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Siamo gente onesta noi, non abbiamo mai avuto a che fare con la polizia.
Buongiorno commissario.
Buongiorno. Che non c 'è ciò?
È la mamma di un bambino che è di là nella stanza degli ispettori.
E allora la smetti di dire bugie, eh?
Cosa c 'è?
Questo moccioso ci sta prendendo in giro.
Pretende di aver visto stamani, poco prima delle sei, il cadavere di un uomo
Rue Saint -Catherine.
E anche il suo assassino. A sentire lui sarebbe poi fuggito verso la caserma.
Ci siamo recati sul posto, abbiamo interrogato qualche persona, niente. Rue
Saint -Catherine è una via tranquilla, nessuno ha sentito niente.
Abbiamo anche rintracciato il conducente dell 'autobus, che passa proprio di
fronte al luogo in cui il ragazzo asserisce di aver visto il cadavere.
Niente, neanche lui ha visto niente.
E sì che l 'autobus è passato di lì esattamente alle sei e quattro minuti.
Infine alle sei e un quarto è arrivata sul posto anche la mobile avvertita da
non so quale suora.
Niente, assolutamente niente.
Sul marciapiede non c 'era la più piccola traccia di sangue.
Venga, venga con me ragazzo.
Sì, venga, venga pure, sia comodo.
Il mio figlio di là.
Apri, apri.
Metodi parigini.
L 'orologio dell 'ospedale è sempre a ritardo di tre o quattro minuti su
della parrocchia. Lo so, perché ormai sono due anni che servo la missa alla
cappella dell 'ospedale.
Tutti i giorni è estate e inverno.
Adesso è buio, quando insieme in un quarto suona per la prima volta la
della parrocchia.
Contemporaneamente suonano anche le mie svive.
Salto subito giù dal letto, perché ho paura di riaddormentarmi. Una volta mi è
successo, così sono arrivato in ritardo.
La sora mi ha sgridato.
Aveva ragione.
Così lei tutte le mattine, signor gestè, si alza alle sei meno un quarto.
Sì, mi vesto in quattro minuti. La mamma si arrabbia perché dice che non mi lavo
bene. Certo non ho molto tempo.
Quando suona per la seconda volta la campana della parrocchia sono già di
al portone dell 'ospedale. Però l 'orologio che è vicino al cancello dell
'ospedale va indietro e segna le sei meno quattro.
Non ci crede? Eppure è proprio così.
Sì, come no, ci credo, ci credo benissimo.
A proposito, lei lo sa che sono stato chirichetto anch 'io?
Davvero? Sì, sì, sono stato chirichetto, questo poco alla sua età.
Senta, la scuola come va? Riesce a non far tardi?
Certo, finita la mese ho tutto il tempo di tornare a casa, fare colazione,
prendere i libri e uscire di nuovo. La scuola è proprio di fronte a casa mia.
E continuerà a servire la messa all 'ospedale ancora per molto tempo?
Io volevo andare ancora per qualche anno. Prima di tutto perché sono devoto
piace la messa della mattina presto.
Specialmente l 'inverno, quando fuori è ancora buio.
Si entra nella cappella e si sente un tepore.
Sì, sì, è vero.
E poi?
Poi che cosa?
Ma lei ha detto prima, in tutto perché sono devoto, questo è molto lodevole, ma
poi? E poi?
Beh, sai, il parroco me ne paga le messe. Ah, sì?
Mi dà qualche cosa ogni mattina. Io metto tutto da parte per comprarmi la
bicicletta. Per questo avevo calcolato di andarci ancora su per due anni.
Ma adesso non ci vado più. Ho troppa paura.
Eppure devo chiedere di andarci ancora una volta.
Domattina.
Non ho più il coraggio di fare quella strada da solo. Beh, l 'accompagnerò io,
lo aspetterò davanti proprio a casa sua.
E lei dovrà fare tutto esattamente come gli altri giorni. Va bene?
Va bene.
Allora, io la saluto, signor Giusten.
Tante cose. Ah, l 'accompagno dalla mamma.
Credevo che non ci fosse.
Perché? Ha dubitato della mia parola? No, ma... Andate in fretta o faremo
Cerchiamo di non fare arrabbiare la suora. Vuole che faccia le stesse cose
altri giorni? Io cammino sempre in fretta, oltre che per arrivare puntuale,
anche perché col buio ho paura. Quando c 'è la nebbia poi non si vede proprio
niente. Meno male che fra un mese a quest 'ora comincerà a far giorno.
Andremo in fondo alla strada, sentirà la seconda campana della chiesa della
parrocchia. A che ora passa il primo autobus? Alle sei.
Io l 'ho incontrato soltanto due o tre volte, quando ero in ritardo.
Senta, Giustine, ieri quando hai boccato questa strada, non hai visto niente?
Ma forse non guardavo davanti a me.
Ricordo che stavo pensando... A che cosa?
Alla bicicletta.
Ho già messo da parte 30 franchi guadagnati con le messe. Bravo.
Ecco, è qui, è qui, ecco.
E che cosa ha visto?
Devo aver rialzato la testa all 'improvviso. Sa, come quando si corre
guardare davanti e ci si trova di fronte ad un muro.
Era qui, esattamente qui, così.
Oh, l 'uomo steso in terra mi è sembrato così alto da giurare che occupasse
tutto il marciapiede. Fin qui.
E lei che cosa ha fatto allora?
Non so cosa ho fatto di preciso, ma non sono scappato subito perché ho visto il
coltello nel suo petto.
Aveva un grosso manico di corno scuro. L 'ho notato perché anche mio zio Harry
ce n 'è uno uguale.
Lei è sicuro che l 'uomo fosse morto?
Ma certo.
Perché?
Non lo so.
Aveva l 'aria di un morto.
Avevo tanta paura.
E l 'altro uomo?
Ma quando ho alzato la testa ho visto che c 'era qualcuno un po' più in là.
Ecco.
Qui mi pare.
Sì, qui così.
È riuscito a vederlo in viso?
Ricorda qualche cosa?
Non so, il colore degli occhi?
No. Ah, anzi, sì.
Aveva gli occhi chiarissimi. Mi ha guardato un secondo e poi ci ha messo a
correre.
Era l 'assassino.
Lei come lo sa?
Lo so perché se l 'è data a gambe.
In che direzione?
Per di là.
Cioè, dalla parte della caserma.
Ne è sicuro?
Sì.
Adesso mi dica.
Quando l 'uomo è fuggito dalla parte della caserma, lei che cosa ha fatto?
Mi sono messo a correre anch 'io, con tutte le mie forze.
Diritto per di là.
Ma non le è venuto in mente di chiedere aiuto? No?
No, avevo troppa paura. Ho fatto dietro fronte fino a Place du Congrès.
Poi ho preso l 'altra via che porto ugualmente all 'ospedale, ma facendo il
più lungo.
È tardi.
Conosce qualcuno che abita qui in questa casa?
No, però so chi abita lì.
Chi è?
È un vecchio. Lo chiamano il giudice.
Credo sia un giudice in pensione.
Andiamo.
Buongiorno. Lei chi è?
Polizia. E ha un documento? Sì.
Prego, passi. Grazie commissario di avermi accompagnato. Vai avanti, vengo
'io, vai vai.
Giuseppe, come stanno i cari, come mai?
Chi è questo signore? È il commissario di polizia. Ah, buongiorno.
Buongiorno, polizia. Stai fermo, che noi ti vediamo bene vestito, stai fermo.
Colpa mia un po', ho fatto ritardare... Vai, vai.
No, no, Giusten è un bravo ragazzo, molto devoto, non ci ha mai mentito.
Quando qualche volta gli è capitato di non venire a servire la messa, non ha
trovato scuse.
Poteva dire di essere stato ammalato, ma no. Ha sempre confessato francamente di
essersi riaddormentato, di aver fatto tardi.
Poi perché, secondo lei, avrebbe dovuto inventare una simile storia?
Ma a volte la fantasia dei bambini è imprevedibile.
Se avesse visto in che stato è arrivato qui ieri, si sarebbe reso conto che non
si trattava di fantasia.
Era molto spaventato?
Più che spaventato.
Era in preda ad una vera crisi nervosa.
Batteva i denti, non riusciva a spiegare che cosa era successo.
Noi ci siamo molto impressionati a vederlo in quello stato.
E' un ragazzo così tranquillo, sorridente.
E chi è andato ad avvertire la polizia?
La superiore.
Finita la messa noi volevamo trattenerlo qui, ma lui ha voluto tornare a casa
come tutti gli altri giorni per non perdere la scuola.
E così credo che l 'ispettore di polizia che lo ha interrogato sia andato a
prenderlo lì.
Grazie sorella, se avrò bisogno ancora di qualche informazione mi permetterò di
disturbarla. È nostro dovere essere a sua completa disposizione.
Mancherebbe anche il rappredore.
Buongiorno, commissario.
Prestissimo stamattina, eh?
Prestissimo. Senti, mandami subito Besson.
E poi fammi portare un... un bicchiere di latte caldo con un po' di cognac.
Mi sono buscato un raffreddore qui. Subito a cominciare.
Abbiamo pazienza.
Eccola, è spenta.
Lo sapevo.
Ecco qua.
Già, la terza mattina che vengo qua e trovo la stufa spenta.
Come si fa?
Io c 'ho freddo.
Delinquenti.
Veramente sono dei delinquenti, dei delinquenti, non capiscono.
Perché?
Come si fa?
Come si fa?
Avanti, avanti.
Ci ha cercato, come sai?
Ci ha cercato.
Hai cinque minuti per me, eh?
Certo, devo essere in tribunale per l 'affare Sheinberg, le nove meno un
Senti, sono stato fino adesso lì con quel ragazzo, come si chiama, Giusten,
di cognome?
Giusten Bivet.
Bivet, ragazzino strano. Ho ripercorso con lui tutto il tragitto di da casa
sua fino all 'ospedale.
Vedi, Besson, c 'è qualche cosa che non mi convince.
Ma certo, commissario, fantasia di ragazzo. L 'abbiamo interrogato per due
ieri. È una storia incredibile.
Nel migliore dei casi avrà creduto di vedere un cadavere sul marciapiede, ma
niente di giusto. Sì, ma pure vedi la sua ora, la sua ora all 'ospedale che ho
visto poco fa, che ho parlato con lei, mi ha detto che Justè è arrivato in
sacristia, in preda ad una crisi veramente, una crisi nervosa.
Strano, poi un ragazzo di dieci anni e per di più, a detta di tutti, un ragazzo
sereno, tranquillo.
che non può essere sospettato di sterisbi, capisci? No, certo, ma può
facilmente impressionabile.
Avrà visto qualcosa. Di lontano, al buio, non è difficile scambiare, che so,
cartone, un panno, un grosso foglio di carta per la sagoma di un uomo steso a
terra. Si sarà spaventato e la fantasia avrà fatto il resto. Il ragazzo dice di
aver visto un morto e un vivo. E del vivo ha fornito i connotati.
Scusi, commissario, io non mi permetterei mai di suggerire o di
lei è qui da poco e per sua fortuna per poco.
Credo se non altro di poterla informare.
Lui in San Caterina è il quartiere più banalmente tranquillo di tutta la città
ed è impensabile che fra due uomini, per esempio due ubriachi, sia scoppiata una
litera alle 5 del mattino.
Ed è addirittura incredibile che, non so, un vagabondo o un qualsiasi
giovinastro abbia aggredito un passante per derubarlo e poi lo abbia
accoltellato. Beh, comunque voglio arrivare a capo di questa storia.
Questo lupo oggi ha un sapore pessimo.
Brutto segno.
Avanti!
Eccolo qui.
Perché non mi hai acceso la stufa?
Mi sono dimenticato, commissario. Sono tre giorni che ti dimentichi di
accendermi la stufa!
Questo è un sabotaggio vero e proprio!
Ma se vuoi mettermi in ibernazione qua dentro?
Disgraziato, a Parigi! A Parigi è tutta un 'altra cosa, andiamo.
Guardalo lì, non lo voglio più. No, lascialo lì.
Scusa, mezzo, scusa.
Mi lascio prendere, mi lascio trasportare certe volte dalla collera?
Non dovrei.
Non dovrei, non dovrei.
Il medico mi dice sempre calma, calma, calma.
Soprattutto perché io ho il cuore orizzontale, capisci?
Sì, no, non scherzo mica, ho il cuore orizzontale, non devo prendere le cose
così.
Dunque, dovremmo rimanere. Ah, fai sorvegliare lì la Ruth St.
Catherine.
Falla sorvegliare da un tuo collega, per esempio quel ballè che mi pare un
ragazzo abbastanza in gamba. Poi compila un elenco di tutti gli abitanti della
via. Non è poi tanto lungo, dunque non sarà un gran lavoro.
Chiedi anche alle varie portinaie notizie sugli inquilini che
potevano trovarsi fuori fra le 5 e le 6 del mattino, capito? Già fatto, niente
di interessante.
Prima delle sei il quartiere è deserto, sono tutti impiegati. A quell 'ora è
troppo tardi per rientrare e troppo presto per uscire.
Solo due portinaie, quella del 2 e quella del 9, hanno detto qualcosa che
potrebbe interessarci. Sì? Al secondo piano del numero 2 abita un inquilino
ha da molti mesi la moglie inferma. Per questo la notte è assistita dall
'infermiera. Ora, proprio ieri mattina, uscendo di casa presto per non so quale
commissione, si è lamentato con la portinaia perché era stato sveglio tutta
notte. L 'infermiera non era andata e lui aveva dovuto vegliare la moglie, che
quella notte era stata peggio del solito. Ma sai il nome di questo
Mi pare Gerard Uvri, non ricordo esattamente, comunque tutto di là nell
'incartamento. Gerard Uvri. E che numero abita?
Al 2.
Al 2, però il 2 è piuttosto lontano dal luogo individuato dal ragazzo, no?
Sì, è quasi all 'angolo di Place du Congrès.
Ma è negli stabili, più vicini alla caserma, più vicini all 'ospedale,
interessante, no?
Al numero 9, cioè proprio di fronte al luogo indicato dal ragazzo, abita un
veggio che da anni soffre di insonnia ostinata.
E pare che il suo svago preferito sia stare alla finestra fin dalle primissime
ore del mattino a osservare il risveglio della città.
Anche queste però sono notizie raccolte in portineria. Sì, ho capito, ma si
tratta di un giudice in pensione.
Sì, sì, sì. Mi pare che la portinaia aveva detto una o due volte il signor
giudice. Sì.
Lei lo conosce?
No, no.
No, no, non lo conosco.
Scusami, sto... Mi sono preso un berra per due, sai?
No, no, lo conosco, lo conosco. Ma anche stamane, sai, quando il giustezzi è
fermato per indicarmi il luogo preciso dove aveva visto il cadavere,
C 'era una finestra illuminata al mezzanino e Giustezza sapeva che era la
di un giudice, capito?
Beh, ma tu fai tarni adesso, adesso non devi andare.
Vai a prendermi i verbali e poi usciamo insieme e vado a fare due chiacchiere
col vecchio giudice.
Però anche il signor Ubrie l 'aveva sentito.
Ecco, avrei voluto farlo io, ma... Sa, qui non siamo a Parigi, eh? Ci voleva la
sua autorizzazione, si va presto a mettere in agitazione questa gente
tranquilla. Eh, lo so, lo so, hai fatto benissimo.
Vedrò di farci una cappatina, anch 'io, oggi.
Però oggi basta, eh. Credo che la cosa più saggia, sai cosa deve essere?
La cosa più saggia è andare a casa e mettermi a letto.
Perché sento un certo dolorino, non so, argozza, qualcosa che non funziona.
Quindi non credo sia solo la freddura.
Speriamo bene, caro Messopo.
Telefono mio.
Fammi sapere qualche cosa.
Chi
desidera?
Il signor giudice. E chi è lei?
Beh, dica...
Polizia, il commissario Megre.
Polizia? Sì, vorrei qualche informazione del signor giudice.
Entri. Ti pulisco la scatola, per favore.
Attenda.
Vado a vedere se il signor giudice desidera riceverla.
Signor giudice.
C 'è, dirà, uno della polizia.
Ancora? Ma chi è?
Ha detto il commissario Petre, mi pare. Petre?
Addirittura.
Si accomodi?
cercare il cadavere
si accomodi si
accomodi pure prego si levi il pantone io adoro il
caldo ma lei non resisterebbe a lungo qua dentro infatti fa molto
caldo si accomodi grazie
grazie
Io credevo che dai miei tempi la polizia avesse fatto dei progressi,
che avesse imparato a non fidarsi troppo della testimonianza dei ragazzini.
Ragazzi e ragazze sono i testimoni più infidi. Quando ero giudice io...
Beh, lasciamo andare.
Io immagino che lei sia venuto qui per parlare del delitto.
Già. Ecco, ecco, il quale delitto sarebbe stato commesso davanti alle mie
finestre. Beh, così afferma il ragazzo.
Ecco, ecco, ecco.
E lei, lei sarebbe il famoso commissario, famoso, famoso,
commissario Megre, è vero, che si sono degnati di mandarci
da Parigi per riordinare la polizia della nostra città. Ce n 'era proprio
bisogno, sa?
Ce l 'era proprio bisogno.
Ebbene, signor commissario, a meno che non mi si voglia far passare per un
complice dell 'assassino, mi dispiace dirle che lei è completamente fuori di
strada. So che lei ha l 'abitudine di alzarsi molto presto la mattina.
Beh, sa, i vecchi non è che abbiano bisogno di molto sonno. E poi...
c 'è tanta gente che dorme pochissimo è stato appunto il caso di un certo signor
Voltaire che lei certamente conosce almeno di nome
e in poche parole è anche il mio caso io posso
vantarmi di non aver mai dormito più di tre ore per notte da qualche tempo a
questa parte dato che le mie gambe da dieci anni hanno
rinunciato a funzionare, dato che non ho nessuna curiosità di
conoscere i posti dove potrebbero condurmi, io vivo qui, su questa
poltrona, in questa stanza che dà direttamente sulla strada, come può
constatare. Sì, lì, guardi pure, guardi. Sì, grazie.
Ecco, si può vedere da sé, ma...
Non apra la finestra, per carità, eh? Mi raccomando, per l 'amor del cielo, non
apra la finestra. No, no, no. No, se vuol vedere, basta che... basta alzare
lembo. Non sarei mai permesso, salve.
Ecco.
Dicevo dunque, dicevo che dalle quattro del mattino io sono già qua,
seduto su questa poltrona, ma con la mente lucida, la prego di credere.
Guardi. Se lei vuole io le posso far vedere il libro nella lettura del quale
ero sprofondato appunto ieri mattina. Ma si tratta di un filosofo greco.
Non credo che la potrebbe interessare. Dunque dicevamo allora?
Dicevamo che se davanti alle mie finestre fosse veramente successo quello
racconta il suo ragazzino, dalla fantasia sbrigliata può star sicuro
che io me ne sarei accorto subito le mie gambe sono addormentate ma il
mio dito è sempre sveglio per di più io sono abbastanza curioso
per natura da interessarmi a tutto quello che succede per strada davanti
mie finestre se la cosa la diverte io potrei dirle a che ora Ogni massaio del
quartiere passa davanti alla finestra della casa mia per andare al mercato a
fare la spesa.
Dunque, lei, signor giudice, aveva l 'abitudine, insomma, era abituato a
il piccolo Giustin quando passava sotto la finestra di... Naturalmente,
naturalmente. Ma dico a sentirlo o a vederlo?
Non capisco.
vede per più della metà, quasi per i due terzi dell 'anno, alle sei del mattino,
è già giorno fatto, il ragazzo a due anni serve la mezza, sì, alle sei, l
'estate come d 'inverno. Dove devo passare?
Ora, dato che si tratta di un avvenimento tanto quotidiano e regolare,
so come il primo autobus, lei mi avrà prestato attenzione, no?
Sarebbe a dire che, per esempio, quando
la sirena di un 'officina suona alla stessa ora in un quartiere, o quando
una persona passa davanti alle vostre finestre con la regolarità di un
viene spontaneo di dire, oh, guarda, sì, è la talora.
E se un giorno la sirena non suona, gli dirà, ah già, fido, non suona, è
domenica oggi.
E se la persona non passa, allora lei penserà, ma cosa sarà successo? Sarà
malato forse?
Senza, senza, si risparmia il fiato, le conosco queste argomentazioni, si figuri
che io ero giudice prima che lei avesse l 'ispirazione di entrare a far parte
del corpo della polizia.
Allora quando il chirichetto passava...
Persettivo passare? Oh, se è questo che lei vuol farmi ammettere. E se non
passava?
Poteva darsi che me ne accorgessi, come poteva darsi che non me ne accorgessi.
Come per la storia della sirena, ecco, di cui parlava poco fa. Non tutte le
domeniche si è colpiti dall 'assenza della sirena. Eh sì, certo.
Lo capisco, lo capisco.
E ieri?
Ieri? Sì.
Ieri? Ieri, ieri?
No, ieri non ho notato nulla. Né che sia passato? No, no, no.
Ma lei non ha sentito correre sotto le sue finestre?
No, no, niente.
Non ha sentito nessun rumore insolito?
Niente. Nessun scalpiccio, nessun tonfo di corpo che cade, nessun rantolo?
No, niente tonfi, niente rantoli. Niente.
Allora... allora la ringrazio io le tolgo il disturbo signor
giudice ah volevo dirle signor giudice
poiché lei è stato un magistrato e lo sa che dovrà ripetere
sotto giuramento tutte queste sue dichiarazioni quando vorrà allora
le tolgo il disturbo le auguro che la sua incesta abbia ogni
successo caro signor commissario grazie arrivederci
ecco
l 'ombrello grazie a te buongiorno arrivederci
Creda, la mia sensibilità ai rumori è diventata quasi patologica.
No, grazie, non fumo sigarette, preferisco la pipa. Permette che...
Anche nel sonno vivo in un continuo stato di ansia. Mia moglie soffre molto,
trassale dolorosamente al minimo rumore. Sì, ma ieri mattina alle
sei meno un quarto lei era sveglio.
Purtroppo non ho chiuso occhio in tutta la notte.
E stanotte nemmeno. Mi trovo a casa per questo.
Ho dovuto chiedere un giorno di permesso all 'ufficio per vedere di recuperare
un po' del sonno perduto.
Spero che stasera torni la nostra infermiera. Benché ci conti poco, è
colpita da questa noiosa influenza che ha preso un po' tutti in città.
C 'è una vera epidemia.
Gratisce un cognac. Grazie, molto gentile. Anzi, in questo momento mi fa
bene.
Perché mi sta scoppiando un raffreddore. Alla sua salute.
Grazie.
Da ieri mattina, allora, che le ho detto, ricorda di avere sentito passare
macchina. Una macchina?
No. Ne sono sicuro. Ecco, mia moglie si era appena addormentata. È stato il
primo autobus a svegliarla verso le sei. Purtroppo passa ogni mattina a quell
'ora, fa un fracasso terribile. Una vera calamità per mia moglie.
No, nessuna macchina è passata verso le sei. La prima a passare è stata quella
che raccoglie le cassette della spazzatura, ma saranno state le sette.
non meno.
Ma prima che passasse l 'autobus.
Non ha sentito altro, no?
Mi lasci ricordare?
Ah, sì.
Ho sentito correre a un certo punto.
Ah, prima che passasse l 'autobus. E ne è certo?
Sì, perché mia moglie dormiva. Io stavo andando in cucina per prepararmi un
caffè. Ho capito.
Assolutamente. Buono questo film.
Molto buono.
Grazie, non si disturbi. Grazie tanto.
Potrebbe dirmi se era una persona sola che correva.
Direi che erano due.
Ah, ma non sa in che direzione?
Le persiane erano chiuse, siccome scricchiolano quando si aprono, non ho
guardato. Del resto ero così stanco che comunque non lo avrei fatto.
Non capisco.
Mi spiace di averle tolto dei minuti preziosi.
Minuti preziosi ti sonno.
Che ha bisogno di riposo. Ho tutta la giornata a disposizione di giorno.
Abbiamo una bravissima donna che manda avanti la casa e assiste anche mia
moglie. Ho capito. Allora io le faccio tanti auguri.
Grazie. Tante buone cose.
Lei è la sua signora. Grazie.
Senti che tu... Ti prego, stai tranquillo.
Mettiti sotto, non ti sventolare.
Io vado un momento di là a prepararti la minetta di verdura. Sì, grazie.
Il giudice mi sostiene di non aver sentito niente. Cosa dici?
Ma cosa dici? Io da qua non posso sentire
niente. No, sto parlando del giudice e del chirichetto.
Non si sono mai parlati, ma giurerei che si odiano quei due lì. Eh sì.
Sai, le persone molto vecchie, soprattutto quelle che vivono sole,
diventare come i bambini, come i bambini.
Salute!
Accidenti, grazie, grazie.
Ti è arrivato bene, eh?
Sai, Giustè, Giustè passava di lì tutte le mattine e tutte le mattine il vecchio
giudice era dietro la finestra.
Assomiglia a una vecchia civetta.
Chi è che assomiglia a una civetta?
Cerca di seguirmi, ti sto parlando, no? Il vecchio giudice che afferma di non
aver sentito... Ero di Naca!
E vabbè, lui dice di non aver sentito niente, è una dichiarazione troppo grave
perché si possa supporre che mente.
D 'altra parte poi c 'è il signor Ubrì... Chi è il signor Ubrì?
Quello che abita, il numero due, che ha la moglie ammalata, te l 'ho detto, no?
Sì, sì, me l 'hai detto.
Afferma di aver sentito correre per strada. Ecco, è qui che c 'è qualche
che non mi convince.
Certo, può darsi che tu abbia ragione.
Dove vai? Dove vai?
Un momento di là.
Ma non ho ancora finito. Ma ti sto parlando, scusa.
Poi torni.
Ho bisogno di avere una persona che mi ascolta. E poi chi mi siede? Io mi
Ehi, per un momento, sto spiegando.
Il giudice... Mi
brucia la gola anche adesso.
Il giudice dice di non aver sentito niente.
A meno di accusarlo di falsa testimonianza, è difficile ammettere che
svolto una lotta lì sotto le sue finestre. Cioè a pochi metri da lui, ti
Che un uomo si è messo a correre verso la caserma, che poi il ragazzo si sia
precipitato nella direzione opposta, senza che lui abbia percepito nulla.
Sì. Sì. Sì.
Sì. Sì. Sì.
Sì. Sì.
Sì.
Signora Megre, se si fossero messi a correre tutte e due nella stessa
direzione... Ma perché a correre?
Perché anzitutto è più logico.
Che cos 'è più logico?
Che corressero tutte e due nella stessa direzione.
Perché il bambino avrebbe inseguito l 'assassino?
Cosa dici? No!
È l 'assassino che avrebbe inseguito il ragazzo, naturalmente.
Solo che in questo caso la direzione non può essere quella della caserma.
Ma per quale ragione l 'assassino avrebbe inseguito il bambino?
Visto che poi non l 'ha ucciso, è impossibile che gli sia sfuggito di
Sì, va bene, no, ma che cosa c 'entra l 'ha inseguito per non farlo parlare, per
impedirgli di dire qualche cosa, di rivelare qualche particolare preciso.
Ah, ecco.
Ma, senti, signora Magret, guarda, io so bene che tu mi dirai di no, ma
guarda, è indispensabile, sai, signora Magret, è indispensabile. Ma che cos
'hai? Guarda.
Dammi subito la pipa e il tabacco, ti prego. Sì, dammi subito la pipa e il
tabacco. Solo per qualche boccata, ti prego, l 'impressione di essere sul
di capire tutto. Ho bisogno di concentrarmi, lo sai che solamente
concentro. Se perdo il filo poi non lo ritrovo più.
Non lo ritrovo più. Io lo sapevo.
Lo sapevo che tu avresti trovato la scusa giusta. No, non è una scusa, ti
garantisco che non è una scusa. Va bene.
La pipa.
Sai che la pipa a me... ecco, grazie.
Questa sera comunque ti faccio un bel impiastro. No, no, no, no, ti prego, no,
'impiastro no, l 'impiastro no.
L 'impiastro sì. Non voglio l 'impiastro, sai che l 'impiastro mi dà
mi brucia, sono già tutto ustionato qui sul petto, non è possibile.
Dove sono i miei feri?
Eccoci qua, grazie.
Grazie a te.
Che pazienza che si vuole, eh?
Con i malati, lo so.
Beh, ma in ogni modo, vedi, è tutta un 'altra cosa, mi sembra
quasi di star meglio.
Senti la tosse?
No, ma matura, è il sciroppo.
Senti, signora Megre, bisogna che tu scendi in portineria.
E che chiami al telefono?
Besson, fammi un piacere, può darsi che sia ancora in ufficio? Sono le 8, circa.
Dunque, se no, guarda, lo potresti trovare al Café du Centre, dove va a
al biliardino con Tieberge. Va bene.
Ti piace?
No, no, è sicuro.
E cosa gli devo dire? Di venire qua? Sì, sì, gli devi venire qua. Digli di
portarmi al più presto possibile.
Non l 'elenco di tutti gli abitanti di Rissa e Catrine, no, solamente quelli
il 2 e il 9 che poi dalla parte opposta è il 9, capito?
Senti, va bene, ma tu mi prometti però di stare coperto? Bene coperto!
Allora non puoi fumare!
se stai coperto non puoi fumare questa è una cattiveria io ti ho accontentato
adesso basta una cattiveria però non dovevi fare così
Sarà qui fra un 'ora circa.
Sì? E dove era?
Ancora in ufficio. Ah, beh. Come ti senti?
Meglio, molto meglio. Che tosse. Boh, niente, niente.
Senti, mi fai la crepe carabelle?
Eh? Ma cosa ti viene in mente?
Sì, prima sentivo l 'acqua che scivolava giù per i vetri.
Allora mi è venuta in mente la mia infanzia.
Quando da bambino ero a letto con il raffreddore e mia madre mi portava
la creme caramelle.
La fai?
Certo, caro. La creme caramelle non può farti male.
E poi ho rivisto la chiesa del mio villaggio dove servivo la messa, proprio
Justin, Chirichetto, la locanda di Marie Tartin, davanti alla quale
passavo correndo perché avevo paura, sai?
Ricordo che correvo a testa bassa, ma perché avevo paura? Di che?
Anche Justin ha paura e cammina a testa bassa anche lui. Infatti mi ha detto, ho
alzato la testa e ho visto.
Ecco, vedi, il problema è tutto lì.
Il giudice abita oltre la metà della strada, vicino alla caserma. Il signor
invece abita quasi...
All 'angolo della strada, alla parte di plazzo di congre, e ha sentito, guarda,
ha sentito nitidamente i passi precipitosi di un uomo che corre.
Ma cinque minuti dopo non c 'era né un morto né un ferito sul marciapiede.
Senti che roba.
Ebbene, sai, l 'ho preso, l 'ho preso bene.
E non era passata, pensa, né un 'automobile né un camion, e la gente di
al ponte e gli altri agenti del quartiere non hanno visto niente di
niente proprio, come, non so, ad esempio un uomo che porta sulle spalle un altro
uomo.
Eppure io credo a quel corpo di traverso sul marciapiede con un coltello dal
manico scuro piantato nel petto.
E dietro, a pochi metri in piedi, un uomo con gli occhi chiarissimi
che si è messo a correre, correre in direzione della
caserma, mentre il ragazzo se la dava a gambe nella direzione opposta.
No, no, questo non mi convince, non mi convince, non mi convince.
Eh sì, ecco.
Senti, signora Megreti, devo chiedere un altro piacere. Vai a vestirti.
Ma, caro, ma piove ancora.
Non fa niente, prendi l 'ombrello, eh?
Andrai in casa di Justin e chiederai ai suoi genitori il permesso di
accompagnarlo qui da me.
Eh? Va bene, caro, come vuoi.
Oh, guarda, sii gentile con lui. Guarda che se mandassi uno degli spettori...
Si spaventerebbe, certamente, eh?
Sì, ma, senti, e se la madre vuole accompagnarlo? No, no, per carità,
niente, è perfettamente inutile, guai, se viene lei inutile. Va bene, va bene,
allora vado, caro, eh? Eh, direi, semplicemente vorrei chiacchierare, fare
chiacchiere un po' con lui.
Sì, va bene. Questo è tutto, eh?
Oh.
Eh, signora Magret?
Eh?
Senti. Che c 'è ancora?
Credi siano ancora aperti i negozi?
Non lo so.
Ecco, vorrei che tu mi comperassi un giocattolo qui nel negozio all 'angolo.
Cosa? Sì, vorrei che tu mi comperassi una scatola di costruzioni.
Sai, quelli per fare le casette con le stradine.
Ma che cosa vuoi farne?
Ci voglio giocare.
Entra.
Pensa, ti aiuto a toglierti il cappotto, eh? Grazie, posso fare da sola.
Da sola?
Ah no?
Vedi, da tu non arrivi.
Posso farlo io per me? Certo.
Ecco qua.
Ah, signor Giusteni, venga, venga.
Come sta, signor Giusteni, venga avanti. Bene, grazie, lei?
Ma come vede io, come vede io sono qua, poverino. L 'ho chiamata qui per fare
quattro chiacchiere fra amici.
Cosa sta facendo di bello?
Il compito di matematica. Ah, che bravo, vede, lei è uno scolaro modello.
Lo sa, nonostante tutte le emozioni che ha provato, è sempre andata a scuola
lei, eh?
Perché non avrei dovuto andarci? Ah, bravo, giusto.
Senti, signora, signora Megre, fammi la cortesia, la gentilezza di andare in
cucina a sorvegliare la minetta di verdura. Sì.
Ecco qua.
Ah!
il mio giocattolo grazie infinite grazie tante il
mio giocattolo vedi
senti fammi una cortesia adesso guarda lì sopra ci deve essere la
borsa del tabacco meraviglia
grazie infinite
Guardi che dentro la tasca, nell 'armario, dentro la tasca del mio paletò
un netta pipa, me lo porta per piacere?
Subito. Grazie.
Ma a questo punto io penso ci potremo anche dare del tu, no?
Certo. Oh, che bellezza.
Ecco, grazie tanto.
Lo metto pure lì sopra.
Dunque.
Ecco qua, seduto.
Che burla hai fatto alla giudice?
Io non gli ho fatto niente. Lo sai di che giudice parlo però?
Ma certo, quello che è sempre dietro la finestra e che sembra un gufo. Ecco, io
l 'avevo paragonato a una civetta.
Ma dimmi un po', cosa c 'è stato fra di voi?
Niente, io non gli ho mai parlato.
Cosa c 'è stato fra di voi?
Io l 'inverno non lo vedo quasi mai perché le tende sono chiuse.
Sì, vabbè, ma dico, l 'estate?
Gli ho fatto le boccacce.
Dimmi un po', perché?
Perché gli hai fatto le boccacce? Perché mi guarda sempre con l 'aria di
prendermi in giro. Mi guarda e si mette a sghignazzare.
Si mette a sghignazzare.
E gli hai fatto le boccacce allora, eh?
Ma che le hai fatte spesso queste?
Tutte le volte che lo vedevo. E lui? Lui cosa ti diceva?
Lui è cattivo.
Lui è cattivo? Sì, perché mi prende in giro. Lo fa perché vado a servire la
Lui invece ha un miscredente.
Un miscredente, perciò è stato lui che ha mentito allora, eh?
Cosa dice?
Cosa ha detto?
Che ieri mattina non è successo niente di fronte a casa sua.
E altrimenti se ne sarebbe accorto. Comunque ha mentito, non è vero?
Fu il marciopiede.
C 'era un cadavere con un coltello nel petto. Lo so.
Come lo sa? Eh beh, lo so, lo so, perché è la verità.
Beh, io non ho altro da dire.
Altro da dire?
No.
Signora Maigret?
Sì?
Cosa c 'è ancora?
Puoi scendere per favore? Io penso che sia... Sì, no, penso sia arrivato
Non voglio che salga subito.
Capisci? E che cosa gli devo dire?
Niente, niente, tieni compagnia, poi a un certo punto il mio amico Justin ti
chiamerà.
Va bene.
Grazie tanto, signora.
Ma è vero che avete il corso tutti e due?
Gli ero già detto che è vero. Ma io ne sono sicuro.
Adesso vai ad assicurarti che non ci sia nessuno dietro la porta, che sia ben
chiusa. Sai come sono le donne?
Certo.
Nessuno.
Quindi giustamente tu sei un piccolo uomo coraggioso.
Perché mi dice questo?
Perché è vero tutto quello che hai detto, il cadavere, l 'uomo che correva.
il giudice non ha mentito, perché un giudice non oserebbe mai mentire.
Forse non ha detto tutta la verità.
Ma, però, senti, fammi un altro piacere.
Guarda in fondo all 'armadio a destra, ci deve essere una bottiglia di rum.
Prendi la porta da qui.
Ecco.
Grazie. E se quello fa male? Ma cosa fa male? Anzi, è quello che ci vuole per l
'influenza questo, non lo sai? Eh, per me.
Ecco.
la signora Megre non capirebbe il
giudice non ha
detto tutta la verità perché ha voluto fare un dispetto ma nemmeno tu hai detto
tutta la verità no andiamo così ti proibisco di piangere è vero è vero
io non l 'ho inventato ecco vedi io ho costruito Rue Saint
-Catherine.
Vieni, senti lì.
Se le cose si fossero svolte, come tu hai raccontato, il giudice
non avrebbe potuto dire di non aver sentito niente.
Perché se l 'assassino si fosse messo a correre in questa direzione, dalla
caserma, cioè, il vecchio di cui il giudice lo avrebbe sentito, non ti pare?
Il giudice in fondo è stato onesto quando ha detto di non averti sentito
ieri mattina. E la verità? Perché te sei fuggito per di qua, nella stessa
direzione da dove sei venuto.
Eh? Ecco, il giudice ha detto certamente la verità quando ha sostenuto che
nessun uomo è passato correndo sotto le sue finestre perché l 'uomo non si è
messo a correre in direzione della caserma.
Che ne sa lei? Ma si è precipitato nella tua stessa direzione.
Tant 'è vero che il signor Uvri l 'ha sentito passare qui sotto le sue
Tu l 'avevi visto e avevi visto il cadavere. Potevi quindi farlo arrestare.
si è messo a correre dietro di te per... Se lo dice mia madre, io... No, stai
tranquillo che non dirò niente a nessuno.
Vieni, mio piccolo Justin, ti parlerò come ad un uomo.
Un assassino tanto intelligente, con tanto sangue freddo da far sparire un
cadavere in pochi minuti, senza lasciare la minima traccia, non avrebbe mai
commesso la stupidaggine di lasciarti scappare dopo che avevi visto tutto.
Io? Io non lo so. Eh, ma lo so io. Il mio mestiere è sapere queste cose.
Non è difficile uccidere un uomo, ma è straordinariamente difficile farlo
sparire quando è morto. E quello è scomparso in un modo stupefacente.
Allora, Giustè, vuoi deciderti a dire la verità?
Io.
Tu, quando hai visto il cadavere, sei tornato indietro di corsa verso la place
du Congrès per raggiungere l 'ospedale passando dall 'altra strada. E questo
bene, ma allora l 'uomo non è scappato dalla parte opposta, come tu hai sempre
detto, ma ti è corso dietro.
Su, andiamo, rispondi, siamo amici, no?
Creduto di morire dalla paura.
Perché ti ha afferrato per le spalle?
Sì, con tutte e due le mani.
Credevo volesse strangolarmi.
E cosa ti ha detto?
Mi ha detto di dire... Sì, ti ha ordinato di dire che il cadavere era più
vero? Sì. Ecco, davanti alla casa del giudice, eh?
No, sono stato io ad inventare la casa del giudice.
perché non lo posso soffrire.
Lui mi ha detto soltanto che il cadavere era qui, all 'altra estremità
della via, e che lui era fuggito in direzione della caserva. Qui, fuori di
Ecco, e così sarebbe stato un delitto perfetto.
Vedi, Justin, nessuno ti ha creduto proprio perché in pochi minuti era
qualsiasi traccia sia dell 'assassino che del cadavere.
E questo è sembrato a tutti impossibile.
Lei però mi credeva. Ma io non conto, questo è un caso che anche io un tempo
abbia servito la messa e che oggi abbia avuto la febbre.
Non aveva gli occhi chiari, vero?
No.
Cosa ti ha detto?
Ma come fa?
E va avanti, Giusten, guarda che le false testimonianze...
Si pagano care qualche volta, ricordatelo.
Mi ha detto che se non avessi detto tutto quello che lui voleva, mi avrebbe
ritrovato ovunque. E anche a dispetto della polizia, mi avrebbe sgozzato come
pollo. Anche mamma l 'avrebbe sgozzata come un pollo.
Su, su, su.
Siamo amici, no?
Senti, dammi un po', dammi la forza del tabacco, eh?
Non dire però alla signora Megri che ho fumato tre pipe.
Vedi che anche i grandi qualche volta non dicono la verità.
E davanti a quale porta era il cadavere?
Dunque. Dunque.
Qui, di fronte alla carrozzeria.
Ah, allora davanti al numero quattro, eh?
Bene, se vai a chiamare la signora Megre, vai.
Ma dove?
È giù, la latteria deve essere giù con l 'ispettore Besson, che è stato tanto
cattivo con te.
Mi... mi arresterà?
No, non ti arresterà. Aspetta, vieni qui.
Apri l 'armadio e fai quello che ti dico.
Guarda. Ci devono essere un paio di pantaloni. Nella tasca posteriore c 'è
portafoglio. Aprilo.
Ci sono dei biglietti da visita.
Prendine uno.
Guarda nel taschino della giacca. C 'è una penna.
Portami il biglietto e la penna.
Subito. Svento.
Buono per una bicicletta? Sì.
Ma non so se posso accettare. Lo devi.
E devi essere anche molto fiero, perché questo è un premio al tuo coraggio.
Grazie, grazie. Vai, vai.
Prego, si accomodi.
Eccomi, Dio.
Le Gray's.
Ecco, d 'accordo?
Vieni, vieni.
Ma che c 'è? C 'è odore di bruciato.
Sì, c 'è odore di bruciato.
C 'è odore? Sì, lo sento. Non sarà mica la tua zuppa di verdura?
Sì, l 'ho dimenticata.
Vedi come si fa a dimenticare la zuppa di verdura.
Accidente. Ma che zuppa di verdura? Sono bruciato.
Ha ragione.
Qui le leggo che mi hai caricato di fare.
Sì. Devo dirle subito che è stata inutile.
Senti, chi abita al numero 4?
Al numero 4 c 'è un solo inquilino. Sì, non lo immaginavo.
Come?
Ma così, cosa vuoi? È una sensazione. Chi è?
È uno straniero, un mediatore di pietre preziosi. Si chiama Stein.
Stein, ricettatore?
Come? Ricettatore, forse capobanda?
Non capisco.
Non ha importanza. Fammi un piacere, Besson.
Fammi un piacere.
Sono febrone. Dammi, dammi per favore. C 'è dentro l 'armadio una bottiglia di
rum, lì a destra, in basso.
Portamola qui, per piacere.
Ma come ancora?
Andiamo, su che ti impicci tu?
Oh, prima che arrivi mia moglie.
Prometto che adesso avrò 39 e mezzo, perlomeno.
Grazie, mazzano.
Basta, fortino, eh?
Dai, metti la polsa su.
Se ti chiedi un mandato di perquisizione al giudice istruttore, anzi no,
perderemo troppo tempo.
Hai cenato?
No, volevo... Nemmeno io. Ma sai, una sera ogni tanto sarà stomaco vuoto.
Va bene, vedrai.
Eh, pazienza, ci sono dei mandati in bianco nel mio ufficio, il cassetto di
destra, no, anzi no, di sinistra.
Allora, riempine uno, perquisici l 'appartamento...
del numero 4, se sarà necessario butta giù i muri della cantina, troverai
certamente il cadavere.
No, sono un amico ubriaco, ancora realizzo bene perché ho un febbrone da
cavallo, mi raccomando fai presto vecchio mio, perché se stai a sapere che
ragazzo è venuto qui da me, quello lì se ne scappa, è furbo, è un uomo astuto, è
pericoloso, vai con una buona squadra e con degli uomini decisi, mi fido di te.
Vai.
Voi hanno steccato gli anni alla finestra.
Ha preso la polizia.
Aprite, polizia!
Prestatevi la forza!
Prestatevi la forza per finire ogni angolo della casa!
Regolamento di conti evidentemente.
Avvertite subito la scientifica.
Subito. Circolate la camera.
Vieni fuori, stai!
Deci il soldato!
Non spariamo, esci, stai!
Ti do un minuto, stai!
Non si è potuto stabilire l 'età della vittima. La calce ha
decomposto il cadavere.
Età presumibile 38 -40 anni.
E come pensavo io, un tipo che non era contento del capo, si riteneva
che l 'aveva scovata a casa sua, nelle prime ore del mattino, che stava fatto
fuori, sulla porta di casa, senza immaginare, poiché nello stesso momento
chierichetto stava svoltando l 'angolo della via.
Adesso basta davvero, io non voglio più sentir parlare di questa storia.
Dammi il termometro. Che?
Il termometro. Ce l 'hai? Non mi ricordavo.
Non mi ricordavo che... Eh, questa è difficile.
Non si capisce mai com 'è.
Quanto ho?
39 ,4.
Peri. Più tardi forse avrai anche di più.
Ah, vorrei, so.
Ma lo sai che non hai chiuso occhio tutta la notte?
Sento che adesso sarò una bella addormita.
No, no, aspetta un momento. Prima l 'impiastro. No, no, no, l 'impiastro lo
Sì, sì, l 'impiastro.
Senti, senti che tu... No, no, non voglio l 'impiastro.
Se non mi brucia... No, no, non brucia.
Ma non troppo bollente così, andiamo.
È quasi tiepido.
Non posso resistere, è troppo caldo.
Non si può mettere a un povero disgraziato un
piasto così bordente.
Io però credo che...
Ma cosa dici?
Eh? Eh?
No, però gliel 'ho fatta. A chi?
Eh, al giudice.
A quale giudice?
Lì, quello lì, quello che sta sempre alla finestra. È stato lui ad
tutto per vendicarsi poi del chierichetto, eh, poverino.
Ha detto di non aver sentito i passi davanti a casa sua.
Va bene, va bene, questo...
È possibile, ma non è possibile che non abbia sentito correre dell 'altra
direzione. Adesso basta, caro, eh? Non l 'ha detto per farmi da andare, per
farmi da andare, perché i vecchi torneranno ad essere come i bambini,
affoggiati. Si, affoggiati. Come i bambini.
Eh? Come i bambini. Ah, quanto brucia. No, no, no, sei buono, buono.
Sì.
Quanto avevo, 39?
E 4.
39 e 4.
Io la vedrei.
Ma cosa c 'è ancora?
Guarda, ti volevo confessare che anch 'io ti ho imbrogliato per farti
daddare. Perché ieri ho bevuto due volte il Rube, il Rube che è dentro all
'Arbadio, e poi ho fumato quattro pipe, no, no aspetta, no, anzi sono cinque
pipe ho fumato, e credo una di averla ancora qui, anzi ieri mi sono... dove l
'ho messa?
No, l 'avevo... eccola qua, la vedi?
Eccola qui, la pipa, eccola, ecco, era ancora...
A letto con me, sai.
Sono proprio contento perché ti ho fatto da andare.
Dormi adesso, eh.
davanti a me col suo violino in quel caffè
deserto e per i stai
e freddo senza di
te
a quel caffè giurai di non tornarci più invece
la sera
se passi mi trovo
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