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*
("MINIERA" ACHILLE TOGLIANI)
(RONZIO E TONFO)
Quanto è bella la nostra Romagna.
Hai fatto bene a comprare la casa.
E adesso che le cose vanno benino,
possiamo pensare ad ammodernare un po', o no?
Mh.
(IN ROMAGNOLO)
Milano non è adatta.
Mi piacerebbe passare un po' di tempo qua.
Distendere i nervi. Le responsabilità mi incatenano.
Il Re mi conferisce il collare della Santissima Annunziata, lo sapevi?
La più alta onorificenza di Casa Savoia, divento cugino del Re.
Posso dargli del tu.
(IN ROMAGNOLO)
Son soddisfazioni.
Mi è giunta voce che in paese...
..c'è qualcuno che fa il galante, il galletto.
Maldicenze di provincia.
Chi può essere così cretino da prendersi delle libertà
con la moglie del Duce, che è anche il cugino del Re?
Calunnie di certo, o no?
O no?
E siccome il mondo è pieno di calunniatori e anche di matti,
io lascerò qualcuno qui a vegliare sul nostro buon nome
e sulla tua virtù.
(RONZIO E TONFO)
MUSSOLINI: Posto di merda.
(MUSICA ELETTRONICA)
Cugini.
(GEMITI)
(GEMITI)
Ora bisognerà essere all'altezza di questo.
Guarda che roba, tutto oro.
Dicono che quando muoio, dovrò ridarglielo.
(IN ROMAGNOLO)
Ti ricorderà che devi morire.
Grazie per aver evocato la morte in un momento felice.
Lo sussurravano ai generali romani quando tornavano dal trionfo,
perché non venissero sopraffatti dalla superbia.
"Memento mori".
Però, intanto, io il momento me lo godo.
- Benito. Eh?
Quello pesa,
ma pesano molto di più i quattro milioni di voti che hai preso.
Volenti o nolenti, ti hanno staccato un assegno in bianco.
Cosa vuol dire "volenti o nolenti"? M'hanno votato, punto.
Voglio dire che non hai più scuse. Ora devi mantenere le promesse.
Non commettere errori, Benito.
Non pensare di essere onnipotente, o ti butteranno giù,
con la stessa velocità con la quale ti hanno dato tutto il potere.
Alé, la profezia nefasta. Secondo me ti dispiace che ho vinto.
E soprattutto che ho vinto in quel modo.
Ma non vuoi capire.
Nessuno mi butterà giù.
Anzi...
..inaugurerò la nuova legislatura tendendo la mano all'avversario.
Con spirito conciliatorio.
Un Paese unito, da destra a sinistra, concorde...
..dietro al suo Duce.
Sento che vuoi dire qualcosa. Niente, niente.
Sento che vuoi dire qualcosa, Margherita, dillo, boia di un signor,
dillo! - Niente, niente.
No, dillo, per Dio, dillo!
Quando ti libererai di questa ossessione infantile
di essere amato da tutti?
Quando la smetterai di essere l'uccello del malaugurio.
Io ti amo.
Abbiamo un concetto diverso dell'amore, evidentemente.
Ti amo più di quanto ami me stessa.
E non va bene, eh.
Non va bene, no.
(SOSPIRO)
Ha chiesto la parola l'Onorevole Matteotti, e ne ha facoltà.
(BRUSIO)
Mettete i testicoli al riparo, quest'uomo ve li frantumerà.
E' una specie di superpotere, lui parla, snocciola numeri,
statistiche, e i testicoli soffrono.
Come se li teneste all'aria aperta sotto la grandine.
ROCCO: Calma, colleghi. Calma.
I voti non sono stati ottenuti liberamente.
(DEPUTATI RUMOREGGIANO)
Ma smettila!
Nessun elettore si è trovato libero.
Ma è una vergogna!
Calma, per favore. Calma.
E questo perché ciascun cittadino sapeva
che c'era la milizia armata fascista a controllare, a minacciare.
Onorevoli, per favore.
In tutta Italia c'erano militi armati attorno alle cabine.
E' stato impedito di raccogliere le firme per presentare le liste,
impedito di tenere comizi!
(DEPUTATI RUMOREGGIANO)
Onorevole Presidente, io cito i fatti.
Io cito i fatti senza aggettivi, senza ingiurie
e non mi è consentito parlare!
ROCCO: Onorevoli colleghi, per favore, torniamo a posto.
Torniamo a posto. Non turbiamo la discussione.
Onorevole Matteotti, la prego, prosegua, ma sia breve e concluda.
Io... io devo essere breve?
Dovrebbe essere lei a calmare gli altri.
E concluda!
I candidati, ma quelli non potevano neppure circolare liberamente.
In molti hanno rinunciato a candidarsi
perché sapevano di correre pericoli!
DEPUTATO: Ma quali pericoli? Ma che stai dicendo?
ROCCO: Onorevole Matteotti, la prego, concluda
e non provochi incidenti.
Sono gli altri che mi impediscono di parlare,
non io a provocare incidenti! Non io!
Non mi fate paura, non mi fate paura.
- Viva la Milizia! - Via!
Onorevole Matteotti, continui, ma prudentemente.
Io chiedo di parlare, parlare non prudentemente o imprudentemente,
ma parlamentarmente!
Sono documentati casi di individui che hanno votato 10 o 20 volte.
- Ma cosa? - Ma cosa?
Concluda, la prego concluda, Matteotti.
Concludo.
Concludo dicendo che per tutte queste ragioni e molte altre.
che non mi è stato consentito esporre,
noi chiediamo l'annullamento delle elezioni!
MATTEOTTI: L'annullamento delle elezioni!
Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparatemi l'orazione funebre.
(TELEFONO SQUILLA)
E' inammissibile.
Inammissibile, inammissibile, c'hai ragione.
- Cosa è inammissibile? ROSSI: Cosa?
Cosa, esattamente per te, è inammissibile?
Eh, le cose che ha detto.
Noi abbiamo vinto democraticamente.
No.
No, non ho capito.
E' inammissibile che dopo un discorso del genere,
quell'uomo possa ancora circolare.
Questo è inammissibile, Cesarino. Boia di un signor. E invece circola.
MUSSOLINI: Circola, come se niente fosse.
Col suo cappellino, la cartella, uno scolaretto.
Un primo della classe che divide il mondo tra buoni e cattivi.
Patetico, patetico.
MUSSOLINI: Con i suoi principi ferrei, la sua etica inflessibile.
Un figlio di ricchi che ha scelto di stare con i poveri,
con gli sfruttati, con i deboli. L'esatto contrario di me.
Io, figlio della povertà, amo il potere, detesto la miseria
e i deboli li disprezzo.
MATTEOTTI: Velia?
Velia?
Velia?
Bambini?
(ACQUA CHE SCORRE)
E' da quando siamo nati che ci rompe i coglioni, da quando siamo nati.
106 discorsi parlamentari, 106, Cesarino.
Tutti contro di noi.
E un libro. 91 pagine, Cesarino.
91 pagine su due colonne, fitte, fitte.
"Un anno di dominazione fascista".
"Un anno di dominazione fascista".
Senti qua:
"Il figlio del capolega Bonci Guerrino è pugnalato,"
"nel buio della notte".
"Fascisti di notte assalgono la casa di Umberto Cortesi, il padre,"
"uscito a difendere il figlio, è ucciso a colpi di bastone".
"Teresa Canale, in avanzato stato interessante,"
"è costretta a ingoiare olio di ricino, bastonata e derubata".
91 pagine, Cesarino, come cazzo è possibile?
Ci siamo dati da fare.
Leggi l'introduzione.
- Benito... - Leggi, Cesarino, leggi.
Leggi.
- Ma io non voglio... - Leggi, Cesarino, leggi l'introduzione.
CESARE: E leggo. MUSSOLINI: Leggi.
L'introduzione.
"Un anno di dominazione fascista". - Forte, forte.
- "Il governo fascista giustifica"... - Forte.
- "Il governo fascista"... - Forte, ho detto! Leggi!
"Il governo fascista giustifica la conquista armata"
"del potere politico"...
MATTEOTTI: "Il governo fascista giustifica la conquista armata"
"del potere politico".
"L'uso della violenza e il rischio di una guerra civile".
"Con la necessità urgente di ripristinare l'autorità"...
.."della Legge e dello Stato".
.."della Legge e dello Stato".
"E di restaurare l'economia"...
.."l'economia e la finanza salvandole dall'estrema ruina".
MATTEOTTI: I numeri, i fatti, i documenti presenti in queste pagine,
dimostrano invece che mai, tanto quanto nell'anno fascista,
l'arbitrio sia sostituito alla Legge.
Lo Stato asservito alla fazione.
E' divisa la nazione in due ordini, dominatori e sudditi.
I profitti della speculazione e del capitalismo sono aumentati di tanto.
DONNA: I fascisti!
MATTEOTTI: E di tanto sono diminuiti i compensi e le risorse
della classe lavoratrice e dei ceti intermedi
che hanno perduto insieme ogni libertà e ogni dignità di cittadini!
Hanno perduto insieme ogni libertà e ogni dignità!
Ma è poco più di un opuscolo clandestino.
E poi, via, chi legge più?
Le va a dire all'estero queste cose.
E per questo noi gli si è ritirato il passaporto.
Benito...
..l'abbiamo minacciato, l'abbiamo tormentato,
l'abbiamo bastonato, pure nel culo gliel'abbiamo ficcato il manganello.
Ovunque vada rischia che i nostri gli rompano le ossa.
Ha passato più tempo nascosto che alla luce del sole.
E' stato per anni separato dalla moglie e dai figlioli.
Questo non ha mai fatto male a nessuno.
Bada che non è così per tutti.
(VELIA: "Povera vita la tua".)
("E più che altro, senza nessuna cara consuetudine,")
("senza nessun conforto materiale, mai.")
(MATTEOTTI: "Sono passati alcuni anni,")
("e ne abbiamo ritrovati seminati più di dolore che di gioia.")
("E quando pensavamo di ritrovare la tranquillità,")
("abbiamo trovato solo un nuovo sconvolgimento.")
("Ma nonostante tutto, la speranza e l'amore non diminuiscono.")
(VELIA: "Ma finirà.")
("Saremo uniti per sempre, avremo un letto nostro, un lume nostro,")
("un angolo un po' caldo, dove passare insieme un'ora di riposo.")
("MATTEOTTI: "Dimmi che mi vuoi bene,")
("nonostante questa vita tremenda,")
("che non ci fa mai godere l'uno dell'altra.")
Un sentimentalismo disgustoso.
ROSSI: Ci son pure le coppie che si amano,
e che soffrono a non poter stare insieme, lo sai?
- Perché me lo dici con quel tono? - Ma quale tono?
Perché me lo dici con quel tono? - Quale tono? - Il tuo. Quale tono?
Ma io ti voglio solo dire che gliene abbiamo fatte di tutte,
non gli abbiamo risparmiato nulla dell'ammissibile, Benito,
non gli abbiamo risparmiato nulla. Chi se ne frega di questo!
I nostri metodi li conoscono tutti,
e non t'hanno impedito di diventare Capo del Governo.
Anzi, anzi.
Ma non può andare in giro a dire che abbiamo truccato le elezioni.
Mi avrebbero votato comunque.
Gli italiani mi amano e vogliono esser governati da me.
E io voglio che lo vogliano tutti. E lui si mette di traverso!
E con lui segretario,
anche i socialisti non torneranno mai più da me.
Benito, ma chi se ne frega anche di questo.
Non è mica questo il punto.
E qual è? Qual è?
- Cosa ci devo fare? - E' latte, che ci vuoi fare?
Parla, boia del signor!
(MUSICA DI TENSIONE)
Pare che...
..che Matteotti abbia messo le mani su certi documenti.
La smetti di dire le cose a rate? Ti mangio i coglioni, Cesarino!
La concessione petrolifera agli americani, Benito.
Gli italiani e il mondo se ne fregano dei brogli
e se ne fregano della violenza. Però, mi domando...
..come reagirebbero di fronte ad un'accusa di corruzione?
Mh-mh.
Inammissibile.
(RESPIRO PROFONDO)
MATTEOTTI: Ho capito, ma neanche un biglietto, niente, non è normale.
(PORTA SI CHIUDE)
Velia. Ma dove eravate?
- Al parco. - Ma mi hai fatto preoccupare.
- Cos'è successo? - Alla Camera è stata dura.
Giacomo, tu devi pensare a quello che fai e a quello che dici.
Velia, il fascismo non cadrà da solo.
E non è mica solo la storia del petrolio.
Pare anche che abbia le prove
che si è presentato al Re un bilancio dello Stato truccato.
Ed è vero?
Certo che te domanda più cretina non potevi mica farmela,
con quelle ai piedi, poi.
Matteotti è pazzo.
Ormai dovrebbe saperlo che Mussolini ogni tanto... ha bisogno di sangue.
Benito cos'ha detto di preciso?
Che è inammissibile che quell'uomo possa circolare liberamente.
Ma davvero inammissibile.
E poi che tu...
Che io?
(IN FRANCESE)
- Eh? - Tu...
Ancora che mi faccio le seghe? Questa cosa mi fa incazzare.
L'ho sistemato Forni, o no?
Diglielo.
- Io non mi faccio le seghe. - Dimostraglielo. - Ci penso io.
Una cosa fatta bene, però.
Che se saltano fuori le magagne, qui ci si finisce in mezzo tutti.
T'ho detto che ci penso io.
DUMINI: "Pregoti partire immediatamente. Stop".
"Necessità tua presenza per definizione contratto di pubblicità".
"Stop".
Fermo!
Un telegramma per voi.
(PASSI)
Allora, ti piace, o no?
Ero sicura ti sarebbe piaciuto.
E' monolitico, è bellissimo.
E' il regalo più bello che abbia mai ricevuto.
Bene.
E' il mio regalo d'addio.
(ovattato) E' il mio regalo d'addio.
(ovattato) Sono stanca. - E' bellissimo.
MARGHERITA: (ovattato) Sono stanca.
(MUSICA CUPA)
Addio, Benito.
Tu non pensi di non aver più bisogno di me. Tu ne sei convinto.
Sei tu che lasci me?
Sono io che sono stufo di te.
Tanto meglio, non ti mancherò.
Vattene.
Vattene.
Vattene!
E' quello che sto facendo.
E se vuoi, te lo grido.
Io non ho bisogno di te!
(PORTA SI CHIUDE)
Non ho bisogno di niente e di nessuno.
(VERSO DI DOLORE)
Navarra!
Ha bisogno di qualcosa, Eccellenza?
(sofferente) Un bicchiere di latte.
- A noi! - A noi!
(RISATE)
Cosa ridi?
Ci sta questo socialista al circolo
che ha ancora le carte da gioco in mano e mi guarda come un bove.
- Abbassa la voce, abbassa la voce. - Po-po-po! Tre colpi in faccia.
Oste! Oste, un'altra!
No.
Ma come no, tanto paga il partito, no?
(RISATE)
Il guaio è che poi mi pizzicano. E chi mi salva al processo?
- Chi? - Chi? - Chi? - Chi?
Lui.
Si presenta in aula e giura il falso per me.
Il Duce. Ed era già deputato.
- Viva il Duce! - Viva il Duce!
(insieme) Viva il Duce!
(insieme) Viva il Duce!
(insieme) Viva il Duce!
Ah...
DOTTORE: Si può ricomporre, Eccellenza.
E' come se una bestiaccia m'azzannasse da dentro.
Dica la verità, è grave?
Bah, propenderei per un attacco di ulcera.
- Sì, ma grave? - No, non a questo stadio.
Non a questo stadio?
E' come avere le fiamme dell'Inferno nello stomaco.
Ulcera. Le prescrivo qualcosa.
Però lei deve seguire un'alimentazione controllata.
E poi possibilmente concedersi anche dei momenti di riposo, Eccellenza.
La componente nervosa non è secondaria
in questo tipo di disturbo.
Cosa c'entrano i nervi con lo stomaco?
C'entrano, eccome.
Effettivamente, sua Eccellenza sta affrontando una fase
particolarmente logorante dal punto di vista nervoso.
- Ecco. Ma contiamo su un rasserenamento della vita politica.
(IN ROMAGNOLO)
(VERSO DI DOLORE)
MUSSOLINI: Ho le fiamme dell'Inferno!
VIOLA: Solo un salto veloce, per favore. C'è una farmacia in piazza.
Ah... Porca miseria boia, è come una pugnalata.
Taci!
(VERSI DI DOLORE)
Ma tira giù almeno il finestrino, no?
Non deve vederci nessuno.
Beh, non è che questa macchina passa così inosservata, eh.
(PETO)
Qualcuno lo abbatta, per favore.
E' il Chianti, io non lo digerisco il Chianti.
Soprattutto se ne bevi tre litri, non lo digerisci.
- Che ore sono? - Le 16:40.
Non perde un colpo, sapete come l'ho avuto?
Sì, cugino capostazione.
"Oggetto particolarissimo"...
Basta, pure in guerra agli austriaci gliel'hai raccontato.
- Dai, cazzo, dai! - Fai schifo!
Ah, ma che schifo!
VOLPI: Ma dai, sembra che ti hanno sgozzato, guarda la giugulare.
Boia di un cane, come la restituisco la macchina? Tutta vomitata?
- Adesso i finestrini li possiamo aprire? - No.
Ah, molto meglio. Alle volte uno deve solo liberarsi.
- Salvatore, buongiorno. Onorevole.
- Come va? Buongiorno. - Bene, grazie.
Onorevole, faccia attenzione che è bagnato.
Attenzione che è bagnato, scusi. Buona giornata.
Buona giornata.
- Eccolo. - E' lui, niente cazzate.
- Mh? - Fermi tutti, non ha il cappello.
Eh?
Il cappello, un uomo per bene non esce mai senza, anche con sto' caldo.
MALACRIA: E' lui o no? Dai, oh. DUMINI: Ma sì che è lui, andiamo.
MALACRIA: Dai, parti, veloce! DUMINI: Che cazzo fa? Che fa?
- Che cazzo fa? VOLPI: Vai, parti!
- Vai, vai, vai! - Parti, cazzo, parti!
VIOLA: Metti in moto 'sta macchina!
Le cose... non sono andate come dovevano andare.
"Non sono andate come dovevano andare".
N-no.
Che cosa esattamente non è andato come doveva andare?
C'è stata...
..poca discrezione, diciamo,
già dalla sera prima.
DE BONO: Mh-mh.
I gentiluomini hanno passato la notte precedente all'accaduto in hotel.
E precisamente...
..Hotel Dragoni.
(RISATE E GEMITI)
DONNA: No, no!
Che cazzo vuoi?
DE BONO: Hanno pagato con fondi del partito.
Hanno fatto troppo rumore e i vicini hanno chiamato la polizia.
Viola... Viola l'hanno pizzicato in camera con una rivoltella.
Dumini, però, l'ho fatto rilasciare dal capo di Gabinetto della Questura.
- Lui personalmente? DE BONO: Lui personalmente, Benito.
E poi c'è il problema della macchina.
ROSSI: L'hanno noleggiata in un garage pubblico.
DE BONO: E... la sera prima dell'operazione,
l'hanno parcheggiata in un posto auto governativo.
Ai carabinieri di guardia,
Dumini ha assicurato che serviva per un importante compito per il governo.
C'era 'sta macchina che andava avanti e indietro, avanti e indietro.
Era una Lancia Lambda, tipo limousine.
Noi ci siamo preoccupati perché pensavamo fossero dei ladri
che controllavano la zona.
Sì, da quando ci sta il Duce siamo tutti più sicuri,
però, non si può mai sapere, no?
Tu sei più sicuro.
Statti zitta, lascia stare la politica, che non è per te.
Io ho appuntato la targa, può servire?
(RESPIRO PROFONDO)
E non hanno cambiato la targa? Non l'hanno tolta?
Non ci hanno pisciato sopra per farla coprire dalla polvere? Niente?
Noi le abbiamo fermate queste indagini, sì?
De Bono! - Il problema è che non abbiamo capillarità...
- Che non abbiamo? Non ho sentito. - Mh-mh.
Non abbiamo capillarità. Siamo un regime giovane.
DE BONO: Non ci s'improvvisa, ci voleva più tempo.
Alcune forze dello Stato ancora non sono sotto al nostro controllo,
elementi che hanno un concetto superato di dovere.
Che ore erano, te lo ricordi?
Erano le 16:30.
BAMBINO: Martedì pomeriggio.
(RESPIRO AFFANNOSO)
(MUSICA DI TENSIONE)
Stavo giocando con i mei compagni, vicino al fiume.
(STRIDIO DI FRENI)
Vicino a noi c'era una macchina, da cui ne uscirono diversi signori.
BAMBINO: E circondarono l'uomo.
ISPETTORE: Quanti erano questi signori? - Cinque.
Quello urlava, scalciava. Non lo riuscivano a tenere.
E poi l'hanno preso per la testa e per i piedi
e hanno cercato di portarlo dentro la macchina.
La macchina ci è passata proprio accanto
e si vedeva che quello non si era mica arreso.
DUMINI: Tu non hai visto nulla, eh. Sennò torno e t'ammazzo.
Posso andare a casa, adesso? Ho fame.
Sei stato bravo.
Fermati, stai fermo! Boia di un signor!
Non urlate, cazzo!
Zitto! Zitto, cazzo!
(COLTELLATA)
Che è successo?
(SUONI OVATTATI)
(MUSICA CUPA)
Cani maledetti, bastardi. Teste di cazzo.
Io li faccio fucilare tutti per incompetenza, dal primo all'ultimo,
De Bono.
Tutti quanti.
E te? Te che ti credi il più intelligente di tutti,
il cervello della compagnia.
Te sei il più coglione di tutti!
O stai cercando di fottermi?
B-Benito, cosa dici?
Guardami.
Bene, bene, bene, bene. Dobbiamo riprendere il controllo.
Qui si tratta di salvare il fascismo.
Non ce la faccio più.
DEPUTATO: Dov'è? Vigliacchi!
DEPUTATO: Dov'è?
DEPUTATO: Dov'è l'onorevole?
DEPUTATO: Vi dovete vergognare!
DEPUTATO: Dov'è?
(SOCIALISTI RUMOREGGIANO)
DEPUTATO: Dove l'avete messo, bastardi?
Avete paura delle sue parole?
(APPLAUSI E GRIDA DI PROTESTA)
Come hai potuto? Come hai potuto?
- Come hai potuto? Come hai potuto? - Dov'è Matteotti?
DEPUTATO: Farabutti!
(COLPO DI TOSSE)
Credo...
(COLPO DI TOSSE)
Credo che il parlamento...
..sia ansioso di avere notizie sulla sorte dell'Onorevole Matteotti.
Scomparso, improvvisamente,
in circostanze di luogo e di tempo
non ancora ben precisate...
..ma comunque tali da legittimare l'ipotesi...
..di un delitto.
Assassino!
Dove sta?
(SOCIALISTI RUMOREGGIANO)
ROCCO: Onorevoli, lasciamo concludere il Presidente Mussolini.
Un delitto...
Un delitto, un delitto che "se"...
.."se" compiuto...
..non potrebbe non suscitare lo sdegno e la commozione...
..del governo e del parlamento.
La polizia, su miei tassativi ordini...
..nelle sue rapide indagini, la polizia...
..si è già messa sulle tracce di elementi sospetti,
e nulla trascurerà per far luce sull'avvenimento,
per arrestare i colpevoli ed assicurarli alla giustizia.
Mi auguro...
..che l'Onorevole Matteotti possa presto tornare in parlamento.
(SOCIALISTI RUMOREGGIANO)
ROCCO: Onorevoli colleghi, per favore. Calma, rispetto!
Non ci mischiamo in questa vergogna!
Andiamo via, compagni!
ROCCO: Ma cosa fate?
No.
No!
Sarà fatta luce e giustizia!
Sarà affermato sempre più l'imperio della Legge.
Questo è il mio dovere, e questo dovere sarà compiuto!
Solo un nemico che da lunghe notti
avesse pensato qualcosa di diabolico contro di me,
poteva effettuare questo delitto che ci percuote d'orrore
e che ci strappa grida di indignazione!
Se c'è qualcuno in quest'aula che ha il diritto d'essere addolorato
ed esasperato...
..q-quel qualcuno sono io!
("MESSA DA REQUIEM: XVIII. REQUIEM AETERNAM" RICCARDO MUTI)
Saluto al Duce!
Viva il Duce!
Duce, per favore, per mio figlio.
Viva il Duce!
Eccellenza? Eccellenza?
Mi fissava, quella donna. Mi fissava.
Capito? Come se fosse colpa mia.
Come se fosse colpa mia. Ma non è colpa mia.
(BUSSANO ALLA PORTA) No!
(BUSSANO ALLA PORTA) Ho detto di no, sto parlando!
- Eccellenza. - Navarra, ma non senti quello che cazzo dico?
C'è la Signora Matteotti.
(MUSICA SFUMA)
La faccia entrare.
Certamente, Eccellenza.
Signora.
Signora.
Quel che posso assicurarle è che il governo farà, completamente,
il suo dovere.
Io chiedo solo che mio marito, se è vivo, sia lasciato tornare a casa.
Se è morto, che siano restituite le spoglie per la cristiana sepoltura.
Non so nulla.
E se lo sapessi vivo o morto, restituirei suo marito a lei.
Glielo giuro.
(PORTA SI CHIUDE)
Sottotitoli a cura di SKY ITALIA
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