All language subtitles for La gazza ladra_track6_[ita]

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Original subtitles

- Ciao. Come andiamo? - Bene.

Quanti?

Tre.

Tre? Scegliamoli.

Quello.

- No. - Sono uguali.

Non sono uguali, lo sai!

Per il Re d'Inghilterra?

Quasi!

Passo a prendere le ostriche più tardi?

Certo, come al solito.

Sono 32,10 euro.

Hai contato anche le ostriche?

Certo. Praticamente regalate.

Manda un bacio a tua madre!

Non la vedo da un pezzo.

Certo, Maria. Buona giornata!

Consegna camicie!

Anche quelle a quadri?

Sì, erano tutte pronte.

La sua posta.

Le stiro prima di appenderle.

Così non fanno prudere.

Per pranzo preparo i filetti di branzino?

- Ne avevano? - Sì, sembravano buonissimi.

- Quanti ne vuole? - Sono grandi?

Come venerdì.

Gliene ho fatti tre e non li ha finiti.

Ne faccia comunque tre. Col riso?

- Riso pilaf? - Certo.

Allora li preparo.

Spenga i fornelli quando suona.

Metto il timer.

La panatura, non troppo spessa.

A me piace appena intinto nell'uovo.

Come vuole, Maestà.

- Non sono così difficile. - No...

Se faccio come dice lei.

Ovvio.

Dove sono i buccini?

Sono li!

E la maionese?

No. Ha detto che sapeva d'aglio.

Gliela preparo io.

Non con l'olio d'oliva.

Sì, Sua Maestà.

Mia cara Maria...

Potrebbe firmarmi qualche assegno? Li ho usati tutti.

Sì.

- Lascio gli scontrini come sempre. - Certo.

Ho fatto la spesa.

Grazie, cara.

Il resto è nel piatto.

Devo andare.

Non posso restare.

Altrimenti mi sgridano.

Anch'io ho dei padroni.

- Maria? - Sì?

Noi usciamo.

Andiamo in fondo alla Canebière.

Alla pasticceria buona.

D'accordo.

Buona passeggiata!

Quanto resta sul conto?

Niente.

E la carta è bloccata.

Come mai?

Non mi hanno versato la pensione.

- Vai a parlarci domani. - Certo.

Devo andare.

A quest'ora?

Mi vedo con Gaby.

Di nuovo?

Ha bisogno di aiuto con la moto.

Tutte le settimane?

Che succede, Bruno?

La sua moto è vecchia quanto me. Nessun altro la sa riparare.

Ancora col gioco?

Questo spiega il conto.

Io ti chiedo delle ostriche? E di come le paghi?

Maria...

Temo che Henriette...

stia perdendo la testa.

Lei crede?

Sì.

Di notte parla da sola.

Con André.

Chi è André?

André Barradet.

Non le ha mai parlato di André?

No.

Fu arrestato dai tedeschi.

In fondo alla Canebière.

Aspettava l'autobus davanti alla pasticceria buona.

Per questo ci andate spesso.

Pensa ancora che tornerà.

Erano bambini. Erano fidanzati.

Così, lo aspetta. Da tutta la vita lo aspetta.

Gli parla come se niente fosse per tutta la notte.

Non la deve svegliare.

Ma lei si arrabbia.

Lo sgrida, poveretto.

Non è pazzia questa?

Non è pazza.

Magari lo vede davvero.

Magari André è tornato da lei, a forza di pensare a lui.

Si dice che le persone con cui si litiga sono quelle che si amano davvero.

Sei bellissima. Ti amo. Ti amerò sempre.

È l'ultima volta che vado a Belgrado. È troppo dura.

Devo stare con te.

Lo dici sempre.

Stavolta è vero.

Parlerò col capo.

Meno soldi, ma più tempo per un altro figlio.

- Ah sì? - Sì.

Facciamolo subito...

Aspetta.

Cazzo.

Pronto, mamma. Sì.

No, non mi disturbi affatto.

Cosa? Sì, sta facendo le scale.

Sì, ti ascolto.

Vieni fuori.

- Mi vedi? - Sì ti vedo.

È sempre più bravo.

Dici? Non saprei.

Come no?

Te lo dico io.

Ascolto musica in continuazione.

Non preoccuparti per tuo padre e me.

Se non pago 85 euro di noleggio pianoforte perché mio nipote diventi un prodigio,

cosa lavoro a fare?

Ti dico che è dotato.

Come sta Kevin?

E appena partito.

Ah, è partito?

Si.

Tuo marito è coraggioso.

Ti richiamo.

Ciao! Baci!

- Signora? - Mi scusi.

4,50 euro, grazie.

Guarda un po'.

Mio figlio.

Qual buon vento?

Tieni, la posta.

Sono andato a vedere una casa a 100 metri da qui.

Il proprietario è morto.

Il notaio mi ha incaricato della vendita.

Pensavo fossi venuto a salutarmi.

Ciao, papà.

Cosa vuoi? Un aperitivo?

È un po' presto, ma... Sì.

Va bene.

Non mi chiedi come sto?

Mi sembri in forma.

Sono in forma...

In forma.

Mi annoio un po'.

Hai pensato a ciò che ti ho detto l'altra volta?

Ci ho pensato, sì.

Non faccio che pensare.

Ne ho il tempo.

Ai prezzi attuali, vendendo ora, troveresti un appartamento vicino a me.

Ci vedremmo più spesso.

Qui è troppo grande.

Da quando sei in carrozzina non sali più le scale.

Perché mi menti?

Non ti mento.

Non sei venuto a visitare la casa di un morto.

Sei venuto a convincermi di vendere la mia casa.

Parliamoci chiaro, figlio mio.

So bene che non hai voglia che ci vediamo spesso.

È triste, ma è così.

Tu pensi che io abbia ucciso tua madre perché l'ho lasciata.

Ne sei convinto.

Non posso farti cambiare idea.

Povero bambino mio.

Te lo dico una volta per tutte...

Se posso aiutarti, ti aiuterò.

Ma resterò qui, dove sono nato,

e dove morirò.

Dopodiché, farai ciò che vuoi.

A quel punto,

non m'importerà più.

Tua moglie sta bene?

Sta bene, sì.

E il lavoro?

T'interessa?

Sì.

Vuoi un altro bicchiere?

No, grazie, basta.

Allora...

Alla prossima.

Passa quando vuoi, non mi muovo da qui.

"In seguito a un allagamento..."

il noleggio del pianoforte...

"riscrivere l'assegno."

Non vivono più insieme, ma la vede ancora?

Mi fa ammattire.

Ha rovinato la vita mia e di mia madre e continua a mantenerla.

Sicuro che il pianoforte sia per lei?

Ma certo! Per chi dev'essere?

Te l'ho detto, insegnava musica.

- Tesoro. - Sì?

Lascia perdere tuo padre.

Mia sorella mi ha portato altri vestiti di suo figlio.

Vuole assolutamente un cuginetto.

O una cuginetta.

Carino, vero?

Molto.

Dobbiamo farlo prima che cresca troppo.

Potrebbe vendere! Ci ripagherebbe il mutuo.

Scommetto che ne ha aperto un altro. E noi non vedremo un soldo.

Ti spiace se mi fermo un po'?

Vieni.

Siediti qui, nonna.

Suonerò solo per te.

Bravo!

È sempre più bravo. Ce la farà.

Smettila! Non voglio che resti deluso.

Gli altri prendono lezioni private, non creiamo troppe aspettative.

Non possiamo permetterci di pagare 70 euro l'ora.

Lo so.

Lo so...

A sabato.

Arrivederci!

Maria?

Sì?

Non è stufa di fare le pulizie a casa dei vecchi?

No, mi fa piacere rendermi utile.

Aiutare gli altri.

Sennò cosa farei?

Insegnare agli altri come farlo.

Non saprei spiegarlo.

Non sono un'insegnante.

Devo scappare. Sono già in ritardo.

Cinque minuti!

Cinque minuti.

L'ultima volta che ho fatto tardi, la sig. ra Kalbiak mi ha scalato un'ora.

Sono molto solo.

Perché non vede suo figlio più spesso?

Perché ho lasciato sua madre e lui mi serba rancore.

È morta di cancro poco dopo. Lui è convinto che sia stata colpa mia.

Magari ha ragione...

Chi lo sa?

E lei va d'accordo con sua figlia?

Sì, anche se ha un bel caratterino.

Ma soprattutto, c'è mio nipote.

Lo amo più di ogni cosa.

È la luce dei miei occhi.

È sempre più bravo al pianoforte.

Tra poco ha un concorso.

Il piano è magnifico. È il re degli strumenti.

Sa che è quello che suona più note?

È appassionato?

Fin da piccolino gli ho fatto ascoltare tanta musica.

L'ho iscritto io al conservatorio.

Ora è tutta la sua vita.

E anche la mia!

Molto bene.

Quel tonto di Gaby e la sua moto...

Hai visto che ora è?

Hai ricominciato a giocare?

Come posso continuare a lavorare così?

Non lamentarti, sei fortunata a lavorare.

Chi offrirebbe un lavoro a me alla mia età?

- A parte Gaby. Cosa posso fare? - Non lo so!

Sei passata al livello superiore? Cos'è questo?

Non pensi mai a Nicolas?

Al suo livello ha bisogno di lezioni private.

Di un assegno per il noleggio del piano non se ne accorge nessuno.

Un secondo per le lezioni è rischioso.

Sei pazza!

No, non sei pazza. Sei ossessionata!

Si può vivere senza il piano.

Certo. E senza viaggiare...

Senza vacanze, senza foie gras, senza champagne!

Si può vivere in mezzo alle tentazioni senza mai concedersele.

Si chiama tortura! Io vado a letto.

Se non ti scoccia, puoi buttare la spazzatura?

Ci sono tante cose che non posso più fare, ma questo lo posso fare.

Vuole che dia da mangiare a Cornelius?

Che ora è?

Le 17.

No, è troppo presto. Ci penso io più tardi.

Allora posso andare?

- È a posto? - Sì, vada pure.

- Maria... - Sì?

Si prenderà cura di Cornelius, dopo?

Dopo cosa?

Non me lo lasceranno tenere al manicomio.

È venuto stamattina.

- Chi? - Il signore del manicomio.

Ma non funziona così! Chi è questo signore?

Il signore del piano di sotto. Dice che non posso più stare qui.

Quello che era venuto per la caldaia.

L'immobilista.

- Ah, l'immobiliarista. - Sì, lui.

Maledetto. Andrò a parlargli. Se ci sono delle novità le devo sapere.

Sugli orari del semestre c'è segnata anche lei.

Ma nel caso...

Si prenderà cura di Cornelius?

Sa, è vecchio anche lui.

Ma certo.

Certo.

Devo andare.

Abbiamo dovuto scrivere a tutti i clienti dopo l'irruzione e i danneggiamenti.

Per fortuna gli strumenti si sono salvati.

Mi segua.

Viviamo in un'epoca strana.

Di qua.

Si accomodi.

Diamo un'occhiata.

Suo padre ha emesso un assegno di deposito cauzionale di 1.000 euro

per un pianoforte verticale da studio il 20 dicembre.

Guardi...

Se potesse riscriverlo, per una questione di protocollo.

Le cauzioni non sono incassate. Suo padre paga sempre puntualmente.

D'accordo.

È un po' anziano.

Penso io ai suoi affari. Sa dirmi a chi è noleggiato il piano?

Sì, certo.

Si confonde.

Il modello è un Eisenberg, come quello, ma nero.

E l'indirizzo di consegna è...

È a L'Estaque.

Sig. ra Jennifer Jourdan.

Traverse Fenouil 11.

È tutto.

Jennifer Jourdan...

Non dormi?

Che nome stupido.

Abita a L'Estaque, vicino a lui.

Perché non abitano insieme?

Sarà vecchia.

Quanti anni aveva quando lui se n'è andato?

Non lo so.

Non ne ho idea.

Vorrei vederla una buona volta.

Non l'hai proprio mai vista?

No, mai.

Ma...

A che servirebbe?

A dirle il male che mi ha fatto.

Quanto abbiamo sofferto mia madre e io.

Non so se sarebbe un bene...

Non pensarci più.

La supereremo.

Non abbiamo bisogno di lui.

Vieni.

Vieni qui!

Pronto?

Salve, sig. Sermadjian.

Sì.

Grazie di aver chiamato.

Sono la nonna di Nicolas.

Ho deciso di regalargli delle lezioni di piano con lei.

Mi fa piacere.

Suona bene, ma... Con lei migliorerà di sicuro.

Allora...

Se mi dà il suo indirizzo, ogni mese

le spedirò un assegno a suo nome.

350 euro, giusto?

Ho una buona notizia!

Ho chiamato il suo insegnante del conservatorio.

Qui c'è l'indirizzo.

Ha accettato di fargli lezioni private.

Una volta a settimana fino al concorso.

Fantastico! Brindiamo.

Puoi permettertele?

Tranquilla, ce la farò.

Ce la farai?

Ho preso un lavoro extra.

Chiamalo per prendere appuntamento.

Abita in Avenue du Prado 135.

Possiamo accompagnarlo io e Bruno.

Posso fare anche questo.

Nei giorni di riposo posso accompagnarlo anche io.

Dovrai lavorare molto. Sei sicura?

Ti ho detto di non preoccuparti.

Ha ragione, ti preoccupi sempre di tutto.

Abbiamo bevuto abbastanza, andiamo.

Ma come? Io non ho mica bevuto abbastanza.

Non bevo da due settimane. 15.000 km senza un goccio.

Ora mi rilasso un po'.

Grazie, Maria, per tutto ciò che fai.

Grazie di tutto.

Di niente.

Il piacere è mio.

Sì, sig. ra Kalbiak.

Sì.

Vengo.

Sì, vengo.

Stia tranquilla.

- È troppo gentile. - Già.

Fa gli straordinari?

Ma no, si fa sempre fregare.

Figlio mio, tua nonna è una santa.

- Sei fortunato, lo sai? - Sì.

Che succede?

Ho paura.

- Non è il caso. - Ho paura.

- Sono qui. - Non mi lasci sola.

Sì, resto qui.

- Ho paura. - Vada a letto.

Dov'è Cornelius?

Si sarà nascosto da qualche parte.

Ha paura anche lui. Non se ne vada, Maria.

Non me ne vado, sto qui!

Forza, si alzi.

Cornelius...

Dev'essere da qualche parte.

Ha paura.

Non è niente. Ora andiamo a dormire.

Abbiamo paura tutti e due.

Si calmi.

Dorma sonni tranquilli, io sono qui.

- Vuole un po' d'acqua? - No, grazie.

Bene, si corichi.

Non è niente. Il temporale smetterà presto.

Passerà.

Ho paura.

Sono qui, non me ne vado.

Resto qua.

Resto qua.

Va già meglio.

Finirà presto.

L'inizio andava molto bene.

Riesci a fare più così?

Senti il si bemolle?

Avanti.

Lì passa al mi bemolle.

Sol, poi mi...

Accento.

Cadenza sospesa. Molto elegante.

Riprova da lì.

Accentua tutte le note acute, lì c'è un accordo di do.

Riprova.

Il contrario, accentua quelle acute.

Sì. Vorrei sentire bene la mano sinistra.

- Qual è il dito più forte? - Il pollice.

Sì, ed è quello che sentiamo. Ma Beethoven spinge su questa melodia.

Ascolta bene. Riprova.

Ruota il pollice sul bordo.

Articola un po' di più e aggiungi la mano destra.

Così sentiamo l'eco. Ascolta.

Capito?

Molto bene.

Andiamo, Nico.

- Allora? - Bellissimo.

Non correre!

Avevi detto basta viaggi lunghi.

Presto.

Prendi qua, campione!

- Bello, vero? - Sì.

Con la famiglia.

Siete sempre con me.

Andiamo, Nico.

Forza, dammi un bacio.

Ora vai!

Un giorno posso dormire sul camion?

Ti porto con me.

Nelle vacanze?

Pensa al piano. Vuoi che la nonna mi uccida?

Dopo il concorso potrai.

Andiamo.

Vieni.

Buon viaggio.

Ciao, buon viaggio.

Andiamo.

Ce la fai?

Ti prendo io.

Suo nipote fa progressi al pianoforte?

Sì, è bravo.

Si dà da fare.

Oltre al conservatorio e alla scuola prende anche lezioni al Prado.

È lontano.

È impegnativo, ma tiene duro.

Dev'essere di famiglia. Vi impegnate allo stesso modo.

Lo sogno spesso.

Me lo vedo in smoking, da solo sul palco con un pianoforte enorme.

E il pubblico lo applaude senza fine.

Poi mi viene in mente tutt'altro.

Mia madre china a raccogliere le patate,

o lei che corre senza difficoltà...

O in piedi davanti ai suoi allievi.

E mi chiedo perché la mia mente abbia viaggiato così lontano.

Pensieri totalmente sconnessi, legati senza alcuna logica.

Se non me ne rendessi conto, sarei pazza.

Ma la pazzia è questa.

E mi dico anche...

che di tanto in tanto siamo tutti pazzi.

Lei lo sa, sig. Moreau.

Sì, ma queste sue idee non le ha imparate da nessuno.

Ed è segno di grande intelligenza, cara Maria.

Non mi prenda in giro.

Io la amo.

A dire il vero, l'avrei amata tantissimo.

L'ho offesa, mi scusi.

No.

Ma non voglio pensare a ciò che non è stato.

È troppo dura.

A martedì.

Puntate.

Maria!

Di quanto è sotto?

Non tanto.

- Maria, lascia stare. - Non lascio stare.

Quanto ha perso oggi?

120 euro.

Dai, Maria, lascia perdere.

Ecco qua.

Quanto ho guadagnato questa settimana.

Puoi perdere ancora 45 euro, la paga di questo pomeriggio.

Buongiorno.

La sig. ra Jourdan?

Sì, sono io. Salve.

Jennifer Jourdan?

Sì.

Che succede?

Insegna musica?

No, è mio figlio che suona, non un mio allievo.

Mi sarebbe piaciuto insegnare musica, ma faccio la cassiera.

Cassiera?

Sì, cassiera. Perché?

Conosce il sig. Moreau?

No, non mi dice niente. Chi è?

È mio padre.

Perché dovrei conoscere suo padre?

Fa delle domande un po' strane.

Forse sua madre insegna musica?

No. Mi scusi, dove vuole arrivare?

Perché mio padre noleggia un pianoforte per lei?

Ma non è suo padre che lo noleggia.

Le paga l'affitto? E cos'altro?

Guardi, non so proprio cosa vuole.

Cosa gli fa per i soldi?

Mi lasci in pace, per favore.

Si fidi, non la lascerò in pace.

Non la passerà liscia.

Ci rivedremo, sig. ra Jourdan.

In tribunale!

Prendo 20 euro per la spesa.

L'immobiliarista vuole che se ne vada per aumentare l'affitto.

Lo rimetterò in riga. Non la disturberà più.

La gente nasconde le cose agli altri.

Dice una cosa e ne fa un'altra.

Poi colpisce come un fulmine.

Non si angosci.

Porto Cornelius a spasso.

Però non troppo lontano.

No, facciamo il giro dell'isolato.

Se è aperto compro i fichi?

Sì.

- Col gelato alla vaniglia. - Se è aperto.

Vieni, Cornelius.

Ciao, tesoro, come va?

Chi è il sig. Moreau?

Un signore per cui lavoro, perché?

Un signore per cui lavori? Hai ricominciato?

Cosa stai dicendo?

È venuto suo figlio. Dice che il padre ci paga il piano.

Non ce la fai, è più forte di te.

No!

È per il piccolo.

Me la sbrigo io.

No, tu non sbrighi niente. Smettila.

Basta con queste stronzate!

Pronto?

Sei tu, Laurent?

Che piacere.

Papà, andrò dritto al punto.

Perché noleggi un pianoforte?

Che stai dicendo?

Volevi carne fresca per eccitarti?

L'insegnante di piano era troppo vecchia?

Non capisco di cosa parli.

L'insegnante di piano, come la chiami, è morta da anni.

Da allora, vivo da solo.

Puoi spiegarmi?

Jourdan. Jennifer Jourdan.

Ti dice niente?

- Proprio niente. - Sicuro?

- Sì. - Non sai come si chiama.

Ma certo. Non sai come si chiama.

Come la chiami quando te lo succhia? Puttanella?

Come ti permetti?

Cos'altro le dai?

Nel tuo stato, sei costretto a pagare.

Quanto costa una puttana giovane?

Ti pare che vada a puttane?

È un forfait, oppure paghi a ore?

Il pianoforte per il figlio è un bonus?

Credi che sia impazzito?

Vuoi controllarmi i conti?

Vuoi mettermi sotto tutela?

Non farti più vedere. Sparisci!

Non so proprio cosa racconti.

Non ho mai noleggiato un piano.

Hai firmato un assegno per la cauzione e paghi una rata ogni mese.

La verità è solo che sei un poveraccio.

Un vecchio schifoso.

È anche casa mia, cazzo! Mia mamma ci ha investito dei soldi.

Basta! Smettila con tua madre, tuo padre, la sua amante...

E ora la puttana?

Come puoi tormentarti così?

Finirò per impazzire pure io! Non me ne frega niente.

Non me ne frega niente di queste stronzate preistoriche.

Siamo messi così male?

- Sai dove abita il figlio di Moreau? - Non lo so.

Ha un'agenzia immobiliare al Porto Vecchio.

Gli ridarò i soldi e restituirò il piano.

Perché vuoi farlo?

Mancano poche settimane al concorso.

E se anche la famiglia di quell'uomo avesse bisogno di un piano?

Potresti essere licenziata.

Ci sei andata vicino con quella collana. Perché vuoi rifarlo?

Perché ti approfitti dei vecchi?

Se vincerà il concorso avrà una borsa di studi.

Non ne posso più!

Basta!

La devi smettere!

Sì, esatto.

Non si preoccupi.

Ho il mandato esclusivo per la vendita dell'immobile, perciò...

Sì.

Esatto. Comunico la sua offerta al cliente e la richiamo.

Grazie. Arrivederci.

Buongiorno.

La prego di non sporgere denuncia.

Rimborserò tutto a suo padre.

Tenga.

Li ho ritirati in banca stamattina.

250 euro.

Li prenda.

È stata mia madre a rubare gli assegni di suo padre.

Si è messa a lavorare come badante quando la fabbrica ha chiuso.

Mio padre lavorava in nero e ha una pensione ridicola.

Non ce la fanno.

Si sono indebitati per comprare una casa con piscina.

Un sacco di roba inutile.

Sono povera gente.

Vivono di espedienti.

È convinta che mio figlio sia un grande pianista.

Suona bene, ma...

È diventata la sua ragione di vivere.

Che ci faccio qui?

Sig. Toulouse?

Sì?

Maria.

Tutta questa biancheria.

A prendere polvere per anni.

Da sempre.

È il suo corredo.

Per il matrimonio con André.

Che non c'è mai stato.

Non è mai stata usata?

Si rende conto?

Le lenzuola sono nuove.

Come il servizio da tavola.

Dodici coperti. Ce ne sono quattro.

Potreste venderli per fare due soldi.

C'è gente interessata.

E se lei li cerca?

Lei crede? Se ne sarà dimenticata ormai.

No, Maria.

Il suo unico amore dai tempi della scuola è stato il suo André.

Io...

Non mi ha mai amato.

Non posso dire così, è una cattiveria.

È sempre stata buona con me.

Ma le prometto, Maria, che quando non ci saremo più

tutto questo sarà suo.

Si prende tanta cura di noi.

Sig. René, non potrei averlo ora?

Lei non se ne accorgerà e mi sarebbe di aiuto.

Non posso dirle tutto, ma...

sono in un momento difficile.

Mia cara Maria...

Non posso.

Finché c'è lei...

Non posso.

Visto? Ogni tanto vinco pure.

Non ti ha fatto ridere?

Troppo tardi.

Cos'è troppo tardi?

Tutto.

Non so più come fare.

Beh, oggi io sono contento.

Perché?

Perché sono contento?

Perché non mangi le ostriche.

Scemo...

Lo so che è stupido, ma...

ho sempre pensato che andassi a letto con lui per le ostriche.

Ma sei pazzo?

Posso chiederti una cosa?

Dimmi.

Smettila di lavorare per uomini soli.

È proprio una richiesta stupida.

Ma sono colpita.

Dimmi...

C'è ancora qualcosa tra noi?

Ne sono certa.

Cosa ci fai qui?

Voglio fare l'amore.

Qui, ora.

- Aspetta! - Cosa?

Entra.

Non so se l'hai fatto con me per farmi cedere.

Ma non m'importa.

Non lo saprai mai.

Pronto?

Mamma, mi senti?

Non sporgeranno denuncia.

Ma non mettere più piede da Moreau.

Fatti sostituire, trova una scusa.

Di' che non stai bene e devi rallentare.

Come hai fatto?

Me la sono sbrigata io, come dici tu.

Rimborseremo tutto. Basta lezioni.

È finita.

Mia cara Maria...

Spero stia bene. Sono in pensiero. Perché non è più venuta?

Non sparisca così.

Almeno mi richiami.

So cos'è successo.

Non fa niente, troveremo una soluzione.

Mi chiami.

Mi manca.

Ti fidi?

Ci siamo.

Piano.

Piano.

Apri gli occhi.

Non mi vuoi?

È il momento giusto per fare un figlio.

Non ci abbiamo più provato.

Che ti succede?

Niente.

Si vede che hai qualcosa che non va.

Perché non parli?

È mio padre.

Cristo...

Ancora per quel pianoforte? Finirai per impazzire.

Dà dei soldi alla sua badante.

- La donna delle pulizie? - Sì.

Il piano è per lei.

Anzi, per suo nipote. Noleggia il piano per lui.

Ma è assurdo.

È circonvenzione di incapace.

Tuo padre è matto. Fermala. Potrebbe fare lo stesso ad altri.

Cosa fai?

Mi informo per fare denuncia.

No.

Ferma, non facciamo denuncia.

Può spendere i suoi soldi come vuole.

Non sei più arrabbiato?

Non ti capisco.

Sono quattro stanze. Una, due, tre, quattro.

Si sono sbagliati.

È rumoroso.

Solo dal lato del viale. Di là no.

Però è bello.

Molto semplice.

Scusami.

Pronto?

Sì.

La sento male. Mi sposto.

Sì?

Vieni da me.

Ti voglio.

Ti voglio adesso.

- Voglio il tuo cazzo. - Sì?

Scopami in cucina, sul pavimento.

Sul pavimento, sì.

Voglio cavalcarti.

Ti lego le mani.

Ti lego i piedi. Vieni qua!

D'accordo, come vuole lei.

Vieni subito. Vieni!

D'accordo, signore.

Molto bene. La richiamo io.

Ti amo.

Ti amo. Voglio restare con te.

No, non si può.

Vai.

- Tu mi ami? - No, solo il tuo cazzo.

Vai.

Vai, ti prego.

- Resto qua. - No.

Vattene!

- Ti chiamo? - Sì, domani.

- Tra un'ora? - Domani.

Tra un'ora.

- Sig. Moreau? - Sì.

- Che c'è? - Salve.

Sono la sua nuova badante. Sostituisco Maria.

Non voglio una sostituta.

Niente di personale, ma voglio Maria.

Ha problemi familiari, deve lavorare di meno.

Posso entrare a timbrare?

È sulla destra.

- Dopo la porta. - Là?

Che succede? È malata? Non risponde al telefono.

Non lo so.

Peccato. Può dirle di richiamarmi?

Sì, lo farò.

Comincio dalla cucina?

Ha mandato indietro il piano.

Perché lo ha fatto?

Nicolas ora ha solo la sua vecchia pianola.

Cosa le è preso?

Se ne andrà, Bruno.

Sento che se ne andrà.

Gaby!

- Dove l'hai presa? - Non ho ancora pagata.

Non farlo. Il motore è crepato.

È tenuto insieme con lo sputo.

Alla prima accelerata cadrà a pezzi.

Ma il prezzo è buono.

Non vale un centesimo.

D'accordo...

Kevin, vieni qua.

Devi avere pazienza.

- Pazienza? - Sì, bisogna avere pazienza.

Aspettare.

Prima o poi si calmeranno le acque.

Resta in porto in attesa che la tempesta passi.

Sono innamorato della figlia di quella donna.

La badante.

Ho conosciuto sua figlia.

E mi sono innamorato.

Ti lascio, Audrey.

Vado a stare con lei.

Cosa stai dicendo?

Laurent...

Non so spiegare. Non posso resistere.

È più forte di me.

Non posso...

e non voglio vivere senza di lei.

Cosa fa lei che io non faccio?

Insegnami.

Ti farò tutto ciò che fa lei.

Ferma...

Audrey, fermati.

Non voglio che mi lasci.

Fermati, basta!

Basta!

Si è innamorato della figlia della badante.

La figlia di Maria?

A prima vista.

Non posso accettarlo senza fare niente.

Perché non gli parli?

Parlagli.

È lui che non vuole parlarmi.

Viene qui solo a parlare di soldi.

Sua madre era uguale.

Voleva sempre un risarcimento.

Risarcimento di cosa?

Ci eravamo amati, però.

Forse troppo.

Non stavamo mai separati.

Alla prima crepa,

è crollato tutto.

Forse per Laurent è lo stesso.

È proprio tuo figlio.

Siete uguali.

Siete identici, eppure vi odiate. Fate pena.

Laurent...

Sono papà.

Chiamami, per favore.

Dobbiamo parlare.

Ne ho bisogno, perché sto invecchiando e...

vorrei tanto parlarti.

C'è una lettera per te.

Fammi vedere.

L'hai aperta?

Dal commissariato, non potevo non leggerla.

- E allora? - E allora...

Sapevo che sarebbe successo.

Quante volte ti ho detto che te la stavi cercando?

Sei convocata lunedì alle 10.

Cazzo, Maria, come faremo?

Dai, tira!

Sì!

Pronto?

Sono io.

Devo vederti.

Non posso, Kevin ha il giorno libero.

Non prima di martedì.

Anch'io voglio vederti.

Sì.

Più forte, papà.

Me ne sono andato di casa.

Non potevo più reggere la situazione.

Palla a Maradona. Vai a prenderla.

Ti aspetterò.

Tutto il tempo che serve. Voglio vivere con te.

Non ti ho mai promesso niente.

Non intendo lasciarlo.

Ti metto in attesa, è mio padre.

Pronto?

Jennifer?

Mamma è convocata al commissariato.

- Cosa? - L'hanno beccata.

Qualcuno ha sporto denuncia.

Pronto?

Ti richiamo.

Mi hai mentito, Laurent.

Hai fatto denuncia?

Avevi promesso di non farlo.

Cosa? Che stai dicendo?

Mia mamma è convocata al commissariato.

Non sono stato io.

Giuro. Non ne ho parlato con mio padre, con nessuno.

Hai pensato a mio figlio?

Non ha fatto niente di male.

È Audrey.

E stata sicuramente mia moglie. Per vendicarsi.

Devo vederti. Ho bisogno di te.

Fuori dall'Alhambra alle 22.

Fai la centralinista ora?

- Chi era? - Nessuno.

Non sono stupido. È successo qualcosa.

Niente, è mio padre.

- Tuo padre? - Sì.

Ha perso altri soldi?

È complicato, devo andare da lui.

Nico!

Perdonami.

- Non vuoi più vedermi? - Certo che voglio.

Vedi in che guai mi trovo?

- Non me lo merito. - Lo so.

Ti amo.

Può tornare a casa, ma non si allontani da Marsiglia.

L'udienza è il 18 novembre alle 9:30.

Grazie.

Non abbia più contatti con le parti in causa.

I datori di lavoro lo sanno.

Le indagini proseguiranno per scoprire quanto ha sottratto,

a chi e per quanto tempo.

Interrogheremo tutti coloro per i quali ha lavorato.

Ciò che ho fatto è sbagliato.

Ma mi sono sempre presa cura di loro.

Gli voglio molto bene, sono come una famiglia.

Non mi sembrava di rubare.

Che stupida.

Se avessi chiesto, mi avrebbero aiutato.

Almeno credo.

Mi dispiace.

Bruno?

Vuoi fare una partita?

No, oggi no.

Ci sono giorni in cui non ti va? È una novità!

Ora lo sai.

Quello che so è che mi devi 2.000 euro.

Perciò...

O giochi per recuperare,

oppure paghi. Si fa credito solo a chi gioca.

Bisogna saldare i conti.

Già...

Salderò a fine mese, quando mi arriva la pensione.

Ci vediamo.

Bruno!

Con tutti i soldi che tua moglie ha rubato ai vecchi, sarai straricco.

Vaffanculo!

Andiamo a fare due passi.

Non mi va di uscire.

Non esci da una settimana.

Sto meglio qui.

I tuoi vecchietti hanno telefonato.

Saranno preoccupati. Cosa gli diciamo?

Quello che vuoi.

Vuoi mangiare qualcosa?

Della pasta?

3,10 euro.

Kevin, cosa ci fai qui?

Se non mi ami più,

preferisco che tu sia felice.

Senza di me.

Non ti porterò rancore.

E continuerò ad amarti.

Da amico.

Aspettami. Faccio pausa alle 11.

Ha sentito?

Non ci crederà.

Maria...

L'hanno arrestata.

Finirà in galera.

Perché?

Falsificava gli assegni.

Chissà quante persone ha derubato.

È terribile quanto si possa essere disonesti.

Non la conoscevo bene, però non mi convinceva.

Sono stato io a darle dei soldi

e a firmare gli assegni per aiutare sua figlia e suo nipote,

nel pieno possesso delle mie facoltà.

Posso rispondere alle domande o fare calcoli mentali...

O recitare una poesia, se volete.

La povera gente di Victor Hugo.

- La conosce? - No.

Un pescatore

torna a casa dopo una tempesta.

Il vicino è morto in miseria, lasciando due figli.

Allora dice a sua moglie:

"Eravamo in cinque, saremo in sette."

Accogliamo i due bambini e alleviamoli insieme ai nostri.

Si siederanno sulle nostre ginocchia alla sera.

Saranno fratelli e sorelle degli altri cinque.

Quando vedrà che nutriremo

anche questa bambina e questo bambino,

il Signore ci farà pescare più pesci.

Io berrò acqua e lavorerò il doppio.

È deciso. Vai a prenderli.

Che succede? Non sei d'accordo?

Di solito corri più veloce di così”.

"Guarda", disse lei, aprendo la tenda.

"Sono già qui."

Li aveva già accolti.

Tutta questa bontà mi fa piangere ogni volta.

Lo ripeto solennemente:

gli assegni sono miei.

Li ho firmati tutti io, fino all'ultimo.

Mia nuora pensava di fare la cosa giusta.

Ma viviamo in tempi terribili!

Ciao, papà. Sono Laurent.

Grazie di aver ritirato la denuncia.

Non sai che sollievo.

Sono felice della tua approvazione, Laurent.

Vuoi fare un salto?

Sì.

Non immagini cosa mi è successo.

Me lo racconterai.

D'accordo.

Un abbraccio.

Vieni.

Torneremo domani. Ora andiamo.

E il concorso di suo nipote?

È arrivato secondo.

Non lo hanno preso.

È giovane. Avrà tempo.

Continuerà.

Ora che ha uno sponsor, non ha motivo di smettere.

Vuole ancora il branzino impanato?

Maria...

Perché le ho chiesto di tornare se non mi fa il branzino impanato?

Glielo preparo martedì.

E si prenda anche una dozzina di ostriche, come al solito.

Ma se trova una perla,

la porti a me.

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