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Zulu
Sì?
Sì, commissario, sono Asaf. Asaf Erdem.
Chi?
Quello dell'incidente. Ci siamo conosciuti in carcere.
Quale incidente?
Quello stradale.
Ah, certo l'autista. Sì, dimmi, che cosa c'è?
Beh, commissario ho conosciuto il proprietario del SUV che mi ha tamponato.
Pronto?
Commissario Kemal, pronto?
Era solo il trailer. Pensaci bene. Quando arriverà il tuo avvocato,
avrà inizio il film.
Sul serio vi interessa saperlo? Siete sicuri?
Non si torna più indietro.
EPISODIO 2 DIVIETO D'INVERSIONE DI MARCIA
E tu chi sei?
Tu sei l'autista?
Posso vedere un documento?
Subito.
Da quando lei ha parcheggiato l'auto è passata quasi un'ora. Ci hanno chiamati.
Che cosa sta aspettando?
Hai proprio un bell'aquilone.
Come si chiama?
Mi scusi?
Tu, come ti chiami?
Forza, diglielo, figliolo.
Diglielo tu.
È solo un po' timido.
- Andiamo. Su, che aspetti, muoviti! - Atlas, va bene. Va bene.
- Va bene, figliolo. Si chiama Atlas. - Atlas.
Atlas.
Atlas, non dovresti essere già a letto?
- Andate a casa. Non rimanete qui a lungo. - Buonanotte.
Buonanotte a lei.
Ecco. Avanti, prendi.
Ma è per me quell'aquilone? Io non so come farlo volare.
Tu da dove vieni? Chi ti ha portato qui?
Aspettavo e sei arrivato.
E dove aspettavi?
Lì dove mi hai preso tu.
E c'erano anche i tuoi genitori?
Non lo so.
Ma come non lo sai? E dove sono la mamma e il papà?
Io non so dove sono, mi ci porti tu.
E chi ti ha detto che ti ci avrei portato io?
E tu saresti un autista?
Aspetta un attimo qui, ok?
D'accordo.
Chi è quel bambino, Asaf?
Sema, non ho idea di dove portarlo.
Ma di chi è?
È di Murat, il mio collega dei taxi.
Quindi?
Beh, è che ha il turno di notte.
Ora fai il babysitter per Murat?
Ma no, è per questa notte, e basta. Io non me la sentivo di lasciarlo a casa da
- solo. Ho appena avuto un imprevisto. - A quest'ora?
Mi devo occupare di una faccenda.
Quale faccenda, Asaf?
C'è stato un problema.
E temo che sia tutta colpa mia.
Non sai occuparti di tuo figlio, ma di quelli degli altri, sì, non è vero?
Ho già abbastanza pensieri, lo sai.
Non voglio avere a che fare né con te né coi tuoi problemi, mi sono spiegata?
Non presentarti mai più nel cuore della notte, chiaro?
Io le firmerò.
Quando torno, firmerò le carte del divorzio.
E poi sparirò.
Allora, come ti chiami?
Atlas.
Ogni tanto mi confondo con i nomi, quindi mi prende in giro.
Che dispettoso. Vieni, ti faccio conoscere Atlas. Forza.
Avanti.
Vieni.
Asaf.
Torna presto.
Al mondo esistono persone molto brave a sfruttare gli altri per non sporcarsi
le mani.
Non portare i fardelli degli altri sulle spalle così come porti in giro le
persone nella tua auto.
Superman, oppure Batman?
Non lo so.
Qual è il tuo preferito?
Ora facciamo un gioco, tu ed io.
Il numero chiamato non è raggiungibile.
Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico.
Toglimi quell'affare dal bagagliaio. O andrò alla polizia e racconterò tutto.
E intendo tutto.
Avanti, Atlas. Aiutala.
Salta tu.
Tuo padre è un codardo come te.
Mio padre non è un codardo.
E perché aveva paura del poliziotto?
Mamma!
Gli hanno fatto tantissime multe. Lo sbatteranno in prigione.
COLLINA DEL FALCO
Ma che bel disegno.
Non ti piacciono molto i giochi sul tablet, preferisci disegnare, vero?
Che c'è è troppo stretto? Ti dà fastidio? Lo togliamo?
Ci penso io.
Ecco.
Puoi tenerlo tu. Io poi tornerò a riprenderlo.
Ma certo. Puoi tornare tutte le volte che vuoi.
Non m'interessa, racconterò tutto alla polizia.
Io non ho fatto niente. Andrò lì e dirò quello che so.
Alla polizia? Cosa c'entra?
Che hai detto?
Scusa, ma mi stai ascoltando? Siamo in guai seri, ho detto. Muzaffer l'ha saputo.
Che ha saputo?
Asaf, Meltem è incinta. Non è uno scherzo.
Non posso più lavorare alla stazione. Come potrei guardarlo in faccia?
Ci sei andato a letto?
Facciamo sul serio. La nostra è una relazione vera.
Lascio la stazione, comunque.
Muzzafer ha tutti i taxi. Sono tracciati col GPS,
e mi serve un'auto, domani.
Non se ne parla.
Per un giorno solo. Te la riporto domani, pagherò la giornata.
Non esiste.
Perché no?
Perché non posso farlo, hai capito!
E dimmi, perché no? Ti ho portato da mangiare, l'ho chiesto con gentilezza! Se
l'avessi presa e riportata domani, non te ne saresti neanche accorto.
Sì, va bene, e io ti ripeto: la mia auto no. Perché devi rompermi le palle? Non la
puoi prendere.
Quindi è così, siamo a questo punto,
eh? Che fine ha fatto la nostra amicizia, Asaf? Ci trattiamo in questo modo?
È Uber che ti ha reso ancora
più arrogante. Che guardi?
- Riprenditi le chiavi. - Cosa?
Le chiavi di riserva. Dalle a qualcuno di cui ti fidi.
Dai, smettila.
- Forza, prendile. - Senti, stai davvero esagerando.
Che cos'è?
Non…
"Non", cosa?
Non saprei proprio.
Ma di che parli? È un telefono. E sta squillando.
E dove?
Beh, nel tuo…
Dietro di noi.
No.
Senti. Ma è nel bagagliaio.
No, fermo. Murat. Aspetta!
Perché non hai risposto subito, Asaf?
Con chi parlo?
Se non ti sbarazzi subito di quello che c'è nel bagagliaio,
ti denuncerò alla polizia.
Chi è? Pronto, chi parla? Chi è?
ASAF AUTISTA PACCO: KILAPTANCI 24
INOLTRATO A CÜNEYT BOZKURT
IL MIO INDIRIZZO?
INVIA RINFORZI
RISPONDI AL TELEFONO, CÜNEYT!
GIUDICE DELLA CORTE PENALE SOTTO SCRUTINIO
INDAGINE SULLA SCENA DEL CRIMINE
13 ARRESTI PER TRAFFICO D'ORGANI
VILLA PERQUISITA A YALOVA PER OMICIDIO CEMAL
Una volta finito con te, prenderanno il pacco in consegna,
e ti chiameranno per ringraziarti da parte della Payen Kuyern.
Scusi.
Vorrei sporgere denuncia.
Di che si tratta?
Cerco il commissario, il commissario Kemal.
Il commissario non c'è. Aspetti lì, la chiameranno a breve.
Ti avevo detto niente polizia.
Non sei un autista.
Tu lo sei, invece.
Beh, Nasuh Alphan non dispone di altri autisti.
Dimmi chi sei? E che cosa vuoi da me?
Che faccia il tuo lavoro.
Io non posso. Non posso fare quello che
mi stai chiedendo, va bene?
Devi sbarazzarti del corpo nel bagagliaio,
non posso farlo io.
Come pensi interroghino chi uccide i poliziotti, qui, Asaf?
Andiamo, ti scongiuro, io non posso farlo. Ti prego, non posso.
Proprio quello che diceva il commissario Kemal: "Io non posso".
"Dato che il sistema mi dà la caccia,
devo cercare di demolirlo incalzandolo alle spalle." E che fine ha fatto?
Anche il commissario Kemal lavorava per te?
Qui nessuno lavora per nessuno. Tutti servono la Payen Kuyern.
Perché? Cos'è la Payen Kuyern?
Meno informazioni possiedi, prima potrai essere libero.
È proprio quello dico, io non ho alcuna informazione, non ho niente a che fare
- con… - Rimani tranquillo, allora.
Così, non riceveranno alcuna chiamata anonima.
E nessuno scoprirà quello che c'è nel tuo bagagliaio.
Ehi, guardami.
Tu pensi che la polizia ti prenderà sul serio? E ammettendo che lo facciano,
pensi che ti crederanno una volta aperto il bagagliaio?
Un po' mi fai pena, devo dirlo.
Perché ti sei fermato, dopo il tamponamento?
Dovevi ripartire.
So a cosa pensi, Asaf. Ma non farlo. Tu non mi hai visto. Non mi conosci.
Stai di nuovo per fare la scelta sbagliata.
Niente polizia, ho detto. Pensaci bene.
Asaf.
Non devi farlo. Non si torna più indietro.
E quell'uomo laggiù, signore.
Bene, dica pure.
Parli con lui, sa tutto. Avanti, racconta. Lui lo sa!
Calmo, non si agiti. È tutto a posto.
Avanti, gli dica di parlare, forza!
- Dai, dillo alla polizia! - La smetta di urlare e parli con calma.
Sì, va bene. Diglielo.
D'accordo, basta. Faccio io.
Commissario Cüneyt, prego.
E va bene. Sentiamo cosa è successo. Nella stanza degli interrogatori.
Signore. Dopo di lei.
Tenga.
Avanti parli. Ha fatto una sceneggiata prima.
Che cos'avrebbe da dirci il commissario?
Voleva sporgere denuncia.
Che ha detto ad Akif?
Cosa dovrei sapere?
Perché il commissario Kemal? Cercava lui, no?
Ha chiesto di Kemal?
Avanti, ci dica quello che deve dirci. Non ci faccia perdere tempo.
Dove va?
Lascialo andare. Sono sicuro che ci sarà utile.
Notizie da Kemal?
Nessuna commissario. I nostri uomini stanno indagando.
Pronto, Sema?
Papà?
Atlas, tutto bene, figliolo?
Ho contato fino a dieci e ho continuato a respirare così.
Qualcosa ti ha spaventato? C'è qualche problema?
La polizia ti ha arrestato?
No, tranquillo, sarò a casa tra poco. Ma, scusami, chi te l'ha detto?
Ti hanno fatto una multa? Ti mandano in prigione?
No, ma certo che no, non ci vado. È lì con te la mamma?
Continua a fare la respirazione tesoro, sta' tranquillo. Tranquillo, piccolo mio.
Va un po' meglio?
La mamma si ricorda quando giocavo con l'aquilone. Se lo ricorda anche lei.
Me l'ha detto. Ero molto piccolo, vero, papà?
Sì, amore mio. E io ti portavo sulle mie spalle.
Te lo ricordi, vero? Sai una cosa? Ti ho preso un nuovo aquilone, è rosso.
Sì. Stavolta il filo resisterà. Lo faremo volare ancora, in alto, te lo prometto.
Ci sei? Atlas?
Atlas? Che stai facendo? Ti avevo detto di andare a letto. Con chi parli, tesoro?
Con papà.
RIFIUTATO
SEI STATO ESPULSO A CAUSA DEL TUO PUNTEGGIO
COME TORNARE A ESSERE UN NOSTRO AUTISTA?
Cosa c'è, Akif?
Gli agenti sono a casa del commissario Kemal.
Ma lui non c'è. Che facciamo?
È tutto a posto?
Sema, volevo soltanto tornare a come eravamo. Noi, insieme ad Atlas.
Asaf, che succede?
Asaf Erdem. Deve venire in centrale con noi.
Perché?
Glielo diranno lì. Dov'è la sua auto?
È sparita.
Che significa?
È sparita, non ce l'ho più. Sono venuto in autobus.
Prendetelo. Non abbiamo tempo da perdere.
- Asaf? - Sema, ho preso un aquilone per Atlas.
Io te l'avevo detto. Gli hanno fatto una multa, e lo sbatteranno in prigione.
Asaf, cos'hai fatto?
Papà! Papà!
Papà!
Atlas, fermo! Fermati subito! Ti prego. Fermati.
Papà! Papà!
- Papà. Papà. Papà! - Calmo, calmo. Papà starà
bene. Non devi preoccuparti.
Sì, commissario, sono Asaf. Asaf Erdem.
Chi?
Quello dell'incidente. Ci siamo conosciuti in carcere.
Quale incidente?
Quello stradale.
Ah, certo. L'autista. Sì, dimmi, che cosa c'è?
Beh, commissario ho conosciuto il proprietario del SUV che mi ha tamponato.
Pronto? Commissario Kemal, pronto?
Era solo il trailer.
Pensaci bene.
Quando arriverà il tuo avvocato, avrà inizio il film.
Harun, perdonami. Mi dispiace per tutto questo.
Non sapevo che fare, e qui non mi stanno dicendo un bel niente.
Lei è l'ultimo che ha prelevato il commissario, giusto?
Prelevato, dove?
Beh, ce lo dica lei, Asaf.
Non l'ho mai fatto.
Sì, invece. Sappiamo che gli ha dato un passaggio.
SPEGNI
Lui l'aveva chiamata, per dirle cosa?
Asaf.
Tanto lo verremmo a sapere comunque. Su, ci risparmi la fatica.
Che dovrei dire?
Cos'ha fatto alle mani?
Un incidente.
Di che tipo?
Stradale.
Si è ferito al volto nello stesso modo?
No, sono caduto.
È scivolato per la pioggia? Ha camminato nel fango?
Che vi siete detti al chiosco sul ponte?
L'ha chiamato e vi siete incontrati.
Beh, chiedetelo al commissario Kemal.
Il commissario Kemal è scomparso. Scomparso, le è chiaro?
Ascolti bene.
È sparito un ufficiale di polizia. Mi ha capito?
Ci dica tutto quello che sa.
Tutto quello che so?
Esatto, proprio così. Ma ci pensi bene.
Perdonate l'interruzione, abbiamo l'auto.
Bene, ottimo.
Abbiamo la sua auto. La guidava uno della stazione dei taxi.
Si chiama Murat. Lo conosce?
Murat, dice?
È stato Asaf a denunciarmi?
Io e Murat dovevamo parlare di questioni private, così…
Avremmo riportato l'auto la mattina pagando l'intera tariffa. Insomma, tutto
questo mi sembra inutile.
Quando dico private, intendo… Questo è un vero interrogatorio, che abbiamo fatto di
così grave?
Questo mi avrebbe dovuto far sospettare di lui. Che razza di amico si comporta in
questo modo?
Ma io lo sapevo. Figurati. Asaf è sempre il solito. Lui preferirebbe morire
che prestare la sua auto è fatto così.
Ma anche se non me l'avesse detto, ci sarei arrivato. Glielo giuro,
quel tipo ha proprio l'aria da poliziotto, lo sa?
No, guardi, me lo ricorderei. Io non dimentico mai un viso. Mai.
Agente, quanto ci vorrà? Ah, tra l'altro, Meltem dov'è? Nella stanza qui vicino? Ci
state interrogando insieme?
Sa, io guardo molti thriller.
E in quasi il novantacinque per cento dei casi è la moglie o l'amante, se c'è.
È così che funziona. Però in questo sarete più bravi di me.
Beh, in cima alla lista c'è il poliziotto. La professione più pericolosa.
Seguita dal tassista. Un lavoro difficile, davvero. Incontri gente d'ogni tipo.
Succede anche a voi, ovvio.
Voleva sporgere denuncia, ma non ci ha detto più niente.
E non ha voluto dare la sua auto a Murat.
Non ci ha ancora detto perché voleva vedere il commissario Kemal.
Cosa pensa che abbia da dire il commissario Cüneyt?
E poi all'ingresso, ha fatto una scenata senza motivo.
Tipico di una mente criminale.
Creare un diversivo per distrarre l'attenzione da qualcos'altro.
È questo che ha fatto, Asaf?
L'auto era davvero scomparsa quando siamo venuti ad arrestarla?
Asaf? La Payen Kuyern. Sa cos'è?
L'ha mai sentita?
L'aveva nominata il commissario Kemal.
Il commissario Kemal indagava sulla Payen Kuyern.
Stava raccogliendo alcune informazioni.
Può darsi che lavorasse per loro anche lui.
Asaf.
Mi ascolti, l'uomo che sta accusando è un commissario di polizia. Chiaro?
Il mio cliente ha già detto che le vostre supposizioni sono infondate.
Credo che basti questo.
Bene.
Qui ci sono le fondamenta della Payen Kuyern.
Nasuh Alphan. È uno degli azionisti, lo conosce?
Il commissario riceveva minacce. Per caso le ha detto qualcosa su Nasuh Alphan?
Non sei tenuto a rispondere.
Non serve, ha già risposto. Nelle registrazioni.
Che registrazioni?
Non conosce la Payen Kuyern. Ma ha cenato con un suo azionista.
Che le ha detto? Cosa vuole da lei?
Il mio cliente non intende collaborare,
a meno che non gli diciate quali sono i capi d'accusa.
Della collaborazione di Asaf non abbiamo alcun bisogno. Ha già confessato tutto.
Deve rispondere soltanto a una domanda.
L'avete fatto testimoniare senza avvocato?
Nessuna testimonianza. Deve solo rispondere a una domanda.
Per questo siamo qui. A una domanda sola.
Asaf.
Vorremmo tanto sapere cos'ha nel suo bagagliaio.
Toglimi quell'affare dal bagagliaio. O andrò alla polizia e racconterò tutto.
E intendo tutto.
Sul serio vi interessa saperlo? Siete sicuri? Non si torna più indietro.
Basta giochetti. Vuole parlare? Lo faccia.
COMMISSARIO
PACCO DI CÜNEYT BOZKURT LUOGO: POMPA DI BENZINA
Il pacco della Payen Kuyern.
Avanti, aprilo.
Pronto?
Gentile Cüneyt Bozkurt, il suo pacco le è stato restituito.
La ringraziamo per i suoi servizi alla Payen Kuyern.
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