Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Soffia un vento a Parigi stasera, un vento che
ventura.
Sono mille sospiri diamanti perduti
così.
come noi
sono
frasi d 'amore pensate ma dette soltanto a
metà
Questa, se non mi sbaglio, è la cerimonia della premiazione di fine d
Il prefetto... Questo non è Moriot?
Sì, il povero Moriot.
Perché povero?
È morto, poveraccio.
Poveretto, quanto mi dispiace. Era così un bravo ragazzo. E poi così giovane.
Alla tua salute, caro Reduc.
Alla tua, negretto.
Senti, da quanto tempo sei in pensione?
A fine ottobre fa due anni.
Sei ringiovanito di dieci.
Capirai, dopo che per trent 'anni mi sono avvenenato il sangue qui dentro. Ti
invidio, caro Ledin, veramente ti invidio.
Riposa quella vita tranquilla, l 'aria di campagna.
La campagna, ma non è detto che anch 'io, sai, prima o poi...
Senti un po', perché non vieni a passare qualche giorno da me? Non faccio
pervantarmi, ma non mi manca niente nella mia Villefranche.
Villefranche?
Quale? Siamo pieni di Villefranche in Francia. La mia è in Borgogna, 20
chilometri da Deux -Girac.
Dai, vieni.
Ho a casa una donnina.
Ma cosa fai a pensare? Stai tranquillo, è vecchissima.
Soltanto che è una cuoca...
Stupenda faccia di mangiarini. E poi lei è contenta quando ha ospiti.
Beh, quasi quasi.
Beh, in ufficio pratiche urgenti io non ce ne ho. Dunque, mia moglie ha
innalzato la sua sorella che aspetta un nipotino.
Mi tocca stare solo con lui.
Senti, come ti si arriva nella tua vilpras?
Eh?
Buonasera, commissario Magretti. Buonasera. C 'è un posto qui?
No, mi spiace. Il vagone letto è tutto prenotato. Dove deve andare?
A Villefranche.
Due fermate dopo Bergerac.
Su tutte le altre carrozze dovrebbe cambiare alle burle.
È piena notte però. Un po' scomodo.
Ma può darsi che qualcuno non si presenti. Regolarmente succede.
In tal caso l 'avvertirò. Ti ho tranquillo. Grazie. Intanto mi piazzo al
al ristorante. È in testa. Grazie.
Allora, caro, nel pollo celestino i champignons vanno aggiunti dopo aver
fiammeggiato il pollo col brandy.
E sempre, dico sempre, dopo i pomodori pelati. E sempre prima della palla.
Ecco.
Grazie.
Date tanto.
No, no, qui mi meraviglio, mi meraviglio la temperatura.
Di questo Schatner di Papa, eh? No, non è giusta, no, è leggermente...
Leggermente troppo calda, tollerabile, sì, ma almeno due gradi di più.
C 'è un 'unica cucetta di seconda classe.
Il resto è completo, mi dispiace.
Capisco che non fa piacere dormire con gente che non si conosce, ma... Ma
che traslocare in piena notte, eh?
Sì, numero nove.
Oppa, siamo arrivati.
Travenga il piatto che vedrà che... No, provi un po' a dare una piccola sfida a
questa parte. Forse è meglio che io torni indietro. Ah, voltano indietro?
Ecco.
Grazie. Buon riposo.
Hai bisogno di qualche cosa? Non si sente bene?
Ma il treno sta rallentando.
Dovremmo essere vicini a Bergerac.
Ma cosa fa?
Adesso potete entrare. Il dottore però raccomanda di non stancarlo troppo. Del
resto ha proprio lo sguardo di un pazzo.
Ci sei calcato, eh?
Sono proprio contento di vedere che faccia hai.
Chi è?
Chi è lei?
Io sono il commissario di polizia di Bergerac e davanti a te ci sono il
procuratore e il signor cancelliere.
Avanti, parla!
Con chi ce l 'avevi questa notte?
Un 'altra donna, eh?
Ma questa volta hai avuto il fatto tuo.
Guarda io.
Guardi nel mio portafogli.
Ci sono i documenti, ci sono... Lo sai benissimo di non avere documenti.
Eri in maniche di camicia.
E nella tasca dei pantaloni avevi solo la rivoltella.
Ah... Ah, sì, capisco, capisco. Sì.
Sì, ma telefoni a Parigi, alla polizia giudiziaria.
Sono Megrè.
Commissario Megrè.
Bergerac ha detto, allora che vicino c 'è
Villefranche, no?
C 'è il mio collega, il mio collega Leduc, può chiamare lui.
Che delusione che gli hai dato, erano convinti di avere fatto il colpo grosso,
di avere agguantato il mostro, il pazzo di Bergerac.
E chi sarebbe? Magari il mio mancato assassino?
È probabile, me crei. Da un mese qui non si parla d 'altro.
Anche nei dintorni della mia ville franche.
Vedi, Bergerac è una cittadina tranquilla, normale.
Non succede mai niente.
Ma cosa è successo, insomma?
Dunque, è cominciato tutto circa un mese fa.
Trovano sulla strada provinciale il cadavere di una donna, strangolata.
ma non solo strangolata, con un lungo ago piantato nel cuore,
attenzione, conficcato nel cuore, dopo che era già morta, lo ha stabilito l
'autopsia. E chi era questa donna?
Dunque era una certa Leontine Moreau della fattoria del Moulin Neuf, non le
hanno rubato nulla, nessuna violenza, ebbene che fosse una donna piacente.
È stata uccisa di sera tardi, era andata a far visita alla cognata.
Questa è una. L 'altra... Ah, perché sono due?
No, sono quasi tre.
Sarebbe quasi tre, scusa. Adesso ti spiego.
Dicevo, l 'altra era una ragazza di 17 anni, stava andando in bicicletta sulla
stessa strada. È stata trovata nelle medesime condizioni della prima,
strangolata e ago conficcato nel cuore.
Una quindicina di giorni dopo e una settimana appresso è toccata una
dell 'albergo La Croix Blanche, giovane e bellina, era andata a trovare un
fratello che abita nella casa cantoniera a 4 o 5 chilometri da qui.
Improvvisamente si è sentita salire alle spalle, ma siccome è una ragazza
giovane, svelta, agile, è riuscita a divincolarsi e a addentargli la mano.
Allora il pazzo è fuggito urlando.
fuggito nel bosco. Anche lui?
Come? Anche lui.
Perché anche il mio aggressore è sparito dentro il bosco.
Ma almeno è riuscita a vederlo questa cameriera?
No, purtroppo solo di spalle.
Qui sono convinti che si tratti di un pazzo, di un manioco che si nasconde nei
boschi o nelle grotti qui attorno. E così capisci quando...
che hanno trovato svenuto, insanguinato, sono stati sicuri, convinti, ad aver
messo la mano sul patto di Bergerac, che questa volta non era riuscita a farla
franca. E invece non sono che il secondo scampato.
L 'altra, la cameriera, hai detto che lavorava in un albergo? Sì, all
'Hôtel La Croix Blanche.
Il dottore.
Buongiorno dottore.
Buongiorno.
Non stanchiamolo troppo, l 'ammalato deve parlare poco, deve riposare.
Ha ancora questa febbraccia.
Molta?
Abbastanza, perché persiste uno stato infettivo.
La pallottola era penetrata a fondo, avete visto?
Dottore, chiami la barella, lo portiamo in sala.
Operavo di ritardare la medicazione, ma c 'è la febbre.
Dottore, siamo qua.
Bravo, signor Magretto.
Neppure un lamento.
Facciatura, Bertretto.
La leghi anche attorno al torace. Cosa mi dici della mia ferita, dottore?
Lentamente ma migliora.
Appena superato questo stato infiammatorio, la febbre diminuirà senz
L 'importante è che lei rimanga tranquillo.
Detto fra noi, dottore, lei cosa ne pensa personalmente del patto di
Crede anche lei come la gente del paese che si tratti di uno equilibrato che
vive nei boschi?
No. Sarai invece un uomo che nella vita di tutti i giorni si comporterà come me
e lei, non crede?
Può dare.
Beh, in altre parole, ci sono molte probabilità che gli abiti abbrigerà che
eserciti una professione qualunque, no? Ha qualche idea lei in proposito?
Beh, teoricamente tutti possono avere delle tarre cerebrali nascoste.
Ma così si può sospettare l 'intero paese. Sì, sì, infatti, in questo tipo
delitti nessuno può essere escluso dalla rosa dei sospetti.
Il sindaco, il procuratore, il primo passante, i suoi colleghi, il portinaio
dell 'ospedale.
Ma non si agiti troppo, la ferita è più grave di quanto non pensi.
Quanti abitanti ha Bergerac?
Circa 16 .000, perché?
Che tutto mi porta a credere che il passo partenga ad una classe sociale
superiore. L 'ago, l 'ago per esempio.
Che vuol dire?
Come vuol dire?
Quell 'ago, quell 'ago piantato esattamente nel cuore per due volte di
Prova una certa conoscenza dell 'anatomia, non le pare?
Eh, certo che la cosa fa pensare.
No. Infermieri.
Dottore?
E un buon hotel, la Croix Blanche?
Sì, per una cittadina di provincia.
Poi la cucina è ottima, la padrona fa certi piatti che... Perché questa
No, perché il mio collega Leduc non fa che decantarmi nelle meraviglie.
Credi che sia troppo presto per trasferirmi ci adesso?
Un po' prestino.
Perché non si trova bene qui?
Sì, benissimo, mi trovo benissimo, dottore, lei è un medico perfetto, ma è
mi sento un po' troppo in ospedale.
Sì, va bene, ma per l 'assistenza.
Ah, ma sai, io ho una moglie, dottore.
Beh, finora non l 'ho disturbata per non impressionarla, ma adesso potrei
chiamarla. È da una sorella, da una sorella a Strasburgo.
Beh, ne riparliamo fra qualche giorno. Sì? Sarà un lieto di favorirla. Grazie
tanto, dottore, grazie.
Grazie, dottore.
Birra, signora Maigret.
Glielo dica a lei, dottor Rivo.
Che non deve bere tutta questa birra.
Dieta, signor Maigret.
La febbre sussiste.
Grazie, signora. Ah, prego.
Beh, la rifaccerò domani mattina, dottore.
Comisario.
Arrivederci, signora.
Arrivederla, dottore. E mi raccomando, la dieta.
Birra, signora Megre.
Ma come? Ma proprio adesso... Ma il Cere Du che muore di sete. Ha fatto 20
chilometri per venirmi a trovare, capisci? No, veramente io ho già preso
al caffè.
Ah, ti ci metti anche tu, eh?
Adesso ho capito perché ti piace tanto questo albergo.
È inutile che tu fingi di venirmi a trovare.
Vai, vai, vai pure, vai, vai, vai di sotto a fare il cascaborto con la
vai. Calugne, signora, non è diretta.
Ma se anche fosse, la signora Emilie è un ottimo partito sotto tutti i punti di
vita. Ma tu adesso non cambiare discorso per non darmi la birra, hai capito?
Se vuoi coccolarmi come un bambino, allora vai ancora da tua nipote e valla
coccolare, hai capito?
Non ne ha davvero bisogno. Mia sorella è così felice della sua parte di nonna
che non vuole nessuno fra i piedi. Le ho detto che il bambino è una meraviglia.
Pensa, le due cinque chili, appena nato, povero madre. Ma sai chi è il padre?
È il tuo nipote, Filippo.
Filippo, il politiotto.
Ah, tu non hai fatto tempo a conoscerlo, no? Capito.
Ecco. Grazie.
La birra.
Grazie, grazie, signora Megli, grazie. Questo è a compenso di tutte le mie
sofferenze, perché arriva questo profumino di tartufi. Ma lo senti, le
io devo accontentarmi di questa crema al limone. Ecco.
Avevi detto che era un capolavoro?
Sì, cara, sì, ma i tartufi, sai, i tartufi. Qui li servono come se fossero
patate, lo sai.
Anche nei pranzi hanno preso questo e io dice niente.
Dove vai? Dove vai adesso? A farmi dare dalla padrona qualcuna delle sue
ricette. Sì, per la cena, per me, per tu.
Ma tu sei matto, Megre?
Per quando sarai guarito?
Presto fammi il piacere, carichami la tipa, poi vieni ad accendermela, sai?
Almeno tu hai la delicatezza di non parlarmi della tua cuoca.
Ah, è proprio vero, eh?
Da qui si domina tutta la piazza.
La finestra, come vedi, è sulla piazza principale.
Qui ci sono i negozi più importanti, gli uffici più importanti, la procura, il
commissariato. E così, capisci, nel corso della giornata, prima o poi ci
tutto il paese.
Sì, il cuore di Bergerac.
Te l 'avevo detto, no?
Questa è la più bella stanza di tutto l 'albergo. E poi è anche la più grande,
pensa, di due ne hanno fatto una.
E magari tra quella gente circola il mio mancato assassino, eh?
Di un po', le due.
La prima vittima, la donna del Moulin Neuf, era sposata, aveva figli?
No, era la figlia del fattore, un uomo molto anziano.
E situazioni in particolare in famiglia?
No, niente di interessante.
Pare fosse un po' inattrito col padre.
Lui la rimproverava sovente, diceva che era una civetta, perché andava a mungere
le vacche col vestito della festa.
Sai, per un vento di campagna da questa parte sono cose che fanno scandalo.
Eh, già.
E storie con uomini?
No.
Almeno a quello che dice la gente.
Ecco, guarda se l 'ho caricata come vuoi tu.
Grazie, grazie. Non posso pretendere troppo, eh.
Grazie tanto.
Buona, eh? Grazie.
E della seconda vittima?
La ragazza in bicicletta che si dice?
Ce l 'aveva l 'innamorato?
Non si sa.
Ogni tanto andava a Parigi per una quindicina di giorni a trovare una zia.
E poi c 'è la cameriera.
Ah, quella che lavora qui in albergo, quella che si è salvata, eh?
Ecco, francamente su quella ho i miei dubbi.
E avanti allora, scendiamo?
Oh, signor procuratore, quale onore. Prego, si accomodi.
Signora Megre, permette che ti presente il signor Duorzo, procuratore della
Repubblica di Bergerac, mia moglie.
Molto lieto, signora.
Grazie. Si accomodi, procuratore. Si accomodi. Signor commissario, siamo
dolenti per lo spiacevole equivoco iniziale.
Ma capirà, lei era senza documenti. Ah, la mia giacca è stata ritrovata, lei lo
saprà. Però il portafogli è scomparso.
Deplorevole. Tutte queste faccende veramente deplorevole.
Che delitti così atroci succedono a Parigi, dove il crimine è per così dire
male endemico, ma qui da noi, per fortuna lei è in buone mani.
Sì, signor Rivaux è un chirurgo in gamba.
Pensi, allievo del professor Martel di Parigi.
La mia specialità è la ratatouille. Penso che non dovrebbe far male al suo
marito. In fondo sono solo verdure. Guardi, ci vogliono due cipolle.
Una e due.
Due melanzane. Una e due.
Due peperoni magrotti. Uno e due.
Ah, quattro pomodori maturi. Due, tre e quattro. Ecco.
Qualche spicchio d 'aglio.
Ecco, ne prendiamo due.
Due.
Ah, qualche chiodino di garofano non ci sta male.
Dell 'olio d 'oliva.
Sale, pepe e presemolo.
Innanzitutto bisogna far dorare in padella le cipolle. No, no, no.
Perché a vita, signora mia? Non parli con mio marito di queste cose, Tana. Lui
un golo...
un mangione, poi adesso è anche malato, no, no.
Sarà meglio preparargli una pastina in brodo.
Pastina in brodo? Sì.
Va bene.
Buona giornata, signora Emilie.
Buongiorno.
Vede, signor Megre.
Come vede?
Come?
Adesso mi chiamo il signor Megre. Via!
Non sono un collega, forse. Eh, magari un po' più anziano, ma sono sempre un
collega. Ma mi ci vogliono almeno tre scatti per arrivare al tuo grado. E
come ci badano, figli alle distanze. Io non sono di qui. Siamo due commissari di
polizia e basta.
La ringrazio. Ti ringrazio.
Senti, tra di noi, hai o no un 'idea di questo assassino che non lascia tracce?
Io, oltretutto, ho una questione personale da regolare.
Ma per me si tratta delle vittime di un pervertito.
Ma non escludo che la seconda giovanetta poteva essere una testimone pericolosa
che l 'assassino ha dovuto eliminare.
Questo te l 'ha detto il nostro Le Duc, eh?
Fuo, fuo, fuo.
Beh, ti dirò che Le Duc è un chiacchierone.
Ah, l 'odore del tabacco.
Eh sì, è un 'ipotesi che avevo fatto ieri con lui, ma ripensando ci trovo che
non ha fondamento.
La ragazza è stata uccisa 15 giorni dopo la prima vittima. Se avessi saputo chi
era l 'assassino della prima ragazza, avrebbe avuto tutto il tempo per
denunciarlo, non ti pare?
Beh, ma e allora?
Ma io lo chiedevo a te.
Io capirai, sono inchiodato qui.
La sola umanità che vedo...
È quella che passa sotto quella finestra.
Ecco, e qui ci siamo noi.
E questo è il fiume? Sì, qui la Dordogna fa un 'ansia prima dell 'abitato, poi
attraversa la parte vecchia della città. Se non ci fossero quei palazzi lì di
fronte, si vedrebbe anche di qui.
Ah, ho dimenticato.
Le ho portato tutte le cartoline che ho potuto trovare della città. Così potrà
farsi un 'idea più esatta.
Ecco, guardi.
Questa è la piazza. E questo è il mio hotel.
E qui, ecco, guardi qui. Questo è il punto preciso dove lei si è buttato dal
treno. Ah.
E questa è la strada provinciale, quella dei delitti. Per capirci, è la zona del
Moulin Neuf.
Ora può dire di conoscere dal suo letto tutta la città.
È una piccola città, vero?
Sì, ma è in questa piccola città che il pazzo, chiamiamolo pure così, va, viene,
circola, avvicina gente e quando gli va uccide o perlomeno ci prova.
Mi ha portato l 'elenco del telefono di Bergerac?
Certo.
E anche questo.
Cos 'è, cos 'è?
Che odore, che odore. Cos 'è stavolta? Mangi, mangi, poi mi dirà.
Sentiamo un po'. Che buono.
Stia tranquillo, tua moglie è uscita adesso.
Non mi farà male?
Male? Ma no, la rimetto al mondo.
Lei è un gioiello, Emily.
Un intenditore come lei è un gioiello, Megre. Attenzione, attenzione, il mio
povero braccio... Mi scusi, mi perdoni. La imbocco? No,
no, lei avrà da fare.
Ma no, ti figuri.
Forse lei penserà che chi ha un esercizio pubblico debba considerare i
in modo impersonale. No, no, no, io non lo penso affatto così.
In questa maniera il mondo non cambierà mai.
Io cerco nel cliente l 'essere umano.
L 'occasione di una... Di un rapporto più personale.
Sai che è squisito?
È un po' piccante però.
Arrivederla, signor Negri.
Arrivederci.
Tu non hai visto niente, eh?
Come ti senti? Oh, così abbastanza, abbastanza bene.
Bene.
Cosa sono tutti quei libri?
Ah, sì.
Vedete?
Psicopatologia criminale.
Le malattie della mente.
La perversione della sessualità.
E che lei?
Ma te lo li hai presi?
Me li sono fatti prendere dalle Duc alla biblioteca municipale.
Anche nell 'elenco del telefono?
Certo, ma nei questi libri, nella carta topografica, nelle cartoline della
padrona, nelle chiacchiere di Le Duc, potranno aiutarmi a cavare fuori un
dal buco.
Scotti? Scotti, lo sai?
Chissà cosa dirai, dottore.
Ma non devi stancarti così.
Sì, ma stai... Inutile. Quando uno è mobilizzato come me,
è meglio che si rassegni.
Ma senti, a proposito.
Quando viaggi, non usi sempre il tuo permanente gratuito?
E come no?
Vuoi che butti via i soldi?
Allora, quella sera su quel famoso treno lì, quando hai preso quel famoso treno,
l 'avevi dimenticato?
Ma niente da fatto, no? Se non portavano via il portafoglio te lo farei vedere.
Era nel portafogli.
Megre, tu hai comprato il biglietto quella sera, pensaci bene.
Della cucetta, sì, ma non del treno. Della cucetta e anche del treno.
Eccolo qua.
non è tuo?
dove l 'hai
trovato?
ammetti che è tuo non è mio ma dove l 'hai trovato? ma lì
fuori davanti alla porta mezzo nascosto sotto al tappetino adesso entrando sotto
o vicino al tappetino?
insomma lì accanto al muro
Parigi, bella sera.
Allora?
Leggi la data che non riesco... Qui ci vogliono gli occhiali.
Ecco, 8 ottobre.
8 ottobre? 8 ottobre. E' proprio il giorno che sono partito da Parigi,
8 ottobre.
Da quanto tempo questo biglietto sarà là?
E senti, stamattina alle otto e mezza non c 'era, perché ho sbattuto io il
tappetino. Adesso che ore sono?
Sono le sette passate.
Senti, facciamo l 'elenco di tutte le persone che sono venute qui dopo le otto
mezzo. Scrivi, prendi il tappetino e scrivi. Sì, sì.
Scrivi.
Dunque. Dunque, aspetta, aspetta, aspetta. Dunque, alle nove...
E' entrata Emily, la padrona, per sentire come stavi, no?
Poi verso le dieci è venuto il dottor Rivaud per la medicazione. Ecco, scrivi
allora Emily, virgola, Rivaud. No, aspetta, metti i nomi in colonna.
A mezzogiorno... Eh sì, prima tu mi hai fatto la barba, mi ricordo benissimo.
Poi è venuto il procuratore.
No. Ah, vanno sì, il procuratore.
Mentre se ne andava è entrato il commissario.
Poi sei entrata tu a portarmi il pranzo. No.
Sì? No, no, no, no, no. Prima è venuto l 'educ. No, no, prima si è entrato... Ma
prima è venuto l 'educ, come crei? Scusa, scusa, è giusto, è giusto.
Scrivi, scrivi, l 'educ. L 'educ. Aggiungi cameriera.
Per essere precisi, quella lì è entrata due volte.
Va bene, tu scrivila due volte. Due volte anche la padrona e anche l 'educ
tornati tutti e due nel pomeriggio. Hai capito?
E poi chi è venuto? Aspetta.
Poi basta, poi nessuno.
Soltanto tu col biglietto.
Senti, chiamami al telefono il capo stazione.
Guarda lì.
No, no, no, no, guarda, no, no, no, no.
Non si può, il capo stazione, non si può chiamare.
Non si può chiamare per telefono, bisogna andarci di persona.
Devo andarci io, eh? Deve andarci, eh?
No, sì.
Perché? Sei stanca?
Eh, oddio mio, non sono ancora morta di fatica, ma...
No, no, no, ci vado, ci vado.
Grazie, è proprio necessario. E già che ti nuovi, scusa, fammi piacere di dare
un 'occhiata anche in altri due posti. È sempre la conseguenza di quel tuo
biglietto. Mica l 'ho trovato io, capisci? La colpa è tua. No, scusa,
Anzi, il merito è tuo.
Il merito. Dai che merito.
Allora, che cosa devo dire anche a questa azione?
Dunque... E dimmi anche quali sono gli altri posti dove devo andare.
Naturalmente, naturalmente.
Naturalmente. Quanto è?
Sì?
Allora senti, tu vai in altri due posti. Prima vai alla capostazione e dopo
vai... No signora, questa è la casa del signor Giorso,
procuratore della Repubblica. Ah, Giorso!
Scusi, si vede che mi hanno dato un 'informazione sbagliata. Non sono di
sono forestiera.
Mi scusi tanto allora, grazie.
Grazie a te. Prego.
Bello, Cristina, buono.
Vedi le feste che mi fa?
La moglie, poverina.
Deve contare ben poco in quella famiglia.
È venuta fuori, sai, io l 'ho vista. Ma non l 'hanno neanche guardata.
Ma io lo sapevo, lo sapevo che ci saresti riuscita. Ma cosa aspetti? Cosa
aspetti a dirmi la cosa che mi interessa di più? Cosa ti ha detto il capo
stazione? Ah, sì, sì. Dunque lui è sicuro che nessun viaggiatore è sceso
treno giovedì mattina alle quattro. Ecco, allora è altrettanto certo che il
biglietto ferroviario che hai trovato qui davanti...
appartiene all 'individuo che dormiva nella cucetta sopra di me.
Ma io non capisco però perché ha sentito il bisogno di scendere prima dell
'arrivo del treno in stazione.
Ma io non capisco perché mi abbia sparato.
Ma almeno adesso ho capito come devo comportarmi.
Sai dirmi niente della vita intima del dottore che mi cura?
Il dottore Rivo?
No, giusto dei pettegolezzi.
Si murmura che la cognata sia la sua amante. Ah,
vedi che io, eh.
Ma col permesso della moglie?
Allora sai già.
No, così so, so.
E il procuratore, signor Dorsot?
Sembra che sua sorella, una vedova, sia pazza.
C 'è anche chi dice che l 'abbia fatta ricoverare lui per mettere mano sul
patrimonio. Beh, non è questo che mi interessa, ma la sua vita privata.
Non è sposato? No, no, vive solo.
Ha fama di misantropo.
Però va a Bordeaux due o tre volte al mese. Cosa ci va a fare?
Si vede che viene da Parigi.
Parli di queste cose con una indifferenza. E tu si vede che vivi
Parigi. Ne parli con una cautela, che non ti conoscevo.
A proposito, ci vai spesso a Parigi?
Giusto un paio di volte all 'anno. L 'ultima volta ci siamo visti nel... Sì.
Cosa c 'entra?
E la tua cuoca quanti anni ha?
Sessantacinque. Che cosa vorresti infilmare?
No, niente, ma nessuna ragazza nei dintorni... Beh, la nipote che viene
tanto ad aiutare. Ah, ecco. E tu e lei... Signora, lo faccio aspettare.
Ma tu che hai ragione, Megret.
Lui ha già a chi pensare, alla padrona dell 'albergo, la signora Emilie, no?
Ah sì?
Ah sì?
Signora, non mi faccia parlare.
Lo sai cosa dovresti fare per essere miutile, vecchio mio?
Riuscire a sapere che era assente da Bergerac mercoledì scorso 8 ottobre.
Bergerac ha 16 .000 abitanti.
Aspetta, guarda che mi interessano soltanto il dottor Rivo, il procuratore,
commissario di polizia, tu... Eh no, eh no, eh no, Megre, adesso basta, adesso
hai passato il limite.
Salmati. Io ho da fare, ho i miei impegni.
Ma siediti, ti dico.
La prego.
E stammi a sentire, andiamo. Piero Bergeraccio è un uomo che ha tutte le
apparenti della persona normale, ma che all 'improvviso è preso dalla crisi di
ipatia e commette... E tu mi metti in annuncio dei possibili affattini.
Credi che non abbia capito il significato delle tue domande?
Rivelisto, signora.
Bravo, bravo, ti ringrazio. A un collega, a un amico. Non fa così.
Caracchiaraccio, sempre così sta. Sempre così.
Accendimi la pipa, per piacere.
Oh, la pipa.
Cosa ha fatto quel povero Reduc? Ma niente.
Io non l 'ho mai visto così indisponente con nessuno, sai.
Con un collega, poi.
Si direbbe che tu pensi davvero che lui abbia potuto... No, spero proprio di no.
Ma in tuo caso vedrai, presto capirai che il biglietto l 'ho trovato. Mi dà il
dovere di sospettare anche di lui.
È sicuro che quella ferita non abbia influito sulla intelligenza del mio
Oppure... non so come dire.
Ma abitualmente è un uomo intelligente? Oh, sì, sì, molto intelligente. Non ne
ha sempre l 'aria, ma lo è.
Buongiorno. Buongiorno.
Quel pagiano è per fare il brovino ai clienti di riguardo?
Sì, ma a quelli intelligenti.
Cosa le ha detto?
Chi?
Il mio ex collega, Leduc.
Non l 'ha incontrato di sotto?
Le avevo prescritto riposo assoluto.
Lei addirittura si alza dal letto.
E beve e fuma anche. Quella pipa, dottore, dovrebbe proibirgliela
Senta, dottore, mi potrebbe dire a quali intervalli sono stati commessi i
delitti del nostro pazzo?
Il primo un mese fa.
Il secondo qualche settimana dopo.
Poi il venerdì successivo, il tentativo mancato.
Sa cosa penso, dottore?
Che siamo alla vigilia di un nuovo attentato, dirò di più.
Se non si verifica vuol dire che l 'assassino si sente sorvegliato, ma
se il delitto ha luogo, allora... Allora?
E allora si potrà procedere per eliminazione.
38 e mezzo, invece di così,
signora posso lavarmi le mani?
Senta, supponga dottore che al momento del delitto
lei si trovi in questa stanza, eccola di colpo fuori causa.
Poi supponga che il procuratore Duorzò si abbordò il comitario a Parigi o in un
altro posto, il mio amico Leduc a casa del diavolo.
Tutte circostanze probabili, naturalmente.
E in tal caso capisce l 'identificazione... Insomma lei
campo delle possibilità.
Diciamo delle probabilità.
Vedi, io restringo la cerchia dei probabili assassini alle persone che
venute ieri a trovarmi qui in camera.
E perché mai?
Beh, perché forse avrò un motivo.
Per esempio, dov 'era lei mercoledì scorso?
Mercoledì? Sì.
Ma mi pare...
Ah sì, ero alla Rochelle.
Dica un po'. Devo considerarlo un interrogatorio ufficiale?
Ma cosa dice mai, dottore?
Ha bevuto soltanto birra oppure qualcosa di più alcolico? Chi lo sa,
dottore. Non ci sono io.
Arrivederla.
Mi crema.
Che rendi conto di quello che stai facendo?
Il dottore non ha detto niente perché è una persona educata, ma tu stai
provocando tutti, vero? Tutti, ma è questo che vuoi?
Infatti, infatti, è questo che voglio. Vieni qua, vieni con me, caro.
E lei?
No, aspetta, la vedi quella tipografia là sulla piatta?
Sì.
Ecco. Vai dal padrone e vivi così che venga su qui nella mia camera, eh? Ma
ancora devo... Ma mi piacerebbe, eh?
Sai, da quella gente che passeggia, tranquilla, spensierata. E quella
Com 'è bella, eh?
Ah, spensierata.
Beh, vorrei proprio impedire che una ragazza come quella finisse... Eh,
pazzo.
Un pazzo che vuol fare anche il furbo.
Mercoledì alle ore 9 .30 all 'hotel Croix Blanche il commissario Magrè darà
premio di 100 franchi a chi gli fornirà notizie sulle aggressioni venute
recentemente nella zona di Bergerac. Buongiorno.
Ma sarà vero che gli daranno i 100 franchi?
Certo che li daranno, perché non li devono dare, scritto lì.
Buongiorno. Buongiorno.
Tu speri davvero che qualcuno ti faccia vivo?
Ah, vedrai, vedrai. È un avviso fatto apposta per attirare tutti gli esaltati,
fantasiosi, nevrastenici, pazzi.
Cerchiamo sì o no un pazzo. Eh, allora.
A questo punto io esco. Mi sentirei proprio imbarazzata.
E poi ho anche qualche spesetta da fare.
Entra, le duc.
Ci vedisco, signora.
Però... Ciao.
Ciao. A vederci, le duc.
Buongiorno. Buongiorno.
Ieri sera non ti sei fatto vivo, eh?
Io ero in pensiero.
E oltretutto dovevo consigliarmi con te.
Ho dovuto decidere da solo.
Hai visto il manifesto?
Quale manifesto?
Siedi, siedi.
Fra qualche minuto cominceremo ad avere visite e devi darmi una mano.
Che visite?
Sì, del nostro pazzo di Bergerac e dei suoi compagni.
Ascolta, guarda, io metto la mano sul fuoco che proprio lui, il pazzo, non
mancherà.
Avanti!
Qualche informazione?
No, commissario.
Volevo solo chiederle se posso far passare tutti coloro che vengono. E come
Ingresso libero a tutti.
Lui è come lei, signor Emily.
Cerca il rapporto umano negli altri.
Solo che lei lo cerca in chi sì e in chi no.
E lui invece in tutti.
Che vorrebbe dire, signor Le Duc?
No, niente, no.
No, lui dice che se noi le chiediamo un bacio, lei a me lo dà, ma
a lui no.
Gli dimostri che non è vero. Lei mica me lo ha chiesto.
E se invece sì?
Oh, allora.
Attento, attento, bella signora, attento.
Come vede, signor Leduc, i rapporti sociali e
umani sono molto difficili.
Allora ingresso libero a tutti. A tutti, grazie. A lei.
Bella, bella, brava e cagliarda, capisce? E poi così espansiva.
Capisco che un vecchio scapolo in pensione si faccia sopra anche un
No, no, no.
Non di quel genere.
Dio me ne scampi. Perché?
A vent 'anni era ancora una servetta.
Ha incominciato a farsi strada sposando il vecchio padrone.
Adesso è già la terza vedovanza. Sarà una fatalità, ma i mariti le muoiono all
'aspetta. Ah, interessante.
E chissà quanti farfalloni come te le volteggiano intorno, eh? Ma è una
di simpatie.
provocando così parecchie antipatie, però è interessante, magari pericoloso.
Tanto più che fra poco poi adesso tornerà.
Perché? Che ore fai tu, scusa?
La nove e venti. Ah, nove e venti, in questo momento il procuratore sta
di casa, piega perfetta i calzoni, giacca impeccabile.
Allora sai che porta un tipo di scarpe identiche a quelle che aveva l 'uomo che
mi ha sparato?
Vorresti dire?
No, che deve essere un tipo di scarpe molto in uso.
Vari anni fa, la gente di una certa età, dei piedi delicati, le porta ancora.
Suola flessibile, tomaia morbida. No, osservate bene.
Non condivido le tue insinuazioni. Ma non sono insinuazioni!
I piedi e le scarpe sono le sole cose del mio assalitore che ho visto bene.
In primo piano, come dicono oggi.
Prego, sia comodo, signor procuratore. Prendi il palettone, il cappello e il
bastone del signor procuratore.
Grazie, molto gentile.
Signor commissario, mi hanno riferito la sua iniziativa ed io...
Io ho pensato bene di venirle a trovare e parlarle prima che la cosa prenda
corso. Sarà bene precisare che si tratta di una iniziativa sua, personale.
Vabbè, anche stabilito questo, io non le nascondo che avrei apprezzato molto
essermi avvertito preventivamente.
Dopotutto c 'è una regolare istruttoria in corso di cui io porto intera la
responsabilità. Sì, capisco.
Prego, sia comodi, signor Procuratore. Grazie.
Avanti.
Disturbo? Disturbare tu, no.
Accomodati.
Ho letto quel manifesto un po' insolito del collega Begrè e allora ho creduto il
mio dovere.
Certo, certo, hai fatto benissimo.
Stavo giusto per riferire al signor procuratore quanto avevo confidato a
che fra poco il pazzo sarebbe stato qui.
Perciò, viste le mie condizioni, la tua presenza è più confortuna, direi quasi
necessaria, perché regolarizza la situazione, capisci?
Siedi, siedi.
Fai portare su delle sedie, molte sedie. Fammi un 'altra cortesia, guarda che
nel cassetto del mio comodino c 'è del danaro, fatti cambiare sotto in
da cento.
Grazie.
Ah, grazie.
Avanti.
Ah.
Un vero consiglio di guerra?
Sì, proprio.
Proprio, dottor.
Prego, prego. Si accomodi.
Manca soltanto il giudice istruttore.
Dove sarà?
Ah, è andato a Sainz per un interrogatorio.
Ah. E il cancelliere?
Forse il giudice l 'ha portato con sé.
No, no, no, eccolo il cancelliere. Sta uscendo di casa.
Abita lì di fronte.
Vuoi aprire le luci perché sei...
Chi è? Oh,
Rosalì, la nostra cameriera. Avanti, avanti, avanti.
E chi è questo giovinotto?
È il mio fidanzato.
Sa, lui non voleva farmi venire. Con la scusa che meno si parla e meglio è.
Ah, bene. Avanti, avanti anche il giovinotto. Prego, sia comodi, venga
Anche lei, signore Milì, sbaglio o letta sulle spine?
Beh, sa, signor commissario, con tutto il da fare che c 'è qui, Rosalini è
indispensabile. Beh, mi sbrigherò presto. Dunque, cos 'hai da dirmi,
Scusi, eh, se do del tu alla sua fidanzata, come se parlassi ad una
Beh, arrivati a questo punto, signor commissario, io non vedo più la
di... Prego, prego, stia comodo, signor procuratore, stia comodo.
Allora, Rosalie?
Non so, non so però se posso avere il suo premio.
Sa, ho già detto ai signori tutto quello che sapevo.
Ammesso che sia vero. Certo che è vero. Vuoi che mi sia inventata tutto?
Già, perché la storia del cliente che ti voleva sposare non te la sei inventata.
E l 'altra? Che tua madre era stata levata dagli zingari.
So io quello che ho detto. E perché l 'ho detto?
Ad ogni modo, il fatto è che quella sera mi hanno salita alle spalle ed ho
sentito... ho sentito una mano sulla gola.
E allora ho addentrato quella mano con tutta la forza che avevo in corpo.
E ho visto che al dito aveva un anello d 'oro.
Ma la faccia non l 'hai vista?
Ma che?
È subito scappato nel bosco.
Ah, solo la schiena ho visto, mentre cercavo di rimettermi in piedi.
Sicché non potresti riconoscerlo.
Beh, così ha dichiarato nell 'interrogatorio. Mica potevo dichiarare
verità.
Giusto, ma l 'anello l 'hai visto?
Sapresti dirmi com 'era?
Rivedendolo, lo riconosceresti?
Pensaci bene.
Era... Era un anello d 'oro.
Scusi, ma... Dica, dica, dica.
Non vorrei che Rosalì si mettesse nei guai.
Rosalì è una brava ragazza, vede?
Ma è un po', come si dice, non c 'è notte che non faccia un sogno.
E la mattina lo racconta come se le fosse capitato sul serio.
È lo stesso che i romanzi che legge. Dopo due giorni sono storie vere,
com 'è fatta.
Insomma, se non proprio dei sospetti, qualche deuzza ce l 'hai, eh, Rosalì?
Certo, sai che la cosa è grave, non te la senti di sfifferare la leggera cosa
cui non sei sicurissima?
È così?
Beh, le dico, dalle cento franchi.
È soddisfatta di lei, signora Emily?
Come che mi rira, non ho da lamentarmi.
Ha altro da chiederle?
No.
Rosalie, è tardi, c 'è molto da fare giù.
Oh, cancelliere, anche lei, venga, venga pure, bravo, si accomodi, si accomodi
pure. Avanti un altro.
Dica, dica pure.
Medicazione non c 'è tempo, devo andare.
No, aspetti, mi sbrigo.
Ma dove vuoi andare?
Ma dove vuoi andare?
Ma non posso farci vedere?
Signore, lo lascia venire.
Vieni avanti, vieni avanti.
Senta, scusa, signor commissario, ma non vorrà dare credito anche a questo?
Lui è un povero deficiente epilettico.
Ebbene, cerchiamo per l 'appunto una normale.
E dunque, avanti, parla.
È sempre con me, è sempre con me. Ma io non ho fatto niente, giuro. Io non ho
fatto niente.
Mi avevano detto che qui davate 100 franchi per un vestito, un vestito
Dagli, dagli, fai venire un altro. Va bene, va bene, giovinotto.
Grazie. Ma dica, lei pensa veramente di scoprire qualcosa?
Vedrà, vedrà.
Avanti, avanti, venga.
Allora?
Sono il padre della donna che è stata ammazzata per prima.
E sono venuto a dirle che se quel maledetto mi capita tra le mani, non
lei per fare giustizia.
Ha qualche sospetto? Qualche idea?
Sospetti?
Altro che sospetti.
Ma lei non è di qui.
Certe cose non le può sapere.
e qui tutti lo sanno tutti ma nessuno ha il fegato di dirlo ad alta voce
parli lei allora perché vuole aspettare che lo faccia un altro stia tranquillo
non ho peli sulla lingua io parlerò ma quando avrò visto che lei
non è della stessa pasta di quelli che tengono il mestolo in mano moro
mi sono spiegato La ringrazio. Dagli il... No, no, no.
Niente soldi a me.
Ma se un giorno capita dalle parti del Molenne, venga a trovarmi.
Le Duc, per piacere mi dai un fiammifero?
Senti, commissario, io non capisco assolutamente la sua aria così
Questi interrogatori erano già stati fatti.
Già, ma oggi quello che chiamano il pazzo è entrato in questa stanza.
E chi sarebbe?
Aspetto che si tradisca. Beh, mi scusi, commissario McRae, ma devo andare.
No, io sono pronto per la medicazione. Ho un consulto alle undici e sono già in
ritardo. Anche là si tratta della vita di un uomo. L 'accompagno, dottore.
Beh, allora anch 'io, commissario. Un momento, prego.
Scusate. Dottore!
Dottore Vivo! Venga, quanti!
Chi è Françoise?
È mia cognata.
Forse si tratta di una chiamata urgente,
oppure...
Comisario,
signor Dersot, mi ha ferito, così strozzata, nel bosco del Moulin d 'Or.
ero andata a fare una passeggiata con un ultratto.
E il
pazzo
era qui, vero?
È riuscita a vederlo?
Oh sì, per un attimo.
Non so come sono riuscita a liberarmi. È alto, robusto.
Nella lotta ha inciampato in un ceppo.
Così ha allentato la stretta. L 'ho colpito col bastone da passeggio. Sono
riuscita a svincolarmi. Ed è fuggito?
Io mi ero sola scappata.
Un vagabondo, certamente.
Vestito in modo rozzo, recchi grosse.
Un tipo che non ha mai visto.
Ha tentato di inseguirla?
Sì, aveva fatto un balzo verso di me.
Ma io ho sentito un 'automobile, così ho gridato, sono corsa sulla strada.
E quando mi sono voltata non c 'era più.
Dio mio, che esperienza.
Se non ci fosse stata quella macchina... Ma non c 'era nessuno nelle vicinanze?
Non ho visto nessuno.
Sono corsa qui.
Ma scusi, non faceva prima di andare a casa. Io non sono pratico dei luoghi, ma
se non sbaglio la sua villa era più vicina, no?
Ma in casa c 'era soltanto mia sorella.
Io...
Io ho pensato subito alla polizia.
Ma in quale punto è accaduto precisamente?
Prima del cascinale? A sinistra o a destra della macchina?
Subito dopo la cava abbandonata.
Io faccio fare una battuta nel bosco, forse troveremo qualche traccia.
La prego immediatamente.
Mi compiaccio con lei per lo scampato pericolo, signorina. Non appena il
tornerà da Stent, io la farò avvertire perché vada a denunciare ufficialmente l
'accaduto e fermare il verbale.
Io penso che lei non abbia più bisogno di noi, signor Commissario.
E così pare che il pazzo non fosse qui, come dicevi tu.
Ma se quella che abbiamo assistito è una commedia,
l 'assassino era qui.
A me non è pazzo una commedia.
E allora?
Dovrò ricominciare tutto da capo.
Se te lo faranno più fare.
È vero, è vero.
Li ho esasperati tutti, te compreso.
Eh sì,
ti conviene restare a Villefranche, a gustare i pranzitti della tua vecchia
cuoca. Sai, oggi la nipote non la viene ad aiutare, così pranzo qui in albergo.
Ah, lo so io perché pranzo in albergo, perché oggi la padrona fa il pasticcio d
'oca. Ebbene sì, è il mio debole.
Soprattutto però resto per sparlare con lei di te.
Oggi l 'hai proprio delusa.
Beh, almeno non sarà più tanto invadente, sai. E' meglio, meglio per
due, no?
Vai, fatti una fumatina finché tua moglie non c 'è.
Ma se non era una commedia, che davvero in quei
boschi si aggiri un pazzo vagabondo.
Non riuscirete mai a prendermi, sono più veloce io.
Non ci sei tu.
La sera non so più cosa far da mangiare.
La notte dove appoggiare la testa per dormire.
Se non ci sei tu.
La casa è troppo grande ed io da sola non ci resisto più.
Corro a cercare.
parlare parlare parlare parlare di te
se
non ci sei tu a me non importa più di riordinare
il letto di scegliere un vestito nuovo
era un vento che ventolume.
Sono mille sospiri diamanti perduti
così come noi.
grazie a tutti
E allora?
Signor procuratore, qui perdiamo solo tempo.
Che facciamo?
Cerchiamo.
Cerchiamo ancora.
Bene.
Che quella signorina non abbia recitato la commedia è ancora da provare.
Adesso ci pensa il commissario con i suoi gendarmi. Ecco, non affilarti così,
migre.
Sarei proprio curioso di sapere cosa trovano.
Te l 'ho detto, vado io a vedere.
No, vedi, sono già vestita.
Avvicinami il telefono.
A chi vuoi telefonare?
A chi? A nessuno. Se qualcuno mi telefonasse, tu non vuoi che mi alzi?
per carità.
Ecco qua, anche il telefono.
Sì, ma tu adesso promettimi di riposare. Sì, sì. Promesso? Promesso.
Ecco, allora io vado.
Ciao Magrì. Ciao.
Ciao.
Ah, mi raccomando, non attaccarti al telefono.
Ho sbagliato tutto, ma voglio sbagliare fino in fondo.
Pronto? Con chi parlo?
Parlo con la signora Riveau?
Sono il commissario Maigret.
Cos 'ha?
Non mi sente?
Vuole che parli un po' più forte?
Ah, sì, esatto, esatto, signora.
Sì, sono in cura del suo marito.
Ho capito. È sola.
No, no,
non è con lui che voglio parlare, signora.
No.
No, neanche con sua sorella.
Ascolti, signora Riveau.
Io vorrei pregarla di una cosa.
Non sono esseri umani, ma sono mostri. Bisogna ammazzarli.
Una volta non fuggirà.
Battono il bosco palmo a palmo. Ma non ci troveranno niente.
Ci sono stato io stamattina a giocare nel bosco. Se lo sa tua madre! La madre
Tuan, ma gli permette tutto.
Ehi! Ehi, dove vai?
Scusi. Sì? Ma che succede?
Stanno facendo una battuta per cercare il papo.
Non ci potevo credere.
Stamattina non avevo visto niente.
Così volevo fare uno scherzo a voi, farmi seguire nel bosco. Però mentre
sono inciampato.
Mi sono cascato quasi a due.
Adesso vieni via di qua.
Parlerei al commissario.
Largo, largo!
Guarda che non so fino a nulla. Stai tranquillo.
Ma chi è?
Dicono che sia il pazzo. Ah!
E il padre della povera Leontina?
È già morto, patrocia.
Io dovevo farlo, io, con queste mani.
Coraggio, si faccia coraggio. Coraggio, su, coraggio. Voi indietro, fatevi
indietro, fate stare indietro.
Vi scusi, signora, ma non è uno spettacolo per donne.
Sì, sì, hai ragione, scusi.
E voi indietro, forza, andate a casa, sgombrate, indietro, su, andiamo, su.
È sposata da molto tempo, signora Rivoux?
Da cinque anni.
Abitava già qui a Bergerac, all 'epoca del matrimonio?
No, vivevo ad Algeri con mia madre e con mia sorella.
Ah, allora il dottor Rivoux si trovava ad Algeri anche lui?
Sì, è stato medico all 'ospedale di Algeri.
Per più di due anni.
Certo, le faccende di casa, per di più di un 'intera villa, devono essere
faticose se non c 'è un aiuto.
Ah, sei qui!
Jack!
Cosa vuole la mia moglie?
Se aveva bisogno di parlarle, perché non l 'ha detto a me? Non abbiamo... Le
chiedo scusa, non si inquieti, dottor Rivaud, volevo soltanto conoscere la sua
signora. Ecco, disgraziatamente sono bloccato a letto, allora mi sono
di telefonarle. Lei non c 'era, per cui... L 'interrogatorio è finito? Ma
interrogatorio, dottor Rivaud, non si tratta affatto di un interrogatorio.
semplicemente chiacchierando. E quando lei è entrato, immagini, si parlava di
Algeri.
È lì che ha conosciuto sua moglie, è vero?
Era una sua paziente?
Non capisco il senso della sua domanda.
Infatti è solo una curiosità. Sì, perché in una città come Algeri, due persone
tanto diverse come la signora e lei, non avevano molta occasione per conoscersi.
E così ho pensato che... Sì, la prima volta l 'ho incontrata come medico.
E adesso, se non ha altre curiosità, riconduco mia moglie a casa.
Pronto?
Sì, è qui.
Ah, è per lei.
Sì, dall 'ospedale.
Pronto? Sì.
il cadavere di un uomo nel bosco del Mulandas.
Dovrei fare l 'autopsia, subito.
Ma allora... Sì, corrisponde esattamente alla descrizione che lei fece dell
'uomo che le ha sparato.
La morte pare causata da un colpo di rivoltella.
Ma lui dopo averle sparato si rifugiò nel bosco,
così lei disse.
E lei avrà sparato reagendo.
No, dottore, io non ho sparato.
La morte pare risalga a parecchi giorni fa.
Allora, come mai Françoise stamattina?
Vieni.
lei, dottore?
Grazie. Vada, vada.
Buongiorno. Buongiorno.
Buongiorno. Dov 'è? Andiamo.
Così il morto non è persona di qui?
No, sembra del tutto sconosciuto.
C 'era quasi l 'intero paese, sai, su posto.
Quando sono venuta via, si aspettava il dottor Rivù, trasporterando il corpo all
'ospedale per l 'autopsia.
Senti, torna nel bosco.
Ancora? Anzi, no, vai all 'ospedale.
Insomma, ascolta quello che si dice, i commenti, anche qui sotto al caffè.
Insomma, come faccio? Sono inchiodato qui, non ci posso andare.
Devi farlo tu questo, non posso millare.
Io faccio del mio meglio, ma sai... Sai cosa devi fare anche?
Sì, dimmi, dimmi, dimmi.
Passare alla posta a fare un telegramma, non si sa mai.
Scriviti.
Scriviti. Hai il taccuino? Sì, sì, sì. Devo avere il taccuino.
Eccolo qua.
La penna.
Ecco qua. Ci sei? Sì, sì, sì, ci sono.
Dimmi, dimmi. Allora, Direzione Generale Polizia, Commissario Martin, Algeri.
Polizia. Commissario Martin.
Algeri.
Algeri. Algeri. Algeri.
Prego ti. Prego ti. Telegrafarmi.
Urgentemente.
Urgentemente.
Hotel Croix Blanche.
Bergerac. Hotel Croix Blanche.
Bergerac. Curriculum dottor Jacques Riveau.
Curriculum dottor Jacques Riveau, medico ospedale maggiore Algeri. Due R, eh?
Curriculum. Sì.
Curriculum dottor Jacques Riveau, medico ospedale maggiore
Algeri circa cinque anni fa.
Ecco, cordialmente megrè.
sa cordialmente Negretti. Rileggi, per favore.
Direzione generale polizia, commissario Martin Algeri. Sì, sì.
D 'accordo, d 'accordo. Io mi rendo conto dello stato particolare in cui si
trovato il commissario Negretti. Ma non va trascurato il fatto che non ha
esitato a mettere in subuglio un 'intera città.
Se prima poteva anche esserci un epivoco.
Ora tutto si è chiarito e il commissario Negrete deve lasciarsi lavorare in
pace.
Come spiegare però, lo chiedo solo per scrupolo, l 'aggressione alla cognata
dottor Ribaud, la signorina Françoise, quando è accertato, quando risulta che
vero attentatore è morto molti giorni fa, forse otto o dieci.
No, ma è stata l 'impresa di qualche burlone. Ce n 'è più di uno qui in
Del resto anche io siamo procuratore, d 'accordo.
Non si spiega altrimenti il fatto che una ragazza, diciamo pure fragile come
signorina Françoise, abbia saputo cavarsela così a buon mercato.
La tentatura è vera, signor Le Duc, è l 'uomo che si è trovato nel bosco, già
cadavere. Le indicazioni dello stesso Le Duc parlano chiaro, corrispondono in
pieno, statura, vestiti, le famose scarpe. E non vi sono nemmeno dubbi sul
che si sia suicidato.
Dalla pistola che aveva accanto mancava infatti un secondo proiettile.
oltre a quello sparato a Maigrette. Esatto, esatto.
Insomma, per me il caso deve considerarsi chiuso. Ah, senza alcun
Lei non è persuaso?
Lo dica, lo dica francamente.
Sì, sì, posso anche essere persuaso, solo mi dispiace per il mio vecchio
Maigrette. Ecco.
Se non l 'avessi invitata a passare qualche giorno a casa mia, non si
in questo pasticcio.
Cosa è che capita, Monsignor Leduc?
Ma lei non deve sentirsi colpevole.
Vede, io... Io l 'ho fatta chiamare perché ci aiuti a risolvere, nel modo
imbarazzante, questa storia ormai davvero penosa.
Lei che gli è amico, cerchi per salire a non occuparsene più.
E a lasciare Bergerac senza gesti clamorosi, sensazionali, come quegli
manifesti. o magari addirittura conferenze stampa. Da parte mia, guardi,
dirgli che non farò alcun rapporto all 'autorità centrale e che anzi, anzi io
considero la sua opera come quella di un collaboratore occasionale ma prezioso,
perfino eroico. Quindi, lo convinca a trasferirsi da lei a Villefranche, solo
così farà una bella convalescenza, vera, autentica. Il dottor Rigaud.
Sebbene lamenti certi metodi parigini del commissario Megre, mi ha promesso
continuerà a visitarlo anche lì, fino a guarigione completa.
Tenterò di convincerlo, signor procuratore.
Intanto noi continueremo a vedere i punti ancora oscuri e a chiarirli.
già inviato a Parigi dei fronti digitali del cadavere.
Il commissario Megre non deve avere alcuna preoccupazione. Il suo
sarà presto identificato. Commissario. Scusatore.
Comunque sia ben chiaro che da qui io non mi muovo.
Ringrazio tanto le giuste del pensiero, ringrazio il comisario, il procuratore e
se il dottor Rivolo non ha più intenzione di curarmi... Avanti!
Buongiorno, buongiorno dottore. Stavo appunto dicendo che se lei non ha più
intenzione di curarmi, non fa niente, la capisco benissimo. Avrà la volontà di
consigliarmi qualche altro medico. Non occorre, signor Megre.
Farò fino in fondo il mio dovere di medico.
Finché sarà necessario.
Solo vorrei che da questo momento i nostri rapporti fossero soltanto quelli
devono intercorrere fra medico e paziente.
L 'ho già detto al signor procuratore che ritiene la mia posizione pienamente
legittima. No, niente da dire, dottore. Per me va benissimo, sa.
Allora, d 'accordo.
Va.
Controlliamo la temperatura intanto che vedo la ferita.
Anche, anche, no, c 'è male.
Lascia stare se quel dottore ti piace o non ti piace.
A me quello che non mi piace è il termometro che segna 38 in
Ecco.
Ma non sei mica un bambino, Megre.
Se il dottore vuoi non ti dà, ne chiamiamo un altro.
Ma sta tranquillo che il termometro segnerà 38 in continuazione.
Tu non ti togli dalla mente questa maledetta idea fissa che dopo tutto non
riguarda. Ma come non mi riguarda?
Come sarebbe dire? Ti riguarda perché potresti anche rimetterci la pelle.
Ma come affare il giudiziario riguarda loro?
Riguarda loro?
Senti, d 'ora in avanti ti prometto di stare buono, di star calmo, di niente
pipa, niente birra, niente di tutto, insomma. Ma c 'è una convinzione che
nessuno mi può levare.
Anche se adesso la testa è un po' confusa.
E se tu mi hai fatto la barba contro pelo che mi fa un bruciore... Ma no. Eh
no, no, è così.
Andiamo. Questa faccenda non è finita, come dicono loro. Oh, sai, ne vedremo
ancora delle belle.
Tu raccontentati di vederle da spettatore e basta.
Adesso cerca di riposare.
Io scendo giù un momento.
Si chiude un po' l 'imposta? Si chiude l 'imposta.
adesso, Le Duc. Sta riposando.
Hai da dirmi qualche cosa, Le Duc? Una cosa... Scusi tanto, signora. Una cosa
incredibile... Mi deve scusare.
Una cosa incredibile e sbalorditiva. Sai che avevamo mandato a Parigi le
impronte digitali di quello dell 'uomo trovato nel bosco. Ebbene, hanno avuto
adesso la risposta. Quel cadavere, quello del bosco, risulta già morto da
anni.
Scusami, sono talmente eccitato, dove l 'aveste visto?
Il procuratore, il commissario, sbalarditi, stupefatti, anche un po'
Ma insomma, parlami di questo morto. Ah, sì, ufficialmente, con tanto di
certificato. Risulta che il nostro cadavere è quello di un certo Jan Meyer,
condannato a morte e giustiziato. No!
non giustiziato, ma morto alcuni anni fa, pochi giorni prima della data
stabilita per la sua esecuzione capitale, all 'ospedale di Algeria.
All 'Algeria, hai detto?
Sì, all 'Algeria.
Apri le imposte, le ducche, ho bisogno di luce.
E da questo momento, guarda, faccio di testa mia, sai, e voi mi ubbidite, sai,
non fatemi arrabbiare, se volete che guarisca presto. E adesso, adesso,
le ducche.
Dunque, il nostro pazzo di Bergerac è un certo Jan Meyer,
suicida da una diecina di giorni circa, ma che invece avrebbe dovuto essere
morto molti anni fa ad Algeri, poco prima dell 'esecuzione di una sentenza
capitale emessa contro di lui.
Per quale delitto?
Eh, assassino.
Assassino di due suoi complici.
Complici in che cosa?
Abbiamo avuto chiarimenti da Parigi poco fa per telefono.
Questo Meyer dirigeva ad Algeri una delle più importanti centrali di
falsi e falsi contratti di lavoro.
Insomma, traffico di donne, sparti clandestini dall 'Europa di
criminali di guerra, bancarottieri, eccetera.
Specialmente verso l 'America del Sud e l 'Africa.
Come faceva? Si è scoperto? Jan Meyer era noto come grossista di liquori.
La solita facciata. E tutto era fatto così bene che la polizia non si era mai
accorta di niente.
Fu necessario quel doppio assassino per... Ma perché?
Avrebbe dovuto uccidere i suoi complici.
Erano venuti dalla loro sede di Berlino a chiedere spiegazioni sui conti dell
'azienda.
Conti che non tornavano. Come non sono tornati più loro?
Di dove era questo Jan Mejas, hai saputo?
No, no, con precisione no.
Forse polacco, jugoslavo, di quelle parti, insomma.
Pare fosse un tipo assai riservato. È il tipo giusto per il suo mestiere.
Scusi, ma l 'intrusione di questo slavo, di questo trafficante internazionale in
questa vicenda, mi sconcerta.
Io capisco, fosse capitato a Parigi.
Lì sono cose all 'ordine del giorno, ma qui...
E poi perché, in che modo tutti questi figli da tutte le parti del mondo sono
potuti confluire in un posto tranquillo e sconosciuto come questo?
Lei dimentica, commissario, Cyrano de Bergerac. Ma perché?
Ma perché questo pazzo?
Se davvero era pazzo.
Perché questo Meyer ha scelto proprio Bergerac per sfogare...
Sfogare che cosa?
La sua pazzia, l 'odio, la vendetta?
Ma, scusi, ma che le dice il commissario Megre? Che le dice?
A me pare che Megre attribuisca molta importanza alla provenienza di questo
Meyer. A Jay, certo.
Che le dicevo, signor procuratore? Ma sì, sì, sì, lo sappiamo benissimo.
Che il dottor Riveau ha esercitato la professione ad Algeria e che lì ha
conosciuto sua moglie. E la sorella, la signorina Pranzuari.
Commissario, abbiamo già analizzato questa connessione e l 'abbiamo esclusa
fondamento nella sede adatta.
Certo, certo.
Lei ha fatto questo mestiere, signor Leduc, e sono certo che comprenderà. Il
dottor Riveau è stato interrogato a lungo, molto a lungo in proposito. Ah,
E... ha risposto in modo del tutto convincente.
Cordialità a Martè.
O questa, poi.
Se il suo francese non fosse così perfetto, dottore, lei potrebbe essere
per uno straniero.
Buongiorno. C 'è lei, dottore.
Buongiorno.
Come sta?
Ormai lo si può trasportare tranquillamente, senza pericolo.
D 'ora in poi verrò ogni due giorni.
Per la medicazione giornaliera manderò il mio assistente.
Si può fidare assolutamente di lui.
Come di lei?
Arrivederci. Arrivederla, dottore.
Aspetta. Aspetta.
Forse ho ancora bisogno di un 'altra cosa.
Devo uscire di nuovo.
Sono immagini, guarda, cosa darei per andarci invece che mandare te.
Senti, scendi giù nella hall, prendi l 'annuario generale di Francia, trascrivi
l 'elenco di tutte le università dove esiste una facoltà.
Di medicina, tra noto 10 in tutto.
Sì, per i libretti. Guardi bene i numeri di telefono, di ognuna. Siccome da
questo telefono non si possono fare le interurbane, telefono da giù.
Ecco, mi raccomando, parla piano.
Parlo piano, parlo piano.
E chiedi... Segreteria dell 'Università di Lione?
Qui parla la segretaria del primo commissario Maigret, Polizia Giudiziaria
Parigi.
Sì, io vorrei sapere in quale anno si è laureato da voi il dottor Jacques
Rivaud.
Sì, sì, sì, Rivaud.
Va bene, va bene, aspetto.
No, no, no, aspetto quanto occorre.
Esco, grazie.
Mi scusi, signora.
Signora, controlli, controlli pure gli scatti, dovrò farne parecchie di
telefonate.
Sì, sì, sì, aspetto, aspetto.
E del dottor Rivaud e della sua famiglia?
Ma...
Soltanto che tempo fa hanno avuto ospite una donna vistosa.
Pare che sia la suocera del dottore, la madre della signora Rigaud. Come si
chiama? Bo Soleil. Oh, che nome luminoso.
È ripartita questa signora Bo Soleil? Sì, ma nessuno ha saputo darmi il suo
indirizzo. Pare che sia arrivata e ripartita con il treno di Bordeaux.
Ah!
Bordeaux, Bordeaux, dove si arreca ogni tanto il nostro procuratore.
E di lui cosa hai saputo?
Che frequenta Casa Rivaux.
Ah. Sì, ma cena a Casa Rivaux ogni mercoledì.
Hai detto ogni mercoledì?
Sì.
Ah, ma è stato mercoledì 8 ottobre, o meglio nella notte tra il mercoledì...
È il giovedì che sono stato ferito dal cosiddetto pazzo.
E forse la stessa notte è stato ucciso l 'uomo del bosco.
Sì, signor commissario.
Mercoledì 8 ottobre il dottor Riveau ha ricevuto a casa una telefonata da
Parigi.
Sì, posso dirvi questo.
Si tratta del numero di un ristorante, i Quattro Sergenti, in Piazza della
Bastiglia. Me lo ricordo perché non era la prima volta che lo chiamavano da lì
il dottor Riveau.
Sono state tre unità.
Sì, nove minuti.
L 'ora?
Le... le diciannove.
Mercoledì il dottor Rivaud è stato chiamato da Parigi alle 7 di sera.
E il treno per Bergerac, quello che ho preso io, parte da Parigi alle 8 e 45.
Un 'ora e 45 minuti dopo la telefonata.
E quella stessa sera, come tutti i mercoledì, il procuratore era a cena dal
dottore.
Certo, è molto strano.
Però ancora non vedo... Il dottor Ribot non è laureato.
Come? In nessuna facoltà di medicina di Francia c 'è traccia di laurea data a un
Jacques Ribot da vent 'anni a questa parte.
Adesso vi spiego perché la ferita non si rimargina. Hai capito che delinquente?
L 'ho capito perché l 'uomo è saltato giù dal treno.
È saltato prima della stazione, non perché credeva di essere inseguito.
Ma perché proprio lì doveva incontrarsi con qualcuno. Capite?
No, veramente no.
Capirete.
Capirete prestissimo.
Beh, io direi che...
Tra due o tre giorni l 'istruttoria potrà considerarsi chiusa.
Tuttavia, se lei ritiene opportuno soprassedere ancora, però la riterrei
perdita di tempo, francamente.
Devono essere interminabili le serate in una cittadina come questa, per chi vive
solo.
Qualche impegno, qualche vizio diventa proprio indispensabile.
Cosa fa la sera, signor procuratore?
Cinema? Direi di no.
Caffè? Neanche dirlo.
Pratiche d 'ufficio? Ma no, adesso non mi dica che si passa sopra le notti.
Amici?
Scusi, ma lei non mi pare poi così socievole.
Per quel che so, lei non fuma, non beve, non gioca.
E allora qual è? Qual è il suo passatempo?
La musica?
Ascoltare in solitudine dischi rari, far collezione di oggetti esotici, qualche
vizietto segreto, eh?
Beh, del tutto lecito, intendiamoci.
Questa disgraziata faccenda di Meyer chissà quanti ricordi ha fatto
eh?
Non vedo quali ricordi potrei avere.
che mi ricolleghino a un certo Jan Meyer non meglio identificato. Ma l 'Algeria,
signor procuratore, deve essere un paese indimenticabile.
Non sono mai stato in Algeria.
L 'unica volta che ho fatto un viaggio fuori di Francia è stato in Norvegia, 25
anni fa.
Dov 'è Rosalì?
È in cucina, ma ha molto da fare.
Beh, non interromperò il suo lavoro, sia tranquilla.
Commissario, la prego, venga con me in cucina. Ho preparato un sughetto.
Vorrei che lo assaggiasse. È la figlia del mondo.
Venga. Venga, venga. Lei non mi ha più mandato a chiamare. No, no, è lei che
mi ha fatto più visita. Non è vero. Eh, come no.
Venga. Di che cosa hai paura, Rosalì? Io non voglio che un 'informazione.
Sei mai stata a servizio del procuratore, signor Duorzò?
Sì, due anni.
Come cameriera, cuoca o come?
Come tutto, capirà. In casa di uno scapolo.
Tranne i servizi strettamente personali per i quali c 'è il domestico, tutto il
resto lo facevo io.
Ah, e quanto tempo fa?
È un anno che sono venuta via.
Il mio fidanzato non voleva che... Ah, geloso, eh?
No, ma... Ma detto in confidenza, Rosalì, proprio tra di noi, eh?
Il procuratore non ha mai tentato approcci verso di te?
Ehi, sono una ragazza per bene io.
Avrebbe trovato il tipo adatto quello.
Signor commissario, si vede proprio che non conosce di signor Duasson.
Proprio così.
Guardi, in due anni che sono stata a servizio da lui, l 'unica donna che ho
visto per casa è stata la signorina François.
La cognata del dottor Rivaux?
Oh, bella.
E veniva a far visita al procuratore.
Ma che visita? Lavorava per lui, come segretaria.
C 'è stata circa sei mesi, poi non si è vista più.
Voglio dire che non è più venuta in casa, perché in città e a casa del
la signorina e il signor Duarteau si incontrano quasi tutti i giorni.
E dopo che la signorina Françoise è tornata a Bergerac,
Rosalie.
Rosalie, non sono affari tuoi.
Ah, perché?
Perché la signorina è stata via a lungo da Bergerac?
E questo lo dovrebbe sapere, però.
Vabbè... Quasi ogni mese, ma solo per pochi giorni. A Parigi, a Bordeaux, io
so altro.
Quando smisi di lavorare per il signor D 'Urso, però, non sei più vista in città
per sei, sette mesi.
Ah.
Ma sei impazzito?
Hai fatto prendere una paura!
Torno in albergo e trovo la camera vuota.
Vabbè, mi annoiavo, sono venuto qui a fare quattro chiacchiere con Rosalì,
Cosa stai mangiando adesso?
Una salsetta, ma non tema, è leggera e delicata.
L 'ha data lei, eh? E non è la prima volta, lo so.
Signora cara, suo marito è maggiorenne. Sì, appunto, appunto che dovrebbe...
Andiamo via, su.
Ti fa male, lo sai, hai ancora la febbre. Un minuto, caro, ho finito, un
solo, quasi finito.
Ma Rosalie, qual era la tua serata di permesso quando eri dal procuratore?
Il mercoledì, perché il mercoledì lui va a cena dal dottor Rivaud.
Era la sera di permesso per il domestico e per me.
Ah, sì che le altre serate le passavi in casa col signor D 'Urso?
E chi lo vedeva la sera?
Dopo cena si tappa in biblioteca lui.
Ah, perché studia?
Sì, lo chiami studiare.
Nelle librerie in bella vista e sul tavolo ci sono i libroni da studio, ma o
sono chiusi o li trovavo sempre aperti alla stessa pagina.
I libri che lui legge, tanto per dire, quelli non sono in vista, ma chiusi a
chiave. Ah beh, ho capito, sì, documenti, carte riservate d 'ufficio,
con tutte le figure di donne, non mi faccia parlare.
Come lo sai tu che in quei libri, scusa, non erano chiusi a chiave, mi hai
detto.
Beh, una volta, una volta dimenticò una delle chiavi nella serratura.
Se non ci fosse qui la signora le direi certe cose.
Per me?
Dica pure.
Beh, e non sai dirmi altro.
Lo sai che io sono amico Rosalì. Sono stato il solo l 'altro giorno a prendere
le tue difese quando il tuo ragazzo ti rimproverava di prendere luce alle
perlanterne, no?
È così o no, Rosalì? Sì. Dunque, allora abbi fiducia, parla. No, no, grazie
tante. Vabbè, non capisco proprio.
Perché, Rosalì?
Io mi voglio sposare, caro signore. Ma se parlo, Albert non troverebbe più un
posto. Quanto a me...
Già dicono che racconta i sogni come fossero verità. Se figuri che
se vuotassi il sacco. No, no.
Grazie tante.
Non sarai importurata da nessuno.
Ve ne do la mia parola, vedrai.
Sia tranquilla.
Cosa fai?
Andiamo via.
Vieni via.
Sì, io la salsetta con i funghi, scusa. Vai piano, vai piano, che c 'è il
braccio, il braccio mi fa male.
E no, c 'è la ferita, scusa.
Dammi la mia tisana, voglio fare tutto un sonno fino a domattina, eh.
Grazie.
Secondo me quella ragazza farebbe di tutto per rendersi interessante.
Per esempio io non credo affatto che sia stata aggredita, eh.
Forse le sarebbe piaciuto.
Eh sì, è probabile che tu abbia ragione. Ma se tutto va come prevedo, sai,
presto facciamo i bagagni.
E ce n 'andiamo.
Oddio, e tu mi dai questa notizia così all 'improvviso? Ma dici sul serio?
Eh? Sì, sì, cara, sì, da un giorno all 'altro, anzi, da un momento all 'altro.
Aspetto le due che mi potrebbero portare alla soluzione del problema.
Lo metto in stazione, sai, di posta a tutti i treni in arrivo.
Poveretto. Poveretto, niente poveretto, c 'è la signora Emilie che gli porta i
pasti e questo, capisci, lo ringiovanisce, no?
ah perché lei con lui si pare proprio e
tu con lei grazie
tu l 'hai trattata male sai tu sei chiusa tu sei chiusa ai rapporti umani
ecco
Francoise, tesoro.
Presto, vieni con me. Non è possibile, la signora ha un appuntamento.
Questo è un trucco ignobile. E a zitto la faccio arrestare.
Arrestare? Lei è pazzo! Ho il mandato d 'arresto.
Mi scusi.
Andiamo molto meglio? Sì.
Fra pochi giorni basterà un cerotto.
Certo, gli interventi del professor Riveau hanno del miracoloso.
Ma lei sa dove ha studiato?
All 'università di Montpellier.
Pensi che appena laureato, il professor Martel di Parigi lo chiamò come suo
primo assistente.
Permette? Ma ne è sicuro?
Ma diamine, ho visto anch 'io nel cassetto del suo scrittoio una foto con
professor Martel.
E insieme a un gruppo di altre celebrità.
Boh, mi pare soltanto un po' strano che un medico così bravo sia contento di
esercitare... Beh, sì, insomma, in provincia.
Beh, questa è una domanda che ci siamo posti un po' tutti.
Ma vede, questo ospedale è suo.
Si può dire che lo ha creato lui, perciò capisce? Ah, capisco, capisco.
Beh, allora, a domani. A domani, grazie.
È lei che ha pubblicato questo annuncio sul giornale?
Quale annuncio?
Signora Bosulei, già residente Algeri, ricercasi urgentemente per questioni
ereditarie.
Presentarsi notario Maigret, Hotel Croix Blanche, Bergerac. È lei?
Sì, sono io. Prego, si accomodi, signora. Grazie.
Si accomodi, signorina. L 'avverto che sporgiorò querela contro di lei è il suo
degno compare.
È un vero abuso.
Si calmi, signorina, si calmi e mi scusi.
Io desideravo incontrarmi con sua madre.
E chi le ha detto che è mia madre?
Il fatto stesso che lei l 'aspettasse alla stazione, scusi.
Il suo... il suo complice è riuscito a portarla via appena scesa dal treno,
prima ancora che mi vedesse.
Mi ho ripescati soltanto qui, sulla piazza.
Anche lei aveva letto l 'annuncio?
Soltanto stamane.
E volevo impedire che mia madre cadesse in questo indegno taranello.
Ma quest 'uomo ci ha minacciate.
Ha parlato di mandato d 'arresto, come fossimo due ladri. Dov 'è questo
Ah, le due, le due.
Ah,
è mia moglie.
La signora Boussoleil, mamma della signorina Françoise e della signora
Rigaud.
Ebbene, me lo faccia vedere questo mandato, altrimenti... A chi vuol
signorina?
Al procuratore.
Lo chiami pure, è in casa adesso, ma nell 'interesse di tutti sarebbe meglio
aspettare.
Dunque, signora. Mamma, ti proibisco di rispondere al commissario.
Commissario? Ma lei cos 'è, notaio o commissario?
Commissario. Ah beh, allora, sicché non si tratta più di eredità.
Mamma, qualunque domanda ti faccia non rispondere.
Sarebbe peggio, mia cara, li conosco bene questi signori, senza offesa per
signor commissario. Se non sbaglio, signora, lei è un 'artista lirica.
Sì, sì.
Ho cantato all 'Olimpia, al Mayol, da giovane. E poi i medici mi consigliarono
il clima caldo e allora feci delle tournee in Italia, poi in Turchia,
Siria. Ah, per stabilirsi in Algeria, poi. Sì, dopo che ebbi la mia prima
bambina, Germaine, che è nata al Cairo.
Ah, lei si è sposata in Egitto?
No, no, non mi sono mai sposata, sa.
Con la vita vagabonda che dovevo fare, non so se mi capisci. No, no, no, la
capisco, la capisco benissimo.
E anche la sua seconda figlia è nata al Cairo? No, Françoise... Mamma, ti ho
detto!
Françoise è nata ad Algeri.
Ah, e stesso padre?
Mamma! No, il padre di Françoise... Françoise, non fare così, non hai
niente da vergognarti di tuo padre. Era un funzionario di dogana e un capo di
visione. Sa, non per vantarmi, ma ho sempre frequentato persone di un certo
livello io. Mamma, mamma!
Volevo farne due ballerine, sa, la danza dà maggiori soddisfazioni.
La mia prima, Germaine, incominciò a prendere delle lezioni ad Algeri da un
vecchio collega.
Marcia Mallon.
Lo sapeva?
Sì, Germaine è sempre stata un po' delicatina, anche se l 'avevo allattata
sa, sono un po' all 'antica.
La sua prima signora, la signora Germain, che in disposizione ha avuto...
bambina, poveretta, soffriva di emicranie.
Poi era già una signorina, dovemo ricoverarla perché ebbe la meningite.
Basta adesso.
Il commissario non ha nessun diritto di interrogarti. Non parlare.
Senta... Signora, lei può parlare o tacere come vuole, ma sappia che dovrà
rispondere alle domande che l 'autorità crederà di farle, se e quando sarà
interrogata in altra sede, per esempio in corte d 'assise.
In corte d 'assise? Ma io non ho fatto niente.
Eh, vedi, dunque, che forse le conviene parlare adesso.
Per evitare, insomma, lei mi capisce. Quanto a lei, signorina, io...
Pronto, Germaine?
Sì, sono io. Passami Jacques.
E all 'ospedale?
Non lo so.
Beh, bisogna trovarlo, dovunque sia.
Dilli di venire immediatamente all 'Hotel Croblanche, dal commissario?
Sì. No, non devi dirgli altro.
Ma subito, capito?
Adesso vieni, Jacques.
Non parlare più.
Lei vede?
Fiorina Françoise, noti che non le ho impedito di telefonare.
Anzi, smetto di parlare con sua madre e la invito a chiamare il signor
procuratore. Il signor D 'Urso?
Sì, visto come si sono messe le cose, la presenza del procuratore mi sembra
indispensabile. Lo chiami, lo chiami, signorina. È certamente in casa, è vero,
signora Maigret?
Fino a poco fa c 'era.
E allora, signorina?
C 'è anche mia madre.
Insomma, il commissario ha detto che la vuole qui.
Si tranquillizzi, signor Dorso.
No, no, niente, non una parola.
Le giuro di no.
Ma se le dico di no...
Mi scusi, signor commissario.
Mi hanno detto che mia madre e mia sorella erano qui.
Ma chi gliel 'ha detto?
Chi me l 'ha detto?
Che dillo al commissario chi te l 'ha detto?
Uno.
Suo marito?
Vi vuole una pipa?
Signorina Françoise, vuol venire qui?
Lascia, lascia, c 'è la dubbio.
Françoise!
Quando le ha dato suo marito quel biglietto per sua sorella?
Biglietto?
Mi hanno telefonato.
Ah, la signorina Françoise l 'avrà incontrata?
Conoscerà certamente la mamma?
No, non ho il piacere.
E il bambino?
Signora Bolsolei, l 'ha lasciata a Bordeaux?
Sì, l 'ho lasciata a casa con la donna. Ah, lasciata, quindi è una bambina.
E quanto ha adesso?
Ha compiuto due anni a settembre.
Ah, figlia di Françoise, vero?
Dottor Rivoli!
Aprite, aprite, presto, non potete fuggire.
Un martello, un 'acqua, qualcosa.
Antoine, presto, nel ripostiglio.
Spara, spara, bracciatore.
Spara.
Presto, presto.
Antoine, presto. Perché tutti si ammazzano?
Non ho potuto evitarlo.
Porca... Non è possibile!
Non è possibile!
Sì, signora.
Sì, signora.
Sì, signora.
Françoise non c 'entrava.
Lo dice proprio lei, signor procuratore?
Almeno per il momento il suo posto non è qui.
Le due signore rimarranno a disposizione della polizia e della magistratura per
deporre.
A presto, signor procuratore.
Quando... quando credi.
Se avessi saputo, se avessi saputo, l 'avrei tenuta con me, ma io,
io non potevo provvedere anche a Françoise.
Vivo a carico di mio genero e Françoise era diversa da Germain, molto in tutto.
Appena ha avuto una certa età non ha più voluto saperne di stare con me, non
voleva saperne di ristrettette.
Invece qui ville, auto, vestiti, viaggi a Parigi.
Ma non ha mai pensato ai rischi di... E sua
figlia Germaine si è sposata ad Algeri? Sì, poco dopo essere uscita dall
'ospedale dove il dottor Rivola l 'aveva curata.
Ma dopo subì anche un 'operazione alla testa.
Da allora non è stata più la stessa.
Davanti a lei si può parlare, tanto sa tutto.
E la bambina è nata a Bordeaux, in casa sua, eh?
Era presente anche il procuratore?
Sì,
sì, sentiva le urla di François e voleva correre da lei.
Aveva un bello frigo in bicchierini.
A me si spettava il cuore sapendo che... Come si chiamava ad Algeri
il dottor Rivoux?
Dottor Meyer, credo. Ma sia inutile ormai nascondere la verità.
Lei già sa tutto.
Meyer, eh?
Lo stesso cognome dell 'uomo trovato morto nel bosco del Moulin Neuf.
E per suo genero chi era questo Jan Meyer?
I parenti, il padre?
Mio genero era orfano.
Jan Meyer era il fratello del padre.
In punto di morte gli aveva promesso di provvedere al bambino. E mantenne la
promessa. Era il suo unico nipote.
Non aveva altri a cui far godere il frutto dei suoi traffici.
Lo fece studiare a Parigi.
Mio genero era molto intelligente.
Diventò l 'assistente del professor Martelli.
Una volta laureato, venne ad esercitare ad Algeri, dove era lo zio.
Per quel poco che lo conobbi, il vecchio Meyer era un essere
viscido, poco simpatico.
Ma già che gli era attaccato, e poi gli doveva tutto.
E così lo salvò dalla ghigliottina.
Sì. Ma come ci è riuscito?
Subito dopo la condanna a morte, Jan si ammalò.
Veramente o dietro suggerimento del nipote?
Come posso saperlo, signor commissario?
Io so che Jan fu ricoverato d 'urgenza all 'ospedale, nello stesso reparto dove
si trovava mia figlia Germaine.
Un piccolo padiglione staccato dall 'edificio centrale.
Oltre mia figlia Jan...
Era ricoverato un altro di cui non ho mai saputo il nome.
La seconda notte, dopo il ricovero, nel padiglione scoppiò un incendio e
soltanto mia figlia e Ian si salvarono.
E l 'altro?
Oh, mio genere ha sempre giurato che l 'altro era già morto quando le fiamme...
Lei pensa, cioè, che il terzo ricoverato nel padiglione
bruciato dalle fiamme?
fosse ancora vivo al momento dell 'incendio.
In altre parole, che si tratti di omicidio premeditato.
Non lo sapremo mai con certezza.
Ci sono però elementi per sospettarlo.
È strana la leggerezza con cui la polizia di Algeria ha preso per oro
dichiarazione del dottor Rivaux.
Circa l 'identità del morto nell 'incendio.
Ma evidentemente anche lì il dottor Livò doveva avere dei buoni appoggi.
Forse qui ha fatto sgonverare adesso la collezione
dei suoi libri pregiati.
La prego, commissario.
Dica quello che deve dirmi.
Sono due giorni che lo aspetto.
Io ho già presentato le mie dimissioni e lascerò Bergerac non appena arriva il
collega che deve sostituirmi.
Pensavo appunto che nel dargli le consegne sull 'istruttoria potesse
essergli utile una ricostruzione della vicenda.
dal mio punto di vista, sia come vittima del criminale, sia come uomo del
mestiere.
Le riassumo in breve il contenuto.
Il vecchio Meyer è coinvolto in una resa di conti con dei suoi complici. Le
spedisce all 'altro mondo ed è condannato a morte.
Allora il giovane Meyer predispone il suo ricovero in ospedale e organizza l
'incendio del padiglione che causa la morte di un altro ricoverato.
Forse sarà una morte accidentale, ma è certo una morte necessaria per
sostenere che i resti umani trovati carbonizzati sono proprio quelli del
condannato a morte.
Così il vecchio Meyer, sfuggito alla ghigliottina, viene spedito al sicuro in
America, ma anche il giovane Meyer non si sente tranquillo ad Algeri.
La polizia non ha prove, ma sospetti sì. Eccola allora trasformarsi in Jacques
Rivaux e trasferirsi in una sperduta regione di Francia, a Bergerac, dove
di rifarsi una vita.
Intanto ha sposato Germain, forse per assicurarsi nel modo più assoluto la
complicità dell 'unica testimone.
Ma a Bergerac tra lui e quella piccante cognata, cresciuta sotto il suo tetto, a
un certo punto si accende una grossa fiamma.
Infine ecco che lei, procuratore della Repubblica di Bergerac, viene a scoprire
qualcosa sul passato del dottor Riveau.
È esatto fin qui?
Esatto.
Dunque occorreva fare in modo che lei tacesse. Ma come impedire che un uomo
severo e autorevole come lei andasse fino in fondo?
Scoprendone il punto debole.
In provincia le voci corrono, Riveau conosce...
Il segreto hobby fotografico del signor procuratore è certo
la mania di un vecchio fruttrato.
E bisogna servirsene.
La cognata di Ribaud è attraente e ha già imparato a fingere, a recitare
alla stessa sorella.
Così le viene introdotta come segretaria.
E poi... Françoise mi voleva bene.
Françoise era pazza di Riveau, signor procuratore.
E Riveau era pazzo di Françoise.
Ma Riveau è una rivista. E così tollera che almeno una
volta... O di più.
Capisce com 'è caduto in loro potere?
Le hanno fatto credere di essere il padre della bambina.
E poi il dramma.
In America, dopo tante vicissitudini, il vecchio Mayer è diventato completamente
pazzo. Ha salito due donne alla periferia di Chicago finendole con un
ago nel cuore. Questo l 'ho saputo dagli archivi.
Ricercato arriva in Francia, raggiunge Bergerac, il dottor Rivogli del Danaro,
che scompaia di nuovo.
Ma al partire ha salito da una crisi del suo male e commette un altro delitto
identico agli altri.
E proprio nel bosco che porta la Villa Rivù alla stazione.
Lei sospettava già la verità?
No.
Questo no, glielo giuro.
Jan Meyer ritorna.
Ripete la storia.
Ritorna ancora e sbaglia il colpo. E ogni volta Rivù gli dà del danaro perché
non si faccia più vivo.
Non può farlo internare e neppure arrestare.
Mi erano giunte voci sul passato di Rigaud.
Io intuì, lo sentivo che ci doveva essere qualche rapporto tra il
pazzo e il dottore. Non sapevo di quale genere.
Se avessi avuto con certezza un solo elemento io sarei intervenuto.
Credo la mia parola.
Ti credo.
Il giorno in cui sono partito da Parigi per andare in vacanza dal mio amico Le
Duc, Jan Meyer telefona a Riveau e il dottore gli dice di venire a Bergerac ma
di scendere prima dell 'arrivo in stazione alla curva dove il treno
modo che nessuno possa notare il suo arrivo.
Sfortunatamente per Jan Meyer e per me su quel treno ci sono anch 'io. Lo vedo,
lo seguo e lui mi spara dileguandosi.
E com 'è morto? Lo ha ucciso Riveau.
con la stessa pistola con cui Jan aveva sparato a me.
Evidentemente aveva dei guanti e Jan non si aspettava che proprio il suo
pupillo, dopo esserci fatto consegnare la pistola... Insomma,
Riveau aveva calcolato quasi tutto, superato il primo disorientamento.
E al vedermi saltar giù dal treno pensò subito di sfruttare l 'aggressione di
Jan contro di me. C 'è mancato poco che si potesse accusare proprio me della
morte di Jan.
Comunque è riuscito a farlo credere un suicidio.
Naturalmente mi aveva tolto tutti i documenti, persino il biglietto
Se non che, nel distruggere gli altri oggetti, quel biglietto deve essergli
rimasto in tasca.
E nel venire a medicarmi, inavvertitamente, gli è caduto fuori
E per caso mia moglie lo ha ritrovato.
Capisco, capisco.
E lei naturalmente... Ah, quel biglietto mi consentì finalmente, tra i 16 .000
abitanti di Bergerac, di restringere i sospetti fra quei pochi che erano stati
da me.
Tra cui lei, signor procuratore.
I?
Beh, non solo per il biglietto, ma insomma erano sospetti
infondati.
Bene.
La rivedisco, signor procuratore.
E così non l 'hai neanche potuta vedere la mia fattoria a Villefranche.
Purtroppo la vacanza di maigrette è passata così, caro educa.
Beh, però non è escluso che prima o poi vecchio mio non ti segue in quest 'idea
della casa di campagna.
Sapete cosa vi dico a tutti e due?
Come ultimo giorno un premio me lo merito.
Signora Emilie, signora Emilie, tartufi e foie gras per tutti!
Già pronto, signor Negretti. Che ha ordinato? Tua moglie.
Ecco qua.
Tartuffi e foie gras per tutti. Anche per me?
Naturalmente. E anche per la signora Milita.
È mia ospite.
Io non ho che oggi per imparare le sue ricette.
Brava, brava, imparane molte però. Ma a me porzione doppia, signor Negretti.
Devo rifarmi, devo rifarmi. Andiamo.
Grazie signore, è molto gentile.
se non ci sei tu la casa è troppo grande e io da
sola non ci resisto più
corro a cercare
a dirmi parlare parlare parlare parlare di te
se
non ci sei tu non ne importa più di riordinare
il letto di scegliere
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.