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Bene Olimpia, possiamo cominciare. Hai una voce diversa, sai, dal telefono.
Sei delusa? No.
Grazie. Olimpia, questo viaggio non ti spaventa?
No, faccio tourne dal 71. Scusa, lo zucchero semolato non stava lì?
Eh sì signora, però a volte spostiamo i prodotti, è una strategia di marketing.
Comunque se lei va in fondo e poi svolta a destra, lo zucchero lo trova lì.
Grazie.
Prego.
Ti piacerebbe? La cantare? No. Io cerco marito. Ma che cerchi te? Che ti risposi un carabiniere?
Però Olimpia ti dice... I giorni più felici, va bene? No. Perché? Guido, tutte le canzoni
parlano di sesso. O i giorni più felici o niente, va bene? Ciao!
C'è ancora troppo anice e poi nella bottiglia ci metti l'acqua del rubinetto per risparmiare.
Non è vero. Il vecchio Reste ogni mattina me la staffava
davanti, capisci? Non ti credo, tu sei una brutta persona.
Sì, e tu? Massimo due mesi che ho di baracca!
Sei contenta di essere cattiva, ma poi...
non sei neanche capace di trovare qualcuno che ti porti da tua sorella!
Oh, guarda un po', c'ho la fila, c'ho!
Una volta forse! Adesso i capricci di Olimpia non gli ascolta più nessuno!
Ma guarda che sei impunito tu, eh!
Ti porto io col mio furgone, dov'è che devi andare?
Non ti hanno rinnovato la patente!
A te ti dovrebbero tagliare la lingua!
Possiamo affittare un autista e andiamo insieme, per le spese non ti devi preoccupare.
Non puoi guidare scusa, dove andiamo?
Allora andiamo insieme alla sagra dell'anguila, intendo dire allo stesso tavolo.
Senti tu sei un uomo molto distinto, io non posso uscire con chi porta il pannolone.
No, tranquillo, non si vede niente, però sono io che ci vedo troppo bene, capisci?
L'unica cosa è magari non muoverti troppo, perché si può sentire il rumore della plastica.
Signora Olimpia, devo chiederle di rimettere il costume.
Ce l'ha il costume?
Ci sono state delle lamentele.
Ma di chi?
Dei clienti. Dicono che ci sono dei bambini.
E io veramente non vedo nessun bambino.
O saranno quei vecchiacci invidiosi?
Dilli che se vogliono vedermi con il costume intero, devono venire a chiedermelo, così
li dico di no di persona, non c'ha bisogno.
Ti sta bene? Hai paura che non te la do più?
Ma no cosa dici ho solo paura che non mi vuoi più bene come prima
Perché? Perché una volta mi aspettavi sveglia
Tu una volta prima dell'orto venivi da me, ora al contrario.
Ma ma ma questo è un periodo di zucchini eh.
Il tuo primo pensiero devo essere io.
Chi è la tua principessa?
Sei tu la mia principessa Olimpia, sei tu.
Però sto giro non ce la faccio mica a fare la doppietta eh, porta pazienza.
Devo andare a cantare al matrimonio di mia sorella, sai stavo pensando che mi piacerebbe
come una volta Olimpia con i suoi capricci in giro per il mondo eh?
Eh, ma i capricci non ci sono mica più.
Eh beh, infatti guideresti tu.
Io? Ma dai, scherziamo, a nostra età...
No, ma un viaggetto piccolo, che vuoi che sia mai? Tre giorni?
Eh già, ma te sei diventata matta. Non si possono chiedere queste cose qua, eh?
Io posso chiederti quello che voglio, che sono la tua principessa.
Eh, vabbè, principessa. Senti, adesso basta con queste stupidate.
O te lo sei dimenticato che io sono moglie?
Un brutto villano!
Villano io? Io sono villano?
Ma sei te che chiedi delle cose che non bisogna chiedere.
Andiamo!
Senti, ti ho regalato la collana.
Non ti basta?
Quello devo farti anche da marito?
Cosa vuoi fare? La rovina famiglia?
Andiamo!
Eh...
Puoi sempre dirle che accompagni un'amica.
Tu? Un'amica a te? Dai!
Ma ti sei vista?
Non scherziamo, eh?
Sai che sei un brutto stronzo?
Vattene! Vattene subito via, che sennò ti picchio!
Stronzo!
Mia cara Olimpia, da sempre ti ho sognata di quel che è successo.
Sto fine settimana, il tuo corpo col mio, che mai dimenticherò.
Spero di rincontrarti, anch'io.
Scusi signora Olimpia, dovrebbe rimettersi il costume.
Ma di solito è la tua fidanzata che fa da portavoce ai richiacci.
Maria non lavora più qua.
Siete lasciati?
Beh, diciamo che ci sono state delle incomprensioni, ecco.
Comprensioni.
Ti sei messa a parlare arabo?
E dov'è adesso?
Da amici, credo.
Eh, vabbè.
Adesso vattene.
Assaggia.
Ma è alcol.
È acqua e anice.
Sono le nove e mezzo, per me è un po' presto.
e non ci siamo! Oreste c'è troppo ghiaccio! Signora Olimpia, se ho capito bene al telefono
mi voleva vedere per un lavoro. Sì, il lavoro è facile, mi devi accompagnare a trovare
un'amica che abita a Zurigo. È un lavoro d'autista?
Eh!
Non ti interessa?
Credevo fossi disoccupata.
Sì, al momento sì, è che...
non ho mai fatto l'autista.
Pensavo ad un altro tipo di esperienze lavorative in questo periodo.
Pago tutto io, eh!
Mangiare, dormire...
E ti do 4000 euro.
Va benissimo, mi interessa.
Ah, e poi devo anche cantare al matrimonio di mia sorella, sì.
Perfetto.
E quando dovremmo partire?
Aspetta...
Ho detto che il lavoro è facile.
Non ho detto che è facile ottenerlo, eh?
Non ora bene, ma voglio capire le curve.
Queste sono le tappe del viaggio, vedi?
Non posso guardare, sto guidando.
Eh sì, certo, hai ragione.
Dopo le vedi.
Ma quando si torna indietro, voglio dire, un po' resterà dalla sua amica Zurigo.
Beh, io resto. E tu riporterai il furgone.
Signora Olimpia.
Signora Olimpia.
Mi hai anche fatto dormire un po'.
Brava.
Il lavoro è tuo sai
Quindi?
Devo solo guidare
Non c'è bisogno di un servizio di badante
Ma no che no!
Partiamo dopodomani, eh?
Ma perché io?
Beh, pensavo
che tu fossi di poche parole
Mi sbagliavo?
No
Olimpia, che ho già preparato io il piatto.
Ah, grazie.
Lo sai che sono molto felice che sei venuta?
Sì, anche io lo so.
È buona?
È buona, sì.
Senti, però...
Questa bella musica.
Mangiamo dopo, andiamo a ballare.
Ti piace questa collana?
Ne ho una uguale anch'io!
Infatti è la tua!
Sai Gilda, a me non mi sono mai piaciuti i regali riciclati!
Quindi eri tu? Ero, ma ho mollato. Per la collana?
Eh... No.
Senti Olimpia, io lo so che sei arrabbiato, anche se non so per cose,
ma non è che lo puoi perdonare. Ah, lo devo anche perdonare?
No. Peccato.
Maria, questo è il tuo bagaglio per tre giorni?
Sì.
Ah.
Grazie.
Grazie.
Perché non mangi?
Perché è troppo presto.
Sei vegetariana?
Beh, in realtà quasi.
Sì, non mangio carne e il pesce almeno possibile.
Capito.
Che lavoro fai?
Come scusi, che lavoro faccio?
Che lavoro fai?
Lavoro… lavoravo nello stabilimento del mio ex.
No, sei fatto bene a lasciarlo quello.
Il lavoro Romeo?
Che due?
Nei due fa schifo.
L'ho fidanzato ancora peggio.
Scusi ma perché dice queste cose?
No, veramente Lido
è bello
ci mangia bene
Sembra che lo faccia apposta a dire cose sgradevoli per farmi arrabbiare
Oh no
ma la verità?
Sì ma non è questione di verità o no ma di cortesia
ci conosciamo praticamente da due ore
No
non è vero
non è vero
Io ti conosco da quando venivo, da quel bruttaccio schifoso del tuomoroso, non me lo sapevi che
mi ha fatto una volta?
Mi ha fotografato i piedi, un faticista?
Sì, oppla!
Cosa sono?
Santini, non mi conosci?
Eccolo qua, è Ezio.
Ezio, in questo devi cercare.
Ma ci metteremo due ore minimo.
Se io non ho fretta, tu non hai fretta.
Allora, tu vai di là e io di qua.
La foto.
Ezio.
Grazie.
Non è lui.
Ma no, ma fa lo stesso.
Facciamo finta.
Tanto, l'importante è la buona azione, no?
Come vuole, l'amico è il suo.
Ma che, l'avrò conosciuto un paio di volte in vita mia.
Ma una promessa è una promessa.
È che una volta mi ha chiesto di cantare solo per lui e poi...
poi è morto.
E vuole cantare qui, adesso?
Ah, con questo, guarda, aiutami.
Grazie, cara.
No no con questo tanto i morti non applaudono
Vuole che vi lascio soli?
Shhh
Ecco fatto, promessa mantenuta, siamo a posto
Sposa in pace
Maria andiamo?
Maria?
Maria, scusami. Che ci facciamo qui?
Al cimitero ha detto che voleva tornare a casa a dormire.
Tu mi ci hai portato?
Certo, è lei che mi dà il lavoro, lei che decide.
Maria, dobbiamo mettere in chiaro delle cose io e te.
Io posso a volte non essere pienamente me stessa, capisci?
In che senso?
Magari qualche volta io faccio delle cose che non voglio fare.
Se per esempio ti dico riportami indietro, tu non mi devi ascoltare.
L'importante è che noi arriviamo a destinazione, capisci?
Sì, sì, sì.
Scusi ma io come faccio a sapere che lei ha una cosa la dice sul serio cioè che in
quel momento in sé magari una volta mi dice che ha fame che vuole fermarsi ma
non è vero. Cioè? Cioè dovremmo trovare una domanda d'emergenza come quando ti
dimentichi la password. Ah, ma cioè? Cioè noi ci mettiamo d'accordo per una
domanda e per una risposta. Ok. Se lei mi dice una cosa che mi sembra strana io le faccio
una domanda. Ok. Se lei mi dà la risposta giusta vuol dire che tutto è a posto, se
no l'ignoro. E non ho capito. Allora cerchiamo qualcosa di vero. Sì, sì, sì. Lei ha figli,
i nipoti? No. E' mai stata sposata? No, però eccocelo, guarda, quante volte è venuto quella
notte Nino Bronsacuerta al Peccato Veniale di Cesenatico? Ma perché? E' venuto a trovarla
più volte nella stessa notte? Ma no, col pisello sciocchina! Ma no, ma che schifo! Cinque
No, no, no, ma un portento proprio, un vero talento proprio, guarda.
Ma io questa domanda non gliela faccio.
E ti credo, quando lo trovi tu, uno che ti viene cinque volte di seguito...
Dai, vieni! Vieni!
Jimmy?
Mamma mia c'è puzza di pesce qui!
No, è lui che non si lava!
Ma come chitarrista è il migliore di tutti, sai?
E lui quante volte veniva a notte?
Ma chi?
Ma stai scherzando?
Mai fatto nulla?
Per carità!
Ma dov'è?
Vieni, andiamo.
Jimmy!
Ah, senti, siccome vorrà festeggiare
Io sai, l'alcol non lo tengo troppo, allora tu devi aiutarmi a tenermi.
Ok.
E anche con il mangiare.
Leggeri?
Va bene, leggeri.
Jimmy!
Olimpia!
Olimpia!
Olimpia, che tornata d'anana, vieni qui, mamma mia!
E questa chi è?
È tua figlia?
No, no, io guido solo il furgone.
Siete uguali?
Senti, queste sono lettere dei nostri ammiratori.
Sono tutte per te queste, però.
Bel regalo.
Peccato che saranno tutti morti.
Noi no, però, eh?
Fumi le canne, tu?
Mai fumato?
No, grazie, preferisco essere lucida.
A questa gli piace soffrire.
Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org
Sai chi è che la canta questa qui?
No
Noi due
Eh
Ragazzola
La sofferenza fa male, dai
Soffrire fa invecchiare prima del tempo
Prendi la canta
No, grazie
Via, favorisco io, va bene?
Prego
Forse non è il caso l'impianto
A caso a caso mi aveva detto che si voleva tenere
Ma tu datele a lei
Ma si mi date lei
Ma tu datele a lei
Ma aiutate lei
Ma dai
Signorina vuole fumare questa sigaretta? Sono dietro di Paolo
No scusate
L'aveva detto che si voleva tenere, no si è vero l'io l'ho chiesto io, si ma non si fa
così per ora, ma non ti deve arrabbiare dai su, oh ma lo sai che lui è sempre stato perfetto,
noi tutti stravolti e lui perfetto, è vero, ma quanta baronda, quintalate, quintalate,
Senti, potresti spegnere un pochino la musica perché ti devo leggere una lettera, sai?
Di chi? Di uno che è morto?
No, no, di una viva, vivissima e si chiama Angela.
Ciao Giulia, caro Gimmi ti scrivo perchè sono passati degli anni e solo adesso posso parlare
di quello che è successo tra di noi. Gimmi cos'era successo?
Cos'è successo? Non mi ricordo, dai! Quello che mi hai fatto è stato bruttissimo
e mi ha segnato per tanti anni ma ora è passato e ti scrivo perchè posso perdonarti, infatti
adesso ho due figli grandi, però io voglio sapere perché cosa, perché cosa ti perdona
Jimmy? Perché cosa mi perdona? Non so, non mi ricordo, chi è? Dì la verità, l'hai
obbligata. Dimmi di sì o di no. Certo che no. Sei solo uno schifoso. Io? Io non ho mai obbligato
nessuno e questa cosa qui tu la devi sapere perché tu mi conosci molto bene. Mi sono
sentita ingannata e poi derubata ma ho avuto così tanto dalla vita che ora posso guardare
Tieni.
Tieni cosa? Ma chi cazzo è quest'Angela?
Ma come faccio a ricordarmi di cose dove devo essere perdonato
se non mi ricordo neanche la faccia?
E io dovrei crederti?
Tu dovresti credermi.
Perché in ogni paese dove andavamo
eravamo sempre pieni di persone
e tu più di tutti.
Io al massimo obbligavo gli uomini a starmi lontano, guarda.
Certo sì, come no, eravamo noi che dovevamo far finta di essere innamorati, mentre tu...
Tu pensi che io sia come quel porco che ti ha fatto del male?
Che dici?
Io sono solo uno che non sa stare al mondo
e adesso sto molto male perché pensavo che tu fossi venuta qui perché mi volevi bene
E invece sei venuta qui solo a trattarmi come una bestia.
La verità è che io ti voglio ancora bene, Jimmy.
Maria?
Andiamo?
Piacenza d'Adige.
L'abbiamo conosciuta ai tempi del superissimo.
Era circa il 1979.
Lavorava nel forno del padre e mi portava delle belle ciambelle calde alla fine della
sera, non l'ho obbligata, gli ho detto solo che poi sarei ritornato per stare con lei.
E sposarla?
E sposarla.
E basta?
E poi le ho detto che non potevo tornare subito perché avevo dei problemi economici da risolvere.
Quanto ti sei fatto dare?
300 mila lire, avevo tutti i denti marci e noi guadagnavamo molto meno di te,
Eh, dai mi perdoni.
È lei che devi chiedere perdono.
Mi prometti che andrai da lei a casa sua,
suonerai la sua porta dopo esserti fatto un bagno
e gli chiederai scusa.
Devo anche farmi il bagno?
Certo.
Promesso.
Che bel sole, guarda!
No, anche qua no, eh?
Dimmi una cosa...
Sulla spiaggia non c'è nessun vecchio che criticava la mia miss.
Eri tu, eh?
Non importa che è stato. È una questione di decoro.
È perché hai le tette piccole?
È per questo che sei invidiosa?
Non è vero, ma che c'entra?
E ho le tette piccole, non va bene come mi vesto. Lei invece si crede una rockstar ma sta andando a cantare al matrimonio di sua sorella.
Tu mi hai risposto con insolenza, eh?
Mi scusi, non volevo.
Però ha iniziato lei.
No, hai fatto bene.
Devi essere orgogliosa delle tette piccole.
È roba tua.
Mamma mia quanto mi piace con l'Amilva
Amilva?
La parrucca rossa
Si chiama Amilva
La mia preferita
Ma perché dava i nomi alle parrucche?
Sì
Pensavo che volesse più bene alle parrucche che a noi cristiani
Pensavate bene
Tu l'hai vista sempre solo così, vero?
Un caplas, dici?
No
Vecchia
Ah, beh, sì.
È brutto invecchiare, lo sai?
E se sei stato bello, è ancora più dura.
Ti posso dire una cosa?
Io non provo nessuna pietà per questo.
Anzi, mi sa che ho preso sotto gamba cosa voleva dire accettare questo lavoro.
Ti sei già pentita?
Beh, forse sì.
Ma tanto io poi mi pento sempre di tutto quello che faccio.
Ti penti di tutto, e di cosa ti sei pentito ultimamente?
Di essermi messa col mio ragazzo e di averlo lasciato,
di aver lasciato l'università, di essermi vestita così stamattina, di tutto insomma.
Mamma mia, ma tu fai venire tristezza quando parli eh!
Tu, tu devi imparare a farti le canne, dammi netta!
Ogni tanto il sole e la luna si incontrano insieme nello stesso cielo, questo è il momento
più bello ed è proprio quello che incontro il mio amore, ogni tanto d'inverno d'estate
Le mie sede nate, mi scalda il cuore
Tu sei la luna di giorno, io il sole di notte
Mi piace così
Dobbiamo essere a casa di Pasquale a quest'ora, siamo già a ritardo di un giorno praticamente.
Pasquale chi? L'impresario?
Secondo te non vado a salutarlo?
Ma è morto!
Non è possibile, l'ho sentito la settimana scorsa al telefono.
E ti avrà chiamato dall'aldilà, è cascato sotto la doccia ed è morto.
No, forse tu non hai capito di chi sto parlando, sto parlando di Pasquale l'impresario il piccoletto
magretto.
E' morto.
Guarda stai zitto tu che è meglio eh, io già mi sono pentita di averti preso su e poi non
Non fai altro che fare casino e poi non ti lavi, eh che cavolo veramente, puzza proprio.
Che cazzo c'entra, è morto Pasquale, è mortissimo.
Mamma mia che regalo, adesso li ho tutti eh, grazie, grazie.
Te li sei meritati, sai Bruno?
Ah sì?
Eh sì.
E com'è che siete in giro? Avete ricominciato a suonare?
Certo che vi ho ricominciato a suonare, ricominciano tutti, noi no, noi no.
Olimpia è venuta personalmente a casa mia e ha chiesto di rimetterci insieme.
Oddio, io avevo tanti impegni, però Olimpia chiama e si risponde.
Beh, allora potresti cantare qualcosa qui, dai, per il tuo miglioratore più fedele, Olimpia?
Oh, io la chitarra ce l'ho.
Che canzone ti piacerebbe?
I giorni più felici, la tua preferita.
I giorni più felici, li ho regalati a te, si spengono le luci, ma io ti voglio una...
Questa non posso.
Ma dai, solo un pezzettino, solo l'inizio, un'intonazione.
No, no.
Beviamo.
Ecco.
Saluto.
A noi.
Dai gas.
Ancora.
Ok.
A posto.
Grazie.
Spegni.
Una roccia.
Bruno, io devo andare, non lo so quando ci rivedremo, però tu mi devi promettere che
Pregherai sempre la Vergine Maria, sai?
Ma io prego Sant'Antonio, Sant'Olimpia, prego spessissimo per te.
Grazie, anch'io prego per te, sai?
Per te, per Alessandro, per Nicolas, per Mirco.
Beh, ma il Signore le ha fatte diventare dei gran bravi ragazzi.
Nicolas è quasi laureato, sai?
Ah.
Eh sì.
Credi che non me ne sia accorta, Bruno?
Tu devi continuare a lottare.
Ma perché, Sara?
Si vede davvero così tanto?
come vero Dio? Io l'ho fatta e sai le terapie però sono così stanco. E allora che vuol dire?
Che vuoi lasciarli soli? La Narcisa e i ragazzi? Certo che no. Bruno abbi cura di te.
Ah quando torno ti canto i giorni più felici. Grazie.
E me lo dici perchè?
Perchè cosa?
Perchè gli hai detto quelle cose
Perchè è quello che vuole sentirsi dire
No, tu non lo sai che cosa vuole veramente
Io so tutto di Bruno
E' dal 74 che mi scrive
Ma non sai che vuol dire quando sta per morire?
Bruno è una piangina
Vuole solo essere sbrunato e...
Poi, non vuole andarsene veramente perché ha la famiglia.
Sì, ma magari certe volte non ti basta neanche quello.
Sei stanco e vuoi solo lasciarti andare.
Questo non puoi saperlo.
Perché insisti tanto su Bruno?
Perché mia madre diceva le stesse cose di Bruno.
E io gli ho detto le stesse cose sul tener duro.
Però non so se ho fatto bene.
Perché dopo due mesi se n'è andata, e sono stati due mesi...
Due mesi come?
Lasciamo stare.
Chiediti pronto a partire.
Si, si, si.
Aspetta.
Olimpia! Aspetta!
Ma che fa?
Quante volte vieni da una notte e meno pranzo a quarta?
Una caterva!
No, no! Chiesto a te!
Cinque?
Noi stiamo facendo questa roba
perché loro ci hanno fatto lo stesso scherzo tanti anni fa
e sai perché ce lo facevano?
Ce lo facevano perché noi eravamo più bravi
e gli portavamo via tutte le serate
e adesso lo rifacciamo noi!
Quindi noi siamo venuti fin qua solo per mettere lo zucchero
nel serbatoio di un'altra orchestra?
E perché? Doveva mettere del miele?
Dammi qua!
Hai fatto solo casinga quando siamo partite, ma come ti viene in mente di mettere lo zucchero nel serbatoio?
Tu lo sai o no che dovresti ringraziarmi?
Che io ti insegno un po' a stare al mondo.
Io sto solo lavorando, da te non voglio imparare proprio niente.
Ah no? E allora io ti licenzio, guarda.
Ah sì?
Non ti voglio più proprio.
Ah sì?
Sì.
Guida Jimmy al posto tuo, va bene?
Va bene.
Ecco.
Tanto tra dieci minuti sarai già scordato d'avermi licenziata.
Ma sta tranquillo che me lo ricordi.
Ecco, bravo, perché io non so guidare, ricordami.
Oh, oh, oh.
Via, via, via, via, via, via, via, via, via, via, via, via, via, via, via, via.
Ma cosa sta succedendo?
Io sento un odore di serata annullata.
Guarda, non c'è una macchina in tutto il posteggio.
Ma che brutta fine!
adesso tu accendi la macchina senza i fari però ce ne andiamo non credo proprio tanto
Ma che fai?
Non so, ma che puttana è successo?
Oh i caprizi!
Ciao!
Eramo di passaggio, conoscevo il posto e mangiavamo un boccone.
Ma allora è soltanto un caso, per un attimo ho pensato fossi venuta per sentirci.
Oh beh, avessi saputo sarei venuta subito.
Noi vi inviteremo volentieri ma purtroppo il concerto è stato annullato.
Ah sì? E come mai?
Come mai? L'impianto che non andava praticamente è incompetente.
e come se non bastasse ci ha lasciato piedi anche il furgone, si vede che non è proprio serata,
però se volete c'è una trattoria aperta qua vicino, possiamo mangiare qualcosa insieme.
Ma non se ne parla neanche, sarete nostri ospiti.
Vabbè, andiamo?
Ma quindi voi eravate molto amici?
Amici?
Oh, altro che amici, eravamo fratelli, anzi non siamo ancora, ho il bagno.
E lo zucchero nel serbatoio dei capricci?
Eh, io l'ho sempre detto che se ne sarebbero accorti.
E come potevate pensare che non ce ne saremmo accorti?
Sì, abbiamo sbagliato, eravamo giovani e...
Sì, ma tranquilli eh, perché la signora qui presente
avrà restituito il favore 40 anni dopo quel che è,
se vi state chiedendo il motivo per cui il vostro furgone non parte.
Beh, ma ci hai messo lo zucchero!
Oh, ma sia mica stati noi!
È stato coso, Pasquale, l'impresario.
Eh?
Eh, non voleva che prendesse le date del cavallino,
perché c'aveva delle altre orchestra da piazzare.
Noi l'abbiamo visto che stava mettendo lo zucchero quella sera,
però, però ci avrebbe ricattati lui.
Dai Pasquale, Pasquale era troppo stupido per avere idee del genere
e poi era un amico, dai
Sì amico, proviamo a chiamarlo, a vedere se non abbiamo ragione, dai
Pasquale è morto
Come?
Mortissimo
Olimpia, ci hai reso la vita impossibile per trent'anni con le tue scenate
però una cosa del genere non l'avevi mai fatta
Eh, dai facciamo una roba, facciamo che siamo pari
anche se noi non ti abbiamo fatto niente, va bene?
Diciamo che siamo pari, ma io non chiedo scusa a nessuno, che sia chiaro!
Vabbè, però ci hai offerto la cena!
Buona eh?
Buonissima!
Ora!
Ora, ora!
Vai!
Scusa!
Mio!
Mio!
Mio!
Mio!
Guardami!
Guardami, sono io!
Guardami!
Andiamo!
Guardami!
Andiamo!
Beh?
No, scusa...
Io non vengo.
Sicuro?
Sì
Ma vi arrangiate?
A chiamare un caratteristico sono ancora molto capace
Senti ma è solo stanchezza no?
Sì
Domani torna l'Olimpia quella di prima, quella di sempre
Sì, sì, sì, speriamo
Ascolta
E' stata l'ultima, no? L'ultima serata matta.
Ma no!
No, dai!
Ciao, Gianni.
Ciao.
Ecco il tuo caffè. Prendi qualcos'altro?
No, grazie.
Magari fai colazione con calma, questo può aspettare.
Signora, che sta facendo?
Ah, giovane, come mai da questo lavandino non esce l'acqua?
Dove è andata?
Di là.
Aspetta.
Signora!
signora non c'è neanche in camera, era una vecchia dentro all'albergo, maledetta me quando ho accettato questo lavoro
beh se vuoi saperlo non fate dei peggiori, ne dubito, comunque non può essere sparita adesso la troviamo, resta tranquilla
Olimpia, vedi, prendiamoci un po' di questo bel sole, mamma mia, ecco, ci fa bene, sai?
Ti vuole scopare, ma cosa dici, baccalà che sta la fermo, ti vuole fare l'amore, è tutto
a posto grazie, ma scusa poi tu come lo sai, dimmi una cosa a te piace, ma come fa a piacerti
uno dopo due minuti, è assurdo! Sai quanto ci ha messo Mino Buronsacoerta a piacermi
amare? No, no, no, guarda, non lo voglio sapere. Adesso, per favore, torniamo giù? Sì, dai.
Ci pensi mai a tua madre? Perché me lo chiedi? Perché sei giovane, non ti manca? In realtà
Ci siamo avvicinate solo quando si è ammalata.
Non avevate d'accordo?
No, no, non è che non andassimo d'accordo.
È che ci vedevamo poco.
Ma poi scusa, ti devo raccontare tutta la mia vita?
No, hai ragione.
Ma è meglio una scusa.
Se già gli piace così, pensa se ti faccio bella.
Sì, ma noi tra un'ora ce ne andiamo, non lo vedrò mai più.
Un'ora sola così è un'ora di eternità
Senti, ti piacerebbe una di quelle parrucchette mie?
Quella più bella, quella bionda bionda bella, la Marilyn?
No
No no no
Come vuoi
Meglio di no
Va bene
Sei così?
Ma sei sicura che questa roba non è scaduta da dieci anni?
Ma la uso tutti i giorni.
Ah, appunto.
Te la posso fare una domanda?
Eh.
Chi è questo Danzi?
Che ne sai tu dei Danzi?
Ieri sera dai dinamici, ti sei... te la sei presa con un savere, pensavi fossi Danzi.
Enrico Danzi è morto quattro anni fa, per fortuna.
Quindi è quello di cui parlava Jimmy, giusto?
Quello che ti ha fatto del male?
Sì, sì, proprio lui.
Ma la Olimpia non la ferma a nessuno.
Ho pensato anche che questi sono piccoli.
E sono molto carini.
Alla tua età li portavo?
Ma no, dai!
Ciao!
Ciao!
Ecco qua!
Hai preso qualcosa dal frigo bar?
Eh?
E sei venuta qua per pagare, no?
Vabbè, comunque stai bene con i capelli e il trucco.
Davvero? Grazie!
È stata tua...
È la mia amica, Olimpia.
Ah, tua amica, sì, infatti, a vedervi non vi somigliate molto.
Cioè, prima non vi somigliavate, adesso un po' di più.
Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org
Aspetta, con questo non voglio dire che sembri una vecchia, vero?
È che si nota un po' di più.
Vabbè, è stata lei comunque.
Meno male, avrei potuto continuare a dire cazzate all'infinito.
Senti, non per farmi gli affari tuoi, cioè...
Un po' sì.
Ma siete qua in vacanza o...?
Più o meno, in viaggio.
Ah, o il furgone rosso, quello che sembra di un'orchestra.
I Capricci di Olimpia.
La più grande orchestra romagnola per alcuni anni.
Ma molto tempo fa.
Bello, tipo quelli che suonavano nelle sagre.
Ma no, altro che sagri.
Erano rock star proprio.
Tu dovresti leggere le lettere che le mandavano i fan.
Roba da matti.
Ce ne sono tantissime nel furgone.
Bello.
Anzi...
Se hai voglia di leggerne qualcuna...
Sempre che tu non abbia troppo da lavorare, eh.
Vieni, vieni Beh, non mi sembra male come lavoro
No, in realtà non lo è, sai Magari un po' strano
Eccolo qui Allora, questa è di Carlo da Rivinevago
Cara Olimpia, perché Franca mi ha, senza H, fatto maniare la polenta con i osei, osei tra
virgolette, giusto?
Spero di vedervi al prossimo concerto.
Nino da Campiglia di Verici, quando ti vedo sul palco mi fai sognare di essere insieme
in un posto di quelli da signori.
Tu sei seduta da sola, una dea. Io al bancone con un whisky doppio. Mi guardi, io ti guardo,
siamo soli. Porti un vestito con lo spacco sulle gambe. Le tue sono gambe sinuose di giadre
e io... qui inizia una parte un po' porno.
aspetta piano scusa no no scusa tu scusa tu è che non pensavo che tu volessi arrivare subito
Non volevi? No, no, non è che non volevo, è che non...
è che io non sono molto abituata a fare queste cose.
Non è che io non sono abituato, è che io frequento una ragazza tanto e...
è che tu mi piaci, tu mi piaci ma...
non so, mi sembra di fare la cosa sbagliata.
senti forse meglio che parla
E' inutile che ci trovo, non sono capace di fare ste cose, tanto una sfigata resta una sfigata anche se si trucca e si veste coi brillantini.
Pensa che neanche l'Olimpia aveva capito che era un orsetto, pensa un po'.
Ma che cos'è un orsetto?
Un orsetto è un cretinetto che magari tradisce la moglie, magari tu vuole scopare,
Però? Poi vuole essere tenuto stretto stretto come un orsetto.
Ma io non ne ho mai incantati. Anzi, mi sono sentita uno schifo e anche una stupida.
Quindi guarda, meglio stare da soli, no?
No! Da soli mai. Neanche morta. Eh, prometti?
Beh, invece io è il caso che mi ci abitui.
Grazie dei trucchi comunque.
Te li regalo tutti. Ti piacciono?
Ecco il tuo Romeo! Rispondili! Che testone che c'ha quello!
Mamma mia!
Quanto ci sei stata insieme?
Tanti anni.
Magari avresti continuato con lui se non...
Certo, io non l'avrei mai lasciato.
A te sembra era strano, ma a me piace sempre fare le stesse cose con le stesse persone.
Certo che se dopo sette anni prendi il suo telefono e trovi solo foto di piedi...
Feticista, un feticista, te l'avevo detto! Feticista!
Oh, lo sai che Romeo Viagetti c'aveva un pisellone enorme, no?
Ma che c'entra adesso?
Ma no!
No, dai!
Ma le cane!
Ma non è per quello che voglio...
Non voglio parlare di piselloni!
Te lo dico perché anche lui aveva questa mania dei piedi!
Senti, Olimpia, io non ti voglio più sentire, chiaro?
E più erano puzzolenti e più li piacevano, guarda!
Basta!
Oddio, oddio, oddio!
Mi vuoi ancora fare l'amore?
Che non mi rassiamo?
Olimpia, quante volte mi diveno la notte e non brusa a guarda, ma meno, amore mio, se non lo sai tu.
Per stanotte basta così.
Allora vado, vado.
Speriamo di ricordare le parole, eh?
Ma va!
Secondo me anche se vai su e canti la tabellina del tre, non se ne accorge nessuno.
Ah, a te piacerebbe sentire la tabellina del tre?
I giorni più felici
li ho regalati a te
si spengono le luci
ed io ti voglio
Un'altra notte qui con me e non mi importa niente, l'estate vola via, non voglio innamorarmi
Non esiste più l'amore, non esiste, non esiste.
Grazie.
Senti Maria, mi prenderesti nel primo cassetto un piccolo pacchettino blu?
È un regaletto per mia sorella.
E me lo porteresti?
Va bene.
Arrivo.
Per rinnovare gli impegni solennemente sanciti davanti all'altare, ed io non posso che essere
onorato nell'essere stato scelto come tramite di questa promessa, di questo miracolo d'amore
che si rinnova oggi dopo cinquant'anni.
Preghiamo.
Perché la divina grazia vi confermi nel santo proposito, rivolgete a Dio il vostro ringraziamento
e la vostra supplica.
Benedetto sei Tuo Padre, e per Tua benevolenza ho preso Clara come mia moglie.
Benedetto sei Tuo Padre, per Tua benevolenza ho preso Guido come mio marito.
Dio vi custodisca in tutti i giorni della vostra vita,
sia vostro aiuto nella prosperità,
conforto nel dolore,
e colmi la vostra casa della sua benedizione.
Non c'è nessuna amica in Svizzera, vero? Che cosa ci stai andando a fare, Azzurigo?
Ho trovato le carte di una clinica nel furgone. Sto andando a curarmi, tranquilla.
Olimpia, in quel posto non curano. Cosa ci stai andando a fare?
Io sto semplicemente andando a cantare il matrimonio di mia sorella.
sta andando a morire? perché non mi hai detto la verità? tu mi hai preso solo perché pensi
che sono una stupida è vero? e ora non mi resta che lasciare il microfono a olimpia e
ringraziarla di essere qui
I giorni più felici li ho regalati a te
Si spengono le luci, ma io ti voglio un'altra notte qui con me
E non mi importa niente, l'estate vola via
Così non avevi capito che la stavi portando in una clinica dove si fanno morire le persone?
No.
E che aveva un principio di demenza?
No, cioè... Sì. Dopo l'ho capito.
Non avresti dovuto accettare il lavoro che ti ha proposto.
Ma sei giovane. Può capitare di sbagliare, sai.
Mi dispiace.
Dimmi una cosa, mamma, tu la conoscevi prima?
No, ma... Viene da Ogna, lì da dove lavoravo.
Oddio, quel posto così lontano.
Sei infermiera? No? E allora perché solto proprio te? Non so, non capisco.
Olimpia! Aspetta! Olimpia, guardami! Ehi! Tutto bene? Dai che torniamo dentro adesso.
Vieni, su.
Vieni, vieni.
Maria, io devo farti le mie più sentite scuse.
Sono stata un'incosciente.
Ma no, davvero, non serve.
Potevano arrestarti.
Proprio a te che hai tutta la vita davanti, no?
Una cosa te la chiedo io, Maria, ho un enorme favore.
Olimpia resterà qui con noi per qualche tempo.
Poco però, eh? Perché vogliono mandarmi a ricovero.
Questa è una tua fantasia, Olimpia.
Siamo la sua famiglia, sento che ci siamo stati poco per lei.
Sì, un po' della colpa è anche nostra, ti volevo chiedere se puoi riportare indietro
il furgone perché qui è solo d'impiccio.
Ok.
Io vado a dormire così domani mattina parto presto col furgone.
Bene, brava, mi raccomando tienilo bene.
No, anzi, guarda, fai quello che vuoi, tanto non mi serve più.
Olimpia, posso chiederti una cosa?
Sì, certo.
Perché avevi deciso che volevi andare a morire?
Io lo so bene quello che mi aspetta, sai?
E poi, poi, voglio morire badando a me stessa, ecco.
È quello che ha detto Bruno il meccanico, non vuoi lottare.
Sono stata troppo felice. Anche Bruno l'è stato. Non come me. Ma ci sono tanti modi per essere felice
anche con poco. Sì, questo è vero, sì. È che io ho paura di soffrire troppo.
Se ti dico un segreto, lo tieni?
Sì, certo.
Volevo dirti che prima facevo finta di dire quello che volevano sentirsi dire, capisci?
Scapperò!
Qui davanti c'è una stazione di treni, sai?
Va bene, dai.
Eh, forse è meglio se andiamo a dormire.
Eh?
Senti, Maria...
No, ti volevo dire che avevi ragione tu, sai?
Su che cosa?
Io gli amici...
Non li ho salutati, ci sono litigati.
Ma no, dai.
Alla fine hai fatto pace con tutti.
Sì?
Sì?
Sì.
Eh?
Poi volevo dirti che non...
Sono sempre stata così, ecco.
Devo crederci.
Eh?
Eh?
Certo che sì!
Eh?
Ma, te l'ho detto che quello viene a cantare alla fazenda verde, eh?
Chi?
Beh, ma è una notizia stupenda, no?
Sì!
Sì?
Sì, sì!
È bellissimo!
Buonanotte, Olimpia.
Ma sei menta, che fai a quest'ora?
Mi dispiace, ma io così non ti riconosco. Con questa starei meglio.
Ecco qui, meglio no? Molto meglio.
Ti ho amato poco, come poco forse niente, ma hai saputo che non si ama più.
Ti regalo gli occhi miei, i capelli lontani,
Ma perché ti piace così tanto l'acqua e anice?
Perché è buono.
Sì ma ci sono tante altre cose buone.
Quando lo prepari, no?
C'è un momento che si intorbida tutto e tu non capisci se è l'acqua che lava l'anice
o l'anice che sporca l'acqua?
è una magia!
bello eh!
oh!
ma...ehi!
questa è la fazenda, fermati!
cosa?
la fazenda verde!
fermati, fermati!
ti prego!
ma guarda!
qui!
gira!
gira qui a destra
brava!
Parliamo? Eh? No, no, io non sono capace a ballare. E dai, fammi ballare. Vieni. Dai.
Anche così, anche così, anche così che gira, gira. Ecco.
Così, sempre così, sempre, sempre, sempre, mamma mia, non ci hai ripensato, no, ma non
ma no
quindi hai deciso di lasciarti con Marilyn per andare in clinica?
No, prendiamo a cosa? A te. Non c'è molta scelta.
No. No, no, scusa.
No, che scusa? Ma di che? Sei stata brava, sai? Molto brava. Bravissima. E adesso?
Nessun altro.
è un'altra e un'altra sì però non voglio altre pianti che a me non piacciono gli edi e se prometto
di non piangere posso accompagnarti alla clinica? no no meglio così fidati
Senti, ti ricorderai di me? Ti ricorderai della Olimpia, vero? Lo so, grazie.
Bene, Olimpia, possiamo cominciare.
Sai che la tua voce è più bella che al telefono?
Sei delusa?
Oh no no
Grazie
anche tu di persona sei
favolosa esattamente come mi immaginavo
La commissione
medica ha esaminato
la documentazione inviata nei mesi
scorsi ed è stata ritenuta
idonea
Puoi leggere
Io Belloni Olimpia, domiciliata a Comacchio, Ferrara, dichiaro di essere perfettamente lucida
e fermamente convinta della mia decisione di mettere fine ai miei giorni.
Dichiaro che le persone presenti non sono assolutamente coinvolte nella scelta di questo mio gesto.
Olimpio, questo viaggio non ti spaventa? Faccio tornere dal 71. Io ho il dovere di cercare di
dissuaderti fino all'ultimo. Tu lo sai che ci sono delle alternative, ci sono delle terapie
che ti potrebbero far vivere in maniera dignitosa. Ho capito. Il pentobarbital sodico è un barbiturico
ad azione rapida. Dopo qualche sorso sentirai un senso di spostatezza e ti addormenterai un
po' alla volta. Ti assicuro che non sentirai niente.
Ho capito. Ma c'è una cosa importante. Se dopo un sorso
ci ripensi me lo devi dire subito, perché si può tornare indietro. Invece se bevi tutto
il bicchiere non si potrà più tornare indietro.
Dottore, hai fatto il tuo dovere, ora per favore procediamo?
Bene, c'è qualcos'altro che vuoi dire?
Ah sì, una cosa c'è.
Oreste, il segreto di un buon acqua e anice sta tutto nel liquore, prendi nota.
Il mio lo faccio così, 500 ml di alcol a 95 gradi, 500 ml di acqua, 500 g di zucchero,
50 g di semi di anice e mezza scorza di limone.
Poi lo servi con mezzo bicchiere d'acqua di bottiglia appena stappata.
Buona fortuna!
Cara Maria, io le lettere sono abituata a riceverle,
non a scriverle, ma sono contenta di cominciare con te.
Ricordi quando mi hai chiesto perché ti avevo scelto per questo lavoro?
Non è stato solo perché sei brava a guidare.
Io ti conosco più di quanto pensi, Maria.
E ho anche conosciuto tua mamma, Anna,
per pochi secondi e per i nove mesi prima che nascesse. Avevo sedici anni.
Andavo a ballare, Enrico Danzi mi voleva a tutti i costi. Allora non era come adesso,
Se uno decideva che voleva farti l'amore ed era un prepotente, poteva farlo.
Quando ho scoperto di essere incinta, ho portato a termine la gravidanza e nel frattempo ho trovato i tuoi nonni.
Poi sono diventata l'Olimpia dei capricci e per anni non ho mai cercato tua mamma perché pensavo non fosse giusto.
finché un giorno ho scoperto che Anna non c'era più. Non è stato facile convivere con quel rimorso
e infatti quando ho saputo che c'eri tu e che eri a quel Lido ho cominciato a frequentarlo.
Mi è venuto in mente di assumerti come autista. È stata la cosa più bella che potessi fare.
Sono riuscita a conoscerti per davvero, non solo, ora tu ti ricorderai di me.
Ah, un'altra cosa, spero che un pochino avrai capito come essere felice,
perché io l'ho capito, sai? Ciao Maria,
adesso mi vado a bere un bell'acqua e anice.
Quando tornavo mio padre sentivo le voci Dimenticavo i miei giochi e correvo lì
Mi nascondevo nell'ombra del grande giardino
e lo sfidavo a cercarmi, io sono qui.
Noi mi mettevano a letto finita la cena
lei mi spegneva la luce ed andava via
Io rimanevo da sola ed avevo paura, ma non chiedevo a nessuno, rimanevo
Non so più il sapore che ha, la speranza che sentivo nascere in me
Non so più se mi manca di più quella carezza della sera o quella voglia di avventura
Voglia di andare via
E le giornate d'autunno sembravano eterne
Perché vedrai mia madre
Quando chiedevo mia madre dove eri tu
Che cos'era quel lombo che suoni
Io non capivo cos'era quell'ombra negli occhi
E rimanevo a pensare
Mi manchi tu
Non so più
Il sapore che ha
E la speranza che sentivo
Nascere in me non so più, se mi manca di più
La bellezza della sera o quella voglia di avventura
Voglia di andare via di là
Tararatà, taratararatà, taratararatà, taratararatà
Vorrei andare a ballare
E a me piace giocare a tre sette
Le mie amiche mi fanno arrabbiare
Ma tu già lo sai che sono solo gelose
Però giuro che sabato sera
Quella ballera ci invidierà
Siamo come il giorno e la notte ma quando mi guardi è la felicità
Ogni tanto la luna ed il sole si incontrano insieme nello stesso cielo
Quello è il momento più bello ed è proprio quando rivedo il mio amor
Ogni volta d'inverno, d'estate, le tue serenate mi scaldano il cuore
Tu sei la luna di giorno, io il sole di notte, mi piaci così
Tu sei la luna di giorno, io il sole di notte, mi piaci così.
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