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Original subtitles

[ragazza] Allora, non dovrebbe essere Kairos?

- [donna 1] Sì, anche Kairos è tempo, ma... - Ciao, ragazze.

- Ciao! - Ehi, ciao!

Perché Kairos è un tempo speciale.

È un tempo che passa e porta via, come un tempo guaritore.

Invece, Aion è l'eterno.

Quindi, un tempo di eternità.

- È diverso. - $Ì.

Ti pare che usano tre parole diverse per dire tempo.

Più facile no?

No, veramente ne avevano quattro, perché poi c'era Eniautos,

che vuol dire anno.

- Anno solare. - Peggio mi sento,.

[lamenti del cane]

- Aspetta, dov'era? - Amore.

Isabel, dai da mangiare a Pompeo?

Allora...

I dati che ti ho inviato, io li ho confrontati.

Enrico! Che stai scappando?

Ma dobbiamo finire l'articolo per Scientific American.

- Ti sei scordato? - Non mi sono scordato, Claudia.

Pero magari lo facciamo un'altra volta.

Scusami.

Vittorio, ti dicevo, i dati che ti ho inviato

li ho confrontati con Cambridge.

Siamo stati tutta la notte a cercare di capire questa cosa,

No, perché adesso è molto difficile arrivare a capire

un livello di approssimazione della velocità per le troppe variabili.

Te l'ho detto, stiamo nell'incertezza assoluta.

È una situazione molto complessa, molto difficile.

- Buona. - Quella è buona, è senza glutine.

Faccio io, grazie Isabel. Chi vuole?

- Îo. - Îo.

lo no.

- Grazie. - Prego.

- Buongiorno. - Ciao, Viktor.

[uomo] Ciao.

- Quant'è bello qua. - Eh.

La prossima estate venite voi da noi.

- Promesso. - Che meraviglia, le scogliere di gesso.

Mi prenoto anch'io.

Siete invitatati tutti naturalmente.

- I bagni di ghiaccio. - Perché?

Sono anche utili alla mente, al corpo, ma stiamo parlando di Mare del Nord.

- [donna 1] Sì. - E allora?

Praticamente una forma di crioterapia.

Un posto rigenerante.

Pensavo stessimo parlando di creme abbronzanti, immersioni, surf.

- [Viktor] Si può. - No?

Come le chiamate voi?

Vacanze.

Intanto, non vi ringrazieremo mai abbastanza.

- Siamo stati benissimo. - E infatti dovete rimanere.

[donna 1] Si.

Ma Anna ha finito quello che doveva fare?

- Sì, quasi. - Quasi.

Che donna forte, comunque, coraggiosa. Ha tutte le virtù femminili.

Tua figlia? Sai che sono innamorata di lei?

Sì, a parte mia figlia. No, parlavo di Alcesti,

[Viktor] Di chi?

Euripide, dai. Il drammaturgo greco.

Sì, siccome sto aiutando Anna con questa traduzione,

allora stavo un po' rileggendo, no?

Mi ricordavo questa donna, questa sposa fedele, madre affettuosa,

pero, effettivamente, è proprio una donna forte.

Alcesti.

Mi ricorda qualcosa. Va beh, una rinfrescatina?

Ecco, appunto. Pensavo di essere l'unica ignorantona qua.

Allora, siamo nella tragedia greca.

- Quindi, antica Grecia, tragedia. - E fino a qua..

La protagonista, Alcesti, si sacrifica per salvare la vita del marito Admeto.

Vedi, già mi piace.

Furbastro.

Admeto è stato condannato a morte da Zeus,

ma ha la possibilità di scamparla,

se qualcuno si offre di morire al suo posto.

I due anziani genitori si rifiutano, tutti e due...

E lei invece subito...

E lei accetta

di sacrificare la sua vita per salvare, appunto, quella di Admeto.

E chiede in cambio solo che lui conservi il ricordo di lei

per sempre nel suo cuore e che non ami più nessuna donna.

Cioè, una scena struggente, bellissima.

Il solito, la solita storia.

Pensate una cosa del genere oggi.

Cioè, voi volete rileggere Alcesti in chiave femminista?

No.

Cioè, Alcesti che si sacrifica per amore è scema?

E se fosse un uomo, finalmente, a sacrificarsi per amore?

Sarebbe scemo?

Non accade, infatti nel testo è lei a sacrificarsi.

[uomo] Sì.

Pero diventa l'eroina.

Chi se ne frega di essere l'eroina.

- Ehilà. - Amore, che bella che sei.

Grazie.

Tra un po' passa Sibilla a prendermi e poi stasera andiamo a casa di Stefano.

Vogliamo stabilire un orario di rientro?

Un orario, sì.

Va beh, dai, domani è domenica.

- E domenica. - È domenica.

Anche un po' più tardi. Ma non uscire così, prendi qualcosa.

- Vado a prendermi la felpa? - $Ì.

Va bene.

Ciao.

- Domani è domenica. - La felpa.

- Ma Giulia? - Sta arrivando.

Com'è che Enrico non è ancora qua?

Perché lo sai com'è fatto,

con la scusa che il tempo non esiste, arriva in ritardo.

No, lascia stare i libri.

- Hai sentito? - Cosa?

Mio fratello dice che potrebbe cadere qualcosa.

Dal cielo?

- Cosa? - Un sasso grande.

Li, in Perù?

Non so nulla.

Chiedi a mamma.

[squilli di cellulare]

- Pietro. - Enrico, allora?

No, non ce la faccio.

Ma come non ce la fai?

Guarda, ho finito adesso di lavorare. Scusami con Elsa e gli altri.

Ma scusami, stacca un attimo. Ti fai un bagno.

Puoi arrivare quando ti pare. Siamo tutti qui.

C'è anche Paola. Poi riparte, chissà quando la vediamo.

Ah.

No, davvero, dai, facciamo un'altra volta.

0ok?

Ciao.

Grazie, ciao.

Ma scusa, se...

[clacson]

Sì?

Senti, va bene, dai. Arrivo.

Bravo.

Sbrigati. Ciao.

- Ciao. - Ciao.

- Enrico, che bello che sei qui! - Ciao!

Ciao.

Sai una cosa? Ho preso otto in fisica, grazie a te.

Cioè?

Non ti ricordi? Quello che dicevi a Pasqua sul tempo.

"Ogni fenomeno che accade nell'universo ha il suo tempo,

perché non esiste il tempo in se."

E la professoressa mi ha detto: "Brava".

Ne saprei anche delle altre. Poi se vuoi, te le dico.

Va bene.

- A dopo. - Ciao.

È permesso?

Eccolo!

Ciao!

Ragazze, voi andate piano.

Si.

To lo sapevo che se ti dicevo che c'era Paola, arrivavi subito.

- Perché dici così? Non c'è? - Vieni, vieni.

Ehi.

- Grazie. - Allora, signori, visto?

Si è fatto aspettare come una star, ma alla fine è arrivato.

- Eccolo, finalmente. - Eccolo.

Ciao.

Prima venivi sempre a Londra.

Adesso ci sto io, lo fai apposta a non venire.

Non è vero.

- Se mancavi tu, non alzavamo il sipario. - Addirittura.

- Ciao, Jacob. - Ti ho visto in TV.

Non ho capito niente, ma mi hai convinto.

Ma se non sono nemmeno fotogenico.

- Come non sei fotogenico? - Non sono fotogenico, siete bugiardi.

- Ciao, come stai? - Bene, bene.

- Vuoi una spremuta? - Un caffè.

- Un caffè? - Te lo porto io.

- Isabel, posso avere un caffè anch'io? - [Isabel] Sì, señor.

- [Elsa] Qualcosa da mangiare? - No, grazie.

- Tieni. - Grazie.

- Che ci racconti di bello? - Ma raccontatemi qualcosa voi.

- [Pietro] Grazie. - [Isabel] Caffè?

- [donna 2] No, grazie. - [Elsa] Lo prendo io.

- Ma come è andata in moto? - Con una moto.

Sibilla ha la moto.

Un motorino?

- No, ha una moto, - Eh, no.

- Le ho detto di andare piano. - No.

- Che dovevo fare? - Le dovevi dire di no.

Scusa, potresti farmi una spremuta?

Sì, signora.

Secondo te, come va a finire?

Chi può saperlo.

Guarda, guarda.

Ben arrivato.

Ciao.

[Viktor] Si, conosco il porto.

SÌ, sì.

Ho riservato il motoscafo.

- Ben arrivato. - Grazie.

lo mi vado a cambiare.

Tutto a posto?

1 tuoi?

Lo so che ti fai rovinare la vita per le beghe in facoltà,

ma alla fine, i soldi per l'istituto te li danno.

Non mi dire che hai conosciuto una, perché se ti fa questo effetto, allora...

Eh?

No, Pietro, sono solo un po' stanco.

Lo hanno chiamato Anaconda per via della sua forma lunga e sottile,

È un asteroide interstellare,

che dopo aver vagato per milioni di anni per la Via Lattea,

ha incontrato casualmente il sistema solare,

Anaconda è lungo quasi due chilometri,

ruota su sé stesso con un periodo di circa sette ore e mezza

e viaggia alla velocità di 98 mila chilometri al secondo,

un terzo della velocità della luce.

È stato scoperto dall'Osservatorio del Paranal, in Cile,

Ma tu lo sapevi?

Scusi, ma quella cosa ci potrebbe venire addosso?

Scusi, ma lei dove l'ha sentita questa cosa?

Stamattina alla radio del mio paese, il Perù,

uno dice che potrebbe colpire la nostra terra,

[in spagnolo] Dice anche che non ci avete detto la verità.

Ho paura per la mia famiglia.

C'è pericolo?

Me lo dica, per favore.

Il mio bambino...

ha sette anni.

Stia tranquilla. Dicono un sacco di cose, non si preoccupi.

"Nel buco nero finiscono tutti i grandi amori che muoiono."

È una tua battuta.

Il tuo vecchio cavallo di battaglia.

Devi dirmi qualcosa?

Perche non sei venuta?

- Dove? - À dicembre, alla filarmonica di Berlino.

Viktor non stava bene quel giorno.

Viktor non sta bene mai.

Se fossi venuta?

Sarebbe cambiato qualcosa?

Tu che sei così bravo a calcolare la distorsione del tempo.

È una cosa seria.

E sta accadendo.

Forse.

La nostra storia non lo era?

Paola, io non dovrei nemmeno essere qui adesso.

Non sei venuto per me.

Sta succedendo una cosa molto grave.

Molto.

E...

Piatti.

- [Pietro] Attenzione. - Metto qui?

[Elsa] Sì, lascia tutto li.

- [Pietro] Vado? - [Elsa] Sì.

- [Pietro] Chi vuole? - [Enrico] Grazie.

- [Jacob] Sì, grazie. - [Pietro] Vai.

[Pietro] Eccomi.

Ce l'avete tutti? Ecco il vino per te.

Grazie.

- Manca il tuo. - Chi manca?

Il tuo.

Allora, io chiedo un minuto di attenzione.

È una giornata speciale. Volevo fare un brindisi ai miei 50 anni.

- Non ho più l'età, - Ma..

[versi di disapprovazione ]

Ma infatti per cosa non si ha più l'età, scusa?

Innanzitutto, non ho più l'età, non ho più tempo, che ne so,

di suonare, per esempio, un brano da brividi col violino.

Ero brava a suonarlo.

Oppure non sono mai andata a fare quelle arrampicate che avrei voluto,

E credo che anche se mi decidessi, le mie gambe forse non mi seguirebbero.

Comunque, è un privilegio avervi qui, quindi grazie.

- Grazie. - [tutti] Auguri!

- Tanti auguri. - Grazie.

- [donna 2] Buono. - Peccato che non c'è ancora Giulia.

- [donna 2] Arriverà. - Viene anche Giulia?

Sì, ci ho parlato stamattina.

È tornata.

- Da dove? - Dalla Tanzania.

Sta seguendo un progetto per una ONG

e insegna fisica nelle scuole più emancipate in Tanzania.

Nessuno ha pensato di andarla a prendere, di portarla da Roma?

- Se me lo dicevate, potevo andare io. - Certo.

" Poi venivamo insieme. - Sono contenta che viene.

Non la vedo da un anno.

Poi quando parla di fisica, capisco sempre tutto.

[Pietro] Se avesse avuto un po' più di ambizione,

avrebbe potuto ambire al Nobel.

- [donna 3] Non esagerare. - È vero.

- È vero. - Pero se fosse stato un uomo...

Non è detto che non lo vinca. C'è ancora tempo. Quanti anni ha Giulia?

Poi diciamocelo, il Nobel è anche una questione di fortuna.

Isabel?

- Isabel. - Isabel,

- Dia a me. - Che c'è?

Devo tornare a casa mia, a Lima.

Mio figlio.

Ma perché, che succede? Che stai ascoltando?

Lo chieda a lui.

Ma che è successo? Perché sta così?

Devi dirci qualcosa?

No.

Credo che si riferisca a quello che hanno detto al telegiornale

su questo asteroide Anaconda che passa vicino alla Terra.

Ma non abbiamo notizie molto più precise di questa.

Ma scusa, se non ce l'hai tu qualche notizia?

Almeno più precisa della TV.

Ma c'entra quello che stai facendo adesso all'Osservatorio?

Sì, anche.

Infatti, sto in contatto con l'Osservatorio del Cile.

Il punto è che questo asteroide viaggia a una velocità molto alta

e, a questa velocità, il tempo è molto distorto.

Quindi, dobbiamo cercare di calcolare questa distorsione.

Il tempo è distorto?

E hanno bisogno proprio di te.

Con tutto il rispetto.

Non solo di me, ma di chi ha le competenze

per poter calcolare la traiettoria dell'asteroide

con una velocità relativistica.

Ma non sono solo io, ci stiamo lavorando in tanti.

Senti, ma non c'è un altro nome?

Asteroide.

Mette un po' ansia, no?

Magari cometa, stella cometa.

Non è meglio?

Jacob, il punto non è il nome.

Il punto è che la prima volta che l'abbiamo visto,

non pensavamo che andasse così veloce.

E ha una conformazione strana, insolita.

I telescopi non riescono a seguirlo, e quando l'abbiamo visto,

era già molto più vicino rispetto a dove pensavamo che fosse,

Ma com'è possibile?

È possibile perché noi coi telescopi vediamo sempre il passato delle cose,

non il presente.

- Se volevi aiutarci a capire... - Non ho capito.

Vuol dire che quando nei telescopi appare un pianeta o altro,

noi lo vediamo come se fosse in un tempo passato,

perché la sua immagine impiega molto tempo per arrivare sulla lente del telescopio.

- Giusto? - Sì, è così.

Se vediamo una cosa a un anno luce di distanza,

la stiamo vedendo dove stava un anno fa.

E in realtà, marciando alla velocità della luce,

è molto più vicino.

Ma ne stiamo parlando veramente?

C'è una cosa enorme che punta verso la Terra

a una velocità pazzesca, e tu non ci dici niente?

Che cosa ti devo dire?

Questa cosa, come la chiami tu, è entrata nel nostro sistema solare

e come mille altre cose che vagano per lo spazio

e poi se ne vanno in giro per conto loro.

Oppure si disintegrano.

- E questo invece che fa? - Che fa?

Ma com'è possibile che non ne sappiamo proprio niente?

In redazione da me, nessuno ne parla.

Intanto la borsa marcia alla grande.

Non è che state prendendo una cantonata?

Tu vedi il mondo come un mercato della borsa 24 ore su 24.

E perche, è molto diverso?

AI giornale non c'è nessuno.

Saranno al bar. Dici sempre che ci stanno delle ore.

Ma voi vi ricordate le ore che abbiamo passato da ragazzi

a parlare delle probabilità di quello che ci poteva succedere

di giusto, di sbagliato.

Di come le nostre vite viaggino attraverso certezze, incertezze.

Nottate allegre.

Pietro, non dici niente di nuovo. Cosa pensate che faccio io da una vita?

La finanza è prevedere sulla base dei dati,

esattamente come voi fisici.

Ma a un tratto arriva il cigno nero,

si chiama così, una crisi dei mercati mondiali.

Le Borse precipitano giù, e secondo voi nessuno l'aveva previsto?

No.

C'è sempre una manina strana che preme un bottone.

Nell'universo non ci sono manine strane.

Non ci sono. Nulla di quello che accade dipende da noi.

È una scoperta continua.

- È bellissimo. - È bellissimo, però...

Cioè, un po' spaventoso.

Non ho capito.

Questa massa potrebbe caderci in testa in qualsiasi momento?

Sentite qui, qualcuno dice che ha un bunker

e ci si sta chiudendo dentro.

Se si è pessimisti, c'è sempre la possibilità

che arrivi un terremoto a qualunque ora del giorno.

[donna 3] Ecco, si!

Semmai dovremmo avere molto più paura delle bombe atomiche.

Certo.

C'è un arsenale che può far saltare in aria il mondo.

Noi? Facciamo finta di niente.

E infatti...

Enrico, se ci dovesse cadere addosso questo asteroide,

tutte le bombe atomiche che abbiamo esploderebbero o sbaglio?

- È grande, poi. Quanto sarà grande. - Quanto è grande 'sto coso?

- È grande, e se dovesse... - [Paola] Stop.

Stop, non chiedetegli più nulla.

Gli scienziati amano dire la verità.

Poi sono cavoli nostri.

Pietro, è molto grande.

Millenovecentoventi metri, per la precisione.

- [Elsa] Millenovecentoventi. - E tanto?

- È tanto sì. - Dipende dai punti di vista.

Da quando c'è la vita sulla terra,

è successo altre cinque o sei volte che c'è stato uno scontro.

E così, per sapere,

l'ultima volta che c'è stato questo scontro che...

L'ultima volta si sono estinti i dinosauri.

Sessantasei milioni di anni fa.

Ah.

E proprio oggi...

- [risate] - Il giorno del mio compleanno.

Noi come i dinosauri.

Sì, va bene. Comunque, quell'asteroide era sei volte più grande di questo.

Insomma, si può sapere quante probabilità ci sono

che questo coso ci piombi sulla testa?

All'inizio pensavamo nell'ordine di qualche centinaia di migliaia.

Ma?

Ma ora che abbiamo calcoli più precisi, le probabilità stanno aumentando.

E piantala, dicci quanta probabilità.

Mica è il Padre Eterno, lascialo in pace.

Una probabilità su un milione? Quanto?

Una su 100.

Anzi, forse una su 20 adesso.

Una su 20?

Dici che c'è una probabilità su 20 che questo coso ci finisca in testa?

Si.

lTo devo chiamare Anna, scusate.

Poi passamela.

Ma, cioè, tu da quanto lo sai?

In realtà, lo so da poco, Greta, Però non volevo...

Spaventarci.

Niente, ce l'ha spento.

Mia figlia ogni volta che va, spegne 'sto telefono.

Chiamo la mamma di Delfina.

Mamma mia che ansia, ragazzi.

Ciao, scusami, ma le ragazze sono da te?

No, hanno il telefono spento, non rispondono.

Non sai niente? Chiamami se per caso ti chiamano, va bene?

Sì, ciao.

Non sa mai niente questa.

[squilli di cellulare]

Ehi.

Beh, prima di tutto buon compleanno.

- Grazie. - Poi tranquilla, arrivo,

Mi sono fermata da Raffaella che non la vedo da un po'.

Mi raccomando, perché oggi è una giornata un po' speciale

per tanti motivi,

Pero ti prego, vieni presto. Ok?

Ho bisogno di parlarti.

Ti aspetto.

Ma sì, tranquilla. Arrivo presto, ok? A dopo.

Temevo che non arrivassi.

Ti ho mai dato buca?

Come stai?

Sei preoccupata per questo pianeta vagante?

Ho parlato con Dick Roger all'Osservatorio di Castel Gandolfo

e ne so meno di prima.

Tu cosa sai?

Purtroppo non più di te.

Drammatizziamo sempre troppo.

In fondo, nel passato le cose sono andate a volte molto peggio di oggi.

Peggio che estinguerci per causa di un meteorite non credo.

È che minimizzare sempre, ignorare la realtà,

poi porta a disastri.

Una civiltà che nega i campi di sterminio, che se ne frega dell'allarme climatico.

Secondo voi, non c'è qualcuno che nega la possibilità

che ci possa cascare qualcosa in testa?

[Paola] Vero, Greta.

Tutte le volte che parlo al liceo di nazismo e dei lager,

c'è sempre la solita protesta di chi non ci crede.

E come se non bastasse,

i devo pure sorbire il predicozzo della preside che dice

che tutti hanno il diritto di dubitare.

Assurdo.

Come se non ci fossero i testimoni, i filmati.

Che la scuola peraltro non mostra e invece dovrebbe.

Che vergogna. Evitano come fosse pornografia.

Mi sa che stavolta ci tocca davvero mettere avanti l'orologio dell'apocalisse.

In che senso? Cos'è l'orologio dell'apocalisse?

È un orologio metaforico dell'università di...

- Di Chicago. - [Greta] Chicago.

Praticamente, misura il pericolo di una ipotetica fine del mondo.

Quando l'hanno inventato, pensa, c'era ancora la Guerra Fredda.

Le lancette erano a sette minuti dalla mezzanotte,

cioè l'ipotetica fine.

Per dire che eravamo vicini alla fine del mondo?

Poi ai tempi della bomba all'idrogeno, hanno spostato le lancette in avanti.

Mancavano due minuti.

E quindi adesso, dovrebbero collocarlo più o meno

a pochissimi secondi da questa ipotetica mezzanotte?

- Potrebbe essere la nostra ultima cena. - Dai, mangiamo.

Mi scusate un attimo?

Se ti danno notizie del pietrone, facci sapere.

- Sì. - [Elsa] Certo.

Ma...

non è che stiamo entrando in una psicosi collettiva?

- Ma vaffanculo. - [Elsa] Ma vaffanculo.

Vaffanculo.

[in spagnolo] Ciao, Rosa, come stai?

[in spagnolo] Stai raccogliendo Quinoa, vero? E tutto normale...

[in spagnolo] Alla radio?

[in spagnolo] C'è qualche notizia dall'Osservatorio?

[in spagnolo] Pronto?

[in spagnolo] Rosa?

[in spagnolo] Parli con la tua famiglia, nel tuo Paese?

[in spagnolo] Si.

[in spagnolo] E cosa dicono?

[in spagnolo] Che la frutta cade dagli alberi, ma non è stagione.

[brusio]

[Viktor] Viaggia a una velocità molto più grande degli altri.

- [Paola] Non sappiamo qual è. - [Pietro] Esatto.

[Pietro] Eccolo, eccolo.

Hai parlato con l'Osservatorio? Novità?

No, nessuna.

Perché stavamo parlando e Jacob voleva sapere una cosa.

Jacob, tutti vogliamo sapere.

- Tutti vogliamo sapere una cosa. - Non proprio tutti.

Io non sono così convinto di volerlo sapere.

Va beh, comunque...

Ci domandavamo cosa succederebbe praticamente

semmai, ma proprio semmai,

dovesse capitare questa disgrazia.

[Viktor] Sarebbe una grande esplosione?

Si incendierebbe tutto?

- Perché non dicono niente? - Che cosa volete che vi dicano?

"Signore e signori, cadrà un'enorme massa sulla Terra,

pero tranquilli, non è niente?"

[Viktor] Ma diccela tu, allora, la verità.

La tua, se non altro.

Tecnicamente, l'energia rilasciata dall'impatto

sarebbe equivalente a milioni di megatoni di TNT.

L'asteroide perforerebbe la crosta terrestre

arrivando fino al mantello,

e questo causerebbe la fuoriuscita di un'enorme quantità di acido solforico

e di piogge acide che sono assolutamente letali

per ogni forma di vita.

To l'avevo detto che non bisognava chiederglielo.

Enrico ha sempre fatto così.

Parla anche delle cose più terribili

come se fossero fenomeni tutto sommato curiosi.

Ma ti sei sentito?

Sembrava che leggessi l'elenco dei dolci a Pain du Sucre.

Pain du Sucre. Te lo ricordi ancora?

Il baobab alla vaniglia.

Certo, me lo ricordo.

Scusa, ma perché ci hai detto cosa succede?

- Perché me l'avete chiesto. - Gliel'hai chiesto finora.

- L'hai chiesto tu. - Ma non si dice così che potremmo morire.

È una questione di responsabilità, di etica.

Anche se accadesse, che senso ha seminare il panico, scusa?

E invece ti sbagli. Io vorrei saperlo se sta finendo la vita.

Non vorrei certo saperlo magari dal parrucchiere sotto al casco.

E se ami qualcuno e vuoi raggiungerlo, vorresti poterlo fare.

Sì, ma riuscite a immaginare cosa succederebbe

se la notizia l'avessero divulgata?

- [Elsa] Va beh. - [Jacob] Come reagirebbe la gente?

Panico, certo.

[in inglese] Hai deciso di richiamarmi, finalmente.

[in inglese] Sei così gentile.

[in inglese] Onestamente, mi prendi per un'idiota?

[in inglese] Per quanto tempo pensavi di poterlo nascondere?

[in inglese] Il caporedattore, eh?

[in inglese] Beh, indovina un po'?

[in inglese] Puoi dire al caporedattore che sono con un esperto

che sta monitorando la situazione minuto per minuto

con l'Osservatorio in Cile.

[in inglese] Calma?

[in inglese] Non posso credere alle mie cazzo di orecchie!

[in inglese] Tutte le voci liberali del mondo ne stanno parlando.

[in inglese] Sto scrivendo di questa roccia

che sta per atterrare sulle nostre teste,

e se non la pubblichi, giuro...

[in inglese] Ovviamente mi fido della mia fonte, è un fisico rinomato!

[in inglese] Io lo pubblico, va bene?

[in inglese] Andrà online se non lo pubblichi,

e poi, potrai vederlo diventare fottutamente virale.

[in inglese] Goditelo.

Scusa, Jasmine, ma com'è possibile che al giornale non sappiano niente?

- È assurdo. - Lasciamo perdere.

- Scusate. - Ma dail

Al Guardian non sanno niente? Ma per favore!

Comunque, anche se lo sapessero,

in effetti, divulgare la notizia che senso avrebbe?

- Spargi il panico e basta. - Un rifugio anti-meteorite non esiste.

Le persone hanno il diritto di sapere tutto questo.

Scusate, un attimo.

Perché stiamo parlando di questa cosa soltanto perché, con tutto il rispetto,

è arrivato Enrico, una persona sola, e ci ha raccontato una serie di cose.

Ma non abbiamo nessuna...

- Infatti. - Eh?

Sì, infatti. Ci stiamo fidando della parola di una sola persona.

- [Elsa] Ma non è così. - Senza offesa.

Posso fare una domanda che nessuno ha fatto ancora?

Ma non potrebbe essere uno sbaglio?

- Cioè un cannocchiale... - Telescopio.

Un telescopio rotto, guasto?

Senti, Pietro, io ho solo risposto alle vostre domande, va bene?

Enrico,

ma non starai drammatizzando troppo?

Forse la situazione non è così grave.

Paola, eventi come questo succedono continuamente nell'universo.

Alla Terra è andata bene per anni,

e sto sperando con voi che non succeda niente nemmeno stavolta.

[in spagnolo] Scusate, però quello che dice il professore è la verità.

Mio cugino l'ha sentito alla radio.

- Chi? Quale radio? Dove? - Quella del mio paese, il Perù.

Se lo dice la radio del Perù è verità, eh.

- Fai sentire un attimo. - Beh, perché no?

Sei al telefono?

[in spagnolo] Posso?

[in spagnolo] Scusi, sono con Isabel,

cosa dice esattamente la radio?

[in spagnolo] È Radio Liberacion?

[in spagnolo] Voglio dire, chi la trasmette?

[in spagnolo] Va bene.

[in spagnolo] Capisco, grazie.

[in spagnolo] Le passo Isabel.

- Che dice la radio? - Che dice?

Dice'

[in spagnolo] Una grande roccia cade dal cielo oggi.

E va bene, abbiamo capito.

Ora tu ti fidi di una Radio Liberacion peruviana sconosciuta?

Non sarebbe la prima volta che voi scienziati sbagliate,

La scienza non è il mercato della borsa che può essere manipolata.

- Ma via! - Come fate...

Via che?

A che servono le vostre apparecchiature costosissime?

A contemplare il cielo e a dare dei nomi stupidi

a tutto quello che trovate.

- Sì. - $?

Si.

Per paura di non sbagliarvi, non ci fate capire niente.

Se veramente volete capire come vanno le cose, cosa succede,

basta guardare l'andamento dei mercati.

- [Elsa] Eh. - E guarda caso...

La borsa sale.

- Ma cosa vuol dire che sale? - Vuol dire che tutto va bene.

Sì, abbiamo capito.

Se dovesse accadere qualcosa,

alla fine si scopre che i più ricchi si sono salvati

e sono ancora più ricchi.

Ma se finisce il mondo, sai che ci fanno con quei soldi?

- Appunto. - [Viktor] Pensatela come volete,

ma intanto la borsa sta salendo e questa non è una cattiva notizia.

È spenta, è sempre spenta.

Ehi, ehi.

Senti, io non volevo allarmarvi, però se mi fanno certe domande...

Lo so. Prendi le cose troppo seriamente.

Sei rimasto il primo della classe.

Hai sempre voluto andare in giro a tutte le conferenze,

anche quelle che non contavano nulla.

Hai scritto 47 articoli su riviste di storia contemporanea

e io li ho letti tutti.

Secondo te, oltre me chi altro li ha letti?

Nessuno.

Ma perché la nostra storia è così, a tappe?

Perche cerchiamo l'intensità.

Altrimenti non dura.

Nell'amore a tappe dura di più.

Il tempo è distorto, te l'ho sempre detto.

Eh, lo so!

Stavo pensando a quella volta che dovevamo vederci a Roma.

- Era passato più di un anno. - $Ì.

Ti ho aspettato per ore all'orto botanico.

Poi quando ho capito che non saresti venuta,

stavo veramente male, Ima stavo proprio a pezzi.

- Ma sei venuto? - $Ì.

E io, quel giorno...

ho pensato che non è vero che esiste l'amore speciale.

Forse, invece, esiste.

To dopo quella volta, sono stata una settimana senza mangiare.

Cinque chili ho perso.

Ma ero sicura che non saresti venuto.

Pensavo che a te non importasse più niente di me.

To ho pensato la stessa cosa.

[Elsa] Finalmente!

- Scusami. - Non arrivavi più.

Lo sai che quando vado a trovare Raffaella,

poi ci perdiamo nelle nostre discussioni.

Sì, lo so come siete voi due.

- Chi c'è? - Ci sono tutti, ci sono tutti.

Enrico ci ha parlato di questo asteroide che è entrato nel Sistema Solare.

Siamo un po' preoccupati.

Io penso ad Anna che è uscita con gli amici e non mi risponde.

[Pietro] Qui continua a non parlarne nessuno, pochissimi.

- Ecco Giulia! - [Pietro] Eccola!

- [Giulia] Ciao a tutti! - [Pietro] Ciao!

- [Jasmine] Finalmente! - [Giulia] Da quanto tempo.

Come stai?

- [Viktor] Ciao. - [Jacob] Come stai?

- [Giulia] Bene. - [Paola] Ben arrivata.

- Ti prendo qualcosa da bere? - Volentieri, grazie.

Quindi, se ho capito bene,

esiste un modo per evitare degli scontri nell'universo?

Sì, si chiama impatto cinetico.

Sono anni che si studia come colpire asteroidi pericolosi.

Con delle bombe atomiche che riescano a evitare la collisione,

ma questo mi sembra che sia un asteroide troppo veloce.

- Non c'è tempo. - Esatto.

Ma non è la prima volta che arriva un asteroide

da fuori il Sistema Solare, no?

No, se ne erano già visti altri due simili.

1l/'Oumuamua nel 2017

e 21 Borisov nel 2019.

Ma non andavano così veloci.

- Scusa, Borisov e? - l/'Oumuamua?

- Oumuamua? - Sì.

Ma che cavolo di nomi!

Come vuoi che li chiamino?

Pietro, Paolo? Pietro e Paolo?

Scusate.

Sei arrivata, voglio fare a te una domanda.

Allora, c'è una possibilità di spostare la Terra

dalla traiettoria di questo asteroide?

Ma cosa?

[Elsa] Pietro!

- Ho detto una stronzata? - [Giulia] Beh, sì.

Hai idea della massa della Terra?

Se anche ci fosse un'esplosione nucleare così potente da spostarla,

farebbe una catastrofe ben peggiore.

[Enrico] Non sarebbe la fine.

Quando si sono estinti i dinosauri, non è stata la fine del mondo, solo loro.

Anche in questo caso, sarebbe la fine di noi esseri umani

e di qualche altro animaletto.

Grazie, Enrico, sempre di grande conforto.

Prego.

Come vedi la discussione è molto accesa. Abbiamo tanti dubbi e domande.

To infatti, a questo punto, ti lascerei volentieri la cattedra adesso.

- No, perché? - [Enrico] Ti prego, prendila tu.

Comunque, ragazzi, è così. Arrendiamoci.

Come esseri umani, siamo una specie a vita breve.

À vita breve, dici?

È così, scappa via in fretta.

Dipende dall'idea del tempo che abbiamo.

Ci sono delle farfalle che vivono un solo giorno.

Ma hanno la sensazione, in quel giorno, di vivere una vita intera.

Enrico, sei ancora in contatto con l'Osservatorio di Paranal?

Sì, ne parlo con Federici.

E?

Se vuoi posso provare a richiamarlo.

Sì, vorrei sapere che cosa dicono, che cosa sta succedendo in tempo reale.

[Federici] Sì, Enrico?

Ciao, Vittorio. Ci sono novità?

Allora, sembra che questo strato esterno di 45, 50 cm

sia composto di materiai organici,

però al suo interno, probabilmente, è ricco di ghiaccio.

E quindi, con i calcoli che abbiamo disponibili, la traiettoria?

Eh, la traiettoria...

Enrico, è quella, ormai lo sappiamo.

Puoi darmi una probabilità di impatto?

L'ultima simulazione ci ha dato punto due.

Ma ho la sensazione che se me lo chiedi tra un'ora,

saremo sopra punto cinque,

Quante probabilità ci sono, invece, che Anaconda si disintegri

a contatto con la mesosfera?

- Chi è che parla? - Giulia Dufour, una collega,

Enrico, ma cosa fai? Cosa ti avevo detto?

No, stai tranquillo, Vittorio.

i È un'amica. È una collega della Specola Vaticana.

- Ho capito, però,.. - Che state facendo?

- Qual è l'intenzione? Non dire niente? - Senta,

anche se facessimo suonare le sirene, ormai suonerebbero dopo il bombardamento.

- Lo capite? È chiaro, sì? - [chiamata interrotta]

- Caratteraccio. - $Ì.

Come durante la guerra,

le sirene suonavano l'allarme e le persone andavano nei rifugi.

Qui non ci sarebbe nessun allarme da lanciare.

L'impatto sarebbe già avvenuto.

Ci colpisce come fanno le saette.

Le vediamo un attimo dopo lo scoppio.

Va beh, non mettiamo il coltello nella piaga.

Sappiamo che questo asteroide potrebbe arrivare.

Ma non è mica sicuro?

Certo, potrebbe anche non accadere.

O sbaglio?

Potrebbe.

Potrebbe non accadere, Ima invece se accade?

Se accade, che facciamo? To vorrei che Anna fosse qui.

Perche, dov'è?

E andata con gli amici, in giro con gli amici.

Va beh, situazioni di questo genere ci sono sempre state.

Semplicemente c'era meno incertezza, perché non c'erano i telescopi

che registrano tutto.

Possiamo anche esprimere dei desideri.

Non so, per esempio, se questa cosa non accade,

qual è la prima cosa che ognuno di voi farebbe?

- Tu? - Io partirei a fare il giro del mondo.

To bagno al mare lunghissimo.

- Tu, Jasmine? - Io...

" T0 - Cosa?

Dammi un attimo.

Che fa?

Non so.

[suona "Dance Me to the End of Love" di Leonard Cohen]

[voce non udibile]

[voci non udibili]

[voci non udibili]

Attenzione, attenzione.

Oggi dobbiamo festeggiare i primi fantastici 50 anni di mia moglie.

Datemi mia moglie. Vieni qua.

Vieni qua.

Devi soffiare. Qualcuno ha da accendere?

- Sì, io. - [Pietro] Vai.

- [applausi] - Mamma mia.

- Devo spegnere, vado? - Vail

Bacio!

Beh, il fatto che mi vogliate festeggiare, insomma,

con quello che sta succedendo, quello che stiamo vivendo, è bellissimo.

Viktor, grazie di portare sempre la torta più bella e più buona.

- Anche Paola. - Grazie, Paola.

[Elsa] Grazie. È bellissima.

Comunque, non ci posso credere che stiamo festeggiando.

Festeggiamo una vecchia paziente.

Sono tra i suoi primi, eh.

Una cavia, praticamente.

- Paziente sì, vecchia no. - Bravo.

Grazie, Jacob.

Sporzioniamo la torta, Isabel?

Ma tu te lo ricordi da quant'è che ci conosciamo, si?

- Ventitré anni e sei mesi. - [Greta] No!

- Da quando volevi fare l'attore! - [Pietro] Attore è una parola grossa.

Non me lo ricordare. Pensavo anche di essere bravo.

Come psicanalista sei eccellente, come attore te la cavavi, dai.

Giacobbe, famoso...

Qualcuno vuole fare un discorso?

Elsa, mi sa che tocca a te.

Lo sai, Giulia, mi sono innamorata di te a prima vista.

Proprio così, come si dice.

Avevamo 16 anni. Primo liceo classico, ti ricordi?

Magari non è che interessa a tutti.

No, ma lasciala parlare. Se non ora, quando?

Beh, non importa. Scusa, ho 50 anni, mezzo secolo.

Mi posso anche permettere di condividere le emozioni con gli amici.

Io amo moltissimo mia figlia. Amo mio marito.

Perché mi regalano sempre dei giorni stupendi.

Pero il primo amore è un'altra cosa.

E stamattina, quando aiutavo Anna con la traduzione,

mi è venuta in mente la scena di me al liceo,

quando ho visto Giulia per la prima volta.

To ho amato Giulia dal primo momento, senza saperlo.

E...

ho capito che quello che ho provato è vero amore.

Ma non c'è niente di sbagliato, eh?

È soltanto che posso dire

che voglio un bene profondo a mio marito, mio compagno di vita.

Però non sono sicura che sarei disposta a morire per lui,

Non te la prendere, Pietro. Sono una moglie felice.

Grazie per questa dichiarazione.

lIo la mia la scrissi.

Al liceo.

Non te l'ho mai data.

Diceva più o meno:

"L'amore non è vaghezza.

È il sentimento più profondo di tutti,

Più della filosofia, più dell'astronomia.

Più della fisica".

Bello.

[Pietro] Vai!

Guarda, a questo punto, io propongo un brindisi...

alla sincerità.

Alla sincerità.

- Alla sincerità. - [Giulia] Ecco, sì.

- [Enrico] Elsa... - [Jacob] Alla sincerità.

Tanti, tanti di questi anni.

E sapete che c'è? Al diavolo il tempo,

che alla fine è solamente una convenzione per questi appuntamenti.

- [Elsa] Evviva. - [Pietro] Auguri, auguri.

Per trovarci.

A proposito di ricordi...

Pietro, te la ricordi mia zia Libera?

[in toscano] Come no, è di Livorno.

Una volta mi ha rimproverato, perché ero tornato tardi...

Sì, però falla bene, perché fa l'accento benissimo.

- No, dai, mi vergogno. - Ma che ti vergogni? Vai.

"S'era detto che..." Però mi vergogno veramente.

- Fallo bene, dai! - Dail

E mia zia Libera mi ha detto:

[in toscano] "Avevamo detto che prima studiavi

e poi andavi a giocare a campetto.

Invece tu sei andato prima a giocare e adesso devi studiare tutto sudato.

E non va bene,

perché bisogna seguire l'ordine delle cose.

Il giusto ordine del tempo".

[Greta] Sapete che cosa vi dico?

Che, seguendo il giusto ordine del tempo,

io prima di essere ridotta in polvere da questo maledetto coso,

vorrei ubriacarmi e correre nei boschi come una baccante.

[Elsa] Baccante!

- [Jasmine] Auguri. - [Jacob] Auguri.

lo guardo qua.

Cerchiamo nelle borse.

- Guardi tu nei cassetti? - $Ì.

- Niente, qui niente. - Cerca bene nelle tasche.

Sì, ho guardato nelle tasche. Non c'è niente.

Le tasche del giubbottino, dei jeans.

Aspetta, aspetta.

Ecco.

To lo sapevo che Anna ce l'aveva. Guarda che roba.

Ma cosa stiamo facendo?

Appena torna a casa mi sente.

- È erba. - Eh.

Com'e?

- Buona. - Fai sentire?

È buona.

Cartine?

- Ce l'ha Greta. - $Ì, vai.

[Elsa] L'abbiamo trovata.

[Pietro] Avete cartine lunghe?

Il tempo si sta rimettendo, almeno questo.

L'erba di tua figlia sta facendo il suo dovere.

SÌì. Se ci fai fumare anche a noi, grazie. Scusa.

[Jasmine] Questo cavolo di asteroide è lontano.

Ma pare di capire che invece è già molto vicino.

Giusto?

Ma la nostra vita non è molto diversa da quella delle stelle?

Nasciamo, brilliamo, ci spegniamo.

[voce non udibile]

Ma Giulia?

Giulia è dovuta andare in un posto. Ha detto che però torna subito.

Ho scritto ai miei studenti.

Gli ho detto di divertirsi,

di passare la notte a ballare, a ridere, a fare l'amore.

E perché solo a loro?

[Viktor, in francese] I giochi sono fatti. Niente va più.

- Undici nero. Tutto per la banca. - Ma dai! Ma vinci sempre tu!

E allora? Mica c'è un trucco?

Allora, stop. Se continuassi, perderei anche la camicia,

È perché sei un perdente.

Cosa?

Lo penso veramente, tu sei un perdente.

[Viktor] Eh, sì.

- Ridammi la canna, va. - Quando vince, è sempre così.

Quando?

Quando, cosa?

Se fosse, quando succederebbe?

No, sapevo che prima o poi sarebbe uscita la domanda delle domande.

- Qui abbiamo l'esperto del tempo. - Il tempo...

E non ripetere che il tempo non esiste.

In effetti, l'invenzione dell'orologio è stata una disgrazia, no?

Perche?

Le clessidre, le lancette, le sveglie che suonano.

Vuoi mettere senza?

Ma il tempo è una misura indispensabile per capire quando vendere o comprare.

- È una fissazione! Hai proprio... - [Viktor] Lo so.

[in inglese] - [donna] Sì? - Jennifer, ascoltami. - Sì,

[in inglese ]- Ricordi le due signore, Bianca e Teresa? - Sì.

[in inglese] Hanno investito i soldi nel Fondo Belmonte...

[in inglese]- Sì, - Sì.

[in inglese] Ho bisogno del numero, non ricordo i loro nomi.

[in inglese] Qualcosa con "ini"...

[in inglese] Fellini...

[in inglese]- Fabrini, - Fabrini, sì!

[in inglese] Bianca e Teresa Si sono suicidate,

[in inglese] - Cosa? - Sì, Viktor.

[in inglese] Si sono suicidate?

[in inglese] Hanno chiuso porte e finestre e hanno acceso il gas.

[in inglese] L'ho letto sul giornale,

[in inglese] Poverette,

erano venute una settimana prima a ritirare i soldi dal Fondo Belmonte,

ma il Fondo era fallito, lo sai.

[in inglese] Hanno perso tutti i loro soldi,

[in inglese] - Perché non me l'hai detto prima? - L'ho fatto!

[in inglese] 7i ho avvertito e mi hai detto che sapevano di correre un rischio,

e hai aggiunto che non eri Babbo Natale,

[in inglese] Ricordi?

[in inglese] - Ti richiamo. - 0k,

- Era la tua segretaria? - Problemi.

Forse finiscono con noi i problemi.

Non t'importa di morire?

M'importa di vivere.

Ora sì.

- Senti, ti devo parlare. - Lo so.

Ho visto.

Lui è la tua storia speciale.

Si ama una sola volta, le altre si vuole bene.

Ook.

Ook.

Sono un pezzo di merda!

Perche?

Perché ho un cuore piccolo così, piccolo come un topolino.

Ma cosa dici?

Ma non è vero!

Non è vero.

È la prima volta che ti vedo così.

Viktor, ma...

Perdonami.

Pensi che sia giusto sapere tutto?

Se non fossi abituata a te che drammatizzi sempre,

entrerei in ansia.

Stavolta non sono io.

Ti ascolto.

Vuoi che ti dica la verità?

Se mi dici quello che ti passa nell'anima,

mi stai dicendo comunque la verità.

Anche se questa verità è difficile da accettare?

Si.

- Ma chi l'ha spaccato? - Il signor Viktor.

Era agitato. È partito.

- Da solo? - $Ì.

Non ti ha detto niente?

No, aveva le valigie.

Beh, lo dobbiamo far aggiustare.

Conserva queste.

Addio, Paola.

Sei una bellissima donna, ricordatelo.

Grazie, Viktor.

- [risate] - Senti?

Stanno tutti con la testa per aria.

Beati loro.

E tu?

- Sei sicuro che vuoi partire? - $Ìì, sì.

Sai, io lavoro sulle cose concrete.

Ma in questo momento...

non mi piaccio per niente.

Dai.

Fai attenzione, mi raccomando.

Non hai paura?

Davvero non ti spaventa l'idea che forse per noi non c'è più tempo?

Come fate voi qui?

Come reagite, cosa...

Preghiamo.

Come tutti i giorni.

Lo so che la preghiera è un'arma fragile,

ma è potente nell'impotenza.

Ho sempre pensato che la teologia fosse molto più complessa della scienza.

Sai che per noi l'universo ha una sola lettura?

- La fraternitas... - Sì, la fraternitas, lo so.

San Francesco, siamo tutti creature di Dio...

Anche le persone malvagie?

Anche le guardie dei lager, anche i nazisti sono creature di Dio?

Lo sai che i miei nonni sono morti li.

È imperdonabile il nazismo.

È stato il tema della mia tesi.

Ricordo il professore della commissione che mi disse:

"Una tesi molto incazzata, signorina".

E mi dette un voto bassissimo.

E?

Ci hai ripensato?

Preghi anche per loro? Sono fratellini anche i nazisti?

È difficile la giustizia.

Sta dentro a una noce molto dura da aprire.

Per quello, che noi preghiamo.

Sei così enigmatica per me.

La fede è enigmatica.

Più della fisica.

Raggiungi un traguardo, se ne apre un altro.

Cercavo l'avventura io.

L'ho trovata.

Posso confessarti una cosa?

Certo.

Un giorno volevo farti una sorpresa.

“E - Quando?

Sono venuto fin sotto casa tua dove abitavi con Viktor, a Kreuzberg.

E ti ho seguita.

Interessante,

Anzi, ti ho proprio...

pedinata.

E ho visto che andavi da qualcuno.

Però ho capito solo dopo che era il tuo psicanalista.

Eh, ci andavo per colpa tua.

" Mia? - $Ì.

No, cercavo di capire

perché non eravamo mai arrivati a stare insieme come una coppia normale,

Perché ti sarebbe piaciuto essere una coppia normale?

Speravo che ci fosse un metodo.

Comunque, ho aspettato che uscissi,

e ho visto che ti incontravi con un tizio.

- Quale tizio? - Non lo so.

Un tizio?

Sara stato uno studente del mio corso.

Comunque, io pensavo che fosse un tuo flirt.

E me ne sono andato.

Vedi? Sei sempre stato scemo.

To ho rinunciato ad avere una famiglia per te.

Anch'io.

Tu da quanti anni stai con Viktor?

Non ho mai voluto figli con lui.

L'idea che non somigliassero a te non mi andava.

Sono stata fedele,.

Quello che sto per dirti non ha nessun fondamento scientifico,

però questa assurdità che l'amore è più forte del tempo,

penso che sia vera.

Sei proprio un perenne studente.

Tanto bravo nello studio e tanto vago con la vita.

Ha ragione!

Scusate, vi volevo portare due bicchieri di vino

e mi è capitato di sentire la fine del discorso.

Grazie.

E quindi, insomma, mi sembra di intuire...

che è per questo che voi non vi siete mai sposati.

- Non ci siamo sposati... - Perché non me lo hai mai chiesto.

Tu pero l'hai sempre aspettato.

E vero.

Dai, datevi un bacetto. Datevi un bacetto, un bacetto solo.

- Smettila. - Ragazzi, il tempo stringe, dai!

- Via, via. - Va beh, vado a casa.

- Non mi rovinate il barcone. - No.

Dove stanno?

Isabel, non ti preoccupare qua, dai.

Facciamo noi, così ti vai a preparare.

Devo vedere mio figlio. Lo capisce, vero?

Sì, lo capisco. Ma hai trovato un volo?

- Sì, domani alla mattina. - Ah.

Dai.

- Ma torni, sì? - Se finisce bene, sì,

È riuscita a parlare con Anna?

No, infatti, non mi risponde.

Poi cerco le chiavi della macchina. Tu le hai viste?

- Normalmente le mette là. - Qua?

Perché io la vado a cercare.

Ma dove? Potrebbe essere ovunque, lascia stare.

Non so, la cerco nei soliti posti dove vanno, no?

Magari in spiaggia il telefono è lontano. Vedrai che torna.

- Tu non sei preoccupato? - Sì, ma non esageriamo.

Torna, ti dico.

Se finisce bene...

[voce non udibile]

Fabrini!

Fabrini.

Fabrini, Fabrini.

Fabrini.

[parla in tedesco]

Pensiamo di avere un tempo infinito.

Magari, viviamo un amore da giovani,

e poi la vita...

Ci illudiamo sempre di poterlo ritrovare questo amore,

e poi, a un certo punto, di colpo,

ci accorgiamo che non ce n'è più, di tempo.

Îl tempo c'è sempre.

Non vedi?

Proprio ora se nel tempo con le tue ansie, le tue domande.

Bisogna farle le domande, tante.

Capire, cercare risposte.

Per me è stato bellissimo studiare fisica,

perché è stato come poter entrare nell'universo.

Per capire.

Poi,

Sono andata oltre.

E andare oltre ti ha portato qui.

Si.

In questa suprema libertà fuori il tempo.

Esiste un'uscita del tempo, che non è la morte, come si pensa.

Potrei quasi dire che è la grande fisica,

dopo la fisica che studiamo.

C'e.

Tu non ci credi?

[campana]

Devo andare.

È l'ora dei Vespri.

Le vostre ore canoniche.

Non ti annoia questa scansione del tempo?

Perché? Segnala un'urgenza o un appuntamento con Dio.

- Un appuntamento con Dio. - $Ì.

E mi sorprende sempre.

Guarda che si sta raffreddando la tua tisana.

Cosa ridi? Cosa ridi?

No, rido per non piangere, intanto.

Allora, tu ti ricordi quella volta che ti chiesi di tenere mia figlia?

Quale volta?

L'unica volta che te l'ho chiesto in tutta la mia vita.

Allora, io e Elsa dovevamo andare al concerto di Sting.

Elsa ci teneva tanto. Anna avrà avuto sei, sette anni.

E voi e due, tu e Paola, eravate nel momento del tira e molla, no?

Tu aspettavi la telefonata di Paola, Paola non ti telefonava.

Come i bambini piccoli, ecco.

Adesso ridi tu.

Tu ti ricordi in che condizioni ti ho trovato,

quando sono tornato a casa?

- Ho paura. - Non te lo puoi ricordare,

perché eri devastato, un uomo finito, una larva umana, ubriaco.

Piangevi e inoltre, ti sei pure dimenticato mia figlia.

Sai dove l'ho ritrovata? Qua in spiaggia, di notte,

Li, sul bagnasciuga, che piangeva.

Hai capito? Guarda, ti giuro, se penso...

- Scusami. - No, che scusami.

E tutto questo per cosa?

Per un amore romantico?

- Non lo so... - Eh, sì.

Dai, scusa, veramente.

Stava là. "Papaà, papa!" Stava la.

- No, non è vero che ha detto così. - E come mi chiamava? "Papà, papà".

- Dai, che mi vergogno però. - E ti devi vergognare.

Comunque, se casca questo sasso, risolve tutto, dai.

- No? - Certo.

Soprattutto se lo chiami sasso.

Ma che me li lavo a fare i denti?

Tanto...

- Hai provato a chiamare? - $Ì.

- Guarda un po' anche Sibilla. - Ho provato Sibilla.

- Stefano. - Hanno tutti il telefono staccato.

Però aveva detto che non faceva tanto tardi.

No, aveva detto: "Domani è domenica, posso stare più fuori".

Cioè, io non mi riesco a calmare, guarda.

- Mi prendo un'altra pasticca. - Che pasticca! Lascia, ne ha prese tre.

- Basta con queste cose. - Beh, anche tu ne hai prese tre.

Ma ne ho prese tre perché sono più grosso.

Ti fa male. Non te le posso dare un'altra.

Dai.

Tu hai paura?

No, perché io non riesco a guardare nemmeno le notizie,

dall'angoscia.

No, ma non danno notizie.

Se le danno, cercano di non allarmare.

Io neanche mi cambio, resto così. Sto così, sto così.

To penso di doverti delle scuse.

Io ho sempre odiato gli uomini narcisi e tu non lo sei mai stato.

Sei sempre stato un uomo equilibrato,

generoso,

un buon padre.

Sì, ma non ti ho mai chiesto scusa per...

Va beh.

Non mi devi chiedere scusa adesso, non serve, e poi...

io non ho mai sofferto per Jasmine.

Quando l'ho scoperto, anzi,

è stato quasi un sollievo, pensa.

Sono stato un egoista.

Ma non me n'è mai importato dei vostri...

viaggi, dei vostri congressi in giro per il mondo.

Poi,

mi è sempre stata simpatica Jasmine in qualche modo, quindi.

Vieni qui un attimo?

Vieni qui un attimo?

Visto che ne hai parlato prima,

c'è una cosa che avrei voluto sempre...

sapere.

È Giulia.

- Giulia? - $Ì.

Cosa?

Ti piace ancora? Forse ho capito male?

Beh, ma...

Piacere non è il verbo giusto.

Certo...

L'ho detto prima, per me, Giulia...

è quello che nelle canzoni si dice amore.

- Ecco, questo. - Ok.

E allora?

E allora...

Avevamo questo sogno

di correre via insieme, finito il liceo.

E poi?

E poi niente, non è stato destino.

I suoi genitori si erano trasferiti a Milano

e quindi anche lei ovviamente.

E poi, ognuno ha fatto la sua vita.

Lei era molto brava in fisica, si è laureata in fisica.

To ho fatto legge,

perché continuasse lo studio di papaà.

Ho obbedito, ecco.

- Diciamo. - Ma..

non potevate vedervi nei weekend,

d'estate, alle vacanze di Natale?

Sì, hai ragione, potevamo.

Sì, avremmo potuto, pero...

Non...

abbiamo gestito lo strappo.

Ecco, possiamo dire così.

Potreste recuperare il tempo perduto adesso.

No?

Tempus fugit,

amor.

[musica dalla televisione]

Ma che genio!

[Jasmine] Vero.

Tieni.

- Le ho trovate sotto al letto. - Ah.

Chissà come ci sono finite.

[sospiro]

Che dici?

Torniamo a casa?

A fare cosa?

Almeno qua siamo con gli altri.

Sembra di stare sull'arca di Noe.

Si sta insieme.

Ma non ti devi preoccupare per me.

Quando arriva il momento,

mi metto una bella pillolina sotto la lingua,

un bicchiere di whisky,

e via.

E quando sarà il momento?

Faranno una comunicazione ufficiale credo, sì.

Non lo so. Non me lo chiedere...

perche non so più niente.

In questo momento, non so niente.

Ciao.

La sai una cosa?

Cosa?

lo pensavo che sarebbe arrivato un giorno,

in cui avrei proprio deciso di farla finita.

Ero da solo.

Con calma, io.

E non con un asteroide che decide al posto mio.

Se è vero che il tempo non esiste, allora neanche la morte esiste.

Puo essere così.

Quello che mi faceva male era quando mi dicevi

che volevi andare su un'isola da solo.

- E non ci andavi da solo. - Eh, no.

Ma io ti capivo, ti capivo.

Comprendevo questo desiderio perché anche io ci voleva andare,

avrei voluto andare.

Da sola, per un po'.

Ma veramente.

Invece di finire tutti i giorni con lo studio legale,

tutti incazzati.

Avrei voluto...

vedere più mondo.

- Certo. - Ecco, questo sì.

Certo.

- C'era mio zio Gerardo, ti ricordi? - Poverello.

Aveva...

Lui collezionava francobolli e me ne aveva regalato uno.

Avevo tipo nove, dieci anni.

E sopra c'era questa montagna piena di neve.

Il Pamir.

Nel Tibet.

E quel desiderio di andare lì mi è sempre rimasto.

Me lo ricordo. Ne parlavi anche quando eravamo studenti.

Dicevi sempre di questo viaggio. Me lo ricordo.

Sì, però avevi detto: "Andiamo, andiamo dove vuoi,

ti porto dove vuoi",

poi non ti è venuta neanche la curiosità di sapere dov'è.

Ma non è vero, lo so. È una montagna.

- Una montagna, dov'è? - Dov'è?

= Lo vedi? Che cialtrone! - Dov'è?

- Nell'Himalaya. - Nell'Himalaya, eh.

Allora, io ti giuro che se questo sasso di merda,

chiamiamolo come si deve,

non ci casca sulla testa, io organizzo e ti ci porto.

Faccio tutto io, ci penso io.

Eh?

Eh?

C'è una cosa che non ho mai capito,

e che faccio fatica a sopportarla anche adesso.

Che cosa? Dimmi, dimmi.

- Ma è complicato. - E che sarà mai?

- Complicato. - Comunque,

se sopravviviamo, se saremo ancora vivi, io al...

- Come si chiama? - Pamir.

lo al Pamir ti ci porto, giuro.

Eh?

Lascia stare.

Mi porti un po' di vodka?

- Bello abbondante, fai quattro dita. - Quattro dita di vodka.

- Col ghiaccio. - $Ì.

Niente.

Dieci volte, venti volte l'ho chiamata. Niente.

- Vodka. - Grazie.

- È poca poca. - Accontentati.

Stanno li abbracciati stretti stretti.

- Chi? - E chi? Enrico e Paola.

- Loro fanno sempre così, - Sul divano.

Si ritrovano, si rilasciano.

E non si accorgono che il tempo passa.

Per tutti è così.

lo non riesco a pensare che quel coso ci caschi addosso,

perche se viene giù..

Anna.

Non diventerà mai donna perché non avrebbe il tempo.

Non potrebbe nemmeno avere una vita come quella che abbiamo avuto noi.

Anna è già una donna.

È una giovane donna.

E gia.

Me ne rendo conto solo ora.

- Dammi un goccio. - Bevi, bevi.

Bevi, mi bevo il ghiaccio. Hai bevuto tutto te.

Ora non mi fa più paura niente.

So bene che significa,

vivere nella paura senza nessuna possibilità di evitarla.

Quando quei due stronzi mi hanno sbattuto per terra,

ho capito che non potevo fare niente.

È stato tremendo, e poi ti viene un odio.

Ma non contro di loro, contro te stessa.

È questa la fregatura.

E non capisci perché.

Forse per la sfortuna che hai avuto.

Si.

Me lo hai raccontato tante volte,.

Pero questa volta non mi hai detto:

"Non ho voluto invocare Dio.

Li ho maledetti".

Gia.

Chissà perche.

Forse perché tu credi più in Dio.

Forse devo essermi rimbambita.

Per credere in Dio,

devi credere nella vita.

O almeno nel lavoro.

I tuoi successi li hai avuti.

Certo, non come Enrico.

Lui è più furbo di te.

Eccoti.

Eccoti.

Tu non lo apprezzi per quello che vale.

Tu sei sempre stato geloso dei suoi successi.

= Te lo posso dire? - Dillo.

Sei una grande stronza.

Allora, io ti posso dire che sei uno psicanalista di serie C?

Ti posso dire che quando ho avuto quell'incidente,

uno stupro,

menomale che non potevi essere il mio psicanalista.

E così ne ho avuto uno migliore di te.

Quando sono uscita da quell'incubo, abbiamo fatto una festa, te lo ricordi?

E tu vedendomi ridere finalmente, mi mostravi i tuoi amici,

che ti davano il merito di avermi guarita.

Sì, ti prendevi il merito!

Ti prendevi il merito.

Poveretto.

Grazie, Isabel.

Allora?

- Te ne vai? - $Ì.

Siediti, dai.

L'ultima volta che ho visto mio figlio aveva nove mesi.

Jose.

Mi ha sempre visto nel cellulare. To ho cresciuto la figlia della signora.

Per carità, Anna la adoro, però mio figlio...

ha bisogno di me.

- Hai una foto? - $Ì.

Bello.

Sai,

non sei la sola che ha vissuto una vita che non è la sua.

To ho amato un uomo per tanti anni facendo finta che fosse mio.

D'istinto avrei fatto la velista.

Sai, come i marinai.

Di sicuro sarei stata più felice.

Chissà se questo fisico mi regge ancora.

SÌ, sì.

[lamenti di Greta]

Oddio, sto di merda.

Hai bevuto troppo.

Poteva andare peggio.

Ti ho offeso prima?

Non lo so.

Non sono un genio.

Pero ho guarito molti pazienti.

Tranne me.

Ma tu non sei malata.

Tu saresti...

Come?

Posso dirlo?

Dillo. Dillo, per una volta.

No, lo so gia.

Perché tu te lo dimentichi, ma me l'ha già detto una volta.

E che cosa avrei detto?

Dillo tu.

Che saresti una ninfomane?

Ma non ne hai il coraggio.

Bello.

- Ci vuole coraggio, no? - Eh, già.

Perché in giro ci sono dei mostri.

Anche Davide lo è un po',

Davide?

Che c'entra Davide? È un collega.

No, certo. Ma siete stati amanti per un periodo,

Pensavi che non lo sapessi?

Che faccia fai?

Guarda che io sapevo tutto di te,

quando ci siamo messi insieme.

Ma non ci credo.

Non volevo sposare un toro, volevo un amico.

E tu lo sei.

Poi mi piace anche fare l'amore con te.

A volte.

E tu lo sai.

Oddio, questo pietrone.

Sulla testa, qua.

- Sì. - Ci fa parlare.

[pianto]

Ma che c'è?

Anna.

- Ciao. - Ciao.

- Lo vuoi un cornetto? - $Ì.

Grazie.

- Però andiamo di là, - Ok.

Insomma, come stai? Come va la scuola?

Bene, dai.

Sai che non te l'ho mai chiesto.

Ma te che cosa vuoi fare da grande?

Fisica, come te.

- Ma stai scherzando? - No, veramente.

No, no.

Ma come ti è venuta in mente quest'idea così assurda? Spiegamelo.

È colpa di questo.

Di cosa?

Ecco.

E che cos'è?

- È un pacchetto di luce. - Che cosa?

- Me l'hai fatto tu. - Îo?

- Sì, non ti ricordi? - No.

Per spiegarmi com'è fatta la luce.

Perché non è vero che è fatta di niente, come pensano tutti.

Ma è fatta di pacchetti di particelle di luce.

È solo che sono così piccole che con gli occhi non le vediamo.

Ecco.

Questa è una particella di luce molto molto ingrandita.

Brava, promossa.

Da quando me l'hai dato,

penso che la fisica sia un po' come il mondo delle meraviglie.

Non e così?

È un punto di vista interessante, forse.

Forse in qualche modo si.

Ma...

è che io non pensavo di avere un'erede.

Pompeo, che succede?

Pompeo, buono.

Che succede?

Ehi.

Vieni qua.

Siamo vive!

Te l'ho detto, è stato proprio un istante.

Ma sai, un bagliore ed è passato via.

- Ma è stato incredibile. - Potevi svegliarmi.

Volevo svegliarti, ma è durato veramente pochissimi secondi.

- In un attimo, potevamo... - Non esserci più.

E invece...

Sai che pensavo?

Cosa?

Te le ricordi le nostre vacanze in Grecia?

Certo, me le ricordo.

Tu rimanevi vestito, sempre con la testa sui libri.

Non è vero. Ogni tanto l'alzavo per guardare te.

Macché, l'alzavi solo per dirmi che avevi finalmente capito qualcosa,

Un giorno i sei corso incontro tutto emozionato,

pensavo che volessi baciarmi,

e invece mi volevi solo dire che il tempo si dilata,

nello spazio sicuro.

Pero è vero.

Il tempo si dilata.

- Sì. - Nello spazio sicuro.

Si.

E ti ho baciata lo stesso.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Le preparo qualche cosa?

Sì, magari un caffè,

E c'è rimasta una fetta di quella torta?

Si.

Tutto tace qui.

Stanotte ho visto una luce immensa.

- Lei dormiva? - No.

L'ho vista anch'io.

Significa che è tutto finito?

Si.

Anche in Sud America?

Si.

Grazie a Dio.

Ma sei tornata anche tu? Che meraviglia.

- [Giulia] Ciao. - Buongiorno.

Avete visto qualcosa anche voi?

Sì, una gran luce.

lo mi sono addormentata come un sasso.

Poi mi sono svegliata e ho visto che Anna era tornata

e basta, non mi sono chiesta più niente.

E tu Isabel? Hai sentito qualcuno a casa tua?

Sì, ho parlato con mia sorella. E nato mio nipote.

Si chiama Manuel.

- Che bello! - $Ì.

Auguri, allora. Sei zia.

- E quindi torni a casa? - Sì, signora.

Che bello che siamo vivi.

Adesso,

io voglio organizzare quel viaggio che ho sempre desiderato.

Scommetto che non sapete dov'è il Pamir.

- No. - Nepal? Tibet?

Sì, quei confini li.

È una montagna altissima.

Avevo la cartina qua, infatti l'ho segnato.

Ci dobbiamo andare insieme ovviamente,

Allora, si arriva con un volo diretto a Dushambe.

Poi praticamente scendiamo per il passo di Khaburabot,

lungo il confine qua dell'Afghanistan, più o meno.

E poi si arriva nella valle di Wakhan,

ci si ferma e di lì si inizia a salire per l'alto Pamir,

dove c'è anche la tomba di questo musicista

che pero faceva anche l'astronomo.

E si può ancora vedere la pietra che usava come calendario.

È bellissimo, sembra di stare sulla luna. Chi c'è stato dice così.

Bellissimo, meraviglioso. Però io ho bisogno di un caffè.

Sì, di un caffè prima. Un caffè, sì, anch'io.

Isabel, ci porti un caffè, per favore?

- Tu hai fame amore? - $Ì.

Va beh, quando andiamo?

E quando andiamo? Vieni anche tu, no?

- Sì, vieni. - Eh, sì.

Presto, dai. Lo organizziamo.

- Dopo il caffè, - Dopo il caffè.

Pero non si può aspettare tanto.

Ma vogliamo prenderci il pomeriggio tutto per noi?

Interessante. Tutto un pomeriggio, addirittura.

Guarda che è un sacco di tempo.

- Quale tempo, se il tempo non esiste? - È vero, non ci avevo pensato.

Ragazzi, guardate cosa ho catturato!

- Oddio! - No, no, Pietro!

Lo tengo, lo tengo.

Allora, questo arriva dall'Oceano Atlantico, dall'Argentina.

Praticamente li è quasi estinto per colpa del clima,

mentre qui purtroppo rischia di distruggere l'ecosistema

e mangiarsi tutte le nostre vongole.

Tutte queste cose come le sai? Tienilo fermo, per favore.

- Beh, sono medico, sono scienziato. - [Enrico] Ah.

Ora, questo è un granchio blu.

Mangia qualunque cosa. Resiste anche ai cambiamenti climatici.

Praticamente, questo signore

sarà la specie che ci sostituirà sulla Terra.

Altro che dinosauri.

- Che facciamo, lo liberiamo? - Direi di sì.

- Sì. - Lo libero?

[Paola] Sì.

Ecco fatto.

Pietro.

- Eh? - Grazie.

È bello averti qui,

È bello avere voi qui.

Novità?

Una grandissima.

Siamo vivi.

Combattivi e resistenti come i granchi blu.

[Pompeo abbaia]

Cerchi qualcuno?

Il dottor Balestrieri.

-È il tuo dottore? - È mio padre.

- Come ti chiami? - Daniele.

Aspetta qui. Vado a chiamartelo.

[voce dalla radio]

- Papà. - Sì?

C'è tuo figlio che ti cerca.

Sara un matto.

Si sarà sbagliato. Vado a vedere. Tu vai a studiare.

- Sì. - Vai a studiare.

Ma tu lo sai che non puoi venire qua.

- Ma mamma lo sa? - Ha insistito, dice che c'è un pericolo.

- Devi tornare a casa. - Non posso tornare a casa.

- Mamma dice qui sto più al sicuro. - Ti ho detto che devi tornare a casal!

- Ti va di fare un bagno? - Non può.

- Sì è sbagliato e deve tornare a casa. - Andiamo. Ti presto un costume.

- No, deve andare a casa sua! - A quest'ora è bellissimo, ti prego.

Dai, vieni.

Voi non potete...

Ma sei proprio un cretino.

- Eh? - Sei un cretino.

Un figlio così bello.

[Elsa] Voi siete riusciti un po' a dormire?

Che poi alla fine questo pietrone ci ha sfiorato e basta, no?

[Jasmine] Non dobbiamo avere più paura della morte.

Bar in spiaggia.

- [Elsa] Grazie. - [Pietro] Grazie.

[Pietro] Grazie.

Grazie a voi.

- No. - No, grazie.

[Jasmine] lo sì.

[Jasmine] Grazie.

Sembrerebbe che l'abbiamo scampata anche in questa vita?

Eh, anche se secondo il calcolo delle probabilità,

non si può mai stare così tranquilli.

Va beh, dai pero, Greta!

L'ultimo è stato 66 milioni di anni fa,

speriamo di avere altri 66 milioni di anni.

Comunque, secondo me,

abbiamo tutti bisogno di una bella seduta di analisi collettiva.

Ancora?

No!

Guardate qui.

A Londra sono tutti fuori a fare festa.

Guardate un po'.

Pure i miei ex studenti festeggeranno stasera, in una pizzeria.

- Ci andiamo? - [tutti] No!

Restiamo qua.

- [Anna] Arrivo prima! - [ragazzo] No!

- [Anna] Ciao! - [Pietro] Ciao!

Ma chi è quel ragazzino?

Sara un amichetto.

Chi è quel ragazzino?

Come si chiama?

Daniele.

Quanti anni ha?

Dodici.

È bravo? Studia?

SÌì, è bravo.

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