All language subtitles for Confessions.of.a.Frustrated.Housewife.1976.italian_[Italian] (SUBRIP)

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Original subtitles

LAMOGLIE DI MIO PADRE

CLACSON

CLACSON

CLACSON

Che c'è?

Niente, niente.

Nulla...

Non so proprio cosa mi succede.

Sai, stavo pensando che forse dovremmo...

Ti pare questo il momento?

Mah...

Scusami.

Buonanotte.

E secondo te, cosa devo fare?

- Lo chiedi a me? - E a chi dovrei chiederlo?

A quei signori che tengono consulenze erotiche sui giornali?

Porco Giuda!

Mi vuoi dire cosa ti succede?

Il tuo modo di fare... mi irrita, mi esaspera!

Ogni volta mi sembra di dover passare un esame.

Una cosa insopportabile, un incubo.

Per questo non ci riesco.

Dimmi che hai un'altra, ecco perché non riesci a fare l'amore con me!

Non ci rimane che una soluzione.

Quale?

Senti, se dobbiamo continuare così, è meglio che ci separiamo.

Come vuoi tu, d'accordo, vattene pure!

Ti è insopportabile vivere con me? E allora vattene.

7 anni passati insieme non significano nulla per te?

Ecco, ci siamo.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, così sia.

Mi dica, la ascolto.

Antonio... io sono qui, aspetto che tu mi dica che cosa devo fare.

E lo chiedi a me?

Certo che lo chiedo a te,

sei tu che hai deciso il genere di vita che dobbiamo condurre.

Una vita inutile, superficiale,

serate noiose a base di chiacchiere, whisky e poker.

Tutti quanti facciamo le medesime cose,

beviamo, diciamo sciocchezze, fingiamo di godercela un mondo,

mai che troviamo un momento tutto per noi.

Un matrimonio è una cosa ben diversa.

Un matrimonio è soprattutto amore, no?

Sì, certo, ma anche comprensione... tolleranza.

Padre, io ho accettato tutto da lui, sempre...

Levati questa roba di dosso. Avanti!

Sbrigati. Via!

Un uomo che ha finito col considerarmi una cosa da usare

nei suoi ritagli di tempo.

E a che cosa attribuisce questo comportamento nei suoi confronti?

Il tuo modo di fare mi esaspera.

Antonio...

forse sei un po' stanco.

Dovresti riposarti. - Mah!

Magari sentire un medico.

Ma vattene, io non ho bisogno d'un medico.

Perché ripeti sempre le stesse cose?

Scusa, vorrei starti vicina, ma tu me lo impedisci.

Se parlassi di più con me...

Mi sembra di essere diventata un'estranea.

Non so più niente del tuo lavoro, non conosco le tue preoccupazioni.

Quello che non mi va è che tu mi tolga il fiato.

Io detesto che mi si chieda dove vado, cosa faccio, come sto,

che porco diavolo penso!

Sono tua moglie e tutto ciò che ti riguarda, riguarda anche me,

o sbaglio?

Da quanto tempo dura questa situazione?

Però al principio non era così, vero?

Hai qualcosa da rinfacciarmi?

Quando mi hai sposato tutto era perfetto,

tutto era accettabile, la provincia, questa città,

le mie conoscenze, il mio lavoro...

Ma in quel momento, per te,

io ero la soluzione ideale dei tuoi problemi familiari.

Tu ora stai cercando di convincerti

che non c'è mai stato niente di bello e di pulito, fra di noi.

Finora, se ho capito bene, mi ha detto che il suo matrimonio

è in crisi a causa, soprattutto, dei difetti di suo marito,

che mi ha descritto come un uomo rozzo e sbrigativo,

ma in confessione si dicono le proprie colpe, non quelle altrui.

Non pensa che il suo problema abbia origine da errori commessi da lei?

L'appagamento dei sensi è uno dei fini leciti del matrimonio.

Si è chiesta se lei, da parte sua, ha sempre fatto il possibile

per rendere soddisfacente il rapporto coniugale?

Rifletta, analizzi il passato.

Basta, la devo smettere di giocare con te.

Faccio solo delle magre, ne ho abbastanza.

Sai qual è il mio guaio?

Mangio poco e scopo troppo.

Eh, s'invecchia, non c'è rimedio.

Sai... scopa meno e mangia di più.

E vieni qui un po' più spesso, per noi è la cura migliore, questa.

Guarda che il medico sono io, non tu.

Si sa che i medici sono i peggiori pazienti.

- Sai che ti invidio? - Perché?

Hai una bella moglie, vi volete bene,

fai una vita regolata, tranquilla, lo devi a lei se sei così in forma.

Io, invece, comincio a essere stufo della vita che faccio.

E tua moglie?

Lasciamo perdere.

Mah... tutti abbiamo dei problemi, sai?

A proposito, volevo proprio parlarti di questo.

Il fatto è che tu sei troppo serio. Se tu tradissi tua moglie,

come fanno tutti i mariti di questo mondo,

saresti di buonumore.

Ma perché?

Perché non ci provi... con un'adolescente, eh?

E smettila.

Uno di questi giorni vengo a trovarti al tuo studio.

Vorrei avere un tuo parere.

Senza complimenti, vecchio mio.

Se hai qualche problema, da amico e da medico,

parliamone. - Grazie, ma non ora.

C'è tempo. Con comodo...

Dentro i biglietti, tutti dentro.

Chi pesca?

- lo! Pesco io. - Va bene.

Tutti seduti.

Un po' di silenzio, per favore.

Attenzione, com'era la prima domanda?

Ah sì, che cosa ti piace di più in lui?

Risposta: l'uccello.

Continua Patrizia, continua.

State zitti. Che cosa vorresti che non avesse?

60 anni.

Che cosa vorresti che avesse? Le corna.

Però...

A chi pensi quando fai l'amore con lui?

Al garzone del lattaio.

E quando fai l'amore con quell'altro? Al rullo compressore.

Qual è il tuo più ardente desiderio?

Sentite: essere sodomizzata da Marlon Brando.

Col burro...

No, è più economica la margarina.

Perché non provate col sapone da bucato?

Tutti zitti, adesso c'è la parte più divertente.

Bisogna indovinare chi l'ha scritto.

- Secondo me l'hai scritto tu. - Anche secondo me.

Acqua, acqua... Figuratevi se io scrivo queste cose da educanda.

Io non dico uccello, dico cazzo.

Ma dai, educanda, va' avanti.

Secondo me... l'ha scritto Laura.

Avanti Sheridan, spiegaci perché.

Con quella sua aria così sostenuta...

sembra che abbia la corona in testa.

Ah no, ti prego, lasciami stare Laura. Laura è una moglie perfetta.

Perché, a una moglie perfetta non piace l'uccello?

In tal caso è il marito che non è perfetto.

Alludi, per caso?

Se hai qualcosa da rimproverarmi, fallo pure pubblicamente.

Ti è mai mancato qualcosa? - Meglio che stia zitta.

- < Dai, vogliamo sapere tutto! - < Abbi questo coraggio!

Certo è faticoso per te fare questi continui viaggi,

se potessimo stare un po' più insieme...

In passato ne abbiamo avuti tanti di momenti felici.

Vedi Laura, io non posso fermarmi,

la situazione in fabbrica non è facile,

c'è il rischio che tanto lavoro e...

tanti sacrifici, vadano a finire in fumo.

Io ho una responsabilità verso Claudio,

verso te e verso me stesso.

Credevo che le cose cominciassero ad andare meglio.

È vero. Se riuscirò a concludere questo contratto,

potremo di nuovo tirare il fiato, vedrai.

Spero che sarai più sereno, allora,

il lavoro non è poi tutto, nella vita.

Hai ragione.

Quando torno ci prendiamo una piccola vacanza.

Andiamo ai Caraibi. Sarà il nostro...

secondo viaggio di nozze.

Me lo hai promesso tante volte...

Questa volta manterrò la promessa, vedrai.

Ci tengo anch'io.

A presto. - Buon viaggio.

Che cosa vuoi, questa? Toh!

Ti piace lo spettacolo, sì? E guarda, guarda...

(Canta) Sono una donna, non sono una santa...

< Vai, gattoparda!

Dici a me?

Dai, sali.

Io e te?

- Qualcosa in contrario? - Per carità, basta che paghi bene.

Dove andiamo?

Andiamo a casa mia.... qua vicino.

Per un affare così, però sono almeno 30 mila.

Va bene, monta.

Ma guarda un po' che roba, le signore...

Beh... tanto per cambiare...

Dai, andiamo.

Cos'è che vuoi sapere da me?

Dai, su, parla. Non ho mica tempo da perdere.

Ecco, come si fa, di solito... per eccitare un uomo?

Tu buttati sul letto, muovi piano la gamba,

finché lui vede la mutandina, poi fai finta che non ne puoi più.

VERSl Dai amore, vieni...

VERSl

Senti, ma se lui non si eccita... tu che cosa fai?

Come che cosa faccio?

Se non si drizza, pace all'anima sua!

Non ti ho pagata per sentire le battute di spirito.

Se vuoi sapere i segreti del mestiere,

prima sgancia altri 10 "sacchi".

Prima mi rispondi e poi ti do i soldi.

Di' un po'...

davvero non lo sai come si fa? Lo stuzzichi un po'!

Sì, ma come?

Ma dai...

Alla bolognese, no?

Passo alle spiegazioni?

Non faccio nessuna difficoltà, perché non mi frega nessuno.

Ma io non sono mica una come te.

È per questo che gli uomini vengono da noi!

Tu prova a cominciare a baciarlo...

e poi...

No, basta.

È inutile.

È inutile.

Ma io... io faccio tutto il possibile per aiutarti.

Altrimenti dimmi tu cosa dovrei fare.

Io sono una donna normale e ho bisogno di una vita normale,

Io vuoi capire questo, sì o no?

Ma sì, sì, sì...

capisco, capisco, sì.

Io ti sono fedele

e non ho nessuna intenzione di tradirti,

ma così non si va avanti, tutto ha un limite!

Deciditi, fai qualcosa anche tu!

Antonio, vuoi capirlo che devi cambiare, che tutto dipende da te?

Ah, così la colpa sarebbe mia? Tua no?

Voi donne non avete altro per la testa, fottere e farvi fottere!

Non vi interessa altro, nient'altro!

Porco Giuda!

Antonio... non trattarmi così, ti prego, non me lo merito.

Fa' qualcosa, Antonio, perché io non ce la faccio più!

E allora vattene!

Vattene! Quella è la porta!

Va' via!

Vattene!

Davvero vuoi che me ne vada?

No Laura, non lasciarmi...

ti prego, perdonami.

Perdonami... non lasciarmi.

Non lasciarmi...

Sì, sì...

Sì.

Il tuo male è psichico, non fisiologico.

È quello che oggi è di moda chiamare stress.

Lavori troppo... tutto qui.

- Già... - È comunissimo oggigiorno,

non la chiamerei impotenza.

Dai vecchio, bevi.

Ricordo certe scopate che ci siamo fatti, eh?

Dicevi che era un fatto nervoso.

- Un fatto psichico, se preferisci. - Bah.

Più o meno è la stessa cosa, no?

Insomma, ci sarà una cura?

Te l'ho detto, lavorare meno, dormire molto, distrarsi...

dovresti fare un viaggio

e non dirmi che non te lo puoi permettere,

qualunque posto è buono.

Da' retta, l'importante è che tu ti lasci dietro alle spalle

tutte le preoccupazioni e i pensieri, capito?

- È una parola... - Ma scusa, hai un figlio, no?

Io mantieni a Bruxelles a studiare da un anno,

cioè a far finta di studiare,

quello scopa dalla mattina alla sera, ci scommetto

e suo padre si rovina la salute!

Bell'affare!

- Claudio deve fare la sua strada. - E tu ti ammali!

Insomma, lui ha tutti i diritti e tu non ne hai più nessuno.

Di' un po'...

ma ti sei dimenticato quanti sacrifici hai fatto,

per arrivare al punto dove sei, eh? Lascia che sgobbi un po' anche lui.

Non capisco perché tiri in ballo mio figlio, che cosa c'entra?

Parliamoci chiaro...

se non vuoi che il tuo problema diventi cronico, molla tutto.

Ma ci sarà pure un'altra soluzione, no?

Sei un medico. Dammi la cura.

Ti ho già detto e ripetuto che la cura è una sola.

Riposarti... e molto. - Già.

Cedi il posto a tuo figlio e tu te ne vai.

Io ti avverto...

per poter fare l'amore, ci vuole la mente sgombra

e tu, caro mio...

Ma per te c'è una seconda ragione, anche questo è un fatto normale,

un incidente molto comune.

Dopo 5, 6 anni di matrimonio,

tua moglie non ti dà più stimoli sessuali, capisci?

Andare a letto con lei, non ti fa più né caldo né freddo.

È un fatto di routine e quindi ti annoia.

Peggio, poiché ti senti in obbligo di scoparla e lei se lo aspetta,

che succede?

Fai cilecca.

- Ma io le voglio molto bene. - Ma questo che c'entra?

L'affetto, la tenerezza sono cose bellissime,

ma non eccitano, non sollecitano la fantasia, non danno emozioni.

Per fare l'amore... ci vuole il sapore della novità.

- Non mi aiuti molto... - Ma ti ho fatto una diagnosi.

Ma è una formuletta da 4 soldi, scusa.

Ma come, ti suggerisco un rimedio a portata di mano.

Sì, un safari...

No, io invece pensavo ad altro,

tu vuoi a tutti i costi una cura e io te la do.

Sai cosa vuol dire... rimpatriata?

- Cin cin! - Salute.

Gli auguri, nel tuo caso non...

D'inverno, chiuso sul balcone in mutande...

Poi com'è finita?

Ah beh, congelato a tutti e cinque gli arti.

Sì, ancora vino... più pieno.

Non bisogna esagerare, Antonio. Un brindisi per Magda, adesso.

Viva la Danimarca!

No, questo è un brindisi ufficiale, dovevi dire: viva le danimarchette!

Buona questa.

Io no capito.

E se non hai capito, bevici su.

Tutto bene?

Antonio, tutto bene?

- lo lo spero. - Un brindisi alla speranza!

< Anch'io, speranza...

- Buono champagne... - Anche tu sei buona...

Tuo amico molto humour... ma tu mi piace di più,

tu più bello... - < Lei ha molto buongusto...

Beh, ora basta bere perché potrebbe farti male,

"In vino fiasco", dice vecchio proverbio italiano...

Ma come medico... consiglierei un riposino...

E si fa per dire, eh!

Visto, tuo amico...

non vuole farci bere, però lui medico e noi obbedire.

Vieni...

Fate un buon riposo.

Grazie, grazie mille... Andiamo.

Adesso noi finire bottiglia...

e poi vediamo.

Bel nome Magda...

Ti sei stabilita definitivamente in Italia?

Sì.

Ah bene, bene...

E di dove sei?

Copenaghen.

Io mi piace Italia.

Mi piace... molto, molto italiani...

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

No, aspetta. Baciami prima, baciami...

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

Mi ha detto Magda che sei andato forte.

Vai, vecchio...

segui i miei consigli.

Non credi che ora, con Laura, sarebbe possibile?

Sì, può essere, perché no,

ma te l'ho detto, dipende dalla tua tranquillità di spirito,

dalla tua serenità. Sai come dicono in Sicilia?

"La minchia non vuole pensieri".

Come fai a non avere pensieri oggi, con una fabbrica sulle spalle,

se non sai che cosa succederà domani?

Claudio può sostituirti benissimo, chiamalo.

Altrimenti a che servono i figli?

- Sai che ti dico? Mi hai convinto. - Era ora.

Sì, hai ragione, devo lasciare il lavoro per un po'

e riavvicinarmi a Laura.

Non so come, ma... devo riuscirci.

Dimmi la verità, papà,

è successo qualcosa? - No.

Il tuo telegramma mi ha preoccupato, sai?

Farmi tornare così in fretta quando ancora il corso non è finito.

C'è sotto qualche cosa di grave? - Ma no, niente di grave.

Sono un po' esaurito e ho bisogno del tuo aiuto.

Va bene, ho capito...

non è il momento.

Vuol dire che ne riparleremo dopo, con calma.

Sì, certo, ne riparleremo.

- Ciao Laura, come stai? - Benarrivato.

- Ti trovo bene. - Anche tu, sei in gran forma.

- Cos'ha papà? - È solo un po' esaurito.

- Mi fai guidare? - Tieni, guida pure. - Grazie.

È proprio bello ritornare a casa dopo un po' di tempo.

Sì, fa piacere tornarci ogni tanto,

ma starci sempre, ti assicuro... è tutta un'altra cosa.

Vero, Laura? Tu che dici?

VOClARE lNDlSTlNTO

Il programma di questa sera prevede un gioco sensazionale,

è un gioco tutto basato... - Non lo vedevo da un paio d'anni,

ha l'aria piuttosto pallida. - lo lo trovo attraente...

- Di' la verità, te lo faresti, eh? - E tu no?

Ho conosciuto gente molto diversa...

Ho paura che sia un gioco difficile e anche noioso.

E invece ti assicuro che è uno spasso, non è affatto noioso.

Date le carte, si spegne la luce

e ognuno si dà da fare...

Chi ha avuto l'asso di spade, cioè l'assassino,

a questo punto si sceglie la sua vittima.

Quando questa viene colpita, grida aiuto

e rimane sul posto.

Allora il commissario va ad accendere la luce

e dice a tutti di stare fermi e guai a chi si muove...

Poi lui comincia gli interrogatori...

- E tu dici che è divertente? - Eh... come no.

Mah...

Eh, guarda che l'assassino...

non colpisce mica subito.

Prima si aggira subdolo nell'ombra...

va in cerca della sua vittima...

deve sceglierla al tatto, perché non la vede...

Mi raccomando, assassino,

non colpire subito...

Prima lasciaci divertire un po'.

Non essere cattivo, andiamo...

lascia che ci godiamo il brivido della ricerca,

il bello è tutto qui. Bisogna approfittarne, no?

Farfalle che svolazzano nel buio, di fiore in fiore...

fiori che si chiudono, fiori che si aprono...

fiori che ti ammollano sventole... - E come finisce?

Ma con la scoperta dell'assassino.

Quando il commissario crederà di averlo individuato,

gli dirà di mostrare la sua carta, se ha lui l'asso di spade,

farà la penitenza. Mi sono spiegato? Va bene?

- < Sì, è chiaro. - Patrizia, vai alla lampada.

Allora, abbiamo capito tutti?

ASSENSO GENERALE

È una meraviglia.

Mi raccomando non fumate,

anche la sigaretta può servire come elemento d'identificazione.

Tieni, tieni la carta voltata, eh?

Eh? Mi raccomando. Tieni...

Ecco, prendi...

Preparatevi, tra poco comincia la caccia

e sarà il regno del terrore.

Tieni. O del piacere, se preferite.

A te... Ecco fatto.

Allora... allora, siamo pronti?

Attenta Patrizia, sei pronta? - Prontissima.

Buio in sala e su la musica!

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

- Usciamo di qui. - Smettila.

Dai Laura... so tutto.

Posso accontentarti meglio di Antonio.

Sei un porco in tutti i sensi, vattene.

Va be'...

MUSlCA

MUSlCA

- Perché? - Perché a me non piacciono i ragazzi.

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

Non ti faccio una scena di gelosia. Credimi, non me ne importa niente,

se sei uno sporcaccione che ha bisogno delle minorenni,

mi fai pena, ti compatisco. - Ma che cosa hai visto?

Si stava giocando, no?

Non sono mica una stupida,

quello che ho visto io... Io hanno visto anche gli altri.

Non ha nemmeno 18 anni, la figlia di Martini,

sarebbe troppo giovane anche per tuo figlio.

Ma dai... Quante storie per una sciocchezza.

E anche se fosse?

Io posso fare quel che mi pare, per tutto ciò che c'è tra noi.

Io ho la coscienza a posto, sai?

La cosa che detesto di più è l'ipocrisia,

non voglio stare in una posizione falsa.

Mi hai detto di andarmene? Sono stufa, non ne posso più.

Adesso basta, me ne vado!

No, tu non te ne vai,

perché io non te lo permetto.

Il tuo posto è qui!

Qui, in questa casa!

E ricordati... che anche se ci riuscissi,

io ti renderei la vita difficile, fino alla fine dei tuoi giorni.

E ti dirò di più,

non ti vorrà mai nessuno,

resterai sempre sola come un cane,

perché a tutti farai fare una figura di merda,

come è successo a me! Hai capito?

Abbi il pudore di tacere, almeno questo.

< Sei un impotente, questa è la verità!

Un maniaco che, invece di curarsi, va dietro alle puttane di 16 anni!

- Non alzare la voce. - E perché?

Tu puoi urlare tutte le calunnie che vuoi e io devo solo tacere?

Ingoiare e tacere?

LAURA PlANGE

Senti Claudio, volevo dirti...

a proposito di Laura... - Non andate più d'accordo?

È questo che volevi dirmi? - No.

Non era questo...

Sì, è vero, ogni tanto litighiamo,

succede a tutti.

Ma io tengo molto a lei.

Ultimamente, come ti dicevo, ho avuto molto da fare,

sono un po' stanco, nervoso...

Papà, mi hai fatto tornare perché ti dessi una mano,

starò in fabbrica, non ti preoccupare.

No, non è per la fabbrica... è per Laura.

È sempre molto sola, sempre in casa, mi capisci?

A causa del mio lavoro, forse l'ho trascurata un po'.

In fondo è ancora giovane...

Mentre io sono in giro...

qualche volta portala fuori. Non so, a cena, a uno spettacolo,

a tennis... Ti dispiace?

No, ma non credo che sia della mia compagnia che ha bisogno.

Lo so... Quando avrò sistemato le cose urgenti,

le starò più vicino. - Ecco...

È proprio questo il punto, papà.

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

Ti piace?

Sì, si va così raramente nei locali notturni.

Eppure sei giovane, sei piena di vita...

non capisco come tu possa rimanere chiusa in casa tutto il giorno.

In certe condizioni, ogni problema diventa un dramma.

Perché rovinarsi l'esistenza, non è giusto,

i brutti ricordi vanno buttati via.

Il vecchio saggio della montagna ha parlato.

Conclusione? - Primo, fare un certo discorsetto a mio padre,

secondo, uscire un po' più spesso con me.

- Ah sì? - Sì, signora.

Permette questo ballo?

Rischi di fare una brutta figura, a ballare con una matusa come me.

Lei è la donna più affascinante che abbia incontrato in vita mia...

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

Cameriere? Prende qualcosa?

- Whisky, con ghiaccio. - 2 whisky con ghiaccio, prego.

Ve li servo qui o in un séparé?

No, questa sera no, la ringrazio.

Devo avere l'aria di un'adescatrice...

Oh no, sono io che ho l'aria di un seduttore...

MUSlCA CLASSlCA

Posso?

Certo.

Io non sopporto la musica classica, però questa mi piace.

Perché ti piace?

Non so... è una musica sobria, anche nella malinconia.

È vero...

è malinconica, ma piena di dolcezza.

Ti senti molto sola... è vero?

Sai, ho un'idea.

Papà ha chiamato da Bormio,

domani è il vostro anniversario, vero? Prepara la valigia,

in meno di 3 ore, domattina siamo là

e così vi fate una bella vacanza sulla neve.

È stata una sorpresa molto simpatica,

grazie per esserti ricordato del nostro anniversario.

Bene... - Vogliamo brindare?

Certo.

Auguri, allora. - Salute. - Auguri.

Bene, adesso che abbiamo brindato, scappo.

Non ti fermi a cena con noi?

No... vi lascio soli.

Che c'entro io? E poi sai bene che ho da fare.

Arrivederci Laura, auguri. - Grazie.

Ciao, papà. Non preoccuparti, penso a tutto io.

Va bene, d'accordo.

- Arrivederci. - A presto.

Ciao.

- Mi raccomando, non correre. - Tranquillo.

Ah... che sciocco.

Ho un regalo per l'anniversario, scusa ma non ho fatto il pacchetto.

Tieni.

Spero ti piaccia...

Che meraviglia.

È bello... bellissimo.

Grazie amore, grazie. È un regalo magnifico.

- Sono contento. - Sei stato molto carino.

Basta Antonio, ti prego, vieni qui.

Dobbiamo brindare.

Ma... basta, ti supplico, finiscila.

Lo sai che ti fa male, ti prego. - Ma no, devi bere anche tu...

Oggi è un giorno molto importante, dobbiamo festeggiare.

Bevi, bevi. - No, non bere, vado a farti un caffè, vuoi?

Andiamo a letto... - Ma no, cosa dici, vieni qua...

- No... - Ti voglio toccare, vieni qua.

Lasciati... Lasciati toccare, mi serve...

- Lasciami. Lasciami... - Dai, forza... Aiutami.

Puzzi! Ma è possibile che se non sei ubriaco,

non puoi fare l'amore con me? Mi fai schifo, basta!

Che bell'anniversario.

- < Ciao, Laura. - Ciao, Dada.

È molto che non ti si vede, dove sei stata?

- In montagna. - Era bello? - Sì, una meraviglia...

- Ciao. - Ciao.

Dove ti nascondi? Non ti si vede mai...

Dalla festa per il tuo ritorno, sei sparito...

Sono molto occupato.

Ah...

Già, vedo... con Laura.

- No, tutti i giorni in fabbrica. - In fabbrica ci andrai di giorno,

ma ci sono le sere, le notti...

i week-end, i pomeriggi in piscina...

Oppure sei talmente preso che... eh?

Potresti telefonarmi, almeno, o vuoi che ti chiami io?

Mi fa sempre piacere, se mi telefoni.

Non vorrei disturbarti troppo... urtare suscettibilità...

Allora ti chiamerò io, stai tranquilla.

Alle 11 di mattina è meglio, tra le 11 e mezzogiorno.

Ciao.

- Com'è l'acqua? - Bella.

Allora mi butto anch'io.

Complimenti, ti vedo benissimo. In gran forma, eh?

Allora, come hai risolto i tuoi problemi esistenziali,

hai piantato tuo marito, o gli hai messo le corna?

Nessuna delle due cose, mi dispiace, forse ti ho delusa?

No, non mi aspettavo altro, stiamo alle regole del gioco,

ci vuole coraggio per fare certe scelte.

Tu trovi che sia coraggioso diventare un'amante?

Ma certo che lo è, se tu ti assumi tutta la responsabilità.

Si fa presto a dire...

ma quando sentimentalmente sei legata a un uomo da anni, come fai?

Io questo rischio non lo corro, se uno mi piace, ci vado a letto,

ma senza i vostri sentimenti, sono quelli che fregano.

Come si vede che non sei mai stata innamorata.

Come si vede che sei rimasta al Medioevo.

- Perché? - La donna, oggi, è cambiata.

Noi possiamo fare a meno degli uomini,

sono loro che, se li pianti, si sentono perduti.

Per cui, quando ti va te ne prendi uno, loro non dicono mai di no.

Guarda Claudio, è un bel ragazzo, no?

E il giorno che mi va, me lo porto a letto,

senza tanti problemi, né per me, né per lui.

Comunque, se vuoi, parliamone. Ciao.

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

VERSl Dl PlACERE - Oh, Claudio...

Grazie.

Cin cin...

Mi piace starti così vicina...

Vorrei dormire sulla tua spalla.

Claudio, perché non passiamo la notte insieme?

Sai bene che questo non è possibile.

Perché?

Beh... per tante ragioni.

Se ci tieni a saperlo, stasera ho un impegno, per esempio.

Di lavoro... e non voglio mancare.

E poi tu non hai un marito?

Che gli racconti per stare fuori tutta la notte?

Mio marito crede a tutto ciò che gli dico.

E poi, anche se non ci crede, me ne frego.

Con la scusa che è medico, fa i suoi comodi.

Vuoi che non lo sappia?

E poi è semplice...

Gli dico che vado da sua sorella.

Lei mi regge la candela e io le ricambio il favore.

Chiaro, no? - Sì.

Avanti, rivestiti.

Che cosa aspetti?

Mi si è fatto tardi,

non devo riaccompagnarti alla macchina?

Su, fai presto.

Hai una gran fretta di liberarti di me, eh?

Eh già...

Non approvi...

Ti sembra scandaloso che io salti da un letto all'altro,

ma cosa vuoi che facciamo noi donne, con gli uomini che abbiamo,

in questo ambiente pieno di noia...

dove tutto è vecchio, fermo da 100 anni.

- È tornato mio padre? - No, ha parlato con la signora,

torna domani. Il signorino ha cenato?

- No, vorrei qualcosa di freddo su un vassoio. - Va bene.

- La signora è in casa? - Sta guardando la tv.

- Mi porti il vassoio di là. - Bene.

LAURA PlANGE

Non fare così... Laura?

Perché non sono andata via prima? Sarebbe stato meglio per tutti,

per me e anche per tuo padre.

Ma rifletti... non puoi andartene via così,

alla disperata.

- E cos'altro posso fare? - Se proprio vuoi andartene...

trovati almeno un'occupazione. Qualcosa che ti impegni,

che non ti faccia sentire improvvisamente nel vuoto.

Vedi... io voglio molto bene a mio padre,

ma ti capisco... e voglio bene anche a te.

Laura... io sono convinto che tu sia una donna straordinaria

e che meriti molto di più dalla vita.

Ma, Laura... - Scusami.

Vuole il tè, signora?

No, solo un po' di caffè, ma faccio da sola, grazie.

Vado subito in fabbrica, devo occuparmi di una spedizione.

Beh, all'inizio non è stato facile, sai?

Però ora comincio a capirci qualche cosa.

Perché non vai a prendere papà all'aeroporto?

Dovrebbe arrivare oggi pomeriggio, verso le tre...

- Servirebbe a qualcosa, pensi? - Gli farebbe piacere.

Io vorrei che voi due...

Sì, hai ragione, è meglio che ci vada.

Grazie.

Io scappo...

SQUlLLA lL TELEFONO

Signora è per lei, le ho passato la linea di qua.

Grazie.

Pronto.

Oh Antonio, sei tu?

Come mai?

Sarei venuta a prenderti all'aeroporto.

No Antonio, ritorna, te ne supplico, ti prego.

Ma come hai cambiato programma all'improvviso?

Ho capito, va bene, come al solito...

Sì, non importa, fa' quello che devi fare.

Ciao... Sì, ciao.

Ah, ha detto che non è sicuro che torni neanche domani?

Già.

Esatto, ha detto così, che non sa quando potrà tornare.

Peggio per lui...

vedrai che ce la caveremo bene lo stesso.

Esprimi un desiderio, lo esaudisco. - Non scherzare.

Non ce la faccio...

io non ce la faccio, Claudio, non ne posso più.

Laura...

- Che stai facendo? - Parto.

Parti?

Ma cosa significa? - Me ne vado.

La situazione in fabbrica ormai si è normalizzata.

Ah, è così?

Ti avevo chiesto di aiutarmi,

perché mi trovo in difficoltà.

Si può sapere da che cosa è nata questa decisione improvvisa?

Vuoi avere la bontà di rispondermi, per favore?

Te l'ho detto,

le difficoltà più grandi, in fabbrica, sono superate

e io... ho pensato che, se ritorno a Bruxelles,

ecco, forse riesco a terminare il corso.

Ho lavorato un anno per questa specializzazione e domani

potrebbe essermi utile. È sciocco sprecare ciò che ho fatto finora.

Non ti credo... Voglio che tu mi dica la verità.

La verità è soltanto questa.

Comunque ho l'impressione che la mia presenza, qui, non ti aiuti...

a risolvere il tuo vero problema, che è Laura.

E questo lo devi affrontare tu, papà.

Allora te la dico io la verità.

Tu sei un egoista.

Pensi solo a te stesso.

Ma ricorda, la tua laurea, la tua buona educazione,

la tua posizione sociale, la devi soltanto a me.

Ma sì, lo so...

Chi lo nega...

Ho sacrificato tutta la vita, per darti ciò che hai.

È vero, ti sei sacrificato, ma ora stai sacrificando gli altri,

Laura per prima e poi me e per che cosa?

Per i soldi?

Non è solo di questi che la gente ha bisogno.

D'accordo, come vuoi.

Però sappi, che se te ne vai di qui...

non avrai più niente da me.

Né ora, né mai. - Ma questo è un ricatto!

Queste sono le mie condizioni... Prendere o lasciare.

Anzi...

Questa è una lista di ordinazioni,

oggi stesso vai in fabbrica e fai programmare il piano di lavoro.

Io devo ripartire...

Tra qualche giorno, quando ritornerò,

voglio che tutto sia già avviato.

Allora siamo d'accordo, eh?

Che ne dici?

E se invece... ci fosse... una ragione di cuore?

Oh, eccole.

- Ciao, amore. - < Le nostre danimarchette.

- E se fosse successo... - Eh?

Che cosa?

- Scusa, ma bisogna che me ne vada. - Ma perché?

Tu non vuole più fare amore con Magda?

- Perdonami, devo proprio scappare. - Ma tuo amico se ne va...

Un momento.

- Aoh, ma che j'hai detto? - Che ne so, io niente...

< Antonio? Antonio?

Ma che ti succede?

Sento che Laura se ne va.

Chissà che un po' di separazione possa giovare a tutti e due.

No, io ho bisogno di lei, soprattutto in questo momento.

Scusami.

- Buonasera. - Ciao. - Preparo anche per il signorino?

- Non so, lui che ha detto? - Il signore è andato via,

Ii ho sentiti discutere, Claudio non l'ho visto uscire.

Ci penso io, vai pure.

Claudio?

Claudio?

Che è successo con tuo padre?

Oh, Claudio...

Sono così felice e così disperata, credimi.

Ti giuro che tutto quello che potevo umanamente fare, l'ho fatto.

Sono sincera, sai amore, mi devi credere...

ma è un uomo insensibile.

Sento di non avere più nessun dovere verso di lui,

è solo verso di te che mi sento in colpa.

Non voglio farti del male.

Io ti amo.

Anch'io... ma non è giusto,

ti ho messo contro tuo padre, io dovrei andarmene

e tu dovresti dimenticarmi. - No, non dirlo.

Io ti amo, Laura...

Ti amo.

Troverai un'altra ragazza molto più giovane di me,

magari più d'una... e ti innamorerai davvero.

Basta, non parlare più.

Ti desidero come non ho mai desiderato nessun'altra donna.

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA lN SOTTOFONDO

Con l'arrosto, per me, non c'è di meglio che i vini piemontesi.

Non trovi?

Non so, credo...

È molto importante, invece. Il vino è nella storia della cultura.

Vedi, noi mangiamo per necessità,

ma l'uomo civile non si accontenta di sfamarsi... in qualunque modo.

Esige finezze,

rispetto,

discrezione.

Perciò vuole una bella tovaglia, belle stoviglie,

cibi ben preparati

e dei vini che siano... scelti, ben invecchiati.

Non ti pare?

Che cosa vuoi dire?

È una cosa strana, sai.

A volte l'appetito umano...

può essere stuzzicato solo da...

piccoli, futili particolari

e alla base di tutto c'è il buongusto,

che proviene dall'educazione,

dal tipo di ambiente familiare...

Tutto è possibile, poi.

Buono questo vino,

ha un buon bouquet.

Perché non la fai ballare?

Come?

Ma sì, falla ballare.

Ora?

C'è una bella musica.

A Laura farebbe piacere, io lo so.

Certo non con me...

io non sono tipo da "shake".

Avanti...

Avete soggezione di me, per caso?

Su, coraggio.

Ecco...

Vieni.

Dai, Claudio.

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

Ernestina?

Ciao. - Ciao Laura, come stai?

Bene, che fai qui?

Cerco qualcuno che mi offra una cioccolata, sono al verde.

Vieni, te la offro io.

Prego.

Grazie.

Finora abbiamo legato poco noi due, non ci conosciamo abbastanza.

È un peccato. - Sì, è vero.

Può capitare che si viva nello stesso posto

e ci si incontri di rado. Posso parlarti con franchezza?

Voglio dire, senza che ti incavoli. - Certo, perché dovrei?

Beh, mia madre si incavola quando dico certe cose.

Con me parla pure come vuoi, non sono mica tua madre.

Tu non vai molto d'accordo con tuo marito, vero?

Preferirei che non toccassi questo tasto.

Sarebbe meglio parlare d'altro, no?

Ma se lo sanno tutti, di te e di Claudio.

Fanno finta di ignorarlo con il pretesto delle buone convenienze,

ma lo sanno, ne parlano.

Ah... davvero?

Capirai, ci inzuppano il pane, ma tu fregatene.

Per me, poi, sai che in fatto di rapporti sessuali

non mi formalizzo. - Lo so. - Tu invece sei piena di paure

ed è proprio per queste che gli uomini ci schiavizzano

ed è per liberarsi loro dalla paura atavica della castrazione,

che ci opprimono con le proibizioni.

Ma il sistema ha fatto il suo tempo,

non siamo angeli del focolare, l'amore è un diritto universale,

la soluzione è uno scambio alla pari,

io ti do quello che tu mi dai!

Per me il principio è convincente,

ma temo che pochi uomini lo condividano.

Dovranno subirlo per forza.

Ma poveracci, non sanno risolvere neanche i loro minimi problemi,

come vuoi che risolvano i nostri?

Probabilmente hai ragione, ma non sai che tipo d'educazione ho avuto,

fin da quand'ero bambina, c'è stato chi ha provveduto a pensare per me.

Ma dai... E mandala a farsi fottere la tua buona educazione.

Pensa piuttosto a vivere la tua vita.

Di' un po', ma tu non hai una casa in montagna, a Bormio?

Sì che ce l'ho, perché?

Ti faccio una proposta, andiamocene lassù

e in cambio dell'ospitalità, io mi occuperò della tua rieducazione.

È una strana proposta, ma non è da buttar via.

Ci farò un pensierino. Finisci la cioccolata.

- Ciao. - Ciao.

- Buonasera. - Buonasera, è in casa mio padre?

No, ha cenato, poi è ripartito. Mi ha dato una busta per lei.

- Ciao, Pasquina. - Salve, dovete cenare?

Non importa, ci penso io, tu puoi andare, buonanotte.

Che cos'è? - Ordinazioni.

È ripartito...

È molto strano, no?

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

VERSl Dl PlACERE

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

Mi dispiace, c'era solo prosciutto e formaggio.

No grazie, non ho fame.

Non è proprio il momento.

Laura... dobbiamo parlare di noi, di questa tua assurda decisione.

Non andartene, non devi.

Così rendi tutto più difficile.

Parto domattina, vado a Bormío.

Pensa tu a dirlo a tuo padre, quando tornerà,

spiegagli tutto. - Se te ne vai, vengo con te!

Non ti lascio, mi sento anch'io responsabile,

È proprio questo che non voglio, che tu tí senta responsabile,

che ti senta degli obblighi, - #Anch'io...#

L'ho deciso io da sola.,. e me ne andrò da sola.

Lasciami qualche giorno per ritrovarmi,

poi ti farò sapere

e tu potrai decidere quello che vorrai,

Rifletti, Claudio.

Papà!

Devi convincerla a non andarsene, ti prego.

Ma cosa fai qui? Non eri partito?

Non sono mai partito, ero di là...

Ho visto tutto,

ho sentito tutto.

Sapevi tutto... hai visto tutto...

Stavi lì a guardare?

Non deve andarsene...

te l'ho già detto.

Sai, quando ho saputo che eri tu,

ho pianto.

Poi mi son detto, meglio così, resta tutto in famiglia...

Basta, smettila!

Quello che stai dicendo è spaventoso, non lo sopporto.

Ma perché... perché te ne vuoi andare?

Staremo... staremo bene, sai, in questa... in questa casa.

No, mi dispiace, me ne vado.

No, non te ne puoi andare, io non...

Tu devi stare qui!

- No. - Con me.

Con Claudio. Qui staremo bene insieme, vedrai, io ti amo.

Io ti amo! E anche tu mi ami. - No!

- Non devi andar via. - No, lasciami!

Mai, mai, mai, mai!

Mai, mai, mai... - No, papà!

Smettila! Sei impazzito?

Ascoltami papà, calmati! Ti prego, ti prego!

Forse Laura ha ragione,

è accaduto qualcosa che nessuno poteva immaginare,

qualche cosa su cui dobbiamo riflettere.

Laura ha bisogno di restare sola, sola con se stessa.

Lo capisci che ha bisogno di restare sola?

Ma io ho bisogno di lei.

È inutile, non posso restare in questa casa, ormai ho deciso.

Il sapone, Ernestina.

Ernestina, è pronta questa macedonia?

Eccomi.

E dai, su, sbrigati.

È pronta.

La signora è servita.

Et voilà!

È magnifica.

Ancora.

Grazie.

Se è buona quanto bella...

Com'è?

Buona.

SUONANO ALLA PORTA

E chi è che rompe a quest'ora?

- Mah... - Vado io.

Io vado di sopra.

Che sei venuto a fare qua?

Ti assicuro che non volevo venire,

mi sono trovato in macchina senza saperlo.

Non so più che cosa faccio.

Credi, vorrei trovare il modo di dimenticare,

vorrei poter cancellare tutte le cose orribili che sono accadute.

Sono rimasto solo.

Anche Claudio se n'è andato,

non ne so più niente.

Sono solo.

Se almeno riuscissimo a parlare ancora.

Cerca di capirmi.

Aiutami.

Vorrei tanto poter fare qualcosa per te,

ma è inutile, non servirebbe a nulla,

perché tutto tornerebbe come prima.

Falsità, perbenismo, ipocrisia e quel tuo stupido orgoglio maschile

che ti spinge a salvare la faccia di fronte agli altri,

a qualunque costo!

Sì, ma anche questo fa parte della nostra vita.

No Antonio, della tua vita, non della mia.

Io ne sono fuori...

per sempre.

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

MUSlCA

Dai, vediamo chi arriva prima!

Aspetta, non sono partita, non vale!

SPARO

Ah, sei caduta!

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