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Original subtitles

Elisa? Elisa?

Elisa, apri!

Martino sta addormento.

Sono orgoglioso di noi.

Siamo stati bravissimi a tenere testa a quei bigotti ipocriti.

Del resto ne ero sicuro.

Forse è troppo sicuro.

Perché ho chiesto la tua mano?

No.

Perché l 'hai chiesto così, pubblicamente.

Perché hai ritenuto superfluo parlare prima con me di una decisione così

importante. E ancora una volta hai deciso te. Solo te e anche per me.

Elisa, hai capito che cosa aveva in mente Alvisa?

Tu forse non ti sei reso conto.

che il Marchese Sorbelloni e la batte Fannecker sono stati invitati all 'unico

scopo di farmi battere per pazzo.

E questo ti sembra un buon motivo per chiedermi molto davanti a tutti.

Sì. È come se fosse una sfida.

Ma non hai capito che così hai reso solo le cose più difficili?

Le nostre nozze.

Il futuro di nostro figlio.

E non ci accetteranno mai, Fabrizio.

Io non sono come il dottor Cipri.

Non permetterò a nessuno di metterci al bando. Né tantomeno permetterò a

qualcuno di privarmi del mio titolo o dei miei beni.

Ricordati, Elisa.

Il nostro matrimonio è una sfida.

Sì, ma una sfida che noi dobbiamo affrontare insieme.

Io... Invece io mi sono sentita come una marionetta.

Sono tutte litiganti.

Io discuto.

Sembriamo già marito e moglie.

Se mi sono comportato così è solo per far capire a questi nobili qual è il tuo

ruolo in questa casa.

Noi non li dobbiamo temere.

Ma tu sei sicuro di voler affrontare tutto questo?

Tra qualche giorno tu sarai la Contessa Ristori.

Non soltanto per me, ma per il mondo intero.

Niente e nessuno potrà separarci.

È bellissimo essere di nuovo all 'aperta.

Vieni figlia, vieni che ti devo parlare.

È per la faccenda di Giulio, padre.

Ma certo che è per Giulio, certo.

Vedi Margherita, quello che è successo tra di voi, purtroppo è dipeso da tutti

quei disastri che io ho combinato.

Lo so che tu mi hai perdonato, però io ritroverò la pace soltanto quando ti

vedrò sposata.

Felice.

E vedrai, vedrai, tutto si metterà a posto, credimi, tutto quanto.

E riavrai anche la tua dote.

E poi non voglio più sentire quella sciocchezza del voto.

Non è una sciocchezza, padre.

Io ho promesso a Dio che se vi avesse salvato, le avrei dedicato la mia vita.

Rispettate il mio voto, vi prego. Mia figlia che diventa una beghina.

A salvarmi sono state le tue cure, Margherita.

Il tuo affetto, le medicine di ceppi.

Questo mi ha salvato.

Vi prego, padre.

Andrò a parlare con l 'abbate.

Gli spiegherò che tu hai pronunciato quel voto solo perché spinta da amore

filiale e non per una convinzione profonda. L 'abbate capirà a sciogliere

voto e tu sarai libera.

È un 'altra la libertà che io voglio.

Padre, credetemi, io sono sicura della mia scelta.

Concedetemi il vostro consenso.

E sia, va bene.

Però ti prego, Margherita, prima di prendere questa grave decisione,

di riflettere bene e a lungo. Voglio che tu capisca veramente che cosa vuol dire

una vita intera chiusa tra quelle nuove.

Allora, Duca, le vostre indagini sono del punto.

Ma devo avere prove certe. Essere cauti non significa non agire.

Cauti? Chiunque sia quegli uomini hanno attenutato alla vita del re, Duca

Ranieri. Abbiamo attasso gli occhi di tutte le corti europee. Si mormora che

dietro i cospiratori ci sia addirittura il principe ereditario. E voi venite a

parlarmi di cautela?

Sua maestà è molto arricciata per questa mancanza di iniziativa.

Sua maestà avrà molto presto quella lista di nomi.

Signore Pauline.

Ah, sei tu.

Non mi dai neppure il buongiorno?

Anche se non t 'approvo, sono sempre tua sorella.

L 'altra sera avrei pensato il contrario.

Beh, se c 'è qualcuno che ha fatto il matto... Ecco, brava.

È evidente che assecondi il tuo nobile marito nel ridicolo tentativo di farmi

interdire. Non attribuirmi colpe che non ho.

Sai bene quanto io tenga al nostro casato.

E a te?

Cioè, nonostante, farei tutto per impedirmi di sposare la persona che amo.

Elisa è una serva.

sposarla significa contravvenire ad ogni ordine sociale ogni ordine

voluto dagli uomini può essere sovvertito se non risponde ai principi

e di amore e voi che sembrate così pia

dovreste intendere perfettamente ciò che dico cara

sorella

Andrete all 'inferno. Oh mio Dio.

È della duchessa Clelia... Va bene.

Mi racconta delle giornate che avete passato insieme a Torino.

Una giornata, Anna.

Una.

Ma a quanto pare...

Lei era rimasta tutta colpita.

Sei molto bellissima, Fabrizio.

Clelia è cugina del re.

È molto potente.

È lì.

È molto intelligente, sai.

È anche molto affascinante.

Ma non vada.

Ti sconturo, Fabrizio. Ragiona.

Rifiutare una nobile come Clelia Bussani.

Anna.

Io amo Elisa.

E la sposerò.

Sì, la sposerò.

All 'infelicità della mia vita dovrò aggiungere anche il piso onore di un

matrimonio con una serva. Attenta!

Attenta.

Quando parli di Elisa, fallo col dovuto rispetto.

Fammi avvertire quando lasci la biblioteca.

Bianca, Giannina, Beppo e tutti quanti voi, da oggi sospenderete ogni altro

lavoro.

Bisogna rimettere tutto a posto, giardino, salone e tutto il resto. E

organizzare un banchetto di nozze.

Nozze, signor Conte? Le mie, Giannina.

Sposerò Elisa.

E questa volta sarà un gran bel matrimonio con tanto di invitati e tutto

resto. Scusate se mi permetto, ma che dirà la Contessa Anna?

Mia sorella Anna cade.

Non ha nessuna intenzione di aiutarci, ma noi faremo benissimo da fuori, non è

così? Prenderemo agli adobbi, alle provviste, al giardino.

Sarà tutto perfetto, va bene?

Sì, signor Conte.

Splendido. Vi lascio ai vostri vetticollezzi.

Ti rendi conto, Bello?

Signor Conte, cosa è il problema?

Salute.

Martino, lascia fare quel cavallo. Vieni a darmi una mano.

Buongiorno, Martino.

Buongiorno, signor Conte.

Se la tenere, per favore. Sì, signore. Mario. Sì?

Hai fittato bene la sella?

Sei sicuro?

Certamente. Ehi, certamente signor Conte.

Va bene così.

Buono, buono, Elmo.

Sì. A dopo.

Alla fine ce l 'hai fatta. Non ti è bastato di portartelo a letto. Sei

addirittura a farti sposare. Ti sei fatta ingravidare, scommetto.

Attenta, Bianca. Non ti permetto!

Allora è così.

Ho indovinato.

Ma brava!

La signora ha calcolato tutto.

Tu non sai niente dei miei sentimenti. Niente dei sentimenti di mio fratello

Angelo. Quelli non erano sentimenti, vero?

Ma guardala.

Si fa bella con la collana lei.

Ti sei sempre creduta meglio di tutti.

Ma non credere.

Dovrai abbassare la cresta. E come se l 'abbasserei.

Adesso fuori! Basta, Bianca, vattene!

Fuori!

Non basta sfruttare un cotte per diventare una signora!

Restare sempre soltanto una serva!

Mi tristellino proprio come me! Una luna serva!

E la rovina.

La rovina.

Un ristori.

Aiutatemi voi, signore.

Aiutatemi voi a cercare il modo per fermarlo.

Mamma, perché siete così agitata?

Ma proprio non riesci a capire, Emilia.

Saremo allontanati da tutti.

Non potrò più presentarmi a corte.

È per questo che mio padre è partito? Tuo padre è partito per ottenere un

E tu, piccola mia, che matrimonio farai tu?

A chi vorrai imparentarsi con la nostra famiglia?

Ma Elisa non è come le altre.

Nonna diceva sempre, Elisa è una persona speciale.

Già, la mia signora madre, lei per prima ha colpa di quello che sta succedendo.

L 'ha presa in casa e le ha messe in mente quelle idee assurde.

Non è passato prendersi l 'affetto di mia madre.

Adesso vuole anche prendersi l 'affetto di mio fratello.

La vedremo.

La vedremo.

Qualora doveste scriverle, fatele sapere che mi scuso per il mio modo brusco

dell 'altro giorno.

La gelosia è una brutta malattia.

So di essermi comportato male.

Ciò nonostante non credo di meritare una simile tortura da parte di vostra

figlia. Tutto si aggiusterà, Giulio. Lo spero bene, Maffei.

A presto.

Margherita, figlia mia, hai visto? Il povero Giulio si è pentito.

Margherita, pensaci.

Credinci ancora in tempo.

No, padre.

Domani sera mi condurrete in convento.

E poiché la pieve di Rivombrosa non può accogliere tutti gli invitati, la

cerimonia avverrà qui, nella vostra abbazia.

Spero che non abbiate nulla in contrario.

Sarei felice di celebrare il vostro matrimonio qui nella nostra chiesa, ma

questo matrimonio.

Anzi, signor Conte, posso darvi un consiglio?

Abate, forse non ci siamo capiti.

Non sono qui per chiedervi dei consigli, ma per celebrare un sacramento.

Insomma, io mi sento in dovere di darveli. Voi siete giovani, come tutti,

e naturale.

Ma per quel che mi risulta, è la morte. La cavalla voi l 'avete già adomata.

Godetevela finché vi piace, ma sposarla... Non osate pronunciare

simili nei confronti di Elisa. Mai più.

Né con me, né con altri.

Signor Conte, io volevo esternarvi la mia preoccupazione. Preoccupazione per

o per voi?

Non sarà che temete di più la riprovazione dei nobili che quella del

Ma che cosa dite?

Vi avverto, Abate.

Se non celebrate, non avrò la minima esitazione a riferire al vescovo. Ma

io non ho detto che non voglio celebrare.

In ogni caso, prima dovrò sapere chi saranno i testimoni.

I testimoni, caro conte, almeno due.

Ammezzo che riusciate a trovarli.

Ci sono già.

Volevo aspettarti.

Questo piccolino è prepotente.

Non mi obbliga a dormire anche quando non voglio.

Almeno per ora devi considerare ogni suo desiderio come un ordine.

E adesso ascolta.

Sono stato dall 'abate Fannaker.

E allora?

Che ha detto?

Beh, lo conosci. All 'inizio stavo per venire quando glielo ho detto.

Ma alla fine ha consentito.

Ci sposerà.

Però dobbiamo trovare due testimoni, uno per me e l 'altro per te.

Li troveremo.

Voglio... Voglio...

Sono così felice.

Ricorderò questo sorriso per sempre.

Su, sveglia, sveglia, sveglia!

No.

Ma insomma, ti vuoi svegliare o no?

Non c 'è tempo.

Ma che hai?

Ti sembra questo il modo?

Non voglio che i servi ti trovino nel mio letto.

Devo ritornare subito a Rivombrosa. Perché?

Non ho ottenuto l 'interdizione.

Ma perché ce l 'hai tanto con il povero Fabrizio?

Non capisco perché volete farlo passare per pazzo.

Ma perché vuole sposare una serva.

Dai, sbrigati. Non sono riuscito a farlo interdire.

E perciò dovrò stargli addosso come un senuccio.

Mia giovane Libertina.

Sono pazzo di te.

Presto mi farò perdonare per questa brusca interruzione.

Dai, dai, su, sbrigati, dai, su, vertiti.

E così è tutto predisposto?

Non ancora, a dire il vero.

Fabrizio chiederà a Maffè di testimoniare per lui.

E io sono alla ricerca del secondo testimone, il mio.

Elisa, tu mi stai chiedendo di rivivere la parte più felice e al contempo la più

dolorosa della mia vita.

Scusa, Antonio.

Perdona la mia leggerezza.

No, sarò al tuo fianco, non ti lascerò solo in un momento così importante.

Lucia avrebbe voluto così.

Che sia di bene di incantare.

Signor Marchese, ci sono visite per voi.

Oh, carissimo conte, ma quale piacere. Ah, prego, accomodatevi. Interrompo i

vostri studi.

Che cosa leggerate?

Ah, sapete le mie scienze, le mie ricerche. Certo.

Sono qui per chiedervi di testimoniare le mie nozze con una signora che voi

conoscete molto bene.

Ah, sì, la signora Elisa Scaldri.

Ah.

Una scelta...

Come tutti i matrimoni.

Eh già, sì.

Caro Conte, prego, ditemi.

Io, caro Conte, vi ringrazio che abbiate pensato a me, però...

Però? Ecco, insomma, la cosa è che...

Perdonatemi, lasciatemi dire quello che penso.

Mi pare una pessima idea.

Non siete l 'unico.

Ma sono qui non per chiedervi un parere, ma per sapere se acconsentite o meno.

Io sono costretto a dirvi di no.

Non potrei proprio.

Caro Conte, io ho una figlia, due figlie, due, da sposare

e... Molti, molti, molti gravi problemi. E non posso... Non posso permettermi

di... Espormi a delle conseguenze che... Ma anche per voi.

Certo, so già cosa volete dirmi.

Che sarò allontanato dalla società.

Che il mio cognato cercherà di interdirmi privandomi di tutto. O

costretto a vivere ai margini della società come il dottor Ceppi.

E sua moglie Lucia.

Eccetera, eccetera, eccetera.

Esattamente. La, vi, brava, e transir,

trans... Amelia,

continuo da sola, torno subito.

Amelia!

Amelia, aspetta!

Ah, eccola qua, la nostra sposina. Vai te, vai. Sì, vado. Che belli!

Sono per il matrimonio.

Già.

Come stai?

A me anche tu la pensi come gli altri.

Cosa vuoi che ti dica?

Quando vedo che le cose vanno diversamente da come le ho sempre viste

non sono neanche più capace di darti un consiglio.

Dimmi quello che pensi.

È importante per me.

Elisa, tu sei diversa da noi.

Sai parlare, sai scrivere, sai leggere, sai fare tutte quelle cose che fanno i

nobili. Però non sei una di loro, capito?

Non sei né carne né pesce.

E io non ho mai... La signora Contessa vuole che la raggiungi.

Dai, vieni ad aiutarmi tu.

Sì, e poi?

Non rispondere, sai?

Devo chiudere?

Chiuso o aperta che sia, quella porta non mi impedirà di dirti quello che

Qualunque cosa vogliate dirmi, Contessa, ascolterò le vostre parole come se a

pronunciarle fosse vostra madre.

Sono certa che saranno tali da poter essere ascoltate da tutti.

Come osi farmi la morale?

Tu, che vuoi rovinare la vita di mio fratello.

Lo considerate davvero un uomo da poco?

Se pensate che io abbia questo potere su di lui.

L 'avete questa lettera?

L 'ha scritta la duchessa Bussani, che credo tu abbia avuto modo di conoscere.

Carissima Anna, avevate ragione, vostro fratello vale uno sforzo.

Lo posso ben dire, dopo la notte che abbiamo passato assieme.

Purtroppo è stata solo una battaglia e non la vittoria che speravamo.

Ma chissà...

La fortezza del nostro bel soldato non finisca per arrendersi. La vostra amica,

Clelia.

Mi state ingannando.

Davvero?

Leggila allora.

Leggila ancora.

E leggila bene, come sai fare tu.

Così questa volta saper leggere.

Gli sarà servito qualcosa.

Grazie di essere venuto.

Cos 'è questa storia?

Prima tuo padre mi dice che sei partita, poi poco dopo ricevo un tuo biglietto.

E poi perché qui?

E non a casa tua.

Forse tuo padre non vuole farci vedere.

Mio padre ti ha mentito, è vero.

Ma soltanto perché teme che tu possa offenderti per una mia decisione.

Che significa?

Ha intenzione di sposare qualcun altro?

Andrò a sposare nostro signore.

Intendi? E lui è il mio rivale.

Giulio, abbia rispetto per il Signore.

E per me.

Quel rispetto che forse non hai mai avuto.

Ho fatto un voto.

Per questo motivo che ti vuoi far sua?

No, non è soltanto per questo.

Aspetta, mi ho parlato con tuo padre.

Gli ho domandato scusa. Gli ho chiesto la tua mano.

Voglio sposarti e ti sposerò.

No, Giulio.

Ti fa sentire meglio questo?

Padre, sei serio?

Questa lo sa la madre superiore?

Sì. Sì, gliel 'ho detto.

Giulio, io con te non sarei felice.

E neanche tu lo saresti.

Quando mio padre è stato male ho fatto un voto.

Ma poi ho capito che non era per quello che avevo fatto quella scelta.

Dove fai un colpo di fulmine?

Offrendo al Signore tutto il mio bene, io finalmente ho trovato la pace.

E adesso nulla può cambiare la mia decisione, nemmeno tu.

Domani entro in convento e fra un mese prenderò i voti.

E io ti ringrazio di avermi avvenuto.

Te ne mentirai?

Tu sei una donna, ti piace fare l 'amore, ti piaccio io.

Ma forse hai ragione tu.

Non so che cosa far meglio una donna come te.

Spero che si troverai bene col nuovo sposo.

E sta' attento. Scusate.

Ben tornato.

Ma cosa succede?

Cosa fanno?

Si prepara al matrimonio, che altro?

Mio Dio, siamo già a questo punto.

Alvise, dobbiamo prendere una decisione, assolutamente.

Anna, cercavo proprio te.

Sì?

Al diavolo.

Alvise, bentornato.

Eh sì, bisognerà proprio che prendiamo una decisione.

Temo che ci penserà il Marchese a rendere questo matrimonio

Certo, non a tutte le serve capite di diventare padrone, giusto?

Bisogna portare questo invito a Torino.

Martino!

Ma possibile che non ci sia?

Martino! Scusate, signor Conte, è colpa mia. Mi hanno chiamato fuori e mi sono

dimenticato di ripulire.

Vedi almeno che non succeda mai più. Sono stato chiaro? Sì, signore.

Titta! Aspettate, signor Conte, aspettate. Lasciate almeno che ripulisca

vostri stivali.

Fermo, Martino.

Martino, smettila.

L 'ho fatto con piacere. Se non fosse per voi sarei ancora alla taverna a

prendere bastonate.

D 'ora in avanti non voglio che tu faccia questo lavoro.

Mai più.

Va bene?

Vi preparo il cavallo, signor Conte?

No. Porta subito questo invito alla dottessa Bussani.

Starai con me nel palazzo.

Qui dentro non ci devi mettere più piede. Un bambino non può stare qui.

Ti faremo studiare.

Sei contento?

Sì, è così.

Non ha tenuto in nessun conto le mie parole, le mie suppliche.

Nemmeno il favore che Clelia Bussani gli dimostra nella sua lettera è servito a

nulla. Bisogna impedirgli questa follia.

Anche a costo di denunciarlo, di mandarlo in galera.

Alvise, non lo dire neanche per scherzo.

Un ristoro in galera, per carità.

O perlomeno trovare il modo per costringerlo a ritornare a quel suo

reggimento in Francia.

Questa potrebbe essere la soluzione migliore.

Ma ci vorrebbe del tempo, mia cara.

E tuo fratello di tempo non ce ne lascia.

E dov 'è che hai detto che vorrebbe celebrare il matrimonio?

In giro si dice all 'abbazia.

E l 'abate Van Necker si presta?

Non lo so.

Fabrizio è andato a parlargli.

Però potrebbe anche andarci a parlare qualcun altro, no?

Vuoi dire... Sì, proprio il suo cugino Lucrezia.

Bella idea.

Puoi tenderli, per favore? Elisa, Elisa, devo raccontarti.

Martino, ma niente lavoro oggi? Non lavoro più nelle scuderie. E dai, vieni,

ti devo raccontare.

Il signor Conte è entrato nella stalla e ha messo il piede sulle tame, che io mi

ero dimenticato di ripulire.

Ma invece di punirmi, ha detto che d 'ora in poi non lavorerò più nella

mai più.

Così ha detto.

Secondo me è felice perché ti sposa.

E ho detto anche un 'altra cosa, che verrà affidata ad un pre... precettore.

Che diavolo è un precettore?

Non sarà mica pericoloso?

No.

No, non lo è.

Ma te lo spiego un 'altra volta, eh?

Perché adesso sono troppo felice per quello che il signor Conte ha deciso per

te.

Fai bene a sposarlo. Più lo conosco e più mi piace questo Conte.

Chi può sapere che cosa ti hai preso?

Cos 'è?

Hai cambiato idea?

Ti faccio entrare solo per quello che hai fatto oggi per Martino.

Almeno so che sarai un buon padre.

Ma tu mi devi delle spiegazioni.

Te l 'ha fatta leggere Anna questa lettera?

A me non interessa sapere che cosa c 'è scritto.

Mi sono rifiutato di leggerla, quella lettera.

Però... sono sicuro che dovrai ricrederti su Clelia.

Fidati di me.

Hai visto Giulio?

È laggiù.

Evviva!

Dai.

Oddio, lasciatemi!

Ma cosa gli è successo? Non lo so, è arrivato qui che era furioso, non mi ha

voluto dire niente.

Ah, sei tu.

Dai via, non sono tu, mi cercavo te.

Pensi di riuscire a capire quello che sto per dire?

Caterina, vai di là Penso proprio di no Ma tu provaci Signor Conte Sposo Elisa

Ti chiedo di essere mio testimone alle notte Che ne pensi?

Cosa fai? Mi cerchi solo quando hai bisogno?

Ascolta Io sono ubriaco, questo è poco ma sicuro Ma tu sei completamente pazzo

Pensavo che fossi diverso dagli altri.

E invece sei proprio come loro. Ehi, vieni qui. Io sono sempre tuo amico.

E me ne frego di questi quattro nobilucci di provincia. E non solo di

chiaro?

Ma sì.

Al diavolo tutti.

Ti amate, no?

Sposatevi, godetevi.

Almeno voi.

E va bene.

Può contare solo di me.

Sei un amico, un vero amico.

Portagli solo dell 'acqua, niente niente. Bene, signor Conte.

E dove li porti? Dove vai? Lascialo qua, lascialo qua.

Contezza Rittori? Ma che va?

Prego.

Spero vogliate perdonarmi per questa visita improvvisa. Ma che cosa dite? Ne

sono lusingata.

Non posso che ringraziarvi per la cortesia che mi dimostrate.

Via, via.

Ma perché siete così formale? Pensavo avessimo superato certe cose.

La mia difficoltà è dovuta al fatto che... ancora una volta vengo per

di mio fratello.

Immagino che per voi sia un po' di imbarazzo.

Vostro fratello era giovane.

Era impulsivo e ha creduto di innamorarsi di me.

Forse mi ha amato e ha sofferto.

Ma ora è tutto chiarito, non temete.

Spesso per molti la giovinezza è legata alla proferenza, all 'omigliazione e al

dolore che si può provare per un amore non corrisporto.

Avanti, amica mia, ditemi.

Lucrezia, ho bisogno di un vostro consiglio. O meglio ancora, di un vostro

aiuto.

Buongiorno a tutti.

Buongiorno, signor Conte.

Signor Conte, hai visto? C 'è il signor Conte.

È venuto qui per il mio.

Elisa.

Questa sarà l 'ultima notte che ci vedrà vivi.

Per te.

È per te.

Grazie.

No.

Camina, Martino.

Ecco, vieni qua. Che succede? Vieni qua, brigante, fermo, fermo. Martino, fermo.

Conte.

Martino, ma sei proprio tu?

No, non sono io, sono un altro che non mi piace per niente.

Ho dovuto fare una fatica per ripulirlo un po'. Il risultato si vede, vero?

Complimenti, Amelia.

Ma sai una cosa?

Non ti facevo così bello.

Le donne devono essere belle.

Io sono un maschio, vero, signor Conte?

signor Conte Martino vieni qua corri Martino vieni qua te la insegno io l

'educazione Martino sei bellissima

Signora?

Vieni, Isabella.

Avete sentito?

Pare che il contiristore si sposi con quell 'Elisa, la sua serva.

Sempre pieno di sorprese, il caro Fabrizio.

E proprio per questo, sai, per la sua impulsività, il suo coraggio, che mi è

sempre piaciuto.

Perdonati.

Ma un nobile che si sposa una serva non è degno di tanta malegonia.

Ma lui non la sposerà, cara Isabella.

Non la sposerà, dammi sicura.

Perché?

Sarà il giorno più bello della mia vita.

Ma ci immagini in chiesa?

Noi due sedute lì in mezzo a tutti quei nobili.

Oppure dovremmo venire e stare in fondo dove sono i servi? No.

No, non possiamo venire.

Però saremo accanto a te con tutto il nostro cuore. Vero, Rosalina?

Se ci fosse tuo padre, era così fiero e orgoglioso di te.

Spero che tu sia felice con tutto il cuore.

Non farei di più se vuoi foste in chiesa vicino a me. Ma è per il tuo bene. Lo

capisci, no, Elisa?

Buonasera, cugino.

Lucrezia, a quest 'ora?

So che domani celebrate il matrimonio del conterristoio. Certo.

Bene, vi devo parlare.

Siete bellissima.

Perché siete qui?

È stato Fabrizio di invitarmi.

Un invito che mi ha rallegrata molto e che sono stata felice di accettare.

Voleva che la sua amica fosse presente alle sue nozze con la donna che ama.

E che mi dite di quella lettera che avete scritto ad Anna?

Noi donne, è quella brutta mania che abbiamo di scrivere sempre lettere.

Fabrizio mi ha detto che anche voi scrivete.

In quella lettera voi dicevate delle cose che... Avete interpretato bene

lettera.

Vedete, il conte Ristori mi piace.

E molto.

È uno dei pochi nobili, intelligenti e coraggiosi che io abbia mai conosciuto.

Ed è anche vero che abbiamo passato un 'intera notte insieme.

Notte durante la quale Fabrizio non ha fatto altro che parlarmi di voi.

Sei pronta?

Mi sento a venire. Non adesso, dopo.

È arrivato il momento di andare.

Tutta la nobiltà della regione ci sta aspettando. Sono venuti tutti?

Tutti.

Il conte Fabrizio Ruttori è un uomo rispettato. E con lui lo sarà la sua

moglie. La chiesa è piena. Stanno aspettando solo noi.

Oggi siamo qui riuniti nella casa del Signore per celebrare il sacramento del

matrimonio da Elisa Scalzi e il conte Fabrizio Federico

Giovanni Clemente Ristori.

Se qualcuno ha da obiettare qualcosa, lo dica adesso o mai più.

Signori, ora.

Signori. Che significa questo?

Vi prego.

Se qualcuno deve parlare, che parli.

Andate avanti.

Ma, signor Conte, perdonate in questa situazione. Di fronte a questo gesto di

rifiuto da parte dei nobili qui presenti... Non ve lo fate ripetere una

volta. Andate avanti.

Continuate per Dio.

Conte Drago, avete bestemmiato il Signore.

Siete indegno di restare in questa sacra casa.

Andatevele, ve lo ordino in nome di Dio e della Chiesa. State rischiando la

vostra vita, andate avanti. Vi prego, calmatevi.

Se c 'è un uomo timorato di Dio che desidera testimoniare per il conte

Ristori...

Elisa, Elisa.

Non preoccuparti.

No.

È stata tu, vero?

Hai spinto tu tutti contro di me.

Ho dovuto farlo, nel tuo stesso interesse.

Non ho fatto altro che proteggerti e insieme difendere l 'onore della nostra

famiglia.

Tu parli di onore.

Ti sei illuso che sarei stata a guardare.

Ti avrei accettato passivamente la tua e la nostra rovina.

Vattene.

Vattene immediatamente, Anna. Fuori!

Come vattene? Hai capito perfettamente. Ti ordino di lasciare questa casa.

Andrei via da Rivombrosa. Entro oggi.

Non puoi farlo, non ha nessun diritto. Tu, tuo marito ed Emilia

lascerete questa casa.

Entro oggi.

Non voglio mai più vederti, Anna, mai più.

Non puoi farlo, Fabrizio.

Pensa a nostra madre. Via!

Il dottore se n 'è andato, Elisa si è ripresa.

Poveretta, certo che deve succedere uno dietro l 'altro.

Senti, ma almeno il signor Conte è con lei?

Appena il dottor Cetti ha detto che Elisa stava moglie, ha colto fuori come

furia. Oh, signore.

Era così bella vestita da sposa.

E poi, ad essere sinceri, non ha mai messo su nessun 'aria da padrone.

Pensava di diventare contessa, ma le cose sono andate in un modo diverso.

Lasciale qualche giorno da padrone e vedrai come ti diventa.

Se Angelo sapesse quanto è stato fortunato a perdere quella sgualdrina.

stare Angelo, se fosse qui ti gonfierebbe di schiaffi, ecco cosa

Cos 'è che farebbe? Piantala Bianca, fila di là, vai, fila!

Adesso te te ne vai al mercato e non ritorni fino a sera.

E impara a tenere ferma quella linguaccia. E non voglio più vedere

da vipera quando parli di Elisa.

Cos 'è una minaccia? Non ho paura delle attenzioni. Una minaccia?

Se lo viene a sapere il signor Conte, ti ritrovi in mezzo a una strada in 448.

E ringrazia il signore che Elisa non gli racconta niente di tutte le porcherie,

le bugie che gli dici dietro. E stai attenta, eh.

Perché se tu non la pianti, ci vado io a dirglielo.

Capito bene?

Adesso fuori dai piedi, vai. Fila, fila.

E non farti più vedere fino a domani.

E' tutta colpa mia.

Ti sto rovinando la vita.

E non è questo quello che volevo.

E gli sono che dici?

Sono loro, quei vigliacchi.

Loro vorrebbero la nostra rovina.

Ma non ci riusciranno perché la pagheranno tutti quanti.

Come ha fatto pagare Anna.

E vuoi punire tutti?

Tue sorelle, i nobili.

Un abate che forse...

È colpevole solo di essere poco coraggioso.

Ma sei sicuro che questo sia l 'unico modo?

Che sia giusto?

Che sia.

Ma Emilia?

Lei non ha colpe.

Emilia sarà sempre la benvenuta. Ma non voglio avere più niente a che fare con

mia sorella.

La nostra casa, ricordati, non può ospitare chi ci tradisce.

Quando parli così...

Sei uguale ad Anna?

Non ritornerò sulle mie decisioni.

Non chiedermelo.

È difficile, lo so.

Ma Anna non merita altro.

Saremo noi a vincere.

Un giorno saremo sposati davanti a tutti i nobili.

E avremo un magnifico bambino.

Saremo noi a vincere questa battaglia.

Non sono un guerriero. Non è vero.

Ogni tua parola e ogni tuo gesto me lo dimostra.

Per qualsiasi cosa potete trovarcela.

Sì, signora Contessa, non dubitate.

Pregherò per voi e per la piccola Emilia.

Grazie, Amelia.

Mi raccomando, mi fido se lo dite.

Sì, signora.

Tenetemela bene la casa.

Ma smettetela di dare ordini.

Tanto non contate più niente qui.

Amelia. Sì?

Dai questo libro ad Emilia, per favore.

Signora Contessa, scusate, la signorina Emilia ha dimenticato questo libro. Ma

che libro è il libro? Su, andiamo, su!

Prima di ogni altra cosa, sua maestà mi carica di comunicarti la sua

soddisfazione per la tua guarigione.

Era molto preoccupato e si è tenuto costantemente informato.

Con questo riconoscimento vuole premiare il tuo coraggio e la tua lealtà.

L 'attentato al re è stato sventato grazie al tuo intervento.

Quella ferita è un onore, ricordalo.

Lunga vita, sua maestà.

Delidero farti alcune domande, Angelo Bondio.

Ora che hai ripreso conoscenza, la tua testimonianza può essere molto preziosa.

Mi auguro di esservi di qualche utilità, signore.

Parli molto bene per essere un semplice soldato.

Sì, gli anni passati presso la famiglia Ristori mi hanno insegnato molte cose,

signore. Bene, molto bene.

Oltre che coraggioso, sei anche intelligente. E allora dimmi, quel

notato qualcuno?

O qualcosa di insolito?

A cominciare da quando la carrozza reale ha lasciato la reggia?

Per la verità, già prima c 'era stato qualcosa di diverso.

Sì.

Il giorno dell 'attentato, tutta la scorta segreta del re è stata

Impossibile.

Gli spari sono sempre gli stessi.

Per le sue gite, diciamo così, private, il re non rinuncia mai a loro.

Quel giorno ci ha rinunciato, signore.

E infatti c 'ero anch 'io che sono una semplice guardia e il re con il dovuto

rispetto. Fino ad allora l 'avevo visto solo al balcone.

Poco prima che la carrozza partisse, sono stato chiamato per sostituire uno

cocchieri e così è stato con gli altri. Io l 'ho considerato un onore, ma poi,

visto com 'è finita... Chi ha dato quell 'ordine?

Un ufficiale?

Nessun ufficiale, eccellenza. Si tratta del governatore in persona, il duca

Ottavio Ranieri.

Attento, buon Dio!

Sei sicuro?

Certo, signore.

Finalmente un passo falso, Duke.

Signor consigliere, c 'è un 'altra cosa strana che... Non so... Poco

prima dell 'attentato, mi è sembrato di notare in piazza... No, forse è solo una

coincidenza. Quello lo lascio giudicare a me.

Chi hai visto?

Il conte Fabrizio Ristori, signore. C 'era anche lui in quella piazza.

Mi sei stato molto utile, Angelo Buondio.

Più di quanto tu possa immaginare.

Ma ora mi aspetto qualche cos 'altro da te.

Impedire il matrimonio è stata una mossa inopportuna. Ah sì?

Voi credete?

Se avesse sposato una serva, a quest 'ora il nostro caro conte avrebbe perso

credibilità agli occhi della corte e del re.

Ci avrebbe fatto comodo.

Duca, siete noioso.

Come avrei potuto negare un favore alla mia cara amica Anna?

Comunque le vicende sentimentali del conte non mi riguardano. È quello che

succedendo nella capitale a destare le mie preoccupazioni.

Avanti, parlate.

Dopo il fallimento dell 'attentato l 'area è diventata irrespirabile.

Tutti scrutano su tutti, tutti indagano su tutti.

Vostro marito pretende i nomi e comincia a diventare minaccioso.

Mi dispiace, il consigliere non si fida più di voi.

A questo punto negare che ci sia stata una congiura è impossibile.

Ora la cosa importante è recuperare quei documenti.

Prima che ristori trovi un modo per arrivare a re.

Ah sì?

Sappiate che ogni servo una mossa anch 'io.

Basta, non voglio dirvi di più.

Ma se non ha detto niente, è vero che il conte Ristori la fa dormire nel suo

letto? Allora è vero che il tuo padrone è diventato matto? Ah, non capite nulla.

Il matrimonio tra Lisa e il mio padrone è soltanto una buffonata.

Specchietti per le lodo, gli amici miei.

Nessuno conosce Rivombrosa come la conosco io e vi dico che in quel cattore

ben altro. E allora, tante, no? Se solo volessi dire.

Su, andate.

Sì, raccontate.

Raccontate anche a me, bella signora.

E voi chi siete?

Solo un forestiero annoiato che vuole ascoltare qualche pettegolizzo piccante.

Eh, ma signore, i pettegolezzi piccanti coccano.

No? E poi noi due abbiamo la gola secca.

Sì, il mio amico qui ha ragione. Beh, ma c 'è solo per questo.

Non aspettatevi troppo, signore.

Non siate modesta, mia cara signora. Sono sicuro che rimarremo tutti e due

soddisfatti.

Ben arrivati a Torino.

Guardate.

Una marchetta.

Bianca, dai, andiamo. Sei fatto tardi, dai.

Vengo, vengo.

Ma ne siete sicura?

Quelle carte potrebbero valere molto.

Mi capite?

Quei documenti esistono.

Ho visto io il mio padrone metterli dentro un libro.

Ma non so quale, io lo so leggere.

Ma questo non importa.

Ci penserò io a trovare quel libro.

Ma qualcuno deve pure aiutarmi ad entrare.

Bene arrivata, signora Marchesa.

Marchesina Emilia, che bello rivedervi.

Grazie, Maria. Andiamo.

Sì, sicuramente siete arrivati.

Oh, cara Betta, sono con la mia signora moglie.

Anche voi in città, signora?

Non ero stata informata.

Avete fatto un buon viaggio?

Mi fa così tanto piacere che voi, signorina Mastei, abbiate accettato il

invito qui a Torino. Oh no, sono io che ringrazio voi.

Desideravo tanto passare un po' di tempo in città.

Vostro marito è stato così gentile, signora, da ospitarmi qui.

Mi auguro, Contessa, che la mia presenza qui non vi spiaggia.

No, no, certo che no. Vero, cara?

Venite, vi faccio vedere il giardino segreto.

È arrivato il proprietore e l 'ho fatto accomodare in biblioteca.

Amelia, perché mi date il voi?

Non provi più affetto per me? No, no, io vi voglio bene come prima, solo che

adesso è... E allora?

Siccome che il signor Conte vi ha portato all 'altare, allora adesso voi

siete la padrona di questa casa, ecco.

Non è così, lo sai Amelia.

Voi potete dire quello che volete, ma per me siete...

La contessa dei stori.

Anche se fosse vero, io sono sempre la tua Elisa.

Quindi per favore dammi del tuo.

Il

vostro.

Signore.

Sono contenta che abbiate accettato.

E come già vi ho fatto sapere, vorrei continuare a seguire personalmente l

'educazione di Martino.

Se invece pensate che potrei essere d 'intralcio... No, al contrario.

I vostri suggerimenti mi saranno di grande aiuto.

Ah, ecco, questo è Martino.

Buongiorno, Martino.

Buongiorno. Buongiorno.

Forse dovrete avere un po' di pazienza con lui.

Ma sono sicura che diventerà un ottimo allievo.

Falinchino, Falinchino!

Almeno oggi il signore Sposti resterà a pranzo con noi. Va bene.

Allora, mio caro Martino, ho qui per te alcuni libri.

Oltre a quelli necessari per lo studio della grammatica e della sintassi, anche

volumi di storia, geografia, matematica e naturalmente astronomia.

Coraggio.

Mi dispiace di averti procurato dei guai.

Perché avevi ragione tu a diffidare dell 'amicizia?

Dipende quale.

Da quando Margherita è uscita dalla mia vita, non mi resta altro che la tua

amicizia.

E in nome di questa amicizia, mi diverto a prendere le tue difese.

Anche quando hai deciso di cacciare di casa tua sorella Anna. Lo hai già

Lo sanno tutti.

E a tutti dico che hai fatto bene.

L 'unica cosa giusta.

Anche se non pensavo mai che saresti arrivato a tanto.

Anna mi ha tradito.

È stata lei ad organizzare tutto.

E ti assicuro che non sarà l 'unica a pagare.

Attento a non esagerare.

A quelli che ce l 'hanno con te non interessa il tuo matrimonio con Elisa.

Che cosa vuoi dire?

Dico che dietro a tutto questo accanimento c 'è dell 'altro Fabrizio.

E tu lo sai molto bene.

Non faccio altro che avvertirti, ma tu non mi vuoi dare mai ascolto.

Il tuo comportamento sta dando fastidio a persone morte, ma molto pericolose.

Perdonatemi, signor Conte.

È appena arrivata la Marchesa Van Necker. Dille che arriviamo.

Scusami, Fabrizio, ma non io.

Preferisco non incontrarla.

Passerò per le scuderie.

Va bene, come vuoi. Ci vediamo.

Fabrizio, immagino che tu non desideri parlare di quanto è accaduto.

Infatti... Amico mio, riserva la tua severità per gli altri.

Io non la merito davvero.

Dimmi che hai compreso il perché della mia assenza.

Ti prego, non paragonarmi a quella massa di vigliacchi.

Perdonami.

Non era mia intenzione offenderti, scusami. Se non sono intervenuta, è

proprio per dimostrare il mio sdegno nei confronti di questa vergogna.

Solo all 'ultimo ho saputo di quell 'inqualificabile decisione.

E ancora oggi mi chiedo chi possa aver organizzato... Mia sorella, devo a lei

questa meravigliosa sorpresa.

Ann?

Ma come può rivolgerti ancora alla parola? Non lo farà più, infatti.

L 'ho allontanata per sempre da Rivombrosa.

E hai fatto bene.

Il suo è stato un comportamento spregevole.

Ora tu e Elisa dovete soltanto dimenticare.

Dimmi, piuttosto, lei com 'è?

È convinta che tutti ci abbiano abbandonato.

Ma sono certo che le farà piacere incontrarti.

Vieni.

Ne sono certo.

Non saprei quale scegliere.

Io mica ci sto lì a pensare. Le donne sono tutte uguali.

Io mi accontenterei anche di Gennino.

Arrivi tardi. Ci ha già pensato Beppo.

Sacchiato.

Il vostro interessamento mi conforta.

Ma permettete, Marchesa, come mai voi la pensate così diversamente dagli altri

nobili? Ma per natura, mia chiara.

Fabrizio, mi conosci da anni.

Ti risulta che io abbia mai pensato come gli altri?

E poi, io adoro distinguerli.

Forse è solo per questo, ma non posso far altro che ringraziarti, Lucrezia.

In un momento così delicato a parte Giulio, non mi aspettavo da nessuno

un atteggiamento e un sossegno.

Così è esplicito. No, grazie.

Sai da tempo, Fabrizio, che io sono un 'amica sincera.

Lucrezia, ti ringrazio ancora per il tuo interessamento.

Ma è già finita la tua lezione?

Buongiorno.

Che guardia.

Ce l 'hai un nome del giovanotto?

Chi è?

Quel ragazzino?

Di sicuro non era un servo.

No, infatti.

Si chiama Martino.

Tu sei davvero convinta di questa tua scelta? Ma perché non volete credermi?

no, no, è...

È che voglio soltanto ricordarti che sei ancora in tempo per cambiare idea,

tutto qui.

Non ci sarebbe niente di male.

Vero, sorella?

Accade.

Ma io sono sicura e felice della mia scelta.

E lo sarò ancora di più quando avrò preso i voti.

E al povero Giulio non ci pensi?

Soffre tanto, che ragazzo. Per te.

Deve dunque rassegnarsi.

No, Giulio non soffre.

È solamente offeso, risentito.

E come è sempre impulsivo. Ma questo ti è sempre saputo, via, su.

Ma adesso, Margherita, pare proprio che abbia perso la testa, letteralmente,

quel povero ragazzo.

Innanzitutto è sempre ubriaco, giorno e la notte.

E poi si comporta in un modo assurdo, sai. Ma pensa che addirittura ha

di fare da testimona le nozze tra Fabrizio ed Elisa.

E di conseguenza tutti i nobili adesso lo evitano. Quindi si sono sposati.

Sono così felice per Elisa.

No, no, non si sono sposati. Dovevano sposarsi. Ma invece non ti ho detto che

tua sorella Betty è andata nella capitale. È stata una cosa... Sì, ma

raccontatemi ancora di Elisa.

Perché avete detto dovevano?

È stato un vero e proprio scandalo, diciamolo.

No?

Perché? Sono seriamente preoccupata per te, Fabrizio.

Mettersi contro i nobili della regione è rischioso e anche inutile.

Io non li temo.

E io ti ammiro per questo, ma vorrei farmi perdonare.

Non riesco ancora a dimenticare che per causa mia hai rischiato di morire a

Torino quella prima volta che... Non pensarci più.

Liberati di quelle carte.

Dalle amiche.

Nessuno sospetterà mai di me.

E tra pochi giorni le consegnerò direttamente nelle mani del re.

No, non potrei mai.

Ti ricordo che il primo fra quei nomi è quello di tuo marito.

Non credere che io non ci abbia pensato.

Ma se Jean -Luc è veramente coinvolto nell 'attentato... Grazie per tutto.

Per Elisa e per tutto quello che vorresti fare.

Ma ho dato la mia parola a Lucrezia.

Consegnerò io stesso quei documenti.

Come vuoi.

Ma sappi che puoi contare sempre su di me.

A presto, Fabrizio.

Chi era quella persona?

Era la Marchesa Lucrezia Pannecchia.

Non mi piace.

Mi guardava fisso.

Martino, e tu che ci fai qui?

Lo sai che il presettore ti sta cercando? Su, via.

Secondo te quante ore sono che non ti tengo fra le mie braccia?

A quanto pare tu e la Marchesa vi conoscete molto bene.

C 'è forse qualcosa che io non posso sapere? No.

No, Elisa.

Ci sono delle cose...

che non ti ho mai detto.

Io e Lucrezia ci siamo amati, ma eravamo molto giovani.

Ormai questa è una storia che appartiene al passato.

Lei mi ha respinto, mi ha rifiutato per sposarsi con Boville, un uomo

molto più vecchio, ma molto più potente e ricco di me.

Ed è stata lei il motivo per il quale mi sono allontanato da Rivombrosa.

E perché non mi hai detto mai niente? Hai ragione, scusami, ma per me non è un

ricordo piacevole. Per quanto dimenticata, questa è una storia che

una grossa umiliazione.

Ed è dimenticata?

È lontana.

Quella storia appartiene ad un uomo che ormai non c 'è più. Il vero amore sei

solo tu, Elisa.

Solo tu.

Io non capisco.

Prima ti ha fatto soffrire e adesso torna qui da amica. Ma che cosa vuole

veramente da te e da me?

Non ho le prove della sua sincerità, ma Lucrezia è l 'unica che si è messa dalla

nostra parte.

Chiaro?

È molto bella.

Ed è così sicura di sé.

E se ti volesse ancora?

Guardami, Elisa.

Secondo te, avrei sfidato tutto e tutti se non ti amassi con tutte le mie forze.

Giurami.

Che mai mi terrei ancora nascosto qualcosa.

Te lo giuro.

Te lo giuro.

Facciamo l 'amore.

Adesso.

Sì, ma non qui.

Quando sono fra le tue braccia sono più tranquille.

E spariscono anche tutte le paure per il nostro futuro.

E per il nostro bambino.

Tutto si ritenerà.

Tu non ti devi preoccupare, me lo prometti.

Noi abbiamo tutto.

Anche quello che mancava a Cepi.

Non siamo soli.

Lucrezia.

Ma hai in mente sempre lei?

Sei gelosa?

Vieni qui. Lasciami.

Nemmeno una dea potrebbe rapirmi da te.

Lo capisci?

Stupida.

A volte ti sopravvaluti, mia chiara.

Ero sicuro che Rittori non te li avrebbe consegnati.

Ma devo dire che il conto è un idiota.

Cosa intendi fare?

Basta con i tentativi da sotto.

Gran bella cosa aver talento, nobile sangue,

coraggio, discernimento.

Discernimento. Non ho capito niente.

Non importa, continua.

Continua, Martino.

Ma a nulla serviranno se non si sarà lo

zelo.

Buongiorno, signor Conte. Signore. Però, bravo, eh?

Hai fatto progresso.

Meriti un po' di bacana, vai.

Posso fare una cavalcata?

Sì, che puoi. Veramente la lezione non è finita. Porto fuori Fedro.

Elisa, anche lui, poverino, sta sempre chiuso.

Permettete, vorrei congedarmi.

Ma sì, certo.

Andate pure, sposi, grazie.

Vai a prepararti.

Lucrezia ci ha invitato a cena a cadera.

Lucrezia? Questa sera siamo stati invitati a Villa Fannecker, a cena.

Io e te?

E perché?

Come perché?

Elisa, Lucrezia è un 'amica. Ci farà da madrina, capisci?

Il giudizio della moglie del consigliere del re è molto importante per noi.

Finché Lucrezia rimarrà al nostro fianco, nessuno oserà dire qualcosa

te.

Avvisate la Marchesa che il conte Drago è arrivato per partecipare alla sua

cena. Che piacere vederevi, conte.

Avete fatto bene con me. Sì? E per favorire chi?

Voi stessi.

La Marchese è certa che servirà a farvi perdonare per il vostro comportamento al

matrimonio.

Che io, tra l 'altro, ho approvato.

Senti, senti.

E come mai?

Diciamo che sarei felice di vedere il contirettore sposato.

Ah, venite.

Il Marchese e Sorbelloni, gli altri, sono arrivati.

Un arredo magnifico. Complimenti, lo credo. Grazie, cara. Sono felice che ti

piaccia. Grazie. Fermi.

Marchesa.

Amici.

Caro conte.

E ora manca soltanto il conte.

E non dimenticate la contessa.

E così no, che dovremmo rivolgerci a quella signora.

Vi prego, Marchese, vorrei passare una serata piacevole in compagnia di tutti

voi, il più a lungo possibile.

Grazie di essere venuto con te. Come avrei potuto mancare, Marchese.

Avete una dama di compagnia piuttosto interessante, sapete?

Sì, lo so.

È degna della sua padrona, no?

Assolutamente.

Ora mi fate ingelosire.

Cos 'è successo tra voi mentre eravate fuori?

Andiamo, screanzata.

Accompagnami.

Bene, amici miei. Ah, grazie.

Allora, fai la corte ai miei ospiti adesso?

Non mi permetterai mai, signora.

Tu stai imparando troppo in fretta, Isabella.

Attenta a te. Se dovessi accorgermi che mi stai superando, non avrei alcuna

pietà. Se un giorno mi accorgessi che vi sto superando, signora, sarei la prima

a preoccuparmi.

Vieni.

Andiamo ad aspettare Fabrizio.

È molto bella.

Elisa, Fabrizio, benvenuti.

Gli altri sono tutti già arrivati.

La mia dama di compagnia mi stava dicendo che sei bellissima.

Grazie.

Non temere, ti starò accanto per tutta la sera.

Andrà tutto benissimo.

Isabella, avverti tu in cucina che sono arrivati i nostri ospiti.

Sì, signora.

Sono arrivati.

Accomodatevi, miei cari.

A nome di tutti quanti noi, siate i benvenuti.

Con te.

Cari amici, lasciatemi dire quanto mi rallegra avervi tutti ospiti qui nella

casa.

Brindiamo.

Brindiamo a questo incontro che da solo cancella ogni incomprensione.

Erano i ristori? Sì.

Adesso andate al castello. La Marchesa si raccomanda.

Fabrizio, portami a casa.

Non mi sento bene.

Perdonateci, ma dobbiamo lasciarvi.

Un malore improvviso.

Spalanca le finestre.

Elisa, venite con me.

Vi faccio preparare un attorno.

Grazie, ma non voglio disturbarvi. Non siete di alcun disturbo. Mi volete

distendere?

Vi ringrazio, Lucrezia.

Ma credo che Elisa sarà più a suo agio a Rivombrosa.

Vogliate perdonarci? Ma certo, che diamine.

Buonasera.

Vi faccio preparare la vostra carrozza.

Perno, su, buono.

Venite, venite.

Tu resta di guardia cavalli, voi venite con me. Quei documenti devono essere

nelle nostre mani questa notte. A qualunque costo. Se non trovassimo

cerchiamo sapete già che cosa fare. Andiamo!

Ricordatevi che dobbiamo aspettare il segnale convenuto.

Quando è che impari?

Perché mi fanno trovare nella terra da giunta?

È come se fosse colpa mia di mettere tutte le sottocone alle sottovesti come

signore.

E a che ti servono poi se te ne devo tagliare?

Che

diavolo

succede? È quasi l 'alba.

C 'è stato un contratto. Il mio padrone è tornato prima del previsto. Non mi

interessa il tuo padrone. Avanti, faccia entrare. E loro?

Pensavi davvero che avrei fatto questo lavoro da solo, Billy?

Andiamo, abbiamo già perso troppo tempo.

Fate piano.

Presto. C 'è qualcuno.

Chi è?

Bianca, sei tu?

Eccolo.

Allora?

Era quello.

No, no.

Forse è quest 'altro.

Stupida idiota!

Beppo, che fai?

Dormi lì?

Sei sbronzofradito, eh?

Dove vai? Sta qui!

Facciamo come dicevi.

Fuoco a tutti!

No! Dove sono? Il fuoco no!

Dove sono?

Dove sono?

Fuoco a tutto! A tutto!

Come devo... Allora!

Mi decidi a parlare. Dicci dove è questa lista.

Io non lo so.

Ti vuoi decidere?

Aiuto.

Aiuto.

Elisa.

Aiuto. C 'è il sangue.

Martino. Che sangue?

Di Beppo.

Dobbiamo scappare. È morto. Morto?

Elisa. Vieni qui.

Martino, su.

Cerca di calmarti.

Ma che è successo? Avevo sete.

Sono sceso in fondo alle scale.

Beppo è morto.

Teresa, rimanete in questa tanza. Non accendete i lumi, mi raccomando.

Su, su.

Sei tranquillo.

Ora sei qui con me, eh?

Guarda, questo è un dentalista.

Cercate qualcosa da leggere.

Tu rimani qui mattino.

Levati di mezzo.

Fabrizio, aiuto!

Zitta! Zitta!

Presto, lo sentite urlare! Correte!

Elisa! Elisa!

Elisa! L 'hanno mancato!

Perché?

Perché?

Dove siete?

Correte, presto! La biblioteca sta bruciando! Voi, con me! La media sta

tutto a poco! Bisogna chiamare aiuto!

Vai da gente!

E digli che arrivo, me l 'ho sentata a salita! Corri! Via!

Corri, corri!

Vai, chiamami il dottor Cepi, corri, corri, vai, corri, corri!

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