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Original subtitles

Seguitevi il signorino, questo.

No, indietro. Indietro, signori.

Date indietro. Date indietro. Fermi.

Perché sono qua?

Non lo so, mi dispiace. Elisa.

Indietro. Elisa.

Angelo.

Indietro. Andate calmi. Andate calmi.

Permesso! Permesso!

Stanno entrando!

Signor Presidente, questa donna non c 'entra nulla.

Sedetevi, Conte, sarà la Corte a stabilirlo.

Da qui presente Corte, si riunisce oggi per ascoltare la testimonianza della

signorina Elisa Scalzi in riferimento al processo del Conte

Fabrizio Ristori.

accusato dell 'omicidio del Marchese Jean -Luc Deauville, consigliere di sua

maestà Carlo Emanuele III.

Venite avanti, signorina, venite.

Vi rammento che la vostra deposizione verrà usata per giudicare la

o l 'innocenza dell 'imputato. Questa corte vi invita pertanto a prestare

testimonianza Sotto sacro giuramento.

Alzate la mano destra.

Brava. Ripetete con me. Lo giuro.

Lo giuro.

Ma perché ci vuole tanto tempo?

Che succede?

Che cosa le stanno facendo? La spremono come un limone.

Ecco cosa le fanno.

Ma la ragazza si è fatto suo.

L 'avrei truita bene. Prego, signor giudice, continuate.

Voi dunque escludete il coinvolgimento del conte Ristori nella congiura contro

il re?

Sì, signore.

È così.

E che cosa sapete dirci di una certa lista di documenti di cui Ristori

di essere in possesso?

Nulla.

Il signore non ne sa nulla.

Il conte Ristori non ve ne ha mai parlato?

Signorina, la corte è a conoscenza di alcuni eventi burrascosi che vi legano

'imputato e che potrebbero indurvi a testimoniare il falso.

Non capisco, eccellenza.

Mi viene in mente, per esempio, che voi non siete una nobildonna, ma una

serva innamorata del padrone.

O addirittura è il fatto...

Che da questo padrone aspettavate un figlio. Non credo che a questo tribunale

interessino informazioni di questo genere.

Sedetevi, conte, sedetevi.

È ignobile che si vogliono utilizzare cose che non hanno nulla a che vedere

questo progetto.

Ho detto sedetevi, altrimenti mi costringerete a farvi espellere dall

Vi prego di attenervi al rispetto delle norme che questa corte applica nella

conduzione di un processo.

Per me ho finito qualcosa.

Ma... Signorina, non ci servite più. Potete andare, grazie, grazie. Brava.

Ma...

Certi

servi hanno...

Un 'innata inclinazione a rischiare la propria vita per il loro padrone.

Non è la serva, ma la donna innamorata che ci può preoccupare. La corte ritiene

conclusa questa seduta.

diventate infrequenti.

Elisa!

Elisa!

Elisa!

Angel!

Su!

Mi hanno creduto!

Vieni, ti porto a casa.

Coraggio!

Come sta?

Non peggio di ieri. Andate subito al dunque, governatore.

Oh, avete così tanta fretta di rientrare nei vostri appartamenti?

Bene come volete.

Sarò breve.

I documenti.

Mai. Eppure vi conferrebbe. Mi è sembrato di capire che alla vostra

serva nessuno crede... Non parlate di lei.

Non la nominate neanche.

Peccato. Volevo evitare di vedere ruzzolare la vostra testa in piazza.

Magari sarò io a vedere la vostra.

Conte Ristori, sempre sul piede di guerra, ma non siete stanco?

Tra nobili, tra amici, bisognerebbe proteggerci, aiutarci.

Conoscete questo?

Se è una cosa che riguarda voi, sono certo che non riguarderà mai anche me.

Non siete gentile, Conte. E neanche troppo intelligente, direi. Ma voglio

comunque dimostrarvi di esservi amico.

Vi offro una via d 'uscita.

Consegnatemi la lista.

E il giorno stesso la Marchesa Bourville dichiarerà di esservi sbagliata.

Che ne dite?

La lista in cambio della vita.

Fatemi tornare nei miei appartamenti, Luca.

La vostra faccia mi nausea.

Cammina.

Andiamo. Voi due, finitela.

Non mangiate, Conte?

Non ho fame.

O è paura o è amore, ma dato che siete un soldato, la prima è da scartare,

giusto?

A voi la parola giustizia non dice niente.

Niente, né qui dentro né fuori di qui.

Fate bene a volere la morte del re.

Cosa?

Dico, non vi dispiace Conte, vero?

Fate bene. a volere la morte del re.

Io non voglio la morte del re.

Certo, certo, Conte.

Quando vi uccideranno dirò una preghiera per voi, sempre che lassù qualcuno se

ne faccia qualcosa.

Puoi ringhiare quanto vuoi, tanto non è ancora nato nessuno capace di darmi

ordini, tesoro.

Su belli, venite qua.

Scusate il ritardo, spero non mi sarete annoiata.

Come avrei potuto, c 'erano i vostri due amici che mi tenevano impegnata.

Imparerete ad amarli come li amo io.

Quest 'abito non si addice a una vedova triste e afflitta.

A qualcosa che non va, signore?

Nulla, mia cara.

Siete preoccupata?

Dovete fidarvi, Lucrezia.

Temo che la situazione possa sfuggirci di mano.

Ma come?

È tutto così semplice.

Dovete ricordarvi i patti, Duca.

Fabrizio deve uscirne vivo.

E anch 'io.

Come faccio se non vuole darmi ascolto?

Mi ha anche insultato quell 'idiota.

Spero non sia tanto stupido come ama farci credere.

Vedrete che collaborerà.

E allora io cambierò la mia versione dei fatti.

Dirò che lui e il mio povero marito si sono battuti in regolare duello per

gelosia.

Ma c 'è ancora una cosa che non mi convince.

È forse Elisa?

Avete notato come ha negato l 'esistenza di quella Lisa?

Con che prontezza?

Ottavio, quella serva sa troppe cose.

Sa molto più di quello che dice.

Era te.

No, Elisa, non puoi.

Va in camera.

Non c 'è più la tua camera.

L 'ha ordinato il Marchese. Dice che da oggi tu e Martino dovrete dormire con

noi. Io ho tutte le mie cose di sopra.

C 'è il mio diario.

Abbiamo portato tutto in camera di Mary, non ti preoccupare.

Vieni, andiamo in cucina.

Vieni.

Elisa, racconta, che è successo? Era solo una testimonianza. Ma vi spiego

adesso non è il momento. Sì, ha ragione, poveretta, lasciatela stare.

Vai a preparare un piatto a te, c 'è ancora un po' di minestra. Siediti,

Piccolina, stai calma, stai tranquilla.

Amelia, devo vedere subito la Contessa Anna.

Ma il Marchese mi ha proibito di salire ai piani nobili, quindi dovrei andarci

lei. Non posso, Elisa, non ci posso andare, non è possibile.

E perché?

Contro di te non avrà niente da ridire. No, no, contro di me no, però...

Il Marchese ha chiuso la Contessa Anna a chiave dentro la sua camera.

Dice che quella è la fine e che si meritano di fare le serpi.

Dovevi vederlo, Elisa.

Sembrava essere impazzito.

Eh sì, quell 'uomo è proprio fuori dalla grazia di Dio.

Io non so dove andrà a finire.

All 'inferno, Amelia!

All 'inferno!

Grazie

Elisa!

Elisa, se ti trova qui t 'ammazza.

Non ho paura per me.

Anna, le cose per Fabrizio smettono male.

I giudici gli sono ostili, dicono che è un traditore. E tutti si aspettano una

punizione esemplare.

Ma che cosa possiamo fare?

Andate in tribunale domani stesso e testimoniate per lui.

Io? Sì, Anna.

Difendete il nome dei ritori.

Non è possibile, Lisa.

Guarda come sono ridotta.

Alvise non mi permette addirittura di pregare. Ha chiuso anche la cappella,

capisci? Non mi lascerà mai andare.

Voi non dovete chiedere il suo permesso.

È tutto pronto.

Andiamo.

Una volta di Vombroso era il mio rifugio.

Dove pensavo non sarebbe successo niente di terribile.

Da noi farla tornare come era.

Elisa ho paura.

Vi prego Anna, non potete.

Fabrizio è nelle vostre mani.

Voi mi avete insegnato che il coraggio ha un nostro dovere.

Vi ricordate?

Oggi sono io che ve lo ricordo.

Vi supplico, andate.

Va pure.

Aspettate, aspettate.

Che c 'è?

Ditegli che lo amo.

Stai tranquilla.

Torniamo dentro.

Ma dov 'è la mamma? Non riesco a trovarla. Non ti preoccupare, piccolina,

uscita. Ma vedrai che torna presto.

Quanto presto? Io non voglio rimanere da sola con mio padre.

Sta tranquilla, Emilia.

Siediti. La colazione è pronta.

Sì, ma solamente se mi prometti che tu resterai con me fino a quando non

la mamma.

Promesso. Dov 'è?

Dov 'è? Oh, Dio mio.

Signor Marchese.

Dov 'è mia moglie?

Come mai venite a cercarla qui in cucina, padre?

Se ci trovo te posso trovarci anche lei, no?

Avete una strana affezione per la servitura.

Oh, i ristori.

Allora, Amelia, dov 'è?

La signora Contessa è uscita questa mattina presto con la carrozza e...

Stamattina? E quando?

All 'alba? E senza avvisarmi?

Ma che diavoleria è questa?

Io non lo so, signor Marchese.

E tu?

Faccia d 'angelo?

Non sai nulla?

Conoscete il mio nome, Marchese?

Non osare sfidarmi!

Credi che sia stupido?

Siete tutti d 'accordo?

Come ha fatto a uscire dalla sua stanza?

E lo dico io.

Qualcuno questa notte è venuto a frugare nelle mie tasche e ha portato via le

chiavi. Ma signor Martino... Senta tu!

Deve essere stato qualcuno di piccolo e leggero che non ho potuto sentire.

Fossi in voi, mi preoccuperei di trovare Martino prima di me.

Martino? Lo sapete che fine fanno, no? I servi che rubano a casa del padrone.

Buongiorno, signor Marchese. Buongiorno a te, piccolo bastardo.

Finalmente ti ho trovato.

Vieni qui.

Vieni qui. Cosa vuoi fare?

È facile prendertela con un bambino.

Ma schifosa.

Prendetemela con me.

Ti faccio stare a sangue.

Martino.

Oddio, non risponde.

Martino. Martino.

Martino, svegliati, su. Martino.

Dove sono?

Grazie al cielo.

Angelo, che ti è venuto in mente picchiare il padrone? Ma sei matto?

Amelia, il Marchese Radicati non è il padrone.

Sì, lo so, lo so.

Oh, signore.

Che cosa facciamo se il conte non torna?

Non lo dire nemmeno per scherzo.

Non la voglio più sentire una cosa simile.

Angelo, tu e Martina dovete sparire.

Andrete con Orsolina da mia madre.

E vi nasconderete lì.

Elisa, non sono un codardo.

Io sono un soldato, non scappo, non ti lascio qui da sola con un pazzo. Angelo,

senza di te non salverò Fabrizio.

Io qui da sola me la caverò benissimo.

Che me ne faccio di un soldato in carcere?

Va bene.

Signora Contessa.

Grazie tante. Sono la Contessa Anna Ristori, sorella del Conte.

Avanti, vieni, voglio seguire il processo. Devo prenderti sulle spalle.

Di fronte a questa corte, che rappresenta Sua Maestà, giurate di non

mentire e che la vostra testimonianza corrisponda a verità.

Sul nome del mio casato.

Allora a voi la parola, Contessa Ristori.

Vi ringrazio, Signore.

L 'assoluta convinzione dell 'innocenza di mio fratello, il Conte Fabrizio

Ristori, motiva la mia presenza al cospetto di lor signori, onorati e

La famiglia Ristori si è distinta negli anni per la fedele lealtà che non è

mai venuta a mancare nel servire Sua Maestà il Re e la Corona.

Certo, certo, contesta, ma quali informazioni fornite a discolpa dell

La fedeltà della famiglia Rittori non è in discussione, però ogni famiglia può

peccare per un difetto.

L 'unico difetto che riconosco è che mio fratello, il conte Rittori, si sia

innamorato troppo giovane della marchesa Lucrezia Fanneker Boville.

Signori, silenzio!

Sì, signori.

il conte Fabrizio Ristori e la marchesa Fanneca e Bovilla, vedova Bovilla, hanno

avuto una relazione.

Vi prego, continuate.

Io sono certa, signore, che tra le pieghe di questo delitto si nasconde la

gelosia e che la marchesa ha accusato mio fratello solo per vendetta.

Vorreste essere più precisa?

La storia risale a molti anni fa.

I due da giovani erano promessi.

Ma la Marchesa Lucrezia preferì sposare il Marchese Jean -Luc Beauville, uomo

all 'epoca in grado di fornirle maggiori garanzie di onori e potere.

Quando mio fratello ebbe la notizia, fuggì all 'estero.

Insomma, la storia d 'amore poi finì.

Per mio fratello, signore.

Ma per Lucrezia, no.

Quando Fabrizio è ritornato a Rivombrosa, la Marchesa non ha esitato

quando le si è presentata l 'occasione.

Che il vostro fratello naturalmente ha rifiutato. Era una donna sposata,

signore. Anche se la rivelazione getta nuova luce sulle indagini, io

non credo che...

Bene, la corte vi ringrazia per la vostra testimonianza.

La seduta è tolta, potete andare.

Vi ringrazio, signori.

Fabrizio, non mi hanno creduto, Fabrizio.

Il visti non mi hanno creduto. Non ti preoccupare.

Grazie comunque, Anna.

Grazie. Signor Conte, non avete sentito? Elisa, com 'è? La seduta è tolta.

Elisa ti manda a dire che ti ama.

Solo l 'amore le dà la forza di sopportare.

Ma i documenti, Fabrizio?

Perché non li consegni, i documenti? Troppe persone hanno costo.

Lasciate l 'aula del tribunale. Troppi pericoli.

Dimenticali.

Fate uscire dall 'aula l 'imputato.

E i pericoli che corre di vombrosa. La nostra famiglia.

Alvisa è impazzito, Fabrizio.

Tratta Elisa come la peggiore delle serbe. Che cosa?

Fabrizio. Ora basta, venite con noi. Fabrizio.

Andrà tutto bene, Anna.

Fabrizio.

Fabrizio.

Antonio.

Buonasera, Elisa. Dov 'è?

È di sopra.

Immobile nel suo letto.

Grazie, Tito.

Proprio come te mette, Marchese.

Ma che cosa te mette?

Su, via, dottore. Sono soltanto quattro lividi.

Adesso ci penseranno i gendarmi a chiarire l 'idea a quel maledetto

Potete rivestirvi.

Ho bisogno della vostra attenzione.

Riuscite quasi a farmi paura, dottore.

Siete molto malato, Marchese.

C 'è una brutta piaga sulla vostra schiena.

Di che piaga parlate?

Ve l 'ho detto, sono i colpi dello stalliere.

No, Marchese.

È sifilida. Come avete detto?

Sifilida?

Sì, sifilida, è malfrancese.

Non ho una parola per uscire da questa stanza.

E siete un uomo morto.

Mi sono spiegato.

La malattia è molto contagiosa.

Bisogna avvertire chi è.

Allora forse non mi sono spiegato.

Non lo deve sapere nessuno.

Arrivederci.

È un negriero.

Ma guarda dove c 'è... in questa camera.

Titta!

Titta! Martese.

Bianca, ti dispiacerebbe chiedere a Titta di preparare la mia carrozza?

Sì, signore, lo faccio subito, signore.

Bianca, ma che è?

Mi avrà fatto effetto il pugno di Angelo.

Speriamo. Speriamo sì.

Piano.

Ti prego, Betta. Non farlo, aspetta.

Nostro padre ne soffrirà molto.

Ecco, brava così.

Io vado con lui.

E lascialo stare, nostro padre.

A lui bastano solo i suoi esperimenti. Sei proprio ingiusta.

E guardami.

Chi è il dottore?

Sei uno splendido bocconcino da re. E tu sei il mio re, Alvite.

Ma che cos 'è questa faccia?

Ti sei svegliato di cattivo amore? No, sono solo venuto a dirti che non posso

vivere senza di te.

Ma non accadrà, Alvite.

Dopo, Marchesi, dopo.

Se mio padre dovesse vedere... Potresti almeno aspettare di accomodarvi in

carrozza.

Come mai, da sola, sorella?

Di solito le donne pie vanno in gruppo, come le galline.

Signore, non ti permetto.

Su via, quante chiacchiere, smettetela.

Stai lì in carrozza, ti raggiungo.

Perché non ti fai affari tuoi, sorella? Non prova nulla per te.

Sei soltanto uno sfogo per i suoi desideri.

Ma perché tu che cosa credi? Che io lo ami.

E poi perché te la prendi tanto con me? Io faccio solo quello che fa anche la

tua cara amica Elisa. Non puoi paragonarti a lei.

Elisa deve nascondere l 'amore.

Non la lussuria.

E poi Fabrizio la sposerà.

Invece quando il Marchese si sarà stancato di te ti butterà via come un

vecchio.

Grazie. Mio è sempre tanto bene. Betta, io ti dico soltanto la verità.

La bellezza muore.

Sei noiosa, Margherita.

Andiamo via, Alvise. Che quella porta male.

Marchesina, il cane!

Via! In città!

Tieni.

Elisa. Margherita.

Sono venuta ora perché sapevo che saremmo state sole.

Il marchio di mia sorella sono partiti per Torino.

Vieni. Andiamo in un posto più tranquillo.

Io non resterò qui ad aspettare che lo uccidano.

E io che uccidano te. Non fare sciocchezze.

Anche Fabrizio mi ha chiesto personalmente di tenerti fuori da questa

Ma che assurdità.

Io sono sua.

Come può pensare di tenermi fuori?

Andrò da lui.

No, Elisa.

È pericoloso.

Ma io non ho paura.

Preferisco rischiare e morire per amore.

Piuttosto che continuare a vivere senza di lui.

Pensaci bene, Elisa.

Sei ancora in tempo.

Ha ragione la mamma, ci sarà pure un 'altra soluzione. No, non ce n 'è altre.

Elisa, siamo pronti, andiamo.

Ortolina, sta tranquilla, non permetterò che le succeda niente.

Coraggio, andate.

Aspettate, aspettate, voglio venire anch 'io.

Martino, lo sai che non puoi.

Questa casa non può restare senza un uomo.

E se non tornate?

Tornerò. Te lo prometto piccolo mio.

Tornerò e tuo padre sarà con me.

Signori, silenzio.

Silenzio, per favore.

In nome di Sua Maestà Carlo Emanuele III,

analizzati accuratamente i fatti e ascoltate le numerose testimonianze, la

qui presente corte ritiene Fabrizio Ristori, conte di Rivombrosa,

Colpevole dell 'omicidio del consigliere del re Marchese Jean -Luc Boville.

Pertanto questa corte lo condanna a morte

per decapitazione.

E stabilisce che la sentenza venga

eseguita nella pubblica piazza di Rivombrosa.

Il giorno 25 di settembre dell 'anno del Signore 1769.

E Dio abbia misericordia di voi con...

Così stabilisce questa corte in nome di Sua Maestà Carlo Emanuele III.

E con la grazia di nostro Signore.

Sì, l 'hanno condannato.

L 'hanno condannato, è colpevole. Ti taglieranno la testa. L 'ho sentito con

mie orecchie. Sei sicuro? Sì, certo. L 'hai sentito? L 'hanno condannato.

Angelo, Angelo, non è possibile.

Calma, Teresa, calma.

Fabrizio, Fabrizio.

Guardie, fermatevi.

Fabrizio, scusa.

Ricorda. Basta solo che tu lo voglia, io ho le chiavi della tua salvezza.

Risparmiale per la tua anima.

Andiamo.

Ecco, va arrivando!

Fabrizio!

Fabrizio!

Elisa!

Elisa!

Fabrizio!

Fabrizio!

Oh, Fabrizio! No!

Lasciatemi! Lasciatemi!

Lasciatemi! Fabrizio!

Fabrizio! Amore!

Amore!

No! No!

Va a prendere la carrozza, io aspetto qui.

Subito, Marchesa.

Che stai pensando?

Una parola e vi sparo.

Cosa volete, i gioielli? No, signora, non sono quelli che mi interessano.

E allora cosa volete? Venite con me, che ve lo spiego. Da questa parte, signora,

presto. Di qua.

Mi date qualcosa, bella signora? Alvise, mi dai una maniera? Vieni.

Ecco. Grazie. Bravo, ho prendito bene. Scusa, Alvise.

Ma che bella questa storia.

È bella, vero? Marchesi.

Governatore. Mi dispiace, Marchesi. È stato veramente increscioso.

Sì, sì, certo.

Mi dispiace anche a me.

Volevo darvi questo.

Io e i miei amici abbiamo pensato che...

Consolarvi. Governatore, ma questo è un grande onore per me.

Forse è meglio metterlo via adesso.

Sì, avete ragione.

Come vedete, Marchese, questa è la prova che noi sappiamo riconoscere gli amici.

Abbiamo apprezzato molto il vostro silenzio.

Su, su, Urbetta, andiamo.

Alvise, ho ordinato tutte le cose che mi dà. Va bene, va bene, andiamo. Ve le

porto a casa io.

Vista, state su.

Chi siete?

Io non vi conosco.

Lui no.

Ma me sì.

Elisa.

Lucrezia. Che vuoi?

Dirvi una cosa Tu Il mondo si è veramente

capovolto Ed è per questo che sono venuta a sistemarlo Per ricordare a

come voi Che non possono fare sempre come credono Sei una serba Tu non puoi

nulla Voi dite Anche una serba Può premere un grilletto

Invece di pensare a me, non pensi a Fabrizio.

Fate certa che lo farò.

Ma ricordate, se Fabrizio viene giustiziato, io

vi uccido.

Elisa, vieni. Andiamo. Presto.

Ragione lì, tra poche ore sarà fiera.

Angelo, so già cosa vuoi dirmi, ma te lo ripeto, io non lascio Fabrizio qui da

solo.

Andiamo. Andiamo dove?

Da un 'amica, l 'unica che può darci una mano.

Ho poi una bella razione di frustate.

Non voglio uscire, non ho fatto niente.

Governatore, non è mai tanto affetto per il carcere.

Bene, Contaristori.

Vedo che nonostante la condanna a morte avete mantenuto il buon umore.

Comunque questa è l 'ultima volta che mi vedete qui.

Sapete bene quello che voglio.

Sprecate il vostro fiato.

La mia pazienza si sta per esaurire.

Non sono io a chiedervi di venire qui.

Anzi, sono stanco di vedervi troppo spesso. Ma non capite.

Vi sto offrendo la salvezza.

Adesso state sagerando.

Voi la salvezza. E marciste in questo posto è solo per colpa vostra,

governatore. E se non collaborate, ne uscirete solo per salire su un patibolo.

Andate.

Non ho nulla da dirvi.

Mi facevo... Più intelligente.

Temo di essere stato sopravvalutato.

Sì.

Vi avevo creduto un nemico degno.

Un uomo alla mia altezza.

Mi sbagliavate.

Io non sono questo.

E non sono buono.

Io sono uno qualunque.

Un uomo vestito da soldati.

Ottavio.

Lucrezia. Pensavo di vedervi stasera dalla duchessa Bussano. No.

Devo parlarvi, subito.

Cos 'è successo?

Avete l 'aria sconvolta? E chi non lo sarebbe?

Scommetto che in tanti anni di servizio non avete mai provato il gelo di una

pistola alla gola.

Che cosa?

Elisa, quella miserabile.

Mi ha aggredita all 'uscita del tribunale, mi ha spinta in un angolo e

minacciata di morte.

Dell 'acqua fresca vi farà sentire meglio.

Va, subito.

Non mi serve l 'acqua.

Voglio una promessa, piuttosto.

Una promessa che non potrete tradire.

Ditemi.

La voglio morta.

Oddio, una festa.

Non ci voleva. Ma che pensi di fare? Questa non è la casa della duchessa

Bustani. La cugina del re.

È proprio lei che ci aiuterà.

Elisa, potevi dirlo subito che ti bastava per la testa una sciocchezza

Andiamo soltanto perché conosce Fabrizio.

Fidati, Angelo.

So quello che faccio.

La duchessa Bussani è una nobildonna, Elisa. Non si schiererà mai contro i

pari. Non lo farà mai.

Eppure una volta l 'ha fatto. Da sole contro tutti. È stata l 'unica a non

voltarci le spalle.

Vieni, siediti.

Fai finta di bere.

Prendi. Avanti.

Mi vuoi dire che c 'è? La Marchesa Lucrezia Bobini.

Andrò da sola.

Angelo.

E va bene, insieme.

Ci sono valori semplici e discreti che accendono i miei desideri tanto da

infiammarmi l 'anima.

Oh, amici miei, scusate.

La Marchesa Fannecker.

Attenzione, signor Conte, a giocare con il fuoco.

Ne conosco più di uno che si è scortato.

Lo grazie a cari. Clelia, è sempre un piacere venire alle tue feste. Vieni, ti

devo presentare alcuni miei carissimi amici. Passi anche per bellissima.

Oh, grazie.

Splendida.

I vostri quattro più altri quattro.

Sì, ma andiamo fuori. Qui dentro si sa un po'. Il

vostro profumo è inebriante.

Che dite? Andiamo via. E con questo possiamo considerare conclusa la

Marco.

Siamo in chiesa.

Ma dove andate?

Vogliate scusarmi un attimo?

Betta, tesoro, mi stavate cercando?

Non mi sembra.

Bene, allora diciamo che io sono venuto a prendermi. Vi ho trascurata stasera.

Siete molto cara, Alvise.

Ma non preoccupatevi.

Sono in buone mani. Non trovate?

Il mio mancello!

Dove credete di andare?

Siete noioso, Marchese.

E se non volete che vi umili con dettagli più piccanti, lasciate che mi

allontani.

A domani, Marchese.

Io lo so che cosa vuoi.

Ecco di servita, ma non ne vedrai degli altri.

E voi?

Che cosa avete da guardare?

Io ne posso avere cento come lei.

Quando la tenuta di mio cognato finirà nelle mie mani, io mi comprerò migliaia

di puttane come Petta Maffei. Migliaia!

Beh, bene, chiedo scusa per questo piccolo contrattempo.

Signori, divertitevi, è una festa.

Musica?

Elisa, da questa parte, vieni.

Piano, vengo io, fai attenzione.

Attenta al vestito.

Ci siamo, no?

Andiamo.

E'

questa.

Angelo, stai fermo.

Oggi che cosa facciamo?

Sposta. Che fai? Sposta, Teresa.

Dio mio!

E se scappiamo?

No, aspetta. Vieni, nascondiamoci.

Che scenata imbarazzante. Una pessima figura con i miei ospiti.

Io... Non dovete assolutamente sentirvi responsabili, Duchessa.

I colpi di testa dei miei regati non sono un mistero per nessuno. E neppure i

suoi modi.

Venite, il governatore è qui.

Eccellenza. Hanno cercato di entrare nel palazzo. Hanno sparato ai cani.

Scuro. È gravemente ferito, signore.

Con permesso.

Duchessa Bussani.

Sono qui.

Sono dietro la tenda.

Sono Elisa.

Sono Elisa.

Dio mio, Elisa.

E voi chi siete?

Dovete nasconderci o per noi sarà la fine. Vi prego.

Resisti, Elisa.

Seguitemi. Teres, prendi la candela.

Portiamola di là, presto.

Resisti.

Coraggio, Elisa.

Cosa diavolo avete da guardare?

Portatelo subito in casa e chiamate un medico. Un medico, signore?

Sei sciurto, forse?

Che sia il migliore.

Governatore Fulbondo.

Lo morto portate pure le fame.

Cercatelo dappertutto, in ogni angolo, nel giardino, dove vi pare.

Teresa, dame, vai subito di là in sala e chiudi bene la porta, mi raccomando.

Ecco, qui nessuno verrà a cercarvi.

Sì.

Oh no, il fazzoletto.

Quale fazzoletto?

Quello che ha usato per tamponarsi la ferita, non c 'è più.

Vado a cercarlo.

Elisa, svegliati Elisa.

Clelia, non vi trovavamo più.

Signor Duca, che cosa accade? Devo preoccuparmi? Mi sembrate già abbastanza

preoccupata. Duca, perché non fate controllare anche il palazzo? Forse quel

ladro è entrato.

Sì, avete ragione.

No, vi prego.

Vi prego.

Non creiamo altro imbarazzo tra i miei ospiti. Sono già così mortificate e poi

vostri cani avranno sicuramente messo in fuga l 'intruso.

Insisto, non vorrei mai che la mia amica si trovasse in pericolo. Nel mio

palazzo ci sono già le mie guardie.

Che fai, Betta?

Devo andare.

Vuoi andare via così?

Pensa a darmi un bacio, eh?

Sì. No, no, lasciami, devo andare da lui. No, no.

No, no. Sì, sì.

Stai qui, non andare.

Ti prego.

Cosa? Non posso.

Devo andare da lui.

Tra un po' quell 'uomo varrà oro.

Sì, quel vecchiaccio della festa.

Sì. E io allora?

Eh? E io?

Per te c 'è sempre tempo.

Un ritratto del conte Ristori eseguito da Giacomo Cerruti. Valore... Cosa ne

dite, signore? Quanto può valere? Intanto facciamo l 'inventario, poi

valutazione.

Orologio con intarsi in oro, statuta in cerano. Mamma, ma si prenderanno tutto?

L 'ozio Fabrizio uscirà e gliela farà pagare.

Mamma!

Non è niente, Emilia.

Buongiorno, Anna.

Buongiorno, Cippi.

Accomodatevi. Ciao, Emilia.

Come mai questa visita?

Mi sono permesso per un grave motivo.

È una faccenda delicata.

Io vado da Amelia, prima mi cercava.

Va bene, amore. Va bene, ciao.

Dite, Antonio.

Si tratta di vostro marito. No, non adesso, vi prego.

Le cose che riguardano Alvise non sono mai buone sorprese.

Anna.

Fabrizio è stato condannato.

Non ci sono più speranze per lui.

Non posso crederlo.

Guardate lì.

È da stamattina che questi uomini stanno inventariando i nostri beni.

Li ha mandati al tribunale.

E ora con la sentenza ci sarà anche il sequestro dei beni.

Ma è assurdo.

Infatti, è assurdo.

Non so più quello che devo fare.

Non so più qual è il mio dovere.

Non so più niente, Antonio.

L 'unica cosa che so...

Le vostre mani sono fredde.

Non è niente.

Scusatemi, forse sono stato inopportuno.

Forse è meglio che andiate.

Arrivederci Anna.

Arrivederci.

C 'è nessuno?

Ma dove siete?

C 'è un troni!

E' questo il modo di accogliere il nostro padrone.

Vogliate scusare, signor Marchese, non sapevamo del vostro arrivo. Chiacchiere!

Spero solo che dalle cucine non mi sia stato riservato lo stesso attrazzamento.

Dov 'è mia moglie?

Chiamatela!

che cantando, cantando,

cantando mai.

Ho deciso di prendere a servizio un disegnatore.

Voglio farmi fare un ritratto con tutta la mia proprietà sullo sfondo.

Non è il caso di pensare di farne uno anche per voi, mia adorata.

Ma non è detto.

Voi non siete ancora una donna molto desiderabile.

Mia cara mogliettina.

Emilia, perché non vai a giocare da un 'altra parte?

Lasciami da sola con tua madre.

Avrebbe preferito continuare a non vederli.

Oh, no.

Non è vero, signora.

E sono sicuro che io riuscirò a farvelo ammettere.

Lasciatemi.

Alvisa, lasciatemi. Siete ubriaco.

Siete ubriaco, lasciatemi.

il mio riconoscente delle attenzioni che ti porto ti faccio addirittura il

giunto di sentirti una donna destra mamma ti prego non piangere non

piangere ci sono qui io

non manderemo via

la società.

Guardate, sta ridendo. È impazzito.

Tu, vieni qui.

Agli ordini, governatore.

Portatemi Orlando.

Ma, signore, quello è un uomo pericoloso. Lo trovo, lo conosco bene.

Portatelo subito nel mio ufficio.

Agli ordini.

Sinceramente mi pare una pazzia. Non riuscirete mai ad entrare in quel

Io sono qui per salvare Fabrizio. E lo farò. È rischioso, Elisa.

Ma io ho il modo.

Posso farlo. Il modo?

Se è per Teresa non vi preoccupate. È per me come una sorella. Parlate pure.

Fabrizio è innocente.

Vogliono ucciderlo per via di una lista che lui custodisce.

La lista fantasma che nessuno ha mai visto.

Teren.

Quella lista esiste.

Ma solo lui sa dove si trova.

Clelia, io devo incontrarlo.

E voi dovete aiutarmi.

Io?

Voi in passato avete dimostrato molto coraggio.

Questo non significa niente.

Ci vuole un attimo. Perché il coraggio diventa stupidità.

Fabrizio ha tutti contro.

E poi le regole mi impongono.

di non immischiarmi in faccende politiche. Vi supplico.

Abbiamo bisogno del vostro aiuto. Non posso, Elisa.

Curarvi sì, questo sicuramente.

Ma non chiedetemi di immischiarmi in questa faccenda.

E ora riposate un po'. Vi faccio cucinare qualcosa.

Sarete anche affamati.

Grazie.

Date un 'occhiata a questo.

Dove l 'avete trovato?

Sapete che stemma è?

È lo stemma dei ristori. E quelle sono le iniziali di Fabrizio.

Non capisco.

È semplice.

Quel fazzoletto era a casa della duchessa Bussani.

Ieri sera.

Elisa di Rivombrosa era lì.

Ne sono certa.

Beh, che stiamo aspettando? Andiamo a prenderlo.

No, no. Che fate?

Scusate. Mi avevate chiesto di... No, Duca.

Non ora. Non c 'è fretta.

Fidatevi di me.

Mi basta sapere dov 'è.

Perché non me l 'avete detto prima?

Avevo bisogno di pensare bene a cosa fare.

Ma adesso sono pronta.

Stento, avete calpistato i miei fiori.

Tanto andranno tolti di me.

Questo è il posto giusto dove spostare il gazebo.

Non mi piace.

Perché non riesci a immaginartelo, una piccola occhetta.

Lo immagino benissimo, ma non mi piace.

Non essere insolente.

Vedrai che cosa diventerà questa proprietà nelle mie mani.

Farò diventare una regia.

È per questo che non aiutate lo zio?

Come, come?

Chi è che ti ha detto queste cose?

Lo dicono tutti.

Dicono che volete rubargli questo cartello.

Tu ci credi?

Una figlia che ama il padre non crede a queste bugie.

Ma io non vi voglio bene, padre.

Io vi odio.

Che cosa hai detto, piccola peste?

Adesso ti insegno a portarmi rispetto.

Aspetta, non correre così.

Emilia, aspetta, sono tuo padre.

Non correre così.

Tesoro. Aspetta.

Perdonatemi per quel che ho fatto. Non so cosa mi abbia preso, forse sarà stato

il vino.

Mi siete mancato, Luisa.

Ho avuto tanta paura.

Stringetemi, vi prego.

Sono errori che si possono commettere.

Io ho già dimenticato tutto.

Siete sempre troppo buono con me.

Non vi dispiace, vero, che sia venuta a trovarvi qui, a casa di vostra moglie?

No,

figuratevi. Anzi, siete proprio capitata nel momento giusto.

Meno male, perché senza di voi mi sentivo morire.

Per le prostitute come te! C 'è un gran bel bordello in città, Betta Maffei!

Aiutami! Puttana squaltrina!

Vartene da casa mia, via!

Siete impazzita!

Ma quale casa tua, eh?

Ma quale casa tua?

Era casa tua.

Adesso è casa mia!

Perché faccio quello che mi pare.

Anzi, per quello che hai fatto, la povera Betta sarà mia ospite a tempo

indeterminato. Muoverai!

Ma perché no?

Venite, bella, darete una nota di colore alle mie stanze.

E spesso che mia moglie non frequenta più.

Dottor Cetti, come mai? Qualcuno sta male?

No, devo parlare con la Contessa Anna, è in casa, vero? Sì.

Prego.

Anna.

Scusate se vi disturbo ancora, ma... Antonio.

Che vi succede? State male?

Alvise, mio marito.

Mi tratta senza ritegno, in modo vergognoso.

Se va così con mio fratello ancora vivo, che cosa devo aspettarmi?

Mi dispiace, dovete avere pazienza.

La dite sempre che non lo conoscete.

Se l 'avessi visto...

Non avrete mica.

Non è accaduto nulla.

Mi faceva riprezzo, sono fuggita.

Anna, io sono tornato per questo.

È una cosa importante, voi non potevate sapere.

Che cosa è successo, Antonio?

Vostro marito è malato, molto malato.

Alvise?

Sì.

Alla definiti.

è un mostro è un mostro è un mostro

Antonio.

Spero che tu abbia capito bene quello che devi fare.

Chiaro come la luce, governatore.

Fidatevi, gli ho servito bene altre volte. Sì, lo so.

Ma questa volta è diverso. La fuga di Ristori che ha organizzato non lo deve

insospettire. Sì, signore. Guardie!

Lui va in cella con il conte Ristori.

Mi hanno conciato male con te.

Duchessa Bussani.

Elisa, come ti senti? Vuoi che ti faccia preparare qualcosa?

Grazie, ma non c 'è più motivo che io stia qui.

Volevo solo salutare.

E va bene.

Dimmi, come ti posso aiutare? Ti prego, pensateci bene.

La Marchesa Lucrezia Fanecker all 'ingresso chiede un colloquio personale

voi.

Fallo passare.

Presso, nasconditi Elisa.

Vai subito. Sì.

Adesso, lasciami solo anche tu.

State attenta.

Che piacere vedervi, Lucrezia.

Spero di non disturbare.

Niente affatto.

Prego, accomodatevi.

Sono venuta per sapere se ci sono state delle novità. A che proposito?

A proposito dei ladri, signora.

Perché? Dovrei averne qualche notizia.

Magnifica.

Sembrate addirittura sincera.

Lo sono.

Basta con questa farsa, Duchessa. Sia io che voi sappiamo che Elisa è in questa

casa. Non so di che cosa stiate parlando.

Mi riferisco a questo.

L 'ho raccolto qui ieri sera.

Ah, io non l 'ho mai visto.

Duchessa Bussani, cerchiamo di intenderci. Se non mi fate parlare con

assicuro che entro un 'ora...

Avrete casa invata da Ranieri e dalle sue guardie.

Dunque?

Elisa.

Ci rincontriamo.

Ne dubitavi?

Cara Elisa, non lascio il conto in sospeso. Mi auguro che questa volta tu

sia armata.

Certo che lo sono.

E voi?

Non è mia abitudine andare in giro a spaventare la gente.

Ovviamente.

Elisa, io non sono venuta qui per una rivincita.

C 'è tempo per quello.

C 'è qualcosa di molto più importante.

Dite. Devi salvare Fabrizio.

Cosa?

Hai capito bene.

Tra pochi giorni sarà morto.

Ma io non intendevo arrivare a tanto.

Il vostro gioco si è spinto troppo oltre, vero?

Io volevo solo quella lista.

La sua vita è cara a te quanto lo è a me.

Sta a noi adesso salvarlo.

Mi proponete di passare dalla vostra parte?

Non capisci allora.

Dalla sua parte, Lisa.

Ascolta, domani tu andrai al carcere.

Ho già organizzato la fuga.

Dal carcere?

Sì.

E perché io dovrei fidarmi di voi?

Perché Fabrizio Ristori è l 'unica persona che io abbia mai amato.

Aspettate.

Non mi fido di lei.

È riscioso un po'. Ma non ho altra scelta.

È l 'unica possibilità e non posso permettermi di ignorarla. Bene.

Allora vengo con voi.

No, è troppo rischioso.

Appunto. A quanto pare non si può essere vostra amica senza correre alcun

pericolo.

Grazie, Clelia.

Certo, non potete andare vestita così.

Vi riconoscerebbero subito.

Ora risolviamo. Clelia, sai quello che penso?

Sì, Teresa, lo so, però... Per favore, dammi il tuo mantello. Il mantello?

Sì, Teresa, il tuo mantello.

Grazie.

Così sembrerai tu una vera nobildonna.

I cavalli sono pronti. Andiamo, Elisa.

Posso aiutarvi, signora?

Sono in visita ad un amico. Avete l 'autorizzazione?

No, ecco, è un 'urgenza. Mi dispiace, ma non è possibile.

Sapete, i prigionieri non possono ricevere visite se non autorizzate dal

governatore.

È proprio necessario. Signora, volete farmi arrestare, forse?

Beh, un 'idea. Se non altro perché siete uno stupido.

Ascoltate, giovanotto, sono la duchessa Clelle Bussani, cugina di sua maestà il

re. Ho bisogno di incontrare il conte Ristori ed ho una certa fretta.

Ristori, avete detto?

Scusatemi, vi prego.

Vi accompagno dal conte.

Allora è vero che è tutto preparato per la fuga?

Sì.

Lucrezia non ha mentito.

Prego, vogliate così.

Svegliatevi, c 'è l 'abilità.

Svegliatevi.

Indietro, indietro, state qui.

Clelia.

Fabrizio. Ma come avete fatto ad entrare?

Ranieri aveva dato ordine di non far entrare nessuno. Fabrizio.

Elisa, Elisa.

Elisa.

Signor Conte, vi prego.

Via, via, razza di Dio. Indietro.

uscite, uscite, fate il presto vieni, di qua, presto

Signor Conte, prezzo.

Clelia, tornate al palazzo.

E grazie di tutto.

Addio.

nel seguendo.

Nascondiamoci nel bosco.

Angelo, nascondiamoci nel bosco. Prendiamo direzioni opposte. Io faccio

mentre voi pensate a nascondervi.

È troppo pericoloso. Non importa, non è me, signore, che vogliono.

Via, scappate. Ci vediamo al capano di casa.

Perfetto, Angelo. Via, via.

Eccoli. Li vedo. Sta giù.

Sono passati di qua.

Preso per la balsusa.

Pensano che stiamo andando verso la Francia.

E noi andremo dalla parte opposta.

Vieni.

Tu devi scappare.

Io non sono un traditore. Io sono un soldato. E un soldato combatte. Devo

contegnare la lista a lei e andrò a Rivombrosa a prenderla.

Senza di me.

Che significa?

Elisa ha già rischiato abbastanza. Le nostre strade per il momento si

Fabrizio.

Io vado dove vai tu.

Ah, sì?

Allora a Rivombrosa.

Lei può improssarmi.

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