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Dai, ragazzi.
>I dati della ricerca
>che l'Europa ci ha commissionato,
>porta a chiedere che i fondi
>per il settennato 2018-2024
>siano destinati alle periferie italiane...
...più esposte a carenza di servizi e degrado.
È su queste realtà, sulle periferie, che si gioca il futuro dell'Europa.
Dobbiamo fare in modo che la gente del mio paese
non si riferisca alla politica dicendo che è un magna-magna.
- ...magna-magna. - Magna-magna?
Mangia-mangia.
In generale, le reazioni sono state positive.
Non basta! Dobbiamo arrivare con proiezioni più specifiche.
Il coefficiente di crescita dove c'è concentrazione multietnica
proietta in dieci anni un valore doppio della media.
Solo in quella romana ci sono più di 112 etnie diverse...
Sarebbe un grande laboratorio etnico. Non è meraviglioso?
È come allude Pasolini:
il superamento dei preconcetti legati al termine "periferia"
deve partire dal nostro interno o non andiamo da nessuna parte.
>Lo ZEN, Quarto Oggiaro, Sant'Elia
devono essere il motore di integrazione.
A Roma ci sono periferie con dati impressionanti.
Il Trullo, Tor Bella Monaca... Bastogi è una realtà complessa.
È il momento di andare oltre le parole.
- A cominciare da noi, da me. - Papà.
Agnese. Scusate, arrivo.
- Agnese. Che sorpresa. - Com'è andato il viaggio?
- Bene. - Ce li hai 20 euro?
Papi, ho conosciuto un ragazzo.
- Mi fa piacere, lo conosco? - No, è Alessio.
- Chi è? - Lui. Alessio!
>A 13 anni tiravo più di tua sorella
> Conosciuto da tutti in ogni piazza d'Italia
> Se mi vuoi fottere, da oggi non avrai scampo
>Stai allerta anche te quando parli di me.
- Ciao. - Piacere.
- Noi andiamo. - Andate... dove?
- A casa di Alessio. - E dov'è?
- Dov'è casa tua, Ale? - Bastogi.
- Dove, scusa? - Ba-sto-gi.
Ciao.
>Non sei solo tu a fare parte della gang.
Ragazzi, aspettate. Un'informazione.
Quando parlavi di Bastogi, cosa intendevi per realtà complessa?
Io sono ottimista, ma quello è un posto irrecuperabile.
Cioè?
A confronto Scampia è un centro benessere.
- Tutto bene? - No!
E levate. Me fai passà?
Oh! Ma che fa? Mi scusi, è impazzito?
lo? Me stai a strigne!
- Non t'azzardà a scende... - Cosa le ho fatto?
Noooo!
A cassamortaro, e levate!
>Stai all'erta anche te, quando parli di me...
Ma', pronto. Che palle che sei.
- Pollicino! - Sta a dormì!
Veleno!
Bombay, la volemo piantà co' sta curcuma?
Che ve magnate? Le tende me puzzano de cumino!
- A ma', lascia sta'. - Non te ce mette pure te.
> Periferia dove vivere è un terno alla lotteria...
>Dove un miracolo è un pane in più, un giorno in più che strappi tu.
Ma che volete?
Papà! Ma che ci fai qui? Mi hai seguito?
No, volevo darti... altri 20 euro.
Non rispondi al telefono e pensavo non ti bastassero.
- Come sei venuto? - Come... In macchina.
- E 'ndo l'hai messa? - Qua sotto.
Viè dentro. Viè! E chiudi la porta che entra la curcuma.
Marika, me chiami Fabione?
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Fabione! - Dimme!
- Non toccate la macchina. - Chi se la pija.
È ibrida e non c'ha il parabrezza.
- Veramente il parabrezza ce l'aveva. - Non la sta a fà lunga.
Noi annamo.
- Allora papà, i 20 euro? - Sì, non ti sentivo...
Non rispondi al telefono.
Ciao.
- Vado a fare un giro. Arrivederci. - Come ritorni?
>...la violenza scritta con la lettera maiuscola.
- Perché mi ha aggredito? - Pensavo me volevi menà. Famo il CID.
E cosa scriviamo? Che ho tamponato una mazza da baseball?
Ci sono gli estremi per una denuncia.
- Noi di denunce ce n'avemo otto. - Zitte!
- Li stava seguendo? - Perché te li poi seguì e io no?
Guardi, di solito non faccio cose del genere.
- Io sì, li seguo da una settimana. - Stanno insieme da una settimana?
- Bel padre. - Davero! Ammazza!
Cosa c'entrate? Come vi permettete? Ero all'estero per lavoro.
Quelli come voi i Fiji non li guardano.
Voi chi? Guardi, lasciamo perdere.
Vojo sapè che vole tu' fija da mi' fijo.
Piuttosto, cosa vuole suo figlio da mia figlia!
Non può andare avanti.
Bello, lo dico io che 'sta storia non deve continuare. Basta!
Stai calma. Ora finito di cucinare.
'Ndo stai? Non te vedo. Che è sto fumo? Andate dentro.
Andatevene tutti co' 'sto fumo.
>Ascolta il tuo papà.
Secondo l'ISTAT l'82% dei matrimoni tra diverse culture...
Troppo tecnico.
Parla da solo?
No, sto lavorando.
- Ha comprato sgrassatore? - Me ne sono dimenticato.
Sgrassatore no, libri sì, quelli li compra! Tanto pulisce Jolanka!
Mi dispiace...
Agnese, il tuo papà è con te per darti la luce, darti la via.
Così sembro un prete... Agnese, no.
No, Agnese... No!
Papà, no che?
Niente, il tuo papà... vuole dirti una cosa.
Anch'io volevo dirti una cosa.
Grazie. Capisco che avevi ragione. È sbagliato giudicare dall'apparenza.
Hai visto Alessio quant'è carino? La famiglia, gli amici...
Sono come dicevi tu, sono persone vere.
Lui mi capisce, mi vuole bene. Grazie per le cose che mi hai insegnato!
Grazie, papi.
Alessio, chiamami.
Alessio, so' mamma!
Oh! E zitti 'n attimo!
Alessio, che fine hai fatto? Mi chiami, per favore?
>"Bondage" significa "legame"...
- Ciao, Ma'. - Ciao Mo'.
- Ciao Moe'. - Ciao.
- Alessio è tornato? - Ancora no.
Ancora? Levàte de mezzo sta roba, non è giornata!
È per la pischella di Alessio? Se lo sa Sergio...
- Sergio non esiste. - T'abbiamo preso il phono.
- E il cappello pe' Alessio. - La dovete piantare!
C'avemo lo shopping compulsivo.
Shopping è quando vai alla cassa e paghi. Voi siete ladre!
- Lei ruba, io distraggo. - È uguale.
Ciao.
- Zia t'ha preso il cappellino. - Quella roba non la toccare.
- Dobbiamo parlare. - Che palle.
Alessio. Alessio!
- Alessio! - S'è incazzata.
Co' Agnese te stai a mette in una cosa sbagliata.
- Cioè? - Hai visto la sua borsa?
- È 'no stipendio mio. - Ce l'hanno pure le zie.
- Loro l'hanno rubata. - Sta' tranquilla.
Non ci sto tranquilla, non voglio che soffri.
T'arriva 'na sveglia che rimani scemo pe' tutta la vita.
Di quella gente non me fido, non siamo uguali.
Semo mejo noi, co' quelli che spacciano de sotto.
- Intanto, qui la droga si vende solo. - Ma che cazzo stai a dì?
Me so' capita io!
- Dotto', che è successo? - Un incidente...
- È 'na mazza da baseball. - Lei come lo sa?
E come 'o so? Ne sfasciano 50 al giorno.
- J'hanno pure menato? - No, un diverbio... con una signora.
- S'è fatto menà da 'na donna? - Non è una donna.
Cioè sì, è la mamma del fidanzatino di mia figlia.
Si è fatto sfondà il parabrezza co' 'na mazza dalla socera?
Dalla suocera... mi sembra troppo.
Scusi, la mia ex moglie. Sì, Luce?
>Giovanni, tutto bene? - Sì, tutto bene. Tu come stai?
>Sto bene.
Ho un problema con la fioritura della lavanda, ma siam qui a tempo pieno.
- Dimmi di Agnese. Come va? - È in piena fioritura ormonale.
>Lo so, mi ha detto.
Questo periodo da soli vi farà bene. - Speriamo.
Dimmi qualcosa di più di Agnese, non fa che parlarmi di...
Alessio.
Alessio! Ha detto che è carino. L'hai conosciuto?
Sì, ho conosciuto anche la mamma.
Ah, bon! Non mi dici niente? Com'è?
- È una donna... molto per bene. >- Mi fa piacere.
Adesso però devo lavorare. Fammi sapere tutto, ci tengo.
- Ciao. È tutto sotto controllo. - D'accordo.
Santiddio, sei nata a Porta Romana! Con 'sto francese.
Va bene...
La mia ex moglie ha un problema di fioritura con la lavanda.
Lei sta bello impicciato co' le donne.
- Buongiorno, sorella. - Buongiorno.
Contessa, sempre elegantissima!
Grazie, cara. Perché non vieni sempre tu?
Vengo quando me chiamano. Deve parlà co' la Madre Superiora.
Però se mi scorre... Guardi che fila, me sta a fà tappo.
- Cosa c'è nella purea? - Che ci sta? Le patate.
Un po' de roast beef vicino che le fa bene.
- Grazie, sei un angelo. - Bella!
- Generale! Che je do? - Un piatto di insalata di riso.
- Voleva gli spaghetti, vero? - Sì, spaghetti.
- Gli spaghetti per il Generale, ecco. - Grazie.
- Signora Nicoletta! Che je dò? - Vedi che mi vuoi dare.
- Me 'o dice cantando? - Con gli affetti del cuore.
- Bella che canta sempre. - Noi col cuor...
Chiudi bene, poi le chiavi le porti a tu' padre.
A ma', non t'accollà!
Monica, è arrivato pure tu' fijo?
- Ciao, ma'. - Buongiorno.
- Buongiorno. - Me daresti 20 euro?
- Che ce devi fà? - Stai in paranoia.
- Devo fà un tatuaggio. - Va be'.
- Allora stasera 'o vojo vedè. - Va be'.
Scusate.
- Noi annamo. Ciao, ma'. - Arrivederci.
- Ciao. - Au revoir.
Non me dite niente.
Lavinia. Come stai? Ciao, cara.
- Bella mostra, vero? - Eh!
Un altro casermone di periferia grigio e scrostato... giuro che vomito.
Dai!
Ricordi con quanta passione ho deciso di fare questo mestiere?
"Voglio fare l'assistente sociale, anche per due lire,
mi devo occupare degli ultimi".
Ricordo la voglia di cambiare il mondo. Che stagione!
Che deficienti. Non vedo l'ora di essere trasferita a Merano.
Perché?
Dopo una vita in consultorio, a spiegare i metodi contraccettivi,
si presenta l'ennesima ragazzina di 13 anni, incinta.
- Come 13 anni? - Pure la madre l'ha avuta a 13 anni.
Pure la nonna! Hanno avuto la figlia a 13 anni...
Non cambiano mai, ce l'hanno nel DNA. Stiamo perdendo tempo.
Non ti ho chiesto di te. Agnese? Quanti anni ha adesso?
>Il cliente non è raggiungibile.
- Chi è? - Pronto, Agnese è in casa?
- In sua camera. Con fidanzato. - Come con fidanzato?
Cosa vuol dire?
- Brutto ceffo. - Brutto ceffo?
- Cosa fa qui? - È 20 minuti che stanno su, a 21 salgo.
Saliamo subito! Correre!
Bello qui! Pare 'a piazza de Nepi.
Manco te c'hai l'ascensore.
Chi so' sti capoccioni? Chi c'abitano qua? I Savoia?
Corri! Mi sento male...
- Dove sono? - Chiusi in camera. Mai usciti.
- A ma'. - Eh?
M'ha invitato il papà di Agnese per un bel caffè.
Un gran bel caffè.
- Che facevate? - Le foto ar tatuaggio.
Guarda, Agnese e Alessio uniti per sempre, bello, vero?
Un tatuaggio. Però, Agnese... Un tatuaggio?
Ho capito, mejo quello che... 'Namo.
Ci prepara un caffè?
- Anche a lei? - Certo, alla signora.
Signora...
- Che dice Yvanka? - Non importa, per favore.
T'appiccico al muro.
Oh! Grazie, Jolanka.
- Medjugorja! - Medjugorje, Bosnia; io da Russia.
Si accomodi. Quanto zucchero?
Amaro!
Io vado. Manca carta igienica e anti-calcare.
- Può comprarli lei? - No. Sono molto impegnata.
- La spesa la fa lei. - Grazie lo stesso.
Te fai trattà così?
Guarda! Le pulizie le ho fatte. Questa non fa un cazzo.
- Noi andiamo a fare un giro. - Ma dove?
- Ciao, ma'. - Ciao, amo'.
Ti chiamo dopo.
Ma 'na madre non ce l'ha? Tu' moje?
- Certo che ce l'ha. Siamo separati. - E 'ndo stà?
In questo momento è in Provenza... Francia.
Ci rimane due mesi, ma il lavoro le va bene e pensa di trasferirsi.
- Di solito Agnese vive a Roma con lei. - E che fa?
- Crea nuove essenze. - Che?
- Profumi. - La profumiera!
Sì...
- Te stai a sbajà. C'ho bevuto io. - Era per lei. Glielo stavo versando.
- Ah, grazie. - Prego.
- Invece te che lavoro fai? - Lavoro in un Think Tank.
- Tic Tac? - Think-Tank.
- Chedè? - Un gruppo che fa ricerca.
- Non te seguo. - Ora ci occupiamo di periferie.
Cerchiamo di ottenere fondi europei.
- Ma che sei un politico? - No, le spiego.
Think Tank vuol dire "serbatoio di pensieri". Think "pensare"...
- Tank... - 'A tanica. Serbatoio.
- Sì. - Cioè, te stai lì e pensi.
- Sì. - E te pagano?
Sì.
Va be'...
Comunque, che volemo fà? Hai visto il tatuaggio, no?
Io glielo avevo vietato.
E se l'è fatto uguale. Quindi, che hai capito?
Certo, è così. È la teoria di Maria Montessori, sì...
- Mo' questa non la conosco... - No, ma è così, è così.
Nun ce voleva lei pe' dicci che se je impedimo di sta' insieme, famo peggio.
Io ho fatto paro paro.
Sergio me lo so' sposato, perché mi' padre me diceva de no.
- Sergio è il padre di Alessio? - Sono 13 anni che non lo vede.
Scusi... Alessio ne ha quasi 14.
Da quando Alessio aveva 3 mesi sta in vacanza.
- Un personaggio. Come in vacanza? - Ar gabbio, in galera... Come dite?
Com'è successo che sia finito in carcere?
Uno sbajo. Ha levato la milza a uno.
- È un chirurgo? - Parrucchiere.
- Come ha fatto? - Co' le forbici.
È il mestiere suo. Maestro de tajo.
Io devo annà a servì la cena ai vecchi, te devi annà a pensà...
Famo come dice quella amica tua: basta seguirli, lasciamoli perdere.
Tanto 'sta storia dura come un gatto in tangenziale.
- Come? - Me so' capita io.
Ciao, papà. Ci vediamo a casa. Mi riaccompagna Alessio.
Va bene.
Vai!
Una di noi, Agnese è una di noi!
Annamose a vedè 'sto film, ragà.
- Un biglietto? - Che film?
Quello che incassa di più.
Ma che stai a fà qui?
Scusi tanto.
- S'era detto: "Basta seguirli"! - Ero preoccupato.
Dillo a me! Non dormo con 'sta storia delle vacanze insieme.
- Come le vacanze insieme? Dove? - Shhh, boni!
A me? È mezzora che mangiate, urlate, ruttate, vi accoppiate.
- Vòi du' pizze in faccia? - Devi sta' calmo. Capito?
- Viè qua. Questo te rovina. - E vattene!
A proposito delle vacanze,
è importante esplicitare i desideri, ma anche condividere i dubbi.
Quali dubbi? Prendiamo la corriera fino a Brindisi,
lì, un amico camionista di Alessio ci ospita e, pensa che gentile,
ci va a prendere le cozze nel porto industriale,
ci fa un sashimi di cozze, come piace a te: cozze crude e limone.
Con le cozze bisogna stare attenti! Contengono il vibrione del colera.
Tranquillo, le disinfetta col limone.
Va be'... Parliamo del viaggio.
Da Brindisi prendiamo il traghetto per Valona.
Ma Valona è in Albania!
È lo stesso mare della Grecia, ma costa meno.
Questa vacanza non è possibile, non posso dirti di sì, sei piccola.
- L'anno scorso mi hai mandato. - Era in un college in lnghilterra!
- Oramai è tutto organizzato. - Da chi?
- Da Alessio. - Appunto!
Alessio è un bravo ragazzo, ma questa storia non è possibile.
Perché? Mi vuole bene.
Grazie! Quando gli ricapita una... come te?
Quindi, questo è il problema?
Noi abbiamo una bella casa e lui è di Bastogi?
E i discorsetti che mi facevate tu e la mamma sono tutte cazzate?
Shh! Non dire queste parole.
- Sai la verità? Tu sei un razzista! - Zitta!
Come te viene in mente?
Ce so' scappati tutti coi barconi dall'Albania.
Mò te ce voi annà in vacanza? Te lo puoi scordà.
>Articolo non riconosciuto.
- È 'n litro de latte, fidate. - Lascia sta'. Faccio io.
- Sta vacanza per me è un no. - E io ce vado lo stesso.
- Non te dò 'na lira. - Pensi che non so mette su du' lire?
Oh! Non lo dì nemmeno pe' scherzo.
Siamo sempre riusciti a non fa' cazzate, a rimanere onesti.
- Chi ce l'ha messa 'sta roba? - L'hai messa te?
- No. Non ce l'avemo messa noi. - No, eh?
Ma che non ce credi? Non ce crede.
Madonna, quanta roba. Mo' chi paga?
- C'avemo 'o shopping compulsivo. - Ancora?
Si chiama rubare! Proprio qua che c'ho lavorato 15 anni.
Almeno fate le cose con 'na logica: 'na gioielleria, 'na banca, un caveau,
almeno se sistemamo tutti.
Crema anti-cellulite. Ma che ce fate? Poi voi!
- A mezzanotte sto qua. - Famo l'una e mezza.
- Alessio! - Mezzanotte e mezza!
- Ce semo capiti? - A ma'!
- Buonasera, Monica. - Ciao.
- Che ora le hai detto? - Mezzanotte e mezza.
- Pur'io. - Va be', arrivederci.
Ciao.
- Senta, non faccio avanti e indietro. - Figurate io.
Qui vicino c'è un cinema, io vado, se le fa piacere...
- Che danno? - Non so, ma fanno sempre buoni film.
Fa ride'?
Chi è morto?
- Il protagonista. - Pure?
Shh!
Si è suicidato.
- Quindi chi è rimasto? - Shh!
Shh!
Che è?
- Sto a beve. - Dai!
Dai!
- Ma che lingua è? - Armeno.
- Che? - Armeno.
La produzione è francese, ma la lingua è armena.
È tutto chiaro.
Menomale che è finito.
- Dove vai? Aspetta. - È finito!
- I titoli di coda. - Se li dovemo vede'?
- Per rispetto. - Ma chi li conosce? So' armeni.
Shhh! È un attimo.
- Daje, è finita. - Aspetta.
Tutti a piagne. Che ce vole a fa' piagne così? Morono tutti.
Viè ar palazzo mio, vedi come piagni.
- Certo, 'sto film du' palle. - Il suo giudizio è riduttivo.
Sì, un finale duro, ma è un film sulla crisi d'identità dell'Europa.
Capirai, qui dietro c'è Castel Sant'Angelo e manco ce so' mai stata.
- Per l'Europa non ce faccio tanto. - Che vuol dire?
Non me impiccio. Poi co' la politica è sempre la stessa storia.
- È un tutto un magna... - No, non lo dica, non lo dica!
Come non 'o dico? 'O dico sì. È tutto un magna-magna.
- Non funziona. A 'ste macchinette... - je darei foco.
Ma cosa fa? Così si fa male.
- Non funziona. - Ma sì che funziona.
Metta questa.
- Metta. - Grazie.
Ero brava come cassiera.
Poi c'hanno licenziato per mette 'e casse automatiche.
Sai, indovinavo che persona era da quello che si comprava.
L'insalata in busta, la carta igienica coi disegnini: single.
Oppure, spinacine e merendine al cocco: depresso.
Ma ce pijavo sempre. Sempre!
Co' 'ste casse nòve, la gente fa prima e risparmia...
- Due minuti, non di più. - Du' minuti, eh!
Che ce dovranno fà co' sti du' minuti?
Pronto?
Agnese, ma da che numero chiami?
Arrivo! Hanno rubato telefono, giacche, tutto.
Li mortacci loro!
Mi' fijo a un posto così non c'era mai finito.
Al regista del disagio diji de venì qua.
È una situazione limite, chi le conosce queste persone!
- Agnese, chi sono questi? - È la figlia del tuo commercialista.
- Eccola là! - Cazzo!
A Alessio il cellulare non glielo avevano mai fatto. È una festa de ladri!
Ma se da voi si sono fregati anche l'ascensore!
Non l'hanno mai messo, è diverso. E mi so' capita io.
Venimo da Bastogi a farci fà il cellulare. Guai se lo dici alle zie!
Metterei il 9,4% a fronte del 7,9 del 2017.
Per gli indicatori occupazionali aspetterei i dati.
Mi sembra perfetto.
Pianifichiamo anche un discorso su automazione e crisi del lavoro.
Il Fondo Sociale Europeo deve sostenere le piccole attività, cooperative...
Scusate.
- Agnese, tutto bene? >- Sì.
Mi vieni a prendere alle 22? Mi fermo a cena a Bastogi?
- Pensavo di lavorare fino a tardi. - Allora torno con l'autobus.
No!
No, vengo io. Domani devi andare a scuola.
Va bene, ciao.
>Mi vengono in mente le parole di una poetessa,
Wislawa Szymborska...
Ammazza, che brava.
>Periferia dove vivere...
- Che avete combinato? - Niente.
Buonasera.
Entra.
- Buonasera. - Buonasera.
- Polpette e cicoria. Vuoi favorì? - Anch'io a volte vado in rosticceria.
- No, me li danno lavoro. - Doggy bag.
Mi spiace per il telefonino.
- Tanto j'abbiamo ricomprato. - Sì, ricomprato...
- Ho cambiato commercialista. - Fatto bene.
- I ragazzi? - Sono di là col computer.
Intanto che aspetti, serviti una mignon.
Buttace giù qualcosa co' quella roba, se no te fa mappazza.
Cos'è questo odore forte, sulfureo, tipo uova marce?
Sarmale.
Aspetta.
Stefana! So' 15 anni che sei in Italia e non ti sei imparata a cucinà?
>Sarmale piatto prelibato, ignorante, cafona...
Senti come s'incazza!
- Cos'è il sarmale? - Involtini de carne e verza.
- Roba de rumeni. - Meglio del fritto degli indiani.
- Quelli mica so' indiani. - Ah no?
Sono del Bangladesh, "bangladini"... non è uguale.
Gli indiani so' quelli che campano di ceci e lenticchie.
Quest'altri so' musulmani.
Mo' c'hanno er Ramadan e ce tocca la puzza de cipolla.
Non ce l'hai nella piazzetta tua. Com'è che la chiamate voi?
- La com... La contaz... - Contaminazione.
Contaminazione. Ma 'ndove?
Gli italiani ce l'hanno coi rumeni, i cinesi non guardano in faccia nessuno.
Gli egiziani hanno le frutterie, ma non vojono i senegalesi, perché so' negri!
La contaminazione!
Qua so' tutti incazzati!
E io so' più incazzata, perché cucinano 'sta roba che puzza!
S'incazza.
Com'è che io e lei non andiamo d'accordo?
Siamo italiani, mangiamo le stesse cose.
Tu le prendi in rosticceria, i miei so' avanzi della mensa.
Papi. Domani Alessio mi ha invitato al mare.
- Al mare? Dove? - Vicino Roma, non ricordo.
- Dove? - Lo chiamo.
Agnè, dimme.
- Dove andiamo domani? - A Coccia de Morto.
- Che devi fa'? - Annamo al mare.
- Coccia di Morto. - Dove?
- A Coccia-di-Morto. - Che nome è?
- Poi dov'è Coccia-di-Morto? - Dov'è?
Vicino a Passoscuro, passamo pe' Ponte Galeria.
Vicino a Passoscuro, passiamo per Ponte Galeria.
- Cos'è questa cupezza? Scuro, galera. - No, pa', Galeria.
Va be', se volete andiamo a Capalbio, è più comodo e stiamo meglio.
Mio padre dice di andare a Capalbio, è meglio, siamo più comodi.
Dice che ce porta lui a Capalbio, che è una cifra meglio.
Dà qua... Cortesemente, mi passeresti tuo padre?
Sì.
- Sì? - Il mare tuo sì, il mio no?
Non ho detto questo...
So' 30 anni che ci vado.
Va bene Coccia del Morto, però mia figlia l'accompagno io.
- Ce passi a prenne. - Non ci penso proprio.
Ha attaccato, la signora ha attaccato!
Non è contento se non rompe i cojoni.
Coccia del Morto non ce lo meritiamo! Lo scuro, la galera... Dai!
Può andare Bastogi, ma Coccia del Morto no!
- Quanto manca a... come si chiama? - Coccia de Morto.
- Coccia del Morto. Quanto manca? - Dipende dalla fila.
- Ciao! - Madonna!
- Ciao! - Se vedemo in spiaggia.
Da Roma a Coccia del Morto è come da Milano a Otranto.
- Non è un parcheggio. - Gua', ce s'è messo pure questo.
- In mezzo alla strada! - Lo fanno tutti.
- Aspettate. - Quanto te ce vo'?
Arrivo.
Dove se so' messe?
Fa passà.
- Qui? - Sì, vicino a loro.
- Mi toglie una curiosità? - Damme del tu, se no divento scema.
- Perché le gemelle stanno con voi? - I miei c'avevano 'sta trattoria.
Mi' padre c'ha avuto una tresca co' 'na cameriera polacca...
e so' arrivate le gemelline.
Poi questa è scappata e se semo ritrovati Pamela e Sue Ellen.
Papà stava in fissa co' Dallas, mamma solo Renato Zero.
Ecco perché quel campanello assurdo. Certo!
- Caffè? Per te, Monica, macchiato? - Sì.
- Per lei? - Normale, grazie.
- Mo' c'hanno pure l'avviso orale. - Sarebbe?
Dalla questura: come sbajano, se le bevono.
Non ho capito. Delinquono?
Rubano. Purtroppo c'hanno 'sta abitudine.
- Non è un'abitudine, è un reato. - Sapessi quanto me ce incazzo.
- Hanno provato a cercare un lavoro? - A voja!
So' pregiudicate. Chi se le pija?
- Ecco i caffè. - Grazie.
Scusate ragazze, li avete pagati?
A voja!
- Com'è andata a finire col ristorante? - Ha fatto er botto.
- Si è ingrandito? - No, è saltato per aria. Pem!
- Madonna! E i tuoi genitori? - Pure. Stavano a mette i coperti.
- Mi dispiace. - Pensavamo de riaprì un ristorante...
I soldi chi ce li dà? Le banche li prestano a chi ce l'hanno già.
- È tutto un magna... - Non è così!
- È così. - Lascia perdere le banche.
Ci sono fondi europei per aprire nuove attività.
- Ma 'ndo stanno? - Puoi chiederli. Hai mai chiesto?
No, tanto è tutto... Me so' capita io.
Come fai a sapere che non è possibile? Perché non provi?
Non so' capace.
Monica, sei orfana di padre e madre, morti di morte violenta.
Vivi ai confini della realtà... Perché oggettivamente lo siamo.
Mantieni un lavoro onesto, hai cresciuto Scarface da sola.
Mantieni due zavorre pregiudicate, tanto care, ma due zavorre.
E non sei in grado di reclamare i tuoi diritti? Non ti credo.
Di' piuttosto che non ti va, dillo: "Non mi va!" Eh, scusa.
Vado a prendermi un gelato, che sto schiumando.
Questo background da romanzo vittoriano mi ha scosso parecchio.
Tutti al sole... Se viene un dermatologo vi arresta! Tutti aderenti...
- Che spigni? - Dove cazzo vai? Che spingi?
- Mi scusi. - Me stai a levà l'olio.
- E damme un'altra botta! - Scusate, la signora...
- Avanti, ho detto. - Me se chiude la vena a me.
Scusi. Aspetti, mi...
Due ghiaccioli, per cortesia.
Un momento, c'è la signora qui.
- Mi dà due ghiaccioli? - Questi li pijo io.
- Dopo tanto ci stavo io. - Due ghiaccioli, per cortesia.
Ecco, mi scusi.
Ecco. Monica?
Grazie. Vie'. Te fa schifo? È pulita, sa'?
Va bene.
Sono sciolti. È complicato anche prendere un ghiacciolo.
Una volta Sergio è armato a prende' un ghiacciolo e ha spanzato uno.
- Qui? - Non qui, lì.
- Al bar? - Dove sei andato te.
Gli ha levato la milza, te l'ho detto.
È andato a prendere un ghiacciolo, non è più tornato.
Quanti anni deve scontare ancora?
Boh. Me pare tre.
Che te devo di'?
Speriamo che dopo tutti 'sti anni ha messo la testa a posto.
Speriamo.
- Sciacqua. - Ai suoi ordini.
- Dove gliel'hanno ridotta così? - A Coccia di Morti...
Coccia de Morto?
Ho accostato ed ecco qua.
Ciao, amore.
Volevamo tornare a Coccia di Morto, ci accompagni?
- A Coccia del Morto non ci torniamo. - Perché? Siamo stati così bene.
Agnese, santiddio!
Mi hai portato in un posto con il nipote di due pregiudicate
e figlio di un quasi assassino. sai dove sono? Dal carrozziere.
Perché in quel posto preistorico mi hanno rotto la macchina.
- Papi, però... - Scusami!
Sai che facciamo? Invitiamo Alessio e la mamma a Capalbio.
- Perché, è meglio? - Certo, ma non lo dire o si offendono.
- Di' che ricambiamo l'invito. - Ok, ti voglio bene.
Anch'io. Ciao.
Lei non sta impicciato co' le donne, sta impicciato nella vita.
Sì, sto impicciato, non puoi immaginare quanto.
Molto, ma molto!
>- Ecco. Parcheggiamo. - >- Dove?
>Ma dove? Non ce sta niente.
>Oh, attento!
>Tranquilla. Eccoci arrivati.
>Alè, attento che caschi dentro la marana.
Io casco. Si casca!
Prego.
- Lo stabilimento 'ndo sta? - Non c'è uno stabilimento.
- La spiaggia 'ndo sta? - 2.500 metri e arriviamo.
Du' chilometri e mezzo? Sei scemo?
Saranno 40 minuti, piacevoli.
- Sotto ar sole? - È piacevole.
La gente è pazza. Aiutami, Alè.
- Non è bellissimo? - Un deserto è...
Aspe', aiutami, Alè. Non je la faccio. Grazie.
- Andiamo. - 'Namo.
Ce voi aspetta'? Non corre'. Me se so' rincagnati tutti i piedi!
- Prego? - Me so' capita io.
- Non lo trovi meraviglioso? - Ma de che?
Là nidificano le upupe, un uccello raro.
- Chi? - L'upupa.
Ma vaffanculo.
- Sicuri, ce sta il mare? - Al di là della macchia.
Bello... 30 minuti sotto il sole. Io lo ammazzo questo.
Che ce sta su sta spiaggia, l'oro?
- Oddio, ce stanno i maiali! - Ma no, sono cinghiali.
- 'Ndove c'hai portato? - È una riserva naturale.
- Quanno arrivamo? - Scavalchiamo la duna e arriviamo.
Se arrivamo!
Ci mettiamo lì.
Stamo in mezzo a sti quattro zeppi? Che me rappresentano?
Me devi spiegà che ce trovi a venì qua.
La pace assoluta. In settembre capita di non incontrare nessuno.
- Daje a ride! - È proprio questo il bello.
Tre chilometri pe' sta' da solo.
Poi dite che ve piace la contaminazione.
Puoi abbassare? Ci sono dei vicini, non vorrei disturbare.
Dici vicini, eh?
Spegnemo proprio. Così non disturbiamo i vicini.
- Ma 'na cosa sotto ai denti? - Ho pensato a tutto.
Ho portato un frutto. Venite, ragazzi!
- Agnese. - Grazie.
Sono buonissime. Prego.
Alè, fatte sta scorpacciata, ma non te strafogà, eh?
Proprio una ne hai portata: un'albicocca, una banana...
Sì, fresca.
Capirai! Ancora so' le tre. Mo' che famo?
Anvedi chi ce sta! Non ce posso crede'!
No, no!
Franca? Franca!
Franca!! Franca Leosini, "Storie Maledette", non ci posso credere!
- Che piacere. - Piacere mio.
Ti potrei chiedere una cortesia? Saluti le mie sorelle, tue grandi fan?
- Volentieri. - Scusa l'inconvenienza.
- Ciao Franca. Scusa, eh? - Ciao. Ma no, è un piacere.
- Pronto? - A Pamela! Ce sta Sue Ellen?
- Stiamo insieme. - Non avete capito chi c'ho qua.
- Vi do un aiutino. - Papa-parapa-papapà.
- Come l'ho fatta? - Perfetta.
- "Storie Maledette" - Ce l'ho qua.
- Impossibile! Non ce credo! - Ce l'ho qua, mo' ce parlate.
- Buongiorno, sono Franca Leosini.. - Ma che cazzo stai a di'?
- Sono io. - Franca, sei troppo brava.
Che gioia. So che seguite il programma, sono lusingata.
- Te registramo, te replicamo. - Grazie.
- Basta, se no l'amo sequestrata. - Ciao.
Scusa il disturbo.
No, anzi, siccome andiamo a fare uno spuntino da Sara...
No, sono con Agnese e un amico. La signora è la mamma.
Non mi son presentata. Monica.
- È andata? - È tipo un aperi-cena?
- Diciamo. - Qualcosa del genere.
- Hai appetito? - So' co' 'na banana da mezzogiorno.
- 'Tacci tua. - Fatta male?
Niente, dicevo a...
- Come mai non mettete le ciavatte? - Rimettiamo le scarpe a settembre.
- Quattro mesi senza! - Si metta comoda anche lei.
C'ho paura che mi prendo i funghi.
>- La Biennale è interessante. - Scusate.
>Sì, ci sono tanti artisti, come Boghossian.
Il lavoro di Boghossian è un pugno allo stomaco.
Spero che non vi siate persi l'installazione di Qiu Zhije.
L'incendio sulla nave mi ha sconvolta.
Ci sono state scelte scontate,
per esempio, Zaslonov o Braeckman...
mi è sembrata una scorciatoia.
Ci sono installazioni belle. Per esempio, le tartarughe giganti.
Un vero labirinto-laboratorio, per esperienze sensoriali...
Tutto bene?
Non sono stati gentili?
Pure troppo.
- Ciao. - Ciao.
- Va be'. Grazie. - A te.
- Ciao. - Ciao.
- Hai rotto er cazzo con i mandolini. - Si chiama sitar!
- Avete rotto il cazzo uguale. - Sento musica quanto cazzo pare.
Ora prende la parola Giovanni Minimo, Italia. Tre minuti.
Signore e signori...
La decisione di aiutare le nostre periferie, cambierà per sempre...
> Bravo!
- Giovanni uno di noi! - Uno di noi.
Oh! Sei uno dei capoccioni. Famose un selfie.
- Tutta la fila! Sorridete! - No!
Anvedi che giacchetta che c'hai! Grande, Giovanni, sei un grande!
- Me devo fa' un selfie co' te. - No!
Devo fa' un selfie co' Giovanni!
No!
È andata bene. Le proiezioni ci danno ragione.
Faremo grandi passi in avanti.
- Hai avuto la data? - Sarà tra un mesetto.
- Ti do un passaggio? - A casa?
Signor Giovanni!
Scusate, andate. Vi raggiungo subito.
- Che ci fate? - Shopping. Compulsivo.
Che bello qui. Il palazzo è tuo?
- Ma no, che palazzo! - I carabinieri! Mo' ce se bevono.
Ma operate anche in centro? Dovevate passare proprio oggi?
Attento!
Lo shopping compulsivo è una patologia, anche grave...
In che senso? Qui non si può stazionare.
- Andiamo via. Grazie e buon lavoro. - Buongiorno.
>- Ciao. Vai, grazie. - >- Ciao Giovanni.
- Lavanda. Buonissima. - Ti piace?
- Ciao, Luce. - Giovanni!
- Ciao, papà. - Ciao, amore.
- Sai che mamma è pazza di Alessio? - Ecco.
- Mamma, mi fai i capelli? - Sì, amore mio.
Alessio, dimmi!
- Come va? - Bene.
- Sei pazza di Alessio. - Hai visto com'è felice?
Dobbiamo essere felici anche noi. Ha detto Agnese che...
- Come si chiama? - Alessio.
Alessio è molto carino, è figlio di gente per bene.
Vieni, su.
Senti, ci ho pensato molto.
Avere avuto degli ideali è servito. Sono così orgogliosa di Agnese!
Va bene, ma esattamente Agnese cosa ti ha detto di Alessio?
Che abita in un quartiere popolare, ma vivo.
Figlio di gente modesta, ma autentica.
- Aspetta. - Con Agnese ho parlato di tutto.
L'abbiamo educata a un gioioso approccio alla sessualità.
- Mi ha detto di questo pranzo. - Quale?
La mamma di... Alessio ci ha invitato domenica a casa sua.
No, credimi, non è il caso, credimi!
La nostra generazione ha fallito.
Questo è un grande muro che siamo riusciti ad abbattere.
La situazione è un pochino più complessa.
No! Giovanni, no.
È un piccolo passo per noi, ma un grande passo per l'umanità.
Non stiamo andando sulla luna, fidati.
Arrivo, amore!
Arrivo!
Qual è stata la prima volta che hai capito di essere innamorata?
Avevamo occupato il liceo
e mi ero preparata un discorso per l'assemblea.
Comincio e il microfono non funziona.
E arriva lui e dice: "Ci penso io".
Corre in fondo alla sala e ripete ogni frase che dico.
- Davvero papà ha fatto questo? - Non era papà.
- Come? - L'ho conosciuto dopo.
Lui mi ha conquistato con... la sua autenticità.
Sincero... Un libro aperto papà.
>- Aò? - Pronto.
- Perché parli così? - Come stai?
- Bene. - Il pranzo com'è uscito fuori?
Me sembrava 'na cosa carina. Non vuoi venì?
No, vengo! Agnese ha invitato sua madre.
>- È tornata a Roma. - Ah...
Va be', che problema c'è? Mica je menamo.
Ma la tenerezza di Agnese che è andata lì prima per aiutare!
Sì, tenerezza. Che cos'è?
- Le mie essenze per la mamma di... - Alessio.
Sono un modo di raccontarsi.
Sei certa di essere ascoltata con l'essenza?
So cosa pensi, ma non ho voglia di fare le solite discussioni.
Va bene...
Solo in Francia ho ritrovato me stessa
e il senso etico che nel vostro Paese avete dimenticato.
LIltalia è il tuo Paese e in Francia coltivi lavanda.
Non intendo cadere nei tuoi tranelli.
Godiamoci questo passaggio importante della vita di nostra figlia.
Certo.
- Sai cosa mi ricorda? - Cosa?
Quei palazzi che avevamo occupato a Sesto San Giovanni, vero?
Citofoniamo?
- No. - Non c'è.
A ma', ancora? E daje!
Tranquilla.
Io prenderei l'ascensore.
Neppure.
- Vai. - È un carcere?
Andiamo.
Aspettami!
Oddio, chi è?
Tranquilla, è Pollicino. All'ora di pranzo cede, perde colpi.
Vieni.
Vieni.
Tranquilla, ora lo chiama.
Veleno!
- Visto? - Sì.
- Cosa fai, bevi la lavanda? - È un ansiolitico.
Vieni.
Eccoci qui.
>Periferia dove vivere è un terno alla lotteria...
- Oddio, sorcini? - Sì...
Giovanni...
tu collabori col governo, va bene la solidarietà, l'accoglienza,
ma non sai distinguere i proletari dai criminali.
- Buh! - Ciao Monica, lei è Luce.
Vai.
- Per lei. - Grazie.
- Sono essenze. - Sì, sì...
Che vole l'acqua, così si riprende?
- Ciao. - Ciao.
Lui è Alessio.
- Alessio! Bene... - Piacere.
Piacere.
Gra... Agnese mi ha detto che suo marito è in vacanza.
Qua ce ne stanno tanti in vacanza. È pronta l'amatriciana!
- Ma io sono celiaca. - Naturalmente lo tieni per te.
Naturalmente.
- Buongiorno. - Ciao.
- Piacere, Sue Ellen. - Luce.
- Pamela. - Pamela e Sue Ellen di Dallas.
So' le zie di Alessio.
- Shopping! - Compulsivo.
Che è quella roba? Non la voglio vedè!
- È refurtiva? - Lascia stare.
- Dove ci hai portato? - Ne parliamo dopo.
Sei una testa di cazzo.
- È pronto! - Va be', la vedemo dopo.
Vieni. Vieni!
- Spostate questo? - Bona l'amatriciana.
- Ecco qua. - L'amatriciana.
Eccoci.
>Periferia dove vivere è un terno alla lotteria
Mo' chi è?
Se so' le guardie, famo i conti.
>Dove un miracolo è un pane in più, un giorno in più che strappi tu.
> - Periferia... - Ce la sentiamo tutta?
Ma sì!
Alè, va' a vedè chi è.
È papà. Bentornato, eh!
Sergio, è tornato! Bello!
- Buongiorno. - Buongiorno.
Buongiorno...
Ciao.
Ho saputo che hai fatto mettere mi' fijo co' la fija de un ministro.
- Un ladro. - Non sono né ministro, né ladro.
- Un ministro? Che vergogna. - Quale ministro?
- Avevi detto "ding dong". - "Tic tac".
- Think Tank. - Che state a di'?
- Perché nel Governo? Non è vero. - T'ho dato un lavoro vero, ringrazia.
Mo' magnamo, se no s'incolla.
Buon appetito.
Ho saputo che è appena tornato. È stato in un paese esotico?
- Arabi, magrebini, africani... - Esotico.
Un crogiolo di razze. New York?
Rebibbia. Un crogiolo de Fiji de 'na mignotta.
- Mangia. - E che ce fai qua?
- Indulto. - Con quale capo d'imputazione?
Lascia stare.
Lesioni con asportazione di milza.
- Lei è... - Maestro de tajo.
- Chirurgo? - Parrucchiere.
- Mi gira il capo. - Beva vino.
- È astemia. - Pure!
- È uscito er caffè. - Ciao, noi uscimo.
- Ti ritrovo, sì? - Ciao.
Dopo il caffè, l'ammazzacaffè.
Prego.
Adesso però mi sento un po' a disagio, vorrei andare.
Me sa che i signori non tollerano la nostra compagnia.
Senta, la tolleranza è il principio fondante della mia vita,
per i vostri diritti ho passato nottate a raccogliere firme.
- Adesso raccoje 'e margherite. - Lavanda! E piante officinali.
Famme capi': te raccoji fiori e quest'altro pensa?
Siete indispensabili!
Io faccio er parrucchiere. È vero, ogni tanto spanzo qualcuno...
ma voi che cazzo de lavoro fate?
Glielo dico io. Penso, è vero.
Lavoro per il suo futuro, cerco di migliorare posti come questi.
Conoscendola, mi chiedo se valga la pena.
Pensi dal divano de casa? E mi venghi a 'mparà come se vive?
LIltalia è ridotta così, perché ci amministrate voi.
La gente come voi ha fatto diventà tutto un magna-magna.
Avete rotto i coglioni con questa retorica:
e se non vieni dalla strada e se non conosci la vita...
Dite che è un magna-magna, perché vi serve.
È un alibi per farvi i cazzi vostri.
- Pensa alla tua milza. - Milza? C'ho un fegato così!
Vi fa comodo non occuparvi di niente, perché non sapete fare niente!
- E che cazzo! - A coso!
- So' una persona per bene. - No!
- Lei è un assassino. - Eh no!
Sarà un assassino e un omo de merda, ma glielo posso di' solo io.
- C'ha ragione. - Voi zitte, ladre!
È ora che ve ne annate.
Me sa pure a me.
Andiamo.
Ho un giro di capo! Ho esagerato con l'ansiolitico.
Ci lasciamo alle spalle questa storia
e torniamo alla realtà.
Ecco, proprio, alla realtà.
Non abbiamo niente da rimproverarci, perché siamo stati...
accoglienti... tolleranti...
civili...
Pure troppo.
Che stai a di'?
Ma l'hai capito quei due scienziati che cazzo volevano da noi?
Ma noi chi?
Quann'è che io e te semo stati noi?
Torni, voi fa' er padrone de casa, voi fa' il marito... che voi fa'?
- Er padre. - Famme er piacere...
Davanti a loro t'ho difeso.
Puoi sta' qua finché non trovi una sistemazione, poi aria.
E leva i piedi dal tavolino.
Che v'eravate messi in testa te e tu' fijo non lo so.
Me passi i peperoni?
Alessio, no! Il bagno non lo voglio fa'!
De fa' il bagno non me va. No!
Alessio, li mortacci tua!
- Papà, vado a fare il bagno. - Ciao.
Alè, vaffanculo!
- Che modello è? - De quest'anno!
- Se lo famo? - Tra un minuto!
Ce sta Sergio!
A Se'!
- Bira. - Come no? Subito.
Qui anche in agosto è un paradiso.
Per chi riesce a goderlo.
Giovanni? Giovanni!
- Dobbiamo... - Sì.
Sì, grazie.
lo passerei al massimale di Co-finanziamento. Che dici?
Giovanni?
- A ma', non caga' er cazzo. - Amore de mamma.
>Prende la parola Giovanni Minimo.
Buongiorno a tutti.
Troverete i dati della ricerca ai fini dell'assegnazione fondi,
per l'Italia, per il prossimo settennato.
Più del 70% dei cittadini vive nelle aree urbane...
Abbiamo dato particolare rilievo alla contaminazione.
La contaminazione...
Ma voi... l'avete mai sentito l'odore del cumino?
È così forte che impregna le tende di casa.
Lo usano i bengalesi, non gli indiani, quelli dei ceci e delle lenticchie.
Ti prego, leggi l'intervento.
Sapete cosa mi ha aperto gli occhi? Una mazza da baseball.
Se vogliamo essere credibili, dobbiamo aprire gli occhi.
Per imporre leggi, abbiamo il dovere di conoscere le persone
> e i luoghi di cui parliamo.
> - Ho conosciuto Pamela e Sue Ellen. - È riniziato Dallas?
Ho combattuto per un ghiacciolo a Coccia di Morto.
Ho conosciuto gente che toglie milze, trattorie che fanno il botto.
Non è detto che le nostre vite siano segnate dalla nostra nascita,
>dai nostri nomi.
- Te piace? - A voja!
>Ognuno di noi deve tentare di scegliere la propria strada.
- Ciao, Sergio! - Saluta mio marito, Se'!
> Voglio dire...
che certe storie...
meritano di vivere più a lungo di un gatto in tangenziale.
...gatto in tangenziale.
Va be', me so' capito io.
Ma penso abbiate capito anche voi.
Ma sta samosa non se po fà meno piccante?
- Noi sapere fare samosa, tu no. - Ah!
- Noi soci pipty-pipty. - Ma che dici? Non te capisco.
"Pippi-pippi", "Titti-Titti"... Impariamo l'italiano e friggiamo!
Ah Gange, guarda che te capisco!
- C'è un'altra consegna. - La faccio io.
Mentre aspetto il tuo ritorno, metto in ordine le idee
Non so in quale fortunato giorno da quella porta spunterai
Ho aggiustato il lavandino e lo stereo finalmente va
Sono un uomo pieno di risorse, in fondo la vita mi conosce già
Sono qui che t'aspetto
Perché ho voglia di vincere
Non c'è altro che vorrei
Rincontrare gli occhi tuoi
Cancellarmi e rinascere...
Tanto lo sai quanto dura sta storia, no?
>Ovunque sei ti mancherà la mia complicità...
>Ovunque sei ti impegnerai per non amarmi più
>Testardo io che quella fede non l'ho persa mai
> Accetterò da te qualunque verità
> Sarà come la prima volta
> Impacciato starò lì
> Cercando di strapparti una risposta
> Un meraviglioso sì
> Ogni amore ha i suoi tarli
> Ogni storia ha i suoi limiti
> Resistenze non farò se il destino accetterò
> Anche il rischio di perderti
> Ovunque sei di maledirmi non stancarti mai
> Quello che vuoi, ma questo sanguina lo sai
> Vigliacchi noi ci consegniamo a questa realtà
>Vivremo poi con questo dubbio per l'eternità
> Svegliarmi dovrei
> La casa è aperta torna quando vuoi
> Mi trovi qui perché non voglio perdermi così
> Mille altre volte ricomincerei
> Ancora ti perdonerei
>La voglia c'è è sempre viva questa nostalgia
> Di te
> Ovunque sei mi manchi
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