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Original subtitles

La vita per un autore di teatro è dura.

Non è facile, come alcuni credono.

Lavori sodo per scrivere copioni, e poi nessuno li mette in scena .

Allora provi altri mestieri e cerchi di vivere con quelli -

Io sono diventato un attore -

ma la gente non ti assume comunque.

Così inizi a passare le tue giornate facendo le commissioni che riguardano il tuo mestiere.

Stamattina mi sono alzato alle 10...

per fare alcune telefonate importanti.

Quindi sono andato in cartoleria per comprare delle buste. Poi alla copisteria.

C'erano dozzine di cose da fare.

Per le 5, finalmente ho raggiunto le poste...

e ho spedito il copione..

e nel frattempo controllavo costantemente la segreteria telefonica...

perchè volevo sapere se il mio agente mi avesse rimediato qualche ingaggio.

Ma al mattino, la casella postale è piena soltanto di bollette.

Cosa avrei dovuto fare? Come avrei fatto a pagarle?

Dopotutto, avevo cercato di fare il mio meglio.

Ho vissuto in questa città tutta la mia vita.

Sono cresciuto nell'Upper East Side...

e quando avevo 10 anni, ero ricco, un aristocratico...

giravo in taxi, con tutti i comfort...

e tutto quello a cui pensavo erano solo l'arte e la musica.

Ora ho 36 anni, e l'unica cosa a cui penso sono i soldi.

Si erano già fatte le 7 di sera...

e non avrei trovato nulla di migliore che tornare a casa, e trovare Debby, la mia fidanzata...

che mi avrebbe cucinato una cena deliziosa.

Ma negli ultimi anni, le nostre circostanze economiche...

avevano costretto Debby a lavorare tre sere a settimana come cameriera.

Dopo tutto, qualcuno doveva sbarcare il lunario.

Così, ero rimasto solo.

Ma la cosa peggiore di tutte era che per una strana serie di circostanze ero rimasto incastrato...

e avevo accettato di cenare con un tipo che stavo letteralmente evitando da anni.

Il suo nome era André Gregory.

Un tempo era stato un mio carissimo amico...

ed uno dei più validi colleghi che avessi avuto a teatro.

In effetti, era stato il primo ad avermi scoperto...

e a mettere in scena uno dei miei spettacoli teatrali.

Quando conobbi Andrè, era all'apice della sua carriera come regista teatrale.

Lo straordinario lavoro che aveva fatto con la sua compagnia, la Manhattan Project...

aveva strabiliato le platee di tutto il mondo.

Ma poi era succeso qualcosa ad Andrè.

Lasciò il teatro. Anzi, praticamente scomparve.

Per vari mesi, a quel tempo, la sua famiglia sembrava che sapesse soltanto che stava viaggiando...

in posti assurdi come il Tibet...

il tutto sembrava troppo strano, visto che amava moltissimo la moglie e i figli.

Non mi era mai sembrato uno che potesse abbandonare la sua famiglia.

Qualcuno che lo aveva incontrato ad una festa, lo aveva sentito raccontare...

circa il suo parlare con gli alberi, o qualcosa del genere.

Ovviamente, qualcosa di terribile doveva essere successo ad Andrè.

Il solo fatto di incontrarlo mi rendeva particolarmente nervoso.

Cioè, non ero veramente dell'umore per una serata di quel tipo.

Avevo già i miei problemi, come avrei potuto aiutare anche Andrè?

Avrei dovuto fargli da dottore, o cosa?

- Salve. - Buonasera.

- Eccoci qua. - Grazie.

- Sir. - Niente sir, mi chiamo Wallace Shawn.

Sono atteso al tavolo con Andrè Gregory.

Il tavolo sarà pronto a momenti.

Se vuole, può prendere un drink al bar.

- Buona sera. - Uh, potrei avere un club soda, grazie?

Mi scusi. Abbiamo solo Source de Pavilion.

Oh, andrà benissimo, grazie.

Quando chiamai Andrè e lui suggerì di venire in questo ristorante in particolare...

rimasi piuttosto sorpreso, perchè Andrè sembrava un tipo più "ascetico" rispetto a posti del genere...

nonostante si fosse sempre saputo che Andrè avesse un sacco di soldi da qualche parte.

Altrimenti, come diavolo avrebbe fatto a viaggiare in Asia e a fare tutte quelle esperienze...

e nel frattempo continuare a mantenere la sua famiglia?

La ragione per cui stavo per incontrarmi con Andrè era che un mio conoscente, George Grassfield...

mi aveva telefonato e aveva insistito perchè io lo incontrassi.

Apparentemente, George stava portando fuori il suo cane la sera prima in una parte assurda della città...

e all'improvviso si era imbattuto in Andrè...

appoggiato contro un vecchio edificio cadente, piangendo.

André aveva spiegato a George che era andato a vedere...

il film di Ingmar Bergman "Sinfonia d'autunno"...

circa 25 isolati prima...

ed era stato colto da una crisi di pianto irrefrenabile...

quando il personaggio interpretato da Ingrid Bergman aveva pronunciato...

“Potrei sempre vivere nella mia arte, ma mai nella mia vita. ”

Wally!

- Wow. - Mio Dio.

Mi ricordo, quando all'inzio cominciai a lavorare nella compagnia di Andrè...

non riuscivo a superare il fatto che gli attori si abbracciassero, nonostante fossero ognuno invidioso dell'altro.

“Wow. Ora sono veramente nel teatro”, pensai.

Ti trovo in gran forma.

Veramente, mi sento uno schifo.

Buonasera, sir. Lieti di rivederla.

Grazie, e buonasera a voi. Penso che prenderò uno spritz, se è possibile.

- Certamente, sir. - Grazie.

Mi sentivo particolarmente nervoso.

Non ero sicuro di poter sopportare una cena intera con lui.

Ottimo

Così, parlammo di questo e quest'altro.

Mi disse un pò di cose a proposito di Jerzy Grotowski...

il grande regista teatrale polacco...

di cui Andrè era amico e che riteneva addirittura una sorta di guru.

Anche lui aveva abbandonato il teatro.

Grotowski stesso era un personaggio piuttosto insolito.

Certe volte era abbastanza grasso, altre invece perdeva una quantità consistente di peso...

diventava magro, e si lasciava crescere la barba

- Il vostro tavolo è pronto, se volete accomodarvi. - Oh.

- Oh. - Sì, grazie.

Iniziavo a realizzare che l'unico modo per rendere sopportabile la serata...

sarebbe stato fare ad Andrè alcune domande.

Fare domande mi ha sempre rilassato.

Infatti, a volte penso che la mia professione segreta...

possa essere quella di investigatore privato, il detective.

Mi diverte scoprire la vita delle persone.

Anche se si trovano in un momento di angoscia, lo trovo sempre molto... interessante.

- Comunque, è ancora magro? - Cosa?

Grotowski, è ancora magro?

Oh. Assolutamente.

Oh, cameriere? Uh, credo che possiamo fare anche senza.

- Certo, sir. - Grazie.

E che ne dici di questo?

Sette gamberi "nuotatori".

- Pronto per ordinare? - Oh, sì, certo.

Uh, la Galuska - Come - Come la preparate?

André sembrava conoscesse approfonditamente il menu.

- ...è uno gnocco con l'uvetta, scottato con le madorle. - Io invece non capivo nulla.

- Dev'essere molto buono. - Hmm.

No, allora credo che prenderò Cailles aux Raisin, la quaglia.

- Ottima scelta. - Oh, quaglie! Le prendo anch'io.

- Due. - Perfetto. - Perfetto!

E poi, credo che potremmo iniziare con un Terrine de Poissons.

- Sì. - Che cos'è?

Uh, è una sorta di patè di pesce, molto leggero.

- Ha le spine? - Niente spine.

A prova di strozzamento.

Bene, invece nella ciotola, cosa abbiamo? Bramborová Polévka?

Zuppa di patate. Veramente deliziosa.

Oh, bene, ottimo. Credo proprio che la ordinerò.

- Grazie, molto gentile. - Grazie a lei.

Bene.

Quando è stata l'ultima volta che ci siamo incontrati?

Abbiamo parlato per un pò della mia scrittura e recitazione...

e della mia fidanzata, Debby.

Poi, abbiamo parlato anche di sua moglie Chiquita, e dei suoi due figli, Nicolas e Marina.

E sono ritornato a vivere a New York.

Finalmente, ero riuscito ad arrivare a chiedergli dove cavolo era stato negli ultimi anni.

Oh, Dio. Muoio dalla voglia di saperlo.

- Veramente - Veramente.

All'inizio, sembrava riluttante a parlarne...

così continuai a chiedere, e finalmente, iniziò a rispondere.

Sono stato ad un seminario sul lavoro parateatrale.

E questo deve essere successo, cinque anni fa...

Io e Grotowski camminavamo sulla Fifth Avenue e parlavamo.

Devi sapere che lui mi aveva già invitato quell'estate in Polonia per insegnare.

Lo sai, no, fare un seminario con attori e registi sulla recitazione e la direzione, eccetera.

E gli avevo già detto che non sarei andato, perchè non avevo nulla da insegnare.

Io non avevo nulla da dire a riguardo. Io non sapevo nulla.

Non avrei potuto insegnare niente.

Gli esercizi non significavano più nulla per me.

Recitare scene tratte da commedie mi sembrava ridicolo.

Io -io non sapevo come fare. Insomma, non avrei potuto farlo.

Così mi disse, “Perchè non mi dici una qualunque cosa che ti piacerebbe fare, se fossi ad un ritiro con me?

Non importa quanto possa essere scandalosa. Forse, io posso dartela.”

Così dissi, “Ok, se tu potessi darmi...

“40 donne ebree che non parlino nè inglese, nè francese -

“e queste donne sono state per molto tempo nel mondo del teatro, ma ora vogliono lasciarlo...

“ma non sanno perché...

“o giovani donne che amano il teatro, ma che non conoscono un modo di fare teatro che potrebbero amare.

“E se queste donne potessero suonare l'arpa o la tromba...

e se si potesse lavorare in una foresta, ti giuro che verrei.”

[Ridono]

Una settimana dopo, o due settimane dopo, mi chiama dalla Polonia.

E mi dice, “Beh, 40 donne ebree sono un pò difficili da rimediare.”

Ma dice anche, “Ho 40 donne. Tutte quante si adattano più che bene alla tua descrizione.”

E continua “Ho anche degli uomini molto interessanti...

“ma non devi per forza lavorare anche con loro.

“Queste sono tutte persone accomunate dal fatto che vogliono fare teatro.

“Non suonano nè l'arpa, nè la tromba, ma tutti suonano uno strumento musicale.

E nessuno di loro parla inglese.”

E aveva trovato una foresta, Wally.

E gli unici abitanti della foresta erano dei cinghiali selvaggi ed un eremita.

Era proprio un'offerta che non potevo rifiutare.

Dovevo partire.

Così andai in Polonia, e c'era questo magnifico gruppo di uomini e donne.

E la foresta che aveva trovato era assolutamente magica.

Sai, era una foresta enorme.

Cioè, gli alberi erano talmente grossi...

che quattro o cinque persone unendo le loro braccia non avrebbero circondato interamente un albero.

Eravamo accampati a lato di un piccolo castello...

e mangiavamo attorno a questa lastra di pietra che usavamo come tavolo.

Il programma era solitamente quello di iniziare al tramonto...

e generalmente continuavamo fino alle 6 o le 7 del mattino.

Poi, siccome i polacchi amano ballare e cantare...

cantavamo e ballavamo fino alle 11 del mattino.

Poi potevamo mangiare il nostro cibo, che generalmente era pane, marmellata, del formaggio e del tè.

Poi finalmente dormivamo, da mezzogiorno fino al tramonto.

Ora, tecnicamente, è ovvio -

Tecnicamente, la situazione è molto interessante...

perchè se ti ritrovi in una foresta con un gruppo di 40 persone...

che non parla la tua lingua, tutti i tuoi equilibri e sicurezze saltano.

Che intendi di preciso?

Beh, quello che facevamo era solo sedere ed aspettare...

che qualcuno avesse l'impulso di fare qualcosa.

E quel qualcosa è ciò che si definisce improvvisazione teatrale.

Cioè, lo sai, se tu fossi un regista all'opera su un testo di Cechov...

dovresti far recitare agli attori la madre, il fratello, lo zio...

tutti seduti in una stanza, recitando una scena costruita che non è neanche nel testo.

Sul momento gli dici...

“D'accordo. Immaginiamo che sia una domenica pomeriggio piovosa nella tenuta dei Sorin...

e che voi siate bloccati nella stanza dei dipinti.”

Allora ognuno avrebbe improvvisato...

parlando e comportandosi come l'avrebbe fatto il loro personaggio in quella circostanza.

Eccetto il fatto che in questo tipo di improvvisazione - il tipo che facevamo in Polonia -

il tema è l'essere sè stessi.

Così tu segui lo stesso tipo di improvvisazione...

fai qualunque sia il tuo impulso come se fossi quel personaggio...

ma in questo caso tu sei il personaggio.

Non c'è nessuna situazione immaginaria dietro...

e non c'è nessun personaggio dietro cui nascondersi.

Quello che fai è chiedere a te stesso le stesse domande...

che Stanislavsky dice che l'attore dovrebbe fare costantemente a sè stesso come personaggio:

Chi sono? Perché sono qui?

Da dove vengo? Dove sto andando?

Ma invece di applicarle al ruolo, le applichi a te stesso.

- Hmm. - Or, per guardarla in modo un pò differente...

in un certo senso, è come tornare indietro all'infanzia...

quando un gruppo di bambini che entra in una stanza o viene portato in una stanza -

senza giocattoli - e inizia a giocare.

Diventati adulti rimparano a giocare.

E così, tutti seduti insieme da qualche parte...

giocavate.

- Ma, cosa facevate in concreto? - Beh, potrei farti un ottimo esempio.

Vedi, lavoravamo insieme per una settimana in città...

prima di poterci ritirare nella nostra foresta.

E ovviamente, Grotowski stava anche lui con noi in città.

Venni a sapere che ogni notte dirigeva una cosa chiamata l'Alveare.

Amavo il suono di questo Alveare...

così, una notte o due prima che partissimo dalla città verso la campagna...

Lo afferrai per il colletto, e gli dissi “Ascolta, a proposito di questo alveare.

“Sai, una volta, vorrei parteciparvi...

Già istintivamente, sento che potrebbe essere qualcosa di molto interessante.”

E lui mi rispose, “Certo, d'accordo. Ma scusa, perché tu e il tuo gruppo...

non dirigete voi stessi un alveare anzichè di dovervi prendere parte?”

Allora io divenni molto nervoso, capisci, e gli dissi, “Beh, ma che cos'è un alveare?”

Mi disse, “Beh, un alveare è...

un centinaio di stranieri che si incontrano in una stanza alle 8.”

Risposi “OK, e quindi?” Mi disse, “Sì, e qualunque cosa accada è l'Alveare.”

E allora dissi, “Sì, ma cosa dovrei fare in pratica?” Rispose “Spetta a te deciderlo.”

Allora gli risposi, “No, no. Non voglio fare questa cosa. Parteciperò, e basta.”

E lui replicò, “No, no. Tu dirigi un alveare.”

Ecco, in quel momento ero terrorizzato, Wally.

In un certo senso, mi sentivo sul palco.

Quindi, lo feci.

Oh mio Dio. Beh, raccontamelo.

Allora, c'era questa canzone. - Ho un nastro su cui è registrata. Te la posso far ascoltare un giorno.

Ed è di una bellezza quasi insostenibile.

Vedi, una di queste donne del gruppo conosceva pochi frammenti di questa canzone di San Francesco...

ed è una canzone in cui ringrazi Dio per i tuoi occhi...

ringrazi Dio per il tuo cuore, e lo ringrazi per i tuoi amici...

e ringrazi Dio per la tua vita.

Oh, e si ripete in continuazione.

E questa divenne il nostro tema principale.

Devo veramente fartela ascoltare uno di questi giorni...

perchè non crederesti veramente che un gruppo di persone che non sanno cantare...

possa creare una cosa così struggente.

Così, decisi che le persone che sarebbero venute per l'alveare...

avrebbero trovato già il nostro gruppo lì, pronto a cantare questa canzone meravigliosa...

e che l'avremmo cantato sempre, ancora e ancora.

Una di queste persone decise di portarsi il suo enorme orsacchiotto di peluche...

Era un pochino spaventata da quest'evento.

E qualcuno voleva portarsi le lenzuola.

E qualcun altro una grossa brocca d'acqua...

in caso le persone avessero caldo o sete.

E ancora qualcun altro suggeriva di portare delle candele -

perchè non avremmo dovuto usare la luce artificiale, ma il lume di candela.

Mi ricordo che guardavo le persone, prepararsi per questo evento.

Ovviamente nessuno si truccava o indossava un costume...

ma era esattamente il modo in cui gli attori si preparano per la performance.

La gente che arrivava si toglieva i gioielli e gli orologi...

li riponeva assicurandosi che il tutto fosse sicuro.

E poi la gente lentamente arrivava, avresti dovuto vedere il modo in cui arrivavano al teatro -

prima da soli, poi in due, poi in gruppi da 10 o 15, cerca di capire.

E stavamo tutti lì, seduti, a cantare questa canzone bellissima.

Altra gente cominciava a sedersi con noi e ad imparare la canzone.

Ora, naturalmente c'è, in ogni forma di performance e improvvisazione...

un istinto per quando le cose si fanno noiose.

Così, una volta, - poteva essere passata un'ora, un'ora e mezza -

Improvvisamente afferrai l'orso di peluche e lo gettai in aria...

alchè 130 o 140 persone all'unisono esplosero.

Sai, è stato come un quadro di Jackson Pollock.

Gli esseri umani esplosero al di fuori di questo stretto e rigido circolo che stava cantando la canzone.

E prima che me ne potessi accorgere, si erano già formati due circoli-

uno danzava in senso orario, e l'altro in senso antiorario...

con questo ritmo, per lo più dalla vita in giù.

In altre parole, come una danza degli indiani d'America, con questo ritmo martellante e costante.

Ora come potrai immaginare, stiamo parlando di un gruppo in trance...

dove la linea che divide un raduno come questo e i comizi di Hitler a Norimberga...

è in un certo senso una linea molto sottile.

Comunque, dopo un'ora di questa danza ipnotica e selvaggia...

Grotowski ed io ci trovammo seduti di fronte all'altro ognuno nel mezzo dell'intera faccenda.

E ci tirammo l'orso di peluche avanti e indietro.

Lo so, ad un primo livello, mi dirai che tutto ciò è infantile.

Ed io improvvisamente portai al mio petto l'orso di peluche e lo feci succhiare.

Quindi lanciai l'orso di peluche a lui, e anch'egli lo fece succhiare al suo petto.

E poi ancora, l'orso fu gettato in aria di nuovo...

alchè ci fu un'altra esplosione che però si trasformò in qualcos'altro.

E questo - Come era stato? Cerca di capire, questo era -

Si era formato come un caleidoscopio, una sorta di caleiodscopio umano.

La sera era costituita dai movimenti del caleidoscopio.

Ora, le uniche altre cose che ricordo...

tranne ovviamente il costante tentativo di ordinare questa improvvisazione...

che era costantemente alimentata con ogni altro movimento, ritmo, ripetizione e canzone -

o cantilena, perché, due persone del mio gruppo...

avevano portato degli strumenti musicali, un flauto ed un tamburo...

che ovviamente sono strumenti sacri -

era che a volte la stanza si frammentava...

in sei o sette gruppi che andavano avanti all'unisono.

Sai, sei o sette gruppi che fanno improvvisazione...

e ognuno dei quali sembra in qualche modo collegato all'altro.

Era come - era come una magnifica ragnatela.

Ad un certo punto, notai che Grotowski si trovava al centro di un gruppo...

rannicchiato intorno ad un gruppo di candele che avevano radunato insieme.

E come un bambino piccolo affascinato dal fuoco..

Ho visto che teneva la sua mano destra sopra la fiamma e la manteneva ferma lì.

E come mi avvicinavo al suo gruppo, mi domandavo se avrei potuto farlo anch'io.

Misi la mia mano sinistra sulla fiamma e scoprii che potevo tenerla lì per tutto il tempo che volevo...

non mi scottai, né provai dolore.

Ma quando cercai di mettere la mia mano destra sulla fiamma, non potevo tenerla lì neanche per un secondo.

Così Grotowski mi disse, “Se ti bruci, cerca di cambiare qualcosa dentro di te.”

Cercai di farlo. Non funzionò.

Allora mi ricordo una processione molto, molto bella con un lenzuolo...

e qualcuno che veniva trasportato sotto il lenzuolo.

Sai, il lenzuolo era come un grande baldacchino biblico.

E il gruppo intero tesseva e cantava in giro per stanza.

e ad un certo punto, la gente stava danzando...

e io danzavo con una ragazza...

all'improvviso le nostre mani iniziarono a vibrare l'una accanto all'altra -

in questo modo - vibravano, vibravano.

Così ci inginocchiammo e contemporaneamente piangevo fra le sue braccia...

e in qualche modo lei mi cullava tra le sue braccia e iniziò a piangere anche lei.

Quindi ci abbracciammo, ma solo per un momento.

Solo allora ci riunimmo alle danze..

E, ad un certo punto, molte ore dopo...

tornammo a cantare la canzone di San Francesco...

e quella fu la fine dell'alveare.

Alla fine, veramente, quando tutto era terminato, era proprio come a teatro alla fine della performance.

La gente rindossò i propri orecchini ed orologi da polso...

e andammo alla stazione ...

per bere un pò di birra e gustarci una buona cena.

Oh, e c'era una ragazza che non stava nel nostro gruppo...

ma che proprio non voleva andarsene, così la portammo con noi.

Huh.

Dio, dimmi altre cose che faceste col gruppo.

Beh, oh, mi ricordo di una volta che eravamo in città...

cercammo di fare un'improvvisazione del tipo però che ero solito fare a New York.

Ognuno doveva immaginare di essere su un aereoplano...

e tutti avevano appena saputo dal pilota che c'era qualcosa che non andava col motore.

Ma ciò che fu veramente perticolare di quella improvvisazione...

fu che due persone che vi parteciparono si innamorarono tra loro.

Infatti, immaginarono di essere sposati.

e quando fummo, diciamo, senza paura..

che non stavamo più su quell'aereo, loro rimasero innamorati l'uno dell'altra...

sempre col pensiero che sarebbero morti da un momento all'altro.

E quando andammo nella foresta, i due scomparvero...

perchè capirono che - l'esperimento era andato così bene -...

che avevano realizzato che inoltrarsi insieme nella foresta era molto più importante...

di ogni forma di esperimento che il gruppo avrebbe sperimentato.

Così dopo circa una settimana...

ci imbattemmo in una radura della foresta...

e trovammo i due addormentati ognuno fra le braccia dell'altra.

Era quasi l'alba e appoggiamo dei fiori sui loro corpi...

per fargli sapere che c'eravamo stati, ma che subito ci eravamo anche allontanati.

E così, l'ultimo giorno di permanenza nella foresta, i due ricomparvero...

mi strinsero le mani, e mi ringraziarono moltissimo...

per il magnifico lavoro, che erano stati capaci di compiere.

Avevano capito di cosa si trattava.

Perché ovviamente in questi casi, ci si pone la domanda del perché serve questa improvvisazione.

Ha a che fare con il vivere.

E nel giorno finale della nostra permanenza nel bosco...

l'intero gruppo fece qualcosa di veramente straordinario, Wally.

Organizzarono un battesimo, un battesimo per me.

Riempirono il castello con fiori.

E fu proprio un miracolo di luce...

perchè avevamo sistemato letteralmente un centinaio di torce e candele.

Cioè, nessuna chiesa sarebbe apparsa più bella di quella.

Ci fu una piccola cerimonia, ed una di loro interpretò il ruolo di madrina...

e un altro il ruolo di padrino.

E mi fu dato un nome nuovo. Mi chiamarono Yendrush.

Alcune persone lo presero molto seriamente...

altre invece lo trovarono divertente.

Ma io sentii veramente di avere un nome nuovo .

E ci fu un enorme banchetto, con mirtilli raccolti nel campo...

e cioccolata, qualcuno aveva fatto un lungo viaggio per comprarla...

e succo di lamponi e stufato di coniglio.

E cantammo canzoni polacche e greche...

e tutti danzammo per il resto della notte.

- Hmm. - Oh, ho una foto dell'evento.

Vedi, questo era - vediamo.

Oh, certo. Questo ero io nella foresta. Vedi?

- Dio! - Era così che mi sentivo.

- Ecco la stato in cui mi trovavo. - Dio.

Sì. Ricordo che George, mi disse di averti incontrato in quel periodo.

Mi raccontò che sembravi un reduce di guerra.

Sì, ricordo di averlo incontrato. Lui - mi fece molte domande interessanti.

Credo che telefonai anche a te quell'estate, no?

Huh.

Forse ero fuori città.

Sì, beh molte delle persone che incontrai credevano che ci fosse qualcosa che non andava in me.

Ovviamente non lo dicevano in faccia, ma avrei potuto dirti tutto quello che pensavano.

Ma...

vedi, quello che credo di aver sperimentato... era...

per la prima volta in vita mia...

sapere cosa vuol dire essere veramente vivo.

Ora, quello che è veramente spaventoso...

è che insieme a questa senzazione ti viene un'immediata consapevolezza della morte...

perchè le due se ne va a braccetto.

Sai, è il genere di impulso che pervade Walt Whitman e tutto Foglie d'erba in generale.

Quella sensazione di essere connesso con ogni cosa...

significa anche essere connessi con la morte.

E fa molto paura.

Ma veramente mi sentivo come se stessi levitando a un palmo da terra, non semplicemente camminando.

Oh, e se avessi potuto, sarei andato sulla statale...

a guardare le luci del semaforo passare dal rosso al verde ed esclamare "Meraviglioso".”

E poi, un giorno d'inizio autunno...

Ero fuori città, e camminavo in un campo...

all'improvviso udii una voce che mi chiamava:"Piccolo principe".

Ovviamente "Il piccolo principe" era un libro che avevo sempre ritenuto...

sdolcinato, infantile, disgustoso.

Però, pensai “Se una voce viene a parlarmi in un campo” -

Questa era la prima voce che avessi mai ascoltato.

Forse dovrei andare a leggere quel libro.

Ora la stessa mattina, ricevetti una lettera...

da una giovane donna che era stata nel mio gruppo in Polonia.

E nella lettera aveva scritto, “Tu mi hai dominato.”

Parlava un inglese molto strano.

Probabilmente era andato sul dizionario e aveva cancellato il termine "dominato"...

quindi aveva riscritto “No. La parola esatta è "domato".”'

Allora quando andai in città, presi il libro e lo iniziai a leggere...

Vidi che il termine "domare" era quello più importante in tutto il libro.

Alla fine della lettura, ero in lacrime, profondamente commosso dalla storia.

Volli quindi scrivere una risposta a quella lettera...

perchè mi aveva scritto una lettera lunghissima.

Ma proprio non riuscivo a trovare le parole giuste, così presi la mia mano...

La misi sopra il foglio, ripassai i contorni con la penna...

e al centro scrissi una cosa come “Il tuo cuore è nella mia mano.”

Qualcosa del genere.

Dopo andai a casa di mio fratello per nuotare...

Perchè vive in campagna ed ha una piscina.

Ma non era in casa. Così andai nella biblioteca...

e aveva comprato ad un'asta una raccolta di pubblicazioni del Minotauro.

La rivista surrealista, ricordi? Oh è una grande, grandissima rivista surrealista degli anni 20 e 30.

Mi sono sempre considerato una sorta di surrealista.

ma non avevo mai visto prima una copia del Minotauro.

Ed erano tutte lì, impilate, anno per anno.

Così, a caso, ne scelsi una, e inizia a sfogliarla...

e c'era una riproduzione a tutta pagina della lettera "A"

realizzata da Tenniel, contenuta in Alice nel paese delle Meraviglie.

E pensai che era stata una giornata piena di coincidenze...

ma il fatto più insolito era che i surrealisti fossero stati interessati ad Alice...

ed io avevo realizzato una commedia su Alice.

Così, ancora a caso, aprii un'altra pagina...

e c'erano quattro impronte digitali.

Una era di André Breton, un'altra di André Derain...

la terza era di André - Devo essermelo scritto da qualche parte.

Non è Malraux. Dev'essere -vediamo- vabbè, un'altro surrealista.

Tutti iniziavano con la A, e il quarto era Antoine de Saint-Exupéry...

che scrisse Il piccolo principe.

Avevano mostrato le impronte a degli esperti...

senza specificare a chi appartenessero.

E sotto quella di Saint-Exupéry, c'era scritto che era di un artista...

che aveva occhi molto potenti...

che era un "domatore" di animali selvaggi.

Pensai, “Tutto ciò è incredibile.”

Così guardai la copertina per vedere l'anno di pubblicazione.

Uscì nelle edicole il 12 Maggio 1934...

ed io ero nato nella giornata dell'11 Maggio 1934.

Beh tutto questo mi portò a Saint-Exupéry e al Piccolo Principe.

Ora, adesso -

ritengo ci sia una componente molto fascista nel sottotesto del Piccolo Principe.

Sai, Io Beh, no, credo ci sia una sorta-

Credo ci sia una sorta di sentimentalismo totalitario del tipo delle SS, seminato da qualche parte nel racconto.

C'è qualcosa, come posso dire,

una sorta di amore-

Quell'amore mascolino ma un pò viscido.

Capisci quello che intendo? Cioè, che fa ribrezzo solo al toccarlo.

Ma posso immaginare un bellissimo soldato delle SS...

che ama il Piccolo Principe

Ora, non so perché, ma c'è qualcosa di sbagliato in tutto ciò. è ripugnante.

Scusa, ma George non mi aveva detto che stavi preparando uno spettacolo tratto dal Piccolo Principe?

Hmm. Beh, quello che è successo, Wally...

è che l'autunno in cui ero a New York...

incontrai questo giovane prete buddista giapponese che si chiamava Kozan...

che ritenevo fosse un perfetto Puck per Sogno di una notte di mezza estate.

Aveva un sorriso bellissimo, delicato.

allora pensai che era il mio Piccolo Principe.

Naturalmente decisi di ritirarmi nel deserto del Sahara...

per lavorare sul Piccolo Principe con due attori e il monaco giapponese.

E lo hai fatto?

Beh, guarda, ero ancora in un periodo molto particolare, Wally.

Sai, avrei potuto guardare nello specchietto retrovisore della mia macchina...

e vedere piccoli uccelli volare via dalla mia bocca.

E ricordo che in quel periodo ero sempre stanco.

Mi sentivo sempre debole. Sai, veramente non sapevo cosa c'era che non andasse in me.

Restavo seduto da solo in campagna per giorni interi...

e non facevo niente, se non scrivere nel mio diario.

- E l'unica cosa a cui pensavo era la morte. - Huh.

Ma andasti nel Sahara.

Oh, sì, partimmo nel deserto per pochi giorni...

e viaggiammo per il deserto su cammelli.

E viaggiammo, e viaggiammo.

E poi una notte uscimmo a piedi sotto un cielo enorme...

e guardammo le stelle.

Ma io pensavo le stesse cose a cui stavo pensando sempre a casa -

in particolare, pensavo a Chiquita.

Infatti, non pensavo a nient'altro che non fosse il mio matrimonio.

E poi ricordo che in una notte terribilmente oscura...

stavamo in un'oasi, e c'erano delle palme che si agitavano nel vento...

e potevo ascoltare il canto di Kozan lontano, nella sua splendida voce profonda.

Allora, cercai di seguire la sua voce lungo la sabbia.

Sai, pensai che avesse qualcosa da insegnarmi, Wally.

Certe volte, meditavo con lui.

Altre invece, mi ritiravo e meditavo da solo.

Quando lo facevo, mi appariva sempre Chiquita.

Una volta, mi apparve mentre invecchiava...

e i suoi capelli si tingevano di grigio davanti ai miei occhi.

E in quel momento avrei voluto piangere e gridare a pieni polmoni là fuori nelle dune.

Comunque, il deserto fu abbastanza angosciante.

Faceva freddo.

Eravamo in cerca di qualcosa, ma non avrei potuto dirti se avessimo trovato alcunché.

Sai che una volta io e Kozan

eravamo seduti su una duna, e letteralmente, mangiammo la sabbia.

No, non cercavamo di essere divertenti. Io iniziai, e lui pure.

Mangiammo la sabbia e la rigettammo. Ecco quant'eravamo disperati.

In altri termini, non sapevamo perché fossimo lì. Non sapevamo di cosa fossimo alla ricerca.

L'intera faccenda ci sembrava completamente assurda, arida e vuota.

Era come un'ultima chance, o qualcosa del genere.

Huh.

Che avvenne dopo?

Bene, in quei giorni...

fui sopraffatto dagli impulsi.

Così, per impulso, riportai Kozan a New York e lo accolsi in casa nostra...

dopo che eravamo rientrati dal Sahara, e ci rimase per sei mesi.

- E lui divenne una specie di catalizzatore per tutta la famiglia. - Che intendi?

Beh, a quel tempo, al cuore della casa si era smarrito un centro.

Sicuramente mancava un padre, perché io stavo sempre a pensare...

di scappare in Tibet, o fare Dio sa cosa.

Così, lui insegnò a tutta la famiglia la meditazione...

e gli parlò dell'Asia, dell'Est, del suo monastero e tutto il resto

Veramente affascinò tutti quanti con una serie trucchi.

Aveva letteralmente sviluppato sé stesso, Wally...

che avrebbe potuto spingere sulle dita e tenersi in piedi sulla sedia.

Cioè, poteva tranquillamente fare così -

Sai, spingere sulle dita e letteralmente capovolgersi...

e fare la verticale su due dita.

O, se Chiquita, aveva un pò di tensione accumulata intorno al collo...

Lui immediatamente la faceva stendere sul pavimento ed iniziava a camminare su e giù sulla sua schiena...

facendole questi massaggi incredibili.

E i ragazzi lo trovavano incredibile.

Magari, andavamo a far visita ad amici con figli...

e immediatamente, lui era a giocare con questi bambini...

in un modo in cui, noi semplicemente non possiamo.

Cioè, quei bambini- ridevano, ridevano, ridevano...

per qualunque cosa facesse il monaco nei suoi abiti sacri.

Era un acrobata, un ventriloquo...

un mago, era tutto.

Un fatto incredibile era che...

Non credo che avesse alcun interesse nei bambini in generale.

Per niente. Non penso neanche che gli piacessero.

Cioè, quando stava con noi...

nella prima settimana, i ragazzi non avevano occhi che per lui.

Ma un paio di settimane dopo, Chiquita ed io dovevamo essere usciti...

e Marina potrebbe aver avuto l'influenza o la febbre a 40...

ma lui non si curò di visitarla o di dirle "Ciao".

Perché si stava trasformando, piano piano.

Le sue abitudini era completamente cambiate.

Inziò ad indossare queste scarpe eleganti di Gucci sotto la sua vestaglia da monaco.

Mangiava grandi quantità di cibo.

Mangiava il doppio di quello che mangiava Nicolas, capisci?

Questo piccolo, minuscolo buddista che la prima volta che lo incontrai...

stava mangiando una piccola ciotola di latte - latte caldo con riso

ora mangiava una vacca intera.

Era tutto troppo strano.

Sai, cercavamo di lavorare insieme ma il nostro lavoro consisteva perlopiù...

del mio tentativo di fare questi rigidi esercizi spirituali che facevano nei monasteri.

Così, non è che facessimo granché.

Comunque, eravamo fuori città, in campagna, e decidemmo di andare tutti insieme alla Messa di Natale.

Lui era vestito di tutto punto coi suoi paramenti da monaco.

Ed eravamo in una quelle chiese cattoliche cupe e tetre a Long Island...

dove i preti parlano di comunismo e controllo delle nascite.

Ed io ero seduto in mezzo a questa messa e mi domandavo, “Che sta succedendo nel mondo?”

Intendo, eccomi qui, un uomo adulto...

e c'è questo strano tipo che vive in casa mia- ed io non sto nemmeno lavorando.

Non faccio niente tutto il giorno, tranne scribacchiare qualche poesia nel mio diario.

Non sto più insegnando, e non so che cosa voglio fare.

Quando appare una creatura enorme, e fissa la congregazione.

Era alta circa sei, sette metri, qualcosa del genere...

ed era - era metà uomo, metà toro...

e la sua pelle era blu.

Aveva violette che uscivano dalle palpebre, e papaveri che crescevano sulle unghie dei piedi.

E stava lì ritto in piedi per l'intera messa.

Io non potevo far scomparire la creatura.

Ovviamente pensai, “Certo, sto vedendo la creatura perché sono annoiato.”

Ma se chiudevo gli occhi - Non potevo mandare via la creatura.

Okay. In quel momento, non ne parlai con le persone, perché avrebbero pensato che fossi pazzo...

ma percepii che questa creatura in qualche modo fosse lì per confortarmi...

che in qualche modo mi fosse apparsa per dirmi...

“Beh, tu puoi sentirti giù e incapace di scrivere un copione in questo momento...

“ma guarda cosa viene a te la Vigilia di Natale. Tieni duro, vecchio mio".

“Può sembrarti strano, ma in questi strani viaggi...

“strane creature appaiono.

Fa parte del viaggio. Tu sei ok. Resisti.”

Comunque, hai mai visto...

quello spettacolo, "Le violette sono blu"?

No.

Oh, quando hai parlato delle violette, mi ha ricordato molto quello spettacolo.

Parlava di un gruppo di persone...

che vengono strangolate su un sottomarino.

Hmm.

Bene, quello fu, quello fu Natale.

Che è successo dopo?

- Vuoi veramente sentire tutta la storia? - Sì.

Bene, in quel periodo...

Stavo iniziando a pensare di partire per l'India. E Kozan all'improvviso, un giorno se ne andò.

Iniziavo anche ad avere strane idee in quel periodo.

Per esempio, avevo sviluppato questa - Beh, mi ero fatto questa idea che io -

Cioè. mi stuzzicava molto in quel preciso momento -

che io avessi una bandiera, una bandiera molto grande...

e che ovunque avessi lavorato, la bandiera avrebbe sventolato.

O se fossimo stati fuori, dico, con un gruppo, la bandiera sarebbe potuto essere il letto su cui giacere nella notte...

e che in qualche modo, lavorarando sulla bandiera e restando sulla bandiera...

questa bandiera sventolante sopra di noi...

che la bandiera avrebbe raccolto su di sè vibrazioni di ogni sorta...

che sarebbero rimaste sulla bandiera quando l'avrei portata a casa.

Così incontrai questo tessitore di bandiere di cui avevo sentito parlare.

Sai, c'era questo uomo apparentemente molto onesto.

Sai, molto limpido, veramente molto bello e tutto. Carino, alto, biondo.

E aveva un bellissimo loft, grande e pulito giù al villaggio con delle bandiere deliziose e allegre.

Ed io ero tutto preso dal Piccolo Principe, e gli parlavo del Piccolo Principe...

le avventure e tutto il resto, di come fosse necessaria la bandiera e che aspetto avrebbe dovuto avere.

Sembrava veramente comprendere il significato.

Due settimane dopo, tornai da lui.

Mi mostrò una bandiera che ritenni molto strana, sai...

perchè io mi aspettavo, sai - beh, hai presente...

mi aspettavo qualcosa di semplice e poetico.

Lì invece c'era qualcosa di così potente...

che era quasi insopportabile.

Ed includeva una svastica tibetana.

Mise una svastica sulla tua bandiera?

No, era la svastica tibetana, non quella nazista.

Uno dei più antichi simboli tibetani.

Ed era molto strano, capisci?

Ma la portai comunque a casa mia, perché la mia idea su questa bandiera...

era che, prima che fossi partito per l'India - sai, prima che partissi per l'India...

volevo che alcune persone che mi erano molto vicine avessero questa bandiera nella stanza per la notte...

e dormirci insieme, sai, e poi in mattinata lasciare qualcosa dentro la bandiera.

Così mostrai la bandiera a Marina e le dissi, “Hey, guarda qua. Che ne pensi?”

E lei disse, “Che cos'è? La trovo terribile.” Le dissi "Una bandiera.”

E lei, “Non mi piace.”

Io le dissi, “Ho pensato che avresti potuto passare la notte insieme a questa.”

Ma lei pensava soltanto che fosse tremenda.

Così Chiquita diede un party prima della mia partenza per l'India...

e l'appartamento era pieno di invitati.

A un certo momento Chiquita disse, “La bandiera, la bandiera. Dove sta la bandiera?”

E io dissi, “Oh, certo. La bandiera.” Ed io vado, prendo la bandiera e la srotolo.

Chiquita sbianca, corre fuori dalla stanza e vomita.

Così la festa viene sospesa e tutti se ne vanno.

Il giorno dopo la diedi a questa giovane donna...

che era stata nel mio gruppo in Polonia, e che allora era a New York

Non le parlai di niente di tutto ciò.

Alle 5 del mattino, mi chiamò e mi disse...

“Devo venire adesso e vederti immediatamente.” Pensai, “Oddio.”

Si precipitò e mi disse, “Ho visto delle cose - Ho visto delle cose intorno alla bandiera.

“Ora io so che sei ostinato, e so che vuoi portare questa cosa con te...

“ma se vuoi seguire il mio consiglio, dovresti metterla in un fosso...

bruciarla e coprire tutto con la terra, perchè il Diavolo è lì dentro.”

Non portai mai la bandiera con me.

Infatti la diedi a lei, e lei con questa diede una cerimonia...

sei mesi dopo, in Francia, con alcuni amici...

in cui, beh, la bruciarono.

Dio.

Veramente, veramente pazzesco.

E poi andasti in India?

Oh sì, andai in India quella primavera, Wally...

e tornai a casa sentendo che tutto era sbagliato.

Cioè, ero stato in India, ma ero stato niente di più di un turista.

Non avevo trovato niente.

Così, stavo trascorrendo l'estate con la mia famiglia a Long Island

e venni a conoscenza di questa comunità in Scozia chiamata Findhorn...

dove le persone cantavano, parlavano e meditavano con le piante.

Ed era stata fondata da alcuni borghesi eccentrici, inglesi e scozzesi.

Alcuni di loro erano intellettuali, altri no.

Aveva sentito che avevano fatto crescere in un terreno...

in cui apparentemente non poteva crescere nulla, perchè era perlopiù terreno sabbioso...

e avevano costruito - scusa, non costruito - avevano fatto crescere i più grandi cavolfiori del mondo...

e c'era quindi una specie di cavolo.

E avevano fatto crescere degli alberi che non crescono sulle isole britanniche.

Così andai anche lì. è un posto fantastico, Wally.

Se ci sono insetti che danno fastidio alle piante...

loro parlano agli insetti e fanno un accordo...

in cui le piante mettono da parte un loro pezzettino solo per gli insetti...

e così gli insetti lasciano in pace la parte principale della pianta.

- Huh. - Cose di questo tipo.

E tutto ciò che fanno, lo fanno in modo magnifico.

Le loro costruzioni risplendono.

Cioè, per esempio, il freezer, il forno, la macchina - hanno tutti nomi propri.

E siccome tu non tratteresti Helen, il freezer...

con meno rispetto di quello con cui tratteresti Margaret, tua moglie...

allora devi essere certo che Helen sia pulita quanto Margaret, o almeno trattarla con lo stesso rispetto.

E quando ero lì, Wally, ricordo che stavo nei boschi...

e guardavo una foglia, e vedevo quella cosa...

che è viva in quella foglia.

E poi ricordo che correvo nella foresta più veloce che potessi...

con questa incredibile risata che non riuscivo a trattenere...

ed era quello stato in cui le risate e le lacrime si fondono insieme.

Cioè, mi aveva letteralmente sconvolto.

Quando tornai da Findhorn, avevo continue allucinazioni.

Le nuvole mi sembravano creature.

I passegeri sull'aereo avevano facce di animali.

Tutto era un trip. Mi trovavo nel bel mezzo del mondo di William Blake.

Le cose stavano esplodendo.

Immediatamente, partii per Belgrado. Dovevo parlarne con Grotowski.

Grotowski ed io ci incontrammo a mezzanotte nella mia stanza da albergo...

e bevemmo caffè istantaneo dal tappo della mia schiuma da barba...

e parlammo da mezzanotte fino alle 11 della mattina seguente.

- E che ti disse? - Niente!

Io parlavo. Lui non disse una parola.

E - E poi credo che...

l'ultima grande esperienza di questo tipo avvenne quell'autunno.

Mi trovavo a Montauk, Long Island...

e c'erano solo nove persone, soprattutto maschi.

E avevamo preso in prestito la casa di Dick Avedon, appena fuori Montauk.

E la campagna lì è come quella di Heathcliff, per intenderci...

è assolutamente selvaggia.

Quello che volevamo fare era - volevamo partire -

Volevamo partire dalla Vigilia di Ognissanti, Halloween...

ed usarla come come punto di partenza per qualcos'altro.

Così ognuno di noi preparò una specie di evento per gli altri...

che fosse in qualche modo nello spirito della Vigilia di Ognissanti.

Ma il fatto più grosso fu che tre dei nostri...

scomparvero nel mezzo della notte, ogni notte...

e sapevamo che stessero preparando qualcosa di grosso...

ma non sapevamo cosa.

Alla mezzanotte di Halloween sotto una luna oscura, su quelle colline...

ci eravamo detti di trovarci sulla collina più alta e che saremmo stati portati da qualche parte.

E così facemmo. Aspettammo, faceva molto freddo.

E poi tre di loro - Helen, Bill e Fred - apparvero vestiti di bianco.

Quello che avevano ricavato da lenzuola era piuttosto inquietanta e per nulla divertente.

E ci portarono nello scantinato di questa casa che era stata bruciata dai proprietari.

E in questo scantinato in rovina, avevano sistemato un tavolo con delle panche che avevano costruito.

E su questo tavolo avevano appoggiato carta, penne, vino e bicchieri.

Ci chiesero di sederci al tavolo e di scrivere le nostre ultime volontà e il testamento.

Sai, pensare e scrivere quali erano le nostre ultime parole per il mondo...

o per qualcuno che ci è molto vicino.

Un compito molto complicato.

Devo essere rimasto lì per un'ora e mezza, forse due.

E poi, uno alla volta, ci hanno chiesto di andare con loro...

ed io ero l'ultimo nell'ordine.

Vennero da me, mi misero una benda sugli occhi...

e mi condussero per i campi- due persone.

E trovammo una sorta di deposito aperto con una tettoia , nei campi...

una piccola costruzione che un tempo era utilizzata per gli attrezzi.

E mi portarono giù per le scale nel seminterrato...

e la stanza era piena di una luce bianca accecante.

Mi dissero di svestirmi e di consegnargli tutti i miei oggetti di valore.

Quindi mi misero sul tavolo e mi pulirono con una spugna.

Allora, inizia a immaginarmi i-i-i campi di concentramento e la polizia segreta.

Non so cos'era successo alle altre persone ma io iniziai a piangere senza freni.

E poi, poi mi misero in piedi e fecero delle foto di me, nudo.

E poi nudo, ancora bendato, fui condotto per le foreste...

e giungemmo a una specie di tenda fatta di lenzuola, con teli stesi al suolo.

E lì c'erano tutti questi corpi nudi...

ammucchiati tra loro per riscaldarsi contro il freddo.

Ci lasciarono lì per circa un ora.

E poi ancora, a turno, uno alla volta, fummo condotti fuori.

Indossavo la benda agli occhi...

e sentii che venivo disteso su qualcosa, come una barella.

E la barella veniva trasportata per una lunga strada lentamente, per le foreste...

e poi sentii che venivo appoggiato al suolo.

Loro, infatti, avevano scavato sei tombe...

profonde due metri e mezzo.

Poi, sentii questi pezzi di legno che mi appogiavano sopra.

Non riesco a dirti, Wally, quello che stavo passando in quel momento.

E mentre la barella veniva calata nella tomba...

e questo legno era sopra di me...

mi misero i miei oggetti di valore in mano.

E loro avevano portato, una specie di lenzuolo o telo...

e lo avevano stretto in questo modo sulla mia testa...

e dopo avevano spalato la terra dentro la tomba...

così ebbi davvero la sensazione di essere sepolto vivo.

Poi, dopo essere stato nella tomba per circa un'ora -

cioè, non so per quanto tempo ci sia stato davvero -

io fui risuscitato, tirato fuori dalla tomba...

tolte le bende, e ricondotto fuori nei campi.

E arrivammo ad un grande fuoco con musica e vino caldo...

e tutti danzammo fino all'alba.

Poi, all'alba...

allo stremo delle forze, riempimmo le tombe...

e tornammo a New York.

E quello fu l'ultimo grande evento. Intendo che quella fu la fine.

Ovvero, iniziai a realizzare che...

semplicemente non volevo più fare queste cose, non più. Capisci?

Mi sentii in una specie di bonaccia, come in quel capitolo di Moby Dick...

in cui il vento cessa sulle vele.

E poi lo scorso inverno, senza che io ci stessi a pensare più di tanto...

incontrai questo agente per dirgli che ero interessato a fare di nuovo il regista teatrale.

In realtà, lui sembrò piuttosto sorpreso...

di vedere che Rip van Winkle era ancora vivo.

Mmm.

Dio.

Non sapveo che fossero così piccoli.

Beh, sai, francamente...

Sono abbastanza disgustato da tutta la faccenda, a dirla tutta.

- Cioè? - Ah, sai -

Chi pensavo di essere, davvero?

Cioè, questa è la storia di una specie di principessa sul pisello.

Chi credevo d'essere, lo Scià dell'Iran?

Sai, mi domando se persone come me non sono per davvero come Albert Speer, Wally.

- Conosci l'architetto di Hitler, Albert Speer? - Chi?

No, perchè ultimamente ho pensato molto a lui perchè, beh, penso di essere Speer.

E penso che era tempo che io fossi fermato mentre cercavo di fare il tipo di vita che lui conduceva.

Ma di che parli?

Beh, sai, era un uomo molto colto, un architetto, un artista...

e così pensava che le regole della vita ordinaria non fossero applicabili a lui.

Cioè, io davvero sento che tutto ciò che ho fatto...

è terribile, davvero terribile.

Mio Dio, ma perchè?

Vedi - Vedi- Ho visto tanta morte negli ultimi anni, Wally...

e c'è solo una cosa che è sicura sulla morte -

La vivi da solo, capisci. Questo mi pare piuttosto evidente.

Questo è ciò che ho visto. Quella gente intorno al letto non significa niente.

Le tue analisi non significano niente. In qualunque modo la affronti, sei solo.

E così la domanda cruciale è: quando sarò nel mio letto di morte, che tipo di persona sarò?

E sono molto scettico a proposito della persona che ha vissuto la sua vita...

nel modo in cui l'ho fatto io in quegli anni.

Perché dovresti sentirti in quel modo?

Vedi, ho avuto un periodo molto difficile negli ultimi mesi, Wally.

Tre persone della mia famiglia sono state in ospedale nello stesso momento.

Poi, mia madre è morta.

Poi Marina ha avuto un problema alla schiena, e noi eravamo profondamente angosciati per lei.

Sai, io - io, mi sento veramente impreparato in questo momento.

Cioè, io - io non riesco a dormire, i miei nervi sono distrutti.

Sono angosciato da tutto.

Per esempio, la scorsa settimana, ho invitato per cena questo regista norvegese...

ed è una persona molto carina che conosco da anni...

ed è qualcuno di cui mi fido quasi ciecamente.

Ed ero lì seduto pensando soltanto a quanto fosse pomposo, diffidente...

un conservatore ottuso che era interessato soltanto al teatro.

Ed era lì che parlava e parlava. Sua madre era stata una famosa commediografa norvegese.

E realizzo che aveva detto almeno 400 volte in tutta la serata "Mi ricordo mia madre..."

E continuava a raccontare storie su storie di questa madre.

Sai, avevo ascoltato queste storie almeno 20 volte in passato.

E lui si stava scolando silenziosamente tutta la bottiglia di bourbon.

La sua risata era davvero orribile.

Sai, potevo sentire la sua risata - il dolore in quella risata, la falsità.

Sai, capivo cosa significasse per lui essere stato il figlio di quella donna.

Così, ad un certo punto, gli ho chiesto gentilmente di andarsene.

Gli ho detto che mi sarei dovuto svegliare presto la mattina dopo, perché in quel momento era veramente orribile.

Era come se ci lui fosse morto nel mio salotto.

Allora sono andato in bagno a piangere, perché sentivo che avevo perso un amico.

E poi, dopo che se n'era andato, ho acceso la tv...

e c'era questo tipo che aveva appena vinto il torneo di qualcosa.

Una specie di evento sportivo - una sorta di grande assegno e una enorme bottiglia d'argento.

E lui, vedi, non riusciva a mettere l'assegno nella bottiglia...

e allora ha messo la bottiglia davanti al suo naso facendo finta che fosse la sua faccia.

Lui non stava veramente ascoltando il giornalista che lo stava intervistando...

ma sorrideva malvolentieri ai suoi amici. Allora ho guardato quel ragazzo e ho pensato...

"Che orribile, vanesio, manipolativo, ratto"

E poi ho pensato “Quel ragazzo sono io.”

Poi la scorsa notte, è stato il nostro ventesimo anniversario di matrimonio...

e ho portato Chiquita a vedere questo spettacolo su Billie Holiday.

Ho visto questi uomini di spettacolo che non sapevano assolutamente niente di Billie Holiday, nulla.

Vedi, quelli erano un certo tipo di intellettuale viscido, repellente.

E subito ho avuto questa sensazione. Ero seduto là, piangendo per la maggior parte dello spettacolo.

E ho avuto questa sensazione di essere viscido quanto loro...

e che tutta la mia vita era stata una finzione...

e non avevo avuto le palle per essere davvero come Billie Holiday.

Cioè, io sento davvero di essermi consumato, eliminato da solo.

Credo di aver sprecato tutta la mia vita.

André, ma come puoi dire una cosa del genere?

Ascolta -

Beh, sai, ora potrei essere in uno stato emotivo instabile, Wally...

ma da quando sono tornato a casa, trovo il mondo in cui stiamo vivendo...

sempre più sottosopra.

Per esempio, la scorsa settimana sono andato al Teatro un pomeriggio.

E quando sono entrato ho salutato uno per uno...

perchè li conosco tutti, e tutti loro conoscono me, sono sempre molto cordiali.

Sai, quelle sette o otto persone che mi dicono quanto sia fantastico?

E poi una persone - una- una donna che si occupa del casting, mi dice...

“Gesù, hai un aspetto orribile. Qualcosa non va?”

Ora, con lei - beh, abbiamo parlato. Naturalmente, le ho raccontato delle cose.

E all'improvviso scoppia a piangere perché una sua zia di 80 anni...

a cui era molto legata, era andata in ospedale per una cataratta, che era stata risolta.

Ma l'infermiera era così sciatta che non aveva messo le ringhiere del letto...

la zia era cascata, e adesso era completamente storpia.

Così, abbiamo parlato di ospedali.

E poi di questa donna, di chi fosse veramente -

Perchè questo le era accaduto molto recentemente.

-Lei riusciva a vedermi chiaramente per ciò che ero. - Uh-huh.

Non sapeva nulla di tutto quello che stavo passando.

Ma le altre persone, quello che vedevano era solo l'abbronzatura, o la mia camicia...

o il fatto che la mia camicia si abbinasse con l'abbronzatura.

Così dicevano, “Gesù, hai un aspetto magnifico.”

Ora, loro vivono in un mondo dei sogni malato.

Loro non stanno guardando la realtà. Questo mi sembra molto strano.

Sì, perchè loro, in qualche modo, non stavano vedendo nulla...

trenne che quelle piccole cose che volevano vedere.

Questo è quello che è successo poco prima che mia madre morisse.

Andammo all'ospedale per visitare mia madre...

ed entrai per salutarla...

e vidi questa donna che sembrava messa male come un sopravvissuto di Auschwitz o Dachau.

Ed io ero nella hall cercando di confortare mio padre...

quando un dottore che era uno specialista nel problema che mamma aveva col braccio...

entrò nella sua stanza e uscì semplicemente raggiante.

E disse: "Ragazzi, non abbiamo un sacco di motivi per sentirci alla grande?

Non è magnifico come sta procedendo?"

Ora, tutto quello che aveva visto era il braccio L'unica cosa che aveva visto.

Ora, ecco un'altra persona che esiste solo nel sogno.

Quello era un macellaio...

che stava facendo una carneficina familiare...

perché quando uscì da quella stanza ci uccise psicologicamente...

portandoci in un mondo di fantasia...

dove eravamo confusi e spaventati...

perchè nel momento precedente avevamo visto qualcuno che era morto...

e ora veniva uno specialista a dirci che quella persona era in una forma splendida.

Questa cosa stava facendo letteralmente impazzire mio padre.

Qui c'è un uomo di 82 anni emotivamente molto provato...

e se vai in un primo momento e vedi la persona che sta morendo...

e tu non vuoi che muoia, e poi cinque minuti dopo un dottore esce ...

e ti dice che è in una forma smagliante -

credo che tu possa impazzire.

- Sì. Capisco che vuoi dire. - Sì, il dottore evidentemente non aveva visto mia madre.

Le persone al teatro non mi avevano guardato.

Cioè, è come se stessi girando intorno in una specie di nebbia.

Credo che siamo tutti in trance. Camminiamo intorno come zombie.

Non credo neanche che siamo minimamente coscienti di noi stessi e della nostra reazione alle cose.

Andiamo in giro tutto il giorno come macchine incoscienti...

e nel frattempo c'è tutta questa rabbia, preoccupazione e disagio...

che cresce e cresce dentro di noi.

Vero. Semplicemente cresce in noi...

e poi esce fuori in modo inappropriato.

Mi ricordo quando stavo recitando in questo adattamento...

da "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov.

E interpretavo il ruolo del gatto.

Ma avevano avuto problemi nella realizzazione del mio costume di gatto...

così non mi era stato consegnato fino alla sera della prima.

In particolare la testa, non avevo mai avuto l'opportunità di indossarla.

E quattro degli attori della mia compagnia vennero da me...

e dissero queste cose che mai avrei potuto pensare...

fossero lì per distruggermi.

Sai, uno di loro disse, “Oh bene, quella testa...

“cambierà totalmente il tuo ascolto durante la performance.

“Potresti ascoltare ogni cosa ma in maniera completamente diversa...

“e potrebbe essere piuttosto fastidioso.

“Una volta, durante una performance in cui indossavo dei paraorecchie...

e non riuscivo ad ascoltare nulla di ciò che dicevano.”

E poi un altro mi disse, “Oh, sai quando indosso anche un cappello sul palco...

tendo a svenire.”

Tutte quelle remore erano così piene di ostilità...

perchè se avessi veramente ascoltato quello che mi dicevano quelle persone sarei uscito sul palco...

e non sarei stato capace di ascoltare nulla e sarei dovuto svenire.

Ma l'ostilità era completamente inadeguata...

perché, in effetti, io piacevo a quelle persone.

Cioè, quell'ostilità era solo una sensazione che si basava...

sulle loro esperienze precedenti.

Perché in qualche modo nella nostra esistenza sociale...

ci è permesso di esprimere i nostri sentimenti, uh...

solo in modo strano e indiretto.

Se tu ti esprimi in modo diretto, tutti impazziscono.

Beh, hai espresso le tue sensazioni su quello che ti avevano detto?

No. Perché neanche sapevo cosa stessi provando finché non ci ho rimuginato sopra.

E poi, in una situazione come quella...

anche se avessi saputo cosa stessi provando...

Avrei detto qualcosa se fossi stato veramente irritato...

come, uh, “Oh, certo. Beh, è molto affascinante...

e, uh, probabilmente sverrò stasera, proprio come te.”

Ho fatto praticamente la stessa cosa con me stesso.

Non possiamo essere diretti, altrimenti finiamo per dire le cose più strane.

Mi ricordo una notte. Era un paio di settimane dopo la morte di mia madre.

Ed ero in condizioni pietose.

E avevo avuto una cena con tre amici relativamente molto intimi...

due dei quali conoscevamo mia madre abbastanza bene...

e tutti e tre mi conoscevano da molti anni.

E andammo avanti per tutta la serata senza che mai fossi capace di...

per un momento, anche solo avvicinarmi-

Non che poi io volessi sedermi e avere una pessima serata...

in cui potessi parlare di tutto il dolore che stavo attraversando e tutto il resto.

Veramente, non del tutto.

Ma il fatto era che nessuno avrebbe potuto dire...

“Gesù, che tragedia la storia di mamma” o “Come stai?”

Era come se nulla fosse successo. Loro continuarono a fare battute, a ridere e fare scherzi.

Di fatto, iniziai ad impazzire.

Una di queste persone parlò di un certo uomo che non apprezzo più di tanto...

allora iniziai ad urlare di come lui fosse stato trovato sul fiume del Bronx...

e il suo pene gli fosse cascato per la gonorrea e tutta un'altra serie di cose folli.

E solo dopo, quando fui a casa, realizzai di quanti fossi stato disperato a rompere il ghiaccio in quel modo.

Già.

Capisci Wally, che se tu portassi quella situazione in una casa tibetana -

Sarebbe una cosa così lontana da loro. Proprio non la capirebbero.

Sarebbe semplicemente molto strano, Wally.

Se quattro tibetani venissero insieme, e una tragedia avesse colpito uno di loro...

e i tre spendessero l'intero corso della serata -

Credo, sai, i Tibetani avrebbero visto quell'atteggiamento...

pensandolo come il comportamento più inimmaginabile.

-Sì, ma per noi, è un comportamento molto comune. - Mm-hmm.

Dico, davvero, gli - gli Africani probabilmente ci avrebbero infilzato con le loro lance a noi quattro...

perché quel comportamento li avrebbe fatti impazzire.

Avrebbero pensato che fossimo animali selvaggi o qualcosa del genere.

- Giustamente. - Cioè, è un comportamento davvero anormale.

Tutto a posto, signori?

- Ottimo. - Davvero.

Ma quelle sono serate tipiche per noi.

Cioè, andiamo a cene e feste come quelle, tutto il tempo.

Queste serate sono davvero come una specie di sogno malsano...

dove le persone si esprimono attraverso simboli.

Ognuno è una sorta di galleggiante attraverso questa nebbia di simboli e sentimenti inconsci.

Nessuno dice quello che realmente sta pensando.

Allora la gente inizia a fare questi scherzi che costituiscono realmente una qualche sorta di codice segreto.

Vero. Beh, ciò che accade spesso in questo genere di eventi...

è che queste piccole folli fantasie iniziano ad essere messe in scena, sai...

e ognuno parla all'altro e dice assurdità di ogni sorta come...

“Hey, non sarebbe magnifico se Frank Sinatra e la signora Nixon e blah-blah-blah...

fossero in questa e quella situazione?”

Sai, sempre con gente famosa e sempre con qualcosa di grottesco.

E tutti a sparlare di qualcosa di orribile...

come la morte di quella ragazza in macchina con Ted Kennedy...

e tutti lì, semplicemente a ruggire con riso compiaciuto.

Ovvero, è davvero incredibile, e allo stesso tempo, inammiginabile.

Quello è l'unico modo in cui ogni cosa è espressa, attraverso queste battute totalmente malate.

Credo che questo sia il motivo per cui non ho mai capito cosa succede durante una festa.

Sono sempre completamente confuso.

Una volta Debby disse dopo una di queste serate newyorkesi...

che credeva di aver viaggiato una grandissima distanza...

semplicemente passando dalle sue origini nei sobborghi di Chicago...

a quella serata a New York...

così come sua nonna aveva precedentemente viaggiato...

dalle steppe della Russia ai sobborghi di Chicago.

Penso che sia corretto.

Sai, Wally, è possibile che una delle ragioni...

per cui non sappiamo cosa sta succedendo...

è che quando eravamo lì alla festa, eravamo troppo occupati a recitare una parte.

Uh-huh.

Questo fu uno dei motivi per cui Grotowski rinunciò al teatro.

Sentiva che le persone nella loro vita quotidiana stavano recitando così bene...

che la performance a teatro fosse qualcosa di superfluo...

e in un certo senso, oscena.

Huh.

Non è incredibile quanto spesso un dottore...

rispetti le nostre aspettative di come un dottore dovrebbe apparire?

Quando vedi un terrorista in televisione, ci appare semplicemente come un terrorista.

Viviamo in un mondo in cui i padri...

o i single, o gli artisti...

stanno tutti cercando di dar vita alla fantasia di qualcun altro...

di come un padre, o un single, o un artista dovrebbe mostrarsi e comportarsi.

Tutti quanti recitano come se sapessero esattamente come debbano comportarsi...

in ogni momento...

e tutti sembrano pienamente a loro agio.

Ovviamente, nel privato le persone sono molto più confuse riguardo a sè stesse.

Certo.

Loro non sanno davvero cosa dovrebbero fare nelle loro vita.

- Leggono tutti quei manuali motivazionali. - Oh, Dio!

Cioè, quei libri sono così toccanti perchè mostrano...

quanto tutti noi siamo disperatamente curiosi di sapere come tutti gli altri...

stanno vivendo le loro vite...

nonostante il fatto che, recitando questi ruoli tutto il tempo...

semplicemente nascondiamo la realtà di noi stessi agli altri.

Viviamo in una così ridicola ignoranza dell'Altro.

Spesso non conosciamo le cose che potremmo sapere...

anche di quelli che supponiamo siano i nostri amici più intimi.

Quello che voglio dire, è che...

immagina che tu stia passando un momento di inferno.

Bene, tu vorresti sapere se i tuoi amici abbiano già avuto esperienze di questo tipo.

Ma non osiamo chiederlo.

No. Sarebbe come chiedere al tuo amico di abbandonare il suo ruolo.

Cioè, non diamo nessun valore alla percezione della realtà.

E invece, tutta questa incredibile enfasi che mettiamo tutti adesso...

sulle nostre cosiddette carriere...

automaticamente ci fa percepire la realtà come una priorità molto bassa...

perchè se la tua vita è organizzata cercando di fare successo e far carriera...

beh, semplicemente non importa quello che senti e quello di cui fa esperienza.

Tu puoi semplicemente spegnere la tua mente per anni, in un certo senso.

Tu puoi accendere una sorta di pilota automatico.

Proprio nel modo in cui il dottore di tua madre aveva messo il suo pilota automatico...

quando era entrato e aveva visto il braccio...

e aveva totalmente mancato nel percepire qualunque altra cosa che non fosse il braccio.

Vero. Le nostre -le nostre menti sono tutte focalizzate su questi obiettivi e progetti...

che in sè stessi non sono reali.

No. Obiettivi e progetti non sono-

Cioè, sono - sono fantasie. Fanno parte di una vita immaginaria.

Cioè, lo sai, sembra sempre così ridicolo, in qualche modo...

che tutti debbano avere il loro - il loro piccolo obiettivo nella vita.

In realtà è così assurdo, in un certo senso, quando consideri che non è così importante se ci sia.

Giusto. E siccome la concentrazione delle persone è tutta sui propri obiettivi...

nella loro esistenza vivono ogni momento per abitudine.

Proprio come i norvegesi che raccontano sempre le stesse storie a ripetizione.

- Mm-hmm. - La vita diventa un'abitudine.

E invece è oggi.

Se ci pensi, molte poche cose accadono ora come quel momento...

in cui Marlon Brando mandò la donna indiana ad accettare l'Oscar...

e tutto divenne confuso.

Le cose ultimamente diventano confuse di rado.

E se tu stai vivendo solo per abitudine

allora, di fatto, non stai vivendo.

Credo che tu sappia che in Sancscrito la radice del verbo "essere"

è la stessa del verbo “crescere” o di “far crescere.”

Huh.

- Conosci Roc? - Hmm'?

Oh, sì.

Roc era un uomo straordinario.

Fu uno dei fondatori di Findhorn...

ed era uno dei più grandi- uno dei più grandi matematici scozzesi...

ed era uno dei più grandi matematici del secolo.

Ed era orgoglioso di non avere nessuna fantasia, nessun progetto di una vita immaginaria -

nulla che ci si avvicinasse - nessuna illusione-

nulla che si sovrapponesse tra lui e la percezione della matematica.

E un giorno, quando aveva circa 55 anni, mentre stava camminando nei giardini di Edinburgo...

vide un fauno.

Il fauno era molto sorpreso perché i fauni sono sempre stati capaci di vedere le persone...

ma sai veramente poche persone sono capaci di vederli.

Le conosci, quelle piccole creature immaginarie.

- Non è un cervo. - Oh.

- Si chiamano "fauni", no? - Credevo che il fauno fosse un piccolo cervo.

Sì, beh, c'è un cervo che viene chiamato "fauno" ma questi sono come quelle piccole creature immagi-

- Oh! Ma sono quelli di Debussy - - Ecco. Esatto.

Bene, così iniziò a conoscere il fauno e a fare la conoscenza di altri fauni...

e tutta una serie di conversazioni iniziò...

e più e più fauni volevano uscire fuori ogni pomeriggio per incontrarlo.

E lui parlava con questi fauni.

Così un giorno, dopo un pò, quando, sai, avevano iniziato realmente a conoscerlo...

gli chiesero se volesse conoscere Pan...

perché Pan voleva incontrarlo.

E ovviamente, Pan aveva paura di spaventarlo...

perchè sapeva del pregiudizio cristiano...

che dipinge Pan come una creature del male, che in realtà non è.

Ma Roc disse che avrebbe adorato incontrare Pan, e così si incontrarono...

E Pan indirettamente lo spedì a suo modo per un viaggio...

in cui incontrò le altre persone che iniziarono Findhorn.

Ma Roc era solito praticare certi esercizi -

come, uh, ad esempio, se era destro...

tutto il giorno faceva ogni cosa con la sua mano sinistra.

Tutto il giorno - mangiare, scrivere, ogni cosa - aprire le porte...

in modo tale da rompere le sue abitudini.

Perché il grande pericolo, che sentiva, per lui...

era di cadere in una sorta di trance, fuori dall'abitudine.

Aveva tutta una serie di esercizi molto semplici che aveva inventato...

solo per continuare a vedere, sentire, ricordare.

Perché ora tu devi imparare.

Non era qualcosa che doveva essere necessario, ma oggi devi imparare qualcosa...

come, ad esempio, se tu sei molto affamato...

o ti stai riempendo lo stomaco-

Perchè cos'è ciò che fai, fuori dall'abitudine?

Perché, puoi permetterti di farlo, così lo fai...

che tu abbia fame oppure no.

Se vai al Centro di Meditazione Buddista...

loro ti fanno assaporare ogni morso del tuo cibo...

così ci vogliono circa due ore- è una cosa orribile - per mangiare il tuo pasto.

Ma almeno tu sei consapevole del sapore del tuo cibo.

Ma se tu stai semplicemente mangiando in modo abitudinario, allora tu non stai assaporando il cibo...

e non sei consapevole della realtà, di quello che ti sta succedendo.

Tu entri nel mondo del sogno ancora una volta.

Ora, tu pensi forse che viviamo in questo mondo dei sogni...

perché facciamo così tante cose ogni giorno che ci condizionano in diversi modi...

che in in qualche modo noi semplicemente non ne siamo coscienti?

Stavo pensando, sai, che l'ultimo Natale...

Debby ed io avevamo ricevuto una coperta elettrica...

Posso dirti che è davvero una splendida invenzione...

che modifica il tuo vecchio stile di vita, ed è fantastica.

Ma, vedi, è abbastanza diverso dal non avere una coperta elettrica...

e certe volte mi domando, che cosa mi sta facendo questa cosa?

Cioè, è come se sentissi che non sto dormendo nello stesso modo di prima.

No, infatti non è così.

Cioè, anche i miei sogni sono piuttosto diversi...

E mi sento anche abbastanza diverso quando mi sveglio la mattina.

Io non metterei mai una coperta elettrica.

Prima di tutto, sarei preoccupato di prendere la scossa. No, non mi fido della tecnologia.

Ma a dirla tutta, il motivo principale, Wally, è che penso che quel tipo di comfort...

semplicemente ti separa dalla realtà direttamente.

- Intendi - - Intendo dire che se tu non hai quella coperta elettrica...

e il tuo appartamento è freddo e tu hai bisogno di mettere un'altra coperta...

o andare nell'armadio e indossare maglioni e sciarpe sopra le coperte che già hai messo...

beh, lì allora tu sai che fa freddo.

E questo crea la connessione tra le cose.

Tu hai compassione per la per- Beh, la persone accanto a te, ha freddo?

Ci sono altre persone nel mondo che hanno freddo?

Che notte fredda! Mi piace il freddo.

Mio Dio, non lo avevo mai realizzato. Non voglio una coperta. Avere freddo è divertente.

Posso accoccolarmi di più accanto a te perché fa freddo.

Ogni genere di cose per cui sei necessario soltanto tu.

Accendi quella coperta elettrica ed è come se tu prendessi un tranquillante...

o è come essere lobotomizzati guardando la televisione.

Penso che tu entri di nuovo nel mondo dei sogni.

Cioè, cosa ci provoca, Wally, vivere in un ambiente...

dove qualcosa di così grande come le stagioni, l'inverno, il freddo,

non ci condiziona in alcun modo?

Siamo comunque animali, dopotutto.

Che significa tutto ciò?

Io credo che significhi che invece di vivere sotto il sole.

e la luna e il cielo e le stelle...

viviamo in un mondo di fantasia che abbiamo creato noi stessi.

Sì, ma credo, che non vorrei mai rinunciare alla mia coperta elettrica, André.

Perché New York è fredda d'inverno.

Il nostro appartamento è freddo, è un posto difficile.

Voglio dire, le nostre vite sono già abbastanza complicate così.

Non sto cercando modi di sbarazzarmi delle poche cose che provocano sollievo e comfort.

Al contrario, io sto cercando più comfort...

perchè il mondo è molto abrasivo.

Ciò che intendo è che sto cercando di proteggermi...

perché, davvero, ci sono questi colpi abrasivi da evitare ovunque ti guardi attorno.

Ma Wally, non capisci, non vedi che il comfort può essere pericoloso?

Cioè, ti piace avere una vita comoda, e a me anche piace la vita comoda...

ma il comfort può cullarti in una tranquillità pericolosa.

Mia madre conosceva una donna, Lady Hatfield...

che era una delle donne più ricche del mondo...

e lei morì di fame perché l'unica cosa che voleva mangiare era il pollo.

Voglio dire, le piaceva solo il pollo, Wally, ed era l'unica cosa che avrebbe mangiato.

E in quel momento il suo corpo aveva fame, ma lei non lo sapeva...

perché era così felice di mangiare il suo pollo, e così finalmente morì.

Vedi, onestamente, io credo che ora siamo tutti come Lady Hatfield.

Viviamo il nostro amabile, confortevole momento con le nostre coperte elettriche e il nostro pollo...

e nel frattempo stiamo morendo di fame perché siamo così distaccati dalla realtà...

che non stiamo neanche prendendo un vero sostentamento, perché semplicemente non vediamo il mondo così com'è.

Non guardiamo noi stessi.

Non vediamo l'effetto che il nostro modo di agire ha sulle persone.

Hai letto il libro di Martin Buber sul Chassidismo?

- No. - Bene, ecco, quello è un modo di vedere la vita.

Cioè, lui parla del credo di questi ebrei chassidici...

in cui ci sono spiriti incatenati in tutte le cose.

Ci sono spiriti incatenati in te. Ci sono spiriti incatenati in me.

Ci sono spiriti incatenati a questo tavolo.

E quello del pregare è l'atto di liberare questi spiriti che sembrano embrioni...

e ogni azione delle nostre vite...

qualunque essa sia, fare affari, o far l'amore...

o cenare insieme, o qualunque altra cosa -

ognuna di queste nostre azioni dovrebbe essere una preghiera...

un sacramento nel mondo.

Ora, tu credi di vivere in questo modo?

Perché credi che non stiamo vivendo in questo modo?

Io credo che sia perché se permettessimo a noi stessi di vedere quello che facciamo ogni giorno...

lo troveremmo fin troppo nauseante.

Il modo in cui trattiamo le altre persone.

Ogni giorno, più volte al giorno, io cammino nel palazzo del mio appartamento.

Il portiere mi chiama Mr. Gregory, ed io lo chiamo Jimmy.

Quindi, che differenza c'è tra questo modo di fare

e il latifondista del Sud con i suoi schiavi negri?

Sai, io credo che l'atto di uccidere viene commesso nel momento in cui...

io cammino nel mio palazzo.

Perché ecco un uomo intelligente, distinto- un uomo della mia stessa età -

e quando lo chiamo Jimmy, ecco che diventa un bambino, e io sono un adulto...

perché io posso comprare il mio modo di essere nell'edificio.

Vero. Tutto vero.

Intendo, mio Dio, quando ero insegnante di latino...

Le persone di solito mi trattavano-

Tipo, sai, se vai ad una festa...

di professionisti o letterati...

cioè, venivo trattato, uh, nel miglior senso del mondo...

uh, come un cane.

Intendo dire, in altri termini, che non era messo in discussione...

la mia capacità di partecipare su basi uguali ad una conversazione con le persone.

Voglio dire, io occasionalmente ho avuto conversazioni con le persone...

ma poi, uh, quando mi veniva chiesto cosa facessi...

che accadeva sempre circa dopo cinque minuti ...

uh, le loro facce-

Anche se stavano apprezzando la conversazione, o o stessero flirtando con me, o qualunque altro atteggiamento -

le loro facce cambiavano quella espressione proprio come le saracinesche quando chiudono.

Sai, come quei cancelli medievali. Semplicemente se ne andavano via.

Io ho vissuto letteralmente come un cane.

E per esempio, quando Debby lavorava come segretaria, sai...

se lo diceva alle persone, quelle impazzivano.

Cioè, sembrava che avesse detto una cosa come...

"Oh, bene, negli ultimi tempi sto scontando l'ergastolo per l'omicidio di un bambino".

Voglio dire, mio Dio, quando parli delle tue attitudini alle altre persone...

penso a me stesso, anche...

come ad una persona onesta, giusta, sai...

solo perché credo di essere ragionevolmente amichevole...

per la maggior parte delle persone che mi capita di incontrare ogni giorno.

Voglio dire, io davvero se penso di me stesso, sono abbastanza compiaciuto.

Io penso solo di essere un ragazzo abbastanza piacevole, uh, davvero...

se considero quel mondo che è costituito da...

quel piccolo circolo di persone che considero amici...

o il piccolo gruppo di persone che conosco nel piccolo mondo dei nostri hobby -

il teatro e qualunque attività collaterale.

E sono davvero abbastanza soddisfatto di me. Sono abbastanza felice di me stesso.

Non ho qualcosa da rimproverarmi.

Voglio dire, sai, affrontiamo la cosa.

Cioè, la maggior parte del mondo là fuori a cui non penso mai per davvero.

Io certamente non mi prendo le responsabilità per il modo in cui ho vissuto in quel mondo.

Voglio dire, se dovessi attualmente fare una sorta di confronto col fatto che...

che sto condividendo questo palco...

con-con-con questa persona che muore di fame in qualche parte dell'Africa...

beh, non mi sentirei così a mio agio con me stesso.

Così ovviamente io elimino tutte queste persone fuori dal mio spettro di percezione.

Così, naturalmente, naturalmente, io sto ignorando...

un'intera sezione del mondo reale.

Però, francamente, sai...

quando scrivo un copione, in un certo senso, una delle cose che credo di pensare è che sto cercando di fare...

è che sto cercando di portare me stesso a scontrarsi con alcuni scampoli di realtà...

e sto cercando di condividerlo con un pubblico.

Ovviamente, credo che tutti sappiamo, uh...

che il teatro, oggi è in un pessimo stato di forma.

Voglio dire, uh, che negli ultimi anni le persone che davvero amavano il teatro...

erano solite sentenziare, "Il teatro è morto".

Ed ora tutti hanno ridefinito il teatro in modo così triviale...

che credo, credo, Dio...

conosco persone che fanno teatro e oggi vanno a vedere cose che -

Voglio dire, che pochi anni fa quelle stesse persone...

si sarebbero sentite davvero imbarazzate di aver solo visto alcuni di questi spettacoli.

Voglio dire, che si sarebbero rivoltati sai, nell'orrore...

alla superficialità di queste cose.

Ma ora dicono, "Oh, era piuttosto buono".

Lo trovo davvero incredibile.

Ed io davvero trovo questo attegiamento insopportabile...

perché davvero credo che il teatro possa fare qualcosa di molto importante.

Voglio dire, credo che il teatro possa aiutare portare le persone in contatto con la realtà.

Ora, ora, tu puoi non sentirlo totalmente. Tu puoi semplicemente trovarlo totalmente assurdo.

Sì, ma Wally, non lo vedi il dilemma?

Tu non stai mettendo in conto il periodo in cui stiamo vivendo.

Voglio dire, ovviamente questo è ciò che dovrebbe fare il teatro.

Questo io l'ho sempre percepito.

Sai, quando ero un giovane regista, e diressi le Baccanti a Yale...

il mio impulso, quando Penteo viene ucciso da sua madre e le Furie...

e loro tirano l'albero, e lo legano all'albero,

e lo scagliano nel cielo, e lui vola attraverso lo spazio e viene ucciso...

e lo tagliano a brandelli e credo anche che gli taglino la testa -

il mio impulso fu che la cosa da fare fosse andare a prendere una testa vera dall'obitorio di New Haven...

e farla passare tra il pubblico.

Ora, io volevo che Agave portasse una testa vera...

e che questa testa passasse tra il pubblico...

così che in qualche modo le gente potesse realizzare che la cosa era vera, capisci?

Che il fatto era accaduto davvero.

Ora, l'attrice che interpretava Agave si rifiutò categoricamente di farlo.

Sai, Gordon Craig era solito raccontare...

perché c'è l'oro o l'argento nelle chiese o simili - le grandi cattedrali -

quando gli attori dovrebbero indossare l'oro e l'argento?

E intendo, le persone che hanno visto Eleonora Duse negli ultimi anni della sua vita, Wally -

quelle persone dissero che era come vedere pura luce sul palco, o spirito..

o l'essenza di qualche cosa.

Voglio dire, quando pensi a Bertolt Brecht-

aveva creato in qualche modo un teatro in cui le persone potevano osservare...

qualcosa che era estremamente eccitante e divertente...

ma in un'esaltazione in cui non sei sopraffatto.

Lui ti ha in qualche modo permesso la giusta distanza tra lo spettacolo e te stesso...

che, infatti, è la stessa necessaria a due esseri umani per vivere bene insieme.

Ora, il fatto è che qualunque cosa il teatro possa fare oggi per il pubblico...

è quello che Brecht cercò di fare o ciò che Craig o la Duse hanno fatto.

Ma lo può fare ora?

Perché vedi, io credo che le persone siano così profondamente addormentate...

che comunque, sai, tu gli stai mettendo in scena quella specie di spettacoli superficiali...

che semplicemente aiutano il pubblico ad addormentarsi in modo più confortevole...

è veramente difficile sapere cosa fare oggi a teatro.

Perché vedi, penso che se tu metti in scena per davvero, uno spettacolo contemporaneo...

scritto da un autore come te...

tu puoi soltanto aiutare il pubblico ad attutire il colpo in modo diverso.

Che vuoi dire?

Beh, intendo dire, Wally...

come si fa a colpire il pubblico mettendo in scena uno di questi spettacoli...

in cui mostri alle persone come oggi siano totalmente isolate...

e in cui non possono raggiungere gli altri e le loro vite sono disperate?

Come si fa a colpirli facendogli vedere uno spettacolo che mostra il nostro mondo...

che è pieno di nient'altro che eventi sessualmente scioccanti, terrore, e violenza?

Questo può aiutare il pubblico dormiente a risvegliarsi?

Beh, non credo che funzioni, perché credo che questa...

immagine di mondo che gli stia mostrando nello spettacolo...

è esattamente l'immagine del mondo che loro già hanno.

Voglio dire, loro conoscono le loro vite e le loro relazioni...

sono difficili e dolorose.

E se guardano un notiziario della sera in televisione...

quello che vedono è un universo caotico e terrificante...

pieno di stupri ed omicidi e mani tagliate da treni della metropolitana...

e bambini che spingono i loro genitori fuori dalla finestra.

Così lo spettacolo gli dice che la loro impressione sul mondo è giusta...

e che a quella visione non c'è via di scampo.

Non c'è nulla che possano fare.

E finiscono per sentirsi passivi e impotenti.

Voglio dire, pensa- pensa a qualcosa come quel battesimo...

che il mio gruppo mi organizzò nella foresta in Polonia.

Beh, quello fu un esempio di qualcosa che davvero ha tutti gli elementi del teatro.

Era stato preparato con cura. Era stato pensato per la cura.

Era stato fatto con con gusto squisito e magico.

Ed avevano infatti creato qualcosa...

che in questo caso, era, in un certo senso per un pubblico formato da un solo uomo, solo per me.

Ma avevano creato qualcosa che aveva un rituale, l'amore, la sorpresa...

uno scioglimento, un inizio, una metà e una fine...

ed era un pezzo di teatro di incredibile bellezza.

E l'impatto che ebbe sul suo pubblico, cioè su di me -

fu in qualche modo totalmente positivo.

Non mi aveva anestetizzato. Mi aveva riportato in vita.

Sì, ma ciò che intendi, stai dicendo che è impossibile -

Voglio dire - voglio dire - cioè, non è piuttosto sconcertante...

arrivare alla conclusione che non c'è più alcun modo di risvegliare le persone...

tranne che coinvolgerle in una sorta di bizzarro, uh, battesimo in Polonia...

o qualche specie di strana esperienza sulla cima del Monte Everest?

Voglio dire, uh, che sai che la cosa peggiore è

che se davvero dici che è-è necessario...

di portare, ehm, tutti quanti sull'Everest...

è davvero dura, perché tutti quanti non possono essere portati sull'Everest.

Voglio dire, ci saranno stati periodi della storia in cui qualcosa del genere è stato possibile...

di, ehm, salvare il paziente attraverso misure drastiche.

Voglio dire, ci saranno stati periodi in cui per dare alle persone...

un'esperienza forte o piena di significato...

non avresti dovuto davvero portarle sull'Everest.

Ma lo fai ora. In qualche modo o nell'altro, va fatto adesso.

Sai, c'è stato un periodo in cui per un attimo se avevi scritto...

Non so, Ragione e Sentimento di Jane Austen.

E sono sicuro che le persone che lo hanno letto hanno avuto un'esperienza piuttosto forte. Sono certo che l'abbiano avuta.

Intendo, d'accordo, ora stai dicendo che le persone oggi non lo capirebbero.

Forse è vero. Ma voglio dire, non c'è una qualsiasi forma di scrittura o di spettacolo -

Dico, non è ancora legittimo per gli scrittori...

cercare di rappresentare la realtà così che le persone la guardino?

Voglio dire, davvero, dimmi, perché abbiamo bisogno di un viaggio sull'Everest...

per essere capaci di percepire un momento di realtà?

Sto dicendo, dico, il Monte Everest è più reale di New YorK?

Voglio dire, New York non è reale?

Voglio dire, vedi, penso che se tu divenissi pienamente consapevole...

di quello che esiste nel tabaccaio accanto al ristorante...

io credo che il tuo cervello semplicemente lo rifiuterebbe.

Voglio dire non c'è tanta realtà da percepire...

al tabaccaio, quanta ce n'è sul Monte Everest?

Voglio dire, cosa credi?

Io credo che non solo non c'è nulla di più reale del Monte Everest...

Io credo che non ci sia nulla di diverso, in un certo senso.

Perché la realtà, è qualcosa di uniforme, in un certo senso...

così che se le tue - le tue percezioni sono -

Voglio dire che se il tuo meccanismo sta funzionando correttamente...

diventerebbe irrilevante andare sul Monte Everest e ogni sorta di altra assurdità...

perché, voglio dire - è come se- quello che intendo, ovviamente, ad un certo livello, dico...

che ovviamente è molto diverso da un tabaccaio sulla 7th Avenue.

- Ma io intendo - - Bene, Io sono d'accordo con te, Wally.

Ma il problema è che le persone non riescono a vedere il tabaccaio in questo momento.

Voglio dire, le cose non colpiscono le persone nel modo in cui era solito accadere.

Cioè, poteva essere non più di 10 anni fa, oggi...

che le persone pagassero diecimila dollari in contanti per farsi castrare...

solo per riuscire a sentire qualcosa.

Beh, perché credi che facessero un cosa del genere? Davvero, perché?

Voglio dire, è perché la gente è pigra, o perché sono annoiati?

Cioè, siamo come bambini annoiati e viziati...

che stanno a mollo in una vasca tutto il giorno...

semplicemente giocando con la loro paperella di plastica...

e adesso semplicemente stanno pensando “Bene, ed ora che faccio?”

Okay. Sì. Siamo annoiati.

Adesso siamo tutti annoiati.

Ma ti sei mai accorto, Wally, che il processo...

che crea questa noia che vediamo nel mondo di oggi...

possa essere un auto-perpetuante, inconscia forma di lavaggio del cervello...

creata da un governo mondiale totalitario basata sul denaro...

e che tutto ciò è molto più pericoloso di quanto uno pensi...

e non è soltanto una questione di sopravvivenza personale, Wally...

che qualcuno che è annoiato è addormentato...

e qualcuno che è addormentato non dirà mai di no?

Vedi, io continuo a incontrare queste persone, voglio dire, ehm, qualche giorno fa...

Ho incontrato quest'uomo di cui sono un grande ammiratore.

Gustav Björnstrand, un fisico svedese.

E lui mi ha detto che non guarda più la televisione...

non legge più i giornali, e nemmeno le riviste.

Lui ha tagliato fuori dalla sua vita tutte queste cose...

perché sente davvero che stiamo vivendo in una sorta di incubo orwelliano...

e che qualunque cosa tu possa ascoltare ora contribuisca a trasformarti in un robot.

E quando ero a Findhorn, ho incontrato questo straordinario esperto inglese di alberi...

che ha consacrato la sua vita a salvare gli alberi.

Era appena tornato da Washington, dove lavorava per salvare le sequoie.

Ha 84 anni, e viaggia sempre con uno zaino...

perché non sa mai dove sarà il giorno successivo.

E quando l'ho incontrato a Findhorn, mi ha chiesto “Da dove vieni?”

Ho risposto “New York.” E lui mi ha detto, “Ah, New York. Sì, quello è davvero un posto interessante.

Conoscerai allora un sacco di newyorchesi che continuano a blaterare del fatto che vogliono andare via, ma non lo fanno mai?

E ho risposto, “Oh, sì.” E mi ha chiesto ancora, “Perché credi che non partano?”

Gli ho dato una serie di teorie banali. Lui ha risposto: “Oh, Non credo che sia per questi motivi.”

Ha detto, “Credo che New York è il nuovo modello per il nuovo campo di concentramento...

“dove il campo è stato costruito dai suoi stessi prigionieri...

“e i prigionieri sono le guardie, e sono orgogliosi della cosa che hanno costruito.

“Hanno costruito la loro stessa prigione.

“E così esistono in uno stato schizofrenico...

“in cui sono guardie e prigionieri contemporaneamente.

“E come risultato, non hanno più- essendo lobotomizzati -

“la capacità di lasciare la prigione che si sono costruiti...

o quantomeno di vederla come una prigione.”

E poi si è frugato nella tasca, e ha tirato fuori un seme di un albero...

e mi ha detto “Questo è un pino.”

Me lo ha messo in mano e ha detto “Scappa, prima che sia troppo tardi.”

Vedi, ad oggi, da due o tre anni a questa parte...

Chiquita ed io abbiamo questa sgradevole sensazione di dover scappare per davvero.

Davvero ci sentiamo come gli ebrei nella Germania di fine anni '30.

Scappare via di qui.

Ovviamente, il problema è dove andare.

Perché sembra piuttosto ovvio che il mondo intero sta andando nella stessa direzione.

Sai, credo che sia abbastanza possibile che gli anni 60...

abbiano rappresentato l'ultima esplosione dell'essere umano prima che si estinguesse...

e che questo sia l'inizio del resto del futuro, ora...

e che d'ora in poi ci saranno soltanto tutti questi robot che gironzolano...

sentendo niente, pensando niente.

E non ci sarà quasi nessuno rimasto a ricordargli...

che un tempo ci fu una specie chiamata essere umano...

con sentimenti e pensieri...

e che la Storia e la Memoria oggi vengono cancellate...

e presto nessuno si ricorderà davvero...

che la vita è esistita sul pianeta.

Ora, ovviamente, Björnstrand sente che non ci sia quasi nessuna speranza...

e che noi probabilmente stiamo regredendo ad un periodo...

selvaggio, immorale, spaventoso.

La gente di Findhorn la vede in modo differente.

Loro sentono che ci saranno questi lampi di luce...

a spuntare in diverse parti del mondo...

e che questi saranno, in un certo senso, pianeti invisibili su questo pianeta...

e che come noi, o il mondo, diventeremo freddi...

faremo invisibili viaggi spaziali su questi pianeti differenti...

a rifornirci di tutto che necessitiamo sul pianeta...

e tornare indietro.

Ed hanno la sensazione che devono esserci dei centri...

dove oggi le persone possano venire e ricostruire un nuovo futuro per il mondo.

E quando stavo parlando con, uh, Gustav Björnstrand...

lui mi diceva che attualmente questi centri si stanno sviluppando ovunque oggi...

e che quello che stanno cercando di fare, che è quello che Findhorn stava cercando di fare...

e in un certo senso, quello che io stavo cercando di fare-

Voglio dire, a queste cose non si possono dare nomi...

ma, in un certo senso, questi sono tutti tentativi di creare un nuovo tipo di scuola...

o un nuovo genere di monastero.

E Björnstrand parla del concetto di "riserve"-

isole di sicurezza dove la storia possa essere ricordata...

e l'essere umano possa continuare a funzionare...

nell'idea di conservare le specie attraverso un'epoca oscura.

In altre parole, stiamo parlando di un movimento clandestino...

che è già esistito in diverse modi durante le Età Oscure...

presso gli Ordini mistici della chiesa.

E lo scopo di questo movimento clandestino...

è quello di trovare come preservare la Luce, la Vita, la Cultura...

come continuare a far vivere le cose.

Sai, continuo a pensare che quello di cui abbiamo bisogno...

è un nuovo linguaggio-

un linguaggio del cuore...

un linguaggio, come nella foresta polacca, dove il linguaggio non era necessario.

Una sorta di linguaggio tra le persone che sia un nuovo tipo di poesia...

che sia la poesia delle api danzanti che ci raccontano dove sta il miele.

Ed io credo che nell'idea di creare quel linguaggio...

tu dovrai imparare come poter passare attraverso uno specchio...

in un altro tipo di percezione...

dove hai la sensazione di essere in comunione con tutte le cose...

e all'improvviso tu comprendi ogni cosa.

Siete pronti per il dessert?

Oh, credo che prenderò un espresso. Grazie.

- Molto bene. - Io - Io pure ne prendo uno. Grazie.

E - E, oh, potrei avere anche un amaretto?

Certamente, signore.

Grazie.

Vedi, Wally, c'è questa incredibile costruzione che loro hanno fatto a Findhorn.

E l'uomo che l'ha disegnata non aveva mai disegnato nulla in tutta la sua vita.

Lui scriveva libri per bambini.

Ed alcune persone volevano che fosse una sorta di sala della meditazione...

ed altri volevano che fosse una specie di sala della lettura.

Ma la parte sensitiva della comunità voleva che servisse per un'altra funzione altrettanto importante...

perché volevano che fosse una sorta di nave spaziale che di notte potesse sollevarsi...

e lasciasse che gli UFO sapessero che questo era un posto tranquillo per atterrare...

e che avrebbero trovato amici lì.

Quindi, il problema era- poiché era necessario un tipo di tetto resistente-

era come avere un tetto che potesse stare sopra il palazzo...

ma allo stesso tempo fosse capace di volare di notte e incontrare i dischi volanti.

Così, l'architetto meditò e meditò...

e alla fine venne alla conclusione che la soluzione fosse molto semplice...

cioè, di non dover inserire il tetto sulla costruzione...

il che voleva dire che sarebbe stato staccato...

perché loro avevano venti molto forti nel nord della Scozia.

Così, per prevenire che si staccasse, lui prese dei sassi di mare dalla spiaggia-

o lo facemmo noi, perché io ho lavorato alla costruzione-

tutti sopra e sotto il tetto, proprio in questo modo.

E l'idea era che l'energia che sarebbe passata di pietra in pietra...

sarebbbe stata talmente forte...

tale da mantenere il tetto basso in qualsiasi condizione atmosferica...

ma allo stesso tempo, se fosse stato necessario che il tetto andasse in alto, ci sarebbe stata luce a sufficienza.

Bene - calcola che funziona.

Ora, gli architetti non sanno perchè funzioni...

e infatti non potrebbe funzionare perché dovrebbe cadere.

Ma funziona. Funziona per davvero.

I venti soffiano, e il tetto dovrebbe cadere, ma di fatto, non cade mai.

Davvero.

Beh, oh...

vuoi sapere qual è la mia opinione attuale a tutto questo?

- Vuoi sapere qual è la mia risposta? - Sì!

Vedi, la mia risposta - Intendo -

Dico- Dico, Io sto solo cercando di - di sopravvivere, capito?

Dico che, dico solo che sto cercando di guadagnarmi da vivere...

sto solo cercando di pagare il mio affitto e le mie bollette.

Voglio dire, ehm -

che, io vivo la mia vita.

Mi piace stare a casa con Debby.

Sto leggendo l'autobiografia di Charlton Heston.

Ed è tutto.

Voglio dire, sai- Dico che, occasionalmente, forse...

Debby ed io facciamo una passeggiata, magari andiamo ad una festa o qualcos'altro.

E se occasionalmente metto insieme il mio piccolo talento e scrivo un copione...

bene, quello allora mi sembra qualcosa di davvero straordinario.

E davvero, mi piace leggere degli spettacoli che hanno scritto altre persone...

e leggere le recensioni di quegli spettacoli e quello che la gente dice di loro...

e quello che la gente dice a proposito di quello che la gente dice.

E voglio dire, io ho - ho una lista di commissioni e responasabilità che tengo in un'agenda.

Mi piace scorrere l'agenda...

prendendomi in carico le responsabilità, fare le commissioni...

e depennarle dalla lista.

E voglio dire, io davvero - davvero non lo so come a qualcun altro possano piacere le cose...

che piacciono a me, come leggere l'autobiografia di Charlton Heston...

o, sai, ehm, svegliarsi la mattina...

e avere la tazza di caffè freddo che mi sta aspettando da tutta la notte...

ancora lì, per me, da bere al mattino...

e nessun scarafaggio o moscerino ci è morto dentro durante la notte.

Voglio dire, che sono davvero contento quando mi alzo...

e vedo il caffè lì, proprio nel modo in cui lo volevo.

Voglio dire, non riesco proprio a immaginare...

come chiunque altro possa apprezzare qualsiasi altra cosa più di questa.

Dico- dico, ovviamente, se lo scarafaggio - se dentro c'è lo scarafaggio morto...

beh, allora ho solo una sensazione di delusione, e sono triste.

Ma voglio dire, io-io io non credo che...

io senta il bisogno di questa cosa più di ogni altra.

Mentre, sai, sembra che tu stia dicendo...

che, uh...

che è incocepibile che qualcuno possa avere una vita piena di significato oggi...

e, che ognuno sia completamente distrutto...

e che tutti abbiamo bisogno di vivere in questi avamposti.

Ma voglio dire, sai, non proprio riesco a credere - anche per te -

Voglio dire, non trovi che - non sia piacevole semplicemente alzarsi la mattina...

e che ci sia Chiquita, ci siano i bambini...

e il Times ti è stato consegnato, e tu lo puoi leggere.

Voglio dire, forse farai il regista di uno spettacolo, forse non lo farai.

Ma dimenticati degli spettacoli che tu potresti dirigere o no.

Perché è così necessario - perchè non ti siedi e ti godi soltanto questi dettagli?

Voglio dire, sicuramente avrai una deliziosa tazza di caffè e un pezzo di torta al caffè.

Perché è così necessario avere più di questo...

o anche pensare di dover avere più di questo?

Voglio dire, io davvero non so di che cosa stai parlando.

Intendo dire -intendo, so di che cosa stai parlando...

ma non so per davvero di che cosa stai parlando.

E voglio dire, sai, anche se fossi totalmente d'accordo con te, sai...

ed anche se accettassi l'idea che che non ci sia nessun altro modo per chiunque...

di avere una felicità personale oggi...

beh, sai, ancora non potrei accettare l'idea...

che il modo di rendere la vita meravigliosa fosse quella di, radicalmente...

sai, rigettare la civiltà occidentale...

e tornare ad una sorta di religione in una specie di strano qualcosa-

Voglio dire, non so neanche come iniziare a parlare di tutto questo...

ma sai, nel Medioevo...

prima dell'arrivo del metodo scientifico così come lo conosciamo oggi...

beh, le persone potevano credere in qualsiasi cosa.

Qualunque cosa poteva essere vera- la statua della Vergine Maria...

poteva parlare o sanguinare o essere qualunque cosa.

Ma la cosa straordinaria che è accaduta...

è stata che con lo sviluppo della scienza nel mondo occidentale...

certe cose sono venute lentamente a conoscenza e sono state comprese.

Dico, che...

ovviamente, tutte le idee scientifiche sono costantemente testate e modificate.

Voglio dire, questo è il punto di tutta la faccenda.

Sappiamo a malapena che l'universo ha una qualche forma e ordine...

e che, ehm, gli alberi non si trasformano in persone o divinità...

e che ci sono molte buone ragioni del perché non lo fanno...

e tu non puoi credere assolutamente in niente.

Mentre, le cose di cui tu stai parlando-

dico- dico, tu hai trovato l'impronta digitale nel libro...

e c'erano, c'erano tre André e quella di Antoine de Saint-Exupéry.

E per me è soltanto una coincidenza.

Ma - e-e quando, sai, le persone che hanno messo quel libro insieme...

ben, loro avranno avuto i loro motivi per metterlo lì insieme agli altri.

Ma per te è stato significativo, come se quel libro fosse stato scritto 40 anni fa...

così che tu lo potessi vedere, come se fosse stato pianificato per te, in un certo senso.

Voglio dire, davvero, -

Ok, d'accordo, diciamo che, se io prendo un biscotto della fortuna in un ristorante cinese...

dico, ovviamente, anche se ho un'inclinazione a buttarlo-

Voglio dire che, ovviamente, difficilmente lo getto via.

Voglio dire, lo leggo. lo leggo e, ehm-

E subito instintivamente ho una sorta Sai, se dice qualcosa come, ehm...

“Una conversazione con un uomo dai capelli neri sarà molto importante per te”...

bene, io instintivamente penso, “Chi conosco coi capelli neri?

Abbiamo avuto una conversazione? Di cosa abbiamo parlato?”

in altre termini, c'è qualcosa in me che me lo fa leggere...

e instintivamente lo interpreta come se fosse un presagio del futuro.

Ma nella mia opinione conscia, che è davvero fondamentale per la tutta la mia visione della vita -

Dico, io dovrei davvero cambiare totalmente per non avere questa opinione.

Nella mia opinione conscia, questo è semplicemente qualcosa...

che era scritta nella fabbrica dei biscotti alcuni anni fa e in nessun modo si puà riferire a me.

Voglio dire, sai, il fatto che l'ho preso-

dico, l'uomo che l'ha scritto non sapeva nulla di me.

Dico che, non poteva davvero sapere niente di me.

Non c'è alcun modo in cui il biscotto possa davvero avere a che fare con me.

E il fatto che io l'abbia ottenuto è di fatto soltanto uno scherzo.

E voglio dire, se stessi per andare a fare un viaggio su un aereo...

e mi capitasse un biscotto della fortuna che dicesse “Non partire”...

Dico, naturalmente, ammetto che potrei sentirmi un pò nervoso per un secondo.

Ma, di fatto, io partirei comunque perché, voglio dire...

quel viaggio sarà riuscito o non riuscito...

in base alla condizione dell'aereo e alla condizione del pilota.

E il biscotto non è nella posizione di conoscere questi fattori.

E voglio dire, è la stessa cosa...

con ogni genere di, ehm, profezia, o segno, o presagio.

Perché se tu credi nei presagi, allora questo significa che l'universo -

Davvero, io non so nemmeno da dove iniziare per descrivere questa cosa.

Ciò significa che il futuro sta in qualche modo inviando messaggi...

indietro al presente.

Questo-questo significa che il futuro dovrebbe già esistere in un qualche senso...

ed è capace di inviare questi messaggi.

E significa anche che le cose nell'universo sono lì per uno scopo - per darci messaggi.

Mentre io penso che le cose nell'universo sono lì e basta.

Voglio dire, non significano nulla.

Intendo dire che, se l'uovo di tartaruga cade dall'albero e si spiaccica sulle pietre...

è solo perché la tartaruga è stata goffa - è stato un incidente.

E- e decidere se mandare le mie navi in guerra sulla base di quella cosa...

mi sembra un grande errore, almeno per me.

Beh, sulla base di quale informazione manderesti le tue navi in guerra?

Perché se tutto è così privo di significato...

che differenza c'è tra te che accetti il biscotto della fortuna...

e le statistiche della Fondazione Ford?

Non sembra avere importanza.

Bene, il fatto insensato del biscotto della fortuna o dell'uovo di tartaruga...

può possibilmente non avere alcuna rilevanza sul soggetto che stai analizzando.

Mentre un gruppo di fatti senza senso che sono collegati e interpretati...

in modo scientifico potrebbe essere di una qualche rilevanza.

Perché la cosa straordinaria delle teorie scientifiche sulle cose...

è che sono basate su esperimenti che possono essere ripetuti.

Hmm.

Beh, è vero, Wally.

Voglio dire, che, dar retta ai presagi e quant'altro...

è probabilmente solo un modo di lasciarci liberi...

cosi chè non dobbiamo prenderci la nostra responsabilità individuale per le nostre azioni.

Ma voglio dire, consegnarti all'inconscio...

può lasciarti vulnerabile ad ogni sorta di manipolazione spaventosa.

E in tutti i lavori in cui sono stato coinvolto, c'era sempre quel pericolo.

E c'era sempre quella questione di manipolare le vite delle persone...

perché se conduco uno di questi gruppi di lavoro, allora io divento in parte un dottore...

e in parte un terapista, e in parte un prete.

Ed io non sono nè un dottore, nè un terapista, e nemmeno un prete.

E già alcuni di questi nuovi monasteri...

o comunità o qualunque altra cosa di cui stavamo parlando...

stanno diventando istituzionali...

e immagino anche in un certo senso, a volte, stanno diventando fasciste.

Sai, c'è una sorta di autocompiaciuta ed elitaria paranoia che cresce-

una sensazione di “loro” e “noi” - che è davvero destabilizzante.

Ma voglio dire, ehm, il fatto è, Wally, credo che sia l'esagerato culto della scienza...

che ci ha portato a questa situazione.

Voglio dire, la scienza viene portata in trionfo da tutti noi come una forza magica...

che in qualche modo può risolvere ogni cosa.

Bene, piuttosto è il contario. Quello che fa è il contrario.

Ha distrutto ogni cosa.

Per questo motivo, ci ha ha portato, io credo...

a questa profonda, forte reazione contro la scienza a cui stiamo assistendo...

proprio come i demoni nazisti che furono rilasciati negli anni 30 in Germania...

furono probabilmente una reazione ad un certo tipo di conoscenza...

e ad una cultura e ad un pensiero razionale.

Sono d'accordo quindi che stiamo parlando di qualcosa di potenzialmente molto pericoloso.

Ma la scienza moderna non è stata paricolarmente meno pericolosa.

Giusto. Beh, sono d'accordo con te.

Sono competamente d'accordo.

No, perché sai, la verità è...

Credo che so che quello che mi disturba davvero del lavoro che tu mi hai descritto...

e non so nemmeno se sono capace di esprimerlo.

Ma in qualche modo mi sembra che l'intero punto del lavoro che tu hai fatto in quei seminari...

quando sei arrivato al punto e mi hai chiesto su che cosa fossero per davvero-

Il punto dell'intera faccenda, per davvero, credo...

fosse quello di permettere ai partecipanti di quei seminari, incluso te stesso...

di rimuovere in qualche modo ogni briciolo di volontà...

da alcuni momenti selezionati.

E il punto di esso era che, se tu potevi, allora tutti sarebbero stati capaci di sperimentare...

in qualche modo la pura essenza.

In altre parola, tu stavi cercando di scoprire come sarebbe vivere certi momenti...

senza avere nessun tipo di preoccupazione di cose che avresti dovuto fare nel frattempo.

Ed io credo che mi stia semplicemente opponendo a questo.

Voglio dire, io non penso di accettare l'idea che dovrebbero esserci momenti...

in cui non stai cercando di fare qualcosa.

Credo che sia nella nostra natura, di fare delle cose.

Io credo che noi dovremmo fare delle cose.

Io credo che la volontà...

è una parte non sradicabile alla base della nostra struttura umana.

E dire che noi dovremmo essere capaci di vivere senza di essa...

è come dire che un albero dovrebbe essere capace di vivere senza rami o radici.

Ma il fatto è che, senza rami o radici, non sarebbe un albero.

Voglio dire, sarebbe soltanto un ceppo. Capisci cosa voglio dire?

Uh-huh. Uh-huh.

Voglio dire, se io sono seduto a casa e non ho nulla da fare...

Bene, naturalmente cerco un libro da leggere.

Voglio dire, cosa ci sarebbe di così straordinario nello star seduti a far niente?

Mi sembra soltanto assurdo.

E se Debby fosse lì con te?

Beh, farebbe la stessa cosa.

Voglio dire, se lì ci fosse davvero una cosa come, ehm...

due persone a fare niente ma solo semplicemente, stare insieme?

Voglio dire, se fossero lì semplicemente...

per “relazionarsi,” per usare una parola che usiamo sempre?

Voglio dire, che cosa significherebbe?

Voglio dire, anche se stessimo per iniziare una conversazione...

o se stessimo per uscire a buttare la spazzatura...

o se stessimo per fare qualcosa, separatamente o insieme.

Voglio dire, capisci cosa sto dicendo?

Voglio dire, che cosa significa essere seduti lì e basta?

Ti rende nervoso.

Beh, beh, perché non dovrebbe rendermi nervoso? Mi sembra solo così ridicolo.

Molto interessante, Wally.

Sai, quando sono andato a Ladakh, nel Tibet occidentale e sono rimasto in una fattoria per un mese...

bene, lì, quando le persone venivano alla sera per il té, nessuno diceva niente.

A meno che non ci fosse qualcosa da dire, ma quasi mai c'era.

Così loro stanno seduti e bevono il loro té, e la cosa sembra non infastidirli.

Voglio dire, il problema, Wally, di essere sempre attivi e fare cose, è...

- e credo sia abbastanza certo - che si possa fare ogni sorta di queste cose...

e allo stesso tempo essere completamente morti dentro.

Voglio dire, tu stai facendo tutte queste cose, ma le stai facendo...

perché senti davvero un impulso per farle...

o le stai facendo meccanicamente, come ci stavamo dicendo prima?

Perché se tu davvero credi che stai vivendo solo meccanicamente...

allora devi cambiare la tua vita.

Voglio dire, quando sei giovane, tu fai appuntamenti tutto il tempo.

Vai a ballare o fai qualcos'altro. Sei libero e fluttuante.

E poi un giorno all'improvviso ti ritrovi in una relazione...

a all'improvviso ogni cosa si blocca.

E questo può essere vero anche nel tuo lavoro.

E quindi, ovviamente, se tu sei davvero vivo dentro...

altrettanto ovviamente non c'è alcun problema.

Se tu vivi con qualcuno in una piccola stanza...

e lì c'è la vita che scorre tra te e la persona con cui stai vivendo...

bene, allora una intera avventura può accadere davvero in quella stanza.

Ma c'è sempre il pericolo che le cose possano andare a morire.

Allora credo che tu debba diventare una sorta di vagabondo o qualcosa del genere, sai...

come Kerouac, ed uscire per la strada.

Io questo lo credo per davvero.

Sai, non è così magnifico passare la tua vita in mezzo a una strada.

La mia preferenza prevalente è di stare in quella stanza se ci riesci.

Ma sai, se tu vivi con qualcuno da lungo tempo, le persone iniziano a dire in modo contante...

“Beh, ovviamente, non è più meraviglioso come un tempo era stato, ma è un fatto naturale.

Il primo rossore dell'innamoramento se ne va, ed è così che deve essere.”

Ora, io sono completamente in disaccordo.

Ma credo che tu debba fare costantemente a te stesso una domanda, con assoluta franchezza:

Il tuo matrimonio è ancora un matrimonio?

Lì tra voi, c'è il sacramento?

Così come tu devi chiederti se ci sia il sacramento nel tuo lavoro-

è ancora lì?

Perché, è una cosa davvero spaventosa, Wally, dover all'improvviso realizzare...

che, mio Dio, pensavo che stessi vivendo la mia vita, ma in verità io non ero più un essere umano.

Io vivevo come un attore.

Io non stavo vivendo. Stavo recitando. Io stavo - stavo recitando il ruolo del padre.

Io avevo recitato il ruolo del padre. Io avevo recitato il ruolo del marito.

Io avevo recitato il ruolo dello scrittore, o del regista, o qualunque altra cosa.

Io avevo vissuto nella stessa stanza con queste persone, ma non le avevo mai viste per davvero.

Non li avevo mai ascoltati Non ero mai stato per davvero con loro.

Sì, perché conosco alcune persone che a volte...

vivono l'una accanto all'altra.

Voglio dire, la faccia dell'altra persona potrebbe trasformarsi nella faccia di un grande lupo...

e la cosa non avrebbe alcun effetto.

Semplicemente, non sarebbe notata. Nessuno la noterebbe.

Voglio dire, ero in Israele qualche tempo fa -

Ho questa foto di Chiquita che è stata scattata quando lei -

La porto sempre con me. Fu scattata quando lei aveva 26 anni o giù di lì.

Ed era in estate, e lei è distesa su una terrazza...

in questa specie di lunga gonna vecchio stile che viene portata a vita alta.

E lei è magra, sensuale e bellissima.

Ed ho sempre guardato quell'immagine e pensato a quanto lei fosse sexy.

E quando l'anno scorso in Israele, ho visto quella foto...

ho realizzato che la faccia nella foto era la faccia più triste del mondo.

Quella ragazza a quel tempo era così persa...

triste e sola.

Avevo portato questa foto per anni insieme a me, eppure non l'avevo mai vista per ciò che era veramente.

Non avevo mai davvero guardato quella foto.

E poi, ad un certo punto, ho realizzato che avevo vissuto 18 anni anni incapace di capire...

tranne nelle situazioni più estreme.

Voglio dire, in una certa misura, avevo ancora la capacità di vivere nel mio lavoro.

Per questo ero così drogato di lavoro.

Per questo motivo sentivo che ogni spettacolo che facevo era una questione della mia vita o della mia morte.

Ma nella mia vita reale, io ero morto.

Io ero un robot.

Voglio dire, non concedevo a me stesso nemmeno di arrabbiarmi o di annoiarmi.

Voglio dire, oggi Chiquita, Nicolas, Marina -

Tutto il giorno, come tutte le persone, fanno cose che mi danno fastidio e dicono cose che mi danno fastidio.

Ed oggi mi sono infastidito. E loro mi hanno detto “Perché sei infastidito?”

E io ho detto, “Perché siete fastidiosi,” capisci.

E quando ho consentito a me stesso di considerare la possibilità...

di non passare il resto della mia vita con Chiquita...

ho realizzato che quello che ho sempre voluto dalla vita è di stare sempre con lei.

Ma a quel tempo, io non avevo imparato cosa voleva dire permettere a te stesso di reagire...

a un altro essere umano.

E se tu non puoi reagire ad un'altra persona...

allora non c'è nessuna possibilità di azione o interazione.

E se non c'è, io davvero non so cosa significhi la parola “amore”...

se non dovere, obbligo, sentimentalismo, paura.

Voglio dire-

Non so te, Wally, ma io -

io ho dovuto mettere me stesso in una sorta di programma di allenamento per imparare come essere un essere umano.

Voglio dire, come mai non sentivo niente? Io non lo sapevo.

Che genere di cose mi piacevano? Che tipo di persone volevano frequentare davvero? Capisci?

E l'unico modo in cui potevo pensare di scoprirlo...

era quello di tagliare con tutto il rumore e smettere di recitare tutto il tempo...

e semplicemente ascoltare quello che c'era dentro di me.

Vedi, credo che venga un tempo in cui tu abbia bisogno di farlo.

Ora, magari per farlo davvero, devi andare nel Sahara...

e forse puoi farlo a casa tua.

Ma devi eliminare il rumore.

Sì. Ovviamente, personalmente, io ho solo, ehm -

Io di solito non, ehm, non mi piacciono i momenti di calma, sai.

Davvero non mi piacciono.

Voglio dire, non so se sia quella, ehm, cosa freudiana, tipo-

Ma, sai, la paura degli impulsi inconsci...

o la mia aggressività o cose del genere, ma...

se le cose diventano troppo tranquille, e mi scopro lì seduto...

sai, come stavamo dicendo prima...

Voglio dire, che sia da solo oppure-oppure con-con qualcun altro...

Ho come - ho come questa sensazione di...

ehm, mio Dio, che stia per essere rivelato.

In altri termini, sono giusto per fare ogni sorta di compito, ehm...

ma non sono adeguato, ehm, per essere semplicemente un essere umano.

Voglio dire, in altri termini, io non sono -

se fossi soltanto intrappolato qui e non fossi autorizzato a fare certe cose...

ma tutto quello che posso fare è, ehm, essere qui...

bene, io di sicuro fallirò.

Voglio dire, in altri termini, ehm...

posso passare ogni genere di test...

e sai, anche se prendessi una “A” mettendoci lo sforzo richiesto...

ma comunque, ehm -

io non ho alcun indizio di come passare il test.

Voglio dire - voglio dire, ovviamente, io ho realizzato che questo non è un test...

ma, ehm, io lo vedo come un test...

e sento che sto per fallirlo.

Voglio dire, è - è molto spaventoso.

Mi sento proprio in mezzo al mare. Capisci...

Beh, sai, potrei immaginare una vita, Wally...

in cui ogni giorno potrebbe diventare un'incredibile, monumentale, sfida creativa...

e noi non saremmo necessariamente adatti a compierla.

Voglio dire, se tu hai sentito di lasciare la persona con cui vivi, dovresti lasciarla.

Ma se poi sentissi il contrario, dovresti ritornare.

Ma nel frattempo, l'altra persona avrebbe reagito al tuo abbandono.

Sarebbe una vita fatta di questa sensazione.

Voglio dire, quello che era straordinario nei seminari che conducevo...

era come le persone così velocemente sembrassero calarsi nell'entusiasmo...

celebrazione, gioia, meraviglia, abbandono, tenerezza, in uno stato selvaggio.

Potremmo starci a vivere così?

Sì, credo che che quello sia il momento di contatto con un'altra persona.

Voglio dire, questo è ciò che ci spaventa.

Voglio dire, quel momento in cui sei faccia a faccia con un'altra persona.

Voglio dire, ora-

Tu non penseresti che sarebbe così spaventoso. è strano che noi lo troviamo così spaventoso.

Beh, non è strano.

Voglio dire, intanto, ci sono alcune più che buone ragioni per essere spaventati.

Voglio dire, l'essere umano è una creatura complessa e pericolosa.

Voglio dire, davvero, se iniziassimo a vivere ogni momento?

Cristo, è qualcosa di più di una sfida.

Voglio dire, se tu davvero raggiungi e se sei in contatto con l'altra persona...

bene, quello è davvero qualcosa per cui lottare, credo che sia qualcosa che faccio.

Sì, è davvero patetico se uno non lo fa.

Ovviamente, c'è un problema, perché più ti avvicini, credo, ad un altro essere umano...

e più completamente misteriosa e inafferabile-

diventa quella persona.

Sai, che, tu devi raggiungerla, devi fare aventi e indietro con loro...

e devi relazionarti, e ancora tu ti stai relazionando ad un fantasma o qualcosa di simile.

Io non so perché siamo fantasmi.

Siamo fantasmi? Chi siamo davvero?

E questo è da affrontare, confrontarsi con il fatto che tu sei completamente solo.

E accettare che tu sei da solo è accettare la morte.

Vedi, perché quando tu sei da solo, sei da solo con la morte.

Voglio dire, nulla ostruisce la tua visuale di essa, o di qualcosa come quella.

Corretto.

Sai, se ho capito correttamente, credo che Heidegger disse...

che se tu facessi esperienza del tuo essere alla massima capacità...

tu faresti esperienza del decadimento, dell'essere in procinto di morire...

come parte della tua esperienza.

Sai, nell'atto sessuale c'è quel momento di totale dimenticanza...

che è davvero incredibile.

Poi nel momento successivo, tu inizi a pensare a tutte altre cose:

lavorare al copione, quello che farai il giorno dopo.

non so se questo sia vero per te, ma io credo che debba essere abbastanza comune.

Il mondo viene abbastanza velocemente.

Ora, questo accade perché noi abbiamo paura di restare in quello stato di dimenticanza...

perché quello, è un momento di prossimità alla morte.

Come le persone che hanno paura di andarsene a dormire.

In altre parola, tu ti relazioni con l'altro, e non sai che cosa il prossimo momento porterà.

E non sapere cosa porterà il prossimo momento...

ti porta più vicino alla percezione della morte.

Vedi, ecco perché credo che le persone abbiano relazioni extraconiugali.

Voglio dire, sai, a teatro, se hai ricevuto buone recensioni...

tu senti per un momento che hai messo le mani su qualcosa di buono.

Sai cosa intendo? Voglio dire, è una bella sensazione.

Ma poi quella sensazione va via abbastanza presto.

E una volta ancora tu non sai cosa dovresti fare dopo.

Cosa accadrà?

Bene, avere una scappatella, e portarla fino ad un certo punto...

può davero farti sentire con i piedi per terra, sai.

C'è una conquista sessuale che dev'essere fatta. Ci sono diverse domande da porsi.

Le piace che le stuzzichi le orecchie?

Quanto intensamente potete discutere di Schopenhauer in un ristorante francese di lusso?

Qualunque nonsense di questo tipo.

Sono tutte cose, credo, che ti danno la sembianza che la terra è stabile.

Bene, avere una relazione con una persona che va avanti per anni-

Quello è completamente imprevedibile.

Allora tu hai mollato tutti gli ormeggi a terra, e stai viaggiando verso l'Ignoto...

attraverso mari inesplorati.

Voglio dire, sai, le persone rimangono attaccate a queste immagini di padre, madre, marito, moglie...

ancora per la stessa ragione -

perché esse sembrano procurargli la terra sotto i piedi.

Ma qui non c'è una moglie.

Che cosa significa? Una moglie.

Un marito. Un figlio.

Un bambino stringe una mano...

e poi all'improvviso c'è quest'uomo enorme che ti solleva dal pavimento...

e poi è andato.

Dov'è quel figlio?

Tutti gli altri clienti sembra che siano andati via ore fa.

Chiediamo il conto e André paga la nostra cena.

Davvero?

Mi sono concesso un taxi.

Sono tornato a casa attraverso le strade della città.

Non c'era una strada, non c'era un palazzo...

che non fosse legato ad una qualche memoria della mia mente.

Lì, stavo comprando un vestito con mio padre.

Lì, stavo prendendo un frappè dopo scuola.

Quando finalmente sono rientrato Debby era tornata a casa da lavoro...

e le ho raccontato ogni cosa della mia cena con Andrè.

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