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Aiuto!
Aiuto!
Aiuto! Aiuto! Aiuto!
Aiutateci!
Pronto? Polizia! Aiuto!
Aiuto!
Pronto?
Dove?
Va bene, arriviamo subito.
Lojacono, stavi dormendo?
C'è stato un omicidio in via Verdi 32.
Grazie.
Piano.
- Sali! - Non puoi andare piano?
- Omicidio in piena notte. - Sì.
Stavolta siamo autorizzati a indagare. Vai piano.
Non ti preoccupare.
Signori, fate passare!
- Buonasera. - Buonasera, ispettore.
- Dov'è la vittima? - Nella macchina.
Mamma mia!
- Chi è quella signora? - La proprietaria della casa.
Controlliamo che la gente non entri, grazie.
Commissario, che paura!
Soni ispettore, signore.
Potevano sparare anche a noi!
Per fortuna non è successo.
Io sono l'ispettore Lojacono e lui è l'agente Aragona.
- Chi era la vittima? - Antonio.
- Prego, accomodatevi. - Grazie.
Povero Antonio!
Madonna mia!
- Povero Antonio! - Permesso.
- Buonasera, signora. - Buonasera.
Allora, con calma.
- Qual è il cognome di Antonio? - Antonio...
- Come si chiamava Antonio? - Non Antonio, Vincenzo.
Si chiamava Vincenzo.
Il cognome non lo ricordo.
Lo avevamo assunto da meno di un mese.
- Lascia stare. - Parli sempre tu.
- Che lavoro faceva? - L'autista.
Bravissima persona.
L'autista migliore che abbiamo avuto.
Che tragedia, ispettore! Che peccato!
Con calma raccontateci quello che avete visto.
Noi stavamo tornando da casa di Pupetta Ponticelli.
Ha il fratello notaio e l'albergo "Procida" al Vomero.
Avete sentito l'ispettore? Raccontateci con calma.
Di Pupetta non ci interessa.
- Cerchiamo di quagliare. - Che brutte maniere!
Scusate, ma mia sorella è molto turbata.
Stavamo entrando con la macchina nel vialetto.
Giacinta, fammi parlare.
Parla tu.
Siamo entrate con la macchina dentro il vialetto.
Come facciamo di solito.
Poi siamo scese dalla macchina e siamo entrate in casa.
Antonio doveva chiudere il cancello.
Si chiamava Vincenzo.
Provate a raccontare quello che avete visto.
Abbiamo sentito lo sparo e siamo corse fuori.
Abbiamo visto una moto con due uomini vestiti di nero.
Questa è un'informazione importante.
Mi dispiace ma mia sorella si è sbagliata.
Uno dei due aveva la maglia grigia.
No, ma quando mai!
La maglia era nera. Tutte e due le maglie erano nere.
Una era nera e una era grigia.
Non ha grande importanza il colore della maglia.
A noi interessa sapere se li avete visti in faccia.
Ah! No...
Io sì, lei non ci vede bene.
Ma che dici?
Come hai fatto a vederli se avevano i caschi!
- I caschi? Avevano i caschi? - Sì, avevano i caschi.
È arrivato il medico legale.
Aragona, continua tu con le signore.
- Noi ci vediamo dopo. - Grazie, Lojacono.
Signore, cerchiamo di ricostruire la cosa.
- Con calma. - Sì.
- Buonasera. - Salve, sono Sartori.
- Ispettore Lojacono. - Si è beccato un bel colpo.
- Il foro d'ingresso è sulla nuca. - Pare fossero due, in moto.
La classica esecuzione.
- Lojacono, il caffè. - No, grazie.
Bevete troppo caffè in questa città.
Guida, vieni a prendere il caffè.
Indizi? Novità?
Abbiamo due sorelle anziane, un po' confuse.
Hanno visto arrivare una moto, niente targa...
- Sono proprio pazze! - Eccomi, dottore.
Guida, prendi il caffè e mangia una cosa.
Grazie, dottore.
- Ti devo chiedere una cortesia. - Agli ordini, dottore.
Ieri sera si è scaricata la batteria della macchina.
Ho dormito qua. Si deve risolvere.
Ci penso io, non si preoccupi. L'elettrauto è qui dietro.
- Grazie. - Con permesso.
Stasera vado a Roma da Ernesto.
Prendo il treno delle 18 e torno domani mattina.
Perché lui non viene mai qui?
Non può lasciare l'ospedale.
Non è vero, non vuole conoscerci.
- Non si vuole impegnare. - No, non è così.
Il mese prossimo verrà qui così lo conoscete.
- Voglio proprio vedere. - Spero tu non dorma con lui.
Dormo in albergo, come sempre.
- Se vuoi, puoi controllare. - Lo dico per te.
Agli uomini interessa soltanto una cosa, lo sai.
Grazie per avermelo ricordato.
L'omicidio è avvenuto nel cortile...
Romano, Di Nardo, accomodatevi.
Abbiamo appena cominciato. Allora, ripeto:
l'omicidio è avvenuto all'una e 50,
nel cortile di un palazzetto delle sorelle Filangeri.
La vittima era il loro autista.
Vincenzo Ramaglia, 47 anni, sposato con una figlia.
Una bravissima persona a sentire le signore.
Le Filangeri rincasavano con la vittima.
Erano già in casa quando sono arrivati due in moto
- e hanno sparato all'autista. - I bozzoli sono stati trovati?
No, un solo colpo alla nuca.
La Scientifica ha esaminato il proiettile?
Ancora no ma la Martone ci sta lavorando.
- Le signore hanno visto qualcosa? - Il loro racconto è confuso.
Ci hanno fatto impazzire.
- Scusa, Lojacono. - Sì.
Ma le Filangeri dicevano che era una brava persona?
Il migliore autista che abbiano mai avuto.
Meno male!
Ramaglia Vincenzo, condannato a otto anni di reclusione
per spaccio e detenzione di droga.
- È uscito di galera sei mesi fa. - Mi fa piacere.
Aragona, ci tocca tornare dalle signore Filangeri.
Speriamo si siano calmate.
Otto anni di prigione? Ma come è possibile?
Sembrava tanto a modo, non è vero, Giacinta?
Mai una cattiva parola, sempre gentile.
- Una persona a modo. - Accomodatevi.
- Grazie. - Prego, prego.
Come lo avete assunto? Chi ve l'ha consigliato?
- Il portiere del palazzo di fronte. - Ma quando mai!
No!
Il nome di Vincenzo ce l'aveva dato don Nicola.
Quando dobbiamo assumere la servitù,
chiediamo sempre alla parrocchia.
Clelia, ti stai sbagliando.
Abbiamo chiesto a don Nicola ma non aveva nessuno.
Ah, è vero!
Mi stavo imbrogliando.
Il nome di Vincenzo ce l'aveva dato Mimì Barone.
- L'avvocato! - Ma quale Barone!
- Quello è morto due mesi fa. - È vero.
Signore, scusate. Se no andiamo al manicomio,
facciamo che quando ve lo ricordate, ce lo dite.
Giovanotto, calma. Qui non stiamo al mercato.
Lei ha ragione, ma dovete fare uno sforzo di memoria.
Non c'è bisogno perché noi abbiamo buona memoria.
- Buonissima. - Si vede!
Che volete sapere?
Avete notato cose strane? Un incontro per strada...
- Una telefonata, una confidenza? - Avete capito?
Ultimamente avete notato qualcosa di strano?
Una telefonata, una confidenza?
Ho sentito.
Abbiamo un udito perfetto.
- Come no! - Che?
- Non ho parlato. - Comunque...
Vincenzo non ha mai fatto niente di strano.
Era normale, normalissimo.
Normale.
Noi togliamo il disturbo.
Se vi viene in mente qualcosa, chiamateci.
- Senz'altro. - Conosciamo la strada.
- Grazie. - Arrivederci.
Non avete un altro aiutante? Questo è antipatico.
Questo mi hanno dato. Stia bene, di nuovo.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Lojacono, che ti ha detto? - Lascia perdere.
La famiglia Filangeri è una famiglia importante.
Il nonno fu commissario regio all'inizio del secolo scorso.
Pare che le due sorelle siano fuori di testa.
In effetti hanno la loro età.
Ma sono state imprudenti ad assumere gente così.
C'è mancato poco che ammazzassero pure loro.
- Chi si occupa del caso? - Lojacono e Aragona.
È un caso semplice, dovremmo chiuderlo presto.
Lo penso anche io.
L'omicidio di Ramaglia sarà un regolamento di conti.
Basta scavare in quegli ambienti e si troverà il colpevole.
Scaveremo.
Chi ha messo queste denunce nel mio cassetto?
- Che denunce sono? - Prima erano quattro,
ora sono diventate otto. Chi ce l'ha messe?
- Dalle a me, ci penso io. - Chi ce le ha messe?
Qui c'è un coglione che mi vuole fregare.
- Perché mi guardi? - Qui ci sono i coglioni
come te che indagano sugli omicidi
e chi sa lavorare deve restare in ufficio.
- Sarei io il coglione? - L'hai capito!
Basta!
Che bella scena!
Ho appena detto al questore che vi state affiatando.
Torna al lavoro.
Queste scene qui dentro non voglio più vederle.
Ora siete una squadra, chiaro?
Romano, le tue denunce.
Al lavoro.
Sei già in albergo?
Va bene, ti raggiungo.
Ho saputo che avete un nuovo caso.
Sì, perché me lo chiedi?
Perché lo vedo quando sei preoccupato.
Lo capisco da come mangi. Stasera hai scartato i piselli.
Quindi hai qualche problema.
Quando sei allegro invece, fai pure la scarpetta.
Sei incredibile.
Faccio questo lavoro da 20 anni.
La gente quando mangia si lascia andare.
E io la guardo, capisco un sacco di cose.
Mi sono laureata in psicologia qua dentro.
Quando avrò bisogno, verrò da te.
- Che stai facendo da un anno? - In effetti...
- Il caso è così complicato? - No, non è per il caso.
- Sono preoccupato per mia figlia. - Che è successo?
Non studia,
non va a scuola, fa casini...
E tutto questo me lo riferisce la mia ex moglie.
Io continuo a chiamare ma lei non mi risponde.
Giuseppe, io non ho figli quindi non posso consigliarti.
Però quando ero io una figlia, ce l'avevo con mio padre
perché se n'era andato a lavorare in Germania.
Mica è un crimine essere un emigrante, no?
Neanche tu hai la colpa di quello che è successo.
Com'è finita con tuo padre?
Che a crescere senza di lui sono diventata più forte.
Alla fine gli ho voluto molto bene.
Io non voglio che Marinella cresca senza di me.
Ma non si rinuncia a un padre, stai tranquillo.
Sei una persona speciale, se ne accorgerà anche lei.
Non ci pensare più, bevi un bel bicchiere di vino.
Un po' di vino toglie tutti i brutti pensieri.
- Bevi. - Bevo?
Bevo.
Buono.
Papà, sul serio?
Hanno lasciato il capo in balcone tutta la notte?
Era andato a fumare.
L'hanno chiuso fuori, non aveva il cellulare.
Che pazzo!
- Francesco, come va il lavoro? - Come volete che vada
in quel posto di merda?
- Tesoro, sono quasi le 22. - Sì, ho capito.
Mamma, prendi il dolce?
- Francesco deve svegliarsi presto. - Sì, lo prendo subito.
- Vai tu? - Certo.
- Mi passi il piatto, per favore? - Prenda il dolce
che questo rompicoglioni deve andarsene.
Ecco qua la torta.
Hai preso il dolce con la panna?
- Perché, a te... - Non piace la panna?
No, mi fa venire l'acidità.
Però forse mia moglie se l'è dimenticato.
Andiamo a casa.
- Scusateci. - No, stai tranquilla.
Arrivederci.
Io vado, ho il treno tra mezz'ora.
- Quando ci rivediamo? - Abbiamo fatto un patto, no?
- I patti si possono rompere. - No, meglio di no.
Se vuoi vengo io a Napoli la prossima volta.
Non insistere, mi faccio viva io.
Ma stai con qualcuno o sei sposata?
Sono libera come l'aria però preferisco così.
E dai, rimani.
Non posso, faccio tardi al lavoro.
Scusa.
- Ciao. - Ciao.
Per me Vincenzo è morto quando è andato in galera.
C'era qualcuno che ce l'aveva con lui?
In verità, da quando era tornato se ne stava buono.
Gli avevo detto che se faceva un altro guaio,
l'avrei sbattuto fuori di casa.
E gli avevo detto di trovarsi un lavoro.
Lei sa come era stato assunto dalle sorelle Filangeri?
No, non lo so.
Non gli chiedevo più niente.
Ero stanca di sentire bugie.
Vostro marito si è fatto otto anni di galera per droga,
mica perché vendeva noccioline. Qualcosa doveva saperlo.
Non mi sono mai immischiata.
Vincenzo non era così quando ci siamo sposati.
Era un bravo guaglione.
Poi è arrivata la droga, i soldi facili...
- Ciao, Rosa. - Buongiorno.
Questi sono i poliziotti che stanno facendo le indagini.
- Ciao, Rosa. - Ciao.
Stiamo cercando chi ha ucciso tuo padre.
- Tu ti sei fatta qualche idea? - No.
Mio padre aveva molti nemici.
Ne conoscevi qualcuno?
Avevo 10 anni quando è andato in galera.
Non volevo sapere più niente. Mi vergognavo di lui.
Ti vergognavi?
Mi vergognavo anche di dire che mi chiamavo Ramaglia.
Poi la gente mi chiedeva se ero la figlia di Vincenzo.
E tutti mi guardavano male.
Che c'entravo io con quello che faceva mio padre?
Capisco il tuo stato d'animo però ora devi concentrarti.
Ce l'hai un sospetto su chi può averlo ucciso?
Ve l'ho detto...
Mio padre aveva molti nemici e io non li conosco.
Però uno c'è ora che ci penso.
Uno c'è.
Ramaglia, prima di andare in galera, era un cane sciolto.
Non risultano rapporti stretti con famiglie camorristiche.
Può darsi che aveva rapporti con vari giri.
Sono passati anche otto anni.
Non abbiamo un giro preciso su cui indagare.
Ne abbiamo diversi.
Capo, è un negro. L'assassino è un negro.
Nemmeno quando riferisci parli in maniera corretta?
Puoi usare il termine "uomo di colore"? Grazie.
- Lojacono, che è successo? - La figlia di Ramaglia
ci ha raccontato che settimane fa
un uomo di colore è passato per parlare con il padre.
Il padre si è incazzato e l'ha portato fuori.
La figlia li ha visti litigare attraverso la finestra.
- Bene. - E due giorni dopo
ha visto lo stesso uomo ripassare davanti casa loro.
È già abbastanza. Dobbiamo trovare l'uomo.
- La ragazza lo ha descritto? - Sì.
- I negri sono tutti uguali. - Sì, anche i razzisti.
Ha detto che era robusto, con le treccine
- o i dreads, come li chiamano loro. - Meno male.
Abbiamo qualcosa per riconoscerlo.
- Siamo d'accordo, che succede? - Che stai cercando?
Qualcuno che è stato arrestato con lui otto anni fa.
Magari ce n'è uno di colore. Eccoli!
- Quanti sono? - Sei oltre a Ramaglia.
- Sono tutti bianchi. - Infatti.
Se questo di colore l'avesse conosciuto in galera?
Bravo, Romano. Buona idea!
Occupatevene tu e Aragona.
State lavorando.
Per qualche mese ancora avremo da fare.
Gli esami li hai fatti?
E quando? Sto dalla mattina alla sera in commissariato.
Lo sapevo che trovavi la scusa del lavoro.
Gli esami devi farli.
Devi fare il controllo ogni sei mesi.
- Se lo curi, il cancro se ne va. - Quello sta lì buono buono.
- A me non dà fastidio. - Non è vero.
Quante volte in una giornata vai a fare la pipì?
È l'occasione per alzarmi dalla scrivania.
- Mi sgranchisco. - Mi esasperi!
Non capisco perché non vuoi curare il cancro.
- Vuoi morire? - No.
E allora?
Fammi sedere un po'.
Ora ti dico una cosa che ti farà preoccupare.
Allora ti diverti!
Io parlo con Carmen.
La sera torno a casa, vado in camera da letto
e parlo con lei ad alta voce.
Come se lei stesse lì.
A volte mi sembra di sentire la risposta.
- È grave? - No.
Questo non è grave.
Anche io ogni tanto parlo con Dio.
È un po' come parlare con se stessi.
Ci avevo pensato.
- Avanti. - Permesso?
Dottoressa Martone, buonasera.
L'agente Alex Di Nardo. Vi siete già conosciute?
- No, direi di no. - Molto piacere.
- Lojacono, ho una novità. - Buona?
Dipende dai punti di vista. Per me lo è.
Siamo riusciti a risalire all'arma che ha sparato
grazie alla rigatura della canna lasciata sul proiettile.
Per chi potrebbe non essere una buona notizia?
Per chi preferisce i casi facili e questo non lo è.
Non lo è perché l'arma è un revolver.
Per questo non sono stati trovati bossoli.
Questo è un proiettile di una 38 special.
- Ti intendi di armi? - Mi piacciono.
E poi dalle armi si può risalire al profilo di chi le usa.
E da una 38 special a chi potremmo risalire?
Potrebbe appartenere a un appassionato.
Non è un'arma usata dalla criminalità comune.
Uno spacciatore con un revolver non ce lo vedo proprio.
A meno che non gli sia capitata in mano per caso.
- Magari è stata rubata. - Potrebbe.
- Sei brava, Di Nardo. - Ottimo ragionamento.
- Lei ha trovato altre cose? - L'autopsia non è finita.
Sappiamo con certezza che è morto con un solo colpo.
Nessun segno di colluttazione, nessun contatto con l'assassino.
- Una vera esecuzione. - Se ci sono novità, la chiamo.
- Grazie, buon lavoro. - Anche a lei.
- Salve, è stato un piacere. - Alla prossima.
- Chiudo? - No, lasciamo aperto.
Samuel Buqar, anni 52.
Condannato a due anni per spaccio.
È stato spostato di reparto perché ha fatto una rissa
- con Ramaglia. - E quando è uscito?
- Due mesi prima di Ramaglia. - Bel lavoro, no?
L'assassino servito su un piatto d'argento.
- Abbiamo fatto un bel lavoro. - Siete una bella coppia.
Adesso dobbiamo mostrare la foto alla figlia di Ramaglia
e alle sorelle Filangeri.
Magari hanno visto Ramaglia incontrarsi con Buqar.
Comunque c'è la droga dietro questo omicidio.
Quel revolver non è una pistola da spacciatori.
Giusto!
Romano, hai fatto bene a parlare con il direttore del carcere.
- Complimenti. - Grazie.
Servizio di segreteria telefonica.
Amore, sono io.
Sono appena rientrato e tu non ci sei.
Sei ancora arrabbiata per ieri sera?
Senti...
stasera volevo festeggiare una cosa successa al lavoro.
Ho preso una bottiglia...
Che razza di programmi!
Soltanto ballerine nude e invertiti! Che schifezze!
- Perché non cambi canale? - È per tua madre.
- Le piacciono le canzoni. - Cambia, tanto sto dormendo.
È Ernesto, mi dà la buonanotte.
Sì, mi sembra lui.
Ha la stessa faccia tonda.
Scusate, ho avuto un contrattempo.
Il contrattempo del sonno.
Allora? L'ha riconosciuto?
Se continuavi a dormire, facevi un favore a tutti quanti.
Non interrompere la signorina.
Somiglia all'uomo che ha visto litigare con suo padre?
Sono una persona seria e non voglio mettere nei guai nessuno.
Questo mi sembra lui.
- Buqar? Sei Buqar? - Sì.
Ci hanno detto che questo è il tuo passatempo preferito.
- Ma che ho fatto? - Vogliamo saperlo anche noi.
Ci hanno detto che conoscevi Ramaglia.
Con Vincenzo eravamo fratelli.
Ci siamo fatti il carcere insieme.
Quando ho sentito che era morto, ho pregato per lui.
Io mi sono commosso.
Vi siete picchiati perché eravate fratelli?
Anche i fratelli litigano.
Il carcere ti fa litigare ma poi abbiamo fatto pace.
Perché sei andato a casa sua?
Perché mi fate tutte queste domande?
Ehi!
Mica penserete che gli ho fatto qualcosa!
Hai un alibi? Dov'eri la notte tra martedì e mercoledì scorso?
Non so voi, ma io di notte dormo.
Non ho famiglia, dormo da solo.
- È un reato dormire da soli? - No, ma non hai un alibi.
Non ho ammazzato Ramaglia.
È vero che in carcere ci siamo presi a pugni,
ma per una sciocchezza:
gli ho chiesto di dire una parola buona per me
- per farmi rientrare nel giro. - Non era fuori dal giro?
Lui diceva così.
Lavorava da due vecchiette, faceva l'autista.
Magari stava lì per ucciderle e prendersi i soldi.
- Comunque, non fatemi parlare. - No, vai avanti.
Il fatto è che chi ha un passato così brutto, non cambia vita.
Prima o poi il passato torna.
Ed è questo che è successo a Vincenzo secondo me.
E come si chiamava il passato di Ramaglia?
Conosci un boss a cui faceva riferimento?
Ci sarebbero molti nomi.
- Troppi per dirne solo uno. - Ce l'hai il porto d'armi?
Forza, dai.
Noi adesso ti portiamo via, ti metto le manette o stai buono?
Prendilo.
- Dove siete? - Siamo in cucina.
Ciao.
Amore.
Ma sei bravissimo!
Ma chi vuoi diventare?
Mamma, mamma, mamma...
- Mamma... - Mamma è tornata.
- Sono qui. - Tutto bene?
- Sì, tutto bene. Tu? - Che hai comprato?
Gli arancini.
Li ho presi due a testa, ma poi io ne mangio uno.
- A Riccardo piacciono tanto. - Ma gli fanno male.
E tu sei a dieta, perché butti all'aria gli sforzi fatti?
Tanto non perdo un etto.
Nella vita ci vuole costanza, te l'ho detto mille volte.
Avevo preparato il merluzzetto bollito.
Ogni tanto fa bene a tutti fare una trasgressione.
A me no e nemmeno a Riccardo.
Tu falla, chi te lo impedisce? Intanto apparecchio.
- Paolo! - Ohi!
- Benarrivato. Come stai? - Bene, tu?
È un piacere vederti.
Sei un fiore rispetto l'ultima volta che ci siamo visti.
Sei mesi fa stavo sotto terra! Vieni, si mangia bene qua.
Buono.
Allora... la buona notizia.
Carmelo Lo Monaco, il tuo maledetto pentito
è stato chiamato a testimoniare in un processo di mafia.
Quindi?
Voci dicono che vorrebbe ritrattare.
E quando un pentito comincia a ritrattare,
quasi sempre ritratta su tutto.
Se ritratta, le precedenti affermazioni saranno invalidate.
Non voglio più pensare a questa storia.
Finiscila! Devi uscire a testa alta da questa storia.
Perché hai questo atteggiamento?
- Neanche lo hai denunciato! - Non serve a niente.
Le cassette della Procura sono piene di denunce.
- Che vuol dire? - Eh, che vuol dire?
Sono piene di denunce di furti, di rapine, omicidi...
Secondo te non dovremmo denunciare più niente.
Allora facciamoci derubare, facciamoci ammazzare tutti.
Tanto la giustizia non esiste.
- Poi con il mestiere che fai... - Non volevo dire questo.
Dico che nel mio caso è inutile.
Non voglio più ricaderci in quel buco lì.
Ho visto crollare la mia vita, la mia famiglia, il mio lavoro.
Per me è stato come un terremoto.
Mi sono risvegliato tra le macerie.
Non dimenticherò mai la faccia di Marinella
- quando lo ha scoperto. - Lo capisco, però...
Fammi finire.
La mattina mi sveglio con un unico scopo:
dimenticare questa storia.
Hai capito perché non voglio sentir parlare di Lo Monaco?
L'ho capito, spero però che tu possa cambiare idea.
- Sei tosto, eh? - Sì.
- Ecco lo scarpariello. - Grazie.
- Prego. - Grazie.
- Buon appetito. - Grazie.
- Allora cambiamo discorso. - Ecco, è meglio.
Perché non ti metti con Letizia? È una bella donna!
- Siamo solo grandi amici. - Sei un cretino!
- Grazie. - Dovresti innamorarti.
Ti farebbe bene. Guarda che ci provo io!
Mangia lo scarpariello.
Ti scaldi, eh?
Giuro che non ho ammazzato Ramaglia.
Lei non ha un alibi.
Ce l'aveva con Ramaglia perché non le ha fatto un favore.
- Che favore era? - L'ho già detto.
Gli avevo chiesto di mettere una buona parola per me.
- Con chi? - Con uno dei boss.
Con Gennaro Castrovetere, per esempio.
Il boss che sta dentro.
Lui lo conosceva, cosa gli costava raccomandarmi?
- Gennaro Castrovetere? - Quello è importante.
La droga di mezza Napoli passa ancora da lui.
Ramaglia lavorava per lui prima di essere arrestato?
Per lui e per tanti altri. Era un figlio di puttana!
Lui non ti ha fatto il favore e tu l'hai ammazzato?
No.
Chi ha ucciso Ramaglia è arrivato con una moto
- e guarda caso hai una moto. - Il mio è un catorcio.
Non l'ho ammazzato.
Le abbiamo trovato addosso una Glock 17.
- Ha pure un revolver? - Non ho un negozio di pistole.
La sua situazione non è semplice.
Si trovi un avvocato, non posso revocare il fermo.
Dottoressa Martone.
Sì.
Arriviamo subito.
Grazie.
Signor Buqar, può andare. Per oggi abbiamo finito.
- Me ne posso andare? - Sì. Resti a disposizione.
Dovrà rispondere del possesso di un'arma non autorizzata.
Va bene.
C'è una grossa novità.
È stato trovato il cadavere di un'altra persona
uccisa con la stessa pistola che ha ucciso Ramaglia.
L'hanno trovato ieri sera.
Questo è il proiettile che lo ha ammazzato.
Guardate qui.
Si vede la rigatura della canna.
Questo è il proiettile che ha ammazzato Ramaglia.
La rigatura è la stessa. Controllate.
La pistola che ha sparato è la stessa, non ci sono dubbi.
Un revolver calibro 38 Special.
Hai ragione Di Nardo, la pistola è importante in questo caso.
- Il morto chi è? - Capono Cosimo, 45 anni.
Buttafuori in una discoteca.
È stato ammazzato nel vicolo dietro il locale.
- Testimoni? - Nessuno.
O meglio, un testimone c'è ma non viene considerato.
È un senzatetto che ha detto di aver visto un'auto verde
- passare da quelle parti. - Perché non conta?
Era ubriaco.
Ha detto che alla guida c'era un drago verde
con la testa bianca.
Il suo tasso alcolemico ha sfondato l'etilometro.
- Grazie, dottoressa. - E ora?
Ora ricominciamo da capo.
- Auguri. - Anche a lei.
- Buon lavoro. - Grazie.
Arrivederci.
Di Nardo?
Si rispondere ai messaggi... o sei troppo occupata con le armi?
Mi scusi.
Vi occuperete anche dell'omicidio Capuano.
Va bene.
La pistola che ha ucciso Ramaglia e Capuano è la stessa.
I due omicidi sono legati.
Buqar era in stato di fermo quando è stato ucciso Capuano.
Questo non esclude che possa aver ucciso Ramaglia.
Buqar mi è sembrato un poveraccio.
Quanti assassini sembrano dei poveracci?
Chi ha ucciso Ramaglia ha ucciso anche Capuano.
È fondamentale trovare il legame tra Capuano e Ramaglia.
- Perché il legame c'è. - Così troveremo l'assassino.
Signora, la casa di Cosimo Capuano?
- Questa porta qua. - Grazie.
Vai.
Che chiavica di posto è?
- Che lavoro faceva Capuano? - Il buttafuori.
Risulta non coniugato e senza parenti.
Avrà fatto qualche sgarro a qualcuno.
Sicuro qualcuno che ha buttato fuori.
- Ma che vita faceva questo? - Ecco cosa faceva.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Siamo qui per l'omicidio Capuano.
- Ma chi, Cosimo? - Lo conosceva?
Certo, qui lo conoscevano tutti.
- Eravate amici? - Ma quando mai!
- Cosimo non aveva amici. - Perché?
A fare il buttafuori era bravo, gli piaceva picchiare la gente.
- Quindi aveva molti nemici. - Non so chi l'ha ucciso.
- Non ne ho proprio idea. - Conosce il barbone testimone?
Forse Armando. Gira sempre da queste parti.
Ma vede anche la Madonna con quello che si beve!
Questo l'abbiamo trovato a casa di Cosimo.
Sapeva che spacciava?
Di quella roba non voglio sapere niente.
Invece noi sì.
O ci dice dove la prendeva o chi lo può sapere.
- Forza, dai! - Carmine Mariano?
Carmine!
Lasci.
- Ragazzi, su! - Ti allenavi con Cosimo?
- E allora? - Cerchiamo chi l'ha ammazzato.
- Tu lo conoscevi bene? - Benissimo.
- Era un suo amico? - Ero il suo unico amico.
La roba te la regalava o la pagavi?
Quale roba? Io non ho mai pagato niente.
- Cosimo con me era buono. - Non ci importa dei suoi regali.
Vogliamo sapere se spacciava e dove prendeva la roba.
Ha detto niente!
- Hai paura? - No.
- Sì. - Dacci un nome.
Possiamo aiutarti.
Mi dispiace che hanno ucciso Cosimo, gli volevo bene.
- Sì, lo abbiamo capito. - Un nome.
Il nome non lo so.
Cambiavano sempre quelli che incontrava.
Erano tutti della famiglia Castrovetere.
Grazie.
Arrivederci, grazie.
Abbiamo fatto un passo avanti.
Abbiamo un filo che unisce Ramaglia a Capuano.
Questo filo porta direttamente a Gennaro Castrovetere.
Tutti e due lo conoscevano e magari lavoravano per lui.
I Castrovetere hanno rimpiazzato i Michelucci da dieci anni.
Sono diventati molto potenti.
Quando Gennaro Castrovetere è stato arrestato,
il figlio ha preso il posto del padre.
È probabile che il padre comandi dal carcere.
Ricordo Castrovetere.
Quando c'era da ammazzare, non perdeva tempo.
Se doveva punire uno dei suoi, non ci pensava due volte.
Forse è stato lui a ordinare l'omicidio di Ramaglia e Capuano.
Castrovetere, ti vogliono.
- Buongiorno. - Castrovetere, finalmente!
Non mi piacciono i colloqui,
soprattutto quando non li richiedo io.
Invece stavolta te lo fai piacere.
- Che volete? - Notizie su Ramaglia e Capuano.
- Ramaglia era un coglione. - Lavorava per te?
Quello era una puttana, se la faceva con tutti.
Poi si è messo in mezzo ai miei e si è fatto arrestare.
Ha fatto saltare la mia rete.
Volevo sapere se sono stato io a dare l'ordine?
Tanto a te non cambia niente, sei già qua dentro.
Volevo ammazzare Ramaglia, ma non ho fatto in tempo.
Complimenti a chi l'ha fatto! Bel lavoro! Pulito.
- Su Capuano non dici niente? - E che vi devo dire?
Lavorava per me, ma era amico di Ramaglia.
Un altro coglione perciò.
Bel lavoro pulito pure il suo.
Se trovate chi l'ha fatto, portatemelo.
Lo prendo subito con me.
- Che è successo? - Una donna si è suicidata!
Scusi.
Polizia.
Com'è successo?
Me la sono vista davanti all'improvviso,
ho frenato ma stava già sotto. Che brutta cosa!
- Qualcuno ha visto qualcosa? - No, niente.
C'era la ressa per prendere il treno, era davanti a noi.
Una donna anziana, con i capelli raccolti.
Ho trovato un biglietto.
C'è scritto: "Non ho più voglia di vivere, scusate."
Si chiamava Rosa Scapece.
Era nata a Napoli il 15 settembre del '36.
80 anni.
- Mamma... mamma... - Riccardo.
Mamma.
- Mamma. - Amore!
Ora la mamma è qua.
Adesso io cucino e tu disegni ancora un po'.
Poi ce ne andiamo in soggiorno, a mangiare.
- Mamma... mamma... - Riccardo.
- Mamma, mamma! - Sono qui.
Riccardo!
Mamma! Mamma!
- Mamma! Mamma... - Non è niente.
- Mi sono solo tagliata il dito. - Mamma!
Riccardo, non fare così. E solo un taglietto.
- Riccardo! - Mamma!
- Amore, ti prego... - Ma che è successo?
- Mi sono tagliata! - Mamma!
- Lo stai spaventando. - Mi sono soltanto tagliata.
Non ce la faccio più.
Nella borsa della spesa aveva due mele,
un etto di mortadella e il detersivo per i piatti.
Una che si vuole ammazzare fa la spesa?
Ho ragione o no?
Questa teoria del suicidio è una stronzata.
No, è sempre Pisanelli che è pazzo.
Come mai ha deciso di accompagnarmi, dottoressa?
Mi piace rendermi conto di persona delle situazioni.
È una cosa che faccio spesso, è un problema?
No, mi fa piacere.
- Si trova bene a Napoli? - Non tanto, lei?
Io sì.
I napoletani sono troppo espansivi per i miei gusti.
Come fa con le regole che qui nessuno le rispetta?
Infatti questo non mi piace.
Lei invece dovrebbe trovarsi benissimo.
Ci sono due modi per trasgredire le regole.
Uno è quello napoletano, uno è quello mio.
Quello napoletano lo conosco, il suo com'è?
Un po' più discreto.
Mi oppongo all'autorità quando l'autorità commette degli errori.
Vedo che anche lei ha i suoi conflitti interni.
- E chi non ne ha? - È difficile essere l'autorità
e opporsi all'autorità.
La prossima volta parleremo dei suoi conflitti interni.
Mamma mia, quanto è brutto! Ma chi è?
Si chiama Cosimo Capuano.
Pensiamo potesse conoscere il vostro autista.
- Purtroppo è stato ucciso. - Ma che è, una strage?
Faceva l'autista pure lui?
No, era un buttafuori e faceva anche lavori sporchi.
- E cioè? - Spacciava droga.
Ah!
Non l'abbiamo mai conosciuto.
Non l'abbiamo mai visto.
Poi perché Vincenzo doveva conoscere un tipo così?
Perché pensiamo spacciassero insieme.
Il vostro autista non era la brava persona che pensavate.
Forse era entrato a casa vostra con un secondo fine.
Magari, se non l'avessero ucciso,
vi avrebbe anche derubato.
Signorina, se è per questo,
se Vincenzo avesse voluto, avrebbe potuto toglierci tutto.
- Vero? - Come no!
Una volta mi è caduto il bracciale di smeraldi in macchina.
Lui l'ha ritrovato e me l'ha restituito.
- Capito chi era quel poveretto? - Ci fidavamo di lui.
Ci dispiace veramente tanto.
C'è altro, commissario?
Dobbiamo prepararci.
Tra poco abbiamo una partita molto importante.
Importantissima!
- È una partita di cosa... ? - Burraco.
Ecco qua. Permettete?
- Questa è vostra. - Grazie.
- Vado ad aprire, torno subito. - Prego, ci mancherebbe.
- Posso offrirvi qualcosa? - No, grazie.
Ciao, come stai?
Cicci!
Eccoci qua.
- Loro sono le nostre amiche. - Carmignano.
- Salve. - Molto lieto.
Lancellotti. Lei è la mia C.
Ogni settimana giochiamo sempre a burraco.
- È il nostro unico svago. - Il nostro unico svago!
Non vorrei essere scortese, ma noi viviamo per il burraco.
Quando dobbiamo giocare, siamo sempre impazienti.
- Ma noi andiamo via adesso. - Arrivederci.
- Vi accompagno. - No, Giacinta, stai seduta.
- Tu cammini male, siediti. - Quella è lei da ragazza?
Sì, ormai... secoli fa!
- Adesso lasciateci giocare però! - Certo, ha ragione.
- Buon divertimento. - Arrivederci.
Prego, vi accompagno.
Capuano ha fatto il portiere al circolo nautico "Alba Rossa".
Dal gennaio 2001 all'ottobre 2003.
- È un circolo importante. - Importantissimo!
- Ricordi cosa accadde al circolo? - Hai ragione, "Alba Rossa".
- Hai ragione cosa? - Allora...
Nel settembre 2003 al circolo successe una tragedia.
- Morirono tre ragazzi. - Eroina tagliata male.
Tutti sapevano che nel circolo girava droga.
I tre ragazzi appartenevano a delle famiglie in vista.
A settembre successe la tragedia
e a ottobre Capuano smise di lavorare al circolo.
Esatto.
Certo, che me lo ricordo. Cosimo Capuano!
L'ho assunto io.
Me lo aveva segnalato uno dei soci.
E non me lo sono mai perdonato.
Cosimo Capuano c'entrava con la droga?
Ho fatto una piccola indagine di cui ho informato la polizia.
Ho scoperto che Capuano spacciava nel circolo,
in modo molto discreto, naturalmente.
- Ma non avevo le prove. - La polizia non le ha trovate?
No, Capuano era abile. Al circolo lo sapevano in molti.
Quelli che lo sapevano erano suoi clienti e non parlavano.
L'unica cosa che potevo fare era licenziarlo e l'ho fatto.
Ha mai sentito nominare Vincenzo Ramaglia?
No, mi dispiace.
Comunque Capuano era un assassino.
Non me la sento proprio di dire "pace all'anima sua".
Si può sapere che cazzo volete?
Stavo prendendo un po' d'aria.
Ti chiediamo una cosa e poi vai a prendere aria.
Ricordi la droga che ha ucciso quei tre ragazzi al circolo?
- Sì. - L'hai fornita tu a Capuano?
No.
- Capuano lavorava per te. - Voleva mettersi in proprio
e allearsi con Ramaglia.
Quella roba chissà dove l'avevano presa.
- Si sono fatti "imbrusare". - Che in italiano vuol dire?
Si sono fatti fregare. Quella droga era tagliata male.
Quei ragazzi sono morti per colpa loro.
Chi ha ucciso Ramaglia e Capuano
voleva vendicare tre ragazzi morti per la droga tagliata male.
E chi l'ha usato il revolver?
Dobbiamo sapere tutto sulle famiglie di questi ragazzi.
Questo era Amedeo Barbieri.
17 anni, secondo liceo classico.
Francesco Fiorentino, 19 anni. Appena iscritto a Medicina.
E poi l'ultima foto.
Federica Marotta, 16 anni. Terzo liceo scientifico.
Quanto sono giovani!
Non ho bisogno di cercare la famiglia di questa ragazza.
So già qual è.
Grazie, cara.
Questa qua.
Chiudi questa.
- Hai capito? - Brava.
Ma chi è?
- Vai a vedere. - Non si riesce a giocare oggi.
- E vediamo chi è. - Vai, vai!
Vediamo chi è.
Sarà uno scocciatore!
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Prego. - Grazie.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Cos'è, un'invasione?
Dobbiamo sospendere un attimo.
- Buongiorno. - Buongiorno, signore.
Avete deciso di non farci giocare oggi, ispettore.
Cosa c'è, ispettore?
La sua memoria migliora, mi ha chiamato ispettore.
Che succede?
Abbiamo scoperto chi ha ucciso il vostro autista.
Complimenti!
- Volete sapere chi è stato? - Certo.
Non credo interessi alle nostre amiche.
Ci scuseranno se gli ruberemo del tempo.
Basta che fate presto, stavamo vincendo.
Seguitemi di là. Aragona, aiuti la signora?
- Chi è questa bella ragazza? - Mia nipote Federica.
- I genitori dove sono? - La madre è morta.
Il padre si è trasferito in Australia.
Voi avete assunto come autista l'assassino di vostro nipote?
Io lo trovo strano, voi no?
Ispettore,
nella mia lunga vita ho imparato
che le nostre esistenze sono governate dal caso.
Coincidenze, fatalità, buona e cattiva sorte:
sono loro che decidono di noi.
Avete assunto Ramaglia così per caso?
- È stata una coincidenza? - È stato un caso
che quel giorno mia nipote si trovasse al circolo.
Doveva partire per Firenze, ma aveva perso il treno.
Ora possiamo tornare a giocare?
- O ci sono altre domande? - Abbiamo un mandato.
Dobbiamo perquisire la casa.
Niente. Oggi non è cosa.
Rosetta, Mimì, tornate a casa.
Sei sicura, Clelia? Vuoi che andiamo via?
Sì, sicura. Andate.
- La partita di oggi è annullata. - Ti è andata bene!
- Per come stavi perdendo... - Era destino oggi.
- Ciao, Clelia. - Arrivederci.
Procediamo.
Giovanotto, state fermo!
Mi sfasciate tutta la casa! Statevi fermo!
Lasciate stare.
Cercavate questa, no?
Quella pistola era la mia ossessione.
Era di mio marito.
E con quella pistola, Amalia, la mia unica figlia
si è uccisa dopo la morte di Federica.
Un colpo in bocca.
E così, in poche ore, io e mio marito
siamo rimasti senza la nostra unica figlia
e senza la nostra unica nipote.
Mio genero si è trasferito in Australia, da una sorella.
Dopo due anni mio marito è morto.
Infarto.
Ma l'avevamo deciso insieme, io e lui, prima che morisse.
Clelia...
- Ma perché? - Giacinta, stai tranquilla.
Fammi parlare.
Clelia...
Mio marito mi aveva lasciato in eredità la pistola
e il compito di punire chi aveva causato la nostra tragedia.
Io ho fatto le mie ricerche,
ho scoperto che i responsabili della morte di Federica
e di quegli altri due ragazzi
erano Vincenzo Ramaglia e Cosimo Capuano.
A Ramaglia l'ho assunto appena è uscito dal carcere.
Aveva promesso alla moglie che avrebbe cercato un lavoro...
così è stato facile.
Perché lo ha assunto?
Che bisogno c'era se aveva già deciso di ucciderlo?
Volevo essere sicura di non sbagliare.
Erano anni che mi allenavo a sparare,
ma una cosa è colpire una sagoma
e una cosa è ammazzare un uomo, no?
Ci racconti com'è andata.
Siamo scese dalla macchina, mi sono avvicinata al finestrino,
gli ho fatto segno di abbassarlo, lui l'ha fatto
e gli ho sparato un colpo.
- Anche io voglio parlare. - Giacinta, dai.
- Ma perché? - Zitta! Zitta!
Oddio...
Questo è tutto.
Signora, lei è sicura di aver fatto tutto da sola?
Sicurissima.
Ma perché?
Non credete sia capace?
Abbiamo scoperto che i genitori di Francesco
il secondo ragazzo morto non si sono mai ripresi dal lutto.
La madre non lavora più, il padre non esce più di casa,
li mantiene la madre di lei.
La sua amica, Rosetta Carmignano.
E allora?
Ho già detto come la penso.
Noi siamo manovrati dal caso.
Sappiamo anche che Amedeo Barbieri
il terzo ragazzo morto,
i genitori li aveva persi quando era bambino
ed è stato cresciuto dalla nonna,
la sua amica Mimmina Lancellotti.
Glielo ripeto: lei è sicura di aver fatto tutto da sola?
Sicurissima.
Un'ultima cosa, signora.
Lei ha altre macchine oltre alla Mercedes?
Non ho un autosalone!
- Non ha un'auto verde? - No.
Avvocato, allora? Che facciamo adesso?
Ormai ho confessato, no?
La vedo pensieroso.
Clelia Filangeri non ha un'auto verde.
- E allora? - Allora...
Non torniamo in commissariato.
Mi può dedicare un altro po' del suo tempo?
- Certo. - Grazie.
- Prendiamo la tangenziale. - Sì.
Grazie.
Di qua.
- Buongiorno. - Salve.
Stiamo cercando Armando il barbone. Sa dov'è?
Di solito dorme nel retro.
- Vi accompagno. - Grazie.
Prego.
- Dov'è? - Laggiù.
Starà dormendo.
Eccolo lì.
Oh!
Sveglia, devo farti qualche domanda.
- Oh! - Chi sei?
Polizia.
Cos'hai visto la notte in cui è stato ucciso il buttafuori?
E che te lo dico a fare? Tanto non mi credi.
Chi te l'ha detto?
Certo che l'ho visto.
Un drago con la testa bianca. L'ho detto alla polizia.
Ehi!
- Che macchina era? - Un'Audi.
Perché la prima volta non l'hai detto?
Non me l'hanno chiesto.
Le conosco le macchine io! Facevo il meccanico.
- Ciao, Armando. - Ciao!
Sì.
Grazie.
Mimmina Lancellotti possiede un'Audi verde.
Ho fatto controllare.
Ogni tanto la lascia guidare alla sua amica Carmignano.
Incredibile la pazienza delle donne!
Tutti questi anni di attesa per vendicarsi.
Le donne sanno essere molto pazienti.
- Io no, io non lo sono. - Chi l'avrebbe mai detto!
Lojacono!
Eccomi, Peppino. Tutto pronto.
Ti vedo bene, Giorgio.
Non ho niente di grave e questo è l'importante.
Abbiamo tutti bisogno di te.
Come vanno le cose nel quartiere?
Qui non c'è più una lira!
- Un euro, Peppino. - Russo ha chiuso.
- Te lo ricordi? - E come no!
Non ci sta più.
Al posto suo adesso c'è una lavanderia cinese.
Mamma mia!
- È arrivata, dottore? - Venga, signore.
- Ecco a lei. - Grazie, arrivederci.
- Sai che cosa ha preso? - Che cosa?
Il farmaco più venduto nel quartiere.
- Cioè? - Un antidepressivo.
Stanno tutti male, Giorgio. Ma male, male, male!
- Posso chiederti una cortesia. - Sì, sono a disposizione.
Hai detto che qui intorno ci sono molti depressi.
- Più di quanto non immagini. - Ti chiedo una cosa scorretta.
Me li potresti segnalare?
È per un'indagine riservata. Mi aiuterebbe.
Va bene.
- Ma che resti fra di noi. - Peppino, e dai.
Servizio di segreteria telefonica.
Amore, scusami.
Si è scaricato il telefono e non ho potuto chiamarti.
Ho avuto un'idea geniale.
Dirai che è un'idea da pazzi.
Pazzi o geniali... forse è la stessa cosa.
Voglio arrivare sul luogo del delitto prima dell'assassino.
Le vittime sono del quartiere e sono depresse.
Ho chiesto al farmacista di farmi una lista
di quelli che consumano antidepressivi abitualmente.
Così individuo la probabile vittima e aspetto l'assassino.
Sei impazzita? Ma quanta roba hai preso?
Oggi me la mangio anche io una bella sfogliatella.
- Buongiorno. - Buongiorno, Lojacono.
- Quante belle cose! - Le ha prese Ottavia.
Io vado dal questore che ha già chiamato
per fare i complimenti.
Però dobbiamo far confessare le altre.
La testimonianza del barbone incastrerà la Carmignano
alias il drago verde con la testa bianca
che era alla guida dell'Audi della signora Lancellotti.
Se confessa una, confesserà anche l'altra.
Giacinta Filangeri non confesserà se la sorella non vuole.
- Dottore, mi scusi. - Che c'è?
Di là ci sono tre vecchie. Forse hanno sbagliato indirizzo.
- Hanno chiesto di Lojacono. - Non hanno sbagliato.
- Faccio entrare le tre vecchie? - Chiamiamole signore.
- Le tre vecchie signore. - Falle accomodare nel mio ufficio.
D'accordo.
Sono qui o per protestare
o per mettere le mani avanti per non essere accusate.
Sono capaci di tutto.
Siamo venute a confessare.
Non è giusto che sia solo Clelia a prendersi il merito.
La vendetta l'abbiamo fatta tutte e quattro.
Vogliamo che lo sappiano tutti.
Sono 13 anni che la pensiamo e la prepariamo.
- È stato peggio di un lavoro. - Un lavoro faticosissimo.
Anche perché ormai non abbiamo più l'età.
- Siamo proprio vecchie. - Vecchiotte...
In un primo momento l'idea era stata di Clelia.
Il marito non sapeva nulla, era già malato.
Un giorno lei ce ne ha parlato e abbiamo accettato subito.
Lei da sola non avrebbe potuto fare niente.
Ci siamo divisi i compiti.
Abbiamo assunto degli investigatori.
Abbiamo seguito tutte le piste, meglio della polizia.
Finché non abbiamo scoperto che erano stati Ramaglia
e Capuano a distruggere le vite dei nostri ragazzi.
Federica per me era molto più di una nipote.
Poi Ramaglia è finito in prigione
e abbiamo dovuto aspettare che uscisse.
Volevamo che pagassero insieme per quello che avevano fatto.
Abbiamo aspettato otto anni.
Speravamo solo di non morire prima.
Il merito è di tutte e quattro.
Noi vogliamo prendercelo tutto.
Dove dobbiamo firmare?
- Questo è tutto. - È una notizia enorme.
Sono tre famiglie molto in vista,
molto conosciute. Siete stati bravi.
Nemmeno De Vincenzo ci sarebbe arrivato.
Va bene.
C'è il rischio che quelle donne diventino delle eroine.
- Sono sempre delle assassine. - Hanno più di 70 anni.
- Nessuna andrà in prigione. - Chiederanno i domiciliari.
Andranno in una casa di riposo e giocheranno a burraco.
Grazie, dottoressa. È stata gentilissima.
- Ero di strada. - Grazie non solo per il passaggio.
La sua collaborazione è stata fondamentale.
Bene.
- Alla prossima. - Alla prossima.
Siete ancora qui?
Stavamo mettendo a posto le carte dell'indagine.
- Buonanotte. - Buonanotte.
Buonanotte.
- Lojacono! - Pensavo proprio a lei.
- A me? - Sì.
Abbiamo risolto il caso, potremmo anche festeggiare.
- Stasera non sono molto... - Non l'ho invitata a cena.
- Sono molto stanco. - Avevo capito male.
La prossima volta che passa stappiamo una birra
- e festeggiamo. Va bene? - Va bene.
- Le auguro una buona serata. - A lei.
- Lojacono! - Sì?
Vuoi un passaggio?
Hai detto che sei molto stanco.
Sei molto gentile.
- Accetto volentieri. - Andiamo.
Molte volte hai provato il desiderio di colpirmi,
ma non lo avevi mai fatto.
Non si può tornare indietro.
Non posso più stare con un uomo di cui ho paura.
Tafuri Luigi, questo lo conosco.
Hai capito chi è?
Quello che aveva il negozio di cravatte.
Luisella Ferrante, Tonio Musella.
Dovrebbe essere il pittore.
Un paio di anni fa venne per denunciare un furto.
Devo controllare. Se è lui, lo conosco.
Davide Cagiani.
Quanti depressi in un solo quartiere!
Hai voglia a scegliere il killer!
Napoli alta...
Arenella, Vomero.
Questa l'avevo segnata.
Dobbiamo telefonare e capire quanto costa.
Telefoniamo?
Questa mi sembra buona.
Il prezzo non è troppo alto.
Vomero?
Io non ce l'ho con i magistrati.
- È solo che... - È solo che?
Lascia stare, è un discorso lungo e complicato.
Però se ti riferisci a quello che è successo ad Agrigento,
- alle accuse contro di te... - E tu che ne sai?
Ho parlato con un collega siciliano che ti conosce.
Hai preso informazioni su di me?
- Ho parlato con un collega... - Hai preso informazioni.
Anche se fosse?
Ho parlato con una persona di cui mi fido.
- Dobbiamo lavorare insieme? - Sì.
Pensi che la gente si fidi di te guardandoti in faccia?
Io ti guardo e mi fido.
Penso che tu abbia messo il lavoro davanti a tutto.
Ci sono cose molto più importanti
che tu non vedi o fai finta di non vedere.
Come ad esempio guardarsi negli occhi
senza prendere informazioni.
Che ne sai tu di me?
Io non sono così.
E come sei?
Come sei?
- Vieni su da me. - Sì.
- Vieni su da me. - Sì...
Attenta alla testa.
- Ciao, papà. - Marinella, amore.
- Che ci fai qui? - Niente.
Sono venuta a trovarti.
- Ma se sei occupato... - No!
- Allora io vado. - Sì, sì.
- Ciao. - Arrivederci, dottoressa.
Sì, è lì.
- Saliamo. - Quanto sei cresciuta!
- Non dovevo crescere? - Già.
Amore, benvenuta. Dammi lo zainetto.
- Hai mangiato qualcosa? - No, ti stavo aspettando.
Ti faccio qualcosa io.
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