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Alice pensò tra sé e sé...
Alice pensò tra sé e sé
Ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll
"Ora vedremo un film..."
"Fatto per bambini."
Forse.
Ma, quasi dimenticavo!
Che dovete...
Chiudere gli occhi.
Altrimenti...
Non vedrete niente.
"Oh cara! Oh cara! Arriverò in ritardo!" disse il Coniglio Bianco.
"Arriverò troppo tardi!" disse il Coniglio Bianco.
Per favore, signore!
"Oh cara, come si sta facendo tardi!" disse il Coniglio Bianco.
Signore, per favore...
"Oh cara! Oh cara!" disse il Coniglio Bianco.
"Oh! Mi taglieranno la testa!" disse il Coniglio Bianco.
Signore, per favore!
Aspettami, signore!
"Questo è davvero troppo." si disse Alice.
"Oh! La regina sarà furiosa!" disse il Coniglio Bianco.
Attenzione, signore!
Aspettami, signore.
"Mary Anne, cosa stai facendo qui? Portami delle forbici nuove."
Disse il Coniglio Bianco.
Ma non sono Mary Anne.
"Non discutere. Lasciami solo." ordinò il Coniglio Bianco, con fermezza.
"Oh, cara! Oh, cara!" ripeté il Coniglio Bianco a sé stesso.
"Mary? Mary?" chiamò il Coniglio Bianco.
"Mary Anne? Mary Anne?"
"Mary, Mary, dove sono le forbici?"
Chiese il Coniglio Bianco.
"Ow!"
"Ow, ow, ow!" urlò il Coniglio Bianco.
"Se non posso entrare dalla porta, entrerò dalla finestra."
Disse il Coniglio Bianco.
"Ora sono sicuro di essere in ritardo." si lamentò il Coniglio Bianco.
"Attento al gradino, Bill. Sali sul soffitto, Bill!"
Poveri animali.
"Attento Bill, quella tegola si muove!"
"Fa' attenzione, Bill." gridarono gli animali.
"Perché danno tutta la responsabilità a Bill?" pensò Alice tra sé e sé.
"Bill! Va' giù per il camino." gridarono gli animali.
"Spero di non aver dimenticato come si dà un calcio." si disse Alice.
"Eccola! Prendiamola!" dissero gli animali.
"Niente biscotti questa volta!" Alice pensò tra sé e sé.
"Chi sei?" disse il bruco.
E chi sei tu?
"Perché?" domandò il bruco.
"Torna indietro! Ho qualcosa di molto importante da dirti!"
Disse il bruco.
"Controllati!" disse il bruco.
È tutto qui?
"No!" disse il bruco.
"Un lato ti farà crescere, e l'altro ti farà rimpicciolire."
Un lato... l'altro lato... di cosa?
"Del fungo." disse il bruco.
"Ora lasciami in pace a dormire."
Disse il bruco debolmente.
"Penso che funzioni abbastanza bene... ma non tanto come mi aspettavo."
Pensò Alice tra sé e sé.
Entra.
"Un invito per Alice dalla Regina." disse il pesce lacchè.
"Un invito dalla Regina per Alice." ripeté il pesce lacchè.
"Alice? Ma quella sono io." si disse Alice.
Signore, per favore.
"Non c'è posto! Non c'è posto!"
Gridarono il Cappellaio Matto e il Leprotto Marzolino.
"Perché un corvo somiglia a uno scrittoio?" chiese il Cappellaio Matto.
"Voglio una tazza pulita. Scaliamo tutti di un posto."
Disse il Cappellaio Matto.
"Vuoi un po' di vino?" disse il Leprotto Marzolino.
Non vedo vino.
"Perché non ce n'è!" disse il Leprotto Marzolino.
"Tu hai bisogno di un taglio di capelli!" disse il Cappellaio Matto.
"Oh cara, sarò decapitato!" disse il Coniglio Bianco.
Aspetta! Per favore, signore!
"Voglio una tazza pulita. Scaliamo tutti di un posto."
Disse il Cappellaio.
"Che giorno è oggi?" chiese il Cappellaio.
Giovedì.
Di nuovo due giorni di ritardo.
"Te l'ho detto, il burro non va bene."
Disse il Cappellaio Matto.
"Ma quello è il burro migliore." protestò il Leprotto Marzolino.
"Voglio una tazza pulita."
Disse il Cappellaio Matto.
"Bene... perché un corvo somiglia a uno scrittoio?" chiese il Cappellaio Matto.
"Voglio una tazza pulita."
Disse il Cappellaio Matto.
"I tuoi capelli hanno bisogno di un taglio!" disse il Leprotto Marzolino.
"Versati un bicchiere di vino." disse il Cappellaio Matto.
"Non c'è posto! Non c'è posto! Non c'è posto! Non c'è posto! Non c'è posto!"
Gridarono il Cappellaio Matto e il Leprotto Marzolino.
"Oh cara, oh cara." disse il Coniglio Bianco.
Aspettami, per favore.
"Tagliate le loro teste!" disse la Regina di Cuori.
"Tagliate le loro teste!" gridò la Regina.
"Giochi a croquet?" disse la Regina di Cuori.
Me lo sta chiedendo?
"Sì." disse la Regina di Cuori.
Sì, ci gioco.
"Allora vieni con me!" disse la Regina di Cuori.
"Per favore, scegli un fenicottero." ordinò la Regina di Cuori.
"Tagliate le loro teste!" gridò la Regina.
"Devi impararlo tutto a memoria." disse il Coniglio Bianco.
Per favore, aspettami.
"L'imputata faccia un passo avanti." disse il Re.
Dice a me?
"Tagliatele la testa!" ordinò la Regina di Cuori.
"Però, mia cara, questa deve essere l'ultima sentenza."
Il Re ricordò alla Regina.
"Perché hai mangiato questi biscotti?" disse il Re.
Io... io...
"Rispondi sì o no!" disse il Re.
"Tagliatele la testa!" gridò la Regina.
Non ho mangiato nulla.
O quasi nulla...
"Dammi qua." ordinò il Re.
"Inizia a leggere da qui." disse il Re.
"Sono molto dispiaciuta per quello che ho fatto..."
"Le tue scuse saranno tenute in considerazione." disse il Re.
Ma io non sono dispiaciuta di nulla!
Va bene, o quasi nulla...
"Dicci quello che dovresti dire. Avresti dovuto dire..."
"Sollecito la corte alla punizione più severa."
Disse il Re con confidenza.
Ma per cosa mi prendete?
"Attieniti al testo, bambina."
Esclamò il Re.
Ma tu puoi vedere che i biscotti sono tutti qui!
Quasi tutti.
"Le prove non si possono toccare!" gridò il Re.
"Tagliatele la testa! Tagliatele la testa!"
Gridò la Regina di Cuori.
"Cara, hai ragione, come sempre. È evidente!"
"Tagliatele la testa!" ordinò il Re di Cuori.
"Tagliatele la testa!"
"Quale? Quale?"
"È in ritardo, come sempre. Credo che gli taglierò la testa."
Pensò Alice tra sé e sé.
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