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Anni-Kristiina Juuso
Ville Haapasalo
Viktor Bychkov
In un film di Alexander Rogozhkin
KUKUSHKA
Trucco: Olga Shamkuvich
Costumi: Marina Nikofayeva
Suono: Anatoly Gudkovsky Sergei Sokofov
Musica: Dmitri Pavlov
Montaggio: Yulia Rumyantseva
Scenografia: Vladimir Svetozarov
Direttore della fotografia: Andrei Zhegafov
Direttore di produzione: Olga Naidyunuva
Produttore: Sergei Sefyanov
Scritto e diretto da: Alexander Rogozhkin
Cambiati.
- Cosa ha detto? - È il posto ideale per un cecchino.
- Gli lasciamo gli occhiali? - Sì, sì.
Giù vicino alla collina, vedi?
Ho visto e dopo?
Passa alla sinistra della collina, al ponte bruciato c'è un guado.
Lei è un bravo un ufficiale, sono convinto che è innocente.
Basta chiacchiere!
Compagno tenente, per il suo viaggio!
Andiamo!
Buona fortuna, compagno tenente!
Attento!
Compagno tenente, vede in che stato è la strada!
Compagni, dateci una spinta!
Signore!
Signore, la riconosco! Lavorava nel poligono di tiro.
Dove?
Vicino al mercato.
Quale mercato?
Da noi, al mercato di Bezhetsk.
Non sono io.
Eppure gli assomiglia, ma prima aveva i baffi.
- Smetti di parlare al prigioniero! - Al diavolo!
Grazie, ragazzi.
Manca molto?
Chi diavolo lo sa? È ancora lontano, capitano?
Non lo so, non ho mai fatto questa strada.
Compagno tenente, mi permette...
Compagno tenente, sono i nostri. Sono i nostri arei.
Lo vedo da me!
Compagno tenente, posso fare i bisogni?
Va bene.
Non scappi, non vorrei spararle.
Compagno tenente, ha un po' di carta?
Solo il suo diario, ma non posso darglielo.
Serve come prova.
Riguarda lei e il suo amico. E la vostra congiura antisovietica.
Se fosse per me, la fucilerei senza processo.
Non voglio farti del male, prendo solo un po' della tua forza.
È per quell'uomo che sta male. Serve a lui, non aver paura.
Dove sono?
Quell'infuso darà al tuo corpo la forza per combattere la debolezza.
- Devo... - Non vergognarti.
Dai, falla tutta!
Ti riprenderai presto, dormi.
Allora che te ne pare, tenente?
Vuoi toglierti quei ferri? Eri prigioniero?
Perchè gridi? Gridando non si spezzano i ferri.
Cerco tra gli attrezzi di mio marito.
Fritz. Sei un SS?
Parli tedesco?
Mani in alto! A morte Hitler!
Un cuculo... un cecchino condannato.
Sparami, merda! Comunque mi metteranno al muro i miei.
- Fottiti! - Fottiti!
Anni, è il mio vero nome.
Così puoi farmi il malocchio.
Capito...
Vieni con me, ti darò gli attrezzi.
Ecco gli attrezzi di mio marito.
Sei un ragazzo sveglio.
Le ragazze faranno a botte per te.
Devi averne avute tante.
È da quattro anni che sono senza un uomo.
Ieri sera ho abbracciato il russo.
Dormiva, ma avevo dei fremiti sotto la pancia.
Hai un cattivo odore.
Tutti gli uomini adesso puzzano di ferro e di morte.
Che pelle è bianca hai! Più bianca di quella di una donna.
I moscerini ti mordono se ti lavi troppo spesso.
Quattro anni senza un uomo e adesso due insieme.
Gli spiriti hanno letto i miei pensieri.
Ti sei messo la mia gonna! Perché ti sei vestito da donna?
Così te la ridi, Fritz? Non riderai ancora per molto!
Dai, fammi fuori!
Questo coltello è di mio marito, quando non c'è, lo tengo io!
Non ammazzatevi a vicenda, non ho voglia di seppellirvi.
Dai, sparami!
Sparami, sparami, verme!
Io so solo che voi fascisti avete bruciato Yasnaya Polyana.
Fascista!
Non capisco una parola.
Che miserabile!
Questa può servire per molte cose.
Si diverte il fascista.
Fascista lo stesso.
Venite a mangiare, forza!
Hai paura che ti picchi?
Lo farei, se non avessi questo trauma.
È il secondo, il primo nell'inverno 42-43.
Mangi molto.
Per mangiare molto, devi lavorare molto.
Grazie, davvero squisita.
Di solito non bevo caffè, ma grazie tante.
Stupida donna!
Senti, hai da fumare?
Tabacco da fumare.
Prego sigarette.
Grazie, fascista.
Toglitela che te la lavo.
Toglitela che te la lavo.
Togliti anche questi.
Dammeli che li lavo.
Perchè ti piace coprirti con tutte queste cose?
Non sei male. Alle ragazze piacciono i tipi come te.
Fritz!
Pare che le piaci, si vede.
Fottiti!
Tu parli troppo.
Mi fai rimbombare i timpani quando parli.
Vai, vai, chiacchierone!
Non mettermi le mani addosso.
Altrimenti mi bagno, strillo e godo.
È arrabbiata. La ragazza è cotta.
La ragazza è cotta.
Ho raccolto dei funghi, li bolliamo e li mangiamo.
Vuoi andare all'altro mondo?
Il brodo di funghi fa male.
I funghi bolliti sono cibo da renne.
Va bene, non ti preoccupare.
Li pulisco e li cucino io!
So come farli.
Il sergente del mio battaglione li cucinava bene.
Fottiti vuole mangiare i funghi, così andrà nel mondo degli spiriti.
Forse è uno sciamano o un mago.
Penso che tu sappia far meglio altre cose.
Non mi dispiacerebbe se mi sbattessi su una pelle di cervo.
Quasi non mi ricordo più cosa si prova.
Hai le mani morbide, non sei abituato a fare lavori pesanti.
Forse sai solo uccidere, ma quello non è un lavoro.
Lo fanno i bambini cresciuti che credono
che, togliendo la vita agli altri, allungheranno la propria vita.
Quando hai finito il lavoro, porta dentro il barile.
Signora, mi serve il sale. Il sale!
Non sono certamente così matta da mangiare i funghi!
Ah, il sale è in casa!
Che verme di uomo!
È stata l'acqua a portare quella lettera.
L'ufficiale politico mi ha fatto rapporto.
Quel miserabile è al fronte da meno di una settimana,
e fa rapporto a me che gli ho fatto da padre!
Scrive: Vi informo che non condivido assolutamente le opinioni...
L'acqua ha cancellato le parole, qui la corrente è forte.
Se metti il bucato nell'acqua, il giorno dopo lo trovi pulito.
È rimasta poca farina, ho messo dentro un po' di legno.
Dice che le mie poesie sono brutte. Forse è geloso.
Lui non sa scrivere altro che rapporti.
Sergej Jesenin mi ha spinto a scrivere.
Mio padre faceva il taxista e spesso mi portava con sé.
Un giorno portò Jesenin dalla stazione in albergo.
Io ero seduto davanti e gli lessi le mie poesie.
Mi disse che dovevo scrivere.
Mi ha fatto un autografo su questa fotografia.
È tua moglie? È bellissima.
Quelli della Leva hanno portato via mio marito quattro anni fa.
Vedi, è Yesenin, io ero bambino.
Al fronte scrivevo poesie sulla natura.
Mi aiutavano a non impazzire. Chissà cosa ci ha visto.
Non preoccuparti, sei ancora vivo e hai una moglie molto bella.
Però non mangiare quei funghi perchè ti faranno impazzire.
Ah, i funghi sono quasi pronti, manca solo un po' di sale.
Sì, i funghi fanno male, possono essere velenosi.
Ora basta parlare. Le renne non mangiano chiacchere.
Hai rovinato il barile.
Quel barile l'ho trascinato io dalla cima del colle!
Ti ammalerai perchè continui a strofinarti la pelle.
Una volta mio marito è andato in una sauna in città.
Ho dovuto curarlo, prima non si era mai ammalato.
Porti il fucile anche nella sauna?
Ah, la ragazza lappone! Non è male.
Carina!
Le donne così sono brave massaie e a letto non ti fanno dormire.
Avevo un'ispettrice che era come lei.
Una volta l'ho invitata al cinema, ma non è venuta.
Poi si è sposata con un collega del lavoro, Viktor Bychkov.
Non so cosa abbia visto in lui, era brutto come peccato.
Non ho avuto fortuna con le donne.
Mi sono sposato due volte e due volte mi è andata male.
Usatelo per pulirvi.
Usatelo!
Perchè siete così seri?
Pulitevi, puzzate di guerra e di morte.
Un corvo sui campi vide un branco di renne.
Le contò, una, due, tre... fino all'alba.
Siete tante e io sono solo!
Si stancò e si addormentò...
Vieni.
Vieni, non ti preoccupare. Mi metto a urlare quando mi piace.
Maledizione!
Non farlo!
Scusa, ho fatto un brutto sogno.
Non volevo spaventarti.
Non stai bene?
Stai male perchè hai mangiato i funghi.
Ti preparo un infuso, serve per scacciare il male da te.
Mi sei piaciuta da subito.
Lui è giovane, ma è fascista. Io non sono fascista.
Ti faccio un infuso di erbe, ti sentirai molto meglio.
Devo tornare a lavorare, o farò la fine dalla volpe che mangiava lo sterco.
Allora con lui ti è piaciuto, ti ho sentita gemere sotto di lui.
Mi ha davvero fatto male. Volevo ucciderti.
Perdonami questi pensieri. Tu mi hai ridato la vita.
Riposa, riposa, io devo lavorare.
Tu mi hai rubato il cuore.
Vai al diavolo! Vivi.
Sei ancora giovane, hai una vita davanti.
Sono stanco, stanco di lottare.
La guerra mi ha svuotato l'anima.
Vado a tagliare la legna.
Devo andare via.
Bevi l'infuso.
Dai, bevi!
Cosa ci trovi in quel fascista?
Parla tanto e tu non capisci nemmeno una parola.
Dai, bevi.
Dai, bevi, bevi!
Ti aiuta ad espellere il veleno dei funghi e poi ti sentirai molto meglio.
- Buona. - Mangiala.
Mangia che stanotte voglio urlare di nuovo.
Mangia!
Mangia e non guardarmi così, altrimenti mi tolgo la gonna!
Mangia.
Hai bevuto l'infuso?
- Vai laggiù! - Vattene, mi hai avvelenato!
Ti ho detto di andare via da qui, non siamo a teatro!
Laggiù c'è una fossa, devi fare i bisogni dove sono andata io prima.
Cosa avete da guardare? Andatevene.
Stai dando i numeri! Lo vedi che l'infuso ha funzionato.
Lo trovate interessante? Volete mettermi in imbarazzo?
Vi piace, sì?
Portate qui anche il cane e le renne. Porca puttana!
Dobbiamo riparare il fienile.
Siete entrambi grandi e grossi, devo darvi da mangiare della carne.
Grazie, sto meglio. Adesso... grazie, vado via.
Siete grandi e mangiate troppo, non posso ammazzare una renna per voi.
- Ce ne sono poche. - Allora arrivederci.
Grazie per il pane e il sale, anche se il sale non c'era.
Hai gli occhi belli, ma non devi mangiare più i funghi.
È un bene che ci separiamo. Addio, non ne posso più.
Qui è bello, ma sto impazzendo.
Non ho più voglia di vivere.
Li ho appena portati qui!
Dove li porti?
Sei davvero strano!
Dobbiamo fermarci, è stanco.
Non ce la fa più.
Non ancora, abbiamo fatto solo 5 chilometri.
Tedeschi, fascisti, fascisti, nasconditi!
Stanno arrivando i fascisti.
Sono tre, un ferito, un'infermiera e un ufficiale.
Dobbiamo farli prigionieri!
Devo fermarli!
Vengono giù dalla collina e saremo esposti!
Dammi il fucile!
Bene, lo prenderò con la forza.
Se non fosse stato per quella botta, te l'avrei fatta vedere io!
Sei un franco tiratore codardo, non un cuculo.
Sei stato astuto ad attizzare il fuoco.
Un'intera notte di passione e hai ancora forza... forza... forza.
Se non sapete come impiegare le vostre energie,
muovetevi e venite ad aiutarmi. Avete capito!
Le serve una mano.
Siete ancora lì, venite!
Ho già visto aerei come quello passare da qui.
Ma mai così in basso.
Cosa è successo?
L'infuso gli ha fatto bene, cammina spedito.
Leggi qui, forse vi chiedono di arrendervi.
Sei felice che i tuoi hanno abbattuto un aereo!
Sei felice, eroe?
Avete ucciso delle ragazze, eroe.
Questo è il vostro ultimo atto. Anche il tuo, Fritz!
'Questo è un lasciapassare per tornare a casa.'
La Finlandia si è arresa?
Dai ragazzo, non morire! Resisti, resisti!
Ti riporto indietro subito! Resisti, non morire!
Dai, non morire!
Dimmi qualcosa, lamentati.
Fammi capire che sei vivo!
Chi l'ha ferito?
Gli ho sparato per sbaglio, credevo che mi colpisse col fucile.
Cos'è successo?
Io non voglio che muoia. I finlandesi si sono arresi.
Forse anche i tedeschi si sono arresi.
Vai a prendere dell'acqua. Prendi dell'acqua!
Muoviti, prendi dell'acqua!
Muoviti, sta per morire.
Non ricordo come si fa a tenerlo lontano dalla terra dei morti.
Mia nonna lo sapeva.
Assumeva sembianze di cane e ululava per portarli indietro.
Userò il tuo mignolo per salvarti.
Ti stringerò il dito per allontanarti dal sentiero della morte!
Ritorna dalla terra dei morti.
Ritorna dalla terra dei morti. Ascolta l'ululato.
Ti stringerò il dito
e ti impedirò di abbandonare il tuo corpo.
Ascolta l'ululato del cane.
Ti richiama dal percorso che ti porta al regno dei morti.
Ascolta il mio ululato, ti sto portando indietro.
Ti mordo le mani e le gambe, non ti lascio andare!
Torna al tuo corpo! Ascolta l'ululato del cane!
Abbandona il sentiero della morte!
Trasformo la tua anima in un tronco galleggiante.
Le onde trasportano il tronco. Io sono il vento.
Sono il potente vento del nord che ti trascina a riva!
Ascolta il cane che ulula sulla riva!
Guido con il mio soffio caldo il tuo corpo verso la riva.
Corri verso il tuo corpo, corri!
Corri verso il tuo corpo, corri!
Soffio il tronco del tuo corpo verso la riva.
Ti prendo per le radici e ti porto fuori!
Spirito, ritorna nel corpo.
Torna, torna, torna!
Lo spirito è tornato a casa.
Vieni qui subito, vieni!
È vivo.
Stenditi vicino a me.
Ho bisogno del calore di un uomo.
Anni, devi riposarti.
Hai suonato il tamburo e strillato tutta la notte.
Io non mi chiamo Anni, mi chiamo Cuculo.
La persone mi chiamavano 'malaticcia.'
Ma il mio nome è Cuculo.
Mio marito mi chiamava Anni.
Ma il mio vero nome è Cuculo.
Dai, vieni qui.
Grazie di tutto mia cara, per il pane e il sale.
Che nulla ti turbi.
Sei davvero una brava donna.
Cosa aspettate? Andate, ho molto da fare.
Andate!
Il mio nome è Ivan.
Fottiti Ivan.
Fottiti anche tu.
Si separarono su quella collina.
La neve arrivò prima.
Se ne andarono separati.
Uno di qua, l'altro di là.
Se ne andarono verso le loro case.
Erano uomini forti e coraggiosi.
Sarebbero stati ottimi cacciatori.
Ma sono stati coinvolti nella brutalità della guerra
e se ne sono allontanati.
L'hanno capito e hanno smesso di lottare l'uno contro l'altro.
Sono diventati amici e mi hanno aiutata nelle mie faccende.
Si sono dati una mano.
Uno ha ferito l'altro,
poi l'ha portato sulle spalle da me.
Io ho curato la sua ferita e non l'ho lasciato morire.
Ma un giorno compresi che volevano tornare dove erano nati.
Diedi loro vestiti caldi e cibo per il viaggio.
Così tornarono nelle loro fattorie.
Erano i vostri padri.
Si chiamavano come voi, Sholti e Veiko.
Sottotitoli SiM
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