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Original subtitles

(altoparlante) Al/litalia partenza per Genova volo 052 imbarco immediato, uscita 4.

Alitalia, volo 052, uscita 4.

(in inglese) Alitalia partenza per Genova volo 052 imbarco immediato, uscita 4.

Alitalia, volo 052, uscita 4.

Pronto? Hostess e accompagnatrici per personalità di prestigio ad alto livello?

Ecco. Dov'è la fotomodella, massima riservatezza,

disponibile anche fuori Roma che doveva trovarsi all'aeroporto alle undiîci in punto?

Eh?

Come sarebbe a dire ce l'ha lei e se la tiene?

Guardi che io l'ho pagata in anticipo. E mia!

Ma chi è che parla, scusi?

Il maggiore Giannelli dei carabinieri.

Ahi...

E adesso dove la trovo io un'altra?

Hostess.

Saranno pure belle di notte, ma di giorno fanno schifo.

Fermati!

Eccola.

(Gianni) L'ho trovata.

Siamo stati a Cortina, siamo stati a Montecarlo,

siamo stati a Portofino, cosa dobbiamo fare con te?

Guardaci, guardaci in faccia.

Siamo i tuoi fratelli, Costantino Girello e Lombo.

Noce, siamo carne della tua carne.

Ci vuoi dire dove cazzo vuoi andare?

Rimini.

(insieme) Rimini?

Questa vuole tornare sul luogo del fattaccio.

Noce, ma sei sicura che ciò che affermi?

Rimini, sì! Rimini!

Attore, comico, teatro, entertainments,

una serata indimenticabile... PARLA IN TEDESCO

Catania, noi siamo di Catania.

Ah, non c'è niente di male.

- "Auf wiedersehen." "Sayonara". - Arrivederci.

Spettacolo, grandi e piccini. Compleanni, eventualmente pagliaccio.

Actor, teatro, compleanni. "You want everywhere". Ovunque!

Prego.

Attori comici disponibili. Serate private.

Buongiorno.

(in tedesco) Prego. Grazie.

(in francese) A dopo.

Le mezze porzioni voi non le fate, eh?

Eccoli Ilà, guarda Liliana, grandi sportivi, eh?

Sembra che giochino a palla, invece pensano a tutt'altra cosa.

Ah, mi tira su l'idea che la materia prima ce l'abbiamo noi!

Ah sì? E loro cosa ci mettono? La manodopera?

Svegliati, ciccina. Noi donne siamo poligame di fatto.

Eh sì, abbiamo una capacità erotica superiore a quella dell'uomo.

L'ha detto anche Moravia su Panorama.

Ah, e così io per dare retta a Moravia, secondo te adesso dovrei mettermi a caccia?

Andare dietro al primo che passa qui sulla spiaggia?

Ah, no, eh! Me l'avevi giurato. Il primo che mi piace...

Liliana mia, ti sei tenuta un marito infedele per dodici anni.

E adesso che l'hai mollato datti una mossa.

Tanto lo so che ti va.

Simona, non è tanto facile, sai? Non è come dirlo.

E poi tu lo sai che io non l'ho mai fatto.

Beh, è ora che ti decida.

Non la fare tanto complicata. Sei venuta qui apposta, no?

E se non riesci a farlo per te, fallo almeno per quello stronzo del tuo ex.

Vendicati.

Guarda chi c'è. Max.

Forse è quello giusto.

Se ti cita Prévert, gli piaci. Carissimo Max.

(in francese) Ho capito che parli male di me.

- Stavi parlando male di me. Di la verità. - No, no.

La stavo solo mettendo in guardia dal tuo furore poetico.

Ma come dice Prévert, "la poésie n'a jamais tué une femme".

La poesia non ha mai ucciso nessuna donna.

Ma quanti ne ha messe incinta?

Permetti? Ti presento Liliana.

- Massimiliano Ponchielli. - Piacere.

- Max, per gli amici. - Liliana Corsi.

Liliana! Ma che bel nome!

Liliana, è come un burro. Senti, Li-li-ana...

Complimenti. È anche una bella ragazza. Ma come maiîi non l'ho vista prima?

- Sono arrivata solo ieri sera. - Sì, è ospite mia.

Liliana è venuta qui a Rimini a divertirsi un po'.

- Simona, noi dovevamo farci un bagno, no? - Sì, andiamo.

Si figuri. Non c'è niente di meglio di un buon bagno.

Quando uno ha voglia di fare il bagno.

Io vi accompagnerei, ma ho appena mangiato.

Senta, Liliana mi permetterò di telefonarle per organizzare una gitarella.

- Un promenade. D'accordo? - D'accordo. Arrivederci.

Scusami. Mi dispiace di averti rotto il castello.

Meglio così alla sua età la smette di fare castelli di sabbia, vero, Pio Pio?

- Sì, mamma. - Ma lascialo stare, poverino, non lo sgridare!

+ - E una creatura. - Sì, una creatura...

- Pio Pio, vieni a fare un bagno con noi? - No, non mi va.

Ben arrivato, signor pretore. Già cominciate le ferie?

Sì, già cominciate. Mi dà la Repubblica, per favore?

Queste pubblicazioni le ho già fatte sequestrare a Udine.

Sono indecenti e scandalose.

Le tolga dalla mostra, per favore O le faccio chiudere l'edicola.

Adesso si vende solo questo. Cosa ci devo fare?

Lo so che si vende solo questo, ma lei fa mercimonio di immagini oscene per onanisti.

Quindi, buone vacanze! Si tenga la Repubblica! Taxi!

- È libero? - Prego.

Mi scusi, quanto vuole per andare fino a hotel Karim?

È un po' lontanuccio. Le faccio ventimila senza tassametro.

Senza tassametro?

Guardi, io sono un pretore. E vuole che mi renda complice di un reato?

Ha il tassametro e usi il tassametro!

- Mi metta dentro la valigia. - Si, accomodi. - E si sbrighi, per favore.

Si sbrighi! Già. Dov'è?

Andiamo, veloce. Quanti chilometri saranno?

Pronto7 Pronto? SÌì, è arrivato,

Qui!

- Quant'è che le devo per favore? - Trentaquattromila.

Ma come trentaquattromila? Scusi?

L'importo del tassametro. L'ha voluto lei.

- Buongiorno. - Signor, pretore, puntuale come sempre.

Buongiorno. Come sta?

- Francesco? Mi dica, come va? - Buongiorno, signora..

- Come è andato il viaggio? - Francesco, le valigie in camera, per favore.

Viaggio uno schifo. Treni sempre in ritardo.

- Ho scritto anche una lettera al Corriere della Sera. - Mi dispiace.

- Solita stanza? - SÌ.

- Solito trattamento? - SÌì. - Solita spiaggia? - Certo.

- Solito prezzo? - Guardi, per quello che riguarda il prezzo...

Solito prezzo.

- Prego, signor pretore. - Grazie.

- Si accomodi pure al suo solito tavolo. - Buongiorno a tutti.

Abbiamo il nostro carissimo signor pretore.

Caro Ferruzzi, vedo che ti stai uccidendo.

- Cioè? - Con il sale, il nuovo kKiller della tavola.

E poi con una dieta sventata. Guarda qua.

- Ma se è riso in bianco? - Esattamente. Cioè un carboidrato.

Che assunto è associato con la proteina della carne che mangerai fra poco,

ne vien fuori una miscela assolutamente esplosiva.

Questo ti dovevo. Buone vacanze.

- Speriamo di sopravvivere. - Non ci contare.

Come va? Signora.

Ho letto della tua ultima impresa.

Hai fatto chiudere per scandalo al pudore quel teatro, quel locale...

Teatro? Un camere di quart'ordine, signora,

dove si esibiva una spogliarellista, poverina.

Non me ne ricordo neppure iîl nome. Mi sembra Ramona.

Ma non credi di essere stato un po' troppo severo?

No, caro Marchetti. E tu come ex magistrato, dovresti capirlo perfettamente.

Il numero che faceva quella signorina era assolutamente disgustoso.

Che cosa faceva? Lei l'ha vista?

No, ma ci ho mandato i carabinieri.

E dal rapporto della Benemerita mi risulta che quella poverina

finiva la sua performance, cioè la sua esibizione,

infilandosi un...

Un bottiglione, ha capito dove?

E come non ho capito?

Prego, signora. A lei.

Ma signor pretore...

No, ma cosa ha capito, scusi?

Pronto? Lei è il cameriere filippino. Ho capito.

Allora ascolti, deve dire all'ingegner Pedercini

che è arrivato al Grand Hotel di Rimini Gianni Bozzi.

Dottor Gianni Bozzi.

Oh, bravo! Con la moglie. E importante, eh!

Mi raccomando. Arrivederci.

- Come sto? - Sembri la sorella di Nosferatu.

Ma dai! Togliti il sarcofago qua.

Guarda che me l'hai detto tu che non dovevo dare nell'occhio.

SÌì, ma così passa inosservata solo con la famiglia Adams.

Ma dai! Ma come? Con lo stile italiano primo nel mondo ti conci così?

Su dai vivacizziamo un po', soprattutto nel colore!

Signorina?

Fatti dare un capo firmato! Dai, su!

Eccolo!

Questo! Questo è fine.

No, questo non è fine. Questo è da sfittinzia.

È anche panozza e un po' truzza.

- Come parli? - Parlo moderno, giovane.

E anche tu, modernizzati.

Signorina, guardi, faccia lei. Perché qua ho capito che a gusto non ci siamo.

E per piacere gli dia anche un'aggiustatina ai capelli

che così sembra che sia venuta in moto. Ma non lo so, io...

Pronto?

Ciao, Uccia, sono il tuo maritino. Ciao, amore.

Senti, ci siamo, eh!

Tra poco lo vedo.

Non ti fidi?

Ma no, vedrai che questa volta il Ferrarino salta fuori.

Eh?

Hai già ordinato il Testarossa?

E se non ti fidavi cosa facevi? Compravi anche Michele Alboreto?

Ma Uccia, ma scusa, mi sembra...

Ah, ti incazzi tu?

Ma no! Ma mi incazzo io perché sei sempre la solita stronza irresponsabile!

Ma dai... RIAGGANCIO DEL TELEFONO

Uccia?

Ma vaffanculo te e Alboreto!

Noce? Noce?

È l'una, ti vuoi svegliare?

(Noce) Voglio morire. Voglio morire!

Dio vorrebbe che questo sonno diventasse eterno.

Ti abbiamo invitato pure il maestro.

Senti che bravo! Fagli sentire lo strumento.

RUTTO Gustavo...

Dillo a Girello tuo, non hai digerito?

Saranno state le scaloppe.

Quando una donna, meglio ancora una sorella, non digerisce le scaloppe

è segno che gli manca qualche cosa.

Gustavo! Gustavo, prendimelo te!

È inutile che non si da pace.

Gustavo gli ha lasciato un vuoto incolmabile.

Non fare lo spinto.

Stai zitto con questo violino! Non lo senti che non lo gradisce?

- Vattene! Va! - Non mi piace.

- Non serve nient'altro? - Te ne devi andare.

- Lombo? Girello? - Dicci, Costantino.

Fratelli...

Noi come fratelli, abbiamo il dovere di riempirlo questo vuoto.

Deve tornare a ridere Noce nostra.

- Costi quello che costi. - Gustavo...

Gustavo...

Rivoglio Gustavo! Voglio morire! Voglio morire!

VERSI DI DOLORE

Di chi è quella macchina? Eh?

È vietato parcheggiare in pineta!

Dov'è il proprietario?

È una trappola per conigli.

Sa, bisogna stare attenti. La pineta è piena di insidie.

E sua quella macchina?

- Sì, perché? - La sposti immediatamente!

È in sosta vietata.

Non posso, sto prendendo il sole integrale.

È oltraggio al pudore, allora.

Scenda immediatamente in nome della legge.

E io... Intanto mi dia una mano uscire di qua... Lo esigo!

Tenga, tiri questa corda.

Questa... Ecco...

VERSO DI DOLORE

- Spero non si sia fatto niente di grave. - Che male. Sto morendo.

No, non mi sono fatto quasi niente. Niente proprio.

Vuole che scenda?

Chi è?

Ma io... Il gatto... Il gatto... Il gatto...

Mamma!

TONFO

(uomo) Ecco, mettiti un po'... Così, così.

Stai ferma! Non ti muovere!

Bene così.

Eccoti.

Girati. Girati. Girati un po'.

Ecco.

Guarda, c'è Conan! Conan, il culturista!

Il più bel pezzo di carne dell'Adriatico.

Sta tentando disperatamente di imparare ad andare sul surf.

Ma non ci riuscirà mai.

Quale occasione migliore...?

Ma che cosa ti sei messa in testa?

- Salta su. Dai, salta su qui. - Ma scusa, perché?

- Dai, vai. - Qui? - SÌì.

Ma che fai? Attenta!

- Ma così gli vai addosso! - Lascia fare a me.

Oh!

(Conan) Buone!

Ma siete matte?

La mia amica! Presto, aiuta la mia amica. Dai!

Mamma mia, sei proprio negata!

La coscia, Conan! Si è fatta male alla coscia, poverina, vero?

Sì, sì, mi sono fatta un po' male.

È tutta colpa mia. Mi dispiace, Liliana.

Ah, saresti tu la famosa Liliana?

SÌì, ti ricordi? Ti ho già parlato di lei, no?

Ah, sì? Gli hai già parlato di me?

(Liliana) Ma brava.

Ecco qua. Dopo questa, rinviene subito.

VERSO

Chi è?

Avanti. Prego?

Dove? Dove sono?

- F.B.A.I. - Spionaggio?

F.B.A.I. Fate Bene Agli Infelici.

- All'ospedale comunale. - Ospedale?

- Sì. - Di Rimini? - Sono due ore che è qui.

Ha la pressione a venticinque. Che cosa le è successo?

- Ah! Chi è? - No, no, è la sorella.

- Mia sorella? - No. La suora. La monaca.

- La monaca di Monza? - No, è di Sant'Arcangelo.

- Vada, vada, sorella. - Vada.

- Mi dica. Cosa le è successo? - Mi dica...

- Che ho? - Niente. Cosa le è successo?

- A chi? - A lei.

Come? Ah!

- Mi vergogno. - Coraggio!

Ero... Ero là.

- Dove? - Nella pineta. - Oh! Nella pineta!

E e stavo nella... Sa come si sta nelle pinete, no? Però...

Esattamente in posizione da pineta...

E un colpo di sole mi ha sorpreso.

- Un colpo di sole in pineta? Me se è tutto ombra? - E io ho fatto così...

- Un colpo d'ombra. - Ah, un colpo d'ombra?

È tipico della Romagna.

Beh, questi colpi d'ombra sono molto insidiosi.

- (dottore) Lei ha voglia di scherzare? - No!

Io ho letto nei suoi documenti che lei è un pretore.

Lei mi deve dire la verità. Allora mi dica cosa le è successo.

- Mi accomodo? - Si accomodi.

Mi accomodo.

Allora...

Io le dico la verità... Io non...

Non ho preso un colpo di sole.

Ma io sono svenuto perché ho avuto una visione.

Un extraterrestre?

Un incontro ravvicinato del terzo tipo. Che tipo era?

Era un un bellissimo tipo.

- Lei l'ha visto da lontano? - No, no! L'ho visto da molto vicino.

Proprio qui. Di fronte alla faccia!

E com'era? Com'era?

Era un...

VERSI Un gatto!

Un gatto? Soriano? Siamese? Persiano?

No! VERSI

Mi scusi, sa. Era riccio... Un gatto nero e...

GRIDO

Un gatto nero e riccio.

E la guardava con occhi umani?

No, non aveva occhi questo... (gridando) Gatto!

Nero, riccio e senza occhi?

Non capisco.

Mi scusi, sono ancora molto sconvolto.

Scusi. Ogni tanto, vede, la parola gatto mi...

Io le devo a questo punto però dire tutto.

Posso fare appello alla sua deontologia?

Parla con me come col suo confessore.

Allora, questo un gatto non era un pezzo...

GRIDO Isolato!

Ma era l'accessorio di una donna nuda.

- Di una donna nuda? - Completamente nuda con questo gatto.

Ricciolatoso!

Mi scusi.

E io l'ho vista. Tutto il tempo. E poi toh...

Sono svenuto.

+ Ma come? E svenuto per una donna nuda? Ma non mi pare il caso.

Le parà a lei perché non conosce...

Non conosce i miei precedenti.

Dottore, io le devo confidare...

Che io esattamente da venticinque anni non...

- Non riesco... - Che non va di corpo?

No! Eh sì, magari quello anche troppo.

Ho fatto anche degli autentici disastri.

Una volta in piena udienza. E stato terribile.

E che non...

- Che non? - Non...

- Non ho un orgasmo regolare. - Incredibile!

- Mai? Mai? - Mai! Zero! Niente!

Zero! Tutti! Tutti! Io niente mai!

No, un momento, mi scusi. Solo una volta da bambino.

- Durante la lettura del libro "Cuore". - Il "Cuore" di De Amicis?

L'episodio della della maestrina... GRIDO

Della penna rossa! Ed è Îì, questa maestrina del gatto...

- Mi scusi, Un minuto e mi calmo. - Si calmi.

Con questa maestrina ho avuto un orgasmo completo.

Con questa maestrina del gatto... E leva la penna!

Rosso! Il gatto... GRIDO

- Sì calmi. - Scusi. Maestrina... Adesso sono completamente calmo.

Adesso sono veramente calmo.

Anzi, se mi permette, dottore, io voglio essere dimesso immediatamente.

- Vuole già andar via? Ma si parlava di gatti... - Non parli di...

- Il gatto no! - Va bene, va bene.

- Voglio essere dimesso. - Non si arrabbi. - Non mi arrabbio.

- Firmi qui. - Cosa firmo?

- Nome e cognome. - Nome e cognome.

- E poi io la lascio andare. - Ecco.

Ecco fatto.

Questo è il mio documento.

Ecco, vado. La ringrazio moltissimo.

- Saluti. - Arrivederla, dottore.

Ma come si chiama lei?

- Gildo Morelli. - Ma chi ha firmato Gatto!

VERSI

Mi scusi.

- Che carino qui. - Vero?

- Prego, prego. - Grazie.

- Una bella palestra. - E questo è il mio piccolo regno.

Non ci faccio entrare mai nessuno.

Ma visto che sei quasi una collega...

Che? Una collega io?

Mi ha detto Simona che io e te facciamo lo stesso lavoro, no?

Ah, così Simona le ha detto che mi interesso di culturismo?

M'ha detto che vai sempre in palestra a Milano

e che sei, come dire, esperta di bodybuilding.

Visto che estensione?

Complimenti!

Senti un po', ma qual è il muscolo che ti piace di più?

Veramente...

Lo vuoi vedere?

No, la prego...

Forse è meglio aspettare un attimo, no?

- Il deltoide? Che ne dici del deltoide? - Ah, il deltoide.

Il deltoide...

Guarda, un po'.

Il muscolo è bello quando è gonfio. Deve essere bello tosto.

Non mi toccare!

- No? - Sto in tensione.

Guardami nelle palle degli occhi. Che ci vedi?

- Cosa dovrei dirci? - Dillo. Dillo!

Gli steroidi forse?

- SÌì. - Eh, no!

Ti sbagli. Io mica mi siringo.

Spogliati. Va!

- Come? Così subito? - Voglio vedere come stai messa sotto.

Ma io...

Io veramente non sono mica abituata così.

E andiamo, spogliati.

- Ma senza neanche qualche preliminare? - Andiamo, che mi freddo.

Girati!

Un po' tesa, incordata.

Troppo rigida, pari un cetriolo.

Ora ti sciolgo io.

+ - E tanto che non lo fai, vero? - Beh, insomma, quattro o cinque mesi.

Sa, mio marito in questo periodo è stato un po' latitante.

- Lo facevate assieme? - Sì, per forza.

Io sempre da solo, perché mi dà più gusto.

Ma allora lei è proprio un egoista.

Allora vogliamo incominciare a provare qualche posizione?

Quante ne conosci?

Beh, tre, quattro... Le tradizionali.

- Quelle solo? - Sa mio marito non aveva grande fantasia.

Perché lei ne conosce di più?

Ma ottantacinque-novanta.

Caspita... Davvero?

Oh, io non sono mica un dilettante. Io sono un professionista.

In principiamo...

- Eh, ma... - Mettiti in posizione.

- E dove? Qui? - Allarga le cosce.

Ma come qui? Così? Con questo coso?

Oh! Ma allora non sai proprio niente.

Simona mi ha detto che eri un'esperta.

Eh, le amiche esagerano sempre.

Senta, non so come sia abituato lei, ma vede, io sono un po' all'antica.

- Non si potrebbe cominciare sul letto? - Sul letto?

Ma che ci vuoi fare sul letto?

E perché lei su questo aggeggio che cosa ci vuol fare?

- Il bodybuilding, no? - Il bodybuilding?

RISATA

Ti fa ridere?

Mi scusi, ma io ho frainteso tutto.

Ma che avevi frainteso?

Vede, io non ho mai frequentato una palestra a Milano.

E a me della ginnastica non interessa proprio niente.

E se lo vuole sapere, i muscoli mi fanno anche impressione.

Ma che ci sei venuta a fare, allora?

Semplicemente... l'amore.

- E con chi? Con me? - Eh.

E non ti potevi fare uscire il fiato prima?

Vuoi scopare? Si può fare, pure subito.

Mi scusi, io sarò una dilettante, ma lei, da vero professionista

mi vuol spiegare cosa sta facendo?

Non lo vedi? Mi metto i guanti e il camice protettivo.

Anzi, questi sono per te. Tieni.

Mi raccomando, eh, niente baci in bocca.

Lei fa l'amore coi guanti? E conciato così?

Ci credo che mi concio così, con tutte queste malattie mortali che girano

mi metterei pure uno scafandro io.

Mica vorrei scopare vestita ora?

Ma dove vai?

- Me ne vado e subito. - Ma che ti senti male?

Ah no, io sto benissimo io!

È lei che sta male, e molto!

E poi se la guardo bene negli occhi gli steroidi ce l'ha proprio.

E non solo lì! Ce li ha anche qui nel cervello e si vedono.

Come hai fatto a vederli?

- Carlo? - Chi è?

Sta arrivando un certo signor Bozzi con la moglie. Li hai invitati tu?

Sì, è un affaruccio che devo fare.

Uno dei tuoi solidi affari, eh?

Scusami, cara.

- Ho mal di mare. Non posso guardare. - Dai, non facciamoci riconoscere subito.

- Le scarpe. - Sono sporche?

No, te le devi togliere.

Ma come? Le avevo appena comprate e già me le devo togliere?

Ma perché non sai neanche che sulle barche si va a piedi nudi?

A me senza tacchi mi casca il culo per terra però!

Speriamo dî no, sennò da quell'altezza gli sfondi la barca.

- Dai, vai. - E tu non te le levi le tue?

Se permetti, io ho i mocassini da yacht.

Ah, siete arrivati finalmente!

La signora Bozzi, immagino.

- Piacere molto. Oh, scusi. - Se le rimetta pure le scarpe.

- Tanto io il ponte lo faccio rifare ogni sei mesi. - Grazie.

- Come va, ingegnere? - Bene, bene.

Ha visto? Ha conosciuto mia moglie, Uccia.

- Moglie moglie? - Moglie moglie. Guardi.

Le fedi anche.

Carlo, mi presenti i tuoi amici?

La mia dolce sorellina Rita.

Contessa di Francalance di Caval Donato.

- Signora, tanto, tanto fortunata. - Piacere, cara. - Signora Bozzi.

- Incantato. - Piacere. - Ecco qua.

E suo marito, il conte Attilio, sta bene?

- Lo conosce? - Sì, certo.

Ho visto una sua foto, mi sembra, su Capital.

- Può essere. - No, no. Su Eva Express.

Tra un cliente e l'altro mi piace da morire...

VERSO DI DOLORE

- Sì sente male? - Sì, ha un po' di mal di mare.

Volete accomodarvi?

Mi hai fatto male.

Guarda, ingegnere, appena pescato.

- Guarda, cara. - Bella bestia, eh?

Buono, eh?

È bello sentire sotto i denti gli ultimi palpiti di una creaturina indifesa.

- È stupendo. - Assaggi.

- Si sente ancora male, signora Bozzi? - Ma cosa fai?

Eh, no, è che la mia signora non sopporta di vedere morire gli animali.

+ E contrario alla sua filosofia.

- È una buddista? - No, è una buttana!

Ah, una animista!

Non avevo mai fatto vedere la mia barchetta a una signora animista.

- Permette? - Prego. Vai con l'ingegnere a vedere la barcona.

- Dottor Bozzi? - Contessa...

Le voglio presentare due carissimi amici, Signori Donadoni.

Gazzetta di Romagna.

- Piacere. - Il dottor Gianni Bozzi.

- Ha un affare con Carlo. - Ah, sì?

Già. Vuoi bere qualcosa, cara?

- Vieni? - Sì, grazie. Ne ho veramente bisogno. - A dopo.

Allora, lei ha un affare col signor Pedercini?

Sì, dovrei...

Me ne sono accorto subito appena ho visto sua moglie.

Ma perché? Cosa ha mia moglie? Ha scritto in fronte import-export?

Stia tranquillo, signor Bozzi, non c'è da aversene a male. Ci son passato anch'io!

- Passato dove? - Su, via! Lo sanno tutti.

Quel Pedercini lì ha la passione per le mogli altrui.

Altrui. Degli altri, forse, ma non della mia.

Signor Donadoni, cosa fa?

Mette in discussione la mia rispettabilità e quella di mia moglie?

Ma l'affare dopo si combina?

- Si combina, si combina. Ma... - Sicuro?

Sicuro ma c'è tutto un rituale da seguire.

- Ah, sì? - Sì. - Mi dica.

- A una cert'ora. - Sì, sì.

Quando il momento è favorevole, l'ingegnere rimarrà senza Grappa del Cervo.

La sua preferita.

E chiederà a lei di andargliela a comprare, lasciando sua moglie sola con lui.

Ho capito. La Grappa del Cervo.

- Grappa del Cervo. - Quella lì, insomma, quella... - SÌì.

Io gli compro anche quella della renna e quella dello stambecco!

A me cosa me ne frega?

- Lei è già pratico del... - Sì.

Questo è il salottino per l confidential meeting.

- Beh, se vuoi procedere... - Grazie.

Ecco qua. Qui...

Ingegnere, scusi, che sta facendo?

No, è che la volevo sospingere perché ho paura che cada.

- Ma se lei se lei non vuole, io no... - No, no, prego, sospinga pure.

Non volevo mica offenderla io sa.

- Lei è molto simpatica. - Ma pure lei mica scherza, eh!

Lo sa che non mi ha detto ancora Îl suo nome?

Io sono Marisa.

Marisa delle Tre Fontane.

Ah, dei marchesi! Bella gente.

Senta, le ha parlato suo marito di quel affaruccio che...

Gianni mi ha detto che io devo essere gentile.

Sai, in genere sono così scorbutica io...

Allora, se siamo d'accordo tutti e tre.

- Tutti e tre adesso? - Io, lei e suo marito.

Carlo, ho prenotato dal Trucido per le nove. Dovremmo avviarci.

Lei conosce il Trucido?

Ah, cos'è? Uno di quei ristoranti dove sembra che vai a mangiare delle porcherie

e invece poi vai lì e mangi delle porcherie?

Più o meno. Le va di venire?

Oh, certamente, Contessa.

Adoro la cucina schifobiotica.

Allora, gente, questa sera abbiamo brodetto alla trucida,

penne alla zozzona, fritto misto alla netturbina,

pesce all'inquinata, bucio di culo di delfino,

- Questo... - Com'è la porchetta alle cozze?

Una porchetta con le cozze.

Ma va? Allora per me dopo un bello strudel di vongole.

Un assaggino di tutto con molto peperoncino,

soprattutto sul cefalo.

Non c'è niente di meglio del peperoncino sul cefalo.

Esageri, Trucido, col peperoncino!

E anche col cefalo.

I soliti pesciolini, ingegnere.

Questi qua sono di Rimini. Una delicatezza.

Sono del nostro mare. Sono buonissimi questi.

Ne assaggi uno anche lei.

Grazie. No, a me mi fa un po' senso, scusi.

Dai, provane uno. Devono essere freschissimi, vero?

Ah, già, dimenticavo. La signora...

- Non è mica animista anche lei? - No.

No, però lo preferisco al salto.

Banzai!

- Arti marziali? - Ho visto sette volte Karate Kid.

Non ti preoccupare.

Per quest'affare ingoierei anche lo squalo 1, 2, 3 e anche la piovra 4 se la fanno.

Guarda che non è mica per il pescetto.

Questo mi ha messo il piede sopra la coscia.

Eh. Sta tranquilla. L'ingegnere è uno che i piedi se lî lava.

Ingegnere, mi perdoni se apro una parentesi fra una schifezza e l'altra.

Ha dato un'occhiatina al mio contratto?

Ah, sì, quell'affaruccio di quaranta miliardi tra il Nepal e il Bangladesh.

Sì, però con l'apertura anche nello Sri Lanka, nel Laos e nel Kampuchea.

Beh, certo, le premesse sono ottime.

Se andremo d'accordo così anche dopo, io credo che...

Ingegnere, dopo andremo ancora più d'accordo.

Tu saresti quello che deve far ridere?

Pino Tricarico, actor, teatro, comiche, entertainers, fantasista.

Entra.

Com'è il pubblico? Bello caldo?

Parla! Devi parlare!

Ti devi riprendere! Ci vuoi far diventare matti?

Non ne possiamo più. Devi parlare.

Vuoi farci perdere l'appetito per sempre?

ORCHESTRA SUONA IN SOTTOFONDO Mannaggia!

State zitti voi!

E zitti!

Fermo! Fermot!

E vabbè, parlo!

È stato come su Dinasty.

- Quando Sue Ellen... - Ma Sue FEllen non è su Dallas?

Non interrompere!

Continua, Noce.

Quando Sue Ellen ha finalmente realizzato Îl sogno suo d'amore

e sta per passare un weekend indimenticabile sulla barca del suocero...

- Il senatore McFarllow? - No, quello sta su Capitol. - Ma state zitti!

Una volta che parla!

Noce, ci vuol dire che è Successo su questo cazzo di barca?

Un'onda inesorabile, un lampo, un tuono

e in un attimo tutto è finito.

E Gustavo mio inghiottito dai frutti del mare.

E io lì impietrita dal terrore come una stronza.

Ma che stavate facendo su questa barca? Si può sapere?

La carriola.

(insieme) La carriola?

Questa cazzo di carriola è stata la rovina vostra!

- Mannaggia! Lo sapevo che andava così! - Non lo dovevate fare! Non lo dovete fare!

Ti avevo detto che è pericolosa! La carriola è pericolosa!

E non la tormentate!

Quando due si amano e sono una carne sola, devono fare la carriola.

Non ci sono cazzi!

Non ci sono cazzi.

Senta, mi scusi, mi dice lei quando...

Quando cosa?

- Quando devo entrare in scena. - Ma quando ti pare.

"Wonderful". "Dankeschòn”.

Sì.

MUSICA

- Molto bene. Io... - No!

No, no!

Bene, vedo che stasera c'è un pubblico molto signorile,

molto caldo, per cui direi di cominciare subito con una freddura.

Tanto per rompere un po' il ghiaccio.

La freddura, tanto per rompere il ghiaccio...

+ E un controsenso.

Dunque, voi lo sapete perché i nani,

non vengono mai ammessi nei campi dei nudisti?

Perché sono curiosi, i nani. Ficcano il naso dappertutto.

I nani? Essendo nani sono giusto all'altezza...

- Ma quando comincia lo spettacolo? - Veramente è già in corso lo spettacolo.

Dunque poi c'è quella storiella un po' surreale, diciamo un po' off

questa è abbastanza off, di quell'operaio torinese,

lo faccio in torinese che è la mia seconda lingua, in dialetto no...

Di quell'operaio torinese che fa tardi al lavoro,

e arriva in fabbrica,

e dice al caporeparto "Scusi, ho fatto tardi perché

sono stato morsicato a una gamba da un cane

e il caporeparto gli fa "ci hai messo su qualcosa?"

E lui "No, no, no, gli è piaciuta così com'era."

Gli poteva dare l'osso.

Ha ragione il cane.

No, il senso è che il capo reparto si riferiva al disinfettante,

invece l'operaio parlava del condimento.

Da qui nasce il contrasto.

Ve l'ho detto che è un po' surreale, un po' off, quindi non è...

Abbastanza surreale...

Ah, poi ci sta quell'altra... Questa è irresistibile, questa veramente...

Io rido perché la so già. Ogni volta che ci penso rido anche da solo la notte.

Questa è molto bella.

Quella di quel signore che incontra un amico davanti al cimitero.

Lo incontra e fa "Che ti è successo?”

Dice "Niente, torno adesso da seppellire mia moglie"”.

"Ma che fai con tutti quei graffi in faccia?"

Dice "Il fatto è che mia moglie non voleva"”.

La moglie non voleva.

Non voleva, quindi l'ho...

Non era d'accordo sul fatto della sepoltura la moglie,

perché evidentemente era ancora viva e non voleva...

Era totalmente contraria a essere sep...

Il fatto comico nasce proprio da questo. Non voleva.

Non fa ridere.

La devi far ridere.

Beh, ma io.. Io sono... Accetto tutte le critiche del mondo

però mi dovete dire voi che tipo di comicità volete.

Io ho già dato abbastanza prove di... La butto sul classico?

Io ho quattro ore di repertorio di classico. Faccio Re Lear?

Faccio il monologo di Re Lear. Shakespeare è sempre Shakespeare.

Attacco: "Soffiate, venti, e infuriate..."

- Ma cosa ti soffi? - "Su nel cielo..."

- Ma cosa ti soffi? - E Shakespeare.

Canta se sai cantare. C'è l'orchestra.

Volentieri cedo alla violenza.

Mi sembra infatti giunto il momento di un simpatico intermezzo musicale. Volentieri.

Voglio morire!

No, no, questo pezzo non lo conosco. Però provvederò a inserirlo nel repertorio.

Nel frattempo, Maestro, lei conosce "Champagne"?

- Del maestro di Francia? - Esatto.

- Che tonalità? - Direi senz'altro un fa maggiore. - Va bene.

(canta) Champagne Per brindare a un incontro

Champagne Tu che eri di un altro

Ricorda Quel giorno pioveva

Ricorda Torniamo ancora a casa mia

Vai. Champagne

Per brindare a un incontro

Per te Che già eri di un altro

Ricorda Quel giorno pioveva

Ricorda...

Come hai fatto a saperlo, figlio di una mignotta?

Champagne... In che senso, signorina?

Canta. Non ti fermare.

Te che già eri di un altro.

Questa è la canzone nostra.

Mia e di Gustavo.

Bel paraculo sei stato a informarti.

Veramente io ero all'oscuro di tutto.

Canta, non fare lo stronzo.

Per brindare a un incontro

I casi sono due. O parlo o canto.

Comunque mi permetta, signorina Bovi, di esprimere tutta la mia soddisfazione

per aver riportato la gioia sul suo volto.

- Volto che mi appare, vi è più... - Viè più vicino paraculo.

Champagne Per brindare a un incontro

Te che già eri di un altro.

Come si chiama il fregnone?

Carico, Scarico, boh.

Hai capito Scarico?

Beh, ma lasciamolo fare. L'ha fatta ridere!

Ammazza che guancia calda che hai. Pare una piastra

- Scalda troppo? - No, anzi, ho piuttosto bisogno di calore.

Anch'io, signorina Bovi.

Chiamami Noce.

- Che fai? - Improvisation.

Ma lo sai che balli bene, stronzone?

Lo so. Io il ballo ce l'ho dentro.

Io non ballo. Io creo, interpreto.

Vieni qua che ti faccio vedere il gazebo.

Hai pure il gazebo?

Vieni qua!

Vedi, Noce, io sono sempre stato favorevole a qualsiasi tipo di invenzione amorosa.

Io sono nato in un trullo e nei trulli notoriamente succede di tutto.

Specie d'inverno.

Io conoscevo lo zompo della tarantola,

il morso del ciuccio,

ma devo dire che la carriola è il massimo.

Ah, lo so, per noi la carriola è come una droga.

Tengo però a sottolineare, Noce, che l'insistente e continuo stropicciamento

degli organi sessuali può portare a conseguenze irreparabili.

Non ti preoccupare.

- Dimmi piuttosto ti piace questa carriola? - Da impazzire.

Secondo me è di gran lunga superiore al Kamasutra.

Era dal giorno del tragico incidente che non provavo un'emozione simile.

Mi sento come la fidanzata del prete in "Uccelli di rovo".

C'era una scena di carriola in "Uccelli di rovo"? Non ce l'ho presente.

Si vede che mi è sfuggita.

Pensa che io ero sputato per la parte del prete.

Purtroppo mi mancano i contatti.

Dimmi che vuoi fare? Dillo a Noce tua.

Vuoi fare il cinema? La televisione? Il teatro?

Vuoi Sistina? L'Eliseo?

Vuoi cantare a La Scala e io ti faccio cantare a La Scala.

Basta! Basta, Noce!

Non ne puoi approfittare in questo modo di met!

Dietro la maschera dell'attore si nasconde un uomo. E che uomo!

- Noce, perché mi illudi? - Ma io ero sincera.

Oltre che di novantadue macellerie sono titolare di quattro teatri in Italia,

cinque in Francia e quattro in Belgio.

E di quel carrozzone del Madison che non vedo l'ora di liberarmene.

Madison Square Garden? Quello dove canta Frankie?

- (canta) Strangers in the night... - Vuoi cantare al Madison?

Noce, non fare così... E tutto vero quello che dici?

Quando una donna ha fatto la carriola con l'uomo suo, non può mentire.

Ti amo, Noce. Ti amo fin dalla prima volta che ti ho visto.

- Da stasera? - Che importanza ha il tempo?

- A televisioni come state? - Ce ne abbiamo quattro.

- Apparecchi? - No, reti.

- Quanto ti amo Noce! - Allora dimostramelo.

Tu permetti, Noce? Carriola!

A ottobre siamo al Sistina, fino a Natale.

A gennaio grande prosa al teatro Manzoni.

Ad aprile siamo al Madison. Non ci sono cazzi!

- Ma un po' di vacanza insieme? - Niente vacanza.

La faremo questo giugno. Giugno prossimo nei pressi di Hollywood.

- A proposito, a cinema come state? - Ne abbiamo quindici.

Erano tutti per Gustavo. Quanto gli piaceva il cinema.

Dimentica Gustavo! Forget Gustavo! Gustavo non c'è più!

GRIDO

No!

- Gustavo! - Zoccola!

Che stavi facendo? La carriola?

È così che ti ricordi di Gustavo tuo, eh?

- Ma io ti credevo morto. - Vattene, schifoso! Chi è morto?

Mi sono fatto quindici giorni di mare.

Ah, complimenti! Dove è andato di bello? In che zona?

Ma tu cosa vuoi? Chi sei te?

- Chi sei te? - No, no!

- Chi sei? Me lo dici? - Non fare così!

- La prego, signor Gustavo! - Ma chi ti conosce?

Affogati!

Bovi, dove siete?

La violenza inaudita di Gustavo.

E ora che succederà di me?

Bene, io vado a dormire in albergo. Di notte la barca mi fa girare la testa.

Sono tutti î whisky che ti inciuci che ti fa girare la testa a te, altro che la barca.

- Voi invece un bicchierino ve lo fate? - SÌ.

- Avete bevuto così poco? - Certo. Siamo qua per questo, ingegnere.

- Io sono sempre stata analcolica. - Buona questa!

- Buonanotte, contessa. - Buonanotte.

Buonanotte, signora. Arrivederla. Tante cose, eh.

Ciao, carina.

Come sono andata?

Ingegnere, la luna sembra proprio quella del Brunei.

- Del Brunei ne parliamo... - Dopo.

Intanto io vado a mettermi qualcosa di più...

Consono.

Mi sa che ci siamo.

Eh sì, cara.

Tra un po' mi tradirai.

- Senti, se tu non vuoi, io posso pure... - Come non voglio?

Oh! Come non voglio? Io voglio! Voglio!

Tu devi!

Siamo qui...

Dai, magari dopo,

ad affare fatto,

ci facciamo un bel viaggetto io e te da soli, eh?

Cosa dici? Con cinque miliardi salta fuori una vacanzetta.

- Eh, sì. - Ti porto a vedere Capri.

No, anzi no, a Capri no. Ci vanno tutti adesso.

Venezia. Sei mai stata a Venezia?

Ah Venezia, terribile, piena dî canali. Ce ne ha più di Berlusconi.

Senti...

Me lo daresti un bacio prima di...

Certo.

Ecco l due sposini che si amano.

- Insomma... - Proprio come piace a me.

Volevo offrirvi un bicchierino di grappa...

- Ma la grappa... - È finita.

Bravo, Bozzi, indovinato.

Ecco, Bozzi, andrebbe a comprarmi una bottiglia di Grappa del Cervo?

- Proprio del cervo? - Del cervo.

Allora, vado e torno.

- Torno. Intanto vado e poi... - Con comodo.

Amore, io forse ci metterò un po' di tempo,

però non ti preoccupare, ti lascio in buone mani.

Allora io sto andando...

Ah, ingegnere, volevo dirle che ho lasciato qui la borsa col contratto,

- così quando porto la grappa, magari una firmetta...- Dopo.

- Dopo. - Eh?

Dopo.

Ho capito. Dopo. Stai calmo, Marcos.

- Dopo. - Ma cazzo, solo dopo sai dire? - Dopo.

Finalmente siamo un po' tranquilli.

Avremo modo di conoscerci meglio.

- Cos'ha? Trema? - No, è che fa un freddo qua.

È vero, fa freschetto.

Portiamoci all'interno, eh?

- Ecco. - Saremo più caldi.

Più intimi, eh? Più intimi.

Mi dà della grappa, per piacere?

No. Una bottiglia.

- Per l'ingegner Pedercini, vero? - Come fa a saperlo?

Lui attracca qui.

- Ha una vera passione per la grappa. - Del cervo? - Esatto.

Ha una buona scorta per lui, per i suoi amici e per le mogli dei suoi amici.

RISATE

- Quant'è? - Diciottomila.

Tenga il resto.

Auguri e vedrà che andrà tutto bene.

Facciamo le corna.

E va...!

Marisa! Marisa, dove vai?

Quello è un porco disgraziato!

- Ma cosa è successo? + - E un maniaco, te lo dico ilo!

Prima si mangia i polpi a mozzichi, poi si sgargarozza i pesci vivi.

Vabbè, cosa vuol dire? Anche i giapponesi mangiano il pesce crudo. Si chiama sushi!

Sì, ma almeno i giapponesi non sono maniaci della Juventus.

- La Juventus? - Quel mangia polpi vivi è della Juventus!

Eh! Va bene, okay, calmati.

Ho capito, è della Juventus. E allora?

- A te cosa te ne frega? - Ma come? Che me ne frega?

Voleva che strillassi "Forza, Juve e abbasso la Roma."

Quel tasta chiappe bianconero!

- E tu glie l'hai detto, no? - Io?

- Glie 'hai detto? - Io gli ho dato una pizza che sta ancora girando.

Mi chiede di strillare "Abbasso la Roma”. A me?

Come? Aspetta. Calma...

Tu hai dato uno schiaffo all'ingegner Pedercini?

Uno? Due glie ne ho dati. E mi sono messa pure a strillare "Forza Roma".

Perché per me la Roma non è soltanto la squadra del cuore,

ma è un amore, una passione. E la Roma

E tu hai mandato a monte un affare di cinque miliardi per la Roma?

L'ho mollato per il fuoco della mia grande passione sportiva.

Ma ti ci mollo io a te sul fuoco. Ti brucio viva!

Ma a te il calcio ti ha dato alla testa.

Ma te lo do io un calcio nel culo

se non vai subito a guadagnarti i tuoi cinque milioni!

Guardala qua, l'ultrà. L'ultra stronza!

Dai avanti, torna sulla barca. Dali!

No! La fede giallorossa non ha prezzo.

- Facciamo dieci milioni. - No!

- Quindici. - No!

Vabbè, ho capito.

Perché? Cosa vuoi fare?

Mi ammazzo. Cosa vuoi che faccia? Mi ammazzo!

Oh oh! Non scherzare!

Scherzo? Oht!t Io sono un uomo d'affari.

Anzi, un aspirante uomo d'affari.

Solo che mi sono stufato di aspirare.

E siccome di affari non ne concludo neanche uno,

cosa vuoi che faccia? Mi ammazzo!

- Ciao! - No, ti prego! Vieni giù!

Dai! Ma che sei matto? Parliamone. Non esagerare.

- Non mi mettere paura, ti prego. - E chi esagera?

Tanto se non ci penso io a farla finita ci pensano gli altri.

Le banche, i leasing, le mogli, le Ferrari... Tutti insieme.

Però mi dispiace, perché con quest'affare mi sarei proprio messo a posto.

Vabbè. Pazienza.

Vorrà dire che morirò cantando

(canta) Grazie, Roma, che mi fai piangere... No!

Fermati! Non ti buttare! Ti prego.

Ti prego, dai.

- Lasciami stare. - Rivestiti.

Così mi sembri uno della curva sud.

Vabbè, vabbè, ci vado.

Ci vado da coso...

Pedercini.

Lo vedi questo?

Questo è l'assegno che mi hai dato prima di venire qui.

Cosa fai?

Non lo voglio.

Perché io son Marisa delle Tre Fontane, la più romanista delle puttane.

E i soldi guadagnati strillando "Forza Juve" mi farebbero schifo.

Tanto...

Ridotto come sei, magari è pure a vuoto.

Non esageriamo.

Sai che ti dico?

Hai ragione tu. Sono proprio una stronza.

Allora...

Forza, Juve

- e abbasso... - No, no.

Non deve dire più niente.

Non serve.

Erano anni che aspettavo

una donna capace

per una passione,

sia pure soltanto sportiva

di affrontare qualunque sacrifizio.

Io sento già di amarla.

Marisuccia... Mi scusi.

Io vorrei tanto conoscerla meglio. Aspetti...

Non mi dica subito no.

Veramente io ero venuta per dire di sì.

Lo dica quando sarà il momento.

Quando saremo lontani.

Lontani da tutto.

Amore mio...

Conosci Itaca?

Ita che?

Uccia? Uccia amore, ti ho svegliata?

Senti, scusami per oggi.

Amore, ci siamo, eh.

Ci siamo.

Questa volta è fatta.

Senti, per la Ferrari, comprane pure due di Testarossa.

Sì, una per mezzogiorno e una per la sera.

Esagera.

Prenota anche un appartamento a Wall Street.

Perché per un po' mi sa che farò casa e bottega.

Oh, ma... Oddio!

Oh, Madonna!

Marisa? Ingegnere?

- Ingegnere? Marisa? - Gianni!

Gianni! Carlo mi porta a cosa là...

Come si chiama dove andremo ad amarci follemente?

- A Itaca, amor mio! - A Itaca!

- E il mio contratto? - Contratto?

Ah, eccolo!

Eccolo!

Oddio! Gliel'hai sbattuto in testa!

No, non ti preoccupare di lui. Preoccupiamoci noi, amor mio!

Ciao!

Li mortacci!

(donna) Ma guarda! Guarda!

Che ci fa Gianni Bozzi, tutto triste e solitario all'alba sul molo di Rimini?

Tuo fratello è partito portandosi via mia moglie e le mie speranze.

Vanno a Itaca.

E la cosa non mi meraviglia. Mio fratello è completamente matto.

Per questo abbiamo dovuto estrometterlo

dall'amministrazione del patrimonio familiare.

Le dispiace ripetere?

Carlo non ha più niente.

La fabbrica, l'industria, le banche... È tutto a nome mio.

Ma allora...

- È anche lei che firma i contratti? - Ma certo.

Dipende tutto da me.

Anche i traffici con lo Sri Lanka e il Brunei.

Contessa, io se vuole... Le grido "Viva la Juve"!

"Viva la vecchia signora!" No, cioè, pardon. Senza...

Ma che dice? A me non interessano gli sport di squadra.

Preferisco quelli... a coppie.

Perché non andiamo a parlarne nella sua suite al Grand Hotel?

Oltretutto per firmare un contratto, è più comodo.

Anche di Itaca.

(canticchia) È tanto che aspettavo un'occasione così.

Le fettuccine.

Ci vuole pure un po' di marmellata?

Mangia, mangia, Gustavo.

Mangia che ti devi rimettere.

Non fare complimenti, ti devi riprendere dopo quello che ti è successo.

Ma che gli è successo?

I contrabbandieri jugoslavi hanno abusato di lui.

Ma che vuol dire?

Che se lo sono ingroppato.

Purtroppo i contrabbandieri jugoslavi sono così.

+ E una simpatica tradizione.

Loro sono secoli che ingroppano.

Ma cosa fa ancora qua questo buffone?

Dategli i soldi e mandatelo via.

Veramente, io ho ancora in corso una trattativa con la signorina

per i Madison Square Garden di New York con Frank Sinatra.

Ma quale trattativa? Quale Madison?

Ma tu te ne devi solo andare a fanculo!

No, un momento! Io voglio la prova.

La prova? Quale prova?

Gustavo, non ti incazzare.

Tu hai fatto le tue esperienze in Adriatico e ilo...

Ma quali esperienza? Che esperienze?

Mi si sono ingroppati sul peschereccio.

E sempre esperienza è.

- E io sento il bisogno di fare la mia. - Ma cosa dici?

- Lo vedi sto pesce lesso? - Beh pesce lesso...

Pesce lesso, pesce lesso.

Intanto mi ha fatto tornare il sorriso quando credevo che non c'era più speranza.

E adesso devo capire.

È lui, sei tu. E lui, non è lui.

- Chi è l'uomo mio? - Sono io, Noce. Sono io l'uomo tuo.

I don't know, darling.

- Andiamo, va. - Ci scusi, signor Gustavo.

Tanto lei ormai è sull'altra sponda, nel senso della Jugoslavia.

No, ma io t'ammazzot!

- Noce! - Dai, fermati!

- Noce, non me lo puoi fare! - Fermati! Mettiti a sedere!

- Stai, buono. Dai! - Non strillare, sennò ti si rinfaccia tutto.

Ci devi stare.

CAMPANELLO

- Già dato. - Arnaldo!

Socio Andrea!

Ti avevo preso per quello scassa marroni della parrocchia.

- Mi sembrava. - Ma da quanto tempo è che passa a Rimini?

Brutto stronzone di un fratellone! Brutto pazzo Pilone!

Sono venuto qua di passaggio...

E la missione nella foresta australe come va?

Sempre in gamba i selvaggi?

- Ora quelli lì li ho abbandonati. - Ah, sì?

Il vicariato mi ha dato una nuova missione in Finlandia.

Dai Lapponi.

Allora io son venuto qua a trovare il mio fratellone,

la mia bella Rimini, quest'aria bella limpida, questo... Oh!

No, niente, non si fare caso.

Che bel copricostume nero. È Armani?

Me lo vendi?

È la mia tonaca e non...

- Dai, vatti a vestire! Dai, dai! - Ok.

- È protestante? - È fiamminga.

- Fiamminga. - Dai, andiamo a fare colazione.

Va bene che sono tutte pecorelle del Signore...

- Però ha delle belle pecore il nostro Signore. - Già...

- E la Luisella, tua moglie come sta? - Mia moglie? - SÌì.

- Ah, è già in villeggiatura? - No, se n'è andata con Eros.

Te lo ricordi Eros?

- Con Eros? - Eh. - Quello delle vernici? - Eh.

Ma non ero sposato? Aveva quattro figli, tre maschi e una femmina?

Sai, la moglie di Eros si è messa con un certo Adriano

È incinta.

- Adriano, il pediatra? - SÌ, sì, sì.

- Quello che ha il fratello Nino... - Nino...

È scappato con Lauretta. Te la ricordi Lauretta?

Lauretta, me la ricordo. Era la lontana cugina della Carrà.

- Che stava con Oddo. - Sì, Oddo.

- Ma da dove vieni? - Dall'Australia.

Allora non la sai l'ultima?

Ne so due sui carabinieri, bellissima.

- Te la racconto... - Te lo ricordi? Oddo, no?

- Te lo ricordi il grande scopatore che era? - Oddo era un birichino.

- Ma io gli davo l'assoluzione perché c'avevo... - È diventato busone.

Frocio. Convive con un coreografo.

- Oddo? - SÌ.

Ma se era un pezzo di Cristo... Scusa, di fustone...

E vive con il coreografo?

Non gli do più mica l'assoluzione a Oddo. Ah, no.

Fai bene.

SQUILLI DEL TELEFONO - Ah sì? - Rispondi te?

- Rispondo io? - So già chi può essere. Tutte le mattine la stessa storia.

La pace sia con voi!

(donna al telefono) Vaffanculo! Vaffanculo! Vaffanculo!

Metti giù! Metti giù!

È Lorella. Mia moglie.

Appena si sveglia tutte le mattine mi minaccia per telefono.

Pretende gli alimenti come ex moglie.

La troiona.

Ho capito.

Ma il lavoro almeno il lavoro come va?

- Il lavoro va bene. Sono caporeparto. - Bene, Bene.

- Te la ricordi la sorella maggiore del direttore? - SÌì.

- Ho riscopato l'avanzamento. - Stai buono.

- "Auf Wiedersehen, meine liebe." - Ciao, bella.

Ciao.

Che faccia da prete che hai. Mica me la ricordavo così da prete. Ipocrita paravento.

Chissà quante ne avrai combinate.

Chissà quante aborigene ti sarai fatto nella foresta con la scusa dei padri missionari.

Ma te l'hai mai vista un'aborigena proprio dal vivo da vicino?

- No. - Perché vedrai che se ne vedi una, hai meno avanzamenti anche te.

Te lo dico io!

Buongiorno, signor pretore.

Ho saputo che l'hanno portata all'ospedale.

- Cosa t'è successo? - Eh?

- Cosa ti è successo? - Niente. Assolutamente niente.

Una visita di controllo.

Cioè, sono andato a controllare come fanno le visite nell'ospedale locale.

Ecco, tutto qua?

Ma che fai? Mi cammini addosso?

La colpa è tua. Metti un segnale. Un cartello, una lapide anche.

Ma se faccio le sabbiature?

È vietato fare le sabbiature in luogo pubblico.

Oh, si inventa anche gli articoli della legge.

Ma cosa gli sarà successo? Si è rimbambito?

- Io lo vedo proprio strano. - Non sembra più lui.

Buongiorno, come va?

Chi è?

Non mi riconosce? Sono la ragazza della pineta.

Quella che ha chiamato l'autoambulanza ieri mattina, quando lei si è sentito male.

Poteva anche evitarlo. Comunque la ringrazio.

Adesso, per favore, se ne vada perché questo è un bagno privato

Io voglio farmi il mio bagno in santa pace.

Perché è così cattivo?

E lei perché è così...? Volevo dire così sfacciata?

E poi non si vergogna a farsi vedere in giro con un bikini...

che si vede tutto?

È molto indecente.

Ma è un due pezzi firmato.

Guardi, è meglio un bikini non firmato ma con un pezzo solo.

Uno solo? Quale devo togliere?

- Non faccia la spiritosa! - Che caratteraccio che ha!

Ma come fa a sopportarlo sua moglie?

Quando avrò moglie glielo farò sapere.

E adesso se ne vada, per favore.

Mi lasci a nuotare da solo che mi stavo allenando.

Vada!

Un, due...

No! Chi è?

E chi è?

Signor pretore?

Il mio costume, per favore. Mascalzona!

Me lo dia, per favore.

Mi ridia il costume!

- La denuncio! - Arrivederci!

Signor bagnino?

- Scusi. - Buongiorno, signor pretore.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Dio mio, che situazione.

- Raffaele? - Eh? - Scatta appena viene fuori dall'acqua.

Tanto non ti scandalizza mica un uomo nudo, vero?

Ma a me veramente mi piacciono le femmine.

E poi qua se va via la luce, le foto non vengono bene.

- Vabbè, ma tanto esce presto. Comincia a fare un freddo. - Va bene.

Oh, mamma! Mamma mia! Ma che ho fatto? Ma proprio a me doveva capitare?

Mannaggia la zozza!

Gustavo, non fare così!

Ci fai piangere il cuore a tutti quanti!

Ci devi stare!

Noce è combattuta. Ha il conflitto.

Conflitto? Ma che conflitto? Il conflitto delle corna che mi sta facendo!

La devi accettare questa prova.

Siamo nel duemila, certe prove si fanno.

- Lo dice pure Alberoni. - È vero, è vero. Lo dice pure Alberoni.

Sì? Ma che cazzo è questo Alberoni?

Non si sa, ma pare che uno che gliela ammolla.

Ammazza che culo che hai!

- Gustavo! - Noce!

Dimmi...

Noce?

Vuoi che glie lo dico io?

No, lo devo fare io.

Gustavo...

(Gustavo) Dimmi...

Ho tanta voglia di fare l'amore sul serio.

Ma come? Non abbiamo fatto sei ore non stop?

Vieni, amore mio!

- Meno malet! - Sono proprio contento!

Ho stabilito pure il nuovo record dei trulli.

Rischiando la vita potrei anche migliorarlo!

Scarico, non ci provare nemmeno.

Capirai, dopo questa figuraccia che hai fatto...

Noce nostra con Gustavo ci fa sei giorni.

Ah, incredibile!

Peggio che il mondo di quark.

Fratelli Bovi, io chiedo scusa, ma mi trovo costretto a sottolineare

che il comportamento di vostra sorella Noce è stato alquanto lesivo

della mia personalità di uomo virile.

Comunque "the show must go on". Lo spettacolo deve andare avanti.

Per cui...

Se qualcuno volesse provvedere al mio compenso...

Gli ha preparato il compenso?

Tieni, questi sono due chili e otto di controfiletto.

(in francese) Grazie.

Io in genere vengo pagato in valuta estera o straniera.

Il mio cachet è molto più alto.

Comunque l'importante è aver riportato il sorriso in una bella famiglia italiana.

Un pezzettino di osso per il brodo non c'è, eh?

Morelli, è quasi ora di cena. Non vieni?

Eh no, grazie. Non non ho fame.

E poi preferisco rimanere a fare ancora un po' il bagno.

Mi fa bene per l'artrosi.

Ve l'avevo detto che quello è proprio diventato matto.

Per me il pretore non c'è proprio più con la testa.

L'avete sentito anche voi? E matto!

Ma come? A quest'ora ancora al mare con l'artrosi?

- Morelli, vieni fuori! Che ti fa male! - Esci dall'acqua.

No!

Aiuto!

Ma è incredibile! Sembra proprio un inizio di assideramento.

+ E rimasto immerso nell'acqua per diciassette ore.

+ E stato ripescato da un peschereccio che faceva lo strascico vicino alla costa.

Diciassette ore nell'acqua?

Signor pretore?

Signor pretore?

Su, su! Si svegli!

- Si svegli, eh? - Chi è? - È salvo!

- Chi è? - È salvo! Sono Piedimonti.

- Come si sente adesso? - Adesso...

Adesso mi sento realmente...

Su, su, su, su, su, su, sul

Si sieda qui, sulla sedia.

Ma che cosa le è capitato?

Ma come mai tante ore sommerso?

Perché volevo fare le sabbiature.

- Nell'acqua? - No, i fanghi facevo.

I fanghi con la sabbia bagnata.

Ma mi ha fatto molto bene la sabbiatura.

E voglio andare a casa.

- Va bene. Vada a prendere i vestiti. - Vado a prendere i vestiti.

- No lei, la sorella. - Mia sorella?

- La monaca! - La monaca di Monza?

Adesso le prescrivo un calmante. Anzi, un bel tonico.

E lei va a casa a riposarsi. Vuole che le chiamo taxi?

(Lola) Lo accompagnerò io.

Sono la causa involontaria delle disavventure del signor pretore.

Ho qui fuori la macchina. Sarò felice di accompagnarlo.

È la signorina che le dicevo. Quella del gatto.

Lola Sarti.

Dottor Piedimonti, piacere.

- Prenda due di queste prima di... - Di mangiare?

- Prima di... - Di andare di corpo?

- Di, di... - "Zacchette"...

Vedrà. Un siluro. Un missile.

Sei ancora arrabbiato con me, Gildo?

Innanzitutto non mi chiami Gildo.

E poi perché mi da del tu, scusi?

Da quello che so non abbiamo ancora mai mangiato insieme una volta.

Lo devo accettare come un invito?

- No, guardi che io non avevo nessun... - Accetto volentieri.

Che fai?

- Succhialo dove ho succhiato io. - Come?

Di che sa?

Sa un po' di limone.

No, sa d'amore.

- Adesso chiudi gli occhi e apri la bocca. - Ma cosa mi fai fare?

- Mangia questo frutto... - Cosa? - Di mare.

- Dov'è? - E pensa a me. Pensa di mangiare me.

Com'è?

Un po', forse...

Un po' al dente.

- Ne vuoi ancora? - No, no, no. Io...

Io vorrei passare subito alla frutta.

Senti, Gildo, mi è caduta la forchetta sotto al tavolo.

Me la raccogli, per favore?

Dove? Sotto.

Subito.

- Là sotto? - Sì.

- Gildo? - Eh?

Gildo, cosa fai?

Niente, raccoglievo la forchetta.

Non avrai mica approfittato per guardarmi le gambe?

- Chi? Io? No, no. - Lo sai che non porto le mutandine?

Mi sembrava che tu avessi delle mutandine nere di peluche però.

- Gildo, li vedi quelli 1à? - Dove? - Quello più grosso?

- Guardalo. - SÌ.

Pensa, un giorno mi ha fermato per la strada,

Mmi ha toccato il sedere e mi ha detto "Bella culona".

Ma che c'è di male? Qui in Romagna è un modo di essere galanti.

È un tipico complimento, sai? Mi sembra la gente molto a modo.

- No, sono delle bestie. - Come?

- E tu gli devi dare una lezione. - Io?

- Sei o non sei un tutore della legge? - Sì, ma non...

Allora se non lo fai tu, lo farò io.

Comunque mi hai deluso, sai? Credevo che anche tu fossi innamorato di me.

Ma io sono inn... Volevo dire...

Lola, aspetta.

Aspetta un attimo.

Senti, lo vedi quel bassotto con la faccia da scemo?

- Sì. - Ha detto che siete tre cagoni e che se viene fuori vi fa una faccia così.

Lola?

Che desiderano?

Cos'è che ci devi fare tu a noi?

Io? Niente. Ho detto solo del complimento romagnolo.

- Questo è un complimento romagnolo! - Badi come parla!

Moderi i termini!

- Guardi che questa è calunnia. Io la querelo. Forse. - A chi?

- Girati! - Non voglio querelare...

- E adesso tocca a me. - No, aspetti un attimo.

Mi sembra che tocchi al signore qui.

Allora che ci dovevi fare a noi?

Sai nuotare mezza sega?

- Insomma, me la cavo. - Allora, è il momento giusto per imparare.

Aiuto! Aiuto.

(canta) ..sei cuor del mio Gesù fai che io t'ami sempre di più

Rimini, mia bella Rimini

Sei dolce tu

(donna) Aiuto!

Aiuto!

Aiuto!

Vengo!

- Aîuto! - Vengo io! Si tenga ferma!

Presto! Presto!

Arrivo! Eccomi!

- Aiuto. - Ecco. Si attacchi qua.

- Mi aiuti? - Sì. - Non ce la faccio.

- Arrivo! - Mi tira su, per piacere.

Mi aiuti!

Mi aiuti!

- Cosa ha fatto? - Facevo una nuotata al largo.

Sono stata salita dalle meduse, guardi.

Scusi, non si può adesso...?

- Cosa? - Guardi qua! Qual!

- Non posso io... - Ma guardi qua!

- Non posso vedere... - Guardi qua. - Io vedo, eh!

Guardi, il bruciore mi fa vedere le stelle.

- È come il fuoco di Sant'Antonio. - La tentazione di San...

- Questa è la tentazione di Sant'Antonio... - Mi brucia! E cambia colore!

- L'ho letto sull'enciclopedia. - Sull'enciclopedia.

Il veleno delle meduse è così. Fa venire la pelle tutta azzurra.

- No è il riverbero del mare. - Ma che riverbero? - Si coprat!

- Si copra, si copra. - Ma no!

Con l'umido della stoffa è peggio!

Se è così, allora...

GRIDO

Mi ha toccato!

Cosa posso fare io? Non sono mica un dottore.

- Mi può succhiare dove mi hanno toccato le meduse, per favore. - Io?

- Parli francese? - No, io conosco il latino.

- "Ite, missa est". Il latino lo so benissimo. - Succhia dove mi hanno toccato le meduse.

- No. Ma si figuri. - Ogni attimo che passa si gonfia.

Io non sono medico, quindi non posso far niente.

Ci vuole un pronto intervento immediato.

- La prego, mi ci porti. - Io cosa posso fare?

L'ho letto sull'enciclopedia. Il pronto soccorso più vicino.

Al bagnante colpito dalle meduse si deve succhiare dove le meduse mi hanno toccato.

- La prego, mi faccia il favore! - Andiamo a chiamare un dottore.

Un bel dottorino che la mette a posto. Dottore!

Dottore. Andiamo dal dottore.

Andiamo dal dottore.

- Andiamo dal dottore. - Guarda...

- Non faccia lo stronzo. - Come ha detto?

No, guardi, non insista che io ho già quasi fatto morire cinque aborigene

con questo fatto del succhio. Non succhio.

Mi sta bruciando. Mi deve succhiare qui, per favore.

Qui, qui, qui. C'è il petto che mi brucia.

Non posso! Oh, mi vien da piangere.

Capisco che questa ha una valle di lacrime.

Io soffro troppo. Soffro troppo. Non è possibile.

- Le chiedo aiuto. - Non faccia così.

- Per favore. Per l'amor di Dio. - Come ha detto scusi?

- Per l'amor di Dio. - Vabbè.

Giusto perché ha tirato in ballo il principale. Appena appena per gradire.

Qual è questo? Va bene.

Ma no. Devi succhiare qua che mi fa male.

- Passato? - No, mi deve succhiare.

Devo succhiare... Proprio... Sempre...

Ecco, così va meglio. Va bene, mi sta passando.

Ah!

A lei sta passando? A me non passa più ormai.

Mi puoi succhiare qui, per favore?

Qui mi fa male. Qui è tutto bruciato.

- Anche lì? Sempre per... Proprio per... Appena appena... - Per favore.

Ah!

Grazie. Grazie. Che sollievo.

Che sollievo...

Va molto meglio. Molto gentile.

- Adesso, se vuoi, io posso succhiare te anche. - Eh?

Questo lo faceva sempre la la cangura. Era bellissimo.

- Sa che non osavo sperarlo? - Che cosa?

Che tu sortir avec moi. Che tu sortiresti, sortissi...

Che lei... Che tu... Che tu che tu sortisti con me.

- Moi non plus. - Cosa ha dit?

- Neanch'io. - Ah, certo, certo.

Mi dica un po', dove mi sta portando?

Visto Milano? Io e te innamorati?

- Forte, no? - Poi mi deve spiegare che cosa siamo venuti a fare qua.

Ma per mettere l'Italia ai suoi piedi. Milano, la galleria, il duomo, le guglie.

Perché lei è come una guglia una fragilissima guglia gotica

dove i piccioni hanno deciso di posarsi sopra.

Capisce l'antifona?

Allora, lei dovrebbe sapere che a Milano hanno anche messo le reti

per evitare che i piccioni sporchino le guglie.

Hanno messo le reti?

Ma loro dove la vanno a fare? Sul grattacielo Pirelli?

Se la tengono.

Ha scelto Torino per fuggire da me.

Torino, città incantevole, famosa per la pastorizia, gli ovini...

- Gli ovini a Torino? - Sì, le pecore, gli agnelli.

RISATA

- Devo ridere anch'io? - Beh, a me mi faceva ridere.

Liliana, ma dove va?

Attenta al traffico.

Max, andiamo!

Sono stanca.

Guardi che me ne vado.

Ma come se ne va? Ma come?

Adesso che siamo qua nella città eterna, uniamo il sacro e il profano.

Si faccia profanare tutta.

No, a parte che non mi piacciono gli scherzi su queste cose.

Ma chi è che scherza? Io sono serissimo.

- Vieni qua, bella maialona... - Ma cosa fa?

- Faccio faccio, non ti preoccupare. - Ma mi lasci andare!

- Dai, lasciamoci andare. Vieni qua... - No!

Mi lasci stare!

- Fermo che ci guardano! - Ma chi ci guarda?

- Ma chi ci guarda? Chi vuoi che ci guarda? - Ma porca miseria!

Le guardie svizzere?

Liliana?

- Vada! Vada! - Liliana?

Ciao!

Oh, oggi è stata proprio una bella giornatina.

Primo, mi ha sporcato il portacenere dalla macchina.

Secondo, non me l'ha data.

E vabbè e fin lì ci siamo abituati.

Terzo, si è fatto anche pagare il biglietto d'entrata.

Liliana!

Ma vai a cagare!

Eh?

Ma senti...

Che cos'è questo cuore tutto rosso che hai qui?

- E un'associazione sportiva? + - E un'associazione sportiva?

Beh, sì, in un certo senso...

Sì, beh, è concesso fare sport, camminare, correre...

Sì, se uno poi vuole fare anche l'asso di baseball lo fa.

Adesso cosa facciamo?

Ma tuffiamoci e torniamo a riva a nuoto.

Tuffiamoci!

Solo che io non so nuotare, ma proverò a camminare.

Ma se hai guidato il motoscafo così bene?

Sì, ma il motoscafo non lo sa mica che io non so nuotare

io quando l'ho preso ho detto "vado via".

- Senti, ti volevo dire qualcosa... - Sì?

Anche se noi non sappiamo nemmeno chi siamo e che non ci rivedremo mai più,

E stato lo stesso bellissimo.

Sì, ma io.. Adesso a parte l'associazione...

Come uomo io posso, per quello che è successo, posso riparare.

Perché? Che cosa è successo?

- E successo qualcosa? - E successo niente.

Mi era sembrato nel sogno...

Boh, mi era sembrato.

Senti, io devo andare adesso. Mi stanno aspettando.

Devo partire. Ci dobbiamo salutare.

- E vabbè. - Addio, mio salvatore.

Addio.

- Addio! - Addio!

Eppure, se qualcuno lassù mi sente un favore dovrebbe farmelo una volta per tutte.

Farmi avviare questo cazzo di motore!

ACCENSIONE MOTORE

Allora non ce l'hai con me! Non sei arrabbiato!

Sì, sì, qui è l'albergo Karim.

Sì, glielo chiamo subito.

Signor pretore! Il telefono.

Pronto?

Sì, sono io.

Buongiorno, signor prefetto.

È due giorni che aspettavo... BALBETTA

Scusi, sono un po' emozionato.

È due giorni che aspettavo accesamente la sua telefonata.

Sono venuto a cercarlo anche giù in pineta.

Sull'amaca.

È un prefetto molto sportivo, come il Papa.

Ho voluto metterti alla prova.

Sparire per un po' di tempo

per esser sicura del tuo amore.

(Lola) Per essere certa che mi volevi, che mi desideravi.

Ma tu mi ami? Dimmelo.

Sì.

- Dimmelo forte. - Sì, io la... la stimo moltissimo!

La tua voce mi fa impazzire.

Dimmi che mi vuoi baciare sulla bocca.

(barbugliando) Ti voglio baciare sulla bocca.

(Lola) Gridalo. Voglio sentirlo forte.

Ti voglio...! È il signor prefetto.

Ti voglio baciare sulla bocca! Bacio sulla bocca!

(Lola) Senti, vieni oggi alle tre.

Ti aspetto in via dei glicini 31.

Saremo soli e felici.

Io, te e l'amore. Tanto amore.

(Lola) SÌì?

- Gildo. - Ah, sei tu!

Ti aspetto. Vieni, vieni subito!

Sì!

- Che piano è, Lola? - Ventisettesimo!

Vengo in un baleno.

Che fatica orrenda...

Ma chi ha inventato l'ascensore è un genio autentico.

Altro... Dunque...

Dovrei essere... Mah...

Devo essere al ventisette.

Oddio, che avventura infernale!

Non ce la faccio più!

"YOU CAN LEAVE YOUR HAT ON" DI JOE COCKER

- Lola, che voglia che ho! - No, fermati! Ma cosa fai? Smettila!

Amore, lo facciamo subito, no?

- Lo facciamo qui? Io lo faccio da vestito. - Ma che cosa facciamo?

Ma come, che cosa? Zacchete.

Le pillole mi stanno per fare effetto, anzi, che mi stanno facendo effetto.

E poi, Lola, io ti amo.

Ma in fondo io non sono sicura del tuo amore.

- Che prove mi hai dato, scusa? - Ma come che prove ti ho dato?

Ma se appena mi hai chiamato io sono corso qui come uno stupido

e ho fatto cento piani a piedi che l'ascensore...

Lola, io ti prego... Io voglio vivere con te!

Io ti voglio sposare! Sai che faccio?

Mi licenzio e con la liquidazione ti porto dove vorrai.

Vuoi andare a Honolulu? E si va a Honolulu.

A Tahiti? E si va a Tahiti.

Milano Marittima? Milano Marittima!

- Sei pronto ad esaudire ogni mio desiderio? - Quello che vuoi.

Intanto togliti i calzoni.

(uomo) Guarda quelle due.

Ah, la blu è una gran figa, ma l'altra è un gran cesso.

Non sai come mi eccita sapere che sotto quella gonna c'è un corpo da maschione.

- Non eccita anche a te? - Beh, a me meno.

Anche perché prima per strada Mm'hanno quasi presa a scarpate.

Dico uno che mi avesse detto una parola, una frase gentile. Niente.

Tu cerca di essere più femminile. Poi se continui a parlare con quel vocione.

Lola, ti posso chiedere una cosa?

Non riesco a capire i motivi per i quali mi hai obbligato a vestirmi così.

Come un pagliaccio.

- Hai visto nove settimane e mezzo? - No.

Lei si veste da uomo per far piacere a lui.

E tu non vuoi far piacere a me?

- Mi chiamo Liliana. - Brava!

- E tu? - Che cosa?

Non mi hai ancora detto come ti chiami.

Ah, che importanza ha?

Tanto per saperlo.

Geremia, ma puoi chiamarmi Gerry.

- Dove mi porti, Gerry? - A fare follie.

È da poco che mi sono separata.

Mio marito l'ho aiutato per dodiîci anni.

Aveva una piccola azienda tessile

bravo nei colori, ma nel business una frana.

E così io l'ho aiutato.

E adesso basta.

Non parliamo di te, eh?

Parliamo di noi, Luciana.

E della notte che ci aspetta.

Ehi, guarda chi c'è!

Andate forte voi due.

Mi raccomando.

Andiamo.

- Ma che c'è? - Vieni.

Ma che fai?

- Ti voglio. Ti desidero come un pazzo qui. - Ma che fai?

- Vieni qui... - Ma no!

- Ma no! - Lo vuoi anche tu, vero?

Dillo... Anche tu'

- Anche tu lo fare, vero? - Sì. Ma non qui.

- Ti prego, portami a casa tua o da me. - No.

- No, qui! - Portami a casa tua.

- Mi piace qui. - Sulla spiaggia?

- Sulla spiaggia? - No. Mi piace qui.

Lo lasciamo qui davanti a tutti.

- Ti prego, spogliati. - Si imbarazza. Dai.

Guarda, io non ho paura.

Io non ho paura.

- Ma cosa fai? - Per te! Per te! - Fermo!

- Lo faccio solo per te. Giuro. - Ma no. Fermati!

La prego, mi aiuti!

Non si preoccupi, lo fa tutte le sere. Nessuno ci fa più caso.

Ma come? Gerry, buono. Calma.

- Sì, buono buono... - Sta calmo.

- Gerry, stai bravo. - No...

- Ma, Gerry? - Allora, signorina,

me lo riprendo subito o me lo riporta a casa lei dopo?

- Chi è? Suo figlio? - No, cara, è mio marito.

Mi scusi, io non sapevo.

Non si preoccupi, bellezza. Ci sono abituata.

Lo fa per farmi ingelosire.

Poverino.

Così bello e così decorativo. Ma non funziona.

Non ha mica perso niente, sai, mia cara?

No, non arriva mai al dunque. Non ce la fa.

Bacia, carezza, ti tocca bene,

soprattutto nei piani bassi, non so se mi capisce...

Sai come lo chiamo io? Intima di carenzia.

Ci sei rimasta male, vero?

Te la volevi fare una bella sveltina, carina?

Ma che cosa ha capito lei?

Vai sul lungomare che forse se ce la metti tutta, qualcuno lo rimedi.

Vai, vai, carina!

Dai, svegliati! Tirati su!

Dai, Madonna...

Andiamo...

- Dai, balliamo? - Sì, balliamo.

Ma no, noi due. Dobbiamo sceglierci un uomo.

Un uomo?

Ma amore, forse tu non hai capito che anche se sono vestito da donna

sotto ho per te è un'attrazione fisica che non riesco a controllare.

E poi amore, io sono cotto di te.

Vedi, io ti amo moltissimo.

Anch'io ti desidero e ti amo

però devi soddisfare questo mio ultimo desiderio e poi sarò tua.

- Vai, vai! - Vabbè, ma con chi dici di...?

- Vai con quello. - Con quello? Con questa barba?

- Mi fai ballare? - Grazie. Preferisco di no.

Perché no?

Senti merda umana, io gli scorfani li butto via anche quando li pesco,

- sennò mi vien voglia di vomitare. - Come ti va...

Grazie. Molto umano lei.

Praticamente la situazione ha subito la seguente evoluzione.

Quello lì, con la barba, è un bravissimo pescatore di scorfani

e ma insomma... Ma non fa ballare.

- E scusa, scegline un altro. - Ma dove?

- Guarda quello col cappello. - Col cappello?

- Ballaci questo tango. - Un tango.

- E bacialo. - Come? - Sulla bocca. - Prego? Non...

Hai capito benissimo.

Eh sì, ma vedi, io ti faccio una confidenza...

- Io non ho mai baciato nessuno sulla bocca. + - E ora che cominci.

Ma io preferivo magari cominciare gradualmente. Magari con te, amore.

Fai come ti ho detto. Vai! Sennò mi arrabbio e non mi vedrai mai più.

No, no, no, no. Lo bacio. Lo bacio sulla bocca.

Questo qui con il cappello.

Buonasera.

Signore, mi può far ballare?

Lo faccia per finta, poi le spiego.

Ecco qui. Avete visto tutti?

È stato lui a prendere l'iniziativa. Si sono baciati.

Ecco chi è il giudice Ermenegildo Morelli!

Quello che ha fatto chiudere il mio locale, il Blue Angel.

Integerrimo difensore della moralità.

Ma ora finalmente sono riuscita a smascherarti. E per te sarà finita, porco!

(tv) La vuoi? Ti do questa margherita.

Tu ora prendi quelli e io prendo questi.

Posso fare le barchette.

Pio Pio, sei ancora alzato a quest'ora?

Ma cosa guardi? Oddio, i mostri!

Ne ho già visti troppi di mostri stasera.

Buonanotte.

E se viene la mamma, dille che è andata male.

Molto male.

APERTURA PORTA

- Chi è? - Liliana?

Posso dormire qui con te?

- Ma io veramente stavo... - Ho paura dei mostri della tv.

Dei mostri? Io te l'avevo detto.

La mamma mi fa dormire sempre con lei quando ho paura.

E vai dalla mamma, allora.

Stasera dorme fuori. Lo fa spesso.

Tu non hai un figlio?

Io? No, purtroppo.

Allora facciamo finta che io sia il tuo bambino e tu la mia mamma.

Io faccio la tua mamma

e tu fai il mio bambino.

Ora mi sento al sicuro. E tu?

Eh...

Io, beh...

Che fai?

Ma, Pio Pio...

Mi vuol dire perché quando l'hanno portata qui era vestito da donna?

Perché son dovuto andare a un ballo di carnevale.

D'estate?

Eh, sì, perché io... vede...

A Carnevale, cioè d'inverno, sono molto impegnato con le udienze.

Allora ai balli mascherati ci vado a ferragosto.

Siamo alle solite, non mi vuol dîre la verità.

- Ma si sente bene, almeno? - Insomma.

Non vuole vedere il nostro psicologo?

Senta, dottor Piedimonti, io la ringrazio di tutto,

ma a questo punto di tutta questa storia,

io sinceramente non ho più voglia di parlarne con nessuno.

- Nemmeno con me? - Lola.

Con permesso.

Avrei qualcosa da fare.

Signorina...

Sei venuta ad assaporare la tua vendetta, eh?

Ho visto i giornali. Riportano a tutta pagina la notizia.

E per di più domani annunciano l'uscita dalle fotografie.

Complimenti, una bella vittoria. Peccato tu non abbia scommesso.

Avresti vinto una bella cifra.

Comunque, per quello che mi riguarda, hai vinto.

No, invece sono venuta qui per dirti che sono stata sconfitta.

E per farmi perdonare di come mi sono comportata. Tieni.

Questi sono i rullini delle foto che ti hanno scattato ieri sera.

Non andranno mai sui giornali.

E adesso, se tu lo vuoi, possiamo stare insieme per sempre.

No.

No, Lola o Ramona o come ti chiami.

Noi due non siamo fatti per stare insieme.

Le nostre strade si sono divise.

E la mia ormai va in una direzione del tutto diversa.

Oh, no, Gildo, ma non è possibile.

E invece lo è. Purtroppo.

Vedi, questa avventura vissuta con te mi ha sconvolto l'esistenza.

Per me è stato come vivere una vita intera.

Dalla quale ora esco del tutto cambiato.

Ma Gildo, cosa dici, amore mio?

Niente, soltanto che tu sei una donna troppo donna

per un uomo poco Uomo come me.

Ciao, me ne vado.

Forse da adesso per me sta per cominciare una nuova vita.

- Ciao, bella! - Ma Gildo mio. Gildo, dove vai?

- Gildo? - Ma cosa è successo?

- Non so, io l'ho visto così strano. - Strano come?

- Io mi chiamo Pino. - E io Gildo.

Buongiorno.

Buongiorno.

Che carino! Anche la colazione.

Servizio completo.

A proposito, se non ti dispiace, vorrei sistemare subito una cosa.

- Quale cosa? - Sono 250.000.

Scusa, non ho capito?

Di solito alle altre amiche di mamma chiedo 300.000, ma a te ho fatto uno sconto.

Non è poi tanto per provare il brivido del proibito, no?

Ecco il tuo resto.

D'altronde mi devo fare una base.

Altrimenti come faccio ad arrivare al mio primo miliardo?

Dai, non puoi andare via senza dirmelo.

E va bene. L'ho fatto.

L'hai fatto? E com'è stato? Com"'è stato?

Sconvolgente.

Beh, veramente da come lo dici, sembrerebbe un disastro.

Ma a lui che voto gli dai?

- A lui chi? - Ma quello con la moto.

- Non è stato con quello della moto. - No, è incredibile. Allora con chi è stato?

Non te lo dico neanche se t'ammazzi.

Senti, ti prego, dimmi almeno sei uno che conosco. Dai.

Sì, lo conosci, ma non così bene come credi.

Liliana!

Poveretto. Ma lui che c'entra? Mica è stata colpa sua.

SÌì, forse hai ragione. È stata colpa mia.

Ma adesso mi sento molto meglio.

Ciao, Simona, e grazie.

Addio, carino!

Ciao. Andiamo al mare.

Questo ti lascia ad Oslo.

Il resto del viaggio te lo fai su una bella slitta trainata da cervi, come Babbo Natale.

Bello, ragazzi.

(altoparlante) Alitalia, partenza per Oslo

- Tocca a me. - Ciao.

- Ciao. - Saluto.

Ciao!

Se passo dalla Lapponia, ti vengo a trovare.

Mi hanno detto che dalle parti del Polo Nord offrono la moglie agli ospiti.

E guai se non accetti, se si offendono.

- Ma non dire sciocchezze. - E te non mi tornare spretato

con una lappona con le mutande di pelliccia, eh.

(hostess) Da questo momento è consentito fumare.

Sono contenta che anche tu, Amalia, fai questa linea verso la Scandinavia.

Anche tu scendi a Francoforte?

No, io vado a Oslo.

(Amalia) A Oslo?

(suora giovane) Anzi, proseguo il viaggio verso la Lapponia.

(Amalia) A che fare in Lapponia?

L'associazione delle assistenti sociali mi manda là.

Devo andare a lavorare con un sacerdote.

(Amalia) Italiano o lappone?

(suora giovane) No, italiano.

Anzi è l'unico lato positivo, perché per il resto...

(Amalia) Per il resto?

(suora giovane) Beh, pare che vivremo in una specie di eremo.

Io e lui soli. Lavorando insieme tutto il giorno.

Anzi, notte.

Sai che la notte boreale dura sei mesi?

Beh, la passerò sola con lui. Sempre.

Oh, la missione è la missione. Non è che...

(passeggero) Pardon?

No, queste son cose di Rimini.

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