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Original subtitles

E non ti voltare. Va bene.

Questo giardino mi sembra di averlo sempre percorso insieme a voi.

Anche quando vi passeggiavo con vostra sorella e voi... E io?

E voi eravate un ragazzo inquieto. Lei non smetteva un attimo di testare le

vostre lodi. Già allora però voi avevate la saggezza di non dare troppa

importanza ai complimenti di una sorella affezionata. Perché dite così?

Non mi degnavate di un sguardo, tanto eravate assediata da corteggiatori. Il

vostro sguardo mi passava attraverso, come fosse invisibile.

Devo esservi sembrato un odioso superficiale. Oh, tutt 'altro.

Ero affascinato dal modo che...

Usavate di giocare con i vostri spazimanti. Eh no, vale a dire?

Ricordate il Marchese Lomère? Dovreste ricordarmelo.

Il povero Marchese Lomère.

Si struggeva d 'amore per voi. Sento tutti i tempi per entrare nelle vostre

grazie. È vero. Non giochiamo più.

Non giochiamo più.

Elisa!

Si va di vedere il mio nuovo passo di danza?

Perché non mi rispondi?

Da quando in qua ti permetti di non rispondere alla Marchesina?

Scusate, contesta, ma... Nessun ma.

Non ci sono giustificazioni per il tuo modo di fare, Elisa.

Ma no, madre, stavamo solo giocando. Tu ticca e corri in biblioteca a studiare,

subito.

Forza.

E non dimenticarti che c 'è solo un 'istitutrice, Lisa.

Nient 'altro.

Non lo dimentico mai, signora.

Quando arriverà? Tra poco.

È tutto pronto, Lucrezia.

Non dovete avere paura.

Io non ho mai paura.

E allora, cos 'è questa agitazione?

Dopo l 'eliminazione di Carlo Emanuele III, il principe salirà al trono e noi

diventeremo più forti di prima.

Governeremo questo paese insieme.

Che superficiali che siete voi uomini.

Pensate solo a governare.

Io invece voglio il potere quello vero.

Quello che vive nell 'ombra e non su un trono.

Il potere sulle cose.

E sulle persone.

Ecco, è arrivato.

Brutti pensieri.

Nulla, nulla che non possa svanire con una piacevole compagnia.

Allora spero di essere all 'altezza del compito, altrimenti dovrete ricredervi

sulla fama che Anna mi ha attribuita. Non credo che voi corriate questo

pericolo.

Farete strage di cuori a corte, no?

Non è mai morto nessuno.

Sapete, anche il re dice che accendo i cuori.

Ma poi non li lascio cuocere abbastanza.

Conoscete Sua Maestà?

Direi. Intendo dire se lo conoscete bene.

E io intendo dire che io e Carlo Emanuele siamo cugini.

Ma insomma, Fabrizio, che cosa volete sapere? Se siamo anche amanti?

Devo parlare con lui, ma non so come fare.

E in effetti Sua Maestà è piuttosto impegnata.

Si tratta di una cosa molto importante.

Vediamo un po'.

Domani Sua Maestà torna dall 'Austria.

Ben due settimane di assenza.

Il suo primo pensiero sarà andare dalla sua fornaia.

Madame Ciresa.

Ciliegia. La chiamano così, sapete. E capirete che non va da lei perché è

ad impastare la farina.

Il re è amante di una fornaia.

Come? Proprio voi vi stupite.

A quanto mi hanno detto?

Sarebbe l 'occasione buona per parlare con lui senza intermediari. Credete che

sia possibile?

Perché no?

Tutto è possibile.

E voi?

Credete che lo sia?

Bene. Se è davvero così urgente, potremo partire subito.

Voi sarete ospite da me stanotte a Torino.

E domani tenteremo l 'incontro. Non vi assicuro nulla, però il re è sempre

scortato da guardie in incognito ed è estremamente diffidente.

Vale la pena provarci?

Vi ringrazio, Clelia.

Non crediate.

Sto facendo questo anche per un mio interesse personale.

Così avremo modo.

riconoscerci meglio.

Pare fatto apposta per ammazzare qualcuno di importante.

Bene.

Per la metà libro che ti aspetta.

Il re è tua corde fatta.

Perché? Non vi fidate di me?

Domani quando il re scenderà dalla carrozza avrai poco tempo per colpirlo.

Non perderlo in stupide battute.

Adesso va.

Torino ti attende.

Tutto sta andando nel migliore dei modi, cara.

Ma allora perché questa partenza improvvisa?

Non ti devi preoccupare, ti ho detto.

Fabrizio mi piace molto.

E ti basti. Questo viaggio nella capitale poi potrebbe essere un buon

Speriamo che sia il modo di fargli uscire l 'idea dalla testa. Dico, mi

consideri davvero così poco?

Ma no, scherzavo.

Ho paura, Fabrizio.

Quella gente pronta a tutto.

Appunto per questo voglio chiudere questa storia una volta e per tutte.

Lei mi ha assicurato che... E stai attento anche a lei.

Non sarai gelosa?

No.

Non sono gelosa a che non sarò mai nobile come lei.

Infatti, io amo te.

E io te.

Non te lo dimenticare.

Mai.

Mai.

E sono molto contenta che tu sia venuta, Clelia.

Sapevo che potevo contare sulla tua notizia. Sei davvero una cara amica.

Come tu lo sei per me.

Grazie. Perciò mi fa molto piacere farmi. Te ne sono grata.

Divertitevi in città. Ah, non mancheranno le occasioni.

Ti scriverò appena possibile, Anna.

Arrivederci. Arrivederci, Clelia.

Apprestatemi il conte.

Vedrete, il conte tornerà prima o poi.

Divertiti.

Bene, Lisa.

Spero di non vederti giurunciolare inutilmente per il palazzo, Boran, poi.

Anzi, ti prego di rimanere nella zona della servitù.

Se non per le elezioni di Olivia.

Sì, Contessa.

Puoi andare.

Che c 'è? Che c 'è? Ti sei persa? Sì, la signora. Ma quando mai?

Secondo me vuole un po' di vino anche lei.

Eh, quando il gatto non c 'è, i topi ballano.

Ma voi due non avete altro da fare che pensare a me?

No.

Ma porta che tatto!

Cosa succede qui adesso, eh?

Allora? Dai, voi due, via, in salone, pulire il pavimento, via, via. Che dè,

Titta? Vai a aiutarle a lavare il pavimento, via, via, via.

Elisa.

Ma ci metti anche te adesso, dai, su, siediti lì, che vediamo che cosa si può

fare, eh?

Rita, uno straccio e un po' d 'acqua.

Scusami, è meglio che io non ce la faccia. Eh no, eh, tu devi essere forte,

mica dargli la vinta a quelle due lì, eh?

È partito senza neanche abbracciarmi.

Io non dico baciarmi, ma... Baciarti?

Davanti a tutti, ma sei matta?

Non lo può mica fare.

Non è vero, quando saremo sposati... Senti, Lida, ascoltami bene.

Fabrizio l 'ho tirato su io, tu lo sai, no?

E gli voglio bene come un figlio. E anche lui vuole bene a me.

E anche mi stima.

Però io non sono come lui.

Non sarò mai come lui, non c 'è niente da fare.

Non voglio più sentirti, Amelia.

Quello che dici non è vero.

Te sei coraggiosa, piccolina.

Ma tutto il tuo coraggio non basta per cambiare il mondo.

Noi siamo diversi da loro.

E poi tieniti bene in mente questa cosa qui.

I nostri desideri sono i loro ordini.

Io non ne posso più di tutte queste frasi sensate e rassegnate.

Tu non capisci meglio, lui mi ama.

Hai capito, mi ama.

Anzi sai che ti dico?

Che se la pensi così sei destinata a rimanere senza sogni per il resto della

vita.

Elisa?

Lasciatemi, lasciatemi.

Devo avvertire prima di morire.

Ma voi non morirete padre, non morirete.

Fai portare delle altre bende umide, la febbre è salita. Sì, vado.

Chi siete?

Sono Margherita, vostra figlia.

Margherita, Margherita.

Margherita, devi fermarli.

Avvertilo.

Ma chi?

Il re.

Cosa dite?

Su me sta.

Su me sta. È in pericolo.

Avvertilo, un attentato.

State delirando, padre. Cercate di dormire.

Corri dagli stori. Lui è l 'unico. Lui non c 'entra.

Avvertilo. Avvertilo.

Sì, sì, va bene.

Margherita, che succede?

Non capisco.

Dice delle cose che non comprendo.

Ben arrivato, signor.

Signora duchessa.

Fabrizio?

Madame Roland, la mia fidata dama di compagnia. Il conterrissorio.

Teresa, fate preparare subito la stanza al mio ospite.

Quella al mio stesso piano, mi raccomando.

Bene, credo.

Se Sua Maestà dovesse cambiare programma.

Via Fabrizio, ora pensate solamente a riposarvi. Il re domani andrà al suo

appuntamento, ve lo posso assicurare.

Certo. Se avete fame più tardi ce ne andremo insieme.

Però mi dovete promettere una cosa. Che non penserete più agli intrighi di corte

fino a domani.

Ve lo prometto.

Da questa parte, conte.

Chissà dove è andata a finire quella lì.

Mi fa sempre stare in pentiero.

Elisa!

Signore! Ma cos 'è successo? Cos 'hai fatto?

Sono caduta da cavallo.

Deve essere stato il caldo.

Ma adesso sto bene. Sì, stai bene, stai bene. Dai, fila a letto.

Andiamo, siamo a letto. Su!

Insomma, una vita avventurosa.

Sono viaggiato molto, Clevia.

Eppure vi siete fermato.

Sì, perché ho trovato quello che cercavo.

A Rivombrosa?

A Rivombrosa.

Vedete, io vi guardo negli occhi e vedo me stessa.

La stessa curiosità verso il mondo, la stessa libertà di spirito.

Davvero volete farmi credere che il vostro unico desiderio è vivere tutta la

vita a Rivombrosa?

Tutta la vita.

Oh no, mi deludete caro Fabrizio.

Che desiderio è?

Io intendo dire qualcosa che accenda la passione,

come i piaceri, magari immediati e senza

tante conseguenze.

Volete che io vi provi di essere un uomo?

Beh, sarebbe un buon inizio.

I vostri occhi sorridono con voi, Duchessa.

E da vicino sono ancora più belli.

Lo vedo, lo vedo.

Bene. Ora vi sento più rilassato.

Vero.

Era molto tempo che non trascorrevo una serata così... Piacevole.

Ed è ancora molto lunga.

A noi due, Fabrizio.

Che è successo?

Niente, tesoro, niente.

Stai tranquilla, eh? Stai tranquilla.

Non lo so, all 'improvviso ho sentito un brancato.

E poi mi sono sentita finire.

No, per fortuna la febbre non ce l 'hai.

Dovesse stato tutto quel trambusto.

Certo che oggi sembravi proprio una matta, eh?

Scusami per quello che ti ho detto.

Ero molto arrabbiata. Sì, lo so, lo so, fa niente.

Adesso cerca di dormire, eh? Devi riposare un po'. Non lo so se ci

Ah, povera Elisa, non so io qual è la tua malattia.

A quel terratto era già tormento, vero?

Allora domani quando incontreremo il re... Ah, la vostra promessa.

Avete ragione, scusatemi.

Non pensate a domani, Fabrizio.

C 'è ancora tutta la notte prima di domani.

Voi?

Non posso.

Perché? Cosa avete da fare tutta la notte?

Le nostre stanze sono vicine, io non sono leggero.

Basta poco a svegliarmi.

Elisa, Elisa, sveglia, sveglia.

C 'è giù la marchesina Margherita Maffei che ha detto che ti vuole parlare,

subito, immediatamente, dai.

Dai.

Andiamo.

Margherita. Elisa.

Che è successo?

Non lo so, non ne sono sicura.

Volevo parlare con Fabrizio, ma Amelia mi ha detto che è partito per la

capitale.

Scusami, ma si tratta di una cosa molto grave se dovesse risultare vera. C 'è di

mezzo la vita del re.

Posso? Sì, grazie.

Forse sono soltanto incubi.

Forse mio padre si è inventato tutto nel delirio.

Nel delirio?

Perché il tuo padre sta male?

Mio padre ha tentato il suicidio.

Oddio. E come sta?

Il dottor Cipri ha tentato di salvarlo, ma sta ancora molto male.

Tra la vita e la morte.

Nel delirio continua a parlare di società segrete, attentati, congiure.

incubi. Per questo sono corsa qui.

Non sono incubi, Margherita.

Che vuoi dire?

Voglio dire che quello che dice tuo padre è vero.

Ma lui ha detto che agiranno domattina.

Elisa, per piacere, fai la brava, dai. Sei ancora debole.

Amelia, sto benissimo.

Io devo avvertire Fabrizio.

Margherita, grazie di tutto.

E addio. Che Dio ti benedica, Elisa.

Che Dio benedica vostro padre.

Piccolina, fai attenzione, mi raccomando.

Oh mio Dio, che faccio?

Margherita!

Margherita! Che succede?

Vai a chiamare subito Cepi. Sì. Padre, calmatevi, calmatevi. Cercate di

respirare. Eh?

Respirate.

Respirate, padre.

Respirate. Non moritevi, prego.

Non potete morire.

Abbi pietà.

Albalo.

E io mi dedicherò per sempre a te.

Sarò tua.

Ti prego, ti imploro.

Abbi pietà.

Margherita. Padre.

Padre.

Eccomo, guardate.

Quello è il turno e quella è Madame Ciresa.

Impaziente, come vedete.

Siete sicura che il re arriverà?

Fino a ieri notte non mi ero mai sbagliata sugli uomini.

Siete una donna meravigliosa, credetemi.

Vedete quei due tipi laggiù che si guardano intorno?

È la guardia segreta del re.

Non troppo segreta, come vedete bene.

Via! Forza! Via!

Comodo ombrelli! Fate passare, forza! Ed ecco la carrozza del mio caro cugino.

In incognito.

Venite.

Via!

Forza, forza, via!

Quando scende dalla carrozza, non dite nulla, lasciate fare tutto a me.

Siete pronti?

Elisa. Fabrizio.

Elisa. Fabrizio.

L 'ha tentato.

Uccideranno il re.

Ma che stai dicendo Elisa, che ci fai qui?

Adesso, deve essere adesso.

Adesso? Sì.

Fabrizio, si può sapere che succede?

Fabrizio. State qui, non vi muovete.

All 'imparo!

Fermo! L 'hanno sparato!

Partite presto, viena qua!

Fabrizio!

Fabrizio!

Fermi!

Sono la duchessa Clelia Bussani, la cugina di sua maestà.

Scusate, duchessa.

Passate pure.

Io li salvo.

Beh, non c 'è che dire, conte.

Sapete come vive accettare una giornata noiosa.

Non mi sento bene.

Elisa.

Elisa.

Come sta?

Non preoccupatevi.

Ha solo bisogno di un po' di riposo.

servito almeno a questo.

Quando si sveglierà, sarà meglio di prima.

Entrate, entrate Fabrizio.

A quanto pare c 'era bisogno di un attentato re per farvi venire nella mia

stanza. Avete rischiato la vita per noi. Non saprò mai come ringraziarvi.

Vedete, tutto è nato come uno stupido gioco tra me e vostra sorella.

E invece adesso scopro che mi piacete se è serio

e la cosa mi rincresce.

La vostra Elisa è molto graziosa e vi ama.

Quando mi avete detto che vedevate in me qualcosa di voi, forse avevate ragione.

Ma questo era tantissimi anni fa.

In un 'altra occasione, ieri notte, sarei entrato nella vostra stanza e

alla fine... Ma io amo Elisa e non ho mai incontrato

una donna tanto nobile.

Lo vedo.

E so riconoscere le donne.

Bene.

Addio allora.

Spero che il vostro viaggio di ritorno sia piacevole.

Aspettate.

Devo darvi delle spiegazioni di quello che è successo in città.

Non voglio sapere nulla. Oggi ci è mancato poco che ci impiccassero

Andate adesso.

La vostra Elisa vi aspetta.

Grazie di tutto, Clelia.

Siete una donna molto coraggiosa.

Anche voi lo siete, Lisa.

La differenza è che siete fortunate.

Vedete, avete un uomo che vi ama. E questo è un caso davvero raro, ve lo

assicuro.

Arrivederci, Clelia.

Non ci giurerei con te. Avete una vita assai movimentata. E poi avete la

felicità a portata di mano. L 'amore.

Non lasciatevelo sfuggire.

Andate ora.

Lei, mi stupisco. Non è da voi dichiararti sconfitta.

Può capitare a tutti, Teresa.

Era solo questione di incontrare l 'uomo giusto.

Ah, piuttosto.

Fate avere questo al cucchiere.

E mi raccomando, che la consegni personalmente alla Contessa Anna.

Bene.

Vai.

Un uomo si è messo di mezzo e non ha potuto fare nulla.

Dimmi chi era.

Non ne ho idea.

Un uomo alto, giovane.

Un ufficiale dell 'esercito francese.

Che cosa hai detto?

Perché mi guardate così?

Una donna strana.

Tu invece sei una donna straordinaria.

Se non fosse stato per te, a quest 'ora il re sarebbe già morto.

Ma io ho fatto solo quello che avresti fatto anche tu. Non voglio mettere più a

rischio la nostra felicità. Mai più.

Quando ti ho visto venire... Ma ora sto bene.

Davvero.

E tutto per questi maledetti documenti.

Salvare la vita di un uomo non è una maledizione.

Fusse il re o anche un semplice mendicante.

Sì, sì.

Certo.

Ma questa volta stavamo per perdere la nostra vita.

Invece siamo qui.

Bisogna avere fiducia.

No, Fabrizio, non parlo. Fermati.

Sei sicura?

Adesso stringimi.

Ne ho bisogno.

Beh, è davvero incredibile, ma ha superato la crisi.

Grazie. Sì, ma io non c 'entro nulla, Margherita.

Sembra un miracolo.

Lo so.

Come? Niente, niente.

Il conte Drago insiste per vedervi.

Io ho finito.

Betta, accompagni il dottor Ceppi e dia a Giulio che non mi sento molto bene.

Perché?

Digli che avrà le mie notizie al più presto e che non è niente di grave.

Grazie.

Va bene?

Margherita.

Betta, però voglio la verità.

Perché non vuole vedermi?

Per via di lui?

Signor Conte? Sì, voi.

Io ho visto l 'altro giorno, durante lo spettacolo, andare via insieme.

Giulio, il dottore non c 'entra niente. È qui per nostro padre. Certo, stanno

tutti male in questa casa. C 'è un 'epidemia.

Ditele da parte mia che non potrà sempre evitarmi e che prima o poi dovrà

rendermi conto di tutto.

Quanto a voi.

Fatele alla larga. Vi ho perdito.

Mio caro fratello, bentornato. Fatti da parte.

Elisa.

Ma che ci fai tu qui?

Elisa, non sta bene.

Signora. Cosa vuoi? La duchessa Busani mi ha ordinato di consegnarvi questa

letta.

Carissima Anna, avevate ragione. Vosso fratello vale uno sforzo. Lo posso ben

dire dopo la notte che abbiamo passato assieme.

Adesso cerca solo di riposare.

Non ti preoccupare per me.

Sono troppe emozioni tutto insieme.

Allora, piccolina, cosa mi convini?

Sei sentita ancora male?

Sento solo un po' di ebole.

E anche un po' di nausea.

E poi un gran sonno.

Fatti un po' vedere?

Emozioni, eh? Perché mi guardi così?

No, niente.

Forse avrai ragione tu a dire che sono emozioni.

Forse io mi sbaglio. La mia mamma diceva sempre che a lasciare la

paglia troppo vicino al fuoco a un certo punto scopre un bel incendio.

Sì piccolina sì.

è successo.

Fabrizio è successo.

Ti ricordi la prima volta che ci siamo incontrati?

La biblioteca era piena di luce.

Va bene.

Magari cerchiamo di farli più stretti.

Bene, signor Conte.

Fabrizio.

Credo che d 'ora in poi il nostro futuro sarà diverso.

Rispetto a un bambino.

D 'ora in poi il nostro futuro sarà diverso.

Bambino.

Buongiorno, amore.

Buongiorno. Come ti senti?

Meglio. Molto meglio.

Ma devo dirti una cosa.

No, scusami, sono io che voglio parlarti.

D 'ora in avanti il nostro futuro sarà diverso.

Consegnerò i documenti a Giulio.

Non possiamo continuare a mettere a repentaglio la nostra vita come degli

stupidi. E perché cosa poi?

Hai salvato la vita del re. Tu hai salvato la vita del re.

Io solo corso il rischio di essere arrestato come uno stupido.

Queste occhiette, tutte barattando i tuoi ideali con la tranquillità.

E la felicità non c 'entra.

Io ti amo per quello che sei, Fabrizio.

E voglio che i nostri figli abbiano un padre che non ha paura di combattere per

quello in cui crede.

Figli, non è il momento di parlare di figli.

Ma perché no?

Perché le cose sono già abbastanza complicate così, Elisa.

Arriverà un momento in cui...

Penseremo anche a quello, ma adesso... No.

Signor Conte? Sì?

Vogliate scusarmi? È arrivata la marchesina Margherita Maffei e chiede di

Arriviamo subito.

Che cosa volevi dirmi prima?

Niente. L 'ho già dimenticato.

Evidentemente non era importante.

Incredibile, ma avete fatto tutto da soli. Dobbiamo ringraziare anche la

duchessa Bussani se siamo salvi.

E vostro padre?

Come sta?

Il dottor Cepilo tiene ancora sotto osservazione, ma ormai dovrebbe essere

pericolo, si sta riprendendo lentamente.

Quando si riprenderà potete dirgli che grazie a lui è stata salvata la vita del

re.

E gli farà molto piacere, è convinto di essere un buon annulla.

Sì, ma mi raccomando che non ne parli con nessuno.

E anche voi, Margherita, metterete a repentaglio la vostra vita e quella di

vi sta vicino. Certo, lo capisco.

E Giulio?

Come mai non è venuto con voi?

In effetti con Giulio è un po' di tempo che non ci vediamo.

Beh, con la disgrazia di mio padre, quello che ne è seguito... Certo, certo.

Comunque appena lo vedo gli porterò i vostri saluti.

Promesso.

Bene.

Che succede fra te e Giulio? Niente, niente.

Margherita, non ti posso spiegare adesso.

Ma voglio dirci una cosa.

Qualsiasi cosa succeda, io amo Giulio e lo amerò per sempre.

Aspetta, ma che vuoi dire? Niente, presto capirai.

Adesso lasciami andare, vi prego.

Siamo noi, quelli molto irritati per quello che è successo.

Noi, io e il re.

Sua amestà sa benissimo che i nobili non approvano le riforme, ma arriva un

attentato. Dico un attentato!

E voi, governatore, lo sospettavate almeno?

I sospetti non battono per arrestare qualcuno. Certo.

Allora meglio non far nulla, vero?

D 'ora in poi non avrete più scuse.

Il re desidera che siano arrestati i nobili più facinarosi.

Avrò bisogno di tempo per qualche indagine.

Ancora le vostre indagini.

Veramente che altri da tempo aspirano al vostro posto, Luca Ragneri.

Lo so.

Ma nessuno di loro è alla mia altezza, consigliere Bovino.

Dimostratelo allora.

Arrivederci, governatore.

Consigliere.

Allora, gliel 'hai detto sì o no?

Cosa? Del bambino. Ma se non conto gliel 'hai detto.

Meglio se non siamo ancora sicure. Ma cosa dici?

Tra poco tu ti gonfia la pancia.

Se ne accorgia da solo, no?

E se ne accorgeranno anche tutti gli altri.

Ma come faccio?

Io devo prima sistemare le cose.

Voglio mettere al mondo un bambino che la gente possa chiamare bastardo.

Ma sei sicura che vuoi... insomma, che non vuoi?

No.

Non lo so.

No. Comunque, in quel caso, lo sai, c 'è una sola cosa da fare, eh?

Tanto, guarda, non saresti né la prima né l 'ultima.

No! No!

Allora... Eh, che saccatela di giù qua!

Ah, guarda, che cacca!

Che cacca!

Ma che stai facendo? Lo sto pagando per il suo lavoro.

È sparito tutta la mattina con quattro stanze da pulire che sono ancora come

ieri sera.

Allora, dove diavolo sei stato?

È stato con me.

È tutta colpa mia, Kika.

Lascialo in pace.

Con te faccio i conti dopo.

Ma va, brutta strega.

Vieni qua.

Ma guarda cosa gli ha fatto. No, che strega.

Ora piccolo.

Strano liquido. No, quella è una voglia.

Una voglia?

Fabrizio ne ha una simile.

No, ne ha una uguale.

Uguale.

Enisa, è tutto il giorno che ti cerco, dove sei stata?

Amelia non ti ha detto niente?

No, che cosa mi doveva dire Amelia?

Oggi siamo state alla locanda ed è successo qualcosa.

Qualcuno vi ha importunato?

È Martino.

Mi avrà combinato un 'altra delle sue, non è così?

Identica.

Che cosa c 'è?

La voglia.

Martino, ne è una identica.

E allora?

Che cosa stai dicendo?

Ti stai sbagliando, è assurdo.

Anche Amelia.

La donna che ti ha allattato e visto crescere. Anche lei si sbaglia.

Non so che cosa dirti.

Ma come hai potuto, Fabrizio?

Lasciare tuo figlio in quella bettola.

Trattato come una bestia.

Ma che razza di uomo sei, Fabrizio? Ma di quale figlio parli?

Cosa stai dicendo?

Solo la verità.

La verità che tu da dieci anni fai finta di non conoscere.

Elisa. Lascia.

Piano, eh? Sì.

Ecco.

Grazie.

Grazie, Margherita.

Sono stato un pazzo a fare quello che ho fatto, scusami. No, non c 'è nessun

bisogno di scusarsi. No, no, no, invece c 'è bisogno.

Ho combinato tanti di quei disastri.

Ma adesso ho capito, eh? Ho capito tutto.

Adesso so cosa devo fare.

Innanzitutto uscirò da quella assurda congiura.

Prima dovete cercare di rimettervi completamente in sesto. Sì, sì, e poi la

risolveremo la nostra situazione economica, vedrai.

Risolveremo tutto.

Io voglio che tu e Betta vi sposiate.

E vi sposiate bene.

Con chi vorrete.

Per quanto mi riguarda non è più necessario.

Non voglio più sposare Giulio.

Ma come mai?

Ti si offesa forse per come ti ha trattato?

No, no, non è per questo.

Tra l 'altro quanto pare ti ha già ripensato.

L 'altro giorno è venuto a cercarmi.

Lo vedi?

Ma è magnifico.

Tutto sia giusto, Margherita.

Padre, mi prego.

Aiutatemi voi. Io devo soltanto trovare la forza.

Ma su, su, su.

Non devi fare così, figliola mia.

Adesso mi spieghi. Mi spieghi bene?

Ho fatto un voto, padre.

Buongiorno, signor Conte.

Ben arrivato.

Ho detto

qualcosa di male?

Vi leggo il cavallo?

Sì, grazie.

Eccolo qui, il grande attore.

Giulio. Sì, quel credolone è il tuo caro amico Giulio.

In persona.

Devo dirtene quattro, vieni con me.

Andiamo, andiamo.

Ho altri pensieri, Giulio.

Ma possibili, tu non te ne renda conto.

Va bene.

Va bene, mi hai fregato con la storia dei documenti dati ai pesci. Sei stato

bravo.

Cosa, credi che non ho capito che sei stato tu a evitare l 'attentato? Che

ci hai guadagnato?

Non hai salvato il re.

Hai semplicemente rimandato l 'inevitabile.

E quindi?

E quindi?

Devi capire che non c 'è più tempo per certi giochetti.

Ma quando capirai che sta dalla parte sbagliata?

L 'ho già capito, Giulio.

Cosa hai detto?

Ho detto che non ne voglio sapere più niente.

Ti consegno la lista.

Finalmente, era ora, ma senza giochetti.

Oh, eccoti, giusto appunto per un brillisi. Due coppe di vino per due

amici. Al futuro.

Mi fate paura.

Non ho rubato niente, lo giuro.

Mi dite cosa vi ho fatto?

Ma che ti prende?

Secondo te è possibile che io abbia un figlio?

Quello? Già.

Beh, più o meno avrà una decina d 'anni.

Era più o meno il periodo che Lucrezia aveva annunciato il suo matrimonio con

Boville.

E mi ricordo.

E amico mio, non ti ricordi, ma in quel periodo eri proprio a pezzi.

Venivi sempre in questa locanda, alloggiato oltre a queste bellezze.

Per molto tempo.

Quante volte?

Quante mi devi prendere prima di capire che devi fare quello che ti dico?

Corri! Che cazzo! Lascia stare.

Cuori! Sai quanti figli io ho sparsi per la terra per non saperlo?

Ognuno di noi prende le responsabilità a modo proprio.

Fai come vuoi, ma permetti di stare incitrullendo.

Era l 'incirca dieci anni fa, una mattina ci siamo svegliati, ci siamo

col mostruciattolo tra i piedi, ancora in pace.

D 'altronde non era il primo.

Ci passano molte ragazze qui alla locanda e capita che qualcuna scatti

un ricordo.

Lo compro. Che cosa?

Martino, lo sguattano.

Compro la sua libertà.

Mi serve un aiuto stagliere a palazzo.

Beh, il prezzo è alto, signor Conte.

Quella peste diventerà un uomo forte, prima o poi. Che cosa volete?

Cosa voglio?

Oh beh, sapete, in fondo ci sono anche affezionata, ragazzino.

Ma che roba è?

Sei maialini e un pollaio nuovo.

Un pollaio nuovo con 24 galline.

E quattro bei galli, sì, quattro galli.

Sì, quattro bei galletti in gamba come voi e il vostro amico, eh?

Scusate, si faceva per ridere.

Martino,

Martino, corri che oggi è il tuo giorno fortunato, piccola canaglia.

Sono pronta, signor Corte.

Arriva Ombrosa? Arriva Ombrosa.

Ehi, dove vai?

Signore?

Forse non capite, o fate finta di non capire.

Il vostro caro Conte Restori si è messo in mezzo. È stato lui a far fallire l

'attentato. Ma non dite sciocchezze, non poteva saperlo. Basta difenderlo,

Lucrezia!

Stiamo rischiando tutti la forca.

Questo vostro sentimento nei confronti di quell 'uomo è ridicolo.

I sentimenti ridicoli sono una vostra prerogativa, caro Ducat.

Signora, il Conte Drago dice che ha notizie importanti da darvi.

Caro Giulio, che notizie ci portate?

Quelle che attendavamo, signora Marchesa.

Il conte Rittori passerà la nostra causa.

Cosa dite?

Me l 'ha confessato proprio oggi.

Consegnerà la lista con i nomi dei congiurati.

Finalmente ha capito da che parte sono i suoi amici.

Ne siete sicuro?

Se permettete, duca, io sono d 'accordo con la Marchesa.

Fabrizio è un nobile. Ci ha messo solo un po' di tempo a ricordarselo.

Lo spero, caro conte.

Lo spero.

Non sapete quante volte ho già sentito queste parole.

Non voglio!

Sta fermo!

Sta fermo, Martino. Fermo, fermo, fermo.

Amelia? Sì?

Elisa! Martino!

Tesoro. Ma tu che ci fai qui?

Ce l 'ho portato io.

Come? Il conte ha detto che baderò ai cavalli. È un compito di responsabilità,

vero?

Certo che lo è.

Qualche volta verrai nelle staglie a trovarmi?

Tutte le volte che potrò, piccolo mio.

E guarda cosa c 'è qui.

Perché?

Perché?

Perché non lo sapevo, Elisa.

E se ieri mi avessi lasciato il tempo di spiegarti, forse sarebbe stato meglio.

Non ti devi scusare.

Io non sono orgoglioso di quello che ho fatto dieci anni fa.

Ma ora, che grazie a te ho scoperto di avere un figlio, non avrei mai potuto

lasciarlo in quello schifo.

Fabrizio, devi sapere che... No! Hai una cosa molto importante da dire. Aiuto

Elisa, vuole lavarmi adesso.

Calma, tu. Dobbiamo lavarmi. Su, ubbidisci ad Amelia.

Vieni.

Grazie.

E tu chi sei?

Come mai ti sei messo lì sotto?

Io ho paura.

Come ti chiami?

Martino.

Bravo Martino, bella questa idea del tavolo.

Non ci avevo mai pensato.

E tu come ti chiami?

Emilia, per servirvi. Per servire me?

Ma io non ho bisogno di servi.

Allora vorrà dire che diventeremo amici.

Emilia!

Emilia!

Emilia, dove sei?

Chi è?

Mia madre.

Zitta, se no ci scopri. Emilia!

Esci subito da lì.

Immediatamente. Forza.

Giocavamo, madre.

Vai subito in punizione nelle tue stanze.

Subito!

E tu chi sei?

Vi prego, signora, non ho fatto niente di male. È stato il conte a portarmi

Il conte?

Il conte Fabrizio. È un mio amico. È un tuo amico?

E che cosa fate insieme?

Andate a caccia?

Bevete? No, lui beve. Io di solito resto a guardare. Mi prendi anche in giro.

Ma voglio di scherzare, vero? Brutto boccioso. Cosa succede?

Chi è questo smorfiosetto?

Ehm, uno sponello. Lavora per me.

Lavora per te?

Esattamente. Allora digli di non gironzolare per il palazzo.

Forse non conosceva ancora bene la casa. È anche importunato Emilia. No, non è

vero.

In ogni caso non è un buon motivo per maltrattarlo.

Rispondo io per lui.

D 'ora in avanti se vuoi picchiare qualcuno, picchi a me.

Hai capito?

Si è messo contro di me.

Contro la sua stessa sorella.

E poi per cosa?

Prima una cameriera e adesso un trovatello.

Non è libero di comportarsi come vuole.

Ma quando capirai che le scelte di Fabrizio ricadono su di noi?

Sul buon nome della famiglia Ristori? Io sono stato escluso dall 'eredità.

E se sono fuori tuoi?

Sua sorella.

Mettersi contro sua sorella.

Deve essere impazzito.

Come hai detto?

Ho detto che si è messo contro sua sorella. No, no, no.

Aspetta, aspetta.

Hai ragione tu.

Ma certo.

Tuo fratello è impazzito.

Alvise, ho detto impazzito, ma è un modo di dire... L 'interdizione.

Capisce? L 'interdizione.

Se noi riusciamo a dimostrare che Fabrizio non è più in grado di condurre

Rivombrosa... Allora io potrei, cioè, noi potremmo amministrare nuovamente la

tenuta.

Alviso, aspetta un attimo. Che cosa vuoi dire?

Organizzeremo una cena con il nostro amico Sorbelloni.

Potremmo parlare di Elisa, di questo trovatello che si è portato a casa.

Ma chiunque capirebbe che è pazzo.

Beh, pazzo addirittura.

È vittima di una passione.

Come una specie di malattia? No, no, no, no, no, no. Pazzo, pazzo. Tuo fratello

è pazzo. Poche ciance.

Non ti preoccupare.

Lo faremo richiudere. Per qualche tempo.

Così sarà più facile anche allontanare Lisa.

E così il

generale Giuref si è insalvo.

Portando sei uomini da solo sulle sue spalle.

Mi sono sereni i bambini quando dormono.

Vieni.

Vieni.

Quando?

Quando?

Quando gli dirai la verità sulla tua storia.

Non lo so.

Non è facile diventare padre in questo modo.

Non è mai facile diventare padre.

Che succede adesso?

Vito, se vuoi... Aspetta.

Non parlare.

Altrimenti non trovo... Non trovo il coraggio.

Avanti. Di che sei paura?

Aspetto un figlio.

Nostro figlio.

Un figlio... Lo so.

Forse non è il momento e...

Che forse è troppo presto. Io sono felice.

Sono... Sono l 'uomo più felice del mondo.

Certo che... Due figli in un giorno... Insomma, per

uno che... Che non ne voleva nemmeno uno, non è male.

Magre, perché sei venuta?

Vattene.

Nessuno qui ha intenzione di parlarti.

Io ho intenzione di parlarvi. Che vuoi? E tu silenzio.

Va bene, ho sbagliato a nascondervi la verità, ma credetemi madre, l 'ho fatto

solo per proteggerti.

Guardatemi mamma, io e Fabrizio saremo sempre diversi, lo so.

Ma ci amiamo sinceramente.

Il matrimonio unirà le nostre vite.

Come quello con il povero Angelo. Ti ho detto di stare zitta.

Ha ragione tua sorella.

Sono favole quelle dei principi che sposano delle ferbe.

Ma Fabrizio mi ama.

Aspetto un bambino.

Aspetto un figlio da lui e ho bisogno che voi mi stiate vicina.

Adesso più che in tutta la mia vita.

Vi prego.

Portolina, va a preparare una tisana di tiglia rosa per tua sorella.

Sì, madre.

Lui lo fa?

Sì, e lo vuole.

Padre Giuliano, che vita difficile per riservato il cielo.

Maffei!

Ditemi dov 'è.

Giulio, non insistete.

Non è possibile vedere Margherita adesso.

Perché non c 'è ancora ristabilità. Ma che ristabilità è ristabilità?

Margherita non è mai stata male.

Per l 'ultima volta ditemi dov 'è. Giulio, sono qui.

Ah, la malata.

Devo ricordarti che sei in casa mia?

E io devo ricordarti che sono giorni che ti nevi con delle scuse idiote?

Come mai ti interessi di nuovo a me? Mi sembrava che una ragazza senza un soldo

non fosse il tuo tipo.

Io sono venuto qui soltanto per sapere che cosa succede.

Diglielo, Margherita.

Dirmi cosa?

Mi dispiace, Giulio. Il nostro fidanzamento non può più andare avanti.

Ci sono delle volontà non superiori. Ma sono certa che troverai un 'altra

ragazza. Lascia stare le altre ragazze.

Dimmi soltanto chi è lui.

Non crederei veramente che io... Ma perché non ammetti la verità?

C 'è qualcun altro nel tuo cuore, vero?

Qualcuno a cui hai già concesso quello che hai dato a me? Conte, io non vi

permetto.

E va bene, sì.

C 'è qualcun altro molto più importante di te.

Adesso il tuo cuore è in pace.

Ma insomma, perché?

Perché? Quest 'uomo mi vuole ancora molto bene.

Testona che non sei altro.

No, padre.

Adesso sono io che non voglio più lui.

Ora hai un buon lavoro.

Cerca di comportarti bene, eh? Sì, certo, signorina Elisa.

Signorina? Ma che fai? Ti dai aree da nobile? Eh, mi ha dato le mie mansioni,

sua signoria.

Lascia perdere sua signoria e cerca di fare bene il tuo lavoro, Martino.

E stai a sentire quello che ti dice Titta. Capito.

Vieni ragazzo, andiamo a prendere il cavallo del conte.

Sono i documenti.

Ho diffuso... Io non voglio sapere cosa ne farai.

Ma fa che tuo figlio sia fiero di te.

E ricorda.

Noi saremo qui ad aspettarti.

Quello che sto facendo lo faccio per voi, Elisa.

Qualsiasi cosa tu decida, io so che sarà la senta giusta.

Voglio fare solo la cosa più ragionevole. Solo la più ragionevole.

Però presto di ritorno.

Signor Conte, signor Conte, vi prego.

Signor Conte, se ci togliete la terra, noi non potremo sopravvivere.

A detta del mio contabile, la tenuta che vi ho affidato non solo non mi frutta

nulla, ma mi fa spendere anche molto denaro.

Ma signor Conte, dove andrete?

Non è un mio problema.

Ma vi supplico.

Fabrizio, amico mio.

Signor Conte. Non è un mio problema.

Dagli qualcosa e mandalo via.

Vieni, entriamo. Che succede?

Ecco, prendete e andate via.

La tua elemosina non gli darà un tetto per la sua famiglia.

La terra e il danaro non ti mancano.

Sarebbe stato un gesto molto nobile da parte tua.

Essere nobili ha i suoi pregi e i suoi obblighi, mio caro.

E a volte la bontà può essere anche scambiata per debolezza.

E noi non possiamo permetterci, soprattutto in questo momento, di essere

Ma ora basta parlare di politica. Piuttosto dimmi, a che cosa devo il

E lì?

Bene, finalmente metteremo fine a questa assurda faccenda.

Che cosa ne farai?

Non lo so, forse li brucerò.

Ma in ogni caso non ha nessuna importanza.

Il nostro caro sovrano potrà inventarsi tutte le riforme che vuole, ma non potrà

mai cambiare l 'ordine delle cose. Nessuno può farlo.

E finalmente l 'hai capito anche tu.

Vero, Fabrizio?

Ancora dubbi?

Venga. Pensavo... Che cosa racconterò ai miei figli?

Che le cose non si possono cambiare?

Fabrizio, Fabrizio, sei sempre il solito sentimentale.

Pensavo ti fossi rassegnato.

Una persona che conosco molto bene è riuscita a sventare un attentato contro

re pochi giorni fa.

Ecco, quell 'uomo avrà qualcosa da raccontare ai propri figli.

Ah sì?

Cosa? Che per poco non li lasciava orfani. No, amico mio.

Gli parlerà di giustizia, di lealtà, di onore.

E senza questi ideali nessun ordine di cose ha senso.

Forse sì.

Forse.

Ma se ora non mi consegnerei quella lista, questa potrebbe essere l 'ultima

volta che ci salutiamo da amici.

Allora dovresti abbracciarmi amico mio.

Questa è la F.

F.

La vedi bene così?

Signor Conte. Continuate pure.

È il suo posto.

Continua.

Fabrizio, sono così contenta.

D 'ora in poi non mi nasconderò più davanti a nulla.

Non nasconderò più i miei sentimenti, le mie idee, niente.

Sono l 'unica cosa per la quale vale la pena lottare e vivere.

Vorrei che le vostre manifestazioni d 'affetto fossero più controllate, almeno

porte aperte e davanti a un bambino.

Oh, a me piace quando fanno così.

Dimmi pure, Anna.

Volevo avvisarti che per questa sera Alvise ha organizzato una cena con

amici.

Tutti nobili.

Spero che tu voglia essere presente.

Ci sarò.

In compagnia della donna che amo.

E la nostra Elisa che cosa ne pensa di questa trovata?

Se il signor Conte lo desidera.

Non è un mio ordine.

È da te decidere se venire o meno.

Allora vi accompagnerò, Conte.

Siamo in ritardo.

Sei bellissima.

Come ti senti?

Ho paura.

Ti terrai stretta il mio braccio così le gambe ti tremeranno di meno.

Non sono sicura che stiamo facendo la cosa giusta.

E ora che mia sorella e quelli incapaci di sovrisa imparino ad accettare la

realtà.

E così tutti gli altri.

Non mi accetteranno mai.

E allora combatteremo insieme.

Signore.

Buono.

Squisito.

Il conte non sa nulla, naturalmente. No, naturalmente no, state tranquilli.

Lo sappiamo solo io, voi, e qui presente Abate Van Mecker, che gentilmente ci

darà il suo esimio parere sullo stato mentale di mio cognato.

Non vorrei essere coinvolto in una lite familiare. Non temete, Marchese,

soltanto una consulenza.

Io ho assolutamente bisogno di un vostro parere legale.

Signori.

Allora, è sceso?

È ancora con lei.

Ecco, lo vedete?

Una serba.

Oh, caro Fabrizio.

Finalmente, vi aspettavamo.

E infatti, eccoci.

Elisa?

Ce n 'ha con noi questa sera?

Mi era sembrato di averlo comunicato, Anna.

Si vede?

Che ce ne siamo dimenticati, eh? Anna, disponete che si aggiunga un posto in

più. Bene.

Permettetemi, abate, di presentarvi Elisa di Rivombrosa.

Piacere. Piacere mio.

Il marchese Attilio Sorbelloni e tua moglie.

A voi Anna non la presento perché già la conoscete bene.

Allora?

A cosa dobbiamo questa piacevole riunione?

Caro Fabrizio, ecco, Alvise ed io ci parlava e ci

chiedevamo se certe vostre scelte... Scelte?

Ho fatto forse qualche scelta che vi ha infastidito, caro cognato? Ecco,

effettivamente ci sembrate diverso. Sì, un po' strano. Strano? Per caso la

mia cara sorella Anna...

E il mio caro cognato c 'entrano qualcosa in questa impressione? No,

non c 'entro assolutamente niente. Su, via, Fabrizio. Ma che cosa andate a

pensare, eh?

Semplicemente noi che vi amiamo pensavamo che avevate bisogno di un po'

riposo, eh? Il viaggio, tutti questi cambiamenti, le improvvite emozioni. Ma

certo, capisco.

Perché tutti questi giri di parole?

Questi signori pensano che io sia pazzo perché mi sono innamorato di te. Ma vi

prego, signor Conte, non dite così.

Ah, no?

Io dico perché vedete, Abate, la questione molto, molto seria.

Ma come?

Perché, capite, se sono matto, non si può mica

lasciare ad un matto un patrimonio come questo.

Meglio affidarlo al mio caro cognato, per esempio. Ma no, che cosa vai a

pensare? Ma resta il problema di trovare il motivo di questa pazzia.

Perché vedete, chiedere a un folle il motivo della sua pazzia è una follia.

Bisogna quindi trovare... un uomo di legge.

Sor Belloni, visto che ci siete... No,

no, no, no, io vi garantisco. Masso, voi...

Credete che io sia matto?

Guardate questa donna e ditemi.

Potete affermare che un uomo che perde la testa per questa donna si è

Amici, io... Io non solo amo questa donna.

Ma voglio sposarla.

Fabrizio.

Vuoi diventare mia moglie?

Non così.

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