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E io ci sto, io sono d 'accordo. Io ne ho io con tanti dettagli da narrare, da
non aver problema. Sì, siamo un piano più bravi a contare storie e a leggere
tutta la pincona.
Allora, con codesta e storia andiamo inizio all 'attenzione.
Inizia tu, guidarino. A me tanto onore.
Ai vostri ordini.
Orgeteme ad un peorecchio.
Potesta che ve narro è un 'istoria davvero accaduta a me.
Conobbi, alquanto tempo fa, in uno degli miei tanti viaggi, uno tale messere, in
vero alquanto strano, condusse mia dunque egli alla sua maggiore, e
alla sua diletta sposa, che era de gran vertute e assai rara bellezza. Offrimme
de far mia tanta delizia, che non avea possanza a satisfarla.
Io allora non fecemi pregare, e con spirito de grande sacrificio,
Prese a cor le sorti della meschinella, me dedicai con lo pincone ad ella, nel
mentre lo gran coglion se dilettava, nel guardarla goderla, gran puttanella.
Allora, se d 'accordo riguardo alla mia sposa, farete lo sacrificio di giacer
con ella.
È un onore, ite tranquillo.
Bene, sposa mia, a propinquate.
Cotetto è lo messer de coite, dissi.
E' assai ben disposto negli tuoi cuori. Oh, Madonna De, venite.
Vostre ambasce son finite.
Già sento amor, cal cor gentil ratto s 'apprende.
Sicché lo cazzo mio già si rizza e tutto si tende.
Oh, messere.
Sta su.
Così.
Lo senti la pincona?
È dura come un bastone.
Sto già per godere.
Non tenete la piccone. Venite.
Sì.
Sì. Sì.
Sì.
Indovino tutto.
Così, tuttana, così.
Tenele, calcolo fin come.
Tenele. Fanno indigestione.
Sì.
Sì, sì.
Ah, ah, ah.
Ah, ah, ah.
Ah, ah, ah.
Ah, ah, ah. Ah, ah, ah. Ah, ah, ah.
Ah, ah, ah.
Ah, ah, ah. Ah, ah, ah. Ah, ah, ah. Ah, ah, ah.
Ah, ah, ah.
Ah, ah, ah.
Ah,
ah, ah.
Te folle, Carla, cacca. Sì, così, così, sei una gran troia.
Cacca della gioia.
Sì, sì, così.
Tieni.
Apri la lingua.
Giugia, giugia.
Cuccia, troia. Come tutto in goia. Così, così.
Aspetta. Vieni qui.
Allarga le gambe.
Ecco. Vieni a cavallo.
Così, brava.
Così.
Sì. Che bella cavallina.
Come sei.
Tra l 'altro sono piccone mio.
Sì.
Fattelo arrivare nel poincino.
Sì.
Lo marito tuo fa sentire come lo cazzo mio ti fa gioire. Sì, sì.
Oh, godo da pazzi. Lo cazzo tuo è lo meglio di tutti gli altri cazzi.
Dimelo ancora.
Oh, figa.
Oh,
che cazzo che tenete.
Oh, figa.
Fica mia beata.
Cotesta. Sì, che è una bella scopata. Oh, sì.
Mettilo dentro.
Mettilo dentro.
Il bincone è proprio un gran portento. Oh, sì.
Oh,
sì.
Dai, dai, dai.
Dai così.
Così, scondami tutta.
Facilo, cornutone, lo guardone.
E dai.
Ah, sì.
Chi lecca la fegata a stare così? Come una troia, fammi godere.
Sì, sì, sì.
Fai pisciare sotto dal piacere.
Cacarte devi.
Aspetta, aspetta. Con le palle le carme devi.
Prima che la sborra dello vincone mio te bevi.
Tene, lecca, lecca.
Così è.
Sencilo tutto.
Fanno uscire fuori tutto lo strutto. Sì, così. Dai.
Puta.
Troia, puta.
Succia, succia.
Succia. Così, così.
Sei troppo buona, bella signora. Vieni su che voglio fotterti ancora.
Girati.
Ancora. Dai, così.
Io vado di troglione.
Ti piace così?
Mi piace. Ti piace così?
Mi piace tanto.
Dillo che ti piace.
Balla, troglia. Sì.
Balla sullo pincone.
Così, così, su.
Scusa, devo sedere così?
Sì. Mandami al dentro. Oh! Oh, cazzo, come lo sento! Oh, sì!
Sì. Lo culo, me lo sento già tutto rotto. Oh!
Orda, lo piacere! Me la faccio sotto!
Sì, madonna, sì.
Oh!
Oh!
Oh!
Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh!
Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh!
Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh!
Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh!
Oh! Oh!
Orbaggiù, metti le prona. Che lo cazzo mio, meglio l 'occulte sono.
Oh, bene, mistero.
Piccolo ancora, nero mistero.
Apri ben l 'opertuso, madonna, che lo pincone mio urta la sfonda.
Sul pretto mettere, dai che lo culo mio vuole godere.
Bene, mio bel culone, godite tutto lo mio pincone.
Ve ne suggerlo ancora.
Tutta la sborra, urtira me fora.
Forse la sposa tua vorria esserti.
Magari.
Fallo crepare d 'invidia.
Vieni sullo panchetto, che nello culo te lo rimetto.
Cazzo.
Così, così.
Spignilo poco.
Sento il povero culo che mi va a fuoco. Oh, sì.
Oh, no, no, spignilo tanto.
Lo cazzo in culo, è proprio un incanto.
Che sento. Lo culo tuo è un portento.
Ancora.
Ancora.
Dai.
Tennello calice. Vieni qui.
Forse faccia ciò che occorra.
Nei locali ci va la sborra.
Se ne vuoi assaggiare uno schizzo sulle labbra dell 'appizzo.
Dai, dai.
Usa la linguetta.
Vanno a uscire la sborra in fretta. Ecco, arriva dalle palle.
Ora sfocia tutto a valle.
Aspetta qui, vado dallo cornuto.
Ecco a voi, messiere.
Buon probe faccia. A me piace calda.
A me piace fredda.
A contar cotale avventura, sento che lo cazzo mi tira ancora.
e vorria che stanza alcun indugio e in te trovasse trovasse tosto refugio
dalle tue pompe vorria suggerlo latte vacca non ve ne l 'ho contato che te
batte no, non ve ma
che cazzo dici? se io fosse cazzo, amor, te l 'assicuro entrarei te tutto nello
culo e tosto quindi, men che non si dica penetrereite pure nella fica se io
fosse lingua lecchereite tutta lecchereite perfino quel che lo culo
ora un altro la sua dica io voglio che carme nella fica
un toccheteo oliviero a me? certo
d 'accordo adunque ascoltate ascoltate amici miei diletti L 'allegra
storia che vi voglio narrare.
Era un giovine paesano giunto in città dallo contado che voleva le gioie della
vita assaporare.
E' andava in giro le donzelle a laudare e vagava da qua e da là lungo le strade.
senza però che ne una di lui si curasse finché non giunse appo un opportune dove
un uomo che a lui sembrò un colione senza frapporre alcun tempo in mezzo gli
offrì la moglie sua a poco prezzo la giovinca avea lo cuore caldo e ardito
pensò di far lo stesso col marito ero io quel villico di fora
e accettai di salirne la dimora Venite, venite, Messer Billico de Fora, cotesta
è la mia signora.
Eh? Vi piace?
Prego, avanti, approfittatene.
Oh, è un bel culo. Mi manca la parola, eh? È un culo di valore.
Guardate come si muove.
Eh? Eh sì?
Bene, bene, fateme, sere, vedrete. Ne resterete soddisfatto.
Cotesto...
Cotesto è un cul che ave e sa por de miele, sentite.
Quando gode una grande sinfonia, descorreggia i rumori d 'ogni sorta che
vento fora se li porta e lascia chi s 'è fatto troppo ardito lungo per terra
dallo piacere stettino.
La sposa mia è brava a fare ogni cosa.
Avanti, avanti, vittila alla prova.
Dallo vincone in bocca.
Sentirai, messere, come se lo suggia la consorte mia.
Eh, già.
Cotesta, messere, e puledra di gran qualità.
Guardatela, messere, su un gelocazzo come avesse intorno l 'omele. Oh, è
messere.
Oh, cazzo, ma è serio, mi rosugge come volesse staccarmi.
Ah, ma no.
L 'accotesta è un pompino all 'ultima moda. Oh, capisco.
Tene.
Oh,
è in vero, sei fantastico.
Ah, come mi diverto.
Suggi al pincone. Suggi al pincone. Così. Così
puledra.
Puledrina.
Così, così.
Brava, brava.
Tutto bene, messere?
Sì, sì, certo. Come vedete è un artista.
Ve l 'avevo detto io, caro messere, mia moglie è la meglio che poteste avere.
Non v 'è altra donna in tutto il contado con un culo si fatto.
Dai, gustateve lo resto, affrinquateve.
Vengo.
Assaggiate la figa, messere.
Ma che potta bella calda!
Prendi tutta questa cialda! Avete lo pincone che brucia come un tizzone!
La Bernarda vostra è in fiamme e il pincone mio vi accende!
Oh, sì! Godete, madonna, godete!
Ha spignotto dentro.
È una scopata che vale soldi.
Tanti soldi.
Che fago!
Che goduria!
Dai, dai, messere d 'accio dentro, così pagherei più contento.
Cosa credi, eh?
Questa cotta!
Vorrei dare un 'altra bella suciatella.
Avanti, moglie mia, datti da fare.
Oh, sì, lo cazzo mio è ancora in alto mare.
Bene, brava. Ah, è brava davvero.
quanto è brava lo so io solamente nell 'arte sovrana di farli pompini batte le
troie di tutti i casini
Quando lo prende in bocca sa farselo arrivare fin nella gola. Faglielo vedere
che hai la gola profonda. Ah, così.
Ah, dai, suggilo, cazzo, che ti fa piacere. Dai, mannalo tutto in gola.
Dai, così, suggilo tutto.
Oh, divino.
Come faccio i pompini lei? Non li faccio a nien 'altra. Questo è poco, ma è
sicuro, messere.
Niena sa arrivare a suggerlo fino alle palle.
Avete visto, messere? È meglio di una puttana.
Guardatela come sugge. E questo è niente. Oh, niente.
Ma quello che avete bello è che ci mette gran passione quando si trova in bocca
le palle e lo fincone.
Metterlo cazzo in questa bocca bella vale senz 'altro, la misera Gabella.
Come bella giovinezza che se fugge tuttavia. Chi vuole essere lieto sia.
Con la lingua gli accarezza oltre al cazzo anche le palle. Sei la meglio
valle.
Oh, come suggi la mazzola. Or ti piscio nella gola.
Dai, avanti, fallo.
Giù nella gola profonda con tutta la tua piscia là in onda, dai.
E adesso voglio che lo cazzo con la figa tesuggi e a pure di scopar glielo
destruggi.
Spingi, spingi con la tua Bernarda bella che mi gonfi la cappella.
Sì, spegnete la pincona nella mia Bernadona.
Che fuoco, mezz 'era!
Che gusto!
Che gusto come piglia!
Sì, ve l 'apro la Bernarda!
Guarda come va dentro!
Un pezzo di cazzo lungo così!
Eh, qui ce vuol la grana, ce ne vuol tanta.
Malenaggio la puttana. Mi piace proprio.
Bene, bene, bene, bene. Sono proprio contento di come stanno andando le cose.
Oggi si fanno affari, moglie mia.
Vai avanti così.
Ancora un po'. E che bello che è spennato questo uccello. Oh, sì, sì.
Oh, bene, molto bene.
Mi dispiace, adesso può debbastarlo. Il tempo sta per scadere. Avanti, tiratevi
sul messere. Su, dai.
Or cercate di venire in fretta. Avete già sforato lo tempo che avea vedato.
Non indugiate.
Tu avevi fatto lo tuo dovere.
Dai, cura sfora. Dai, dai, dai.
Eccola che sta arrivando.
Tiragliela tutta fuori. Così poi lo ribaldo se ne va in malora. Dai, moglie
Dai, a colpi da linguetta, tiragliela via.
Tiragliela via, moglie mia. Forza, forza, forza.
Ma cos 'è sto cappato di ferro?
Ecco, dai, vieni la puttana con il succo di banana.
Sto arrivando, io non la tegno, me ne vegno.
Su, su, su.
Dai, avanti, porca puttana, avanti, avanti. Oh, ti sei voluto tutto questo
tempo. Bene, bene, finalmente siamo alla conclusione di tutta quanta la
tensione. Ah, ora è il momento di pagare.
Eh, sì, caro Messere.
È vero, vero, cara? Noi dovemmo avere quel che dovemmo avere, anche perché sei
stata molto brava. E' satisfatto, Messere, non è vero? Sì, è un altro.
Un 'altra ancora, oh no, per la seconda dovreste pagare un 'altra cifra, tutta
un 'altra cosa, oh no, no, no, no. Ma uno scudo è tutto lo mio avere.
No, no, no, no, no, non è proprio possibile, no, mi dispiace, ma gli
sono accordi, messere.
Se era detto uno scudo per una scopata, la onda è per cui tirate fuori lo scudo
che mi dovete e andatevene a farvi una cacata.
Quando avete altre monete, ritornate, vi attenderemo, messiere. Vecchio
taccagno. No, taccagno non me lo dovete dire.
Taccagno no, eh? Ma avete preso forze per rabbino? Oh, signor, oh, signor, oh,
cazzo.
Fora, fora di stamagione, se vuoi salvo lo fincone.
Guarda, uno scudo.
Che coglione.
Ah, che bello, perché scatosi come un pollo.
Ha creduto anche al coltello. Ah, sì.
Beh, ce ne vorranno degli altri come lui. Gli davo mia moglie da scopare a
pollo. Ah, povero tontolomeo.
La cosa divertente di tutta la vicenda non fu la conclusione, ma quel che vi
dietro a tutta la faccenda.
così che non si seppe chi fu lo verminchione perché la moglie dello
era affatto la moglie lo pugnale era un pugnale fasullo per fortuna lo scudo che
io stesso allo vecchio aveva dato anch 'esso era solo uno scudo falso
ed or che ho detto anch
'io la mia istoriella cara amica
Vado di sotto a leccarte la figa.
E ora?
A me?
Ascoltate.
Aveva da essere divertente. Quella che io voglio narrarvi è la storia di una
donzella che fu e preda ad un allupato pastore che nello bosco la sorpresa
mitrella e ingroppossela senza alcun pudore.
Senza pudore.
Attente. Or dunque, dovete
sapere che... Allora ne vediamo più tardi. Mi raccomando, sta' attenta nello
bosco.
Ciao. Sta' tranquillo.
ciao
Non ne potevo più.
No, che fate!
Me ne prego! No!
No!
No!
Non voglio! Non abusate di me!
Sono una povera fanciulla!
No!
No!
No.
No!
No!
Scusami.
Sturbate!
Oh, che violenza.
Oh, che mortalità.
Oh, scannatemi, bruttolone, scannatemi. Non temete di farmi male.
Oh!
Mi sento così solo, tutto l 'odio è nello bosco.
Davvero? Certo.
E sti cazzi in ce li metti?
Già. Sei venuto a violentarmi oppure a far due chiacchiere?
Che io?
Sì.
Allora non parlare che ci penso io a farti godere.
Lo vincone!
ne voleva ancora insomma la povera pastorella
Lecca, porcone, lecca me bene le labbrone.
Mi fai prudere la gnocca. Mi vien da pisciarti in
bocca.
Lecca, porcone, lecca bene le labbrone.
Fai pisciare sotto, dallo piacere.
Così, così, Messer.
Dai, più giù, più non posso.
Tenetelo, pincone. bel porcone, soggettalo tutto.
con coteste tue tettone fammi fora uscir la sborra sicca tutta te la ingoia
che poppe ardite
che poppe belle oh come liscia tene la pelle porlo pincone un po' meno meno e
poi troiona che sfondo lo seno
Ah!
Ora vado a fare le chiappe con l 'uso.
Le camme dello culo, l 'opertuso.
Sì, così è bravo.
Ficcamela dentro con questa limona.
Sì.
dello culo rotto.
Dai.
Che
delizia.
Che lingua, che labbra.
Aiuterotti, amica mia.
Vuoi compagnia? Tu pensa, tu tana.
Il mio pinconete brama. Sì, il mio pinconete brama. Sì, il mio pinconete
Ti sfondo lo sedere.
Sì.
Che lingua di cuttare, bella madama.
Che lingua che guida, madonna.
Che può cagar tutta la merda, bella pulsella.
Sì.
Così, sulla cappella, ve ne prego. Apritemelo tutto.
Che povere.
Apritemelo tutto. Sì, sì.
Oh, che goduria!
Oh,
che goduria!
Bene, su, l 'hai stata concia a mettere lo cazzo. Bene, che puscella. Ora te la
metto nella cella.
Forza, venite qui.
Continuate a scontinarmi, lo fincone, forza.
Potete stare buone, fatemelo cazzo.
Cavaliere Cavalchami il bastone e sfondo la portone
Su e giù, su e giù.
Su la mazza, pulire la razza. Che figa, che mattizza.
Grazie a tutti.
succhiatemelo cazzo se no divento pazzo ah come sa di sale lo pene altrui
e tu Francesca non sperare dal pincone di scappare
Qua.
E in classe Corella.
Sì, sì.
Così.
In si fatto modo, voi mi mandate il cazzo al ruogo.
che labbra vuole la nonna il
cazzo mio te brama
allarga le chiappe bella puttana
Senza indugio, non prego. Il tuo cazzo nel mio di dietro.
Preparo le chiappone perché io ci infilo il mio pinco.
Ma come va? Ma come va? Ma come va? Ma come va?
Ma come va?
Forza, donna, che fate?
Spontinatevi l 'affare.
E ancora, su e giù, su e giù.
Te lo lascio tutta l 'anno.
Sto cazzo. Sempre tuo.
Sì.
Ancora, ancora.
Lo volete nel di dietro?
Venite, padrona mia, vi servo.
Non vi stancate.
Fammi uscire dal purgatorio.
Entra dentro il mio Gregorio.
Sì, resta lì pronata. Vado a farmi una scopata.
E poi dentro te c 'è schizzo.
Forza, pulcelle, allargate le chiappone belle.
Sono d 'accordo, io ci sto. La mia figa chi la va?
Ci sono io, pulcella.
Tu, tizi, la cappella.
Su, ma schiaccia, che aspettavo. Siamo tutte ingirocchiate.
Ave pazienza, espongeremo anche la pancia.
Eccoci. Nel frattempo, lo bambino...
Ci ha impiegato il cuore contento.
Presto, entrate nel convento.
Ma che culo ha tutta quella memoria che te lo sfondo? La mia caccia sta
infiammata.
Il suo culo largo è bello.
Vuole dentro il mio randello.
Spignilo, Pinconi, spignilo tutto.
Cambiamo, io ti do un culo a te e tu mi dai un culo a me.
Bene, bene.
C 'ho la cacca che mi scappa.
Presto su, qualcuno la tappa.
C 'ho la cacca che faccio dallo piacere.
Parola di Messè.
Ma scureggia ci ho da fare.
Correggia tosto, allora.
Così mi piace.
Anche io vorrei scorreggiar.
Bene, godi, troia.
Presto, datti da far.
Ora ti spronno le budella.
Orla, senti la mia mazza che ti arriva fino in pancia. Oh, sì.
Metti tutto dalla cappella giù in fondo alle budella.
Eccomi a voi, madonna bella.
Oh, che cura.
che manno in corpo anche lo coglione
che ne
pensi madonna di questo mattone
Ecco qua il mio budello.
Su budello, non temere.
Spingi. Te sfondo lo sedere.
Non temete, donna Franca. Te lo può arrivare in pancia.
L
'amico
è il mio sedere. Voglio un sito, sto godere.
Sì. Un cazzo, datemi un cazzo.
Tene.
Tene, bella troia. Lo mio cazzo, tosto in guglia. Tene, leccami le
palle.
Sì, toglie tutto lo pincone.
Sì,
sì, sì.
Ecco a voi il carbo vostro. Sì. Ve lo spingo dentro vostro. Così.
Sì.
Vietrare, fatelo, Gregore mio.
Menateve la fica, così, madonna mia.
Il vostro gran piacere, ve lo spingo nel sedere.
Sì, no.
Oh, che macchia. Oh, che gran troia.
Oh,
io mi tento.
Oh, sì.
Così.
Leccare lo partuccio del culo.
Vieni qua, tu, vieni qua. Oh, ma che gomorra!
Sto voglio una sborra!
Dai, cattone, sputa la fara!
Vengo, vengo, la cattroia! Tu sta pronta la sborra!
Che sborrata. Tene.
Che sborrata. Tene. La mia sborra. Tene.
Eccola.
Quante sborre belle e buone. Presto fa la colazione.
Leccate anche lo mio pincone, madonna. Non abbiate soggezione.
Scusatene, non è di digestione.
Ecco, tenete.
La sborra calda è buona.
dopo l 'inculata panna sborra e cioccolato
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