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Zulu
Comunque eri bellissima, ma…
Mica ti sei vergognata?
All'inizio.
Poi mi sono messa a pensare ai cazzi miei.
Eh?
Che ha detto?
Adesso dovete andarvene veramente!
Mi sentite?
Sta venendo la polizia a cacciarvi, così la finiamo!
Io devo andare a scuola.
Io devo sposarmi. Questa è casa mia!
Carmela, mi senti? Io so che stai qua dentro.
Vai via e non fare la furba sennò prendo la roba tua
e la butto per la strada perché tu là devi stare!
Avete tre giorni di tempo! Andiamo.
Il treno interregionale
proveniente da Salerno e diretto a Napoli…
Ciao.
- Ciao. Sono loro. - Ok.
Fate vedere i documenti.
Possiamo stare tranquilli?
Tranquilla, l'avvocato Postiglione sa fare il suo lavoro.
Seguite le sue indicazioni.
Carmè! Ti stai dando da fare, eh?
Va beh, ci vediamo.
Ciao, Eugenio.
- Puoi entrare. - Grazie, Ciuciù.
Venite.
- Buongiorno, avvocato. - Buongiorno.
Questi sono i documenti e i soldi.
- Sono loro? - Sono loro due.
Lui li ha solo accompagnati.
- Va beh, sono tutti? - Sì.
Allora con i soldi è tutto a posto.
Allora ora vediamo…
La pelletteria è tutta piena.
- Va beh, li mandiamo da Biberon. - Biberon?
Sì, Veneruso. Sta fuori Napoli.
- Ma questi capiscono l'italiano? - Solo lui.
"Solo lui." Allora voi telefonate a questo numero.
Ecco. Vi risponde un certo signor Eugenio.
Fissate un appuntamento e lui vi porta il contratto da firmare.
Dopo averlo firmato, andate all'ufficio Immigrazione.
Poi tra qualche giorno,
due, tre giorni, vi arriva il permesso di soggiorno.
È tutto chiaro?
State tranquillo.
Allora, Carmè, abbiamo finito. È tutto a posto.
Bene.
- Grazie, avvocato. Allora alla prossima. - Alla prossima.
Andiamo.
Secondo te, quanto tempo ci vuole?
Tra un paio di giorni firmano il contratto.
Poi ufficio Immigrazione e poi permesso.
- Che ha detto? - Tra qualche giorno avremo il permesso.
- Grazie. - Sì, sì.
- Calma, non esagerare. - Wow!
- Ciao! - Ciao!
Ciao, ci vediamo.
Che c'è, la principessa non si degna?
Maria, fermati!
- Che sei venuta a fare? - Non posso venire a prenderti?
- So tornare da sola. - Ora ci sono io e torni con me.
- Così parliamo un po'. - Non voglio parlare con nessuno!
Maria! Dove vai?
Maria!
Vaffanculo!
Non gli facciamo niente!
Che cosa stai facendo?
- Che cosa fai? Che è? - Non gli facciamo niente!
Qual è il problema? Posso sapere? È mio fratello!
- Carmela, tutto a posto? - Tutto a posto.
Due miei amici mi hanno chiesto il tuo numero. Glielo do?
Certo.
Digli pure dove abito, tanto tra un po' vengo a vivere a casa tua.
Lo so. Quella pazza ha svegliato tutti.
Va beh, io vado a faticare.
- Ciao, Carmè. - Ciao, Fabiana.
Carmè.
- Che c'è, mamma? - Ti ho chiamato tutta la giornata.
- Mi fai capire che vuoi fare? - Devo dirtelo ora, a quest'ora?
E quando? Con te è impossibile parlare.
E dobbiamo trovare una soluzione per la bambina.
Non ti preoccupare.
- Ci penso io a Maria. - E come?
Tu fai solo impicci. Maria deve stare tranquilla.
Quella non è come te. Lei vuole andare a scuola, le piace studiare.
Chi ti ha detto che io non volevo andare a scuola?
Ma che ne sai tu?
Non c'eri mai.
Ripetiamo sempre le stesse cose.
Comunque Nunzia si è diplomata e fa la cassiera a 600 euro al mese.
Tu ci sputi sopra?
Tua sorella si è sistemata. Ha una casa e un marito vicino.
Si vede che ho preso da te con gli uomini.
Occasione numero 30.
Vediamo tutte le occasioni, poi guardiamo la collezione normale.
Ho anche il bracciale eventualmente.
È il classico modello.
Andiamo a vederlo.
I diamanti. In tutto abbiamo circa sei carati di materiale.
È un bellissimo pezzo.
Ve lo sto regalando a 9,90 da confermare.
Adesso andiamo alla casella numero 49 un altro po' e…
Si possono usare su qualsiasi piano cottura…
Io camminavo sul marciapiede di Via Foria.
Ho visto arrivare il ragazzo sul motorino.
Un attimo prima la signora ha aperto lo sportello senza guardare.
Il ragazzo è andato a sbatterci contro.
Ha detto "un attimo prima"?
- Quindi Micillo poteva evitare l'impatto? - Avvocato.
Lasci parlare la testimone.
"Un attimo prima" nel senso che non poteva evitare l'impatto.
- Avvocato, com'è andata? - È stata brava.
Grazie.
Eugè, io ho fatto un sacco di testimonianze.
Perché non mi fai fare qualche altro lavoretto?
E che ti faccio fare?
Tu pensa a lavorare per l'avvocato Postiglione. Guadagni parecchio.
Io quando ho un'altra testimonianza, ti chiamo. Di più non posso fare.
Tieni.
Ué, Carmè.
- Che posso prendere stasera? - Dimmi, che ti serve?
Maria, dalle qualcosa per la cena. Veloce, non farti vedere.
- Muoviti. Ho parlato con mamma. - Un poco di pollo, due patatine…
- Un po' di gattò. - Fai presto. Sta facendo la spesa!
Questo fatto della casa è grave, ma io ho una soluzione.
Perché non parli con don Mario? Lui se può, vi aiuta.
Ma chi? Il prete? Dovrebbe aiutarmi lui?
Grazie, tesò!
Non ti preoccupare, Nunzia. Ci penso io.
È inutile che ripeti sempre "Ci penso io", Carmè!
Posso prendere questo?
Ma non lo vedi che le casse sono chiuse? Gia ti sei presa il latte.
È per la bambina. Te lo pago domani.
Carmè.
Tu da dove sei uscito?
- Come? - Niente, niente.
Ti devo parlare.
Sì, ma io devo andare.
Allora? Che mi devi dire?
- Mi servono due permessi di soggiorno. - Abbassa la voce.
A chi servono?
Due algerini, come me.
Se tu mi dici quanto costa, io lo dico a loro.
Con voi servono più soldi. Ci sono un sacco di controlli.
Voi siete tutti terroristi.
Parlo con l'avvocato e ti faccio sapere. Io trovo solo i clienti.
Poi lui gestisce i contatti con le aziende.
Da più di vent'anni sono qui.
Prima stavo a Milano, poi Bologna.
Perché sei andato via dal Paese tuo?
Non potevo più starci. C'era la guerra civile.
Tu, invece?
Io faccio molte cose.
Però ora sono arrivata.
Allora ti faccio sapere per gli amici tuoi, va bene?
- Ciao. - Ciao.
Io come torno a casa?
Che ci vuole, Tarek? Attraversa la strada e c'è la fermata.
Ué! È arrivata la cena.
- Finalmente. - Ciao, Carmela.
- Lei che fa qua? - Calma, l'ho chiamata io.
L'hai chiamata tu? E perché?
Perché fra due giorni siamo in mezzo alla strada!
Forse Valeria può aiutarci.
Magari ci trova una casa popolare.
- Vediamo, signora. - Che dici?
- Quale casa? - Carmela, cerchiamo soltanto di capire…
Tu non devi capire niente! So io che cosa è meglio per mia figlia.
Ci sono anche le patatine.
Le vuoi?
Tanto io resto con nonna.
C'è la folla stasera, eh?
Ué, Carmè.
Dammi una birra, Fabia'.
- Hai risolto il problema della casa? - Come no!
Che è successo?
Poi ti spiego.
Vuoi farti "una botta"?
L'avete presa per lo zucchero? Mi servono i soldi, Fabia'.
Grego', perché non mi prendi a lavorare con te?
- Vuoi sfottere stasera? - Dài, Gregorio, seriamente.
Conosce un sacco di persone. Non vuoi darle una mano?
Tu che sai fare?
Posso fare tutto.
Sì?
Noi sappiamo che tu non volevi fare male a Lorenzo.
Però vuoi dirci perché lo hai fatto?
Non risponde. Non sappiamo mai che pensa questa bambina.
Peccato, perché è brava. I professori sono contenti di lei.
- Però è sempre nervosa. - Preside, non insista.
Maria non vuole dirlo.
- Sono cose tra bambini. - Signora, lei non si rende conto:
un bambino si è lussato una spalla.
- È in ospedale. - Che devo fare?
Deve incontrare i genitori di Lorenzo, che sono giustamente molto arrabbiati.
- Così sistemiamo tutto. - Va bene. Possiamo andare?
Non dimentichi che la bambina è monitorata dai servizi sociali.
Lo so.
Comunque non sono arrabbiata con te.
È tranquillo.
Veramente.
Anzi…
hai fatto bene.
Hai fatto bene a farti rispettare.
Mica ti ha toccato?
Ti ha messo le mani addosso?
Possibile che non capisci mai niente?
Che hai fatto?
È solo un poco il ginocchio.
- Chiamiamo l'ambulanza. - No!
- Una sedia! - Aspetta. Un minuto, per piacere.
Portate una sedia.
Devi smetterla, capito?
- Non ce la faccio più con te! - Lasciami!
Tu non sei brava a fare niente! Io non ti voglio, devi andartene.
Tu non sai fare la mamma.
Vuoi capire che ora siamo solo io e te?
- Mamma, dove andiamo? - Vieni con me, dobbiamo fare una cosa.
Dove sta questo don Mario?
Sta là. Sta confessando.
Allora? Si può sapere?
Che ti ha detto Lorenzo? Eh?
Mi sfotteva.
- Diceva che sei una drogata. - E perché?
Io non lo so.
Però ti ha vista fuori scuola, quando sei venuta a prendermi.
Allora hai fatto bene. Brava.
Non è vero.
Ho sbagliato.
- Buonasera, don Mario. - Buonasera. Dite.
Mia sorella Nunzia ha detto di rivolgermi a voi.
Io abito con mia mamma e la bambina, ma siamo sotto sfratto esecutivo.
Tra due giorni finiamo in mezzo alla strada e non sappiamo dove andare.
Questa bambina ha fatto la Comunione?
Non ancora, però ora dobbiamo farla.
Tu non frequenti questa chiesa, non ti ho mai visto.
Io lavoro sempre, anche la domenica.
Però sono la sorella di Nunzia. Avete presente?
Ci sono molte persone in difficoltà qui.
Noi vorremmo aiutare tutti, ma come si fa? È impossibile, mi dispiace.
Se volete, ci sono pasta, pelati, zucchero.
- Li trovate in sacrestia. - Don Ma'.
- Io so che avete delle case qua. - Tua sorella ti ha informata male.
Le casette sono soltanto due e sono state assegnate. Mi dispiace.
Andiamo, Maria.
- Che fai? - Come che faccio?
Io non aspetto le guardie.
Domani mattina vado da tua sorella.
Maria, vai un attimo di là? Devo dire una cosa a mamma.
Ho parlato con Nunzia. Può venire anche la bambina.
Finché non trovi una sistemazione.
Che dobbiamo fare? Ci stringiamo.
E io dove vado?
Devi vedertela tu.
Basta.
Mamma, ho fame. Che mangiamo?
Conosci qualcuno che affitta case?
No. Perché, Carmè?
Devo traslocare.
Vedi qualche basso qui intorno.
Io e mia figlia in un basso?
Carmela!
Alì.
Carmela.
- Simpatico l'amico tuo. - Ha bisogno di un permesso di soggiorno.
Però prima deve conoscere l'imam.
Se per lui va bene, allora possiamo andare avanti.
Va bene.
Tarek.
Mi accompagni a fare un servizio?
- Dove? - Non ti preoccupare.
Pronto? Buongiorno. Chiamo per la casa in Via Carriera.
Eh.
Ho capito.
Scusate. Affittano un appartamento nel palazzo?
- Mi dispiace, non c'è niente. - Va bene, grazie.
Calma! Calma! Che è successo?
Il tuo avvocato non risponde al telefono da due giorni.
- Non risponde? - Non c'è.
Che succede?
Non è successo niente, Tarek. Questi non hanno capito niente.
Ci vediamo.
- L'avvocato? - Non conosco nessun avvocato.
- Eugè, dov'è l'avvocato? - Io che cazzo che ne so?
Tu me lo hai presentato.
- Ora che faccio con questi? - Sei scema a parlarne al telefono?
Vuoi mettermi nei casini? Fai una cosa, non chiamarmi più!
Questa pazza!
Voi avete capito dove sta?
Non ti preoccupare, Biberon lo conosco da una vita,
ti accompagno io.
- Dove sta Biberon? - Ma chi sei? Stai calma!
Sono io Biberon. Che vuoi?
Sono Carmela, per l'avvocato Postiglione.
Ah. Andiamo dentro, è meglio.
L'avvocato Postiglione.
Ci ha fatto fessi. Ha fatto fessi a tutti quanti.
Meno male che non mi fidavo di quella chiavica.
Io andavo a prendere i soldi in ufficio ogni volta.
Questi ragazzi che hanno già pagato.
- Hai detto che ti chiami Carmela? - Sì.
Sono contento di averti conosciuto, ma per quei ragazzi non posso fare niente.
Senza soldi non si fa niente.
Io non posso fermarmi. Io devo continuare.
Tu? Che vuoi fare tu?
Io vi porto le persone.
Io posso occuparmi delle pratiche e di tutto il resto.
- Picciré, non è una cosa facile. - Ho un contatto buono alla moschea.
Può portarmi tutti i musulmani che arrivano. Non so se mi spiego.
Ma faceva tutto l'avvocato.
I permessi di soggiorno, le carte da firmare, i contratti.
Io non ne voglio sapere niente.
Voi datemi la copia di un contratto e ci penso io.
Il contratto non è un problema.
I contratti stanno qua. Il problema sono i controlli.
L'avvocato mi avvisava quando passavano e io chiamavo gente per lavorare.
Allora facciamo così: io ve ne porto un paio la settimana prossima.
Se va tutto bene, continuiamo.
Ok?
Va bene.
Ho fatto tardi, devo andare. Che facciamo con i ragazzi?
Ci penso io ai ragazzi.
Li tengo qua per un paio di giorni e gli faccio recuperare qualche soldo.
- Va bene. Ci vediamo, Biberon. - Non fare guai, mi raccomando.
- Allora? - Non preoccupatevi.
Quel signore vi fa lavorare un po'.
Chi?
Signora Iovine, è possibile? Quanto tempo dobbiamo aspettarla?
I genitori di Lorenzo sono andati via da un bel po'.
Scusa, Maria.
Problemi di lavoro, è successo un casino.
Signora Iovine, che lavoro fa?
- Collaboro con degli avvocati. - Hai trovato un lavoro?
Sono stata costretta a chiamare la dottoressa Capuano.
Tu sei venuta subito.
- Mamma, andiamo? - Arrivederci.
Ti hanno fatto domande strane?
- Tu hai detto qualcosa? - Abbiamo provato a chiamarti.
Quella cessa!
Io non potevo rispondere, stavo lavorando.
Abbiamo provato a chiamare anche la nonna, ma non prendeva.
Forse quella sta già da zia Nunzia.
Che dici? Vogliamo andare a trovarli?
- Fammi giocare. - Ho detto "aspetta".
- Hai messo troppo sale. - Quando mai? Sei tu che cucini insipido.
Bambini, è pronto.
Papà, sei tornato. Prendi quello.
No! Aspetta!
Carmè…
Domani mi sono liberata. Se vuoi, ti accompagno da don Mario.
Ci sono andata ieri con Maria.
- Che ti ha detto? - Le ha già date tutte.
- Gli hai detto che sei mia sorella? - Certo, gliel'ho detto.
Comunque stamattina mi sono fatta un giro per le case.
- Come la mantieni? - Questi sono problemi miei.
Appunto, sono problemi tuoi.
- Scordati che ti piazzi qui. - In questa casa? E chi ce la farebbe?
Mamma.
- Dove vai? - Mamma deve fare una cosa.
Tu vuoi dormire con la nonna stanotte?
Vieni.
Qua c'è la cucina.
Ma'.
Ora che facciamo?
Ora ci mettiamo a dormire.
Mamma.
Mamma!
Vieni, amore, sto qua. Vieni a bere il latte.
Ti ho preso la graffa.
Buongiorno.
Tieni.
Allora?
Mi fanno impressione tutte queste Madonne e questi crocifissi.
È la casa del prete?
No, non è la casa del prete.
Questa era la casa di una suora.
Non ti preoccupare. Ora ci sistemiamo.
Togliamo qualcosa.
Leviamo questa tovaglia, leviamo queste Madonne, questi santini.
Facciamo il letto. Mettiamo le cose nostre.
Mangia la graffa.
Oggi stai con mamma. Dobbiamo fare un po' di servizi insieme.
Ci sono pure le galline.
Cammina, presto. Non facciamoci vedere.
Andiamo, mamma fa tardi!
Io porto i documenti all'imprenditore.
L'imprenditore fa il contratto.
Poi uno alla Questura porta avanti la pratica.
So di che si tratta. Da anni si fa così.
Però ora le cose sono cambiate.
Noi vogliamo parlare con l'imprenditore per sicurezza.
No.
Lui è un contatto mio.
Poi io non rischio di perdere il mio lavoro per fregare voi.
Si verrebbe subito a sapere. Tarek mi conosce.
Lui sa quanti extracomunitari vengono da me.
Grazie di avere fatto questa cosa per me.
Mamma, ma che stavi facendo là dentro?
Stavo parlando con delle persone.
Allora?
Questo contatore è molto vecchio.
- Prova adesso. - Maria!
Accendi!
- Ué! - Bravo, Tarek.
Adesso avete la luce, ma non so per quanto tempo.
Aspetta.
Tarek, ora dobbiamo mettere questo.
Tarek, dove si trova l'Algeria?
- In Africa. - In Africa?
Purtroppo sì.
Com'è? Diversa da qui?
Purtroppo no.
Ti faccio vedere delle foto.
Vedi? Questo è il paese dove sono nato.
C'è tutto questo traffico?
Sì.
Ma c'è pure il mare e il deserto.
Bello!
Vuoi sentire una canzone famosa del mio Paese?
Ora ti faccio vedere io come si fa.
Che fate? Spegnete questa musica. Tarek, spegni la musica.
Se ci sentono, succede un bordello. Maria!
Devo provare?
È carina tua figlia, molto sveglia.
Sì, pure troppo.
Tu non hai figli?
Te l'ho detto. Quando sono andato via, avevo poco più di vent'anni.
Poi in Italia è difficile incontrare qualcuno.
Va beh. Allora mi fai sapere tu per quella cosa?
- Grazie, Tarek. Buonanotte. - Buonanotte.
Treno in transito al binario uno.
Allontanarsi dalla linea gialla.
Ué! Tu che fai qua?
Mamma ha trovato una casa!
- Ora siamo vicini alla chiesa. - Maria.
Che ti avevo detto?
- Non dobbiamo dirlo a nessuno. - Sì, ma è Fabiana.
- Cioè? - Vai dentro, vai.
Vai a prendere una cosa.
Allora?
Ho preso una delle case di don Mario.
- Come hai preso? - L'ho occupata.
- Che dici? - Carmè, tu vuoi ancora un lavoro?
Sì, perché?
Ho risposto a tutto e mi ha messo comunque 27.
Ti è andata di lusso. Il professor Fontana boccia tutti.
Eh, va beh.
Ragazze, siete pronte?
Dài che comincia! Dài!
Scusi? Esattamente come funziona la giornata?
Alla fine rilasciate un attestato. Dobbiamo seguire per forza?
Signora, più o meno è scritto tutto sul programma.
Per registrarsi?
Buongiorno, professoressa. Per la registrazione chieda al desk.
L'attestato sarà rilasciato a fine giornata.
La frequenza è obbligatoria. Mi segua, l'accompagno a registrarsi.
- Ciao. - Ciao.
Scusate. I soldi?
Chiamate voi se devo venire un'altra volta?
Sì, ci facciamo sentire noi.
- Mamma. - Che c'è, amore? Che è successo?
- Fabia', allora? - È venuto don Mario.
- Che ha detto? Vi ha visto? - No, ci siamo nascoste.
- Ti sei messa paura? - Quello bussava, mamma.
Non sapevo che fare.
Va beh.
- Mangi con noi, Fabia'? - No, devo studiare per un esame.
- Avevo preso il panino pure a te. - No, grazie. Mangio a casa.
Tieni, tesoro.
Vuoi bere?
- Ciao, tesoro. - Ciao.
Carmè, com'è andato il lavoro?
Tutto a posto, Fabia'.
- Va beh. Ciao, Carmè. - Ciao.
Non dare retta a don Mario.
Nessuno ci caccia da qua.
Tu non mangi?
Non ho fame.
Carmela! Carmela!
Carmela!
- Che cazzo urli a fare? - Fammi entrare.
Tu veramente pensavi che nessuno se ne accorgeva?
Davvero pensavi di aver trovato la casa?
Don Mario sta come un pazzo!
Che deve fare? Chiamare la polizia?
E che fanno? Mi buttano in mezzo alla strada?
Io ho una criatura.
Appunto. Hai una "criatura" e ti metti a occupare le case!
Ma che stai facendo?
Dobbiamo andarcene, lo sanno tutti quanti! Mamma si vergogna, capito?
Ci hai fatto fare una figura di merda!
Stai ferma! Posa questa roba!
Mamma.
Che è successo, amore?
Sei diventata signorina.
Dài a me, non è successo niente.
È una cosa normale, non preoccuparti.
- Vieni, andiamo a casa di zia. - Quale casa?
Volete capire che voglio stare con mamma?
Vattene.
Domani provo un'altra volta a parlare con don Mario.
Sì, sì.
Vieni qua.
Non devi piangere, anzi è una cosa bella.
Come faccio? Stasera c'era la festa di Noemi, dovevo dormire lì.
Ci vai alla festa di Noemi. Adesso mamma ti spiega tutto.
Poi ci sistemiamo e poi pensiamo a stasera.
- Ué, Giova'. - Ué, Tarek.
Ho bisogno di te.
Vieni con me.
Tieni.
Quale vuoi?
- Rosa non c'è? - Lo vuoi rosa?
Ora te lo prendo.
Tieni.
È il tuo compleanno?
- Sì, una specie. Ma funziona questo coso? - Certo, funziona.
È appena arrivato il carico.
- Quanto vale? - Cento euro.
Cento euro? Sei pazzo?
Signora, questo è un telefono che costa cinquecento euro.
- Facciamo cinquanta, dài. - Signora, settanta e non ne parliamo più.
Facciamo cinquanta.
Se succede di nuovo che mi sporco?
Non preoccuparti.
Ti ho messo tutto nello zaino. Tu per qualsiasi cosa, mi chiami.
Andiamo.
Maria! Vieni, c'è pure Lorenzo.
- Ciao, mamma. - Ciao, tesoro.
- Grazie. - Ciao.
Andiamo a mangiare una cosa?
Andiamo.
Qualcos'altro? Un amaro? Un caffè?
- Limoncello, grazie. - Caffè.
Stai bene con quella giacca.
Io devo rinnovare sempre, Tarek. Non ce la faccio a vedermi sempre uguale.
Questo è lo stile che mi è sempre piaciuto.
Come ti posso dire…
Tailleur, completi, scarpe abbinate.
Tutto sistemato, hai capito? È importante.
Io sto sempre in un tribunale…
Per questo.
Non posso fare la fine di mia mamma e mia sorella.
Perché? Che fine hanno fatto?
- Grazie. - Prego.
- Grazie. - Prego.
Si svegliano, caffè, sigaretta e cominciano a fare le faccende,
alle 11:00 inciuciano,
poi si deve cucinare… lavare, stirare…
Questo. Tutti i giorni.
Poi fanno complotti, litigano…
No, Tarek. Mamma mia, non posso farcela!
Mi sento morire.
Per questo ti voglio parlare.
Io ho pensato…
Visto che tutti ti vogliono bene, ti conoscono tutti quanti qua.
Si fidano di te.
Se tu mi dai una mano,
se quelli che conosci a cui serve un permesso di soggiorno li porti da me,
penso a tutto io.
E dividiamo.
Si possono fare un sacco di soldi, Tarek.
Di questo volevi parlare.
- Carmè, io non faccio queste cose. - Che cosa non fai?
Io sono stanco, stanco di tutto.
Stanco di Napoli, di essere sempre l'immigrato.
Anche se vivo qui da vent'anni!
Per voi questo siamo, no? Soldi, numeri.
Poi che vi frega che fine facciamo? Basta che ci guadagnate tutti!
Tarek, io non volevo offenderti.
Mi dispiace che ti sei arrabbiato.
Domani abbiamo appuntamento con l'imam.
Poi chiudiamo con questa storia.
Ciao, papà.
Arrivederci.
- Mamma, che fai qui? - Ehi!
Niente, volevo salutarti. Allora? Come ti senti?
- Quel fatto là? - Tutto bene.
Hai visto?
Va beh, vai a scuola.
- Ci vediamo dopo a casa. - Ciao.
Lasciatemi! Perché? No!
- Maria! - Lasciatemi!
- Maria! - No!
- Mamma! - Maria!
- Carmela… Carmela, calmati. - Levati!
- Maria! No! - Vai, vai!
Stai tranquilla!
Lei è sicura di non volere firmare?
È comprensibile il dolore delle madri in momenti come questi.
Reazioni del genere non sono rare.
Ringrazia la dottoressa Capuano che non firma la denuncia.
Va beh, puoi andare.
- Ridammi mia figlia. - Non si può, adesso decide il giudice.
Dovevi prenderla proprio ora che stavamo bene?
"Bene?"
In una casa occupata? Per favore, dài!
- Quando la posso vedere? - Presto.
Diamo il tempo a Maria di ambientarsi un po'.
Carmela, tua figlia sta in un posto tranquillo adesso.
Piuttosto tu pensa a riprenderti.
Devi trovare un lavoro, una casa, è chiaro?
- Dov'è la bambina? - Signora Anna…
Vattene o ti spacco il naso un'altra volta!
Stai zitta, ma'!
Si può sapere dove sta?
Che brutta fine abbiamo fatto. È colpa mia, non ho saputo educarvi.
Che c'entro io? È lei che non ha saputo tenersi sua figlia.
Chissà che fa tutto il giorno! Ora come fai? Dove vai a dormire?
- Chiudi questo "cesso". - Ucciditi.
Tarek.
Che fine hai fatto?
L'imam ti aspettava, ha portato i soldi.
Ho fatto una brutta figura.
- Hai tu i soldi? - No.
Si sono presi Maria.
Chi?
I servizi sociali.
L'hanno portata in una casa-famiglia.
Mi dispiace.
Hai mangiato?
Abdel.
- Fai una pizza. - Ok.
Posso venire con te?
Questa è la cucina.
Qui c'è il bagno.
Io vado da Abdel.
Tarek.
Vuoi stare un po' con me?
Mi dài la mano?
Domani chiamo l'imam.
- Buongiorno, Francesca. - Buongiorno.
Questo è il letto di Maria.
Va bene, io ti aspetto giù.
Però fai presto, mi raccomando. Sai che non potresti stare qua.
- Già sei qui? - Hai i soldi?
È successa una cosa.
Non sono neanche la metà.
Gli egiziani non sono arrivati.
Ora come faccio?
Aspetta, Carmè.
Carmè!
- È uno scherzo? - Mi serve un contratto di lavoro.
Lavoro? Vuoi mettermi nei guai? Se questi vogliono i soldi da me?
Non ti conoscono. Io non ho mai fatto il nome tuo.
- Perché non ti trovi un lavoro vero? - E dove lo trovo?
Mi serve una cosa veloce. Mi serve anche una casa.
Regolare, con contratto di affitto, non in nero. Mi serve stasera.
Tu mi puoi aiutare?
Tu che lavoro fai?
Secondo te, io faccio il contratto a una che non ha manco un lavoro?
Lasciamo perdere, mi stai solo facendo perdere tempo.
Oppure…
possiamo risolvere diversamente.
Tutto a posto con i documenti?
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