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Il mio nome non è importante.
Sono un personaggio di fantasia.
Qualsiasi somiglianza a una persona reale, eccetera...
In questo film il mio nome è Joachim.
Ho condotto una lunga
e, come si suol dire, peccaminosa vita,
ma sono ricco,
molto ricco,
e circondato da un gruppo di persone che vogliono qualcosa da me.
Mai e poi mai!
Dicevo che ho vissuto una vita peccaminosa. È così che la chiamano.
Ma cos'è un peccato?
Non è chiaro, proprio come l'esistenza di Dio.
Vivo come se Dio non esistesse, quindi non c'è nemmeno il peccato.
Sono sicuro che Dio non esista?
Non sono sicuro di nulla.
A volte mi sembra che esista e che ci dia dei segni.
Ad esempio,
di recente sono stato in un caffè, in Israele, e ho ascoltato degli sconosciuti che discutevano.
Perché pensate che sia importante?
Nel gulag tutti quelli che ricordavano dei libri
potevano raccontare delle storie, la sera, nelle baracche.
Chi vive nella miseria vuole fuggire dalla realtà in cui vive,
ecco perché la letteratura è più necessaria di quanto si pensi.
La letteratura. Non ho mai pensato che potesse essere presa sul serio.
È un uomo di lettere?
No, sono un ingegnere ma... mi piace leggere. E lei?
Mi scusi, il telefono.
David?
Sì, sono io.
Dove sei?
Non importa. In Israele.
Vuoi venire? Ti invito.
No. Dovevamo incontrarci negli Stati Uniti. Torno in Polonia tra pochi giorni.
Ma perché? Ti trovi male negli Stati Uniti?
No, mi trovo bene ovunque.
Ma se non vieni in California, non ci vedremo mai.
- Allora vengo in Polonia. - Per cosa?
Per vederti di persona.
Hai avuto tre anni per farlo.
Non li ho avuti. Non possediamo il tempo. Il tempo possiede noi.
I fisici ne parlano abilmente. I fisici quantistici, intendo.
Pronto?
Pronto? Joachim!
Pronto?!
Perché sono sopravvissuto?
Dicono che sia stato un puro caso. Ma cos'è il caso?
Perché sono ancora vivo e gli altri sono morti?
Tutti i miei compagni di classe sono morti.
Tutti i miei amici...
Quel caso è stato un segno?
- Allora, ha visto cos'è successo? - No.
- Ero in piedi dietro l'angolo. - Perché era dietro l'angolo?
È quello a cui sto pensando.
Perché il mio telefono ha squillato proprio in quel momento?
Un mio conoscente mi ha chiamato dagli Stati Uniti.
In realtà è mio cugino.
Ho pensato che forse mio cugino, il matematico, potrebbe saperne qualcosa.
Ho sentito che per lavoro si occupa di probabilità.
- Per le compagnie di assicurazione. - Quel cugino sono io.
Non ho idea di cosa abbiamo in comune, probabilmente nulla.
Sono cresciuto senza una famiglia, in un collegio.
Non ho bisogno di nessuno per essere felice.
Ho la mia passione e questo mi basta.
Voglio dedicarmici, così ho calcolato quanti soldi mi sarebbero serviti fino alla morte,
supponendo di vivere fino a 100 anni,
con una posizione poco retribuita all'università,
considerando l'inflazione e che ho venduto me stesso per tre anni negli Stati Uniti.
Non sei nemmeno curioso di sapere qual è l'aumento.
È una sorpresa.
- Offriamo più di quanto ti aspetti. - Ma io non mi aspetto nulla.
Eravamo d'accordo che avrei lavorato per tre anni,
e questo periodo è appena finito.
Per questo abbiamo preparato un'offerta.
Sai, David, che...
ti stimiamo moltissimo.
Devo dire, modestamente, che anch'io mi stimo moltissimo.
Allora...
- Parliamo di numeri. - Ma non ha senso.
Voglio tornare alla ricerca pura.
Non ho mai amato la ricerca applicata. Io...
vi ho venduto tre anni della mia vita,
e ho risparmiato abbastanza soldi per vivere felicemente.
Ma ora potrai metterne da parte molti di più e più velocemente.
Lo so, ma non voglio.
Non mi... servono.
Lei è molto fortunato.
Si ricorda quanti soldi ha preso in prestito quando ha comprato questa proprietà?
- Tanti quanto il valore iniziale. - Beh, sì, certo.
E... sa quanto potrebbe ricavare se decidesse di vendere la sua casa adesso?
No.
- Provi a indovinare. - Non ne ho idea.
- Lei, più di chiunque altro, sa contare. - Sì, ma non mi piace farlo.
Allora, a che punto siamo? Spero di non dover pagare nulla in più.
In più?
Il suo profitto sarebbe vicino al 100%.
- Cosa? - Sì!
Quasi 100.
- Ma è impossibile. - Lo so. È davvero impressionante.
Ma, al momento, i prezzi in questa zona stanno andando alle stelle.
È molto fortunato. Magari avessi investito io.
Non sono fortunato. Significa che ho sprecato almeno un anno della mia vita qui
per il mio sciocco errore! Ecco cosa significa.
Non voglio quei soldi.
Io non... non so cosa farci.
Lei cosa farebbe?
- Io? - Sì... con quei soldi.
Non saprei...
- Compri una bella macchina. - Non mi piace guidare.
- Li tenga per l'università dei suoi figli. - Non voglio figli.
Allora magari aiuti qualcuno di meno fortunato.
Cosa intende? Tipo beneficenza?
Sì, perché no?
Sì, forse, forse...
Sembra ragionevole.
- Quanto serve? - Due milioni.
RACCOLTA FONDI MEDICA
Riconosce che le nostre vite dipendono dal denaro?
Faccio un bel bonifico
e qualcosa cambia nel mondo.
Un bambino, che sennò morirebbe, sopravvive.
Ho salvato una vita? Io?
Qualcuno ne è responsabile?
O c'è solo il caos governato dal puro caso?
NUMERO PERFETTO
Non ho mai giocato alla roulette.
La vita è una scommessa, dopo tutto.
Gli affari sono una scommessa.
Ho rischiato, ho vinto.
A volte ho rischiato tutto ciò che avevo.
A volte la vita.
Perché volevano uccidermi?
Perché li ho cacciati dalla loro terra che mi serviva per la miniera.
Era un'ingiustizia?
A cosa gli servivano i depositi di carburante sui quali si erano stabiliti?
Nessun merito. Un caso.
Ma per me era una fortuna.
Nella mia vita ho ottenuto tutto ciò che ho voluto.
Non ho desiderato il potere perché è l’equivalente del denaro.
Non ho voluto nemmeno l'amore.
È possibile?
Sì.
Sono single e non mi dispiace.
Perché voglio incontrare quel mio cugino?
Non lo so.
Non ho bisogno di nulla da lui.
Allora perché?
Questa è una sequenza di Fibonacci casuale.
La sua casualità si basa sul fatto che ogni volta che lanciamo una moneta
se esce testa, aggiungiamo, e se esce croce, sottraiamo.
Croce.
Il tasso di incremento di una tale sequenza casuale
è stato calcolato nel 1999 dal prof. Viswanath,
e nella mia ricerca intendo
scambiare una moneta con un dado, tra le altre cose.
Avrò quindi sei opzioni invece di due.
Stimerò il tasso di incremento di questa sequenza casuale,
e, se tutto va bene, questo numero avrà il mio nome.
È un progetto molto ambizioso.
Ma so che tutte le idee migliori ci vengono prima dei 30 anni.
Ma si rende conto che possiamo offrirle
solo un contratto di servizio
perché dovrebbe aspettare qualche anno per una posizione a tempo pieno.
Sono preparato a questo.
Ho abbastanza soldi per le necessità di base. Devo solo comprare una bicicletta.
Giusto, non ha senso acquistarla.
Posso noleggiarla.
Non mi hai detto che eri tornato.
Tre anni fa ti ho detto esattamente quando sarei tornato.
Non è cambiato nulla.
E tra noi non è cambiato nulla?
No... Io sono un egoista ancora più grande che non ha nulla da offrire a nessuno...
...e non accetti nulla da nessuno.
- Sì. - Lo so.
Prego.
Non farti spaventare dalla valigia. L'ho presa, ma non mi trasferisco qui.
Bene, perché non sono in grado di condividere un appartamento.
Ho provato a vivere con un gatto, ma non ha funzionato.
Mi chiedo se sei tanto... progressista o tanto arretrato.
Cosa intendi per progresso?
Un giorno hai detto che il progresso è amore.
"Più amore c'è nelle persone, meglio è per loro e per l'umanità".
- Ti cito a memoria. - L'ho letto da qualche parte.
Amore significa anche sofferenza, e non mi piace.
Ecco perché sono così.
- Ma resta, se così avevi programmato. - Non mi serve la tua pietà.
Ho dove andare.
Ma...
Puoi rimanere qui una notte.
Un giorno ti ho chiesto se sei sempre stato così.
Sì.
Da che ricordo sono sempre stato emotivamente autosufficiente.
È perché tua madre è scomparsa dalla tua vita molto presto?
Sì.
Mio padre non era presente.
Cioè, mi ha sostenuto finanziariamente ma ho dovuto vivere da solo.
Sei innamorato di te stesso?
Per niente.
Anzi, a volte mi odio.
Ma mediamente sono neutrale nei confronti di me stesso.
Non provi rancore nei confronti di tua madre?
No, perché pensavo fosse morta.
Giurerei di ricordare il suo funerale.
Ma all'epoca dovevo essere molto piccolo.
Per anni ho posato fiori sulla sua tomba.
Poi è venuto fuori che mio padre si era inventato quella storia.
In realtà mia madre ci aveva lasciati e non voleva più saperne di me.
Ma l'ho scoperto quando ormai ero un uomo adulto.
Pensi di essere un uomo adulto?
Sì, sono addirittura già molto vecchio.
Aspetta.
Joachim?
Qui?
Che hotel?
Va bene, vengo.
Hai chiesto del mio cognome, del perché è diverso dal tuo.
È stata un'idea di mia madre.
Quando eravamo a Leopoli, dopo la guerra, voleva a tutti i costi andare in America,
ma il console ci disse che i visti per gli ebrei ucraini e polacchi avevano raggiunto il limite
e le consigliò di fingere di essere tedesca perché per loro i visti erano ancora disponibili.
Così un pastore le dette un certificato di nascita falso.
Purtroppo, in seguito non potemmo più usare il nostro cognome precedente
perché sarebbe venuto alla luce che avevamo mentito all'ufficio immigrazione.
Ma siamo cugini.
Inoltre...
Sei il mio unico cugino.
Ecco perché ti ho invitato così spesso. Ma tu non hai mai voluto venire.
Eppure sarebbe stato appropriato considerata la mia anzianità,
per non parlare del fatto che sono un milionario e tu no.
- Che importanza ha l’essere milionari? - Ce l'ha, ce l'ha.
Vedi, un milionario può lasciare un'eredità.
- A chi? - Esatto, a chi?
Può lasciarla a un ente caritatevole,
o sostenere una fondazione o un'università,
o lasciare tutto al suo umile cugino.
Ti riferisci a me?
Chi ti ha detto che sono umile?
Ho un'opinione molto alta di me stesso.
Ma il denaro può essere un peso per qualcuno?
Per me di sicuro.
Ma per quanto riguarda la nostra università, è un'ottima idea.
Se così credi.
Davvero, ho quasi sempre vinto nella mia vita.
Ho avuto tutte le donne che ho desiderato.
Non parlo di soldi, perché ne ho di più di quanti potessi desiderarne.
Ho fatto di tutto per essere indipendente dalla fortuna.
Odio le formule di probabilità su cui David trascorre tutti i suoi giorni.
Io preferisco corrompere le probabilità.
E se non ci riesco, ho sempre una piccola fiala.
Mio padre ne portava una simile durante la guerra.
Di cianuro.
Basta rompere la fiala e il mondo intero scompare.
Ho visto motociclisti, che la pensano allo stesso modo,
mettere un filo d'acciaio attorno al collo prima della gara.
Per non soffrire dopo l'incidente.
Per i cristiani, l’accettazione della sofferenza a volte significa libertà,
se quella sofferenza serve a qualcuno.
Ma qualcuno mi chiede se voglio soffrire per lui? Non voglio.
Sai che anche Hitler aveva una fiala così?
Aveva paura che fosse scaduta, ma non lo era, ed è morto.
- Aspetta... - Che c'è?
- Che fai? - Niente... Aspetta...
- Scusami. - No...
Niente. Vedevo delle cose.
Ho davvero delle capacità medianiche?
Mi succedono cose improbabili.
Ma... possibili.
Probabilmente non si è sempre extrasensoriali, solo a volte.
Forse significa che...
qualcuno controlla le cose che sono improbabili ma sempre possibili.
Ogni giorno, in ogni città, un numero costante di persone muore in incidenti stradali.
Se un giorno muoiono più persone, la media si riequilibrerà il giorno dopo.
Ma non si sa chi morirà.
E io, quando a volte vedo un'aura, non so bene cosa farci.
Forse è il tempo che torna indietro, e ciò che sarà è già stato.
Quando il male resta impunito,
la gente dice: "Dio, vedi e non reagisci?"
Ma quando Dio reagisce con un tuono come nell'Antico Testamento,
implora la grazia.
E poi vive come se Dio non esistesse.
Anch'io ho condotto una vita simile e sono piuttosto ricompensato, non punito.
Di' che Dio non esiste e 100 dollari sono tuoi.
Che gliene importa?
150 dollari.
Dillo in una frase completa: "Non credo in Dio".
E se mento?
E allora? Se Dio non esiste, non ti punirà.
- E se esiste? - 200.
La mia ultima offerta.
Venga...
Venga...
Le dico una cosa.
Gratis.
Dio non deve esistere....
...per esistere.
Hai perso la tua occasione. O ti sei meritato la salvezza.
Era uno scherzo?
Sì, ho recitato la parte di Don Giovanni.
E non pensi di aver fatto del male?
Certo che sì. L'ho fatto a loro e a molti altri.
Vuoi che ti faccia una confessione? A te come a un prete?
A Dio, piuttosto.
Va bene. Qual è la cosa peggiore che hai sulla coscienza?
Hai ucciso qualcuno?
E se ti dicessi di sì?
Allora è meglio che tu non lo dica.
Non posso fare una confessione a Dio, perché anche se esistesse,
non credo che vorrebbe interferire con le nostre vite.
Ma devo fare una confessione su una storia semplice.
In azienda avevo una vecchia segretaria. Un vero tesoro!
Faceva tutto, sapeva tutto.
Quando il Cda volle sbarazzarsi di me, decisi immediatamente di sbarazzarmi di lei.
Non mi avrebbero licenziato se lei non ci fosse stata.
Così la licenziai subito e fui io a dirglielo.
Non poteva essere salvata?
Sai, non ricordo. Ma questo non diminuisce il mio senso di colpa.
C'era un'ambulanza, l'ospedale, ma non so cosa successe dopo.
Non ricordo nemmeno se fosse nera o meno.
In Africa, quando stavano per impiccarmi, avrei voluto ricordarlo,
ma in momenti del genere la memoria spesso fallisce.
Come può avere senso? Cosa c'entrano l'uno con l'altro?
Le stesse regole valgono per la natura animata e inanimata, micro, macro...
Ma perché è così?
A chi lo chiederesti?
A un naturalista? Un fisico? Un filosofo?
Forse la matematica suggerisce solo che la natura non è accidentale.
Guarda. Un teologo ti direbbe che in questo c'è una traccia di Dio.
- In questo? - E un matematico che c’è solo calcolo.
Che ne dici di fare il teologo?
Guarda. Hai mai pensato che Dio potrebbe crearci in due dimensioni?
E se c'è una creatura che esiste in un numero maggiore di dimensioni,
essa ci vede come noi vediamo gli abitanti di Flatlandia
che non sanno che sono su due lati di una stringa,
perché per loro il mondo è bidimensionale, proprio come per noi è tridimensionale.
E anche se qualcuno... un Dio...
bucasse questa stringa con un dito,
vedrebbero solo un cerchio.
Quando volevano impiccarti in Africa,
hai pensato che potesse essere una punizione per i tuoi peccati?
Quando cerchi di avere successo negli affari, i cadaveri si accumulano ovunque.
Letteralmente o in senso figurato?
Vuoi scrivere un libro su di me? Non ne vale la pena. Lo hanno già fatto.
Non ti rispondo.
Ma se la situazione diventa pericolosa, non hai paura della punizione divina?
- Divina? - Sì.
Credi davvero che Dio interferisca con la tua vita?
E che permetta così tanto male senza punirlo?
Penso che se anche Dio esiste,
tutto viene rinviato al giorno del Giudizio,
dove tutto sarà perdonato grazie alla Sua divina misericordia.
Lo dici sarcasticamente come se fossi arrabbiato per l'ingiustizia di Dio.
- Hai ragione. A volte mi arrabbio. - E allora cosa fai?
- Devo vantarmi di quanto sono nobile? - Lo sei?
Una volta, un certo polacco disabile mi ha chiesto aiuto.
Era disabile fin da piccolo, da quando era nato, in realtà,
perché sua madre era stata presa a calci nella pancia da un agente della milizia.
Scappa!
E cos'hai fatto?
Ho assunto un detective e abbiamo trovato quel figlio di puttana.
Gesù...
Ma è quel bastardo che bisogna incolpare per quella disabilità?
Ha senso perseguirlo e punirlo? In nome di cosa?
Si dice che Dio sia misericordioso e che perdoni tutti i peccati.
Da un punto di vista teologico, ti sbagli.
Il Vangelo dice che certi peccati non verranno mai perdonati.
Quali?
Quelli contro lo Spirito Santo.
Quando ci si esprime contro Dio.
Pensi che a Dio importi di una formica che bestemmia contro di Lui?
Così dice la Bibbia, sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento.
Ricordi il primo episodio del "Decalogo" di Kieslowski?
Un uomo crede nel proprio intelletto e calcola che il ghiaccio sia abbastanza resistente.
Ma la centrale rilascia acqua calda e il ghiaccio si rompe sotto il peso del figlio.
- Un evento meno probabile ma possibile. - Esatto.
Perché Dio sarebbe così crudele
da punire un bambino innocente per la bestemmia di suo padre?
Allora ti racconto una storia vera di un funambolo che conoscevo.
Anche lui aveva un figlio che amava molto. La moglie lo aveva lasciato.
Quel funambolo rischiava la vita camminando sulla fune,
ma nonostante ciò bestemmiava, si prendeva gioco della fede
convinto che Dio non esistesse.
Per te Dio è crudele e vanesio.
È così?
Nessuno chiede la mia approvazione.
Penso solo... che la nostra vita in un'altra dimensione abbia un senso diverso.
E non capisco questo senso.
Ma ci sto provando.
Un flatlandiano potrebbe non sapere che vive in un mondo tridimensionale
perché ha due dimensioni.
E neanche noi sappiamo in quante dimensioni viviamo.
- Fai ricerca in questo campo? - No.
Era l'obiettivo della ricerca di un matematico
vissuto più di due secoli fa. Io mi occupo delle sequenze di Fibonacci.
Cosa sono?
Vuoi davvero saperlo? È difficile.
Preferisco intrattenerti con degli indovinelli.
Per esempio, l'acqua calda riempie una vasca da bagno
in un'ora, da quando apri il rubinetto.
Quella fredda, in mezz'ora.
Quindi, se apriamo entrambi i rubinetti, quanto ci vuole per riempire la vasca?
Non ne vale la pena. È puramente teorico, pensa.
In un'ora l'acqua calda riempie una vasca. Quella fredda ne riempie due.
Insieme, in un’ora, ne riempiono tre. Ci sei?
Significa che per una vasca ci vogliono 20 minuti.
Intelligente.
Ma è molto diverso dal fare le parole crociate?
In che senso?
Vale la pena vivere per fare le parole crociate?
Pensi che la vita abbia un senso?
Mi è venuto in mente solo di recente ed è per questo che sono qui.
A proposito... volevo chiedertelo: perché?
Dammi una risposta concreta.
Non lo so ancora.
Ma ho pensato che avrei cambiato la vita a qualcuno,
che lo avrei reso felice.
- Ti riferisci a me? - Beh, te, per esempio.
Ma sono piuttosto felice.
Non posso darti nulla in cambio.
Perché no?
Perché non voglio.
Ognuno è responsabile della propria vita.
Hai vissuto la vita che volevi e ora hai quello che hai.
Ho... delle pillole prescritte da uno psichiatra.
Non avrei dovuto mischiarle con l'alcol.
- A cosa servono? - Accidia. Ora si dice "depressione".
L'accidia non è uno stato d'animo? Indifferenza?
Mi danno il testosterone per quella. Ma non funziona per niente.
Non voglio abituarmi a te.
Mi renderebbe dipendente.
Ora vado.
È meglio che ti accompagni.
- No, vado solo. - Vedo che c'è qualcosa che non va.
- No! - Joachim...
Vedo un'aura negativa su di te.
Un'aura? Quale aura?
Sì?
Sì, diciamo di sì...
Sono un parente del paziente.
Un parente lontano.
Non c'erano testimoni.
Non so se sia stato un incidente,
o se il camion lo abbia investito, o se sia inciampato mentre camminava.
In centrale ha testimoniato dicendo che si è buttato nel traffico.
Il tasso alcolico era alto.
Se avesse voluto uccidersi, avrebbe usato il cianuro.
Hai detto che hai visto un'aura negativa su di me?
A volte mi pare di poterla vedere.
A quanto pare mia madre aveva un sesto senso, quindi forse l'ho preso da lei.
E tu, una mente scientifica, pensi che sia possibile?
Io, mente scientifica, cerco di convincere me stesso e di venire a patti
con il pensiero che il mondo sia permeato dal mistero.
Shakespeare ne ha già scritto nell'"Amleto".
E ora cosa vedi?
Dai, guarda.
Ancora un'aura negativa?
No.
Non vedo nulla.
- E se anche fosse, non te lo direi. - Perché?
Perché va oltre la mia comprensione.
E la scienza no?
Questo non lo so ancora.
Mi pare di capire che rifiutate del tutto la mia tesi
poiché non sento alcuna argomentazione.
So che semplicemente sono troppo giovane per cambiare ciò che è già stato accettato.
Inoltre sono tornato dagli Stati Uniti,
sto andando bene e quindi vado ridimensionato.
Fate pure, tranquilli, è perfettamente naturale.
Non farò una scenata.
Me ne vado chiudendo la porta in silenzio. Non salterò dalla finestra.
Soprattutto perché non si apre poiché troppe persone vorrebbero usarla.
Quindi, prego. Una parola e la mia tesi finisce nella spazzatura.
- Perché parla così tanto? - Per risparmiarvi di dover parlare.
Ma perché?
Sto solo cercando di entrare nelle vostre menti.
Deve essere una sensazione spiacevole dire a qualcuno
che pensava di aver avuto un'epifania,
che sentiva di essere un genio per aver trovato una soluzione rivoluzionaria
che è un coglione.
Ma lo so, sono un coglione.
So cosa state pensando.
State pensando proprio questo, ma non volete dirlo.
Sono un coglione.
- Sì. - Grazie mille.
- Buona giornata. - Coglione!
- Il suo lavoro è ottimo. - Sta scherzando.
Ha già fatto il lavoro della sua vita, ma ancora non l'ha capito.
Se ti togli il cappotto, vorrei chiederti un favore.
Quale?
Se mi fai la manicure.
- Non puoi fartela da solo? - Potrei.
In America avevo una ragazza che era una manicure professionista...
Io, quando eri in America, non ho avuto una relazione seria.
Meglio che non sia stata seria.
O è peggio?
Quanti ne hai avuti?
Non molti.
- Non potevi certo aspettarmi. - No, ma ho aspettato.
Un po'.
Ti conoscevo già. Sapevo di non poter contare su di te. E non l'ho fatto.
Ti ho...
Ti ho rovinato la vita in qualche modo?
In qualche modo.
Perché credevo che saresti diventato una persona
che avrebbe voluto condividere qualcosa con qualcun altro.
- Lo sai che non ne sono capace. - Sì.
E so che adesso che ti hanno definito un genio, ti concentrerai ancora più su te stesso.
Come fai a saperlo?
Perché hai fatto una scelta consapevole e non ha mai voluto cambiarla.
Ora non sei nemmeno più in grado di farlo.
- È determinismo? - No, è la durezza del tuo cuore.
Hai un cuore di pietra, come tuo cugino.
Dove lo hai conosciuto?
In ospedale.
Non sai nemmeno che lavoro in Terapia Intensiva.
Dovrei essere geloso di lui?
Non di lui.
Ho conosciuto un ragazzo con cui vorrei iniziare una relazione.
Sento che dovrei parlartene.
Dovrei augurarti il meglio per il tuo nuovo stile di vita?
Puoi.
Posso chiederti di restare con me?
Solo per oggi.
Solo una notte.
Per favore.
Ho tanta fame di te.
Anch'io, ma...
Non voglio incasinare la mia vita a causa tua.
Aspetta.
Che c'è?
Niente.
Dovevo solo scrivere una cosa.
È importante.
- Perché mi hai chiamato? - Scusami.
Sarei venuto comunque nel pomeriggio. Ho dovuto farmi esonerare.
Mi spiace, scusami tanto. È mia abitudine fare le cose subito.
Cosa c'è di così urgente?
Volevo parlare del nastro di Möbius.
L'ho letto su Internet e ora non penso ad altro.
- A cosa? Al nastro? - No, alla metafora.
Che l'abitante di Flatland non sa che ci sono più di due dimensioni.
Credi che esista il mondo soprannaturale?
Non ci sono prove che non esista.
Non ci sono prove che esista.
Sai, quando ero davanti alla sala operatoria
in attesa di sapere se eri vivo, e per un attimo ho pensato di no,
ho pregato Dio di renderlo non vero,
ed ecco fatto, è andata così.
- Forse una cosa così è la prova. - Forse.
Sai, sento che lo scoprirò presto da me.
- Non vedi un'aura negativa su di me? - No.
- E la vedi su di te? - Neanche, mai vista.
Sinceramente, non so se la vedrei.
Forse non sono mai stato in pericolo, finora.
Hai mai notato che il lato sinistro e il lato destro
dei riflessi dello specchio cambiano di posto, e le parti superiori e inferiori no?
Guarda. Tieni.
Vedi? Ecco come dovrebbe essere.
Chiedi al vecchio di pagare il riscatto.
Vogliamo che riconosca la tua voce.
Allora?
Lo registri?
Allora resterai appeso per un po'.
È quel che vuoi?
La tua mente geniale verrà scossa.
Allora?
Forse un trattamento d'urto di questo tipo ti farà bene.
Registralo!
A cosa ti porta questo?
E può solo peggiorare.
- Lo registri o no? - Io?
Lo farai, o ti taglieremo qualcosa.
Che ne dici? Registriamo?
- No. - No?
Beh, no è no.
Tutto il tuo lavoro è inutile. E anche la tua vita.
Scegli un dito.
Quando il vecchio lo vedrà, si ammorbidirà.
Non ho mai capito perché non volevo arrendermi.
L'ego di un uomo?
Perché non era una questione di principio.
Tutti devono capire se ci sia qualcosa per cui valga la pena morire.
E per cui valga la pena perdere un dito.
Perché non era per i soldi di Joachim.
Per l'onore?
Anche questo è ego.
Non sono riuscito ad essere superiore a quello che mi era successo
e mi sono comportato eroicamente.
Ma per cosa?
Appena ha ricevuto questo pacchetto, ha capito che era il suo dito.
Sì, per l'unghia. Si faceva la manicure.
Perché lo chiede?
Sa, è già successo che dei banditi
inviassero dita mozzate a gente morta che si trovava in obitorio.
Ma dai.
Cosa dovrei fare?
Niente. Non li contatti per nessun motivo. Lo faremo noi per lei.
Ora le diranno dove lasciare il riscatto.
Penseremo noi a tutto.
- La prego, non contatti nessuno. - Certo.
Ci permetta di portarlo alla scientifica.
Ma certo. Tanto non può essere ricucito.
Ero sicuro di averli superati in astuzia.
E sono stati loro a fregarmi.
- Gli hai dato molti soldi? - Quelli che volevano.
Ne ho ancora un po', però.
La polizia è arrabbiata. Non le ho dato la possibilità di catturarli con il riscatto.
Te ne penti?
Avevi detto che volevi dare a me quei soldi.
Dopo tutto, è quello che è successo.
Sai, credo che sia tutta colpa mia.
Fai una pausa.
C'è qualcosa di giusto nella vita?
I giusti sono premiati e i malvagi puniti?
No.
Non è stato così nel passato e non lo è nemmeno ora.
Penso a coloro che mi hanno fatto del male?
Certo.
Ma li odio?
Vorrei che fossero il più lontano possibile a spendere i loro dollari.
Così da non desiderare di tagliare le dita ad altre vittime.
La vendetta è una perdita di tempo.
Ma a volte ricordo una storia di guerra che mi è stata raccontata da bambino.
Dicono che c'era un uomo, credo fosse un postino.
Uno dei suoi famigliari più prossimi era stato ucciso dai tedeschi.
E si stava vendicando senza farsi notare.
Ora, quel postino era un eroe o un serial killer?
Sarà salvato o mandato all'inferno?
Ho letto quello che ti è successo su Internet.
- Ma non diceva che hai perso un dito. - Solo uno, però.
Devo imparare a digitare con nove dita.
Mi faranno una protesi così la mano sarà bella.
- T'importa ancora? - No, ma ad altri magari sì.
La disabilità è sempre un tratto ripugnante.
Anche se la gente cerca di non mostrarlo.
- Un disadattato diventa subito un estraneo. - Una persona senza un dito è un disadattato?
È la prima volta che ti sento pensare più agli altri che a te stesso.
Pensi che sia la prima volta?
Penso di essermi comportato come un porco l'ultima volta che ci siamo visti.
Come un porco.
- Nei miei confronti? - Nei tuoi e del tuo ragazzo.
Non è più il mio ragazzo.
Quindi anche tu ti sei comportata male nei suoi confronti?
Sì, come un porco.
Pensavo che mi avrebbe aiutata a liberarmi da te.
E? Ti sei liberata?
No.
E ora?
Lo sai che non sono in grado di avere una relazione.
Lo so.
La situazione è senza speranza.
- Almeno per me. - Per noi.
Per noi.
Forse è una sorta di progresso.
Se dici "noi", forse qualcosa è cambiato in te.
Tutto è cambiato.
Hai avuto paura?
Pensavo fosse la fine.
- Ho provato un grande rimpianto. - Per cosa?
Per tutto.
Per tutto ciò che pensavo che avrei potuto vivere nella mia vita.
Cosa avresti dovuto vivere nella tua vita?
Non è quello che pensi.
Mi riferivo solo alla matematica. Solo ed esclusivamente.
- Sei sicuro? - Non sono più sicuro di nulla.
Ehi.
Dove sei finito?
È successo qualcosa?
No, no, niente...
Niente.
Sento che il mio tempo sta per scadere.
Visto? Finalmente dici bene.
Come un fisico quantistico. Il tuo tempo.
Perché ci sono diversi tipi di tempo.
Pensa di guardare attraverso un telescopio...
e che davanti a noi ci sia un pianeta lontano.
Diciamo che è a 100 anni luce di distanza.
E diciamo che sul pianeta ci sia un oceano.
Un oceano di mercurio che crea uno specchio perfetto.
Guardi dal telescopio e cosa vedi?
È mattina, a Waterloo.
Napoleone ha dormito male e oggi sarà sconfitto.
Tu lo sai. Ma lui no.
Lo stiamo guardando in tempo reale, ma l'immagine viaggia alla velocità della luce.
Cento anni luce lì, cento indietro.
Quindi possiamo concludere che esiste un'altra vita?
No. Ma potrebbero esserci altri mondi in un tempo diverso.
E, dopo la morte, tu potresti ritrovarti in uno di questi.
- In un altro tempo. - È una consolazione?
Non lo so. Ma se puoi scegliere tra qualcosa e niente, cosa scegli?
Qualcosa.
Allora è piuttosto possibile che qualcosa esista.
Mi dà molto conforto.
- Come ci è arrivato? - Non l'ho fatto. Ho solo premuto un tasto sbagliato.
- Può essere un'idea brillante. - Ma non è mia.
Si è scritta da solo.
Quindi è stato un errore provvidenziale.
Lei crede che ci sia una sorta di intelligenza superiore a noi?
Sono ateo.
Come è riuscito a fuggire?
La matematica l'ha aiutata?
No. Ciò che mi ha aiutato è che corro regolarmente.
Ricordo una dichiarazione audace del professor Steinhaus
che diceva che il matematico è colui che fa tutto meglio,
ma io non sono stato in grado di fare qualcosa di meglio.
- È stato un caso? - Che mi sia salvato?
Per i credenti, il caso è un fenomeno apparentemente casuale generato da Dio.
Puoi permetterti tutto.
Puoi portare tutti i medici qui o farti portare in Francia o in Germania.
Sarai assistito meglio ovunque.
Ma qui ricevo un'assistenza eccellente.
Ma stai peggiorando.
È perfettamente normale. È arrivato il momento di peggiorare.
Ma puoi sempre fare qualcosa.
Certo, ma perché?
Ho vissuto già abbastanza.
Hai vissuto abbastanza e non rimpiangi nulla?
Rimpiango tutta la mia vita.
Come mai? Perché?
Perché non ho mai amato nessuno.
Troverai divertente...
sapere di essere l'unica persona che probabilmente ho amato un po'.
- Perché? - Per nessun motivo.
Per un attimo ho pensato a cosa sarebbe bene per te...
e questo è l'amore.
In passato pensavo solo a cosa fosse bene per me.
Dopo l'attentato a Gerusalemme
ho sentito che c'era qualcosa al mondo che gli occhi non possono vedere,
che i sensi non possono sentire, e che io non ho accesso a quella zona.
Sì che ce l'hai. Ce l'hai.
Vuoi sollevare il mio spirito?
È vero, sento che qualcosa si sta aprendo a me.
Sento che mi sto avvicinando a qualcosa,
ma probabilmente non andrò oltre
poiché non ho abbastanza tempo.
Ricordo che tempo fa una zingara voleva dirmi quando sarei morto.
L'ho pagata per non dirmelo.
Oggi la pagherei per dirmi se c'è un "dopo".
Se c'è una sorta di "dopo", allora potrebbero esserci la vita eterna,
la dannazione e la salvezza eterna.
La dannazione deve essere la consapevolezza che c'è la salvezza,
ma non per tutti.
E la salvezza? È la felicità eterna.
Un orgasmo continuo.
E non è una bestemmia.
Papa Gregorio Magno disse che il Signore concesse ai nostri primi genitori,
che furono espulsi dal Paradiso, di mantenere il sesso per ricordare ciò che avevano perso.
Per favore... dammi il mio portafoglio.
Senti, se morirai prima di me...
mi manderai un segno per farmi sapere che c'è un "dopo"?
Pensi che sia consentito mandare segni da lì?
Aspetta.
Guarda, sono già morto.
Non sapevo che lo amassi così tanto.
- Ma non sto piangendo per lui. - Per te stesso?
Bingo.
Dopo tutto, non mi è mai importato di nessuno.
Ma stai consapevolmente usando il passato.
Non lo so. Forse è già alle mie spalle.
E cos'hai davanti?
Vuoi che lo dica usando il pronome personale di prima persona plurale?
Quello di prima persona plurale è "noi".
Una persona può davvero cambiare?
O sono l'unica che vuole crederci?
So che succede, ma...
è raro.
È improbabile, quasi un miracolo.
Eppure,
San Francesco e Sant'Agostino hanno visto miracoli, mentre cambiavano.
Perché avvenga un miracolo, è necessaria la grazia.
Ma si può supplicarla?
Dopotutto, arriva senza merito.
Cosa ti è successo?
Niente.
Come "niente"? L'ho visto.
Ricordi cosa disse Amleto ad Orazio?
Che ci sono più cose in cielo e in terra
di quante tu ne possa sognare.
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