All language subtitles for Ricchi di fantasia (2018) [7745240500751](1)

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Original subtitles

Andiamo, Mamboa!

Pausa!

Signori, io so quando finirà la crisi dell 'edilizia.

Sì? Sì.

Quando ricoverano Vladimir per anoressia, cioè mai.

Io stavo pure a sentire questo buffone che gli fate scherzare.

No, non sto scherzando, caro. Ma tanto tu che ne sai?

L'ultimo libro che hai letto è il Sussidiarico, vero?

Senti, abbassa la cresta.

Guarda che qua tu inchiodi le assi per i carcestruzzi.

Non sei più geometra, eh!

Ricordatevi invece, caro, che chi è geometra è geometra tutta la vita.

Sappilo. Hai capito?

Ecco, comunque...

Parlo a voi, eh!

Parlo a voi perché voi potete capire.

Un mio creditore mi lascia a saldo un trullo...

Sì, perché lui c'ha i creditori, capito?

Sì, sì, c'ho i creditori, sì.

Un trullo,

a mezza ruga,

ridente,

paesino della Fuglia,

privo di turisti.

Allora io che faccio?

Per evitare di pagare l'IMU, lo metto in vendita.

Si presenta uno solo.

Oh, uno solo!

Dice, sì, sì, io lo prendo, lo prendo.

Però tu devi pagare il notaio.

Prendete conto, la casa era il sogno degli italiani.

L'hanno fatta diventare incubo.

Sai che te dico, architetto?

A me m'hai rotto questi discorsi, io me ne vado proprio a casa.

Ma che oh!

Ma tu sei matto?

Ma che scherzi da fasse questi?

Ma poi dico, stiamo a mezza giornata per una ditta che tra poco fallisce.

E te te vado a scherzare?

Ma che cazzo te ridi?

Ma Nando, la tristezza è un lusso per i ricchi.

Chi sta nella merda deve ridere.

Vabbè. Vambua!

De testa!

Oplà!

Nonna! Ma basta!

Gli anni settanta son finiti!

Gli anni settanta!

Oe, Bibba!

Guarda che gli anni settanta sono eterni, hai capito?

E tutto quello che è venuto dopo che è sbagliato.

Vamo là!

Chi m'aiuta a apparecchiare?

Va faticato, eh?

Ma almeno il sabato!

Ma io non lo so, papà!

Ehi, Vincenzo!

Papà, cantiamo su di te, te lo leggo?

E vai! Sali su, andiamo!

Guarda che cosa hai, come la turi! Vai!

tema il tuo papà svolgimento il papà per me è un problema perché non ce l'ho ho un

vicepapà che sarebbe mio nonno ma non devo chiamarlo così perché gli piace fare il

giovanotto con le femmine Questa c'è una fantasia, sto ragazzino, una cosa...

Ha ripreso da me!

il mio vicepapà quando litiga e alza la voce così ho scoperto che è il mio papà

mia mamma è stata dieci anni per il mondo...

non sembra neanche più una romana una sera il Libano ha preso una spronza che non si

ricordava più niente così dopo nove mesi sono nato io il vice gritava...

è figlio d 'Argentoni!

Ma papà, ma che ti metti a dire? Non mi sono pensato niente!

Non ho finito!

Fallo finire, vediamo dove vuole arrivare il ragazzino, no?

Andiamo, vai!

Il mio vice si lamenta perché ha una moglie rabbiosa Ma chi ha rabbiosa chi?

No! Ma io d'accordo!

Io non uso questi termini!

No!

E' una madre che fa la cena per farsi servire Io non faccio la cena!

Io soffro di artrosi all'anca, va bene?

Mi fate finire!

Dai!

Basta, su!

Però il mio vice è sempre allegro mamma dice che secondo lei si è innamorato

infatti si fa troppe docce Ma questo non è un tema,

questa è un'invenzione questa è una favola, no?

Io non le ho mai dette ste cose, vero?

No, non le hai dette!

Ti so io che c'ho tanta fantasia, giuro!

Tanta fantasia, eh!

Ma avete fatto passare la pedina! Io non mangio!

E la rivoluzionaria la faccio io oggi!

Io sono una rignone da lavoro!

Mamma!

Oddio!

Dai!

Vieni giù qua!

Stai volando!

Dai!

Devo ancora macinare la drippa in trattoria!

Amore mio!

Dai!

Devo amare!

Dai!

Sì!

E poi guarda!

Gigi più sta e più diventa sospettoso Per me sarà sempre più difficile, vedi?

Poi lui mi ha mangiato la foglia!

Sabri, io penso che l'orete ti basta!

Lasciamoli!

Ma come facciamo?

Io l'avrei fatto il giorno stesso che t'ho incontrato!

Ma non lo posso, pa!

Tu sei tutto per me!

Ma...

C'ho tuffi, Sergio, non te lo scorda!

La trattoria è de' Gigi, casa è de' Gigi!

Dico se...

se me ne vado rimango che le pezze al culo!

Non parlare così!

Scusa, l'amore ha bisogno pure di...

di parole belle, no?

Pure di parole belle!

Tu sei raffinato, sei un sacco de' parole!

Leggi un sacco de' libri!

Ma le pezze sono le pezze e il culo è il culo, eh!

E io così rimango se lascio Gigi!

Ma ci sono io!

Sono purtroppo un geometra, oh!

Eh!

Tu fai il carpentiere adesso!

Lavori due giorni a settimana, non da' un anno!

...e il ritorno dell'amore eterno... Ma che stai a dì?

Che stai a dì, eh?

La gente non se lascia perché non c'ha più i sordi!

E' per questo che se manna a fa' un culo!

Eh, vedi, finalmente sono arrivate pure le belle parole!

Eh, ma quando c'ho' c'ho' opero, eh!

...te che non temi...

...te l'hai vinto!

...oh, oddio, dai!

...c'è stato lo scooter la festa!

...l'estrullo a mezz'aruga va a fare... ...lo vuoi che pensi o no?

...abitabile, vista mare!

...eh, aria buona!

...i tedeschi vanno pazzi per quello!

...credimi!

...è proprio un affare!

...ma che cazzo dici?

...ma quale mare?

...sta' in montagna, l'hai detta tu!

...no!

...sa' vedi?

...eh!

...lo vedi come mi sono ritrotto, no?

...lo vedi?

...e tu ne sai qualcosa, sa' vedi?

...è vero!

...tu mi devi aiutar!

...va' vero, va' vero!

...adesso ti dimostro il mio buon cuore!

...Vicenzi è il negro e ti faccio fare la settimana intera!

...Vicenzi è vero?

...chi' Vicenzi è vero?

...quello ha due figli!

...ma che me lo porta a me?

...io non ho i soldi per finire il cantiere, pensa a bambù!

...ma tu vuoi guadagnare o no?

...lascia sta' bambù!

...me faccio venire un'idea io!

...oggi faccio il jackpot!

...eh!

...vabbè accetto pure un socio, forza!

...venti euro oggi, sei milioni domani!

...eh!

...no' fammi capire!

...tu ogni volta che giochi gli chiedi un finanziamento!

...investimento!

...io no' investimento!

...asienda è in casa!

...ma che crisi!

...sempre le licenze al nero!

...ma che ti avrei attenato se non c'era l 'Angelo Custode lassù!

...io ce l'ho anche qua giù l'Angelo Custode!

...e grazie Sergio!

...il mio Angelo Custode non sta facendo un cazzo!

...perchè te lo sei magnato!

...forza architetto finanzio io!

...oh!

...questo è un uomo coraggioso!

...capito?

...ci voglio credere!

...avanti!

...venti euro!

...no' ventitré!

...come ventitré?

...no' ventitré!

...panino, non me trovo spicci!

...tieni!

...subito!

...vai maozze d'ungo, vai!

...portate il bici!

...fermo là!

...do' vai?

...finanzio io!

...e tengo io!

...sei sempre stato malfidato te eh!

...oh!

...oggi siamo un gruppo che vogliono come dire... ...musica tema!

...ammazza per oggi!

...eh!

...dico ho cantato coi neomelodici...

...ho cantato col gruppo dei scout... ...però pure canzoni fasciste...

...ma non solo perchè... ...soi fasciste... ...perchè so proprio brutte!

...cosa, però ricorda che questi pagano...

...e pagano bene!

...devrei ricordare che il tuo figlio... ...ci ha chiesto un scooter...

...ce hai idea di quanto costano scooter?

...dai, forza!

...amara gioia a me, vero?

...amara gioia!

...ma Nando!

...ma che succede Nando?

...che succede?

...che succede?

...tieni, guarda che succede!

...sei legge?

...sei legge?

...non te l'hanno insegnato?

Guarda, te lo dico io.

Hanno vinto 6 milioni al Bar de Chang.

Per un attimo ho creduto di essere io.

Invece uno che ha giocato mezz'ora dopo di me.

Uno come lui, uno come te.

Sfiga, pensa se tu e Sergio vincevate davvero.

Sergio andava fuori di Kapoczka.

Come hai detto?

Fuori di Kapoczka.

Allora io lo famo credere davvero.

Che cosa?

Che siamo stati noi a bici.

Gli famo lo scherzo.

Mi sembra uno scherzo un po' stronzo.

E perché quelli che fa lui non so da stronzo?

Ultima idea.

Io io io io io scannaro schedina e metto numeri con Photoshop.

Ecco bravo, scannara.

Scannaro.

Se lo famo tu risate.

Ciao Sergio.

Ciao.

Psst, arrivo.

Dai, lei vede.

Buongiorno.

Buongiorno.

Oh, questa è la notte che ho dato a questa volta.

Sergio.

Sì?

Siamo ricchi.

Sì, ricchi.

Io e te.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

No.

Sì.

Dai, adesso diciamoglielo.

Senti, ti ho rispetto pure i frosci ma questo è un cantiere qui si lavora,

perciò muovete... Sennò vi pigliate al c***o in culo.

Ah!

Allora...

Allora... Aspetta!

Dov'hai Sergio?

E dove vai tu?

A lavorare.

La cintura!

La lavoro senza la cintura.

Cammini!

Avanti!

Cammini!

Il casco!

Il casco!

Il casco!

Dove va quell'altro?

Vi licenzio tutti!

Capito?

Vi licenzio tutti!

Tutti vi licenzio!

Ma gliel'hai detto che era uno scherzo?

Non fa tanto tempo.

Ha andato via come un razzo.

Ma ora lo chiamo.

Ha lasciato il cellulare qua.

Mannaggia.

Vabbè.

Ve lo diciamo domani.

Almeno così se cuoce un altro buono il brodo.

Hai riuscito bene lo scherzo, eh?

Hai visto come è scappato?

Tutto contento stava.

Andava a lavorare.

Se tu dall'altopiano guardi il mare, momenta che sei schiava fra gli schiavi,

vedrai come un sogno d'alte navi e un tricolore sventolar per te.

La fietta chiedila e la piscina, aspetta e spera che già l'ora sta vicina.

Quando saremo vicino a te, noi trovaremo un altro dulce o un'altra lega.

Un altro dulce o un'altra lega.

No,

che succede, Sergio?

Che hai detto?

Ti mi prendo, ti prendo.

Ho fatto tremendo.

Che sei te?

Ho fatto tremendo.

Cambia tutto.

Sergio, ma davvero?

Sì, tutto.

Ti compro la villa al mare, ti compro la panca, ti produco il prossimo disco,

ti porto io da stamattina.

Oh, ma che sta succedendo qua?

Perché hai smesso di cantare?

E te che sta a fa' qua?

Dopo due giorni.

Aridateci al puzzone!

Che pulisco il culo a tua madre!

E tu me lasci così!

Tiè, si è messo pure il vestito della festa!

Ma tu non mi ami più!

Ma dopo 25 anni!

Ma chi sta insieme per amore?

Chi?

Sono i mutui e il rancore che fanno andare avanti un matrimonio!

Dov'è?

Dov'è?

Dove sei?

Dove vai?

Mamma, la violenza no!

Non risolve niente!

E sia chiara una cosa che se te ne vai te mi pure la vecchia!

Non ci penso proprio, io non me ne vado perché questa

qui è casa di mio figlio e quindi anche casa mia!

È vero, però l'hai testata a me, sennò io se la mangiavo al tribunale!

Te non me piaci!

Ve rubi pure i soldi dal portafoglio, t'ho visto!

Mamma, non fare così!

Che poi magari un giorno vi rimetterete insieme!

Comunque adesso papà vuole solo essere felice e tu sei sempre arrabbiata!

Allora siete d'accordo, bene, armatevene via tutti!

Perché questa è casa mia!

E il conto morente è pure!

Finalmente, attente, vedo più!

Sei un cretino!

Fai i casini per amore alla tua età, ma lo sai che una famiglia richiede

responsabilità?

Ne parli di responsabilità, ma quando ti ho chiesto chi

era mio padre mi hai dato una rosa dei sospettati, andiamo!

Non è colpa mia se nel 68 c'era l'amore libero!

Ma io sono nato prima del 68!

Eh, ero in anticipo con i tempi, bene!

Mamma, ma adesso senza cosa siamo profughi!

No, non siamo profughi, no, guarda!

Siamo ricchi!

Ho vinto 3 milioni!

Sei una zoccola, come tutte quelle del mondo dello spettacolo!

Ma quale spettacolo?

Ma chi c'è mai riuscito a fare lo spettacolo?!

Magari sto qui a cantar Faccetta nera... Sì, però volevi fare la cantante!

Mantengo i fidi in altro e mi ritrovo cornuto!

Non tieni fide nessuno, perché io qui dentro c'è lavoro 12 ore al giorno.

Me ne frego!

Tanto tu da qui non porti via niente, perché

tutto quello che sta qui è tutta roba mia.

Ma chi la vuole la roba tua, spilorcioso?

Io mi sono presa solo la roba mia.

E il beauty case, sai perché?

Perché dentro c'ho i preservativi.

Mi servono.

Mi porto dietro.

Ora vedi che c'hai ragione.

Tesoro, sei un genio!

Io l'ho sempre detto che meritavi qualcosa di più importante della tua vita.

Ma come sono felice per te e per noi.

Facciamo una cosa.

Voi andate ai giardinetti.

Sì.

Io adesso devo recuperare il telefonino.

Capito?

Sì.

Hai capito?

Per finire il cantiere mi basta un milione e mezzo.

In cambio ti do quattro appartamenti.

È un affare.

C'hai da accendere?

No, non ce l'ho da accendere.

Sai, tu è che sei così stronzo che io godo di

più a vederti fallito che a farti fare un affare.

Buongiorno!

Buongiorno.

Molte piacere, Sergio.

Gli ha proposto un affare?

Sì.

Sì, attento.

Questo all'inizio ti promette Maria e Monti.

Dico questo, tu mi dai questo, ma io ti do anche questo.

Poi alla fine ti fa pure una mutande.

Poi sai che fa alla fine?

Ti assume, ti dà una miseria e ti fa diventare così.

Come questi poveri disgraziati qua.

Questo è un bastardo, eh.

Sta vestito così ma è un mio operaio.

Vai a lavorare, vai.

Ingegnere, vai.

Ah!

Oltre che bandito.

Questo è un burino pecorale.

Puzza.

Questo per risparmiare l'acqua.

Manco se lava.

Sei licenziato.

Ti faccio terra a bruciare.

Ti capisco?

Non c'è ancora la cena qui.

A Roma, Rieti e Frosinone, nel triangolo del pecorino, tu non ci lavori mai più.

Chi è la cena?

Che stai facendo?

La cena...

Senti, vieni, vieni.

Molto piacere di averla conosciuta, eh.

Molto piacere di avermi... Ciao, caro.

Oh, compagni!

Il principe se ne va!

Grazie, grazie.

Grazie.

Ti devo dire una cosa.

Hai visto che spettacolo?

Eh, basta, non se ne può più.

Ma non ce l'ho, ce l'ho.

Questo lo devo regalarti.

Tieni, la denaglia.

Sergio, era uno scherzo.

Io non scherzo, che cosa hai fatto?

Io faccio turteria, hai capito?

Ma che vuole mostrare?

Ma davvero, davvero?

No, non mi stai a capire, Sergio.

Guarda.

Queste persone, piacere.

Eh?

Piacere.

Tieni.

Sergio.

C'è pure la scarpetta del Napoli.

Non so se è delle parti sue, no?

Ah, sì?

Tieni, questo lo devo servire.

Che tu muoia.

Tieni, questo.

Eh?

Bene.

Fatta!

Non abbiamo vinto niente, Sergio.

Eh?

Sì, sì, sì.

La schedina mi ha fatto parlare di Microsoft Photoshop.

Non hai vinto niente, Sergio.

Ah, ah, ah.

Adesso vado a far credere che è tutto uno scherzo.

E non è vero.

Deve essere qui, no?

Ma perché l'hai lasciato?

Un uomo come Gigi non lo trovi più.

Lo spero bene.

Mamma, non si rovina la vita ai figli per amore.

È un sentimento passeggero.

Lo dicono tutte le fiction del mondo.

Scusi, vuole dire uno?

Senti, tu se ne ha finisce di vedere queste fiction.

Vedrai se intermino, eh?

Ma ce n'andiamo così, con tre cose?

Oh, ma è vero.

Eh, ci ricompriamo tutto nuovo.

Siamo ricchi, eh.

Non c'è ne metanfetamina come Milky Bad?

Sergio, c'ha tre milioni.

Sai che significa?

Che ci prendiamo un gran villone al mare, per te un

campo da calcio e per te una sala cinematografica.

Che volete di più?

Vabbè, mamma.

Se è per la tua felicità.

Eccolo.

Questo sarebbe il riccone.

Su un'cara da bestiame.

Ma questo ti ha preso per culo.

Non te permette, eh?

Ah, sì.

Amore, è un'ora che ti cerco.

Ma che fine hai fatto?

Ti ho dovuto staccare il telefono.

Gigi mi infamava, no?

Ti presento i miei ragazzi, Brando e Angela.

Questo tre milioni ne ha visti manco al Monopoli.

Lo scusi, era affezionato a quello di prima.

Ma dove sei finito?

Che sono due ore che ti aspettiamo?

Sì.

Eh?

E bello, me la presenti la tua famiglia?

Sì.

Dopo, però.

Prima ti devo parlare un attimo.

Papà, non fare il caffone, però.

Eh, io sono Letizia, sua figlia.

Piacere.

E lui è Artemio, il mio bimbo.

E il nipote.

Ti sei messo pure con un nonno.

Oh!

E pianta adesso, forza.

Io sono la mamma di Sergio.

Sì.

Ah, allora piacere, signora.

No, mi dispiace che è successo tutto così in fretta.

Non abbiamo avuto proprio tempo nemmeno di conoscerci un attimo.

Dato saccio, come si dice.

Però, insomma, adesso siamo tutti insieme.

Saremo una famiglia.

Sì.

Come una famiglia?

No.

Ma scherziamo, Sergio?

Io non voglio estranei nella villa al mare.

Beh, ma noi ci prenderemo due belle suite.

Vediamo quello che succede.

Poi, se non succede... ...se non dovessimo andare d'accordo...

...noi ci teniamo il villone al mare.

Ah, signora, mettiamo dentro il monolocale.

Ma come nel monolocale?

Sì.

Ma di cosa?

Amore...

...amore, io ti devo parlare un attimo.

Ma che mi devi dire, Sergio?

Andate al bar.

Per favore, andate un attimo al bar.

Ci vediamo al bar.

Lui lì sbarnucca, eh.

Hai visto?

Lei sta con lui solo per i soldi.

Te lo dico io.

E non mi sbaglio.

Che hai detto, scusa?

Che andiamo al bar.

Ti amo.

Ti amo.

Ti devo dire una cosa.

Ti amo.

Da oggi...

...da oggi vivo.

Amore... Che mi devi dire.

Eh?

Dov'hai?

Ti ho mai presentato amici miei del cantiere?

Simpatici, il giorno ti presento.

Mi hanno fatto lo scherzo.

La cosa da non crederci.

Che hanno fatto questi figli di nate?

Hanno preso la schedina, quella che ti ho portato oggi al ristorante.

Hanno cancellato i numeri, quelli che avevo giocato.

E hanno messo i numeri, quelli veri, quelli che hanno vinto veramente.

Un sacco di soldi.

Ma come gli abbiamo detto?

Una trovata, un'idea veramente... ...e formidabile.

Praticamente...

...ti devo dire una cosa.

E' uno scherzo.

E' uno scherzo...

E' uno scherzo.

Non abbiamo vinto un cazzo.

Non c'è una lira, Sabri.

Non c'è una lira.

Non c'è una lira.

Amore!

Oddio!

Aiuto!

Tutto è a me.

Tutto è a me!

Nasco povera, vivo nella miseria.

Nel momento in cui decido di dare una svolta alla vita mia, di seguire l'uomo

che amo, mi ritrovo pezzente, mi ritrovo...

Mannaggia a me!

Mannaggia!

Ma figurate, ma come fa?

Cosa facciamo?

Dico, io c'ho solo 76 euro dentro quel beauty case.

C'avemo casa, non c'avemo sordi, non c'avemo lavoro.

Tu quanto c'hai?

100 euro.

No, 50.

50 l'ho bruciato.

126 euro in 7?

Quelli già si odiano così, da ricchi.

Pensa quando gli diciamo che sono diventati poveri, partiranno certi vaffanculo.

E allora non gli diciamo niente.

Scusa, non gli diciamo niente.

Per due mesi stavamo zitti, ci inventavamo qualcosa.

Con il sentimento, come posso dire.

Si accetta meglio la povertà.

Ma dico tu sei matto?

La cassa la tengo io.

Chissà come fanno a fargli credere per due mesi di essere ricchi.

È come quando fai uno scherzo.

Basta pensare che è vero.

Ecco, finalmente.

Ehi, ben arrivati.

Meno male.

Allora...

Ma che siete malati?

107 euro.

Che vi siete maniati?

Amore, siamo ricchi.

Champagne, per favore.

Allora, c'è un piccolo problema che abbiamo scoperto.

Per le grosse incide bisogna aspettare due mesi per essere pagati.

Non pagano subito.

Allora per un periodo bisogna stare un pochino più tranquilli.

Come si dice?

Basso profilo.

Capito?

Mamma, basso profilo.

L'amore ti ha fatto bollire il cervello?

Ma scherziamo.

Ma hai la schedina?

Vai in banca con la schedina e chiedi un prestito.

Le banche danno i soldi solo ai ricchi, lo sai, no?

E sfruttiamolo.

Questo neoliberismo.

Però c'è un altro piccolo problema per cui noi non possiamo spegnere.

E quali sarebbe questo problema?

Sentiamo.

Quale sarebbe?

Fisco.

Fisco?

Ecco, il fisco, sì.

Perché su tre milioni di vincita uno lo dobbiamo pagare le tasse.

Capisci?

Quelli sono terribili.

Quelli delle tasse ti seguono per due mesi.

Non ti mollano un altro.

Sì, sono dei maledetti.

C'hanno pure la banca dati di tutti quelli che vincono.

E gli si mettono dietro gli sporpalon come piragna.

Ma ho paura.

No, amore, non è successo.

Allora niente grande da te.

No, no, no, è meglio un bread and bed fast.

Eh, mamma.

È come delle rapine, capito?

Per due mesi non si tocca il bottino, capito?

Via adesso!

Andiamo, venite al fisco.

Vai, vai, vai.

Veloce.

Veloce.

Una parola, veloce, io.

Ma guardati, ti rendi conto dove dobbiamo andare?

Ma io posso pagare... Dica?

Il conto?

Questo?

Sì.

Chi lo paga?

Eh...

Chi lo paga?

E chi lo paga?

Perché non sasci chi lo paga, eh?

E chi li conosce a questi?

Ma ti rendi conto?

Ma dai, su dove andiamo?

Monta, nonna!

Su questo giornale c'è scritto che ha vinto qualcuno del quartiere.

Ci puoi dire qualcosa?

No, guarda, non te posso dire proprio niente.

Eh, sì.

Che ti devo dire?

Tiè.

20 euro.

Siamo cresciuti assieme, questo signore, dentro lo stesso quartiere.

20 euro.

Io non sono cresciuto con Sergio, ma lui mi ha sempre aiutato.

A posto, no?

Eh, a posto.

Sai quanto costa far dormire sette persone pure dentro a un bed and breakfast?

Lo sai, te?

E tu lo sai che noi siamo manovali e non te

potevamo certo mantenere in albergo, Sergio?

E allora veniva a dormire a casa tua.

A casa mia?

Eh.

Ecco.

Venite, venite.

Nando's House, questo è uno dei primi cinque bed and breakfast di Roma.

Capito?

Eh.

Sa manco che le recensioni s'oppongono.

Rai, non ne so come scomprare.

Guarda che schifo di posto.

Guarda qui.

Ha ragione, senti che puzza di mozza che fa.

Va bene.

E si pure i cassetti zotti nelle scarpe.

Pare proprio casa nostra.

Lascia prendere i cassetti.

Lei chi è, scusi?

È solo mamma de Nando.

Ho portato le tagliatelle.

Grazie.

Signora, grazie.

Che gentile.

Grazie davvero.

Grazie.

Buona serata.

Grazie.

Grazie, arrivederci.

Ma Nando, dove sta?

Eh no, Nando sta giù, sta giù al garage con gli eletti scozzetti.

Guarda qua che meraviglia.

Capisci perché uno dei primi cinque è benvenuto.

Tagliatele del benvenuto.

Venite, venite.

Guarda qua.

Questo cibo è un dono dal cielo.

Senti, come esce il dislocamo?

Perché siamo in sette e qui casa mi pare piccola.

Vedo solo un divano.

Eh sì, ma adesso ci vediamo.

Intanto ringraziamo il cielo.

No, no, mamma, mi dispiace.

Tu non puoi prendere l'unico letto matrimoniale.

Cioè tu adesso prendi le tue cose e ti trasferisci sul divano.

E qui ci dormiamo io e Sabrina.

Ma non lo capisci che sono obbligata?

È che devo stare con la gamba stesa e di lato.

Altrimenti mi si blocca l'anca.

Non lo so mica io, se non lo capisci tu...

Guarda...

Però domani ne parliamo, eh?

Amore, tutto bene?

Sì.

Mi ricorda quando stavo in Iraq con l 'hollus e dormivamo nelle case bombardate.

Ci avremo gli incubi.

Posto di merda.

Certo che però sto figlio tuo, eh?

Un po' arrogante come, o no?

Ma di che?

Lui sarà rimasto scioccato.

Gli abbiamo cambiato la vita in 24 ore.

Vorrei vedere te.

Se ti facevano la stessa cosa, come avresti reagito?

Eh, lo so, amore.

Scusa, amore.

Tu madre, invece?

Tu madre?

Non parli mai di tua madre, eh?

Che c'entra mia madre?

Bella, prepotente...

Non apriamo il discorso di mia madre, eh?

Che è un discorso lungo, lasciamo per...

Te posso assicurare che è stato uno sciocco veramente forte, pure per lei.

Pure per lei?

Ma immagino che sciocco.

È stato uno sciocco forte.

Oh, Sergio!

Oh, mamma mia!

Dai!

Ma c'è...

Ma dai, ci sta a dire i cazzini!

Guarda, guarda, guarda.

Ma come piano!

I ladri, sai?

I ladri?

I ladri per forza, che c'è?

Perché si rompono?

Pensate, devo prendere l'apparecchio della mia figlia

che lo deve usare di notte e me l 'ho dimenticato.

Ma lei è proprio un cafone!

Ma entra dentro casa della gente senza manco bussare!

No, è che se non lo usa regolarmente...

Che ha detto cafone?

No!

A me?

Sì, ho detto cafone!

Sergio, sei piazza in casa mia, mi mangi a dormire in

garage, ti mangi le fettuccine di mamma e io so il cafone.

Allora lo sapete che vi dice questo cafone?

Che domani mattina è otto.

Benannate!

Tu, sta gran signora e tutto il circo che vi ha portato appresso.

Ma per favore!

Ma parliamo un attimo da persone civili?

E non mi venite a raccontare la storia dell'amicizia in cortile perché mi ricordo

io quando c'avevi la BMW che facevi via il geometra,

come passavi davanti al cantiere, come ci facevi via...

Così ci faceva!

Quella era una citazione cinematografica, capito?

Ignorante, che se fossi nato da te...

...invece le ho fatte le giornate al bingo... ...forse non finivi così!

Sai dove te le devi inspirare, le citazioni?

Fatte da quella gran signora che c'hai vicino!

Alle otto, sbombate!

Stabile?

È stabile.

Perfetto.

Mamma, hai visto?

Allora, guarda.

Furgone camperizzato.

Abbete ecologico, il top del segmento, eh?

T'ho montato pure la poltrona, ma... Grazie.

È un mezzo da profughi, io non ci salgo.

Se mi vede qualcuno che conosco... E poi dove andiamo?

Andiamo in Puglia, è la meta top dei ricchi a Puglia, non lo sapete?

Ma in Puglia dove?

Dove?

A Mezzaruga, mamma.

I tedeschi vanno matti per Mezzaruga.

Mare cristallino, meraviglioso.

Dicono cara Ibico.

Io voglio andare a Ostia con Gigi.

Gigi non c'è più.

Sei un ingrata, lui ci ha mantenuto per anni.

La devi fare finita.

Tu ripeti solo quello che ti ha detto lui.

Che fai?

Devo sentire.

Io lì dentro ci ho lavorato 12 ore al giorno, più di quanto c'era lui.

Falla finita.

Va bene?

Vabbè.

Sì, fammi invidia.

Che sta a fare?

Che sta a fare?

Vuoi smetterci o no?

Fammi invidia.

Vamo là.

Così.

Sì, sono contento per la tripetta in Champions, però non mi ammonta la testa.

Non mi ricordo l'infanzia su un furgone come imbaraccato.

Voglio dedicare queste cose al capitano e a Shakira.

Ciao, cucciola.

Ma ancora con sta stupidaggine?

Tu ancora c'hai l'illusione di diventare un calciatore.

Nella vita ci vogliono certezze.

Hai capito?

Non sogni.

Avremo questa sfortuna.

Che torno è?

Una madre che tarpa i sogni del figlio.

Monta, va, monta.

Ma come monto?

Che c'ho male la lanca, eh?

Che vedi?

Una pedana qui per disabili.

Ho bisogno di essere sollevata.

Dai.

Cosa fai?

Oh!

Scusa, io c'ho l'L5.

Mi dai una mano a sollevare mamma?

Piano.

Sali.

Aia!

Aia!

Aia!

Eh!

Ma non hai modo di farlo?

E che sarà male?

Ma come li fermi i pezzi?

Ah!

Addio, contriore mio bello.

Mettiti seduto che è pericoloso.

Mettetegli la cintura.

Ma non c'è la cintura.

Come non c'è?

Non c'è.

Tiè, legalo.

Ma che lo leghi, sai?

Ma sì.

Eh oh, che pericoloso, eh.

Ecco.

Le privacy.

Eh oh.

Ma che sei ciecato?

La tua strada stava là.

No, no, no, no.

Facciamo solo strade provinciali.

Ah, vuoi risparmiare il pedaggio, eh?

Perché è più poetico.

Maleducato.

Mettete a sede questo.

Ecco.

Sergio.

Che fame, che fame.

Ehi, dicono che a mezz'ora è un'ora e quarantata al mare.

Ma chi te l'ha detta sta festeria?

Google Maps.

Amore, ma tu hai prenotato a mezzaruga mare o a mezzaruga montagna, scusa?

Eh, mare, montagna.

Basta che si magna.

E basta che non rompete più... Oh, ma sono ragazzini.

Scusa, scusa, scusa.

Brando è uno sfigato.

Sogna la Champions e sta in banca nel mandione football club.

Lo credo.

Con una madre che pensa solo ai soldi è chiaro che viene il suo male.

Tal dei me.

Amore!

La vecchia è acida.

E l'edizia è fulminata.

Secondo me se droga.

E poi c'è quello là che ti bacia di continuo.

Non ti fa schifo?

Quello là è l'uomo di cui mamma è innamorata.

Quindi portagli il rispetto, eh?

E mi auguro che nella vita capiti pure a te, perché è una cosa straordinaria.

Io spero proprio di no.

Il nonno a lei piace tanto perché ha tre milioni più di gigi.

Devo restare te.

Quello che ho detto.

A te ti devo dare due schiaffi, mi sa.

Te ne ho dati pochi da piccolo, eh?

Questa sceneggiata comunque deve finire.

Perché questi prima o poi lo scoprono, eh?

Non ti preoccupare, qualcosa l'inventiamo.

Eh, sì.

Ti parli bene.

C'hai un figlio che ti dice certe cose.

Mi ha fatto passare una... vabbè lasciamo questa guarda.

Ti ha fatto passare perché?

Lasciamo questa, dammi retta.

Mi devi dire perché.

Niente.

Quello ormai pensa e ragiona come dice.

A furia deve dirci che è partito insieme al rovinato.

È diventato come lui.

E certo.

Mi piace il calcio, ho sedici anni.

Oh!

Te vado da educarci?

Rientra, rientra!

No, non devi entrare, no!

Ma chiama!

Che famiglia di semi!

Oh, non ti permette?

Guarda che parlavo della mia famiglia, carina.

Ma sei suscettibile.

T'ho sentito.

Parla della famiglia tua, brava.

Attenta, mamma!

Puglia!

No!

Devi rientrare!

Oddio, Brando!

Palla da frustrazione!

Ma palla finita, ho preso la palla!

Ma ce l'ha bisogno?

A te te lo dico dopo, eh.

Papà, quella... Palla finita, rialzate su.

Guarda che sta a fare, papà.

Ma è tutto pane.

Il prosciutto è una comparsa.

A me sta vita da ricco non mi piace.

Stavo meglio quando ero povera a casa mia.

E mangiavo bene.

Amore mio, ricchezza e povertà sono solo stati d'animo.

Il cosmo ci dà tutto quel che serve.

Basta chiedere.

Cosmo, scendi per due etti di prosciutto!

Ma ti hai toccato?

Ti dico solo.

Ma quando arriviamo?

La Puglia è lunga, cara.

Molto lunga, capito?

Dobbiamo avere pazienza.

Bisognerà fermarci per dormire da qualche parte.

Forza, su.

Dove?

Dove?

Vedrai.

Ma dormiamo qua, in furgone, su.

E no, mo basta!

Ci abbiamo i soldi e stasera vogliamo un hotel.

Ha ragione.

E possibilmente a Cinque Stelle, va bene?

E poi non veniteci a dire che qua il fisco ci viene a braccare.

Perché noi non ci crediamo.

Siete soltanto degli spilocci.

Ecco la verità.

Vamo là.

Masseria Cinque Stelle.

Oh, Sergio ti ho prenotato quattro suite, eh?

E poi c'è un menù, guarda.

Stasera c'è una cena che diventiamo pazzi.

Finalmente mangiamo.

E vai, finalmente ci godiamo sti milioni!

Che vuoi?

Nando!

No, no, no, per favore, non riattaccare.

Chiedo scusa, ma... Sto in mezzo a una strada, Nando.

Ti chiedo l'ultimo favore della vita mia.

Nando, ti prego.

Ancora?

Ti è bastato quello che hai fatto a casa mia?

Nando, io sono disperato, hai capito?

Disperato.

Allora ascoltami, questo è l'ultimo favore che ti faccio.

Poi scompari dalla mia vita per sempre, chiaro?

Certo.

Salve.

Mi scusi, è solo quel furgone parcheggiato fuori?

No.

Va bene.

Mi lascia una carta di credito, incortesemente?

Certo.

Grazie.

Ma questa è la tessera del supermercato?

Sì.

E sei sbagliato.

Nando.

Sì, sì, te sento, Sergio.

Ti senti?

Sì.

Venite qua, venite qua.

C'è Nando.

È il socio mio, quello che ha vinto insieme a me tutti sti soldi.

Nando parla, te sentono tutti, parla, parla.

Brutte notizie, Sergio.

Il fisco sa che ha vinto uno del cantiere, ci tengono d'occhio.

Ma...

Ma stai sicuro, Nando?

C'ho un cugino in finanza.

Dice che ci hanno messo alle coste le due uomini.

Uno alto e moro e uno biondo.

Sono russi.

Si fingono turisti.

Fa me capire, Nando, ma se questi scoprono tutto...

che vuoi tutti sti soldi, questi ci succhiano meglio la testa come minimo.

Esatto.

Fate i pezzenti, mi raccomando.

Fate i pezzenti oppure te ne da una martellata in fronte.

Io non voglio dare un milione di euro allo Stato.

Gigi dice che le tasse sono un furto.

Gigi, udisciti.

E ora che facciamo, Sergio?

Eh?

Avevamo pure prenotato, mannaggia.

Guarda.

Guardala.

Guardali.

Che bastardi.

C'ha ragione, Nando.

Uno moro e uno biondo.

Eh, si.

Si, si.

Erano i turisti.

E chi era?

E ora?

Artemio.

Quando ti guardo, piangi.

Mamma pisce di sotto.

E questa è l'Italia?

E questa è l'Italia?

L'Italia che volevamo?

Che i nostri padri sono andati su in montagna?

No!

Non è questa l'Italia.

A voi vi sembra possibile che una famiglia di italiani, di disoccupati, certo,

dei poveri, non ha diritto a passare due, tre, quattro, cinque, sei giorni qua,

in un posto bello?

Noi no.

Bello no?

I barconi sì e noi no.

Eh no.

E non mi sta bene.

Questo ragazzino.

Guarda qua.

Guarda, guarda.

Guarda, un ragazzino.

Mi dura un ragazzino di otto anni a piagna che non mangia da tre giorni.

Ma stava a scherzare.

Mamma mia, non ho manco più i soldi per comprare i pannoloni.

Guarda che spettacolo là per terra.

Guarda, guarda che... No!

Io dico no!

No!

Andiamo!

Basta!

Senta, mi scusi.

Ti sposto da questo furgone?

Eh lo ho sposto.

Lo sai perché l'ho sposto?

Perché?

Perché il furgone è mio.

Allora ce l'ho sposto, grazie.

Eh ce l'ho sposto, sì.

Andiamo.

Vergogna!

Siamo bambini.

Andiamo!

Crises su Italia.

Grazie.

Ma per fregarli fino in fondo dobbiamo dormire in un motel.

Ma di quelli squallidi.

Anzi no!

Quella di Refisca è meglio star sicuri.

Dobbiamo dormire nel furgone.

Se guadagnavo un'altra milione, certo.

Sabrina, mi accompagno in gabinetto.

Devo espletare i miei bisogni.

Come, scusa?

Eh, mi aiuti.

Mi fa male l'anca, va bene.

Se mi piego rischio di non alzarmi.

Come adesso, vedi.

Sì, sì, ma è strano perché fino a poco fa camminavi benissimo.

E me?

E l'artrosi, l'anca, fan così.

Dolori lancinanti che vanno, vengono.

Insomma, cosa ci posso fare io?

Papà.

Amore.

Ma quanto tempo è che non stavamo un po' insieme?

Sai che fa papà?

Una cosa giusta.

Ti apre un'erboristeria.

Una saletta dietro che fa i fiori dei barchi.

È un business incredibile.

Papà, ma quell'erboristeria?

Lo so che non abbiamo vinto una mazza.

Oggi le tasse sulle vincite le trattengono quando prendi i soldi.

Ed io ti posso spiegare tutto.

Stai tranquillo.

Sto zitta.

Sai che non me ne frega niente dei soldi.

Se solo riuscissimo a vedere la meraviglia che abbiamo saremmo tutti più ricchi.

La meraviglia ce l'ho davanti.

Tu sei un angelo.

Oh, sta da brucià.

Per carità.

Ecco.

Prima la devo accompagnare al bagno.

Poi la devo aiutare a tagliarsi le unghie dei piedi perché dice che non ci arriva.

Ma mi vuole umiliare.

Dai, Sergio.

Mi tratta come un abbadante.

Su.

Per favore.

Questa è come la luna dei miei rinocci.

Guarda che luna che ti ho montato.

E tu mi stai parlando delle unghie di mia madre.

Ma io mi butto nel fuoco.

Ma tu sei proprio un mastro.

Eh.

Oh, beato di che c'hai sto carattere.

Ti viene sempre da ridere.

Ma come fai?

Pure in una situazione come questa.

Guarda come siamo accampati.

C'hai ragione tu.

Certo sarebbe bello averci tanti, tanti soldi.

Tanti.

Tanti che dici che ci faccio.

Magari.

Però fa paura.

Ma devi credere.

Fa pure paura.

Ma se...

Eh?

L'unica cosa di cui ho paura è perdere.

Eh?

Che è?

Che è che?

Ancora smonta, scusi.

No, dai, dai.

Ci stanno a vedere.

No, ma stanno tutti là.

Guarda, tua madre si incattivesce.

Diamo fuoco.

Diamo fuoco, diamo fuoco.

Ti va se ci raccontiamo i nostri complessi?

No, preferisco le mie fiction sui nobili.

Il mio complesso è che sono figlio di Gin Tonic.

Adesso ti spiego.

Io non so chi è Gin Tonic.

Tu lo sai chi è?

Ah, qui.

Allora, Bruce Lee.

Ma come te lo devo dire?

Se non trovo sto milione e mezzo, fallisco.

Solo tu mi vuoi aiutare.

Oh.

Ma che vuoi da me?

Non son mica ricco io.

Ma sai che hai 26 milioni?

Stai tranquillo.

E' vero che uno del cantiere?

Ma Sergio, non è vero?

Sai, ti ho già detto troppo.

Dai, fammi lavorare.

Non mi stai spingendo.

Dai che mi risolvi la vita.

A te che ti costa?

Cinque spingi di montaggio.

Tu hai tutti i farò.

Dove sta Sergio?

Parla.

Dove sta Sergio?

C'ho sentito oggi, vi sta in Puglia col furgone.

Se lo chiami e scopri che strada farà domani, ti pago una settimana in più.

Che dici, vende lui?

Una settimana in più?

Che c'ho?

Guarda

che meraviglia, eh?

Ieri mare e oggi campagna.

Andiamo!

Mamma, io c'ho fame.

Anch'io c'ho fame.

Ecco.

Oh, guarda che albero di figli biologici!

Oddio, quanto mi piacerebbe mangiarne qualcuno.

Dai, facciamoglieli assaggiare.

Amore, ma te li colgo?

Guarda qua che meraviglia!

Eccoli!

Sono straordinari, questi figli biologici.

Vuoi mettere con quei fichi chimici che si comprano dentro i negozi?

A me fanno cagare.

È vero!

Il figo aiuta!

Intanto noi abbiamo pranottato allo scoglio dorato.

Treforchette su ristolunso.it Brava, mamma!

Finalmente ti sei decisa a offrire una cena, eh?

Sì, certo.

Anche perché in Italia, si sa, gli unici

che c'hanno i soldi sono rimasti pensionati.

Cocca, io non ho la pensione, lo sai, perché non mi

sono mai piegata allo sporco gioco del capitalismo.

E dai, ma cosa abbiamo tutti a casa?

Non è vero!

Io non ho mai rubato nel portafoglio della tua ex moglie!

Eh!

Oh, basta gliacchi!

O scoglio dorato o torniamo a Roma!

Eh!

Chi è?

Grande vecchio Sergio!

Che bello vederti, Sergio!

Ciao, Giuseppe!

Eh!

Che c'è fai qua?

Eh no, c'ho affari in zona.

Ma questo incontro mi fa veramente piacere.

Ti posso presentare la mia signora?

Onoratissimo!

Piacere!

Sergio, da quando mi hai infamato ti penso tutti i giorni.

No, guarda, anzi, veramente mi dispiace di

non essermi comportato in quel modo con te.

Ti chiedo scusa.

No, no, no.

Io ho capito che con te ho sbagliato e vorrei che tu mi perdonassi.

Posso invitarti a pranzo?

No, eh, purtroppo noi avevamo già prenotato allo scoglio dorato e...

Eh, che problema c'è?

Siete tutti i miei ospiti.

Quando ne siete?

Sette.

Sette?

Sì.

E andiamo, eh.

Sì.

No, finisce il primo.

Finisce il primo.

Eh.

Forse...

Via, via.

Ah, guarda che meraviglia.

Guarda che ti ho fatto portare.

Eh?

Ma scusami, mi può portare dei tortellini in brodo?

Ma cos'è dei tortellini in brodo, mamma?

Questa è la Bologna, eh, San Mare.

Vabbè, allora è una fantasia di pesce crudo, va bene?

Eh, una fantasia di pesce crudo, sia gentile.

Capo a me, ostri che cozze.

Mi tratti bene, eh.

Si vede che sono abituati a godersi la vita.

Lo sai, ma tu che vuoi da me?

Un milione e mezzo.

Sergio, lo so che hai vinto la lotteria.

Ti licenzi, parti per le vacanze, per notare in questo posto di lusso.

Non mi devi fregnarci, però.

Ma che?

Ora fai la scalfisco.

Ah, la voce dell'innocenza, ecco qua.

Volete negare ancora?

Signora?

Signora?

Signora, dico a lei.

Sì, signora.

Dico, ormai siete ricchi, dovete investire.

Voi mi date un milione e mezzo, io vi do cinque appartamenti, li rivendete

a un milione e nove, ci guadagnate quattrocentomila

euro, è possibile che non mi interessi?

No, no, no, no, ci interessa e come?

Sono arbole soltanto che noi decidiamo sempre insieme quei soldi di famiglia.

Non c'è problema, fantastico.

C'ho qui tutte le carte e anche una bozza di contratto.

No, il bianco fa male.

Il rosso?

Sergio, pensa ai tuoi colleghi.

Se io fallisco perderanno il lavoro.

È giusto, c'ha ragione, eh.

Noi siamo di sinistra e dobbiamo aiutare gli operai.

Ma a sinistra sei buttata sul profitto se è per questo, che dici?

Ma perché?

A te quattrocentomila euro di guadagno fanno schifo?

Non mi dire no.

Pensaci qualche giorno.

Abbiamo mangiato benissimo.

Voi vi danno la stella quest'anno.

Grazie.

Senza le ragioni fiscali dovremmo gonfiare un

pochino il conto, trecentocinquanta euro in più.

Trecento per me e cinquanta per lei, capito?

Così sono settecentoquarantadue euro.

E con l'astice, il mio bianco e il mio rosso.

Giusto.

Le tirerei subito i trecento per me, grazie.

E il conto è quel signore bruttarello con l'orecchino pelato.

Grazie molte per i bambini.

Il bagno, scusi?

Qui sulla destra.

Grazie.

Grazie.

Grazie.

Grazie.

Grazie.

Grazie.

Grazie.

Adesso?

Eh, ma adesso?

Adesso.

Che fame.

Domani ne sto a cavolare.

Ma ti hai presi?

Il cosmo.

Quanti sono?

Trecento.

Sei terribile.

Caramelle per tutti.

Ecco.

Sergio.

Eh?

Dobbiamo fare una deviazione.

Ti devi andare al bagno?

No, perché c'è una villa sul mare in vendita, sciocco.

Una villa sul mare?

Sì.

No, no, no.

Io ho uno splendido trullo che mi aspetta a mezza ruga e lì vado.

Eh.

No, questa la stiamo valutando come nostro investimento.

Nostro investimento?

Ma che state dicendo?

Ma dico, ma voi siete impazziti?

Ci riempite dei soldi e allora ci dovete aiutare pure a spederli.

Dai mamma, è così bella.

Dalle foto sembra la villa di un principe.

Che vi costa?

Eh va bene, va.

Facciamo sta deviazione.

Massi.

Rilanciamo, eh.

Sergio, ma tu... Sabrina.

Andiamo.

Andiamo?

Ma sì.

Venga signor Sergio, venga a vedere una vera casa da VIP.

Splendida.

Eh, guardi qui.

Mobili e carmine d'epoca.

Beh, veramente molto molto interessante.

E qui c'è il fiore all'occhiello.

Venga, venga.

Bello, eh.

Venga a vedere qui.

Sì.

Eh.

Spiaggia privata.

Un paradiso.

Che le dicevo.

Un paradiso.

Le piace?

Splendida, veramente.

E quanto costerebbe?

Ah, nulla.

I proprietari non ci vengono da anni.

La svendono, diciamo, la regalano, ecco.

Un milione di euro e chiudiamo.

Quanto?

Un milione.

Correte!

Sì, sì, sì, ho per carità... Venite a vedere.

Scusi un attimo.

Che c'è?

Venite a vedere.

Che succede?

Mi scusi, eh.

Prego, prego.

Che è successo?

C'è una guala nonna da giovane nella foto.

Come guala nonna da giovane?

Una coincidenza cosmica.

Chissà che significa.

Che significa?

Che significa?

Eh?

Che significa, mamma?

Significa che è voluta venire a casa dell 'ex amante, vero?

Non era un amante.

No?

È stato il grande amore della mia vita.

Un altro?

Sì.

E ci ha lasciato il cuore.

E stavi con un ricco allora?

Eri ricco anche tu?

No, no.

Negli anni settanta i ricchi erano comunisti e si scroccava che era un piacere.

Che bei tempi.

Mamma, scusa.

Sì?

Scusa, Eva.

Eh?

Ma se questo è stato amante, quei tempi ci starebbero, no?

Dico, potrebbe essere lui.

Ma chi?

Tuo padre?

Papà, sì.

Ma figurati.

Ma non vedi quanto è bello lui?

Guardalo.

Scusate.

Ma voi siete venuti qui per vedere il fidanzato della nonna?

No, no.

Io sto lavorando.

Lo so.

C'è stato un misunderstanding, guardi.

Non esiste.

Le lascio... Mi piacere fuori, dai.

Sto lavorando.

Le posso spiegare... Non voglio... Fuori?

Dai, andate.

No, siamo noi che ce ne andiamo.

Andate.

Capito?

Giù le mani, intanto.

Ecco.

Ce ne andiamo noi, non ci mettiamo più piedi in questa casa.

Andiamo?

Che stiamo a fare qua?

Eh?

Forza, andiamo.

Di chi è questa foto?

Mettila lì.

Forza, andiamo.

Lei qua dentro non mi vede più.

Se lo ricordi.

Andiamo?

Mamma mia, poveracci.

Che vita.

Che ci prega.

Noi siamo ricchi!

Ciao!

Ah, Marlon Brando.

Non ti crede che sei arrivato perché pensi di avere i soldi?

Che tu non sei ancora partito nella vita.

Ma che vuoi da me?

Chi sei?

Chi sei?

Io?

Io sono quello che ti mantiene.

Stai a fare la vita da miserabile e ti avanti pure.

Zitti adesso, basta.

Ecco, guarda, siamo arrivati.

Ecco mezza ruga.

Ma fa schifo.

Da lontano, da vicino è una poesia.

Sulla guida c'è scritto posto incantato.

Siete dei materialisti.

Ma dove ci hai portato?

Sembra un cimitero, sembra.

Sono morti tutti.

Altri profughi.

Veramente.

Tutti i quali, mamma mia.

Come lo domandano.

No, guarda, guarda.

Qualcuno vivo c'è.

Buongiorno.

Buongiorno signore.

Buongiorno, ben trovati.

Salve.

Noi cerchiamo il numero 66 di via Gavur, che è questa no?

È quello.

No, no, è il 66.

È quello, il numero 66.

Mi sarei crollato.

Sempre così?

Sergio, lo sai che mi sono rotta i maroni, eh?

Questo viaggio, così massacrante per niente?

Mi vuoi dire adesso dove andiamo a dormire?

In un albergo sul mare.

Mola piante, te fa lo spioccio e cacci i soldi, hai capito?

Eh sì, se li ha, perché comincio a dubitare che abbia vinto, lo sai?

Oh, basta!

Ma che dubitate di Sergio, siete matti?

La nostra è una famiglia, no?

Ah, ecco.

Io di lui non mi fido.

Voglio la prova.

Ah, vuoi la prova?

Vuoi la prova?

Allora sai che ti dico, adesso mi sparo il primo

milione, vado giù e mi copro il pillone sul mare.

Va bene?

Eh?

Le chiedo scusa per la reazione inconsulta di prima.

Penso a tutto io.

La supplico.

Rifaccio il gazebo, imbianco i muri, sistemo il giardino.

Tutto io.

Le chiedo soltanto due mesi di ospitalità.

Per me e per la mia famiglia.

Ma lei è pazzo.

Ma perché?

Io non metto 7 persone in casa di un cliente.

Proprio a lei, poi.

Ma scusi, ma l'ha detto lei che il padrone di casa non viene mai?

Non lo verrebbe mai a sapere.

Ma si rende conto che noi non ci abbiamo da mangiare?

Non ci abbiamo da dormire?

Mia madre sta per morire.

Che me ne frega merda.

Ha ragione.

No, no, no.

Scusa, scusa, scusa.

Scusa.

Scusa.

Senti bene.

Senti bene.

Questi lavori a occhi e croce sono 5.000 euro.

Eh?

Va bene?

Guarda.

Ti vedi questi?

Questi sono gli ultimi che ho.

Il materiale lo compro tutto io.

A spese mie.

Poi facciamo una fattura finta.

Eh?

Per il proprietario.

Vieni a fare questi lavori.

Mmm?

Questi?

Eh?

Ahahah.

Ahahah.

Ahahah.

10,9,8,7,6,5,4,3,2,1.

Vuoi che io dorma?

Mamma dorme eh.

Finalmente.

Ce la faccio più.

Non ce la faccio più.

Ascoltatemi bene.

Fatemi bene a sentire.

Questa è la nostra nuova casa vacanza.

E col fisco come la mettiamo?

Che ti preoccupi del fisco?

Siamo d'accordo con l'agenzia.

Noi siamo ufficialmente i nuovi manutentori.

Geniale.

Questa è da cicci.

Comunque questa è casa nostra.

La dobbiamo sistemare.

Vi piacerebbe mettere delle aiuole piene di fiori?

Per esempio.

Sì!

Sì, sì.

Un po' di entusiasmo.

Il gazebo è tutto distrutto.

Vi piacerebbe sistemarlo tutto.

Ci mettiamo la mamma piazzata, almeno non si muove più.

Sì!

Ti sei svegliata?

Sì!

Sì?

Sì, sì.

Pure i muri non li possiamo lasciare così sporchi, giusto?

Sì!

Che sì?

No!

Domani alle sei del mattino tutti qua, nel chiostro, pronti.

Chiaro?

Salire, scendere.

Tutto un gioco di polso.

Capito?

Salire, salire e scendere.

Forza!

Prova!

Non si lavora con le mani in tasca!

E andiamo!

Forza!

E che?

Mamma, ci vuoi preparare un bel caffè?

Eh?

Ma non ci penso proprio.

Allora, ascolta.

La piantina fai una buchetta così.

Va bene?

Prendi.

Ogni trenta centimetri poi ci metti le pietre intorno per il trasudo.

Mi raccomando, eh?

Va bene.

Con quello che me so costate.

Eppure il vento soffia ancora.

Spruzza l'acqua, le navi sulla prora.

Senti, ma... ...te che droghe usi?

Nessuna.

Come fai ad essere sempre così contenta?

Ho girato il mondo con le onlus.

Ho visto guerre, fame, torture.

E allora penso che dovremmo ringraziare il cielo ogni mattina e lo faccio.

Ah, quindi non ce l'hai una cannetta?

Sì, ce l'ho una cannetta, ma non te lo do.

Sei minorenne, fratello.

Io non sono tuo fratello.

Tutti al mondo lo siamo.

Amen.

Eppure il vento...

...soffia anche... I soldi son finiti.

Che c'è mangiare?

Dieta della patata.

Hai visto sulla superstrada?

Il cartello?

18 euro al quintale.

Non ti preoccupare, amore.

Non ti preoccupare.

Io sono stanca!

Di che?

Io propongo di assumere un giardiniere e un maggiordomo come ad Antonebbi.

Senti, tu la devi far finita di guardare stai ficciol sui nobili.

Hai capito che fanno male?

Te lo ho detto mille volte e non le guarda più.

Ma perché?

Non siamo ricchi!

Sì, amore, siamo ricchi.

Ma sai qual è il problema di noi ricchi?

Non vuoi sapere?

La noia.

La noia, la noia è il problema di noi ricchi, giusto, amore?

Sì.

Ecco, allora ci dobbiamo trovare degli hobby, capisci?

Vai a lavorare, vai, avviati, vai.

Forza.

Ma quali ricchi che non c'ho neanche una roba per cambiare?

Guarda che la sua è piena.

Nel cosmo?

No, in soffitta.

Mamma!

Tu non fare un cazzo, eh!

Sono vestiti anni 80.

Amore, provati questo.

Ti sta bene?

Una divisa da domestico.

Assumiamone uno, lo destro io.

Piacere, mi chiamo Pier Gilberto Barbara Pallarini.

Artemio, ma mi chiamano Art perché è lungo.

Bel pallone.

Vuoi giocare?

A casa il prato è all'inglese e le mini porte.

Andiamo.

Quindi hanno comprato Villa Mondruzzi.

Sì, ma è un segreto.

Hanno paura del fisco.

Dicono che sono mantentori.

Ah, interessante.

E cosa fa il papà?

Boh, so che ha tanti hobby.

È ricco e s'annoia.

Dillo a me.

Cinque ore di arti marziali al giorno.

Mi piace il nuovo vicino.

Sonia, che ne pensi?

Sarà l'ultima delle tue solite infatuazioni.

E ti pareva.

Energia negativa, sempre.

Mazza quante capi ci ha lasciato questo, eh!

Sai che penso, se?

Che c'avevi ragione te.

Ci si può amare pure senza soldi.

L'importante è far finta d'averli.

E quando te lo dicevo io?

Che fai?

Eh?

Che fa?

Ma che state facendo, scusa?

Ma non vi rendete conto?

Ma vi sembra normale?

Cioè, senza permesso?

Ma chi vi ha autorizzato a fare una cosa del genere?

Io non riesco a capire!

Ma scusi, perché... Cioè, le scritte sui muri!

Ma che cosa gliene importa a lei, scusi, eh?

Di quello che facciamo in casa nostra?

Casa vostra?

Voi siete qua semplici manutentori!

Ma no, che imbecille!

Quella è una scusa per il fisco!

Imbecille a me?

La villa è nostra!

Come sta?

Ma se mi ha chiesto aiuto in ginocchio!

Non poteva mangiare!

Per piacere, finite i lavori e ve ne andate!

Scusi!

Dieci giorni vi do, eh!

Vi posso spiegare tutto?

Ma per piacere!

Ma che fa che ricomincia come l'altro giorno?

Scusi!

Aspetti un attimo!

Ma per piacere!

Oh!

Allora?

Che è sto sto?

Che succede?

Succede che non è vero niente!

Tutto finto!

Non c'è nessuna vincita!

Sto gazebo qua!

Sto capolavoro!

Niente!

Non esiste!

Non è mai esistito niente!

Cioè, tu ci hai preso per culo a tutti!

Guardate che è una persona per bene, Sergio!

E che gli hanno fatto lo scherzo!

Disgraziati e...

Ci siamo ritrovati così!

Cosa?

Tu sei suo complice!

Non ti crederò mai più!

Ma noi vi volevamo difende!

Difende dalla povertà, dalla miseria, no?

No!

Io voglio sapere se sono povera, va bene?

Ma ragazzi, non siamo poveri!

Siamo così tanto ricchi dentro!

Ma basta con ste cazzate!

Sono tutte scuse per non fare una mazza dalla mattina alla sera!

Piantala con le parolacce!

Che bella famiglia che hai messo su, eh!

Tu che parli di famiglia!

Alla tua età ancora chiedi chi è tuo padre e

lei nemmeno lo sa perché se la faceva con tutto!

Oh, stai calmo, eh!

E' maleducato!

Caffune come tua madre!

E' arrivato il giorno in cui si dice la verità!

Allora ti dico io quello che penso di te!

Per me tu sei una falsa, un'ipocrita, una prepotente!

Altro che comunista!

Tu sei una fascista!

Fasciste!

Fascista io!

Stai con lui soltanto per i soldi!

E sei pure cretina perché lui non ce li ha!

Non offendere mia madre, vecchiaccia!

Oh, modera le parole, eh!

Perché sennò che fai, nonno?

Che fa?

Ti prego, Sergio!

Ma che lo vuoi menare?

Ne cazzino!

Forza!

Via vicino a me!

Fa della finita!

Mi provoca da quando siamo partiti, scusa!

Eh, sì, allora dagli due schiaffi che gli fanno bene avanti!

Aspetta, titta due minuti!

Mi fa paura!

Voglio dormire!

Andiamo a Roma!

Anch'io!

Sti falliti ne voglio più vedere!

Forza!

Entriamo dentro!

Dov'è?

Finalmente siamo d'accordo tutti!

Papà?

Papone?

Senti...

Respira!

Pensa al cosmo...

ai pianeti allineati...

Saverio?

Sì?

Sergio, allora ci hai pensato?

Allora adesso mi chiedi...

No, non ti sento, Saverio!

Non c'è il campo!

Ti devo richiamare!

Ti devo richiamare!

Sì, sì!

Sergio?

Ti rendi conto che noi ci potremmo guadagnare 400.000 euro così?

È proprio vero!

È proprio vero!

I soldi portano i soldi!

Ancora questa fantasia?

Te basta vedendo ci ha portato, Sergio?

È che è colpa mia!

Se a casa tua sono tutti isterici, è colpa mia!

Dai, eh!

Dai, su!

È certo che poi è colpa tua!

De chi deve essere?

È colpa tua, sì!

Tu nella vita scherzi e basta!

Scherzi, scherzi!

Fare il buffone non è che ti risolvi i problemi della vita, hai capito?

Buffone de che?

Io mi faccio un mazzo così, hai capito?

Un mazzo così!

Ma cerco di guardare il bicchiere mezzo pieno!

Io sono un ottimista!

Morirò ottimista!

Ecco!

Sergio!

Il bicchiere non è mezzo pieno, è mezzo vuoto!

Tu non sei un ottimista!

Tu sei un fregnone!

Ecco che sei!

Ti è bastato un biglietto di una schedina di

merda, in mano ti sei sentito subito un milionario!

La verità lo sai qual è?

Lo sai qual è la verità?

È che se io quel giorno ti dicevo che non avevo vinto, tu con me non ci sei partito!

Ho detto ho vinto, ho vinto e tu sei venuto a venire con me!

Guarda questa!

Questa è la verità!

Fammi capire!

Ma che stai a dire?

Che sono una puttana?

Ti è da fastidio che ti dico queste cose?

Ma sai che tu ci vorresti proprio tornare a corrigerlo, vero?

Senti un po', l'unica cosa che mi interessa e tu lo sai Sergio, è che i

figli miei non crescano nella miseria come ci sono cresciuti io.

Eh?

E tu lo sai perché te l'ho sempre detto, te l'ho sempre detto!

E il risultato qual è il risultato?

Questo!

Non abbiamo neanche i soldi per la benzina per andare a Roma!

Ci sei tu!

Non ti preoccupare.

Ci pensa il buffone tuo a trovare i soldi.

Eh?

Dove vai babbo?

A morire ammazzato nel cosmo!

Dammi un segno.

E dammi un segno.

...che hanno i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non c'entrano le tentazioni per accettare il male.

Sergio!

Che vuoi?

Ma che fai qua?

Non sei credente?

E nemmeno te!

Oh!

Ma che famo?

Che famo, eh!

E' la prima volta che... che non c'ho un 'idea.

Ehi, là!

Chi?

Ehi, là!

Il dottor Sergio e signora, suppongo.

Piacere.

Piacere.

Piacere.

Con chi ho il piacere?

Eh, io sono il vostro vicino, Pier Barbara Pallarini.

Ma potete chiamarmi per nome.

Barbara?

No, Pier.

Ah, scusa.

Posso offrire uno champagne?

No, ma vorremmo disturbare...

noi.

Che famo, se?

Su, venite!

Che famo?

Andiamo?

E allora andiamo, mettetela a giacca.

Tira giù qua.

Ma che sta a fare?

E' il vento!

Alla vostra!

Sono felice di conoscervi.

L'idea di spacciarsi per manutentori è geniale.

No, anche per le rapine in villa.

Oggi la ricchezza è portata.

Tanta angoscia.

Questo io glielo dico ogni giorno.

Ma il vero dramma è dove vai ad investire.

Il mattone crolla.

La borsa balla.

L'oro cala.

Ma dove li metti i soldi?

Questa è una domanda che io mi faccio ogni mattina appena mi sveglio.

Dove metto i soldi?

Vero, cara?

Come no.

Però forse noi dobbiamo rientrare.

No, no, no.

Aspetta.

Eh no, dovete assaggiare i tuoi gamberetti.

Oh, grazie.

Grazie.

Ma non questi.

Quelli grossi.

No, no, no.

Ma vanno bene questi.

Via.

Via.

Quelli sono più buoni.

Perché hai lasciato il vassoio?

La stessa, non te la fa riconoscere.

Io una volta ce l'avevo un consulente.

Sì?

Sì, una vera sanguisuga.

Uno di quelli che trova il vassoio.

Poi va alle aziende con l'acqua alla gola.

Poi gli presti due soldi e gli succhi il sangue.

È morto.

Io adesso un altro dove lo trovo?

Ce l'hai davanti.

Tu sei una sanguisuga.

Lui molto di più.

È un vantero.

No, ma...

Ascolta.

C'è un... Un'impresa idile in fallimento.

Ti vendono cinque appartamenti a un milione e mezzo.

Tu li rivendi a un milione e nove.

Cinquantamila sono per noi.

Il tuo guadagno è quattrocento mila.

E cinquanta li prendiamo dal costruttore, no?

Questo bisogna dirlo per correttezza, Sergio.

Assolutamente, certo.

Ma ce l'hai qualche carta?

Carta?

Ho una documentazione di ferro.

È una bozza di contratto.

Accidenti, che efficienza.

Che efficienza?

Ma Sergio pensa solo ai soldi.

Tutto il giorno.

Ma è una fantasia.

Uno svago, mai.

Bravo, bravo.

Dobbiamo festeggiare.

Porta la bufala!

A Roma hanno confermato.

È tutto vero.

Qui c'è l'azienda, c'è il cantiere.

Guarda, ci sono tutte le foto.

No, no, no.

Non mi fido, non mi fido.

Ma poi chi è?

Ma chi frequenta?

Guarda, se ci invita a mangiare a casa sua e ci presenta

qualcuno che ha già vestito con lui, ci posso anche pensare.

Altrimenti, così, no.

Ma ci sono... Ci sono solo foto del cantiere.

Non ce ne ha con il sito internet.

Brava, è dei nostri.

Tuttavia, quando si tratta di investimenti finanziari, bisognerebbe non pensare

troppo al presente... Pietro è uscita.

Lui ci sta.

Ma la moglie vuole venire a mangiare a casa

nostra con quelli che ti hanno investito.

Davvero?

Bravo, eh?

Chi è?

Ehi.

A te basta, eh?

Vai!

E vai!

Vai!

Vai, piano!

Vi volete mandare a quel paese una volta per tutti e non vedervi mai più?

Eh?

Sì.

Sì.

E allora?

E allora, su!

Facciamo stareci da tutti insieme.

Facciamo i ricchi per l'ultima volta, vi prego!

Così poi torniamo a Roma e costi centomila euro, ci prendiamo due appartamenti.

Belli separati.

Sì, Sergio.

Io ci sto.

Scusate, ma io non sono credibile come investitrice.

Ti sottovaluti.

Perché come vecchia, ricca e stronza, sei credibilissima.

E allora tu puoi fare l'occascema che sposa l'uomo ricco per soldi.

Ma quante belle idee stanno venendo fuori!

Io faccio la speculatrice di borsa.

Sì, la lupa di Wall Street.

Vabbè, allora è perfetto fare l 'ereditiera.

Ecco.

Ecco.

Sì, ma metti che sti ballarini controllano su internet.

Si controllano su internet?

Che famose.

Che famose?

Troveremo qualche bersosia ricco che ci assomigli.

Impavocchiamo un po'.

Ciao.

Buongiorno.

Sapevo che lo conosci.

Sì.

Allora, statevi a sentirci a poco tempo e non mi fate troppe domande.

Non volete salvare il lavoro?

No.

E allora mi dovete trasformare da pezzetti quali siete, a signori.

Capito?

È una parola.

Chi ci impara a noi?

Noi.

Ma che fai?

Mica siamo all'osteria?

Ma scusate, ma io assomiglio a questo brutto vecchio, ma dirco.

Sì?

Ti serve manco il trucco?

Pepe è argentino, 16 anni, promessa del calcio.

Tutti i club europei lo vogliono.

Guarda, guarda come gli assomigli.

Tu a che dato potresti assomigliare a lui, capito?

Io potrei dire che sono stato io a consigliare

di investire sul tuo cartellino, capisci?

Sei l'unico modo per non vederti più.

Sono proprio curioso.

Ah, mi piacciono queste, dai.

Scusate.

Controllo Mietaldetector.

Ma che fa questo?

Mietaldetector.

Ehi!

Certovski glava tiè di alesh!

Drugg!

Andiamo!

Scusate, Vladimir, ex KGB.

Ex comunista, peggio dei comunisti.

Però l'ho dovuto prendere con tutte queste rapine in villa, capisci?

Hai fatto bene.

Mia moglie è Sonia.

Molto piacere di conoscerla.

Piacere.

Eh, avevamo detto di darci del tu.

Ti, tu, ti!

Conoscerti.

Gilberto.

Oh, Gilberto, piacere.

Venite, accomodatevi.

Ma com'è che sei vestito come trent'anni fa?

Parti anni Ottanta, Barbara, te l'avevo detto.

Qua?

Iuppi!

Quando giravano i soldi.

Non avevo capito.

Ma mi fai sempre fare delle figuracce.

Ma dai, andiamo a cambiarci, va'.

Ma no!

Ma no!

Ma non c'è bisogno!

Ma no!

Libertà!

Prego, eh!

Libertà!

Ti presento mia moglie.

Venite.

Amore!

Sì!

Io la conosco.

Certo, già.

Eccola!

Ciao, salve.

Ciao.

Piacere.

Ciao.

Io mi chiamo Anna Perla Rosa Spina in Aliberandi del

Drago, contessa di Tortorici per gli Amici Sabri.

Sonia Barbara Pallarini, piacere.

Eccola.

Gilberto.

Gilbertino!

Questa è una lapina!

Vieni, accomodati, Gilberto.

Ciao, Gilberto.

Ciao, Art.

Ma che giocano?

Con i soldi veri?

Ah, sì, sì.

L'ha detto lo psicologo.

Così si abitano subito, crescono piccoli vampiri.

Allora gli do gli spiccietti.

Tieni.

Oh, divertiti, ma soprattutto vinci.

Eh!

C'è da bere?

Sì, sì, sì, sì.

Mi raccomando, eh, Gilberto.

Mi raccomando, eh.

Donna Lucrezia!

Comandiamo!

Bene, grazie.

Gli affari?

Ah, gonfio e vele.

Il tuo marito mi ha trovato l'investimento perfetto.

Il mio marito figurato.

Non poteva essere contrario.

Scusi, donna Lucrezia, ma non vorrei essere indiscreto.

Ma di che cosa si tratta?

Ah, beh, mitra, cannoni, bombe.

Con tutte queste guerre vanno via come il pane, sì.

Alla faccia delle zecche pacifiste.

Scusi, forse lei è di sinistra?

Io?

Quando vado al cesso è sempre il fondo a sinistra.

Così?

Venite, venite.

Andiamo a vedere il mare.

Ma guarda chi c'è qui!

Guardala qui!

Hey, guys!

Linda West!

Molto piacere, Sonia Barbara Pallarini.

Piacere.

E lei?

Di che cosa si occupa?

Non cazzo.

Vive in abbondanza infinita di cosmo.

Lei è una ricchissima ereditiera, sì.

E mio marito le cura l'affare.

Le gestisce il patrimonio.

Il patrimonio.

Facciamo un bel brindisi?

Sì!

Alla amicizia!

Alla amicizia!

Venite, vi presento un paio di investitori che potrebbero interessarvi per il futuro.

La gente forte, la gente che venga.

Mi sta a portare qua?

Giusto qua.

Ecco, guarda.

Vi posso presentare Messie Morgan.

Lui viene dalla costa d'Avorio.

Possiede terre grosse quanto la Svizzera, te posso assicurare.

Solo per le banane.

Poi ho la vostra per l'ananas.

Sì, sì, sì.

Ma d'altro?

E Jacques Ferriere, te l'avevo già presentato.

Lui è il consulente economico per l'Eliseo per tutti gli affari con gli africani.

Enchanté.

Abbiamo notizie dell'Italia?

No, non ne voglio più sentire parlare, poi ci

dicono che fanno le ricordate, lasciamo vero.

E poi c'è lui.

Siamo fratelli, siamo fratelli.

Io lo strozzerei, te lo voglio bene.

Samerio, tanto piacere, Samerio.

Anni fa mi voleva far investire in un sito, la Airbnb.

E io ho risposto, il mattone è più solido.

E adesso cerco soldi, cerco soldi.

Ho visto le carte, è interessante.

Parliamo di questo.

No, no, un momento.

Quale?

L'affare è nostro.

L'affare è nostro, ma se io l'appoggio sul

tavolo e l'affare vola non è più di nessuno.

Torno subito.

Hai visto?

Dovevo firmare.

Adesso i francesi ci fregano la frase.

Ma che cazzo di scarpe mi avete dato?

Sono il 45 e queste sono il 42.

Scatola, resisti che ti stai a starva al posto, resisti.

Ho capito, devo far francese.

Ah, ma tu sei troppo diffidente.

Dovevo capirlo quando per baciarti mi hai chiesto il test dell'HIV.

E basta con questa cosa.

Basta.

Sempre a controllare.

Eccoli qua.

Eccoci.

Chi è?

Te l'avevo promesso.

Il miglior investimento.

Eccolo.

Eccolo.

Mucho gusto.

Grazie.

Juliano Pereira do Campos.

Però mi chiamano Pepe.

Juego con il numero 10, come il grande Francisco Totti, no?

Ah, è stupendo.

Dai, facci due palleggi perché io un campione così da vicino non l'ho mai visto.

E così su due piedi?

Perché su quante piedi si fanno i palleggi?

Ah.

Dove va?

Fa stretching.

Pepito!

Pepito!

E tu Sabri?

Eccomi.

Solo fa stretching.

Ogni tanto.

Oh, ma che stai a fa?

Devi fare soltanto due palleggi.

Oh, io non sono un buffone come te.

C'hai ragione.

Sono un buffone, sì.

Eh?

Guarda come mi sono ridotto per cercare la chiappa a qualcosa.

Comunque fai come ti pare.

Sappi che perdi l'occasione.

Occasione di che?

Tu c'hai paura.

Tu pensi di essere una pippa perché tua madre pensa che sei una pippa.

Beh, c'hai pure un po' ragione, no?

Dai, sono in panchina con il Mandrioni Football Club.

Ecco, vedi, io...

io questa cosa per esempio la capisco.

Io diveni a parlare con sto mister.

Io con te ci ho giocato un certo tocco.

Lui gli ha detto tu alla palla.

Eh.

Tu sei un campione.

E che ancora non lo sai.

Tu giocherai all'Olimpico.

Alzerei la coppa.

E poi a quarant'anni...

Tirerai il pallone in tribuna.

Comunque, senti, fai come ti pare.

Senti, però che nella vita...

per salvare la faccia certe volte devi rischiare di perderla.

Accidenti o sei ombra?

No.

Tu non ci credevi.

Guarda qua.

Il calcio di oggi, la motivazione è tutto.

Grande!

Grande!

Bravo!

Hai capito chi è il campione?

Te ce porto io a Trigoria.

Corre de mamma.

Corre de mamma?

Corre a fondo, madre.

Ma questa che dici?

La felicità per l'investimento.

L'orgoglio.

Vieni, dai.

Portami in toaletta.

Avanti.

Oh, è incredibile.

Come il calcio tira fuori la passione proprio animale.

Di qualcosa.

Qualcosa, non so, da ereditiera.

Anche Macron, eh?

Qualcuno vuole fare un'orgia?

Ma cosa fai?

Ma dove vai?

Ma basta bere adesso.

Basta, eh?

L'educazione, che c'entra?

Ti avevo detto di stare zitta.

Se parli si sente che sei ignorante.

Io lavoro da quando c'avevo 13 anni.

E di questo certamente non mi vergogno.

È per questo che non ho studiato.

Io c'avevo un sogno che era quello del canto.

Cantà.

Sapessi quanto l'ho pagato per il sogno lì.

Tu la passioni per il canto?

Sì.

Poi mi sono innamorata di Enzola.

Mi ha fatto fare due figli e mi ha mollato.

Ho dovuto prima fare la parcheggiatrice e poi la fornara.

E alla fine era sguata, era dentro le trattorie.

Eh già.

I sogni sono per i ricchi.

Non per la gente come noi.

Strano.

Per come ti vesti ti pensavo più viziata, lo sai.

Sono rimasti soli i poveri a vestirsi bene.

I ricchi si divertono a feste.

Dai Carmen che ci aspettano, dai.

No, aspetta.

Oggi l'anca va molto meglio, sai, mi fa meno male.

E penso che riesco a farcela da sola.

Sì, sì, ce la faccio da sola.

Che figlia da una mignotta.

Ho fatto un po' di domande a questi investitori.

Parlano tutti a cazzo di cane, dai è chiaramente un blef.

Ma no, ma non è possibile, dai.

Guarda, vieni qui, guarda.

Guarda un po' chi abbiamo qui.

Sì.

Te ne ricordi le foto del cantiere?

Eh?

Che ti sembra questo?

Mister Morgan.

Moratore?

Sì, il latifondista nero.

Sto alla zappa la terra.

Ma è vero, è pazzesco, sembrava un affare vero.

Ma non hai capito?

L'affare è vero.

È il vampiro che è finto.

Fai di più tu, eh.

Eccoci, eccoci qua.

Scendi la sera e stai accendendo i fuochi.

Salerio, possiamo parlare?

Come no, certo.

Con calma, con calma.

Adatto ci andiamo tardi.

Vuole bere qualcosa?

No, grazie.

Hai capito?

È evidente.

Tutto bene.

Allora.

Au.

Hai visto?

Ha chiesto di parlare con Salerio, tutto sotto controllo.

Non è che ci sgamano.

Ma che ci sgamano?

Niente.

Sergio.

Che?

Eh, mo te lo dico io che...

Io un po'.

Qui c'è.

Abbiamo perso tutti i soldi.

Ti rendi conto?

No.

Il figlio di quei ricconi gli ha spazzolato

tutti i quattrini che gli aveva dato Salerio.

Non c'è nessun problema.

Tieni.

Tieni questi 50.

Tanto ne arriveranno tanti di quei soldi.

Però loro meglio sempre.

Vabbè, li porto dentro.

Sì.

Au.

Non vi dovete preoccupare di niente.

Capito?

Tutto sotto controllo.

Ok?

Au.

Au.

Au.

Au.

Au.

Au.

Au.

Oh!

Au!

Au!

Lo sapevo che ti facevi le canne.

E tu beveti nascosto da mamma?

Festeggio la prestazione, sorella.

Grande applauso a questi due cavalieri del lavoro!

Allora, d'accordo?

Abbiamo l'accordo.

Oh!

Piermi dai soldi per finire il cantiere e io gli do sei appartamenti.

Una gioia!

Eh...

...scusate... ...ho vinto due milioni nella borsa di Tokyo.

Oh, naturalmente, intendiamoci.

Per quello che riguarda la mediazione mia non c'è problema,

io mi accontento pure di un cash senza problemi, capito?

Saverio caro, ti risulta che in quest 'affare ci fosse bisogno di una mediazione?

No, a me non risulta.

Non ti risulta?

Oh, aspetta...

Barbara, accorda il gamberetto, te lo sei scordato?

Un milione e mezzo, cinque appartamenti, 400 mila di guadagno, 50 mila di tè,

50 mila di acquillo, te lo sei scordato?

Ma hai detto che eri un vampiro?

Oh, oh, che sta a fare la vorpe con me?

Barbarella...

Ma lei davvero pensa che noi ci saremmo affidati

di un carpentiere disoccupato vestiti anni Ottanta?

Oh, quei soldi sono miei!

Sabrina!

Che succede?

Questi non rispettano gli accordi, eh!

Come non rispettano gli accordi?

Ci eravamo accordati quel giorno lì con quei due

cazzo di gamberetti che pussavano d 'ammoniaca!

Eh, ma qual'accordo?

Quell'accordo che io...

Saverio?

Siamo amici d'aria.

Amici, fratelli siamo.

E ho portato pure i miei operai qui per finirgli il suo palco.

A proposito, ragazzi, domani alle otto si attacca.

Lui mette a disposizione la cantina.

Se volete riposare un poco.

Io non ci vengo a lavorare con te.

Ta girl!

Salopà!

Che ha detto?

Ha detto fio' da una mignotta!

E mo' sei disoccupata, bambù!

E voi che volete fare, voi?

Nando!

Dio te!

Che devo dire, Sergio?

Nando!

Sergio, io ho famiglia, Sergio.

Nando!

Sergio!

Prima ce lo facevi te!

Nando!

E mo' te lo faccio io!

Ma proprio te!

Oddio, se...

E adesso?

Aspetta.

Sergio!

Oddio!

Oddio!

Dai!

Dai!

Sta fermo!

Sta fermo!

Lasci sta!

Questi so' ricchi, i ladri!

Se so' accordati tra loro!

Lasciali sta'!

Aspetta, aspetta, aspetta.

Sergio, te prego, fallo per me.

Eh?

Ok.

Va bene così.

Bravo, Sergio.

Va bene così.

Questa vita c'è chi vince...

e c'è chi perde!

Dio!

Legittima difesa.

E' stato lui il malgredito, avete visto?

Ma cosa ti metti a parlare con questi straccioni?

Ormai ha firmato tutto.

Abbiamo quello che vogliamo.

Facciamo i danni in casa quando ci vanno.

Dai!

Ma con chi c'è?

Ma i straccioni a chi?

Disgraziata!

E sto telefonino?

No!

Brutta!

Facili!

La vecchia accia!

Via!

Via!

Sergio!

Via!

Ma che è morto?

Cerca nuova!

C'è una falsa 8, Sergio!

Sergetto!

Sp weaker.

Una volta per tutti, io non rubavo nel portafogli di Carla.

Si, qualche volta.

Diciamo, raccolevo le monetine cadute.

Ecco, si.

Ecco qua.

Che fai?

Guarda... è un rotolino.

Ma sono 3400 euro.

Per le spese comuni!

Ni cadevano, de' monedine, eh?

Abitiamole anche per il maiden industrial.

Eh, guam, guamio!

Che farai adesso?

Vacanza.

Ormai sono disoccupato.

Mi abbronzo un po' prima di tornare in Africa.

Ah, ah, ah!

Fatto ridere!

Figura, con tutto il lavoro che troverai lì!

Veramente, pensavo di comprare un paio di...

come che si chiama?

Latifondi!

Ah, ah, ah!

Ahia, guarda, guarda.

La di Conti.

Tiè, guarda, un buon.

Tiè, le finanzio io la di Conti.

Ecco, tutto quello che mi resta.

Tanto a me non serve più niente.

Sergio, non so come dirtelo.

Che?

Dicevi, faccio jackpot.

Io allora ci ho provato.

I 6 milioni li ho vinti io.

Ma dove lo dici?

Il fisco del Senegal è terribile.

Sui soldi esteri ho tante tasse.

Le porto lì di nascosto.

E se mi aiuti ad investire bene, ti do 2 milioni.

E li sei meritati.

E la tua tariffa da angelo custode, fratello.

Ecco, ma ora dici adesso chi è il negro fra me e te?

Tu!

Scusa.

Sapete che una casa insieme potremmo anche prendere?

Ma con quali soldi?

Lo so io!

Su internet ho scoperto che questo furgone è un pezzo d'epoca.

Vale 80 mila euro.

Stavo seduto su una fortuna e manco lo sapevo.

Sto scherzando, ci sei cascato eh!

Hai visto che qualcosa ti ho insegnato pure io?

Che cosa?

A ridere.

Così invece dei buffoni ce ne avremo due.

Io ho trovato un sito, Vita Zero Budget e qui ci

sono tutti i trucchetti per campare senza soldi.

Oh, ma la volete smettere di parlare di soldi?

Ancora non l'avete capito?

La ricchezza è uno stato d'animo.

Oh.

Io una notizia bomba ce l'avrei.

Una cosa che ci cambia la vita da così a così.

La volete sapere?

Si!

Sgancio la bomba?

Si!

Sicuri?

Si!

Sabrina ricomincia a cantare!

Oddio!

Sì!

Volevi sognare?

E sogna!

Che fregatura sta bomba!

Mi credevo che eravamo ricchi un'altra volta!

E ora torniamo!

Ma...

Sto ragazzino, guarda...

...

...

... ... ...

... ... ... ...

...

... ... ... ...

Adesso ci siamo, fai presto e ti amo, non perdere un attimo in più.

Su di noi, nemmeno una nuvola.

Su di noi, l'amore è una favola.

Su di noi, se tu vuoi volare.

Su di noi, ancora una volta dai.

Su di noi, se tu vuoi volare.

Ti porto lontano, nei campi di grano che nascono dentro di me.

Nei sordi, poi viti, di tu innamorati nel posto più bello che c'è.

Lontano dal mondo, portati dal vento, respira la tua libertà.

Se vuoi giocare un momento, puoi tornarsi incontro per fare l'amore qua e là.

Di noi, l'amore è una favola.

Su di noi, nemmeno una nuvola.

Su di noi, l'amore è una favola.

Di noi, l'amore è una favola.

Su di noi, l'amore è una favola.

Su di noi, se tu vuoi volare.

Mi stavi vicino e poi mi accorgevo di quanto importanti eri tu.

Adesso ci siamo, fai presto.

Ti amo, non perdere un attimo in più.

Su di noi, ancora una volta dai.

Su di noi, di te non mi stanno i piedi.

Adesso ci siamo, fai presto.

Ti amo, non perdere un attimo in più.

Adesso ci siamo, fai presto.

Ti amo, non perdere un attimo in più.

Grazie per aver guardato il video.

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