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Original subtitles

20 gennaio 1958

Arrivi

Giovanni! lo ti conosco.

Tu sei il figlio della buon'anima di Gaetano!

Senti un po'...

Qui ci abita mio cugino.

Ha detto che fuori dalla stazione devo andare dritto

poi a sinistra... ê un panificio.

Ti accompagno io.

Tu dove vai?

Non pensate a me, qui ci abita mio fratello Pietro.

E' a Torino, è venuto a prendermi.

Ci vediamo!

E' a scuola!

Saro?

Dove sei?

Carmelo?

Aspettate qui, arrivo.

Sapete leggere? Mi sapete dire cosa c'è scritto?

Non ci pensavo. Mio fratello è a scuola.

Non puô venire. La mattina lui ê a scuola a studiare.

Come campa? Si mangia i libri?

Pietro farà il professore, lui ha la testa.

E' proprio uguale a te.

lntelligente come te.

In che via dovete andare? Questo biglietto non si capisce.

Chi I'ha scritto?

Uno del paese che sapeva leggere e scrivere.

lo non ho tempo da perdere!

Se la troviamo subito, bene, se no ve la cercate voi.

Avete ragione.

Vito! Cammina!

Via Santa Chiara.

Pasticceria e panetteria.

E' questa!

E' chiusa.

"Comune di Torino.

Ordinanza di chiusura per ingiunzione..."

E' fallito! Fallimento.

Cos'è?

Qui non ci lavora nessuno, è chiuso.

Nessuno?

Che significa nessuno? Ci sarà qualcuno! Ora busso.

Ci facciamo notte?

Voi volete lavorare qui?

Qui non c'è lavoro, è tutto chiuso.

Fate come me. lo ci rimango solo qualche giorno.

Poi... me ne vado a casa.

Siete stato troppo gentile.

Quando venite al nostro paese

vi porto io a passeggiare per la strada.

Questa é via della Consolata, 8.

Se diamo retta al biglietto, puô essere Sconsolata...

..lmmacolata, Desolata...

Consolata va bene.

Sei sicuro che i tuoi parenti abitano qui?

Questo è un museo!

Che ci fa qui tuo cugino? Pulisce i gabinetti?

No!

E' in un ristorante...

Sciacqua i piatti, lava perterra, aggiusta i tavolini.

Avete solo un pezzo di carta? Non vi ha scritto niente?

Ora che ci penso...

Mi ha mandato una cartolina.

Si vedeva il fiume.

Diceva che casa sua era vicino a questo fiume.

Come si fa a essere così scemi?

lo avevo altro da fare.

Mi sono messo dietro a voi! Ora vi arrangiate.

-Aspettate! -Arrangiatevi!

Da soli!

lgnoranti!

Che bel palazzo!

Forse qui ci abita il padrone di Torino.

E' qui. Sei arrivato.

2 e 0... 20.

Sei arrivato.

Buona fortuna.

Non ti scordare della Sicilia.

Non ce ne scordiamo... torniamo, ma con i soldi!

Scusate, conoscete Tano?

Scordia Tano, fu Carmelo.

L'ultima porta a sinistra.

Siete siciliano anche voi?

lo sono di Favara, in provincia di Agrigento.

lo sono di Judica, provincia di Catania. Conoscete?

Qua siamo lontani dalla Sicilia!

State bene.

Chi é? Che volete?

Assuntina!

Sono io.

lo chi? Nome e cognome.

Scordia Giovanni, figlio di zio Rosario e zia Filomena.

Apri la porta?

Sei sola?

Cosa siete venuto a fare?

Sono venuto a trovarvi. Non potevo?

Pietro è a scuola?

Non lo so, è uscito che faceva buio.

Brava.

Ti sei fatta grande e carina.

Bella.

Bello anche qua.

Questo è il letto di Pietro?

No, qui ci dormo io. Pietro dorme nel letto chiuso.

Lo apre solo la sera.

Libro d'italiano...

Libro di matematica...

Libro di geografia...

Guarda cos'ho trovato.

Guardate! ll Duomo di Milano.

Siete qua! Volete un po' di pane?

Prendete un po' di pane, un po' di caciotta.

A Torino non fate la caciotta?

Non vi piace? Scusate.

Qui non riesce a leggere nessuno.

Sai cosa pensavo? lo me ne torno alla stazione.

Magari domattina

arriva qualcuno del mio paese e io mi metto dietro a loro.

E' colpa mia.

No! Ho visto tante belle cose qui a Torino.

- Di dove siete? - Di Cerignola.

Provincia di Foggia.

lo sono di Judica, provincia di Catania.

ll mese scorso

sono sparite 15 mila lire che tenevo nella zuccheriera.

Erano di Santo, voleva comprarsi la lambretta.

Pietro, che c'entra?

Ultimamente

fa il signore.

Si è comprato le scarpe nuove e le lucida dalla mattina alla sera.

Pietro va a scuola e si deve vestire bene.

lo gli ho consigliato di imparare un mestiere.

Suo zio gli dice sempre: "Vieni a lavorare con noi, da muratore,

le braccia le hai pure tu".

I libri non li guarda nemmeno con il binocolo.

Lui sapeva che arrivavi e non ti è nemmeno venuto a prendere.

Ecco 5.000 lire, le altre ve le mando per posta.

Vi sembra un posto dove si puô studiare tranquilli?

Questa ê una stalla.

Non va bene per le persone.

Una stalla.

La giacca di Pietro...

Tutte le cose...

Tutte le sue cose...

..le prendo io.

Ci penso io a mio fratello.

Figliolo, mangiate un po' di pane.

Non avete fame?

Voi cosa "facete" qui a Torino? Lavorate alla Fiat?

Come parli?

Voi che ci fate qui a Torino?

Lavorate alla Fiat?

lo studio.

Devo fare il maestro.

lo gli ho detto di non ammazzarsi per questo diploma.

Ma lui no...

Mio fratello ha la testa dura.

Sai come fanno quattro elefanti a entrare in una '600?

Tieni, te la regalo.

Qui arrivano i treni da tutte le parti.

Non solo dalla Sicilia, ma anche dalla Germania

Sai dov'é la Germania?

Non lo sai? Perché sei troppo ignorante.

Te li sei dimenticati nella sala d'attesa.

Vedrai, qualcuno dei tuoi paesani arriva.

Eccoti!

Lo sapevo che ti trovavo.

Stai bene?

7 febbraio 1959

"Fai presto!

Datti da fare!

lo sono stracca, bel ragazzo!"

Come parli? Non capisco.

In torinese!

Come I'hai imparato?

Con una di Torino che mi fottevo a Catanzaro.

"T'è piaciuto?"

Certo che mi piaceva.

Era una bionda ossigenata, con due tette...

Che ci faceva a Catanzaro?

Che doveva fare? La puttana!

ACatanzaro le puttane sono tutte del nord, Torino, Milano...

Me ne fottevo una che era di Bergamo.

Qui a Torino...

..come si fa a trovare una femmina?

Prima era più facile, ora è più difficile.

Se ti serve

io conosco un posto dove si trovano.

Rosario! Piove, vieni a fumarti una sigaretta.

Sai una cosa?

Per le quattro lire che ci danno io non mi prendo la polmonite.

Me ne frego del lavoro.

Vieni!

Dobbiamo finire.

Se non finiamo non ci pagano.

Non pagano nessuno.

Anche voi! Vi spaventa? Che vi fa I'acqua?

Non ci compri nemmeno le medicine

coi soldi che ti danno!

La vuoi prendere tutta tu I'acqua? Scemo!

Magari si vuole rinfrescare.

lnganni

Lascia stare! Vieni a ripararti.

Domattina non ti alzi dal letto.

Guarda quanta immondizia c'ê stasera!

Quanto sei scemo! Quanto piove!

Ti stai facendo tutta la immondizia di Torino.

Nemmeno se spali pertre notti e tre giorni ce la fai.

lo stavo nella piazza,

ma ero solo, con una pala... Cosa potevo fare?

Me ne fotto.

Prenditela con i tuoi amici, io non pago nessuno.

Con tutta I'acqua che ho preso!

Almeno ti sei lavato.

lo il mio lavoro I'ho fatto.

Ha parlato al muro?

Tu e gli amici tuoi non prendete una lira.

Vattene, è meglio.

Alla salute.

Aspettami sopra, ora sistemiamo tutto.

Capito?

Facciamo così.

Ora sistemiamo tutto.

Mi offri una sigaretta?

Le sigarette fanno male... al portafoglio.

Anche il sapone fa male?

Tieniti da parte i soldi.

Napoli? lo non sono un babbeo, non mi faccio fregare i soldi.

Questi sono i soldi tuoi e questi i miei.

Ora pagano anche gli altri.

Come hai fatto?

Qui perfarsi rispettare devi parlare torinese.

Hai visto il caporale? Ha la coda di paglia!

Vieni a prenderti un caffê.

No, si è fatto tardi.

Non ti preoccupare, pago io.

Davvero, è come se avessi accettato.

Come vuoi.

Per qualsiasi cosa...

..servo vostro.

Sei ancora qui?

Ache ora ti sei addormentato?

Hai studiato fino a tardi?

lo te I'ho detto,

la sera devi andare a dormire presto.

Se no la mattina come fai a svegliarti?

Devi andare a scuola.

Ti devi svegliare!

Mi fai un sorriso?

Visto che I'hai fatto?

Avanti, devi andare a scuola.

Ti faccio il latte caldo.

Sei fortunato, non piove piû.

Lo vuoi il pane?

Quanti giorni sono che non compriamo il pane?

Questo dev'essere ancora buono.

Prendi qualcosa da mangiare perdopo la scuola.

Se non ci sono, basta che la metti sul fuoco.

C'é anche il formaggio.

Tanto a te non piace.

Studi ancora?

Ora basta.

Hai già studiato tutta la notte, ora mangia.

A scuola ê importante andarci bello forte!

Sai che è giusta questa usanza?

Che quando i genitori vanno a parlare gli studenti non ci devono essere.

Così i professori dicono la verità.

Ma io la so la verità su di te.

Tu sei bravo.

La lancetta è arrivata sul segno. E' tardi.

Forza, cravatta, giacca...

Stavolta ci vengo io a parlare con il tuo professore.

Non ti preoccupare, ti faccio fare una bella figura.

Mi vesto pulito.

Mi metto una delle tue cravatte.

Come si chiama? Ferraris?

Vai.

E' tardi.

ll cappotto, fa freddo.

Non ha mangiato niente.

I libri!

I libri!

Te li sei dimenticati.

Cammina. E' tardi.

Tu cosa vuoi?

Niente, io non fumo.

Vai in classe.

E' I'ora di religione.

Ti serve qualcosa?

La firma falsa sul libretto delle giustificazioni,

la scolorina percancellare il 2 sul registro.

Soldi non ne ho.

Vai a sentire il prete.

Vorresti fare il professore invece di pulire i gabinetti?

lo posso fare questo miracolo.

Oggi è giorno di ricevimento.

Gli insegnanti incontrano i genitori.

Quando sono andati tutti via

ti vesti bene, vai nell'aula dei professori

e diventi Ferraris.

Docente di Lettere.

Mio fratello viene a domandare come vado a scuola.

Mi devi farfare bella figura.

Gli devi dire che studio,

che sono attento, che a giugno sono promosso

e la cosa più importante che sono il primo della classe.

Sembra un avvocato.

Lingua sciolta, parlantina, tutto...

E se a Pietro ci fa fare brutta figura?

E' di Barletta, ma quando apre bocca lo scambiano pertorinese.

Sai cosa gli dice al professore?

"Ciao professore. Va bene mio fratello?

E' bravo?"

Cammina, ci parlo io.

Quanto prende per questo favore?

Lascia stare! Ci mettiamo d'accordo.

Hai portato i soldi?

Tutti con me.

Vedi che persona distinta?

Non fa solo il maestro di ballo.

E' un attore di cinema, di teatro.

Non mi somiglia nemmeno.

ll professore ti ha mai visto?

Allora che ti frega?

Non è vero... ha i baffi come i tuoi.

Ci parlo io.

Cosa fai?

Tutto a posto?

A posto.

Ti sei lavato?

Sì.

Devi chiedere anche a lei se si è lavata.

Sai quante persone vanno con questa?

Ce I'hai il fazzoletto?

Mi deve soffiare il naso?

Ti do il mio.

Quando entro fa tutto lei.

Come le sai queste cose?

Chi te le ha insegnate?

Sono cose che si sanno.

Giovanotto, andiamo.

Come é andata?

Ti ha fatto contento?

Anche per me è stato così la prima volta.

Non ho nemmeno provato piacere.

Questa era bella?

Ti ricordi Lucia la figlia del calzolaio?

Quella che si diceva che era andata a Torino perfare la cameriera?

Era lì dentro.

Sono stato con lei.

Ti sbagli!

L'hai confusa con un'altra.

Sei andato a parlare con il professore?

Certo, con il professor Ferraris...

Che ti ha detto?

Che mi doveva dire?

Che sei studioso, attento, educato.

Tutte cose che sapevo.

Ti ha detto che a giugno sono promosso?

Che i professori mi tengono in palmo di mano?

Che sono il primo della classe?

Mi ha detto un'altra cosa.

Che sei intelligente.

lo ho risposto: "Certo! E' mio fratello".

Per I'ultima volta.

Poi vedremo cosa avete scritto sul quaderno.

Entrate, questa é casa vostra.

A Torino i meridionali non ce li vogliono.

Sapete cosa mettono sui portoni?

Un foglio che dice "Si affitta".

Sotto c'è scritto: "Ai meridionali no".

Noi cosa dobbiamo fare? Dobbiamo stare perstrada come i cani?

Questa ê una città che non ha cuore.

La casa...

Sotto terra.

Meno male che I'ho trovata. Sapete quanto mi fanno pagare?

Nemmeno fosse una reggia.

Non vi spaventate di vedere la gente ancora a letto.

Questi si devono svegliare perandare al lavoro.

Siamo d'accordo così.

Chi lavora di giorno dorme di notte.

Chi lavora di notte, che deve fare?

Di giorno dorme.

ll letto è come il pane.

Non bisogna sprecarlo, è peccato.

E' tardi.

ll lavoro ti aspetta.

Qui siamo tutti amici.

Ci dobbiamo aiutare I'uno con I'altro.

Lo sapete...

Chi si riposa bene, lavora bene.

Qui c'é il gabinetto.

Siamo tanti,

allora ci dobbiamo mettere d'accordo.

Se avete problemi tra di voi, ne discutete fuori.

Qua ognuno deve stare al suo posto.

10 ottobre 1960

Cosa mi dovete dare?

Quello che vi dice la vostra coscienza.

ll giusto.

Vito? Chiama il leccese, ci devo parlare.

Soldi

Comandi.

I soldi della settimana scorsa non li ho ancora visti.

Vi ho pagato domenica, ieri e I'altro ieri non vi ho dato niente,

per questo ho dormito perterra.

Se non vieni quando è ora lascio il letto vuoto?

Vi posso dare la metà.

Tutti...

Me li devi dare tutti, come fanno gli altri.

Se non ti piace o non ti conviene

vai a dormire alla stazione.

Come facevi prima.

Capito?

Capito.

Mi hanno dato questi.

Potrei parlare con Pietro?

Alessandra, una sua compagna.

Attenda.

Giovanotto, stavolta al telefono c'é Alessandra.

Come stai?

Hai bevuto il caffellatte?

Hai mangiato?

Ti chiamo per i soldi, oggi devi pagare I'affitto.

Ti vergogni ancora a parlarle?

Lo sa che siamo siciliani.

Se paghi lei ê contenta.

lo...

..con il telefono non ci vado d'accordo.

Non fa per me, i numeri...

Ora i soldi non li ho, ma stasera te li do.

Chiedi scusa alla signora.

Glieli puoi dare anche domani.

Ora vai a scuola che fai tardi.

Oggi cosa devi studiare?

Ho il compito in classe, il tema.

ll tema...

E' difficile?

Mica ti dicono prima se è facile o difficile. Che ne capisci tu?

Lo sai che un libro di scuola costa 1.200 lire?

Che te ne frega? Non sai né leggere, né scrivere.

1.200 lire!

Una famiglia ci mangia pane pertre giorni.

A mio fratello che va a scuola

ne ho comprato uno che costa 1.500 lire!

Si chiama Atlante.

Ci sono le figure, qualche volta le guardo.

C'è anche la Sicilia.

Sai che sembra piû grande dell'ltalia?

Com'ê possibile?

Oggi hai i soldi?

Ho solo 2.000 lire.

Che ci faccio?

Me li devi portare tutti, mi servono oggi.

Non ce li ho.

Se aspettate un po'

quando li prendo ci aggiungo qualcosa in più.

Ma che dici?

Afine mese...

..ora che ho un lavoro, quando prendo la paga ci aggiungo qualcosa.

Hai famiglia?

Bambini?

Uno.

Un altro arriva a giugno.

-Mandi i soldi a casa? -A Natale.

Quelli che mi avete prestato voi.

Afine mese,

quando prendi la paga.

5.000 sono mie.

Grazie.

Se devo firmare una cosa, lo faccio.

Tra noi non c'é bisogno.

Non fumare.

ll fumo ti fa male... al portafoglio.

Mi hanno rubato il portafoglio!

Al ladro!

Per me?

Grazie.

Sai leggere?

Mi arrangio.

Che c'è scritto qui?

Abbiamo una buona selezione di vini.

Se gradisce un vino aromatico le consiglio il Grignolino.

Oppure la Barbera e il Dolcetto sono più strutturati.

ll Nebbiolo d'Alba naturalmente è ottimo.

Ordino dopo. Aspetto una persona.

Come crede.

-Mi scusi, lei qui non puô entrare. -Vado da una persona...

- Non puô entrare. - Lasciami stare!

Che ci fai qui? Esci.

Ti ho fatto una sorpresa.

Qui si mangia bene.

Siediti.

Sei diventato pazzo?

Perché qui? Come paghiamo?

Ho vinto la lotteria.

I soldi li abbiamo.

Quali soldi? Stai scherzando?

Sai quanto costa qua? Cammina!

In caso laviamo i piatti o facciamo i camerieri.

I camerieri di qua sono tutti clienti che non hanno pagato il conto.

Siediti, fallo per me.

Ho detto di uscire. Cammina!

Ti sei dimenticato la cosa più importante.

E' il mio compleanno.

Faccio 16 anni.

E' vero.

Scusami.

Com'è che non ci ho pensato?

La testa...

Fammi questo regalo.

Mangiamo insieme.

Giusto.

Hai ragione.

Fai gli anni...

Devi mangiare bene.

Ecco i soldi.

Per uno bastano.

Mangia tu.

lo ti aspetto fuori.

Auguri.

Perché non hai mangiato?

Digiuniamo tutti e due.

Contento?

Questi sono i tuoi.

Domani ti do gli altri.

Così li dai alla signora.

Ti accompagno a casa.

E' tardi!

Perché piangi?

E' colpa mia? Cosa ho fatto?

Non pensare a me, oggi è il tuo compleanno.

Devi stare bene, mangiare bene.

Quale compleanno...

E' fra una settimana.

I soldi non me li devi dare.

Domani...

..vengo a lavorare con te.

Ascuola...

..non ci vado più!

Non lo fare più, non ti permettere.

Sai cosa significa lavorare?

Lavorare!

Prendi un po' di vino.

Con questo freddo fa bene.

Ti ricordi quando ti sei ubriacato?

Fu il giorno che morì papà.

Per non farti vedere niente ti chiudemmo in cucina.

Ti sei bevuto una bottiglia intera.

Al funerale ridevi.

Tu volevi bene a papà.

Anche lui te ne voleva.

Litigava sempre con la mamma.

Diceva che voleva più bene a te che a me.

Quante storie gli raccontavi!

Davanti alla chiesa. Ricordi?

Quando cadesti

e gli dicesti che ero stato io con un pugno,

a farti uscire tutto quel sangue dalla faccia.

Quante legnate presi!

E la volta che gli rubai i soldi?

Gli dicesti che eri stato tu. Tanto a te non faceva niente.

Quando eri piccolo volevi bene anche a me.

Quando restammo soli

venivi sempre nel mio letto.

La notte ti svegliavi.

Avevi paura che morissi anche io.

lo capisco che non vuoi studiare.

Tu dirai: "Perché?

Perché non posso guadagnarmi da vivere come gli altri

che vanno a lavorare?"

Tu sei diverso da me.

lo sono ignorante.

Non so nemmeno leggere I'indirizzo delle strade.

Tu no.

Tu puoi andare a scuola.

Gli altri dicono che i soldi sono importanti.

E' vero.

I soldi sono importanti.

Ma ai soldi ci penso io.

Fatti vedere.

Ti ho fatto male?

La gazzosa è finita.

Te ne prendo un'altra.

Non ti bagnare più.

Sono arrivato.

I libri.

7 aprile 1961

Lettere

-Siete tutte femmine? - Come?

Qui dentro siete solo femmine?

Non capisco.

E i maschi dove sono?

Queste sono classi miste.

Alla scuola dei maschi?

Miste... Come miste?

-Scordia Pietro. -Scusi?

- ll tuo compagno dove si sedeva? -Cosa dice?

Qual era il suo posto?

Chi è?

ll posto avanti.

ll primo banco.

Così stava più vicino al professore

e capiva di più.

Qua.

La lavagna...

Qua scriveva i problemi, con il gesso.

Questa la conosco.

Pietro diceva che si chiama...

..carta geografica.

C'è tutta I'ltalia.

La Sicilia!

Ci dovrebbe essere anche Torino.

Dov'è?

Cosa vuole quello? Vada via!

Sono il fratello di Scordia Pietro.

Per parlare con i professori...

Ora c'è lezione. Vada.

Perché fai così?

lo non faccio niente.

Faccia il bravo, venga con me.

Lasciami.

Devo parlare con i professori.

Mi devono dire perché hanno fatto del male a mio fratello.

- Non mi faccia arrabbiare... -Stai tranquillo!

lo mi siedo qua e lo aspetto.

Questo era il posto di Pietro.

Ora è il mio posto.

Cosa ho fatto a voi? Voi che c'entrate?

Dovete arrestare i professori di questa scuola.

I professori sono i delinquenti.

Loro dovete arrestare!

Dove sono i libri?

I libri di mio fratello li avete presi voi?

Dove li avete messi?

Li avete lasciati a scuola? Torna indietro.

Non si devono perdere i libri!

I libri di mio fratello! Lasciatemi!

I libri!

Scordia Giovanni,

nato il 3 ottobre

del 1931.

Judica, in provincia di Catania.

La casa bassa... con I'orto.

Era dietro la chiesa.

Simone?

Faccio il carabiniere qua.

Sono a Torino da tre mesi.

Tu?

Cos'hai combinato? Minacce...

..resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio...

Meno male che ho parlato con il maresciallo.

Gli ho detto che sei una brava persona.

Un paesano...

Come te la passi qua?

Bene?

Bene.

Tuo fratello?

Dopo tutti questi mesi che ê scomparso non hai fatto la denuncia?

lo non denuncio nessuno.

Come ragioni?

Anche questo ê reato, tuo fratello è minorenne.

Già da piccolo

stava prendendo una brutta strada.

Per uno come Pietro ci vogliono le legnate.

Non la scuola.

Tutto a posto? Me ne posso andare?

Sì, tutto a posto.

Facciamo finta che non è successo niente.

Per me Pietro è in Sicilia.

E' là che lo dobbiamo cercare.

Tu non c'entri niente. Ti ho chiesto qualcosa?

Lasciami stare.

Giovanni a chi?

Chi ti ha dato questa confidenza?

lo non ti conosco.

Prima di parlare di mio fratello

lavati la bocca.

La apri questa porta?

Carissimo Pietro,

fratello mio.

E' tanto che non so niente di te.

Dove sei?

Che fai?

Come stai?

Mangi?

Ti ho cercato tanto.

Ho anche pensato...

..che avevo fatto qualcosa di male.

Non lo so.

Forse...

Forse qualcosa te I'ho fatta.

Ma non volevo, non capivo.

Lo so,

studiare è difficile, ma a questo mondo

tutto ê difficile.

Qua...

..non siamo al nostro paese.

C'è troppa gente

che ti mette i piedi in testa

se non fai attenzione.

Se non lavori...

Pietro...

Non avere vergogna se hai fatto qualcosa di sbagliato.

Non avere paura di me.

lo sono tuo fratello.

Quando torni

non ti chiedo niente.

Ti dico solo

quello che vuoi tu.

Quello che vuoi tu.

Bene...

Pietro...

Ti voglio bene.

SignorScordia?

Vi posso offrire qualcosa?

Non vi sentite bene?

Ti puoi sedere.

Grazie.

Certe giornate sembrano non passare mai.

C'è anche stato lo sciopero.

Che c'entri tu con lo sciopero?

Non hai lavoro.

L'avevo.

Buono.

L'ho perso.

Capita di questi tempi.

Non è vero.

ll lavoro c'è.

Bisogna solo conoscere le persone giuste.

Se mi trovate lavoro vi sarô grato pertutta la vita.

Lo giuro sui miei figli.

Lascia stare i figli, è meglio.

Quanti figli hai?

Quattro.

Maschi?

L'ultima é una femmina di due mesi,

ma gli altri tre quanto giocano! Come mangiano!

Sta' zitto.

Pensi che i figli sono tuoi,

poi imparano a camminare

e ti lasciano.

Sai cosa si dice al mio paese?

"Cresci i porci

che poi te li mangi".

Questa è perte.

Chi te I'ha data?

Era qui da tanto tempo.

Tanto tempo?

Si divertono qua!

Con me sprecano solo i francobolli.

Magari stavolta è davvero tuo fratello.

Pietro non mi scrive.

Lui sa

che io non so leggere.

"lo t'odio, non t'amo più, vedi non t'amo!

Ricordi quel giorno, lontano portavano i piedi,

un cuorche pensava al ritorno.

Dunque tornai. Tu non c'eri.

Percasa era un'eco del ieri,

d'un lungo promettere

e meco di te portai solo quell'eco.

Per sempre."

Bravo, basta così.

Dove hai studiato? Dai preti?

Da privatista. Mi avevano già bocciato due volte.

Ma ora ho fatto tre anni in uno.

Ti vedo bene da un pulpito a predicare.

Grazie.

Continuiamo con il Pascoli?

La poetica del fanciullino, cosa significa esattamente?

lntende le poesie che scrisse il Pascoli da bambino?

Va bene... Sentiamo "La cavallina storna".

"Nella torre il silenzio era già alto.

Sussurravano i pioppi del Rio Salto. I cavalli normanni...

Quando me I'hanno portato era un somaro.

Ora non li lascia parlare, dice tutto lui.

La scuola è come una macchina.

I professori insegnano e i ragazzi studiano.

Anche i genitori devono fare la loro parte.

Permette?

Professor Ernesto Rosini, lstituto recuperi scolastici.

Tre anni in uno.

Permette?

"lo sono la lampada ch'arde soave,

nell'ore più sole, più tarde,

nell'ombra più mesta, più grave, piû buona,

o fratello."

"Fanciullo mendico", quarta strofa.

"E allora ne intesi nel cuore la voce che ancora vi sta.

Non li voglio, non voglio signore che scemi la vostra pietà".

"L'uccellino del freddo", terza parte.

"Nel tuo verso suona scrio scrio, con piccoli crepiti e schiocchi,

il segreto scricchiolettio di quella catasta di ciocchi.

Uno scricchiolettio ti parve di udirvi

cercando le larve, tr, tr, terit, terit".

Non è nemmeno nel programma.

Perché ti piace tanto Pascoli?

Questa scuola si chiama Pascoli, lo domandano sempre.

E poi...

A Pascoli morì il padre quando era piccolo.

Come a me.

Professore!

A bocca aperta! Mi hanno detto che parlo come un prete.

Sa cosa mi hanno domandato?

Le equazioni, la Terza guerra d'Indipendenza e Pascoli.

Quello che mi ha insegnato lei! Vado a dirlo a mio fratello!

-Andiamo insieme. - Rimanga qui.

Magari i professori le fanno i complimenti.

29 giugno 1962

Sangue

Scusi, cerco Scordia.

Conoscete I'operaio Scordia?

E' là!

Guarda chi c'è! Tu che ci fai qua?

Hanno sbagliato Scordia.

lo cercavo mio fratello, non mio cugino.

Dov'è Giovanni?

Avoi la famiglia non è mai interessata.

Quando Giovanni lavorava qua

ci salutavamo e basta.

Come due estranei.

Cosa gli è successo? L'hanno licenziato?

Si é licenziato.

Se n'è andato.

Sono mesi che non lavora più qui, la fabbrica non faceva per lui.

Sai cosa si era messo a dire?

Che qui gli contavano il tempo anche quando andavamo a pisciare.

Gli è successo qualcosa?

Sai cosa fa ora?

Giovanni non deve rendere conto a nessuno.

Ci mancherebbe altro.

Tu che sei studente dammi carta e penna

e ti scrivo dove lo puoi trovare.

Non te lo dico a voce perché c'ê troppa gente invidiosa.

Scusate.

Non cerco lavoro, cerco mio fratello.

Un minuto solo.

Di Vibo Valenzia, provincia di Catanzaro.

- Quanti anni hai? -26.

Ho moglie e un figlio, sono giorni che non mangiano.

Ho passato la notte in treno pervenire qui a cercare lavoro.

-Cosa sai fare? - ll manovale. Quello che capita.

Qui il lavoro non si trova in mezzo alla strada, costa.

Lo so.

Costa dolore e sacrificio.

Costa anche qualche altra cosa.

Scusate. Cerco Scordia Giovanni, mio fratello.

Pietro, il maestro!

Non sono maestro.

Come no? Giovanni ci ha detto tutto.

Accomodatevi.

Sedetevi.

Prendo un bicchiere di vino per brindare.

Sapeste com'è contento Giovanni e che bella soddisfazione!

Maestro.

Veramente...

E' vero che i professori all'esame vi hanno applaudito e ringraziato?

Mio fratello lavora qui?

E' il presidente di questa cooperativa.

- Ora dov'è? - E' in giro, a lavorare.

Tutti i giorni arriva gente.

Noi gli troviamo una sistemazione.

Allora disturbo.

Quale disturbo? Voi?

Se non gradite il vino vi porto un caffè.

Vedrô Giovanni a casa.

Grazie a voi, maestro.

Auguri!

Maestro!

lo lo so dov'è tuo fratello.

Dove lo trovate.

Voi siete suo amico?

Volesse Dio! lo sono qui percercare lavoro.

Se lui volesse...

Potete mettere una buona parola?

Dov'è?

Se mi aiutate ve lo dico.

Giovanni? Sto addormentando il piccolo.

ll mangiare ê sulla tavola.

Pensavo che tornavi prima.

Ora sarà tutto freddo...

Scusate.

La porta era aperta e sono entrato.

La lascio sempre aperta.

Mi stanco a fare le scale.

Doveva venire vostro fratello.

Prego, accomodatevi.

-Voi mi conoscete? -Vi ho visto una volta...

..in una fotografia.

Nel portafoglio di Giovanni.

Ve I'ha detto lui di venire qui?

Sì, ma non voglio disturbare.

Cosa dite? Sedetevi, non fate complimenti.

Ha scritto lui queste cose?

Gli sto insegnando a leggere e a scrivere.

Ha imparato a fare la sua firma.

E il vostro nome.

ll nome tuo lo sa scrivere?

Non gliel'ho ancora insegnato.

lnsegnaglielo presto.

Lucia...

..è un bel nome.

Allora ogni tanto vi parla di me?

Sempre.

Ti vuole bene fin da quando eravate piccoli, al paese.

Anch'io,

poi mi fecero partire.

Per fare la cameriera.

Sì.

Torino è grande, ma ci siamo incontrati lo stesso.

Era destino.

Come si chiama il bambino?

Giuseppe.

Vostro fratello gli vuole bene come se fosse suo.

Giovanni è troppo buono.

Vuole bene a tutti.

Tu gli vuoi bene?

Sì.

Allora non dirgli che sono stato qua.

Signor maestro! Che onore.

Vi faccio chiamare vostro fratello.

E' qua?

Mimmo, vai a chiamare il presidente.

E' una cosa alla buona, tra di noi.

E' una festa di fidanzamento.

Hanno combinato il guaio.

Ora si devono sposare.

Nicola, vieni qua.

Lui è il fratello di Giovanni, ringrazia anche lui.

Di cosa?

Vostro fratello gli ha trovato una bella sistemazione.

Prendete i confetti, per buon augurio.

Grazie, buona fortuna.

Bella questa canzone.

Mio fratello la puô sentire?

Certo! E' qua sotto.

Fatemi un favore.

E' un giovanotto, non I'ho mai visto.

Se cerca lavoro deve venire alla cooperativa di giorno.

Secondo me non cerca lavoro.

E' vestito bene.

Se è una cosa importante fallo scendere a parlare con me.

O sbrigatevela voi.

Vai!

Carmelo? Continua.

Ormai so come sei fatto.

Quando va tutto bene

tu stai muto, non parli.

Se ti vede qualcuno che non ti conosce

pensa che hai qualche dispiacere.

lo invece so che sei contento.

Tu? Sei contento?

Sì.

Una volta mi hai detto...

..che la testa non è come un sacco,

che più la riempi, più diventa pesante.

In testa ci puoi mettere tutto quello che vuoi.

"Cavallina, cavallina storna..."

Anch'io ho imparato questa poesia.

Mentre ti sentivo studiare.

Perché sei intelligente!

Se venivi anche tu a studiare dal professore

oggi potevamo fare gli esami insieme.

E forse eri più promosso di me.

Chi lo sa? Tutto puô essere.

Forse fra dieci anni farô anch'io il maestro.

Sei stanco?

Tutta questa gente...

Non sapevo che avevi tanti amici.

Sono brave persone, sono simpatici.

lo amici non ne ho.

Che me ne devo fare?

Tanto ci sei tu.

Tu non hai bisogno di raccontarmi niente.

Ti voglio bene e basta.

Certe cose non si posso nemmeno raccontare a un fratello.

E' giusto così.

Sai quante volte non ti ho raccontato cose mie!

I segreti si devono tenere dentro.

Se no che segreti sono?

Fammi un sorriso!

Non me lo fai un sorriso?

Fammi un sorriso!

Fa fresco.

Non hai sonno? lo no.

Non vorrei nemmeno tornare a casa.

Hai finito la scuola!

Domani non hai niente da fare.

Passeggiamo...

Tu devi andare a lavorare.

Sai che faccio uno di questi giorni? Ti acchiappo.

Partiamo, ti porto da qualche parte.

Così ti riposi un po'.

Prendiamo il treno, partiamo noi due soli.

Non dobbiamo rendere conto a nessuno.

Torna a casa.

lo devo fare una cosa.

Ti aspetto.

Ti ho detto di no.

Vai a casa.

Devo sbrigare una cosa mia.

domenica 5 luglio 1964

Famiglie

Chiudi che prende freddo.

Figlio mio!

Chi ti ha fatto così bello?

Con queste manine, questi occhietti! Chi ti ha fatto così?

Come parli?

Non gli devi parlare in dialetto.

Guarda! Sta arrivando una macchina. Chi sarà?

Nessuno!

Sono i cuginetti.

Ate che ti interessa?

Oggi sai chi viene?

Oggi viene uno che ti vuole bene.

Uno che ha il naso e gli occhietti come i tuoi.

Uno che si chiama come te.

Si chiama Pietro, come te.

E' tuo zio.

Andiamo.

Sei arrivato!

Come stai?

Fatti vedere.

Questi capelli lunghi.

La barba...

Come stai?

Bene.

ll Po da che parte ê?

Ci siamo passati sopra.

Da casa nostra si vede.

Domattina quando ti svegli,

apri la finestra e sotto c'è I'acqua.

Non ê il mare, perô...

I miei nonni materni erano di queste parti.

Lei come si trova qui?

Bene.

Questa è la collanina per tuo nipote Pietruzzo.

Gliela devi dare quando usciamo dalla chiesa.

L'usanza é questa.

Sua moglie sa come stanno le cose?

Scherza?

Mi faranno qualche domanda.

Lei risponde che siete colleghi.

Poi lei non è maestro per davvero?

Educatore.

Educatore, maestro!

Che differenza c'ê?

La differenza...

..è che i maestri insegnano nelle scuole.

Sei contento di essere qua?

L'hanno fatto uscire per miracolo.

I soldi non bastavano?

Non bastano mai.

Pertre giorni! Non se ne accorgerà nessuno.

Fosse per me lo lascerei qua, purtroppo abbiamo il treno.

Se questa volta non lo riporto in tempo, ci rimetto il posto.

Mio fratello ora è qua.

Parte quando lo dico io.

Sei tu lo zio Pietro?

Non ho figli, figuriamoci nipoti!

Siamo arrivati.

Mettiti la cravatta.

Ora I'arciprete ti domanderà un sacco di cose.

"Credi in Dio? ", "Credo".

"Rinunci a Satana?", "Rinuncio".

Tanto tu capisci.

Mio fratello Pietro, il maestro.

Abbiamo aspettato finora per un capellone?

Tuo nipote.

Prendilo.

Una volta stesa la pasta si mettono le erbette liguri

trovate sul posto. Brebuggiun, carciofi,

ricotta, uova e si lascia cuocere.

Sapete qual è la caratteristica della torta Pasqualina?

Si deve tagliare in trentatré pezzetti.

Perché?

Sono gli anni di Cristo!

Perché sei andato a lavorare in Sicilia?

Me lo chiedo anch'io.

Ero tra i primi in graduatoria.

Ma siamo in ltalia... ê arrivato uno più ammanigliato

e mi hanno sbattuto a Barcellona.

In Spagna?

Barcellona Pozzo di Gotto, provincia di Messina.

Almeno c'ê il mare.

Non so come spiegarle.

E' un problema di incomunicabilità.

Tu gli parli in italiano e loro non ti capiscono.

Sa qual ê la follia? Ora la faccio ridere!

Quando torno al mio paese mi dicono: "Ma parli africano?"

Ognuno parla come sa.

Anch'io quando sono con loro non li capisco.

Per me...

..tutti i meridionali sono cristiani come noi.

Lo dimostra che a lui ho dato in sposa mia figlia.

Dov'ê tuo fratello? Si sente poco bene?

E' fatto così, gli piace stare solo.

E poi è giovane, è timido... Qui non conosce nessuno.

Anche a scuola è così?

No! La scuola è il suo lavoro.

Là nessuno puô dire niente.

Signor Pelaia, ci dica lei che é suo collega.

Se avevo un maestro come lui magari ero laureato...

Con quei capelli fa il maestro?

Nessuno dice niente?

Le sembrerà strano, ma i bambini lo adorano per questo.

Per me ha litigato con I'acqua.

Nella vostra scuola fanno tutti il vaccino per la tubercolosi?

ll dolce...

Mangialo, per buon augurio.

Levati la giacca e la cravatta, fa caldo.

Vuoi stare con tuo nipote? Lo vado a prendere?

Hai visto in chiesa quando lo tenevi? Ti sorrideva.

Ada lo voleva chiamare Battista, come suo padre.

lo ho detto: "No.

Lo chiamiamo come mio fratello."

Da quando ê nato parlo con lui e penso a te.

Tu come stai?

Bene!

Come devo stare?

Ora è tutta un'altra cosa.

Abbiamo comprato un altro camion.

Ora ne abbiamo quattro.

Ho fatto I'esame di quinta elementare.

Se no, non mi davano la patente.

Mi hanno chiesto un sacco di cose di matematica e geografia.

Ho fatto bella figura.

Eri raccomandato.

Macché raccomandato! Ho studiato.

Come studiavi tu.

Più della quinta elementare non posso fare.

Quando si aggiusta tutto

se vuoi fare I'università la puoi fare.

Non pertrovare lavoro, qui ce n'ê quanto ne vuoi.

Qui sono tutti manovali!

A noi serve uno con la testa.

A Natale stiamo insieme?

Ci mancherebbe altro.

Sai cosa facciamo a Natale?

Portiamo tuo nipote in Sicilia.

Gli facciamo conoscere il paese.

Chissà com'è ridotta casa nostra.

La mettiamo a posto,

così ci passiamo I'estate tutti e due.

Parto con te.

lo prendo il treno.

ll viaggio è lungo, c'è tempo. Possiamo parlare.

Ti devo raccontare un sacco di cose e anche tu.

Raccontiamo che ti accompagno alla stazione, invece no.

Partiamo insieme.

Tutti e due.

La notte non riesce a dormire.

ll mangiare lo lascia quasi tutto.

Pietro é un bambino, mangia e dorme quando vuole.

Si regola da solo.

Dovrei stargli più vicino.

lo prendo il treno con voi, me I'ha chiesto lui.

Mi ha detto: "Facciamo almeno il viaggio insieme."

Cosa pensa che cambi con questo viaggio?

Lei riparte, Pietro resta là.

Fosse per me, verrei tutti i giorni in Sicilia.

E' lontana.

L'ho messo là perché le cose si aggiustano meglio.

Lavoro dalla mattina alla sera per non fargli mancare niente.

Perché non me lo porta più spesso?

Una volta al mese, ma non due ore o mezza giornata.

Si rende conto che non c'è più tempo?

Non lo terranno più in riformatorio.

Certo.

E' bravo, si sta comportando bene, fra poco esce.

Le cose non stanno così.

Quando diventa maggiorenne lo portano in carcere.

Chi vuole spaventare?

Vuol fare paura a me?

Ci vogliono più soldi? Me lo dica!

Lei non ha capito niente.

A me dispiace per Pietro.

Certe volte lo guardo e penso...

Cosa?

Com'è possibile che Pietro

abbia ucciso una persona?

Com'è possibile

che ha preso in mano un coltello?

Lei non sa cosa significa voler bene.

Pietro lo ha fatto per me.

Pietro per me avrebbe fatto qualsiasi cosa.

Per suo fratello...

Me la prendi una gassosa?

Una gassosa.

Me la dia fresca.

13 orizzontale.

La più nota delle Valli.

Cosa dici?

Val Gardena...

No, Gardena... uno, due, tre...

Sono cinque.

Alida!

Visto? C'è il trabocchetto.

Conosci Alida Valli?

"L'interrogatorio."

Cosa inventô il pisano Alessandro Spina?

A: i gelati.

B: la frutta candita. C: gli occhiali.

Per me gli occhiali.

In quale opera...

..c'è la romanza: "tacea la notte placida"?

A: il Trovatore. B: il Falstaff. C: il Rigoletto.

ll Rigoletto.

Senti questa.

Due amici che si incontrano. Uno fa all'altro:

"E' vero che lavori per la televisione?"

L'altro: "Ancora due rate e I'avrô pagata tutta!"

Questa è una domanda intelligente.

Come fanno

quattro elefanti a entrare in una 600?

Come fanno quattro elefanti a entrare in una 600?

Dai! Prova a dire una cosa.

Comefanno quattro elefanti a entrare in una 600.

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