirurgo.
- Che ne pensi? - Il chirurgo?
Sì.
Sarebbe la prima visita.
Hai pensato concretamente alla riassegnazione?
No, mi sembra molto presto.
Cioè, non sono ancora in quella fase.
- Sei proprio in quella fase. - In che senso?
Segui la terapia da un anno.
Un anno mi sembra molto poco.
Hai preso una decisione?
Non ancora.
Hai avuto rapporti sessuali quest'anno?
- No. - No.
D'accordo.
Vediamo.
Posso darti altri due o tre mesi
per prendere una decisione consapevole
su quello che vuoi veramente fare.
- Ti spiego. - So cosa voglio adesso.
Cosa vuoi?
Un uomo che mi ami per ciò che sono
senza dover cambiare, ecco.
Già.
Ti do un consiglio personale
basato su anni di esperienza in questo campo.
Se continui ad avere genitali maschili,
molti degli uomini che si approcceranno
cercheranno un feticcio
ed è probabile che tu ti senta un oggetto sessuale.
Non ne sono sicura.
Purtroppo, è così.
Alcuni non lo faranno, ma è raro.
Se per te va bene, ci rivediamo tra un paio di mesi.
- OK. - Nel frattempo, continua
con la terapia ormonale
e prova ad avere rapporti sessuali
per vedere che succede, come ti senti.
- E come ti trovi. - OK.
FRANCESE, ROMANTICA E TRANS.
CAVOLO, NON SEMBRI TRANS!
- E COSA SEMBRO ALLORA? - UNA DONNA.
Raphaëlle.
SEI OPERATA?
NO
E PERCHÉ NON CERCHI UNA DONNA?
PERCHÉ SONO ETERO
MI ECCITI
TI ECCITO?
L'IGNOTO
NON SONO UN'ALIENA
Ciao.
- Ciao. - Sei Aitor, giusto?
- Sì. E tu sei Raphi? - Sì.
- Come stai? - Bene, tu?
Anch'io sto bene.
Sei molto meglio dal vivo che nelle foto.
Davvero? È un complimento, grazie.
- Sembri nervoso. - No.
- No? - No.
Va bene.
Ma stai bene?
Perché davvero sembri molto chiuso. C'è qualcosa che non va?
No, sto bene, è che...
Niente, cose mie...
- Roba di lavoro. - Puoi parlarmene, se vuoi.
Non mi va di vederti così...
Non ti conosco abbastanza per parlartene.
Non so, non voglio appesantirti.
Anche io sono tesa.
- Magari non si nota, ma... - Non sembra.
- Sì, lo sono. - Sembri una che lo fa ogni giorno.
- Beh... - Di solito,
incontri gente su queste app per scopare?
- Non lo so. - In che senso non lo sai?
Cerco ragazzi, ma poi incontrarsi è più difficile.
Perché? Per te o per loro?
No, per loro.
- Davvero? - Sì.
- Perché? - Beh...
Non saprei.
Non lo sai o non vuoi dirmelo?
Puoi immaginarlo, non ti serve un disegnino.
Beh...
Mettiamo che non ho immaginazione. Dimmelo.
No, dimmi di te.
Non mi hai detto dove vivi,
che lavoro fai. Sei tu il mistero qui.
A me importa solo che sia sicuro, OK?
Sicuro? Di che parli?
Te lo dico perché mi hai chiesto di comprare i preservativi.
Ho pensato che a volte non li usassi.
- Usi il preservativo? - Come? Certo.
OK.
Non è normale che te l'abbia chiesto?
- Sì. - Sei tu che devi metterlo.
Sì, non lo so. E se non li avessi presi?
- C'è qualcuno? - Non lo so.
Vieni.
- Bella stanza. - Sì? Grazie.
- Pronta? - Sì.
- Cos'hai? - Mi fa male.
- Un po' più piano? - Sì.
Che succede?
- Continuiamo? - No!
Dov'è il bagno?
Da quella parte.
- Vado, OK? - OK.
Voglio operarmi, ma mi sento disorientata.
Perché ho molti dubbi, molte paure.
Perché se mi opero,
voglio avere una vita normale
e funzionale, che se mi tocco, lo sento
e tutto il resto.
A questo proposito, oggi ormai, a prescindere dal chirurgo,
il problema della sensibilità è risolto.
Se hai avuto una vita sessuale più o meno piena,
il più possibile,
questo sicuramente aiuta la sessualità
dopo la ricostruzione della vagina.
Non c'entra il chirurgo.
Dipende anche da noi, è una di quelle cose
su cui proviamo a lavorare qui.
L'operazione mi spaventa molto.
Mi spaventa per quello che è,
per il sangue o la sala operatoria...
Non ne so niente. Sono qui
perché mi hanno detto che avrei trovato le informazioni
che mi servono per decidere.
Ti faccio una domanda, Raphi.
Che aspettative hai
sulla vaginoplastica?
Quando avrai la vagina, il primo giorno,
come ti immagini?
Non so se la voglio davvero.
Non lo sai, va bene.
- Non ancora. - Non lo sai ancora.
Ti dico una cosa:
quando arriverà il momento, sarai sotto anestesia
e non sentirai niente.
Siamo tutte d'accordo, almeno chi c'è passata.
Alla tua età, ti direi di non preoccuparti.
Vivrai una transizione fisica permanente.
Quindi datti tempo per capire quando sei pronta.
La vera paura arriva quando smetti di volerti bene.
Se continui a volertene, non so perché, ma la paura...
La cosa interessante
è che ora possiamo dirlo.
In passato, negli anni '70 o '80,
le persone con operazioni mal riuscite non parlavano,
per paura di essere giudicate.
Poi abbiamo questo caso, sempre dalla Spagna,
in cui il tratto urinario è molto rosso.
Questo è indice di infiammazione
e di una possibile infezione.
Inoltre, è rivolto verso l'alto.
Quindi l'urina viene espulsa a spruzzo,
a volte bagnando i vestiti
o finendo fuori dal WC. Può succedere.
Sopra c'è il clitoride. Vediamo che ci sono
le piccole labbra
e un cappuccio molto piccolo che non lo copre nemmeno.
Anche quello manca.
E qui,
c'è una necrosi.
Vediamo il tessuto sotto il clitoride
con la fibrina e il tessuto ricucito male.
Hanno ripetuto l'operazione.
E siccome il tessuto era danneggiato,
hanno rivolto il clitoride verso l'alto.
- Lasciandolo scoperto. - Così è molto scomodo.
- Chi è? - Sono Raphi.
Vieni.
Più grave.
- La tua tonalità. - Non ci arrivo.
No, qui.
Ragazze, sapete come aprire il vino?
Che cazzo succede qui?
- Te la faccio vedere? - Dici?
Così vedi com'è dopo l'intervento.
- OK. - Guarda.
Vedi?
È raccolta, non si vede niente,
perché se il clitoride è scoperto, può sfregare e creare problemi.
Ma se la apri, vedi il cappuccio e il clitoride,
l'uretra e l'orifizio vaginale sotto.
- Capito. - Mi piace molto.
Te la immaginavi così?
Non ne avevo idea, è la prima volta.
- Beh, ora l'hai vista. - Sì.
Ecco.
Oltre al fatto di piacermi, funziona bene,
perché raggiungo l'orgasmo...
Fantastico, è la cosa più importante.
- Raphi. - Ciao, Raphi, piacere.
Vi stavate allenando in nostra assenza per batterci?
- Sono Raphi, piacere. - Chi lo sa.
Usa la mano come se impugnassi un fucile. Così, non muoverti.
Prova a colpirla al centro, altrimenti salta.
- Cavolo. Va bene così? - Sì, colpiscila, ma...
- Quasi. - No, faccio pena.
Scusate, ragazze. Non so giocare.
Dopo un po', il suo amico fa:
"Ti piacerebbe il mio amico,
anche lui va matto per la natura, come te".
Ci siamo scambiati i numeri, abbiamo iniziato a parlare,
ad andare in montagna. E ora siamo qui.
Che bello.
Mi sono innamorata subito,
quando si è lanciato nel fango
per osservare una larva di salamandra.
È lì che ho pensato che era l'uomo della mia vita.
Uno che si tuffa nel fango per una salamandra.
È bellissimo. Io sono sola.
Ma incontri gente? Vai alle feste?
O hai un...
Non lo so, non esco molto.
Uso Tinder, come quasi tutti,
ma fa un po' schifo per noi.
È complicato, no?
In realtà, visto che molti non sanno che sono trans,
una volta, dal nulla, ho tirato fuori l'argomento:
"Per quanto riguarda le tematiche gay e trans..."
E uno risponde:
"Sì, quei tizi che pensano di essere delle donne".
E io: "Ah, interessante..."
Perché da te non si nota.
La gente è così.
Poi quando escono con te, ti vedono e si spaventano.
- E possono comportarsi male. - Ma con voi no.
- Sono sicura di no. - A me è successo.
Per me è un bene che su Tinder tu dica
di essere trans. E chi vuole incontrarmi, può scrivermi.
Sì, ma molti si interessano a noi per...
Per quello che ho io, perché voi avete già...
Certo, quella situazione. È molto difficile.
Certo, se lo scrivi, diventa un feticcio.
- Sì. - "Ciao! Sono un oggetto sessuale."
- Hai mai incontrato gente così? - Sì.
Quando ne parli, non sanno niente.
Ci sono tre opzioni: va bene e non gliene frega niente.
Due: ti mandano all'inferno.
O tre: sono molto interessati a te come feticcio.
"Non l'ho mai fatto, ma voglio provare."
PARLAMI COME FARESTI CON UNA DONNA CIS
CHE FILM TI FAI IN TESTA?
FILM?
IL FATTO DI ESSERE UNA DONNA
E TU SEI UNA MERDA
UN CICCIONE DI MERDA
CIAO
CIS?
CIAO
TRANS
#LOVEISINTHEAIR AND I CAN'T BREATHE
Sono tornato una settimana fa, forse anche 10 giorni.
- Dov'eri prima? - A Madrid.
Per un po', per un progetto.
E ora sono tornato a Barcellona e vorrei riambientarmi.
Bello.
Ti piace il quartiere, la casa...
Sì, è carino. Ho trovato una bella casa.
- Ma devo sistemare tutto... - A poco a poco.
È un po' stressante.
- Ma andrà bene. - E che mi dici del lavoro?
Cosa fai?
Lavoro nell'industria farmaceutica.
Di che si tratta?
È un po' complicato. Progetto ricerche.
Non in laboratorio con un camice.
Progetto ricerche che mostrino
la fattibilità, la sicurezza e l'efficacia di una medicina.
Per rilasciare un nuovo farmaco o per sviluppare un generico...
"Le corps s'impose aujourd'hui
comme un lieu de prédilection du discours social".
Cosa vuol dire? Il corpo...
"Il corpo si impone oggigiorno come
luogo prediletto del discorso sociale."
Guarda! Si sono dimenticati di vestirlo quello.
No!
È per mostrare di cosa parla la mostra.
Di come la moda ha modificato il corpo.
Mostra come venissero usati i corpetti per renderlo più grande.
Erano gli standard di bellezza dell'epoca.
Dovevano avere il culo grosso o...
- Certo. - ...non andava bene.
E questi sono degli anni '20.
"Les années folles", no?
- Come? - "Les années folles."
- Ah, sì. - Quel periodo.
Linee dritte, donne senza seno né fianchi.
Tutto è dritto e lineare.
Mi piace molto.
Molto brillante, anche.
Che succede?
Niente.
Stai bene?
Non preoccuparti.
Vieni qui, stai tranquilla.
OK, finito, scusami.
Scusami. Posso fare qualcosa? Cosa faccio?
La mostra dura un mese.
Poi l'idea è
di portarla in altri centri.
Vorrei che vi presentaste e ci raccontaste la vostra opera.
Comincio io. Mi chiamo Claudia e sono una scrittrice.
Volevo portare una poesia che ho scritto qualche mese fa,
proprio quando ho fatto coming out.
Non vedo l'ora di vederla esposta e condividerla con la gente.
Tocca a me, vero?
Mi chiamo Raphi e sono francese.
La verità è che non so cosa esporrò.
Ti abbiamo contattata
- per i tuoi post su Instagram. - Sì.
Ma se vuoi fare qualcosa di più performativo...
- Posso? - Certo, quello che vuoi.
Sì, non so. Pensavo di far vedere dei post.
Ma non so se volete qualcosa di specifico.
Qualsiasi cosa tu voglia esprimere
o dire, senza vincoli o barriere.
OK.
- Ciao. - Come stai?
- Bene, tu? - Bene.
- Sì? - Sì.
- Cos'è? - Vino bianco.
- Non dovevi. - Mi faceva piacere.
- Perfetto, entra. - Grazie.
Com'è andata la settimana?
Bene. Molto piena.
Salute.
E tu?
Bene, una settimana tranquilla.
- Sei molto bella. - Grazie. Anche tu.
Ero un po' preoccupato per l'altro giorno.
- Stai meglio? - Sì.
- Tranquillo. - Non ne abbiamo parlato.
Non sapevo...
- Beh, è andata. - Non ne parliamo più.
OK, perfetto.
Faccio così?
No?
Va bene, tranquilla.
- Buongiorno. - Ciao.
- Come stai? - Bene, tu?
- Bene. Dormito bene? - Sì.
Mi sa che non ho niente per colazione.
- No? - No.
Che bella. Possiamo farci una foto?
- Di cosa? - Non so, un selfie.
- Se vuoi. - Possiamo?
- Sì, certo. - Dai.
Vieni.
Basta specchiarsi, sei bella.
- Sicuro? - Sì.
Va bene.
Non so se è il mio stile.
- Non ti piace? - No, è bello, ma...
- Ci devo pensare. - OK.
- Ciao, buongiorno. - Ciao.
Posso aiutarvi?
Stavamo dando un'occhiata, devo arredare
casa mia, mi sono appena trasferito in zona.
OK, se le servono informazioni o vuole comprare qualcosa...
- Tesoro, tu? - Io sì che voglio comprare.
- I divani? Sono lì, giusto? - Sì, da quella parte.
Oddio, lo adoro questo.
- Lo amo. - Ma dai!
- Siediti. - Vediamo.
- Bello, no? - Molto.
- Dove lo metteresti? - Non so. In bagno?
In bagno?
Beh, ci devo pensare.
È molto originale.
- Molto bello. - Solo originale?
- Beh... - Non ti piace?
- Piace di sicuro più a te. - Lo adoro!
Vuoi salire?
Vorrei, ma se non ti dispiace,
devo finire di organizzare delle cose
prima che finisca il weekend.
Potremmo mangiare qualcosa. Non abbiamo mangiato niente.
Sì.
- Non ti va? - Sì. Ma preferisco...
Non prendertela, ma devo finire delle cose...
OK, anch'io ho delle cose da fare.
- Non arrabbiarti. - Non sono arrabbiata, tranquillo.
- Davvero? Sembri... - No, non fa niente.
- Sicura? - Sì, certo.
- Ti chiamo. - Sì, va bene.
- Ci siamo divertiti, no? - Assolutamente sì.
Non preoccuparti, facciamo così, OK?
- OK. - Perfetto.
- Grazie mille. - Grazie.
- Chiamami. - Ti chiamo.
Bene, bene! Benvenuti e benvenute, Trinitat Vella! Un grande applauso!
Su, avanti!
Bravissimi!
Eccoci alla prima mostra LGBTI di Trinitat Vella,
chiamata "La collettiva".
Vieni, Raphaëlle, tesoro.
- Posso chiamarti Raphi? - Certo.
Raphi per le amiche. Francese?
- Sì, si nota? - No, per niente. Sei di Cadice!
Sembri proprio del Sud, bella mia.
Cos'hai portato?
Ho portato dei collage che ho fatto tempo fa.
"Il mio vuoto..."
- È il tuo, no? - Sì.
"Smetti di vedere ciò che non vuoi vedere."
Che profonda! Eri fatta?
"Amare,
costruire una relazione, una casa,
un rifugio, pianificare, avere figli, molti,
essere felice con loro,
viziarli, prendersene cura, adorarli,
avere una vita semplice e tranquilla,
avere una vita piena di allegria e felicità.
Smetterla di essere strana.
Divertirsi e scrivere un futuro migliore.
Più bello."
- Molto bene. - Grazie.
- Mi è piaciuto. - Davvero?
Sì, perché anch'io sono una strana.
A modo mio.
E dobbiamo iniziare a vivere in questa cazzo
di vita e di società, anche se è davvero dura,
ma non siamo sole.
Abbiamo "La Lesbica".
L'intero collettivo, e non solo loro,
la gente del quartiere, ci stiamo avvicinando.
Ci facciamo sentire.
E anche se il rispetto ci arriva da poche persone,
fai come se fossero migliaia.
Mi disse che siamo maschi, maschi con le tette.
Guardiamo i seni l'uno dell'altro.
Prima, i nostri seni erano due grandi sfere
e ora un mantello di pelle e trame.
Mi disse che dobbiamo amare il nostro petto, perché cambia,
assume altre forme, altri tipi di morbidezza
e ci dona un altro tipo di piacere di cui nessuno parla.
Ci perdiamo nelle smagliature,
nei 90 centimetri che non ci sono più,
nella storia che racconta,
nell'eco della nostra nuova mascolinità.
Col nostro sesso, col nostro spettro,
con la nostra androginia, le nostre nuove cicatrici
e le nostre curve femminili.
Questo corpo è il nostro ambiente
e qui restiamo.
Le opere degli altri mi sembravano più belle.
- Beh... - Le poesie?
- Tutto. - Non puoi fare confronti.
Alcuni dei tuoi collage sono molto interessanti.
- Molto potenti. - Sì.
Devi svilupparti sempre di più,
perché hai qualcosa di molto interessante.
Quello del re mi ha inquietata un po'...
Scusatemi, ragazze.
Raphaëlle, ti presento Carles.
È un regista teatrale e vuole parlarti.
OK, bene.
Ciao.
- Ciao, piacere. - Ciao, Raphi, piacere.
- Complimenti. - Grazie.
Mi è piaciuto molto, mi ha molto colpito.
- Scusami, sono Carles. - Anna.
Forse ora non è un buon momento.
Ho una compagnia teatrale.
Facciamo teatro documentario.
Non lavoriamo con attori professionisti.
Mi piacerebbe prendere un caffè un giorno, per parlare...
- Sì, perfetto. - Sì? Ti lascio il mio biglietto.
- Chiamami. - OK, benissimo.
OK, ecco.
- Fantastico, grazie. - A presto.
Grazie, ciao.
A me non mi ha baciata. Cosa dovrei pensare?
CIAO
COME VA LA SETTIMANA, BELLISSIMO?
EHI, TUTTO BENE. IMPEGNATO.
"Sì, oggi sono una donna con un pene.
Devo scambiarlo con una vagina?
Mi renderebbe più normale?
Essere normali è solo un concetto.
Essere normali non vuol dire niente.
La normalità non esiste.
Siamo tutti unici.
Il pene non deve essere un limite o un ostacolo
nella vita di una donna.
Noi persone trans non dobbiamo cambiare il nostro corpo.
Ciò che dobbiamo cambiare è come la gente ci vede oggigiorno.
Quella è la vera causa per cui combattere."
- Esattamente. - Molto bene.
- Un applauso. - Grazie.
Grazie mille.
Per me, hai detto una frase che mi ha turbata un po'.
Quando dici che non dobbiamo cambiare i nostri corpi.
Dobbiamo cambiare il modo in cui gli altri ci vedono.
Esatto.
Naturalmente, la seconda parte è corretta
perché esistono pressioni sociali.
- Certo. - Ma esistono per tutti.
Anche per le persone queer.
Le persone queer che hai descritto, che sono felici,
che si accettano e non hanno problemi...
Non so, sembra un po' Disneyland.
Penso che tutte le persone queer abbiano i propri problemi.
Certo, sono esseri umani.
Perché lottiamo sempre per noi
e non per i problemi delle persone queer, per esempio?
Ti rispondo molto semplicemente.
Se sei sul confine e non sei sicura,
ti direi di saltare da una parte all'altra o di stare nel mezzo.
Ma fino a quando non capisci
per conto tuo dove trovare quel senso di appartenenza,
mi stai negando...
- Io non sto negando proprio niente. - Non tu.
Scusa, in generale.
Il mondo queer
sta negando una parte vitale di noi stesse,
cioè sentirci realizzate perché abbiamo una vagina.
- No! - Sì, è così!
- Io... - No, no, no.
Un appunto.
In entrambi i casi, vengono dette cose
che inficiano la nostra libertà personale.
I-Vaginarium non funziona così.
I-Vaginarium va oltre il concetto di donna.
Siamo qui per, con gli strumenti che abbiamo
e con l'aiuto che possiamo darci,
diventare persone migliori.
Da lì, bisogna chiedersi
che tipo di donna diventare.
Su, su, giù, giù!
Più energia!
E ora balliamo per qualcuno. Andiamo giù lentamente.
Wow! Non ci vede nessuno!
Saliamo su.
Ora la parte difficile. Vado giù e poi salgo.
Così! E salgo!
Così! Un po' più veloce!
Giù e su. Così!
E ora muovetevi!
Sono le quattro di mattina e la festa è tutta vostra!
Mi siete piaciute! Ora giriamo.
Brave, ragazze! Come ogni volta, voglio salutare
tutte le mie bionde! Grazie!
CIAO, BELLISSIMO
CHE FAI?
TI PIACE?
SONO DALLE TUE PARTI
Buonasera.
#LOVEISINTHEAIR BUT IT'S POLLUTED
Lancialo lì, vediamo se il pesce lo prende.
Ci ha appena fatto una foto.
- Davvero? - Sì, penso di sì.
Vediamo che succede.
- Ma perché? - Non so.
- A Zaskia? - Sì.
- Lei? - Sì, lei ha scattato una foto.
- Ma perché? - Non lo so, ma l'ho notato.
Salve, mi scusi.
- Parla spagnolo? - Sì.
Perché ha scattato una foto a mia figlia?
Non ho scattato nessuna foto.
Sì, me l'ha detto mio marito.
Lo ha fatto mentre camminava.
Perché scattava delle foto?
È un progetto su cui sto lavorando...
Di che si tratta?
Un progetto d'arte sulle coppie che vedo per strada.
- E lei è un'artista? Di che tipo? - Sì, sono un'artista.
- Che cosa fa? - Perché le interessa?
Questi sono affari suoi. Noi siamo in famiglia,
ci ha scattato una foto e le chiediamo di cancellarla.
Non si vede la faccia, guardate.
Non importa, è mia figlia.
Può cancellare la foto, per favore?
- Ci sono delle leggi! - Non può farlo!
- Gentilmente, la cancelli. - Per favore, ci ascolti.
OK, la cancello.
Sono i diritti dei bambini.
- Fatto! - Grazie.
- OK, buonasera. - Fatto. Arrivederci.
Perché stava facendo delle foto?
Ha fatto una foto senza chiederlo.
Si chiede, soprattutto coi bambini.
E deve pagarti!
NON SPRECATE IL MIO TEMPO, PER FAVORE
FOTO XXX?
NO
TI MANDO LE MIE. DAI IL CAZZO?
- NO - TI BLOCCO
ARRAPATA? POSSO STUPRARTI?
- COSA? - TI LECCHEREI IL CULO
HO LA DIARREA
HAI CASA?
- Ciao. - Ciao.
- Come stai? - Bene.
Sì?
- E tu? - Sto bene.
Cos'hai?
Mi prendi in giro?
Che succede?
Non pensavo di uscire con un uomo.
Io non sono un uomo.
- Non sei un uomo? - No.
So chi sono.
Sì?
E la ragazza nelle foto?
- Sono io quella. - Ah, davvero?
Che problemi hai? Non capisco.
Il mio problema è che non esco con un uomo per scopare.
Non sono frocio, hai capito?
Nemmeno io lo sono.
- Ah, non sei frocio? - No.
- No? - Beh, no.
- Sei una ragazza? - Certo.
Sì? E la tua voce? Che mi dici?
Chiudiamola qui.
Sì, chiudiamola qui.
Non voglio avere niente a che fare con te.
- Fanculo. - Nemmeno io.
La verità è...
La verità?
Cavolo, perché mi racconti bugie?
Non l'ho fatto. Non ti devo proprio niente.
Sì, invece, perché dovevamo scopare.
- Non mi piacciono gli uomini. - Sono una ragazza.
- Che problemi hai? - Una ragazza?
Vuoi che te lo metta in culo?
Hai qualche problema?
Sì, ho un problema: non mi piacciono i froci.
Quindi puoi andare a fanculo.
Ma non sono gay.
Non sei gay? Sei un trans.
Vai a fottere qualcun altro. Fanculo!
Vai a prendere per il culo qualcun altro! Fottiti!
- Cazzo, basta! - Vai a mentire a qualcun altro!
Malato. Fottiti!
Ciao.
Dove vai così bella?
- Cos'hai? - Niente.
C'è qualcosa che non va?
No.
Raphi! Che cambiamento, tesoro!
Tesoro, stai così bene con quei capelli.
Ti stanno benissimo.
Ma la faccia?
Che hai?
Ciao!
- Ciao. - Ciao.
Wow! Molto bionda!
- Me li immaginavo più scuri. - Anch'io.
Pronto, sono Elena. Come posso aiutarla?
Raphi, tesoro, cos'hai?
Che succede, amore mio? Aspetta, arrivano...
Buongiorno! Com'è andato il weekend?
- Bene. - Oh, Raphi, che look!
Ti stai facendo un'idea senza sapere realmente perché ti ha lasciata.
- Non so, gli uomini sono strani. - La gente in generale.
Sicuramente ha paura della società.
Gli sguardi, i pregiudizi. Non so, non ho una spiegazione.
Non ti ha dato spiegazioni. Allora non ti merita.
- Non ne vale la pena. - No, ma...
- Il problema sono le aspettative. - Con la tua autostima...
Come immaginiamo una storia?
Fantastichiamo su cosa l'altro dovrebbe darci.
La realtà è che non sempre va così.
No, infatti.
Forse dobbiamo abbassare le aspettative.
Ci esaltiamo troppo e abbiamo un'idea romantica
della principessa e del principe azzurro
che ci hanno inculcato da bambini.
Quando questo non succede,
- è un dramma. - Sì, è proprio così.
Ma alla fine, siamo tutti esposti a questa cosa.
È vero che c'è gente per cui è più difficile,
ma le difficoltà sono opportunità per diventare più forti.
La gente che decide di accettare com'è fatta
è più coraggiosa di quelli a cui sta bene tutto.
Sì, ma un conto è sentirsi a proprio agio,
un altro è sentirsi completa e al momento non mi sento così.
Datti tempo.
- Certo che ci arriverai. - Pensi che una vagina
risolverà i tuoi problemi col sesso.
- Certo. - No, te lo dico.
- Forse no. - Non necessariamente.
- Non necessariamente. - Perché no?
Per prima cosa, la sessualità non riguarda solo i genitali.
- È qualcosa di più. - Ti piace?
La pelle,
guardarsi negli occhi. Tante cose, ok?
Ho avuto storie
in cui ero molto contenta dei miei partner,
- ma mi sentivo un po'... - I partner!
E fingevi. Un classico!
Non fingevo. Ma se non venivo, non venivo.
In quel momento, pensavo non mi importasse
per la mia idea di relazione.
L'idea che fosse il non plus ultra
e che si fosse incomplete da sole.
Ma è una bugia!
E più aspettative hai sulle cose,
- più ti senti frustrata. - Certo.
Ma Raphi non vi ha detto una cosa.
- Dai, dicci. - Non abbiamo solo novità tristi.
- Diglielo. - Ci sono buone notizie.
Racconta del regista teatrale.
Un regista di teatro mi ha contattata per uno spettacolo.
- Wow! - Cercavano una donna trans
per raccontare la sua storia.
E non pensi possa essere una buona occasione per guarire?
Penso che abbiano scelto una donna trans solo perché trans.
Come quando c'è un'opera su un nero e prendono un nero.
È come quello che facevano qui con i Re Magi,
Baldassarre lo dipingevano di nero.
Ci sono personaggi neri, scelgono attori neri.
Non scelgono una donna che non è trans.
Sono stanca di essere scelta perché sono trans,
di essere vista come trans, di essere limitata all'essere trans.
Adesso farò un controllo molto semplice
solo per verificare i tessuti, va bene?
- OK. - OK, sollevala.
Bene.
Molto bene.
Bene, Raphi, come ti dicevo, l'operazione si può fare.
Adesso tocca a te dirmi
quello che vuoi sapere, i tuoi dubbi.
Ho vari dubbi, come ad esempio se funzionerà,
se avrò sensibilità dopo l'intervento.
Allora, la sensibilità
è uno degli obiettivi principali dell'operazione.
Non sarà mai come la sensibilità che provi col pene ora.
Però sì, avrai sensibilità.
OK.
E non ci sono rischi che il corpo
- rigetti la vagina? - Bella domanda.
Non preoccuparti, perché useremo i tuoi tessuti.
Il tuo corpo non lo rigetterà.
Vorrei sapere anche quali sono i tempi.
Quando potrebbe essere l'operazione?
Raphi, sei in lista d'attesa.
Sei la numero 73,
quindi almeno tre anni.
- Tre anni d'attesa? - Sì.
- Bene. - Ascolta, Raphi.
Questa è la lista statale.
Anche questo è importante,
perché avrai tempo per prepararti.
So che, se sei arrivata qui, è perché ne sei convinta,
ma questo è un intervento radicale e irreversibile.
Va bene.
Bene.
Oh, che sorpresa! Hai un nuovo look!
Non è male.
No! Secondo me
sono carini. Sono sul grigio-blu-argento?
Sì, ma li volevo biondi, non blu.
- Non è il mio stile. - Ma ti stanno bene.
- Non so. - Sei rock and roll!
Sì, ma non sono rock.
Sono glam.
Beh, sì.
Sì, ma sono carini e poi i capelli torneranno...
Ma dalla tua faccia vedo che c'è qualcosa che non va.
- C'è una cosa che... - Sembri triste.
Sono appena stata dal chirurgo.
- Allora? - Devo aspettare tre anni.
Sì, capisco siano tanti.
Ti sembra tanto?
Sì, papà, ho 70 ragazze davanti a me.
Che faccio? Io volevo farlo ora.
Guarda i TG.
Le liste d'attesa prendono tempo.
Non penso che tre anni siano tanti.
Inoltre, servono per
metabolizzare l'idea
e dare il tempo alle ragazze di essere sicure.
E stai tranquilla, noi siamo con te e anche tua sorella lo è.
Tutta la famiglia è con te.
Ti supportiamo tutti, come ti ho già detto.
Se ne hai bisogno, torna a casa.
Barcellona non va da nessuna parte. Torna quando vuoi.
Ci sono tante possibilità. Non devi rimanere bloccata
in una situazione che non ti sta bene.
Sì, sì, lo capisco.
No.
Posso spiegarle come...
Sì, ma non è colpa mia per l'addebito.
C'è qualcuno che finge di essere lei e ha ordinato dei cellulari.
Quindi le spiego cosa dobbiamo fare.
Deve inviare una mail...
Sono Carmen, gliel'ho detto all'inizio.
Ho bisogno che scriva una mail,
così posso inoltrarla ai colleghi.
CIAO CARLES. COME STAI?
HO PENSATO ALLA TUA PROPOSTA.
POSSIAMO VEDERCI?
Non riesco a risolverlo.
In questo momento,
come ti definiresti?
- Come mi definisco? - Sì.
Intanto, sono una donna.
Penso sia una cosa che devo rivendicare oggi come oggi
quando la mia identità viene messa in discussione
dalla gente che incontro,
che a volte la mette in dubbio o usa pronomi maschili
o mi ferisce nel mio percorso di transizione.
Sento il bisogno di rivendicare il mio essere donna.
E poi,
per quello che mi è successo di recente,
a volte ho la sensazione
di essere una bambina, una sognatrice.
Forse un po' ingenua.
È una cosa che vorrei cambiare.
Avere una personalità più forte, più emancipata.
Non so quanto possa aiutarti, non ti conosco da molto,
ma penso tu abbia carattere.
Molto carattere!
Hai pregi e qualità con cui contribuire
a questo progetto.
OK.
Da un lato, hai detto: "Non voglio essere diversa".
Dall'altro, so che hai una forte personalità artistica e creativa,
hai ricercato a lungo la tua identità.
Questa differenza, anche col tuo stile...
Quindi vorrei parlare un po' del...
È una contraddizione per te?
A questo punto della mia vita,
mi sembra negativo essere diversa.
Vorrei sentirmi parte del mondo, con la gente.
Ma vedo che non è così.
È vero che una parte di me ama trasgredire con gli abiti...
Mi piace usare questo mezzo d'espressione,
ma devo anche essere molto femminile.
Spesso, la gente mi ricorda della mia situazione
e mi sento più mascolina che mai.
È la cosa più difficile da accettare.
Perché è quello che tutti vedono in me.
Ma, in fin dei conti, io non lo vedo.
Un esempio molto semplice: con gli uomini,
mi sento come se...
Finirò da sola.
Perché nessuno mi ama.
Voglio dire...
È bello avermi come amica.
Ma non sarò mai la donna di nessuno
o la moglie o anche solo la ragazza.
Non lo so.
Gli uomini non vogliono stare con me perché
non sono...
Non sono abbastanza perfetta per loro.
Non so come spiegarlo.
Raphi, ti rendi conto che... Credo tu sia perfettamente in grado,
ma sai che ci saranno molte persone a guardarti?
Stiamo lavorando
sulle persone che ti guardano.
E da cui ti lasci guardare.
D'accordo? Bene.
Entra.
Non ci credo!
Assurdo!
- Assurdo! - Ti sembra grande?
Ora dobbiamo assicurarci
che tu sia sotto il riflettore.
- Va bene. - Va bene?
Quando vuoi, Raphi.
Mi sento esclusa dalla rappresentazione dei sessi.
Perché non esistono manichini trans? Uomo, donna... Cosa significa?
Chi dice come dovrebbe essere un uomo?
O una donna?
Sentirsi parte di qualcosa o no?
Essere chi vogliono che tu sia o essere te stessa?
Per me, questo è il problema.
Scusami. Fai un passo indietro e stai qui.
Senti il calore qui?
- Ah, certo. - Così.
- Molto meglio! - Grazie, Llorenç.
- Grazie mille. - Di niente.
Bene, rifacciamolo. Questa è la posizione, OK?
- Perfetto, benissimo. - OK?
Eugenio, possiamo ripetere la scena?
Forse è un commento frequente, ma perché ti torturi così?
Mi sembri una donna molto attraente.
Non mi torturo, ma vedo la verità, cioè...
Alla fine, quando...
Quando inizio una storia con qualcuno,
i ragazzi scappano sempre.
Magari sono attraente, ma poi?
A volte mi sembra di essere una cazzo di immagine e nient'altro.
- Molte delusioni? - Delusioni?
Sì, molte.
Nessun principe azzurro?
Non lo sto nemmeno cercando.
Non so perché dici così, ma...
Sto solo cercando compagnia.
Non cerchi un principe, ma qualcuno con cui condividere...
- Sì, esatto. - Qualcuno di cui fidarti.
Esattamente.
Qualcuno con cui sentirti una cosa sola e diventare...
- Certo. - Che bello.
- Tu no? - Sono cazzate.
- In che senso? - Non cerco quello.
Penso che nasciamo tutti soli, moriamo soli
e lungo la strada, che può essere corta o lunga,
incontreremo vari compagni, anche contemporaneamente.
Per me, questa storiella Disney
dell'amore della vita, dell'altra metà...
Io sono già completo.
Non voglio essere una metà.
Sono completo da solo.
Te la vivi bene?
Per come posso.
Quello che mi dici è molto bello, ma purtroppo non riesco a trovare
compagnia facilmente.
I pochi ragazzi che si interessano a me...
- Pronto? - Come?
- Io sono interessato. - Sei interessato. E che succede?
- Cosa succederà? - Niente.
Se fai così, non succederà niente.
E se non succede niente,
ma capita qualcosa di altrettanto bello?
- Come? - Lasciati andare.
Sì, mi lascio andare. E poi domani?
Domani è domani!
Potremmo parlare per ore di cosa è "normale",
ma la separazione che vedi,
la violenza che percepisci a volte,
- non ce l'abbiamo. - Nell'opera, già.
Dobbiamo andare in quella direzione.
"Voglio essere forte.
Voglio poter affrontare ogni sguardo.
E poi pensare e sentire con tutta me stessa
che non posso tornare indietro,
perché non posso permettere a quegli sguardi di distruggermi.
Non posso indietreggiare.
Se lo faccio, niente ha più senso.
Se lo faccio, mi arrendo alla paura,
ai loro desideri.
Se mi arrendo a loro,
a coloro che guardano con violenza,
a coloro che ti trattano come un oggetto.
Nessuna di noi può indietreggiare.
Nessuna donna trans o cis o quello che ti pare.
Per quanto ancora bisogna sopportare questa superiorità?
Quest'arroganza che è dappertutto?
A volte in modo palese,
altre in modo molto subdolo.
Come osi? Perché ti vesti così strana?
Cosa sei? Perché sei così diversa?
Non voglio che mi divorino.
Voglio essere ciò che sono.
Al ragazzo che sono stato.
Alla ragazza che ero senza saperlo.
A te, che ancora non conosco.
A te, che amo senza conoscerti.
A te, un'immagine nella mia testa.
Io sono Raphaëlle."
Cavolo, è intenso questo testo.
Sì.
Allora...
Va bene? Possiamo lavorarci?
Si basa sulle cose che mi hai detto.
Sono le tue parole, la tua esperienza.
Se ti ci identifichi, proviamo la scena.
Sì, mi ci rivedo, ma...
Penso sarebbe molto difficile.
Non so, non penso di essere in grado.
Cosa sei? Come osi?
Ti vesti così strana.
Chi ti credi di essere?
Perché sei così diversa?
Comincio contando le fermate.
Sono come pezzi della storia di Parigi.
La voce che annuncia e pronuncia con diverse inflessioni.
Ho sempre amato questo dettaglio.
République.
Oberkampf.
Charonne, Rue des Boulets, Nation, Buzenval,
Maraîchers.
Porte de Montreuil.
Da questo momento,
lascio la luccicante ed elegante Parigi,
la Parigi dei sogni.
Questo è il mondo vero, oscuro,
pericoloso, violento.
Questo è il mondo vero, oscuro, pericoloso, violento.
Due uomini mi guardano. Guardano me? Impossibile.
Sì, mi guardano dall'alto in basso, mi fissano.
Più che curiosità, è un interesse morboso, disgustoso.
Si avvicinano,
mi alzo, vado verso la porta per essere vicina all'uscita.
Di sicuro vogliono me.
Arrivo alla terza...
- Corro su per le scale. - Ricominciamo.
- Da qui! - Da qui?
Sì. Con calma, non correre.
Ehi, che fai?
- Mi sto mettendo questo. - Fammi vedere.
- Sei tesa? - Sì.
- Anch'io. - Anche tu?
Molto. Guarda.
- Sono teso? - Sì.
Sì, vero?
Cazzo!
- No. - No? OK, mi fermo.
Ferma!
- Perché? - Non voglio ancora venire.
- Non vuoi? - Aspetta.
- Perché? - Prima tu.
- Perché? - Prima tu.
- Lei esce dal nascondiglio... - OK.
Tutto il monologo è...
Entro su "Cosa significa essere donna".
CAPISCO PERFETTAMENTE
NON LO SO
SE SEI LIBERA, MI PIACEREBBE VEDERTI
- Come stai? - Ciao.
- Come va? - Bene, tu?
- Bene. - Sì?
Beh, tutto è finito... Beh, "finito", cioè...
Sì, finito. Perché sei scomparso!
Non sono scomparso!
Cavolo.
- Mi evitavi. - Sei un po' esagerata, non pensi?
Forse, ma cosa vuoi che ti dica?
Vai sempre oltre.
Sì. Ma vorrei sapere perché.
È stato molto intenso per me. Non stavo
cercando una relazione o qualcosa di stabile.
- Ho notato che tu... - Non ce l'eravamo detti.
- Non ne abbiamo nemmeno parlato. - Lo so.
Ma per me ti stavi impegnando più
di quanto io non fossi pronto a fare. Anche altre cose.
Sono in un momento in cui sto cercando di ambientarmi e...
Non so, forse mi serve più tempo.
Non lo so.
E ti spaventava stare con me.
Un po', sì.
- Per ignoranza o... - Ignoranza?
Anch'io ho i miei dubbi.
È una cosa completamente nuova per me.
Capisco che per te non sia stato facile
accettare una relazione con una donna trans,
per quello che comporta...
Non so, con i tuoi
amici, la loro approvazione...
Non dovevamo arrivare lì...
Ho affrontato l'argomento al meglio.
Ma non sapevo
come toccarti, cosa ti andasse bene.
Era come un tabù.
Forse tu non sapevi come fare
e io non sapevo parlarne
in modo maturo.
Ma se non mi guidi un po',
è difficile per me.
Sì, capisco perfettamente. Non è stato facile per nessuno.
È un peccato non averne parlato ai tempi.
Ora sono passati tre mesi.
- Ma non è una causa persa, no? - No, lo so.
Non so nemmeno se vuoi
che continuiamo a vederci
o se esci con qualcuno.
Se esco con qualcuno? No.
- No? Sicura? - Sì, perché?
Perché lo dici ridendo.
- È come se fossi su una poltrona. - Una poltrona?
Mi sento come uno psicoanalista e tu sei la mia paziente.
- Mi piace! - Sì? Posso farti delle domande?
- Certo. - Mi giro un po',
come fanno loro per evitare il contatto visivo.
È vero, lo fanno!
- Davvero? - Certo.
Sei francese, avete una grande scuola di psicoanalisi.
Quindi posso chiederti...
Cosa ti piace di più del sesso?
- Cosa mi piace di più? - Sì.
Forse ti suonerà stupido, ma la presenza dell'altra persona.
Non è stupido.
Pensavo che con una vagina,
sarei stata accettata e desiderata da un uomo.
Sì.
- Ma quello non garantisce niente. - No, voglio dire...
Non posso andare in una clinica privata,
perché non ho soldi, quindi...
Devo aspettare e...
Penso sia arrivata l'ora di accettarmi.
Tutto qui. Mi prendo questi tre anni...
per vedere dove mi portano.
Ecco, io sono al primo posto.
Sei al primo posto.
Questo sono io a quattro anni.
E qui un po' più piccolo, a due anni.
E questa è Raphi, circa 24 anni fa.
Mi nascondo, come ho fatto per anni.
Non sono un'attrice,
ma so mentire, fingere,
sono brava a farlo.
Ho recitato una parte per 20 anni,
ma poi ho deciso di oltrepassare la linea,
il confine, il limite.
Cosa sei?
Come osi?
Ti vesti così strana!
Chi ti credi di essere?
Perché sei così,
così diversa?
Lascio la luccicante ed elegante Parigi,
la Parigi dei sogni.
Questo è il mondo vero.
Hai la disforia di genere.
Nessuno amerà il tuo corpo.
Non cercatemi.
Non guardare, non rispondere, non ascoltare.
Scusa, mi fa strano usare i pronomi femminili con te.
I tuoi genitori ti supportano?
Dovresti parlare con un medico.
Ti amo.
Sei sicura? Non potrai tornare indietro.
- Ti masturbi? - Voglio che mi scopi da dietro.
Non puoi lasciarmi così.
Buongiorno. Come posso aiutarla?
Nel mio camerino...
Ma guardati!
Raphi!
Vieni a fare un brindisi!
Ops, il bicchiere!
Metti quello che vuoi!
- Sono il tuo capolavoro. - Un po' di più?
IN MEMORIA DI PATRICIA PEREZ - 1966-2020
Can't find what you're looking for?
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