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Original subtitles

Ai giornalisti, ai politici, agli attori, ai registi,

agli scrittori e ai produttori, ai distributori, agli operatori dello

spettacolo, ai direttori artistici, ai tecnici, agli enti pubblici e privati,

ad ogni cittadino e ad ogni spettatore, ad ogni individuo che possa definirsi un

uomo, è ancora possibile.

Credere. Disperatamente.

Credere. Senza tregua.

Credere. Senza paura.

Credere.

In un dettaglio.

Credere.

Questa è una storia di ostinazione e di

necessità.

di silenzio e amore.

Questa è la storia di un teatro, di un teatro

che sta per essere distrutto.

Perché la morte è silenzio.

Un attimo ci sei e l 'attimo dopo non ci sei più.

Se voi voleste fare una passeggiata fuori,

vedreste come soffia il vento

e come si soffia. La scena, ti stai dimenticando la scena.

Ti fa sempre peggio stare lì fuori. Il chiasso ti confonde.

Che fareste, madama Pinkerton, se io non dovesse ritornare più mai?

Se io non volesse tornare mai più?

Guardami, Cecilia.

Guarda la mia faccia.

Guardami.

Giovanni!

Giovanni!

Signori, è il 4.

Cinque minuti, signori. Cinque minuti.

Ah qua sei, buongiorno.

Ma quando un bel bicchiere di vino?

Sei molto sudata.

È lo scirocco.

Ho fatto ritardo.

Ho ricevuto una telefonata. Ah, ma certo, può capitare.

Il messaggero è un personaggio fondamentale. Lo sai, no?

Annuncia cambiamenti.

Ad ogni modo, era troppo caldo.

Questa è la stagione in cui Petiroso fa la sua nidiata.

Dovrebbe essere più fresco.

Il clima cambia.

Il tempo passa e cambia.

E i pettirossi potrebbero aver cambiato le loro abitudini.

Perché con tante cure la casa rifornì di serrature se non volesse ritornare

mai più?

Non lo so.

Non lo sai?

Io te lo dico.

per tener ben fuori le zanzare, i parenti e i dolori, e dentro, con

gelosa custodia, la sua sposa, che sono io, Butterfly.

Quell 'ultima mattina tornerete, signor, gli domandai.

Ehi, col cuore grosso, per celarvi la pena, sorridendo rispose.

Oh, Patricline, piccina, mogliettina, tornerò con le rose.

Alla ragione serena, quando fa l 'andiata in questi rossi.

E tornerà.

Dillo con me.

Tornerà.

Suzuki, dillo.

Che oggetto terribile.

Erano così belle le candele d 'un tempo.

Vero, cara?

Quel dì vedremo levarsi un fil di fumo sull 'estremo

confine del mare.

Tieni la tua paura.

Io con sicura fede lo aspetto.

Antonello, chiude.

La gente si fa cremare.

Sottoterra non c 'è più posto. Insomma, i suoi feri non servono più.

Alcuni suoi parenti hanno aperto un ristorante e lui si trasferisce lì,

fare il cuoco, dice che gli è sempre piaciuto cucinare.

E poi è arrivato l 'avviso del tribunale e l 'ultimo.

Se non ti decidi a presentarti davanti al giudice, arriveranno le forze dell

'ordine e ti butteranno fuori.

E stai certa che non si fermeranno.

Perché il teatro è la coscienza dell 'umanità.

Mi dispiace, cara.

Questo copione non lo conosco.

E poi c 'è ancora un 'altra cosa.

Cecilia!

Cecilia!

Buonasera. Buonasera.

Allora dilla, semplicemente, prova a dirla.

L 'umanità evolve, sublima le sue risorse.

Quello che oggi sembra impossibile, un giorno sarà possibile.

Semplice, bisogna solo lavorare.

La stragrande maggioranza di quelli che si dicono intelligenti non cerca.

Non fa, non è capace di lavorare.

Non c 'è che sporcizia, mediocrità, rassegnazione.

Ho paura e non sopporto le facce troppo serie.

Mi fanno paura i discorsi impegnati.

Faremo meglio a stare tutti zitti.

Francesco, ma lei è là, la posso vedere?

Che cosa vuoi vedere, una donna come le altre?

Quando ero bambina, mia madre mi costringeva a dormire fino alle quattro.

non ci riuscivo, ma dovevo farlo per forza.

E non potevo scendere in giardino, come avrei voluto. L 'unica cosa che a volte

mi permetteva di fare era quella di assistere mentre lei dava lezioni di

francese. Muta naturalmente, sennò le ore sarebbero aumentate.

E quando nevicava, quando nevicava, io rimanevo immobile,

lì, dietro ai vetri, avrei spaccato tutto, pur di scendere in giardino.

Io, dietro quella neve, vedevo mondi

incredibili.

E ancora mi chiedo,

Quando arriveranno le quattro?

Buonanotte, allora.

Buonanotte, amore mio.

Io ti amo infinitamente.

Madame Butterfly?

Madame Pinkerton?

Che pareste, Madame Pinkerton, se io non dovesse ritornare più mai?

Lei non volesse ritornare mai più.

Non dovevamo fare l 'opera, lo so. Ma comunque non aveva la voce giusta.

Era stonato a prescindere. Era presuntuoso e arrogante.

E tu non dovevi perdere tempo dietro di lui.

Ho sentito l 'acqua e pensavo fosse successo qualcosa.

in scena

Hai ripreso a fumare?

Cosa? Non hai più fiato?

No, e comunque non mi permetterei mai qua.

Sei sicuro?

Sì.

Eppure ti sei permesso di venirmi a trovare senza essere stato invitato. Te

'ho già detto, ho sentito l 'acqua.

Cos 'è?

Non sono più libera di aprire l 'acqua? Continuavo a sentirla scorrere.

Pensavi che fossi affogata sotto un rubinetto. No, certo che no.

Sarebbe una liberazione interessante, vero?

Ti piacerebbe che finisse qui o no?

Da quanto tempo eri lì?

Era appena arrivato.

Perché non ti ho sentito?

Non lo so.

Dobbiamo spostare i puntamenti.

Queste non sono le luci che ho fatto io.

E chi?

Chi dovrebbe averle cambiate?

Qualcuno che vorrebbe farmi impazzire.

Lo sai che a furia di piccoli spostamenti della terra cambia l 'ordine

cose.

Anche le città si sbottano.

Quei proiettori sono appiccicati, sono talmente arrugginiti che nessuno può

muoverli. Non ho chiesto un tuo parere.

Scusa.

Ci proviamo.

Però posso chiederti di farlo in un altro momento.

Sono di corsa.

Veramente, devo andare.

Scusa?

Ho un appuntamento.

E che sei venuto a fare allora?

Dovevo avvisarti.

Potevi farlo subito.

E che volevo farlo con calma.

È un appuntamento romantico, Suzuki Kara?

No. Ma perché sei così acida?

Stai diventando una zitella dura e scostante.

Ti farebbe bene immergerti in qualche sentimento positivo?

L 'amore non mi interessa.

Si vede, mio caro, si vede molto bene.

E comunque tutta questa storia non mi interessa.

Mi stai facendo fare una scena inutile, squallida e improvvisata.

Con un personaggio che non so neanche chi sia.

Dobbiamo rifare i puntamenti di grazia.

La luna è calata, la voglio al suo posto.

Adesso illumina la platea cortesemente.

Puntami quello.

No, no.

Va? No, no, non va bene lì. Allora qui.

No.

Mi vuoi illuminare la platea?

Eccola.

Ah, tu stai illuminando la platea?

Sì, certo.

Allora, puntalo sulla fila H posto 3.

O preferisci la L posto 8?

Termini le poltrone, per favore.

Si può sapere qual è il problema?

Che fa freddo, che è umido e c 'è la muffa che le metto a fare le poltrone.

Se non era un lavoro per te, potevi dirmelo, dovevi dirmelo.

Io ho fatto del mio meglio, Cecilia.

Ma che teatro è? Un teatro senza poltrone? Ti chiederanno per terra, ma

nei primi e negli ultimi. A terra!

Il mio pubblico atterra! Tu dimmi che riapriamo il teatro e io te le monto le

poltrone, ci metto un secondo!

Così come sono ammazzate, saranno state devastate dai vermi, devi sistemarle! Le

pulisco, le controllo ogni giorno, ma sarà tutto inutile, perché tra pochi

giorni sarà tutto finito, Cecilia, ti prego!

Come sei buffa, Suzuki, quando sei così morigerata.

Pensi che io abbia paura?

Che io mi senta minacciata da quattro uomini mascherati da forze dell 'ordine

da te?

Non è così che finisce, sai.

Cecilia, non parliamo di più.

Il tempo è finito.

Appunto, finiamola.

Mettiti il tuo dannato kimono, Suzuki.

Non ti riconosco più.

Sei diventata un generico primario di una compagnia di terzo ordine.

Devi mettere il tuo kimono.

Bisogna sistemare le tende, mettere le poltrone, i fiori sull 'albero.

La luna al suo posto.

Suzuki, il tuo kimono! Non posso fermarmi, devo partire. Il tuo kimono!

per pochi giorni. Il tuo kimono!

Ti ho preso delle scorte, lo mette di là.

Le scorte!

Le scorte.

È tutto a colpo di quei tuoi nuovi giovani autori.

Hai perso il senso.

Non hai capito niente.

Ma tu dove sei?

Sei peggio di me.

Non sei sposato.

Non hai figli.

Non lavori.

Nessun teatro sa dove sei.

E viene in mente il tuo Hawking.

Tutto sta collassando.

Resterà nulla, come se non fosse mai

esistito, e nascerà un nuovo tempo.

È che sembra un segno.

Nessuno ci regalerà più fiori, in altri finiscono.

Francesco non si mette più il kimono.

Tutto rotola in un unico buco.

Ma sì, c 'è una spiegazione.

Non si può vivere senza amore.

E tu tornerai.

Giovanni.

È possibile, secondo te, che Francesco mi odi?

È possibile che io possa morire?

Breve candela, spegniti. La vita non è che un 'ombra che cammina.

Un povero attore disciplinato che si affanna sopra un palcoscenico per il

che è stato deciso per la sua parte.

E poi di lui nessuno utra più nulla.

Giovanni! Giovanni!

Grazie.

Un po' perfetto.

Lo metto in vita tavola su tavola.

Ma la scenografia?

Quella non ci tocca.

Sembra che sia bruciata per la troppa passione.

Ma quindi non vuoi avvicinarti?

Io non ho paura del fuoco.

Dori.

Giovanni! Giovanni!

Ma che dici, Trapimor?

Evolvere?

Pensavo che tu potessi evolvere.

E invece sei ancora la soletta spadata, a destra superficiale.

Non c 'è niente da fare, non si può niente contro la propria natura.

Il martello è l 'unica arma che ti resta.

Miranda mi ha fatto un favore e io ho ricambiato.

Che presunzione.

Era quello che voleva.

Voleva vedere questo teatro.

I giovani attori pensano che qui dentro vive una grande attrice che lotta per il

suo progetto.

Così dicono.

Per loro sei un mito.

Sei una rivoluzionaria.

Non neanche immaginano... Che cosa?

La miseria e la tristezza di questa storia.

Tu parli a me di miseria.

Tu parli a me di tristezza.

Parlavo di entrambi, infatti.

Eh no, mia cara Suzuki.

C 'è una bella differenza tra me e te.

Tu cerchi solo di distrarti, di non pensare.

E non credi nell 'amore.

Tu non sai neanche che cos 'è l 'amore.

Dopo di te, Cecilia, nessuno vorrà più credere nell 'amore.

Sei diventata una cinica, rabbiosa, arida.

Ti trascini nel mondo senza sapere chi sei.

Hai mai scelto tu?

Hai mai rinunciato a qualcosa per una scelta, Suzuki?

Proprio tu mi fai questa domanda.

Sei ridicolo.

Non hai neanche la misura di quello che hai combinato.

Ho fatto un provino.

Miranda mi ha fatto da spalla.

È da tempo che cerco di dirtelo.

Eravamo tanti.

Il regista mi ha richiamato.

E poi ne ho fatto ancora uno, poi ancora un altro, e poi un altro.

E poi ha deciso che sono perfetto.

Che sono io il protagonista.

Che io mi merito una turno in lunga.

che ho merito di lavorare con un pubblico.

E mi ha detto che sono un Don Carlo eccezionale perché trasudo

dolore e umanità.

Così mi ha detto.

E io ho accettato.

Ho accettato perché se io amo qualcosa

è lavorare con il pubblico e per il pubblico.

E questo è che ho sempre voluto fare, madama Pinkerton.

Io solo una cosa ti avevo chiesto.

Trovarlo.

E non ti sei riuscito.

Di che stiamo parlando adesso?

Io ho fatto quello che ho potuto.

Io so quello che mi dici tu.

Allora io da domani non potrò più venire qui, parto, tu devi uscire,

vieni fuori con me, è più facile,

sarà più semplice Cecilia.

Brava cara Suzuki, sono contenta per te.

Ti auguro di fare un buono spettacolo, divertiti.

Metti in ordine i tuoi costumi, le chiavi puoi lasciarle nell 'ingresso.

Cecilia, vieni fuori con me.

Grazie Suzuki, è stato un piacere. Ti prego Cecilia.

Non dimenticare di buttar via la spazzatura. Cazzo Cecilia, mi vuoi

Non azzardarti a usare. Questo linguaggio nel mio teatro.

Io ho rinunciato tutta la mia vita per te. Questo teatro è morto. No, questo

teatro vivrà.

Perché sei rimasto qui?

Perché non volevo lasciarti da sola.

No, tu mi odi.

Tu sei uno squallido mediocre

schiacciato. dai suoi sensi di colpa vai via

vai fuori fuori

Un incidente, una distrazione dettata dalla stanchezza,

ha interrotto il mio ultimo spettacolo prima che questo

potesse debuttare.

Ho perso la stima dei miei colleghi e collaboratori e la loro fiducia.

Ho combattuto con le istituzioni e la legge prendendomi tutte le mie

responsabilità.

e chiedendo ad alta voce come rimediare ai miei errori.

Ho ricevuto solo no.

I 40 spettacoli portati in scena nel mio teatro, nel corso della tua attività,

non sono stati sufficiente garanzia.

La presenza di migliaia di spettatori nel corso di quegli anni di attività,

idem.

la loro fedeltà, il loro amore non erano dettaglio di valore.

La quantità di lavoro che ho distribuito, privandomi di ogni bene,

neanche.

L 'incendio è stata l 'unica cosa che hanno ricordato e

visto.

Ogni giorno

Ogni ora ho sperato che succedesse qualcosa.

Ho cercato anche contro me stessa di difendere questo mestiere.

Ma adesso anche l 'unico piccolo

benefattore che mi ha accompagnato finora ha esaurito le

sue risorse.

E...

Mi ha abbandonato, non credendo più in questo progetto,

non potendo più crederci.

Il mio unico spettatore, il più fedele,

ha dovuto abbandonarmi.

Senza di lui...

La luce andrà via e io forse morirò.

Ma dieci anni fa io ho deciso che avrei salvato questo teatro e

oggi, nonostante tutto, io non ho cambiato idea.

Io chiedo a tutti voi che qualcuno intervenga per salvare questo teatro.

Io chiedo solo.

che possa tornare a vivere con o senza di me

chiedo che qualcuno si occupi di lui e non lo

faccia morire che qualcuno mi sostenga perché se questo

teatro crollerà non avrò fallito solo io

avrà fallito per l 'ennesima volta

il più vero, il più intimo e

universale progresso di tutti noi.

Come vedi abbiamo avuto problemi con la corrente.

La batteria è quasi esaurita.

Devi tornare.

Non possiamo più aspettare, Giovanni.

Devi tornare.

Signora Cecilia, apra per piacere, su, faccia la brava,

cerchiamo di venirci incontro.

Signora Cecilia, io con me qua ho portato la polizia. Ma che polizia? Che

polizia? Sono in concedo io. Che signore sei in congedo? Lei lo sa che tu sei

poliziotto, congedo o non congedo lo sa. Ma tu pensi che se ricorda di me?

Certo, che vieni altrice, se non c 'è memoria lei.

A me dispiace più che a lei, perché io mi sono trasferito qua, perché mio nonno

mi lasciò in eredità questo teatro, lo sai benissimo, no? Quindi mi dispiace,

che ci posso fare? Lo sapeva, l 'ho fatto avvisare in tutti i modi.

Su, su, signora Cecilia!

Io ho aspettato finché ho potuto. Ti ricordi quanto era brava?

Brava? È bella, bella, bella.

La mia moglie è gelosissima di lei. La tua moglie? Sapesse la mia?

Ma io che ci posso fare?

Che ci posso fare? La crisi c 'è per tutti, ho i figli all 'università, i

mi servono. E allora?

Se qualcuno mi avesse aiutato, io avrei aiutato lei. Ma nessuno mi ha aiutato,

non c 'ho più alternativa. Bisogna che comincino i lavori del supermercato.

Punto e basta.

Ma tanto la polizia arriva?

C 'è l 'oltranza del giudice. Se lei non apre io vengo con Mastro Peppa e faccio

in modo che la porta la apro io. Va bene la polizia? No.

Francesco. Ah, Francesco, tu mi aveva detto a telefono, sì sì.

Vieni, vieni.

Vuoi dare cappotto? No, grazie, non resto molto.

Ma come, non hai tempo di caffè? Vado via subito. Ma guarda che io faccio

eccezionale, mio padre era... Signora, non bevo caffè?

È comoda, molto comoda.

Tu non lo sai, ma è comoda.

Non lo sai, vero?

Non lo puoi sapere.

Sei molto cresciuto, vero?

Beh,

sapevo che eri qui da un po', però non sono

riuscito...

Prima... Non ti piace la casa?

Onestamente avrei preferito non vederti mai più.

Non mi dimmi mai più.

Proviamo a semplificare tutto?

Per me non è facile essere qui.

Sei tu che stai complicando tutto, non io.

No.

Io sono venuto per dire una cosa ben precisa. Una volta detta voglio andare

e basta.

Cosa?

Avanti, Dilla.

Perché non so a cosa servirà.

L 'incendio è stata colpa mia, Giovanni.

Mi ero messo a fare una cosa che non aspettavo a fare a me.

E intanto ripetevo la parte.

Ero nervoso.

Io volevo soltanto recitare.

E invece come al solito toccava fare tutto a me.

Mentre voi litigavate.

Mi sono distratto un attimo.

E il fuoco... Non ho capito più niente. Ho tentato.

E che mi sono innervosito.

E poi ho sentito... Quel colpo.

Tu che urlavi, lei che piangeva, la gente che andava via.

Io ci ho provato.

Per me non è facile dimenticare.

Lei non ha mai detto la verità.

Il teatro non ha subito questi danni.

No.

La struttura no.

Ma... Ti parlo.

Le scene.

Le persone, Giovanni.

Sono tutte cose che si rimediano.

Ma poi c 'è stata la polizia, le indagini.

È stato un disastro.

Francesco.

È solo la mole che mi ha colpito.

Punto.

Flora, perché hai smesso?

Perché ho smesso?

Perché ho una bella menzione?

Ho una bellissima signora bionda che mi fa un caffè eccezionale?

Vuoi che ti dica altro?

Cecilia si è chiusa in teatro.

Ha una brutta bronchita.

Se non vieni, lei muore.

Se non è già morta.

Il problema non è la morte.

Il problema... Il problema è la vita.

Non ti preoccupare, Giovanni.

Io l 'ho capito molto bene.

Ci sono molti modi per vivere.

Io ho scelto il silenzio e su questo

non transigo.

Comara, tu non sei più estraneo di qualunque altro uomo al vuoto e

alla disperazione.

Comunque fai come vuoi.

Giovanni, Pinkerton.

Sì, è fuori.

Che aspetta di entrare?

Hanno tolto la corrente.

Non possiamo accendere le luci.

Hai rubato dalla casa del ristorante.

No. Ho usato l 'anticipo. Sulle prove.

Addirittura. Sono il protagonista.

Mi pagano bene.

Ma allora... Era vero.

Io pensavo che tu... Lo dicessi...

Solo per farmi soffrire.

Compagnia seria.

Anticipo un inizio del mese e saldo ogni dieci.

Ma allora c 'è ancora speranza?

Sì, Cecilia, sì.

Ascoltami.

Giovanni entrerà e qualunque cosa accadrà...

uscire da qui.

Devi promettermelo.

L 'opera finisce qui.

Fuori c 'è tua sorella che ti aspetta.

Ricominceremo da un 'altra parte, con un 'altra compagnia.

Cecilia, me lo devi promettere o io non lo farò entrare.

Devo farmi la tinta.

Sembro una vecchia.

Pensa se perdo la parrucca in scena.

Allora ci faremo aiutare da Miranda.

Ma Miranda è su un 'isola.

Tutti hanno mentito, tutti, tutti.

Solo io lo sapevo, io che l 'amo.

Trionfa il mio amore, trionfa la mia fede

intera.

Ehi, torna e mama, tutta la primavera.

Voglio che Olezzi qui giunse l 'atteso.

Nulla ormai più chiedo al mare.

Diedi pianto alla zolla.

Essa i suoi fiori mi dà.

La vara fragranza di questi fiori, berenosa, al cuor mi va,

immutata, è la stanza dei nostri amori.

Ma un gel di morte vi sta, addio.

Fiorito sil di letizia e di amore, lo reggo al tuo

squallor.

Adesso devi apprezzare tuo figlio, vederlo andare via e

morire.

Perché è così che finisce.

Ma non ho il sangue finto.

Lo prendiamo alla prima, altrimenti si secca. Questa è la prima e anche l

'ultima.

Il pubblico c 'è.

E tu esisti soltanto se sei al servizio del pubblico.

Altrimenti devi cambiare mestiere.

Un teatro sbarrato è un messaggio chiaro.

Io la mia battuta l 'ho detta.

La butterfly è morta.

Adesso devi uscire e cambiare spettacolo.

Questo spettacolo è finito.

E tu?

Io non esisto più.

Ed è più questo che io vivo.

Il mondo non è ragionevole.

Sai che cosa mi è mancato di più?

Certo.

Ballare.

Grazie.

Nevega? No, mi spiace.

Mi sembrava di aver visto una luce bianca.

Non avere paura.

ultima questa tutta polvere noi dobbiamo buttare tutto cos 'è questa? come si

chiama?

cine 3

Il teatro, l 'arte, la cultura sono stati,

sono e saranno sempre la coscienza, il pensiero del genere umano.

Grazie.

grazie a

tutti

Grazie.

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