All language subtitles for Màkari - Episodi 01 - Stagione 4 - RaiPlay

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Original subtitles

Canta più forte ma fallo in silenzio perché qui nessuno ci

sente e ci vede ma magari è casa e gioia e dolore,

magari non l 'ha di me.

Grazie a tutti.

Ma che stai facendo? Che controlli? Che la sabata abbia una linea perfettamente

aerodinamica? No, controllo se la sola si è consumata malamente. Che qua ci

problemi.

Caldo, durone, la luce valvo, fascisti da plantare.

Dovrebbero inventare il Nobel per la patologia solo per darlo a te, Peppe.

No, è che allontano tristi pensieri dalla mia terra.

E pure io, Peppe, pure io.

Non fate così, si tratta solo di qualche mese.

Sembri proprio un archistar.

Ha ragione, Savelio. Hai vinto un concorso internazionale a Malta con un

progetto tutto tuo, Suleima.

Queste sono cose che capitano solo agli archistar.

E io rimarrò qui, solo.

Dai, non fare così, amore.

Passerà presto.

No,

ho dimenticato di riprendere le cartelline allo studio.

Dai, veniamo con te.

Veramente sarebbe perfetto se andassi solo voi due, così io potrei finire qui.

Io volevo passare ancora un po' di tempo insieme, godermi gli ultimi istanti.

Anna, vuoi iniziare con i tuoi ricatti morali? Perché i ricatti morali sono una

goduria.

Peppe, su, rendiamoci utili.

Grazie. Ciao, P -Bank.

Va bene.

Così ci fermiamo al bar, che a me la melancolia mi mette fame.

Sì, Peppe, a te tutta la gamma dei sentimenti ti mette fame.

Vabbè, come dico.

Ma che

c

'è? Perché mi guardi? Già ti va, Casoleva?

E certo.

È come se ti senti un blocco alla gola.

Una pietra nello stomaco. Ho capito, Peppe.

Sto guidando, ti sembra il momento per la seduta dallo psicanalista?

E vabbè, e che ho detto?

Ma che sono tutti quegli agitati, sa bene?

Non lo so, andiamo a vedere.

Signori, signori, il signor Di Nolfo ha pagato il suo conto con la giustizia,

può andare dove vuole, è chiaro? Ehi, dovete tornare a casa, basta, forza!

Ma io vi prego, vi prego dovete cercare di collaborare, troverete una soluzione,

ma intanto qua dovete sgombrare, non potete stare, forza!

Ma come devo fare io, come ve lo devo dire?

Che succede?

Se sei tu il mostro, io sono d 'accordo con loro.

Ma ti smetti a fare pure lo spiritoso ora?

Tu non sai niente, naturalmente. Ma dove vivi, eh?

Enzo, ma mi dici che succede?

Ignazio Di Nolfo, il mosso di Barrafato, ti dice qualcosa?

Aspetta, ma che era? Un omicidio di tanti anni fa.

Esatto. Questo ha finito di scontare la sua pena una ventina di anni di carcere.

Invece di tornarsene a vivere a Barrafato, ha deciso che vuole tornare a

qua. Ah, e quindi che fate? Lo scortate fino a casa?

Motivi di sicurezza, mi pare evidente, no?

Vabbè, i mostri fanno paura.

I mostri umani fanno più paura dei mostri di fantasia, sapete?

Comunque, questo si affittò a una casa accontata per tutto che per fortuna è

fuori paese, isolata. Dottore, abbiamo un problema.

Scusate un attimo.

Signori, non potete... Viva!

Viva!

Non ci vediamo!

Signor Di Nolfo.

Le pare che abbiamo bisogno di altre complicazioni?

Io lo ripeto, io prima di andare a casa mia voglio passare all 'albergo dei miei

figli e ci voglio andare da solo perché io ora sono un uomo libero. Ma lei li ha

visti a questi, lei è impazzito.

Dovevo avere paura io.

Voglio andare dai miei figli e se non mi ci porta lei, io, ci pago solo.

Dove va lei? Venga qua.

Ce ne occupiamo noi, lei intanto ritorna indietro. Ritalga in macchina che ci

pensiamo noi.

Ritalga.

Caputo, fai il giro largo.

Andiamo pure noi, no? Dov 'è l 'etichetta, piccoloso, pure che c 'è il

Maglia l 'hai visto gli occhi?

Sono come quelli dei maniaci assassini, quelli che ci mettono a mettere il nome.

Che fai, che impressioni adesso?

Andiamo che voglio vedere che succede.

Ancora tre piedi stai.

Non ce la so che vuoi.

Papà, che ci fai qua? Vattene.

Eravamo finalmente tranquilli a Macri.

Nessuno prima d 'ora sapeva che eravamo figli tuoi.

Oh, vent 'amati santissima!

Signor di nuovo!

Quant 'avevo, mio! Che piacere vederlo, veramente!

Carruba!

Eh, Carruba mio!

Forse che sei l 'unica persona al mondo che è felice di vedermi.

Ma la fissa che bell 'hotel che hanno fatto semanalità, eh?

Certo, non è grande come quello che aveva abbattafato, però qui la gente è

contenta, se ne vanno contenti, se ne vanno. Che ruba hai finito?

Sì. Levati.

Hotel Ferragosto.

Ma il nostro è sempre stato Hotel di Nolfo. Certo, papà.

Ormai per noi il nome di Nolfo è un nome da cancellare. Lo so.

Per me, Simone, Rita, è

stupendo vedervi.

Siete così grandi, così belli.

Così.

Ma tu devi essere la moglie di Simone, vero?

Come ti chiami?

Non mi sembra il caso di fare le presentazioni.

Comunque mi chiamo Rosalia.

Rosalia.

E tu?

Io e Rita ci siamo sposati sei anni fa.

Io sono Diego.

Diego?

E Donato?

Dove è Donato? Papà, lascia stare Donato.

Lascia ci stare tutti.

Hai ucciso Filippo, te ne devi andare!

Simone! Rita!

Fare così non ti fa bene nel tuo stato. Sei al terzo mese.

Papà Simone ha ragione.

Abbiamo dovuto fare tabù la Rafa.

Ricostruire tutto da zero.

Scusami, Rita.

Scusatemi. Tutti.

Ma se sono qui a Macari...

So i miei motivi.

Possiamo andare, dottore?

Rita! Rita!

Rita!

Sabe, hai visto come hanno guardato?

E che c 'è? È venuta tutta la pelle di oca.

A te la testa dell 'oca ti è venuta, non la pelle.

Dai, sbrigati.

Suleima ci aspetta.

Questa è l 'unico giorno dove tutto questo non deve succedere. Ovviamente

questo succede adesso.

Adesso ci proviamo a spiegare che dobbiamo correre come dei ragazzi, va

Dai ragazzi, qui penso l 'aria.

Ora li prendiamo.

Prendi questi qua.

Prendi quelli, ok?

Prendi questi, li prendo io.

No,

lo perdo, lo perdo sicuro.

Io non avrei desiderato di meglio.

Devo davvero andare, altrimenti non mi fanno imbarcare i bagagli.

Dai che ci videochiameremo tutti i giorni.

Tu davvero non riesci a tornare nemmeno per un fine settimana?

Sarà difficilissimo, poi sarò molto impegnata, però...

Potresti venire tu per un po'? È che devo finire ancora metà libro. Quest

a Curzio si è messo in testa di essere un editore vero. Mi fa fare riunioni di

editing e di cose così.

Ciao, Saverio.

Ciao, mia amata archista.

Scappo.

Va bene.

Prenditi cura di lui.

Tranquilla, gioia mia.

Lo faccio mangiare, lo faccio dormire, la sera lo porto fuori. Questo è il mio

toxic.

Ciao, maschioni.

Ciao, amore.

E certo, ora senza Sulema, senza nessuno, rimane da solo qui.

Vabbè, vorrà dire che mi butterò a scrivere il libro.

Aspetta, allora ho pensato, perché non vieni a mangiare a casa mia?

Abbiamo fatto il pesce a spada alla ghiotta o alla ghiotta e dalle

No, dai Peppe, sono troppo stanco, però ti assicuro che so cavarmela da solo.

Questo gufo, gufo, questo gufo, questo gufo.

Ho capito, è un gufo, e allora?

I gufo portano su alle sventure. Senti che facciamo?

Io lascio il telefono in acceso sul comodino, non ci sarà mai, va bene?

dimmi una cosa, io di che cosa mi dovrei scantare? Ah, va bene.

Amici, amici!

Buonasera.

Buonasera. Dede.

Dede.

Dede Norfo.

Lei è Severo Lamanna, lo scrittore.

L 'ho riconosciuta oggi.

E allora ho pensato di venirla a trovare.

Ci possiamo sedere?

Dottor Lamanna, sai che io in carcere ho letto tutti i suoi libri.

E mi hanno tanto divertito.

È importante in prigione avere qualcosa che ti fa sorridere.

Eh, mi scusi, sono festato con l 'ordine.

Certo.

Beh, non si offre davvero un fan?

Certo, si accomodi.

Davvero non si nega a nessuno.

Ho pagato il mio conto.

Vent 'anni.

Ma per la gente non sono libero neanche di vivere dove voglio. E nemmeno per i

miei figli.

Beh, non tutti i delitti sono uguali.

Lei ha ucciso il suo figlio piccolo, Filippo.

L 'ha fatto cadere dalla tromba delle scale.

Fu un incidente. Sì, questo è quello che ha detto lei, ma... la polizia non le

ha creduto.

E poi durante gli interrogatori ha detto che in quel periodo si sentiva come...

Come folle.

La verità, a volte, è inarrivabile.

O è meglio non arrivarci.

Ma il mondo vuole un mostro che serve all

'assassino. Che cosa intende dire?

Ah, niente.

Travarlo.

Forse la libertà mi dà...

Mi dà un po' alla testa.

Di nuovo.

Perché è venuta da me?

Volevo parlarle del motivo per cui io sono qui a Macari.

La mia famiglia ci ha sofferto troppo a causa mia.

E io devo fare la cosa giusta.

Lo sento.

Anche se questo porterà altro dolore.

Anche se quello che devo fare è una cosa terribile.

Di nuovo vuole spiegare? No.

Ci rincontreremo.

Grazie, bel vino.

Cosa? Che dici?

Chiude, chiude la porta.

Ciao amore mio, come stai?

Ciao amore mio, adesso che ti vedo molto meglio.

Ma dove sei, scusami? Cos 'è, la casa del primo ministro?

È il mio alloggio. È incredibile. Non ci credevo nemmeno io quando sono entrata.

Ieri è venuta a prendervi un 'intera delegazione all 'aeroporto.

Complimenti amore, sono felice per te.

Oh, poi se ti servirà un assistente esperto in massagini rilassanti, fammelo

sapere.

Ci penserò.

Amore, adesso devo andare.

Sono in ritardo, c 'è un evento all 'assessorato.

Ci risentiamo stasera.

Ti bacio.

Anch 'io ti bacio, amore mio.

A dopo.

Ecco.

Oh, ma che ci fai qua?

Ma mi devi fare bene, ho un infarto prima del caffè.

Oh, ma sei ingrato, senza cuore.

T 'ho comprato la colazione, t 'ho portato anche il caffè.

Ma io ti ringrazio, ma dico, andava bene anche poco dopo l 'alba, eh?

Vabbè, ma io stavo in pensiero, sapevo il rubenetto, il gas, dovevo

Ora che vivi da solo... Dimmi la verità, tu sei ancora scantato per la visita di

Dinolfo di ieri sera, vero? Eh, certo che è.

Ah, Beppe mio, come farei senza di te? Mi raccomando, eh?

Non ti allontanare mai.

Oh, e che ci muove da qua? Io sono come lo scoglio, che rompe le onde e il mare

si calma.

Il mostro, questo è il mostro. Non ti devi agitare, poi basta con questo

La parola mostro è il primo modo per trasformare una tragedia in spettacolo.

Lasciatelo dire da me che sono un giornalista nato.

Sarai un giornalista nato, ma un mostro è un mostro, e basta.

E vabbè.

Ma che fu?

Ma il compasso ragazzo!

Sì, è uscito di casa. Ieri avevo il bel idro e non è più riapparso.

E tanti pensano che l 'assassino è arrivato ieri.

Cioè, pensano che ha a che fare con Dinolfo? Ma sì, c 'è un 'agitazione

in paese. La gente ha paura.

E sono venuta a dirvelo nel caso... Insomma, se volete fare qualcosa.

Eh, sapevo. Certo che facciamo qualcosa.

Certo, sappiamo dove abita sto ragazzo. Ho sentito che abita una contrada a

Mandarò. Contrada a Mandarò? Eh, aspetta. Sì, lo faccio io. Sì.

Aspetta, eh?

Però ricordati, mi devi aiutare con i carciofi, eh? Dai, certo.

E che ti lascio da sola con tutti quei carciofi? No, no.

Sto tornando.

Prendi il cibo qua. Ciao, tesorotto. Ciao.

Ciao. Ciao.

Chiudo io?

Sì, grazie. Sì, sì.

Michela. Sì, Michela.

Saverio, Peppe.

Da quanto tempo?

Eh sì, sarà almeno un anno che non ci vediamo. Giù, sì.

Ma tu conosci la famiglia del ragazzo che è sparito? Sì, Romeo Sheville, è un

mio allievo. Sono stata finora a parlare con i genitori.

Siamo tutti molto preoccupati, lo succedono da ore.

Poi come vedete qua sono tutti infazziti.

Eh già.

Ecco Randone, vado a sentire un attimo. Sì.

Già qui.

Lo stiamo cercando il picciotto, stiamo lavorando.

Randone, questa cosa di Dinolfo è una minchiata.

Cioè, quello ha commesso un omicidio in seno alla famiglia. Che motivo aveva di

fare del male ad un ragazzo che manco conosce?

Infatti non c 'è motivo di essere precipitosi, però... Però?

Però, intanto, Di Nolfo non si giova, a casa non c 'è, il cellulare è staccato.

Ora, se non vi dispiace, vorrei andare a lavorare.

Michela, stessi, ma ti andrebbe di cercare insieme a noi il ragazzo?

Ve lo stavo per chiedere anche a lei.

Andiamo, ragazzi.

Senti, che cosa mi fai dire di questo ragazzo?

Romeo è un ottimo studente.

Adesso dovrebbe trasferirsi in un liceo in Irlanda.

Non pensate un ragazzo molto solitario, eh?

Però ho notato che ultimamente è legato con una sua compagna di classe.

Celeste si chiama. Ah, e hai provato a chiamarlo?

Sì, ma non mi ha risposto.

Sai dove abita?

Proprio dietro la succursale della scuola, guarda, 18.

Quest 'anno è un segno lì.

Dovrebbe essere qua, sì, da queste parti.

Sì, qua, da questa parte.

Può essere che sono in vacanza.

Un rumore, l 'avete sentito?

Di nuovo l 'ho sentito.

Allora qualcuno c 'è.

Celeste! Apri la porta!

Sono la professoressa Pacino.

Eccola.

Celeste. Che volete? Non posso fare entrare nessuno.

I miei sono per qualche giorno a Napoli.

Romeo è qui? Dov 'è?

Non so di che parlate, io chiudo. Professoressa, che stai facendo?

Guarda che se sai qualcosa ce lo devi dire.

Professoressa, mi dispiace, ma io non so niente.

Romeo.

Oh, Romeo.

Vedi che tua mamma è preoccupatissima.

Dai, non ce la fa più quella donna, Romeo.

Se gli vuoi bene, torna a casa.

Amo, gli si ristemerà tutto.

Romeo.

Oh, io non ci voglio andare.

Vieni, vieni.

Piano, tranquillo.

Professoressa, Celeste non c 'entra. Io gli ho chiesto di farmi nascondere da

lei. Ma perché?

All 'inizio mi piaceva l 'idea di andare a studiare all 'estero.

Dopo ho conosciuto lei.

Voglio restare qui a Macari.

Perché le voglio bene.

Adesso stai tranquillo. Mi trai che troviamo una soluzione.

Qualche modo facciamo. Parlerò io con i tuoi genitori. Bene?

Grazie.

Eh, chissà se lo lasceranno restare o lo manderanno all 'ospedale in Irlanda.

Sono cose di famiglia, sapete.

Secondo me lo ascolteranno, guarda che si sono presi un bel spavento.

Comunque parlerò con i genitori, l 'ho detto a Romeo.

Vabbè, che ne dite se andiamo a fare un brindisi?

Romeo, no? No, no, io devo andare da sdra.

Devo pulire i carciofi perché come li pulisco io non li pulisce nessuno. Ah,

vabbè. Ciao!

E tu?

Hai tempo?

Sì, ho tempo.

E allora andiamo, dai.

Lo sai che mi era mancato giocare ai detecti?

E un po' anche a Dolaman.

Già, abbiamo fatto passare un sacco di tempo.

Un sacco di volte ho pensato di chiamarti, però poi mi facevo scrupolo,

appena rimesso con Zuleima, poi quello che era successo... Ma certo, certo, è

naturale.

Comunque ti trovo bene, sei smagliante.

Grazie.

Sì, sì, sto bene, sto molto bene.

Poi ho una bella novità. Ah.

Che mi sposo. Mi sposo.

Davvero? Sì.

Brava.

E chi è il fortunatissimo?

È Laurentano. È Edoardo Laurentano.

Laurentano? Tu dici Laurentano lo scrittore? Proprio lui.

Lo conosci?

No, non personalmente, ma scusami, ma come l 'hai conosciuto?

Un pomeriggio ero libera, sono andata a una sua presentazione in libreria.

E ci siamo conosciuti.

Però... Beh, si vede che senza di me eri un po' in crisi d 'attinenza da

scrittore.

Sì, può essere, è vero.

Senti, io devo chiamare un attimo Randone perché voglio sapere se è

fuori Ignazio Di Novo. È strano che non riuscissero a contattarlo.

Scusami un attimo.

Va

bene,

ancora. Guarda che oggi non è giornata però.

Dai, Randone, dimmi solo se ci sono novità su Ignazio Di Nolfo. È tornato a

casa? C 'è tornato, c 'è tornato, sì, però stavolta non si muove più.

Che vuoi dire?

Che voglio dire che l 'hanno ammazzato proprio davanti alla porta di casa.

Sabe, ti prego, ora tu, non mi rompere l 'anima, però, ecco. Avanti.

C 'è qualcosa?

L 'ha ammazzato di nocciola.

Di nocciola?

Senti, ti va che andiamo lì?

Sì, certo.

Sì, partiamo soltanto a prendere Peppe che credo che a questo punto avrà finito

il suo... Grazie. Tutto il pozzo del carciofo.

Mi raccomando, date un 'occhiata nei campi qui intorno.

Penso io.

Senti, preferisci rimanere qui?

No. Meriti impressioni? No, no, no, ormai sono con voi.

Va bene.

Randone. Ecco qua, è arrivato il circo equestre.

Naturalmente non mi riferivo a lei, Simolina.

Buongiorno. Buongiorno.

Che fai, latin lover? Ti metti a fare il provolone qui, col morto fresco? Guarda

come sei antipatico, non riesco manco a essere educato.

Venite.

È morto soffocato?

Così pare, poi la scientifica ce lo confermerà.

Del resto, col clima che si respirava pareva scritto.

Ci mancava solo la scomparsa di questo vicciotto. Ma pensi che c 'entri

di quelli che protestava?

E chi altro se no, eh? Qua qualche esaltato esce sempre.

Scusi, lei ma che cosa fa con sto cane? Si allontani, questa è una scena del

crimine, venga. Ma io sono Donato. Ma che mi interessa a me se si chiama

Calogero? La prego, vada via.

Aspetta, Randone, tu sei donato il figlio di Ignazio Di Nolfo? Sì, sono io,

figlio minore.

Ma com 'è morto papà?

Scusi, ma lei dove sbuca fuori? Ma che vive con i suoi fratelli dell 'albergo?

No, io non vivo da nessuna parte, non ho una casa, io viaggio.

Come sei finito qui?

Ero a Messina e al monitor della stazione ho visto che papà usciva dal

veniva qua, volevo incontrarlo.

Ma dite, mio papà è stato ammazzato?

Sì.

No.

Un 'anima non dovrebbe mai essere strappata in modo così orrendo dal

Speriamo che nella sua nuova vita non soffra più così tanto.

Nuova vita?

In cielo?

No, il nuovo corpo in cui trasmigrerà la sua anima, qui sulla terra.

Lascia passare!

Donato! Rita!

Simone!

Simone!

Come stai?

Bene, io sto bene Simone, ma... Allora...

Guardi

che lei non può entrare.

Lo so.

Ecco qua, grazie ragazzi. Io devo fare ancora mille cose per i preparativi con

Edoardo.

Eccolo! Ehi!

Ciao amore!

Vieni che te lo presento.

Amore bello!

Amore mio!

Dammi un bacio.

Piacere, Eduardo.

Ehi, ciao.

Saverio Lamanna.

Ma che piacere vederci, non ci siamo mai incontrati di persona.

Quest 'anno al salone non te l 'hanno invitato.

È una scelta di marketing, non esserci il mio modo per far parlare di me.

A proposito, lo sai il tuo editore, Accusio Milagno?

Non so da quanto tempo mi fa una corte disperata, una cosa pazzesca.

Eh sì, so di non essere il suo unico amore. Sì, sì, che alla fine mi sono

a concedergli un libricino, un libro per giovani che ho buttato giù quando ero

junior a City Basket e sono rimasto a casa due settimane con la tallonite.

Un 'opera monumentale.

Che monumentale? Una cosa piccolissima. Non la potevo dare al mio vero editore,

infatti ho pensato a Curcio Milano.

Per le cose piccole è l 'ideale.

Eh sì, a Curcio pubblica anche tutti i miei libri, tutti i miei novi.

E non ha avuto mai nemmeno la tallonite, pensa.

Amore, si fa tardi, che dici, andiamo?

Sì, sì. Oh, collega.

Ehi! Ah, simpatica. Ehi, che ti amore.

È un po' così, sposto.

Figurati, il successo per queste scrittorie è come l 'elio per i

Senti, se ti fa piacere mi aggiorni su come vanno le indagini.

Certo, certo.

Sono stata contenta di rivederti, Saverio.

Anch 'io.

Ciao. Ciao.

Ciao Peppe. Ciao.

Saverio, dobbiamo andare.

A Randon. Che fa? È rimasto un bambolà.

Sì, andiamo.

Ma che è tutto sto zero adesso?

Zero, zero.

Dunque, allora, Ignazio Di Nozzo è stato prima stordito con un colpo alla testa

e poi soffocato con un sacchetto di plastica, ma l 'oggetto con cui è stato

colpito non l 'abbiamo trovato.

E impronte sul sacchetto di plastica non ce n 'è.

Esatto, quindi questo mi fa pensare a un delitto premeditato e quello che l 'ha

compiuto sapeva quello che faceva.

Senti, ma tu pensi ancora ad un esaltato o a qualcuno della famiglia?

Scusa, ma perché dovrei pensare a qualcuno della famiglia?

L 'hai visto come hanno reagito ieri, no?

E poi, Dinolfo quando mi parlò mi disse che era tornato qui a Macari dalla

famiglia per un motivo, un motivo importante.

Sabe, però adesso non intorcimiamo le cose, eh? Perché a quanto ci risulta,

Simone e Rita Dinolfo erano nel loro albergo. E comunque, l 'unico che non

ancora a Macari è quel picciotto che parlava di Ana.

Già, ma Donato, dov 'è in questo momento? È ancora all 'asta.

Ma là dove?

Eh, sulla scena del crimine, si è piazzato là davanti che sembra un monaco

Sarè, ascolta a me, guarda che questo è mezzo svitato e questo ti fa sfardare

tempo a te.

Arrivederci.

Ciao Donato.

Ciao ragazzi.

Prego, sedetevi vicino a me.

Ma qui così?

Non c 'è posto più bello che stare qua davanti alla natura.

Aspettate un momento.

Ecco. Prego, accomodatevi.

Come mai il pennendo?

È per evitare che schiacciate qualche piccola creatura.

Ma perché a te ti dispiace se schiacciamo una formicola o un ragno?

Sai, anni fa ho incontrato uno che viveva viaggiando come me.

Lui praticava il jainismo.

E da allora anche io la penso un po' come lui.

Jainismo? Ma che è?

No,

Peppe, il jainismo è una filosofia che considera sacra ogni forma di vita,

la più piccola.

Esatto. E anche per me. Ogni vita è sacra.

Da quant 'è che vivi così?

Da parecchio, sai...

Io, Simone e Rita siamo stati tutti travolti da quello che è successo.

Ognuno ha reagito a suo modo ed io ho deciso di vivere così, come un granello

polvere nel vento.

Miche, davvero?

Ma per me non c 'è niente di più bello, eh?

Essere come un fiore, come una pietra, come una semplice creatura.

Guarda.

Cosa c 'è di più meraviglioso di questo?

Basta guardarlo.

Mi, meraviglioso.

Senti Donato, io volevo chiederti della tragedia. Tu che cosa ti ricordi della

morte del tuo piccolo fratellino? Non molto, ero piccolo, avevo cinque anni.

Mi ricordo il dolore, le lacrime.

E dopo la tragedia come andò?

Eravamo annientati, ma quello che stette più male di tutti fu Simone.

Perché? Beh, perché lui era più grande di noi ed era molto legato a papà.

Stette davvero malissimo.

Ha tenuto con sé nostra madre fino a quando poi non si è ammalata ed è morta.

Poi ha aperto il nuovo hotel, con Rita.

E adesso mi cerca sempre, cerca di tenere contatti. Insomma, non vuole che

perdiamo.

Vi avete sentiti anche in questi ultimi giorni?

Sì, fu io che lo chiamai quando seppi che papà era libero e veniva qua.

Ah, e lui che cosa diceva?

Era agitato.

Aveva paura che...

l 'arrivo di papà potesse danneggiare gli affari dell 'albergo. Beh sì, perché

qua ancora nessuno sapeva che lui e Rita, insomma, erano i figli del mostro.

Permesso? Michela!

Ero in giro, allora ho pensato di passare per chiederti come sono andato

indagini. E mi mancava il detective Lamanna in azione.

Beh, castatelle e delitti sono a sua disposizione, madame. Grazie.

Senti, vuoi qualcosa? Ah, dai che ti faccio assaggiare un passito di

pantelleria, ti va? Ma certo che mi va, grazie.

Quindi tu...

Non pensi che sia per il clima di odio che c 'era, che magari qualcuno abbia

perso la testa? Non lo so.

Non lo so. Io... è soltanto un 'ipotesi, eh?

Ma secondo me è stato uno della famiglia.

È vero?

La prima sera di Nolfo è venuto qui a trovarmi. Qui? Qui dentro?

Sì. Ha cominciato a dire cose strane, a fare certe allusioni circa il delitto

per cui fu condannato.

Quello del bambino. Disse che al mondo serve un mostro, che la verità è

inarrivabile o è meglio non arrivarci. Insomma, mi fece intendere che all

non fu lui il vero colpevole. Ma non è tutto.

Cioè?

In realtà non me l 'ha spiegato davvero, ma che era tornato a Macari per un

motivo, che voleva fare la cosa giusta, anche se questo avrebbe comportato

ulteriore dolore per la sua famiglia. Tu pensi che... Forse, dico forse, di

Nolfo. Voleva finalmente affrontare la verità di un passato che l 'aveva fatto

diventare agli occhi di tutti il mostro di Barrafato.

E qualcuno magari lo ha ammazzato proprio per impedirgli di tirar fuori

verità.

Moirono, mi scusi, Simone Di Nolfo, di là.

Moirono? Grazie.

Ma che fai?

Peppe, ma che ti sei bevuto il cervello? Che ti metti a fare come quel vagabondo

donato? Guarda che quello è un bravo picciolo. E poi dice delle cose giù.

Vieni, gemmi. Vieni, vieni.

Hai visto?

È un vermino. E si chiama Mino. Ora io dico, tu già sei filosofo.

Adesso ti metti a fare pure il bonzo, quello che è.

Simone Di Nolfo?

Salve, Saverio Lamanna.

Salve, sì, mi ricordo di voi.

L 'altra volta eravate con il vicequestore.

Che volete?

Capire chi ha ucciso suo padre.

Possiamo parlare?

Sì, solo due minuti perché sto lavorando.

Ah, aspetta, come mai l 'avete chiamato Hotel Ferragosto?

Che una volta si diceva Ferragosto è capo d 'inverno.

Che dopo Ferragosto comincia l 'inverno. E dopo tutta la sofferenza che ci ha

causato nostro padre, questo doveva essere un posto dove Ferragosto non

più.

Infatti lei era molto preoccupato per l 'arrivo di suo padre, no?

Soprattutto per le conseguenze sul vostro albergo. Mi si stupisce?

Mica è facile tenere a galla un albergo come il nostro. Ci mancava solo una

pace. Ma secondo lei come mai suo padre è piombato qui a Macari così?

Insomma, non sarebbe stato più naturale lasciare in pace lei e sua sorella?

Ma voi che minchia vi mischiate?

Lei odiava suo padre, questo è evidente.

Certo che lo odiavo.

Hai idea di che cosa è stata la mia vita?

Io ero il più grande e ho dovuto fare fronte a tutto, ma ero solo un ragazzo.

Mia madre rischiò di impazzire, fu... fu travolta dalla depressione.

E dovevo essere io a dire a Rita e Donato perché avevano portato via nostro

padre.

A consolargli perché in paese tutti lo chiamavano mostro.

E a dirgli che il nostro fratellino era in cielo e che la sussista va bene.

Mi dispiace, Simone.

Ma lo volete lasciare in pace?

Simone ha già sopperto abbastanza.

Sì, sì.

Soltanto un 'ultima domanda. Lei dov 'era ieri tra le 10 e le 11?

Ma io questo già l 'ho detto alla polizia. Comunque ero qui.

Lavoravo.

A quell 'ora c 'è il corso di balli di gruppo, il corso lo tiene Rosalia.

E io sto qua, intrattengo i clienti.

Adesso andatevene, subito.

Pronto?

Aspetta, aspetta, ma tu sei... In serio, sono Claudia.

Claudia, certo.

Come stai?

Bene, bene.

Che sorpresa sentirti.

Sono in vacanza a Macari e così ti ho chiamato. È tantissimo che non ci

Magari uno di questi giorni... Eh dai, antipatico, vediamoci oggi.

Va bene, facciamo tra un 'ora al ristorante da Marilù?

Bellissimo, a tra poco.

Ciao.

Arianna! Arianna, sbrigati!

Ma questa, Claudio, è una mia ex di tanto tempo fa, di quando facevo il

giornalista a Roma.

Oh, non arriva.

No, non arriva.

Eccola!

Oh, da quanto tempo, ma che piacere. Ciao.

Stai uno splendore. Sì, uno splendore lui.

Piacere, Peppe Piccionello. Claudia, molto piacere. Anche tu stai molto bene.

Grazie. Ma sediamoci, su.

Ma... Quindi voi due stavate assieme, vero? Sì, siamo stati insieme quasi due

anni. Purtroppo, però... Ricordi?

Ah sì, sì, è stato un piccolo problema di fedeltà mia.

Il solito farfallone, ah, sbollazzate qua, sbollazzate là, farfallone è

Ma come mai qui a Macari? Volevo fare qualche giorno di mare con mia figlia,

Arianna, e poi ieri per caso su una rivista locale ho letto che ora sei uno

scrittore. E quindi ti ho chiamato.

Vedi, che combinazione, a volte le cose incredibili.

Sono felice che scrivi libri.

All 'epoca Savelio era giornalista, ma io sapevo che dentro di lui c 'era uno

scrittore.

Grazie. Uno scrittore? Uno scribecchino!

Peppe, c 'è una bella svendita di infradito qui a Custonaci, perché non ci

anche subito?

Savelio, tu non pensi mai all 'occasione che abbiamo perduto?

Sì, ma sai, Claudio, eravamo così giovani, lo sai, quando sei giovani...

La vita va un po' dove vuole andare.

Ti sbagli, Saveri, è proprio da giovani che si perdono le occasioni, quelle che

non tornano più quando si è... Oh, ti prego, non dire che siamo vecchi, eh?

Ok, ok, va bene.

Sai una cosa?

Uno di questi giorni devi invitarci a casa tua, così io vedo dove stai e tu

conosci mia figlia.

Arianna è un amore. Ma sì, dai, organizziamola.

Facciamo domenica?

È la giornata più comoda. Dai, domenica.

Domenica, sì.

Sì, ok, va bene.

Questi sono dei calici di benvenuto.

Allora un brindisi.

Certo. Prego.

Grazie. Prego.

A noi. A noi. A noi e al parpallone.

Vediamo domenica.

Non vede l 'oro.

Che c 'è?

Ma giusto, giusto, che zulema sei andata, spuntacchista.

Una bella figlia.

Che c 'entro io?

Mi ha chiamato lei.

Tu non c 'entri mai.

Ma l 'hai invitata pure a casa.

Io? Ma tu sei autoinvitata.

Io te lo dico, eh. Questa c 'ha una bella botta di ritorno di fiamma. Fai

attenzione. L 'amore triattista. Ma quando mai? Ma ti pare che se Claudia

organizzare cose tipo un ritorno di fiamma, veniva qui con la bambina?

Io ci voglio essere, perché voglio controllare.

Controlla, ma guarda un po'. Piuttosto parliamo di cose serie.

Questi dell 'hotel Ferragosto li conosci? Ma che di no?

Poveretti, con quel padre, chissà quanto hanno sofferto.

Il fatto che abbiano sofferto non esclude che qualcuno di loro possa

colpevole.

Ma tu che vuoi sapere?

Io voglio parlare con Rita.

Sai come posso trovarla da sola, senza il fratello? Scusa, ma guarda, no?

Controlla il programma dell 'hotel.

Simone e Rosalia, in genere, organizzano, che ne so, istruzioni, gita

cose così.

Rita e Diego, invece, che è il marito, stanno quasi sempre in hotel.

Lei alla reception e lui dietro all 'amministrazione.

A posto?

Hai saputo tutto quello che volevi sapere? Me ne posso andare?

Sì, sì, ciao.

Andiamo, va?

Ciao Rita, è sempre un piacere venirvi a trovare, grazie. A te, ci vediamo

presto.

Buongiorno.

Che volete?

Solo parlare, non si preoccupi.

Diego, ci sono quei signori.

Ancora voi siete.

Guardate che Simone già ce l 'ha detto che vi state impicciando. Per favore ve

ne andate. No, un momento soltanto. Noi vogliamo solo capire che cosa sta

succedendo. Perché vi interessate della morte di mio padre?

Rita, tuo padre è tornato qui a Macari per una ragione precisa.

E io credo che per questa sia morto.

Cosa?

Cosa vuoi dire?

Per favore, Rita è incinta.

E queste cose la scuotono.

Cosa volete sapere esattamente da noi?

Soltanto sapere dove eravate ieri, voi e gli altri, tra le 10 e le 11.

Io e Rita siamo sempre stati qua a lavorare. Io ho l 'ufficio qua dietro.

Noi teniamo le porte aperte per parlare insieme mentre lavoriamo.

E Simone e sua moglie?

Erano in spiaggia.

Alla lezione di balli di gruppo.

Ci sono anche delle fotografie della lezione di ieri?

C 'è il solito video.

Davvero?

C 'è un video?

Sì.

Carruba a lezione di ballo fa sempre il video.

Per i clienti.

Signor Carruba?

Chiamatemi solo Farduba.

Anzi, diamoci del tuo, così non mi contano. Venite. L 'altro giorno, quando

Ignazio Di Nolfo è arrivato qui, tu sei stato l 'unico ad essere felice di

vederlo. Eh, certo.

Povero signore Ignazio, che brutta fine che fice.

Quando ci penso, mi vengono i piangi.

Ma tu gli volevi bene.

E lui lo voleva a me. Io sono orfano.

E fin da quando ero picciottetto ho lavorato con il Di Nolfo. Il signor

era un bravo uomo, non era un morfo.

E infatti noi stiamo cercando di capire chi l 'ha ucciso. Ma vero mi dici?

Sì.

Però per farlo dobbiamo vedere un video che hai fatto tu l 'altro giorno qui con

Simone e Rosalia mentre facevano i balli di gruppo. Ma qua i video si fanno

sempre, voglio un video, un monotono.

Ecco qua.

Qua ci sono tutti i video.

Li ho registrati tutti.

E se questo può servire a fare giustizia al signore Ignazio, tutto è buono e

benedetto.

Grazie, carruppa.

Qui c 'è Rotania.

Non qui c 'è stimolo, come dicevano.

Ecco.

Ma che è?

Niente, a me mi pare una grandissima amicchia.

Scusami, non ti facevo un coreografo così raffinato?

No, non è perché voglio fare il professore, ma sto ballo è noioso.

Ma ce lo dobbiamo guardare tutto.

Andiamo un po' anzi.

Vincchia. Guarda, Simone si è staccato. Simone ci ha mentito, sia a noi che alla

polizia. Altro che ballo.

E ora?

Avvisiamo Randone.

Vabbè, chiudiamolo su.

Chiudiamolo su.

Ciao, ciao.

Allora vi siete divertiti?

Sì, ciao. Prego signora.

Sì, ma che cosa vuoi?

Non lo so.

Avete ancora qualche foto, eh? Sì, grazie.

Che succede?

Beh, succede che ci hai mentito. Non è vero che sei rimasto fino alla fine al

ballo di luce. Anzi, te ne sei andato piuttosto presto.

Mi minchia dici?

Rinolfo, c 'è un video.

Un video?

Avete preso il video di Carruso?

E comunque lei ci ha fornito un alibi falso e questo è gravissimo. No, ma non

così, io ho dimenticato di essere una copia prima.

Di nuovo, dopo che la manna mi ha consegnato il video ho fatto fare un

sul GPS del suo cellulare e risulta che dopo il suo balletto iè iè lei si è

allontanato per andare a contare a pizzuto e guarda caso è il posto dove

padre ha affittato la casa e dove è stato ucciso.

È vero.

È vero, sono andato da lui.

Volevo parlargli.

Farmi spiegare perché era tornato a tormentarci.

Volevo solo convincerlo ad andarsene.

E quindi l 'ha ucciso? No, no, no, no.

Io non l 'ho ucciso, ve lo giuro.

Quando sono arrivato era... Era già morto. Non mi sono neanche avvicinato.

Sono tornato alla macchina e me ne sono andato. Scusi, ma perché non ci ha

chiamato? E me lo chiede pure.

Avevo paura che mi avreste accusato. Qua, il mostro, lo volevano morto tutti.

Figuriamoci figli a cui aveva distrutto la vita.

Pinolfo, lei è in stato di fermo.

No, non è stato lui. Venga con noi.

No, no, vi prego, lasciatelo stare. Signora, aspetti.

Timon è soltanto una vittima di quel mostro di suo padre.

Anche adesso che è morto è una vittima sua.

Vieni a stare, Vinc.

Vedrai, vedrai che ci arriverà.

Simone Di Nolfo l 'ha interrogato? Sì, ma lui continua a negare. Intanto

convalidato il fermo. È lui il nostro uomo, Saverio. Ma tu stai proprio sicuro

che sia lui il colpevole? Perché tu dubbiai, Saverio? Noi abbiamo pure il

tracciamento del GPS.

Non lo so, a me Simone mi è sembrato sincero.

E poi, Ignazio Di Nolfo è voluto venire qui a Macari per un motivo.

Una ragione importante che riguarda la sua famiglia. E secondo me è qualcosa

riguarda il passato.

L 'omicidio del piccolo Filippo. E allora?

Ho letto un po' di vecchi articoli.

E risulta che quando fu ammazzato Filippo, Simone non era neppure a casa,

un amico. Tu che cosa pensi dei vecchi delitti? Ti sei messo a fare archeologia

adesso?

Dottor Randone, senza offesa, però lei tende un pochettino a semplificare le

cose, no?

Non si permette.

Piccionello, tu ti meriteresti di stare in galera, pane e acqua, eppure senza

ciabatte. Ora se non vi dispiace mi vorrei prendere un caffè in Santa Pase,

prego. Andiamo, andiamo.

Andiamo da Cuscio, dice che ha novità.

Saverio Caro, per il tuo libro ho pensato a un 'edizione bella, ma super

economica. Oh, oh, Fede, falla bene.

Ammazzi la coccinella, gioia mia.

Vincenzo, non l 'ho mai assunto sostanze super facenti pesanti.

Lascialo stare, quello è sballato naturale.

Gli basta il marzapane come allucinogeno.

Piuttosto questa bella edizione super economica, perché non gliela proponi a

Laurentano? e che c 'entra Laurentano?

Beh, l 'ho conosciuto, sai?

E mi ha detto che pubblichi il suo capolavoro, scritto durante la sua

battaglia contro una tallonite.

Quello stronzo.

Come dici, Pamela?

No, niente, sono cose delicate.

No, scusate se insisto, ma una mia amica sta per sposarsi con

Laurentano. Quindi tu la conosci, la ragazza che deve sposare?

Sì, si chiama Michela.

Vamela, mi dici che succede?

Vamela, perché non continuiamo a parlare del libro di Saverio, che ha già tante

vistose magagne?

E a Cursio, per cortesia, io due mesi fa ho avuto una storia con

Edoardo Laurentano.

Già, aspetta, solo due mesi fa?

Ma tu dici una storia... No, una relazione.

Una relazione completa.

Mi sono spiegata, no?

Poi ho scoperto appunto che era fidanzato e che si stava preparando a

quindi l 'ho lasciato. Però non è tutto, Saverio. Io non ero nemmeno l 'unica

con cui la tradiva la sua fidanzata.

Prima di mollarlo ho spiato nel suo cellulare.

E ho visto che ha vari profili su app di incontri.

È facile trovarlo, usa un nome falso.

Eros Cardaci.

Eros Cardaci?

Eros... Io a un certo punto ho pure pensato di andare da lei, da Michela, la

fidanzata, e dirle tutto.

Però poi mi sono detta che non erano affari miei.

Tu, Saverio, hai detto che lei è una tua amica. E allora glielo devi dire. Tu le

devi dire tutto.

Le devi dire la verità, subito. Prima che sia troppo tardi. E certo.

Molto meglio che sposare questo porco cioccio che la tradisce così.

Saverio, scusa.

Saverio, beppe, che sorpresa.

Che cosa vi manda qui?

Venite, venite.

Vi offro qualcosa da bere.

Anche se scusate che qua c 'è tutto quanto un macello per il trasloco. No,

tranquilla. Dobbiamo soltanto dirti una cosa.

Dimmi, dimmi.

Che succede?

Michela, devo darti una brutta notizia.

Mi dispiace davvero tanto che devo essere io a dartela.

Guarda chi c 'è.

Che cos 'è questa improvvisata?

Amore, vieni.

Savario ha detto che mi deve dare una...

Una brutta notizia. Che è successo?

Non lo so.

L 'assistenza del mio editore, Pamela, mi ha rivelato che ha avuto una

con Edoardo solo due mesi fa.

Ma sei impazzito?

Ma che cosa hai in testa? Che cosa hai in testa? Scherzi di mare e scherzi di

villano.

È la verità.

Di quella non credere una sola parola. Sarà qualcuna che si è invaghita e si è

fatta un film in testa. Mi ha anche detto che non è la sola con cui ti ha

tradito.

Edoardo ha vari profili su app di incontri. Si fa chiamare Eros Cardaci.

Ma che stai dicendo?

Eros Cardaci?

Mi dai... Mi dai il telefono, per favore?

Me lo dai?

Dammi.

Lascia stare.

Lascia stare. Lasciami stare tu.

Come si sbrocca sto coso? Sbroccalo.

Amore. Ma che fai? Guarda che non c 'è niente. Ma questo è un culo.

Ma questi sono dei vecchi. Sono dei falsi. È opera di gente che mi vuole

Da che hanno fatto? Questo sei tu invece.

Questo sei tu. Questa foto te l 'ho fatta io. Ce l 'avevi soltanto tu. Sarà

fan che... Ma che cosa? Che fan?

Che tipo? Che cosa inutile?

Senti, la prossima volta che sto per darti ascolto impedisci di farlo.

Hai fatto la cosa giusta, Saverio.

non c 'è più nessun matrimonio io non ti sposo te mi fai schifo sono materie per

i miei libri lo vuoi capire per i miei romanzi sono romanzi che fanno schifo io

amo nessuno li legge ci stiamo più sposando fattene via ci stiamo sposando

fattene via che non voglio più vedere fuori da casa mia

Che c 'è da fare lì?

Andate via.

Sì.

Via! Sì, ecco, via, dai.

Ehi.

Sono convinto che Randone si sta sbagliando.

Domani mattina torniamo all 'hotel dei Dinolfo perché voglio parlare con Rita.

È condonato. Oh, fermo! Ma non lo vedi? Che fai, Peppe? Che c 'è?

Oh, c 'è Cicchitto. Se ti sedevi... E poi moriva.

Cicchitto mio, vieni.

Ma... Peppe, ancora con questo tuo gianismo?

Non lo so, guarda.

Oh, gianismo, peppinismo, come lo chiami tu, che ne so.

Però secondo me Donato ha ragione.

Ogni vita è sagra, pure la cionica mica.

Sì, sì.

Però quando ti mangi le polfette di pesce a spada non mi sembra che ti

le vesti per il povero pesce a spada, no?

Beh, effettivamente.

Effettivamente. Invece quando ti mangi lo sformato di triglie non mi sembra che

ti preoccupi per le anime delle triglie.

E vabbè, vivo le mie contraddizioni e ne prendo atto. Bravo, bella risposta da

politico navigato.

Michela non mi risponde, le avrò mandato sì e no dieci messaggi. Ma come ti deve

rispondere? Per ora quella è sotto un treno, un treno, un tir, un tir, una

ruspa, un pullman. Ma non è che se aggiungi i veicoli capisco di più, ho

Ma tu lasciala tranquilla e vedrai che ti risponderà.

Invece no.

La devi lasciare nel suo dolore, nel suo tormento.

E piantala di parlare come in una sop, non siamo in una sop!

Cicicca!

Cicicca, dove sei?

No, Saverio, no. Aspetta, aspetta, Michela, ti prego, ti prego.

Volevo darti questo.

È un whisky superbo, edizione limitatissima. Infatti al minimarket c

questo. E poi volevo chiederti come stai.

Come vuoi che sia, Saverio?

Stupenza.

Ero innamorata.

Pensavo di aver trovato la persona giusta.

E invece non è altro che...

Tardo, femminaro, fattoso, lurido, vecchino, degenerato, fiducio.

Sì, sì, Michela, però, cioè, io mi sento anche responsabile. No, tu non c 'entri

niente, anzi, è meglio che l 'abbia saputo, no?

Però se c 'è qualcosa che posso fare per te, io... No, non puoi fare niente.

Senti Sara, io sto troppo male come vedi.

Lo so che l 'hai fatto fin di bene.

Però che cavolo, da un anno che non ci vediamo, più o meno la mia vita è

improvvisamente tutta una rotole.

Non mi chiamare, non mi cercare e non mi mandare manco mercato, niente.

E qua è cominciato il fuggifugge. Certo, prima l 'arrivo del mostro, poi l

'arresto di uno dei titolari.

Ciao.

Come state?

Ciao, Saverio. È dura.

Si sta crollando tutto addosso. Lo capisco.

La Rosalia è preoccupatissima per Simone.

Non capisco perché te la prendono con Simone.

Mio fratello non c 'entra niente.

È impossibile che lui abbia... Voi non avete idea di quello che hanno passato

Rita e gli altri.

Io e mia moglie ci siamo conosciuti in un gruppo di terapia.

Il sonico rifugio era l 'amore per la poesia, mentre per me era la passione

i numeri, la matematica.

Poi ci siamo innamorati e siamo riusciti a tenere in piedi le nostre vite.

E invece questo incubo non finirà mai.

Torna sempre a perseguitarci.

Rita, anch 'io penso che Simone sia innocente.

Davvero?

Sì.

E credo anche che la morte di tuo padre sia legata alla tragedia di tanti anni

fa. Alla morte del piccolo Filippo. Come alla morte di Filippo? Sì.

Ritengo che all 'epoca le cose potrebbero non essere andate come

polizia. Perché penso che il vero responsabile di quel delitto possa

qualcun altro della famiglia.

La nostra famiglia?

Saverio, ma come puoi pensare che...

Ma guardati, io e Donato siamo delle ombre e siamo delle vittime.

Siamo noi le vere vittime.

Rita, Rita, amore mio, è svenuta.

Come? Il battito è regolare, sta bene.

Per fortuna. Rita è finita, portiamola di là.

Sì, facci strada, dai, da me.

Seguitemi.

Mettetela qua.

Amore mio, bisogno di riposare.

Solo che io adesso dovrei andare perché in resepio ci sono altri clienti che

stanno andando via.

Certo. Non è che voi potreste rimanere qua? Certo, tranquillo, restiamo noi e

assicuriamo che stai bene.

Grazie.

Povera Rita.

Ci sono tragedie che nemmeno...

Il tempo può portare ad antiche debaci.

Ma che ti metti a schermenare nelle cose degli altri?

Un maleducato. Ma che sei diventato un paladino del Galateo tu.

Si sta svegliando.

Che ci fate voi qui?

Calma, calma. Sei svenuta.

Diego è di là, al banco.

E noi siamo rimasti qua per vedere se stai bene.

Tu che cosa ci fai con quelle?

Sono mie, lasciale.

Queste sono foto di te da bambina con tuo padre.

Le ho conservate, sì.

Sono gli unici ricordi felici di quel tempo.

Mi mancava papà.

Tu lo volevi bene, vero?

Anche se per tutti ormai era un mostro, per me era comunque il mio papà.

Speravo che il tempo aiutasse.

Ma adesso che papà è morto, mi sembra di rivivere quei giorni infernali.

Hai fatto bene a conservarli.

Perché anche se ci provi, il passato non si cancella mai davvero.

E allora è importante tenere con te qualcosa di buono.

Qualcosa da salvare.

Peppe ha ragione.

Ma c 'è una cosa che vorrei chiederti.

Deve essere di poco tempo prima della tragedia.

E questa sei tu da piccola, no?

Sì, sono io. Chi è questa ragazza che ti tiene la mano?

Non mi ricordo.

Lavorava da noi all 'epoca.

Penso che fosse una domestica o una cameriera detta alle camere.

Nient 'altro?

Non saprei.

Ne girava tanta di gente a lavorare nell 'albergo che avevamo imbarrafato.

Ti dispiace se ti passo una foto?

No.

Sa bene, noi dobbiamo andare. C 'è quella là, con la piccirita.

Com 'è, Salerio?

Pronto sei?

Tutto pronto.

La pasta al forno è pronta. Sì, sì, sta riscaldando, dai.

Oh, qua, qua.

Ciao, benvenute.

Prego.

Ciao. Ciao.

Questa è mia figlia, Arianna.

Ciao. Io sono Saverio, piacere.

Sì, vediamo dopo se è un piacere.

Scusa, è una cosa un po' positiva la crescita.

Figurati.

Ciao, io sono Giuseppe Piccionello, prego, accomodatevi.

Venite, venite, abbiamo fatto gli anelletti al forno, speriamo che vi

Gli anelletti, che buoni.

Interessante sta maglietta.

Ti piace?

Lei fa mia nipote, la vuoi una? No, guarda, neanche morta.

È il tuo compagno?

No, no, noi non andavamo a scuola insieme.

Ma è meglio che ci sediamo, direi, dai.

Comunque, complimenti per la casa, Saverio, è stupenda.

Grazie, grazie.

Arianna, hai visto che bella casa, eh?

È una casa.

Senti, Anita... Arianna.

Ah, certo, Arianna. Ti sta piacendo questa vacanza qui a Macri?

No.

Arianna, per favore non rispondere a Monofillabi, l 'educazione.

Mi annoio a morte e il mare non mi è mai piaciuto.

Ma come?

Qua c 'è il mare più bello del mondo.

Sì, sarà pure bello, però nel mare ci scaricano le fogne e non ho

voglia di tuffarmici dentro.

Ah.

E quindi ti piace l 'heavy metal, vedo. Eh.

Arianna?

Mi piace il metal perché è una musica arrabbiata col mondo, che manda a quel

paese tutti gli ipocriti.

E anch 'io penso che alla fine sono tutti stronzi, falsi e bugiardi.

Sai che anch 'io alla tua età la pensavo più o meno così, solo che a me il metal

non mi è piaciuto perché troppo è bortico, se mi fanno le dazioni...

Arianna! Senti, io te l 'ho detto che era una stronzata, eh.

Andiamo via.

Arianna, siediti.

Ma cosa... Andiamo via.

Ma non ti è piaciuto dirti male?

Arianna, siediti. Andiamo via, ho detto.

Arianna, siediti. Non voglio stare qua.

Arianna, ci ho detto di sederti e batta.

La verità è che ti devo dire una cosa.

Che sta succedendo?

Questo pranzo sta prendendo una piega un po' surreale.

Salari Arianna è tua figlia.

Cosa?

È tua figlia?

Ma è impossibile.

Bravo, bravo, eh? Proprio quello che una figlia si vorrebbe sentir dire, eh? Sei

un grande.

Salari è così, Arianna è tua figlia.

L 'abbiamo concepita poco prima che ci lasciassimo.

Ma non mi hai mai detto niente?

Ero molto arrabbiata per il modo in cui mi avevi mollato. Non avevi il diritto

di essere il padre di mia figlia, anche se lo eri.

Aspetta, aspetta, scusami.

Noi ci siamo lasciati che era, cos 'era, settembre?

Settembre, settembre 2009.

Settembre 2009.

E Arianna è andata a maggio?

Maggio.

Sapevo, ma che ti metti a fare i conti?

Ma non lo vede, siete precisi, due gocce d 'acqua.

Ma che puoi dire?

E guarda, i capelli rossi, gli occhi azzurri.

Beh, tante persone hanno i capelli rossi e gli occhi azzurri.

E gli zigomi, guarda gli zigomi.

Ma che c 'entrano gli zigomi? Il mento, il mento è preciso, preciso.

Scusami, ma tu sei diventato un professore di anatomia improvvisamente?

Ma quindi a te come te devo chiamare? A zio?

Sì, zio.

Com 'è il gelato?

È in gelato.

Ma perché sei venuta a dirmelo solo adesso?

Tutti questi anni.

Saverio, io non voglio soldi. Non voglio niente da te.

Solo che prima o poi Arianna doveva conoscere suo padre. E se ho scelto di

venire adesso...

È perché ho bisogno di aiuto.

Aiuto? Spiegami.

Ricorderai che sono una geologa, no?

Devo andare tre mesi a fare carotaggi in Antartide. È un lavoro importantissimo

e poi sarò sistemata con l 'università.

Ma non posso portare Arianna e non ho nessuno a cui lasciarla.

E mi stai chiedendo di... Sì, di far stare da te Arianna per questi tre mesi.

Così può trasferirsi in una scuola di qua e terminare il primo anno del liceo.

Io non lo so, davvero, è tutto così improvviso che io... Saverio, te l 'ho

detto, ho bisogno di aiuto.

E poi Arianna è un 'adolescente, è una fase difficile.

Conoscere finalmente suo padre è una tappa importante.

Ascoltami, io voglio affrontare questa cosa e mi prenderò tutte le

responsabilità del caso, senza dubbio.

Però una convivenza di tre mesi così, senza esserci mai visti, non so nemmeno

è la cosa giusta da fare.

Mi sembra pazzesco.

Dammi almeno un paio di giorni per pensarci.

Ok, va bene, pensaci.

Saverio, non fare il solito la manna che pensa solo a se stesso.

Anche se so che ti piace sembrarlo, so anche che non sei davvero così.

E adesso è al vero Saverio.

Che io sto chiedendo aiuto.

Qualsiasi cosa tu desiderai, grazie.

Arianna, andiamo.

Un secondo che vado a salutare.

Senti un po', nemmeno io faccio salti di gioia a ridere che sei mio padre.

Anzi, mi girano più che a te.

Tu non vuoi una figlia e io non ti voglio vedere nemmeno dipinto.

Ok.

Quindi tu fai una cosa.

Domani chiami mia madre e le dici che non te la senti, che ti rifiuti.

Così noi ce ne torniamo subito a Roma e a mai più rivederci.

Va bene?

Bravo.

Pure carattere, uguale.

Uguale.

Una figlia?

Ma come faccio ad avere una figlia? Non riesco neanche a sentirmi adulto.

Guarda che se vuoi farmi ubriacare è meglio se pigli una tamigiana.

Oh! Facciamo un brindisi.

Ma ti sembra il momento di sfossermi?

Quando nasce un figlio si deve brindare.

I figli come arrivano arrivano, sono cose belle.

Te ne accorgerai col tempo.

Auguri papà.

Hai dormito?

Neanche una frazione di secondo.

Ancora io.

Ma che senti tu? Mica è tua figlia.

L 'hai pensato?

Ho pensato, ho pensato.

Hai deciso qualcosa o no? No, ancora non ho deciso.

Non so che cosa fare.

Sapevo, un padre deve fare il suo dovere.

Peppe, sono padre da meno di undici ore, non ti sembra un po' prestino per

parlare di doveri?

Comunque dai, devo ancora rifletterci un po', meglio se ci concentriamo sull

'indagine.

Voglio tornare all 'albergo adesso.

E perché?

Perché voglio scoprire chi era questa ragazza.

Carlo!

Abbiamo bisogno di te.

Senti, tu ti ricordi chi era questa ragazza?

No, no, no, io di sta cosa non ne voglio parlare.

Aspetta, è importante.

Devo lavorare. E ciao, va a ghiare.

Che ha rubato?

Ma perché sta facendo così?

Vogliamo sapere solo che ha ucciso Ignazio Di Norvo. E per farlo dobbiamo

molte cose.

Carmela. Si chiamava Carmela Scandurra.

E lavorava all 'albergo di Barrafato.

Era buona amica di tutti, sinceramente.

E pure il signor Ignazio ci voleva bene assai.

Aspetta, vuoi dire che Ignazio e Carmela erano amanti?

E come finì fra loro?

Finì che Carmela è sparita.

Sperì. Come è sparita? E sparì, se n 'è andata senza salutare a nessuno Dopo la

morte di un piccolino, Filippo Se n 'è andata, e se n 'è andata prima che

arrestasse lo signor Ignazio E sai per caso dove possiamo trovarla?

No, io manco so di dovere Però una cosa me la sto ricordando Se n 'era

andata alle scuole serate perché voleva studiare per maestra E capace che ora è

già maestra Grazie, Carruba

Che vuoi fare?

Trovare questa Carmela.

Eh, glielo vuoi chiedere a Randò? Ma figurati, quello è già convinto di aver

chiuso il caso.

No, voglio provare con un 'altra persona.

Però per farlo devo andarci da solo.

Come da solo?

Ehi!

Sempre l 'Alpreside vi trovo.

Mannaggia!

Buongiorno. Buongiorno, sto cercando la proprietà Pacino.

Guardi, sta di là alla scrivania che corregge i compiti.

Grazie. Di nulla.

Michela.

Saverio, che ci fai qua?

Ti avevo detto che volevo stare da sola. Sì, lo so, scusa, mi dispiace, ma

davvero è per l 'indagine. Ho bisogno del tuo aiuto. Sei una minchiata,

No, no, non è una minchiata, quando mai, giuro. È davvero per il caso.

Sì, però i giornali dicono che Simone Di Nofo è stato lui ad uccidere il padre.

Non è vero, non è così?

No, no, non è così.

Quando dice...

Di aver trovato il padre già morto io gli credo. Secondo me dice la verità.

Va bene, d 'accordo.

Siediti, dai.

Che cosa ti posso aiutare?

Dunque, esiste un database per gli insegnanti? Insomma, un albo nazionale.

sto cercando una certa Carmela Scandurra. Dovrebbe essere una maestra.

Aspetta. Sì, comunque ce l 'abbiamo, sì, un elenco nazionale online.

È detto che si chiama Scandurra. Sì, Carmela Scandurra. Tante R e tante C.

Dovrebbe essere più o meno sulla cinquantina.

Eccola qua.

Allora, Candurra Carmela, cinquantadue anni.

Sì, è una maestra e vive a Custonaci.

Fantastico!

Mi grazie, stupenda, grazie. Sì, donna, ti ho detto che sono già arrivata, ma

devo andare.

Ma sai che c 'è una novità incredibile?

Quale?

Ho una figlia.

E ma che?

Ah sì, sì, è venuta una mia ex di tanti anni fa e mi ha rivelato che era rimasta

incinta poco prima che ci lasciassimo.

È così.

Ho una figlia di 14 anni.

Si chiama Arianna.

Scusa, sei un delirioso Mario, cioè tu sei un tsunami, lo sai, sì.

Sì, diciamo che ultimamente tendo abbastanza sul catastrofico.

Giovanna. Non Arianna, Arianna. Arianna.

Sì, io lo sapevo che non avevi cattive intenzioni.

Però è davvero difficile accettare di non aver capito niente di Edoardo.

Comunque siamo qui adesso, no?

Senti, piuttosto dimmi come... Cosa pensi di fare con Arianna?

Non lo so.

È tutto così pazzesco io.

Una figlia così all 'improvviso.

Prova a conoscerla a meno, no?

Sì, ma come?

Non lo so, prova a passarci una mattina, a parirci insieme, a

parlarci. Poi deciderai.

Sì, in effetti sì.

Però, cioè, io non so nemmeno come relazionarmi con una ragazzina di quell

Ti accompagno io?

Domattina, però, eh?

Magari... ti aiuto a trovare un po' di sintonia?

Sì, grazie, come?

Magari. La tua presenza sarebbe sicuramente un 'ottima mossa

Sono resti bene?

Ammette.

Vorrebbe essere questo qua.

Buongiorno, signora. Mi chiamo Saverio Lamanna.

Vorremmo chiederle di Ignazio Di Nolfo. Come saprà, è morto e ci chiedevamo se

per caso... Non ne voglio attirapolvere, manco scopo elettrico. Andate, andate.

Ma che ci ha preso per il venditore?

No, Peppe, ci ha bellamente mandato al diavolo.

Ah, e ora che si fa?

Non lo so, fammi pensare.

Aspettate.

Io sono sposata.

E ho figli e non voglio che sappiano di queste cose. Sono uscita con una scusa.

Andiamo a parlare da un 'altra parte. Sì, amore.

Non fu Ignazio a uccidere Filippo.

Fu Donato.

Donato? Come Donato?

Sì, ma non aveva colpa. Era soltanto un bambino di cinque anni, un povero

bambino spaventato e sconvolto. Ma perché lo fece?

Donato aveva scoperto che io e Ignazio avevamo una relazione.

Sentì Ignazio litigare con sua moglie.

Ignazio la voleva lasciare a Teresa e voleva partire insieme a me.

Perché diceva che Teresa, da quando era nato l 'ultimo figlio, aveva occhi

soltanto per il piccolo e che lui per lei non esisteva più.

E così si voleva fare una vita nuova con me.

Donato aveva sentito tutto?

Sì.

Aveva paura di perdere suo padre.

E così accadde una notte.

Donato entrò nella cameretta.

Di Filippo. Era sconvolto. L 'ho preso in braccio. Forse voleva soltanto

portarlo via. Forse lo voleva nascondere.

E poi... Poi mi fece per... Mi fece per scendere le scale.

E poi quando arrivamo non c 'era più niente da fare.

Niente.

Donato... Donato tremava.

Era... Era come un delirio. Diceva che non voleva che il bambino gli era

E Ignazio si prese la colpa.

Sì.

Ignazio diceva che quella cosa l 'avrebbe rovinato Donato per sempre.

E che per tutti quanti lui sarebbe stato il bambino che aveva ammazzato suo

fratello. Ignazio non voleva.

Non voleva che Donato pagasse per una situazione che aveva creato lui.

Ma come andò?

Donato era sotto shock ed era totalmente stravolto e poco dopo sembrava aver

dimenticato tutto.

E così Ignazio disse alla polizia che era stato lui,

che era lui ad avere in braccio il bambino in quel momento.

Vi ho detto tutto quello che so, scusate.

Donato.

Ciao amici.

Abbiamo parlato con Carmela.

Donato, sappiamo tutto.

Sì, lo so.

Ero certo che sareste arrivato alla verità.

Sono anni che provo a non essere me stesso, a vivere come la polvere nel

Posso dimenticare me stesso, ma non quello che ho fatto.

Ma era un piccolino.

Ma Filippo ha perso la vita.

E mio padre ha pagato con l 'infamia e con la galera.

Tuo padre ha scelto di prendersi la colpa.

E tu non ricordavi niente.

Sì, è così.

Ma sai, crescendo, quando ormai ero un ragazzo, ho cominciato a ricordare.

Allora un giorno sono andato a trovarlo, il parlatore del carcere, e gli dissi

che ora ricordavo tutto.

E che volevo confessare quello che era successo veramente.

E lui doveva uscire.

Ma papà non voleva.

Diceva che così avrei vanificato tutto il suo sacrificio.

E invece era una scelta sua.

Lui aveva scelto di farsi carico di tutta quella tragedia proprio perché era

padre. E così mi fece mantenere il segreto.

E tu hai tenuto questo segreto per tutto questo tempo.

Ed è per questo che me ne sono andato e sono diventato quello che sono.

Un vagabondo.

Se fossi rimasto con la mia famiglia io non ce l 'avrei fatta a mantenere il

segreto. Prima o poi non avrei resistito e avrei detto a tutti la verità.

Ma adesso che tutto è finito, che mio padre non c 'è più, rimane solo la

verità.

Ho chiamato la polizia, voglio sistemare tutto.

Hai chiamato? Come? La polizia?

State indietro per favore, non vi avvicinate, vi prego.

Signor Dinolfo.

Randone, che stai facendo?

Ma voi due sempre in mezzo ai piedi siete?

Qua il signor Donato Dinolfo ci ha chiamato per confessare l 'omicidio di

padre.

Donato, che cosa hai fatto?

Non è vero, Randone.

Donato è solo responsabile della morte del piccolo Filippo.

Era soltanto un bambino. Savella, puoi smettere con questi deliri, ah? Ora mi

hai scocciato.

Donato, ma che è successo?

Addio, amica mia.

Ti voglio bene.

Carruba, occupati tu di lei, per favore. È un animale stupendo.

Tranquillo, ci penso io.

Donato, no. Non preoccuparti, Salerio. Per me è arrivato il momento di fare la

mia parte.

Simone finalmente potrà tornare a casa e tutto tornerà a posto.

Abbiamo finito.

Sa bene.

Ma che cosa voleva dire quando ha detto ora devo fare la mia parte?

Davvero non l 'hai capito, Peppe?

No. Donato sta facendo quello che fece suo padre con lui all 'epoca.

Si sta prendendo la colpa di un altro? Esatto.

Donato non ha ucciso suo padre.

E quindi noi abbiamo ancora molto da fare.

Grazie di esserti offerta di aiutarmi con Arianna. Figurati, mi fa piacere e

mi aiuta a difficermi un po'. Come ti senti, sei teso?

Con dei briviti tipo febbre malarica.

Coraggio, neopapà.

Ciao, Saverio.

Ciao.

Saluta. Dai.

Ciao.

Piacere, sono Michela.

Piacere, Claudia.

E tu chi sei?

Preferivo l 'altro tipo con i calzoncini e i ciabatte.

Amore, per favore, non cercare il conflitto a tutti i costi. È giusto che

conosciate, è tuo padre.

Potrebbe essere una bella scoperta.

Saverio, che dire, non ti fermare alla superficie. Arianna è una ragazzina

straordinaria e può essere dolcissima.

Cercate di fare squadra, ok?

Beh, ciao.

Ciao, Arianna.

Ciao.

E buona giornata.

Non ti avevo detto di chiamarla a lievitarti?

Ma poi che è sta storia della mattinata insieme, eh?

Pensi di essere in un reality?

Vabbè, insomma, io sono pur sempre tuo padre.

È bene conoscerci un po', no?

Ok, allora non hai capito, eh?

Io non ho alcuna voglia di conoscerti.

Noi ci siamo conosciuti per 14 anni e va benissimo così.

Sì, è il tuo punto di vista, però... Non farti destane, la manna.

Io e te siamo niente.

Io non ti vorrò mai bene.

Non ti scriverò mai letterine per la festa del papà. E sicuramente non sarò

tuo stupido capezzale di morte.

Quindi stiamo solo perdendo tempo.

E vabbè, che famo?

Ragazzi, peggio di così non poteva andare.

In confronto ci sarei brutto, sono un modello di amore filiale.

E quindi?

Che vuoi fare?

Ma no, no, non posso accettare la richiesta di Claudia.

Arianna, abbiamo bisogno di tempo.

Almeno il tempo necessario per abituarci all 'idea di essere padre e figlia.

Ma sei proprio sicuro?

Ma sì, domani chiamo Claudia e le dico che mi dispiace, ma non posso ospitare

Arianna per questi tre mesi.

Siamo due perfetti estranei, sarebbe una forzatura sia per me che per lei.

Per il resto non mi ha mai parlato di una figlia per 14 anni.

Comunque sia, tu questa cosa a Sulema ce la devi dire.

Cioè quella ti fa la grazia di stare con te, poi tu ti fai spuntare così una

figlia dal nulla.

Grazie Marilu, i tuoi attestati di stima mi sono sempre di grande aiuto. Gioia

mia, te lo so, ma tu lo sai che io ti voglio tanto bene, però per una femmina

stare con te è una punizione divina.

Ecco.

Va bene, per tirarti sul morale vado a prendere una setteveli, va bene?

Certo.

Ma è di Norfo?

Già, è vero.

Ma tu pensi che Donato abbia potuto sacrificarsi come ha fatto suo padre?

Sì.

Sono convinto che è un modo per pareggiare i conti col passato.

Ma secondo me non sa nemmeno lui chi sta proteggendo. E noi invece lo dobbiamo

scoprire. Forza Peppa, andiamo. No.

Un menù ti arriva a Settevele, dai.

Peppe, io mi meraviglio di te.

Rinuncia alla tua nobile missione per una Settevele.

Vabbè, Settevele è un dolce nobilissimo, quindi... Se vuoi mi sacrifico io per

te.

Ecco, si sacrifica a lei. Dai, ci vediamo.

Da sempre io ci vado per mezzo.

Vabbè, chiedi che siamo venuti a fare.

Eh, dobbiamo cercare elementi utili, no?

Cominciamo da qui.

Oh, è chiuso nel sigile.

È reato.

Peppe, ti facevo un po' più impavido, eh?

Ma che stai facendo? C 'è una lettera qui indirizzata a Ignazio di Nolco, ma

dove ci arrivo è troppo... è troppo sbretta.

Levati, levati, ci pensiamo, ci pensiamo.

Ah,

quindi ti metti a fare le bolle col suino, ma geniale.

Ma se non sai le cose, ti devi stare zitto.

Ma che... chi lo stai facendo con la ciabatta, la ciug...

Un applauso al maestro, no?

Vieni qua, genio della ciabatta.

Di che sono sano come un agnello.

Banca Prima, che è un estratto conto. E qui risulta un bonifico di 3 .000 euro.

A favore di Pasquale Spinella.

Chi è Pasquale Spinella?

Già, chi è?

Beh, intanto questa ce la portiamo noi.

Pasquale Spinella.

È un pregiudicato detenuto nel carcere di Montesarchio, compagno di prigione di

Dinolfo. Un compagno di prigione?

Allora, può darsi che questi 3 .000 euro siano un debito che Dinolfo aveva con

lui. Aspetta, che vuoi dire?

Voglio dire che magari questo debito ha a che fare col motivo per cui Dinolfo,

subito dopo essere stato scarcerato, è piombato qui a Macari.

Dobbiamo parlare con questo Pasquale Spinella. Ho capito, ci parlo io e tu

ti allargare come al solito. Sì, però poi mi fai sapere? Ma certo, agli

la manna.

Michela, prego.

C 'è un vento, oggi è un scirocco, il vento dei patti.

Disturbo? No, ma che disturbo? L 'unico che disturbo è Piccionello. Vuoi

qualcosa da bere? Sì, grazie, un volentiere, un bicchiere. Certo.

Ascolta, se sei qui per l 'indagine, sto proprio aspettando la telefonata di

Grandone. No, non sono venuta per l 'indagine.

Ah, no? No.

Per che cosa?

Ti volevo parlare un po' di Arianna.

Tu sei proprio sicuro, sicuro di voler rifiutare?

Scusami, ma me lo chiedi? L 'hai vieta, no?

Dico, va bene l 'adolescenza difficile, ma lei fa sembrare quelli di arancia

meccanica dei Boy Scout.

Hai ragione che è una rubiscata che è terribile.

Però è anche una ragazzina meravigliosa.

Ecco, il mio concetto di meraviglia è un po' meno autodistruttivo.

Ma come fai a non vederlo però che è uguale a te, che è proprio tua figlia?

Ma non parlo solo da un punto di vista esteriore, eh? Ha il tuo stesso

ha il tuo stesso umorismo.

E scommetto che tu alla sua età eri preciso a lei. E trovo tutto questo

incredibile.

Tu no.

Ma sì, certo. E non ti emoziona questa cosa?

Beh sì, mi emoziona, però... In questo caso l 'emozione va un po' in conflitto

con l 'istinto di conservazione.

Io penso che questa sia un 'occasione grandiosa, anzi un 'occasione unica

vita.

E la devi cogliere, però lo devi fare adesso, ora.

Perché altrimenti l 'avrei persa per sempre, Saverio.

Dico, ti rendi conto che forse stai per farmi fare la più grossa minchiata della

mia vita?

Ma ne sarà valsa la vena.

Ha le minchiate?

Oh, Grandone.

Grandone, dimmi.

Saverio...

Ho parlato col compagno di carcere, Pasquale Spinella.

Avevi ragione.

Non fu più con debito con lui, per questo gli fece il bonisco.

Dimmi, dimmi.

Vedi, Saverio, il carcere è un posto chiuso, ma è come una grande piazza. E

i carcerati girano un sacco di notizie.

Questa cosa si chiama radiocarcere.

Però prima mi devo bere un sorso d 'acqua, scusa.

Dunque.

Signora Tinolco.

Che succede?

Stiamo cercando suo marito.

Diego.

Ma ti può sapere che sta succedendo? Ehi.

È in arresto per l 'omicidio di Ignazio Di Nolfo.

Ma che siete impazziti? Così fate stare male mia moglie.

Un giorno mi hai detto che la tua salvezza fu l 'amore per i numeri.

I numeri?

Ma di che parli, Saverio? Sei tu che ti occupi dell 'amministrazione dell

'albergo.

E un giorno, anche a te, i conti non riuscivano a tornare.

I guadagni erano pochi, i debiti troppi.

E l 'hotel colava a picco.

Cosa stanno dicendo, Diego?

Signora... Suo marito ha messo a disposizione all 'hotel per lavare il

sporco dei Nicotra. Una montagna di fatture false.

In verità, non crederò niente di quello che ti dicono.

E così eviti la rovina.

E per Rita e gli altri rimani un eccellente amministratore.

Almeno finché la cosa regge.

Però a un certo punto succede una cosa che proprio non puoi prevedere.

Ignazio, da un certo Pasquale Spinella, un compagno di prigione, viene a sapere

del tuo accordo con i Nicotra. Accordo che rischia di rovinare i suoi figli.

E così, una volta fuori di prigione, Ignazio viene qui, a Macari, proprio per

restare accanto ai suoi figli.

Perché li vuole proteggere.

Salvare la te.

Ignazio ti incontra e ti chiede di sparire per sempre.

Altrimenti sarebbe andata alla polizia.

E allora tu... Non è vero, Rita. Non crederà niente di quello che ti dicono.

Io ho un alibi.

Eravamo assieme quella sera. Ci sono le telecamere? Perché ti è bastato

chiamarli, Nicotra.

E loro hanno mandato due compari a uccidere Ignazia.

Peccino Cammarata è uno dei due sicari assaldati da Nicotra. Nella sua macchina

abbiamo trovato una spranga che è servita per stordire Ignazio Di Nolfo

soffocarlo. Ancora piena di sangue e di impronte digitali. E all 'evidenza dei

fatti, Cammarata ha confessato tutto.

L 'ho fatto per te, Rita.

Per proteggerti, per essere la tua forza, quelle che sono sempre state ai

occhi. Io non volevo che scopristi che sono solo un incapace.

Venga con noi. Io ti amo Rita!

La verità è soltanto una bici ridda e tu sei il padre.

Devi essere solido, stabile e sicuro.

Ragazzi, qui l 'unica cosa sicura è che non dobbiamo dire niente a Suleima.

Ah, non puoi dirglielo ancora.

Eccole!

Ciao, Claudia.

Benvenute. Ciao, Saverio.

Ti do una mano.

Grazie.

Ciao. Ciao.

Ben arrivate.

Grazie.

E allora, Arianna.

Sembri allegra.

Grazie davvero, Saverio, proprio di cuore.

Nello zaino ci sono le deleghe per la scuola e tutto.

Tu non sai quanto è importante quello che stai facendo.

E sono sicura che tu e Arianna, con un pochino di tempo, vi intenderete a

meraviglia. Beh, ce la metteremo tutta.

Vero?

Sì.

Amore mio, vedrai, andrà tutto bene.

Purtroppo dove sarò non c 'è copertura di rete, quindi non potremo fare

videochiamate. Ma c 'è il telefono via cavo e con quello ti chiamerò tutti i

giorni, te lo prometto.

Mamma, ma perché?

Ti prego, non mi lasciare qua.

Lo sai, amore, devo partire.

È troppo importante.

Poi tutto sarà risolto.

Per sempre.

Ti prego, comportati bene.

Almeno provaci.

Mi aspetto solo che torni tu, mamma.

Claudia, vuoi qualcosa da bere? Ho preparato un po' di... No, non ce la

E poi ho il taxi che mi aspetta.

Ciao. Ciao, buon viaggio.

Ciao.

Bene.

Ti ho preparato la stanza più accogliente della casa, proprio in fondo

corridoio, a sinistra.

Vieni, che ti do una mano.

Faccio da sola.

Aspetta, Arianna.

Lo so, per te ora è difficile.

Però, credimi, a Macari ti troverai bene.

Questo è un posto che se uno ci arriva si innamora.

Hai visto?

È arrivato a Macari e si è innamorato pure di me. Certo, è vero, lo giuro.

Zacche, colpo di fulmine.

E che carini.

Io vado a portare le mie cose.

Sì.

E vabbè, Saferio, ha pure sorriso, dai. Vedrai, si ambienterà.

Devi essere positivo.

Devi avere positività.

Tu che dici?

Che ragione, Beppe.

Devi avere positività.

Sì.

C 'era qualche cosa che diceva che, che diceva che, che diceva che, c

'era qualche cosa che diceva, speravo di trovare una mano da te,

speravo di creare qualcosa con te, ma tu, tu non sei più, ma tu,

tu non sei più.

Tu dov 'eri tu?

Tu dov 'eri tu?

Grazie a

tutti.

Grazie a tutti.

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