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NUMERO SCONOSCIUTO
Sì, pronto?
Quanti altri dovranno morire a causa tua?
Con chi parlo?
Ti ho chiesto, quanti altri dovranno morire a causa tua, Asaf.
Non è morto nessuno a causa mia.
Ah, davvero? Allora, guarda.
No, non farlo, aspetta!
Rüya! Rüya! Rüya!
EPISODIO 4 INCIDENTE
Ci sono novità?
Fa' vedere.
Spostiamoci a valle.
Benvenuto, commissario.
Salve, Akif.
Forza!
Qui non c'è niente. Andiamo da quella parte, è meglio.
Ecco, arriviamo.
Sì, certo.
- Abbiamo trovato questa. - Qui c'è solo fango.
Credi sia di Kemal?
Lo verificheremo.
E dove l'hanno trovata?
Sulla sponda, laggiù. Ho richiesto dei sommozzatori.
Magari, potremmo cominciare le ricerche da lì.
L'autista è arrivato qui, ha fatto una sosta ed è tornato indietro.
Ci siamo quasi c'era traffico intenso. Abbiamo dovuto fare una
- deviazione. - Come se andasse di fretta?
Forse l'ha lasciato qui ed è scappato.
Ma non ce la farà. Non può farla franca.
- Guarda. - Dove?
Lì, vedi?
La verità viene sempre a galla, prima o poi.
Akif, dacci un momento, per favore.
- Prendi il tuo şekerpare. - Non importa. Prego.
Ti ringrazio.
Che posso ordinare per te? Fanno degli şekerpare pazzeschi.
Basta stronzate, Cüneyt. Avanti, inizia a parlare, io non farò domande.
Che dovrei dirti?
Tutte le tue cazzate.
Riguarda la Payen Kuyern?
Ci ho messo la faccia per te, per la puttana.
Ti avevo detto che al primo errore avrebbero fatto fuori anche me.
Dove ho sbagliato?
Hai chiesto il fascicolo di Servet Karaman,
mentre mi guardavi dritto negli occhi, te lo ricordi?
Io non ho chiesto niente. L'ordine è arrivato dall'alto.
E da chi? Sentiamo.
Che legami hai con i piani alti?
Che hai dato alla Payen Kuyern per riuscire in tale impresa? Allora?
Servet ti ha offerto una fetta dei guadagni?
- Attento, Kemal. - Sta' calmo.
Ascolta, io ti avrei aggiornato. In più, non ho ancora fatto niente.
Ho il fascicolo sulla scrivania.
E per quanto ci resterà?
Prego?
Che cosa ti hanno chiesto? Di lasciarlo lì a prendere polvere?
Iniziano con piccole richieste, finché non riesci più a lavorare. E poi,
fai la mia fine. Non perdere mai il controllo.
Devo riuscire a distruggere la Payen Kuyern.
O sarà lei a distruggere noi.
CHIAMATA IN ARRIVO
Sei venuto da solo?
Quindi è vero che sei audace come dicono, commissario. Sei molto sicuro.
Perché non fai quello che ti chiedo?
Che c'è, mi sogni la notte per caso? Riesci ad arrestarmi nei tuoi incubi?
Quando ci stringeremo la mano? Vorrei sapere quando avranno fine le richieste.
Il tuo garante, Servet, ci ha dato dei soldi che abbiamo dovuto controllare.
Continuerai a pagarci ogni fascicolo che leviamo a Kemal e consegniamo a te?
Devo aumentare anche io i guadagni. Non funziona così il sistema?
Solo per chi, come te, pensa che il denaro sia potere.
Linea di tiro libera.
Ma sta' tranquillo, se gli affari crescono, le tue esigenze cambiano.
Signore, ce l'ho sotto tiro.
Per esempio, noi ti abbiamo chiesto del sangue e
degli organi freschi e tu, invece,
al posto di un bambino hai avuto la
bella idea di portarci un poliziotto inutile.
Io non mi sono consegnato a voi.
Ma non è di te che sto parlando.
Tutto a posto? Scrivi a Kemal un bel rapporto sul
cecchino. Kemal sta invecchiando, ma ho scelto te perché hai contatti con i
servizi sociali. Mi porterai un bambino, e il fascicolo sparirà.
Benvenuto alla Payen Kuyern.
IL BAMBINO
Ma c'è soltanto un papà? Niente mamma?
No, piccolo.
Vieni.
Dove stiamo andando?
Alla tua nuova casa.
Dici veramente?
Guarda, lo vedi questo? Se qualcuno te lo chiede, ti chiami così.
Leggi che c'è scritto: Mert. Se dici a tutti che il tuo nome è Mert,
potrai restare nella casa in cui andiamo, quanto vuoi.
Per sempre?
Per sempre.
Ma se dirai il tuo vero nome in un attimo ti rispediranno all'orfanotrofio.
Mi hai capito?
Io non lo dirò.
E invece, Mert dov'è adesso?
Mi è venuta fame. Tu non ne hai un po'? Credo che dovremmo mangiare.
Prendi qualcosa?
Se vuoi ridammi il braccialetto. Meglio se non lo perdi. Vuoi che te lo tenga io?
Ho fame.
Io questo l'ho visto in un sogno. E c'era anche un uomo.
Gliel'avevo detto, "Non puoi fare sempre come ti pare". E lei: "Basta, vattene!"
Falla sbollire, vedrai che le passerà. Bisogna avere pazienza, lo sai.
Non sono un figlio ingrato. Né un marito incompetente. Né un pessimo padre.
Cavolo, si gela. Non sento più le mani.
Stavolta non sarò quello che perde, Murat. Perché sarò io a vincere.
Secondo te quanto guadagna un avvocato?
Io che cazzo ne so? Te ne serve uno?
Sarei stato utile come avvocato, non è vero?
Avrei potuto salvare le persone. Dico bene, no? E cosa faccio,
invece? L'autista. Che cosa diavolo è?
In pratica fa tutto l'auto, come puoi chiamarlo lavoro?
Devi vedere lei come mi guarda.
Come se non esistessi, come se non valessi niente.
Lo so che lo fa solo per ferirmi.
Dice che sono un inetto. Mi chiama così, ora. Tu sai che vuol dire questa parola?
Eh? L'hai mai usata all'interno di una frase?
- A Sema piacciono queste cose. - Basta così, finisci la
bottiglia e andiamo, dai.
Bravo.
- Ah. - Rispondi.
Muzzafer, dimmi.
Sì, è con me.
Che è successo? Chi?
Che c'è?
Hai un fratello che si chiama Aziz?
Aziz?
Che succede? Sta peggiorando?
No, papà sta bene. Hanno trovato il sangue, e si è ripreso.
Grazie al cielo.
Mamma?
Aziz ti ha chiamato tanto. Ha passato la notte a chiamarti e a cercare sangue.
Sono qui, mamma.
Gli ho detto di smettere, tanto a quest'ora era inutile,
come sempre. Comunque, non puoi donare il sangue.
La puzza di alcol arriva fino a qui.
CHIAMATA IN ARRIVO 6 KM DI DISTANZA
A che punto è? Senta, se non ce la fa, annulli la corsa.
Si è sbloccato tutto, ci vorrà poco.
Centrati in pieno.
Oh! Fermo!
Senta, mi aspettano, si rimetta al volante.
Bene, buona giornata.
Quando ti ho distrutto l'ufficio non sapevo che tu dovessi fare questo.
Te l'avevo detto. Ognuno fa il lavoro sporco
di qualcun altro. Funziona così il sistema.
Non faccio il lavoro sporco. Non ho mai ammazzato nessuno. Li ho solo spostati.
Neanch'io ho mai ucciso un uomo. Ma li ho seppelliti tutti.
Signore, pensa che così possa bastare?
Cosa?
Servet ci ha detto di domandarlo a lei. Vanno bene le fondamenta?
Vuole un'altra colata?
Io non me ne intendo. Procedete pure, se serve.
Mi dà il permesso? Ci sarà il suo negozio. Se vuole ne versiamo ancora.
Che cosa le ha detto Servet?
Perdoni la mia domanda, che attività ci sarà?
Doveva essere un appartamento. Cosa le ha fatto cambiare idea?
Un incidente.
Asaf.
Ora sai qual è il tuo compito.
Non puoi scappare dalla Payen Kuyern.
Dev'essere pronta per questa stasera. Ho un impegno urgente.
Ma ci sono altri clienti.
Va bene, allora diciamo che ho aspettato fin
troppo. È arrivato il mio turno. Tenga.
Che sta facendo? Fermo!
Sa che prendono qualcosa come garanzia finché non hanno quello che vogliono?
Voglio dire la Payen Kuyern, opera in questo modo.
Non fidatevi delle loro promesse di guadagni
facili. Il mio anello? Lo rivoglio.
La ringrazio.
Non se ne vada dopo l'incontro, l'assistente sociale vuole parlarle.
Va bene.
Salve.
Buongiorno. Prego.
Allora, andiamo?
Va bene, ce ne andiamo. Ma prima, dovresti aiutarmi per una cosa importante.
O non vedrò mai più mio figlio. La madre vuole tenermelo
lontano per sempre.
Ha paura che lui sparisca di nuovo per colpa mia.
Anche tu ti sei perso, ma non hai paura. Non ti manderò da nessuna parte per ora.
Te lo giuro.
Lo giuri davvero?
Sì, te lo giuro.
Come sei entrato nella mia auto? Racconta.
Ero nascosto nell'appartamento.
Che appartamento? Si trova dove avevo parcheggiato
l'auto quella sera? Nello stesso posto?
Dove vive il poliziotto.
Quale poliziotto?
Forse è di lui che stai parlando?
Entra subito nell'armadio. Aspetta lì dentro e non uscire,
hai capito? Eh? D'accordo, entra. Forza. Un'auto verrà qui a prenderti più tardi.
E dov'è andato questo poliziotto, dopo?
Non so niente, non ho visto niente.
Cosa non hai visto?
Cerca Kemal Argun, per caso?
No comment. Non troverà niente qui, Rüya Deren.
A quanto pare, lei mi conosce. E io conosco lei, commissario.
Kemal mi ha raccontato molto sul suo conto.
Cosa intende? Lei e il commissario siete amici?
Abbastanza da essere più preoccupata di lei, a quanto pare.
Permetta una domanda: perché non state cercando il commissario?
Lo stiamo facendo.
E allora perché non mi interrogate?
Kemal mi aveva scritto la notte in cui è scomparso.
Come mai non mi siete venuti a chiedere niente del messaggio,
né del pacco che mi aveva dato?
Quindi Kemal Argun le avrebbe dato un pacco?
Me lo dica lei.
Se avesse quel pacco, non sarebbe qui a farmi domande al riguardo.
Rüya, hai il telefono spento. Ho trovato il pacco per lo scambio.
Non c'è tempo. Devi venire a prenderlo subito. Dove sei?
Buona giornata.
La ringrazio, anche a lei.
Cüneyt, questo Asaf che mi hai affibbiato, è una vittima della Payen Kuyern e…
Beh, avete arrestato l'autista?
Di che autista parli?
Di quello dell'incidente.
Ti abbiamo dato un compito, ma ci è costato caro, commissario.
Sono andato a prenderlo ieri, però non ti ho più sentito.
Ho ancora il bambino con me.
Non mi riferisco a questo. Sai cosa è successo ieri?
Qualcuno ha distrutto la mia auto. È da buttare.
Lo so, ero lì. I miei uomini l'hanno arrestato. Stiamo indagando in merito.
Dimmi chi è. Perché l'ha fatto? Perché la mia auto?
Beh, non lo so. Ma capiremo cosa c'è sotto.
Io ce l'ho già una casa. Perché non mi portate a casa mia?
Puoi dirmi chi sei?
Guarda, Mert. Allora, quando andiamo?
Mert, tu che ne sai dell'incidente?
Stavo andando a casa con lui. E c'è stato un incidente.
Rilascerò l'uomo che ha distrutto l'auto e te lo manderò.
Accompagnalo dal signor Nasuh.
Allora, eri insieme a Cüneyt? In che auto eravate?
Che cos'era? Un SUV nero, Mert? A me puoi dirlo, d'accordo?
E poi ce ne andiamo a casa.
Quel pacco lo troverò prima di lei.
Mi servono informazioni sul bambino.
Ci ha detto di bruciare il suo fascicolo e di stare tranquilli,
ma è venuta la polizia. Non ho parlato.
- Benvenuto, signore. - Grazie mille.
Ho provato a chiamarla, però non ho avuto fortuna.
Davvero? Si è scaricato, che è successo?
Perché ha chiamato?
Per sapere se le servisse qualcosa, qualunque cosa.
Io voglio solo la mia auto.
Non deve preoccuparsi, è in ottime mani, davvero.
Senta, signor Asaf, il capo officina ha trovato una cosa nel bagagliaio.
Di che parla?
Di questa.
Gliela restituisco.
La ringrazio, gentilissimo.
Io avrei anche da farle una domanda.
Prego.
Come mai usa quel telefono, signore?
Perché?
Intendo dire che può comprare quello che vuole. Non capisco, funziona così da voi?
La Payen Kuyern usa quei telefoni per la segretezza?
Şerif.
Dica.
La mia auto, per favore.
Sì, subito. Ci mancherebbe. Ecco qui, è tutta sua, signore.
Che significa?
Alla sua auto servono ancora diversi giorni di riparazione. Mi rincresce.
So bene che non le piace affatto mettersi in mostra con la sua auto o il
suo telefono. Ma dal momento che vorremmo rimediare…
Abbiamo una concessionaria, gestita da İrfan e altri ragazzi.
Vorrebbero conoscerla. Se possibile.
Dica a İrfan che va bene.
Grazie, signore.
Asaf?
Sema.
Ecco, lui…
Cosa?
L'ho invitato a pranzo per scusarmi da parte tua.
L'hai fatto davvero?
Senti, Asaf.
Con calma, ti prego.
Va bene.
- Mi hai capito? Per favore. - D'accordo, calma. Puoi stare tranquilla.
Ti chiedo scusa.
Cosa?
Non sono riuscito a controllarmi, quel giorno.
Scusa. Quando si tratta di Atlas, non ci vedo più.
È così. Bene, ci vediamo in aula.
Papà!
Atlas.
Come stai, piccolo?
Bene.
Che cos'è?
Ho fatto un disegno.
Qualcuno gli dice come agire, è chiaro. Magari ha consultato un avvocato.
Non vuole che i suoi istinti violenti possano venire fuori in aula. Bastardo.
Scusa Harun, ma che stai dicendo? Di che istinti violenti parli?
È sempre stato gentile con me e Atlas.
Sema, tu hai intenzione di divorziare da quell'uomo o ci hai ripensato?
Questi chi sono?
Siamo noi, questa è la mamma, questo io, e questo tu.
Davvero? Quindi indosso un maglione verde? Ecco, tieni. Vuoi che ti porti qualcosa?
- No. - Sei sicuro?
Va' da tua madre, forza.
Asaf.
Mi stai pedinando, per caso?
Che cosa ti aspetti? Ti avevano minacciato, o sbaglio?
Dimmi perché mi stai evitando.
Che stai nascondendo, Asaf?
Non nascondo un bel niente.
Ne sei proprio sicuro? E questa cos'è?
Senti, devi lasciar perdere. Sto dicendo sul serio.
Questa faccenda non ci riguarda. Non ci riguarda in alcun modo.
È un'auto bellissima. È nuova, per caso? L'informatore non ti ha dato niente?
Te l'ho già detto, non l'ho incontrato. E non mi ha dato niente.
Asaf, ascolta, se non vuoi dirmi la verità,
non possiamo lavorare al caso insieme.
Siamo arrivati?
Da qui me ne occupo io.
Che vuol dire? Rüya, aspetta un attimo!
Sta' a sentire, è una cosa troppo grande per noi.
I single non entrano.
Che cos'è?
Eh…
Tranquilli, lui è con me.
Prego.
Quindi l'informatore non l'hai incontrato.
Rüya, devi lasciar perdere tutta questa storia. Dico davvero.
Non posso farlo, Asaf, e lo sai anche tu.
Qualsiasi dettaglio che ti sembra insignificante,
potrebbe rivelarsi cruciale per trovare Kemal.
Chi ti ha chiesto di venire qui? C'è qualcuno che devi incontrare?
Sì, l'informatore.
Quale informatore?
Quello con cui hai parlato tu, sempre lui.
Aspetta, non allontanarti. Rüya!
NUMERO SCONOSCIUTO
Sì, pronto?
Quanti altri dovranno morire a causa tua?
Con chi parlo?
Ti ho chiesto, quanti altri dovranno morire a causa tua, Asaf?
Non è morto nessuno a causa mia.
Ah, davvero? Allora, guarda.
Non farlo.
No, non farlo, aspetta!
Rüya! Rüya!
Rüya!
Rüya!
Rüya!
Rüya!
Rüya. Rüya. Dobbiamo andarcene subito.
Hanno ritrovato Kemal.
Me l'hai nascosto. Come hai potuto, Asaf?
Tu…
Rüya, io…
Me l'hai nascosto. Anche se sapevi che era morto me l'hai nascosto.
È morto, Asaf, è morto!
L'hanno ucciso, ne sono sicura.
Che cosa possiamo fare adesso?
Rüya Deren.
È in arresto per l'omicidio di Kemal Argun.
Prendete questa donna. Portatela via.
Sì, signore.
- Aspettate! Non ho… - Venga.
Forza.
No, lasciatemi! Smettetela, è ridicolo. Che state facendo?
Qualcuno può spiegarmi che succede? Sono una giornalista.
Portami il bambino domani, o sarà peggio per te, chiaro?
Parlaci tu.
- Senti, io già l'ho detto. D'accordo? - Signore.
Guardi, è stato suo figlio.
Dove si trova? Non l'ha preso nessuno?
Sono tutti in cortile. Non vi siete incrociati?
Vado a controllare.
Bene.
D'accordo, a che ora sarà finito? Quando arrivano?
Entro stasera, credo.
Dici? Per me ci vorrà più tempo, sai?
Bambino!
- Dai, dai, corriamo! Dai. Forza! - Piano, piano.
Correte, correte! Di là, veloci!
Bambino!
Ti sei intrufolato nella mia auto. Avevi detto che non ti saresti mosso.
E che saresti venuto a prendermi.
Hai morso l'assistente sociale?
C'erano dei motivi.
Senti, noi dobbiamo fare un discorso importante.
Nella vita ci sono persone buone e ci sono persone cattive.
Tu sei una persona buona, questo lo so.
Le persone buone se proprio sono disperate,
e si trovano in grande difficoltà finché non riescono a garantire la sicurezza
ai figli, li affidano a uomini
e donne molto esperti, in modo che se ne occupino al posto loro.
Quindi, certe volte, gli adulti fanno cose che
ai bambini non piacciono, ma in realtà è solo per il loro bene.
Me l'avevi giurato. Me l'avevi giurato! Me l'avevi giurato! Me l'avevi giurato!
No! Non farmi andare con lui! Non abbandonarmi, Asaf!
È lui! È il colpevole! È lui, è stato lui!
Entra subito nell'armadio. Aspetta lì dentro e non uscire,
hai capito? Eh? D'accordo, entra. Forza. Un'auto verrà qui a prenderti, più tardi.
Mi porteranno a casa, vero?
Ah-ha, proprio così, esatto. Su, entra. Tieni, bevi questo, intanto. Siediti, dai.
Così, bravo. Metti i piedi dentro. Bravissimo.
Rispondi, avanti.
L'utente da lei desiderato non è al momento raggiungibile.
Rüya, hai il telefono spento. Ho trovato il pacco per lo scambio.
Non c'è tempo. Vieni a prenderlo subito. Dove sei?
Dov'è il bambino?
È finita, Cüneyt. Domattina arresterò Nasuh, basta.
Pensavi di arrestare anche me? Qual era il tuo piano?
Ti avevo detto di non farti coinvolgere. Che avrei annientato la Payen Kuyern.
E come pensavi di fare?
Il bambino è una prova? Hai visto il tuo indirizzo e hai
pensato che fosse il pacco, vero? Kemal.
Il pacco non è il bambino. A Nasuh non importa niente di lui.
Questo vuol dire che il pacco che l'autista
deve venire ritirare al mio indirizzo…
Sei proprio tu.
Cüneyt! Lasciami!
Ti prego! Cüneyt!
Cüneyt! No! Cüneyt!
Cüneyt!
BAGAGLIAIO APERTO
Pronto?
C'è un'auto sospetta davanti casa mia da quasi un'ora.
Sulla Kılaptancı.
È stato lui! È il colpevole!
Tu eri lì con loro, che cos'hai visto? Ha fatto del male al commissario?
È così! Asaf, portami via! Asaf, ti prego! Andiamo, per favore. È stato lui!
Sono scappato, non voglio che mi prenda! Asaf, andiamo via! Asaf, ti prego!
Non sai in cosa ti stai cacciando. Dammi il bambino.
So che cosa hai fatto. Me ne occuperò io. Finirò quello che ha cominciato Kemal.
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