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C 'è il male di Parì, di queste rue, di questi boulevards, di questo
aereo triste e grigio, di questi giorni e di queste notti, e l 'odore del metro
mi rivolge così presto che mi tolgo il mio Parì
per dei paesi meno grigiosi.
C 'è il male della sede.
grazie a
tutti
C 'è la nebbia, eh?
Ti direbbe che ti faccia piacere.
Beh, è la prima nebbia dell 'anno. Scusa, vuoi indossarlo? Lo spazzolo
Oh, finalmente.
Promettesi tutte le pippe di ricambio senza gonfiarmi troppo le tacche. Per
avresti potuto mettere ancora quello di mezza stagione. Ma non ci penso nemmeno,
sono mesi che aspetto il momento di risentirmela addosso.
Ecco, vedi, puzza di Natalina. Avrebbe avuto bisogno di stare almeno una
giornata all 'aria. Beh, ce lo porto io all 'aria.
La sta lì.
Esci prima del solito oggi.
Come mai? Vai a piedi all 'ufficio?
Ah, voglio godermi questa prima giornata d 'inverno.
Buona giornata, Megre.
Anche a te.
e poi non bisogna portarli qui questo non è il palazzo di giudizia questa è
polizia giudiziaria non sentiamo affatto perciò dovete andare a destra ultima
arcata, terza porta del Coriglione dove c 'è scritto squadra del buon costume e
dovete comandare il brigadiere Leclerc ricordate, brigadiere Leclerc addio caro
io sono testimone al processo Monsignor
mio caro avete sbagliato
Dovete andare al palazzo di giustizia, questa è la polizia giudiziaria. Ma mi
hanno detto che ero nello stesso palazzo. Sì, nello stesso palazzo, ma
stesso ingresso. Brav 'uomo, dovete ritornare fuori, fare il giro del
sinistra e entrare nel portone grande. Ma ho già fatto il giro due volte, il
palazzo è grande e mi ci perdo. Sono stato convocato per le otto e mezza,
già le nove.
Ma toglietemi questo pollo di qua, di dove venite voi?
Dal portone, signore. Oh, c 'era da aspettarselo. Va bene, venite con me
Scusate un momento.
Vittor, fai passare questo paesano, devi andare in tribunale a una settima.
Addio caro. Grazie.
Grazie, grazie.
Allora, ancora voi signorina, ma cosa volete? Io dovrei parlare col
Megre. Ah, niente da fare, non so se il commissario Megre verrà stamattina.
Volete parlare col brigadiere Berger? No, no, dovrei...
proprio col commissario.
Va bene, allora riempite il solito modo.
Così, nome, cognome e motivo.
Guardate però che se anche vi riceverà, c 'è da aspettare un bel pezzo.
Il commissario deve ancora andare dal porto del direttore.
Sì, va bene, accomodatevi in sala d 'attesa, vi chiamo io.
Urgente per il capo. Va bene.
Grazie.
Leopold?
Leopold?
Sì, signor Commissario.
Da domani fammi accendere la stufa, eh?
Va bene, signor Commissario. E fai mettere carbone e legna qui nel cassone.
Bisognerà che mi facciate il buono per l 'analizzazione.
Da quando qua ci vuole il buono per il carbone?
Eh già, il nuovo economo dice che siccome hanno messo il termosipone non c
ragione di accendere le stufe.
Ma di che le venga a dire a me queste cose il tuo economo? Mi rimpischio dei
suoi termosifoni. Io voglio la mia stufa. Sono vent 'anni che me la porto
dietro. Voglio vedere il fuoco io.
Parlerò io all 'economo.
C 'è qualcuno in anticamera per me?
Sì, c 'è quella ragazza.
Quale ragazza?
La solita, che ti il perdono, è qui dalle otto.
Beh, ancora là?
Sono due settimane che viene.
E fa la ricevere da Bergese?
Già approvato, signor Commissario. Da Luca, da San Vienzo? Niente da fare,
signor Commissario, lo sapete, vuol parlare soltanto con voi.
Va bene, va bene. Fa' entrare.
Un momento.
Vai.
Ma io vi giuro, signor Commissario, che non invento niente. E vi assicuro che
non sono facilmente impressionabile.
Conosco il posto preciso di ogni oggetto, sono io che faccio le pulizie
La zia non ha mai voluto tenere donne di servizio.
La prima volta che è accaduto ho pensato che forse mi sbagliavo e allora ho
fatto attenzione. Ma non c 'è possibilità di equivoco. A ieri poi
anche dei segni di riscontro.
Beh, anzi, avevo fatto di più.
Avevo passato un filo attraverso la porta d 'ingresso e l 'avevo attaccato
spalliera di due sedie.
Scusate, continuate.
Stamani non soltanto le sedie erano spostate, ma il filo era spezzato.
Vi giuro, signor commissario, qualcuno è entrato in casa stanotte e si è fermato
a lungo in salotto. Ha anche aperto il secretario della CIA.
L 'avete trovato aperto? No, chiuso. Ma avevo messo un segno anche lì.
È la terza volta in questi ultimi mesi.
Proprio da quando la CIA è rimasta paralizzata.
Ma qualcuno ha la chiave dell 'appartamento? No, nessuno.
E la serratura non è mica stata forzata.
Ah, io... Io non ho detto niente alla tia.
Per non impressionarla.
Ma hanno portato via qualche cosa, la segretaria? No, no, no, niente. La tia
l 'avrebbe detto. Se ne sarebbe accorta subito.
Difidente com 'è.
Insomma, secondo voi, sarebbe la terza volta in due mesi che uno sconosciuto si
introduce nell 'appartamento dove voi e vostra tia...
Abitate.
Va nel salotto, sposta le sedie. E anche la carta asciugante.
Sposta le sedie, la carta asciugante, fruga nel segretermo al grado sia chiusa
chiave, non vi siano segni di scasso. Questa notte hanno fatto di più.
Hanno anche fumato.
Hanno?
Hanno.
Dico così, ah, non potrei dire.
Però quello che è certo è che né io né la zia fumiamo e nessuno è venuto a
visita ieri. Eppure stamattina in salotto c 'era odore di tabacco.
Beh, dovrò dare un 'occhiata. No, signor commissario.
È quello che vorrei evitare.
Sapete, la zia ha un carattere un po' difficile.
Se la prenderebbe con me, tanto più che non le ho detto niente.
No, forse però se vi metteste per qualche notte nelle scale... Sì, forse.
Le manderò il brigadiere Luca questa notte.
Non voi.
Credete sia compito di un commissario passare la notte per le scale a far la
posta ai fantasmi?
Ero anch 'io, ero anch 'io se sarà necessario.
State tranquilla.
Ti presento la signorina
Cecile, Cecile Pardon, un nome gentile.
Questa sera andrai a casa sua per le scale.
Fidatevi di Luca, per i fantasmi è più bravo di me lui.
Fantasmi, capo? La signorina ti spiegherà tutta la faccenda.
Dove abitate?
A Bourg -la -Reine, a un chilometro dalla porta di Orléans.
Sì, proprio di Francia, alla quinta fermata dell 'autobus. Sapete quella
grande a cinque piani?
Io e la zia abitiamo al quinto piano.
Io devo assolutamente vederlo, il commissario Maigret, è una cosa
Ma non è possibile, signorina. Vi prego.
E va bene, proverò a dirglielo, ma... Accomodatevi.
Oh, signor commissario, c 'è di nuovo quella Cecil Pardon.
Ancora? Insiste, cosa posso fare io?
Allora, la faccio passare?
No, vado io.
Ma, commissario... Senti, signorina Cecilia, noi non abbiamo tempo da
con le vostre fisime. Io sono stato costretto a togliere la sorveglianza
in otto giorni non è successo proprio niente. Ma mi dovete ascoltare, signor
commissario, mi dovete ascoltare. È una cosa importante.
Vabbè, accomodatevi, sentiamo un po'. Noi abbiamo i minuti contati, sapete.
Cosa volete voi?
Diopon! Senti un po' cosa desidera questo signore. Venite con me.
Ah, che c 'è?
È arrivato il commissario Magrè. Sì, ma è molto occupato, devo riferire
qualcosa. No, no, volevo solo presentarvi, sono stato assegnato alla
squadra. Ah, bravo. Va bene, grazie, l 'aspetterò. Aspettate, aspettate.
Prego, signor procuratore.
C 'è il direttore?
Sì, c 'è il commissario, buongiorno, signor giudice. E il commissario Magrè?
Che dirai?
Ma è impossibile!
Ah,
mi pareva strano che non ci fosse.
Il commissario Magrè è sempre puntuale. No, no, non mi riferivo a Magrè, ma a
Tettillo. Cetil?
Megre ha fatto una conquista.
La gallinetta spennata? Già, Cetil.
È qui tutti i giorni e non vuole parlare con altri che lui.
Quando il commissario Megre sarà libero lo pregherai di venire nell 'ufficio del
direttore per il rapporto presieduto dal signor procuratore. Va bene, signor
commissario. Prego.
Chi è quella donna?
Una zitella. Vive con una zia paralinta.
E conviene che di notte, se bene si rincia, si metta a rovistare nei
Signor procuratore, io sono rimasto per otto notti di seguito appostato sulle
scale di casa sua. E io non ho mai visto nessuno.
Prego, prego signor procuratore, accomodatevi.
Insomma, cosa possiamo fare di più?
Abbiamo segnalato la vostra denuncia alla polizia del Rione.
E vi ripeto, la vostra casa è stata sorvegliata per otto giorni. Non si è
visto entrare o uscire dal portone altri se non gli inquilini. Eppure è tornato
di nuovo, signor commissario. Quando?
Stanotte. E questa volta ha lasciato dei segni anche sulla carta assorbente che
avevo cambiato io la mattina.
Ma hanno portato via qualche cosa?
No, niente.
Signorina, non possiamo correre dietro le vostre fantasia noi.
Scusatemi.
Vedrò di mandare qualcuno questa notte. Magari non verrà stanotte, verrà magari
tra cinque, tra dieci giorni, non si può sapere.
Ma non posso mica tenere per l 'eternità un agente nelle vostre scale.
Ma io ho paura, signor commissario, ho paura. Su, su, su, andiamo, andiamo, non
fate così. L 'idea che entri un uomo di notte in casa.
Va bene, va bene, venite domattina, vedremo di fare qualche cosa. Adesso è
riunione importante, andate domattina.
Domattina. Va bene, domattina.
La chiamano la banda dei polacchi, ma uno solo dei banditi è polacco.
Gli altri sono tedeschi, francesi.
Il delitto è stato commesso in campagna, fuori dalla vostra giurisdizione. Non
sarebbe a fare vostro.
Si siano rifugiati qui a Parigi, perciò è affare mio.
Affare? O è certo? Ma non ne siamo ancora sicuri.
Il giornale dice il contrario.
Dà persino l 'indirizzo del loro rifugio.
Quale giornale?
Il Popolare di stamattina, per esempio. Eccolo qua. Guarda.
Chi te l 'ha dato?
La portinaia. L 'ha portato dieci minuti fa.
L 'avevi richiesto tu?
No.
Ma stamattina ti ha sentito rientrare alle tre passate. E quando stamattina ha
letto la notizia...
Figurati, è venuto subito ad informarsi come erano andate le cose.
Se piccassi il naso negli affari suoi, per amico.
Poi cos 'è tutta questa agitazione? Come se non avessi mai avuto a che fare con
dei banditi.
No, ma è la prima volta che voi tenetelo nascosto. No, di piuttosto che è la
prima volta che non riesco a nascondertelo.
Fammi piacere, vai a vedere chi è.
Pronto? Casa Megre?
Sì, è qui.
Ah, un momento, lo chiamo subito.
Ci vuole qualcuno dei tuoi uomini.
Ah, va bene, vengo subito.
Vieni subito, eh.
Non ho capito bene chi... Pronto?
Ah, sei tu, Xavier?
Beh?
Eh, certo. Va bene, va bene.
Luca, è il suo posto?
Fa molto freddo?
Beh, manderò Giordano a darti il cambio.
Sì.
Riceverai ordini, a presto.
Si tratta dei polacchi, vero?
Già, i polacchi.
Non prendi la cifra?
Ah, già.
Era lo distratto. Quale vuoi?
Dammi la terza, quella lì.
Dammi anche il sabacco.
Verrai a colazione?
Sì, sì, certo.
Senti, se all 'ultimo momento fossi impedito, telefonami.
Certo, che diamine.
Su, non dar troppo credito ai giornali. No, no, no, sta tranquilla. No, stai
tranquilla tu.
L 'avete vista?
Sì, sì.
Ma se io fossi al posto della signora Magrette... Presto, signori. È già la
seconda volta che il direttore chiama per il rapporto. Che umore è stamattina?
Ha parlato mezz 'ora al telefono col ministro. Guai in vista.
Prego, prego.
Come mai non c 'è il commissario Burdè?
Il signor commissario deve testimoniare. Questa mattina il tribunale al processo
Arrington ha mandato a me.
Niente di nuovo di particolare importanza.
Abbiamo arrestato tre turisti per spaccio di banconote false.
Questo è il rapporto. Grazie, mettetelo lì.
Direte al commissario che il ministro ha già telefonato due volte per l 'affare
del contrabbando all 'aeroporto.
Bisognerà concludere la svelta, capito? Sì, signor direttore.
L 'affare del Pelican, cattivo? Ci sono novità? Ho convocato il direttore del
Knight per le 10.
Con le buone o con le cattive dovrà pure parlare.
Dateci piano, eh. Ha molta influenza e non voglio grane finché è possibile.
I vostri polacchi, megrè.
Abbiamo scoperto la loro tana.
Stanno in una stamberga in Rue Saint -Antoine.
Ci sono tre degli uomini e una donna.
Ho messo Jeanvier al caffè e al ristorante all 'angolo.
E Lucas da tre giorni ha postato una finestra della casa di fronte, camuffato
paralitico. Un grosso apparato, vedo.
Boh, meno grosso di quanto sarebbe necessario.
Non ci sarebbe modo di tentare una sorpresa?
Con quella gente lì? Perché ci scappino un paio di morti? E inutilmente anche.
No, tutti sanno che quelli hanno commesso una decina di assassini, ma per
certe... Finora non ce ne sono.
Eppure, qualche cosa bisognerà fare. Il ministro... A me il ministro... No,
volevo dire che se non fanno un passo falso bisognerà aspettare.
Tanto questa notte ci sarò io di guardia.
E domani, se non ci sono novità, tenterò di avere un colloquio a quattro occhi
con la donna.
D 'accordo, terrò a bada il ministro.
Beh, non c 'è altro.
A proposito, Megre, ci sarebbe una faccenduola un po' delicata, ricerche
'interesse della famiglia. Voi potete andare, a domani.
Siedete, Megre.
Si tratta di un giovanotto di 18 anni, figlio di un grosso industriale.
11 e mezzo, il rapporto è finito e il capo è ancora dal direttore.
Bah, guai in vista.
Oh, capo, scusate, salve.
Salve, salve.
Non ci sono io, eh? Nessuno bada la mia stufa.
Scusate, capo, ci sarebbero due cose che... Sì, aspetta un momento, c 'è una
grana in vista.
Ti ricordi Franzi, il direttore dell 'hotel Miosotis?
Rue Blanche?
Sì, telefonami, eh? Se non risponde, vammela prendere. Deve venire qua subito
rigare diritto.
Se non vuole che gli chiudiamo la bottega.
Lui e i suoi scagnotti hanno preso di mezzo un ragazzo, ma questa volta non
stati accorti perché quello è un figlio di papà.
Dunque la faccenda può diventare anche molto seria.
Beh, allora vai, spiegati cosa sta... Avrei da dirvi due cose, capo. Dunque,
primo ha telefonato il giudice istruttore come io per l 'affare
L 'imputato afferma che voi avete ottenuto la confessione soltanto con le
intimidazioni. Ah sì?
Dice che l 'avete tenuto...
Qui nel vostro ufficio, svestito per cinque ore.
Beh, vabbè, faceva caldo qua dentro, non era... Le finestre erano chiuse.
Beh, e la seconda cosa che devi dirmi? Avete visto il modulo di richiesta di
udienza di questa mattina di Cecil, della signorina Cecil, perdon? No, non l
visto. E' qui sul vostro scrittoio. Ah, ecco.
Cosa dice?
Dice, è assolutamente necessario che mi riceviate. Questa notte è accaduto un
fatto terribile. C 'è il pardon.
Leopold!
Sì, signor Commissario.
Fate entrare la ragazza di là, la solita.
Ma non c 'è più.
Ma non c 'è più.
È stata lì tutta la mattinata, ma poco fa che sono passato non c 'era più.
Ma a che ora è andata via?
Ah, proprio non saprei dirglielo, signor commissario. Sono stato chiamato ogni
momento, ora in un ufficio, ora nell 'altro.
Ma mezz 'ora fa, mi pare che ci fosse ancora.
Se venite, ditele che... No,
non fa niente, ci penso io.
Ricordi del direttore del mio esotismo. Andate via, capo. Sì, non gli ho detto
chiaro la faccenda di questa ragazza. Vado a casa sua.
Se non fossi ritornato per mezzogiorno trattieni il direttore del mio giudizio.
Pronto? Sono la signora Maigret, vorrei il mio marito, per favore.
Pronto?
Ah, siete voi, Torrance.
Sapete dove è mio marito?
No, signora.
Ma ha detto che sarebbe venuto a casa?
No, signora, era incerto, lo sto aspettando anch 'io.
Aveva promesso di telefonarmi, se tardava.
Ma non è mica successo qualche cosa?
No, che io sappia.
Cosa volete che sia successo?
Non lo so, ma sono le tre passate.
Io non vorrei che quella faccenda dei polacchi... No, no, posso assicurarvi
non si tratta della banda dei polacchi. È andato da una ragazza, una certa
Cecilia. Una ragazza?
Ah, sì, Cecilia.
Sì, è quella ragazza che lo cerca tutti i giorni, no?
Eh, me l 'ha detto.
Beh, grazie, Torra.
Scusate tanto, arrivederci.
Nessuno risponde.
È strano.
La signorina Cecil non l 'ho vista rientrare, perciò.
Ma sua zia, la signora Buonet, quella c 'è di sicuro.
Ma non è paralizzata?
Sì, quasi, ma si è fatta mettere un apparecchio per aprire la porta dalla
poltrona. Un pulsante come quello che mi serve per aprire il portone la notte.
Senza contare che quando vuole cammina.
C 'è un Fabro qua vicino?
Fabro? Ce n 'è uno nella terza travesta?
Ma cosa volete fare?
Aprire la porta della signora Buonè. Andate a chiamarlo. Un momento, non
farlo.
Polizia giudiziaria.
Credete che sia successa una disgrazia?
No.
La signoratura è intacca, no?
Sì, certamente non è stata portata.
Noi non abbiamo sentito nessun rumore, vero mamma? Signora, volete rientrare in
casa vostra per favore?
Ecco qua.
Via, via, via, fuori, fuori, fuori.
Uccite, uccite, uccite.
Via, sono andata a casa vostra, via.
Andate a cercare un agente, c 'è uno qui all 'angolo, al crocevia, 500 metri da
qui. Dite che venga subito, eh.
Non è stato sparato nemmeno un colpo.
Perché non mi ha aspettato?
Certe volte mi aspettava fino a sera perché la ricevessi.
Buongiorno, signor Procuratore. E questo sarebbe un pavimento spazzato, secondo
voi? Ma, signor Procuratore, io... Non c 'è da confondersi, amico mio.
Armatevi di pazienza e soprattutto di una scopa.
E adesso dove andate?
A prendere la scopa nel ripostino.
Permesso, scusate, scusate, per favore, scusate, capo.
Capo, è successa una cosa terribile. Megre, prego, prego, signore, vi invito
tornare al vostro lavoro, prego, prego. Venite, venite, Megre. Ho tentato di
farvi avvertire in casa della buonetta, ma Erabate è già venuto via.
Avvertirmi di che cosa? Megre, è avvenuto un fatto gravissimo.
È proprio qui, nei nostri uffici.
Cecilio, venite.
Mortano, naturalmente.
Venite.
Tu aspettati là, nell 'altro corridoio.
Guardate.
Non avrei dovuto immaginarlo.
Che intendete dire?
Il problema era questo.
Che cosa l 'aveva spinta ad andare via mentre aveva da comunicarmi notizie
gravi?
E a più di un 'ora mi facevo questa domanda senza trovare una risposta.
Ho dovuto immaginarlo.
Mordizione, ho dovuto immaginarlo.
E ora avete un 'idea?
Ma che idea?
Un 'ipotesi.
Qualcuno deve essere si avvicinato mentre era in sala d 'attesa, dicendola
io l 'aspettavo fuori d 'ufficio, in un posto lontano di lì.
Qualcuno che lei ha creduto appartenesse alla polizia, bisognava far presto
perché potevo riceverla da un momento all 'altro.
La condotta qui nel corridoio, davanti alla porta, la spinta.
L 'ha stordita con un colpo alla testa. E certo, il cappello è là in terra. E
poi l 'ha strozzata.
Mi siete certo?
Questo è il parere del medico legale.
Ma perché vi sorprende?
Anche la zia è stata strangolata, vero?
Appunto. Cosa volete dire?
Non credo sia stata la stessa persona a commettere i due delitti.
Quando Cecilia è venuta qua stamattina, essa conosceva l 'assassino della zia.
Credete? Eh, certo.
L 'hanno uccisa per impedirle di parlare.
No, no, no, è impossibile, è impossibile, non regge. Cosa non regge?
Cecil si fosse presentato l 'assassino della tia, lei non l 'avrebbe seguito
perché lo conosceva, dunque deve essere stata un 'altra persona che non
conosceva, oppure uno del quale aveva fiducia.
Un momento.
Niente, la sua borsa è scomparsa.
Ne deducete?
Ne deduco, deduco!
Siete capaci di dedurre qualche cosa voi?
Meglè!
Scusate, scusate, capo, ma ammetterete che qui da noi si entra e si esce come
un mercato?
Poi ci voleva anche questa maledetta forza che avrebbe dovuto essere abolita
un pezzo. Certo che sareste ricevuto quella ragazza quando... Lo so, lo so.
facciamo? Che proposito? Non possiamo certo raccontare alla stampa che è
caduto un assassino proprio in casa nostra.
Sì, vabbè, saranno presto a saperlo.
Piuttosto posso chiedervi una cosa.
Mi autorizzate ad affidare a Luca la faccenda dei polacchi?
Decidete come meglio credete.
Scusatemi, signor Commissario.
Chiudo il portone.
Entrate, prego.
Grazie.
A me?
Grazie.
Accomodatevi pure, signor Commissario.
Con rispetto parlando.
Non oserei mai sedere sulla poltrona.
Era quella del mio povero marito.
Come vi dicevo, con rispetto parlando, questa povera signora era la nostra
padrona, Juliette Buonney, vedova. E quando dico povera, signor commissario,
per rispetto ai morti, perché quella era una carogna del signore Labia Ingloria.
E ringraziamo il buon Dio.
Il buon Dio che in questi ultimi tempi ci aveva usato il favore di toglierle
quasi completamente l 'uso delle gambe. Io non sono più signora delle altre e
non auguro male a nessuno, ma vi assicuro, signor Commissario, che quando
signora Boanè camminava come tutti, qui si stava come in galera.
Juliette Marie Catenot, vedova Boanè, 59 anni, nata a Fontenelle con Vandea,
senza professione.
No, dico, come vedete, questa è una casa tranquilla. A quest 'ora tutti, o quasi
tutti, sono già rincasati. Da quando la signora Buonè era proprietaria della
casa? Da sempre, si può dire.
Suo marito era costruttore. Ha fatto questa e molte altre case del rione.
Quando lui è morto, una quindicina d 'anni fa, lei è venuta ad abitare qui.
Con rispetto parlando, era già da allora la stessa arpia di adesso, salvo che
allora camminava, ne so io qualche cosa.
Se un cane o un gatto, con rispetto parlando, faceva i suoi affari per le
erano grida per 15 giorni.
Giuseppe? No, no, no, è il bambino della signora Bourniquel che abita al primo
piano. Il suo marito è commesso viaggiatore, quasi sempre via.
Ehi! Ehi!
E la donna di servizio della signora Bourniquet, che porta la spazzatura in
cortile. Che... cosa stavo dicendo?
Ah, che la signora Boinet è venuta ad abitare qui. Ed era sola?
Per un paio d 'anni. Poi sua sorella, anche lei vedova, è morta a Fontenay. E
allora la signora Boinet ha fatto venire qui i tre figli.
Due femmine e un maschio.
Ci ha meravigliati tutti.
Tanta generosità.
Un bicchiere di vino, signor commissario?
Accettatelo, un bicchiere di vino.
Eccola qua!
E ancora la bottiglia che mi ha dato il signor Vornichelli!
No, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no,
no,
no Dunque dicevate che una delle ragazze era... Faccio io? Forse è meglio, sì.
Una delle ragazze era Cecile e l 'altra ragazza è il giovinotto.
Dove sono?
Sono andati, sono andati. Il primo ad andarsene è stato il signor Gerardi, il
nipote. Si è arruolato, certamente per non abitare più con sua zia.
E poi si è sposato. E sta dalle parti della Bastiglia.
Viene di Ravo adesso.
Credo che i suoi affari vadano poco bene.
Ed è...
Molto non lo vedete, l 'avete visto di recente, no? Vito, Vito, abitualmente
aspetta fuori che sua... Scusate tanto. Che sua sorella, sua sorella esca.
Sì. Non è uno che si dia delle aree, no, no, di sicuro. La moglie aspetta un
bambino. È venuto qui la settimana passata, il signor Gerard, ed è salito.
pensato che fosse venuto a chiedere del denaro.
era tutt 'altro che allegro quando è disceso certo che per cavare un
quella tia con rispetto parlando ci vuole altra grinta che la sua
alla vostra salute signor commissario alla
vostra signora grazie
È impossibile!
Chi è?
È la seconda figlia dei signori Siveschi che abitano al quinto piano di fronte
alla signora Buonè.
E che gente è?
Padre, madre e due figli.
L 'una l 'avete vista stamattina, poté.
Questa invece era la seconda.
Delle tre donne è meglio non parlarne.
Sono uno scandalo per tutti.
Le ragazze le trovate sempre con qualche giovinotto.
Il padre poi, con rispetto parlando, è un gran babbeo. Va tutti i giorni a fare
la spesa, sempre pieno di debiti.
Non come il signor Lecoq, il proprietario di biciclette.
A che piano sta questo signor Lecoq? Al primo.
Al primo piano?
Di fronte ai Burnichel? Sì.
Sì.
Al secondo piano.
Ci sta il signor De Zeglino. Sì, è un controllore di autobus, non si sa mai a
che ora torna perché cambia sempre orario. Questo sta nell 'appartamento di
sinistra, e a destra che c 'è? Una professoressa di pianoforte.
Sì, sì, signorina Pocco. Sì, riceve aglievi a tutte le ore.
E quando piove, con rispetto parlando, le mie scale sembrano un letamaio.
E qui al terzo piano? No, è unico, signor commissario, è ancora vuoto, deve
essere affittato. Ah, ho capito.
Volevo vedervi. Mi hanno detto che il famoso commissario Magretta era qui.
Beh, adesso che mi avete visto potete andare, no?
Non mi interrogate?
Avete da dirmi qualche cosa?
Eh, chissà. Signor commissario, non date retta a questa facciata!
Entrate.
Beh, di che cosa si tratta?
Volevo parlarvi del signor Dan Duran.
Chi è? Non so che cosa voglia dirvi questa vifera, ma è certo che queste
ragazze, con rispetto parlando, mentono come veri acqua fresca. Il signor
Dandiran, signor commissario, un avvocato, una persona molto, ma molto
che occupa da solo, da anni, tutto il quarto piano.
Prende i passi in trattoria, non riceve mai nessuno. Da un momento all 'altro
rincaserà, vedrete.
Ebbene, il signor Dandiran... Che cos 'è il signor Dandiran? Proprio così.
Ogni volta che io e mia sorella passiamo per le scale, lui ci fa il sorrisetto e
ci invita a casa sua.
Non lo ascoltate, non lo ascoltate. Io vi giuro che è vero. Va bene, signorina,
vi ringrazio. Tornate a casa vostra, i vostri genitori saranno in pensiero.
No, sono al cinema con Pozzì.
Non avete niente altro da domandarmi? No, niente altro. Buonasera.
È vero che Cecilia è morta?
È una vergogna.
Con rispetto parlando.
Ancora un bicchiere di vino, signor commissario? Ah, grazie, signora Benoit.
permettete, io mangio un po' di questo formaggio, sapete, non posso bere a
digiuno. Comprendo, comprendo benissimo.
Ah, ci dà.
Ecco. Dunque qui, in questa casa, nessuno può entrare, no? A vostra
No, sarebbe difficile, perché non ci sono chiavi. Io poi apro il portone.
Con quel pulsante lì, quando sento suonare. E dai negozi?
I negozi. Le porte dei negozi sono state murate perché la signora Buonè aveva
una gran paura dei ladri. Ma mi avete detto che da molti mesi non usciva.
Già, ma non era del tutto paralizzata. Nel tuo appartamento andava e veniva
appoggiandosi a un battone e qualche volta si trattinava fino al pianerottolo
per spiare cosa facevano gli inquilini e vedere se io facevo le pulizie.
Ma riceveva gente o no? No, no, no, nessuno, nessuno, tranne suo nipote, il
signor Gerarchi, veniva qualche volta. La seconda delle nipoti, la signorina
Bert, non ha mai più messo piede in casa della tia. Con rispetto parlando, credo
che abbia un amico.
Insomma, la signora Boni viveva sola con la signorina Cecilia? Sì, sì, sì,
povera ragazza, tutt 'altro che robusta, ma faceva tutto lei, sì. Va.
E si che era, se si, che andava a depositare il denaro degli affitti in
Quale banca?
La signora Buonè non avrebbe messo il suo denaro in banca per tutto l 'oro del
mondo. Ancora un bicchiere, signor comitario? No, proprio, sono venuto a
mangiare. No, fate, fate pure.
Grazie, signora.
La vostra salute.
Guardate, tanto con rispetto parlando.
Non è che io vivo spesso, soltanto così, quando si presentano le occasioni. È
male.
Deve essere il signor Dandiram.
Quello certo non mi sporca le scaglie.
Niente posta per me, signora Benoit.
E niente per questa sera, con rispetto parlando, signor Dandiram.
Il commissario Megri, se non sbaglio.
Figuratevi, signor commissario, che vengo dal vostro ufficio.
So che non è l 'ora, ma so anche che a volte voi vi trattenete oltre l 'orario.
Ma avete qualche cosa di urgente da dirmi?
Ma... ho pensato.
Se volete usarmi la cortesia di salire su da me, voi permettete... Oh, per
carità, per me... Prego.
Grazie.
Nicola Benoit, io vi ringrazio. Dovere.
Buonasera. Smorterò io la luce, signor Dandirand.
Grazie. Prego, signor Dandirand.
Scusate se passo per primo, faccio luce.
Freddo, eh?
Volete togliervi il capotto, signor commissario?
Faccio strada.
Fumante.
Grazie.
Capisco, preferite il vostro tabacco.
Non mi avete ancora riconosciuto.
È vero che ci siamo visti due volte sole.
Una da Alberri -Viblanche.
Lo so, signor Charles.
E... partite.
Grazie. E l 'altra?
L 'altra nel mio ufficio, alla centrale.
Otto anni fa, un giorno che avevo qualche domanda da farvi.
Beh, devo ammettere che avete risposto abbastanza bene a tutte.
Sedete, prego.
Questa mattina ero assente.
Posso domandarvi dove eravate?
Capisco. Adesso che so che la cosa può sembrare compromettente, ma ho l
'abitudine di frequentare il Palazzo di Giustizia, una vecchia mania di uomo di
legge, da che... Da che vi hanno radiato dall 'albo degli avvocati a fontene le
conto. Passo le mie ore libere a Palazzo, sì.
Oggi, nell 'aula tredicesima, c 'era un processo curioso, una faccenda di
estorsione.
Mi piacerebbe lasciare le vostre mani in pace.
E dirmi perché siete venuti al mio ufficio.
Scusate. Sì, questa mattina, quando sono uscito di casa verso le otto, come vi
dicevo, non sapevo che cosa era accaduto a quinto piano. L 'ho saputo al
palazzo, verso le quattro. È stato un mio amico che... Vi ha informato dell
'assassinio di Juliette Boanet, originaria di Fontenelle e Comte, come
È il lato, signor commissario.
Sono venuto qui, ma voi eravate già andato via.
Ho preferito non dire niente all 'agente di servizio. Ho preso il trama per
tornare da voi in ufficio.
Certamente ci siamo incrociati.
E il commissario Cassie che mi conosce.
E credo che vi conosca perché comanda la squadra del buon costume.
Il commissario Cassie mi ha detto di Cecil e io avrei potuto...
Ma era voi che volevo parlare. Per dirmi che cosa?
Per dirvi...
che la notte scorsa, fra mezzanotte e luna, io mi trovavo di sopra, nell
'appartamento della signora Buoni.
La frequentavate?
Le ho portato una busta con del denaro, sì, denaro suo.
Era mia amica e in un certo senso mia cliente.
Scusate una mia vecchia abitudine.
Ditemi, signor Dandurand, se non sbaglio, è stata una faccenda di
vi ha fatto allontanare da Fontenay.
Siete stato condannato a due anni, mi pare.
Sì.
Se ho ben capito, vi occupavate degli affari della signora Boanet.
Avevo conosciuto Juliette, sua sorella, a Fontenay. Sì, eravamo quasi vicini.
Ci siamo ritrovati quando ho affittato questo appartamento. Lei era già vedova.
Ma non l 'avete conosciuta da viva?
Non voglio dire che fosse pazza, ma certo era molto bizzarra.
Aveva l 'ingordigia del danaro. Teneva tutto il suo patrimonio liquido. Con sé
tanto aveva paura che le banche potessero rubarsi.
E voi? E voi ne avete approfittato?
È stata lei che ne ha fatto profitto, signor commissario.
Ma non avete mai sentito parlare della vecchia Juliette, no? Ah, è vero, già
dirigete la squadra speciale, no? Ma il vostro collega Caffier, del buon
costume, la conosceva assai bene.
Stupefacenti?
Locali... equivoci.
Sì.
Ero io che provvedevo...
Agli investimenti e alle riscossioni.
E lei sapeva quale impiego facevate del suo danaro? Ah, purché rendesse molto,
qualsiasi affare per lei era buono, ecco. E conoscendovi si fidava di voi?
So che la mia situazione può apparire falsa, signor commissario,
ma vi assicuro che vi ingannate.
Domandate di me ai titolari delle imprese più importanti del giro.
Voi lo sapete bene, quelle gente che non perdono una scorrettezza.
Tutti vi diranno che il signor Charles è corretto.
Ma la gente sapeva dei vostri rapporti con lei?
No, no, no.
Fra le tante manie di Juliette c 'era anche quella di fare le cose di
di diffidare di tutti.
Aggiungete che si trattava di affari poco puliti.
Anche.
Da sei mesi non usciva più di casa, perciò dovevo andare io su da lei, sì. E
sapete come ero costretto a fare ogni volta? Non so se avete visto in
le cassette per la posta.
Il mattino del giorno in cui decidevo di andare da lei, nel prendere la mia
posta, facevo un segno di croce a matita sul giornale di Juliet.
La povera Cécile, che non sapeva niente, portava il giornale alla zia. Verso
mezzanotte, senza far rumore, io salivo su da lei e Juliet mi aspettava dietro
la porta appoggiata al suo battone. E la nipote non si è mai svegliata, no?
Cécile? No.
La zia provvedeva a che non si svegliasse.
Immagino che perquisendo l 'appartamento voi abbiate trovato parecchi tubetti di
sonnifero. La sera, ecco, in cui mi aspettava, Giulietta metteva qualche
compressa di sonnifero nella tisana di sezioni.
Ecco. Beh, posso offrirvi un liquore, signor commissario?
No, no, grazie, non... Capisco.
Ma siete su una falsa strada.
Vi assicuro, signor commissario, che io sono incapace di uccidere un pollo. La
sola vita del sangue mi sconvolge. La signora Buonè è stata strangolata.
Neanche di questo sarei capace. Del resto, non avevo alcun interesse a
Giulietta.
Ditemi, signor Dandurand, secondo voi quanto denaro poteva avere in casa la
signora Buonè?
Ma... Un 'ottocentomila franchi circa.
Sapevate dove teneva questo... No, no, no, non me l 'ha mai detto, però
conoscendola come la conosceva. Io credo che non se ne staccasse mai, doveva
sempre averlo a portata di mano, ci dormiva su anche, credo, poverino.
Eppure non si è trovato niente.
Certamente aveva delle carte, dei documenti delle sue proprietà.
Non ci sono più nel secretario.
A che ora siete sceso la notte scorsa?
Verso l 'una, l 'una e mezza.
Secondo il medico, la signora Boanè è stata uccisa verso le due.
Una domanda ancora.
Nel corso della vostra visita, qualche indizio vi ha fatto supporre che Cecil
non dormisse?
No.
Cercate di ricordare. Siete certi di non aver dimenticato lassù qualche cosa che
possa far sospettare della vostra presenza?
No,
non mi pare.
E questo è quanto volevo sapere da voi, per il momento.
Beninteso, vi prego di non lasciare Parigi. Capisco, capisco, signor
Commissario. Ah, scusate, dimenticavo una cosa.
Ricevete spesso i vostri amici?
Non ho amici.
Beh, chiamiamoli i vostri soci di affari. No, non hanno mai messo piede
Anch 'io sono prudente, signor Commissario. Non ho la maniera di
non sono... Dov 'è?
Ascoltatevi! Ascoltatevi!
Non fate così!
Fermatevi, signor Commissario! Vi prego, signor Gerard! Vi prego! Voglio vedere,
mi ascolto!
E sopra c 'è il Commissario! Signor Gerard!
Ascolta! Signor Gerard!
Sentela! Mi pare questo baccano!
Commissario! Voi tornate in portineria. Voi tornate a casa vostra. Anche voi,
chiudete quella porta lì.
Ma cosa è successo qua dentro?
Eh, mi sei stata la squadra scientifica.
Fotografi, giudici, istruttore.
Ma voi come avete saputo?
Solo adesso?
Allora è vero.
Chi l 'ha morta?
Chi ve l 'ha detto?
La polizia.
Allora è possibile.
Dov 'è? Non è qui, andiamo, calmatevi. Su, sedete qui.
Come avete saputo allora, eh?
Beh, farò le domande io, così faremo più presto.
Cosa avete fatto oggi o in pomeriggio?
Sono stato in tre posti, cerco lavoro.
Che genere di lavoro?
Un lavoro qualunque.
Mia moglie... Aspetta un bambino, tra pochi giorni siamo stati sbrattati.
pranzato a casa?
No, ero al caffè. A cercate del lavoro al caffè?
Anche voi come mia moglie si capisce.
Perché anche voi non sapete cosa si accorre inutilmente da mattino a sera.
Passare tutta la notte a scaricare la verdura ai mercati.
Questo va bene.
Non mi avete detto come avete saputo di vostra zia?
Da un giornale che ho letto su un tavolino al caffè.
E che ora era? Ma non lo so!
È tanto che io non ho l 'orologio.
Potevano essere le nove e mezza.
Sono costacato dietro ai lenti. Vostra moglie?
Sì.
Poi sono venuto qui.
Ma Cecilia... Perché è stata uccisa?
La portinaia mi ha detto.
Cecilia è stata uccisa perché conosceva...
Il nome dell 'assassino.
Avete bisogno di una buona tazza di caffè?
Io spero che non immaginiate che sia stato io a ammazzare mia
sorella e mia tia.
Non rispondete.
Credete, credete che io abbia... Piano, ragazzo mio, piano.
Eh? Mi fate paura!
Grazie a tutti.
Grazie a tutti.
Sì, è vero.
Il male della notte, della notte di Parì, quando le
figlie vanno e vengono, all 'ora in cui io torno, ho il
male delle sese che spostano le loro auto nelle strade di Parì e cambiano la
parure. Il pomeriggio vagamente,
gli armi sono contenti.
Sì, l 'été se promene, c 'est dimanche toute la semaine,
les feuilles tombent blême.
Grazie a tutti.
grazie a
tutti
Di quando è questa fotografia?
Il primo mese di matrimonio. No, meno male, perché non sorride facilmente il
vostro Gerard.
Non ha mai avuto fortuna.
Eppure è un ragazzo di valore. Ed è molto più intelligente di tanti altri
hanno dei buoni posti.
Andate d 'accordo?
Oh sì, ci vogliamo bene.
Ci accontentiamo di poco.
Ma l 'essenziale non ci manca.
Tranne il gas.
Che vi hanno tagliato perché non avete potuto pagare la bolletta.
Come fate a saperlo?
Beh, non adoperereste il fornello a spirito.
Non dovete cercare di nascondermi la verità. Io sono qua in veste d 'amico.
E come tale voglio rimanere per voi e per vostro marito.
Quantunque francamente si comporti in un modo tutt 'altro che incoraggiante.
Ma è inasprito. Ma bisogna mettersi al suo posto. Da un po' di tempo tutto gli
va di traverso.
Dalla mattina alla sera, da un punto all 'altro di Parigi, per correre dietro
gli annunci economici.
Spero perlomeno che non lo sospetterete. È incapace di commettere la più piccola
disonestà.
Forse è proprio perché è troppo scrupoloso che non riesce a farsi
Dal suo ultimo padrone, un commerciante delle tronc domestici, c 'è stato un
furto. Gerardo aspettava uno dei suoi colleghi.
Il padrone l 'ha interrogato minacciandolo.
Ma Gerard, piuttosto che denunciare il collega, si è licenziato. Oh, scusate,
ma...
Potete frugare tutto l 'appartamento. Non troverete niente di interessante.
Tranne dei conti da pagare.
Buongiorno, desiderate? Il commissario Maigret.
Il vostro nome, per favore? Monfils, André Monfils, agente di assicurazione a
Liusson. Monfils. Che cosa desiderate dal commissario?
Beh, io sono un parente. Si può dire l 'unico vero parente stretto della
signora Juliette Boinet.
La mia signora nasce a Gaznov, come la povera defunta.
Ah, capisco. E avete qualche notizia, qualche informazione che possa
il signor commissario?
Beh, sono comunicazioni riservate.
Preferisco esporle soltanto e personalmente al commissario Mebri. Mi
ma sempre il motivo della visita penso che il commissario non vi riceva.
Comunque, accomodatevi a riempire quel modulo lì sulla scrivania.
Glielo faccio avere il più presto possibile.
Vogliate annunciarci al signor direttore?
Beh, il signor direttore non diceve tutti.
Potete parlare con un brigadiere, con un commissario.
Annunciate al signor direttore che ci sono i signori Buonè...
E Maspie?
Ah, Buonè, parenti anche voi della tia di Cecil.
Già, anche noi.
Ah bene, allora parlate col commissario Megre, è lui che si occupa della pratica
Buonè. Brav 'uomo, fate quanto vi è stato chiesto.
Annunciateci al direttore.
Ma non vi riceverà. Ditegli chi siamo, Jules Maspie. Al pre Buonè. Antoine
Maspie, e aggiungete che veniamo a nome dell 'onorevole Maspie, che gli ha
telefonato annunciando la nostra libertà.
Ah, bene, allora scusatemi.
Accomodatevi, prego. Grazie.
In linea di fatto e di diritto, mia moglie che nasce Casnov, del resto né
meno della madre di Gerard e di Berpardon.
In linea di fatto e di diritto, dicevo, mia moglie parente stretta della
defunta.
Anzi, qualche cosa di più che con quei due nipoti. No, no, no, signor
Commissario, so quel che mi dico.
Da tempo immemorabile, si può dire, era inteso che lei, la defunta, ci avrebbe
lasciato parte della sua eredità.
Era stata madrina della nostra figliola maggiore.
Io non metto in dubbio la vostra parola, ma senza un testamento l 'eredità
spetta anzitutto ai parenti più prossimi. E non negarete che i due
della sorella... Io sono certo che un testamento esiste.
Solo se non è stato trovato, forse perché qualcuno avrà avuto interesse a
scomparire. Vi rendete conto della gravità delle vostre affermazioni?
Avete qualche indicazione precisa, non campata per aria?
Io per ora non so niente di preciso.
Ad ogni buon conto mi presenterò come parte civile al processo.
Megre.
Ah, siete voi, capo.
Megre, questi signori affermano che esiste un testamento.
Ho detto loro che l 'appartamento è stato perquisito da cima a fondo, che
stato trovato niente.
Cosa?
Vi prego, Megre, il signor Maschpie...
E consigliere municipale.
No, non preoccupatevi capo, ne ho un altro qui davanti a me che mi sta
le stesse cose.
No, state tranquilli, saranno trattati coi linguanti.
Bene, vi avvertiremo se ci saranno delle novità che vi riguardano. Prego, io?
Capo, ha telefonato Giambieri.
Beh, novità?
Pare che qualcuno dei polacchi voglia uscire dalla Tana.
Jean -Biè chiede cosa deve fare.
Seguirli e arrestarli appena non vi è troppa gente per la strada. Quelli sono
tipi capaci di sparare. Però Jean -Biè ha solo un uomo con te. Luca è chiuso
nella casa di fronte. Mando la squadra. No, vado io.
Arrivederci, signor Monti. Ma prego, signor Tomisaro, io vorrei ancora
Me lo direte, me lo direte, dopo i funerali. Ho saputo che avete voluto
cose in grande.
È vero, due carri di prima classe, chiarimoniere. Nella nostra famiglia
l 'abitudine di seppellire i nostri morti onorevolmente. Dunque, vi stavo
dicendo... Avete capito che ho altro da fare o devo pregarvi di andare via?
D 'accordo.
Buongiorno. Buongiorno, senatore.
Comissario, pare che gli uomini della banda dei Colacchi... Sì, sì, sono
informato, sì. Noi vi avevamo temporaneamente autorizzato di
dell 'inchiesta, ma al punto in cui stanno le cose è necessario che ne
riprendiate voi la direzione, così potremo arrivare al più presto a una
conclusione. A cosa intendete per conclusione?
Al ritrovamento di prove certe a carico di quell 'uomo.
Prove certe con quella gente lì?
Ci vorranno dei mesi. No, io non vi posso concedere più di sette giorni.
Impossibile, mio giudice. Vuol dire che chiederemo l 'intervento della direzione
generale di polizia. Ma come faccio?
Mi date almeno mano libera? Sì, sì, liberissima, ma che cosa volete fare?
Eh, beh, io vado sul posto, a quanto il primo di quei cialtroni che mi viene a
tiro, lo porto qui dentro e poi... E poi? Eh, vi procuro le prove che
desiderate. Sì, ma io le voglio nei limiti della legge.
Senza violenza. Sarò uno contro cinque e armato della sola pipa. Meno violenza
di così.
Buono, stai fermo anche tu, fermi.
Buono, buono, su, su.
Non ha nessun tiri.
Appunto, mio cugino Buonè, marito della depunta, aveva di suo circa un milione.
Un milione? Sì, una bella sommetta che la vedova, parlandone come viva, si è
intaccata. Adesso che è morta, è giusto che almeno una parte di quel denaro, Non
suo, ritorni alla famiglia di tuo marito. Più che giusto. Vorrei vedere
qualcuno contestasse i vostri diritti. Non ci mancherebbe altro, gliela farei
pagare. Scusate.
Arriva Megre.
No, no, no, no, no, no, no. Basta, basta, basta, basta.
Buongiorno, scusate.
Accidenti, che uomo.
È fresco come se avesse passato la notte nel suo letto. Perché dove state?
A farvi sbocciare?
Non hai letto il giornale?
No.
Negret arresta il capo della banca dei polacchi, il bandito annientato dal
commissario dopo una lotta a Calais.
Attento, ecco il fratello.
Ah, è quello, signora Pardò.
Scusate, siete della famiglia? No, i familiari sono lì. Ma non riesco a
sapere chi dei presenti sono i parenti più stretti, quelli che devono metterci
subito dopo il teresi. Quelli là dicono di essere loro, quegli altri affermano
lo stesso e allora sono impazziti.
Scusate tanto.
Tu portami la macchina all 'angolo.
Siedati, donna.
Grazie.
Com 'è successo?
Alla padrona di casa, i bambini con rimpianti.
Bisognava che morisse perché qualcuno parlasse in questo modo di lei.
Mica vorrete che uno con il petto parlando.
Dica dei morti proprio quello che pensava quando erano vivi.
Una disgrazia.
Quello lì è il commissario Megret.
Permettete, scusatemi signorina.
Cosa volete ancora da me?
Volete bene?
La cortesia di lasciarci in pace?
Credo che vostra moglie vi abbia detto che sono stato a trovarla mentre eravate
assente.
Volete dire che avete perquisito casa nostra?
Avete trovato quel che cercavate?
Sì, figuratevi che a un certo momento, mentre vostra moglie mi voltava la
schiena, mi è venuta l 'idea di metterla a mano in un vaso di fiori.
Sono giardiniere anch 'io, sapete.
Quella pianta mi pareva avesse qualcosa di non naturale.
E di fatti guardate cosa ho trovato, appena sotterrato.
Strano, no?
E quello che è ancora più strano è che questa chiave apre la porta dell
'appartamento di vostra tia.
Ma le coincidenze strane non si fermano qui.
Ritornando in ufficio, trovo ad aspettarmi un fabbro, un fabbro che...
Abita qui a 100 metri.
E quale mi dice di avere fabbricato una chiave come questa 15 giorni fa? E
questo cosa prova?
Non lo immaginate?
Volete arrestarmi?
Non ne ho ancora detto.
Quella chiave me l 'ha data Filippo. Lo so.
Chi ve l 'ha detto? Il fabbro. E se sì, è andata da lui a fartela fare.
Insomma, cosa volete fare?
Ve lo dirò fra poco.
Grazie.
No, credetemi, non è stata stavalleria. Se fosse intervenuta la squadra, il
polacco non sarebbe uscito. E invece così, io... Buongiorno signore.
Comodi, comodi.
Siamo tutti?
Buon costume, stranieri, soccorso, giudiziaria? Ci sono io.
E Megri? È al funerale di Cecilia e della zia.
Novità? Che io sappia, no. Il signor commissario non mi ha detto niente.
Se l 'è presa seria, mi crede, quella ragazza. Da tre giorni è nero come un
calabrone. Non risponde che a grugniti. Avreste dovuto vederlo questa mattina
all 'alba quando ha atterrato con un colpo solo il polacco, signor direttore.
Giusto, cominciamo con l 'affare dei polacchi.
Avete il rapporto? Sì, ecco.
Non vi preoccupate, buone. Siamo nelle mani di un buon avvocato, no? Giusto,
giusto, però cercheremo di sollecitare la pratica.
Il commissario. Buongiorno.
Scusate, signor Commissario, avremmo qualcosa da dirvi io e i miei amici.
Ah, dite, dite.
Ci sarebbe un caffèuccio molto tranquillo qua vicino all 'uscita del
se volete.
Va bene, va bene.
A tra poco.
Quando potrò vedervi, signor Commissario? Dove abitate? Qual albergo?
Hotel di Santer, Boulevard Montferrat. Verrò da voi prima di sera. Non
che venga io nel vostro ufficio? No.
D 'accordo.
Signorina Berg, dov 'è vostro fratello? Sta venendo.
Non lasciatelo solo perché mi pare un po' eccitato.
Fate in modo di condurlo a casa da vostra zia, trovate una scusa.
Io vi raggiungerò presto.
Commissario, dovrei... Cosa c 'è?
Mi
chiedo
scusa, signor commissario, per il disturbo.
Prego, prendete qualcosa.
Calvadosso, un bianco?
Signor Calvados.
Accomodatevi, signor commissario.
Cameriere, Calvados per il signor commissario.
Saremmo potuti venire noi stessi nel vostro ufficio, ma forse è meglio
la cosa in tono non ufficiale.
Prego.
Alla salute.
Alla salute a te.
E veniamo al todo.
Non è il caso di fare complimenti, vero?
Si tratta della povera Juliette. Sì, la vecchia Juliette.
Aveva interessi in una dozzina di nostre... Imprese.
Ecco, sì, imprese.
Noi ci siamo riuniti ieri stesso per esaminare che cosa dovevamo fare.
Il signor Dandurand ve lo può dire.
Sapete, signor commissario, a quanto ammonta la parte di Giulietta in denaro
sonante?
Trenta milioni.
Ora, noi vogliamo bruciarci le dita.
Pare non ci sia testamento. Il signor Dandurand qui neppure lui ha voglia di
avere delle grane.
E perciò volevamo domandarvi che cosa bisogna fare. Sì, perché...
Sono già venuti da noi due tipi per parlarci.
Prima un certo signor Monfis, quella specie di becca morto che avete visto
al cimitero con tutti quei bambini.
E poi il fratello della signorina, Gerarco il giovanotto.
E tutti vogliono dei soldi. Ora, noi non diciamo mica di no, però bisogna sapere
chi ne ha diritto.
Ecco la situazione.
Ora... Signor Commissario, permettete, volete accomodarvi?
Ecco, signor Commissario, io... Beh, io sono quello che sono, e va bene.
Però c 'è una cosa che posso affermare.
È che i miei amici approveranno certamente, ed è che il signor Dandurand
sempre agito correttamente.
Le carte della morte sono scomparse, ma noi non siamo certamente gente che fa
delle storie se ci sono o non ci sono dei documenti.
Io ho parlato di 30 milioni, ma forse di più.
Comunque, con o senza documenti...
Nessuno ci metterà mano fintanto voi ci farete segno.
Qua riferirò ai miei superiori.
Un momento, scusate ancora una parola.
Però è necessario che i miei amici sentano.
Ecco, signor commissario.
Noi abbiamo deciso di mettere 200 carte a vostra disposizione.
per ritrovare il farabutto che ha ucciso la vecchia.
Vive?
Non c 'è altro?
Siamo tutti d 'accordo? D 'accordo.
Signor Dandurand, potete dare il denaro al signor commissario.
No, no, no, no.
Non adesso, no. Io devo riferire.
Cameriera!
Signor commissario, voi siete nostro ospite. No, no, no, invece ti tengo
assolutamente.
Come volete, ma non è pensato.
Ho fatto il possibile per condurlo su, ma non c 'è stato niente da fare e ha
voluto aspettarvi qui.
E adesso mi darete una spiegazione.
Venite.
Devo parlarvi, signor commissario. Dopo, dopo. È molto importante.
Importante o no, aspetta.
Sedetevi, ragazzi.
Confessate che sospettate che io abbia ammazzato mia zia e mia sorella.
Già, perché sono povero, sono stato sempre disgraziato.
A voi non importa se mia moglie aspetta un bambino e non ha salute. Voi
approfittate la mia assenza per mettere a suo quadro il nostro appartamento.
Avete fatto apposta ad entrarci mentre io non c 'ero.
Proprio così? Voi non avevate nessun mandato di perquisizione e lo sapevate
avrei impedito di ficare il naso nelle mie cose.
Ma certo.
A quel monfisco, metto, non avete neppure chiesto dov 'era la notte del
perché lui... No, mi riprometto di domandarglielo.
Oggi stesso approfittate l 'occasione per chiedere se io e le mie sorelle non
siamo stati sempre derubati.
E mia madre?
Assomigliava a Sessi.
Non solo al fisico.
Non potete capire.
Sempre umile.
Con l 'angoscia di prendere più posto di quanto lo aspettassi.
Quasi un bisogno morboso di sacrificarsi.
La mia povera sorella era così.
Tutta la vita ha vissuto come una serba.
Non è vero, Bert?
È vero.
La zia Juliet la trattava come una domestica.
Parlatemi di vostra madre, di vostra zia.
Com 'erano i loro rapporti?
Mia madre era la più vecchia.
Aveva 24 anni quando la zia ha conosciuto Buonè, un uomo ricco.
Per poterlo sposare aveva bisogno di una dote.
Mia madre e la zia erano orfene e vivevano a Fontenay con il reddito di
piccola eredità.
Mia madre rinunziò alla sua parte a favore della zia.
Tutti lo fanno in famiglia.
E se quel Monfils non è un bugiardo ve lo confermerà.
Insomma, è grazie a mia madre che la zia Giulietta ha fatto un buon matrimonio.
Non dimenticherò, diceva.
Puoi essere tranquilla.
Appena sposata...
E invece appena sposata ritene mia madre troppo miserabile per riceverla nel
nuovo ambiente in cui viveva.
La mia povera mamma fu costretta ad andare a fare la commessa in una bottega
Fontenay. Lì sposò un suo collega già malandato in salute.
Siamo venuti noi.
E' già stata una grande degnazione se l 'azia Juliet ha accettato di far da
madrina a Cecil.
Sapete quanto le ha mandato per la sua prima comunione?
Cento frani!
E lo si, era già proprietario di una dozzina di palazzi.
Puoi stare tranquilla, scriveva. Se dovesse succedere qualcosa ai ragazzi,
penserò io.
Mio padre è morto per primo.
Mia madre lo ha seguito poco dopo.
La zia era vedova.
Si era appena stabilita in questo palazzo, ma allora abitava tutto il
È stato il cugino Monfit che ci ha condotti qui.
Tutti e tre?
No, solo se sì.
No, tu non puoi ricordare, eri troppo piccolo.
Siamo venuti tutti e tre.
Appena ci ha visti la zia ha detto... Mio Dio, come sono magri!
Ma non vi dava da mangiare vostra madre?
Poi si inizia a criticare tutto.
Le scarpe, gli indumenti, la nostra educazione.
Cecilia era la maggiore, vero?
Sì, e la zia mi ha subito a fare l 'afferto.
Io dovetti andare a fare l 'apprendizia a un meccanico.
I poveri devono fare lavori manuali, diceva la zia.
E quando tornava a casa, improveri, maltrattamenti, portava una strappa ai
pantaloni, una macchia, sei un poco di buono, finirai male, non hai
riconoscenza.
E ci sopportava tutto in silenzio.
Peggio che una serva era.
Ma volete vedere come eravamo vestiti?
Appena ho avuto l 'età mi sono arrolato.
La zia mi mandava cinque franchi al mese.
Cinque franchi!
I miei compagni ricevevano pacchi, sigarette.
Tutta la vita sono stato a guardare gli altri.
A che età avete lasciato la casa di vostra zia?
A 13 anni mi ero presentata in un grande magazzino in cerca di lavoro.
Mi hanno chiesto quanti anni avevo e io ho detto che ne avevo 18.
Quando mi sono sposato la tia mi ha mandato una paletta da dolci d 'argento
e quando ho avuto bisogno ho dovuto rivendere, sapete quanto mi hanno dato?
30 franchi!
Se sì, non si toglieva mai la fame.
Eppure la zia era ricca.
E adesso che è morta, e com 'è che ve la prendete anche voi?
Non avete mai pensato di uccidere vostra zia?
Se dico di sì, voi dedurrete che sia stato io a strangolarla.
Ebbene, io l 'ho avuto questo desiderio.
Più di una volta.
Allora...
Disgraziatamente
sono troppo vile.
Adesso pensate a quello che volete e rettatemi. Mi piacerebbe unire tutti i
tempi o i minuti.
Avete ancora bisogno di me, signor commentario?
Perché?
È l 'una.
Il mio fidanzato mi aspetta all 'uscita del negozio.
Sapete il mio indirizzo?
Riordone 22.
Sono quasi sempre in casa la sera dopo le sette.
Quando non andiamo al cinema.
Cosa farete di Gerardo?
È stato sempre così.
Non bisogna dargli troppo peso.
Hai bisogno di soldi, eh?
Salutele per me.
Dille che andrò a trovarla domani. O dopodomani.
Signor Pantale.
Ditemi, perché Cecil vi ha dato questa chiave?
Volete saperlo?
Peggio per voi.
Me l 'ha data perché la polizia non fa il suo dovere.
Perché quando della povera gente si rivolge a lei non la scotta nemmeno.
Cecilia è venuta tante volte a cercarvi, non oserete negarlo.
Mi disse che qui aveva paura, che accadevano cose che non riusciva a
E voi cosa avete fatto?
L 'avete presa in giro?
Sì. Le avete mandato due volte quel brigadiere che si è contentato di
passeggiare su e giù per il marciapiede. E intanto agli uffici tutti ridevano di
lei. Passavano da posta davanti alla sala d 'aspetto per ridere di mia
È stato allora che si è fatta fare la chiave.
Scusate.
Dove vi incontravate con vostra sorella?
Per strada, quando avevo bisogno di parlarle.
Per chiederle...
Del danaro?
Sì, per chiederle del danaro, sì, è così.
Si direbbe che godete di averlo scoperto.
Ma sicuro? Capitava che mi desse qualche franco, mai molto, che riusciva a
prendere sulla spesa.
Io l 'aspettavo all 'angolo della strada, all 'ora in cui lei usciva per
commissioni.
Era questo che volevate sapere.
Adesso siete servito.
Dieci giorni fa, circa, Cecil mi dette quella chiave.
Avrebbe voluto che io passassi la notte di tanto in tanto da lei per riuscire a
scoprire cosa accadeva qui dentro.
E ci siete venuto?
No.
Per via di mia moglie.
Il medico teme che abbia un parto prematuro. Io pensavo di venirci dopo.
Ma come sareste entrato?
Senza farvi vedere dalla portinaia?
Sì, sì, l 'aveva previsto ogni cosa.
Ogni sera verso le sette la portinaia sale a portare la posta agli inquilini e
tutte le volte si ferma a chiacchierare con i deseglisi, quelli del secondo.
Bastava che passassi in quel momento.
E vostra tia?
Io so che quello che sto per dire si ritorcerà contro di me.
Tanto peggio.
Oramai.
Era fatto.
L 'azia aveva dei dolori alle gambe che faceva fare i massaggi d 'aria calda
ogni sera da Settil.
Mia sorella adoperava un asciugacapelli elettrico.
Sarebbe bastato a coprire il rumore che avrei potuto fare nell 'aprire la porta
con la chiave e andarmi a nascondere sotto il letto di Settil nel suo
Capisco.
Adesso basta.
Ho fame.
Mia moglie mi aspetta.
Mi avete già messo abbastanza paura con la vostra visita.
Se non mi vede... Insomma, voi mi arrettate o vi chiedo il permesso di
andarmene.
Quanto all 'eredità che ci spetta di diritto la vedremo se... Potete andare.
Povvero.
Non mi arrettate ancora.
Siete troppo buono, non so come ringraziarvi.
Piccolo imbecille.
Vabbè Dico, sei ancora qui?
Ho da dirgli una cosa importante. Esci avanti, su.
Beh, cos 'hai da dirmi?
Fregate.
La sera in cui è stata uccisa la signora Buonè, ho visto entrare dal portone il
giovanotto che è appena andato via di qui.
Gerard?
Lui.
Ma dov 'eri quando l 'hai visto?
Nella strada.
E cosa facevi?
Ero con un amico.
Ma sei sicura che fosse proprio quella sera?
Sta scritto sul mio diario a quella data.
A fermi di aver visto Gérard Pandon entrare qui in questa casa?
Era vestito come quella qui, con lo stesso impermeabile e il capello grigio
l 'ala abbassata.
Si è guardato attorno ed è entrato precipitosamente nell 'androne.
Che ora era?
Le sette di sera.
Ne sono sicura perché il portalettere era appena passato.
Ti ringrazio.
È molto importante, vero?
Non lo so.
Però, se il fratello di Cecil era nella casa quella sera... Vabbè, vedremo poi.
Ti ringrazio. Non avete altre domande da farmi? No, grazie, grazie. Ti
ringrazio. Devo venire al vostro ufficio per il verbale della mia deposizione.
Vabbè, quando sarà il momento ti farò chiamare io, va bene?
Arrivederci, signor commissario. Arrivederci.
Questo annunci dice di aver veduto Gerard entrare in casa alle sette di
Ma l 'avrà poi veduto veramente.
È un 'affermazione gravissima.
Ma ha già fatto una deposizione ufficiale?
No, ma dovrà farla. È una cosa spaventosa. L 'affermazione di una
sciagurata può mandare un uomo in galera e anche peggio.
Non è colpa vostra se questa sessile è stata uccisa.
Non mangi più?
No, non ho fame.
Torni per cena?
Se potrò.
Taxi! Hotel du Centre.
Signor Bonfisca, al favore.
Signor Commissario, prego.
Permettete, vi presento il mio regale.
L 'Avvocato Lelù. Io ho affidato la tutela dei miei interessi a Parigi.
Felice della conoscenza.
Accomodatevi, prego.
Il mio cliente... Cioè, un momento, non sapevo che...
Il signor Monfils avesse già bisogno di un avvocato.
Assistenza per questioni ereditarie, intediamoci bene. Ci troviamo di fronte
una situazione perlomeno ingarbugliata, finché non si troverà il testamento. Ma
credete che esista questo testamento?
Andiamo su. Una donna ricca, veduta come la signora Buoné, nata a Casnù, volete
che non abbia fatto testamento?
Oh, ecco mia moglie.
Vi chiedo scusa, signor Commissario.
Noi partiamo, Henri. Abbiamo appena il tempo di correre alla stazione.
Arrivederci, signor Commissario.
Arrivederci, Avvocato.
Non ti fermerai mica molto a Parigi, vero, Henri?
No, no, no. Appena ci sta facendo avviata prendo il treno.
E cinque, eh? Sì, sì.
Ho creduto, mio dovere, signor Commissario, soprattutto di fronte alla
famiglia, di rivolgermi ad un uomo di legge che d 'ora in avanti si terrà
costantemente a contatto con voi. E nel... Ma... Scusate, dove andate? Sarò
lieto di ricevere l 'avvocato nel mio ufficio se e quando avrà qualche
dichiarazione da farmi.
Signori, vi riferisco.
Ma che gli è preso? Che cos 'ha? Ah, non fateci caso, è così.
Questi poliziotti, vedete, non hanno piacere di dover trattare con gente del
mestiere. Si è cercato di trovarmi qui.
Non preoccupatevi e fidatevi di me.
Gli stavo dicendo... Prego, prego, avvocato.
Sigaro. Grazie.
Dunque.
Tu affermi che quella sera eri al cinema.
L 'ho già detto a lui.
Scusami, ma io non ho assistito al tuo interrogatorio come vuoi che lo sappia.
Dunque, tu eri al cinema.
Senti, che c 'è? Il bilancio vuole il capo. Ah, bene, per favore, vuoi
continuare tu? Certo.
Oh, dunque, dunque, vediamo un po'. Ah, ecco, sì.
Dunque, tu quella sera eri al cinema.
Ho già detto dieci volte quello che so ai vostri colleghi. Va bene, ripetilo un
'altra volta per me.
Pronto? Jean -Pierre?
Sì, comandante, signor direttore.
No, il signor commissario Magret non c 'è.
Sì, ci siamo messi qui per essere più tranquilli.
Sì, perché stiamo interrogando il polacco.
No, non so dove stia il commissario Magret.
No, lui si sta occupando dell 'affare di Sestilta.
Sì, scusatemi, sì, so che lo sapete, ma siccome mi avete domandato... Certo.
Certo, signor direttore, appena saprò qualche notizia dal comitare io gli dirò
di telefonarvi. Senz 'altro.
Senz 'altro, signor direttore, arrivederci.
Il direttore, il giudice istruttore ha telefonato tre volte per sapere dove è
Megre.
Oh, dunque, vogliamo continuare?
Dunque tu quella sera eri al cinema?
Sì!
Vi ho portato il giornale. Ah, grazie.
Sedete. Grazie, grazie.
Posso aprirvi un caffè? No, non disturbatevi. No, nessun disturbo. L 'ho
fatto. Beh, proprio per non rifiutare.
Ha già qualche indizio il signor commissario di chi è l 'assassino?
No. No, che io sappia. No, ma io sono sempre l 'ultima a saperlo.
Cosa dicono i giornali?
Poco o niente. Oggi si accontentano di descrivere il funerale delle due povere
donne.
Guardate che belle fotografie.
E in più di una c 'è anche il signor commissario.
Eccolo qua. Sta bene?
Scusate. Prego.
Pronto. Casa Megre.
Sono sua moglie.
Buongiorno, signor giudice.
No, no, mio marito non è in casa.
Non mi ha detto dove sarebbe andato.
Ah, certamente, sì. Se verrà o telefonerà io gli riferirò che
parlargli.
Grazie, signor giudice. Buongiorno.
È ancora lì la portinaia? Sì, ma la mando via.
Ma davvero non sapete dove può essere andato il signor commissario? Non me lo
dice mai.
Già, lo fa per non tenervi in ansia.
Però siete amirevole, signora. Io mi dico sempre, ma come fa la signora Megre
essere così serena? Così serena mentre il suo marito è continuamente in
pericolo.
Cosa volete farci? Ci sono abituata, per forza.
Arrivederci, signorina. E buongiorno, signora Megre. Buongiorno.
Sì, certo che Dandioran è un essere sporco, io ne ho conosciuti tanti come
ma nessuno era un assassino.
Poi che interesse poteva averci? No, no, no.
La vecchia deve essere stata strangolata dopo che Dandioran è uscito.
È il momento che stava per andare a letto, aveva ancora una calza infilata.
Gérard piuttosto, Gérard entra alle sette nella casa.
Poi va nella camera della sorella, assiste non visto al colloquio della
con Dandioran, probabilmente anche vede i danari che Dandioran ha portato.
E sì, tutto è possibile, ma allora bisognerebbe pensare, ammettere che
veniva a denunciare suo fratello.
E in più bisognerebbe anche ammettere che era Gérard l 'uomo che Cecil ha
seguito nel corridoio.
Già.
Ma come mai Gérard, che non aveva mai avuto a che fare con la politica,
conosceva l 'esistenza non solo del ripostiglio a muro, ma persino del
di servizio verso il Palazzo di Giustizia?
Notizie del commissario Megre?
Niente, signor procuratore.
Ma non vi pare che la cosa stia diventando, diciamo, poco riguardosa nei
confronti? Non capisco, signor giudice.
Che cos 'è accaduto?
È accaduto che il signor commissario Megre è sul punto di arrestare l
delle due donne. E voi, suo direttore, e io che dirigo l 'inchiesta, dobbiamo
averne notizie dai giornali.
Leggete, leggete la didattaria.
Semplice coincidenza? Non si direbbe che il commissario Megre stia agguantando
lo spaurito colpevole?
Semplice combinazione, non sembra che il commissario McGree lascia cadere la sua
mano pesante.
Idioti!
Ah, signor commissario, il signor direttore vi desidera e il signor
vi ha fatto cercare già due o tre volte.
Beh, va bene, ci penso io dopo.
Oh, bene, allora tu eri nel bar. No!
Buonasera, capo.
Salute, capo.
Ma è possibile che vi fate fare interrogatori qui nel mio ufficio? Ma io
posso vedere questa confusione qui sul tavolo, andiamo!
Luca! Avete perfettamente ragione, capo, ma il vostro ufficio è così tranquillo,
nella nostra stanza c 'è sempre un 'altra. Ma ci sono tante altre stanze,
andiamo. Capo, stiamo da dieci ore qui noi, ordinate un paio di panini e delle
birre.
Per capo, stiamo dieci ore. Sì, ho capito, ho capito, dieci ore.
Io, Torrance, Berger, Jean Viet, lo stiamo
lavorando, quella carogna, ma tiene duro, io credo che ci vorrà tutta la
Per capo, non potreste venire voi verso le due o le tre a dargli una rosolatina?
No, non ho tempo, non ho tempo.
Se ti ha telefonato qualcuno per me?
Ah, sì, sì, un certo Dan Durant.
Cosa ha detto?
Ha detto che si ferma in casa e che deve dirvi una cosa importante.
Ma è venuto nessuno qua a trovarmi, a cercarmi?
Non lo so, non lo so. Ma forse Leopoldo lo sa.
Infatti, capo, volevo appunto dirvi questo.
È venuto a cercarvi un giovanotto impermeabile, una fascia al lutto al
Era tutto sconvolto. Mi ha domandato quando sareste venuto e gli ho detto che
non sapevo. Anzi, mi ha chiesto il vostro indirizzo di casa e naturalmente
glielo ho dato.
Gerard Pardon?
Sì, qualcosa del genere.
Quando è venuto?
Circa mezz 'ora.
Aveva in mano in tasca un giornale? Sì, la Figaro. Lo aveva in mano tutto
sbalcito.
Toraz!
Andare subito in rue Padlamil, 22.
No, no capo, Toraz mi deve aiutare qui. Vabbè, chiamatelo un altro.
Conosci il giovanotto?
Il protetto dice sì. Sì.
Io spero tu possa trovarlo in casa, fai in modo di non lasciarlo solo. Non deve
avere la possibilità di commettere qualche sciocchetta, capito? E se non c
E se non c 'è, aspetteremo la telefonata della fluviale, a meno che non sia
riuscito a procurarsi un revolver. Aspetta, vieni qua.
Guarda, mi telefoni da Chardin Diorà all 'avvocato, troverai il numero dell
'elenco telefonico. Vai, sbrigati.
E' calda.
E'
cotto.
50 centesimi.
Buonasera, signor commissario.
Buonasera, signora Duran.
Buonasera, signor commissario.
Che? Sono io, signore.
Ah, sei tu di servizio? Sì, signore. Come ti chiami? Verdire, signor
commissario. Sei nuovo?
Beh, sono in servizio nella vostra squadra da 48 ore, però... Ah, mica me l
'avevano detto.
Niente di nuovo qua? Ah, ecco qua, signore.
Dunque... L 'inquilino del quarto piano, signor Duran, era incasato alle 6. C
'era... C 'era un signore che l 'aspettava sul marciapiede, un tipo
magro, con un sopravvito a martingala, che aveva una borsa sotto il braccio.
sono saliti assieme. Ho capito, deve essere l 'avvocato di Monfils, Leloum.
Si è trattenuto molto?
Beh, è sceso circa una mezz 'ora dopo, mi pare.
Niente altro?
Ah sì, la signorina del quinto piano ha chiesto se voi per caso sareste
rientrato.
Grazie signor Presidente.
Scusatevi, signor commissario.
Grazie.
Dopo la conversazione che avete avuto con i miei amici... Che cosa è venuto a
fare l 'avvocato Lellù?
Ah, lo sapete già.
Minaccia un 'azione legale per sottrazione di testamento. È convinto
Juliette l 'abbia fatto.
Si basa su certe lettere che Juliette scriveva a suo cugino Monfils ogni
capodanno. Dovrete chiedergli di mostrarvele.
Pare che Juliette chiamasse i suoi nipoti degenerati, parassiti e ingrati.
E in una lettera avrebbe scritto «E ti resteranno con un palmo di naso come
tutti i maschi e i buoni quando sapranno che lascio a voi tutto quanto». L
'avvocato Lelù si è limitato a minacciare.
No, mi ha anche fatto, come dice lui, delle proposte generose e oneste. Ah,
per uno.
Eh, fa tra poco.
Sarebbe forse una proposta da prendere in considerazione, se ci fosse un
testamento. Ma quella gente non conosceva Juliette.
A dire la verità, forse io ero il solo a vederla qual era, veramente, sì.
Aveva una tale paura della morte, di dover abbandonare un giorno tutto il suo
denaro, che quasi era convinta che non sarebbe morta mai, scusate.
Spesso mi ripeteva, quando sarò vecchia... In conclusione, com 'è
messo l 'avvocato Lelù alla porta.
Ma non è per questo che vi ho telefonato.
Capisco che la mia situazione è delicata.
E so anche che è in mio interesse che voi scopriate l 'assassino.
O gli assassini.
O gli assassini.
Come volete.
Infatti niente prova che non fossero più d 'uno.
In ogni caso ci sono due cadaveri.
Quindi due delitti.
Sì, sì.
È una teoria.
Vi dicevo che dopo la vostra partenza, io mi sono ricordato, non sono stato
di legge per tanti anni senza prendere certe manie professionali.
Ogni volta che davo a Giulietti gli interessi dei suoi investimenti,
numeri dei biglietti di banca.
Può essere puerile, ma in questa occasione ciò potrebbe esservi molto
E guadagnerete il premio offerto dai miei amici. Spero vi ricorderete che ho
fatto del mio meglio per aiutarvi, no?
Ma cosa posso offrirvi? Avete cenato un cognac, un liquore, no? No.
Senza complimenti.
Ah, sì, è la signorina Pocò, una maestra di musica che abita qui sotto.
Dimenticavo di dirvi che ho dato il vostro recapito nel caso dovessero farmi
qualche comunicazione telefonica.
In attesa vi pregherei di salire con me.
Certamente potremmo dire il telefono di lassù.
Ma credo di sì.
Se permettete...
Prendo le chiavi di... No, non occorre, lasciate, lasciate. Lascieremo la porta
aperta, ridiscendiamo subito. Eh? Va bene.
Era circa la
mezzanotte, mi avete detto. Sì. Eravate in pantofole?
Eh, come adesso, signor commissario.
Credo che non avesse l 'abitudine di suonare, o sbaglio? Giulietti mi
dietro la porta, non avevo nemmeno bisogno di bussare.
Allora, entriamo.
La luce nella sua camera è attesa?
Sì, la luce veniva lì, dal salotto, la cui porta era chiusa, signor
Signorina Lucy!
Signorina Lucy!
Sembra che ha le scale!
Sembra impossibile!
Voglio informarvi, signor commissario, che indossavo questo stesso abito, ma in
più avevo al collo una sciarpa bianca. In mano, no.
No, in tasca della giacca, avevo una busta con il... Aspettate, aspettate,
voglio farvi prima una domanda.
Per venirvi ad aprire, la signora Boanet aveva il suo bastone?
Senza bastone le sarebbe stato difficile camminare.
Ricordate com 'era la vestita?
È facile, una vestaglia verdastra sulla camicia da notte.
Aveva le calze, ricordo che le cascavano sulle caviglie.
Tutte e due?
Eh sì, tutte e due.
Giulietta abitualmente portava due calze, se è questo che vi interessa di
sapere, signor commissario.
Ma?
E Pantopole poi con suola di feltro, no, non aveva
nessuna civetteria, povera Giulietta. Anzi, penso che provasse una certa
soddisfazione a mostrarsi sotto il suo aspetto più sgradevole.
Capelli arruffati, faccia lucida di crema, occhi gonfi.
Non avete notato alcun 'altra luce nell 'appartamento?
Affermate di non essere uscito da questa stanza?
Sì, sì.
Aveva una pistola la signora Buonè?
Certo. L 'aveva quasi sempre sotto il cuscino. Aveva paura dei ladri.
E dove era seduta la signora Buonè?
Qui, al suo secretario che ha aperto.
Sapeva che veniva a far conti e a portarle del danaro. E dove ha preso la
per aprire questo mobile?
Ma io francamente non ricordo.
Penso che aveva la chiave nella tasca della vestaglia.
Ditemi, signor Dandiora, se ha aperto il segretario al momento in cui voi vi
assicuravate a darle i vostri conti, vuol dire che lì dentro ci teneva tutte
sue carte d 'affari, no?
Evidentemente sì.
Confesso che non ci avevo pensato.
E di che cosa avete parlato nel frattempo?
Ma non parlavamo mai molto.
Penso di averle detto che avevo freddo per spiegare perché portavo la sciarpa
collo. E poi le ho parlato di un suo locale di
pesier che non andava molto bene.
Quella notte camminavano tutti questi orologi?
Non saprei.
Non ci ho fatto caso, signor Commissario.
Noterete anche voi, signor Dandurand, che benché tre piani si separino dall
'appartamento della signorina Foucault, pure udiamo distintamente il suono del
suo pianoforte. La casa è sonora e ciò mi rassicura.
Se mi chiamano al telefono qui sotto, udrò certamente la chiamata.
Beh, continuiamo. Veniamo alla vostra busta. Cosa conteneva?
52 .000 franchi.
E la Buonè ha contato i biglietti? Li contava sempre.
Sapeva che voi annotavate i numeri?
Non glielo ho mai detto.
Continuate, signor D 'Angelo.
Poi penso di averle parlato a lungo di questo affare di Desier.
Voi lo sapete, questi sono affari che è necessario tenere sempre d 'occhio.
Il controllo in queste faccende è difficile.
Io mi sono offerto di andare sul posto di persona a esaminare le
cose, signor comitato.
Continuate, continuate!
Sì, sì, come volete.
Ricordo di averle detto che con l 'inverno si verifica necessariamente un
piuttosto sensibile.
Mentre parlavate di ciò che mi avete detto non avete sentito...
rumori nell 'appartamento.
Parlavate ad alta voce come adesso?
No, no, a bassa voce.
Giulietta aveva sempre timore di svegliare il suo nipote Cecil,
sonnifero, e poi gli fidava dei vicini.
Che cosa ha fatto dei 52 .000 franchi?
Li aveva in mano, sì.
Quando mi ha riaccompagnato alla porta.
Ma nella busta?
Sì, nella busta.
Mi pare.
Una busta comune?
Una busta usata che avevo preso sul mio scrittorio. Aspettate, era gialla. Che
corrispondenza avevo ricevuto quel giorno?
Sono quasi certo che era una busta del crediglio Ney indirizzata a me.
E quella busta non l 'avete più rivista?
No, no, no, signor Commissario.
Permettete che fumi, signor Commissario.
A proposito, quando venivate a trovare la vostra amica, vi
capitava di fumare, vero? Sì, sì, spesso, spesso, signor Commissario.
E che cosa fumavate? La pipa?
O sigarette.
Vedo che siete meglio informato di quanto non pensassi.
Se non avessi la coscienza tranquilla, signor commissario.
Ma come fate a sapere?
Voi non avete mai visto Juliette da viva, non è vero?
Vediamo un po'. Non ci sono portacenere nella stanza.
Io sono sicuro di non aver mai lasciato in giro.
mozziconi di sigarette.
Confesso che non capisco come siate riuscito a... Io fumo abitualmente la
ma un paio di mesi fa Juliet mi disse di non volerne più sentire il puzzo. E
allora quando salivo su io fumavo soltanto sigarette.
E siccome non ci sono portaceneri, mi servivo di qualche pezzo di carta che
portavo sempre via con me quando me ne andavo.
Ma come fate a sapere?
A meno che non ci fosse qualcuno nascosto a spiarci.
Beh, non ha importanza.
Quando la signora Buonevi ha riaccompagnato alla porta, aveva in mano
franchi. In quanto alla busta, me ne siete servito per metterci la
cenere in mozziconi delle sigarette.
È proprio così, ecco.
Giulietta ha richiuso la porta a chiave. Sì, a chiave, a chiave.
E voi siete sceso subito, non avete incontrato nessuno per le scale?
No. No.
Sapete se la vostra amica si è coricata immediatamente?
No. Non lo so. Non lo sapete.
Ah, ecco.
Questo è il telefono, no? Sì.
E certamente la mia chiamata. Ah, eh.
Scusate.
Ah, siete voi, capo?
Sono Torrance.
Gerard, non l 'ho ancora veduto.
È una cosa complicata. Per telefono non so come dire.
Pronto?
Pronto, mi sentite, capo?
Aspetta, zitto.
Pronto?
Capo, mi sentite? Zitto!
Resto all 'apparecchio.
Ti dico di star zitto!
Avete ricevuto la vostra telefonata?
Non ho finito, se volete scendere.
Scusate, non vorrei sembrare indiscreto.
Vorrete venire?
Sì, vi seguo.
Passate prima voi, se non vi dispiace.
Dove andiamo?
Nel vostro studio.
Pronto.
Pronto, capo.
Pronto, pronto.
Chiudete la porta.
No, no, no, non vi sedete, non vi sedete. Venite qui.
Mettete le mani sul tavolo qui.
Pronto. Pronto.
Parla. Ah, finalmente.
Dunque, Gerard, pardon, non è venuto a casa.
Sono ore ormai che l 'aspetto. È venuta la sorella, Bert.
Sì, ho pensato di salire per parlarle.
La moglie di Gerard piangeva. La sorella minacciava, diceva che siamo dei
carnefici, che se succederà qualcosa a suo fratello ce la farà pagare lei una
scena. Quella che piange, l 'altra che minaccia.
Insomma, vuoi venire al sodo. Cosa fate, giovinotto?
Verso le cinque è andato a trovare la sorella.
Era come pazzo, dice, e si è fatto dare del denaro, 130 franchi tutto quello che
aveva. Poi è scappato via gridando, lo saprai domani dai giornali quello che ho
fatto dei tuoi soldi.
Pronto, pronto, pronto.
Mettete fuori tutto quello che avete in tasca.
Cosa? Vuotate le tasche.
Come volete.
Adesso rivoltate le tasche.
Levatevi la giacca.
Volete che mi spogli, signor commissario? Fate quello che vi dico.
Le pantofole? Le pantofole. Vi faccio osservare, signor commissario, che sono
11 di sera e che a quest 'ora, anche se fosse munito di un regolare mandato,
avrei tutto il diritto di mettervi alla porta.
Non che ne abbia l 'intenzione, ben inteso.
Era soltanto per farvi osservare che se sono un po' nervoso...
Sedete. Sedete!
Sono a Megre, datemi Luca.
Ah, sei tu, Luca?
No, no, non ho tempo adesso.
Ah, beh, non ha ancora mollato. Beh, va bene.
Senti, chi c 'è libero lì da voi?
Ah, va bene, allora mandami il verger.
Dica prendo un taxi, che venga subito qui da Dandurand. L 'indirizzo lo sai?
Bene.
Benissimo, al quarto piano, di corsa, eh?
Buona fortuna.
Cosa avete fatto mentre stavo telefonando?
Niente.
Vi ho sentito rovistare per tutto l 'appartamento.
Non mi sono mai mosso.
Salve, salve capo. Buonasera per sé.
Ti presento il signor Charles.
Questa sera è un po' nervoso, non vorrei che facesse qualche sciocchetta.
Gli ho fatto notare che non era molto legale che noi ci occupassimo di lui
da vicino, ma mi ha risposto che non ci bada e allora ti lascio con lui. Puoi
andare a letto se vuole, tu lo veglierai come un parente malato, capito? Io
ritornerò domattina, se tardassi abbi pazienza. Non farlo uscire perché
prendere freddo, capito?
Capito.
Non fidarti del suo cognac. Non credo che valga molto.
Hai trattenuto il taxi? No, capo. Beh, tanto peggio. Buonanotte. Buonanotte.
Buonanotte, capo.
Signor Commissario, cosa succede?
E con rispetto parlando, c 'è stato un nuovo delitto?
Eh, chissà.
Può darsi.
Mi volete aprire, per piacere?
Aperto. Buonanotte, signora Benotto.
Buonanotte, signor Commissario.
Il male di Paris, di queste strade, di questi boulevards,
di questo aereo triste e grigio, di questi giorni e di queste notti, e l
del metro mi rivolge così presto che mi tolgo il mio Paris
per dei paesi meno grigiosi.
Ho il male della terra che ascolti le mie penne,
e mi piacerebbe tanto i piedi ai amici.
Mi piacerebbe viaggiare in tutti i belli quartieri, vedere al Palais Royal le
donne a marire, tragnare a Montparnasse
da caffè a caffè e montare a Belleville,
in alto della città.
Grazie a tutti.
Sì, è vero.
Grazie a tutti.
Buongiorno. Buongiorno.
Ah, signor commissario, scusate, aspettate un momento perché c 'è gente
vostro ufficio. Come c 'è gente nel mio ufficio? Il signor direttore desidera
che passiate prima da lui.
Ma che storia è questa?
È permesso?
Avanti, avanti.
Buongiorno signor Presidente. Come va l 'amore?
Meglio? Bene, grazie, sì.
Leopold mi ha detto... Sì, volevo appunto avvertirvi, ma accomodatevi.
Grazie. Mi sono permesso di far aspettare nel vostro ufficio un
Non sapevo dove metterlo.
Adesso è con voi che vuole parlare.
Ah sì?
Di che cosa si tratta?
Andate pure.
Ecco qua.
Leggi.
Jean Tanchon.
È il capo di gabinetto del ministro degli esteri. Ah sì, c 'è scritto,
maiuscole. Capo di gabinetto del ministro degli esteri.
Dunque, prega il signor direttore della Polizia Giudiziaria di voler
cortesemente facilitare il compito del signor Spencer Hoth dell 'Istituto di
Criminologia di Filadelfia che c 'è calorosamente raccomandato dalla sua
ambasciata.
Va bene, ma cosa desidera questo signore?
Studiare i vostri metodi.
Studiare i vostri metodi?
Ah, beh, questo poi non me l 'aspettavo, signor direttore.
Eh, beh, no, se ci mancava anche questa, insomma. E bravo, signor capo di
gabinetto. Eh?
Insomma, no.
Eh, beh.
Ecco. Salute, capo.
Signor Spencer.
Onoratissimo, signor commissario.
Scusate, niente di nuovo?
No, niente, capo.
Notizie del giovanotto? Di Gerard Fardon non si sa ancora niente. Berger?
Non l 'ho visto.
Sfido io, è in casa di Dandurand a fargli la guardia. Chiamalo un po' al
telefono. Sì capo, ma non so il telefono, quel numero.
Eccolo qua.
Ho scritto qui prima di... Eccolo qua.
Capo scusate, questo è un 3 o un 8?
Quello è un 8.
Scusatemi.
Che cosa posso essere io?
Capo, c 'è Berger alla parete.
Berger sono io.
Siete voi, capo?
No, no, niente di speciale.
Ha dormito vestito sul divano.
Io comincio ad avere bisogno di mettere qualcosa sotto i denti. E qui
non c 'è neppure un pezzo di pane.
Eh no, no, no, non oso scendere al bar.
Venite presto.
Bene.
No, no, è tranquillissimo.
Ha persino detto che non vi serva rancore.
Al vostro posto, dice, avrebbe agito come voi.
Tanto lui è sicuro che ben presto riconoscerete che vi siete sbagliato.
Ve lo auguro per lui, eh? A presto.
Capo, ci sarebbe il verbale dell 'interrogatorio del Polatto da
adesso non ho tempo.
Il direttore mi ha detto lo scopo del vostro viaggio in Francia, ma
io precisamente in che cosa posso esservi utile?
Ecco, signor commissario, vorrei conoscere le vostre idee sulla
criminali. Quali criminali?
I criminali in generale. Ma prima o dopo?
Cosa volete dire?
No, vi domando se si tratta di criminali prima che abbiano commesso il loro
delitto o dopo.
Prima non sono ancora dei criminali, mi pare evidente.
Durante 30, 40, 50 anni e forse anche di più sono stati persone come tutti gli
altri. Sì, certo.
Cosa vorrete che la loro mentalità mutasse da un momento all 'altro perché
ucciso un loro simile?
Il che vorrebbe dire che secondo voi i criminali sono uomini come tutti gli
altri. Ah, vedete, c 'è il verbale del polacco. Va bene? L 'hai letto?
Sì. Tutto bene?
Sì. Allora portalo al giudice istruttore.
Non avete dimenticato la sorveglianza all 'hotel di Zarkad? No, capo, sono in
quattro.
Questa faccenda dei polacchi... Prego, accomodatevi. Grazie.
Credo che vi interesserà un affare un poco come da voi in America, con
sparatorie e scazzottature.
Forse potrò riservarvi un posto in prima fila per l 'ultimo atto. Grazie.
Dunque, cosa dicevamo? Ah sì,
perché un uomo commette un delitto, signor Spencer, per odio, per gelosia,
invidia, avidità, vendetta, più di rado per bisogno.
Insomma, spinto da una passione. Queste passioni le abbiamo tutte in noi, in un
grado più o meno forte.
Io, per esempio, odio il mio vicino perché nelle sere d 'estate apre la
per suonare la tromba. È probabile che non lo ucciderò. Ma come posso esserne
certo?
Capisco il vostro pensiero. Questo per i criminali prima.
Ma la mentalità del criminale...
dopo il delitto. Ah, ciò non mi riguarda, questa è materia per i
direttori di prigioni, di calere, no, no, no.
Il mio compito è scoprire i colpevoli, per questo non devo interessarvi, che è
la loro mentalità prima, sapere se un tale uomo è stato capace di commettere
quel tale delitto, quando e come lo ha commesso.
Capisco.
So che vi occupate dell 'affare delle due donne strangolate.
Ho letto attentamente tutto quello che i giornali hanno pubblicato.
Conoscete già il colpevole? Beh, conosco uno che non è colpevole e che
tuttavia... Posso farvi a mio volto una domanda, signor Spencer?
Certo. Un uomo si crede sospettato, ha torto o ha ragione e crede che la
abbia delle prove contro di lui.
La moglie sta per partorire da un momento all 'altro, in casa non c 'è un
centesimo. Questo giovinotto va da una sua sorella, una certa Bert.
E fuori di sé le chiede tutto il danaro che sa.
E lei gli dà 130 franchi.
Cosa ne ha fatto?
Si tratta di questo giovanotto? Sì. Da questa notte abbiamo trasmesso i suoi
connotati a tutti i servizi di polizia di Francia.
Boh, 130 franchi.
È innocente?
Non credo che abbia ucciso né la zia né la sorella.
Anzi, se avesse chiesto quei danari prima di notte avrei pensato che...
Andava a comprarci un revolver per uccidersi. Sei innocente.
Ecco, qui volevo arrivare, signor Spencer.
Vedete, ci sono degli innocenti che hanno l 'animo di colpevoli e dei
che hanno l 'animo di innocenti. Tutto qui.
No, credo abbia tentato di fuggire, sì, ma in questo caso si può andare con 130
franchi giusto in Belgio e poi nemmeno.
Quando sono meglio, datemi il servizio segnaletico.
Chi parla? Ah, siete voi, Chaminet.
Sentite, prendete alcuni dei vostri assistenti e gli apparecchi e
giù al portone in un tac -ti.
Io vengo subito, eh?
Forse procederemo ad un arresto.
Avete scoperto il colpevole?
No.
Scusi, ma non ne siamo ancora certi, sapete.
Volete avere la cortesia di aspettarmi?
Qualche minuto? Sicuro, sì, certo. Grazie.
E così abbiamo provveduto a bloccare tutte le strade che danno sul Boulevard
Victor.
Avanti. Oh, siete voi, mi crede.
Accomodatevi. Sì, ciao, signor giudice. Sono stato nel vostro ufficio, mi hanno
detto che eravate qui dal direttore. Avete notizie? Beh sì e no.
Accomodatevi. No, grazie, vi trattengo solo pochi istanti, mi aspettano.
Venivo a domandarvi, signor giudice, se vi seccherebbe molto che arrestassi un
uomo che forse è innocente.
No, ma dato che questo individuo è già stato condannato, ovvero offeso al buon
costume, non ardirà a protestare.
Se le cose stanno così. Sì.
Prego. Che nome devo scrivere?
Charles d 'Anduram.
Buongiorno signore.
Buongiorno. Andate pure nell 'appartamento della signora Buone,
rilievi. Lo vedete con noi?
Beh, io vi raggiungo fra pochi minuti. Signor Spencer, venite, andiamo dal mio
amico D 'Andiolano.
Figliate la roba.
Signor commissario.
Un momento, un momento signor. Ho capito, ma potreste dire ai
vostri amici, con rispetto parlando, di pulirsi bene le scarpe.
Non mi evitate.
Non dubitate, signora, che lo faremo senz 'altro prima di andare via.
Potreste dispensarsi, non vale età.
Mi avete portato qualcosa da mangiare? Beh, ho incaricato per diuretto. Avete a
prendere dei sandwich?
Benissimo.
Comandiamo, signor Charles.
Suppongo. No, evitate le supposizioni perché correrete il rischio di
Autorizzato dal mandato del procuratore, io vi dichiaro in arresto.
Mi sorprende?
No, mi dispiace per voi.
Non avete dichiarazione da fare prima di essere trasferito alla centrale?
Nessuna, se non che siete in errore.
Continuate a non ricordare quello che avete fatto ieri sera nell 'appartamento
di Juliette Boinet mentre io stavo telefonando in questa stanza?
Non mi sono mai mosso.
Benissimo, Berge, portalo di là, fallo vestire. È presto, Fabio.
Appena pronto portalo alla centrale, che tutto sia fatto secondo le regole.
Volete dire secondo le leggi?
Beh, come vorrete.
Guarda che se ti trovo un 'altra volta tra i piedi... Sì, che cosa mi fate?
Lo vedrai, ti passerà la voglia di ridere.
Caldanturano, preoccupatevi delle vostre cose e prendo io in consegna le chiavi
del vostro appartamento.
Bergeri, portalo pure di là.
Puoi chiudere la porta?
No. Grazie.
Accomodatevi. Grazie.
Lo dite?
Se si stesse ben attenti si riuscirebbe a distinguere le voci dei specialisti
dell 'altra squadra. Sì, proprio così. Ma non badate alle voci dei nostri
Ascoltate il rumore dei pazzi. Immaginate i loro gesti.
Si direbbe che...
Però è difficile indovinare. Eh, sicuro.
Sentite?
Ecco, aprono un cassetto.
Ma saprete dire di quale mobile si tratta?
No, non saprei davvero.
Dunque, una cosa è certa.
Da casa sua, d 'un dirò, sentiva tutto quello che si faceva al piano di sopra.
Poteva seguire approssimativamente l 'andiriviene delle persone che erano in
casa di Juliette Boanet, però quanto ai particolari non poteva avere la
certezza.
Perché quello stupido di Gérard non si sia buttato nella senna?
Sei innocente, perché?
Eh beh, gli ho detto che lo credevo innocente, purtroppo non sono
Poi molte volte gli innocenti hanno le reazioni dei colpevoli.
Spero che sua sorella Bert sia rimasta accanto a sua moglie.
Da un momento all 'altro può nascere il bambino.
Signor Spencer, se voi foste avaro...
Non ci sono avari in America.
È un difetto, una qualità che un popolo giovane come il nostro ancora non
conosce. Supponiamo allora che siate una donna vecchia, una vecchia francese.
Possedete dei milioni e tuttavia vivete miseramente.
Non credo che mi sia detto lei. La vostra unica gioia è contare il
danaro che incassate.
Sono tre giorni che questo problema mi attira e dalla sua soluzione dipende...
La vita di un uomo.
Secondo che il denaro è nascosto lì piuttosto che là, il nome del colpevole
cambia. Io credo... Cosa credete, eh?
Credo che se fossi quello che voi dite, mi piacerebbe avere quel denaro sempre a
portata di mano.
È giusto, è giusto. Ma badate, benché quasi paralizzata, Juliette Buonet
tuttavia si muoveva nell 'appartamento.
Siena alle 10 del mattino stava a letto, la nipote le portava la colazione, il
giornale.
Forse quel denaro è nel letto.
Ho sentito dire che in Francia è abitudine nascondere i propri risparmi
materasso. Ma che materasso?
Materasso?
Dopo le dieci, sino a sera, Juliette stava nel salotto. In questi ultimi
aveva in casa 800 .000 franchi in biglietti. Dico, fanno un discreto
Seguitemi attentamente.
Sedete, sedete, accomodatevi.
Soltanto due persone potevano sapere dove era nascosto il denaro. La buone?
E la nipote Filtin che viveva in casa con la vecchia. La tia diffidente faceva
le cose di nascosto, ma dico, la ragazza avrebbe potuto a un certo punto... Dan
Duran era il confidente della vecchia, vero o no? Sì, vabbè, fino non al punto
da indurla rivelargli il nascondiglio del danaro, per carità. Quella era una
donna da diffidare persino del suo angelo custode.
Eppure, lo sentite?
Di qua si sente tutto quello che fanno là su.
Saliamo? Volete?
Per sé?
Appena pronto porterò la centrale. Ah, chiudi bene l 'appartamento. Le chiavi
le lascia il mio ufficio?
Andiamo, aspetta.
Beh, come andiamo, giovanotti?
È stupefacente, capo. Cosa è stupefacente?
Siete certi che quel tipo non portasse guanti di gomma? Quale tipo?
Quel signor Dandurand.
No, no, non c 'è guanti, ne sono sicuro.
Ha camminato sul tappeto, ma si direbbe che non abbia toccato altro tranne la
maniglia della porta.
Di impronte non abbiamo trovato che le vostre, capo, dappertutto. Eh, va bene.
Spaziente.
Ma la vecchia per camminare?
Non si appoggiava ad un bastone. Ah, no?
Un bastone, forse l 'unico oggetto che la vecchia portava in giro per la casa.
No, ma andiamo, no, non si può. Si possono nascondere 800 .000 franchi in
bastone, anche se forse vuoto all 'interno.
Questo qui l 'avete guardato?
Niente impronte?
Tante, tutte della vecchia.
Ah, tutte.
Andiamo. Che c 'ero lì?
Gli 800 .000 franchi sono certamente lì dentro.
Guardate, signor Spencer, mi raccomando, non dite niente ai vostri colleghi dell
'istituto di criminologia. Non ci farei, non ci faremmo una gran bella figura.
Abbiamo sventrato il materasso, son dato il pavimento, i muri, il caminetto,
niente. Non ho pensato che una vecchia con le gambe gonfie...
Andava in giro per la casa portandosi dietro questo dannato sgabbello per
poggiarci i piedi.
No, non toccate, signor Spencer.
Voi continuate il vostro lavoro, eh? Guardate un po' lì.
Deve essere qualche altra cosa che mi interessa trovare, eh?
Mi raccomando, cercate bene.
Ci siamo, capo? Bene. C 'è denaro? Sì, capo. Ecco, ho che croce poco meno di un
milione. Infatti dovrebbero essere 800 .000 franci. Datemi subito la busta. La
cera.
Ecco fatto. Adesso avvertite subito il giudice istruttore che mandi a
Buon lavoro ragazzi.
Signor Spencer, venite con me?
Ecco.
Arrivederci ragazzi. Ciao.
Buongiorno, come stai?
Buongiorno, per me un calvadoso e per voi?
Ti potrebbe avere un bicchiere di latte?
Un bicchiere grande.
Cosa, il latte? No, il calvadoso.
Io non capisco come una canaglia così fredda e calcolatrice come Dante Durand
abbia rischiato la testa per rimettere gli 800 .000 franchi nello sgabbello.
Certo che è.
Grazie.
No, no, no, no.
Allora ero in America.
Grazie, signor commissario.
Scusate, potete sapere cosa state mangiando?
Pollo al vino.
Pollo al vino.
Deve essere ottimo a sentire dall 'odore.
Inquisito.
Scusate. vi seccherebbe pranzare qui in questa piccola trattoria?
Ne sarei dettissimo.
I miei amici dell 'ambasciata mi hanno sempre condotto soltanto in ristoranti
lusso. Vabbè, non ve ne pentirete, spero.
Chiamatemi il padrone. Scusi, signor commissario.
Padrone? Scusi, signor commissario.
Signor Commissario, quanto tempo che non avevamo il piacere.
Chiama la padrona.
Come sarà contenta di vedervi?
Signore, io desidereremmo pranzare.
Bene, accomodatevi. Quale tavolo preferite? Questo o quello vicino alla
finestra? No.
Forse questo, questo perché è più vicino al telefono. Bellissimo!
Guardate, guarda chi c 'è!
Signor Negretti, bella sorpresa! State bene?
E la signora? Tutti bene, grazie. E voi?
Come Dio vuole, la salute non manca.
Volete prendere? Sì, certamente, bene anche. Cosa avete di buono? Guardate che
ho un amico molto esigente.
Se mi aveste telefonato, ma insomma qualcosa di passabile c 'è. Ho sentito
odorino di pollo al vino.
È appena finito di cuocere.
Se al vostro amico piacciono i funghi, ne ho ricevuto un cesto, questa latina,
di quelli belli, trovi. Beh, cosa ne dite, signor Spencer?
Mi è stata venire la colina.
Vabbè, allora d 'accordo per il pollo e per i funghi. Prima i funghi, poi il
pollo. Siamo nelle vostre mani. Lasciate fare a me.
Ho appena preparato un piatto di funghi alla bordolese che il vostro amico se ne
ricorderà per un pezzo. E come vino?
Il solito Beaujolais? Certamente il solito Beaujolais. Beaujolais.
Vedete che mangeremo benino, però.
Sapete perché, signor Spencer, i criminali preferiscono avere a che fare
della politica che con i giudici?
Credo di incominciare a capirlo. Beh, ammetto che qualche volta siamo un po'
rudi, eh?
Non diciamo proprio brutali, ma insomma, meno di quanto si va dicendo, ecco. Ma
molto più di un giudice istruttore, eh?
Ma nel corso dell 'inchiesta noi viviamo nell 'ambiente dell 'accusato. Andiamo
da lui, conosciamo la sua casa, le sue abitudini, la sua famiglia, i suoi
Questa mattina vi ho fatto la distinzione tra il criminale prima e il
dopo. Ebbene, ciò che noi ci sforziamo di conoscere è il criminale prima.
Quando lo consegniamo al magistrato, è finita.
Egli ha troncato ogni rapporto con la sua vita d 'uomo normale.
È un criminale, nient 'altro.
E i magistrati lo trattano come tale.
I funghi sono pronti. Sì?
Eccomi qua.
Permettete, c 'hanno i piatti. Devono essere caldi. Ah beh, così io nel
frattempo faccio una telefonata. Ma non tardate, mi raccomando. No, un minuto
solo.
Non hanno ancora acciuffato Gerard.
Questa sera passerò a trovare sua moglie.
Mi avete detto che in casa non hanno un centesimo.
Beh, ma si è provveduto, sì.
Ecco un bambino che certamente non saprà mai in quali circostanze è venuto al
mondo. Posso servire? Grazie, Ega.
Ma perché Dan Dioran ha rimesso i soldi nello sgabello, eh?
Se ha ammazzato la vecchia... No, per carità, andiamo.
Se Dandurà ha ammazzato la vecchia, io sono un imbecille, bisogna ricominciare
'inchiesta da capo, signor Spencer.
Anzitutto, poi, perché l 'avrebbe uccisa?
Gli rendeva più da viva che da morta, dunque.
Sapeva di non poter ereditare da lei.
E quanto a rubare gli 800 mila franchi, vedete che non l 'ha fatto.
E poi, come avrebbe potuto? La vecchia lo ha riaccompagnato fino alla porta. Ha
chiuso a chiave.
E tornate nella camera da letto, si è tolta la calza. No, signor Spencer, no,
non è stato Dan Duran.
Allora, perché l 'avete arrestato?
Ah beh, per il momento non lo so. Ma seguite, seguite la mia inchiesta,
Spencer. Dunque, secondo me, non è stato Dan Duran.
No.
Eppure, quattro giorni dopo, in mia presenza, non esita a far
cadere i sospetti su di sé, rovistando per tutto l 'appartamento.
Di Giulietta. Ma perché?
Tenete conto che le carte della vecchia, le lettere, poi tutti i documenti sono
stomparsi.
Eppure sono cose di nessuna utilità per l 'assassino, perché non potrebbe
servirtene senza scoprirsi.
Invece il danaro, che si può dire non abbia nome, quello si è ritrovato.
O forse è rimasto nel nascondiglio.
Vi piacciono questi funghi?
Ah, Borgolese?
Siete poco osservatori, signor Commissario, permettetemi di dirlo.
Altrimenti vi sareste accorti che è la seconda volta che me ne servono. Se non
aveste sentito parlare di un certo pollo al vino, quanto al Beaujolais, temo di
diventare un compagno poco brillante se non sto attento col bere.
Aspettate, aspettate il pollo prima di sprecare le vostre rodi.
La padrona è stata per vent 'anni cuoca di un nostro ministro che è finito male.
Però sapeva apprezzare la buona cugina.
Ho spesato qualcuno?
Aspetta, un tipo che mi piace poco, un signore.
Che pare non gironzolava da un paio d 'ore nel corridoio del mio ufficio, la
centrale. Ho detto di mandarmelo qui.
Allora... Ah, ecco qua il pollo.
Allora, aspettate, facciamo così.
Il pollo con i funghi.
Posso dire di non aver mai fatto pranzo un milione in vita mia. Oh, troppo
onore, signore.
Volete tenerne ancora?
Ecco qua, ecco qua il mio tizio. Eccolo qua, un giorno... Ecco qui.
Ma proprio adesso che dovete mangiare il pollo, lo tengono in campo, eh? No, no,
no, il signore rimane qui solamente pochi minuti, vero, avvocato?
Certo, certo.
Vi ho portato quanto prometto.
Così vedrete che il mio cliente, il signor Montis, non ha esagerato nel dire
la sua tia... Vedremo, vedremo.
La vostra inchiesta procede, signor Commissario. Sì, ma lentamente,
Mi permettete di farvi notare un particolare? Un particolare che forse vi
sfuggito. Sì?
Oh, ma date, non critico affatto i metodi che vi hanno reso famoso.
Ho mandato una persona di fiducia a Pontenay per interrogare persone di una
certa età che hanno conosciuto la signora Buonet quando era ancora una
Si chiamava Juliette Casmo.
Ebbene, ho saputo cose che senza dubbio vi sorprenderanno.
Non credo.
Juliette Casneau era giudicata una ragazza non troppo seria. L 'accusano di
avuto una relazione con Charles Dandurand, non è così?
Ve l 'hanno detto? Non mi hanno detto niente, me la sospettavo. Andiamo,
Dandurand aveva una decina d 'anni più di lei, ma credo gli pecessero già fin
allora le ragazze molto giovani. Beh, è stato un grosso scandalo allora.
Però non ha impedito a Juliette di sposare il costruttore Buonet, no? E di
venire a stare a Parigi.
Sono tutte cose che so, andiamo avvocato. Che conclusione ne trovi?
Nessuna, per il momento, però troppo presto.
Ah, questo è il telefono.
Scusate. Prego. No, ma è per me questo video, per me.
Sì? Comunque, anche voi con il commissario Mercure per questi gesti?
Scusate, non capisco il francese.
Parli inglese?
No.
Un... un americano. Sì, signore, subito.
No, l 'ho detto, io lo so.
Beh.
Andiamo, andiamo.
Sì.
Ho capito.
Sì, ma non li parlo.
Sì, ma non li parlo. Sì, ma non li parlo. Sì, ma non li parlo.
Sì, ma non li parlo.
D 'accordo.
Eccoci qua.
Continuiamo. Ah, Melanie?
Sì? Un altro po' di pollo per il mio amico, eh? Ah, no, no, basta.
Poi invece pollo al mio amico e a me.
Va bene, signor Negrete.
Hanno ritrovato Gerard, eh? Ah, pardon.
Sì, partello disse sì, paolo diavolo. Paolo diavolo perché?
Ma perché si è comportato come un idiota.
Desiree? Sì, eccomi.
E qui ci vuole un 'altra pastiglia, eh?
Subito, subito.
Ma facciamo così, vedete che non si è soppiato.
Grazie. A voi, Melanie, grazie. Prego.
Aveva preso il treno per il Belgio, come avevo preso io.
Alla frontiera la polizia controllava i pesatori con maggiore attenzione del
solito. Lui ha perso la testa, cosa ha fatto? Si è buttato giù dal treno, si è
messo a correre per la campagna nel fango, i poliziotti l 'hanno inseguito,
entrato in un casinale, sapete dove l 'hanno ritrovato?
Nella latrina.
Si è rivoltato come un cane rabbioso, hanno dovuto stordirlo. Adesso te lo
stanno riportando, sarà a Parigi alle tre, tre e quattro. Ha confessato?
Ha confessato che cosa?
Ma scusate, voi non dovete dirmi qualche cosa del vostro... Ah sì, delle
lettere, delle lettere, sì.
Di tua zia, della signora Buonè.
Eccoli qua.
Metteteli, metteteli sul tavolo.
Senza ricevute.
No, con tutte le ricevute che desiderate. Beh, per bacco, immagino che
'abbiate anche già preparata. Non è per me, ma capirete il mio cliente.
Capisco, capisco.
Andate, andate qua.
Ecco qua.
Un po'. Ecco qua.
Oh, si è un po' unta.
Ma niente.
Benissimo, tante grazie, ci rivedremo nel mio ufficio. Va bene, arrivederci.
Non lo dico!
Avvocato, mi dimenticavo la cosa più importante.
Scusatemi, sapete la cortesia di domandare al vostro cliente se per
caso ha dato i buoni rapporti con la tia?
La signora Buonigliare ci ha fidato, non so, qualche oggetto che voleva
disfarsene in casa.
Io facevo forse anche dei regali, non lo so. Insomma, io vorrei vedere queste
cose, questi oggetti. Mi interesserebbe moltissimo, capite? Non so come
giustifico una simile eredità.
Desiderio dell 'autorità giudiziaria.
Sento mandato.
Allora, beh, farò del mio meglio. Ve lo consiglio, nell 'interesse del vostro
cliente. Arrivederci, avvocato.
Arrivederci, dottore.
Arrivederci, avvocato.
Ah, no, non ce la fai.
Eh, troppo.
De Rire, due anisette piacere. Subito.
Adesso diamo un 'occhiata a queste lettere.
Facciamo così, balziamo un po' così.
Leggete, leggete anche voi.
Ecco qua.
Grazie. Ecco.
Ecco.
Cari cugini, vi ringrazio degli auguri che vi cambio di cuore.
È doloroso per una vecchia come me vivere in mezzo a degli ingrati.
Quando penso a tutto ciò che ho fatto per i figli di mia sorella, ma se credo
che un giorno possano ereditare da me, si ingannano di grosso.
Ecco qua, il Gerard è un fanullone.
Viene a trovarmi soltanto quando ha bisogno di danaro.
Come se io lo fabbricassi.
Bert Boy sono felice che se ne sia andata. Un giorno o l 'altro avrebbe
qualche scandalo nella casa.
Ah, dunque.
Cos 'è questo qui? Ah, anche Cecil è cambiata.
Finge di essermi affezionata, ma in realtà tiene le parti...
di quel poco di buono di suo fratello.
Ah, fate sentire, fate sentire. Dice, fortunatamente non sono più scema di
e ho preso le mie precauzioni.
Se mi capitasse qualcosa, vi giuro che non avrebbero a rallegrarsene.
Cominciate a capire?
A capire che cosa?
È vero, parlo.
Parlo per enigmi come la vecchia.
A capire che cosa, infatti. Dovrei dire sentire.
Dovete essere deluso, signor Spencer. Voi che studiate i miei metodi, no?
Vi faccio delle chiacchiere, vi conduco a pranzare in trattoria.
Beh, ma cosa posso spiegarvi?
Sensazioni, ecco.
Dandiron?
Uscito di prigione viene a stabilirsi a Parigi, ritrova Juliette che non è
ancora vedova.
Com 'era suo marito?
Noi non abbiamo che delle fotografie, un uomo sui 45 anni, grande, grosso poi.
Juliette e Dandioran riannodano l 'amicizia, senza dubbio si incontravano
nascosto.
Il marito muore e Dandioran viene ad abitare nella stessa casa dell 'amica
continua a vedere di nascosto.
Non capisco perché dovessero vedersi di nascosto.
No.
Vedremo.
Desiree? Sì? Il conto, per piacere.
Subito. Oh, se oggi non concluderò niente di buono, la colpa sarà vostra e
vostra moglie.
Me la dì?
Eh. Me la dì, signor commissario? Ma che accidenti cercava?
Non dirò.
In casa della vecchia.
Aiutatemi per bacco, signor Spencer, se troviamo una risposta soddisfacente a
questo interrogativo, abbiamo già un... Le precauzioni, le precauzioni.
Le precauzioni. Eh.
Cosa vuol dire precauzioni? Ah, già, le precauzioni, sì, sì.
Sì, nella lettera parla di aver preso delle precauzioni, sì, ma verso coloro
aspiravano al suo danaro, ecco qua. Il conto, signor commissario.
Meglio. Avete pranzato bene, signor Commissario? E spero di avervi fatto
buona figura con il vostro amico. Ah, il pollo era buonissimo.
Avete gradito i funghi? Squisiti.
Stavo domandandomi perché Cecil è morta.
Capite, signor Spencer?
Tutto il resto si può spiegare, anche abbastanza facilmente, ma...
Sì, le morte, questo... Oh, scusatemi, Meranini.
Vi ho accoppiato alla ricetta del pollo al vino per la signora Negrini. Ah, me
ne sarà molto grata.
Abbiamo pranzato benissimo.
In mancanza di altri ricordi di questo suo viaggio, il mio amico potrà
appunto questo pollo al vino e i funghi alla bordolese e riferirne ai suoi
colleghi di fila destra.
Credete che troveremo un taxi qui vicino, desideriamo.
Ah, c 'è il tassino di Quatven, ha appena finito di mangiare, lo chiamo io,
signor commissario.
Grazie, caro, grazie. Johnny, e io l 'avete visto?
Mi rispetti alla signora? Grazie, caro, a presto.
Adesso andiamo alla centrale, eh?
Sono le 3 .40, tra pochi minuti non dovrebbe arrivare qualcuno.
Ah, Gerard, sicuro? Allora no, allora andiamo alla Gardi Nord, più tardi di
quando non pensassi.
Tua moglie forse sta avendo il bambino. Sì, sta arrivando, signor Commissario.
Fatemi vedere presto, anche voi, signore, anche voi.
A quest 'ora il treno dovrebbe già essere arrivato, no?
Eh, sì.
Circolate! Circolate! Eccola qua, eccola qua.
Circolate! Un momento, ragazzi.
Commissario Megre.
Credete furbo, non è vero. Beh, come si è comportato questo ragazzaccio? Una
vita infernale. Appena voltavamo la testa tentava di buttarsi dal
Abbiamo dovuto mettergli le manette. Beh, questo è il regolamento. Voi cosa
avete da dire, giovinotto?
Andate all 'inferno!
Commetto che nemmeno un cane sia occupato di mia moglie.
A quale brigata appartenete voi?
Pegne, signor Presidente.
Credo che sarete contenti di passare la notte a casa invece di restare qua a
Parigi. Allora prendo io in consegna il detenuto, va bene?
Va bene?
Siete contenti così?
Con il foglio di consegna e la base di passaggio.
Questo lo tengo io.
Mi date la chiave.
Va bene, buon viaggio, ragazzi.
Agli ordini, commissario.
Adesso mi farete il santo piacere di stare tranquillo, eh?
Se fosse qualche dozzina di innocenti come voi, dovremmo triplicare le forze
polizia. Perché dite innocenti? Non mi direte adesso che siete colpevole, no?
Mi ritenete colpevole o innocenti perché mi avete fatto arrestare?
Ma se veramente lo siete, perché siete fuggito?
Perché alla vista dei poliziotti siete scappato come una lepre? E vi siete
rifugiato lì nel coso, in quel posto? Eh?
Andiamo avanti, prendiamo un taxi.
Chi ha ucciso vostra zia?
Non è vero.
So che ho ucciso vostra zia e ve ne convincerete.
Non è possibile, nessuno potrà mai sapere.
Dall 'infuori di voi, eh?
Commetto però che voi dormivate.
Ah, comincia a convincerti che ho ragione, eh?
Con mia moglie in quello stato.
Buono, buono, buono, buono.
Ascoltami bene, guarda, c 'è un premio di 200 .000 franchi per chi scoprirà l
'assassino.
La polizia, per dei motivi che non ti riguardano, non accetterà mai questo
premio. Lasciami parlare.
In questo momento, certamente, tua moglie è a casa con tua sorella.
So che tu non volevi condurla alla maternità.
Allora, ecco di qua.
Un anticipo sui 200 .000 franchi che riscuoterai come premio.
Tu prendi, prendi, prendi. In quale clinica volevi portare tua moglie?
La clinica San Giuseppe.
Allora, di a tua sorella di portarla, bene?
Oh capo, avete preso.
Guardate che i polacchi pare abbiano intenzione di portare il blocco. Beh,
questa è una faccenda che riguarda ormai Luca e Jean -Bien.
Vieni nel mio ufficio.
Vedete l 'impermeabile che è tutto bagnato?
Siete qui davanti al fuoco ad asciugare i pantaloni.
Domando e dico, si può ridurre in uno stato simile.
Oh, capo, finalmente siete tornato. Dunque, ci sono i polacchi. Ma basta con
questi polacchi, non ne posso più. Capo, io ho bisogno di ordini vostri.
Probabilmente dovremo usare le armi.
Rivolgetevi al principale, darà gli ordini lui. Va bene, va bene.
Torazem. Guarda che ho fatto preparare un elenco di tutte le persone che si
presentate qui alla centrale la mattina in cui è stata uccisa Cecilia. Vamola a
prendere subito.
Cosa avete bevuto quella notte nell 'appartamento di vostra zia?
Aspettate, aspettate, vi aiuto io.
Non avevate più un soldo, vero?
Vostra moglie stava per partorire, da un momento all 'altro.
Avevate l 'abitudine di batter cazzo a vostra sorella Cecilia?
Andiamo, non è il caso di abbassare la testa adesso.
Disgraziatamente Cecilia non poteva darvi che piccole somme. Di solito lo
aspettavate per strada quando andava a fare la spesa.
Che la sera siete salito al 7, vi siete introdotto nell 'appartamento, vi siete
nascosto nello stanzino di Cecil, mentre vostra sorella faceva il solito
massaggio serale alla zia, così?
All 'ora di cena, vostra sorella è venuta a prendere il mangiare per la zia
cucina, voi avete socchiuso la porta, le avete detto che avevate bisogno di
danaro a qualunque costo, è vero?
Le ho detto che non avevo più un centesimo e che piuttosto di vedere mia
moglie... Eh già, non soltanto avete cercato di impietosire Cecil, ma l
anche impaurita, una specie di ricatto sentimentale.
Ero deciso ad ucciderla. Già, dopo aver ucciso vostra moglie, si capisce?
Imbacille! Le giuro, signor comitare, che l 'avrei fatto.
Erano già tre giorni che... State a zitto!
Vossa sorella non poteva parlarvi perché sul momento la tia poteva sentirla.
Ha servito la vecchia come tutte le altre sere, ha cenato con lei e
ha chiesto per voi del danaro alla tia e la vecchia ha rifiutato. Così?
Quando la signora Buonese coricata era troppo tardi perché potesse lasciare la
casa. Il portone di strada era chiuso.
E perciò avete deciso di aspettare il giorno.
Cecilia ha portato la mangiare in camera sua.
Cosa avete mangiato?
Del formaggio con un po' di pane.
E cosa avete bevuto?
Un bicchiere di vino.
Niente altro?
Una tazza di tisana.
Cecilia l 'aveva preparata per sé come tutte le sere.
Mi disse che mi avrebbe fatto bene.
Avevo pianto.
Ero sfinito.
Avevo un nodo all 'ottomo che sentivo lo stimolo del vomito.
Se Silvio ha fatto coricare nel suo letto?
Sì.
Le ho ancora un po' parlato di Elaine.
Poi non so come sia accaduto. Mi addormentai quasi di colpo.
Vi siete addormentato perché avevate bevuto la tisana destinata a vostra
sorella. Dentro la quale, le sere in cui doveva ricevere Dan Dioran, vostra tia
scioglieva una portedose di sonnifero. Mi siete addormentato.
Cetil si è messa su una poltrona per lasciarvi il suo letto.
Intanto la vecchia aspetta l 'ora dell 'appuntamento.
Indossa una vestaglia, infila le calze e, sicura di non essere veduta, va ad
aspettare Dan Dioran dietro l 'uscio.
È bastato che avesse mal digerito e che una tazza di tisana cambiasse
destinazione per provocare la tragedia.
I due complici... Perché i complici?
Perché? Lasciatemi parlare, lasciatemi continuare.
Che c 'è?
Vabbè, tienilo lì nel tuo ufficio.
Dunque, lascia la porta aperta, che fa un po' caldo qui dentro.
I due complici, dicevo, vanno nel salotto.
Cecil, che ha sentito rumore, va di soppiatto nel corridoio e non vinta,
i due parlare. Dandurand ha la vecchia 50 .000 franchi. Lei accompagna l 'amico
alla porta.
Dandurand esce, la vecchia tira il paletto, va in camera sua, prende lo
sgabbello, alza il coperchio e Cecil, dal buco della seratura, vede il pacco
biglietti da mille. Voi continuate a dormire.
Riflettete bene prima.
Di rispondere.
Avete sentito qualche rumore insolito?
Non è stata mia serega.
Aspettate. Vostra tia si spoglia.
Si è già sfilata una calza. Quando se sì, si presenta all 'improvviso dalla
La vista dei biglietti le dà coraggio. Chiede di nuovo del danaro, per voi.
Non supplica stavolta, ma minaccia.
E badate che nessuna delle due donne immagina che al piano di sotto, Dan
sorpreso, spaventato, ode tutto ciò che sta accadendo.
Io immagino che vostra tia abbia gridato, che abbia insultato vostra
forse anche ha minacciato di chiamare gente, no? No.
Le cose non sono andate affatto così.
Chi è?
Ah, sei tu.
È così che dormi? Mi stavi spiando, eh?
Poco fa vi ho chiesto del denaro per Gerard.
Per sua moglie che sta per partorire. Vai a letto.
Ma voi siete ricca.
Non ho soldi.
Cosa ti viene in mente?
Avete un pacco di finiti da mille là dentro.
Tu sei in massa.
Ma voi... Voi dovete ascoltarmi, zia.
Gerard vuole ucciderti. Cosa?
Quella canaglia di tuo fratello è qui?
No! Voi dovete darmi questa mano!
Gerard!
Gerard, svegliati!
Gerard!
Gerard... ha ucciso la tia.
Cosa?
Ha ucciso la tia!
Meglio che tu non ci vada.
Sofia, che facciamo?
Bisogna avvertire la polizia. Ma tu sei nata. Sì, proprio io.
È necessario.
La chiave.
La chiave del segretario.
Sissi, che facciamo?
Calmati.
Sta tranquillo, Gerard.
La mattina andrò dal commissario Madre e gli racconterò tutto.
Tu approfitterai di quando la portinaia va a ritirare i bidoni della spazzatura
per uscire e tornartene a casa.
Pensare che avevo detto al commissario Megre che entrava qualcuno qui la notte.
Non mi ha creduto.
E adesso?
Che fai?
Bisogna portare via questa roba.
Non può rimanere qui.
Sarebbe uno scandalo vergognoso.
Cosa ne fai tu?
Ho sentito che ne parlavano.
Chi sa in che mani potrebbe cadere quando ce ne saremo andati noi.
Avete letto quelle carte?
Sì.
Mercei! Sì? Conducelo qui.
Bene.
Avanti, avanti, signor Dantiorani. Credo che possiate ancora reggervi in piedi.
Calmatevi, Gerardo.
Continuate il vostro raccontino.
Ho voluto che il signor Dan Dioran l 'ascoltasse prima di là. È il finale
con noi.
Dunque voi e vostra sorella avete preso le carte dal secretaire.
C 'erano carte d 'affari ricevute, contratti d 'affitto, estratti conto.
Erano delle lettere.
Lettere d 'amore, non è vero?
Un momento.
Posso domandare se questo è un incontro casuale o un confronto di termini
legali? È un confronto a tutti i fini di legge, signor Dandurand. In tal caso
chiedo e dico come me lo consente la legge la presenza del mio avvocato.
Il nome di quest 'avvocato?
Avvocato Planchard.
Avvocato Planchard.
Non vi nascondo che molto probabilmente chiederò al giudice istruttore di
incolpare il vostro cliente di omicidio volontario premeditato.
Potete continuare, Gerard. Vi ascoltiamo.
Poco fa avete parlato di alcune lettere d 'amore. Se non mi inganno dovevano
essere di una quindicina d 'anni fa.
Non so, non c 'era data.
Cosa dicevano?
No, un momento, no. Prima stabiliamo una cosa molto importante.
È vero o no che vostra sorella, vista la gravità di ciò che c 'era scritto in
quelle lettere, decise di portarmele mentre veniva a costituirsi e le mise
sua borsa, una borsa grande, nera, assieme a tutte le altre carte trovate
secretario? Sì. Se è così, mi chiedo di produrre quei documenti. Un poco di
pazienza, avvocato. Andate avanti, Gerard. Come cominciavano quelle
Tutti allo stesso modo.
Mia cara...
Ah, un momento, no, devo interrompermi, scusate, devo interrompermi un 'altra
volta.
La desidero dire al mio collega americano, perché non si faccia un
poco lusinghiera delle consuetudini amorose francesi, che all 'epoca di
lettere la signora Buone aveva 15 anni di meno.
Anche se non era più una Roselina in boccio, non era ancora lo
che avete veduto nella fotografia.
Continuiamo, Gerard.
Quante erano quelle lettere?
Una trentina.
Per lo più erano dei biglietti.
Domani alle tre, dove sai, baci tuo.
Firmati.
Una C.
Ciao.
Una C, una C non prova niente. Se quei documenti saranno allegati alla pratica
legale chiederò una perizia calligrafica. Quei documenti non saranno
quelli perlomeno... C 'erano 4 o 5 lettere. Ah, cosa dicevano? Sforzatevi
ricordare.
Io ricordo che in una c 'era scritto... Vedi, non si è accorto di nulla e
ci vuole pazienza.
Meglio che non ci vediamo per qualche giorno.
Ecco, con la dose attuale ci vorranno ancora due settimane.
Cercare di fare più presto sarebbe pericoloso.
Non capisco dove volete arrivare.
Mi spiace per voi, avvocato. Senza contare che aspetto sempre che mi
quei documenti dei quali si sta parlando.
Permettete che vi dica che giudico assai imprudente da parte vostra basare così
gravi accuse su delle prove inesistenti. Se insistete, chiederò la risumazione
del defunto Giuseppe Buonè, marito di Juliette Buonè.
Voi sapete meglio di me, avvocato, che la maggior parte dei veleni, e in
particolare l 'arsenico, lasciano tracce rilevabili anche dopo molti anni.
Eh?
Che c 'è, Torano?
L 'elenco delle persone che si sono presentate qui la mattina del delitto.
Vabbè, convocale tutti. Quando?
Subito. Stasera? Stasera, stanotte se occorrerà.
Qualcuno dirà che non è legale.
No, a me rispondi che darò io la giustificazione. Se lo dite voi.
Vai, vai.
Siete stanco, signor Nadiron?
Sedete, sedete.
Berger?
Toglimo.
Vedo che da qualche istante, signor Charles, vacillate.
Niente affatto, signor Commissario, vi ingannate.
Sto soltanto aspettando con impazienza che mi mostriate almeno una parvenza di
prova. Un po' di pazienza, signor Dandurai. Il vostro avvocato ha diritto
qualche spiegazione, no?
Conoscete i precedenti rapporti fra il vostro cliente e la signora Bonet?
Vagamente. So che erano buoni amici.
Buoni amici, sì. Ma loro erano già stati.
Sì, anche quando lei era ancora una ragazzina a Fontenay, sono rimasti tali
quando trasferiti tutti e due a Parigi, lei sposata al costruttore Boanet, lui
uscito di prigione, si sono ritrovati. E sì, sì, buoni amici, anche quando il
marito è diventato un peso, è vero?
Un ostacolo da togliere di mezzo.
E i due complici lo tolgono di mezzo. Come potete fare affermazioni così
Non lo so, io sono quella letta. E mostratele quelle lettere, vi sfido a
Non so, non ce le ho ancora. Eh già, perché non esistono. No, eh già, non
esistono più.
Eh già.
Per distruggere il vostro cliente ha commesso un secondo delitto.
Che disdetta, eh, che siano state distrutte, vero, commissario?
Pazienza, avvocato, pazienza.
Dunque, continuiamo.
Il marito muore e è morto finalmente.
Gran mangiatore, gran bevitore, gran lavoratore. Il medico è convinto che sia
morto per un attacco cardiaco.
E i due amici continuano la loro relazione. Sì, solamente che lì adesso
si è fatta un po' più scrupolosa.
Tiene l 'amico nella stessa casa, però lo vede soltanto di notte, di nascosto.
Voi divagate.
Intanto non avete risposto alla mia domanda. Su che cosa parlate?
Ve lo dirò tra poco, avvocato. In attesa vi prego di fare ancora un piccolo
sforzo per seguirmi.
Dunque, ci vuole un caso accidentale.
Occorre che una tazza di tisana cambi destinazione sia bevuta da Gerard
da Cécile. Ed ecco il dramma. Dal suo appartamento Dan Duran ha sentito tutto.
Lui sa che lassù due persone sanno oramai tutto di lui.
Dovete aver trascorso una gran brutta notte, vero D 'Andorano? Ancora io non
vedo come il mio cliente deve... Ci stiamo arrivando?
Avvocato, ci stiamo arrivando.
È mattina.
Dan Durand deve ad ogni costo impadronirsi della borsa di Cecilia e
documenti troppo compromettenti per lui.
Ma fino alla centrale di polizia non si presenta nessuna occasione.
Cecil è arrivata.
Cosa potrà ancora salvare Dandurand?
Una cosa sola, l 'ora.
Sono appena le otto, io non sono ancora in ufficio.
Dandurand studia il modo di allontanare la ragazza di là, prima che io la
riceva.
Ancora una volta, signor commissario, vi domando, avete delle prove, avete dei
testimoni? Ecco le mie prove, i miei testimoni. Le persone che erano quel
mattino nell 'anticamera.
Sarebbe troppo compromettente ed inutile per Dandurand venire di persona,
avvicinare Cécile.
La ragazza sa tutto, non lo seguirebbe per nessun motivo.
Ma Dandurand può mandare qualcuno, uno dell 'osco ambiente che egli frequenta.
Ce ne sono sempre nei corridoi della politia.
Vedi, quella ragazza gli dice, trovo un pretesto per farla andare nel corridoio
che conduce al Palazzo di Giustizia.
Devo parlarle, non voglio che mi vedano.
E Cecil abbocca.
Crede che il commissario Maigret si trovi in fondo a quel corridoio e segue
'uomo.
Non è così, Dan Durand?
Cosa avete da dire adesso, avvocato?
Aspetto sempre i vostri testimoni, signor commissario.
E se sostituissi i testimoni con una lettera? Una lettera del vostro cliente
stesso? Una lettera?
Mostratemela. Appena me l 'avranno portata. Ah, questo vuol dire che tutto
è... Sì, sì, sì, per il momento non si tratta che di mie supposizioni, lo
ammetto, ma ciò non toglie che ci deve pur essere stato un motivo indurre Dan
Duran a entrare in camera della vecchia a rischio di farsi sorprendere da me l
'altra notte.
Da mezzogiorno una squadra di specialisti sta esaminando tutti i
gli oggetti, tutte le cose nella camera di Juliette Buonem. Ma cosa dice quella
lettera che state cercando? Non lo so, non lo so ancora.
Ma perlomeno sapete che esiste? Sì, deve esistere.
Perché l 'altra notte il vostro cliente ha rischiato la testa per trovarla.
Pronto, ci sono me... Ah, Jaminet, beh.
Ah, va bene, va bene.
Sì, non fa niente.
Eh, lo so, lo so, lo so.
Non fa niente, non fa niente.
Grazie, eh, Jean Minet.
La squadra specializzata di... Non l 'ho trovata.
Signor commissario, vi faccio notare, se permettete... Al punto in cui siamo,
potete farmi notare tutto quello che volete.
Sì?
Bene.
Quanto? Ah, tre o quattro ore.
Sì, è qui.
Ve lo mando.
Sarà bene che andiate subito in clinica da vostra moglie.
Sta male?
No, sta per avere il bambino.
Beh, vuoi andartene sì o no?
Permettete, signor commissario, vi faccio notare che tutte le vostre
sono basate su una lettera che non esiste. Perciò il mio cliente ha
pieno diritto.
Nessuno si muova di qui.
Intesi? Verge?
Intesi, capo.
Continuo a credere che l 'inchiesta alla quale avete voluto assistere sarà una
grande illusione per voi.
È probabile che finisca col coprirmi di ridicolo.
Eppure sono certo, capite, sono certo che... Capo, ci sono tutti quelli che ci
sono presentati qui la mattina del delitto. Ne mancano solo due, ma li ho
mandati a prelevare in camera di sicurezza. Li avevano arrestati la notte
in un 'arretata.
Bene, sorvegliali Torrance, tornerò fra poco per interrogarle.
Andiamo a berci una birra, Spencer?
necessario, ricomincieremo da capo.
Ma io sono psicologicamente sicuro, perché è impossibile che... Ma esse Dan
Girana ha trovato le lettere prima di voi.
No, una donna è sempre più furba del suo uomo. La vecchia voleva nascondere a
lui.
Comissario, richiamano al telefono dal vostro ufficio, è Toranzi. Cosa vuole?
Dice che quell 'avvocato minaccia.
Minaccia? Però lo metto a posto io.
Degli che vado su. Va bene.
Alloccato Lellù, come va?
Avete fatto quello che vi ho detto?
Sì, ma purtroppo non c 'è quasi niente.
Vostra tia non vi ha mai fatto dei regali? Vi ha mai lasciato degli oggetti
custodia? Beh, la tia non era molto generosa, era il suo carattere. Sì, ma
recentemente non vi ha fatto dei regali?
Sì, sì, una sua fotografia incorniciata, una cornice magnifica. Sì, e dov 'è?
Qui, nella mia borsa.
Sì, l 'ho portata in viaggio.
E sapete, durante il funerale, poi l 'avvocato mi aveva detto che voi
desideravate vedere ogni eventuale regalo della zia. Ecco. Datemela, sì?
Signor commissario, ma quella cornice ha un valore! Signor commissario, scusi,
ma... Fate tranquillo, la cornice non la tocco.
Signor Monfils, voi sarete risarcito di questo piccolo danno.
Vi pare che basti questo documento per giustificare l 'arretto del vostro
cliente sotto l 'accusa di assassino per avvelenamento del marito della propria
amante Juliette Boinet?
Ne riparleremo dopo la perizia calligrafica.
Ma per quanto riguarda l 'assassinio di Cécile Pardon, non avete prodotto alcuna
prova, né indicato alcun testimone, perciò io faccio riserva. Abbiamo
movente, la necessità di far scomparire quelle lettere. La testimonianza se la
fornirà una di quelle persone che sono in anticamera, la stessa che Charles
Dandurand ha incaricato di condurgli la ragazza. Berger, porta Dandurand nella
cella.
Avvocato Blanchard, da domani potrete rivolgervi al giudice istruttore. La
pratica del vostro cliente non è più di mia competenza.
Vica stupida però la vecchia, eh?
Dico, amante e nipoti sono serviti qua, eh? Scusate, ma non capisco che cosa
volete dire.
No, dico che il vostro cliente, in quanto all 'eredità, può mettersi il
pace. Cosa? Ma sono gli altri, i complici del delitto, che non possono
ereditare, ma noi... No, Giuseppe Buonè è stato ucciso dalla moglie e da
Dandurand. Il patrimonio della vittima passa quindi agli eredi consanguinei, ai
Buonè e ai Maspie. A voi niente, e purtroppo niente neanche agli altri
Giulietto, poveretti.
Potete andare.
Ecco qua la vostra cornice, signor Molfis, avvocato.
Arrivederci.
Toronto!
Cominciamo, eh?
Andiamo, fagli entrare qui uno per volta, eh? Iniziamo l 'interrogatorio.
Ma sono una quindicina, cavolo. Beh, caro, oramai siamo in ballo.
Sedete, Spencer.
Grazie.
Conduci questo uomo in camera di sicurezza, io verrò verso mezzogiorno,
dare l 'ordine di arresto dal giudice.
Ho voluto fare un piacere ad un amico, il signor Charles mi ha detto in
anticamera c 'è una ragazza, ho bisogno di parlarle, falla venire nel corridoio
verso il palazzo. Sì, sì, sì, ho capito, me l 'hai già detto, no?
Quanto credete che mi costerà, commissario? Due anni?
Beh, con un po' di fortuna, magari sì.
È andata bene, eh?
Sì, bene, sì.
Ma se un ufficio non avesse avuto l 'idea di portarsi in viaggio la
della vecchia... Il mio amico desidera far colazione. Ah, sì? Un latte e
un croissant.
Bene. Per me un 'abbondante tuppa di cipolle e un formidabile.
Bene. Che cos 'è un formidabile?
Ah, un bicchiere per amatori.
Contiene... Esattamente un litro di birra.
Salute! Beh, non ho dormito.
Probabilmente il bambino è nato.
Grazie.
Grazie a tutti.
Grazie a tutti.
quando sono lontano da Parigi mi prende la vaga all 'anima ho il cuore che si
annulla ho il cuore che si
annulla
Grazie a tutti.
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