All language subtitles for Tutta vita - NU - 25 fps TC zero

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French Download
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

(CHIACCHIERICCIO INDISTINTO)

(Enrico Rava) Io sei giorni di prove per un concerto di jazz non li ho mai fatti

e non so neanche di qualcun altro che li abbia fatti.

(Stefano Bollani, ridacchiando) È vero.

(Bollani) Era necessario, siamo in tanti ed è la prima volta che suoniamo insieme.

(Rava) Mi ha fatto piacere stare a Gorizia in questo palazzo Lantieri, meraviglioso.

- (Rava) Un'atmosfera sospesa nel tempo. - (Stefano Bollani) Una città di confine.

(Rava) Sì, sì... Be', quello è bellissimo, misterioso...

- Valentina? - È là.

Eccola!

Ci andiamo a posizionare?

Ci andiamo a posizionare, tanto c'è il sipario chiuso.

(Bollani) Eh, Jack?

(APPLAUSI)

(Presentatrice) Siamo emozionati perché tra poco suoneranno insieme per la prima volta

alcuni tra i più grandi musicisti jazz italiani.

(Presentatrice) Stefano Bollani ha riunito questi artisti straordinari...

- Eccoci. - Tutto tuo.

Buona serata a tutti.

(Rava) Cazzo.

(MUSICA DI "TUTTA VITA" DI STEFANO BOLLANI)

(MUSICA DI "TUTTA VITA" DAL PIANOFORTE)

(SUONI INDISTINTI E CANTO DI UCCELLI)

(NOTE DA UN SASSOFONO)

- (Stefano Bollani) Benvenuti. - (Antonello Salis) Grazie, maestro.

(Bollani) Sono contento di avervi qui.

Io ho buttato giù una scaletta dei titoli, però, per esempio... Faccio un esempio.

- Cosa state facendo? Era un canto sardo? - (Sepe) Sì.

- Quello che facevate voi due. - "Deus ti salvet".

- "Deus ti salvet". - (Sepe) Una roba sarda.

- Una cosa da mufloni. - (Bollani) Era bello, potreste farlo.

(Bollani) Poi vediamo come infilarlo in scaletta. Lo inseriamo.

Abbiamo deciso che chi non suona se ne può andare. Questo è il concetto.

- E poi alla fine saremo tutti insieme. - Possiamo andare a fumare, a bere...

Sì, di andare a fumare, di ascoltare la partita...

Adesso vi racconto il primo brano. L'inizio è Ares da solo.

Lui suona libero. Quando...

Quando accenna questo tema... (INTONA "BUN ÎI VINUL GHIURGHIULIU")

Noi rispondiamo... (INTONA "BUN ÎI VINUL GHIURGHIULIU")

Da lì in poi, dopo i due temi,

facciamo il solo di Daniele sulla struttura

e poi molliamo Antonello e Roberto.

(Bollani) In qualche modo sarebbe carino se tornassimo a fare il tema.

(Sepe) Certo. (INTONA "BUN ÎI VINUL GHIURGHIULIU")

- (Sepe) Come lo chiudiamo? - Ah, è bella questa domanda.

- Non ci ho pensato. - Potremmo fare il contrario.

Dopo la parte in Fa, ehm... rimango io a fare...

(INTONA "BUN ÎI VINUL GHIURGHIULIU")

Va bene.

- Lo fai solo una volta? - Prima chiudiamo meglio è.

- E pizzeria. - Sì.

(Bollani) Franca alla Cassa 5. Franca...

Ci siete?

Chi ha preso il treno per Varese è pregato di restituirlo, per cortesia.

(Roberto Gatto) Bravo. Da lì servirebbe anche Ares.

È bello quando non risponde nessuno alla domanda: "Ci siete?". Eh?

Allora proviamo il finale dalla B in Fa minore.

- Sì, l'ultima volta e andiamo alla coda. - Eh, sì, esatto.

(BOLLANI DÀ L'ATTACCO PER IL BRANO)

(MUSICA DI "BUN ÎI VINUL GHIURGHIULIU")

(MUSICA DI "BUN ÎI VINUL GHIURGHIULIU")

(MUSICA DI "BUN ÎI VINUL GHIURGHIULIU")

- (in dialetto) Non abbiamo capito niente. - Ma non deve fare subito una frase?

- Doveva fare la frase, ma si... - (Sepe) Non ho capito niente.

- (Uomo) Porca... - Hai capito? Appena gli lasci una mano...

(Bollani) Vai, di nuovo dalla C. (DÀ L'ATTACCO PER IL BRANO)

(MUSICA DI "BUN ÎI VINUL GHIURGHIULIU")

(MUSICA DI "BUN ÎI VINUL GHIURGHIULIU")

(MUSICA DI "BUN ÎI VINUL GHIURGHIULIU")

Ma non è così, scusa. Non dovevi farla subito?

Però era più bella con quelle quattro battute di improvvisazione.

Era più bulgara, era più bulgara.

(SEPE DÀ L'ATTACCO PER IL BRANO)

(MUSICA DI "BUN ÎI VINUL GHIURGHIULIU")

(MUSICA DI "BUN ÎI VINUL GHIURGHIULIU")

Suonare con autoironia vuol dire essere molto indulgenti

e non prendere sempre tutto sul serio.

Quindi se questa frase non mi è venuta come avevo in mente

primo lo so solo io, di solito...

Se lo sa anche Antonello che suonava con me, alzo la testa e gli sorrido.

Se lo sa anche il pubblico e se n'è accorto e sento mormorare

allora mi rivolgo verso di loro e rido anch'io.

Il bello di improvvisare è che devi stare nel presente ed è meraviglioso.

Non puoi pensare all'errore che hai fatto prima

e non puoi pensare al rischio di sbagliare il tema che sta arrivando

perché sei concentrato lì.

(TINTINNIO RITMATO)

(Daniele Sepe, in inglese) Il rock non muore mai! Il rock non muore mai!

(TINTINNIO RITMATO)

# Hello, boys... Siam venuti fin dall'Illinois... #

(CANTICCHIANO "DA-DA-UM-PA" DI BRUNO CANFORA E DINO VERDE)

# Da-da-um-pa! Da-da-um-pa! Da-da-um-pa! Da-da-um-pa! #

# Hello, boys, siam tornati qui dall'Illinois... #

(CANTICCHIANO "DA-DA-UM-PA" DI BRUNO CANFORA E DINO VERDE)

# Da-da-um-pa! Da-da-um-pa! Da-da-um-pa! Da-da-um-pa! #

Umpa!

(ESCLAMAZIONE DI MERAVIGLIA)

(NOTE IMPROVVISATE E SUONI INDISTINTI)

(VOCALIZZI)

(VOCALIZZI E ACCORDI)

(VOCALIZZI)

(VOCALIZZI)

(ACCORDI DAL PIANOFORTE)

(VOCALIZZI)

Io sto improvvisando a caso. Bellissimo.

No, mi piace questa cosa un po' così.

Io mi sento quasi un po' piccolina...

in questo grande gruppo di grandi musicisti..

Non dico grandi di età, ma grandi di talento.

Cioè... Musicisti che hanno anni, decenni, ventenni di esperienza...

E io... Io sono qua per imparare.

- (Controller) 36 indian... - Dove sei?

(Controller) 35 arabic, 30... 32 cuban, 31...

- Questo. - (Controller) Percussion master.

(MUSICA DI PERCUSSIONI)

- Vai. - (Gatto) Proviamo con questa?

Vai, vai.

(MUSICA DI PERCUSSIONI ELETTRONICHE E DALLA BATTERIA)

(MUSICA DI PERCUSSIONI ELETTRONICHE E DALLA BATTERIA)

(MUSICA DI PERCUSSIONI ELETTRONICHE E DALLA BATTERIA)

(Antonello Salis) Eh-eh!

(MUSICA DI PERCUSSIONI ELETTRONICHE E DALLA BATTERIA)

(MUSICA DI PERCUSSIONI ELETTRONICHE E DALLA BATTERIA)

Vai!

(ASSOLO DA UNA BATTERIA)

Ciao!

(in dialetto napoletano) Il contrasto. Salis è stato intelligente, si è messo in porta.

(Salis) Vai!

- Chi va in porta? - (Sepe) Vado io.

Mi chiamo Carlo Marx, molti mi conoscono per i miei scritti,

però io a tempo perso ho sempre amato la musica.

Sono stato amico di grandissimi musicisti, Bobby Solo, Richard Wagner.

Nella vita presente ho preso le sembianze di un napoletano: Daniele Sepe.

(MUSICA JAZZ IMPROVVISATA)

- (Valentina Cenni) Cos'hai suonato? - Niente, non lo so.

- (Cenni) Cos'era? - Una cosa. Non lo so, l'ho fatta adesso.

(BOLLANI SUONA LA SINFONIA N° 5 IN DO MINORE OP. 67 DI BEETHOVEN)

Io lo sento in questa pausa, sento l'improvvisatore che si chiede:

"Cosa faccio? Potrebbe succedere qualsiasi cosa. Cosa faccio? Cosa faccio".

(BOLLANI SUONA LA SINFONIA N° 5 IN DO MINORE OP. 67 DI BEETHOVEN)

"Mm... Ok. E adesso cosa faccio?"

"Adesso potrei fare la stessa cosa cambiando accordo."

(BOLLANI SUONA LA SINFONIA N° 5 IN DO MINORE OP. 67 DI BEETHOVEN)

Colpaccio!

(BOLLANI SUONA LA SINFONIA N° 5 IN DO MINORE OP. 67 DI BEETHOVEN)

Adesso la fa una terza volta...

(BOLLANI SUONA LA SINFONIA N° 5 IN DO MINORE OP. 67 DI BEETHOVEN)

E qui io ce lo vedo Beethoven che dice: "E adesso, è finita?".

La stessa cosa dell'inizio, ma con un altro accordo.

(BOLLANI SUONA LA SINFONIA N° 5 IN DO MINORE OP. 67 DI BEETHOVEN)

E via così, e io sento che c'è una grandissima costruzione musicale

che però avviene passo dopo passo dopo passo

proprio come fa Bill Evans o un altro dei presenti qui a Gorizia.

- (Cenni) Cosa direbbe il tuo strumento se potesse parlare? - Che direbbe?

- (Cenni) Cosa direbbe? - "Ma che mi stai facendo fare?!".

Perché poi...

(SUONI GRAVI DALLA FISARMONICA)

(SUONI ACUTI DALLA FISARMONICA)

(SUONI GRAVI DALLA FISARMONICA)

(SUONI ACUTI DALLA FISARMONICA)

Non ho mai avuto la... la qualità da leader, no?

Intanto perché non sono un grande organizzatore musicale,

perché sono più un improvvisatore, un suonatore estemporaneo,

per cui anche i pezzi, io ho dei pezzi dove c'è un inizio e una fine,

però forse sono i pezzi che mi piacciono di meno,

perché vorrei che i pezzi non finissero mai o che fossero sempre "in progress".

Una cosa finita è finita e basta, no?

(MUSICA MALINCONICA DALLA FISARMONICA)

(MUSICA ALLEGRA DA UN FLAUTO)

(MUSICA ALLEGRA DAL FLAUTO)

(MANCUSO IMPROVVISA UNA SCALA DI NOTE MUSICALI)

Questo è proprio il giro del "Barbiere".

- Ok, va bene. - Invece di... Perché questa cosa è un po' scomoda.

Ieri ho provato a suonarlo... # Re, Sol, Mi, Fa, Mi, La, Re, Sol, Do. # È scomodo.

Questa mattina abbiamo un doppio piacere per questo primo brano,

il primo che c'è con noi Matteo Mancuso,

che è appena arrivato e che adesso fa un discorso alla popolazione.

- Sei contento? - Grazie mille per essere venuti.

È un onore e un piacere.

Speriamo di ricordarmi tutto quello che mi hai detto prima riguardo i pezzi.

Io spero di no! È meglio se fai un'altra cosa rispetto a quello che ti ho detto io.

- Ah, va be', allora allora so già tutto. - (Bollani) Eh, esatto.

È bellissimo perché alla fine realizzi sempre, soprattutto nel jazz,

che è una musica collettiva.

Puoi studiare da solo quanto vuoi,

ma i miglioramenti veri li fai in una stanza con dei musicisti

che sono magari più avanzati, più... con più esperienza ovviamente.

Questa, secondo me, è la cosa che mi ha fatto migliorare di più negli ultimi anni.

Dicevo un doppio piacere perché è il piacere di avere Matteo

e il piacere di mandare via Sepe.

- Sepe qui non suoni. - (Sepe) Ma io resto qua, voglio vedere...

- Ma... Ci togli un piacere. - Fatemi vedere cosa fate senza di me.

(Bollani) "One, two", ah-ah-ah!

(MUSICA JAZZ)

Oh!

(MUSICA JAZZ)

(MUSICA JAZZ)

(MUSICA JAZZ)

(MUSICA ROMANTICA DAL PIANOFORTE)

Ah!

(MUSICA ROMANTICA DAL PIANOFORTE)

Ah...

Che dici, è buona, Jobim?

Si chiama Jobim in omaggio a un grandissimo musicista brasiliano:

Antonio Carlos Jobim.

In questo modo è cresciuto come un principe perché nessuno lo sgrida.

Non è che puoi sgridare Jobim.

Hai in casa un grande musicista e quindi lo devi chiamare anche:

"Jobim, per cortesia, vieni qui".

È più semplice chiamarli Fuffi. "Fuffi, che fai?"

Invece se si chiamano così... Mozart. Al cane che si chiama Mozart cosa dici?

Jobim, per favore, mi guardi?

Non sempre...

Jobim... Eh, grazie.

(NOTE IMPROVVISATE DAL CONTRABBASSO)

(NOTE IMPROVVISATE DAL CONTRABBASSO)

(NOTE IMPROVVISATE DAL CONTRABBASSO)

Il ruolo del contrabbasso è quello di fare le note più basse.

Cioè, di solito è la tonica di un accordo

che è quello che tiene in piedi tutto quello che sta sopra, no?

Eh... E questo richiede... Come dire?

A volte richiede spesso semplicità, perché non devi fare cose complicate.

Devi fare una nota, ma deve avere quel peso,

perché deve partecipare e sostenere tutto quello che sta intorno.

E io sono un po' così nella vita, forse. Penso di sì.

Mi piace essere un punto... fermo, perché il basso lo è.

È un punto fermo anche nella vita degli altri, nella vita di chi mi è caro.

- (Bollani) Sai cosa c'è qui? - (Tavolazzi) Cosa c'è? - Il confine.

Com'è? Opla!

(Ares Tavolazzi) Mezzo e mezzo. Italia. Slovenia. Italia... Slovenia...

- (Bollani) E se sbagli? Non accade nulla. - (Tavolazzi) No, perché ormai sono unite.

Hai visto?

- Guarda, se sbagli e dici Slovenia... - (Tavolazzi) Non succede nulla. - No.

(TAVOLAZZI IMITA IL RUMORE DI UNO SPARO)

- Arrivano da dietro... - Italia. (IMITANO IL RUMORE DI UNO SPARO)

(MUSICA DI "TUTTA VITA" DI STEFANO BOLLANI)

(DIALOGO NON UDIBILE E MUSICA DI "TUTTA VITA" DI STEFANO BOLLANI)

(MUSICA DI "TUTTA VITA" DI STEFANO BOLLANI)

(VOCALIZZI ACUTI)

(VOCALIZZI ACUTI)

(VOCALIZZI ACUTI)

(VOCALIZZI ACUTI)

Ti ricordi quando facevi i video da piccola col jazz? Cantavi il jazz...

Cantavo il jazz. Era un jazz un po' a modo mio.

Cioè, tu buttavi le mani a caso sul piano e facevi: "Jaaaaazz...".

- Sì, perché imitavo te. - Grazie.

Perché tu facevi tutti 'sti accordi un po' dissonanti, queste cose strane.

Cioè, tipo, tu eri... Ti ricordi che mettevi il Si e il Do messi insieme?

- Eh! - Che sono una nota accanto.

E tu non li metti? Oggi lo fai anche tu, di' la verità.

- Insomma. - No? - Non proprio.

- Non sei ancora jazz? - Non sono così jazzista.

Se penso che dovrò fare questa canzone greca...

- Eh... Grazie. - Che dobbiamo fare lunedì, sono un po'...

Che è tutta in sette ottavi.

È in sette ottavi? Sai che non lo sapevo? Ho cercato di ascoltarla e di capire...

(CANTICCHIANO LA MUSICA DI "YERAKINA")

- Ah, ora ho capito. - È in sette. - Grazie! - Grazie e buona giornata.

- Grazie. - Grazie. Arrivederci.

Non è difficilissima, però è tre più due più due.

- E quindi è un po'... - Tre più due più due.

(in inglese) Uno, due, tre. Uno, due, uno, due. Uno, due, tre.

- Prova. - (in inglese) Uno, due, uno, due, uno, due...

(FRIDA CANTICCHIA LA MUSICA DI "YERAKINA") Ah, vedi? Mi sono già persa!

(Bollani, in inglese) No, uno, due, tre, uno, due, uno, due...

- (Frida) Va be'... - (in inglese) Uno, due, tre, uno, due, uno, due...

(BOLLANI CANTICCHIA LA MUSICA DI "YERAKINA")

(MUSICA DI "YERAKINA" E PAROLE NON UDIBILI)

(MUSICA DI "YERAKINA")

(MUSICA DI "YERAKINA" E PAROLE NON UDIBILI)

(MUSICA DI "YERAKINA")

(MUSICA DI "YERAKINA" E PAROLE NON UDIBILI)

(MUSICA DI "YERAKINA")

(MUSICA DI "YERAKINA" E PAROLE NON UDIBILI)

(MASCETTA IMPROVVISA UNA MUSICA MALINCONICA DALLA CHITARRA)

(MASCETTA IMPROVVISA UNA MUSICA MALINCONICA DALLA CHITARRA)

(Cenni) Secondo te, da dove arriva l'ispirazione? Che cos'è l'ispirazione?

Eh, "ammazza"! Questa è una domanda difficile!

Mi dovevo preparare a questa domanda.

Ehm...

Eh...

È come se la musica fosse un'entità che a un certo punto viene a bussarti alla porta

e tu sei una persona

che ha la responsabilità di prepararsi ad aprire quella porta.

E tutto il tempo che impieghiamo a studiare

serve ad accogliere nel migliore dei modi la musica che ti viene a bussare.

Se non sei pronto, non la puoi accogliere, semplicemente.

(MASCETTA E MANCUSO SUONANO "BLUES FOR JOHN" DI VINCENZO MANCUSO)

(Cenni) Se io ti dico d'improvvisare liberamente, mi fai capire come ragioni?

Non ragiono.

In generale se improvviso davvero liberamente,

anzi cerco di liberarmi il più possibile da tutto quello che è il nostro...

bagaglio di cose già fatte, già pronte,

dando libero sfogo a quello che dovrebbe essere "u core!"

Quindi, anzi, tu più sei lontano da...

da tutto quello che hai già sentito e soprattutto studiato

e più sei vicino all'essenza di quello che tu poi veramente sei.

(BOLLANI, SALIS E FRIDA IMPROVVISANO DEGLI ACCORDI AL PIANOFORTE)

Oh!

(BOLLANI, SALIS E FRIDA IMPROVVISANO UNA MUSICA ROMANTICA AL PIANOFORTE)

(BOLLANI, SALIS E FRIDA IMPROVVISANO UNA MUSICA DRAMMATICA AL PIANOFORTE)

(BOLLANI, SALIS E FRIDA IMPROVVISANO UNA MUSICA ALLEGRA AL PIANOFORTE)

(BOLLANI, SALIS E FRIDA IMPROVVISANO UN BLUES AL PIANOFORTE)

Eccolo!

(BOLLANI, SALIS E FRIDA IMPROVVISANO UN BLUES AL PIANOFORTE)

La cosa più bella è quando si prende una direzione inaspettata

e la si prende a sorpresa tutti insieme.

È bello anche se uno rimane indietro

perché gli altri tre o quattro possono decidere di tornare da lui,

possono decidere di andare avanti lo stesso e di creare quindi un contrasto,

o possono decidere di lasciarlo da solo.

Molto spesso nei concerti di jazz i musicisti vengono lasciati da soli,

non si dovrebbe dire, perché ci siamo persi e quindi lasciamo andare avanti Ares

e poi a un certo punto lui troverà la via.

(in inglese) Uno, due tre, quattro...

(TAVOLAZZI CANTICCHIA DELLE NOTE)

Per me questo è un ritmo interiore.

(NOTE GRAVI DAL CONTRABBASSO)

Quando comincia a girare questa cosa, non c'è più il ragionamento,

c'è solamente un'onda che...

(NOTE GRAVI DAL CONTRABBASSO)

È qui... (ACCORDI)

Qui dentro c'è tutto questo.

(ACCORDI)

(Bollani) Il documentario, Ares, sta diventando troppo tecnico.

(Bollani) Adesso vogliamo una volata pindarica.

(Bollani) A cosa serve la musica?

È una domanda? (BOLLANI SOSPIRA)

(Tavolazzi) Stefano, ma dopo tanti anni passati insieme mi vuoi ancora bene?

Tantissimo! (TAVOLAZZI RIDE)

(GATTO IMPROVVISA UN ASSOLO)

Gatto di nome e di fatto.

Ehm... il gatto ha quella caratteristica, appunto,

di andare dritto all'obiettivo, però anche di essere molto discreto,

di essere molto, ehm... felpato.

Con il passo felpato.

(FRUSCIO DELLE PELLI)

(RULLARE DEI TAMBURI)

(SEPE SUONA "DOEN DAPHNE D'OVER SCHOONE MAEGHT" DI JACOB VAN EYCK)

(COLPI RITMATI DELLE CORDE DEL PIANOFORTE)

Chi è?

(ACCORDI DAL PIANOFORTE)

Chi è? (ACCORDI DAL PIANOFORTE)

Ehi, sono Paolo Fresu.

Wow!

Non so quale sia il senso, ma l'opera è fantastica in questo luogo fantastico.

Gli strumenti non mi piacciono.

Se non c'erano, era uguale.

Però è veramente "Kounellis".

Sembrerebbe quasi che quegli affreschi siano stati disegnati da lui,

eppure non è così.

(COLPI METALLICI RITMATI)

(COLPI METALLICI RITMATI)

(RINTOCCHI DI UNA CAMPANA IN LONTANANZA)

"In caminu s'accontzat barriu", che significa che durante il viaggio si sistema il carico.

Una volta c'erano i carri con i buoi, e quindi quando i carri camminavano,

soprattutto nelle strade impervie,

quando c'erano questi enormi carichi di balle di fieno o di altro, dopo un po'...

E cosa si faceva? Ci si fermava, si riorganizzava il carico e poi si ripartiva.

Questo per evitare che tutto si sfracellasse per terra.

Questo detto l'ho fatto anche mio,

nel senso che quando partono le cose non sai mai dove arrivi.

Nella musica ancora di più, soprattutto nella musica che facciamo noi.

È questo il senso.

(FRESU SUONA "QUAL COR TRADISTI" ARIA DELLA "NORMA" DI VINCENZO BELLINI)

(MUSICA DI "QUAL COR TRADISTI" ARIA DELLA "NORMA" DI VINCENZO BELLINI)

(Sepe) Ecco una poetica immagine

di tre anziani musicisti che camminano sul viale del tramonto,

ma potrebbe anche essere

che sono tre giovani alieni travestiti da anziani musicisti.

(Sepe) Due sardi e un apolide.

A un signore simpatico, alla fine di un concerto, avevo lasciato il numero di casa.

Ahia!

E lui, la domenica mattina, puntuale come un orologio, tra le dieci e mezzogiorno,

telefonava a casa e rispondeva puntualmente Sonia.

E diceva... (imitando l'uomo) "Buongiorno!"

Non so, non mi ricordo come si chiamava, era di Marino.

"Perché volevo, glielo dica a suo marito Paolo,

che il mio sogno è che Paolo e Antonello suonino nel mio ristorante in costume sardo".

(RIDONO) - In costume sardo? - Sì. - Ma perché?

Perché il suo sogno era che io e Antonello, in costume...

Ci vedi in costume sardo con la cosa in testa suonando a Marino nel suo ristorante?

(NOTE ACUTE DALLA FISARMONICA E FISCHIETTARE DI SALIS)

(MUSICA ALLEGRA DALLA FISARMONICA)

Ho la testa in mezzo alle nuvole.

- (Valentina Cenni) Come sono queste nuvole? - A volte scure, chiare...

C'è anche un tendente al grigio, il bianco, il bianco-grigio, nero...

- (Cenni) Vanno e vengono... - Nero e grigio scuro.

Sì, vanno e vengono. Poi un giorno tornerà l'azzurro.

(MUSICA ALLEGRA DALLA FISARMONICA)

(ANTONELLO SALIS RIDE)

(TAMBURELLARE E VOCALIZZI DI TAVOLAZZI)

(NOTE DA UN BASSO E VOCALIZZI DI TAVOLAZZI)

(Tavolazzi) Quando arriviamo... (BOLLANI EMETTE DEI VOCALIZZI)

(BOLLANI EMETTE DEI VOCALIZZI RITMATI)

(MUSICA DI "THE OLD CASTLE" DI MUSSORGSKY)

(in dialetto napoletano) Il pubblico che viene ad ascoltare il jazz non capisce nulla.

(Sepe) Iniziamo col dire questa cosa. Siamo chiari.

Vengono seconda della faccia che fai.

Capiscono se sei davvero impegnato o non sei impegnato veramente.

- (Salis) Ma siamo noi i primi a non fargli capire un ca... - No! Be', siamo noi i primi.

Ma vent'anni fa io ho visto Shorter e Hancock in duo, avevano fatto un disco.

- (Salis) Sì, me ne avevi parlato. - (Bollani) "One plus one".

Per tutto il concerto, e c'erano altri musicisti di Firenze,

non abbiamo capito niente.

L'effetto che a noi fa il concerto di Shorter è quello che fa il jazz al resto del mondo.

- Cioè... - (Sepe) Eh, sì.

- Che succede? Cosa stanno facendo? - (Salis) Il che non è male.

Negli anni 70 andai al cinema, ma per quattro andai volte a vedere lo stesso film.

Perché per tre volte ho dormito. Ho sempre dormito.

- Era "Porcile" di Pasolini. - Porca... - Sì, e non era... - Quattro volte.

- Ma perché ci tornavi? - Ma perché volevo...

- Voleva capire. - Non mi stava bene il fatto che mi addormentassi, dovevo capire.

La quarta volta mi sono addormentato un po', poi mi sono svegliato e poi riaddormentato.

Poi a un certo punto uno deve decidere. Ma che c'è da capire?

Ma chi se ne frega se non lo capisco? Non muore nessuno nel mondo.

(NOTE IMPROVVISATE DA UN CONTRABBASSO)

A me piacciono anche quei temi molto estesi, con la ritmica "che frigge",

"che frigge", che cammina veloce.

Allora ti chiedi: "Devo camminare veloce anche io? No, io cammino..."

- (Bollani) Eh, no! Tu puoi stare là... - (Sepe) Galleggi su... - (Salis) Bravo!

Lui parla di una soddisfazione che conosco. Quella per cui tu fai...

Specie in trio. Piano, basso e batteria. E dici: "One, two! One, two, three, four".

(IMITA IL SUONO DEI PIATTI) Loro devono fare così, e tu invece fai...

- (Sepe) Non te ne frega un cavolo. - E tu suoni in esteso.

(BOLLANI IMITA DELLE NOTE DI PIANOFORTE) (Salis) Note lunghe, tutto aereo.

- Tutto vola sopra questa cosa che "frigge". - Suona un po' alla "Marchionne", diciamo.

- Fai lavorare gli altri... - Bravo. - Sei come l'avvocato Agnelli.

- Tu sei lì, con il tuo savoir-faire.... - Sei elegante, fai come se niente fosse.

- (Bollani) Gerry Marchionne! - Fai il bagno nudo sulla barca. - Bravo.

Mentre gli altri lavorano. E il cronometrista che gli prende i tempi in fabbrica.

"Lavora più pezzi!".

(SEPE IMITA IL SUONO DI UNA TROMBA E BOLLANI IMITA IL SUONO DI UNA BATTERIA)

- Tu cos'hai lì? - Io non ho niente. Ho roba non commestibile.

- (Bollani, ridendo) Non consona? - No. - (Bollani) Ci vuole il "legno"?

- Ah, la carta! - Esiste ancora il cartaceo? - Di carta ci sono gli spartiti di Ares.

- Tanto non gli servono. - (ridendo) No, no... quelli li salviamo!

- (Bollani) Ares... - No, no, no... - No? Li salviamo?

- Io ho anche delle chiavi. - (Salis) Posso già procedere?

- Prego, procedi. Dove lo vuoi mettere? - Allora... Dove me lo metto questo?

- (Bollani, ridendo) Sei un Marchese... - (ridendo) No, non queste!

- (Bollani) Dove lo metti questo? - (Salis) Allora, questo lo metto...

- Vediamo un po'... - (Bollani) Entra!

Però tocca gli smorzatori.

E poi... E poi non funziona un granché, però.

(Bollani) No, anche meno. Qui.

(BOLLANI SUONA UNA SCALA DAL PIANOFORTE)

(NOTE DAL PIANOFORTE E VIBRAZIONI METALLICHE)

(Bollani) Bello!

(NOTE DAL PIANOFORTE, VIBRAZIONI METALLICHE E FRUSCII)

Ehi! (NOTE DAL PIANOFORTE)

(NOTE DAL PIANOFORTE, VIBRAZIONI METALLICHE E FRUSCII)

(SALIS RIDE)

(NOTE DAL PIANOFORTE, VIBRAZIONI METALLICHE E FRUSCII)

(NOTE ACUTE E NOTE GRAVI, COLPI METALLICI E FRUSCII DAL PIANOFORTE)

(Bollani) Oh! (NOTE DAL PIANOFORTE E VIBRAZIONI METALLICHE)

(Bollani) Oh! (NOTE DAL PIANOFORTE E VIBRAZIONI METALLICHE)

(NOTE E RUMORE DELLE CLAVETTE SULLE CORDE DEL PIANOFORTE)

- C'è stato un momento in cui Enrico Rava... - (Gatto) "Ha sbroccato".

(Bollani) A un certo punto, eravamo nel 2000,

lui girava per il palco, quando facevamo il soundcheck, veniva verso di me e mi diceva...

(imitando Rava) Bolla! Tu li conosci... i Beatles?

(RIDONO)

E io gli ho risposto: "Be', sì!".

(imitando Rava) "Lo so che li conosci, sono famosi". Io intendo se li conosci davvero.

"Sì, sì, li conosco davvero." "Be', ma sono fantastici!" Io dico: "Sì."

- (Salis) Me lo ricordo! - Però lui ci rimaneva male e allora andava...

- C'è stato un periodo che lo diceva a tutti. - Andava da Roberto e io lo guardavo.

(imitando Rava) "Conosci...? C'è un album tutto bianco."

E lui non gli dava soddisfazione, e diceva: "Sì, lo so, lo so, lo conosco."

"Ma non ti piacciono?". "No, no, mi piacciono".

Ma nessuno diceva: "Ah! Grande!"

(BOLLANI IMPROVVISA UNA MUSICA MALINCONICA AL PIANOFORTE)

Diciamo che questo progetto è un po' il ridisegnare un pezzo delle nostre storie,

di musicisti che altrimenti continuerebbero ad andare ognuno nella sua direzione

e che improvvisamente si trovano insieme, quindi è un vero incontro.

Musicalmente, non lo sappiamo, chissà magari domani lo scopriremo a Trieste.

Lo stiamo scoprendo di giorno in giorno, provando, smontando, rimaneggiando la musica.

- (Bollani) Cosa leggi? - Sto leggendo un giallo.

- Un giallo? - Te l'ho detto che mi piacciono i gialli.

- (Stefano Bollani) Un giallo? - (Frida Bollani Magoni) I romanzi gialli.

- Tu cosa leggi? - Un catalogo di Michelangelo Pistoletto.

È l'artista che ha fatto quell'opera d'arte in vetro che c'è nella sala dove suoniamo.

- È amico di Rava. - Ah!

Sì.

(MUSICA DI "CERTI ANGOLI SEGRETI" DI RAVA DA UNA TROMBA E UN PIANOFORTE)

(MUSICA DI "CERTI ANGOLI SEGRETI")

(MUSICA DI "CERTI ANGOLI SEGRETI")

(SUONANO "CERTI ANGOLI SEGRETI" DI RAVA)

Quando si suona con i musicisti con cui si vuole suonare, ovviamente,

con cui si sceglie di suonare, questo è alla base di tutto,

perché non basta che siano bravi.

Possono essere anche bravissimi, i più bravi del mondo, e non succede niente.

Deve esserci un'empatia, una visione simile della musica, una visione comune.

Quando c'è questa cosa,

suonando ci sono dei momenti sublimi.

Sono momenti che altrimenti non conosceresti mai.

Quando si tratta di un gruppo, ci sono dei momenti dove tutti reagiscono

a quello che dicono o a quello che fanno gli altri.

Tutti ascoltano, come se fossimo lì a fare un affresco, tutti insieme.

Ognuno mette qualcosa... Sono dei momenti di democrazia perfetta.

Ciascuno è talmente cosciente di quello che...

Sa di fare fa parte di questo grande meccanismo, ma dà tutto se stesso.

Quindi l'ego lo mette da parte... e lì la musica comincia a levitare.

E quelli sono momenti sublimi che nel jazz sono ancora più evidenti,

proprio perché c'è molta improvvisazione.

(FRESU IMPROVVISA UNA MUSICA MALINCONICA E FRIDA EMETTE DEI VOCALIZZI)

(FRESU IMPROVVISA UNA MUSICA MALINCONICA E FRIDA EMETTE DEI VOCALIZZI)

Il nostro lavoro, che in realtà non è un lavoro,

è la quintessenza della precarietà in tutti i sensi.

È precario... l'aspetto creatività.

- Non puoi sapere. - Non puoi sapere.

È precario il livello medio, perché tu non sai mai...

Ogni concerto, io non so come sarà, può essere una porcata, per dire!

- Può benissimo esserlo perché basta un niente. - Eh, ma è il suo bello.

Se improvvisi devi accettare che sia...

che possa venire una cosa che non è quella che avevi previsto e che non ti piace.

Quella è la sua bellezza, perché ti costringe a stare sempre sul pezzo.

- Sì, sì, ci devi essere sempre. - Guai.

Se io tutti i giorni non mi esercito, con questo maledetto strumento,

non so come va a finire, ma va a finire male, sicuramente.

Be', ma poi sulla tromba è assolutamente necessario perché se no il labbro non...

Allo stesso tempo è interessante il fatto di...

che mi tiene vivo, mi tiene tiene occupato.

Insomma, non è che sono lì a pensare a tutti i miei acciacchi della vecchiaia.

(MUSICA MALINCONICA DALLE TROMBE)

Io vorrei capire cosa cavolo stiamo a fare tutti qua intorno come dei fessi.

(imitando Rava) Guarda, è una cosa pazzesca.

(imitando Rava) Perché hanno organizzato questa cosa...

di suonare tutti insieme e il risultato è...

- (imitando Bollani) A me sembra una cosa che non sta in piedi. - Non so, di' tu.

- (imitando Bollani) Non so cosa ne pensa... - Sentiamo Rava.

- Rava... - Rava, cosa ne pensa?

Devo dire che in tutta questa cosa, comunque, in questi giorni abbiamo mangiato benissimo.

Hai mai mangiato così bene come in questi giorni?

- Io? - No. - Io sì.

- (Rava) Antonello! - (Bollani) Antonello!

(imitando Salis) Eh, cioè, è stata una cosa bella.

(imitando Salis) Ci è piaciuta e... ce ne torniamo contenti. "Già siamo stati".

- (imitando Fresu) Sono Paolo Fresu. - (Bollani) No, la puoi fare più incisiva.

- (Bollani) La puoi fare più.. - Più incisiva.

- A me piace di più come lo fai... "Sono Paolo Fresu". - Vero.

(Rava) Antonello, ma tu... tu cosa pensi della vita? Come la vedi la vita?

(imitando Salis) Eh, be', ma la vita è...

(imitando Salis) Ci sono certi giorni che vorresti spaccare tutto, no?

(imitando Salis) Ehm, spaccheresti pure...

(IMITA DEI VERSI DI RABBIA)

(imitando Tavolazzi) Bello lì, il pezzo che avete fatto. Bravi, bravi.

(imitando Tavolazzi) Adesso vado a letto. Ciao.

(in dialetto romagnolo) "Sei triste perché ti ho fatto un gol pazzesco!".

(TAVOLAZZI RIDE)

Questo non te lo aspettavi.

(TAVOLAZZI RIDE)

L'unica cosa che mi hai detto severamente in tanti anni...

- (sottovoce) Addirittura? - Sì, sì, serissimo!

La cosa che mi hai detto da severo è accaduta a Parigi,

era la seconda volta che suonavamo insieme.

Mi avevi chiamato a suonare nel club nel '96, con Michel Benita e Aldo Romano.

E io facevo una... I miei assoli duravano tipo 40 secondi.

- Non ti buttavi. - Un minuto e mezzo e poi vi lasciavo fare perché ero con tre giganti.

E tu mi hai detto all'orecchio: "Senti, se ti ho chiamato è perché voglio che suoni,

quindi vedi di suonare".

Io penso che in 30 anni è l'unica volta che mi hai messo in riga.

- Però ancora me la ricordo. - Sì, me lo ricordo anche io.

Ma ricordo anche che quando io ti ho detto: " Ma perché non suoni?".

Io ti ho invitato a Parigi ed ero fiero di come suonavi,

per far vedere che qua in Italia c'è uno geniale che suona.

E invece tu mi hai detto una cosa che io ho capito e che ho condiviso.

- Hai detto: "Perché non mi sto divertendo". - Ho detto così? - (Rava) Non ti divertivi.

Ma che "faccia di tolla". Davvero? Invece di star zitto...

Avevi ragione, non era divertente perché non succedeva niente.

Anche quando suonavo io non sentivo che succedessero delle cose...

(NOTE DAL CONTRABBASSO E VOCALIZZI) (Bollani) Bob, Lioli...

(Bollani) Roberto, per favore, mi togli Ares dalla "spia"?

Dobbiamo suonare io e Frida. (NOTE DAL SASSOFONO)

Mi togli anche Sepe dalla stanza, invece. (FRIDA RIDE)

- Stefano, vuoi provare altre cose con noi? - (Bollani) No.

(Bollani) Frida, ti faccio sentire il brano di Rava che facciamo alla fine del concerto.

(ACCORDI DAL PIANOFORTE)

(Bollani) Sono due accordi che girano. (ACCORDI DAL PIANOFORTE)

- Sarebbe Mi bemolle maggiore settima. - Secondo me è questo.

Mi settima, in realtà. (ACCORDI DAL PIANOFORTE)

Io gli metto anche la nona diesis. (ACCORDI DAL PIANOFORTE)

(Bollani) Addirittura anche il Si bemolle, ma insomma...

(ACCORDI DAL PIANOFORTE) Tema.

(BOLLANI E FRIDA SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

Qui cambia. (SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

Allora, questa parte, la seconda parte fa... Mi bemolle, Sol minore e va al quarto grado.

La bemolle... (SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

- Ah! - E va in Sol minore.

(SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA) (Bollani) Fa minore.

(SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

E va in Mi bemolle minore.

(SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

E la parte finale è in Mi bemolle Si settima.

(SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

Poi ricomincia... Te lo suono.

(SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

Brava!

(SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

Grazie! (SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

(RIDONO)

(SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

Faccio il finale. Finisce così.

(SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

- Eh, certo! - (Bollani) Certo! E come doveva finire?

(SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA) Un attimo di rallentato, diciamo.

(SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

- E qui un attimo di... Un attimo di pausa. - Ah, ok!

(SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA) Aspetta, aspetta. Di nuovo.

(Bollani, in inglese) Uno due, tre!

(SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

(SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

(FRIDA RIDE)

Il babbo!

Nessuno è mio coetaneo, io sono il più vecchio del mondo.

- E questo che è interessante. - (Bollani) Be'...

Io mi sento proprio vecchissimo.

E poi è strano perché io ero abituato a essere il più giovane, una volta.

E adesso invece sono il più vecchio, sempre!

Quando vedo dei vicini di casa che camminano un po' così...

penso: "Eh, questo qui sarà più vecchio di me".

Invece gli chiedo... "Ah, 83 anni." Ah!

È un buon segno questo. In questo racconto tu fai la parte del leone però.

Sì, nel racconto.

(BOLLANI RIDE)

(Cenni) Qual è il tuo rapporto con il silenzio?

Eh... Il silenzio mi piace.

(RESPIRI PROFONDI)

(MUSICA DI "CASTA DIVA" - ARIA DI "NORMA" DA UNA TROMBA)

(PAROLE NON UDIBILI)

(MUSICA DI "CASTA DIVA" - ARIA DI "NORMA" DA UNA TROMBA)

(VOCIARE INDISTINTO)

(Frida) Il vento nei capelli.

Guarda che ti picchio, eh?

(VOCIARE INDISTINTO)

(Bollani) Piano, basta!

Sono pazzi, sono pazzi!

(VOCIARE INDISTINTO)

# Quel mazzolin di fiori... #

(insieme) # Che vien dalla montagna...#

(insieme) # E bada ben che non si bagna, te lo voglio regalar! #

(insieme) # E bada ben che non si bagna, te lo voglio regalar! #

(MUSICA LIETA)

(PAROLE NON UDIBILI)

(PAROLE NON UDIBILI)

(MUSICA LIETA)

E in più ci sono i passerotti che mi aspettano al parco, dove...

Che io smetta di suonare e passi le mie giornate a dare loro delle briciole di pane

e a spaventare i gabbiani maledetti che cercano di ucciderli.

- Perché non vai ancora al parco con i passerotti? - Eh, no, ancora no.

- Te lo stai tenendo per la vecchiaia. - Sì, per la vecchiaia.

E ogni tanto se passa un passerotto sul mio balcone, dico:

"Guarda, avverti tutti che ci vuole ancora un po'. Però non disperino".

- "Avranno da mangiare." - "Avranno da mangiare."

E il sottoscritto ne sarà responsabile.

(APPLAUSI)

A proposito di ponti fra culture,

voi siete qui, siete perlopiù triestini o comunque friulani...

Bene, c'è un modo di dire a Roma,

che è molto adatto a questa serata, che è: "Quanno ce ricapita".

Grazie. Ciao!

(SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

(INTONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

(SUONANO "THEME FOR JESSICA" DI ENRICO RAVA)

(GRIDA DI APPREZZAMENTO E APPLAUSI)

(APPLAUSI)

(Sepe, in dialetto napoletano) E adesso andiamo a fumare. Andiamo!

(MUSICA DI "YERAKINA")

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.