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Original subtitles

(BRUSIO INDISTINTO)

(Bolignari) Benvenuti a tutti.

Sono Giuseppe Bolignari e sono il presidente della commissione.

(Bolignari) Il compito che ci consegnerete dovrà essere rigorosamente anonimo,

pena l'annullamento.

(Bolignari) Ad ogni compito verrà abbinato un codice

e da quello, solo dopo aver decretato il vincitore,

risaliremo al nome del candidato.

(Bolignari) Buon lavoro.

(PAROLE NON UDIBILI)

(MUSICA DI "POTETE INCOMINCIARE" DI FABRIZIO MANCINELLI)

No...

(Teresa) O cuore immacolato di Maria ardente di bontà,

tu che sei straordinaria, tu che tutto puoi,

ascoltami.

Lunedì mio figlio ha un concorso importante al Comune.

Ci saranno tanti partecipanti per un solo posto. Aiutalo tu.

Federico, vieni qui, fatti vedere dalla Madonna,

se no lunedì come fa a riconoscerti in mezzo a tutti quelli che ci saranno al concorso?

Salve, signora Madonnina. Piacere, Federico.

Senza impegno, magari fra un miracolo e l'altro.

Quindi ricapitolando... Federico Pagano.

(Teresa, sottovoce) Mi raccomando.

(Giuseppe) Teresa, è inutile.

Non è che la Madonna non ti ascolta, è che non ti capisce.

(Giuseppe) La Madonnina è di Medjugorje.

Quindi è bosniaca: dovresti parlare la sua lingua.

Papà, la smetti di prenderla in giro?

Almeno lei per il concorso sta facendo qualcosa, tu invece...

- Chi ti ha mandato il link del concorso? - Me ne mandi 30 al giorno!

La nostra chat è: "Buongiorno. Concorso. Concorso. Mangi a casa stasera?"

(Federico) "Concorso. Buonanotte."

Ormai al telefono ti ho salvato come "Ufficio di Collocamento".

Lo faccio per te. Alla tua età, io già lavoravo e avevo un figlio.

Lui nemmeno ha il lavoro!

Infatti, io lo aiuto a trovarlo. Che cosa dovrei fare di più?

Com'è possibile che l'unico politico che non chiede mai favori sia capitato a me come padre?

Non mi hai mai fatto togliere una multa, non mi hai mai fatto entrare gratis allo stadio,

non mi hai fatto mai passare un esame all'università.

Papà, almeno per il posto di lavoro!

Mi dispiace, ma tu sei figlio di Giuseppe Pagano.

E Giuseppe Pagano, da vent'anni consigliere comunale di Malvasia,

non ha mai raccomandato nessuno!

Detto questo... ci vediamo stasera.

I 100 euro per la donazione alla Madonnina per questo mese. Ci pensi tu?

Vedi, mamma, tu sì che mi vuoi bene.

Dai le mazzette alla Madonnina per farmi vincere il concorso.

(SCHIOCCO DI UN BACIO) Buon lavoro.

Devi avere fede!

Traduci in bosniaco:

"Madonnina, fai vincere il concorso a mio figlio".

(Voce elettronica, in bosniaco) Madonna, fai vincere il concorso a mio figlio.

Tu sì che hai avuto un padre vero.

Poi Tu... Se avessi avuto un padre come il Tuo, chissà dove arrivavo.

Oggi come stai, mamma? Meglio?

Eh, insomma...

Male. Male.

Va be', mamma, finiamo di fare colazione e ti passiamo a trovare. Va bene?

Allora vi fermate a dormire qua, eh?

(VOCE NON UDIBILE)

Mamma, avrei dei compiti di scuola da correggere, però...

- Va be', mamma, me li porto. - Ma ci sono le partite!

Che dice Alfonso?

Nonna, ero io che parlavo. Dicevo: "Quando partite?"

Fabrizio, vita mia. Vieni a dormire anche tu qua?

Nonna, lunedì ho il concorso. Te ne avevo parlato.

Devo studiare tutto il fine settimana. Non ce la faccio a venire.

Allora, Nunzia, tesoro mio, vi aspetto. Salutami Alfonso.

(sottovoce) Ma vaffanculo.

Ricambia, mamma. Ricambia.

Ma tua mamma lo fa apposta a stare male ogni fine settimana?

Per arrivare da lei ci vuole un'ora e mezza ad andare e un'ora e mezza a tornare.

Eh, pensa a me che soffro la macchina.

E pensa a papà che soffre la nonna.

Alfonso, lo sai, da quando è morto papà, mamma è sempre sola. Dai.

Sola? Sola?! Ma se ogni sabato e domenica siamo da lei!

Papà, ma c'è bisogno di fare così?

Tu perché non vieni con noi?

- Perché devo studiare. - Ancora?

Ah, tu dici: "Ormai quello che è fatto, è fatto..."

No, io dico che il posto è uno e già sanno chi vince.

(Fabrizio, facendo il verso) E già lo sanno...

Questi meccanismi antichi... Sei vecchio, sei superato!

È una mentalità che qua in Italia non c'è più!

Basta con la storia delle raccomandazioni, dei concorsi truccati.

Non è più così! Noi giovani siamo diversi!

(Federico) "Gentile signora Teresa...

grazie per la fedeltà e la fiducia con cui versa da anni, ogni mese, 100 euro all'associazione."

"Provvederemo a inviarle al più presto il nuovo calendario."

(Federico) "Grazie ancora."

Mamma, guarda cosa ho trovato ieri nella cassetta della posta.

Uh, che bello!

La lettera dell'associazione di Medjugorje! C'è anche il calendario?

- No, quello lo devo ancora stampare. - Eh?

Lo devono ancora stampare.

Con tutti gli amici che ha la Madonnina, chissà quanti ne devono fare. Ci vuole tempo.

Eh, certo. Grazie, gioia.

- Devo andare al lavoro. Ciao. - Ciao. - Ci vediamo stasera.

(RUMORE DI PORTA CHE SI APRE E SI CHIUDE)

Non mi guardare così, sai?

L'ha detto tuo Figlio: "Date da bere agli assetati".

E io mi do da bere da solo.

- Fabrizio, hai usato tu la macchina? - (Fabrizio) Sì.

Non ti avevo detto di lasciarla con la benzina?

Però non mi hai detto quanta.

- Lo senti? - Ora la mettiamo.

- Non dargli pensieri, lunedì c'è il concorso. - Ancora con questo concorso!

Alla fine, come va, va, e poi, se non lo superi,

la mamma come al solito ti fa le lasagne.

Ecco, mamma, tu le fai buonissime, le lasagne, per carità... non è per te...

Però negli ultimi anni ho mangiato troppe lasagne. Troppe.

Ciao. Scrivetemi appena arrivate dalla nonna.

Ciao.

- (Roberta) Amore, stavo leggendo una ricerca da brividi. - (Fabrizio) Cioè?

Sai quanto costa un figlio, oggi?

(sorridendo) Su Internet non lo vendono, quindi non ho mai cercato.

Qua dicono che nel primo anno di vita un figlio arriva a costare fino a 17.000 euro.

Ma a benzina o diesel?

(ridendo) E poi al telegiornale dicono che i giovani non fanno più figli!

Ma che c'entra offendere, signora?

No, io sono la baby-sitter. Noi non abbiamo figli.

E soprattutto non abbiamo 17.000 euro.

- Eh?! - Signora, ci scusi. Arrivederci.

- Ha iniziato lei! - Cammina.

In TV dicono che gli anziani dovrebbero stare a casa, quando c'è caldo!

- Vada a casa! - Vuoi camminare?

- Ha iniziato lei. - È un'anziana, smettila! Ma ti rendi conto?

Tommaso, ti devo riaccompagnare dai tuoi genitori, poi ho il turno al supermercato.

Oggi non avevi quel colloquio allo studio di architettura?

Lo so, ma devo lavorare. Ho chiamato e l'ho spostato.

Ma come, l'hai spostato? Che ti sei laureata a fare, se non fai i colloqui?

Parli tu che per cinque anni hai studiato Giurisprudenza,

per poi finire a lavorare gratis in uno studio, come uno schiavo.

(ridendo) Gratis? Che sfigato!

Però poi sono diventato avvocato.

(Roberta) E appena lo sei diventato, ti hanno cacciato.

Avvocato è, chi avvocato fa, e tu non lo fai!

E tu non lo fai!

(RISATA)

- Altrimenti non faresti ancora i concorsi. - Però se vinco questo...

Questo lo sento dire da te e da mio padre, quando gioca al Superenalotto.

Roberta, te ne devi prendere un altro.

È vero, Tommasino?

Ah, sì? Anche tu, Tommasino, prenditi un altro pallone, perché questo non c'è più.

- (Tommaso) No, no, no! - Fabrizio, ma che fai?!

- Quando ci vuole, ci vuole. Va bene? - (Roberta) Tommasino! - "Amunì"!

Adesso vado da mio figlio Nicola, che mi sta aspettando. Dobbiamo mangiare.

Federico! Veloce! Tuo padre ti aspetta giù!

Se fai tardi, non ti fanno entrare al concorso!

Mamma, così è peggio, lo sai!

Che cos'ha, Federico?

Devi sapere che, fin da piccolo,

quando ha un esame o una cosa importante, deve andare in bagno.

- È la tensione. - Ah, poverino.

- Mamma, ma con chi stai parlando? - Con Giovanna, la signora del terzo piano.

Quindi, se deve andare in bagno quando è in ansia,

figuriamoci oggi che ha il concorso, con questo pancino...

Mamma! Fammi scendere, c'è papà che mi aspetta.

Federico, se devi andare in bagno durante il concorso, non ti sedere, eh!

(Teresa) Fai come ti ho insegnato da piccolo.

Ti metti a paperella, con i piedi sulla tavoletta. Hai capito?

I bagni saranno sporchi, poi ti prendi le malattie!

- Va be', mamma, ho capito. Ciao. Arrivederci. - (Teresa) Vai, vai, vai.

Ha l'ansia, hai capito?

E quindi se la fa addosso?

- Spesso e volentieri. - (Giovanna) Ah... - È emotivo.

Federico!

(gridando) Mettiti a paperella!

Non la conosco. Non so chi sia.

(Federico) Cammina, papà. Veloce.

- Ma chi è? - Sarà la madre.

Ciccio, quando arriviamo?

Senatrice, fra una decina di minuti. C'è traffico.

Ho capito. Prendi la preferenziale. Se no, che ce l'abbiamo a fare l'auto blu?

(LUCA SOSPIRA) Mamma?

Ci ho pensato e non voglio fare questo concorso al Comune.

Luca! Tu non devi pensare.

Penso a tutto io, come sempre.

(Purpura) Ti ho comprato la laurea, il titolo di avvocato...

Adesso ti compro anche il concorso. Che devo fare di più?

- Sì, ma io non... - (Purpura) "Sì, ma io" niente!

Se c'è un concorso al Comune di Malvasia, lo deve vincere mio figlio.

Ti voglio ricordare che ti ho fatto diventare consigliere comunale a 18 anni.

Poi hai fatto i capricci e non hai voluto più farlo.

Ma il Comune l'hanno sciolto per mafia!

Dettagli.

Comunque, io ho dato 20.000 euro al presidente di commissione, quindi...

E quindi cosa devo fare?

Quello che ti dice il presidente di commissione.

- Ti sei portato una penna? - No, me la danno dentro.

Deve essere uguale per tutti, per non far riconoscere il compito dall'inchiostro.

(sorridendo) Sì, ora il problema è la penna.

Ci sono tanti modi per far riconoscere il compito!

(con tono spazientito) Papà...

(SIRENA)

(Ragazzo) È arrivato il genio.

(MORMORIO INDISTINTO)

(Ragazzo) Guarda, non importa. Hai visto quanti siamo? E il posto è uno solo.

(Donna) Ah, va be', ho capito. È la senatrice.

(Uomo) Porta suo figlio... Che sfacciata.

(BRUSIO INDISTINTO)

Buongiorno, consigliere Pagano. Che piacere.

(sorridendo) Vedo che c'è anche suo figlio al concorso.

Non lo sapevo.

Dovevamo chiederle il permesso per partecipare?

(ridendo) A me? E che c'entro?

E ci mancherebbe.

(Alfonso) Hai capito chi sono quei due?

Chi sono?

Uno è il figlio del consigliere Pagano,

l'altro è il figlio della senatrice Purpura.

E quindi?

Dai, figlio dell'operaio Caruso, andiamo a casa.

Dai, papà... Ancora con questa storia? "Amunì!"

Un attimo di attenzione, per favore.

(Funzionario) I candidati possono entrare.

Preparate tutti un documento d'identità,

la mail di convocazione,

e formate una coda ordinata.

Grazie e in bocca al lupo. (SEGNALE ACUSTICO DAL MEGAFONO)

(Funzionario, in siciliano) Come diavolo si spegne, questo coso?

Papà, appena finisco ti chiamo.

E di' a mamma di smettere di pregare alle 13:30, perché tanto la prova finisce.

- Dai, dai, dai... - Dai che ce la fai.

(SUONERIA DI UN CELLULARE) (Alfonso) Dai!

- Eh, Nunzia? - (Nunzia) Allora, Alfonso, che mi dici?

Prepara le lasagne. Dai!

Benvenuti a tutti.

Sono Giuseppe Bolignari e sono il presidente della commissione.

(Bolignari) Il compito che ci consegnerete dovrà essere rigorosamente anonimo,

pena l'annullamento.

(Bolignari) Ad ogni compito verrà abbinato un codice.

Da quello, solo dopo avere decretato il vincitore,

risaliremo al nome del candidato.

(MUSICA DI "POTETE INCOMINCIARE" DI FABRIZIO MANCINELLI)

(sottovoce) In bagno.

(GEMITI SOMMESSI)

(MUSICA DI "POTETE INCOMINCIARE" DI FABRIZIO MANCINELLI)

Che guarda, lei? Occhi sul banco.

Scusi.

(MUSICA DI "POTETE INCOMINCIARE" DI FABRIZIO MANCINELLI)

- Signor Bolignari... - Shh!

(MUSICA DI "IL CONCORSONE" DI FABRIZIO MANCINELLI)

Purpura, mi ascolti bene, memorizzi questa frase:

"Ignorantia legis non excusat".

Non importa se nel compito scrive fesserie, scriva quello che le pare.

L'importante, però, è che nell'ultima frase

lei scriva: "Ignorantia legis non excusat".

Così, quando correggo il compito, lo riconosco. Mi ripeta la frase.

- "Ignorantia legis..." - Sì...

- "..not..." - Sì, "not"... "Bonanott"!

"Ignorantia legis non excusat."

Va be', vada, vada. E mi saluti sua madre.

(SUONERIA DI UN CELLULARE)

Pronto?

Sto facendo la pipì. Ho capito. Non posso fare la pipì?

Ah, perché voi della commissione senza di me non riuscite ad andare avanti!

Va be', sto arri... Sto arrivando.

Non vogliono fare niente.

Scusa.

Ancora che guarda, lei? Occhi sul banco.

Scusi.

"Ignorantia legis non excusat."

"Ignorantia legis non excusat."

"Ignorantia legis..."

(MUSICA DI "IL CONCORSONE" DI FABRIZIO MANCINELLI)

(OVAZIONE)

- Auguri! - Auguri!

Auguri a Federico, che ha vinto il concorso!

Grazie! Grazie a tutti! Grazie, ragazzi.

Il merito è tutto della Madonnina di Medjugorje.

Teresa, il merito è di Federico, che ha studiato

e ha dimostrato di meritare questo posto anche senza la raccomandazione.

Auguri a mio figlio! Auguri!

Comunque, visto che io ho fatto un voto e che Federico ha vinto,

io e Giuseppe andremo a Medjugorje!

- Ho già prenotato. - Eh.

Ma sì, tutti a Medjugorje, dai! (OVAZIONE)

Un uccellino mi ha detto che hai trovato casa

e che domani ti trasferisci.

Mamma! Hai già fatto il telegiornale, come al solito?

Perché? Che ho detto?

- 2000 euro di stipendio al mese è buono. - Eh.

Teresa, Teresa, dai!

Non ti si può dire niente che lo racconti a tutti!

Ci manca solo che hai detto a Federico che gli abbiamo regalato la moto.

- Questo è il nostro regalo. Te lo sei meritato. - No!

È parcheggiata qua sotto! Sono orgoglioso di te, Fede!

- (Uomo) Ci voleva proprio! - (Donna) Sono contenta!

Dio mio! (SCHIOCCHI DI BACI)

- (Donna) Bravo! - (Giuseppe) Andiamo a vedere!

- (Zio) Qual è? - (Ragazza) Quella, zio!

- (Donna) È bellissima! - (Uomo) È bella davvero.

Madonnina... mio figlio Nicola è laureato in filosofia.

Si può fare niente?

Questo forse è il giorno più bello della mia vita.

E la prima multa che prendi, te la faccio togliere.

Senza "forse".

Questo è il giorno più bello della mia vita!

(CLACSON)

(MUSICA DI "TI FA STARE BENE" DI CAPAREZZA)

(CLACSON)

(MUSICA DI "TI FA STARE BENE" DI CAPAREZZA)

- De Ruvo? - Fabrizio Caruso, sei tu?

Sono il tuo professore di italiano del liceo!

Ha sbagliato persona, non sono io.

Non dire fesserie, eri il più bravo di tutti.

Ma che stai facendo? Il rider?

Se le dico che non sono io, perché insiste?

Qua c'è la sua consegna.

Il futuro avvocato!

Ancora? Non sono io! Io mi chiamo... Pasquale.

Signor Pasquale, le chiedo scusa, ma la somiglianza è straordinaria.

Abbiamo sette sosia nel mondo e io ne ho trovato uno.

Appena trovo gli altri sei, glielo faccio sapere.

Ah, professor De Ruvo, un'ultima cosa.

Quando c'è uno studente particolarmente bravo,

non gli dica: "Ah, il futuro avvocato!"

Perché poi, come vede, porta male.

Allora sei tu! Fabrizio! Resisti!

Resilienza!

Ma vaffanculo.

(MUSICA DI "TI FA STARE BENE" DI CAPAREZZA)

Bolignari, che minchia hai combinato?

(Purpura) Perché il concorso l'ha vinto il figlio di Giuseppe Pagano?

Quanto ti ha dato più di me "Mister Legalità"?

Senatrice, ho fatto il mio dovere.

Ho fatto vincere il compito che finiva con la frase concordata con suo figlio.

"Ignorantia legis non excusat."

Ah, ecco qual era!

- Mamma, io ci ho provato a... - Ma io cosa? Cosa?

Potevamo scegliere una frase più semplice!

Questo greco non lo sopporto.

È latino, ignorante!

Lo vede? Io la frase gliel'ho detta. Se lui non l'ha ricordata, è colpa mia?

E al figlio di Giuseppe Pagano chi gliel'ha detta, questa frase?

(Bolignari) Questo non lo so.

So soltanto che, quando ho trovato la frase, ho fatto ciò che dovevo fare.

Signor Bolignari, tu quello che devi fare adesso

è ridarmi i miei 20.000 euro.

Se no, ti faccio passare i guai.

(CENNO DI RISO)

Hai sentito tua madre?

La senatrice mi vuole denunciare?

Vuole andare dalla Polizia, dalla Finanza, dai Carabinieri

a dire che mi ha dato dei soldi per far vincere suo figlio?

Si chiama "corruzione".

E ce ne andiamo in galera tutti e due.

(Bolignari) Tante cose belle.

Dai, mamma, non fa niente.

Ti mi hai fatto fare una figura di merda con Bolignari e con tutto il partito.

Una senatrice che non riesce a fare vincere il concorso a suo figlio...

Non solo, si fa fottere dal primo consigliere comunale qualunque.

Levati, va'!

Chiamare Gianpiero Casesa.

(SOSPIRO)

(ridendo) Queste, caro Pagano, sono le sue prime pratiche.

Dottor Casesa, sono tutte per me?

Sì! È contento?

Sono sicuro che lei farà un ottimo lavoro qui al Comune.

Ah, lunedì devono essere tutte risolte qui, sulla mia scrivania.

Lunedì? Ma oggi è venerdì!

Appunto, avrà tutto il fine settimana per lavorarci.

Come dite voi giovani? "Smatt wokke"?

Venga. Le faccio vedere la scrivania.

(Casesa) Si troverà benissimo con noi.

Ecco.

Questa è la sua postazione. Computer, tastiera, telefono.

Grazie.

"Benvenuto, Luca Purpura"?

Sì, è il biglietto del biscotto della fortuna. Sono stato al sushi.

E c'è scritto "Benvenuto, Luca Purpura"?

Eh, va be', non lo sa come sono i proverbi giapponesi? Particolari.

Ne approfitto per presentarle i suoi colleghi.

Il dottor Lamantia,

il ragioniere Fiore e la dottoressa Narfino.

- Ma qui non c'è nessuno. - Ma come? Ma se hanno "beggiato" tutti!

È vero, dottor Lamantia?

E se lo dice il dottor Lamantia...

Un benvenuto da parte di tutti noi!

E complimenti per aver vinto il concorso!

Avvocato, ma quando torni a casa? Stai girando da stamattina.

Non mi dire niente, Enoch. Ho l'ultima consegna e forse ho finito. Forse.

Però, aspetta. Prima ti racconto una barzelletta.

Veloce perché, se consegno in ritardo, le persone si lamentano.

Veloce, veloce. Qual è il colmo per un avvocato che fa il rider?

Qual è?

Accusare la stanchezza.

(RISATA NERVOSA)

Non dicono che venite in Italia per rubarci il lavoro?

L'unico che è venuto a scassare la minchia l'ho trovato io!

Ma va', va'... Buon lavoro, eh?

- (Enoch) Ciao, Fabrizio. - (Fabrizio) Ciao.

(Casesa) Pagano, mi serve una risposta sulla pratica Virga.

(Casesa) L'hai risolta? Perché ho qua il dirigente che mi sta pressando.

Anzi... mi pressa un po' più a destra?

Eh... Grazie... Così, bene.

Capo, ci sto lavorando, poi mi sono trasferito da poco, ho il trasloco...

(CAMPANELLO) (Casesa) Che me ne frega!

- Un attimo. - (Casesa) Ti devi sbrigare!

Capo, non è semplice questa pratica. Ho bisogno di tempo, non le stampo.

(Casesa) Ma allora questo decreto si può applicare o no?

Non lo so, capo, ora controllo.

Ora vedo, non è che... Non la sento bene, capo.

- (Casesa) Come, non mi senti! Pagano! - (Federico) C'è un'interferenza. Pronto?

- Lei mi sente? - (Casesa) Io la sento, Pagano! Pronto!

- "Testa... Coglio... Pezzo di..." - (Casesa) Pronto, Pagano!

Su... Ca...

(SEGNALE ACUSTICO DAL CELLULARE)

(Federico, sospirando) Questo mi vuole rovinare.

Mi sta rovinando la vita.

Quanto ti devo per la pizza?

- Oh, sto parlando con te! - Shh! Shh!

In casi come questi la Corte Costituzionale ha dichiarato inapplicabile questo decreto.

Nel 2022.

(SEGNALE DI LINEA LIBERA)

- (Casesa) Pagano! - Pronto, capo? Era caduta la linea.

Le stavo dicendo che la Corte Costituzionale, nel 2022,

ha dichiarato quel decreto inapplicabile, in casi come questi.

Pronto, capo? Mi sente?

Sì, sì. Ci sono.

Però entro lunedì, voglio tutte le pratiche risolte sul mio tavolo, eh? Mi raccomando!

- Tu sei un genio! Come ti chiami? - Fabrizio.

Fabrizio, sei bravissimo! Quanto ti devo per la pizza?

- Dieci euro. - Dieci euro...

Ma tu... così intelligente, dovresti fare l'avvocato, non questo lavoro!

Tieni, qui ci sono altri 20 euro per la consulenza.

- Ma quale consulenza? - Dai, tieni, prendili! Te li sei meritati!

- (Fabrizio) No, no. - In Italia va avanti il merito!

Te li sei meritati! Buona serata e buon lavoro!

♪ Compriamoci una casa in riva al mare ♪

♪ con le finestre sopra la scogliera. ♪

♪ Un mutuo milionario, le rate da pagare... ♪

- (Cameriera) Ragazzi... - (Roberta) Grazie.

Prego.

Prego.

- Grazie, amore. Non dovevi. - Ma di che, amore?

Sarai stanco. Tutto il giorno al lavoro, vorrai tornare a casa.

Amore, dieci minuti con te a fine giornata non deve togliermeli nessuno.

Anche perché ti devo raccontare a chi ho consegnato la pizza oggi: a Federico Pagano.

- E chi è? - Il raccomandato che ha vinto il concorso.

- Quello che hai visto entrare in bagno con il presidente di commissione? - Sì.

- Gli hai sputato nella pizza? - Amore...

Che c'è?

L'ho riconosciuto dopo, se no gli sputavo nella pizza.

(RISATE)

- Voleva darmi 20 euro di mancia. - E tu non li hai presi.

No.

Quindi quei i 20 euro con cui hai pagato le birre di chi erano?

- (Roberta) Dimmi la verità. - Me li sono presi.

Vedi? Non devi dirmi le bugie!

- Rosa? - No, grazie. Siamo fratello e sorella.

Non è vero! Non siamo fratello e sorella! Ha detto un'altra bugia!

Amore, gli dico così, perché se no poi rompe le palle tutta la sera!

- È vero che poi rompi le palle tutta la sera? - Sì, sì, è vero. - Vedi?

È una questione di principio. Non mi devi dire le bugie.

E questa birra che hai pagato con quei soldi sporchi te la bevi da solo! Ok?

- Amore, esagerata, "soldi sporchi"... - (Roberta) Ciao.

Scusa... Amore? Amore?

- Rosa? - Non ho soldi.

Non dire bugie. È questione di principio.

Qualche week-end potresti venire anche tu a trovare nonna.

Mamma, sai che preferisco andarci in settimana,

perché nel week-end lavoro di più, ci sono più consegne da fare.

Anzi, ora la chiamo, così con la scusa di dirle che state partendo, la sento.

(MUSICA POP DALLA TV)

(SUONERIA DI UN CELLULARE)

Pronto?

- (Fabrizio) Nonna, ciao. Come stai? - Vita mia, bene.

(Nonna) Sto benissimo, gioia.

Ah, stai ancora male...

(Fabrizio) Papà e mamma si sono messi in macchina ora e ti volevano avvisare.

Ah. Va bene, gioia.

(sottovoce) Via, via.

- Ciao. - (Alfonso) Ciao.

Nonna, sono partiti adesso.

Va bene, allora io mi faccio trovare a letto e mi lamento come al solito. Va bene? Ah...

(Nonna) Di dove sono i turisti di questa settimana?

Tedeschi. Si deve essere sparsa la voce perché lasciano buone recensioni.

- (Fabrizio) Dovrebbero arrivare a momenti. - (Uomo) "Guten Tag."

"Guten Tag!"

Oh! "Danke! Danke!"

(Uomo) "Bitte, bitte."

(ridendo) Che bel tempo! "Minchien", che bel tempo.

(Nonna) Fabrizio, ci sei?

Sì, nonna, ci sono.

(Fabrizio) Ogni volta ho l'angoscia che papà e mamma lo scoprano da un momento all'altro.

Non ti preoccupare! Io ho bisogno di quei soldi, la pensione non mi basta.

(Nonna) Domani, quando i tuoi ripartono, ti avviso.

Hanno il check-out alle 11:00. Avvisami in tempo, così faccio le pulizie, come al solito.

Stammi bene. Cioè, stai male. Va be', hai capito.

Va bene, sto male, ma sto bene. Ciao, vita mia. Ciao.

(SCHIOCCHI DI BACI)

Ciao.

"Ich bin Fabrizien."

(CAMPANELLO)

(PAROLE NON UDIBILI)

(TINTINNIO DELLE MONETE)

- (Donna) Chi è? - Signora, le ho portato gli hamburger.

(Donna) No, grazie. Siamo cattolici.

(ABBAIARE DEL CANE)

Solo il cane ci mancava! Solo il cane!

(SUONERIA DEL CELLULARE)

Pronto, mamma?

Fabri, scusami se ti disturbo mentre lavori.

Che c'è? È successo qualcosa? State tornando a casa?

No, volevo soltanto ricordarti che, se vuoi cucinarti qualcosa,

devi prima premere il pulsante a destra.

Lo so, mamma. Lo so.

Potrei spiegartelo anche in tedesco come funziona il piano cottura.

Maria, come fa male questo braccio!

Madre, madre, madre, madre!

- Signora... - Ahi, ahi, ahi...

Non era l'altro braccio, che le faceva male?

Eh... Infatti. Mi faceva male questo braccio?

Poi il dolore piano piano è iniziato a salire e ora mi fa male tutto questo.

Mi fanno male tutti e due, adesso.

Fabri, ti passo papà, io aiuto la nonna. Ciao, ciao, ciao.

- Sto guardando la partita... - Dai.

- Mamma, fammi vedere. - Fabrizio.

Papà, ieri sera ho consegnato la pizza a Federico Pagano.

Il figlio del politico che ha vinto il concorso.

Ci hai sputato dentro?

No, l'ho riconosciuto dopo, se no sputavo.

La cosa strana è che stasera sto consegnando di nuovo a casa sua.

Allora stavolta sputa. Sputa.

(CAMPANELLO)

- Oh, finalmente! - Eh?

Ho ordinato 30 pizze per trovarti!

Quindi la pizza non la mangi?

- Ma che me ne fotte della pizza? - E allora da me che vuoi?

Ieri ho visto quanto sei stato veloce. Tu sei un laureato che fa il rider.

No, sono un avvocato che fa il rider.

Appunto! Abbiamo messo a posto la pratica in un secondo.

"Abbiamo"? "Ho" messo a posto!

Ho avuto un'idea: ti do 800 euro al mese,

abbandoni il lavoro da rider e lavori per me.

Non è meglio di fare le consegne?

Signor Pagano, io ringrazio il dottore, ma rifiuto l'offerta.

Non sono interessato.

Aspetta, parliamone.

Ti pago in nero! Cash, senza tasse!

Preferisco guadagnare i soldi onestamente.

Vuoi contrattare? Vuoi di più? Parliamone.

E la pizza te la offro io.

Pensaci!

(NOTIFICA DAL CELLULARE)

(CENNO DI RISO)

(ROBERTA RIDE)

Una pizza con patatine senza bugie per lei, signorina?

Ssh, c'è Tommasino che dorme.

Ah, scusa. Non lo sapevo.

Porca miseria...

(Fabrizio) Questa casa è incredibile.

Tanto noi una casa così non potremo mai permettercela.

Va be', amore...

Sinceramente, non me ne frega niente di avere una casa così grande.

Io mi accontenterei anche di un buco, di un garage.

L'importante è che ci sei tu dentro.

Eh, certo.

A trent'anni facciamo ancora colloqui e concorsi, che speranze abbiamo?

Ti rendi conto che non possiamo permetterci di andare a mangiare una pizza, il sabato sera?

Come possiamo pensare a una casa?

Però almeno la pizza c'è.

La casa arriverà, no?

Se penso all'affitto, la spesa, le bollette...

Va be', tu fai due lavori, io ho le consegne e poi...

il B&B con mia nonna.

Quindi dobbiamo basare il nostro futuro su una bugia?

Poi guarda che tanto i tuoi genitori prima o poi scoprono sia te che tua nonna.

Va bene, amore. Allora sono costretto ad adottare il piano di emergenza.

Non avrei mai immaginato di doverlo fare, ma...

purtroppo è il momento.

Cioè?

- Ci sposiamo. - Ma sei scemo?

Ci facciamo fare i regali in busta e con quei soldi paghiamo l'affitto.

- Ma te ne vai? - Dico davvero. - Te ne devi andare! - È vero.

- Smettila! - Guarda che ha un senso. È una strategia.

- (Roberta) Basta. - (Fabrizio) Non è che...

(SCHIOCCO DI UN BACIO) Grazie per la pizza.

- Ma di che? Ciao. - Ciao.

(MUSICA DI "IN AFFITTO" DI FABRIZIO MANCINELLI)

(TRILLO DI UN CAMPANELLO)

- Accetto. - Lo sapevo che eri un ragazzo intelligente!

Solo per qualche mese, il tempo che guadagno quanto mi serve

e poi tu e io non siamo più niente.

Perché io so chi sei. C'ero anch'io a quel concorso.

Ti ho visto entrare in bagno con il presidente di commissione.

Tu sei il raccomandato.

Perché tuo padre è un politico e ti ha raccomandato lui. Ti pare che non lo sappia?

Sì, è vero. È tutto merito di mio padre.

Ci sentiamo domani e ci mettiamo d'accordo su come vederci.

Domani?! Io lunedì devo consegnare le pratiche! Dobbiamo iniziare ora.

- Ora? Subito? - Sì, entra, veloce!

- (Fabrizio) Fammi prima andare in bagno. Dov'è? - La prima porta a sinistra.

Nemmeno l'ho assunto e già si prende una pausa...

Allora è vero che i giovani d'oggi non vogliono lavorare.

(MUSICA DI "LA DIFESA SI PREPARA" DI FABRIZIO MANCINELLI)

(NOTIFICA DAL CELLULARE)

- (Fabrizio) No! - Che è? Che è successo?

Devo tornare a casa prima che arrivino i miei genitori, perché devo pulire.

- Ci tengono così tanto? - No, no, no...

- Hai finito le pratiche? - Non ho finito niente.

- Non te ne vai finché non hai finito! - Sì, va be'. Un'ora e torno.

Un'ora?!

Facciamo una cosa: ti accompagno con la moto, porto il computer e lavori da casa.

E le pulizie chi le fa?

E bravo, Fabrizietto! "B&B Nonna e Nipote"...

(Federico) Toglimi una curiosità: l'idea di chi è?

Di mia nonna.

Si vede da chi hai preso l'intelligenza.

Io ho finito l'ultima pratica.

E io ho finito le pulizie.

Ora cerca di andartene. Se torna mio padre e ti vede, è un casino.

- Perché? Tuo padre mi conosce? - Certo che ti conosce!

Ti ha visto all'ingresso del concorso, quando avete fatto quel siparietto

tu, tuo padre, la senatrice e suo figlio.

Lui me l'aveva detto: "Vincerà uno dei due perché sono raccomandati".

Ed effettivamente...

Perché mio padre è più potente della Purpura.

Mio padre, quando raccomanda, non ce n'è per nessuno.

(SCATTI DELLA SERRATURA)

Ciao, Fabri.

Ciao, papà. Ciao... mamma.

Lui chi è?

Un collega.

- (Nunzia) Ciao. - (Federico, con voce rauca) Ciao.

Ma non parla?

È straniero! È arrivato da poco in Italia, capito? Fa questo lavoro...

Giustamente, non conosce la lingua

e lo sto aiutando per questo motivo, per farlo ambientare.

Senza di me, sarebbe già stato licenziato, per farvi capire...

Lui senza di me è proprio inutile. È proprio scarso.

E... non è capace di fare niente, proprio non...

Perché ha il casco?

Perché se ne stava andando. È vero?

"Go... Go to go... to..."

"Who... who... whom..."

(in siciliano, ridendo) E vai!

Non capisce l'inglese, ma mastica un po' di siciliano.

Per ambientarsi... Sono le prime cose che gli ho insegnato.

Com'è andata la giornata?

(SQUILLI DI TELEFONO)

Paola, sei bellissima in questa foto! E non lo dico a tutte, eh!

Buongiorno a tutti!

Oh, Pagano... Com'è andato il fine settimana?

Tutto a posto.

Ma che fa? Chatta invece di lavorare?

Dottor Casesa, che devo fare?

Le pratiche che m'ha dato le ho finite tutte,

le ragazze con cui chattare ancora no.

Mi merito un po' di riposto. È giusto, dottor Lamantia?

E se lo dice il dottor Lamantia...

Ciao, Marta! Sei bellissima in questa foto. E non lo dico a tutte, eh.

Ma come, ha finito tutte le pratiche?

Che le devo dire, senatrice? Non me lo aspettavo nemmeno io.

Gliene dia altre, sempre di più!

Se le faccia dare anche dagli altri uffici, se le inventi!

Ma com'è possibile? Tu sei raccomandato e ti danno tutte queste pratiche da risolvere?

È una tattica di mio padre,

lo fa apposta per coprire la raccomandazione,

soprattutto agli occhi di tutti i colleghi che ci sono in ufficio.

Mah... A me sembra strano.

Io ti pago per risolvere i problemi, non per crearne altri.

Quindi lavora, veloce. Finora abbiamo lavorato bene.

Ancora con questo "abbiamo"?

Va be', dettagli. Veloce, che Casesa le vuole tutte pronte.

Oh, che è? Che è questa cosa?

Mi dispiace per te e Casesa, ma io devo andare da mia nonna.

Con il treno ci metto almeno tre ore.

Tre ore? Aspetta, fai una cosa. Tieni.

Vacci con la mia moto. Consideralo un premio produttività.

Accetto solo perché i treni fanno schifo.

Levati, non passare davanti.

Mi hanno segnato.

(Voce registrata) All'improvviso si sblocca il match.

Tu da quel posto te ne devi andare!

(Fabrizio) Ha ragione, ma non l'ho parcheggiata io. La tolgo subito.

Doveva passare una persona e per colpa tua non è passata!

(Fabrizio) Guardi quanto spazio. Ce ne passano due.

Zitto, muto! Non devi parlare!

(Fabrizio) Mi sembra che adesso stiamo esagerando.

Senti, il posto al Comune non è tuo, è del figlio della senatrice Purpura,

quindi lo devi lasciare.

Ti devi dime... Ti devi "diminerenere"...

"Dimine"...

Ti devi "dimini"... Ti devi "dimi"...

Tu ti... (in siciliano) Hai capito?!

(GEMITI DI DOLORE)

(GEMITI DI DOLORE)

(COLPI INSISTENTI ALLA PORTA)

Che c'è? Che hai dimenticato?

Ora devi spiegarmi perché qua fuori qualcuno mi ha scambiato per te e mi ha minacciato!

Ti ha... minacciato? In che senso? Che ti ha detto?

Che devi licenziarti, che il posto al Comune non è tuo, ma del figlio della senatrice Purpura!

- Oh! - Minchia...

Ora dimmi come stanno le cose o non mi vedi più.

Aspetta, innanzitutto, calmati. Ora ti spiego.

- Come te lo spiego? Praticamente... - "Calmati"? Parla!

In realtà, la raccomandazione l'ho rubata.

L'hai rubata?

(GEMITI)

(SOSPIRO)

Quindi, il figlio della senatrice ha messo la frase nel compito o no?

Io che ne so? Io so solo che ho vinto il concorso.

Però è strano. Cioè...

Sicuramente non è strano il fatto che ti abbiano dato 2000 pratiche.

È normale. Altro che raccomandazione di tuo padre, strategie e tattiche.

Secondo te, ora cosa mi possono fare?

Niente. Che ti possono fare? Niente.

Non è che la senatrice può andare alla Polizia... A denunciare che cosa?

"Salve, siccome ho raccomandato mio figlio al presidente di commissione..."

"Volevo denunciare il furto di una raccomandazione."

(Fabrizio) Si incastrerebbe da sola.

Anche perché... Articolo 319 del Codice Penale... "Corruzione"...

Dai sei ai dieci anni di galera.

L'unica cosa che può fare

è caricarti di pratiche fino allo sfinimento così da avere una buona motivazione

per farti licenziare.

Ma finché ci sono io, questo non può succedere.

Allora rimani!

Certo che rimango! Scusa...

Vuoi mettere la soddisfazione di battere un raccomandato?

Un raccomandato vero, non come te.

Quindi gli 800 euro al mese non te li do più?

E perché?

Ti pago in soddisfazione.

Dimmi la verità: stai venendo da mia nonna perché hai paura di restare solo, vero?

No...

- Sì. - Eh.

(MUSICA DI "ANDIAMO DALLA NONNA" DI FABRIZIO MANCINELLI)

- (Federico) È qua? - (Fabrizio) Sì!

Ti vuoi infilare nella casa delle persone? Posteggia.

(Federico) Il cavalletto...

(RINTOCCHI DI CAMPANA)

(COLPI ALLA PORTA)

Chi è? Sto male.

Nonna, sono io.

Fabrizio, vita mia! Aspetta...

Maria, come mi sento male...

Nonna, lui è con me. Stai tranquilla, sa tutto.

(Fabrizio) Ciao, come stai?

(Nonna) Bene, vita mia.

Signora, è un onore conoscerla!

Dai, sbrigati. Non posso farmi vedere sana.

Ah, scusate...

Quindi, secondo te, non stiamo facendo nulla di male noi due, vero?

Ma quale...?

Lui è una specie di Robin Hood! Ruba ai raccomandati per dare ai poveri.

Adesso non esageriamo...

- Grazie, signora! Lei sì che mi capisce. - Robin Hood...

(Fabrizio) Ah, prima che me ne vada, se no poi me lo dimentico:

devo darti i soldi di questo mese e anche quelli dei mesi scorsi, perché non te li ho dati.

Aspetta. Tieni.

Grazie, gioia mia. Ne ho bisogno.

Anzi, scusa, sarei dovuto venire prima.

Ma con il discorso delle consegne e anche questa cosa nuova...

Sono contenta che hai questo nuovo amico, anche perché ultimamente non ne avevi tanti.

Non è colpa mia, nonna.

I miei amici se ne sono andati tutti, perché qua lavoro non ce n'è.

È chiaro che resto da solo.

È per questo che dovete restare uniti, vi dovete aiutare.

Ai tempi miei era più facile, noi potevamo farcela anche da soli.

Ma ora, per i ragazzi di oggi...

Voi siete i nuovi anziani. Non ci aiuta nessuno, né noi né voi.

Va bene, nonna.

Qui dentro c'è di sicuro acqua, giusto?

Ora noi ce ne andiamo, dobbiamo lavorare sulle pratiche.

- (Federico) È vero. - Aspetta.

Devi farmi una foto ai piedi.

E perché, scusa?

Ho scoperto una app! Si chiama OnlyFans.

(Nonna) Tu mi fai una foto ai piedi

e poi dividiamo tutti i guadagni, eh?

Che mente imprenditoriale!

Ma che "mente imprenditoriale"! Nonna, c'è un limite a tutto.

- Ma come...! Signora, le foto gliele faccio io. - Ma che...

- Facciamo 70 e 30! 70 lei, 30 io. Le faccio da manager. - (Fabrizio) Ma quale manager! Cammina!

(PAROLE NON UDIBILI)

Oggi ti ho dato il giorno libero e sono successe un po' di cose. Domani lavoriamo sulle pratiche.

- "Lavoriamo"... - Mi impegno anche io.

Vedi questi giovani di oggi... Non solo li paghi, si lamentano pure.

- Gioventù bruciata! - Cammina! - Non mi toccare o ti denuncio.

(Nunzia) Perché compri sempre gli spaghetti? Sai che mi piace la pasta corta.

(Alfonso) Va be', li spezzi... Sempre a fare polemiche!

- (Fabrizio) Buonasera, eh! - Ciao. - Ciao, Fa... Ma che hai comprato?

I biscotti. Lo so, non erano nella lista, ma erano in offerta.

- Ma sono per cani! - Ma che dici? - Guarda! Hanno la forma di un osso.

Un chilo a 1,99 euro, che fai, li lasci? Non glieli lasci.

Papà, non hai visto che sulla scatola c'è stampato un cane?

(sospirando) Eh, va be'...

Sulla mozzarella c'è stampata una mucca. Cos'è, cibo per mucche?

Comunque, volevo darvi la mia parte per la spesa.

Soldi da te non ne vogliamo.

Ho capito, ma a trent'anni pesare ancora sulle vostre spalle mi dà fastidio.

- (Alfonso) Fabrizio... - Voglio partecipare...

Tu dici così perché sei troppo onesto. Sappiamo come ti sudi questi soldi.

No, non lo potete sapere.

Minchia! Sono troppo buoni! Buonissimo!

Duretto, ma... è buonissimo.

(Casesa) Mi creda, senatrice, questo Pagano

sa di diritto civile, penale, commerciale!

Hai sentito, mamma? È bravissimo, il posto se lo merita lui.

Zitto, tu!

Com'è possibile che sia così bravo, se è un raccomandato?

Che ne so?

L'altro giorno in ufficio ha finito addirittura tutte le pratiche

e se ne stava con il telefonino a chattare.

- A chattare? - Sì, "chattariava" con un sacco di ragazze!

- "Chattariava"... - (Purpura) Comunque...

Se è un genio o un cretino a me non interessa proprio.

Quel posto è di mio figlio.

Ma non fa niente. Tanto io non ci tengo.

Ancora?!

Se quel posto non l'hai avuto tu, non deve averlo nessuno!

Lei ha perfettamente ragione, senatrice.

Ma io come faccio a licenziare uno senza motivo?

Casesa, io te lo dico qua:

da quell'ufficio o va fuori Pagano o vai fuori tu.

(Purpura) Come ti ci ho messo, ti ci tolgo.

Tu hai fatto quello che dovevi fare?

Certo, senatrice.

Doveva vederlo in faccia, Pagano.

L'ho guardato dritto negli occhi e gli ho detto: "Tu ti devi 'dimirè'..."

"De... Deremì..."

"Deme... Dime... Dri... Disme..."

- Dimettere. - Esatto! Quello. Aveva una paura...

(RISATA NERVOSA)

Amore? Ciao, sono ancora in giro, sto facendo consegne.

Se senti il fiatone è per questo. Sono nel traffico.

(IMITA IL SUONO DI CLACSON) "Si lascia la macchina così, in doppia fila?"

"Stavo comprando il pane!" (IMITA IL SUONO DI CLACSON)

Stanno litigando. C'è un casino.

Ora passo. Ora passo e ti vengo a trovare.

(CANTA IN SICILIANO)

Sono al mercato, sono in centro.

(in siciliano) Il sale per la "pignata"!

(in siciliano) Arance fresche per la spremuta!

Ho chiuso.

(CANTICCHIA IN SICILIANO)

- Non ce la faccio più a dire bugie. - Perché non le dici la verità?

La verità? E che le dico?

"Amore, scusa, ho dimenticato di dirti che lavoro per un raccomandato."

"In realtà, non è raccomandato, ma lui ha rubato la raccomandazione."

"Mi dà 800 euro al mese, lo aiuto. Ma lo faccio per noi, per il nostro futuro."

Quindi lo stai facendo per amore. Da quanto tempo state insieme?

Da sei anni.

Sei anni non li danno nemmeno per furto con scasso.

- Tu sei fidanzato? - No.

Si vede, perché non lo puoi capire. Io Roberta la amo.

Dove la trovo un'altra come lei?

Qua, in chat.

(Federico) Chiara! Una "new entry". Guarda che bella.

"New entry"? Cos'è, una classifica?

Ma che c'entra?

- Me ne vado. - Veloce, però. Dobbiamo lavorare.

Sono 18,50 euro.

(COLPI SULLA VETRINA)

(RISO TRATTENUTO)

- Luana? - (Luana) Sì? - Puoi sostituirmi un attimo in cassa?

- (Luana) Sì, adesso arrivo. - (Ragazza) Grazie. - Lo scontrino.

- (Roberta, ridendo) Fabri, ma sei scemo? - Amore...

Ma quanto hai speso?

- No, le ho raccolte per te. - Impacchettate?

Sì, il cambiamento climatico... Ormai crescono con il pacchetto.

Nemmeno Massimo Ranieri le ha così belle.

Te le ho portate perché volevo farmi perdonare.

Perdonare per cosa? Per quanto lavori?

Non ci vediamo da una settimana, mi devi raccontare un sacco di cose.

Ne parliamo a cena stasera?

- Sì, anche perché io devo scappare. - Ma sei uscita ora.

Ci manca solo che mi licenzino. Amore, grazie!

Ciao.

(SOSPIRO)

(Fabrizio) Quindi, per questa sentenza della Corte Costituzionale

si applica la normativa regionale, perché prevale su quella nazionale, in queste materie.

(TRILLO DEL CAMPANELLO)

Buongiorno, lavoratore! Ti abbiamo portato le ultime cose.

Già che c'eravamo... Guarda cosa ti ho portato.

Così, lei ora sta qua e ti protegge, come ti ha protetto per il concorso.

Mamma, ma tu così rimani senza.

Ma no, questo fine settimana andiamo a Medjugorje, e sai che faccio?

- Me ne compro una originale. - Sì, autografata.

(Giuseppe) E lui chi è? Un collega? Piacere, Giuseppe.

- Piacere, Fabrizio. - Teresa.

(Federico) Non è un collega, è un amico.

È venuto a darmi una mano, perché fa l'avvocato e ne capisce.

Allora è un amico vero, se viene di domenica.

Federico, i 100 euro per la donazione di questo mese alla Madonnina.

Va bene, mamma, ci penso io, come sempre.

Ragazzi, vi possiamo invitare a pranzo fuori?

Ah! Ho lasciato casa in disordine.

Devo rientrare immediatamente.

Tu che mi conosci lo sai che io

quando so che la casa è in disordine e qualcuno potrebbe rientrare prima di me, divento pazzo.

È un bisogno compulsivo.

- Vengo a darti una mano. - Ma come? A casa non facevi mai niente.

- E non mangiate, ragazzi? - No, perché dobbiamo scappare.

Ho ordinato due poke, mangiateli voi.

Quando andate via, chiudete la porta. Ciao.

- Piacere ancora, arrivederci! - (Giuseppe) Salve.

(Federico) Cammina.

(Teresa) Arrivederci. (RUMORE DI PORTA CHE SI CHIUDE)

- (Giuseppe) Ma che è? - Poke.

E che cos'è?

Riso con un po' di condimento.

Tipo un'arancina scomposta?

Fammi capire: tu praticamente truffi tua madre da qualche anno

rubandole 100 euro al mese?

Addirittura, "truffa"... E poi questi 100 euro non me li prendo tutti.

Ho dei costi di produzione. Le faccio le magliette, i calendari... Io ho le spese vive.

Bello questo cappello! È tuo?

Macché. Se lo sono dimenticati gli ultimi ospiti che sono venuti qua.

Ogni volta dimenticano qualcosa, che poi devo fare sparire, come quel monopattino.

Sto pensando a una cosa.

Ora che hai uno stipendio, che motivo hai di rubare ancora quei soldi a tua madre?

E che le dico? Che la prendo in giro da anni?

Quella era già devota, da quando ho vinto il concorso ancora di più.

Ci rimarrebbe malissimo. Io lo faccio per lei.

(CITOFONO)

- E chi è? - Non lo so.

I miei genitori non possono essere, se no mia nonna mi avrebbe avvisato.

(sottovoce) È Roberta.

- E che minchia ci fa qua? - Che minchia ne so io?

Doveva venire a cena. Perché è venuta prima?

- Che facciamo? - Nasconditi, nasconditi.

Amore!

Che... che ci fai qua?

Ho staccato prima dal lavoro per aiutarti.

Ma sarai stanchissima. Andiamo a fare una passeggiata, prendiamo un gelato.

Ma no... Invece ho pensato: "Prima iniziamo, prima finiamo".

Ma no, perché? Lo faccio da solo, perché devi aiutarmi e stancarti?

(RUMORE DELLO SCIACQUONE) Ma c'è qualcuno?

"Hola, chica! Buenos días!"

Il turista messicano. "Hola!" Se ne stava andando.

È tornato a prendere il monopattino di sua figlia, che aveva dimenticato.

"Hasta los monopattinos siempre!"

- "Ándale, ándale!" - "Ándale!"

- Me ne "ándalo"! - "Ándalos"!

Ma che gente ci viene qua?

Quel cornuto del figlio di Pagano in 15 giorni ha smaltito sei mesi di lavoro. Sei!

Mamma, a proposito, volevo dirti una cosa.

Come mi sta questo vestito? Mm?

- Mah, secondo me... - Eh?

Ti sta benissimo, mamma. Sei bellissima.

Dove la trovi una mamma che a 50 anni ne dimostra 30?

- Eh, sì... - Facciamo 35, va'.

Comunque, volevo dirti che non serve che fai la guerra per questo concorso.

Ho deciso di andare a vivere a Londra.

A Londra?

Non conosco nessuno a Londra. Come faccio a raccomandarti?

Appunto, mamma, questa esperienza la voglio fare da solo.

Tu? Da solo? (RISATA)

Ma dove devi andare da solo? Tu senza di me non sei niente.

- Mamma... - Chiudimi questo vestito, dai.

(RUMORE DELLA CERNIERA LAMPO)

Non sa chiudere nemmeno un vestito e vuole andare a Londra da solo, lui!

(SBUFFA) Vattene, va'.

Tu resterai qua.

E prenderai quel posto.

Perché, quant'è vero che sono la senatrice Purpura,

Federico Pagano io lo mando in galera.

Questa pratica è del 1978!

Questi non sanno più dove prenderle, queste pratiche.

E c'è scritto "urgente"...

- Meno male. - Boh.

(VIBRAZIONE DEL CELLULARE)

Mi hanno scritto gli ospiti del B&B.

Vogliono consigli su cosa mangiare di siciliano.

Va be', digli le solite cose:

cannoli, arancine, cassate, pane e panelle.

Però di' loro di non mangiarle in quest'ordine.

(Federico) Sono turisti, mischiano tutto.

Comunque, io vado.

- Dove vai? - Ho un appuntamento con Chiara.

- Chiara? - La ragazza con cui chatto.

E la pratica di Garibaldi?

Garibaldi ha aspettato tanto, aspetta un altro po'.

Chiara invece non può aspettare.

Va be', ho capito. Ci penso io.

No... Che ci pensi tu? Tu vieni con me.

(MUSICA DI "INCONTRI IN CHAT" DI FABRIZIO MANCINELLI)

Ciao, Chiara. Come si suol dire... "Dio li crea e la chat li accoppia."

Ciao, Federico.

Che bello parlarti di persona dopo tutte le nostre chat.

Siediti. O te lo devo dire in latino?

Lo volevo proprio conoscere, il figlio del consigliere Pagano,

questo genio che risolve tutte le pratiche.

Ma ora basta, il gioco è finito.

Tu hai rubato quel posto a mio figlio,

perciò domani, di tua spontanea volontà, ti dimetti.

Altrimenti...

È lei, Federico Pagano?

C'è champagne per te!

E tu questa minchiata me la paghi come straordinario.

Altrimenti che cosa, senatrice? Mi va a denunciare?

(Federico) E cosa gli va a dire?

Che il concorso doveva vincerlo suo figlio

perché lei lo aveva raccomandato al presidente di commissione?

Articolo 319 del Codice penale: "Corruzione".

(Federico) Da sei a dieci anni di galera.

Ah! Anche fingersi un'altra persona in chat è reato.

Articolo 625, comma 8 del Codice penale.

(RUMORE DI VETRO CHE SI ROMPE)

L'hai massacrata!

Certo, l'Articolo 625, comma 8 è "furto di bestiame", però...

- Va be', dettagli. - Va bene lo stesso. - Hai visto come mi ha guardato?

- Non sapeva cosa dire. - Completamente.

Non riusciva a parlare. Non riusciva a proferire parola.

(NOTIFICA DAL CELLULARE) No!

- Che è successo? - Mia nonna! - È su OnlyFans?

Te l'ho detto: le menti geniali non si possono bloccare.

Mia nonna ha scritto che i miei stanno tornando!

- Ma oggi è sabato! - Appunto!

E i turisti dove li metti?

Ma porca...

- Veloce, passiamo di qua. Cammina! - Aspetta...

- La bottiglia! - Lo champagne!

- (Fabrizio) È costato un mare di soldi. - (Federico) Cammina! Cammina, forza!

(in inglese) - Ciao... - (Ragazza) Ciao.

(Fabrizio, in inglese) Mi dispiace, ma c'è un problema.

Ma quale "problem"? "No problem"! Hai due ospiti così e non mi dici niente?

(Fabrizio) Devo farti un resoconto?

Le porto a casa dei miei genitori, tanto sono a Medjugorje.

Medjugorje? Noi siamo di Medjugorje.

"Really?"

Miracolo! "Miracle!"

"My mother" con la Madonnina di Medjugorje, così... Amiche.

"Friends", si conoscono da una vita.

"Change! New home."

- "Upgrade the home." - Gratis. "Come with me."

"Prepair the valaigis and..."

- Veloce, tu vai a sistemare casa. - Un attimo.

"Go, go, go."

Veloci... "Fast."

Voi "fast" e io "furious". "Fast and furious."

Oh... Dieci minuti e sono arrivati i miei genitori.

Veramente... Per un attimo stava per succedere un casino.

- Va be', tutto a posto. - No, grazie. - Ma di che?

- Offro io. - Che offri tu? - No, no.

Dai, smettila. Tanto le ragazze sono già a casa dei miei. Tutto risolto.

Questo è l'ordine 72. Sta uscendo il 73. Sbrigati a tornare, perché mi servi.

- No, non sono in servizio. - No... - E perché hai la pettorina?

- Eh, perché... - No, è con me, Paolo.

- Ah, siete insieme? - Sì, storia lunga.

Ah... non avevo capito. Scusate.

Che prendete?

- Una birra per me. - Anche per me una birra.

C'è altro?

Un po' di arachidi, patatine...

Il mio amico non riesce a essere autonomo a trent'anni

e non vuole più dipendere dai suoi genitori, ma non riesce ad affrontare la cosa.

Com'è il rapporto con i tuoi genitori? E con te stesso?

Te lo chiedo perché probabilmente c'è una fissazione a uno stadio evolutivo pregresso

che ti ha portato ad avere delle aspettative, che adesso gravano sul tuo stato psicologico.

È bravo, vero? Ha due lauree.

Io avevo detto "arachidi e patatine", non è che...

Paolo, quante volte ti devo dire che non devi fare lo psicologo nel mio locale?

(in siciliano) È arrivato lo psicologo... Abbiamo Freud...

Dagli queste birre.

Le birre ve le porto bionde oppure...

Una rossa e una bionda! Come le ragazze che ci aspettano a casa dei miei stasera.

Come "ci aspettano"?

Ho organizzato una cenetta romantica con le turiste.

Ti ricordo che io sono fidanzato.

E io ti ricordo che mi devi un favore.

Ho capito, ma così Roberta non la vedo mai.

E va be', un giorno in più, uno in meno, che cambia? Dai, vai a prepararti.

E togliti la pettorina. Stasera giochi da titolare.

Fabri, io sono al supermercato a fare spesa.

Le ragazze vogliono mangiare cose tipiche siciliane.

Ho preso le classiche cose, le arancine, ma le arancine sono fritte, sono pesanti.

Ho paura che mi lascino l'alito cattivo in bocca.

Infatti, ho preso due pacchi di mentine. Uno per me e uno per te.

(Federico) Metti che la serata si mette bene...

Dobbiamo vincere questo Italia-Medjugorje.

Mi raccomando, stasera alle 21:00 a casa dei miei genitori, via Giuseppe Verdi, 23.

Secondo piano, la porta di fronte alle scale.

(Federico) Non puoi sbagliare. Mi raccomando, puntuale.

(RISATINA NERVOSA)

Federico, dove sei?

Stasera mangiamo cibo tipico siciliano.

Questa è una panella.

(in inglese) Si chiamano "panelle".

Le panelle si mangiano con il pane. Pane e panelle.

Infatti si dice tutto attaccato: "panepanelle". Questa è farina di ceci.

Con il pane e panelle si beve...

- Cappuccino? - No! La birra.

Che cappuccino? Il cappuccino... La birra "agghiacciata".

(Fabrizio) "Agghiacciata" con la "A" davanti.

E qua ci sono i cappuccini!

(insieme) Cappuccino! Sì!

Sì, cappuccino! Sì!

(in inglese) Uno per te, uno per te, uno per me e uno per te.

Cappuccino! "Good, good", cappuccino! Mm!

Che buono! Bello caldo, eh?

Questo con le panelle ci sta benissimo.

Le panelle si mettono così, tipo biscotto.

(Federico) E poi...

(VERSI DI APPREZZAMENTO)

Buonissimo.

(CAMPANELLO)

- Chi è? - Sarà la pizza con l'ananas che ho ordinato.

(insieme) Sì, pizza con l'ananas!

- Come, la pizza con l'ananas? - Pizza con l'ananas! Arrivo, eh?

Sei senza dignità!

(in inglese) Senza dignità.

(CAMPANELLO SUONATO CON INSISTENZA) Eccomi!

"Hola, chica!"

Questa buffonata del messicano può anche finire. Dov'è?

Dove stai andando? Senti, scusa, non...

(Federico) Non ci puoi andare là.

Amore, aspetta. Ti posso spiegare.

Cosa mi devi spiegare? Vedo che sei in ottima compagnia.

- "Buenas noches." - No, Roberta, aspetta...

Aspetta un attimo.

- Amore? Amore, per cortesia... - Vattene! - Ti fermi un attimo?

- Ti fermi? - Torna su. - Ti prego, ti fermi un secondo?

Mi fai parlare? Mi fai parlare?

Non è quello che pensi tu.

Quello che hai visto non è quello che pensi tu.

Ecco perché eri diverso, ultimamente.

- Quelle sono due turiste del B&B. - Ah-ah...

(Fabrizio) Le abbiamo portate qua perché i miei sono tornati prima.

- Sì... - Rischiavamo che ci scoprissero!

- Sì, certo. - Lui mi ha aiutato!

(Roberta) Lui chi è?

Innanzitutto, piacere. Federico Pagano. Non abbiamo mai avuto il piacere di conoscerci.

Federico Pagano? Il raccomandato?

Non è raccomandato, ho scoperto che lui ha rubato la raccomandazione al raccomandato vero,

che è il figlio della senatrice Purpura.

Se ultimamente mi hai visto strano è perché io...

Perché non faccio più il rider da settimane.

Cosa?

Lavoro per lui. Gli risolvo le pratiche e mi dà 800 euro al mese.

Salve. La pizza con l'ananas è per voi?

- Sì. - Ma non vi vergognate?!

Non vi fate schifo a fare una cosa del genere?

Signorina, mi ha tolto le parole di bocca. La pizza con l'ananas... Ma come si fa?

Boh.

Cioè, tu adesso lavori per il raccomandato?

- Non sono raccomandato! - Ah, ho capito...

- Finalmente... - No! Ho capito che mi fate schifo entrambi.

- (Roberta) Tu che ti sei messo in testa? - Amore, aspetta. Calma.

- Lui lo fa per te. - Tu sei l'avvocato?

I soldi che gli sto dando li mette da parte per andare a vivere con te.

Perché con i vostri lavoretti non andrete mai a vivere insieme.

(Federico) Non potete permettervelo. Capito?

Quindi il nostro futuro dipende da lui?

Se abbiamo finito con le minchiate, io ora me ne vado.

Amore, aspetta, non te ne andare... Per favore, aspetta, parliamo...

Lasciala stare. Tanto ora è incazzata, poi si calma.

Non è colpa tua.

No, la colpa è mia.

La colpa è mia che ti ho dato retta.

Perché, da quando ti ho incontrato,

dico bugie a tutte le persone che mi vogliono bene.

Prima avevo un lavoro da rider, avevo una fidanzata e stavo bene.

Poi ho fatto una cazzata: fidarmi di te.

Perché se tu stai con i disonesti, ci diventi, disonesto.

Allora facciamo una cosa: facciamo finta che non ci siamo mai incontrati. Va bene?

(MUSICA TRISTE)

(DIALOGO NON UDIBILE)

Ragazze, scusate, ma c'è stato un problema.

Dovete andare via. Qui dietro c'è un albergo, ve lo pago io.

- Tutto ok? Possiamo aiutare? - Cappuccino?

Magari la prossima volta. Qui c'è la pizza.

(MUSICA DI "MI MANCHI" DI FAUSTO LEALI)

♪ Mi manchi... ♪

♪ quando il sole dà la mano all'orizzonte, ♪

♪ quando il buio spegne il chiasso della gente... ♪

♪ La stanchezza addosso che non va più via ♪

♪ come l'ombra di qualcosa ancora mia... ♪

♪ Mi manchi. ♪

♪ Mi manchi. ♪

♪ Posso far finta di star bene, ma mi manchi. ♪

♪ Ora capisco che vuol dire ♪

♪ averti accanto prima di dormire ♪

♪ mentre cammino a piedi nudi ♪

♪ dentro l'anima. ♪

♪ Mi manchi e vorrei avere un'altra donna, ♪

♪ ma mi ingannerei. ♪

♪ Sei il mio rimorso senza fine, ♪

♪ il freddo delle mie mattine ♪

♪ quando mi guardo intorno e sento che mi manchi. ♪

(Teresa) Ah! Non puoi capire come è stato bello il nostro viaggio a Medjugorje.

- (Teresa) Anche tuo padre si è divertito. - (Giuseppe) Eh...

Fino a quando tua madre non ha messo l'acqua santa nel collirio.

Guarda che ho qua.

Altrimenti non me la facevano imbarcare.

Comunque, abbiamo cercato dappertutto,

ma non abbiamo trovato nessuno degli "Amici della Madonnina di Medjugorje".

Mi ero anche messa la maglietta che mi hanno mandato l'anno scorso.

(CAMPANELLO)

Ma è il tuo amico Fabrizio? Dovete lavorare anche oggi?

Buongiorno, dobbiamo notificare un avviso di garanzia. È lei il signor Federico Pagano?

- Sì... - Che succede? - (Agente) Consigliere Pagano, buongiorno.

Abbiamo un mandato di perquisizione. Dovremmo entrare.

Un mandato di perquisizione? Ma per che cosa?

Corruzione.

Riguarda il concorso che suo figlio ha superato di recente.

Lei non ne sa niente?

Ma come si permette?

Io sono Giuseppe Pagano, e Giuseppe Pagano non ha mai raccomandato...

L'ho raccomandato io!

Alla Madonnina.

Se non era per lei, lui non passava il concorso.

Scusate... mi sto sentendo male. Scusatemi.

(MUSICA SUSPENSE)

Papà, mamma, vi giuro che io non ho fatto niente.

Una cartellina con la dicitura "Pratica Somarulo",

una foto di Silvio e Piersilvio Berlusconi.

(Agente) Una lettera intestata agli "Amici della Madonnina di Medjugorje",

una maglietta "Amici della Madonnina di Medjugorje"...

Me la fa vedere?

(Agente) Un calendario "Amici della Madonnina di Medjugorje" dell'anno prossimo.

Dell'anno prossimo?

- Mamma... - Che cosa? Mm?

Ecco perché ci tenevi tanto ad andare sempre tu a fare le donazioni.

Vergognati.

E scordati che ti pago un avvocato.

Scordati anche della moto.

(Giuseppe) Teresa, andiamo via, dai. (TERESA PIANGE)

Papà, mamma!

Signor Pagano, lei non può andare finché non abbiamo terminato la perquisizione.

Un timbro in metallo.

(Agente) Cinque francobolli.

Signor Pagano, abbiamo finito. Firmi il verbale.

A breve le arriverà la convocazione in tribunale. Una buona giornata.

(MUSICA DI "ADDIO, NONNA" DI FABRIZIO MANCINELLI)

(CLACSON)

(MUSICA DI "ADDIO, NONNA" DI FABRIZIO MANCINELLI)

Salve, signora.

- (Donna) Loro sono dentro? - Scusate... - (Uomo) Sì, sì.

Non ce lo aspettavamo proprio.

- (Donna) Ma che ha avuto? - (Donna) Un infarto.

Poverina... E poi non era neanche così anziana.

Grazie, Gino.

(sottovoce) Ma che ci fai qua?

(Fabrizio) Andiamo fuori. Se ti vedono i miei genitori e Roberta succede un casino. Cammina.

Oh... mi dispiace.

- Eh... - Come stai?

Eh, come sto? Come devo stare?

Era una nonna speciale. Si vedeva che vi volevate bene.

L'avete già cremata?

No, questo me lo ha lasciato mia nonna, me lo ha dato mia madre poco fa.

C'era anche una lettera che non ho ancora avuto il coraggio di aprire.

(Nonna) Fabrizio mio, questi soldi sono per te.

(Nonna) A me non sarebbero serviti, a te invece serviranno.

(Nonna) A te e a Roberta.

(Nonna) Salutami il tuo amico Federico.

(Nonna) Ti mando un bacio, ovunque io sia.

(Nonna) E non preoccuparti per me. Sto male, ma sto bene.

Di tutti i soldi fatti con il B&B, lei non ha speso un euro.

Li ha messi da parte per me.

Tu come hai saputo di mia nonna?

Non lo sapevo.

In realtà, io sono venuto qui per un altro motivo.

Ho un problema e avrei bisogno del tuo aiuto.

No, guarda, però... A parte che non è il momento, io...

Non me la sento. Già te l'ho detto, non ce la faccio.

Mi è arrivato un avviso di garanzia.

Eh?

Qualcuno ha fatto una denuncia anonima per incastrarmi.

"Anonima"... La Purpura.

È venuta anche la Guardia di Finanza a casa e mi hanno convocato in tribunale.

E da me che vuoi?

Mi serve un avvocato.

E anche un amico.

D'altronde, come si dice? "Chi trova un amico, trova un avvocato", no?

Che cretino...

- Questo che ci fa qua? - Le condoglianze.

I tuoi sanno chi è?

- È il raccomandato di merda. - Lo sanno, lo sanno.

Avevi detto che non lo avresti mai più rivisto.

Papà, mamma, io però non vi ho raccontato proprio tutto tutto su questa storia.

Perché Federico... in realtà non è un raccomandato.

Federico ha rubato la raccomandazione al figlio della senatrice Purpura.

(sorridendo) Ora le raccomandazioni si rubano.

Papà, rifletti: se lui fosse un raccomandato, avrebbe bisogno di me per risolvere le pratiche?

(Fabrizio) E comunque ora gli è arrivato un avviso di garanzia.

La senatrice vuole incastrarlo con una denuncia anonima e vuole portarlo in tribunale.

- Ancora bugie? - Amore, non è una bugia, ma la verità.

Perché non vai a raccontarla al giudice, la verità?

Infatti, è quello che farò.

Difenderò io Federico in tribunale.

Che c'è? Sono o non sono un avvocato?

Qua c'è il cuscino.

Se ti senti osservato, li tolgo.

No, anzi. Mi fanno compagnia.

Va be', per qualsiasi cosa io sono di là. Buonanotte.

(Fabrizio) Buonanotte.

Se finisco in galera, mi porti le arance?

- Te le porto, te le porto. - Quindi finirò in galera?

Se non mi fai dormire, sì. È stata una giornata pesante.

Fammi riposare e domani iniziamo a preparare la difesa.

- Buonanotte. - Buonanotte.

Casomai, mi metti anche i mandarini?

(DIALOGHI NON UDIBILI)

(PAROLE NON UDIBILI)

"Ed è per questo motivo, signor giudice, che il mio assistito va assolto."

La giuria approva!

Bravo! Bravo! Bravo!

- Non esultiamo, però, non è detto... - Bravo! - Sì, non è detto che vin...

Sei esagerato.

- (Luca) Mamma, sono nervoso. - (Purpura) Devi stare tranquillo, Luca.

Come faccio a stare tranquillo? Hanno chiamato me a testimoniare, non te.

- Luca... - Se mi chiedono qualcosa, che devo dire?

- Luca, tu che cosa hai visto? - Niente.

- Che cosa hai sentito? - Niente.

E allora che cosa devi dire?!

- Niente. - Andiamo.

(Giudice) "Il signor Giuseppe Bolignari, nato a Palermo il 18 febbraio 1963,

e il signor Federico Pagano, nato a Malvasia il 30 agosto 1996,

sono imputati dei reati di cui all'Articolo 319 e 321 del Codice penale,

poiché si accordavano ai fini del superamento di un concorso pubblico."

(Giudice) "Una lettera anonima afferma che Bolignari avrebbe indicato a Pagano

il modo per riconoscere il suo elaborato e attribuirgli il massimo dei voti,

attraverso una specifica frase all'interno del compito."

(Giudice) "Effettivamente, dai controlli è così."

(Giudice) "Lo scambio dell'informazione sarebbe avvenuto nel bagno dell'aula del concorso,

come si vede dalle immagini riprese dalle telecamere interne."

Chiamo al banco l'imputato Giuseppe Bolignari.

E chiedo al PM di iniziare con le domande. Grazie.

Dottor Bolignari, lei ha ricevuto somme di denaro da Federico Pagano o da altri

per favorirne la vittoria del concorso?

No.

Quando lei è entrato in bagno, come si vede dalle telecamere,

ha parlato con il signor Federico Pagano?

Assolutamente no. Non l'ho neanche visto.

Anzi, io mi sono abbassato per controllare se nei bagni ci fosse qualche candidato.

Avrei visto i piedi, no?

Quindi, lei sta dicendo che Pagano si sarebbe nascosto?

(ridendo) E io che ne so, scusi?

Signor giudice, io sono entrato in bagno esclusivamente per fare la pipì.

Se fare la pipì è un reato, allora io sono colpevole.

(RISATE) (Bolignari) Sicuramente.

Quindi, il signor Federico Pagano

ha vinto il concorso perché è preparato, giusto?

Certo, preparatissimo.

Chiamo a testimoniare Luca Purpura.

(sottovoce) Vai.

"Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione,

mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è in mia conoscenza."

Signor Purpura, lei è chiamato in qualità di testimone

poiché dalle telecamere di sicurezza risulta che anche lei era in bagno in quel momento:

che cosa è andato a fare?

La pipì.

Ah, ma allora è colpevole anche lui!

(RISATE) Ordine! Ordine!

Dottor Bolignari, stia seduto, altrimenti dovrò allontanarla dall'aula.

Chiedo scusa.

Signor Purpura, lei ha sentito parlare fra loro Pagano e Bolignari?

No.

E ha visto Bolignari in bagno?

No. Evidentemente, quando sono entrato era già dentro una delle cabine.

E ha visto Federico Pagano?

No.

Forse Federico Pagano era anche lui in una cabina, la stessa di Bolignari?

No, ripeto, io...

non ho visto niente e non ho sentito niente.

Signor Pagano, lei conosceva la frase da inserire nel compito per vincere il concorso?

Sì.

(BRUSIO INDISTINTO) (Uomo) Allora è vero.

E come faceva a conoscerla?

L'ho sentita in bagno,

mentre il dottor Bolignari la diceva a Luca Purpura.

Ma come si permette, questo?!

Signor giudice, richiami all'ordine l'imputato!

Ordine! Silenzio!

Prego, signor Pagano, vada avanti.

Io mi trovavo all'interno di una cabina

e ho sentito il dottor Bolignari che diceva a Luca Purpura

di inserire la frase nel compito,

così lui lo riconosceva e gli faceva vincere il concorso.

Ma il dottor Bolignari ha detto di aver controllato e che in bagno non c'era nessuno.

Avrebbe dovuto vedere i suoi piedi. Lei come lo spiega?

A tal proposito, chiamo a testimoniare la signora Teresa Bevilacqua,

nonché madre di Federico Pagano.

Quella mattina Federico non si sentiva bene.

Lui soffre di problemi intestinali, ma non da ora,

da quando era piccolo, fin dalle elementari.

(sottovoce) Mamma!

E così, quando è troppo teso, nervoso, emozionato,

gli viene... di andare in bagno.

(RISATE)

(Teresa) E siccome io tengo a mio figlio

e gli voglio bene

e non gli farei mai del male, io!

Quella mattina gli ho detto che, se gli veniva di andare in bagno, di mettersi a paperella.

Signora, ci spiega meglio cosa vuol dire "a paperella"?

Mi posso alzare?

(Giudice) Prego.

Così, "a paperella", con i piedi sopra il water,

per non entrare in contatto con eventuali batteri.

(MUSICA DI "IL PROCESSO" DI FABRIZIO MANCINELLI)

Quindi, ricapitoliamo: una lettera anonima afferma che il mio assistito

ha vinto il concorso perché nel suo elaborato c'era scritta una frase in greco.

No, in latino.

Signor giudice, questa frase effettivamente è in latino?

Confermo, ma questa è una circostanza che non era mai stata resa nota al signor Purpura.

Quindi, signor Purpura, lei come faceva a sapere che la frase era in latino?

Signor giudice...

Forza, dillo, che sei tu che l'hai sentita dire a quei due, quella frase. Dillo!

Senatrice Purpura, per favore, stia calma!

Sì, sì.

Prego, avvocato Caruso.

Signor Purpura, ci può spiegare come mai lei è a conoscenza di questa informazione?

Ehm...

Perché... ora che ci penso, quando sono entrato in bagno,

ho sentito una voce che diceva di mettere la frase

"Ignorantia legis non excusat".

Adesso che ho sentito la voce di Bolignari

posso dire che era la sua.

- Obiezione. - Accolta.

Signor Purpura, lei poco fa non ha dichiarato che in bagno non aveva sentito niente?

Mio figlio parlerà solo in presenza del mio avvocato, da ora in poi!

Signor Purpura, le ricordo che è reato rendere falsa testimonianza. È chiaro?

Se ne va in galera!

Allora... io questo concorso nemmeno lo volevo fare! Mi ha costretto mia madre!

(MORMORIO) (Purpura) Zitto! Zitto devi stare!

- Cretino! - Il cretino non va in galera per colpa tua!

(Luca) Tu hai scritto la lettera anonima

perché eri convinta che Pagano avesse dato a Bolignari più di quanto gli hai dato tu!

Obiezione!

Dottor Bolignari, lei non può fare obiezione, solo gli avvocati possono farlo.

Ho capito, ma se questa cosa inutile non obietta, non parla, non dice niente... Obietti.

Signor Giudice, obiezione.

Respinta.

E se proprio devo dirla tutta, io non l'ho dimenticata, la frase.

Non l'ho scritta apposta perché sono stanco di essere raccomandato da te!

(VERSO DI SCONCERTO)

Io t'ammazzo! T'ammazzo!

Sei un cretino! Cretino!

Sei come tuo padre! Come tuo padre!

Per questo l'ho lasciato.

Voi, toglietevi! Non mi toccate, perché vi denuncio!

Signor giudice, quale sarebbe la colpa del mio assistito?

(Fabrizio) Di aver rubato una raccomandazione?

Di essere uno dei tanti giovani costretti a cercare un espediente

per rendersi indipendenti ed evitare di gravare sui propri genitori a trent'anni?

(Fabrizio) Di che cosa lo vogliamo accusare?

Di essere in ritardo perché la società gli mette fretta?

Oggi è difficile essere giovani, signor giudice.

(Fabrizio) Perché, se l'ansia non ce l'hai, te la fanno venire.

Voi, la vostra generazione, quella dei nostri genitori,

a 25 anni avevate una casa, un lavoro, una famiglia.

Noi, invece, a 30 non abbiamo...

- Una minchia. - Una vita.

(Fabrizio) Diciamo che noi giovani...

stiamo male, ma stiamo bene.

(Fabrizio) Noi non vogliamo un posto fisso,

noi vorremmo solo un posto nella società.

(Fabrizio) Anch'io, signor giudice, ho partecipato a quel concorso.

E io sono uno di quelli che per andare a vivere con la sua ragazza...

farebbe di tutto.

(Fabrizio) Quindi, mi chiedo: di chi è la colpa?

La colpa è vostra, delle vecchie generazioni che non hanno saputo guardare a noi,

o la colpa è nostra, perché non siamo all'altezza?

Poi magari verranno le nuove generazioni

e ci diranno le stesse cose che noi diciamo a voi.

Perché voi ci avete detto un sacco di volte: "E poi si vede".

Questo "poi"... è arrivato.

(Fabrizio) Federico Pagano non ha pagato nessuno,

né ha convinto qualcuno a compiere atti contrari ai suoi voleri.

(Fabrizio) Quindi, non ha commesso alcun reato.

Diciamo che, se i treni giusti passano solo una volta nella vita,

lui ci è salito senza pagare il biglietto.

E pertanto, va assolto.

Grazie.

(MUSICA DI "ARRINGA CONCLUSIVA" DI FABRIZIO MANCINELLI)

"Il tribunale, visto l'Articolo 530 del Codice di procedura penale,

dichiara Bolignari Giuseppe colpevole

del reato di cui all'Articolo 319 del Codice penale

e lo condanna alla pena di anni quattro di reclusione."

(Giudice) "Inoltre, assolve Federico Pagano perché il fatto non costituisce reato."

(APPLAUSI) (Giudice) La seduta è tolta.

(Federico) Olé!

Che guarda, lei? Occhi sul banco.

Grazie.

Grazie. Grazie davvero.

Io non sapevo come...

spiegarti tutto.

Oh!

Siamo pur sempre in un'aula di tribunale! Mi hanno assolto, devi farti arrestare?

- Ho capito, ma... - Camminate! Ma dove siamo finiti?

- Sei esagerato. - Cammina.

- Minchia, manco nel Medioevo... - Cammina!

(Fabrizio) È un po' esagerato, secondo me.

E pertanto, a seguito della nuova correzione degli elaborati,

il vincitore del concorso che tanto ha fatto discutere negli ultimi giorni

è risultato, pensate, proprio Fabrizio Caruso.

(insieme) Fabrizio! Fabrizio! Fabrizio!

(insieme) Fabrizio! Fabrizio!

(Nunzia) No, a lui no.

Oggi le lasagne possono mangiarle tutti tranne Fabrizio.

Lo vedi? E tu dicevi che non poteva vincere il concorso perché erano tutti truccati.

Perché, non era truccato? Ha vinto Fabrizio, ma sempre truccato era.

- (Roberta) La torta è arrivata! - Buongiorno. Dove metto la torta?

(VERSO DI SORPRESA)

Auguri.

Ma come "auguri"? Scusa... tu non ce l'hai con noi?

Con voi? Ma state scherzando?

Grazie a voi mi sono liberato per qualche anno di quella "scassa minchia" di mia madre.

Lei è ai domiciliari, io mi sono trovato un lavoro, così metto i soldini da parte.

E finalmente posso andare a vivere a Londra. Da solo.

Allora vieni, mangia con noi!

- Dai, siediti. - Vieni. - Eh, scusa. - A questo punto...

Aspettate! Se tutto è andato bene,

è stato grazie alla Madonnina di Medjugorje.

Ho fatto promettere a Giuseppe che, se Federico veniva assolto...

- Tornavate a Medjugorje? - Magari.

No!

(MUSICA DI "TI FA STARE BENE" DI CAPAREZZA)

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