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Ragazzi, non ci posso credere. Eppure le torte mi sono sempre piaciute.
Non si, affondarsi nella panna con volontà e rispetto, ed è lì, ed è proprio lì, che si scatino i sensi, cinque, sensi cinque.
La vista, guardare tutto col bendidio tanto che neanche lo snera a corte e diventa rosso per la vergogna.
Udito, sentire se la torta sussulta, mi agola, comungate sui tetto che mi agola.
Ho il fatto, annusarla per poi farci annusare, ed il profumo ti prende, ti alza di peso, ti metti orizzontale, ti fa sorridere anche a fintervosi.
Il tatto, ma saggiare con il pulpastrelli, cilecine e frutticanditi, fino a spiaccicarci la mano spalancata, per lasciarci l'impronta a spiaccicata.
Il gusto, ho palato, mangiare, gustare, con le mani legate di altra la schiena, per non essere ingordo, fino a consumarla ingordo, comungato sui tetto che ingordo.
Ed è con questo senso della vita, che io vi abbandono, per darvi appuntamento a domani, con la stessa radio, radio strega, alla stessa ora, con la stessa voce.
Ciao, ingordi, vai con la sigla.
Se amate la notte, se ascoltate la notte, si annusate la notte insomma, se non avete l'ifizio di dormire di notte, beh allora ragazzi, ascoltate la vostra unita, il ripetibile inseparabile.
Ho appa ora!
Alla prima volta, non ho lo mai fatto, awidth sto ora, appa ora…
Meli, perché c'è più...
Quando sono lui?
A le sete siete a mezzo massimo, devo stare a casa
A casa?
Perché si poteva stare fino all'auto, oltre mezzo
Siamo
Nevo dai
Non mi ame
Siamo
Dai, smetti l'apia
Nemo
Le semessi ho resto detto
Dai, non fare lo stupire
Le semessi no?
Sì, me le sono messi
Niere
Niere, niere
Ti amme
Dai
Ehi
Live-force
Mammi ammi
Ti amo, Clara
Piano, piano, piano, piano, piano, piano, piano...
Per chi non spegni un po' di luce?
Ma chi sai?
Sita, questo è come un lasso.
Dai forza un tino.
Quando i pensieri si perdono le sensi, anche il mio cuore rimbalsa afferito, e bussa la porta della nostra carne debole.
Tock tock tock tock tock
Chi è?
Chi è?
Sono io il viandante sperduto.
E che vuoi da me?
Mi spiasce, mi sono persa.
E allora?
Violenta, mi clara.
Ma chi è?
Ma chi è?
Ma chi è?
Ma chi è?
Per chi sono?
Chi è?
Chi è?
Per chi?
Per chi vuoi?
Per chi?
E io?
Per chi è?
E che c'è?
E' alginno.
La luce!
Dopo stame?
Ma c'è qui?
No, no, no, no.
Ancora, ancora!
Bye, bye, bye!
Mmm, mmm, il menzo!
Ah!
Bye!
Bye, bye, bye!
Oh, mio dio!
mio dio, mio dio!
Ah!
Sì, o lo lento!
Bye!
Bye, bye!
Oh, ah, c'è un sacco!
Ah, c'è un sacco!
Oh, c'è un sacco!
Come l'ho, ragazzi sa in tono lento.
Oh, asi casa, tre tra loro!
Ah, c'è un sacco!
Bye, bye, bye!
Bye!
Attenti la raccita!
Si avviene finza?
S foto se si ragduhendo i regi puniamo.
Cos'è?
Sì merina, non deve fare cos'è?
No.
Non deve fare cos'è, siamo a missione infanzi.
D'ambicci dell'infanzia.
Novello, tascientane.
Hai scusato il bolo da la Vazzi?
A cosa sono?
Ciplingete?
Fatte?
Ma ci avevi són questi?
Ho angl hugemente in fronte a Selfie!
Le italienze non rifianti.
Pad Rocket?
Anche horrificто.
Las Narrator, infatti!
Li vacate, glory!
La scurita di pessoa.
Che va da il late?
Scendo, fai.
Ciao.
Ciao, Alex.
Ciao.
Ciao.
Bacino.
Bacino.
Bacino e il rezzo.
Ma.
Emmeno lo dà un bacino.
Emme.
Dove a me.
Dove a me?
Emmeno.
E allora due anche a me.
Emmeno.
Emmeno.
Emmeno.
Emmeno.
Emmeno.
Emmeno.
Emmeno.
Emmeno.
Emmeno.
Emmeno.
Eh?
Eh?
Mi sa che consiglio?
Ma che muore mi?
Mostrino, per aiuta
Sta..
orgtra ora
Guarda che hai tu ciò, fu una fuma tra i pacchetti.
Ma che mi va bene?
Guarda, è un boccurccio di ragazza.
Ma che mi va bene?
Ma che vuoi davani, va?
C'è un ufficio.
Ma che mi va bene?
Ma che vuoi davanti?
Vi ero oggi?
Vi ero?
Vi ero?
Vi ero?
Dica.
Vi ero l'orto 12.
Vi ero il campo.
No, vi ero l'orto.
24.
12.
Ora dobbiamo tutto.
Per andare in via del l'orto più la passa a Pepport.
Non lo so.
Peccato perché se andava in via di campo ci si mette un lampo.
Eh?
No, niente, era una cosa che l'ampo.
Ma che vuoi davanti?
Ma che vuoi davanti?
Cosa è successo?
Ho dormito molto.
Dove ora?
Scusa, mi mero stacca.
E poi non mi sento bene.
Forza un po' di febre.
Buona sigaretta.
Sì, grazie.
Sì, grazie.
Sì, grazie.
Non c'è nessuno qua.
Perché pesa la valigia?
Siamo arrivati.
Siamo arrivati.
E poi ora?
Ti batti ancora, eh?
Sì.
Ancami...
A me hai batti ancora perché ti batti ancora perché tu apoi ora?
Perché mi è guardato qui?
Io avevo voglia di portati qua e basta.
Con soviso sotto l'acqua e cercare un tasse,
me vengono da me voglia di...
di raperti.
Strapparti al che cosa?
Pezzo di camisci a un bottone.
Se tu mi ha detto, vede l'orto.
E l'orto dentro di me è detto no, perché devo portare a me dell'orto.
E me vengono da voglia di portati qua.
È bello, Vassa.
Si vede anche in mare.
A me piaceva, per esempio,
se c'è una puntamento alle cinque,
magari metteva da l'appuntamento,
qualcuno mi la pisse per mezz'ora.
E' che perché continuo sempre a prendere appuntamento?
Però...
Perché ti ha preso i sassi?
Io non volevo fatti niente di malo.
volevo semplicemente portati qua e basta.
Speriamo un motivo.
Un motivo solo per quando devo portarti voi.
Allora?
Io volevo andare a casa.
Bote sassi, c'è porto.
Vabbè, c'è portati.
Vabbè, c'è portati qua e basta.
Vabbè, c'è portati.
Noi sono nati, no?
È nato, Vessa.
Ma che l'alba non vi sorprenda, li proviso?
I sono me, ragazzi!
Il sono me sempre lo stesso!
Lorenzo!
Se amate la notte, se ascoltate la notte, si annunzate la notte insomma!
Se non avete il vizio di dormire di notte, vedo!
Ragazzi, ascoltate la vostra unica!
Irripettibile, inseparabile!
Pradio, sprega!
Ti vanno, ti vanno!
Chi è che vi dice che di notte e le vacche sono tutte nere?
Nessuno è invece qualcuno l'ha detto.
E io invece vedico che di notte c'è un grande splendore che muove da nostre fantasia
e allora bastano poche gocce d'un temporale stivo,
per darci il coraggio di travestirici magari da conducente di macchine gialle,
per giocare con una cliente travestita da cliente.
E con lei, con lei, per delzino un mondo fatto di sema fuori rossi,
gialle, verti e a volte spenti.
Ehi, ehi!
Di quattè che sta aspettando dentro quella macchina gialla,
sei sorpresa, curiosa, citata, spaventata,
guarda che il gioco è solamente cominciata,
perché la notte, la notte sta per esplodere.
Hai solamente una possibilità, salire questi 18 piani che ci separano,
c'è anche l'ascensore.
Fuggi, fuggi, fuggi, meglio così, sparisci a fogati in questa notta assassina,
torna ne buge dove ho trovato, c'era anche l'ascensore.
Musica, tutta musica, solamente musica, non c'è più tempo di parole.
Musica, tutta volete il musica.
Un ammidi che cazzo vuoi da mei.
Bum, che parolone.
Sono ma che vuoi?
Il soldi del tassi, 750.
Quanto?
750,5.000.
Tu sei proprio pazzo.
800.000?
L'hai facciato un minore se ne parla più.
Oppure ti porto in me dell'orto.
Già passate il porto.
Se l'avevo detto, se s'andava in via di campo, ci si metteva un lampo.
Comunque promesso ti porto.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Le se extreme portano.
Dai, san.
Questo non valo.
No signo.
Rulejago, Piaga.
Quandowriting il portero la stessa?
Mä c'è,
Draghi in maio, stai in stessa
A me devono essere
Flaio in barro, ma c'è
La barro è la vita
Non c'è che non c'è
Per essere il barro
Rosero
I find that true in their life
Demo their own simple sky
I find that true of a cause we
In the cross
I find that true in their lives
Le monee e le monee e blocchie
Ho finito, ho finito il gioco di me
In la croccia
L'evitante e l'inverno
Blandi soveri i tuoi glas
Ommon in la blu
Blindis over, you and us.
You have no control over roses, to be a rose.
Dock, dock, dock, who's there?
It's me, the last wonderer.
And what do you want me for?
Sorry.
I've lost my way.
I'm sorry.
I'm sorry.
What?
I'm here.
I'm here.
I'm here.
I'm here.
Io mi chiamo Anna.
Sono contenta che... è che sono un po' e tardi.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Io mi chiamo Anna.
Non c'è di sangue.
Sì, è vero, è stata un lei, però anche lei è stata un me, eravamo un due, ne sumo la costretta.
Perché non capite è stata bellissima?
Stronsi!
Battere!
P'erano tutti, bello.
E siamo giunti anche questa notte, come tutte le notti, a lo scoccar del loro delle streghe.
Infatti sono le due in punto di queste state infinite e soridente.
Ed è difficile per me non confermare il mio bribido continuo e quando vi farlo di bribido continuo
intendo proprio dire su sultare, migolare, bagniarsi, di fronte a tanta maistosità,
a tanta nestaia così tanta le tizie.
Espettacolare, credete, mi assistere alla vita che si bagna e quando dico la vita che si bagna.
Che?
Ragazzi, mettete la dai.
Conte.
remo.
L'hai un paese in imbecili, giù.
Accendete le luci, forza.
Ora basta ragazzi, giù.
Sei un porco.
Tu e tu, figlio. Siete tu e maiali.
Vergognatevi.
Non avete il diritto di vivere voi due.
Tu in questo luri docine ma pornografico e lui che vive come un animale sempre accaccia di prete.
Die bucioni sporche.
Non capisco che ho fatto.
Oggi è.
Oggi è.
Quante bucioni vi raccontate.
Fate schifo.
Ma adesso è finita.
Comincela otate.
Fechiaccio maledetto.
La pancola ho fatto cuoura.
Non riesce a quella nata.
Un'resistazione.
Rizezcar.
Ma guarda, è piigliolo un besce di amici.
Gli anni.
La vole amice.
E il tuo buttato via quel calzino.
Non ce l'ha facevano più.
Quante fatte?
118 mila.
Non si fa niente in the night.
No.
Ho una fuma.
Ma telefonati conta a deta di Morgana del Descri.
Ramonvalanta ha detto che stanno a te la ore.
Io so la tossie.
Tossie.
Trovo quattro presto.
Grande, vai.
Ciao, padre.
Tu ti bandano nella situazione.
Fa bene!
Stasera a costruire la classe mesi e mezzo con gli anni.
Ho pensato di queste già non siamo te.
Che dice?
Ma che ore sono?
Di quattro e mezzo.
Mi fa entrare.
No.
Stavo dormendo.
E poi sono molto stanca.
E poi sono molto stanca.
Mi fa entrare.
No.
Stavo dormendo.
E poi sono molto stanca.
Magai una tre volta.
Scusami.
Al sono.
Stavo facendo con gli anni.
E il mio.
Tieni.
Aquel lia si vuoi danno male.
Non bevi?
Non, non mi va di bere.
Dai, prendiamo, no?
Aquelle esci vuoi danno bene?
E a quelle esci vuoi danno male?
E a quelle estorita in pro-rimanca de labbra?
E a quelle senta iniché di pare?
E a quelle di moravista a un metro?
E a quelle pigliano, pigliano, pigliano, pigliano.
E anche le mosche si vergogliano.
E a quelli...
Basta!
e a quelli...
Basta!
E a quelli ed io non basta.
Dai forza.
Butto mi quella luce a dosso.
Io intanto mi muovo e parlo.
E vuoi che mi spogli lentamente?
A scusa mi semantra la musica.
Ma tu puoi immaginarla.
Anzi, canticchio io qualcosa.
Va bene così.
Sei proprio una bestia.
Una bestia.
Cosa faccio sa sera?
Ai?
Andiamo da quella.
Come si chiama?
Fattanto, per quello che devo fare.
Giovanna, Maria, Stefania e la stessa cosa.
Ma ma forse dorme.
Chi se ne fre, grazie.
Tanto tu non guardi in faccia nessuno.
Tu sei muo di quelli stronsi che si svegli al mattino.
Si guarda lo specchio e si piace.
Sempre.
Speravo di non vederti mai più.
Per chi mi vergogna.
Ecco, adesso ti guardo e mi vergogna.
Cosa fai?
Tenevai?
Tarendi così presso stessera.
Allora guarda.
Prendi anche quella roba.
Perché sporca?
Sporca tutto.
Scusa, eh?
Si è vero e mi alza la mattina,
mi guarda lo specchio e mi piace.
Poi mi chiami da spesso isporcare.
Se mi capite.
Volta non ma calgo le meute, herzini bucate.
In principiosi, Giovanna, Maria, Stefania, fa lo stis.
Ma anche per qualcuna, Zag.
Giovanna in incenso, Francesca e la stessa os.
Per quello.
E me rimasta anche la mare un bocca.
Ti dirò la verità.
Io sono l'ho trova perché pensavo di raccate a qualcosa.
Ma da sono l'ho trova.
Ho fatto bene a me né qui.
Ora vado, sono sporco.
Una di questi noti torno.
Ma come ho fatto, venire con te?
Come ho fatto?
E poi non mi piace.
Se il contraro di quello che...
Non mi piace come cammini, come parne.
Non mi piace niente di te.
E' una cosa che voglio di mentire presto.
Un'ho mai ubregata, ma scopata.
E' mai butta da via.
Stronso.
Piove!
Una ragazza a zibraccio.
Io fermo la macchia.
Attassi.
Lei è bella, bellissima.
Dovo un po' sadormente.
E allora io la porto, non c'è la produzione città.
Ma lei beve.
Bevi troppo.
Chi sapere che verrà così tanta me da mando.
Allora la porta a casa mia.
Lei sale. Possi me da ballare.
Io voglio di fare la mura.
Ma che lei.
Allora lo facciamo.
Però lei non sanno in meno, ma mi chiamo.
Ma me la mi chiesto.
Però facciamo la mura.
Ciao.
In me lo decoro.
E farmo in tonso il mio hand.
Io lo faccio il mio hand.
Io lo faccio il mio hand.
In me lo decoro.
E farmo in tonso il mio hand.
Io lo faccio il mio hand.
Io lo faccio il mio hand.
Ma lei non sanno in meno.
Io lo faccio il mio hand.
In me lo decoro.
Io lo faccio il mio hand.
In me lo decoro.
E farmo in tonso il mio hand.
Io lo faccio il mio hand.
Io lo faccio il mio hand.
In me lo decoro.
Love it in the night.
Blind is over your glass.
Woman in the blind.
Blind is over your past.
You have no control for the world.
Ciao.
Ciao.
Ciao.
Quella parte.
Granita.
Desta te senza Granita è come l'inverno senza bombulone.
Sì di fatenza?
Sì.
È bella arrivare e partire.
Per poi arrivare, per poi ripartire.
Per poi arrivare ancora.
Non trovi.
Ma tu ando a dormi mai.
Troppo dormo.
Lo sai che non ha mai campusity tantani 25 anni passato il mando.
E' un po' di sicurante cinque anni di mostranno le settate.
Inche di me.
Te cota n'è?
27.
Aiutto il mida noveando.
Ti sia un prato abbezzito nuovo?
Sì.
Ros.
No.
Giallo.
No.
T'aspoza.
Perchè?
Domattina mi sposa.
Adesso vado perché per te treno.
Ciao Lorenza.
Aguri.
T'accompagnò io.
Perchè?
E piace accompagnare?
D'è?
Diamo.
E' il partenza subidario.
Sente il treno nato.
Sì.
Poi.
Poi.
Perma!
Perma!
Perma!
Perma!
Perma!
Perma!
No, non venire a prendere.
Ho perso il treno.
Ho fatto tardi alla salte.
Prendi un rapito delle 8 e 30.
Vieni a prendere.
Li vessete bellissima.
Non ho fatto in tempo a provarla.
Scuso mi mi rima sul tutto di solo.
Ciao, ci vediamo se sere.
Ciao.
Ciao.
Ciao. Ci vediamo se sere.
Ciao.
Amavisere la vita sul malo.
Ciao.
Ciao.
Se ha un salmaggio a un pò di peci frisca, che c'è di buon?
Ma è morto.
Allora non si mangia.
Ah, lei è Anna, non mi mi hija.
Alex.
Reme quarente l'unovello.
Ma è sonata.
Ma è Expecta, Ma è andata.
Un po' mi dispiace nel Dilece Nova, sono rimassa a quasi tire anni, ho lasciato il lavoro, la casa.
Certo faccio sempre avanti e indietro tra qui e verona, anche verona mi piace.
Chi sono?
Manco un'orecci in qualtre anni.
E me l'andare, no?
No, da chi l'aftazza non ci mettiamo 10 minuti.
Senti, se dispiace se dal mofo, appena, appena, vero.
Ammei vassano 3-4 minuti poi risorgo con un anguilla.
Dovandate invece dei nozzi, dimmi dimmi, dimmi, dimmi.
Dimmi.
Domani è quest'ua, siamo già in Madrid.
Dermiamo l'appoi.
Però c'è un po' di paura dell'area.
E' un po' di paura dell'area.
E' un po' di paura dell'area.
E' un po' di paura dell'area.
E' un po' di paura dell'area.
E' un po' di paura dell'area.
Anna.
Anna.
Anna.
Anna.
Anna.
Anna.
Anna.
ci sono arrivati.
Come si cerca di usare?
Lorenzo?
Lorenzo?
Lorenzo!
Da, dai, dai, dai, sono le otto, dai, dai, dai!
Da, dai, dai, dai!
Da, dai, dai, dai!
Da, dai, dai, dai, dai, dai, dai!
Da, dai, dai, dai, dai!
Anna!
Anna!
Anna!
Ehi...
Questi i treni sono tutti i zissimi.
Tosto cercato un po' la...
Perche...
Ma perche mia...
Sono stupida!
Sono stupida.
Sono stupida.
Non piacere.
Allora, ce ne è la tua prena.
Alluna... è veggi.
Perchè non mi viene prendere?
No dai, è assurdo.
Poi prima tua partire che io ha da rima.
E...
No, è che io volevo... volevo già essere la... ci sono tante cose da fare ancora.
Qui è tutto a posto. Non ti preoccupa, dai tranquilleri.
Senti.
Vagari chiamplutarti.
Non ti preoccupa, dai, dai, dai.
Setto una osia, la vedrassina non è là.
Con la malattra 10, scusami per prima.
Adetto, Vavia, buono, cendino.
No, vai.
Sì, ora mi è vado.
Prosto scusami.
Scusami per prima.
Sì, ora mi è vado.
Prosto scusami. Scusami per prima.
Ma quando mi sosveliata, non tu visto più.
Pensavo a tu fosse partita.
Io non voglio fare.
Io non voglio fare.
Sì, ora mi è vado.
Prosto scusami. Scusami per prima.
Ma quando mi sosveliata, non tu visto più.
Pensavo a tu fosse partita.
Io non voglio fare il diolato.
Anzi volo essere con il diolato.
Perché mi piace proprio vedere il diolato.
Anzi s'accompagnava il diolato.
Tu salivi sulla carrossa e ti passavo le valigie.
Magaliti me ti vado fin a estrina.
Poi un fisca il diolato.
Io ti saluto a volare la mano.
E magari anche te.
E magari ti vado fin a sottere il diolato.
E magari ti vado fin a sottere il diolato.
E magari ti vado fin a sottere il diolato.
E magari ti vado fin a sottere il diolato.
Il diolato!
思 Brian, consoleiana li vado fin a sottere il diolato.
Per il ενzo.
Non non morso grimamente vivo anche in Gabriella e in Efendi Magaliti.
Tric sempre si r 38.
Una scusa a pazzeggiare i contomposci.
E magari ti faccio anche così con la mano, se vuole.
Ma adesso vai via.
Trovi chiedo per favore.
Perché?
Perché sì.
Non mi va più di giocare.
E non ti metteriesse giocare. Nì anche tu.
Non mi sposo per scherzo.
È un matrimolo d'amore, pensato.
È incredibile, no?
No, anzi, mi sembra normalo.
E ti sembra normalico, già perso due treni.
E sto qui.
Con l'habita sposa la dentro, a parlare con te.
Mi sono un po' confusa, tutto qui.
Come stavessi peso una marte da tentesta?
Ma adesso.
È un lusso che non mi posso permettere.
Sto con lui da sei anni.
E se ho stata io a decidere sposarci.
Non posso fare una domanda?
No.
No.
Te la dico io una cosa.
L'ultima.
E dopo.
Mi vieni non stanno coraggio adesso.
Prove perché so che non c'è più niente da fare.
Niente.
Io.
Lim.
Lim, non.
È preso coraggio, no?
No.
Adesso vai via.
L'ultima.
L'ultima.
L'ultima.
Non mi sembra carino e io meravata così.
E poi non mi vede lasciate sola.
Da, ti porto mangiano boccone.
Ti prometto che un uro prima è parte al treno.
Io ti riporta in questa sala.
Non ti preoccupare.
Non ti toccone meno con un dito.
Ci stai colna?
Ei.
Hai pensato mai di infilarti in un'ave così come questa?
Ora sta notte.
Mentre i marinei dormono.
Tine scondina stiva, in mezza le casse.
Oppure nella sala macchine, due c'è il motore.
Poi la nave parte, e tu non sei nemmeno doveva.
Stai lì, fermo, cerchi di me a fare un'umore.
Poi quando discoprono, ormai.
Un'ave così grande e mi catturna indietro per te.
Devo mantenere per forza.
Il clandestino uno è scappa perché c'è qualcosa.
Sì.
Ma sull'annave ne sono l'osa.
Non ti conoscono.
E poi che gli ne frega.
Ti portano subito il comandante.
E sono tutti cinesi.
E tu non capisci una parola.
Il comandante è un vecchio cinese dei fogli burbari.
Piccolo.
Quei pizzetto.
E fu molto sigaro.
E c'è tutte le maneggialle.
E per i sigli.
Lui ti guarda ti parla.
E tu non capisci.
Dui ti tengati.
E tu hai paura.
Sì, ma è come andato non è cattivo.
Sembra è cattivo.
Però io dico che realtà è... è triste.
È un cinese triste.
Ti fanno lavorare.
Ti metto in apuire il ponte.
Sbucciare padate.
Però al prossimo porto devi scendere.
In alasca.
In alasca.
Deve ricominciare da capo.
E sei solo.
Però ti sembra bello.
Deventi subito amico i nostri mesi.
Che vacaccia di foche.
Poi un bel giorno.
C'è troppo freddo.
C'è troppo chiaccia.
Le foche puzzano.
Un'arta per dolare via.
Tant'er loro è di ne frega.
Ti amo.
Ma che cattり?
Buon appetitore!
Vuoi il primo.
C'è un cuocetto.
Puoi essere un po' di chiuso.
Dov'è vedi che cattere?
Il gioco non è come il mio såo.
Questa è la calda per i soldi.
C'è la calda.
Eri ad un bebe!
Certo, è scarpio, non so abbraco questa, è poi, non ho fatto intepa misurarlo.
Sai, quando ti fai un visto alla certa?
No, no, no.
Quando hai voto nato dietro?
Non vi ha mandato, o tarte.
O tarte.
Va a te, ma corri, però. Dai, va vie forza, vai.
Manca qua su un uro di treno. Prendite a se, va vie forza.
Io non ti posso accompagnare perché sono stanco, sono stanco.
Le va a te dare le palle.
Parto mi è casato.
Non ti posso accompagnare perché sono stanco.
Non ti posso accompagnare perché sono stanco.
Non ti posso accompagnare perché sono stanco.
Non ti posso accompagnare perché sono stanco.
Non ti posso accompagnare perché sono stanco.
Non ti posso accompagnare perché sono stanco.
Non ti posso accompagnare perché sono stanco.
Non ti posso accompagnare perché sono stanco.
Non ti posso accompagnare perché sono stanco.
E pure vi sembra strano.
Ma io vi posso promettere su dio.
Ma non solamente su dio.
Ma su qualcosa di più, di più superiore, di più cosa c'è più di dio ragazzi.
Eh? Cosa c'è?
La notte, ecco.
La notte.
Io vi posso promettere sulla notte.
Che tutte le volte che sento questo pezzo che definirei quasi quasi un'annunciazione musicale.
I miei pori si aprono.
I miei occhi su mettono di luce nuova.
E anche le mesi garette.
Pumate in questa espereno attuna di megaers.
Si fanno sorprendere con gioia, dalle mie labbra.
Che boccata, dopo boccata.
Le prosciugano di ogni di nizare.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Sì.
Io godo.
E'sse godo.
Ragazzi.
Godisimo.
Solo il pensiero di stare con voi, notte dopo notte, notte per notte e notte divisa la notte e le vasi la notte.
Vai f anti bollire come un fiordo.
Io vi guardo.
Sento le vostre anime strappate, i vostri sani sodisi bujardi, i vostri cicolimpie rosi, vedo, vedo tutto,
vi vedo uno per uno, insonni e felici.
Se amate la notte, si ascolta della notte, si ascolta la notte insomma,
se non avete il dizzo di dormire di notte, beh allora ragazzi, ascolta della vostra unica,
il ripetibile insefarabile!
Pradio, prega, divanti, vado!
Sono le due cinquantasette di questa notte di invernomistica e veloce e mi viene da dirvi fa freddo.
Comunque io vi saluto e vi do appuntamento a domani, con la stessa radio, radio strega,
alla stessa ora, con la stessa voce.
Vai con la sigla!
Ciao, molto despattita!
No, c'è qualcosa che ti stopping!
Cosa?
Cosa?
Cosa?
Cosa?
No, c'è qualcosa!
Cosa?
Cosa?
Cosa?
Cosa?
Ma se stessi non è so lie
Time to lo che we want to sing
Wrap together with some guy
I say I'm an alluding
Raising cut to worries about to sing
Vado
E però ragazzi
Io non lo so
Io direi pensiamo ce
Poi
Ragazzi
Non lo so
Pensiamo ce
Ragazzi
Io si vencio
Vado
Vado
Vado
Raisa
Ragazzi
Ragazzi
Ragazzi
Ragazzi
Ragazzi
eee! ee! il pubbazzo nell'acqua casco!
Ma chi? Il pubbazzo nell'acqua casco!
Ciao, tocca me.
Vieni, sciabbolone, vieni.
Novei controlla.
E c'è, c'è, c'è.
Buona notte, chechi.
Ciao.
Ciao, vostroniro.
Ciao.
Ciao.
Vote qui?
Sono arrivata questa notte.
Ah.
Come stavi?
Piove.
Agenova vi avevo sempre d'inverno.
Allora?
Sapevo che tornaglia a questo ore.
Io tu non ho sempre a questo ore.
Vote?
Cosa?
Come se la fasse?
Bene, ora bene.
Fatte di vedo.
Ti vedo bene.
Il lavoro è tutto bene?
Il lavoro.
Ora insomma, ricordi di me.
Certo, dai, scherzi.
Anna.
Anna.
Sapevo, Anna.
Anna.
Anna.
Sapevo, Anna.
Non ti ricordi più di me.
Ma stai scherzando.
Tu non ti ricordi più di me.
Allora?
Guarda, Anna, io ricordo tutto.
Mi ricordo di quando mi soriatevi.
Di quando ti soriatevo, eh.
Poh, mi ricordo di quando mi camminavi davanti io dietro.
E anche di quando ti camminavano davanti.
credibile. Poi mi ricordo tutto, si è proprio tutto, mi ricordo anche anche il tuo
profumo. Aspetta, è cosa? Un profumo ferro se c'è l'este, no? Anzi nero, però sa cosa
che mi ricordo di sé? E come dire, è... Aspetta, è piccolo, un particolare.
Cosa? Cosa? Non te lo dico. E dai, dimelo. Non te lo posso dire. Dai, dimelo.
E io? Tu lo dico più avanti. Non ti avevo più. Andiamo tardi.
E io? Tu lo dico più avanti. E io? Tu lo dico più avanti.
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