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Stiamo realizzando una scarpa a macchina da viaggio.
Il calzatrificio c 'è uno.
Elena, mettiti a studiare seriamente.
Non sprecare tutto questo.
Deve essere aiutata a comportarsi da moglie.
O da nemica.
Sì, è bella quella fotografia.
Ma voglio mettere bella grande.
Mezzo negozio di scarpe che ci stanno arrabbiando con tuo marito a Napoli.
Stefano, ti va bene?
Perché non fai uno sforzo?
A me solo l 'idea di rimanere incinta non fa schifo.
Mi ha umiliata.
Io e te non siamo più fidanzi.
Sono incinta.
Ma perché vuoi fare sempre tutto così?
Il signore non può fare questi sforzi. Ma che ne sai?
Ma tu ti ridi, la mia è soccalmata.
No, lì non mi pare proprio.
A Carmela ha girato una paga molto più alta che la casa.
Oggi costa il testo e vado a aumentare la paga di Ata.
E a Pasquale?
Ha girato i soldi per chi ha due dentiste e nessuno sa da permettere di
a niente.
Si va a voler, ma tu ti assa calma.
Non può faticare questa maniera tutti i giorni.
Almeno facciala una mano.
Leveto.
Le due chiave che mio fratello e mio marito si sono sofferviti di me.
Si pensano che non sono una persona, che sono una cosa.
Hanno acquietato Michele, come hanno acquietato Marcello.
L 'erammo Lila, l 'attaccamo muro, tanto Lila è niente.
È zero spaccato.
Vanno prima a Ciro, che si fanno fare, che non vogliono fare una fotografia
Lì è una cosa bella, solo le attrici li mettono sui cartelloni.
Ancora questa storia, io non sono un 'attrice.
Sembrava avere in mente qualcosa capace di traghettarla oltre la sua guerra
permanente. Uno sfogo violento ma definitivo.
Un modo per liberare la testa e il corpo da energie ingorgate.
La mia ipotesi si consolidò alla decima settimana di gravidanza.
Lila mi venne a chiamare sotto casa, con gli occhi lucenti come per la febbre.
Aveva colla, forbici, colore.
disse che aveva trovato una soluzione per la fotografia e voleva che l
'aiutassi, che la sostenessi.
Ma è questione di cornice, di parete, di luce.
Ah, già vorrei.
Lì la dopo però basta, però, eh?
Sì, basta.
Allora, signora Bella, ci ho pagato. Non è per sempre che ti passo pagato.
Ho solo la mente in tutto caso, Rato.
Ma ti dammi l 'interno un momento.
Per fare che?
E mo facciare.
Lì non va a scemo.
Tu non hai idea di questa roba quanto costa.
Se la rovino vai a te.
No, no.
Interno.
Lei non mi aiuta.
Facciamo il stringente.
Via il foglio.
Buongiorno.
Le riconobbi in faccia l 'espressione che assumeva le volte in cui, da un suo
fondo buio, arrivava un segnale che le bruciava il cervello.
Com 'erano esaltanti quei momenti, come mi piaceva starle accanto, scivolare
dentro le sue intenzioni, arrivare ad anticiparle.
Sentivo che stava vedendo qualcosa che non c 'era e che si stava adoperando
perché vedessimo anche noi.
E' finito.
Ecco qua.
Io non sguardo niente, in due negozi non mi metto.
Ma se capisci, sono d 'accordo con te. Non è che mi vengono, costumano molti a
pietà gente, se ne fuggono.
Rino, vincilo tu con questa storia, ti fa molto piacere.
Dice la gerente che con questo non ci puoi discutere.
Gli hai vincito solo sì o no, e basta.
Se non lo vedi, perdiamo il tempo.
Su Confidenza la settimana scorsa ho visto che a casa gli rossano i bracci,
stanno cose così.
Hai visto?
E con questo che voleste vincere?
Carostano Brazzi capisce tutto cosa capire e capire tutto cosa è che è
che non capisce niente.
Stai un po' zitto.
Ho così o niente.
Ma non ha capito. Stai zitto Giglio.
A me mi piace signore.
Ha capito che volevo fare.
Si rompono pure i scarpi. Che a cui si risaltano.
Bravo.
Tu sei una capatotto.
Ma quando ti metti cosa ti serve?
Sì, ma c 'è prima a decidere. Rimane prima il tuo negozio.
È già deciso.
A me mi piace.
Sì, mi hai persuadato pure a me.
Sono voluto far picciare.
E gli abbiamo detto insegna.
Mi hai visto che potente?
C 'è scarto sul cellulo, perché non è costato a chiamare Solaro?
Ma perché rompere il tempo partito?
Che vogliamo fare facciamo la distoria ora?
Che la fotografia è inguagliata e se riusciamo, sono stato pure d 'accordo,
accontento di quella volta.
Tu fai presto i soldi di Solaro, pure Stefano si fa presto.
E poi chi è che fa tutto quello che fanno loro perché ti interessa?
Lila, dov 'è?
Ani, c 'è una parte.
Sono io.
Mi asciuto sangue.
Zini, bevo quella durezza.
E chi è che impersonifica l 'amore che fa muovere tutto?
Angelica.
Angelica è il centro di tutta l 'opera.
È intorno a lei che ruota tutto.
Rinaldo l 'ama inutilmente.
Orlando impazzisce di gelosia.
È come se ci fosse un luogo al centro del quale c 'è una donna sensuale,
irresistibile, che alimenta passione in tutti gli uomini.
E anche il dolore.
Sì, anche il dolore.
Ma l 'Ariosto si inventa che la Luna è il luogo in cui si conserva tutto ciò
è stato perduto sulla Terra.
E lì finisce anche il dolore per le persone che abbiamo amato inutilmente.
Grazie, Greco.
Mi piacerebbe continuare, ma è ora di tornare a casa.
Peppo.
Bene. Dopodomani Orlando Furioso, canto 35°,
lettura e parafrasi. Potete andare.
Elena.
Che giornali leggi?
Non so, il Roma.
Prendi questo tanto io l 'ho già letto.
Poi altra volta te li porto io i giornali, così ogni giorno te li leggi.
Grazie professore.
Grazie.
Alla prossima!
Dopo l 'aborto inaugurò un periodo lungo in cui la smise di correre di qua e di
là e sembrò decisa a comprimere tutta la sua vita dentro l 'ordine di quello
spazio odoroso di calcina e di formaggio, seppo di salumi e di pane.
Sapete come si dice, signor?
I figli, il nostro signore ce li dà e il nostro signore se li picchia. Avete
proprio ragione.
Vieni qua.
Me l 'ha mandato Enzo.
Sta in un posto sperduto in Piemonte. Però dice che sta buono.
Sto contenta.
Enzo è forte.
Pure Antonio ha mandato una cartolina con i negozi.
Non sta buona, vero?
Buonasera. No.
Carmè, pensaci tu a chi l 'hai.
E no?
E no come?
Signor, che state facendo?
Mi sono pigliato tutti gli sprechi.
Signor, ma che spreco state pigliando? Poco troppo schifo.
Lì, ma è sta Alfonso che mi ha cercato?
Aspetta.
Ci volevo far vedere pure qui.
Già conosco.
Mi l 'ha fatto scrivere Michele Solaro.
Hai visto?
Stava qua.
Sta sempre qua.
Non capisco come la fa.
Leggi a voce alta.
La gentilezza, la dolcezza, la grazia delle due seducenti ineredi.
La signorina Gigiola Spagnola e la signorina Giuseppina Carracci.
Meravigliose fanciulle in fiore che reggono le sorti di un 'impresa. Ma che
sotto?
Il pannello è un pasticcio grossolano.
Una nota stonata in un ambiente di maestose eleganze.
E vi sta firmo?
Donato Sarratore.
Sì.
E non dici niente?
E cazzo a ricero?
Dalle padre e dalle figlie a ricero.
E comunque su lì sta scritta la verità. A dei giornali vogliamo anche leggere.
Non c 'è stata scritta una sola parola vera.
Sono stata tutta quanta pagata.
Ho visto.
C 'è un documento.
Lila, c 'è questa mamma, è arrivata. Parla tra sé.
Giuseppe.
Buonasera.
Ciao, Lenù.
Ciao, Giuseppe.
Come stai?
Ti ramannando.
Che c 'è per te?
Come c 'è caro, Lilla.
C 'è pure qualcosa per tuo marito.
C 'è colto appoggio reale.
Signora, t 'ha da buona risa.
Non è niente.
Rammanovaz.
Ci vediamo.
Grazie ancora.
Non ho queste scarpe.
E non basta.
Perché né Stefano, né Rino, né mio padre avrebbero vissuto la sola scarpe senza
l 'aiuto e la conoscenza di Solara.
Userai pure loro.
E metto la regalazione sui miei sensi, ma perché il sordo è buono, va a
sempre più.
Per cui pure questi sordi che faccio io e Carmela che fanno di canossa non sono
puliti.
I soldi non si possono pulire mai.
E' chiaro che non è quella specie di brucia che mi ha messo.
Non mi piace che le ragazze fanno quello che stanno facendo noi.
E' pochette che fanno voglia di stare con me.
Ti riguarda che essere promossa con la media del lotto?
Ma ci metto qua a capo e con pensiero lì.
Sta andando bene.
E allora?
E allora che?
Che le so potente, vuoi via?
Ma no, lì non dovevi.
L 'avevo ordinata per l 'inizio della scuola.
Non sono arrivata solo ora.
Grazie.
Sono nuova nuova.
Basta, che lì lì brutto consumato che tra maestro Olivero.
Mario!
Fammi una favola.
Accompagni l 'amica a mia casa.
Tieni la borsa usante.
Buona, sì.
Questi l 'ha letto mamma.
Grazie.
Vado a fare il gatto.
Aggiungi pazienza, mamma. Non ti scordate il chiamo.
Buonasera, signor.
Ma di cosa è qui? Ma ci vengono a tavola.
Rirci.
E che significa questa storia?
Questa è da parte di Lila.
Sana sana.
Mi ha regalato pure questi.
E che sono?
Sono libri per la scuola di quest 'anno.
A turno.
Sono nuova nuova, no?
Sono nuova.
Tra Natale e Pasqua, Isolare e i Carracci incassarono molti soldi.
La salumeria nuova e quella vecchia fruttavano bene.
Il calzaturificio Cerullo lavorava a piano ritmo.
Le scarpe disegnate da Lila incontravano il consenso dei gran signori, quelli
che mettevano mano al portafogli con disinvoltura.
E non è stata fatta assolutamente, perché avevamo una capina moto e per
'è dentro gli umani. Questa cosa l 'hai detto già.
Stai zitto, non parliamo.
Ti parlo con te, ma pare che piace. No, ma tu stai zitto.
Ci serve un attimo del nuovo.
E lì lo sapevo buono, perché non è venuto? Non so che non è buono, Michele,
'hai detto già.
Michele, guarda che io e papà viviamo già ogni settimana.
Fra poco vi facciamo pure fare.
E le scarpe sono buone?
Sì, le scarpe sono buone. Nessuno me le ha detto che c 'è dentro tutti i giorni.
La tua signora è indispensabile.
La dovevi obbligare a venire. La mia signora va stagionata in salumeria.
E perché stiamo facendo un 'errore di pranzo, no?
Quando i negozi stanno chiusi.
L 'errore di pranzo è da reposare.
La tua signora è sprecata in salumeria.
Qui farebbe un mese quello che Gigiola e tua sorella non farebbero nemmeno in
cent 'anni.
Lì da comandare, da vendere cose, da disegnare scarpe.
Farà come vuole lei, come piace a esse.
Sarà come vuole lei, come piace a esse.
Sarà come vuole lei,
come piace a
esse.
Frate, te senza solare ne hai nessuna. Frate, me non hai mai avuto bisogno di
niente. Sei tu, cazzo di cazzo, non sei nessuno.
Signora, stiamo a sentire.
Ma tu che cazzo ti credi ad essere, cazzo di cazzo? La padrona. Tu non sei
nessuno. Non sei voglia. Ti mandano una volta un bottone che non è caricato. Tu
quando vogli, hai capito?
Ma che sta succedendo? Ma che sta succedendo?
La coppia sicuramente è tua.
Tu ti raccendi perché fai una scusa e ti credi che io non lo faccio.
Ma c 'è la verità, l 'hai fatta apposta.
Ma perché non l 'ho capita?
Che Elena Iannar ha appicciato il fuoco e sta sola.
Che lei mi voleva bruciare, che lei si va a far morire.
Pino, ti ingello pure tu.
Lì lei è capace, non ti fa in gravità.
E quando è successo se l 'hai fatta uscire la camicia e coscia.
Che cazzo stai dicendo Pino?
E' un medicato navale, no?
Che cosa fai?
Ti fai lo stesso disegno?
Io non voglio disegnare proprio niente.
Ma anche non so andare, manca una chianella.
Sarà già a ranno.
Ehi, cosa posso fare?
Sono sorda, Lila.
E te non sei sorda.
E sono già abbastanza.
La verità è che ce l 'ho già provata.
Ma non mi piace più niente.
Prova ancora.
Ma non è più come quando tenevamo Luciano.
Le cose che mi sono lasciato qua non mi piacciono più.
Mi fa schifo l 'odore del cuore e della pelle.
Io l 'avevo fatto per te.
Per dimostrarti che pure se non veniva qui a scuola sapeva fare qualcosa.
Ma non fornisce mai.
Tenga sempre la spagna per il capo.
Ha già tempo di provare qualcosa che ci fa buono.
Quando la mia mamma aveva solo Maria.
Stefano mi ha imparato come si imbrugna un po' di peso.
Prima ci ha giallocato che ero un variolo, che allora così cosa fanno i
E poi l 'ho giugato per vedere cosa più imbrugnava io e lui.
E mi ha già cominciato a mettersi in maniera.
L 'imbrugno è tutto quanto, no?
Un po' pesa, un po' mela di cuore.
Però io riuscirò a farlo.
Non ti credo.
Non ti credo che le cariche facciano.
Ti fa piacere che fotografi con queste sposte impusciate.
Aveva bruciato pure il matrimonio. I vestiti, i solari, le scarpe e tutto.
Ma è stato.
Devi cercare di stare tranquilla.
Che pensi?
È imbroglia.
Faccio le scarpe a Rino.
Se vengono male non vi è la colpa.
Se vengono buone ricorda la fattissa. Sei pazza?
Chi se ne sta buono.
Però non è per una festa importante.
È importante, no?
Ma che ne faccio?
Stiamo uscendo da scuola e la professoressa mi ha formata a posto.
Mi ha detto che i figli organizzavano una festa e che ci teneva che andavo.
E allora ci devi andare.
Guarda questo.
Questa è elegante.
Questa ragione è elegante.
Anche a me non pare elegante.
E dove c 'è questa struttura?
Questo è Vittorio Emanuele.
Sto per rimuoverla a casa sua.
Non lo so.
E chi è questo Renango?
Non lo so.
No, basta, non ce l 'ho.
Portami con te.
Stefano non ti fa venire?
Che devo sapere?
Dimmi se mi vuoi portare con te.
Certo che voglio che vieni.
Allora non puoi rimettere questo.
Ma non ti parla un po' troppo?
Ma una festa vuoi che ti chieda un amore?
E tu cosa fai con questo?
E ti faccio cagare! Che ti faccio cagare! Perché non mi hai già spiegato?
faccio cagare!
Ma stai burdo!
E'
importante che le casse tu muovere a sé per tutt 'orio!
Ma che stai dicendo?
Un fratello stronzo la accompagna tu a supportare Pinuccio che fanno le cose
loro! Pa' prendere questa casa!
E sai che avevi gelato?
C 'è stata pur casa mia!
Stai a tutti i tre!
Lui non l 'ha lasciata nemmeno!
Eppure gli fai schifo se sai che succede, no?
Pinuccio è incinta e ora sta nascosta a morte subito.
Ma sai quella cosa che mi ha fatto incazzare veramente lì?
E quando ho capito che era Pinuccio, sai che ha avuto coraggio di morire?
Ma che resta in morirsi?
Perché sono femmine e tua moglie no?
Perché Rino sa come si fa che è femmine e tu non lo sai fare?
Ma andate a cazzo lì!
Ma andate a cazzo!
Ma perché avete passato l 'uomo con te? Perché?
E se non me lo faccio oggi da cielo, veramente, ma non darò anche questa
soddisfazione. Hai capito?
D 'attroce merda!
Si stura l 'attroce!
Si muore, sì!
Allora, mi ci posto?
Temevo che il tuo vestito fosse troppo vittorio.
Ma anche che la sua bellezza sarebbe esplosa come una stella e ciascuno si
sarebbe affannato ad afferrarne un frammento.
Temevo che si sarebbe espressa in dialetto, che avrebbe detto cose
Ma anche che se solo avesse aperto bocca, tutti sarebbero rimasti
dalla sua intelligenza e la stessa Galiani ne sarebbe rimasta incantata.
Temevo che avrebbe capito che io ero solo la sua ombra scialba.
Avrebbe voluto rivederla.
e si sarebbe impegnata a farle riprendere gli imputi.
Mi dici come hai fatto a convincerlo?
Se vuoi una cosa basta che faccio una buca a zocco.
Lì, per favore, non parlare così.
Così come?
Come adesso.
Ti vergogni di me?
No.
Ma sai a che piano sta?
Al terzo.
Tu sei qui domani a sentire tutto?
No.
E meglio che seguiamo a fare. Ok.
E ma che c 'è? Capiamo a fare.
E devi preparare tre.
Vado?
Vai.
Ciao. Ciao, sono Elena, un 'alunna della professoressa Galeani.
Elena? Sì.
Ciao, sono Armando, sono il figlio dell 'autoprofessoressa.
Mamma ci tormenta con i tuoi temi, avrò letto tutto quello che hai scritto.
Prego, entrate.
Vieni, ti porto la mia mare.
Elena, che piacere vederti. Sono contenta che sia venuta.
Grazie per essere qui.
Ha una casa stupenda.
Grazie, se vuoi più tardi ti faccio fare un giro.
Ma lo sai che le ho detto che ci tagli sempre sui temi, che è bravissima?
Sì, hai visto la nostra Elena?
Tra essere bravissima e anche bellissima.
Grazie.
Stasera c 'erano molte persone interessanti che puoi conoscere.
Avrei voluto presentarti anche mio marito, ma è stato trattenuto in
turno per questa sera.
È una tua amica?
Sì, lei è la mia professoressa.
E lei è Lila.
Abbiamo fatto l 'elementare insieme.
Ciao.
Buonasera.
Le amicizie lunghe sono importanti.
Sì. Sì, scusate.
Sì.
È la stessa età di Elena.
Due settimane più vecchia.
Le hai presentate a Nadia?
No. E che aspetti? Eh sì, ma ora sono arrivate.
Nadia ci tiene tanto a conoscerla.
Questo qui è un mascalzone, non ti fidare.
Lei invece è brava.
Sono sicura che diventerete amica.
Vedrai, ti piacerà.
Andiamo. Divertitevi. Grazie.
Può darsi che ti piacerà, ma la mia sorellina mi ha rovinato l 'impanse. Sei
dieci anni di rottura di scuola.
Nadia.
Vieni, ti presento Elena.
Sì.
Nadia, qui sei Elena, la donna di mamma.
Ciao.
Come sono contenta di conoscerti.
Ciao.
Le cose che scrivi mi catturano ogni volta.
Pensa che chiedo sempre a mamma se ho scritto un altro tema.
Sempre.
Grazie, Nadia.
Davvero, siete tutti così carini con me.
Lei è una mia amica.
Raffaella Carraccio. Dali, a piacere. Ciao Elena.
Ciao Nino.
Vi conoscete?
Sì.
Siamo nati nello stesso rione.
Ciao.
Ciao.
E allora com 'è andato il viaggio in Inghilterra?
Molto interessante.
Voglio tornarci presto.
Venite, vogliamo.
Tu sei Lilo, giusto?
Io sono Nino Serratore, ti ricordi? Sì.
Non balli? No.
Oddio.
Scusa, ci stavamo.
Lei stava cercando il bagno.
Sì, scusate.
Ora che ti sto cercando dappertutto.
Stavo qua.
Vieni in terrazza, siamo tutti lì.
A fa' che?
Che chiariamo, siamo al fresco.
Vado.
Ti sta annoiando?
No.
Guarda lì.
Hai visto come ti sono?
Sì.
Dai, vieni.
Ciao Greco. Ciao.
Lo scontro tra poveri e ricchi, tra sfruttatori e sfruttati non è più
E il fatto nuovo veramente decisivo è che le vittime non si fanno anche morire
da nessuno e vanno avanti nella lotta per la giustizia. Il problema vero è che
le persone, soprattutto voi giovani, pensate che si possono ottenere tutte
subito senza fatica e senza sacrifici.
Invece per costruire un mondo nuovo c 'è bisogno di tempo.
Ci vuole un progetto. Non è con la pianificazione che si cambia il mondo,
Il sangue è necessario. È necessaria la violenza. Sbagli, Armando.
Lo stai guardando anche a te.
La fiducia. E senza la fiducia le cose non si cambiano.
Il mondo ha già ora, così come le capacità tecniche umane per cancellare
faccia della terra il colonialismo, la fame, la guerra.
Prendi quello che sta facendo Danilo Dolce in Sicilia.
A trappeto.
Quando ha fatto lo sciopero della fame per protestare contro la morte per
denutrizione di quel bambino, come si chiamava?
Benedetto Barretta, povera credula.
Sì, ma che significa? Sono casi isolati, non contano niente. Martin Luther King
è un caso isolato.
Il presidente Shihab, che ha riappacificato le comunità nazionali
la crisi del 58.
E anche grazie a lui che adesso quelli che se lo possono permettere vanno a
Beirut come si va a Parigi.
Tu chiami casi isolati, Armand. Sono tanti e sono una forza, una grande
E a me piace immaginarli come una vera e propria brigata mondiale della pace. Ma
rondami ancora con questo fatto, Nino, un 'altra volta.
A te ti piace proprio questa fissaria della brigata mondiale della pace? Ti
piace il nome?
Eh, sarà come dici tu.
Mi piace o no.
Forse perché almeno mi fa sperare ancora in qualcosa di buono.
E tu ci speri in qualcosa di buono, no?
Tu diludi, Nino.
Oppure hai paura.
Ha ragione, Nino.
Noi non dobbiamo ripetere gli errori delle generazioni precedenti.
Io non voglio vivere in un mondo di nuove in guerra.
Ma non capite che oggi la guerra va fatta agli arsenali atomici?
Va fatta la guerra stessa?
Siamo noi che se permettiamo l 'uso di queste armi diventiamo tutti colpevoli.
Molto di più dei nazisti.
Ci sono ancora troppi tiranni che tengono schiavi popoli.
Il mondo ha urgenza di essere cambiato.
Ma va cambiato con la pace.
Sono perfettamente d 'accordo con te.
Faglielo capire a quel testone così ribelle, così inquieto.
Ve lo ricordate, Quasimodo?
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue salite dalla terra.
Dimenticate i padri.
Le loro tombe affondano nella cindere.
Gli uccelli nieri e il vento coprono il loro cuore.
Quanto sei brava Elena, intelligente, coraggiosa.
Non mi sembra una parola di coraggiosa.
Ma se uno dice qualcosa di differente da quello che dicono gli altri, più che
coraggioso. ... pacificato e giusto, senza vittime, né carnefici, né servi,
padroni.
E per fare questo bisogna fare quello che dice Elena, fare una sola guerra, ma
agli arsenali atomici. Ma ci vuole troppo tempo. Non sto a morire nessuno.
Ho chiamato Stefano per parlare con te.
Aspetta un attimo.
No, basta.
Voglio parlare con te.
Aspetta altri cinque minuti.
No.
Ciao, Nina.
Ciao, Nadia.
Ciao, grazie.
Ciao.
Ma che è?
Che te ne dite?
Non mi sono mai ascoltata in questa maniera che sono nata.
Era meglio che ce ne andassi in cinema.
Però pure se ce ne stessi a casa a guardare la televisione, era meglio che
stessi tutti i buchi nell 'acnello.
Che schifezza è questa?
Una casa piena di roba vecchia.
I mobili sono da cent 'anni fa.
La casa è da trecent 'anni.
I libri sono i poveri, ma pure quelli vecchi come quelli.
Nessuno di loro sa cosa ne vede niente.
Ma con quella roba ci sono nato e poi questa casa credono essere pataterse.
Ma non è così, parla non è così, ti muovi non è così.
Ma non ti mancano i consigli di loro nel cervello.
Sanno, sanno, ma non sanno niente.
Non si capiscono neanche le parole che ricevono.
E secondo me non si capiscono neanche tra loro.
L 'apertura a sinistra e gli arsenali atomici.
La prossima volta non ti portano a mele, no?
Forza da Pasquale a vedere come mette a posto subito, subito.
Ma te l 'hanno scordato. E' per questo che sto pensando tanto.
Però tu non te l 'hai già resa d 'accordo. Che stai diventando una pavola
pavola.
L 'hai sentita?
Con quella oscilla.
E se la fai a sarratura tale qua.
Noi abbiamo la capacità tecnica. La famiglia di qua, la guerra di là.
Però tu come assalatore pensi che la vita fa recita per essere ricevuto in
di chi è lì?
A noi si è lasciato solo una merda nostra, quel cervello che ci ha
Mi andrebbe piaciuto che ho caricato, che ho caricato.
Ho vero, no?
Il bene umano non lo tengo.
Tu sai tante cose.
Ho visto un museo con me.
Ciao Elena.
E non ti prendi con le orecchie le pazze. Ciao.
Come sei brava.
Quanto sei intelligente.
Il ricordo del tono sarcastico di quella sera, invece di attenuarsi, si
ingigantì e anche il rancore diventò sempre più robusto.
Mi sembrò che niente potesse giustificare quello che aveva fatto.
Appena dopo la fine della scuola cominciai a lavorare in una libreria di
Portalba e sparì da Rione senza avvisarla.
Questo è il volume su Kierkegaard e Nietzsche. L 'altro non ho capito come
chiama.
Me dispiace, ma non ho capito.
Ci penso io, professore.
Ecco, è questo.
È proprio questo, sì.
A te vai a sistemare i libri che sono arrivati stamattina.
Questa è la prima e unica traduzione italiana autorizzata di questo testo. È
categoria che io stimo moltissimo. Avete ragione, io ero sicuro che l 'avrei
trovata qua. È anche una stima per questo istituto, sono certo che ci
altre traduzioni e arriveranno. Spieghiamo, spieghiamo.
Questa è una categoria che ha scoperto delle belle iniziative editoriali.
Sono convinto che di questo autore bisognerebbe conoscere molti più uomini.
che c 'è col tempo?
Che sta inteso naturalmente che mi tenete aggiornato.
Nino! Uè, Lenu!
Ma da dove spunti? Da quella libreria là.
Mi stavamo cercando.
Come mi stavi cercando?
Sì, sapevamo che lavoravi in una di queste librerie a mezzo cannone, ma non
sapevamo quale.
Noi andiamo al cinema?
Andiamo.
Ci vediamo.
Ciao, Lenù.
Ciao.
Grazie.
Non aveva nemmeno un tratto che lo avvicinasse al padre.
Non la statura, non il viso, non i modi, nemmeno la voce o lo sguardo.
Era un frutto anomalo, dolcissimo.
Quanto era affascinante con i capelli arruffati, come era estraneo a qualsiasi
altra forma maschile.
Uè, Pino, che sorpresa.
È successo qualcosa?
Vieno, tratta.
No, già fa un presso.
Vieno, che non c 'è nessuno.
C 'è chiuduto tutto quanto ha messo.
L 'ha già vista, no? A posto, proprio da me.
L 'ha già portata l 'invito al matrimonio.
È solo per te, però.
Ci teniamo che vieni.
Non hai nascosto i temi. È colpa di Stefano. Che non solo non mi accatta a
Mi ha visto che aveva l 'abito a sposo, servizio fotografico e pure rinfresco.
Ha cancellato i miei surioni dalla lista degli invitati.
Pure Rino si scusa, ma non possiamo proprio invitare i tuoi genitori e i
fratelli. Ma noi dovremmo, diceva, tutti i soldi che ha tenuto e li ha messi
dentro alla salomeria e nel negozio di scarpe.
E qua non deve più niente.
Non ne parla a Merino, povera. Non c 'è qualcuno.
Ma si è accattato pure mille clienti.
Ma non ti preoccupavi, no?
Non ci credevamo a fare un matrimonio con Michele Lila. E aveva una casa che
guardava a ferrovia.
E invece mi ha matto dalla sostanza che aveva che abbonare mio papà.
Stefano ha tenuto certezza quando si tratta di me, ma quando si tratta di una
moglie rispende spesso.
Scusami ancora, Limo.
Ma non fai niente, Pino, non ti preoccupare.
E tu che sei venuto a fare qua?
Cin, siamo a Fadipa.
Sì, mo' accendo.
Ciao. Ciao.
E tu che ci fai qua?
Ti ho già portato a leggere.
Ti leggo.
Certo.
Andiamo. È schematica, come la gallina di Armando.
Però ha vinto quest 'anno cose buone.
Ho veramente ricco, Lenù.
La gallina è stata fondamentale anche per me, ma non sopporterei di versare le
sue.
Prenditi quello che ti serve, ma ragionavo la tua testa.
Senti papà, io la leggerò anche lì.
E Nadia dov 'è?
Nadia è a casa, con degli amici del padre.
Quest 'estate va in Norvegia con loro.
E tu?
La rischi con i tuoi?
Lì con mio padre, ma anche si maccirono.
Vado a Ischia, vado a casa di un amico, perché dobbiamo studiare.
E tu?
Non lo so.
Sto cercando un lavoro per l 'estate quando la libreria chiude.
Perché non mi vieni a trovare?
Come faccio?
Che c 'è a volare?
Via, via.
Mi piace parlare con te.
Anche a me.
E poi voglio sapere, che ne pensi della rivista?
Era un sacco di tempo che non veniva qua.
Ci prendiamo un caffè?
Sì.
Ma chi è?
È Melina.
Non te la ricordi?
Ma ce l 'ha con me?
Non lo so.
Donato!
Ma perché dici Donato a me?
Vuoi che assomigli a mio padre io?
No.
Sicuro?
Sì. Aspetta, ma Donato!
Vabbè, vuoi che forse mi dica una vaca? No, aspetta.
Donato!
No, no, no.
Una vaca.
Sì, forse è meglio che vai.
Promettimi che avviene, Ishka.
Lela? Sono un po' contento, Dore.
Confessa, ti piace?
Ti ho già raccontato una cosa.
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