Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
*
- Buongiorno. - La rassegna stampa di oggi.
- A lei. - Tutta. Tutta, grazie.
- Anche L'Avanti? - Sì, anche L'Avanti.
La Nuova Tribuna.
- Ecco qua. - A lei, grazie.
(CAMPANE)
(MUSICA CUPA)
ROSSI: "Snidare e liquidare i responsabili morali e politici"
"della sparizione dell'Onorevole Matteotti".
"Perdura il mistero della scomparsa dell'Onorevole Matteotti".
Ci vanno giù pesante.
"O via questo governo, o non sarà fatta giustizia".
"Il cadavere di Matteotti non è riconsegnato"
"per celarne l'orrendo scempio".
ROSSI: "Via dal governo il fascismo".
"Dimissioni! Dimissioni! Dimissioni!"
Dimissioni!
- Devo continuare? - No. No.
Passerà alla storia come la più straordinaria impresa del fascismo,
straordinaria. Stra-or-dinaria.
Avevamo il Paese in mano, in mano.
Più potere di quanto nessuno abbia mai avuto.
E nel giro di 48 ore... Ah!
48 ore, Cesarino, 48 ore.
I giornali ci sparano addosso,
gli industriali vogliono le mie dimissioni,
pezzi della mia stessa maggioranza sono pronti a votare contro di me.
Contro di me.
Siamo stati formidabili, formidabili, formidabili.
Cesarino, formidabili.
Siamo anche riusciti nell'impresa di far diventare un omuncolo pedante,
un grandissimo rompicoglioni, un eroe, un santo!
Un santo.
MUSSOLINI: Guarda là, l'abbiamo fatto santo, l'abbiam fatto.
San Matteotti. Tutti a compiangerlo.
Lei c'è...
(CAMPANE)
C'è, la sento.
MUSSOLINI: Se non ci muoviamo, sarà il morto a seppellire noi, Cesarino.
ROSSI: Sì, ho capito, Benito. MUSSOLINI: No.
- Presidente, da questa parte. - Duce! Duce!
Mio figlio, Duce! Parla anche il francese!
Non sono tutti a piangere Matteotti.
Ma non ti fanno schifo?
Pensano che l'abbia ucciso io,
e sono comunque qui ad elemosinare un posto di lavoro, una raccomandazione,
una promozione.
Ora più che mai, l'essere umano mi ripugna, Cesarino, mi ripugna.
Il parlamento deve rimanere chiuso, facciamo passare l'estate.
- Ce lo contesteranno. - Ma chi, quel cacasotto del Re?
Abbassa la voce.
L'imperativo ora è clo-ro-for-mi-zza-re.
Bisogna addormentare la nazione, bisogna farle dimenticare l'accaduto.
Emaniamo un decreto: "E' fatto divieto alla stampa"
"di pubblicare qualsiasi notizia che possa essere nociva per la nazione".
E non c'è niente di più nocivo del caso Matteotti.
Unica eccezione ammessa,
la pubblicazione delle notizie sulle ricerche del corpo.
ROSSI: Ma quali ricerche?
Cesarino... Cesarino, quali ricerche, per Dio,
sveglia quella cazzo di testa!
Lo cercheremo a fondo, con grande dispendio di mezzi e di energie.
Lo cercheremo ovunque, fiumi, laghi, grotte, miniere, ovunque.
Ma lontano da dove l'hanno messo quei coglioni.
ROSSI: Che si dica che il governo ha fatto di tutto per trovarlo.
E che si dica anche che, purtroppo, non si poteva fare di più.
E a quel punto si smette di cercare.
E così indignazione e pena evaporeranno,
perché dove non c'è un corpo, non c'è neanche un morto.
(RONZIO)
MUSSOLINI: Ecco la troia.
Quello che sto cercando di chiedere...
No, per cortesia, la prego di allontanarsi e di non fare domande.
Grazie.
Mi raccomando, voi continuate a scattare.
DE BONO: Grazie ai nostri palombari stiamo setacciando il fondale.
Abbiamo avuto una segnalazione.
Il corpo dell'Onorevole Matteotti sembra sia stato gettato nel lago.
Ma una segnalazione attendibile?
Se non la considerassimo tale, non sarei qui di persona.
Ma scusi, ma se fosse stato gettato nel lago,
il corpo non verrebbe a galla?
Pare sia tenuto fermo a fondo da delle corde assicurate a dei massi.
Mh.
Generale.
Con permesso.
Veloci, forza!
Salutiamo il Duce.
MUSSOLINI: De Bono, proprio te cercavo.
Ce ne avete messo di tempo ad organizzare le ricerche.
- Duce. - Però...
..ho letto quella cosa delle funi e dei massi, interessante.
(sottovoce) Duce, mi rincresce recare pessime notizie.
De Bono, alza la voce, quando parli, alza la voce!
DE BONO: (eco) Li hanno presi.
Non mi dovete toccare! Bastardi!
Voi non sapete chi sono io!
DE BONO: Poveromo.
Viola.
Malacria.
Volpi.
Ah!
DE BONO: Li hanno presi.
- E Dumini? - Anche lui.
Infatti è quello che mi preoccupa più di tutti.
Dumini mi è leale. Ti preoccupa? Dumini è il più leale di tutti.
MUSSOLINI: Di tutti.
(CELLA SI APRE)
Finalmente.
Perché sono qui?
Sei o non sei il Capo della Polizia?
Non vuol dire che possa controllare ogni singolo poliziotto d'Italia.
D'accordo.
Sei perdonato. Ora fammi uscire, cazzo.
La situazione è delicata, devi avere un po' di pazienza.
Un po', quanto?
DE BONO: Un po', fino a che non si calmano le acque.
Ti ho fatto mettere in isolamento
perché così nessuno ti rompe le palle.
Così potete controllarmi meglio?
(RISATA)
Dumini, Dumini...
Ma mica penserete che io resti qui a farmi crocifiggere per tutti quanti?
Ma quale crocifissione?
Sono disposto a considerare questo arresto come un infortunio.
Va bene.
O devo dire chi l'ha voluto veramente questo bel bordello?
Mi minaccia, quella baldracca? Mi minaccia.
Mettilo comodo, De Bono, mettili comodi tutti.
Tutti li devi mettere comodi, boia di un signor!
Provvediamo subito, Duce.
E che sia chiaro, che se non mi salvo io, non si salva nessuno.
(RONZIO)
Navarra!
- Mi liberi da queste mosche. - Sì, Eccellenza.
E mi porti un abito per andare dal Re.
- Subito, Eccellenza. - Bene.
E' pieno di mosche.
MUSSOLINI: Pieno.
(RONZIO)
Non ci faremo affondare da una banda di miserabili.
Noi siamo innocenti.
Noi siamo integri. Noi siamo puri.
Tu lo sei.
MUSSOLINI: Come vorrei che fossimo fatti della tua lega.
Che la pioggia non mi bagnasse, che gli sguardi non mi ferissero...
..che le accuse non mi graffiassero.
(MUSICA CUPA)
MUSSOLINI: Scusa.
MUSSOLINI: (sottovoce) Non siamo le mele marce, siamo una forza giovane.
Le assicuro l'assoluta estraneità...
Maestà, noi siamo pronti ad un passo indietro,
ma voi considerate le conseguenze.
Non si faccia ingannare da questa sinistra divisa,
che si è messa "da sola" fuori dal parlamento.
La bestia rossa è sempre pronta a colpire.
I socialisti rialzeranno la testa, sarà il caos.
Una nazione paralizzata da scioperi, violenze e disordini.
MUSSOLINI: Io vi imploro di considerare
che la nostra è una forza giovane,
e che il gigantesco consenso che ci circonda,
ha fatto sì che si infiltrassero nei nostri ranghi degli elementi che...
Benito, come... com'è andata?
- Benito, così mi distruggi. - Ho lottato.
Ce l'ho messa tutta, Cesarino.
Non si è spaventato "Il Nano"?
Mh.
C'era da aspettarselo.
L'aveva considerato.
Dopo gli arresti,
le pressioni che gli hanno fatto per ridimensionarci erano, evidentemente,
più forti della paura. - E quindi?
E quindi...
Quindi ho dovuto fare delle concessioni, anche molto dolorose.
Ho ceduto il Ministero dell'Interno, e te lo sai quanto...
Ho dovuto togliere De Bono, da Capo della Polizia,
e te sai quanto sono affezionato a De Bono.
E ho promesso pulizia nei ranghi del fascismo.
Ed è andata?
Lo sapevo, te l'avevo detto io.
Bene, bene, bene.
Viva il Duce. Eia eia alalà.
Viva il Duce.
(SOSPIRO)
Oh, Benito, e dai. Oh.
Ma non sei contento? E' fatta.
Mi dispiace, umanamente.
Benito, ma chi se ne fotte di quel rincoglionito di De Bono.
- Cesare. - Sì?
Tu ami la patria?
- Certo. - E il fascismo?
- Più della patria. - E il tuo Duce?
Io ti amo, Benito.
Mi butterei nel fuoco per te.
MUSSOLINI: Non ti chiedo tanto, amico mio. Non ti chiedo tanto.
Mi dispiace, non c'è nessuno che mi sia più caro di te.
Ma devi capire...
Devi capire bene che se quei cinque balordi fanno il tuo nome...
Te mi stai scaricando?
Non ho altra scelta, Cesarino.
Ma è per qualche mese, per qualche mese, Cesarino.
Tra qualche mese nessuno si ricorderà più un cazzo di Matteotti.
Nessuno saprà più chi cazzo era Matteotti.
Cesarino, qualche mese. E che cos'è qualche mese,
di fronte all'immensità del nostro avvenire assieme?
Cos'è?
N-nulla.
Saprò ricompensarti di questo sacrificio.
Ne sono sicuro.
Fermi qua.
Benito, però noi siamo stati socialisti insieme,
s-s'è fondato il giornale insieme, s-s'è fondato il fascismo insieme,
s'è fatto tutto insieme, t-te mi dovresti proteggere,
non dovresti mica liberarti di me.
Ho le mani legate.
Ma io ho eseguito un tuo ordine.
Io non ho ordinato niente.
Sei stato tu ad aver assoldato degli incapaci,
degli assassini, sei stato tu! Tu! - Puoi dirlo a tutti, ma non a me!
Tu, tu sei stato!
Non lo puoi dire a me! Io non mi presto, assolutamente,
io non mi presto. Anzi, guarda, io t'avverto...
..t'avverto. - Cosa?
Se il cinismo di cui stai dando prova in questo momento,
ti inducesse ad ordinare azioni contro di me,
sappi che io ti distruggo.
Perché io sono quello che sa tutto.
Quello che sa tutto di te, tutto quello che hai fatto.
Siccome te non ti sei mai voluto sporcare le mani di persona,
io so tutto quello che te hai ordinato di fare! - Andiamo.
Siccome lui non si è mai voluto sporcare le mani di persona...
..io so tutto quello che te hai ordinato di fare!
Non sono stato io.
Buonasera.
Signora Matteotti.
Mi scusi, ero...
Cosa posso fare per lei?
Quando potremo seppellirlo, voglio che nessun rappresentante
della Milizia Fascista sia di scorta al feretro.
Nessun milite fascista, di nessun grado o carica.
Che nessuna camicia nera si mostri davanti ai miei occhi,
né durante il viaggio, né al cimitero.
Ma, signora...
E quando si tratterà di andare, non voglio vetture speciali,
scompartimenti riservati, agevolazioni o privilegi. Niente.
Voglio viaggiare come una semplice cittadina,
che compie il suo dovere per poter esigere i suoi diritti.
(sospirando) Fate in modo che sia così.
Signora, lasciamo accesa almeno una fiammella di speranza.
Speranza di cosa, Mussolini?
- Che suo marito sia... - Arrivederci.
E' una possibilità, se il corpo non si trova...
UOMO: Leila.
Leila!
Leila, vieni qua.
Andate via.
AGENTE: Il corpo è stato rinvenuto nel bosco della Quartarella...
(MUSICA CUPA)
(RONZIO)
(VERSO DI DOLORE)
Navarra!
La medicina nel cassetto!
- Eccellenza. - La medicina!
Subito, Eccellenza.
MUSSOLINI: Quanto cazzo ci vuole?
Ecco, Eccellenza, subito.
Io non c'entro.
ISPETTORE: Mi dica la verità, generale.
Se non per un senso di giustizia, lo faccia almeno per se stesso.
Per evitarsi un'accusa di omicidio.
Io ho solo provato a coprire Dumini e gli altri, come mi avevano chiesto.
Chiesto? Chi gliel'ha chiesto?
Tutto quello che si può negare, lo nego.
Ma se dicono che ho obbedito agli ordini,
beh, certo che ho obbedito agli ordini.
ISPETTORE: Ordini di chi? - Rossi.
Rossi.
Rossi.
ISPETTORE: Fate tutti il nome di Rossi.
E guarda caso, Rossi non si trova.
"Mi pare evidente che avete scelto me,"
"e soltanto me,"
"come capro espiatorio"
"della sciagura che si è abbattuta sul fascismo".
MUSSOLINI: Va trovato a qualsiasi costo,
non possiamo rischiare che sentendosi accusato
decida di tirarci a fondo tutti quanti.
Lo trovo e lo uccido.
Bravo, sì, così mi daranno la colpa anche di questo.
Non sono un inetto come gli altri. Se avessi chiesto a me...
Io non ho chiesto niente a nessuno! Capito, Balbo?
Trovalo e basta!
"Io non posso accettarlo".
"Non sono un capro espiatorio".
Il ritrovamento del corpo del compianto Onorevole Matteotti,
ha fatto precipitare le cose.
E il coinvolgimento di figure, a lei prossime,
nel delitto e in altri fatti criminosi,
impongono provvedimenti ben più radicali
che il semplice allontanamento di quadri intermedi.
Maestà, io le ribadisco la mia più completa estraneità ai fatti.
Mussolini, l'opinione pubblica è scossa.
RE: La stampa chiede la revoca della censura.
Le forze produttive e politiche del Paese,
compresi i membri della sua stessa maggioranza,
chiedono la rottura, decisa ed immediata,
con metodi inaccettabili per una monarchia costituzionale.
Con la violenza, con l'arbitrio... - Mi si chiede di fare il fantoccio.
E di riaprire il parlamento.
Maestà, io vengo crocifisso per qualcosa che non ho commesso.
Se adesso... Maestà, se adesso anche lei crede...
Bon...
(sottovoce) Vieni qua.
Mussolini, io le sono amico,
ma le circostanze me lo rendono sempre più difficile.
I Re non sono più quelli di una volta, eh, c'è una Costituzione.
Ho le mani legate.
Eccellenza.
VALLETTO: Mh-mh.
Eccellenza.
Da questa parte.
Eccellenza, di qua.
Cosa...
Preparativi per la festa di compleanno di Sua Maestà. Prego.
(MUSICA CUPA)
VELIA: Non c'è mai stata speranza, lei lo sapeva benissimo.
E ora che succede?
Signora...
..lo Stato si prenderà cura di voi. Lei non si dovrà più preoccupare.
I vostri figli, a loro non mancherà nulla,
avranno la migliore istruzione del Regno.
Mi impegno personalmente.
Perché?
Perché?
Perché si impegna personalmente se è estraneo al delitto? Ci pensi.
Io tornerò.
(RONZIO)
- Cosa sta facendo? NAVARRA: Le mosche.
Eccellenza, spruzzo e spruzzo, e sono sempre qua, non me lo spiego.
Invece di perdere tempo con le mosche,
dovrebbe impedire a quella donna di continuare a venire qui
ed importunarmi!
Eccellenza, ma mi ha detto lei di risolvere...
Quale donna, esattamente, Eccellenza? - La vedova, la Matteotti.
Non capisco, Eccellenza.
Era qui l'altro giorno nel mio ufficio
e ora m'ha fermato sulle scale.
Eccellenza, veramente a me non risulta.
Era qui, ti dico.
Eccellenza, non voglio contraddirla, ma è impossibile.
La signora Matteotti non è più venuta,
dopo il vostro primo colloquio.
E' così! Mi prendi per il culo, Navarra?
Mi prendi per il culo?
Perdi tempo con le mosche invece di controllare! Vai fuori!
Era qui.
(TELEFONO SQUILLA)
(TELEFONO SQUILLA)
Pronto?
RACHELE: Benito.
Rachele.
Come stai, Benito?
In un periodo difficile, lo sai.
Eh, lo so, lo so.
Rachele, non credere, non credere a quello che dicono,
anzi, non ascoltare proprio.
Benito, io credo a te.
Brava. La mia roccia.
Benito, però...
Però?
(TONFO)
RACHELE: Però tutto questo, noi qua, te lì,
tutte le cose brutte di questi tempi.
Ho paura per te e anche per noi, la gente ci guarda male,
non usciamo neanche.
Ne valeva la pena? Non stavamo bene? Cosa ci mancava?
(eco) Cosa ti mancava? Avevi il tuo giornale, la nostra casetta.
RACHELE: A me sembra che eravamo felici prima.
Nessuno di noi mai ti ha chiesto di più.
Benito. Benito. Benito. Benito. Sto aspettando.
- Rachele, ora devo andare. - No, aspetta, parlami.
Ma parla cosa, cosa ti devo dire, Rachele? Cosa vuoi che dica?
Non lo so, qualcosa!
Sono tua moglie e non mi dici mai niente.
Saranno gli anni più belli della nostra vita.
Ma cosa vuole da me? Che cosa vuole ancora? E' tornata di nuovo!
(BUSSANO ALLA PORTA) No!
- Eccellenza, c'è... - Navarra, cosa ho detto poco fa?
Ho detto di non lasciarla passare! - Ma non è la signora.
Direttore?
Bianca.
Presidente, non direttore.
Ah, mi perdoni.
Sono venuta tante volte, ma c'era sempre una fila...
Tanta gente che aveva bisogno di lei e non volevo disturbarla.
Oggi non c'è nessuno.
Già.
Sono contento che sei venuta a trovarmi. E il bambino?
E' tanto cresciuto.
Le somiglia tanto.
Suona il violino, sa?
- Ah, sì? - Mh-mh.
Io ho smesso.
E perché? Era così bravo.
Bianca.
(COLPI ALLA PORTA E VOCI CONCITATE)
- Sono arrugginito. - Affatto. Continui.
- No. - Per favore.
La prego.
Bianca.
(SUONA "BARCAROLLE, THE TALES OF HOFFMANN" DI JACQUES OFFENBACH)
(ROMBO DI MOTORE)
(PASSI)
(PORTA SI APRE)
Direttore.
Siamo qua...
..da voi, per dirvi che siamo stanchi di seguire questo passo.
Le prigioni sono piene di fascisti, Benito.
FARINACCI: Qui si sta facendo un processo sistematico al fascismo.
Qui si sta operando un sistematico processo al fascismo!
E tu, eh?
Tu non ti vuoi assumere la responsabilità della rivoluzione.
Ce l'assumeremo noi, no? La responsabilità.
O tutti fuori, liberi, o tutti in prigione.
Cosa pretendete? M'hanno fatto il vuoto attorno,
m'hanno gettato questo cadavere tra i piedi.
Duce, Duce, Duce, Duce.
Ma ti pare troppo un cadavere per una rivoluzione?
E finiamola questa "rivoluzione", no?
Oppure costituiamoci come criminali.
Ma non lasciamo ai nostri nemici l'onore di decidere.
O tutti fuori, o tutti dentro.
Voi compreso.
Duce.
(MUSICA ELETTRONICA)
(TONFI CONTINUI)
(TONFI CONTINUI)
(TONFI CONTINUI)
Guardi qua, si è fatto venire un livido.
Quelli vogliono finire la rivoluzione,
mentre la nazione ed il Re mi chiedono di amputare il fascismo
dalla violenza.
Rinnegare il dominio della forza.
Ma il fascismo è violenza, Bianca.
Il fascismo è il dominio della forza.
E' la volontà di pochi che si impone sulla volontà di molti.
E' sopraffazione, è arbitrio,
è la legge del più forte.
E' odio, è eccitazione della massa,
è rabbia, è il disprezzo della debolezza, del dubbio,
è la legge del bastone contro il caos della mente!
E' decisione contro mediazione, è il rifiuto del compromesso!
E' il nuovo contro il vecchio!
E' essere sempre, sempre contro qualcosa o qualcuno!
E chi si mette di traverso...
Questo è il fascismo.
O non è.
- Direttore... - Ah.
- Presidente. - Sì?
L'avete fatto ammazzare voi Matteotti?
Grazie della visita.
Presidente, io... No, scusi, certo che no.
Io non intendevo dire... Scusi.
MUSSOLINI: Navarra! - Io...
Presidente, io, veramente, oggi ero venuta anche...
..perché, ecco, io avrei bisogno che...
Avrei bisogno di un lavoro.
Ecco, perché il bambino cresce e quindi io...
NAVARRA: Sì, Eccellenza.
Il bambino cresce, e io ho bi...
(MUSICA CUPA)
PAZIENTE: Fatemi uscire!
PAZIENTE 2: Dove sono?
(GRIDA)
Sono Cesare Rossi.
MUSSOLINI: Chiuda la finestra. - E' giorno inoltrato, Eccellenza.
Me ne frego, Navarra. Lasciami in pace.
Temo non sia opportuno, Eccellenza.
- "Sia opportuno"... - Riconosco la calligrafia.
(RONZIO)
(ROSSI: "A cospetto di responsabilità tremende, non solo di ordine morale")
("e politico, ma di ordine penale, io ritengo mio dovere difendere,")
("contro tutti, la mia personalità di cittadino e di fascista".)
("E per questo voglio che tutti, tutti,")
("dalla stampa, all'opinione pubblica, alle autorità,")
("sappiano a chi suddette responsabilità appartengono".)
"Tutto quanto è successo, è avvenuto sempre..."
"..per volontà diretta del Duce".
"Aggressioni, bastonature,"
"sono sempre state approvate o ordinate dal Duce".
"Anche nel caso di Matteotti, certo".
(ROSSI: "Il sequestro è germogliato da questa atmosfera")
("di rancore e di paura".)
"Ed è degenerato poi nella soppressione".
"E' un delitto politico di Stato".
"E in Italia oggi chi è lo Stato?"
("SOGNO DI UN VALZER" OSCAR STRAUS IN SOTTOFONDO)
- E' arrivato. - E' arrivato.
- E' arrivato. - E' arrivato.
E' arrivato.
(CANTA "SOGNO DI UN VALZER" DI OSCAR STRAUS
Con le dimissioni, almeno ce lo toglieremo di torno.
Va benissimo.
(SUONI OVATTATI)
(ovattato) Si è superato ogni limite.
MUSSOLINI: Signori, buonasera.
(SUONI OVATTATI)
MUSSOLINI: Buonasera, Facta.
(SUONI OVATTATI)
("SOGNO DI UN VALZER" OSCAR STRAUS IN SOTTOFONDO)
- Generale, buonasera. - Mussolini.
(REGINA ELENA IN FRANCESE)
Non si poteva ritirare l'invito.
(MUSICA CUPA E SUONI OVATTATI)
Maestà. Maestà!
Non qui!
(MUSICA SI FERMA)
- Maestà, soltanto una parola. - Mussolini...
Mh...
Voglio che sappia che sarà fatto tutto il necessario
perché Vostra Grazia sia fiero del governo che ho l'onore di presiedere.
Per il momento la mia grazia si trova solo in un grande imbarazzo.
Quello che accadrà in futuro, lo deciderà il parlamento.
(APPLAUSI)
(IN FRANCESE)
(MUSICA RIPRENDE)
Peccato, il fascismo a volte era un problema,
ma il più delle volte, la soluzione.
(MUSICA CUPA)
MATTEOTTI: Un anno di dominazione fascista.
I fascisti uccidono un operaio.
Ne accoltellano un altro davanti alla figlia.
Feriscono una ventina di persone.
Cinque fascisti penetrano nella cooperativa popolare
e bastonano tutti i presenti.
Un operaio è sequestrato nella propria abitazione,
bastonato in presenza della moglie e poi pugnalato.
I fascisti devastano case private e negozi.
La maestra elementare presa a sassate in strada dalle Camicie Nere,
perché accusata di simpatie socialiste.
Il consigliere comunale è aggredito e ridotto in fin di vita.
La lattivendola viene percossa e bastonata
perché si è astenuta alle elezioni.
Due braccianti vengono bastonati a morte.
Il sacerdote è denudato, legato a un albero e bastonato.
Aggredito e bastonato.
I fascisti irrompono in un'assemblea di tranvieri
e bastonano tutti i presenti.
Il segretario della Casa del Lavoro è assassinato
con tre colpi di rivoltella al volto.
Il municipio è invaso da Camicie Nere, impiegati bastonati.
I fascisti assaltano e disperdono la processione religiosa.
Ucciso a colpi d'arma da fuoco.
Costretto a bere olio di ricino. Incendiato, distrutto.
L'industriale è costretto con percosse a licenziare gli operai
che avevano manifestato per il Primo Maggio.
I fascisti invadono una trattoria!
Donne e bambini morti.
(MUSICA ELETTRONICA IN CRESCENDO)
(MUSICA CUPA)
(MUSICA CUPA)
(RESPIRO PROFONDO)
- Fonti certe, si dimette. - E che altro potrebbe fare?
Signori.
Il discorso che sto per pronunziare dinanzi a voi, forse...
..non potrà esser classificato, a rigore di termini...
..come un discorso parlamentare.
Non è un discorso parlamentare, è un atto d'accusa.
L'accusa contro me stesso.
Si grida:
"Il fascismo è un'orda di barbari accampati nella nazione,"
"ed un movimento di banditi e di predoni".
Ebbene...
..io dichiaro qui, al cospetto di questa assemblea,
e al cospetto di tutto il popolo italiano...
..che assumo io solo la responsabilità politica, morale,
storica, di tutto quanto è avvenuto.
Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello,
e non invece la superba passione della migliore gioventù italiana,
a me la colpa.
Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere,
io sono il capo di questa associazione a delinquere.
Se tutte le violenze sono state il risultato
di un determinato clima politico, storico e morale...
..a me la responsabilità di tutto questo.
Perché questo clima storico, politico e morale, io... io l'ho creato!
Quando due elementi sono in lotta e sono irreducibili,
l'unica soluzione è nella forza!
Non c'è mai stata altra soluzione nella storia e non ci sarà mai.
Se io, la centesima parte...
..dell'energia messa a contenere la violenza, la mettessi a scatenarla...
..eh, vedreste allora.
Vedreste, allora.
Quel che dovevo dire, l'ho detto.
Ora tocca a voi.
L'articolo 47 dello Statuto dice...
"La Camera dei deputati ha il diritto di accusare i Ministri del Re"
"e di tradurli di fronte all'Alta Corte di Giustizia".
Domando formalmente se in questa Camera, o fuori di questa Camera,
ci sia qualcuno che si voglia avvalere dell'articolo 47.
Avete la facoltà di trasformare questa mia autoaccusa...
..in un atto formale.
Di trascinarmi dinanzi all'Alta Corte di Giustizia.
Basta che uno di voi ne faccia richiesta.
Ne basta uno.
Solo uno, ed il sottoscritto sarà finito, per sempre.
Avanti.
(MUSICA ONIRICA)
(MUSICA DI TENSIONE)
Avanti!
(MUSICA DI TENSIONE IN CRESCENDO)
(MUSICA ONIRICA)
(MUSICA SFUMA)
Silenzio.
Sottotitoli a cura di SKY ITALIA
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.