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*
("ALA FASCISTA" IN SOTTOFONDO)
MUSSOLINI: 1... 2... 3...
..4... 5... 6...
..7... 8...
..9...
..10...
..11...
..12... 13...
- Basta. - Fino a 20.
..16...
..17... - 20! - Ah!
Infingardo.
Bisogna essere in forma per affrontare la sfida titanica
di cambiare questo Paese di rammolliti e dar l'esempio.
Il Presidente del Consiglio sei te, il mio posto è nell'ombra.
- Posa quello, torna qua. Le braccia. - No. Sono stanco.
E sono anche stufo di ballare questa tarantella ogni mattina.
Ti ordino di tornare qui.
No. Si rilegge un po' di stampa?
Sì.
Da dove si comincia?
La Francia.
L'Ere Nouvelle.
L'Ere Nouvelle: "L'honorable Mussolini".
"L'onorevole Mussolini gode di un'enorme popolarità".
"La sua sparizione avrebbe in Italia le stesse conseguenze"...
.."che ebbe nel mondo greco la sparizione di Alessandro Magno".
Alessandro Magno, Alessandro Magno.
ROSSI: The Telegraph:
"Un esperimento decisivo, l'alba di una nuova era".
"E' finalmente scomparso il sistema semi-socialista,
"sotto il quale il Paese aveva penato in passato".
"Certo, c'è stata una rivoluzione,"
"ma è stata una rivoluzione tipicamente italiana".
"Un piatto di spaghetti".
(SPARO)
(IN ROMAGNOLO)
"E il modo in cui il cambiamento è avvenuto"
"non deve suscitare troppa apprensione,"
"solo perché è stato del tutto incostituzionale".
Leggi la... Leggi la nota dell'ambasciatore americano.
L'ambasciatore americano. E' fantastica...
"We have"... "Abbiamo assistito a una bella rivoluzione di giovani".
Di giovani.
ROSSI: "Nessun pericolo. E' una rivoluzione ricca di colore"
"e di entusiasmo". - Di colore ed entusiasmo.
ROSSI: "Ci stiamo divertendo un sacco".
Un sacco!
(ESPLOSIONE)
(RESPIRO PROFONDO)
Cesarino. Cesarino.
La finestra.
FOLLA: Duce! Duce! Duce!
FOLLA: Duce! Duce! Duce!
(FINESTRA SI CHIUDE)
Ho una cosa per te.
Cosa?
Ecco, questi qui siamo noi.
ROSSI: Abbiamo preso il potere con quattro gatti in parlamento.
Quattro gatti, siamo dei fenomeni, Benito.
Dei fenomeni.
M&M.GP CreW present: A NEUROSiS Release
MUSSOLINI: Per quanto siamo stati abili, mai sedersi sugli allori.
Il mondo ci ammira, ma guai a rilassarsi ora.
Il compito che ci siamo dati è immane,
bisogna trasformare questa nazione in uno Stato.
Le lusinghe a noi non ci devono neanche toccare, Cesarino.
- Bravo. Bravo! - Congratulazioni.
- Grazie. - Grazie.
Finalmente un uomo d'ordine alla guida del Paese.
Un'ammirazione purissima mi circonda, come mi piace.
Dicevi?
Dicevo che il compito che ci siamo dati è immane,
bisogna dare un'idea morale, bisogna che tutti sentano l'orgoglio
di fare il proprio dovere per questo Stato.
Stato che è depositario di tutta la storia, di tutto l'avvenire.
IDA: Miserabile vigliacco! Farabutto!
Bastardo schifoso! Scappi?
Vigliacco, scappi? Lasciatemi! Lasciatemi!
Sono Ida Dalser, sono la madre di suo figlio! Lasciatemi!
IDA: Gli ho dato un figlio a quel farabutto, gli ho dato un figlio!
Pazza maledetta.
Mi amano tutti, fanno entrare l'unica che mi odia.
'Sti coglioni!
Non ti preoccupare, la sistemo io la Dalser.
Esci prima te, vai!
- Allora? CAPO SCORTA: Via libera!
Eccolo!
Bravo!
Viva il Duce!
Buongiorno.
Buongiorno.
Buongiorno, eccellenza. Quinto Navarra, per servirla.
DONNA: Eccellenza. Presidente. E' per me una gioia...
- Grazie. - Eccellenza.
Grazie, grazie, si va a lavorare.
E quando l'avrei scelta?
Sono affidato dal Regno al servizio del Primo Ministro.
Ah, bene, bene.
Possiamo anche incaricare del personale della stiratura
del vostro vestiario, se lo desidera.
Viva il Duce!
Mi chiami il Capo della Polizia.
Il Capo della Polizia l'attende dentro.
Eccellenza.
Eccellenza 'sti due maroni. Quel che è successo è inammissibile!
E se quella pazza fosse stata armata?
Se invece che scagliarmi offese e assurdità, m'avesse sparato,
lanciato un sampietrino o accoltellato?
Eccellenza non so di cosa stiate parlando.
La pazza nel mio albergo.
N-non ne sono al corrente,
ma certamente adesso farò delle verifiche.
"Non ne sono al corrente". "Non ne sono al corrente".
Ma questo è ancor più inammissibile!
Che cosa c'è di più importante della mia sicurezza?
Sono qui per i fatti di Torino, Eccellenza.
Torino che cosa?
Bande di Camicie Nere hanno assaltato e incendiato sedi sindacali,
camere del lavoro, dato la caccia ad esponenti socialisti.
Un massacro.
Eccellenza, con il dovuto rispetto,
dalla marcia su Roma, la vostra nomina viene vissuta,
da alcuni facinorosi, come una licenza a delinquere.
- Ma come vi permettete? - Frange, certamente, minoritarie.
Ma sono come posseduti da un senso di...
..di impunità. Per il fatto che voi...
Cani maledetti.
Il problema delle rivoluzioni è che son belle, liberatorie,
ma poi restano i rivoluzionari.
Eccellenza.
Malgrado si tratti di Camicie Nere,
ritengo che si debba rispondere con severità.
Non si contano i morti. L'ultimo è ancora da identificare.
E' stato legato ad un camion e trascinato per le vie di Torino.
CAPO POLIZIA: Uno Stato di diritto non può...
Avete perfettamente ragione,
apprezzo molto il vostro senso dello Stato.
Prenderò provvedimenti io stesso, all'istante.
Grazie, Eccellenza. - Prego.
- Grazie, Eccellenza. - Prego.
Eccellenza...
Ma, c-che cosa significa?
Che dovete trovarvi un altro lavoro. Auguri.
Quanto cazzo ci vuole a stirare un paio di pantaloni?
Abbiamo preso il governo, l'Italia mi ama e nessuno è all'altezza.
Il Paese vuole da me ordine, efficienza, sicurezza.
Presidente.
Questo, è il secondo tempo della rivoluzione,
il più difficile, il più importante.
Il secondo tempo decide il destino della rivoluzione.
Ma qui nessuno lo capisce.
Beh, c'è chi dorme, chi chiacchiera,
chi prende il caffè e chi si fa le pugnette.
E chi sparge sangue impunemente. Ora basta.
ROSSI: Eh sì, camerati, scusate l'attesa. Allora, ci siamo.
Il Capo del Governo, Presidente del Consiglio, Segretario di Stato,
Onorevole Benito Mussolini.
(insieme) Saluto al Duce! Saluto al Duce!
FARINACCI: Capo del governo, Presidente del Consiglio,
Segretario di Stato, Onorevole...
FARINACCI: Qualcos'altro Benito? (RISATE)
(sottovoce) Non farli incazzare.
Camerati fascisti.
Camerati, vi consiglio di approfittarne
per svuotare gli intestini e la vescica, perché il bagno merita.
BALBO: Asciugamani morbidissimi e saponi al bergamotto.
Hai un debole per il bergamotto, Duce?
(RISATE)
Camerati fascisti, porto il saluto del governo alla spina dorsale
della nostra rivoluzione.
Dichiaro aperta, la prima seduta del Gran Consiglio del Fascismo.
Ed ora lettura dell'ordine del giorno.
BALBO: E perché non diamo prima lettura di questo?
- Perché non è all'ordine del giorno. - E bisognerà mettercelo.
"Con la presente, si ritiene...
Perché la rivoluzione l'abbiamo fatta,
ma la domanda resta senza risposta.
Quale domanda?
Per "chi" l'abbiamo fatta 'sta rivoluzione?
Tre soli ministri fascisti al governo.
BALBO: I ministeri più importanti te li sei presi tutti te,
e se noi completiamo la pulizia, ci si prospettano punizioni "esemplari".
Eh, no.
Allora, per chi l'abbiamo fatta 'sta rivoluzione, Beni'?
BALBO: Per tutti o solo per te? - Te l'avevo detto.
Signori, le mie dichiarazioni sono un fatto obbligato.
Sono Capo del Governo, non posso tacere di fronte ad un massacro.
MUSSOLINI: Oh no? Oh no?!
E se mi aveste lasciato svolgere l'ordine del giorno sino in fondo,
avreste scoperto che...
..De Bono è nominato Capo della Polizia,
De Vecchi alla direzione del Tesoro, Ciano alla Marina,
e la lista è lunga, signori, la lista è lunga.
Ce n'è per tutti. Tutti. Tutti.
Tutti. Balbo...
A te...
..chiedo di inquadrare le nostre Camicie Nere in un corpo militare
dello Stato alle dirette dipendenze del governo.
La Milizia Fascista.
Un esercito personale.
Un corpo militare pagato dallo Stato, ma che risponde solo a me.
Ti nomino Generale ed esigo ordine, disciplina ed obbedienza.
Signori, signori, noi non siamo più rivoluzionari.
Noi siamo tutti servitori della patria,
e ci comporteremo di conseguenza.
Viva l'Italia!
(insieme) Viva l'Italia, viva il fascismo, viva il Duce!
E questa è fatta.
Voglio fiori dappertutto. Aria di fresco, di nuovo.
Via questi colori cupi e polverosi,
tutto deve trasmettere l'idea di cambiamento.
Dovremo anche mettere un guardaroba qui, per lui, come si deve.
Una ripulita gli è stata data, ma c'è ancora tanto, tanto da fare.
- Signora. - Cosa?
Ah, sei qui?
Sì, per caso, però voi continuate pure, eh,
tanto io sto qua in silenzio.
Proseguiamo dopo.
Dobbiamo renderti all'altezza di quello che dice di te il mondo.
Il mondo mi giudica per quello che ho fatto.
Guai a sedersi sugli allori, Benito.
Se siamo dove siamo, è perché non ci siamo mai accontentati.
Se sono dove sono, è perché "io" ho intuito
che era il momento giusto per dare la spallata.
Nessuno meglio di me sa quanto sia fragile quello che ho conquistato.
La tua riconoscenza mi commuove.
A me la tua fissazione per le cose insignificanti.
Ma cosa ti prende?
Sei il Capo del Governo, il più giovane al mondo,
tutti ti osannano, si può sapere che cosa ti manca?
Mi manca che io sono questo.
MUSSOLINI: Socialisti, liberali, cattolici, e noi.
- Un grumo d'escrementi di mosca. - Cosa t'importa?
Liberali e cattolici ti sostengono, fanno tutto quello che vuoi tu.
Per ora.
L'Italia ti ama.
L'amore viene, l'amore va.
Gli attimi, se non sai coglierli, fuggono via.
- C'è bisogno di nuove elezioni. - Dissento.
- Pazienza. - Non avere fretta.
Dobbiamo consolidare il tuo consenso, fare bene.
Andremo alle elezioni quando saremo sicuri di stravincere.
(PORTA SI APRE)
So io quel che devo fare.
Ora, con il tuo permesso, avrei il Consiglio dei Ministri.
Ricordati dell'incarico.
- Che incarico? - Per mio marito.
- Per suo marito... - Avevi promesso.
MINISTRO: Per questa ragione, noi liberali,
riteniamo che l'autostrada debba collegare anche Torino.
Concepita così, sarà un'opera memorabile.
MINISTRO 2: Per noi popolari, invece,
il tracciato dovrebbe subire un lieve slittamento verso Nord.
Sarebbe possibile, così, non solo collegare...
Così non si va avanti!
C'è bisogno di una nuova legge elettorale. Basta con questa storia
che i seggi si dividono in proporzione ai voti presi.
Una bella legge maggioritaria.
Chi ha preso più voti, ha la maggioranza assoluta,
e chi ha la maggioranza assoluta, decide.
MUSSOLINI: Senza perdite di tempo.
Ma è un normale confronto, democratico.
E' dialettica.
(imitando) E' dialettica. E' dialettica.
E' dialettica, il Paese non può aspettare che si cerchino accordi,
mediazioni, compromessi. O no?
Se non siete d'accordo, vi dimettete.
Obiezioni?
Bene. La seduta è tolta.
E l'autostrada?
La faremo quando potremo andare dritti.
E' difficile, Chiletta, a volte anche estenuante, ma lo sai,
lo sai come sono io, a me nulla mi abbatte.
(PORTA SI APRE)
RACHELE: Benito, mi senti?
Gli impegni di governo mi chiamano.
Voglio solo dirti che saranno i giorni più belli della nostra vita.
(IN ROMAGNOLO)
Lo dici sempre. Quando vieni a casa?
(CHIAMATA CHIUSA)
Benito?
- Grazie, Simone. - Di niente, signora Rachele.
Quando torna?
- Non l'ha detto. - E cosa ha detto?
Che sono i giorni più belli della nostra vita.
Mamma mia, tuo fratello scotta.
DE VECCHI: Onorevoli colleghi,
la proposta del partito fascista è semplice, ma efficace.
Immagino.
DE VECCHI: Come tutte le nostre iniziative.
Chi prende il 25% dei voti, prende il 65% per cento dei seggi.
Questa è una proposta inaccettabile! E' una truffa!
Per cambiare la storia ci vuole sfrontatezza.
Bisogna violare ciò che è considerato inviolabile,
bisogna superare un confine che nessuno ha mai osato superare.
Ma noi chiediamo soltanto governabilità.
Per favore, colleghi, dai!
Quella che chiamate governabilità, è dittatura!
E allora ci sarà chi griderà, chi strepiterà che è inaudito,
e ne potremo discutere.
MATTEOTTI: Dittatura! - Discutiamone.
Ma a quel punto, il più è fatto, l'inviolabile è stato violato.
Potremo parlare del quanto, del come, ma il confine è stato superato.
E un confine superato, non è più un confine.
DE VECCHI: Discutiamone.
Ci rifiutiamo di discutere una proposta irricevibile.
Stai attento, Matteotti!
- Collega, moderiamo i toni. - Signor Presidente, ha sentito?
Questa proposta di legge è un insulto.
Sapete cosa c'è tra voi e la dittatura? Il parlamento!
Eh, beh...
Ohh!
Per favore!
Onorevoli colleghi, sveglia.
Bravo!
Questa legge è la morte di tutti noi e voi la sostenete.
La morte di tutti noi, non lo capite?
No, non lo capiscono.
- I cattolici si vogliono sfilare. - Ma erano d'accordo.
Il problema è lui.
MUSSOLINI: "C'erano bei tempi,
in cui i cattolici non partecipavano alla vita politica,
non votavano neanche.
Il Papa non voleva. Poi è arrivato lui...
..dal suo altarino."
Buongiorno, Sturzo.
Sturzo, buongiorno.
Cominciamo bene, come mi prudono le mani a me.
Sturzo!
Buongiorno, Mussolini, voleva parlarmi?
Sì.
Qui?
Non vuole testimoni?
Sturzo,
l'Italia ha bisogno di un governo forte,
sostenuto da una salda maggioranza parlamentare.
Abbiamo un Paese da ricostruire
e la minaccia della bestia socialista,
atea e materialista, non è scongiurata.
Ricordiamolo, la minaccia atea e materialista.
I voti del suo partito sono necessari.
Senza i vostri voti, anche i vostri valori sono in pericolo.
In linea di principio il Partito Popolare, i cattolici in genere,
non sono contrari ad assicurare alla nazione un governo stabile.
Tant'è che stiamo facendo il sacrificio di appoggiare...
"Il sacrificio"? "Il sacrificio"?
Sorvolo sul sacrificio. Ma mi sfugge la natura del problema.
Mussolini, il voto di un italiano su quattro è troppo poco
per assicurarsi la maggioranza assoluta e prendersi tutto.
Vede, è che ogni tanto qualcuno se lo dimentica,
per convenienza oppure per paura,
ma tra i nostri valori c'è anche la libertà.
Sturzo, l'Italia chiede di essere governata,
e chiede di essere governata da me.
E se ne è così sicuro, allora che bisogno ha di truccare le carte?
Arrivederci, Mussolini.
Le farò cambiare idea!
Vuole fare bastonare un sacerdote?
Non mi mettere alla prova, Sturzo. Non mi mettere alla prova.
Se i tuoi fanno politica, accettano i rischi della politica.
MUSSOLINI: Non ti intromettere.
Non si può.
Non si può un giorno dire "basta violenza",
e poi il giorno dopo... Un sacerdote, poi.
Via, Benito, non si può bastonare Sturzo.
MUSSOLINI: Grazie, Cesarino. Meno male che ci sei te.
ROSSI: Son qui per questo, guarda.
Ma lo so benissimo da solo che non si può,
altrimenti gliel'avrei spaccato personalmente a colpi di crocifisso
quel naso deforme.
L'avrei fatto sodomizzare da tutti e 110 i suoi deputati.
Cosa fai, ti siedi al mio posto?
Ah no, per... per comodità, eh, ti smistavo la corrispondenza.
Mi apri anche la posta, adesso?
Benito, ti risparmio la seccatura, so' le solite vecchie cose, eh.
Questuanti e leccaculo, gente che si spaccia per tu' parente,
femmine innamorate.
Questo è l'incredibile effetto del potere.
Uh.
- Amano me, non il potere. - Sicuro. Ora no.
Margherita. Margherita, direi, parecchio incazzata,
vuole un posto per il marito.
E poi, questa. Insiste.
- Chi è? - La Dalser, la pazza.
La tua ascesa l'ha ricaricata, si sente in credito.
MUSSOLINI: Non le devo niente all'Ida Dalser.
ROSSI: A onor del vero, quando noi si è aperto il giornale,
un po' di soldi ce li ha dati.
Benito...
..da quant'è che non le mandi l'assegno per il bimbo?
Non sono i soldi che vuole. Vuole distruggermi.
Se ne deve occupare De Bono, fagli guadagnare lo stipendio.
Non posso permettermi scandali, adesso,
soprattutto del genere che fanno storcere il naso alla Chiesa.
Io devo occuparmi di dare una bella bastonata a Sturzo.
Che cazzo fai?
MUSSOLINI: "E' proprio vero, la penna ferisce più del bastone.
Fa altrettanto male.
Discredita, delegittima,
scandalizza meno, e nessuno rompe i coglioni.
I fascisti son brutti, cattivi, torturano, menano, bla bla bla.
No. No.
I fascisti oggi... scrivono."
La signora è dentro.
- Qui dentro? - Sì, Eccellenza.
- E te che cosa fai lì? - Io lì non ci entro.
RACHELE: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra,
dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti...
MUSSOLINI: Perché non mi hai chiamato subito?
Da quant'è che stava male?
Perché stai qui, me lo spieghi? Dov'è Bruno?
(IN ROMAGNOLO)
E ci credo, Rachele, era difterite, difterite!
Poteva morire Bruno, Bruno poteva morire!
Rachele, perché non mi hai detto niente? - Perché non ci sei mai!
E ripeti solo che stiamo vivendo i giorni più belli della nostra vita.
Non volevo rovinarteli, i giorni più belli della nostra vita.
Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome...
Andiamo, Rachele!
Noi in chiesa non ci siamo neanche sposati. Non li abbiamo battezzati.
Noi abbiam' creduto soltanto in noi stessi e nei nostri ideali
e guarda dove siamo adesso. Guarda dove ci ha portato!
Subito fuori da qua. Fuori da qua!
T'avevo chiesto di fulminarmi, qualche tempo fa!
Se esisti, fulminami, perché me lo merito!
Sono ancora qua!
(VOCI INDISTINTE)
DONNA: Duce! Duce!
Evviva il fascismo! Evviva Mussolini!
Duce! Duce! Duce!
Vieni giù!
Te l'ho do io, te lo do!
Duce! Duce! Duce!
Duce! Duce! Duce!
L'ha cercata insistentemente la signora Sarfatti.
- Le dica che sono occupato. - Già fatto.
- Ah, e mi chiami Rossi. - Già fatto.
ROSSI: "Sturzo, il nemico del progresso".
MUSSOLINI: Allora?
Cos'hanno detto i suoi?
L'Eminenza grigia è scesa a più miti consigli?
Non esattamente, dice che gli attacchi contro di lui non servono,
che i cattolici sono abituati a porgere l'altra guancia.
E chi gli è fedele, ora lo è ancora di più.
Finché c'è Sturzo, la legge elettorale non passa.
Allora può esserci un margine di trattativa. Cosa vuole in cambio?
A giudicare dalla sua risposta, mi sa che non c'è il margine.
Perché? Cos'ha detto esattamente?
- Esattamente? - Esattamente.
Esattamente...
..ha detto che i tuoi giornali...
..te li puoi ficcare...
Mh-mh?
..rispettosamente, nel...
Nel?
..deretano.
Così ha detto?
No, deretano è una mia variazione eufemistica.
Ah, e poi ha detto "amen".
Porco...
C'è sempre qualcuno più su che decide, basta solo andare da lui.
Fosse anche Dio.
Voglio parlare con il Papa.
Può dire a me.
E' una cosa tra me e il Papa.
Non si parla così con il Papa, il vicario di nostro Signore in terra.
Può dire a me.
Al vicario del vicario...
C'è solo una cosa peggiore dei preti, i preti vestiti da pagliacci.
- Eccellenza. - "Eminenza".
Eminenza.
Eminenza, da quando sono al potere, sento una ferita.
Una grande ferita.
Come un arto fantasma, un cordone ombelicale che va ricucito.
Credo...
Credo che lo Stato deve fare di più per la Santa Romana Chiesa.
Per le nostre radici cristiane, per i nostri valori eterni,
Dio, la patria, la famiglia.
E come pensa di ricucirlo questo cordone ombelicale?
Ritrovando la fratellanza tra Stato e Chiesa.
Articoli, Eccellenza.
Parificazione delle tasse scolastiche
tra istituti statali e istituti religiosi.
Ripristino del crocifisso nelle aule.
Obbligo di insegnamento della religione cattolica,
a fondamento e coronamento dell'istruzione elementare
in ogni suo grado.
Tramite docenti scelti dalle autorità ecclesiastiche.
Niente più tasse sul patrimonio dei seminari.
L'abbiamo ricucito questo cordone?
Diciamo che intanto mi compiaccio nel cogliere in lei segni di redenzione,
Eccellenza.
La vedo improvvisamente cambiato. Ha visto la luce, Mussolini?
Ora crede?
Credo.
Credo... Credo, senza dubbio.
Credo che le categorie non esistano più.
Socialisti, cattolici, borghesi.
Esiste...
..chi è con me e chi è contro di me.
Ed essere contro di me, oltre che essere anacronistico,
anti-storico, anti-italiano, antiquato e idiota e minoritario...
..oltre tutte queste cose, non conviene.
Perché chi è con me, tende a non amare chi è contro di me.
Risolverete il problema?
Deve aver fede.
(TELEFONO SQUILLA)
Sì?
Margherita.
Cosa vuoi che faccia? Sto lavorando.
Ci sentiamo domani?
Come sei qui sotto?
Eh?
Oggi è una giornata, Margherita, siamo...
Sono distrutto, non puoi capire.
Ma certo che voglio vederti. Certo che voglio vederti, su.
E' solo che...
Usa le scale di servizio.
Va bene? Evitiamo pettegolezzi. A dopo, ciao.
- Fuori, fuori! - Vostra moglie?
Magari.
Magari.
Fuori, su! Fuori!
MUSSOLINI: Fuori. Lascia la porta aperta.
- Margherita. - Benito.
Ma cosa fai?
La tua suite...
..il tuo odore, tu...
..mi è mancato tutto.
E' che ho avuto...
Ho avuto tanto da fare.
Tanto, tanto, tanto?
Tanto, tanto, tanto.
E adesso un minuto per me ce l'hai?
Porca boia se ce l'ho.
(IN ROMAGNOLO)
- Ma cosa cazzo fai? - Schifoso e patetico.
Evitarmi, farmi passare per le scale di servizio come fossi una sguattera.
Tutto questo impegno per nascondermi le tue misere avventure.
Guarda che non c'è niente di peggio
di incolpare qualcuno di qualcosa che ha fatto.
Io una moglie per rompermi il cazzo ce l'ho già!
Non paragonarmi a lei.
Hai ragione, lei fa meno scenate.
Chiediti se senza di me tu qui ci saresti arrivato.
Mi rispondo "sì".
E menti. Menti, Benito.
"Io" ti ho creato,
ti ho ripulito, rivestito, istruito, consigliato.
Ti ho insegnato ad usare le posate, ti ho comprato le scarpe.
Senza di me,
tu staresti ancora ad aizzare i moncherini a quei miserabili,
sanguinari, orfani della guerra.
E perché l'hai fatto?
Perché ti amo.
No! Perché tu volevi brillare della mia luce.
Mi confondi con quelle che ti porti a letto.
No, quelle chiedono di meno.
Tu pensi di poter fare a meno di me,
a letto e fuori dal letto.
Ma io non sono né come tua moglie, né come quell'altra poveretta
che t'ha dato un figlio, la Dalser.
Tu... hai bisogno di me.
Lascio la porta aperta.
Gliel'ho dato l'incarico a tuo marito! Hai capito?
Non ho bisogno di nessuno, io.
- Al Duce. - A noi!
- Viva Donna Rachele. - A noi!
(IN ROMAGNOLO)
Dai!
Gentilissima, gentilissima, signora.
Sono freschi.
Ringrazia la signora, ma non possiamo accettare. Grazie, molto gentile.
Dai.
Viva Donna Rachele!
(MUSICA DI TENSIONE)
Non v'azzardate mai più a seguirci o chiamo la polizia.
Volevo solo vedere la famiglia che si è presa il mio posto.
Tuo padre ti vuole bene?
Via.
IDA: Va d'accordo con la mamma?
Andate via subito o vi faccio arrestare!
Saluta i tuoi fratellini, Benito Albino.
Andiamo, mamma.
Rachele... Non so come sia potuto succedere.
Lo so, lo so.
Rachele, non accadrà mai più.
Non accadrà mai... Non accadrà mai più, Rachele. Promesso.
(CHIAMATA CHIUSA)
Rachele?
Grande, grande, grande notizia!
Che cazzo ce l'ho messo a fare De Bono a capo della polizia?
E che cazzo ci stai a fare te?
Oh, ma di che parli?
La pazza! E' andata da Rachele col bambino!
Cesarino! Vedi di risolvere questa situazione una volta per tutte.
Benito, Sturzo...
E' morto?
(TONFO)
Debbo pensare che questo "desiderio",
che io abbandoni la guida del partito, sia un comando.
Sua Santità ha espresso un desiderio motivato.
Ma Sua Santità lo capisce che, così facendo,
sembrerà che la Chiesa appoggi i metodi
e l'etica disumana del fascismo?
(TONFO)
Sua Santità lo capisce o no che forse questa è l'ultima occasione
che abbiamo per contenere quest'uomo?
Il silenzio, Eminenza,
questo silenzio della Chiesa ammazza di più delle bastonate di Mussolini!
L'hanno cacciato.
(RESPIRO PROFONDO)
Onorevoli signori, avrei preferito intrattenere questa assemblea
su questioni di politica estera, sul nostro posto nel mondo.
Mi riprometto di fare ciò in un prossimo giorno,
se la Camera non vorrà avere oggi il capriccio di morire anzitempo.
La discussione sulla riforma elettorale ha offerto il motivo
all'opposizione...
..di manifestarsi...
..di muovere un attacco contro la politica
e i sistemi politici del mio governo.
("CAN'T HELP FALLING IN LOVE" ELVIS PRESLEY)
Si parla di libertà.
Ma che cos'è questa libertà?
No! Lascialo! Lasciami! Lasciami! Vattene!
Esiste la libertà?
In fondo è una categoria filosofico-morale.
Ci sono "le libertà". Ma "la libertà"...
..non è mai esistita.
- No! No! - Shh!
Io non sono, signori, il despota che sta chiuso in un castello,
munito di triplice muro,
io giro tra il popolo senza preoccupazioni di sorta
e lo ascolto.
No! No! No!
No!
No! No!
No!
("CAN'T HELP FALLING IN LOVE" ELVIS PRESLEY)
Ebbene, il popolo italiano, sino a questo momento,
non mi chiede libertà.
"Toglieteci dalle baracche".
"Dateci l'acqua, non dico per il bagno,"
"ma almeno per levarci la sete".
"La malaria ci uccide".
Nessuno...
..mi parla di libertà, Statuto, Costituzione, nessuno!
Nessuno.
Presidente Sarfatti.
Presidente.
("CAN'T HELP FALLING IN LOVE" ELVIS PRESLEY)
Questo è il momento in cui parlamento e Paese...
..possono riconciliarsi.
Ma se questa occasione passa, domani sarà troppo tardi.
E voi lo sentite nell'aria, voi lo sentite nei vostri spiriti.
EDDA: Papà!
Edda.
("CAN'T HELP FALLING IN LOVE" ELVIS PRESLEY)
Chiletta, mi sbagliavo.
I giorni più belli della nostra vita sono quelli che abbiamo davanti.
Ho anche il dovere di dirvi
che dal vostro voto sulla legge elettorale...
..dipende, in un certo senso, il vostro destino.
No, vi prego! Vi prego, no!
Non vi fate, in questo terreno, delle illusioni.
Dal vostro voto dipende il vostro destino.
La democrazia è bellissima,
ti dà un sacco di libertà, anche quella di distruggerla.
A cose fatte, l'aboliremo.
Grazie.
No!
Sottotitoli a cura di SKY ITALIA
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