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Original subtitles

[nitriti, colpi e voci concitate]

[rumore di spade]

Addio, mia amata Clarizia.

Ora questi marrani assaggeranno la violenza della mia lama.

Arduino.

Impavido e amato cavaliere,

ma non vedete che la guerra è ormai perduta?

Perirò difendendovi, con onore.

Dunque voi preferite perire con onore che perire insieme a me?

Ma io…

ho giurato di proteggervi, mia cara.

E io vi scongiuro di cambiare la vostra promessa.

Chiedete pure.

Ora che la fine è giunta,

che la Grande Mietitrice proverà a separarci,

promettetemi che la forza del nostro amore sconfiggerà l'oscurità della morte.

[soldato] Comandante!

Comandante!

I nemici hanno sfondato il portone, sono nel chiostro!

Dov'ero rimasta?

All'oscurità della morte, mia adorata.

Sì.

Promettetemi che verrete a cercarmi, nei secoli dei secoli.

Vi troverò, ovunque voi siate.

Promettetemelo con il cuore e io vi crederò.

Clarizia, una sola vita non è bastata per amarvi.

Vi prometto che verrò a cercarvi anche nelle prossime.

[timer]

[Silvia] Buongiorno, amore.

Yogurt…

Allora, avena, 70 grammi…

Mirtilli, 10 grammi.

- E bacche di Goji, 20 grammi. - Fai anche 40.

Hanno un sapore orribile.

Però…

[insieme] Migliorano la coordinazione occhio-mano.

Yogurt… Ci sono, ok.

- Sincronizziamo? - Sincronizziamo.

- Hai spostato l'osteopata? - Giovedì ero troppo scarico.

Allora metto il dentista alle dieci. Che dici?

Brava, amore.

Amore, bravo tu.

Questa settimana tocca a te fare la spesa.

Sì, ci penso io.

Ah, no, sabato non posso, accompagno Manu al corso preparto.

È proprio necessario, Silvia?

Sì, è necessario, mi dispiace mandarla da sola.

Va bene, però ti ricordo che il concerto è tra meno di un mese.

Abbiamo solo sei, sette… otto sessioni di pratica a settimana.

Troppo poche.

Via anche "revisione caldaia".

Sì, e anche la cena con Stefano e Camilla.

Ci odieranno, ma sì.

Tagliamo anche il parapendio sulle Dolomiti?

Peccato, ma sì.

[Roberto] Via tutto, Silvia.

- Anche le mie lezioni con i ragazzi. - Le avevo già tolte.

- Guarda. - Cioè?

Così abbiamo già guadagnato quattro sessioni.

Ce la facciamo.

[insieme] Ti amo.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Ciao, Enrico. Tutto bene? - Sì, sì.

- Ok… Ciao. - Ciao.

- [maestro] Buongiorno a tutti. - Buongiorno.

- Come va? - Bene.

Bene, bene.

Le indicazioni che ci siamo dati l'ultima volta funzionano,

quindi ripartirei da quelle.

Quando siete pronti, iniziamo la prova.

[Silvia] Hai capito, Manu?

Organizzarsi non è facile, ma ce la caviamo molto bene.

Ansia?

- No. - Panico?

- Nemmeno. - Ah!

- Ha scalciato? - No, sono le cazzate che dici.

Silvia, ti prego, già mi hai convinto a prenderti come paziente

e non avrei dovuto visto che siamo amiche.

Adesso, per favore, non venire a raccontarmi cazzate.

Non sono cazzate, Manu. Sto bene, sto benissimo.

Come mai non hai tagliato dalla tua agenda anche le nostre sedute?

Per suonare ad alti livelli ho bisogno di avere la mente libera.

L'hai sognato di nuovo, dimmi la verità.

Chi?

Silvia, lo sai benissimo.

- È risuccesso? - È irrilevante.

Dove eravate?

Antica Roma? Età del Bronzo? Paleolitico?

Prima Guerra Mondiale.

Zozza.

- Infermierina. - Sì.

- Fantasia un po' banale. - Lo so.

Vai avanti, cosa hai visto?

Soldati feriti ovunque.

Poi, come negli altri sogni, arriva lui.

Come arriva? Camminando? A cavallo?

- Ma che ti importa? - Zitta e rispondi.

In barella.

Una scheggia di mortaio gli ha maciullato una gamba.

Nessun medico può occuparsi di lui in quel momento

e allora mi avvicino per calmarlo.

Ma appena lo guardo negli occhi, ho la sensazione di conoscerlo da sempre.

E poi?

E poi…

Gli dico: "Soldato, se non ti amputo subito la gamba, rischi la vita".

Allora lui mi passa un seghetto e con occhi sognanti mi guarda e mi dice:

"Tu puoi farmi tutto quello che vuoi".

Gli hai segato la gamba?

Sì, però la notte stessa ci sposiamo.

Ovviamente lui è all'altare con le stampelle.

- Manu, Freud dice… - Ma lascia stare Freud!

Silvia…

È possibile che sognare di continuo quest'uomo non ti provochi nulla?

Dovrei sentirmi in colpa nei confronti di Roberto?

Ti senti in colpa oppure no?

No, io sono una donna impegnata,

non posso preoccuparmi di un sottoprodotto del mio subconscio.

Dopotutto, quell'uomo non esiste, quindi che male c'è?

No?

- [donna] Sì, sì… - [Alessio] Brava, brava.

- [Alessio] Brava. - [donna] Sì.

- [Alessio] Dai. - [donna] Dai.

[gemiti]

[Alessio] Daje! Dai!

Grande.

Grandissima.

[respiro asmatico]

Oh, Rosa'…

Tutto bene?

Ti serve un medico?

- Oh. - Ma che medico e medico!

Adesso, appena ti sei ripreso…

noi ci facciamo un bel bis.

Io mi devo riprendere? Ti è venuto un attacco d'asma.

Senti, tra una mezz'oretta arriva mio marito.

Dobbiamo fare in fretta. Via questo! Dai!

- Ti prendo per i capelli. - No, stai buona, mi fai male.

[Alessio] Brava, brava.

Aspetta, aspetta.

[rombo di motore]

Che c'è?

Mi sa che il problema non è tuo marito.

Ssh! Buona un attimo.

[Amir] Buongiorno, signor Aldo.

Bella giornata oggi, eh? Guarda il sole.

Dov'è mio nipote?

Non lo so, io sto a fa' il muretto qua.

Vacca boia! Io stavolta lo ammazzo.

Divorzierò, ma vacca boia se lo ammazzo.

[Alessio] Signora Casadei, per qualsiasi cosa mi chiama e vengo.

Per fortuna che ci sei tu, Alessio. Sei davvero il mio angelo custode.

[Alessio] Non lo dica neanche per scherzo!

A parte tutto, sempre a disposizione.

Buongiorno.

Ahó, ciao, zio. Dimmi.

Quindi la Casadei ti ha offerto solo un caffè?

Ancora? Te lo giuro, zio.

Amir, a te la Casadei ha offerto il caffè?

Ehm, no.

È colpa mia se la signora è una maleducata?

Oh!

Tu le mogli dei clienti non le devi neanche guardare, non le devi!

Perché non ti trovi una ragazzina della tua età come tutti?

Proprio con le vecchie devi andare a letto?

Zio, ma che vecchia! La signora Casadei sta una favola.

Farà minimo 50 squat al giorno, te lo dico io.

Ma l'hai vista?

Quelle dell'età mia non mi piacciono, si accollano.

- Cosa fanno? - Si accollano!

Signor Aldo, mi scusi.

Ragazze giovani oggi sempre vogliono fare cose.

Gelato, cinema, passeggiata lungomare, cambio stagione armadio,

week-end "Montecatino" Terme.

Signora Casadei, invece…

vuole solo scopa'.

Bravo, Amir! Hai visto, zio? Lo sa pure Amir.

Tu dalla Casadei non ci vai più.

Oggi pomeriggio vai con Slobodan alla villetta sui Colli.

- No, ti prego, Slobodan no. - Stai zitto.

Stai zitto, stai zitto, che ti licenzio!

Divorzierò da tua zia, ma ti sbatto a casa, ti licenzio!

Non agitarti, ti fa male.

Sei tutto rosso.

- Com'è andata con Manuela? - Solito.

- Tagliamo anche lei? - No.

- No, amore, ne ho bisogno. - Giusto, giusto.

D'altronde, per suonare ad alti livelli…

[insieme] Serve la mente sgombra.

Ma dove andiamo?

Cambio di programma.

- Cioè? - Sorpresa.

Non preoccuparti, ho già calcolato tutto.

Recuperiamo tagliando qualche ora di sonno tra venerdì e sabato.

[Silvia] Tu sei pazzo.

Che meraviglia.

- Ti piace? - Amore, ma è bellissimo.

- Ma quanto costa al mese? - Non l'affittano.

La vendono.

Quindi tu vuoi comprare questa casa con me?

L'ho già comprata.

Vorrei che ci vivessimo da marito e moglie.

Silvia…

mi vuoi sposare?

Oddio, amore.

Oddio, scusate!

Pensavo di essere solo, ho fatto un macello.

Vi siete fatti male? Si alzi, dottore.

Ho rovinato il momento, sono un cafone.

Congratulazioni, dotto'.

Congratulazioni anche a te, brava.

Ma io e te ci conosciamo?

Eh?

Lui esiste.

- Da dove cazzo sei entrata, Silvia? - Lui esiste.

- Lui chi? - Il sottoprodotto del mio subconscio!

Non è un sottoprodotto del mio subconscio.

- L'ho incontrato, gli ho stretto la mano. - Aspetta un attimo.

Giovanni, possiamo riprendere la settimana prossima?

- Grazie, sei un amore. - Ci sarebbe un problema…

Ciao, ciao.

Sei proprio sicura?

Mi sta ristrutturando casa.

Ma magari gli somiglia.

Ti dico di no! Ti dico che è lui!

Probabilmente lo avevi già visto, per questo lo sognavi.

- Adesso è tutto chiaro. - No, no!

Quell'uomo esisteva solo nei miei sogni.

Poi oggi Roberto mi ha portato in questa casa bellissima

e mi ha chiesto di sposarlo…

Quel coglione… Roberto ti ha chiesto di sposarlo?

Sì.

Ma poi è crollato il muro e dietro c'era quel troglodita, Manu.

E anche lui mi ha guardato come se mi conoscesse già.

Anche lui…

Sto impazzendo.

- Sto impazzendo. - Aspetta, calma.

- Sto impazzendo, Manu. - No, no, no.

Un modo per scoprire la verità c'è,

però te lo dico, non ti piacerà.

[musica classica]

Dove cazzo sta?

[nota stonata]

A posto, ragazzi. Scusa, Slobo.

Scusate.

Dai, da capo.

Ciao.

- Ale'. - Ciao, zia.

Vieni a cena?

Sono un po' stanco, mi faccio una cosa io.

No, allora dopo scendo e ti porto qualcosa già pronto.

- Va bene, dai. - Però domani sera ceni con noi.

No, domani c'è la Roma. Viene Cecio con il suo principale.

Perché, quello è della Roma?

No, lo stiamo facendo diventare. Ci prendiamo due pizze.

Va bene. Tu perché sei incazzato?

Mi sono dimenticato che devo fare una cosa in ufficio.

- Che cosa? - Una cosa mia, zio, tranquillo. Ciao.

L'ha rifatto?

[Rosa] Sono ragazzi.

Allora…

No.

Questo no.

"Roberto Fossi Linari."

Che cazzo di nome.

Eccoti, cara.

Neanche una foto in costume hai?

Eppure io ti ho già vista.

[Manu] Bene, Silvia, adesso rilassati.

Cerca di sprofondare.

Brava, così.

Sprofonda.

No, Manu, non riesco a sprofondare, scusa.

Poi questa luce mi dà fastidio, me la togli?

Non devi rompere i "maroni" in questo modo

mentre sto cercando di ipnotizzarti, hai capito?

Resta con gli occhi chiusi.

La mia voce ti accompagnerà in questo viaggio,

ma tu non devi avere paura.

Ora la luce si è abbassata completamente.

Sei al buio.

Anche al buio sei capace di vedere e di sentire tutto ciò che appare

davanti al grande schermo della tua mente.

Bene.

Cosa vedi?

[cinguettio di uccelli]

Un chiostro.

Sento gli uccelli cinguettare, ma non li vedo.

Bene.

Ora ascolta il tuo respiro.

Chi sei?

Chi io sia o di chi sia figlia non è affare vostro.

Ah.

Voi siete per caso una nobildonna?

Sono la dama del castello

e potrei farvi impiccare per la vostra insolenza.

Vi chiedo scusa, umilmente perdono.

Ora andate o rovinerete tutto.

In che senso, signora?

[Clarizia] Io e Arduino non possiamo farci scoprire.

[Manu] Arduino?

Arduino è per caso il nome del vostro amante?

[Clarizia] Arduino è il nome dell'amore, è il nome che ha sconfitto la morte.

Benissimo.

Lui mi ritrova sempre.

In ogni vita.

[con accento veneto] Facevo la trapezista

e mi stavo sposando con un bel pagliaccio calabrese.

Proprio un bel moretto, ma poi…

Una sera si alza dal pubblico sto sconosciuto,

viene da me e mi dice:

"Piacere, Armando. Mi pare di conoscerti da sempre".

Manu, io ho sognato il circo, te lo ricordi?

[Manu] Cazzo, hai ragione. Aspetta…

"Circo Barberi, 1870."

L'ipnosi regressiva serve proprio a questo,

a fare emergere ricordi sepolti nell'inconscio.

[telecronaca dalla TV]

Alessio! Sai dov'è il sapone per i piatti?

Mario, ma mi stai lavando i piatti?

Oh, senti, piuttosto…

Per favore, prendi le forbici in alto nella credenza? Cerca un po'.

Sciacquale prima.

[Mario] Va bene.

- A Ce'. - Oh.

Il tuo principale mi pare strano.

È strano forte, si muove tutto a rallentatore.

Mi fa pure un po' paura.

Beh, ci sta.

- Perché? - Sta al terzo divorzio.

- Al terzo? - Terzo.

Sei sicuro che gli fa bene vedere la Roma con noi?

Sì, sì, fidati.

[Manu] Circo Barberi, Venezia.

[Manu] Aspetta, aspetta.

[Silvia ride]

Dai, Manu. Dovrebbe somigliarmi questa tizia?

- Sei uguale. - Ma dove?

No, dai.

[Manu] Guardati.

- [Silvia] Oddio, è lui. - [Manu] Eh? È lui?

Buono. Giocami dieci euro, poi te li ridò.

Ah! Vecchia serpe!

Eccomi.

Oh, eccolo qua!

Dammi le forbici, taglio io la pizza.

- Manu. - Silvia, è lui?

- È l'uomo… - Ne parliamo un'altra volta.

Silvia, ma ti rendi conto di quello che abbiamo appena scoperto?

Tu ti rendi conto che tra qualche mese mi sposo

e stasera ho la cena con i genitori di Roberto?

Di solito è puntualissima.

Molto probabilmente quello sconosciuto è la tua anima gemella.

"Anima gemella", Manu!

Quello è un muratore, schifoso, orrendo. Tu non l'hai visto, Manu.

Ma che cosa dici? A me sembra carino.

Beh, a me no.

Silvia, ma lo incontri in ogni vita!

Da quando vi siete rivisti, può essersi attivata una connessione cosmica!

Ma vai a cagare, vai!

Portaci fortuna, sennò, non ti invitiamo più.

[telecronaca dalla TV]

Speriamo bene.

Mario, devi dire: "Daje, Roma, daje!"

- Daje, Roma, daje! - Bravo.

Capirai.

- Ci siamo. - Dai.

- Sta iniziando. - Oh.

- Buonasera. - Benvenuta.

Grazie.

- Sono in ritardo. - Prego.

- One… - Two…

Three.

[respiro profondo]

[respiro profondo]

- [uomo] Buonasera. - [Silvia] Buonasera.

Buonasera.

[telecronaca dalla TV]

[padre] Il violino è uno strumento che non ho mai ben compreso.

Non ha quella solidità, quella profondità di una viola o di un contrabbasso.

Mario, perché non hai la sciarpetta?

Eh… L'ho ordinata, ma mi arriva domani.

Domani?

Non ascoltarlo, cara,

mio marito capisce qualcosa di musica solo perché è sposato con me.

Te ne presto una io.

Però questa devi ridarmela. Capito?

A proposito, signora Fossi Linari.

Quando ero piccola, io l'ho sentita cantare dal vivo.

- Davvero? - Sì.

Dove, mia cara?

Era…

[cronista] Tira… Rete!

No…

Non ci posso credere, lo sapevo.

No…

Ma si può prendere gol da una squadra di scappati di casa?

[Cecio] Mortacci loro.

A Venezia.

A vedere "Madama Butterfly" con i miei.

[sbuffa]

E com'era?

Bello.

Emozionante…

[Cecio sbuffa]

Se volete, vado via.

Dai, Mario, stai seduto.

Per favore, non è il momento.

Oh.

È partito… È partito.

Dai, dai, dai, dai. Dai che glielo facciamo, dai, dai!

Lei sa che ha una gran bella voce?

Lei ha una bellissima voce. Vero, Roberto?

Una voce bellissima.

- Oh, dai. - Dai, dai.

È una questione di energia, indirizzala verso la Roma, Mario.

[Alessio] Dai che lo facciamo.

Perché non facciamo un brindisi?

Facciamo un brindisi a noi, amore.

Facciamo un brindisi a lei, signor Fossi Linari.

E un brindisi a lei, alla sua voce.

[cronista] Atterrato. Calcio di rigore.

- [Alessio] Oh, è rigore! - È rigore a noi!

Facciamo un brindisi per noi!

- Rigore! - È rigore, daje!

- Daje, daje. - Io non ce la faccio a guardare.

- Mario, diccelo tu. - Non ce la faccio, non guardo.

[Roberto] Mamma.

[Roberto] Papo.

C'è un motivo se io e Silvia volevamo cenare qui con voi stasera.

Abbiamo scelto questo ristorante…

perché tra sei mesi vorremmo festeggiare qui qualcosa di bello.

Sì.

Ma cos'hai?

Non lo so.

Insomma, volevamo dirvi che io e Silvia…

[cronista] …è pronto col fischietto in bocca, la rincorsa di Dybala…

[insieme, gridando] Gol!

[gridando] Ci sposiamo!

Ci sposiamo!

Ci sposiamo! Ci sposiamo!

Ci sposiamo…

[Silvia] Oddio, che figura di merda con i genitori di Roberto!

- Era lui a cambiarti l'umore? - Sì, io lo sentivo, capisci?

Ero lì a cena a brindare e sentivo i suoi stati d'animo.

L'ansia, la tachicardia, i sudori freddi…

Poi a un tratto è diventata la persona più felice del mondo.

Allora, mi sono documentata.

Su cosa?

Eh?

La connessione cosmica.

Non dire mai più quella parola, Manu.

C'è un famoso caso di una donna di Pittsburgh…

Non me ne frega niente della signora di Pittsburgh!

Io voglio che mi ipnotizzi e mi togli questo tizio dalla testa.

Ma non funziona così.

- Mi hai preso per una maga? - Manu, ti prego, aiutami.

Vieni qui.

Dai.

Allora…

Capisco che possa spaventarti, però c'è un'unica cosa che puoi fare.

Cosa?

Ti prego, dimmi cosa, Manu.

Andarci a parlare.

[Roberto] L'importante è che tutto resti nelle tempistiche.

È una questione di solarium. Se non c'è, noi siamo nei tempi.

Se c'è, le consiglio di cambiare architetto,

perché se noi lo facciamo così, lei va dritto in galera.

Amore.

- Vieni anche tu? - Sì, prendo delle misure e arrivo.

Non ho capito, ha detto "galera"?

Venga con me, le trovo una soluzione più fattibile.

Silvia, vero?

Sì.

Piacere, Alessio.

No, ma stia lì, continui pure, non volevo disturbarla.

No, infatti non mi disturbi, sto in pausa sigaretta.

Ah.

Senta, ieri sera… tutto bene?

Alla grande, la Roma ha vinto 3 a 1. Rimonta!

Mi fa piacere.

Quindi non ha notato niente di strano o si è sentito poco bene?

Sei sicura che io e te non ci siamo già visti?

No, nella maniera più assoluta.

- Hai fatto il DAMS? - No.

- Bar di Checco? - Mai avuto il piacere.

- Allora in discoteca. - Non ballo.

Non vai? E che fai?

Io sono una musicista molto impegnata

e lei non mi sembra la persona più adatta ad apprezzare la musica classica.

Quindi no, non ci siamo mai visti.

Io e te abbiamo già scopato?

Eh?

Se è così, ti chiedo scusa, ma una così me la ricorderei.

- Forse ci siamo beccati… - [Massimo] Alessio!

Zio!

No, stavo qua e stavo spiegando alla signorina…

che, se vuole, dentro spacchiamo tutto e facciamo tipo open space.

- Un open space. - [Alessio] Sì. Che dici?

Signora, venga con me, non credo che suo marito abbia capito

che se va avanti così, in galera ci finisce davvero.

- Arrivederci. - Arrivederci.

- Che problema c'è? - Adesso glielo dico.

Porcella.

♪ Ha la faccetta come una santa Ma è una bugiarda, vuole scopa' ♪

♪ La violinista dice non balla E invece stasera me la darà ♪

♪ Me la darà ♪

♪ Me la darà, me la darà, me la darà ♪

Bella questa.

Zia! Scendi e mi stiri la maglietta con i dragoni?

Se non vuoi rovinare il disegno… Guarda che bello questo dragone.

Ci metti sopra un panno di cotone e poi dopo lo stiri.

Zia, io sono capace a stirare.

Lo faccio fare a te perché così ti senti utile.

Ah, ecco perché non pulisci mai casa, lo fai per me.

Quanto sei caruccio!

Lo so, hai ragione, lo dovrei fare io, ma non ho mai tempo.

Eh… Lo so io per che cosa trovi il tempo.

Ma almeno questa qua ha l'età tua?

Sì, certo che ha l'età mia. Dovrei uscire con una dell'età tua?

Spero proprio di no.

Comunque…

Questa di stasera è giovane, però non ti piacerebbe.

Perché?

Ha la puzza sotto il naso.

- Vuoi un consiglio da zia? - Eh.

Adesso con questa ragazza non pensare solo a…

Non avere paura, buttati.

Ancora con questo "buttati"? Dai.

È colpa mia se quelle che incontro sono tutte matte?

[Silvia] Arrivederci.

No.

No, no.

No, no, no.

[Alessio] Ahó!

Sei matta?

Tutta coperta.

Ci manca solo il naso finto.

Ma che vuole, scusi?

Devi fare una rapina?

Non ci posso credere.

Tu non l'hai mai fatto, vero?

Fatto cosa?

Fermati.

[fischia]

Maschio!

- Porti un bel gin tonic per la signora? - Subito.

- Fallo bello carico. - No, per me un decaffeinato.

- [cameriere] Certo. - Grazie.

Senti…

Se non l'hai mai fatto, è meglio che prendiamo un alberghetto.

Eh?

[sottovoce] Conosco un posticino qua dietro.

Però è meglio se portiamo noi le lenzuola, perché… Capito?

- Eh? - Io e lei in un motel?

- No? - Ma come le salta in mente?

Lo dicevo per te che non l'hai mai fatto, era una cosa romantica.

- Guardi… - Possiamo pure infrattarci qua dietro.

- Ricominciamo da capo. - Eh.

Bando alle ciance, mi faccia spiegare…

Quanto mi piace quando parli italiano!

Però diamoci del tu.

Continuiamo a darci del lei.

Allora…

Questa attrazione che lei prova nei miei confronti…

Sì.

- …ha una spiegazione molto logica. - Che sei bona.

- Mi ascolta, per favore? È importante! - Scusa.

- Io le ricordo qualcuno, dico bene? - No.

Io ho la sensazione di averti già vista, ma non mi ricordo dove.

Hai capito?

In un'altra vita.

In che senso?

- Dato che continuavo a sognarla… - Già mi sogni la notte?

- Sì. - Andiamo bene.

In realtà la sognavo anche prima del nostro incontro.

Non ti seguo.

Mi sono rivolta a una specialista dell'ipnosi regressiva

e purtroppo ho scoperto che per qualche strana ragione

nelle nostre vite precedenti,

io e lei siamo stati fidanzati, sposati, amanti.

Vede?

Questi siamo io e lei nel 1552 a Bologna.

Carlo Tanzio era lei e io ero la sua musa.

"Ritratto della sua amata Bianca."

Qui invece è il periodo durante il suo congedo.

Io ero una crocerossina e le ho amputato una gamba, mi scusi.

Mi chiamavo Amelia e lei si chiamava…

Non me lo ricordo, l'avevo…

Dovrebbe esserci il certificato di nascita.

- Ma dove va? - No, tranquilla.

Non ci siamo capiti, io avevo pensato tutt'altro…

Sto cercando di spiegarle che io e lei ci ritroviamo in ogni vita

come se ci legasse un incantesimo.

Ah, l'incantesimo! A posto!

Bene, dai, mia zia non ci crede che sono tutte matte.

- Alessio, dove vai? - Non mi seguire o strillo.

- Fermati. - Chiamo i carabinieri e ridammi del lei.

Alessio, l'altra sera ero a cena e sentivo che eri in ansia per la partita,

come se fossimo connessi.

Se riprendi le medicine, ti passa tutto. Dai.

- Quali medicine? Alessio, fermati! - Ma chi ti conosce?

Alessio, io e te siamo in connessione cosmica!

[Alessio] Vaffanculo!

[maestro] Ormai le prove sono ottime.

Devo dirvi che sono sinceramente fiero del nostro gruppo.

Però adesso vorrei rubare cinque minuti del vostro tempo,

perché, come tanti di voi immaginano,

ci saranno grandi cambiamenti in vista del concerto.

In questi mesi ho avuto modo di valorizzare le vostre capacità,

di valutare ognuno di voi

e non è stata una scelta per niente facile,

però sono arrivato a una scelta e ritengo che sia quella giusta.

Ho deciso di promuovere Silvia al ruolo di primo violino.

Congratulazioni.

[maestro] Vieni, Silvia.

Vieni.

Signori, vi presento il nostro primo violino, Silvia.

- Io primo violino? - Certo, te lo meriti.

Grazie!

[Cecio] Aspetta, che ti ha detto questa?

Ha detto che in un'altra vita siamo stati insieme.

Hai capito il livello di follia?

Alessio, le donne dicono queste cose.

Nella loro lingua vuol dire che gli piaci molto.

Mi ricordo quando ho conosciuto Silvana…

No, no, no, Mario, lascia perdere Silvana.

Che dici?

Comunque, Ale', alla fine, Mario non ha tutti i torti.

Io sarei rimasto a sentire che cosa diceva.

Ma più per curiosità, non perché ci hai detto che è bona.

Certo.

- Professore, che le metto nel panino? - Melanzane e pomodori secchi.

Scusa se mi intrometto,

ma mi sono imbattuto in un paper che parla di una donna di Pittsburgh…

Professo', con tutto il rispetto,

ma che cazzo me ne frega della donna di Pittsburgh?

Capisco perfettamente le sue ritrosie, ma…

Professo', lei non ha capito, stasera io già esco con un'altra.

E la violinista?

Chi? Me la sono già scordata.

[musica classica]

[Silvia] Grazie, signora Fossi Linari.

Mamma.

I suoi complimenti significano moltissimo per me.

Sì, sono felicissima, mi sembra di vivere un sogno.

Ok, le passo suo figlio. Salve.

Mamma, basta farle i complimenti.

Dopotutto non stiamo parlando del Bolshoi.

Sì, sì, adesso cerco di farglielo capire.

Ci penso io.

Ciao, ciao.

Cosa devi farmi capire?

Il pensiero della mamma, che però ha ragione…

Adesso non dobbiamo montarci la testa.

Questa promozione è solo il punto di partenza.

Io e te possiamo arrivare molto più in alto di così.

Poi, Bologna tutto quello che vuoi, però non è Praga.

Non è Berlino, non è New York.

- No. - Sono ambienti che dovremmo frequentare.

Eh.

- No? - Sì, sono d'accordo con te, solo che…

"Solo che"?

Mi stavo godendo il momento.

Amore…

[musica rap]

[Alessio] Madonna! Bella sta calza che ti sei messa!

- Era tanto che non ti facevi vivo. - Adesso sto qua.

- Oh. - Non è che hai un'altra?

Ma che dici, Rache'?

Ci sei sempre stata solo tu.

[musica classica]

[musica rap]

[Alessio] Madonna, guarda come cazzo stai.

[gemiti]

[musica classica sfuma]

[gemiti]

Ma che…

No! No!

- Sti cazzi! - Ok.

[gemiti]

- Che è successo? - Che c'è?

Sei sempre stato un treno, che hai?

Dai, cazzo, Rache'!

Va bene… Oh!

Ah! Oddio!

- [Roberto] Aspetta… - [Silvia] Slacciati.

[gemiti]

Oh. Oh.

[gemiti]

Un'altra volta?

No, è che sto fumando troppo.

Ma come?

Ah! Ah!

- Non azzardarti a venire. - No!

Zitto.

Sì!

[gemiti]

Mi fai vestire, mi fai preparare,

mi fai organizzare l'alibi con mio marito e poi?

Hai ragione, Rachele, scusa.

- Scusa. - Eh?

Non so che mi è preso.

Manu, non ridere. È gravissimo!

Se mi succede al concerto, io che faccio?

Sono andata alla villetta, ma lui non c'è mai.

Quando ho chiesto il suo numero allo zio, sai che cosa mi ha detto?

- "Che ci devi fare…" - Vieni, vieni. Vieni qua.

- Oh! - Che cazzo mi hai fatto?

- Che mi hai fatto? - Manu, sì, tutto ok.

- Attacca sto telefono! - Ti richiamo, sì.

- Ma che vuoi, eh? - Tu sei una strega.

Mi hai fatto una macumba?

Non dire di no, perché una cosa del genere non mi era mai successa. Mai!

Che ti è successo?

Che mi è successo?

Ieri sera io stavo a… e non sono riuscito a…

"A" che?

Ti devo fare un disegno?

Quindi mi hai sentito.

Sì.

E tu?

Prima tu.

- Vuoi che ti racconti i particolari? - No, i particolari no.

Sappi che essere volgari è una scelta.

Va bene, signora.

Ieri sera stavo là a fare le mie cose

e a un certo punto ho sentito che stavi scopando.

Che stavi facendo l'amore con…

- Roberto. - Roberto, sì.

Non sono riuscito… a concentrarmi.

Quindi adesso mi credi.

[in napoletano] Allora, io esco dal carcere…

Appena esco, vedo lei nell'angolo che vende i fiori…

Mannaggia la miseria!

Mi accorgo che è la donna della vita mia, che l'ho cercata per tutta la vita.

- [Manu] Ho capito, Oreste, grazie. - No, e di che?

[Manu] Adesso, ti prego, puoi farmi parlare con Arduino?

[Oreste] Sì.

Parlare con voi sarebbe come tradirla.

[Manu] Dimmi solo perché la cerchi.

[Arduino] Gliel'ho promesso.

Mi ha fatto giurare che la morte non ci avrebbe mai separati.

- Allora la colpa è sua. - Mia?

Quando ero cavaliere, mi hai fatto giurare che ti avrei cercato.

Questa è la tua versione dei fatti. Nella mia tu mi costringi a fare il patto.

Allora… No, innanzitutto qui non è una questione di colpa, va bene?

No, adesso voglio vedere il video dell'ipnosi sua.

Scommettiamo che ha fatto lei l'incantesimo?

Una nobildonna non stipulerebbe mai un patto con un uomo come te.

- Adesso si dice "nobildonna". - Che vorresti dire?

Non mi sono mai fatto incastrare in vita mia.

Ti pare che ci cascavo con una come te?

Eh!

[Silvia] Ma come ti permetti?

Allora, ragazzi, basta! Abbiamo finito?

Dopotutto, quello che vi è successo non è una cosa terribile.

Se lo si accetta…

Vabbè, ho capito, io non voglio più sentire quello che sente lei.

- Ha capito? È chiaro? - Figurati io.

La connessione cosmica potrebbe peggiorare se cercate di evitarvi.

Quello che vi suggerisco

è di cercare di trasformare questo vostro legame

in un altro sentimento.

Come l'amicizia.

Eh?

Dammi retta, io e te dobbiamo stare il più lontano possibile.

Sarebbe meraviglioso.

Ma come facciamo con questa connessione?

Io ho mille impegni, mille cose, non posso perdere tempo con te.

La maledizione si è attivata perché io e te ci siamo visti.

Scommetti che se ci allontaniamo, ci passa?

Ma che bravo!

Hai scoperto questa cosa da cinque minuti e già sei un esperto, complimenti.

Ci passa, ci passa.

Da oggi in poi zero contatti, zero telefonate, tutto zero.

Io già mi sono organizzato per non venire più alla villetta.

- Ottimo. - Ottimo.

Tra l'altro, sei un pessimo muratore.

Facciamo finta di non esserci mai incontrati.

Va bene. Quindi è un addio.

Addio.

Porco due, si è bloccato.

- Come "si è bloccato"? - Si è bloccato.

Io ho le prove, non posso perdere tempo qua dentro!

Fai qualcosa!

Che devo fare? Stai calma, basta suonare.

Dieci minuti e arrivano.

Puoi levarti il maglioncino, eh. Non ti guardo, giuro.

Smetti subito di pensarlo.

- Però stammi un attimo a sentire… - Non ti avvicinare.

Aspetta, se adesso io e te ci facciamo una grande chiavata…

Ahia!

Oh, stavo dicendo terapeutica. L'ha detto pure Manuela.

- No, questo Manuela non l'ha mai detto. - Ha detto di fare amicizia, è uguale.

Scommetti che se io e te facciamo sesso, tutto l'incantesimo svanisce?

Ma perché non ci arrivi?

Mandarci a letto è esattamente quello che vuole la maledizione.

- Dici? - Dico. Facci caso.

Non appena abbiamo deciso di non vederci più,

l'incantesimo ci ha rinchiuso qua dentro.

Non è un caso.

Aspetta, quindi dici…

che dobbiamo fare finta che andiamo d'amore e d'accordo?

Sì.

Ma nel mentre dobbiamo assolutamente scoprire come rompere questo patto.

- [Silvia] Togliti il cappello. - [Alessio] Mica stiamo in chiesa.

Ssh!

Ma che vuoi?

Comunque, su internet ho cercato di tutto, ma non ho trovato niente.

Secondo me l'unico modo che abbiamo di rintracciarli

è scoprire cosa hanno fatto tramite qualche cronaca medievale.

- [accento tedesco] Serve aiuto? - Sì. Avete libri sulle streghe?

Clarizia non era una strega.

Scusi, cercavamo il desk per il prestito.

No, no, prestito. Questa è biblioteca storica.

- Che ha detto la scienziata? - Che possiamo consultarli solo qui.

- Giusto. - Giusto.

[Alessio] Come faccio con il lavoro? Che faccio? Sparisco?

Ahó, Slobo.

Vado via prima, mi copri?

[Silvia] No, semmai io come faccio?

Devo capire che cosa dire a Roberto, organizzarmi con le prove del concerto.

[Alessio] Io te lo dico, però, con i libri non vado tanto d'accordo.

Ci posso provare, però non ti prometto niente.

Oh.

[Silvia] No, invece, ti concentri,

perché abbiamo poco tempo e tanto lavoro da fare.

Se ci metti che devo organizzare anche il mio matrimonio…

Un po' sempliciotto.

[Roberto] "Lezioni conservatorio"? Non te le avevo tagliate?

Sì, ma poi le ho rimesse, mi dispiaceva troppo lasciare i ragazzi.

Va bene, dai, speriamo solo che non ti distraggano troppo.

No, no.

[Alessio] Non mi dare le gomitate se mi addormento, però, eh!

Mica lo faccio apposta.

Oh.

[Silvia] Va bene, scusa.

Allora tu, quando lavori, stai più attento.

[Alessio] Eh! Perché?

[Silvia] Perché ieri, mentre provavo,

ho sentito come se tu stessi cadendo nel vuoto.

[nota stonata]

[Silvia] E mi sono spaventata.

Scusate.

Ci sono.

L'altro giorno sono passato in cantiere e tu non c'eri nella villetta.

Lascialo stare, ma che ti importa?

Sono affari suoi quello che fa in pausa pranzo.

- [Alessio] No. - Ma perché no?

No, perché ti ho detto di no, dai.

Ma perché? Provali.

Vabbè, dai.

Meglio?

Meglio.

Te l'avevo detto.

Hai capito a un certo punto che mi ha detto?

"Ma ero cieco e non me ne ero accorto?"

Ah, vedi, era presbite. Tu dicevi che era stupido.

No, io ho detto che era un cafone volgare.

Stupido non l'ho mai pensato.

Vabbè, comunque, com'era con gli occhiali?

È irrilevante.

- Vuoi vedere il solarium? È lì, dai. - Silvia…

Se Alessio non ti piace, sbrigati a rompere questa maledizione.

Mi sposo tra un mese, Manu.

Vuoi che non ci stia provando a rompere questa maledizione?

Ci stai provando sul serio?

Per esempio, ora sono le cinque? E lei sta suonando?

Infatti è tranquilla e io lo sento che è tranquilla.

Solo che mezz'ora fa le rodeva il culo in una maniera allucinante.

Sì, Ale', abbiamo capito.

- Ma che dovevamo chiedere a Mario? - Che gli dovevamo chiedere?

Mario, a casa di Alessio non c'entriamo a vedere la partita della Roma.

- Possiamo venire a vederla qua? - Sì, sì, va bene.

Ma senti anche i suoi pensieri?

I pensieri no.

Però, tutte le volte che cambia umore, lo cambia pure a me.

È una tragedia, perché questa matta si emoziona per tutto.

È felice se va in un posto dove non è mai stata.

Diventa triste se non ha gli spicci per quello che lava i vetri.

Vede un video dei cani e ride. Hai capito?

Scopre che un pantalone non le entra più e piange.

È come se sentisse il triplo delle cose che sento io.

Goditela.

- Ehi. - Eh.

Probabilmente non riusciamo a rintracciarla

perché "Clarizia" potrebbe essere un diminutivo o un vezzeggiativo.

Quindi ho esteso la ricerca a "Clara", "Claretta", "Clarice"…

Il problema è che ne sono 14.357.

No, non mi va.

- Ti va. - No, non mi va.

Ti dico che ti va, lo sento.

Dai, Silvie', non ce la faccio a mangiare

se sento che hai fame e fai finta che ti basta sta galletta.

Almeno assaggialo, per favore.

- Buono il crescione, vero? - Sì.

Sai perché non troviamo sta Clarizia?

Non stiamo cercando le streghe, quelle bruciate vive.

Perché ti sei fissato che è una strega?

Forse Clarizia e Arduino si sono fatti una promessa d'amore così forte che…

- Che? È diventata magica? - Eh.

Mi pare una gran cazzata.

[Silvia] Oddio, il foulard!

Il foulard.

[Alessio] Di che colore è sto foulard?

Bianco, con dei toni cenere.

Secondo me pensi che sia una cavolata perché non ti sei mai innamorato davvero.

- Se lo dici tu… - Ah, quindi ti sei innamorato.

No, mai, sto bene da solo.

Eccolo.

Ormai è andato.

Neanche per sogno! Era di mia nonna.

Io ti ho capito, tu sei il classico tipo da app di incontri.

Prometti chissà che cosa, ma poi non ti impegni mai.

Ma sei matta? Le app di incontri sono troppo impegnative.

Figurati.

- Non ho contanti, mi dispiace. - Ah, pure?

[Alessio] Io vado solo con donne sposate.

[Silvia] Mamma mia, che squallore!

[Alessio] Guarda che io sto una favola. Zero stress, 100% divertimento.

Scusa, ma non ti stanchi di essere sempre così superficiale?

[Alessio] Ma tu pensi di essere tanto diversa da me?

Neanche tu sei mai stata innamorata.

Cosa? Ti ricordo che io mi sto per sposare.

- Capirai, con Roberto. - Con Roberto, sì. Che vorresti dire?

- [Alessio] Niente, lascia perdere, dai. - Ecco, bravo.

Ecco il foulard.

Comunque, senti, io non so cos'è l'amore

perché ho scelto di rimanere da solo.

Tu non l'hai mai scoperto stando in coppia.

Vedi tu che cosa è peggio.

Almeno io ci provo a vivermi una relazione seria!

Invece tu vai con donne sposate e mi parli di sentimenti?

Tu sai cosa sei? Un deficiente emotivo.

- Come te. - Tu non sai niente di me.

- Perché tu di me che cazzo sai? - Che sei un coglione!

Tu sei una stronza che pensa di avere capito tutto dalla vita!

Mi sa che ci siamo fatti fregare.

Eh, già.

Il foulard di nonna era una trappola.

Alessio, pensiamo a qualcos'altro.

Una raccomandata dall'Agenzia delle Entrate.

Il riscaldamento globale.

- La Striscia di Gaza. - Brava.

Le unghie incarnite piene di pus.

Che schifo! Bravo!

Oppure?

Oppure…

L'ansia per il concerto.

Oddio…

L'ansia per la partita.

Sabato mi caco sotto.

Sabato?

Alessio, sabato ho il concerto più importante della mia vita.

Avevi detto che non c'erano partite!

Abbiamo superato il turno in Coppa e l'hanno anticipata.

Che ti devo dire?

No, tu non puoi andare a vedere la partita.

- Cosa, scusa? Io non posso? - No, non puoi.

Io devo fare un assolo! Tu non me lo rovinerai.

Silvia, io non mi sono mai fidanzato proprio per evitare queste cose.

- È un problema tuo, non mio. - No, no!

Non puoi rovinarmi la performance, non puoi!

No, mi dispiace, Silvia.

Mi dispiace che hai il concerto, ma non posso.

Stronzo.

[prove strumentali e brusio]

[telecronaca dalla TV]

Daje, Roma, daje!

[applausi]

[musica classica]

[applausi]

[brusio]

Un grande talento, non c'è dubbio.

Grazie, signor Maniscalchi.

Non sa quanto abbiamo lavorato per coltivarlo.

- Posso presentarle una persona? - Certo, volentieri.

Che ha fatto la Roma?

Ha vinto 1 a 0, però nel primo tempo dovevamo prenderne tre.

Tie'. Guarda questo che ha fatto!

Senti…

Non so come ringraziarti.

Un modo ci sarebbe.

Tutto quello che vuoi, Alessio, spara.

- Magari una di queste sere… - Eh

[Alessio] Ti prendi un bel sonnifero e vai a letto alle nove.

Così richiamo quella con cui ho fatto una figuraccia.

Sai com'è?

Ho una reputazione da difendere.

Certo.

Te lo prometto.

Ecco, brava.

Promettimi pure che risolviamo questa cosa della maledizione,

perché non voglio perdermi un'altra partita.

Gol!

L'ha fatto sotto la Curva Sud!

Silvia, hai fatto? C'è una persona che vuole parlarti.

Arrivo subito, arrivo.

Manu, ci sentiamo, ok?

No, aspetta…

Volevo dirti una cosa.

No, niente…

Io non ci capisco niente di musica classica,

però stasera mi hai fatto emozionare.

L'ho sentito.

Ciao, Silvie'.

Ciao.

No, aspetta, chiudi.

Aspetta, Silvia, tieni.

- Ma no, dai, saliamo a casa. - No, no, no.

Non ce la faccio ad aspettare, Silvia! È fatta! È fatta!

Hai visto Maniscalchi? È impazzito!

Basta con Bologna, Cesena, Forlì.

Si cambia! New York, Pechino, Berlino.

Queste sono le filarmoniche. Te l'ho detto io.

Silvia, ma non sei contenta?

Sì, sono contenta.

È quello che volevamo, no?

Silvia…

Facciamo un brindisi?

A noi due, sempre in giro per il mondo.

Noi due e basta.

[Clarizia] Voi mi dovete delle spiegazioni.

Sei tu che mi devi delle spiegazioni.

Come ti sei permessa di farmi una cosa del genere?

Lungo il corso dei secoli mai nessuno aveva cercato di rompere il nostro patto.

- È la prima volta che accade. - Era ora.

- Perché vi ostinate a non amarvi? - Perché io ho la mia vita.

Ho i miei progetti, le mie cose, sono felice come sto.

Dunque è l'egoismo che vi acceca.

No, è più egoista chiedermi di rinunciare a tutto per fare felice solo te.

Io voglio fare felici entrambe.

Tu non sai di cosa parli.

Pensi che Alessio sia l'uomo giusto per me, ma non è così.

- Credi ancora in qualcosa che oggi… - Non esiste più.

E sia dunque…

Se l'amore è morto e se ciò che più desidera il vostro arido cuore

è rompere il patto,

chiedete pure e vi dirò come fare.

[sussulta]

[Silvia] Ho programmato tutto.

Non ho capito, il Castello di Serravalle?

Sì, lei era la figlia del signore del castello

e lui il capo delle guardie.

Adesso noi andiamo nella cripta in cui si sono scambiati la promessa

e la rompiamo.

Certo.

Dobbiamo tornare sul luogo del delitto.

- Vai, preparati. Dai! - Brava.

Faccio una doccia, cinque minuti e arrivo.

Ti aspetto in macchina?

No, stai tranquilla là, fai come se fossi a casa tua.

Ok…

[Alessio] Che hai detto a Roberto? Che andiamo a fare una gita?

Addio al nubilato!

- Con Manuela. - [Alessio] Bugiarda!

[Alessio] Silvia, ti va di rifare il caffè?

[Alessio] Vabbè, tranquilla, lo prendiamo in autostrada.

Ah, finalmente! Guido sempre furgoni.

Perché ti sei trasferito a Bologna?

Perché mi sono trasferito. Perché?

Non so niente di te, della tua vita. Alla fine, non te l'ho mai chiesto.

Invece io so un sacco di roba su di te, pure troppa.

Un sacco di roba? Cioè?

Mi hai raccontato la storia di tua nonna in campagna.

- Era Pasqua? - Sì.

Hai visto?

Ti ho raccontato della stanza di nonna?

Di quando ti hanno fatto trovare il violino nel baule.

Una storia lunghissima.

Bella, eh. Interessante.

Ti ricordi quel giorno in biblioteca non abbiamo combinato niente.

- Perché te l'ho raccontato? - Perché te l'ho chiesto.

[suona "Ain't a Thing" di Saint Fame]

[Alessio canticchia]

Madonna mia, che palle, però! Dai!

[Alessio fischietta]

[Alessio] Silvie'… mi sa che ci siamo persi.

- [Silvia] L'ho detto un chilometro fa. - [Alessio] Che mi hai detto?

[Silvia] Hai girato a sinistra, io avevo detto a destra.

Dai, Silvia, per favore.

- [Silvia] Intanto adesso dove andiamo? - [Alessio] Che ne so io!

- Che cos'è? - [Silvia] Che cos'è questo rumore?

- [Alessio] Trema tutto. - [Silvia] Fermati.

[Alessio] Aspetta, aspetta. Ma che macchina hai?

[Alessio] "Anvedi" che macello! Stava andando tutto troppo liscio.

[Silvia] È possibile che non ci sia un carro attrezzi?

È domenica, non viene nessuno. Carro attrezzi, autonoleggi, nessuno.

Vabbè, ma uno!

Sono tutti complici. Ancora non l'hai capito?

Senti, Silvie'… Stavo pensando…

Se andando troviamo una macchina, se mi ci metto, la saprei rubare.

Che ho detto?

- Non ti rispondo neanche. - Dai, Silvia!

- Oh! Vuoi andare al paese a piedi? - Ci sto già andando!

- [Alessio] Saranno 20 km. - [Silvia] E vabbè! Che sarà mai?

[Alessio] Che sarà mai?

Senti, Silvie'…

Devi scendere, te l'ho già detto un chilometro fa.

Non ce la faccio più, sono stanco morto.

Se mi metti giù, mi faccio la pipì addosso.

Ecco, appunto, siccome sento pure questo,

adesso mi fai la cortesia, scendi e fai la pipì.

Dai, cazzo.

Guarda che non scherzo, me la faccio addosso.

Aspetta, guarda un po' là.

- Quella è l'entrata… - Del castello.

Brava. Andiamo.

- [Alessio] Comunque mi hai sfondato. - [Silvia] Scusa.

Lo sapevo.

Chiuso. Te l'ho detto.

Non fare la maestrina, ti ho portato in spalla per tre chilometri.

Vabbè, ci abbiamo provato. Domattina torniamo ed entriamo.

Ma adesso che facciamo? Siamo venuti fino a qui.

Che facciamo adesso? Niente, dobbiamo trovare un posto dove dormire.

[musica in lontananza]

- La senti pure tu? - Sì.

È musica.

Ma è un matrimonio?

[Silvia] Mi sembra una sagra.

- [Alessio] Attenta. - [Silvia] Grazie.

[Alessio] È la sagra del capretto?

Oh, Silvie', aspetta un attimo.

Dobbiamo stare attenti.

Le sagre di paese, soprattutto dove si griglia,

sono romanticissime.

Bella questa!

[Alessio] Guarda che non era una battuta.

Madame.

Avevo una fame.

Eh! Siccome io lo so, ne ho preso un altro.

- Questo è per te e questo è per me. - Grazie.

Prego.

Comunque, prima, in fila, ho prenotato un B&B.

Si chiama Il Dolce Riposo.

Due camere separate.

A posto.

Non era meglio prenotare due B&B diversi? Così, giusto per andare sul sicuro.

Perché? Non ti fidi ancora?

No, sì. Di te sì.

È che non mi fido della maledizione.

Brava, hai ragione.

Due B&B diversi.

[musica popolare della sagra]

[voci indistinte]

[Alessio] Senti, Silvia, pensavo…

Visto che dormiamo in due posti diversi, no?

Un goccetto di vino ce lo possiamo fare?

- Sì? - Sì.

Daje.

[dialoghi non udibili]

Beh, scusa… Balliamo?

No, no, dai…

- Dai, perché? - No…

- Che? - Non mi va.

Non ti va? Fai la musicista, sempre musica è.

Lo so, dai, ma non sono capace.

Ah. Posso dirti una cosa?

Mi hai conosciuto mille anni fa ed ero un cavaliere.

Mi dai la possibilità di dimostrarti che lo sono ancora oggi?

♪ Mambo ♪

♪ Questo mambo è per te ♪

♪ Quando balli con me ♪

♪ Dopo mi guarderai ♪

♪ Nei tuoi occhi mi perderò ♪

Hai ragione, sei proprio incapace.

- Perché, tu sei meglio? - [Alessio] Guarda.

♪ One, two, three, four, Con la gamba ♪

- Adesso di qua. - [Silvia] Stupido.

♪ Non mi fermo ♪

Devi andare di là, di là. Devi andare di là.

♪ Three and four ♪

[suona "Reality" di Richard Sanderson]

Sei tranquilla?

Tu?

Guarda che lo sento che non ti fidi.

Perché non mi hai detto dei tuoi?

- [Alessio] Onesto? - [Silvia] Sì.

[Alessio] Pensavo che non ti interessasse.

Mi dispiace.

[tuono]

[brusio]

[musica si interrompe]

[tuono]

[Alessio] Mannaggia, oh! Andiamo, andiamo!

[Alessio] Dai, dai, corri, corri!

Andiamo là?

- Sì. - Dai!

- [Silvia] Oddio, che freddo! - [Alessio] Ma che è sto posto?

Aspetta…

- Non ci posso credere. - Cosa?

Controlla il B&B sul tuo telefono, il mio è scarico.

Era carico.

[Alessio] Ma vedi!

- No, anche il mio! - No, vabbè.

No…

[Alessio] Ti pareva!

- Adesso che facciamo? - Adesso qualcosa ci inventiamo.

Vediamo se regge.

[Silvia] Dovresti toglierteli anche tu.

- Rischi di prendere freddo. - Hai ragione.

Scusa, è che…

Non sono io.

È la maledizione.

Eh.

Non sai quanto ti fa sembrare bella.

- Il fuoco! - Oh!

Alessio.

Che c'è?

Oddio, mi sono partite le mani.

Vedi? Stanno andando da sole.

Tu fermale.

Certo, le fermo. Giusto?

[suono messaggio vocale]

[Alessio] Silvie', ho preso la macchina, ho cambiato le gomme, tutto a posto.

Comunque, scusa per ieri sera, dai.

Ti giuro che oggi andiamo al castello e mettiamo tutto a posto. Daje!

Ahó.

No, non scherzate proprio!

Doveva essere aperto.

Sì, pronto? Sto fuori all'ingresso del castello.

Mi può aprire la porta? È una faccenda seria.

Sì, la scala sarà pure pericolante, però è un'emergenza.

Per favore, apra la porta.

Forse non hai capito, se non apri, scavalco.

Sti cazzi che si va sul penale!

È questione di cinque minuti, entriamo e usciamo. Apri!

Non mi frega un cazzo dell'ala est, mi interessa la cripta. Apri!

Giovane, la cripta non esiste più.

È crollata più di 500 anni fa.

- [Alessio] Come "non esiste più"? - Eh.

Ma porca troia! Ora come cazzo faccio a risolvere?

Siamo qui, facciamo che ti libero io.

Non devi più cercarmi, non devi più amarmi.

Eh? Vaffanculo.

Ora sei libero dal tuo giuramento.

Oh.

Oh, Silvia!

Silvia! Aspetta!

Ma perché fai così adesso?

È per ieri sera? Devo chiederti un'altra volta scusa?

Sei fortunato a non sapere quello che provo in questo momento.

Come hai fatto a rompere la connessione?

Mi è bastato volerlo.

A rega'… Alla libertà.

- Daje. - Alla libertà.

Ale', scusa, ci facciamo due soldi con sta storia.

Libri, interviste, televisione…

Fermo, mi basta averla scampata.

Quindi sei sicuro? I sintomi sono scomparsi del tutto?

Mario, sono sicuro.

Completamente guarito.

Sai perché non ti ci vedi in quel vestito?

Dai, Manu, smettila.

Perché una settimana fa hai spezzato un incantesimo secolare

e non ti sei neanche sfogata con me.

Io voglio solo accertarmi che tu l'abbia superata.

Certo che l'ho superata.

[suono registrazione]

[Roberto, messaggio] Silvia, dove sei? Io sono qui con Maniscalchi.

Ti stiamo aspettando per l'aperitivo.

- Ciao, Silvia. - Ciao. Grazie.

[suono registrazione]

[Silvia, messaggio] Rob, senti…

Non vengo all'aperitivo, ti aspetto stasera a casa.

Ti devo parlare.

Tanto lo so che te ne pentirai.

Che tornerai da me.

Silvia!

[suono registrazione]

[Alessio, messaggio] Ma è vero che non ti sposi più?

No, aspetta.

[suono registrazione]

[Alessio, messaggio] Ciao, Silvia.

Ti mando questo messaggio vocale, perché ho saputo che tu e Roberto…

[sospirando] No.

Pensavo che, finita la maledizione, tornasse tutto come prima.

Invece, mi sbagliavo.

Da una cosa del genere forse non si torna più indietro.

Sai che c'è? Ormai ci ero abituato.

Prima sapevo sempre cosa stavi facendo,

se eri triste, se eri arrabbiata…

Invece adesso passo le ore a chiedermi come stai, che fai, come ti senti.

Ho sempre paura che hai fame e nessuno lo sa,

perché tu non lo dici mai.

Insomma, che ti devo dire?

Ti penso e spero che tu stia bene.

[suono registrazione]

[Silvia, messaggio] Dato che non la smetti,

ora ti spiego perché non posso perdonarti.

La notte della sagra mi avevi promesso che saresti stato un cavaliere.

Io non te ne faccio una colpa, anch'io ho la mia responsabilità.

[insieme] Gol!

- Sì! Daje! - Mamma mia!

[Silvia, messaggio] Manuela mi ha consigliato di raccontarti

perché mi hai fatto soffrire,

ma si sbaglia, non serve dirti nulla.

Eravamo connessi.

Per quanto sia orribile pensarci ora,

c'è stato un tempo in cui avevi accesso diretto al mio cuore.

Tu sapevi benissimo cosa provavo in quel momento.

Ero innamorata.

Come te.

Noi avevamo quello che tutti desiderano,

ciò che le persone rincorrono una vita intera,

magari senza nemmeno trovarlo.

Ecco perché non posso perdonarti.

[Rosa canticchia]

[sussulta]

Oddio!

Ciao, zia.

- Che stai facendo? - Sto lavando i piatti.

Mi pare pure giusto che casa mia la pulisco io.

Hai preso la droga?

Ma che droga, zia.

Non è che uno si droga e lava i piatti.

Allora che è successo?

Ma dai, pure sta cosa che lavoro con zio…

Se non ero il nipote, da mo che mi aveva cacciato.

Questa ragazza ti ha convinto a tornare a studiare?

No, però mi ha fatto capire che sono uno stronzo.

L'hai trattata male?

- E perché? - E perché…

Perché avevi ragione tu.

[scatto di serratura]

Mi sono messo paura.

Stai ancora così? Dai, muoviti, siamo in ritardo!

Zitto, zitto.

Se non si è drogato, tuo nipote sta dicendo una cosa importante.

Sentite, io…

voglio chiedervi scusa

se in tutti questi anni vi ho fatto preoccupare.

Se…

Insomma, se non sono riuscito a darvi tante soddisfazioni.

Se spesso ho portato a casa amici improbabili.

Il fatto è che…

Sento che è arrivato il momento di trovare la mia strada.

Purtroppo devo farlo senza di voi,

che per me siete come mamma

e papà.

Oh.

Stai zitto. Stai zitto.

- Zio, ma stai piangendo? - [Aldo] Stai zitto!

[Alessio] Di là, di là.

Attento ai muri.

Grande. Bravo.

Perfetto. Ecco.

C'è tutto.

Ragazzi, grazie.

Grandi.

- Ciao, bello, grazie. - [uomo] Ciao.

[rumore di passi]

- Buonasera. - Buonasera.

- Non è possibile! - Non ci posso credere!

- Ma che ci fai qua? - [Alessio] Io?

- Ma che ci fai tu qua? - Io c'ero già da prima.

- Ho capito. Che ne sapevo io? - No, no, no.

Io ho rotto la maledizione, non voglio sapere più niente!

- Silvia! - Non voglio sapere niente di te!

[in lontananza] Fai le valigie e trovati un altro appartamento!

Silvia, non si capisce niente!

Prenditi un altro appartamento e vai via!

Che hai detto? Non si capisce! Esci un attimo a parlare!

[Alessio] Silvia!

Ma porca miseria!

Silvia, esci un attimo, per favore?

- Silvia? - So quello che stai per dire.

- Non dirlo, non dirlo. - Calma, calma un secondo.

Per favore, ti avvicini?

Rifletti un attimo.

Può essere che questo sia un segno del destino?

Qualcuno ci sta dando una seconda opportunità.

Io non voglio più ricominciare.

Allora iniziamo una cosa nuova.

Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare.

Non è vero.

Per esempio, io e te non siamo mai usciti una sera da soli,

come due persone normali.

Usciamo a cena?

Non voglio allargarmi, ma magari ci scappa un cinema.

Stasera che hai da fare?

Te l'ha detto Manuela che venivo a vivere qua.

Te l'ha detto lei.

Non sai che casino ho fatto per affittare l'appartamento accanto al tuo.

No, Alessio, non puoi farmi questo, domani dai la disdetta e te ne vai.

Va bene, va bene.

Rispondi solo a questa domanda, però. Sincera.

Perché non sei partita?

Di certo non per te.

In tournée ci vado quando voglio.

Va bene. Se è così, domani do la disdetta.

In cambio,

accetto il tuo invito a cena.

Ma per quanto riguarda il cinema, sì, ti stai allargando.

Promesso?

Promesso.

Ma perché non ci hanno fatto vedere che si baciano?

Non lo so, nonno. Quando hai fatto, entra, è pronto.

Vabbè, io sento freddo, rientro.

[applausi e urla di approvazione]

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