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Original subtitles

*

*

(GOCCIOLIO)

"La scena è maestosa".

"Il trono del Re sovrasta l'aula"

"che inizia a popolarsi dei deputati appena eletti".

"I socialisti sono i primi".

"Sono i rappresentanti di operai e braccianti,"

"che hanno affidato loro le proprie speranze di riscatto,"

"di una vita migliore, decente, di un futuro degno".

Buongiorno.

MUSSOLINI: "E loro si sbavano, al pensiero di vedere il Re".

"Lo stesso monarca"...

"Lo stesso"... "Lo stesso monarca che il proletariato,"

"quello vero, vorrebbe prendere a calci nel culo".

"Lo stesso monarca che si prepara a ridare il governo"

"a quella lumaca senza guscio, al Cagoia Nitti".

"Il quale potrà così continuare ad affamare gli operai e i braccianti".

"Ed essi tremano come verginelle, al primo amplesso,"

"cercando di nascondere il loro sconcio desiderio"

"dietro un impotente garofano".

"Entrano i corazzieri".

MUSSOLINI: "Le guardie del Re".

Viva l'Italia!

Per regolamento, devono essere alti almeno un metro e 90.

Ci vogliono dei giganti per vegliare su un nano.

DEPUTATO: Viva Vittorio Emanuele!

Viva l'Italia!

MUSSOLINI: "Il ridicolo prende il sopravvento".

"Ma ad un tratto, l'imponderabile".

"I socialisti dimostrano la loro coraggiosa integrità,"

"il selvaggio spirito rivoluzionario e anti-monarchico ruggisce"

"ed esplode,"

"tenendo il culo sulla poltrona".

DEPUTATO: Viva il Re!

"Eccola, la tanto agognata rivoluzione socialista".

"La prima rivoluzione della storia... in poltrona!"

"Povera patria!"

Un pezzo eccellente...

..se fosse finita lì.

Saluto gli eletti

della 25esima legislatura del Regno d'Italia.

Vergogna!

Vergogna!

DEPUTATO: Questo è un tradimento!

Dove vanno? Ho appena iniziato.

Traditori!

E invece, si sono alzati e se ne sono andati, in faccia al Re.

Avrei dovuto essere io a farlo. Io l'avrei dovuto fare.

Avrei dovuto essere io a farlo.

Uno schiaffone sonoro in faccia a quell'omuncolo,

al Cagoia Nitti, ad una classe politica cadaverica.

Vili, corrotti.

Attaccati come sanguisughe al corpo dello Stato e del suo popolo esausto.

Avrei dovuto essere io a farlo.

E invece sono qua.

Ad assistere impotente, come un martire.

Un martire. Un martire! Ecco che cosa sono, signori.

Un martire per la causa, vittima di una cospirazione!

Vittima! Vittima di uno Stato marcio e corrotto.

Il popolo ama i martiri e i perseguitati, o no?

E allora, che si compia fino in fondo questo martirio.

Perché è da questo martirio che io risorgerò.

PREFETTO: Mussolini. - Sì.

E' libero.

Come libero?

Libero.

Ma io sono un martire.

Non potete liberarmi così.

Desolato, ordine di Sua Eccellenza, il Presidente del Consiglio Nitti.

Il Cagoia Nitti mi libera.

E perché mai?

Credo abbia ascoltato il parere di qualche suo saggio consigliere.

Quale parere?

Vuole davvero saperlo?

Sì.

- Letterale? - Letterale, per Dio.

"Mussolini è un rudere, non ne facciamo un martire".

(PIANTO DI BAMBINO)

Non si deve piangere, non si piange mai. E' vero?

Non si piange mai.

Martirio domestico. Non porta alcun consenso.

(IN ROMAGNOLO)

Ma cosa dici?

Sì, a volte alza la voce.

Sembra che ce l'ha con me, ma no.

E' il suo modo di dimostrarmi che mi vuole bene.

M'ha voluto tanto, sapete.

Tanto che la prima volta... m'ha preso con la forza.

Allora, il suo babbo e la mia mamma, no, erano vedovi tutti e due.

Allora, cosa vuoi, poveretti, si facevano un po' di compagnia.

E lui... impazziva per me.

Ma niente di male, eh? Non eravamo mica fratelli.

Allora, ascolta.

Un giorno si presenta con la pistola, no?

E davanti al suo babbo e alla mia mamma,

dice che se non poteva avermi, avrebbe ammazzato tutti.

(IN ROMAGNOLO)

Eravamo poveri, eh. Poverissimi.

Ma mi disse che dovevo credere in lui.

E' andata a finire che dopo nove mesi è nata l'Edda, la prima.

E dopo cinque anni, anche se lui non ci crede mica nel matrimonio,

però m'ha spusé, mi ha sposata.

Sì, alza la voce, a volte è come se non mi vede neanche.

Ma sono la sua colonna, io.

(GEMITI)

MUSSOLINI: La galera,

il più grande afrodisiaco al mondo.

A me non sembri un rudere.

Ti proibisco di usare quella parola.

(SOSPIRO)

Potrei scrivere dei romanzi.

Ne ho già tre in testa.

O suonare il violino, girare per il mondo.

Se le cose si mettono male, so far tante cose io.

Anche il muratore.

E' vero.

Ci credo. Ma io ho scommesso su di te.

Il mio selvaggio. Il mio diamante grezzo, non su un muratore.

Era per dire.

Per dire cosa?

Non lo vedi quello che sta accadendo?

Il Paese è paralizzato dalla più grande ondata di scioperi

che si sia mai vista.

Sciopero! Sciopero!

MUSSOLINI: I socialisti hanno sobillato i contadini.

Gli hanno promesso una rivoluzione che non faranno mai.

E quelli hanno occupato le terre, lasciano marcire i raccolti.

Non mungono le bestie.

Gli operai hanno occupato le fabbriche.

Viva il socialismo!

A morte i padroni!

MUSSOLINI: Cacciato i padroni.

I disperati, gli oppressi, gli sfruttati,

va a finire che la rivoluzione la fanno da sé.

E se i socialisti si svegliano, la fanno per davvero.

E noi fascisti, a cosa serviamo?

Siamo pochi, disorganizzati, senza risorse.

Ci resta solo la nostra volontà.

E in questa situazione, anche quella ci vacilla.

Ecco, adesso sì che sembri un rudere.

Io son come le bestie, sento il tempo che viene.

E questo, ahimè, non è ancora il mio tempo.

MARGHERITA: Devo andare.

Resta.

Ho un marito.

Anch'io.

Domani riparte.

Vieni la sera, a cena da me.

"Ogni cinque secondi, cannoni d'assedio,"

"sventrare spazio, con un accordo, tam-tuuumb".

"Ammutinamento di cinquecento echi per azzannarlo, sminuzzarlo,"

sparpagliarlo all'infiniiiiiiiito".

MUSSOLINI: A te piace questa roba?

MARINETTI: "Nel centro di quei tam-tuuumb. Spiaccicati"...

Lo capisci che cazzo dice? Mh?

MARINETTI: "Tiro rapido, violenza, ferocia re-go-la-ri-tà".

Tu sei?

Uè, sei sordo?

MARINETTI: " Gli strani folli agitatissimi acuti della battaglia".

"Furia, affanno, orecchie. Che bello, che gioia, vedere,"

"sentire, fiutare, tutto. Tutto. Ratatatatatatatata-ta".

- Benito. - Vai, Benito un cazzo.

Ma c'è Marinetti.

- Marinetti mi fa una bella pugnetta. - Cosa vuoi?

"Sbatacchiare come piatti d'ottone, cing di qua, cling di là,"

"e zuum, cing-cing-cing-cing-cing-cing,"

"e su, su, sopra le nostre teste, che bello".

"Vampe vampe, vampe vampe, vampe vampe,"

"la ribalta dei forti è dietro, vampe vampe".

"E dietro quel fumo, zang. Tumb. Tumb".

"Zang. Zang. Tumb".

Avevi detto che saremmo stati da soli io e te?

MARGHERITA: Mai detto. - Mai detto?

No.

M'hai abbandonato sul divano con quel ragazzino muto.

Vasa? Ah-ah, ma Vasa non è affatto muto.

Non parla italiano, ma è un genio.

- Ah, sì? - La festa è in suo onore.

Complimenti.

(SUONA "SOUVENIR DE SARASATE" DI WILLIAM POTSTOCK)

(APPLAUSI)

UOMO: Bravo!

- Bravissimo. - Bravo!

Grazie. Grazie.

Signori.

Grazie, grazie al nostro Vasa, un enfant prodige.

E ora... (APPLAUSI)

Bravissimo.

E ora, vorrei, ehm, chiamare ad esibirsi un altro violinista.

Un caro amico.

Il direttore de Il Popolo d'Italia, Benito Mussolini.

MARINETTI: Oh!

(APPLAUSI)

No...

Coraggio, Benito. Non siate schivo.

No, no, è molto tempo che non suono.

Sono un dilettante, non mi sembra il caso.

Ma avete preso delle lezioni, saprete pure eseguire qualcosa, vi prego.

"Dlin, dlon, dlan, dlon, beeeeh, orchestra, pazzi, bastonare,"

"questi bastonatissimi direttori d'orchestra,"

"suonare".

(insieme) Suonare. Suonare.

Suonare. Suonare.

Suonare. Suonare.

Suonare. Suonare.

Suonare. Sì!

Eh...

Cretina.

Urca.

MUSSOLINI: Così, la prima cosa che mi viene in mente.

(SUONA "SONATA N.8, OP.13, PATETICA" DI LUDWIG VAN BEETHOVEN)

(RISATA)

- Me la dai una sigaretta? - Ma fatti in là!

- Quante ne abbiamo? - Solo 700 copie.

Muoviti.

Tu hai tutta una vita davanti.

E' vero, le cose non vanno bene, ma non ti devi...

MUSSOLINI: Lascia in pace la mia nuova segretaria!

Direttore, l'ha visto l'ultimo numero?

E quando dico ultimo, intendo in senso letterale,

non abbiamo più carta.

E non abbiamo nemmeno un centesimo in cassa.

ROSSI: E tu te ne freghi e te ne vai in giro per i salotti,

invece di affrontare la situazione!

Prendi quello che vuoi, sedie, scrivanie, vai e trovati un lavoro!

Un lavoro? Ma io ce l'ho un lavoro, io sono fascista!

- Sei fascista? - Sono fascista!

Bell'affare, Cesarino, bell'affare.

Dopo quasi un anno, abbiamo 800 iscritti e 37 sezioni.

Possiamo radunarli tutti e fare una bella rivoluzione in un pollaio,

purché non sia troppo grande! - E quindi?

E quindi è finita!

Esci da qui, fuori!

E chiama la ragazza. - La ragazza? No, no, io rimango qui.

Va bene, ne riparliamo.

Pss, ti vuole, per il tuo battesimo.

Direttore?

Stava andando?

Sì, ma se ha bisogno...

Ho bisogno.

MUSSOLINI: Vieni.

Chiudi la porta.

("PESCIOLINO" ELVIRA DONNARUMMA)

(GEMITI)

(CANTA "PESCIOLINO")

UOMO: Cesare Rossi?

Dipende.

La disturbiamo solo un momento.

"Una terra di liberi e uguali, senza distinzione di sesso,"

"di razza, di lingua, di classe e di religione".

"Liberi e uguali".

"Dove la vita dei cittadini debba essere non solo degna,"

"ma bella, bella e degna".

"Che magnificamente la viva l'uomo rifatto dalla libertà".

E' bellissima, direttore.

Voi sapete come toccare il cuore.

Sono parole di D'Annunzio.

Io le ho soltanto pubblicate.

Sono i principi della Costituzione di Fiume.

Ho sbagliato tutto, bambina mia, tutto.

Avrei dovuto restare al fianco del Poeta, asso dei cieli,

eroe di guerra, accontentarmi di brillare della sua luce riflessa.

Attendere paziente, sotto l'ala protettiva del padre.

Sventurato l'uomo che non conosce i propri limiti.

Eccone un altro. Che cosa vuoi qui?

Vada pure, Bianca.

BIANCA: Grazie.

Poco fa ho conosciuto dei tizi.

Noi rappresentiamo degli italiani preoccupati per lo stato del Paese,

per il futuro dell'economia, per le forze produttive,

per la sicurezza delle nostre famiglie.

Pusillanimità borghese, ecco quello che è.

Angosciati al solo pensiero di perdere qualche miserabile comodità.

Che cosa vogliono da noi?

Sentiamo il bisogno di un argine alla piena rossa,

un argine che, sosteniamo, può essere solo nero.

# Oh, vieni al mio cuor #

- Vogliono il nostro aiuto? - Esatto.

- Quei parassiti? - Esatto.

E andare contro i braccianti che fanno la fame

e lottano come possono per migliorare uno stato di vita infame.

Mentre i proprietari terrieri si ingrassano senza ritegno.

Sì...

Contro gli operai che lavorano 14 ore al giorno,

per il profitto di industriali

che non si degnano neanche di andarli a trovare nelle fabbriche.

- Sì, sì... Contro tutti.

Contro i deboli, gli oppressi, gli sfruttati,

contro tutto quello per cui abbiamo consacrato la nostra vita,

la nostra lotta, Cesarino. - E infatti...

Spudorati, cazzo.

Perché mai dovremmo metterci dalla parte dei vampiri?

(CANTANO "GIOVINEZZA")

Socialisti d'Italia, promettiamo solennemente

di dimostrare ai filosofi della borghesia reazionaria...

(CANTANO "GIOVINEZZA")

# Per Benito, Mussolini, eja eja alalà #

ARDITO: Aprite!

(COLPI ALLA PORTA)

Aprite!

(CANTANO "GIOVINEZZA")

(TONFI E GRIDA)

MUSSOLINI: ..ai piccoli governanti della monarchia sabauda,

che la vitalità del socialismo è perenne! E' perenne!

Viva il socialismo e viva la rivoluzione!

Vai a lavorare!

Corri, coniglio, corri!

(CANTANO "GIOVINEZZA")

"Ta-ta-ta-ta-ta! Ta-ta-ta-ta-ta!"

"Ta-ta pic-pac-pum!"

MARINETTI: "Offrirsi, offrirsi, offrirsi,"

"offrirsi in dono ai miei amici poeti, pittori,"

"musicisti, ru-no-si-ti,"

"fu-tu-ri-sti. Zang!"

"Tumb! Zang! Zang!"

"Tumb!"

"Strillare a perdifiato, sotto morsi, schiaffi".

"Zang. Zang. Frustate, pic-pum-pam".

"Bum!"

"Pam-pam-pac!"

"Zang. Tumb. Tumb!"

Socialisti d'Italia,

promettiamo...

..il socialismo è per sempre!

E' per sempre!

E' per sempre!

Il socialismo è per sempre!

- Traditore! - Il socialismo è per sempre.

SOCIALISTA: Traditore! Traditore!

Traditore!

Traditore!

(CANTANO "GIOVINEZZA")

MUSSOLINI: "Albino, la mia pupilla.

Il valoroso Amerigo.

Li amo, amo l'azione, chi la compie.

Amo i coraggiosi, chi scatta, chi agisce e reagisce.

Ammiro chi ardisce, chi si scaglia contro il nemico

con il coltello fra i denti, incurante della morte.

Il mio popolo, il mio nuovo popolo,

il popolo della paura.

La tenerezza orrenda di queste giacchette lise,

di questi cappottini.

La struggente mediocrità di queste cartelle da impiegati,

camiciole da bottegai impoveriti dalla crisi.

Piccolo borghesi spaventati dal caos."

# Per Benito Mussolini

# eja eja alalà #

(APPLAUSI)

Brave!

La scelta...

La scelta tra le due civiltà...

..è semplice.

La borghesia ha sulle spalle una storia secolare di progressi

e realizzazioni.

Il proletariato,

ancora soltanto una cronaca di inesperienze e follie.

Contro i falsi venditori di fumo, i vigliacchi socialisti,

gli imbecilli di ogni specie,

innalzo alto e chiaro il grido: Viva la reazione!

Bravo!

Eh, no. Noi siamo rivoluzionari! Non andremo verso la reazione!

Siamo reazionari nel senso che intendiamo reagire

a tutte le correnti sovvertitrici della vita nazionale!

E siamo rivoluzionari tutte le volte che sarà necessario,

per far fermentare nuove forze di vita!

Via. Via!

MUSSOLINI: Vai, vai, non abbiamo bisogno di stravaganti buffoni.

Fuori!

Zang-Zan, eh! tun-dun-bum-zan-tun!

Vai, Marinetti, in alto i cuori.

Scagliamoci contro il nemico!

Giusto!

MUSSOLINI: Contro la bestia rossa.

Facciamo un ariete di tutte le nostre vite,

difendiamo le nostre sicurezze,

mutiamo la paura...

..in odio!

Duce!

Uh!

Eja eja, alalà.

Sei tornato?

MUSSOLINI: Un'epoca è finita.

Il mondo, come funzionava prima, non funziona più.

- Mi vuoi dire dove andiamo? - Pazienta.

Le democrazie liberali sono al collasso, Margherita.

Basta una spintarella e tutto viene giù.

E non importa chi darà questa spintarella, industriali,

bottegai, poeti...

MARGHERITA: Resta qui. ..proprietari terrieri.

Rivoluzionario è chi la rivoluzione la fa. Bella, vieni qua.

MARGHERITA: Voilà!

(APPLAUSI) Nuova epoca,

nuova sede del giornale.

MARGERITA: La stanza del direttore.

MUSSOLINI: Grazie, grazie.

Beh, al lavoro, su.

MUSSOLINI: A lavorare.

Forza, fuori di qua. E ti avevo detto di sbrigarti.

MUSSOLINI: L'ultimo tocco, imparare a volare.

Come D'Annunzio,

il Poeta, asso dei cieli ed eroe di guerra.

Il superuomo.

E come dice lui: "La vita è bella"

"e degna che magnificamente la viva l'uomo rifatto dalla libertà".

Il motore! Sta perdendo giri.

- Come? - Dobbiamo atterrare!

Il motore non va. Scendiamo!

Prenda lei i comandi, per Dio!

Sono bloccati.

Sono bloccati?

(GRIDA)

(TONFO E PIANTO DI BAMBINO)

Rachele! Rachele!

(RACHELE IN ROMAGNOLO)

Più che lo schianto, mi ucciderà la rottura di coglioni.

E' matematico, un uomo che sia un uomo,

non può resistere più di sette giorni consecutivi in famiglia.

- Ci dai un soldino? - Ci dai un soldino?

Non ho niente.

BAMBINO: Ci dai un soldino? - Basta!

MARGHERITA: Devo parlarci. RACHELE: Sta riposando.

Lei, qui?

RACHELE: Il medico ha detto che deve stare a letto.

Sono sveglio, Rachele! Rachele, sono sveglio!

Signora Sarfatti.

- Direttore. - "Signora"... - Come state?

Sa, ho la scorza dura.

Ho sentito che c'è qualcosa d'urgente.

Rachele, grazie.

Rachele.

Benito, no.

Non qui. - Ma come no?

Io sono in fin di vita e tu mi rifiuti?

Da quant'è che tua moglie non cambia le lenzuola?

Eh...

- Ah! Ah-ah.

L'aria è viziata.

Dunque l'urgenza non era una scusa per vedermi.

Il Presidente del Consiglio si è dimesso.

Nitti? Il Cagoia?

Travolto dalla crisi e dall'incapacità di riportare ordine.

Ma questa è una notizia meravigliosa.

Aspetta, al suo posto, il Re ha messo...

Chi?

L'onorevole, Giovanni Giolitti.

Io non ho paura di niente e di nessuno.

Fermerò ogni violenza, da qualunque parte provenga.

Socialisti, fascisti, non guarderò in faccia nessuno.

L'ordine verrà ristabilito.

80 anni. Deputato da sempre, cinque volte capo del governo.

Giolitti non è un vile come Nitti.

Giolitti è una vecchia volpe.

E' diabolico, come un prestigiatore.

E' una vecchia puttana liberale. E come tutte le puttane vecchie,

conosce il mestiere.

(IN ROMAGNOLO)

Eh, dalla finestra, è una parola.

E' alto 2 metri, pesa 90 chili.

- Ma chi? - Ma chi, Giolitti!

Rachele!

Benito?

Un giorno tornerà, e non mi troverà.

Benito?

Si deve andare in stampa, una posizione la si dovrà pur prendere.

ROSSI: (ovattato) Benito?

Si deve andare in stampa, una posizione la si dovrà pur prendere.

Salutiamo, con favore, il ritorno di Giolitti,

come unico uomo di Stato in grado di riportare l'equilibrio sociale

e restaurare l'ordine interno.

Mh?

Davvero la pensa così, direttore?

Ma certo che no, coglione.

MUSSOLINI: Per noi l'equilibrio sociale, l'ordine, sarebbe la rovina.

A noi serve il caos. Il caos, la paura, l'odio.

E quello sarebbe davvero in grado di riportare la quiete.

E' solo che, finché non si capisce come Giolitti vuole muoversi,

prudenza.

Quanto è intelligente Cesarino.

Ma è vero che sarebbe consigliabile

capire rapidamente come vuole muoversi.

Quando lo ammazzerò, sarà una morte lenta, dolorosa, una roba...

Allora? Animo, forza! A fare il giornale, su!

E mandatemi la Ceccato.

Mi cercava, direttore?

Vieni, piccina mia, vieni. Chiudi la porta.

Avrei bisogno...

- Devo dirvi una cosa. Cosa?

E' vostro.

E come lo sai che è mio?

Beh, sempre e solo con voi.

Brava.

Adesso sistemiamo tutto, va bene?

Cosa, no?

Voglio tenerlo.

Vuoi tenerlo?

(RACHELE RUSSA)

La famiglia. Ricordatevi che non c'è niente di più importante.

Oddio.

Non stai bene?

Eh?

(IN ROMAGNOLO)

Eh.

Noi fascisti siamo fermamente decisi.

Fermamente decisi, noi fascisti, a non... "Titta, frinta, tenta".

Nessun eccesso verrà risparmiato. Nessuno.

(PORTA SI APRE)

Mh-mh. Sua Eccellenza il Prefetto l'attende, Mussolini.

Mussolini.

Sua eccellenza il Presidente Giolitti ha molto apprezzato

la posizione sobria ed equilibrata del suo giornale.

Bene. E io sono qui, proprio per precisarla.

Immaginavo.

Però vorrei farlo col Presidente del Consiglio.

Questo non è possibile. Sua Eccellenza è impegnatissima.

Proprio ora sta negoziando un importante accordo

tra industriali e scioperanti.

Ecco...

..proprio a tal proposito, volevo dire al Presidente...

..che noi fascisti siamo pronti a rispettare ordine e legalità.

Ma qualora il tentativo del governo di frenare gli eccessi

degli estremisti socialisti, dovesse fallire...

..vede, noi...

..non risparmieremmo alcun eccesso per opporci alla deriva bolscevica.

Nessun eccesso verrà risparmiato.

Nessuno.

Ce lo chiedono gli impiegati, i bottegai,

ce lo chiede chi possiede anche soltanto un fazzoletto di terra.

Ce lo chiedono i ceti produttivi e ce lo chiede la patria,

operosa e devota al cristianesimo.

Riferirò.

Mh.

(TELEFONO SQUILLA)

Sì?

Benissimo.

Il primo tentativo del governo di frenare gli eccessi socialisti,

come lo chiama lei, è riuscito.

In cambio della restituzione delle fabbriche,

verranno concessi aumenti salariali.

La rivoluzione in cambio di un piatto di lenticchie.

Insieme alla promessa del controllo operaio

e della partecipazione ai profitti.

Promessa che non manterrete mai.

Abbia cura di sé, Mussolini.

(SUONI INQUIETANTI)

Cesare!

ROSSI: La data, la data. - Cesare!

Va bene. Arrivederci, grazie.

Che c'è?

Ho fatto un incubo, Cesarino.

Ho visto la fine.

Un disastro. L'apocalisse.

(RISATA SATANICA)

La pace sociale.

Ho minacciato un intensificarsi delle nostre azioni,

il Prefetto non si è scomposto. Ci ha fatto fare il lavoro sporco.

Adesso metteranno a posto i socialisti.

Addio! - Scusa, ma c'era da aspettarselo.

Lenta, dolorosa.

Torna tutto, anzi, alle elezioni bisogna...

Quali elezioni?

"Les jeux sont faits".

Giolitti le ha appena annunciate. E' chiaro, no?

Vuole capitalizzare i risultati che è riuscito ad ottenere.

Fa una grande lista con tutte le forze antisocialiste.

Beh, nessuno è più antisocialista di me.

Ecco, se non si entra in quella lista anche noi...

Allearci con Giolitti?

Per forza, Benito, per forza,

alle prossime elezioni chi ha paura dei socialisti,

voterà per chi ha più possibilità di batterli.

Mi porta via il mio nuovo popolo.

Sennò per noi finisce come l'altra volta.

Un pugno di voti, la galera...

E Giolitti non è mica il Cagoia, Nitti.

Giolitti dietro alle sbarre ti ci lascia.

Andare a letto con la vecchia puttana liberale. Mh?

Ammesso che la puttana, ancor che vecchia, lo voglia.

Dica a Giolitti che i fascisti, alle elezioni,

sono pronti a schierarsi con i partiti tradizionali,

contro i socialisti.

Tutti nella stessa lista.

Eh, insomma, Mussolini, la fa facile lei.

Le assicuro che non è per nulla facile.

Ma neanche per i partiti tradizionali.

Lei capisce, avete una reputazione, diciamo... discutibile.

Ipocriti. Si son serviti di noi e ora storcono il naso.

La violenza che praticate è imbarazzante.

Noi siamo violenti tutte le volte che è necessario esserlo.

La nostra è una violenza... cavalleresca.

Ecco.

(CANTICCHIA "BANDIERA ROSSA")

E spieghi al Presidente, che se vuole sradicare la violenza,

la strada migliore è permettere ad una forza come la nostra,

di esercitare la propria vitalità nelle sedi istituzionali.

Conviene a tutti.

Nella politica, come nella vita, non ci si sposa per amore.

Se dovessimo rimanere fuori dal parlamento,

una forza come la nostra, senza uno sbocco legale, non ha alternative.

E' una minaccia?

E' una facile previsione.

Chi non può farsi sentire in parlamento, deve farsi sentire fuori.

Eh, sì...

..non ci si sposa per amore, ma si deve andare d'accordo,

almeno dentro casa.

Per esempio, Fiume.

Fiume, cosa?

Beh, è un'occupazione illegale.

Mi pare chiaro che il governo non può tollerarla.

Se si ponesse l'urgenza di sloggiare D'Annunzio...

..i fascisti che farebbero?

(MUSICA DI TENSIONE)

(TELEFONO SQUILLA)

"Mio caro, Comandante,"

"il lungo silenzio non ha reso fioca la mia voce,"

"né è attenuata la mia devozione. Bisogna però"...

"Bisogna però, ora, precisare i nostri obiettivi,"

"onde muovere, commuovere e orientare la coscienza nazionale".

Ancora? Non sa far altro che precisare, distinguere, cavillare.

Là fuori ci sono due corazzate, otto cacciatorpedinieri,

e non so quante guarnigioni d'artiglierie e lui ciancia, ciancia.

Scrivi, camerata Samurai, scrivi.

"Compagno, assente e frigido"...

Cazzo, ci fosse una volta, una, che s'astiene dall'offendere.

"Qui si preparano a consumare il delitto".

"Sei tu pronto con i tuoi ad invadere le questure?"

"Ad assaltare le prefetture?"

MUSSOLINI: Ma cosa vuoi che assalto?

Ma cosa devo assaltare? Salvati tu, piuttosto. Non farti ammazzare!

Arrenditi. La gente non sa neanche dov'è Fiume.

Lo vuoi? Chiedilo! Prova a chiedere!

Arrenditi. Vecchio pazzo.

Lasciati salvare.

- Tu lo sai cos'è D'Annunzio per me. - Sì, lo so.

- Un padre. - Una spina nel fianco.

E ora hai l'occasione di togliertela.

Quando mi guardo, adesso, sai cosa vedo?

L'uomo che odiavo da ragazzo.

Giavazzi!

Giavazzi!

- Mi dica. - Giavazzi!

Direttore.

Facciamo sentire la nostra voce contro il vile attacco a Fiume

e a D'Annunzio.

Titolo, cubitale: "Il delitto!"

MUSSOLINI: Catenaccio: "L'Italia tutta insorga!"

"Ci sono sogni, ideali, simboli, che un uomo non può sacrificare".

"Perché senza ideali, simboli e valori"

"un uomo, semplicemente, non è".

Mi aveva assicurato.

Chiamare alla rivolta, insorgere, urlare il proprio sdegno.

Apparenze, sta solo salvando le apparenze.

Ma senza muovere un dito.

Un uomo, per diventare un uomo, deve uccidere il padre.

("BARCAROLLE, THE TALES OF HOFFMANN" JACQUES OFFENBACH)

Eccoci di nuovo soli.

Soli contro tutti.

Con il nostro solitario coraggio.

Muore con noi il sogno di un mondo migliore.

(COLPI DI TOSSE)

(PORTA SI CHIUDE)

- Allora? - Hanno di nuovo vinto i socialisti.

ROSSI: E noi...

E noi?

Uno.

Due.

Tre.

("RIGOLETTO - LA DONNA E' MOBILE" GIUSEPPE VERDI)

Un trionfo!

UOMO: Silenzio!

("RIGOLETTO - LA DONNA E' MOBILE" GIUSEPPE VERDI)

Dodici.

Rachele. Un trionfo.

Un trionfo, Rachele.

Sono tra i dieci più votati a livello nazionale.

Nazionale, Rachele.

(IN ROMAGNOLO)

Portiamo a Roma 40 deputati, Rachele. 40!

Questo sarà il periodo più bello della nostra vita. Ricordalo.

Certo.

Con lei?

Ancora con 'sta storia, Rachele.

("RIGOLETTO - LA DONNA E' MOBILE" GIUSEPPE VERDI)

MUSSOLINI: "La scena è maestosa.

Il trono del Re sovrasta l'aula,

che inizia a popolarsi dei deputati appena eletti.

E per la prima volta nella storia del Regno, accoglie noi.

I figli del nuovo secolo, i fascisti."

Bentrovato.

Buongiorno a tutti.

(VOCI INDISTINTE)

MUSSOLINI: "Giolitti, il gigante.

Pensa di averci addomesticato, e invece ci ha solo legalizzato.

Ci ha fatto entrare dove non dovevamo entrare.

Eccoli là, i socialisti."

Io son come le bestie, sento il tempo che viene.

E non importa come, il mio tempo è arrivato.

Cosa importa se son diventato l'uomo che odiavo da ragazzo.

Io sono una bestia coerente, ho tradito tutti.

Tradisco anche me stesso.

Sottotitoli a cura di SKY ITALIA

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