All language subtitles for Le inchieste del Commissario Maigret 2x01 Non si Uccidono i Poveri Diavoli

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Original subtitles

Il tempo si gioca, l 'acqua passa

sotto il ponte, sui bordi della scena,

due ombre si avvolgono.

Il tempo si gioca,

niente ha cambiato qui.

Grazie a tutti

per

aver guardato il video.

a paris come aier e passano le

settimane e l 'espoir

Il fior che avevi a me tu dato,

nella prigione io

l 'ho osservato, ma il

fior... Scusate, commissario.

Scusate voi, signor giudice.

Grazie, soltanto due parole, tra un quarto d 'ora ho udienza.

Volete favorire un po'? No, vi ringrazio, ma a quest 'ora... Dovete

capatina in Ruededam, è stato commesso un delitto questa notte, il commissario

De Rione mi ha comunicato una lunga storia complicata.

E qui posso parlare? No, è ancora sul posto, mi ha telefonato.

Io vi pregherei di assumere la direzione delle indagini.

Ah, certamente.

Volete darmi l 'indirizzo? Sì, Ruededam, 27.

27, benissimo. È già stato avvertito il medico legale e la squadra scientifica?

Sì, ma non potranno venire prima delle 11.

Allora conto su di voi, eh? Senz 'altro vado subito. Oggi nel pomeriggio sarò in

ufficio dalle 5 in poi.

Sì? Benissimo, allora vi farò avere il mio rapporto appena avrò raccolto i dati

necessari, signor giudice. A più tardi, cominciamo. A più tardi.

È sempre così che capitano...

Le tegole sulla testa.

Uno si riformette una giornata in santa pace, e invece niente, è fatta fracca.

Torrance!

Torrance! Eccomi, capo. Torrance, che è disponibile, tu o Jeanvier?

Per il momento nessuno dei due, capo.

Perché non prendete il vostro nipote?

Gerome ha detto all 'archivio. Non c 'è niente in sospeso. Poi come al solito

sarà la predata. No, no, no, in due giorni avrò strebutito tre volte.

Questa medicina è miracolosa.

Un giovanottone così, guarda come l 'ha ridotto sua madre per tenerlo nella

bambagia. Metti la maglia, non uscire senza il cappello, attento agli spiferi.

Ad in pieno agosto hai il naso che cola come una fontana. Soffiati il naso.

Caro Gerome.

Devi divertarti, sai, se vuoi fare il poliziotto con me. E allora lo farete a

muffile in archivio? E quanto ci sei stato tu?

Appunto per questo.

Appunto per questo. E allora... Vabbè, allora andiamo.

Andiamo, Jerome. Però appena uno di voi due è libero, tu, Jean -Biè, mi

raggiungete... Rue des Dames 27.

Rue des Dames 27, bene.

Andiamo.

Buongiorno, il mio commissario vi affetta di sopra. A che piano? Terzo

Indietro, indietro, prego.

Permesso? Fate passare il commissario, su, su, largo, largo.

Via, via, via, via.

Su,

su, dietro.

È qui?

Sì, è qui.

C 'è nessuno? Saranno in camera da letto, dove c 'è lui, il morto.

e il commissario Megretti. Un altro?

Ma come, non ci siete già voi?

Io sono il commissario del quartiere per le prime indagini, ma l 'inchiesta sarà

diretta dal commissario Megretti e dalla polizia giudiziaria.

Grazie signore, potete andare.

Tutto da capo, eh? Non vi dispiace?

Sono cose che capiranno soltanto a me.

Sedetevi, prego, signore.

Giusto.

Raccontatemi nel modo più semplice possibile ciò che è accaduto, come si

svolti i fatti. Ma come volete che faccia? Io non ho visto niente. È come

fosse successo niente.

Ho ritratto alle sei e mezzo come tutti i giorni. È sempre stato puntuale.

Devo sempre stare attenta ai ragazzi che stiano pronti perché vuol mettersi a

tavola all 'ora fissata.

E lui ha ritratto la... Dunque, è

rincasato alle sei e mezzo, poi?

E poi si è tolta la giacca e l 'ha riposta nell 'armadio.

Bisogna riconoscerlo, ha sempre avuto cura della sua roba.

Abbiamo cenato, ho mandato i tre più piccoli a giocare sul balcone.

E Francine, che lavora, è rincasata verso le otto. Le avevo lasciato la cena

tavolo in cucina.

Ho già messo a verbale tutto questo.

Lasciatela dire. Dunque, signora... Ma come, volete tutti i particolari?

Tutti quelli che ricordate.

Maurizio è seduto al suo posto, vicino alla finestra, lì, in quella poltrona

dove è seduto il signore.

E cosa faceva?

Vedeva il giornale? No, un libro, quello là.

Si è alzato due o tre volte per girare le manopole della radio. Ah, gli piaceva

la musica? No.

La prosa, la commedia? No, no.

Beh, allora cosa ci faceva la radio?

Avvastava il volume, detestava i rumori.

Ah,

detestava i rumori.

E poi è uscito?

No, non usciva mai, perlomeno mai solo, magari.

Una volta alla settimana andavamo al cinema assieme, la domenica.

Continuate, signora.

Dove era rimasta?

Ah, Francine.

Francine, che ha 17 anni. Dopo cena è uscita, è rincasata verso le 10, 10 e

mezzo. Gli altri erano già a dormire.

Io stavo preparando la verdura per la minestra di oggi.

Stamattina avrei dovuto andare dalla sarta.

Dio mio, non ho neppure avvertito che non ci posso andare, mi aspetto.

Poi ci siamo coricati, io e Maurice, cioè siamo entrati in camera e io mi

messa a letto. Maurice ci impiegava sempre più di me a svestirsi.

La finestra era aperta, sì, non avevamo chiuso le persiane per il caldo. Non c

'era nessuno di fronte che ci guardasse, c 'era un albergo dall 'altra parte del

cortile. Ah, è un albergo, Farolino?

Sì, è un albergo di quarta categoria, l 'hotel Eccelsio.

Sì, la gente entra in camera e si mette subito a letto, è difficile che sia

nella finestra.

Che soltanto a me possono capitare queste cose.

Lui parlava, parlava. Non so più di che cosa stesse parlando mentre ripiegava i

pantaloni che si era tolto. Era in camicia. Si è seduto sul bordo del

è tolto le scarpe e stava massaggiandosi i piedi. E aveva molto sensibili.

E io ho sentito un rumore fuori. Come quando un 'auto ha uno scoppio fuori

tempo. No, no, non proprio così. Ho sentito uno...

Un po' come dell 'aria che esca a forza da una valvola.

Io mi sono domandata perché mai Maurice mettesse di parlare proprio nel bel

mezzo della frase.

Devo dire che cominciava da sapermi, aveva avuto una giornata, una giornata

faticosa.

E poi c 'è stato un silenzio e lui ha detto dolcemente, con una voce strana,

accidenti.

Mi ha stupito perché lui non mi pregava mai, non era il tipo.

Gli ho chiesto, che cosa hai?

Ho aperto gli occhi.

e l 'ho visto vacillare in avanti.

Morì! Gli ho gridato.

Un uomo che non era mai svenuto in vita sua, capite? Forse non era molto

robusto, ma non era mai stato malato.

Mi sono alzata parlando.

Aveva la faccia sullo scendiletto.

Ho cercato di rialzarlo e ho visto del sangue sulla sua camisa.

E allora ho chiamato Francine.

È la prima dei nostri figli.

Sapete che cosa mi ha detto Francine dopo aver guardato suo padre?

Che cosa hai fatto, mamma?

E poi è scesa a telefonare.

Ha dovuto svegliare il carbonaio, che anche il vinaio è dell 'unico ad avere

telefono. E dov 'è Francine?

E di là si sta vestendo. Stanotte non abbiamo neppure pensato a vestirci,

guardate come mi trovo.

E' venuto il dottore, poi gli agenti e poi il signore.

Volete lasciarci signora un momento?

Eh?

Ti devo dire qualche cosa al mio collega.

Eh sì, ha fatto una brutta fine.

Triste. Boh.

Più che la fine, deve essere stata triste la vita.

Sigretta? No, grazie.

Eh già.

Come si chiamava a proposito?

Ah, Tramble.

Maurice Tramble.

48 anni.

Secondo quanto ha detto la moglie, era cassiere in una ditta del Santier.

Sembrava avere l 'indirizzo... Cuvré e Béchat.

Passamane lì. Ah.

La samaneria è per giunta, eh?

Sì, perché cosa c 'è? Ma niente così.

E sapete, sulle prime ero convinto che fosse stata lei a ucciderlo.

Io ero stato svegliato nel primo sonno.

Con la confusione che legnava qui dentro, i bambini che parlavano tutti

lei che gridava per fare gli stressiti e mi ripeteva cento volte la stessa cosa.

L 'avete sentita con me?

Il mio brigadiere che si era messo a interrogarla un po' bruscamente, sapete,

no, non ci interessano queste cose, vogliamo sapere perché l 'avete

lei, ma come, perché, con che cosa l 'avrei ammazzato?

Era pieno di vicini, le scale, il ballatorio, una confusione.

E' stato il medico del rione, quello che deve fare il rapporto, a dirmi che il

proiettile era stato sperato da lontano, senza dubbio da una delle finestre di

fronte. Allora mandate i miei uomini subito all 'albergo.

Come avete detto che... Si chiama che l 'albergo... Eccensio.

Via, via, via, via, scoprate via!

Scoprate via questi fotografi, andiamo, su!

Andate lì, andate su!

Per favore, andiamo.

L 'albergo è una locanda, camera a mese, a settimana...

Hai scoperto qualche traccia?

Beh, io mi sono interessato subito del piano di fronte a questo, vale a dire il

terzo. I clienti erano a letto, solite discussioni, proteste, la proprietaria

furibonda che mi lasciava di telefonare al prefetto.

Comunque non ho trovato niente da nessuna parte.

Allora mi è venuto in mente di salire al quarto piano e là, proprio di fronte

alla finestra della camera da letto di Tramulè, ho trovato una camera vuota che

invece avrebbe dovuto essere occupata.

La camera di un certo Jules D 'Arten, che l 'ha affittata una settimana fa.

Ho interrogato il portiere di notte e si è ricordato di aver aperto a qualcuno

che era uscito poco prima di mezzanotte, ma non sapeva dire chi.

E dov 'è il corpo?

E' sempre di ranno, è la camera da lei.

Pare sia stato colpito al cuore che la morte sia stata quasi istantanea.

Ho preferito aspettare l 'arrivo del medico legale prima di far rimuovere il

cadavere. Dovrebbe venire da un momento all 'altro col giudice istruttore. Sì,

verso le undici.

Come?

Sì, dico, il medico e la scientifica arriveranno verso le undici.

Dove sono adesso?

Le dieci e quattro.

Avete trovato qualche cosa nelle tasche?

Sì,

tutto quello che aveva è qui.

Un portamonete, sigarette, accendino, chiave, un portafoglio, con 100 franchi

le foto dei bambini.

Allora, metti via questa roba.

Metti via questa roba. Beh, cosa dicono i vicini?

I miei uomini hanno interrogato tutti gli inquilini, sono vent 'anni che

Tremblay occupa questo appartamento, all 'inizio era più piccolo, poi quando la

famiglia si è ingrandita hanno ottenuto due camere in più.

Niente da dire sul loro conto, una vita metodica, senza imprevisti, quindi i

giorni di vacanze all 'anno nel Cantal, Tremblay e di quelle parti, non

ricevevano nessuno, tranne di tanto in tanto una sorella della signora Tremblay

che è anche lei del Cantal.

Tremblay usciva tutti i giorni alla stessa ora per andare all 'ufficio.

Prendeva il metro alla stazione Bier, tornava a mezzogiorno e mezzo, riusciva

'ora dopo per incasare definitivamente alle sei e mezzo.

È stupido.

È stupido a parte.

È stupido questo delitto.

Beh... Eh sì, non si ammattano i poveri diavoli.

Perché? Perché non c 'è motivo.

Si ammazza, non so, una vecchia, una bottegaia, un 'usuraia per derubarla.

Si ammazza per gelosia, no?

Si occupava di politica?

Assolutamente no.

No.

E questo è il libro che leggeva? Sì. Prima di dormire gli diceva, perlomeno

moglie ha detto che era quello.

Dima. Il visconte di Braslon, non si può dire che fosse di gusti complicati.

E per uccidere un tale uomo, hanno cercato il

modo più complicato, affidare una camera in un albergo qui di fronte, procurarsi

un fucile, probabilmente un fucile ad aria compresa, poi calcolare l 'ora, il

momento, un 'impresa fuori del comune, insomma una cosa...

Assurdo, ridicolo, uccidere un uomo come Maurice Tremblay, in camicia, mentre

si fregava i piedi.

Beh, ci vedremo più tardi, Le Pic.

Non aspettate il giudice istruttore.

Beh, ci siete già voi per informarlo, per il momento ne sapete più voi di me.

Grazie, commissario.

Carole Pic, arrivederci. Arrivederci.

Ah, sono ancora qui.

via, via, via, via, via, via, via, via, via, via, via

Io berei volentieri due litri di vino bianco, ma non vedo nessun bistrò in

questi paraggi. Potremmo andare dal carbonaio.

Degustazione vini, c 'è scritto.

Un po' più, eh?

Ti prego l 'aspirina.

Ti ha fatto niente?

Hai sudato?

Eh, pazienza.

No, dovremmo andare dal carbonaio. Avremo adossi tutti i curiosi del

Eh, pazienza, saremo più tardi.

Ciao Torrante, guarda sei arrivato a tempo.

Guarda Torrante, devi occuparti di un tale che aveva preso in affitto una

all 'albergo Chiacanto, Hotel Excelsior. Jerome viene con te così ti racconterà

tutto. Non scoprirai molto perché un uomo che ha organizzato un colpo simile

certamente non lascia tracce.

Ci ritroveremo qui sopra fra un paio di ore, oppure no è meglio pomeriggio alla

centrale. E se mi domandano dove siete andati?

io vado all 'ufficio del morto è bel chance passa manerine d 'accordo

Marco,

Marco, Marco dietro non c 'è niente da vedere andiamo

dietro

Avanti. Permesso?

Prego, prego.

Desiderate?

Vorrei parlare col signor Couvreur, per favore.

Per cose d 'ufficio o personali?

Strettamente personali, sì.

Mi dispiace, ma il signor Couvreur è morto cinque anni fa.

Ah, bene.

Allora il signor Bellechasse?

Il signor Bellechasse è in Normandia.

Buongiorno signorina. E se volete parlare al signor Mouvre? Il signor

sarebbe? Il procuratore della vita. Volete parlare con lui?

Ah sì, se non ci sono i proprietari.

Vado ad avvertirlo. Scusate, c 'è il signor Tremblay?

Eh? Che nome avete detto?

Maurice Tremblay, il vostro cattiere.

Il nostro cattiere si chiama Magin.

Gattone Magin. Ecco appunto.

Accomodatevi, vado ad avvertire il signor Mowra.

Buongiorno.

Siete voi che desiderate parlarmi? Il signor Mowra?

Mowra, sì.

E con chi ho l 'onore di parlare? Con il commissario Megre della polizia

giudiziaria. Ah, e a che cosa dobbiamo il piacere della vostra visita? Ecco,

avete un cassiere di nome...

Tremblay, se non sbaglio. Ah, l 'avevamo un bel po' di tempo fa.

Aspettate, era l 'anno in cui noi abbiamo ricostituito la nostra

Cambrai. Dunque, sette anni fa. No, no, forse un po' meno perché se ne andò a

metà primavera. Ho capito. E non l 'avete più riveduto, no?

No, personalmente no.

Avete avuto di celagnarvi di lui in qualche modo?

No, no, assolutamente no. Io l 'ho conosciuto molto bene perché fu assunto

ditta solo pochi anni dopo che fui assunto io.

Era un impiegato scrupoloso, puntuale, ha dato le dimissioni nel modo normale,

regolare, per ragioni di famiglia mi pare. Si disse che sarebbe andato a

stabilirsi nel suo paese, nell 'Auvergne.

O nel Cantal, non ricordo più.

Non avete trovato irregolarità sulla sua contabilità?

No, signore.

Queste cose non accadono qui da noi.

Avete mai sentito dire che il signor Tremblay avesse qualche relazione?

Donne? No.

E qualche vizio?

No, no, signore. Mai sentito dire cose del genere.

Sono certo che non aveva vizi.

Almeno quando era con noi.

È molto strano perché da sette anni e fino a ieri il signor Tremblay usciva di

casa ogni giorno per venire in questo ufficio.

Lui? Sì, e ogni mese portava il proprio stipendio alla moglie.

Scusate signore, ma io non ci posso credere. È impossibile. Insomma, è

così. Ad ogni modo era un ottimo impiegato. Ah, un impiegato eccellente.

Ma è niente nel suo comportamento, nelle sue azioni.

Vi ha fatto supporre... No, no, no, niente, assolutamente. Ed ora vogliate

scusarmi, ma ho di là due clienti importanti, venuti apposta a Parigi.

Scusate tanto.

Buongiorno. Buongiorno, signorina.

Dove andiamo, signor McGree? Dove mi hai caricato, Rue des Dames.

Ah, dove hanno ammazzato quel povero diavolo.

Ma lo era davvero un povero diavolo?

Senti, al primo bistrò che troviamo ti fermi perché è una sete d 'inferno.

No, no, no, non è questo.

No,

nemmeno questo.

No, no, no.

Ne siete certa?

Non l 'ho visto molte volte, ma non era un tipo come questo.

E quale tipo, allora?

Quando si è presentato per affittare la stanza a settimana, ho pensato facesse

il guardiano notturno.

Perché? Vi ha detto forse che lavorava di notte? No, anzi, rientrava la sera e

se ne andava il mattino presto. Ma aveva, diciamo così, il modo di fare,

'aspetto. Che modo? Quale aspetto?

Non saprei proprio come dire. Era un tipo, un di quei... Beh, non parlava

ecco. Aveva bagagli? Buongiorno.

Dicevate? Aveva bagagli?

Sì, sì. Una valigetta, come quelle che adoperano i giocatori di football.

E i baffi, due lunghi baffi all 'ingiù. Sì, sì, sì, rossi. No, eh no, greggi,

eh. A me pare rossi.

Certo che era piuttosto malandato.

Non sporco, però lungo, ecco. Ho chiesto la settimana in anticipo. E hai pagato?

Certo, no, altrimenti... Mi ha dato i biglietti che ha tolto da un vecchio

portafoglio. Non ce n 'erano molti là dentro, eh.

Non sapete altro?

No. E voi? Eh? Voi ne avete mai parlato?

Sì, sì, una sola volta di sfuggita, perché io non l 'ho mai incontrato.

Faccio le camere verso mezzogiorno, quando lui era fuori.

Però una cosa posso dirvi, era scapolo, era scapolo. E come fate a saperlo? Eh

beh, si sente così, no?

Dopo 15 anni che vedo andare e venire uomini di ogni genere, capirete.

Dalla proprietaria e dalla cameriera dell 'hotel abbiamo ricavato poco.

La stanza l 'abbiamo frugata palmo a palmo. Niente valigia, né pacchi, né

indumenti. Solo questi foglietti nel cestino della casa.

Il nostro uomo faceva i conti fantasticando.

Debiti o crediti, Mers?

Crediti, direi. Il vostro uomo ha una pessima grafia, ma queste cifre sono

scritte con un certo compiacimento.

Niente altro?

Jerome ha trovato sul cuscino dei capelli e un pelo di baffo. Sul

'era una saponetta. Anzi, un rimasuglio di saponetta. E un rimasuglio e un

pettine vecchio con due denti rotti. Tutto lì.

Cosa ne dice il nostro Mertz?

Beh, in laboratorio o qualcosa siamo riusciti a cavar fuori con quel poco che

avete dato.

Sì, davvero?

Si tratta di un uomo sui 46 -48 anni, rosso di capelli quando era giovane,

adesso un po' grigio con un inizio di calvizie, linfatico, quasi certamente

malato di fegato.

Tutto questo lo avete dedotto da due capelli e un baffo.

Avevamo anche il pettine.

E la saponetta.

Ah sì, e i fogliettini di carta.

Mi credo.

Ma che fai? Non dormi? Sì, sì, dormo. Dormi tu, io ho caldo, sai.

Vuoi che ti faccia un caffè? No, lo sto facendo, è sul gas. Cosa fai?

Vado a prenderti il caffè. No, rimani a letto, ci penso io. No, ma no.

Perché no? Ma scusa. Ne prendo anch 'io una tazza volentieri.

Che sei svegliata? Sono appena le due e mezzo.

Da un 'ora ti sentivo rigirare nel letto.

Mi piace tanto.

Cosa vuoi? È una cosa vaga, ma ossessiva, una specie di incubo,

Ma ho sempre davanti agli occhi, nella mia mente, quella casa, quella gente.

E lui che, sai, non ho che intraveduto morto.

Arancio.

Forse per quel suo ritratto che ho visto lì sopra.

Alla radio.

Buono, eh?

L 'ho fatto io.

Bravo. Eh, anche tanto.

Poi sai che la voce, il ricordo dell 'aspetto di

sua moglie Giuliette, si chiama così, pensa.

Se c 'è una al mondo che non può portare quel nome è proprio lei.

Mi ha detto di lui una cosa che mi ha colpito profondamente, sai? Sì, che

Odiava il rumore, ha detto.

Odiava il rumore e abitava in Rotterdam.

C 'è una strada stretta, piena di gente, ragazzi, carretti, bancarelli.

Odiava il rumore, aveva quattro figli, quasi tutti piccoli, che litigano tutto

il giorno. Una moglie che non fa altro che parlare con un tono...

senicoloso, insistente, irritante.

Sei riuscito a sapere qualcosa della vita di lui?

Una vita più grigia, più banale, non si può immaginare.

Al mattino alle 8 si alzava, si vestiva e si faceva la barba una volta ogni due

giorni, colazione caffè e latte con due croissants, alle 8 e mezzo poi

usciva e si dirigeva verso il...

Burbar Batignolle, per prendere il metrò a Villers.

Per andare dove?

Non certamente in ufficio, ma hai detto che da sette anni non ci metteva più

piede? Eh beh, chissà dove andava.

Quando era veramente in castiere da chiudere le belle charte, il metrò gli

serviva. Sì, scendeva alla stazione Sant 'Ede, era in ufficio, si può dire.

Boh.

Aspetta un po', la moglie... La moglie di Tramblemia...

Mi ha detto che la sua figlia maggiore, Francine, è impiegata come commessa in

uno dei negozi, in Gran Bazar.

Sai, quello di Rue Réamur.

Rue Réamur è vicino a Sardegna. Sì.

Tu riconosci Gran Bazar, no? Ci sei stata molte volte.

Altro perché?

Mi ha detto che ora aprono al mattino. Eh, alle nove.

Sei sicura?

Eh, certo.

E poi mi ci hai accompagnato anche tu, no?

E' circa due mesi fa, prima di andare in ufficio. E' vero, è vero. Ah, sì, sì,

molto bene.

Ma come dai, dai, dai, dai, dai, dai, dai, dai, dai, dai, dai, dai, dai, dai,

dai, dai, dai,

dai, dai, dai, dai, dai, dai, dai,

dai, dai, dai.

Capo, c 'è la ragazza.

Ah, bravo. E cosa ha detto la mamma?

Beh, le ho detto che desiderate alcune informazioni e per non disturbare lei in

momenti simili vi contentavate di parlare con sua figlia.

Vabbè, vabbè.

Quando entrare allora? Siamo venuti in autobus, come mi avete detto.

Credo che sia un po' nervosa. Ha cercato di capire cosa desiderate da lei.

Va bene, va bene.

Amati?

Capo, sei... Sei la ragazza?

Quale ragazza?

Sei tu la ragazza?

No! Allora cosa vuoi?

Ma come Geron non vi ha detto che c 'è un vecchio signore che desidera parlare

con voi? No, chi è?

Ma non lo so, è un commerciante del Quai del Louvre che desidera parlare

personalmente con voi. Vabbè, dopo, dopo, adesso aspetta una ragazza, deve

essere lì fuori. Venga, aspetta, andiamo, fall 'entrare, su.

Capo, una ragazza. Ah, finalmente.

Accomodatevi, signorina, accomodatevi.

Accomodatevi.

Se siete caldo potete anche togliervi la giacca, no? No, grazie.

Ecco.

Dunque, la vostra madre mi ha detto ieri che siete impiegata come commessa

ai gran bazzardi, il rio Remiro.

Se non sbaglio la traversa dopo Boulevard Sebastopol, a sinistra, eh?

Sì, signore. Ecco.

Dato che il negozio si apre alle nove...

Si trova a due passi dal santì dove vostro padre avrebbe dovuto andare all

'ufficio.

Immagino che vi sia capitato di fare la strada con lui.

Qualche volta.

Siete sicura?

Beh, capitava ogni tanto.

Lo lasciavate lì davanti al suo ufficio?

Non proprio davanti, all 'angolo della strada.

Di che?

Non avete mai avuto sospetti? Niente?

Beh, io sono persuaso che una signorina come voi non si

permetterebbe di mentire alla polizia.

Voi capite che sarebbe grave, soprattutto nel momento in cui facciamo

possibile per intracciare l 'assassino di vostro padre.

Sì, signore.

Belli questi orecchini.

No, davvero, sono molto belli.

Questo mi fa pensare che ci sia in mezzo un fidanzato.

No, signore.

Permettete?

Ah, sì, sì, è oro, è oro.

Sì, sì, le pietre e la perla sono autentiche.

No, signore.

Anche la mamma credeva che fossero vere, ma... Ma?

Ma io le ho detto di no.

Perché le avete comperate voi con i vostri soldi?

Sì, signore.

Ma non date il vostro stipendio alla mamma, voi?

Sì, signore, ma siamo d 'accordo che tengo per me le ore straordinarie. Ho

capito.

Anche la borsetta l 'avete comperata con i vostri soldini?

Sì, signore.

E un po', ragazzina, hai finito?

Finito che cosa, signore? Di prendermi in giro.

Io, ma, vi giuro... Zitta, zitta, zitta, zitta.

Un momento.

Ah, dammi il Grand Bazar di Rue Remus.

Signore, vi prego, io... Zitta.

Pronto? Grand Bazar?

Ah, sì, volete avere la cortesia di darmi il direttore?

Ah, siete voi?

Sono fortunato.

Parla la polizia giudiziaria. Megre, personalmente.

Buongiorno. Ecco, mi occorrerebbe un 'informazione a proposito di una delle

vostre commesse, la signorina Francine Tremblay.

Sì?

Cosa? Ah, da tre mesi.

Vi ringrazio, direttore. Probabilmente verrò a parlarvi nel vostro ufficio.

Grazie e buongiorno.

Eccoti, smascherata, signorinetta.

Ve lo avrei confessato io stessa.

Ah sì? E quando?

Aspettavo di avere il coraggio di cominciare.

Com 'è successo?

Non lo direte alla mamma?

È per lei che non ho parlato subito.

Ci saranno altre crisi di pianto, altre lagne.

Se conosceste la mamma... Mi capitava, come vi ho detto, di prendere il metro

con papà.

Fin dal principio lui non voleva che mi impiegassi.

Soprattutto lì, come commessa, capite?

Ma la mamma ha detto che non siamo ricchi, che non ce la faceva tirare

che era una fortuna per noi.

È lei che mi ha presentato al direttore.

Beh... Una mattina, circa tre mesi fa, dopo aver lasciato papà all 'angolo del

sentier, mi sono accorta di essere uscita senza soldi.

La mamma mi aveva incaricato di fare delle compri.

Sono corsa dietro a papà.

Ho visto che non entrava da cobrere belle charte, ma tirava avanti, tra la

folla. Mi sono detta che forse andava a comprarsi le sigarette.

Avevo fretta e sono andata al lavoro.

Poi in negozio c 'è stato un momento di tranquillità.

Ne ho approfittato per fare una scappata all 'ufficio di papà.

Mi hanno detto che non era più impiegato lì da parecchio tempo.

E gliene hai parlato quella sera stessa?

No. Il giorno dopo l 'ho seguito.

Si è diretto verso il lungo Senna.

Poi a un certo momento si è voltato, mi ha visto e ha detto tanto meglio.

E perché tanto meglio?

Perché non voleva che lavorassi in un negozio.

Mi ha detto che era tanto che voleva togliermi di là.

Mi ha raccontato anche che aveva cambiato posto, che aveva un impiego

conveniente, che non lo costringeva a stare rinchiuso tutto il giorno.

E' stata quella mattina che mi ha portata da un gioielliere e mi ha

questi orecchini.

Se la mamma ti domanda dove li hai presi, dille che roba falsa, mi ha

E poi?

Poi da quel mattino?

Ho lasciato il lavoro.

Ma non l 'ho detto alla mamma.

Papà mi dava i soldi dello stipendio ogni settimana.

E allora uscivi anche tu al mattino con lui, anche al pomeriggio. E cosa

facevate?

Beh, ognuno andava per conto suo.

Qualche volta ci davamo appuntamento da qualche parte.

Ce ne andavamo al cinema e al giardino zoologico.

Ma non sai cosa facesse tuo padre durante la giornata quando non era con

No.

Ma capivo bene perché non diceva niente alla mamma.

Anche se le avesse dato più denaro di prima, le cose non sarebbero cambiate.

In casa ci sarebbe stato lo stesso disordine di sempre.

È difficile spiegarlo a chi non è vissuto con noi.

Mamma è una buona donna, ma... Ti ringrazio.

Saprà quel che vi ho detto.

Non lo so, vedremo.

Hai mai incontrato tuo padre in compagnia di qualcuno?

No.

Non ti ha mai dato un qualche suo indirizzo?

No, i nostri appuntamenti erano sempre lungo la Senna, vicino Pont Neuf o Pont

des Arts.

Un 'ultima domanda.

Quando vi incontravate, durante le ore in cui avrete dovuto essere al lavoro,

Era sempre vestito come al solito, se voglio dire, aveva gli stessi vestiti

indossava quando era in casa.

Beh, sì.

Solo una volta, due settimane fa, aveva un abito grigio che non gli avevo mai

visto e che non ha mai messo in casa.

Grazie. Non hai mai parlato con nessuno di questo?

Con nessuno.

Senti, non c 'è mica qualche amicetto che ti ronza attorno? No, ve lo giuro.

Buongiorno.

Capo, posso far entrare quel signore?

Capo, c 'è quel signore, posso... Sì, sì, sì, far entrare. Ah, ecco, va bene.

Potete entrare.

Buongiorno.

Buongiorno, comandante.

Grazie.

Signor? Jussion.

Teodoro Jussion, negoziante di uccelli.

Di uccelli?

Uccelli, sì.

Ho il negozio al Kedjulu.

Ah, ho capito.

Sì.

Che cosa posso servirvi? Sono venuto per quella fotografia. Quella che hanno

pubblicato i giornali. La foto di quel signore che è stato ucciso a Arjudedam.

Lo avete riconosciuto?

Certo. Era uno dei miei migliori clienti.

Cosa avete... Tramblé?

Comperava uccelli?

Veniva al mio negozio perlomeno una volta alla settimana.

Aveva la passione per i canarini, soprattutto.

Ma ha comprato molti uccelli da me.

Di tutte le specie.

Gli avrò venduto almeno tre uccelliere, ma di quelle grandi.

Ma gli facevate le consegne a domicilio?

No, signore. Te le portava lui stesso in taxi.

Taxi? Allora, conoscevate il suo indirizzo?

No, no, no.

Siete certo di non... No, no, no, io non sapevo nemmeno il suo nome. Una volta

per caso mi disse di chiamarsi Charles e così mia moglie, io e il mio commesso

lo abbiamo poi sempre chiamato il signor Charles.

Era un intenditore sul serio.

Mi sono domandato più volte perché non mandava i suoi canarini ai concorsi. Ne

aveva di quelli che avrebbero vinto certamente qualche premio.

E dei primi premi.

Ma vi pareva ricco?

Ricco no.

Benestante, ecco.

Non era tirchio nel comprare.

Insomma, un brav 'uomo.

Un gran brav 'uomo.

E un cliente come pochi.

E non è mai venuto in compagnia di altri?

Mai. Mai.

Io vi ringrazio signor Giusson, vi ringrazio molto per la vostra

collaborazione. Se non avete altro da dirmi... Sì, sì, c 'è una cosa che

vorrei sapere e che mi dà un po' di apprezzione.

Ammetto che i giornali dicano la verità.

Pare che non ci fossero uccelli nella casa del Riudedam. No, non c 'erano.

se ci fossero stati tutti quelli che ha comperato da me, voi capite, i giornali

ne avrebbero parlato.

Ah sì?

Erano prezzo a poco 200.

No. E mica tutti i giorni si vedono in una casa 200 uccelli. Eh, ho capito. Voi

vorreste sapere se tutti quelli volatili...

abbandonati senza nessuno che dia loro da mangiare e da bere ora che il signor

Charles è morto state tranquilli signor Teodoro se

ritroveremo gli uccelli vi avvertiremo subito finché voi possiate acudirli

sempre se arriveremo in tempo vi ringrazio Enne Fertiti soprattutto mia

moglie che si preoccupa sapete

Le donne, come sono fatte, quando si tratta di... Capisco, ma è veramente

che... No,

di qua.

Poi a destra. In fondo, a destra.

Buongiorno. Buongiorno.

Cosa ne dici vecchio mio? Beh, ma più si va avanti a me non ci capisco capo.

Voi avete qualche idea?

No, quante ne hai tu? Però mi sembrate di buon umore.

Sì, sono di buon umore.

Sei mica se sono pronte le relazioni del medico di Mers, dell 'armaiolo?

Sì, hanno detto che le portavano qui prima di mezzogiorno. Vedi, è quei

che facciano la cortesia di trovarsi qui da me alle undici e mezzo, undici e tre

quarti. Va bene.

I risultati dei loro esami. Va bene, capo.

Non c 'è altro. Senz 'altro.

Vabbè.

Allora... Sì, puoi andare, è finito. Eh? Sì, puoi andare.

Ah, sì, sì, vado, vado, capo.

Il proiettile non avrebbe dovuto penetrare così a fondo nella cassa

Cosa ne intendete dire, dottore?

Che il proiettile aveva poca forza e se non avesse, per puro caso, colpito un

punto di così tenue resistenza, tra due costole, non avrebbe mai raggiunto il

cuore. Era uno sfortunato quel Tremblay allora.

Proprio così, signor Ness, uno sfortunato. E il nostro esperto di

signor Gastin Renet, ce lo può confermare.

C 'è voluto un particolarissimo angolo di tiro perché il proiettile potesse

introdursi così a fondo.

Un particolare angolo di tiro e soprattutto che lui, il bersaglio, si

in quella tale posizione per cui l 'angolo d 'incidenza fosse... Beh, ma

credete che l 'assassino sapesse tutto ciò?

Uno prevedesse che perciò vi ha mirato in modo particolare?

Non potrei dirlo.

Il signor Merzio e il signor Castiglionet sono migliori giudici di me

campo.

E allora, Castiglionet, come la pensate voi?

Per me chi ha sparato quel colpo...

È un imbecille. Un imbecille che non spara male, poiché ha colpito il

ma che sarebbe stato incapace di colpire di proposito il cuore. A parere mio non

ha che una conoscenza superficiale delle armi da fuoco.

Ma a questo proposito penso che il collega Gassin -Renet abbia qualcosa di

probante da aggiungere circa le caratteristiche del proiettile, vero

Di che si tratta? Guardate, questo è il proiettile estratto dalla ferita.

Ah, beh, sì, sì, la pallottola.

Di piombo calibro 12.

Calibro 12, sicuro. Da un fucile all 'aria compressa, come quelli che sono

adoperati nei tiri a segno delle fiere.

Si direbbe che sia stato limato in punta per renderlo più acuminato.

Proprio così è stato limato.

Forse per renderlo più micidiale, no? No, no, niente affatto. In quel modo il

proiettile non diventa più micidiale, al contrario.

Un proiettile tondeggiante fa molto più danno nella carne che non un acuminato.

Certamente, volevo appunto dire... E allora chi ha sparato quel colpo

si riteneva molto astuto. In realtà si intendeva ben poco di armi da fuoco.

Era un dilettante.

Un dilettante che ha letto in qualche romanzo poliziesco nozioni che ha capito

alla rovescia.

Mi dispiace, commissario. Nel caso dovessi sapere qualcosa, non mancherò di

avviarvi. Grazie, buongiorno. Buongiorno, commissario.

Ho trovato i baracculli con i fucili ad aria compressa. Sono di là.

Polizia e giudiziaria. Ma io ho la licenza in regola. No, niente paura. Si

tratta solamente di un 'informazione.

Vi è mai mancato uno di questi fucili ad aria compressa? Non ci mancherebbe

altro. Con quello che costano i guadagni che facciamo, i guadagni se ne vanno in

tasse, sopra tasse, sopra tasse. Va bene, va bene, va bene.

Auguri, eh? Grazie.

Abbiamo girato tutti l 'una park di Parigi.

Se è necessario, gireremo tutti l 'una park della Francia. Sì, sì.

No,

signor commissario, abbiamo in tutto dodici baracconi di tiro a segno. L

saputo subito, non vi pare?

Certo Posso? Certo

Quante? Venti franchi.

Venti franchi? Certo, avete staccato tutto.

Ma tutto, tutto, poi mi pare... Vuoi pagare?

Eh? Eh sì, spese per il sopralluogo, no?

Eh sì, ma... Arrivederci. Arrivederci.

Che cosa c 'è?

Basta! Vi ho detto basta!

È tutto il giorno che ci state addosso, lasciateci in pace!

A quest 'ora così?

Al negozio, hanno chiuso tardi.

Che cosa voleva questa mattina il commissario, eh?

Niente, mamma.

Tu non mi dici la verità? Ma sì, mamma, non voleva niente, niente di speciale.

Nessuno mi dice la verità!

Sì, potrete ancora provare Zasteriak, un centinaio di metri più avanti. Noi non

ne rendiamo più danni.

Grazie e buongiorno. Buongiorno, buongiorno.

Mi

dispiace.

Ma non prevedevo di averti ospiti, altrimenti avrei apparecchiato di là.

Se avessi saputo, figurati. Sono io che ti chiedo scusa di darti tanto disturbo.

Ma che disturbo?

No, invece devo far complimenti a voi due. Andiamo, Geroma ha fame, gli veniva

la colina in bocca quando ha visto il tuo arrosto.

E andiamo, un arrosto magnifico della signora Megrè. Questa birra poi è un

reprigere dopo una giornata massacrata che abbiamo passato noi oggi. Dunque,

c 'è da far complimenti.

Soppeti il naso, mangia bene e tappi. Su.

No. Vieni, allegria.

Ecco.

Ecco, facciamo così.

Eh?

Senti, i giornali della sera sono pieni di fotografie e di articoli sul caso

Tremblay. A che punto siete?

Eh, beh, aspettiamo. Che cosa?

Eh, aspettiamo che la pubblicazione delle foto faccia il suo effetto, che

qualcun altro riconosca Maurice Tremblay o il signor Charles.

Oddio, vomita, cosa fa?

No. Scusatemi, ma... E' raffreddato, poverino.

Eh, lo so, è raffreddato, ma lo stessa cosa, l 'ha fatto l 'altra sera, l

notte. Cosa ti ha fatto?

Ma niente, eravamo appostati dentro un portone, dovevamo arrestare un

sai, i nostri informatori avevano detto che sarebbe rincasato verso le due, noi

eravamo dalle undici, da dentro questo...

Questo atrio di questo portone, il buio, senza poter fumare, una cosa terribile,

noiosa, uno di fronte all 'altro. Sentivo che grugniva lì, poi gli avevo

non sparare, per nessuna ragione non si spara, per nessuna ragione non si spara.

Di fatti sto insegnando adesso il karate, vedi, comincia già a mettere i

cavalletti, si immaginano sono scrittori, ma prima tu avviati i

Va bene, insomma, non si spara, di fatto, alle due precise sentiamo

una chiave nella ceratura del portone, la porta si apre, vediamo illuminato da

un lapione esterno, il nostro uomo sta per entrare furtivamente, sta per

togliere la chiave dalla ceratura, in quel momento preciso, lui non mi fa uno

starnuto così, capisci?

Quest 'uomo ha preso una fuga, eravamo in chiesa, stavamo a martire, sembrava

volarsi, abbiamo cercato di seguirlo, poi è sparito.

Non si sa come fare, non so, non posso più portarlo. L 'ho fatto apposta,

poverino. Vabbè, avrei voluto vedere se lo facessi apposta. Andiamo, li metto

con le manette, andiamo, apposta. Si fa una cosa apposta, un poliziotto che sta

con me, che appartiene alla squadra del comitario Megretti. Eh, dico loro.

Megretti. No, no, non mi arrabbio mica, non dico così.

Mi deve curare, adesso c 'è il dottor Biancur, che mi ha detto che mi

un... Perché vedi, è questione... C 'è una cosa che ti è assoluta.

La cosa finita, un fastidio, io lo sento un prurito, pare di fare un 'apparenza.

Non lo so, stavo di te, mi confondo.

E l 'hai domandato di Tramblei? Non lo capirai, dico, sette anni, sette anni.

lo andava a donzo, se lo avessero andato da qualche parte, no? La gente lo deve

aver conosciuto, lo riconoscerà.

Poi cambiava abito fuori di casa, comprava degli uccelli.

Vivi? Sì.

Vivi? Perché?

Eh beh, perché vivi. Ci sono anche quelli impagliati, no?

E poi si comprano anche quelli per mangiarseli.

No, no, no, compravano uccelli vivi delle grandi uccelliere.

No, no, no, non si fa bene, grandi uccelliere, oh!

Deve pure...

avere un rifugio da qualche parte, una camera, un appartamento, doveva averlo,

no? Eh, dico, questa casa, questo appartamento, questa stamberga, avranno

un proprietario, una portinaia, una donna delle pulizie, io lo so, forse

degli amici, magari una relazione anche, poteva avere, no?

Una relazione con una donna?

Eh, perché no? Con una donna?

A la sua età?

Con la sua età.

Quasi, dico, avevamo la stessa età, più o meno, dico.

Appunto, caro.

Appunto? Che c 'è?

Cosa vuol dire?

Niente. Non far lei cosa.

C 'entra una cosa, appunto, lui appunto. Eh, andiamo.

Chissà se Torrance piuttosto ha trovato qualcuno dei taxi che ha portato le

uccelliere di quel po' di lavoro.

Ma quando gli ho telefonato un momento fa mi ha detto di no.

Non è vero che non siamo ancora riusciti a scoprire dove l 'assassino ci ha

procurato la carabina, ma di carabine all 'aria compresa ce ne sono tante in

giro, mentre di clienti che trasportano uccelliere monumentali non credo che ne

capitino tante agli autisti al giorno d 'oggi, no?

Qual è lo diavolo?

Lo diavolo è i rumori e l 'è stato costretto a vivere vent 'anni in quella

strada, in quella casa.

Frantin, la maggiore, un po' duretto, sai questo vitello?

Saporito ma un po' duro. È vero? La maggiore era, sì.

Suo padre era orgoglioso di portarla fuori con lui, di uscire insieme con

bella ragazza. Poi faceva dei regalini costosi, anche gioielli.

Ti intenerisci fuori luogo, sai, mi pare.

Non lo trovi odioso un uomo che ti estranea così dalla famiglia?

Praticamente vive da solo.

Ti capisco, ti capisco signora Maigret, ma tu non conosci Juliette Ramblet, sua

moglie, tu non conosci quella casa, non è possibile.

Tu dici così appunto perché... Cosa cerchi? Cosa cerchi?

No, niente, niente, ma no.

La tipa, la tipa. Ma no, vieni là, vado a prendere la tipa. Ma no, ma no, sono

io. Ma vado io.

Ma no, devo sceglierla io fra le altre.

Sono tante.

È un po' dura, no?

Aspetta.

Il tuo raffreddore?

Non va niente meglio?

Eh, zia, ho fatto tutto il possibile, ma... Senti, come...

Come ti trovi? Come Gray?

Bene, sì.

Lui, sai, non sembra, ma... Ma è molto contento di te.

Faccio del mio meglio, eh?

Ah, zia, ti prego.

Dì alla mamma che non scriva più all 'ozio per raccomandargli di non farmi

lavorare troppo e tenermi lontano dai pericoli.

Perché l 'hai scritto?

Ma sì, ieri l 'ozio ha lasciato un momento la lettera aperta sulla

sai.

Immagina in ufficio.

La mia posizione non è facile.

Da una parte me grei perché mio zio fa il burbero.

E dall 'altra i colleghi, perché lui è mio zio, mi tengono d 'occhio come se

tutto quello che ricevo mi fosse regalato.

Se gli si dà ancora motivo per canzonarmi...

Mia sono idee e tu... Poi comunque, stai tranquillo.

Scriverò io a mia sorella.

Grazie.

Insomma, io ricordo di aver visto più di una volta l 'uomo della foto sui

giornali. Veniva spesso lungo la senna a pescare.

A pescare?

Un momento, signor commissario.

Non è mica giusto.

C 'ero io prima di lui qui.

Io ho conosciuto quell 'uomo molto prima e meglio di lui.

Bugiardo! Io?

So perfino dove abitava quello là. Oh, bella forza, lo sanno tutti. C 'è sui

giornali. In Riededam? No,

no. Non in Riededam. E dove allora?

Eh, ve lo dirò quando avrete mandato via lui e ci saremo messi d 'accordo. Va

bene, allora potete andare.

Ma il signor commissario... Ma vi ringrazio per le informazioni e teniamo

di quanto avete fatto per noi. Andate pure, torrate.

Allora, come vi chiamate voi?

Il mio nome è Jean -Blaise, ma tutti mi conoscono come l 'asteris,

ciliegia. Ah, per via del naso, eh?

Mi piace bere un po' di quello buono.

Siediti, siediti.

Beh, cosa sai allora di quel Tremblay?

Ah no, un momento, eh?

Prima la ricompensa.

Quale ricompensa?

C 'è sempre una ricompensa, anche per un cane perduto.

Io so dirvi dove abitava quel povero uomo che hanno ammazzato.

Sì?

Allora vedremo di farti vedere qualche cosa, se le tue informazioni

utili. Avanti, parla.

Prima mettiamoci d 'accordo sui soldi.

Io voglio 100 franchi.

Non ci pensare neppure.

Io non parlo.

E va bene, non parlare.

Allora, Tora, fammi una cortesia.

Ti ricordi di Franco?

Beh, facciamo 50.

Fai la fratella e dici così che tutto è a posto, perché la fratella lui sa.

Dunque, allora, 20.

Prendere o lasciare?

Siete il più forte.

Però è una bella prepotente.

Fuori i venti fragli.

Dopo, dopo, dopo.

Avanti.

Parla.

Dove l 'hai conosciuto?

Un giorno dopo l 'altro il tempo se ne va,

le strade sempre uguali, le

stesse case.

Un giorno dopo l 'altro e tutto è come

prima.

un passo dopo l 'altro la stessa vita.

E gli occhi intorno cercano quell 'avvenire

che avevano sognato, ma i sogni

sono ancora sogni e l 'avvenire ormai è quasi

passato.

Un giorno dopo l 'altro la vita se ne va,

domani sarà un giorno uguale.

Il tempo si sveglia, l 'acqua passa sotto il

ponte, sui bordi della scena,

due ombre senza vento.

Il tempo si sveglia,

niente ha cambiato.

La vita si va.

Allora, ti decidi?

Prima datemi i venti franchi.

Poi vi dirò dove l 'ho conosciuto. No, no, perché non ti fidi?

Della polizia?

Vabbè, guarda che ci rimetti tu, eh. Se non mi dici dove l 'hai conosciuto, io

ti faccio sbattere dentro, così ci rimetti anche i 20 franchi. Decidi tu,

Eh, va bene.

Quasi ogni mattina venivo a pescare alla lenza dalle mie parti,

lungo la Senna.

Al ponte Versi.

È là che io l 'ho conosciuto.

Insomma, mi vuoi dire zio o no dove abita?

Sì, che lo dico.

Al chiede la gara, al 250.

Torrance.

Torrance. Eccomi, capo.

Allora, tutto fatto, eh? No, non c 'è più bisogno. Guarda che il nostro amico

Cerise ha deciso di avere fiducia nella polizia.

Va di dare nome, cognome, indirizzo, dagli qualche cosa per mandarlo via. Tu

aspetti al chiede la gara?

Al 250.

Al 250.

Dino Cerise. Bene, caro.

Allora, ci stanno bene cinque franchi?

Cinque franchi? La sera d 'accordo per venti? Cinque franchi.

Ti affidare da polizio.

Poi dicono che i ladri siamo noi.

Un calvadosi.

Posso telefonare? Certo, grazie.

Pronto? Sono Megre.

Dammi i torranti.

Ah, senti, Torrance, sono al ponte di Bercy, in un bistrò che si chiama la

Maison Verte chez Serge.

Telefona al giudice Comelliot. Vorrei che fosse presente ad un sopralluogo che

potrebbe anche essere decisivo, capisci? Oh, guarda, vieni anche tu al più

presto. Maison Verte chez Serge. Capito bene l 'indirizzo? Va bene, allora

presto, eh?

Vedrete, voluto di vostra presenza anche voi, signor giudice, questo sopralluogo

può essere decisivo.

Adesso capisco perché avete voluto che venissi con voi. Non osavate chiedermi

permesso di perquisizione.

Io sappiamo che avremmo dovuto adoperare il Grimaldello per questo. Come facevo,

scusami, sono il giudice, ma è una faccenda così sconcertante che proprio

sapevo che argomenti importanti potevi convincere.

Quanto ti vuole questa cosa?

Ecco qua, ecco qua.

Eh, hai visto?

Un attimo.

Quanti utenti!

Devono essere circa duecento, mi ha detto il negoziante.

E che odore!

Vabbè, sono quasi quattro giorni che stanno a chiuso.

Apri la filetta, dottor Ramp.

Guarda che ci deve essere un rubinetto da qualche parte. Sì, sì, vieni a

cucinare a capo, l 'ho visto entrando.

Eh, sì.

che cosa fate?

do un po' d 'acqua faccio bere un

po' se trovi del miglio, non so,

del mangine qualcosa intanto dai

l 'acqua a queste altre qui io mi occupo

Non avrete finito la vostra buona azione?

Credo che ce la sbrigheremo presto, ma mi pare che ci sia poco da indagare qui

dentro. Non ne ha ancora detto, signor giudice.

Non si sa mai, a volte basta, non so, un particolare, anche minimo, per metterci

sulla buona strada.

Vedete, intanto questo luogo ci ha fatto conoscere meglio il nostro Tramblè.

Qui almeno vedete il riparo dei rumori.

Scusate, signor giustreggio. Torran, appena arrivi...

Alla centrale, telefona a quel Giussione, la mercante di uccelli, e

tranquillizzano le bestiole. Dicono che la sono cavata con un po' di fame, un

po' di sete, ma sono tutti vivi. Va bene.

Va bene.

Cos 'è?

È di mare.

Ah, ancora di mare.

È freddo di mare.

Ecco, aveva comprato le opere comprese, anche il libro abbiamo trovato a casa

sua, era della stessa serie.

Mi piacevano i romanzi di Cappa e Spada, le avventure.

E si leggeva qui, comodo, tranquillo, in silenzio.

Vedete?

Pace. Vuole sentire... Vedete?

Anche il letto, non il minimo rumore, le molle.

Guardate, capo.

Due canne di marca inglese.

Apre un po' quell 'armadio.

Eh, altre canne.

Molinelli, civaloni di gomma, reti.

C 'è un patrimonio là dentro.

Un accendistica di doro e un portasigarette con delle iniziali.

MT. Ah, sì, sì, sono le iniziali, in modo di Tramble.

Ma tutto questo non vi sembra molto strano?

No, non direi, scusate.

Dato l 'uomo, è evidente che Tramble aveva un ideale di felicità a modo suo.

Un quartiere lontano dal traffico, un 'abitazione in piena chiette dove non

entrava altri che lui, poi la pesca...

Alla leita, sulle rive della Senna, degli uccelli canterini, belle gabbie. E

quando voleva che tali, vedete, quei fani li copriva e così.

E poi i suoi libri anche.

Già, la collana della regina.

Venite a vedere, venite a vedere.

Guarda, metti, metti, metti.

Giocava col trenino elettrico. Vediamo, vediamo.

Vedi, c 'è tutto un rincanto qui.

Si direbbe che abbia affittato questo appartamento solo per poter disporre

questo, perché quanto al resto, tranne il letto, la poltrona, è ben poco l

'arrelamento. Vuol dire che quello che è necessario quasi manca, mentre le cose

inutili abbondano.

Gli uccelli, le canne da pesca, il portasigarette d 'oro.

Il treno elettrico.

Ci capite qualcosa voi?

Ma deve averle desiderate per tanto tempo queste cose che appena potuto...

ogni modo sono tutte cose troppo care. Troppo care per un uomo come dovrebbe

essere stato lui.

Nel fondo quello che sinora di lui sappiamo.

È vero, troppo care, troppo custode.

Potrebbe aver avuto qualche eredità. Ci occorre essersi appropriato

disonestamente del denaro che spendeva poi con tanta larghezza.

Questo si può dirlo, non possiamo dire niente.

Mi sembra che non ci sia molto da fare qui.

Beh, signor giudice, per voi probabilmente no.

Invece io sto pensando di Torrance.

Compagna con la nostra macchina, signor giudice, e poi andrai alla centrale.

Farei mandare una circolare a tutte le banche di Parigi per sapere se Tremblay

aveva qualche conto corrente o aveva dei depositi.

Guarda che l 'indagine deve essere stesa anche ai notai e agli avvocati.

Tutti? Tutti, tutti.

E sperate di poterne ricavare qualche notizia?

Io ci spero poco.

Il tramble che io credo di conoscere era troppo

prudente, troppo contadino per tenere il suo danaro lì dove è facile poi

ritrovarlo.

Arrivederci, commissario. Grazie a lei avere notizie prima della mia partenza

per le ferie.

Senz 'altro vi comunicherò poi i risultati delle mie indagini.

In ogni modo vi ringrazio e scusatemi tanto, signore.

È stata una visita interessante.

Arrivederci. Tante cose, signore.

Signore, è quasi le otto.

Allora, fammi una cortesia.

Dalla birreria la più vicina, fammi mandare qui dei sandwich.

della birra e poi telefona a casa mia moglie e dille che probabilmente, no

certamente non rincaserò questa sera. Oh guarda che i giornali non

pubblicano alcune notizie di questa casa.

Ma volete che torni per farvi compagnia? No,

no, no, non è il caso. Siete armato almeno? Che scopo?

Lascia la porta aperta a caso? Sì, lascia la porta aperta.

Posso entrare?

Eh, avanti, avanti, avanti.

Eh, il caffè, il sandwich e la... Sì, sì, lo vedo, lo vedo. Metteteli sul

tavolo, metteteli fuori.

Allora, quant 'è?

Undici franchi e tante.

Questo è tutto.

5 .30 il sandwich, 6 le birre, 80 caffè.

Allora, tenete pure il resto.

Grazie. Serve altro?

No, no. Ah, sì, sì.

Alle sette e mezzo domattina. Voi siete di servizio? Allora, fatemi una

cortesia. Portatemi una bella cucuma di caffè. Eh? Ci penso io. Ecco, grazie

tanto. Prego.

Buonanotte. Buonanotte.

Due salsicce e un ballon di pocholè.

E fatemi piacere, me lo portate a quel tavolo? Subito, signore.

Mettici un po' di sale, più buono.

Grazie.

Domenica, cazzi il mondo me ne vado fuori da sola a prendere una boccata d

'aria. Oh, stai fresca con Giorgio. Giorgio si arrangerà, se gli sta bene è

così. Fammi un po' vedere il giornale.

Che film danno all 'Olimpico?

A proposito, hai visto questo poveraccio?

Chissà perché gli hanno sparato.

Ecco, le vostre salsicce. Sì, grazie, grazie.

Ma un uomo così gentile.

Tu lo conoscevi?

No, mai visto, ma me ne parlava sempre Olga.

Ah, per me Olga non se l 'è presa per niente.

La sera di stamattina ero tutta finta.

Tanto per salvare la faccia.

Vorrei vedere te aprire il giornale e trovarci la fotografia del tuo amico

morto. Ma tanto, Olga, che cosa ci rimette? Tutto. Innanzitutto dovrà

'albergo di Rilettic.

Devo pagare a lei?

E chi altrimenti? Guarda, per la fatica che faceva Olga era una vera pacchia.

Quello lì era una sistema zone tranquilla, sicura.

Ma perché l 'hanno ammazzata?

Basta, bene.

Signorine, posso permettermi di offrirvi qualcosa?

Ma perché ci prende? No, ma non dovete mica offendervi. È che mi faceva

malinconia mangiare da solo.

Ma veramente noi non siamo abituati ad essere abbordati da uno sconosciuto in

questo modo.

Insomma.

Ma lei ha un 'aria così distinta.

Calvados. Calvados.

nascosto il suo danaro per il bimbante.

Eppure deve avere un bel mucchietto di roba per poter fare tutte le spese che

permetteva.

Stipendio alla moglie, salario della figlia, il fitto di qua, i trenini, la

pesca e magari qualche altra distrazione, chiamiamola così.

Ma che tipo doveva essere?

Se ne veniva qui al mattino come gli altri, se ne andava all 'ufficio.

Se faceva il suo caffè, di là in cucina.

Penso alle dieci se ne andava a pescare di fronte a casa sua.

E a mezzogiorno a casa a mangiare la zuppa della moglie.

Javier!

Scusate, capo, non ho potuto telefonarvi, allora ho pensato che era

condurla qui da voi.

Ma chi è? È la sua amica, capo.

L 'amica di Tremblay? Sì, così dice.

Spero che non mi accuserete di essere stata io ad ammazzarlo, eh?

No, venite, venite avanti.

Credo che conosciate questa casa meglio di me.

Io?

Non ci ho mai messo piede in questa bicocca.

Cinque minuti fa non sapevo neppure che esistesse.

Ma che tanfo qui dentro.

Ah, sono i canarini di Maurice.

Serviti, prego. Sì, grazie capo, grazie. Guarda che di là ci deve essere un

'altra tazzina. Ah, va bene, va bene.

Voglio offrire un caffè alla signorina. Volete un caffè? Sì, grazie.

Prego.

Allora, nome, cognome e professione.

Olga Jean -Marie Postonneux, anni 29, nata a Saint -Géry -Courizère.

Senza professione, abitante all 'hotel Bossejou, l 'epic diciottesimo. Volete

mia carta?

No, la controlleremo dopo.

Vi faccio osservare, signor commissario, che mi sarei presentata spontaneamente,

appena ho veduto la fotografia sui giornali.

E anche se presentandomi sapevo che avrei avuto perlomeno delle noie, mi

detta... La Tremblay veniva a trovarvi al vostro albergo? Due volte alla

settimana.

Si che il padrone e il personale dell 'albergo l 'hanno visto.

Oh, lo conoscevano bene.

Sono cinque anni che io e lui... Ah, e anche loro hanno visto la foto sui

giornali. Non capisco.

Nica si sono degnati, però. Anzi, anzi, è stato appunto il proprietario che mi

ha domandato così, per caso, se non era la foto del signor Charles.

Io sarei venuto ugualmente.

Oh, non ne dubito.

Grazie.

Cosicché voi lo conoscevate...

Solamente sotto il nome di Charles, signor Charles?

Sì, sì.

L 'avevo incontrato per caso all 'uscita di un cinema, al boulevard

Prostitua. Allora ero cameriera in un ristorante a prezzi fissi. Beh, mi è

venuto dietro, mi ha detto che veniva a Parigi ogni tanto.

Due volte alla settimana?

Appunto, sì, due o tre volte.

Mi è venuto dietro e...

E così, insomma. E lui che ha voluto ad ogni costo che mi licenziassi da

ristorante.

Ah, datela. Grande.

Ma... Che tipo era, secondo voi, il vostro amico?

Beh, non saprei.

Un po' tocco.

Tocco... Sì, un maniaco, un fissato.

Non parlava che di portarmi in campagna, era il suo chiodo fisso.

Quando veniva a prendermi, mi portava a passeggio per i viali, al giardino

zoologico, a sederci sulle panchine.

C 'era poco da stare allegri, ve l 'assicuro.

Mi dava, diciamo così, uno stipendio.

Appena appena di che vivere.

Gli dovevo far credere che mi cucivo gli abiti da sola.

Beh, gli sarebbe piaciuto che io avessi passato le mie giornate a cucire.

A ricamare.

C 'è da ridere.

Cento volte ho cercato di dargli il giro, gli ho detto in faccia il conto

Lui mi si aggrappava, mi scriveva delle lettere lacrimose.

Beh,

perché ridete?

No, niente.

Pensavo che per riposarsi di una Juliette si è rifugiato in un Olga.

-Marie Poisson.

Ma se ben capito dovevate passare una buona parte del vostro tempo a litigare

tra di voi?

Beh sì, una buona parte sì.

E non avete mai avuto la curiosità di seguirlo per sapere dove abitava?

Mi aveva detto che abitava verso Orléans, sì, in un paese da quelle

Ci ho creduto.

Del resto non me ne importava niente.

Naturalmente avevate anche...

Un altro amico?

Beh, qualcuno sì, ma niente di serio.

E questi vostri qualcuno erano informati dell

'altro qualcuno? Se credete che fosse un tipo da gloriarmene.

E l 'avete mai visto in compagnia?

Mai. Ma vi ho già detto, no? Che tutto il suo piacere consisteva nell 'andarsi

sedere con me sulle panchine dei viali.

È vero che era molto ricco?

Chi ve l 'ha detto?

Beh, l 'ho letto sui giornali che forse aveva avuto una grossa eredità.

E io non avrò un soldo.

Sono cose che capitano solo a me.

Senti, lo stesso ritornello di Juliet.

Che c 'è? No, niente, niente.

Beh, se non avete niente altro da dirmi, allora... No, per me siete voi che

dovete interrogarmi, no?

Avrò delle seccature?

No, no, non credo. Controlleremo le vostre informazioni.

Allora posso andare?

Sì, sì, potete andare.

Commissario?

Arrivederci.

Sì.

Ecco, osservate, lo ha scritto la stessa mano che ha fatto i disegni, gli

scarabocchi, le cifre sui fogli che avevamo trovato nella camera dell

all 'hotel Excelsior. Vedete?

Eh sì, si pare la stessa mano.

A voi credete che sia una buona traccia?

Boh, per il momento ci dice soltanto una cosa che sapevamo già, cioè che l

'assassino... Ricattava Tramblè che gli chiedeva del denaro. Ma quale denaro se

era un povero diavolo disoccupato? Un povero diavolo però che dava a casa lo

stipendio per sé, per la figlia, che provvedeva alle necessità dell 'amica,

faceva il piacere suo, insomma aveva anche un portasigarette d 'oro, vi

ricordate, signor giudice? No, ai quattrini doveva averceli.

E dove?

Eh, dove?

Eh, se lo sapessi.

Nella casa lungozzenna abbiamo rovistato, perfino sotto le tegole.

Niente, niente, niente. Io continuo a farla sorvegliare da un paio di agenti.

Sperate di ricavarne qualche cosa?

Sarà quello che sarà. Non voglio lasciare niente di intentato.

Anche Francine, la figlia di Tremblay, continuiamo a tenerla d 'occhio.

E anche Olga, la sua amica, l 'amica di lui fino a questo momento, però senza

alcun esito.

No, non c 'è niente da dire sul suo conto, tranne la professione che

naturalmente. E le banche?

Hanno segnalato qualche deposito a nome di Tremblay? No, niente. Nelle banche,

nei notai, neppure gli avvocati. E la famiglia, la moglie, gli altri figli di

Tremblay? I figli proveretti sono in procinto di andar via da Parigi.

Ritornano in provincia, al loro paese. Non hanno i mezzi per continuare a

qua a Parigi.

Probabilmente rimarrà solo la figlia maggiore, Francine.

Ha ripreso l 'impiego lì ai Grand Bazar.

L 'hanno riassunta?

Sì, l 'ho parlato io col direttore.

Insomma, siamo a un punto morto.

Purtroppo è così, signor giudice.

Noi conosciamo la vita di Tremblay in Rue des Dames, la sua vita nella casa

Lungosenda, la sua relazione con Olga, i canarini, la pesca, i trenini. Sappiamo

un mucchio di cose, ma l 'esenziale è quanto pare, signor giudice, proprio ci

sfugge. Eh, se è così.

Ci rivedremo dopo le ferie. Io parto fra tre giorni. Allora, buone vacanze,

signor giudice.

Capo, c 'è un uomo fuori che vuole parlare... Oh, scusate, signor giudice.

Un momento, scusa. Eh, appunto... Dopo, quando sarà uscito il signor giudice,

chi è?

Un tale, un cameriere. Dice che deve parlarvi a proposito del caso Tremblay.

Ah, sì?

Volete ascoltarlo? No, non posso.

Non posso perché è troppo tardi. Mi riferirete?

Allora... Dopo le ferie. Eh?

Buone vacanze. Arrivederci.

Un 'altra volta, bussa.

Quando si entra, bussa. Alla porta. Così si vede le persone che sono nella

camera. Capito? Oh, è soffiato il naso.

Eh, avanti.

Permetto?

Buongiorno. Buongiorno, buongiorno. Avanti, venite, venite avanti.

Scusate se non sono venuto prima, ma lavoravo in un albergo Alessandro Dolon

la stagione e non potevo avere licenze. Ho visto la foto sul giornale e subito

ho pensato di scrivervi, poi con tutto il lavoro che avevo mi è passato di

mente. Scusate.

Sono quasi certo che quell 'uomo è venuto per anni a giocare al biliardo

caffè dove io lavoravo, all 'angolo del Boulevard Saint -Germain con Rue de

Seine. Avrà mica giocato al biliardo da solo?

No, no, no, certamente.

C 'era con lui un tale alto, grosso, rosso di capelli.

Con i baffi?

Sì. Con i baffi. E come si chiamava quello alto, rosso di capelli? L

'altro, quello che è morto, lo chiamava Teodoro.

Teodoro e poi?

Il cognome non me lo ricordo, non lo conosco.

Li sono conosciuti lì nel vostro caffè o...? No.

No, no, venivano insieme tutti i giorni verso le quattro del pomeriggio.

Giocavano un paio d 'ore, poi qualche minuto prima delle sei se ne andavano.

Cosa facevano? Bevevano, fumavano e qualche sigaretta. A quanto al bere

si scolava un bel po' di aperitivi. L 'altro invece, quello che è morto, non

beveva alcolici.

Limonate, ribes, granatina e caffè, molto caffè. E tanto che non li avete

visti?

Circa un anno, da quando ho lasciato quel posto.

Ti ringrazio.

Sì, mi pare.

Molti anni fa.

Un grosso, capelli rossi, baffoni, molto alto di statura.

Sì, ricordo perfettamente ora.

Ma non riesco a ricordare il cognome. Lo chiamavamo sempre Teodoro.

Ma perché lo avete licenziato?

Era un tipo rissoso.

Litigava sempre con i compagni.

E inoltre anche i clienti si lamentavano.

Io vi ringrazio e arrivederci. Sono il commissario, posso offrire.

Vai a vigili gratis.

No, grazie. Mi pare alla mia età poi. Non è possibile.

Sono lì? Sì.

Senti, te la sentiresti di metterti il cappello, andare a fare due pasti e bere

un bicchiere di birra?

Sì, volentieri.

Finisco di asciugare le posate e mi preparo, eh? Te la asciugo io, dammi.

tu non colpi altro.

Tutto è finito.

Piuttosto, aiutami a riporle lì nel caffè. Sì, dammi.

Hai pronta di berti la tua birra? Vabbè, solo a pestarsi mi viene la colina in

bocca. Ti sa quante ne hai bevute oggi?

No, non t 'ha, due.

No, anzi, tre.

Facciamo mezza dozzina.

Con tutti i bar, birrerie che avrete visitato, miliardi.

Sai com 'è.

Di biliardi?

Avete trovato quel Teodoro che giocava a biliardo con il tuo povero Tremblay?

Beh sì, abbiamo ritrovato le tracce di Teodoro, di Tremblay in un caffè vicino

al Pont Neuf, sai.

Sì, sono andati lì per dei mesi, poi un bel giorno non l 'hanno più riveduti.

Eccomi qua. Non siamo riusciti ad avere altre notizie. Sono pronta.

Andiamo.

Egre, stai già?

Ah sì, sono distratto.

Scusa, eh?

Grazie tanto. Andiamo prima che arrivi una telefonata dalla centrale. Per

carità. E tu?

E piori.

Vinci sempre tu.

Non c 'è proprio gusto a giocare con te. Guarda.

Fai un piacere e versami un altro po' di birra, dai.

Ci mancherai come un rospo se continui a bere così. E va bene, cos 'altro

possiamo fare? Qui l 'unica cosa da fare è birra, carte, carte, birra, birra,

carte. Ma credi che durerà ancora a lungo questa guardia ai canarini? No.

E poi a che serve? Che cosa spera di ricavarci il capo? Sta zitto, che

capitare da un momento all 'altro. Lo sai come lui, quando si mette un 'idea

testa.

Ecco, denaro. Eh, ci risiamo.

Genaro! Salve ragazzi!

Salve capo!

Fate comodi, fate comodi. Grazie capo. Continuate a giocare. Come va?

Bene, dico sempre.

Però è dura capo, più di un mese che siamo qui a dormire fuori di casa.

Ah, lo sei scappolo, di che cosa ti lamenti? Dormire a casa tua o qui fa lo

stesso. Io non parlo tanto per me quanto per Cianviella.

moglie lui. Ah già, sì, questo è vero, però, però, però, Agosto, moglie mia non

ti conosco. No, no capo, Agosto è andato domani è settembre, dunque questo

vostro proverbio vale troppo per stasera.

Ma prendiamo un altro proverbio.

Certo signor giudice, nessuna novità.

Vi prego Megre, appena avete la più piccola notizia, comunicatemela subito.

Sì, ma sì, certo, se saprò qualche cosa vi avvertirò immediatamente.

Voi capite, quindi sento un po' tagliato fuori da tutto.

Quindi mi raccomando, anche il più piccolo indizio.

Non datemi pensiero, signor giudice. Godetevi le vostre vacanze, voi che

Mi raccomando, eh, Macrae? Ma, signore, a presto, eh?

Era il giudice Comeglio, voleva notizia sul caso Tremblay. Pare impossibile.

Abbiamo trovato almeno dieci persone che hanno conosciuto quel Teodoro, ma lui

niente, svanito.

Voglio fare ancora una prova, ci pensavo questa notte che non riuscivo a

prendere sonno.

C 'è una delle nostre macchine da basso? Ci deve essere ancora quella della

squadra esterna, almeno poco fa l 'ho veduta.

Chiamo con il citofono l 'autista, digli che ci aspetti.

Pronto? Una macchina per il commissario Megre.

Mi dispiace, tutte le macchine sono fuori.

Al solito, prenderemo un tassito, vieni con me.

Andremo via molto?

Non credo, no. Voglio fare una capatina al Santier da Couvreur e Belshazzar. Ah,

dove l 'ha impiegato Tremblay.

Sì, proprio lì.

Sì, sì.

Teodoro.

Teodoro. Sì, sì, sì. Abbiamo avuto un impiegato che si chiamava così molto

fa.

Aspettate.

Saranno più di dodici anni che se n 'è andato.

Ma se n 'è andato prima o dopo?

Che fosse assunto il signor Tremblay. Dopo, dopo.

Ah, ho capito. Perciò il signor Tremblay lo ha conosciuto.

Altro che conosciuto.

Teodoro qui faceva un po' di tutto.

L 'usciere, il commesso, il portapacchi.

L 'abbiamo dovuto licenziare perché aveva il vizio di bere. E quando era

si permetteva certe familiarità inamissibili con il personale e anche

clienti.

Ma come si chiamava di cognome?

Così, alla sprovvista.

Sapete, è passato tanto tempo.

E poi noi lo chiamavamo sempre col nome. Teodoro, Teodoro.

Ballar si chiamava.

Ballar, sicuro. Teodoro Ballar.

Brava, signorina.

Scusate. Prego, prego.

Visto che siete così gentile, signorina, potreste dirmi il suo indirizzo?

E chissà dove sta, dopo tanti anni.

Allora vai al commissariato qui vicino, prendi due agenti e continua... Oh,

continua a far sorvegliare quell 'impiegata.

Quella che ci ha dato il nome di Ballard?

Certo, potrebbe avere ancora rapporti con quell 'uomo.

Intanto tu e Torrance fatevi dare le schede di tutti i Ballard di Parigi, va

bene? Ciao.

Cerciate di ricordare bene.

È un uomo grosso, alto, con i capelli rossi, baffi.

Era molto amico di vostro marito.

No, non lo ricordo.

No? No.

Sono un proprio amico, si incontravano sovente.

Uno come quello che voi dite non l 'ho visto mai.

Neppure gli avete sentito dire quel nome, Teodoro, Teodoro Ballà. No, no,

Sarà stato un cialtrone degno di lui.

parlare così di papà e mamma. Ah sì, vedi com 'è finito, guarda come ci ha

ridotte.

Partite anche voi?

Solo la mamma e i fratelli, io rimango all 'impiego.

Lo so.

Beh, se vi occorre qualche cosa, venite a trovarmi.

Grazie, ma non avrò bisogno di niente. E non so niente che possa interessare la

polizia.

vostro padre forse un bravo uomo vi ringrazio

Sapevo che vi avrebbe interessato, signor giudice, e perciò mi sono

disturbare il vostro riposo telefonandovi. Vi ringrazio. Oh, povere

dicevo, abbiamo qui davanti le schede di tutti i Ballard che vivono e sono

vissuti negli ultimi dieci anni in Parigi e sopporchi, in alberghi,

camere ammobiliate, appartamenti... Ed è venuto fuori nulla?

No, fino a questo momento niente di molto concreto.

Beh, però c 'è una pista molto vaga, ma probabilmente interessante, ecco.

Abbiamo trovato un ballare, dove l 'avete messo?

Dove l 'ha?

Lì sotto al naso?

Scusate, un ballare Teodoro, che cinque anni fa ha lavorato per qualche

settimana all 'Unapar di Montmartre.

A quel tempo si ruppe un braccio una sera che era ubriaco, non l 'hanno più

riveduto. Bisogna trovarla a tutti i costi, mi pare che ci sia un 'evidente

connessione. Ah, ecco, sicuro, signor giudice, avete intuito perfettamente la

connessione dei fatti.

Il fucile, il fucile con il quale hanno sparato a Tremblay. Ecco, certo, il

fucile con il quale è stato commesso il delitto era un fucile ad aria comprensa

dal baraccone.

Perciò il nostro assassino potrebbe essere appunto questo Teodoro Ballard.

E arrestatelo subito!

Sì, ma però è scomparso da cinque anni, signor giudice. Noi faremo tutto il

possibile del nostro meglio per ritrovarlo, signor giudice. Mi

credi? Oh, certo, certo.

Immaginate, signor giudice. Buone vacanze, allora, buone vacanze.

Andate ad arrestare Teodoro Ballardi. Eh?

C 'è poco da ridere.

Il giudice istruttore non è al corrente.

Piano, per favore. C 'è un po' il mio cuore.

Ma io ho pensato, non ci sarebbe stato niente di male che i poveri uccelli

fossero affidati in mani.

esperti, cosa ne dite?

Sì, certamente.

Certo che li teremo con la massima cura, signor Commissario.

Ah, nefertiti poi!

Che nefertiti? Ah, ci ho capito, la vostra signora.

È stata felicissima quando le ho comunicato la vostra decisione. Però,

naturalmente, Gabbi e Uccelli sono semplicemente affidati a voi in

non potete disporre finché...

Il giudice o il tribunale non desiderà che attribuirne la proprietà. Sì, ma si

capisce. Vi farò una ricevuta e un elenco

di tutti gli uccelli. Ci sono fra loro dei campioni di valore non

comune.

Vi manderò poi uno dei miei aiutanti domani in negozio.

Quindi l 'ha letto lui tutto l 'inventario, l 'ha ricevuto il

il giudice, capite, non è... Ma io non capisco benissimo.

Anzi, abbiamo detto che era già molto che la polizia avesse sentito pietà per

queste povere bestiose.

Ma del resto dovevo pur togliere l 'ingombro, perché il padrone della casa

rivuole i locali, sapete.

Ah, perché...

Sgombrate tutto?

Sì, si sgombra tutto. Sono ormai due mesi che nessuno paga il fitto qui e

come si fa?

A proposito della vostra bontà, signor Comitario, passate dal mio negozio.

Vogliamo farvi un presente?

No, no. Senti, è una femminuccia, un magnifico esemplare di Paradidea Minor,

della Nuova Guinea.

Grazie. È la grande passione di mia moglie, ma me la darà con tutto il

è generosissima

ringraziate tanto vostra moglie ma non posso accettare nella mia

posizione comunque io vi attendo grazie un giorno

no da questa parte sempre diritto poi a sinistra

scala

Nei primi tempi, almeno, la guardia ai canarini si faceva al chiuso, in carta.

Eh, ma non sei mai contento. Allora che potevi startene al coperto, protestavi

sempre perché dicevi che volevi passeggiare alla terra. Allora era

Si moriva dal caldo anche di notte. Ora siamo alla fine di settembre.

Bisogna stare qui fuori, al freddo. E per che cosa?

Per dare la caccia ai fantasmi. Eh no, no, guarda che il capo dice che questa è

una trappola che funzionerà, eh. Se è a Natale o a Pasqua.

Accidenti.

Dai, dai. Ma dai, su, andiamo.

Permettete che... Brigadiere, fate come a casa vostra, eh? Eh, magari, casa mia.

Gradite un bucone con noi?

Eh, perché no?

Eh,

ci voleva proprio.

Brigadiere, prego. Oh, grazie, grazie.

Tieni. Grazie.

Ecco qua.

Ah, belle.

Come sono belle.

Cotte bene, appetitoso.

Certo che la fame c 'è.

Si vede.

Buone. Ma quello è il capo.

Eh, non ti preoccupare. Una salsiccia la mangia certamente volentieri anche lui.

Ma forse anche due.

Ho tolto dalla naftalina il tuo sopravvito di mezza stagione. Sì.

E' tutto malandato.

Dovresti farne fare un altro.

No, no, no, per quest 'anno va bene quello lì, sai.

Ne farò un altro a primavera. Sono tre anni che lo dici. E io devo fare

perché la gente non dica che ti mando in giro come un ostraccione.

Come facciamo a dirlo?

E' duro come un ostracione.

A proposito di traccioni, avete trovato quel Teodoro?

Sì, l 'abbiamo trovato.

Quando? Cinque giorni fa.

E dove?

Lì vicino al rifugio di Tremblay, sul lungo Senna.

Non me l 'avete detto.

L 'avete fermato?

No, no, no. Perché?

Perché aspettiamo che faccia lui la prima mossa.

Quale mossa, Viking?

Sono certo che sa che quella casa è sorvegliata, eppure vi gironzola

capisci?

Io no. Ecco, per correre quel rischio deve avere un motivo ben valido.

c 'è qualche cosa che lo attira in quella casa.

Ma cosa vuoi che ci sia?

È vuota, quasi.

Mi hai detto che l 'avete frugata fin sopra le tigole. Vabbè, ma allora

Perché Teodoro ci va col rischio di farsi arrestare?

Ma tu credi che il colpevole sia lui?

Non ho alcun dubbio.

E non lo arretti?

No. E perché?

Perché deve guidarmi a scoprire il segreto di Tramble.

Ma il giudice è come lui.

È d 'accordo con te?

No, come io non so nemmeno che abbiamo rintracciato Teodoro, figurati.

Se viene a saperlo... Se viene a saperlo pianterà una grana, andrà dal direttore

e poi si calmerà.

A me Teodoro serve libero fintanto che non conoscerò il segreto di Pable.

Alla tua.

Mettetegli le manette, andiamo.

Dove sono i soldi di Tremblay?

Che ne so io.

Ve l 'ho detto e ripetuto mille volte, non so niente di soldi né di segreti,

so niente.

Però sei stato uno stupido, sei fatto pizzicare per niente.

Tanto peggio.

Anzi, meglio così in fondo.

Almeno questa volta ho mangiato.

Un altro bicchiere? No.

Preferirei un buon bicchiere di cognac, ma visto che il convento non passa che

birra, vale per la birra.

Con la vostra salute.

Grazie, grazie.

In fondo vi sono riconoscente.

Erano giorni che non mangiavo che rifiuti di pane.

che sono poco di buono.

Anche quello lì, Moristramble, non era uno stinco di santo, sapete.

Era uno sporco sormione.

Mica me l 'aveva detto che aveva una casa su Lugosella, se non lo leggevo sui

giornali.

Era diffidente.

Per giocare al biliardo gli faceva comodo, ma per il resto stava sulle sue,

capite? Non dirai che non ti sei mai fatto imprezzare dei soldi da lui?

Miseria. E con il contagocce me li dava.

E per questo l 'hai ammazzato.

Ero rovinato.

Non avevo più un soldo. Dovevo la pigione alla padrona della mia camera.

ho chiesto a lui di aiutarmi e mi ha detto che era l 'ultima volta che ne

le tasche piede di fare il stesso con me.

Ma se parli così io non gioco mai più al biliardo con te, gli ho detto.

Ho fatto il biliardo.

Non mi diverte più.

Risponde lui, ecco, mi metteva alla porta come una serva, capite?

E' stato allora, è stato allora che l 'ho seguito, che ho

scoperto la vita che faceva e mi sono detto che doveva averci un bel gruzzolo

casa sua.

Allora, tanto per cominciare, tu l 'hai ammazzato. Ma no, questo prova il mio

disinteresse.

Che ho reagito alla sua provocazione, all 'offesa morale.

Altrimenti sarei andato prima alla casa sul Lungosenna, quando lui non c 'era.

Se hai appena detto che non sapevi che lui avesse una casa lì sul Lungosenna.

Seguendolo l 'avrei scoperto.

Allora, scusa, perché hai organizzato una cosa tanto complessa?

Hai affittato...

Una camera all 'albergo.

Lui mi sfuggiva e io volevo che sapesse che non poteva liberarsi di me.

E Tremblay sapeva che tu eri nell 'albergo?

Eh sì, mi vedeva dalla finestra.

Eh beh, aspettavi che ti rispondessi, eh? A questi... a quei biglietti.

Li avete trovati. Eh già. E come glieli facevi avere?

Per metto dei ragazzi per strada.

Ammetti allora che lo ricattavi.

Gli chiedevo dei soldi, sì, ma soprattutto volevo che capisse che aveva

torto a trattarmi male.

Castigarlo, insomma.

Per questo l 'hai ammazzato. Ma no, non volevo ammazzarlo, solo spaventarlo.

Rompere un vetro, mica colpire lui.

Altrimenti avrei preso un fucile vero, non un fucile d 'avversario.

Ma perché hai appuntito il proiettile? Ma erano già così nella scatoletta da

anni. Un ragazzetto che avevamo al baraccone aveva sentito dire che sono

micidiali e li aveva appuntiti.

Dici che non avevi intenzione di uscire tra me, però minacciavi di farlo? No,

no, mai.

E allora con quale minacce lo ricattavi?

Lo minacciavo di dire tutto.

A chi? A sua moglie, alla gente.

Ma tutto che cosa? Tutto.

La strana vita che faceva, i soldi che spendeva senza lavorare. E dove li

prendeva? Che traffici aveva? Tu cosa ne sapevi?

Io sentivo che c 'era qualcosa di poco pulito sotto, ma lui... E lui lo sapeva,

no?

Quando uno ha la coscienza sporca.

Si vede che non l 'aveva tanto sporca, se non ha ceduto alle tue minacce.

Avrà fatto assegnamento sul fatto.

Sono un buon uomo. Un buon uomo sia al punto che l 'hai ammazzato, eh?

Ma io non volevo fargli del male.

Insomma, tu non sei niente di Tremblay e non hai, scusa un

momento, non hai nessuna idea di che cosa sia questo, eh?

Che roba è?

Eh, che roba è?

Riconosci? No, non l 'ho mai visto.

Ma pensi che viene un giocattolo del tuo amico Trumbly?

Ah, sì.

Ah,

è quello in cui ho inciampato.

Sì. Guarda un po' cosa c 'è dentro.

Ma dove è tanto?

Hai visto?

I soldi. Sì.

Lì dentro li teneva.

Quasi sono.

Sono 200 .000 franchi.

Credo fossero di più.

Beh.

E qui dentro ci sono 4 .800

.000 franchi. 4 .000 .000? Questo

libretto. Ma capo, se tutte le banche hanno detto che non c 'era nessun

a nome di Treplea. Ma questo è un libretto da portatore. Quando lo avete

scaperto? E questa notte? Nella casa sul lungo Senna, vero?

Dopo che io l 'ho preso a calci.

Esattamente.

Quando uno nasce scaroniato.

Ma tutti questi soldi, Tramblè, come li ha avuti?

Li ha guadagnati.

Facendo il cassiere? No, ma che cassiere? È una lotteria. Ecco qua il

del bolettino che aveva conservato un libretto di sette anni fa.

La lotteria nazionale, secondo premio, sei milioni.

Uno se l 'è speso e

cinque sono qua.

E così è.

Lui se l 'è tenuti nascosti per goderteli tutti da solo.

Ha sempre dato in casa lo stipendio come se fosse impiegato.

Vorrei anche vedere che avete messo alla famiglia la fame.

Poi ha tolto la figlia dal negozio.

Per mandarla in giro per la strada a quelle tasse.

Adesso di quel denaro che ne sarà?

Lo daranno alla vedova, alla famiglia, come...

eredità di quel povero diavolo.

Meno male.

Sarà l 'unica cosa buona che avrà fatto il tuo povero diavolo.

Ma non era cattivo, poveretto. In fondo aspirava solo ad avere un po' di pace,

di tranquillità, di silenzio. Ecco, il silenzio.

E chissà perché lo difendi.

Perché ho provato a mettermi nei suoi panni.

Vedi, se io dopo la giornata di lavoro, anziché te, Dovessi trovare a casa un

tipo come Juliet, la moglie di quel povero Tremblay.

Senti, non so... Nigri, c 'è una cosa che io non riesco a capire.

Sentiamola. Io non ti riconosco. Perché?

Perché a volte quello che mi fa paura in te è l 'odio che tu provi per certi

criminali. Perché questa volta non ti sei ancora sfogato contro l 'assassino

Tremblay?

Perché non è un criminale, è un povero diavolo come lui.

Vedi, Louise... È Gray!

Sì, è.

Stai impazzito?

Cosa ha fatto?

Mi ha chiamato per nome.

Ah, sta bene.

Lo so, i dedicatori come questi mi fanno diventare sentimentale, io non riesco a

distaccarmi.

Non si uccidono i poveri diavoli.

Ed è la prima cosa che ho detto un paio di mesi fa.

all 'inizio di questa inchiesta eppure è proprio un povero diavolo che è morto

in camicia seduto sulla sponda del letto mentre mentre si massaggiava i piedi

perché? perché?

Un giorno dopo l 'altro il tempo se ne va,

le strade sempre uguali, le

stesse case.

Un giorno dopo l 'altro e tutto è come

prima.

un passo dopo l 'altro la stessa vita.

E gli occhi intorno cercano quell 'avvenire

che avevano sognato, ma i sogni

sono ancora sogni e l 'avvenire ormai è quasi

passato.

Un giorno dopo l 'altro la vita se ne va,

domani sarà un giorno uomo.

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