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Eccoci.
Ti ho fatto cercare dappertutto.
Cesare si è sentito di nuovo male.
E come sta adesso?
Sono riuscita a stabilizzarlo.
Bene.
Mi ha chiesto di noi.
Gli ho detto tutto.
Io volevo fare la stessa cosa con Karen.
È incinta.
Ma di mio figlio.
Non posso abbandonarli.
Noi...
Com'è?
Non lo so.
Buongiorno, signora America.
Proprio.
Cerea.
Arrivederci.
Lasci stare, veramente.
Tanto devo andare via subito.
No, no, no.
Prego, prego.
Ci accomodiamo.
Grazie.
Sono venuta qui perché ho letto del padre
di Anna.
Greppi.
L'avete arrestato.
È qui per sapere se gli abbiamo detto
che ha una figlia?
Sì.
Quell'uomo mi preoccupa molto, lo so.
Allora diciamo che a un momento può tranquillizzarsi.
Sto cercando di capire se ci sono parenti
papabili.
In che senso?
Greppi prenderà molti anni di galera e non
potrà occuparsi della bambina.
Però, se nella sua famiglia ci fosse una
brava persona...
Certo.
Beh, allora, quando lo scopri potrebbe farmelo sapere.
Certo che l'ha presa proprio a cuore.
Ho solo fatto una promessa alla madre.
Ho la sensazione che non sia solo quello.
Devo andare a lavorare.
Grazie.
Buona giornata.
Buongiorno, Ispettore.
Ha firmato il verbale?
Sì, ecco.
Grazie.
Cavaliere, allora l'aspetto qui la settimana prossima.
E mi raccomando, cerchi di fumare di meno.
Questo sarà difficile.
Ma quello è del Mass?
Ma si deve operare?
Sì, lo farò io.
Lo operi tu?
Scusate, potete dirci dove si trova la conferenza
stampa organizzata dal professor Corvara?
Non so di cosa stia parlando.
Grazie comunque.
E comunque il primario sono io.
Chi ci va in qua?
Ho visto tutti i giornalisti, vogliono vedere cosa
succede.
Buongiorno.
Buongiorno, buongiorno a tutti.
Grazie per essere intervenuti.
Questa mattina ci tenevo moltissimo a presentarvi un
nuovo apparecchio che abbiamo adottato qui in reparto.
Si chiama ecosonografo.
All'estero viene utilizzato per indagare le patologie
addominali.
Ma qui non siamo a cardiologia.
Accolto subito nel segno, arriverò quindi al dunque.
Grazie ad alcune modifiche che io stesso ho
portato al macchinario, adesso potrà essere utilizzato anche
per indagare alcune difficili patologie cardiache.
Qual è la novità?
È che avendolo portato io stesso dall'estero,
il macchinario è praticamente a costo zero.
E quindi ho deciso di donarlo all'ospedale
del Molinetto.
Ci faccia vedere come funziona?
Sì.
A questo proposito vorrei che intervenisse il mio
collega, dottor Foschini, a cui sto insegnando ad
utilizzarlo.
Prego, dottore.
Per me è un onore stare qua vicino
al professor Corvara.
Allora, quando questa sonda viene appoggiata sul torace
dei pazienti, emette un'onda sonora che penetra
i tessuti e riceve indietro un segnale.
Certo che tuo cugino ha proprio un'aria
d'altri tempi.
Tipo vecchio, diciamo.
Tipo gallantù.
Ho un'accelerazione e la macchina lo trasforma
in una linea che viene segnata qua.
Bene, questa linea rivela qualsiasi patologia afflicca il
cuore con genita o meno che sia.
Grazie.
Grazie, dottor Foschini, è stato molto bravo.
Quello che in sintesi volevamo dirvi è che
da oggi il nostro reparto si dota di
un nuovo strumento, di un nuovo orecchio.
Oltre a quello della nostra cardiologa, naturalmente.
Ora, quali sono le procedure di ricovero?
Sono le stesse, quelle che utilizziamo sempre.
Tutto bene?
No.
Per niente.
Lo conosci, Cesare.
Hai sentito che cosa ha detto?
Quella macchina è una minaccia.
È un modo per dirmi che sono sostituibile.
Mi odia veramente tanto.
No, non credo che ti odi.
È solo molto arrabbiato e non solo con
te.
A me non hai chiesto niente di Carlo.
Tu almeno hai lui.
Hai ragione, scusa.
Sei l'ultima persona con cui dovrei lamentarmi.
Guarda che io non ho rimpianti.
Io non sarei potuta rimanere con Cesare.
Vorrei soltanto che mi perdonasse, ma è impossibile.
Ha alzato un muro.
E allora devi provare ad abbattere.
Ti ha amato tanto e non può chiudere
del tutto.
Ciao.
Dottoressa Brunello è attesa in corsia maschile per
un nuovo ricovero.
Invece, dottor Ferraris, stamattina sua sorella ha chiesto
di lei varie volte.
Grazie.
Che succede?
Sei bene?
Bene, come ieri.
Siediti.
Volevo parlarti di una cosa.
Mi viene data chicardia solo a chiedertelo.
Dimmi.
Vorrei vedere Mario.
Ascolta, dicevi che l'ospedale psichiatrico non era
il luogo adatto a lui, ma adesso che
sono qui potrebbe venire.
Non che questo sia esattamente il luogo ideale.
Ma sono mesi ormai che non lo vedo,
Alberto.
Avrò perso anche la sua tutela ma sono
sempre sua madre, no?
Questo non lo metto in dubbio.
E allora contentami.
Eh?
Sono anche preoccupato per te.
Nelle tue condizioni le emozioni forti potrebbero farti
male.
Mi fa più male la nostalgia di mio
figlio, credimi.
Ti prego, dimmi di sì.
Dimmi di sì.
Ne parlo con Karen.
Ah, perché adesso decide lei?
È così?
Decide lei?
Eh?
Oddio, scusa.
Scusami.
Faccio fatica a situarmi a questa cosa, scusami.
Stai tranquilla.
Mi fai sapere tu?
Ne parlo con Karen e ti faccio sapere.
Speriamo che questa Karen dica di no.
I bambini non si portano dai pazzi.
Ecco fatto.
È svenuto mentre giocava a calcio con i
compagni di scuola.
Non è stato così terribile, no?
Dice che gli mancava il fiato e ancora
adesso accusa una forte astenia.
Di solito a ricreazione se ne sta tranquillo,
non so perché oggi si è messo a
correre così.
Sì, ma il motivo non è importante.
Alla sua età deve poter correre senza problemi.
Però lo svenimento è un segnale d'allarme.
La pressione è bassa.
La sistolica è appena 95 su 70.
Vediamo.
Ma questa?
Te la sei fatta cadendo?
Sì, che figuraccia.
Comunque sono Edoardo, piacere.
Scusami, io sono Delia.
Però non è una figuraccia sentirsi male.
Beh, se cadi come una peracotta davanti a
tutta la scuola, sì.
Sentiamo il cuore.
Allora, che ha?
Ho sentito un soffio.
Sembrerebbe il classico causato da un dotto di
botallo pervio.
Però non è possibile.
Perché?
Che cos'è questo dotto?
È un piccolo foro nel cuore, però di
solito si chiude a tre giorni dalla nascita.
E invece lui ce l'ha aperto?
Beh, se così fosse avrebbe dovuto avvisare i
sintomi prima.
A parte le sincopi, i problemi di crescita.
No, lui è alto e pesa come gli
altri e non ha mai avuto problemi.
A parte una pleurite da piccolo, ma poi
basta.
Una pleurite ha detto?
Non dico che avrebbe dovuto chiedermi il permesso,
ma almeno avvertirmi che il primario qui sono
io.
Nessuno lo mette in dubbio.
Quando c'ero io al suo posto non
mi sono mai permesso di fare una cosa
del genere.
Mi dispiace averle dato questa impressione.
Si arrabbia, ma io sto lavorando per lei
e per tutto il reparto.
Non mi dica.
Avanti!
Scusate il disturbo, volevo sapere se l'ecsonografo
è già operativo.
Vorrei usarlo per un chiarimento di una diagnosi.
Bene.
Usatelo pure, ma voglio essere informato.
Come andrà?
Grazie.
Forse si tratta di valvolopatia e non di
tutto per più.
Ma sei detto che hai sentito distintamente il
soffio.
Sì, è vero l'ho sentito, però è...
è strano che un ragazzo sia arrivato a
14 anni con un foro nel cuore.
Se lo ha, l'ecsonografo lo vedrà.
Se ho capito bene i suoi tessuti molli
è più efficace della GX, giusto?
Vedrò il paziente, gli farò gli esami e
ti farò sapere.
Tiene perfettamente.
Vedi?
Fa' sta ragione, hai fatto un ottimo lavoro.
Grazie.
Non è soltanto la tenuta stagna che mi
colpisce, ma il tipo è vertente in sopragitto.
Rivela una mano espertissima.
Dov'è che hai imparato in Francia?
No.
E come mai sei così bravo?
Forse è merito dell'I.N.A. o
ti sei scordato che è mio padre.
Mi sembra davvero una discussione utile.
Devo andare in bagno, scusate.
Eh, tu...
tu stalle dietro.
In che senso?
Che una studentessa che esega una anastomosi vascolare
come questa senza che nessuno gliela abbia insegnato
è un talento naturale e quindi va coltivato.
Ah, finalmente ti ho trovato.
Ti ho cercato ovunque.
Scusami, adesso ho da fare.
Prima però mi spieghi.
Come fai ad essere così bravo?
Non so cosa mi sia preso, ho improvvisato.
Guarda che ti sta crescendo il naso.
Che fai?
È un modo di dire, dà pinocchio.
Pinocchio?
Non ci credo che non sai che sia,
ma da dove vieni?
Virginia!
Che c'è?
Vuoi sgridarmi?
Tutto il contrario.
Hai vinto un trattamento speciale.
Cioè?
Ferraris mi ha detto di darti delle esercitazioni
ad hoc più complesse di quelle dei tuoi
colleghi e potrai anche fiancarmi in corsia eseguendo
dei primi piccoli incarichi da medico.
Te lo sei meritata, sei stata brava.
E vogliamo pranzare insieme?
Se dovremo lavorare fianco a fianco...
Appunto, lavoreremo.
Ma cos'è che...
è tipo una ricetta svedese?
È così cattivo?
È particolare.
Lo sappiamo che la cucina non è il
mio forte.
Infatti non puoi avermi chiamata qui solo per
portarti il pranzo, ci deve essere un altro
motivo.
Luisa ha chiesto di rivedere Mario.
Non l'avrei detto di sì, spero.
Perché subito sulla difensiva?
Senti, io lo capisco come ti senti, ma
non è colpa tua.
Tu hai solo seguito i consigli del medico
sull'elettroshock.
E questo cosa c'entra?
C'entra, perché sembra che tu ti sia
dimenticato di quanto tempo ci abbiamo messo per
tranquillizzare Mario, per farlo dormire di nuovo nel
suo letino.
No, certo che non me lo sono dimenticato.
Per non parlare di tutte le paure che
gli sono venute?
Adesso sembra più tranquillo, sembra sereno, ma noi
non lo sappiamo veramente che cosa pensa.
Vabbè, trattasi solo di una bisdita.
È comunque fino a prova contraria alla madre.
Una madre che non sta bene e che
lo ha messo in pericolo.
Me lo ricordo molto, molto bene quello che
ha fatto mia sorella.
Sembra di no.
Ci vediamo stasera.
Ciao, amore.
Comunque l'Andrea è veramente terribile, cioè non
è anche arrivato e già è diventato il
cocco di Corvare.
Perché è bravo, il professore ha sempre avuto
occhi per il talento.
Sì, ma essere bravo e bravo non è
appunto che non è questo, è che c
'ha una fortuna sfacciata, ma da piccolo.
La fortuna aiuta gli audaci, no?
Gli audaci?
Mi sembra un po' esagerato per uno che
voleva diventare prete.
Stai scherzando?
No, no.
Dopo la laurea c'ha avuto una crisi,
dice che non gli bastava più curare i
malati e voleva farsi prete.
E perché non ha preso i voti alla
fine?
Questa è una bella domanda, ce la siamo
fatte tutti in famiglia.
Anche perché donne?
Zero.
Come...
Come mai?
Boh, la madre dice che sta cercando quella
giusta, ma se nessuna te lo piglia, nessuna
te lo piglia.
Scusa, com'è tutte queste domande tu?
Si capiva che fosse un uomo serio, ma
non immaginavo così serio.
Spera, non è che ti piace il mio
cugino?
Salve, dottore.
Salve.
E tu?
Ciao, sono venuto qua per curiosità scientifica, posso
assistere?
Ma non saprei, il professore che decide, quindi
non...
Ma guarda, io mi metto qua, zitto zitto,
buono buono, non mi vedi e non mi
senti.
Anche la canottiera?
Eccoci qua.
Devi spalmare un po' sul petto di modo
che la sonno scivola bene.
Certo, dottore, ma è sicuro che noi siamo
qui senza protezioni?
Ma certo, le onde sonore non fanno male
come la Gix.
Io, dottore, sentirò male.
Assolutamente no.
Al massimo un po' di fastidio per la
sonda, ma tu lo sopportare benissimo perché sei
uno tosto.
Buongiorno.
Oh, professore, finalmente di nuovo in camice.
Lei?
Io stavo andando via.
Buon lavoro.
Bene.
Allora, siamo pronti?
Prontissimi.
Allora, sentirai un po' di freddo, ma passa
subito.
È bello rivederla in azione, professore.
Non solo l'ecosonografo ha confermato il dotto
pervio, ma ne ha dato una specificazione.
Secondo me si tratta di un dotto iperteso,
il sindrome di Eisenmenger.
Le evidenze cliniche non portano in quella direzione.
No, infatti.
Il ragazzo è dispnoico, ma non è cianotico.
Però è svenuto facendo uno sforzo.
Ma non è mai successo prima.
In generale non ha mai manifestato altri sintomi.
Magari c'è una spiegazione.
Ad esempio?
La presenza di una patologia concomitante che li
ha nascosti o alleviati.
Una madre mi ha detto che da piccolo
ha avuto una pleurite.
Scusa per l'interruzione, ma quei periodi ipotetici
qui non andiamo da nessuna parte.
L'unica cosa certa è che questo ragazzo
ha un buco nel cuore che non dovrebbe
avere, e quindi per me è da operare
subito.
Non sono d'accordo.
Se la situazione è come quella che stanno
ipotizzando il professore e la dottoressa, vuol dire
che lo shant è invertito.
Se chiudo il dotto, uccido il ragazzo.
Morirà anche se non lo chiudi.
Infatti gli ideali sarebbero via di mezzo, non
è completamente aperto, non è chiuso.
L'ideale non esiste, Ferraris.
Perciò lo trovi in alternativa in 24 ore,
o lo opero io.
Non esattamente al tuo stesso stile.
Vado dal dottore Alfieri.
Prego, mi prendo al corridoio.
Ciao.
Vieni.
La dottoressa Brunello ti aspetta per il controllo.
Rosa.
Virginia.
Ciao.
Non sapevo che fossi tornata.
Gli avevi detto solo del professore.
È lui quello importante, si sa.
Mi dispiace per tutto quello che gli è
capitato.
Come sta adesso?
Sta meglio, grazie.
Bene.
Bello l'anello.
Me l'ha regalato Fausto.
Hai buon gusto, bravo.
Scusa, Rosa deve andare.
A presto.
Vieni.
Posso dare una mano?
Sì, grazie.
Potresti passargli un poco di tintura sulla fronte.
Eduardo mi ha raccontato che si è fatto
male cadendo, ma non mi ha ancora spiegato
perché stava giocando a pallone quando mi ha
detto che non gli piace.
L'ho fatto per una dell'altra classe.
Una che vedo solo a ricreazione.
Volevo fare colpo.
Che romantico.
L'amore è una fregatura e fa solo
soffrire.
Non è vero.
Bisogna trovare la persona giusta.
Poi magari arriva quando non te lo aspetti
più.
Sì, ma bisogna vedere se ti vuole.
Non è mica detto?
La smettiamo di terrorizzare il ragazzo?
Oddio!
Oddio, scusami, scusami.
Mi fa vedere?
Oh no, mannaggia.
Che ti sei fatta?
Niente, solo tintura di iodio.
Ma non va via.
Se l'acqua non basta, serve l'alcol.
Lascia faccia.
È forse meglio che fai tu.
Mi sei mancata moltissimo.
Fausto, hai sentito?
Cosa?
Ho detto, non è che l'alcol macchia
la seta?
Non lo so se con la seta...
Cosa?
Scusa, non mi hai detto che...
No, perché io l'ho sentito veramente.
Fausto, ti senti bene?
Sì, si sto bene.
Scusa, deve essere un po' la stanchezza.
Comunque, l'alcol va benissimo.
Come sto?
Alberto cosa dice?
Dice che non è niente di grave.
È così, infatti.
C'è stato gentile a passare.
Scusate.
Scusa tu.
Stavo andando via.
Posso trovarti presto?
Grazie.
Ciao.
Cesare.
Cesare, scusa un attimo.
Luisa ancora non lo sa perché non voglio
che si spaventi, ma le impianterò il tuo
pacemaker.
Ha un blocco atroventricolare Mobitz 2.
In che senso mio?
Quello che hai portato da Houston.
Sei sicuro di volerlo fare?
Sì, perché?
I pacemaker americani hanno mostrato permeabilità ai liquidi
corporei.
In alcuni casi i circuiti sono stati danneggiati.
Non lo sapevo.
Certo, è un rischio limitato.
In America ne stanno impiantando migliaia.
È un rischio che non posso correre.
Scusa, devo andare.
Buonasera, professore.
Scusa il ritardo, ma mi hanno bloccato il
reparto.
Che succede?
No, niente.
Ma ho già capito che quel macchinario mi
darà grandi soddisfazioni.
Andiamo.
Sicuro che non ci sia ancora troppa gente
qui in giro?
No, il deposito è nei sotterranei.
Non ci vedrà nessuno.
Bene.
Cominciamo da questi.
Vorresti costruirne uno tu?
Sì.
Un pacemaker italiano che superi i limiti di
quell'americano.
Ma non possiamo attivare una ricerca perché tua
sorella ne ha bisogno.
Ferraris, dai.
Ma è proprio questo il punto, Mosca.
Luisa sarebbe la prima di una lunga lista.
Nessuno può permettersi quell'americano.
Verrebbero tutti alle molinette a impiantarsi quell'italiano.
E sarebbe un bel rilancio dopo lo smacco
di Barna.
Peccato che quello smacco ci sia costato molto
caro.
L'ospedale al momento non ha risorse da
investire in un tentativo di ricerca che peraltro
non sapremo come va a finire.
Ma l'incognita fa parte del progresso, no?
Eh...
Non ci sono i soldi, Ferraris.
Chiaro?
Mi dispiace.
Ciao.
Uno nove nove sette sette.
No.
Uno cinque cinque due tre.
Non c'è.
Uno tre tre cinque cinque.
No, no, non c'è neanche questo.
Nessuno di questi oggetti è presente nel tuo
elenco.
E neanche il reparto.
Questo vuol dire solo una cosa.
Che tutti i soldi che Mosca ha speso
non li ha spesi per questo ospedale.
E per cosa, allora?
Io ho ancora molti contatti tra i fornitori
sanitari.
Magari riesco a scoprire qualcosa.
Mosca mi ha detto di no.
Che fatica è quest'uomo.
E ora?
Secondo te?
Beh, quando ti ha detto di non soccorre
artificiale l'ha usato lo stesso.
E anche con i pesmi che erano romanti.
Ma ho bisogno che mi fai un favore.
Per lui e per l'ospedale sarebbe molto
importante.
Alberto ti ha spezzato il cuore e tu
hai ancora che dire da fare per lui?
Cioè, ho soltanto fatto una telefonata, non mi
sembra questo grande sforzo.
Senti, adesso devo andare perché c'è la
tata, ma io non ho ancora visto la
bambina.
Ma quando torna tua moglie dalla tournée?
Tra un mesetto.
Forse.
Perché forse?
Ma sembra che lo spettacolo stia andando molto
bene.
Forse lo prolungheranno.
O forse non vuole più tornare.
Non lo so.
Ne parliamo domani di persona.
Sì.
Buonanotte.
E...
Grazie.
Ciao.
Oh, Agatha.
Buonasera.
Ci sono delle cose qui per il bambino.
Purtroppo questa settimana hanno fatto poche offerte e
io non riesco a aiutarla con l'offerto.
E' riuscita a pagare il mese?
No, ancora no.
Allora senta, ci ricordi che si ha bisogno.
Qui abbiamo delle piccole stanze.
In due ci state.
Non dico comodi, però ci state.
Su, vada adesso.
Ci sono anche delle cose buone da mangiare.
Grazie.
Enrico!
Ciao.
Ciao.
Scusami se non ti ho avvertito che sarei
passata ma non sapevo come fare.
Non c'è problema.
È successo qualcosa?
No.
Volevo dirti che accetto la tua proposta.
Naturalmente sia ancora valida.
Certo che lo è.
Puoi cominciare già domani mattina se vuoi.
Davvero?
Ti aspetto domani in reparto.
Grazie.
Grazie mille.
Grazie a te per la fiducia.
Devo mettergli un po' d'olio.
Sarà la pioggia di questi giorni e avrà
fatto gonfiare il legno?
Che ne dici?
Parliamo di nuovo di Luisa?
Ma che cosa c'è da parlare?
Senza il pacemaker Luisa rischia di morire.
Io credo che...
farle rivedere suo figlio sia l'unica cosa
da fare.
Hai già deciso quindi?
Sì, Mario domani dopo a scuola verrà a
trovarla.
Io capisco se tu non...
non vuoi portarlo, non riesci a portarlo, io
mi organizzo in un'altra maniera.
Buongiorno, dovrei parlare con il dottor Ferraris e
la dottoressa Brunello.
Il dottore è in sala operatoria e la
dottoressa deve ancora arrivare.
Se vuole aspettarli?
Sì, grazie.
Bene.
No!
Ma prego, non lo faccio!
Ma cosa fai, pazzo?
Io stavo solo fumando una sigaretta.
Mi scusi, io...
pensavo che...
Lei è la sorella di Alberto Ferraris, no?
Ho capito.
Pensava che la pazza fossi io.
No.
L'ho detto semplicemente perché...
Lasci stare, lasci stare.
Sono io che non dovrei essere qui.
Ci sono tanti posti dove fumare.
Potevo andarmene in giardino, invece...
sono voluta tornare su questa terrazza.
Volevo guardare di nuovo di sotto e...
e capire come ho fatto a fare quello.
Scusi, ma lei chi è?
Io sono Riccardo Tosi.
Ho collaborato con suo fratello, sono un amico
di Delia.
Mi ha parlato molto di lei.
Quindi sa tutto.
Sì, sì, so tutto.
Ma non mi permetterei mai di giudicarla.
Vorrei crederle, ma dopo tutto quello che ho
combinato...
Ma che fa lei lì?
Il dottore le ha detto di non alzarsi
dal letto.
Sì, vado, vado.
Ma perché?
Che cos'ha?
Niente di grave.
Ma devo fare ancora dei controlli.
È stato un piacere conoscerla.
Piacere mio, arrivederci.
Il dottor Ferraris e la dottoressa Brunello la
stanno aspettando.
Grazie, arrivo subito.
Io mi occuperei della progettazione medica.
Tu di quella meccanica e tuo padre dovrebbe
pensare alla realizzazione del pacemaker.
Poi chiaramente il brevetto rimarrebbe a voi.
Anche quello del cuore artificiale deve essere nostro.
Sappiamo com'è andata a finire.
Però Alberto non c'entra niente, lo sai?
Lo so.
Io posso anche credervi, ma mio padre no.
Non ha più fiducia per chi lavora qui
dentro.
E non vuoi nemmeno provarci.
Secondo me stai sottovalutando il fatto che perfezionare
il pacemaker americano equivale a un affare da
milione.
Non esageriamo adesso.
Non hai idea di quanta gente ne ha
bisogno.
Sarà anche così, ma io conosco mio padre
e non riallaccerai i rapporti con qualcuno delle
molinette.
E se agisco senza dirgli nulla rischio che
mi diseredi.
Però c'è una cosa che devi sapere...
No, sa tutto quello che deve sapere.
Grazie mille per essere passato.
Bene, torni in ufficio.
Ci sentiamo, Delia.
Ciao Riccardo, grazie.
Perché non gli hai detto che il pacemaker
è per tua sorella?
L'hai sentito?
Senza il consenso del padre rischia troppo.
Però io non voglio.
Ad ogni modo anch'io ho qualcosa per
te.
Ci ho lavorato tutta la notte.
Hai appena trovato la soluzione per il mio
paziente.
Appoggeremo questo anellino sul dotto e lo chiuderemo
parzialmente con questo morsetto.
Via via i liquidi del corpo entreranno e
andranno a bagnare le lamelle interne del morsetto
che essendo di legno si gonfieranno e andranno
a chiudere il dotto.
Ma come facciamo ad essere sicuri che succederà?
Come si fa in questi casi.
Staremo a vedere.
Cioè tu vuoi lasciare il ragazzo aperto sul
tavolo?
Sì, il tempo che serve per vedere se
il legno reagisce bene.
Fatelo entrare.
Pronto?
Listo.
Dottor Mosca, posso entrare?
Mi sembra che tu l'abbia già fatto.
Sì, grazie.
Volevo sapere se ci sono novità sui nostri
contratti.
In realtà sì.
Il consiglio mi ha dato conferma.
Non potrò tenervi tutti, dovrò fare dei tagli.
Ma non ho ancora deciso quali.
Ma è assurdo, mi scusi.
Dice che non ci sono soldi ma ha
saputo che avete assunto nuovamente la Pezzani.
Evidentemente un'infermiera è molto più utile di
un portantino.
C'è altro?
Bene, ci siamo.
Ora dobbiamo solo aspettare.
La pressione sta scendendo, devi chiudere.
Devo aspettare che si gonfi per bene.
Magari serve troppo tempo.
Non posso rischiare di doverlo riaprire.
Alberto, gli esperimenti li facciamo un'altra volta.
La pressione sta crollando, chiudi sto torace.
Si sta gonfiando.
Di pochissimo, ma si sta gonfiando.
Lo chiudiamo, filo.
Ma quindi il buco c'è ancora?
Si, si e si chiederà lentamente.
In modo di dare tempo al cuore di
abituarsi alla nuova emodinamica.
Non ho capito, l'operazione è andata bene,
sì o no?
Assolutamente sì.
Però Edoardo deve rimanere qua, dobbiamo monitorarlo.
L'importante è che sia vivo.
Grazie dottore, grazie davvero.
Sì.
Guardi, in realtà il merito è del professor
Corvara.
È stato lui a individuare la corretta diagnosi.
Allora nella sfortuna Edoardo è stato fortunato.
Grazie anche a lei professore.
Arrivederci.
Arrivederci.
Cesare, è vero, senza il tuo ecosonografo io
probabilmente avrei sbagliato di agnosi.
È una fortuna riaverti qui.
No, noi non siamo una squadra, non lo
siamo più.
Interagiamo per il bene dei pazienti.
Dopodiché per me non esiste più nulla.
Dottor Ferraris è arrivata la sua fidanzata con
i bambini.
Ciao.
Come ti sei fatto grande.
Volevo restare fuori ma non c'è stato
verso.
Non preoccuparti.
Ehi.
Vieni a dare un abbraccio alla mamma.
Dai, non fare il timido, vai.
Mamma mia quanto mi sei mancato quanto.
Luisa.
Su, su, su.
Infermiera.
Luisa, Luisa.
Mario.
Dove è andato?
Dopo torna.
Tranquilla, tranquilla poi torna.
Abbraccio.
Eccoti, proprio te cercavo.
Allora com'è questo primo giorno di lavoro?
Bello.
Grazie.
Per ora sto solo facendo riscaldamento ma...
Bene, mi fa piacere.
Sì.
Bene.
Grazie.
Non ci posso credere.
Ma non ti vergogni.
Abbassa la voce Elvira, ti sentono tutti qui.
No, tu ti devi vergognare.
Portarti l'amante al lavoro, addirittura riassumerla.
Adesso basta.
Ti discusa subito la signora Vezzani?
Non importa dottore.
Mi dispiace.
Tu non stai bene Elvira.
Vai a casa.
Vai!
Aspettami qui un attimo.
Ha bisogno di aiuto?
No, no grazie.
Va tutto bene.
A me non sembra che vada tutto bene.
Lei è la moglie del dottor Mosca, vero?
Tenga.
Grazie.
Senta, chi ne dice se andiamo tutti insieme
al bar?
Ci beviamo qualcosa.
Mario, stai lì in macchina.
Dove andiamo?
Andiamo al bar, ti prendi una bella fetta
di torta.
Lei mi tenga, bambino.
E intanto io si sono la carottina.
Mi chiama Carlo, è mio cugino, è sempre
così.
Ma quindi la storia continua?
Siete amanti?
No.
No.
Però lei ci tenga ancora.
Allora tua moglie ha ragione ad essere gelosa.
Io la voglio lasciare mia moglie.
Sì.
Ma come fai?
A dire del fatto che siete sposati?
Il padre fa parte del consiglio.
Quello di Fannero ti fa.
Ti va a cacciare da qui ma non
ti fa riassuprare in nessun ospedale del regno.
Lo sai, sì?
Lo so benissimo.
Mi sto organizzando.
Ho un piano.
Sono quasi pronto.
Agatha.
Sono mortificato e mi dispiace moltissimo per mia
moglie.
No, non è colpa tua.
Però...
Dobbiamo evitare i momenti a due.
Perché se l'ha pensato lei potrebbero pensarlo
in tanti.
D'accordo, lo capisco.
Se tu coprerai dal masso...
E lui chi è?
Come si permette di dormire tu?
Voglio sapere se sarai tu a operare quel
bastardo.
Se ne vado chiamo la polizia.
Guarda che noi ti ammazziamo.
Ehi, ehi, buona, buona.
Ma che stai facendo?
Cammina, dai.
Via.
Tu chi cazzo sei?
Sono Gorilla?
Ma quale Gorilla?
L'odio, anch'io l'odio.
Solo che lavoro qui, non voglio problemi.
Intesi?
Lavoravo in fabbrica, poi dal masso ho deciso
di licenziarmi.
A me è un sacco d'altra gente.
Ti ricorda qualcosa?
Perché anche tu hai problemi di lavoro.
Con quel tizio che ha appena aggredito?
Allora invece di difenderlo dovresti venire al sindacato.
Noi siamo lì tutte le sere.
Io non so cosa mi sia preso.
Quando c'è di mezzo quella donna non
riesco più a ragionare.
Un po' come Alberto con sua sorella.
Che vuoi dire?
Possiamo darci del tuo, vero?
Sì, certo.
Dimmi.
Niente, niente.
Anche tu hai problemi con tuo marito?
Le famiglie sono complicate, si sa.
Forse mi manca solo un po' di libertà.
Non ero abituata a fare la mamma a
tempo pieno.
Ti capisco.
Anch'io mi sono sentita così quando sono
nate le bambine.
Perché non prendi una bambinaia?
Perché non ci ho mai pensato?
Sei la moglie di un chirurgo, cara.
Devi per forza avere una bambinaia.
Forse ho anche la persona giusta.
120 su 71.
Direi buono, no?
Hai svegliato?
Sì, ho una sete pazzesca.
Purtroppo dovrai aspettare per bere.
C'hai ancora sotto effetto dell'anestesia.
Fausto, come fai a stare senza di me?
Fausto, posso andare?
Dove?
A casa.
Io ho finito, andrei a casa.
Sì, certo, vai.
Me lo vuoi dire da dove vieni?
Ieri mi hai lasciato con una certa curiosità.
A Berlino Est.
Come hai fatto ad arrivare fino a Torino?
So che da lì è impossibile uscire.
Infatti, sono scappato.
Non è stato facile, ma...
Eccomi qua.
Come fai a parlare italiano così bene?
Mia madre era di Padova.
Anche tu l'hai persa.
Perso pure mio padre.
Per questo me ne sono andato appena ho
potuto, senza neanche farmi la valigia.
Ho lasciato gli tutti i documenti.
Ecco perché faccio le pulizie.
In che senso?
Quale ospedale mi prenderebbe senza un pezzo di
carta che certifica i miei studi?
Quindi sei un medico?
Mi mancavano troppo i bisturi, la sala.
Pur di stare qua mi va bene anche
essere l'ultima ruota del carro.
Non so se mi capisci.
Beh, mi sembri un po' sprecato per...
per pulire per terra.
Per ora va bene così.
Questa nuova libertà veramente per me non ha
prezzo.
E allora iniziamo ad usarla, questa libertà.
Partiamo dalla musica.
Quanto mi piace questa canzone.
Hai mai sentito parlare dello shake?
Cosa fai?
Se ci vedono...
Non c'è nessuno a quest'ora.
Dai, seguimi.
Devi fare così.
Così con le braccia?
Come fanno nei film.
Scusa, è meglio di no.
Dai!
Alla prossima volta.
Buonasera.
A lei?
Sa, ci è voluto molto poco per fare
quelle ricerche.
I parenti stretti di Greppi sono tutti morti
o in carcere.
Ah.
Quindi non gli dirà di Anna.
Beh, se la bambina ha una qualche speranza
di trovare una famiglia decente meglio di no.
Grazie.
Mi saluti la piccola quando la rivede perché
tanto lo so che la rivedrà.
In realtà stavo andando da lei adesso se
vuole accompagnarmi.
Volentieri.
L'altra volta non ci avevo pensato.
Questo è giusto che ce l'abbiarei.
Era di sua mamma.
Così è un suo ricordo.
Si è proprio affezionata questa bambina, eh?
No.
Posso salutarla?
Adesso, se non sta dormendo è nella terza
colletta.
Va bene, andiamo.
Come stai?
È leggerissima.
Più di quando è uscita dall'ospedale.
È il normale calo fisiologico dei neonati.
Tutto?
Quello l'ha già avuto in ospedale?
Non c'è bisogno, dottoressa, davvero.
Si sta preoccupando senza motivo.
La signora è un medico.
Se c'è qualcuno che sa quando preoccuparsi
è proprio lei, non crede?
Va bene.
Allora mi segui in infermeria?
C'è la signora Dattilo, professore.
Vuole che le dica di tornare un'altra
volta.
No, no.
La faccio accomodare.
Ehi, ciao.
Vieni, vieni.
Stai bene?
Sì.
Sembra un po' stanco.
No, mi stavo rilassando.
Ho fatto un po' di giri tra i
fornitori con i quali sono rimasta in contatto.
Indovina un po'?
Questo è l'indirizzo dove vengono portate le
forniture sanitarie acquistate da Mosca.
Sei stata brava.
Ragazzi, queste cose sono fondamentali.
Fatele vedere nelle fabbriche.
Sono importanti, perché altrimenti il mio papà e
non succedeva nulla.
Fate vedere queste cose.
Dobbiamo piazzare tutto quello là.
Là è fondamentale.
Ciao.
Ehi, ciao.
Bino, giusto?
Sì.
Sono contento di rivederti.
Quindi abbiamo un sacco di cose da discutere.
Vieni, ti presento gli altri.
Lui è Fausto, metà meccanico.
Bino, piacere.
Ero convinta che il cuore di Anna avesse
qualcosa.
A me ci sta abbastanza bene.
Sei contenta?
Sì, sì.
Mi scusi, le ho dato del tuo.
Ah, non c'è problema.
Mi chiamo Delia.
Marcella, ci beviamo una cosa?
Grazie, ma no.
Volevo tornare a casa.
Posso almeno accompagnarti?
In realtà volevo fare due passi.
Buonanotte.
Buonanotte.
Te l'avevo detto che non era una
buona idea, ma tu non hai voluto ascoltarmi.
Senti, mi dispiace che Mario si sia spaventato,
ma prima o poi dovevano incontrarsi.
Potevamo aspettare che Luisa stesse meglio.
Forse non hai capito che se non trovi
una soluzione, Luisa non starà mai meglio.
Il bambino sta dormendo.
Dovevo portare Mario da sua madre.
Io vado a dormire sul divano.
Sottotitoli e revisione a cura di QTSS
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