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[musica]
- Goal! - No!
Sei un mostro!
Mi hai strappato i jeans!
Che minchia hai fatto? Mi hai strappato i jeans!
- Non ti metterai a piangere? - Sono Levi's, costano.
Così costano!
Ma vaffanculo!
- Oh! - Vaffanculo!
- Oh. Domani rivincita. - Sempre qua stai?
Non lavori?
E a te che te ne fotte? Sei un poliziotto?
Che minchia dici, eh?
- Sto scherzando. - Vattene!
Stessa ora, domani.
[Barone] Saper aspettare, restare concentrati.
Essere consapevoli del fatto
che anche il giorno in cui non succede niente
stai facendo progressi, piccoli passi.
Cose ordinarie diventano straordinarie.
Con il tempo impari ad avere pazienza.
La pazienza fa il cacciatore.
No, scusa. Questa cancellala.
- Ok. - Vado?
Con il tempo impari ad avere pazienza.
L'uomo di Stato ha pazienza.
- A posto. - Ora dimmi le cose serie.
Quali cose serie, Aldo? È tutto. Buona giornata.
- Ma veramente? - Eh.
Ti do il tormento da mesi per un'intervista,
mi fai venire alle sei del mattino e non mi dici niente?
Sei il primo con cui parlo questa mattina.
- Lo vuoi un caffè? - Sai dove puoi mettertelo?
Lo deduco. Prego.
[Barone] 1.500 caffè, 180 colazioni perfette.
Cinque mesi di calma ed equilibrio.
Responsabile dell'indagine sul superlatitante Brusca.
Responsabile dell'indagine sul rapimento di Di Matteo.
Responsabile dell'indagine sugli uomini di Bagarella.
Bingo, Olivetti, Castagna, Cochis, 'U Pitruni.
Fantasmi senza volto di cui avevo perso le tracce.
Il bambino ce l'avevano loro?
Il periodo più bello di tutta la mia vita.
La chiave di volta era sotto i miei occhi.
Giada, la sua cura, la nostra famiglia senza segreti
e distrazioni.
Mai come adesso avevo bisogno di lei.
Siamo rimasti fino a tardi
perch� Don Luchino voleva che Brusca venisse a sentire.
Brusca non è venuto
e abbiamo dovuto eliminare Buscemi.
Si trovava qua.
'U Pitruni si occupava dello strangolamento
perch� è grosso.
Lui si metteva così.
Perch� è una pietra.
Qua finisce la storia di Buscemi.
[Barone] E comincia la mia
che dovevo cercare quella pietra
di cui Pasquale conosceva solo il soprannome: 'U Pitruni.
Gigante cattivo,
ladro abituale che apriva tir come scatole di sardine.
Andiamo.
Quante volte dobbiamo rifarla questa discussione?
- Quando mi lascia andare? - Fammene trovare uno.
Almeno uno.
[musica]
[scatto della serratura]
Mangia o non mangia?
Non le piace?
Siamo al mare, no? Non c'è l'astice.
Aspetta e spera, Bagarella.
E aspettiamo.
Tra una settimana l'astice lo mangio sul tuo cadavere.
[Fifetto] Per tirare fuori don Luchino
dobbiamo passare dal lato nord del carcere.
Qui ci sono tre uomini sempre armati.
E le guardie sulle mura?
Comunque, da qui si esce solo in retromarcia.
Un minuto, massimo due, per caricarlo.
Mettiamo che riusciamo ad ammazzarli tutti.
Le mura non si abbattono con due colpi di kalashnikov.
Ci serve C4.
Vedi che lo sai. Bravo.
Ci vogliono le bombe.
Senza tritolo ci ammazzano.
- Lo dico io a Messina Denaro. - Si deve sbrigare.
Se trasferiscono don Luchino all'Asinara
non lo tiriamo più fuori.
Che ci fai qua?
Per i jeans e per i soldi se ne parla la prossima semana.
- Che hai detto? - Non c'è il carico?
- No. - Che è successo?
Parla!
- Mi è successa una cosa. - Una cosa?
- Un imprevisto. - [rintocchi di campane]
Minchia! No!
[clacson]
Un imprevisto?
Che imprevisto?
- [voci concitate] - Il morto no!
Una minchia di funerale!
Minchia, la macchina!
Sei stupido quanto sei grosso.
La prossima volta ci vai tu al posto mio, cornuto!
Non parli più, Romeo? Parla! Dillo!
- Levati! Parla, Romeo! - Calmati!
- Non parli più? - Pino, calmati.
I soldi li troviamo, stai calmo.
- Con i morti non si scherza. - Vai via.
Pino, ma che fai? Quello è 'U Pitruni.
- Che ti sei messo in testa? - Mettiamoci al lavoro.
Era meglio che ammazzavamo Mazza e Barone,
come si era deciso.
- Che li abbiamo seguiti a fare? - Basta!
Dobbiamo fare il piano.
Forza.
Mi prendono per il culo, dice che non sono bravo a sparare.
Io sono bravo a rubare i camion.
Una volta me ne è capitato uno carico d'argento.
700 milioni.
Sai quanto mi hanno lasciato? Niente, si sono presi tutto.
- Devi cambiare la percentuale. - Ma quale percentuale?
Non mi pagano neanche la benzina
per bruciare i negozi che non pagano il pizzo!
E ora che mi devo sposare
non ho i soldi per comprare le fedi.
Ti fai troppi problemi. Non mi danno, non mi pagano...
Sei giovane, sei forte.
- E tu fottiti i soldi, no? - Sì...
- Te ne devi fottere. - Me ne devo fottere?
- Sì. - Me ne fotto!
- Dio perdona tutto, capito? - Me ne fotto...
Oppure fottiti Bingo.
Me lo fotto?
- Oppure fottiti Castagna. - Fotto Castagna.
Fottiti pure i magistrati.
Tanto non ti portavano anche te a fottere?
Non portavano anche te a seguirli?
Qualche volta.
Ma questa è una cosa delicata.
E dimmela questa cosa delicata.
Magari un'altra volta.
Aspetta. Non ti aveva detto di portare qualcosa?
- No. - Sicuro?
- Ma certo. - Ha detto: "Porta..."
Ma no, ma cosa porto?
[campanello]
Eccoli!
Giada, avevi ragione. Si sono dimenticati il gelato.
- Minchia, il gelato! - Lo sapevo.
- Ma cos'è questo trucco? - Papà, per favore!
- Ciao, Aurora. - Ciao, Saverio.
[Barone] Mi sono scordato, è colpa mia. Va bene?
Lui ti dice: "Certo, Teresa" e non ha sentito una parola!
[risate]
Invece Saverio cosa fa?
Si piazza davanti al televisore, sembra attento, ma dorme.
Ogni tanto mi fa domande: "Quello non stava con la sorella?"
E quindi devo raccontare di nuovo la trama.
Poi si alza dal divano e dice: "Questo film mi fa schifo."
- Ma non ha visto niente! - Non è vero.
- Questa è diffamazione. - Non è mai vero.
Certo, sì.
- Carlo. - Ah, io?
Sì, tu.
Nonostante tu mi abbia chiamato cacanidu per tanto tempo.
- Ancora questa storia! - Mi fai finire, per favore?
- Finisci. - Grazie.
Un giorno mi hai messo le mani al collo.
- Io? - Sì.
- Bravo, hai fatto bene. - Mi ha messo le mani al collo.
E nonostante continui a fare delle prediche pesantissime.
Anzi, forse proprio per questo.
Vuoi essere il mio testimone di nozze?
Vi sposate?
- Che emozione! - Congratulazioni!
Se non ti va, lascia stare. Non mi offendo, eh?
Come faccio a rifiutare?
Chi trovi con questo carattere di merda che hai?
Come se non ti avessi detto niente.
- Chi è l'altro testimone? - Ne servono due?
- Ma che ridete? Non lo so. - Sei pessimo!
Vieni qua.
- Quindi è sì? - Ci devo pensare.
Auguri, Saverio.
- Ma che succede? - Non lo so.
Il gigante è sempre in orario, non ha mai mancato un carico.
Non cominciano bene i nostri affari.
Allo svincolo vicino al ponte c'è una macchina ferma
con due picciotti.
Ho una brutta sensazione.
Fammi vedere i soldi.
Tu mi fai vedere i Levi's e io ti do i soldi.
- Fammi vedere i soldi! - Oh, calma!
- Stai fermo! - Adesso fermati!
- Che minchia fai? - Non fare ninchiate
che è pieno di sbirri.
- Che hai detto? - Hai capito.
Non fare minchiate.
Abbassa la pistola.
- [sirene in lontananza] - Sei un figlio di puttana.
[voci concitate]
Veloci!
E lasciami!
Allora?
- Sto parlando con te. - Giuro, non so altro.
- Mi sa che è tutto. - E me lo porti qua così?
- Dovevo dargli una ripulita. - Sono arrivati.
Dovevi proprio evitare.
Salve, benarrivato. Dottor Mazza.
Buongiorno.
'U Pitruni è Pietro Romeo.
Corrisponde tutto: età, profilo, descrizione fisica.
Grosso, pelato, un mago del furto
nonostante l'espressione poco intelligente.
Lui ruba, i ragazzi comprano e i profitti a Cosa Nostra.
- C'è voluto un po' ma è lui. - Adesso dov'è?
Non lo sappiamo, lo stiamo cercando.
Ma il nome Pietro Romeo è comunissimo.
Il nostro però si deve sposare
- e questo ci darà un vantaggio. - Che coincidenza!
- Anche lui si sposa. - Che fa, non dice niente?
- Complimenti. - Grazie.
- Lo prendiamo prima, eh? - Ci può contare.
Stiamo controllando i registri di tutti i Comuni.
Anche corsi prematrimoniali, catering per cerimonie.
Hai diramato a tutte le forze?
- No. - Come no?
Eravamo d'accordo così, Barone.
Aveva detto che bastava un nome della lista di Mangano
e le indagini sarebbero state mie
Giovanni Brusca compreso. Non finga di non ricordarsi!
Nessuno te le toglie le indagini ma dirama a tutti.
- Possiamo farcela da soli. - Tu dirama a tutti.
Appena hai qualcosa, fatti sentire.
Dirami.
La lista di Mangano, le indagini su Brusca...
- Tu crei dei mostri, lo sai? - Mi piace motivare la gente.
[rumore di spari]
Mi hanno ammazzato!
Prova tu.
Questa cosa non l'avevi regalata a Davide?
- Così vi rovinate gli occhi! - Non sei dritto.
Rosaria, quante volte devo dirtelo?
Non aprire le finestre che danno sulla strada.
Giovanni, aspettavi qualcuno?
Giovanni, ci sono visite
di quelli che scassano la minchia.
I poliziotti.
Un sacco di tempo a ragionare su questa cosa
e ora tutta questa fretta! Non mi piace.
Non mi convince.
Abbiamo fretta perch� tra poco trasferiscono don Luchino
su un'isola del cazzo.
Quindi va tirato fuori subito.
Lo sai che penso?
Che in fondo don Luchino se l'è andata a cercare.
La casa in centro, tutti quei complotti...
Invece di prendere il caffè al bar tutte le mattine
se ne doveva stare tranquillo a casa sua.
Non sono qua per sentire le tue idee.
Mi serve l'esplosivo che hai nascosto a Ciaculli.
Lo recuperi e fai la tua parte.
Matteo, scusami.
Ti presenti a casa mia e pretendi un aiuto.
Almeno senti quello che penso.
Secondo me rischiamo.
Abbiamo sempre pensato che ci avrebbe tenuto al sicuro.
Ora ci sta facendo rischiare il carcere.
Da carcerato ti sta salvando la vita, Giovanni.
Non come quelle merde di pentiti.
Per ora.
[sospira]
- Devo andare a pisciare. - Accompagnalo.
No.
Preferisco il giardino.
Se piace a te.
Quando torno, sistemiamo i dettagli.
Alla prossima parola storta su don Luchino,
gli spari in pancia.
Ti stai facendo rispettare, Giovanni.
Non ti serve, loro sono nella merda e noi stiamo qua.
Non hai bisogno di...
[Messina] Allora?
Va bene, per me siamo a posto così.
Mi metto a disposizione.
Mi fa piacere, Giovanni. Hai preso la decisione giusta.
Poi è arrivato uno nuovo, giovane, un bravo ragazzo.
- Ma tu come stai? - Io bene.
Ti pare che ci manchi?
Guarda.
Dice che fa tutto lui: cucina, lava i piatti...
Li sta rompendo tutti.
Com'è cresciuto. Già è cresciuto.
[la guardia bussa] Calvaruso.
Mi chiamano.
Dammi un bacio.
Allora, ci sarebbe la dottoressa Galimberti.
- La posso segnare? - Una donna no.
Capisco, ma il dottor Siletti ha un gruppo già formato.
- È una questione di equilibrio. - Io vorrei lui.
Me ne hanno parlato bene.
Non mi chieda di cambiare idea.
Per me è stato già difficile arrivare, insomma...
Decidere di parlarne.
Le assicuro che la Galimberti è un'ottima dottoressa.
Mio marito è assente da una vita.
A volte sta fuori per giorni.
A volte torna a casa ed è ubriaco.
Ho una bambina ed è così piccola!
Un po' di giorni fa non riuscivo a farla addormentare.
Non sono una brava madre e lui non è un bravo padre.
Ma la differenza è che io voglio imparare ad esserlo.
È stupido fissarsi su queste cose,
ma mi metta con il dottor Siletti.
Mi accontento di un angolo.
Non voglio concedermi un'altra scusa per non farlo adesso.
Va bene.
La segno per martedì. Faccia una prova con Siletti.
Poi penseremo al resto.
Grazie mille.
Martedì Siletti, sono con lui.
- Giada, sono così... - Fiero di te.
Fiero di te.
Lo so quanto ti costa questa storia.
E ti ringrazio.
Però anche noi abbiamo lavorato, vero Carlotta?
Accomodati.
Abbiamo cercato chiese, niente... tutte occupate.
Municipi, peggio mi sento. Si sposano tutti adesso!
- Anche lui? - Sì, anche lui.
- Però non lo trovi, vero? - Oggi l'ho trovato.
Sì, l'ho trovato.
Chi si sposa cambia casa, giusto?
A parte noi, dico.
Lui e la fidanzata hanno versato una caparra di 30 milioni
per una casa a Bagheria.
Seguendo lei prima o poi lo beccheremo.
Ho capito, dividiamoci i compiti.
La questione del matrimonio la prendo in mano io.
Perch� le cose sono due: o ti sposo o ti ammazzo.
Occupati dell'orco che cambia casa.
Amore mio, mi devi raccontare tutto!
Cos'hai fatto senza di me?
- Allora? - Questa è buona.
L'altra invece va sistemata.
[Guastella] "Ordinario che diventa straordinario.
Con il tempo arriva la pazienza.
La pazienza fa il cacciatore."
Questo cornuto!
Dice sempre la stessa minchiata che dici pure tu.
Si vede che in vita sua avrà preso qualche lepre!
[ridono]
- Ce ne possiamo andare? - Direi.
L'esplosivo arriva a giorni.
Cochis pensa alle armi e Bingo al furgone blindato.
Per il resto pregate il Signore e divertitevi, picciotti.
Qualcuno deve rimanere qui stanotte.
- 'U Pitruni. - No, non è affidabile.
È lento, è curioso. Ha paura di tutto.
Ci rimarrei io qui ma intorno sono bruciato.
Forse è meglio se rimane uno di voi.
Me la devo prendere in culo sempre io!
- Sogni d'oro, Bingo! - Vaffanculo!
Dammi una sigaretta.
Quel minchia di Barone
- me lo sogno anche la notte. - Ma che sei frocio?
Non scherzare, sono serio.
Ogni volta sogno che mi viene a prendere.
Mi mette le manette strette strette
e quando si chiudono non si riaprono più.
Sei frocio.
Se avevi paura, potevi ammazzarlo.
Sì, buonanotte!
Non è facile far saltare in aria un magistrato!
Lo ha fatto Brusca... cosa di capi,
non di quattro minchioni come noi.
È così difficile?
Basta saperle fare certe cose.
Scherza... ma quello prima o poi verrà qui.
Pensa alla fine che ha fatto fare a Bagarella.
- Prima o poi viene per tutti. - La mia fine non viene.
La mia fine la scrivo io, la decido io.
Va bene, scusa. Io parlo troppo.
A me piace quando parli troppo.
Come quando seguivi Barone.
Già te l'ho detto. Sono cose riservate.
Quante riservate?
[agente] È la fidanzata di Romeo.
[agente] Alfa, mi ricevi?
Ragazza mora, sulla trentina, in bici.
Vi sbucherà davanti tra poco, è tutta vostra.
Noi restiamo qui. Passo.
Amore mio, è solo una cena. Stai tranquilla.
- Sarai bellissima. - Un caffè?
- Un Martini. - Ma come un Martini?
La giornata è lunga.
Mettiti elegante.
No, elegante, no. Non è la serata di gala.
Carina, no? Come sai tu.
Il ministro non guarda i capelli. Guarda altre cose, fidati.
[clacson]
Ma che cazzo...
Di là! Di là!
[musica]
[voce non udibile]
Io e te, come prima. Solo io e te.
- Tutto qui? - Sì.
- Non ti ha detto più niente? - No.
Cazzo...
- Vuole ammazzarti. - Macch�, Giada!
Avrebbe potuto farlo lì, no? Vuole vedermi.
E Cristo, quanto lo voglio anche io!
Dimmi che non ci stai cascando.
Sai cos'è che mi fa incazzare?
Tu sai quanto rischi e non te ne frega niente.
Di me, di Carlotta,
di quello che abbiamo deciso di fare insieme.
- Te ne sto parlando! - Appunto, ne stiamo parlando.
Invece già lo avresti dovuto dire a Mazza, ad Elia,
a chi ti deve proteggere.
Saverio, ci siamo fatti una promessa.
Io la sto mantenendo quindi mantienila anche tu.
Dimmi che accenderai questo cellulare
solo dopo aver fatto quello che va fatto.
- Ok. - Guardami negli occhi.
Farò come dici tu.
Dove le prendi queste giacche?
Quanto minchia fumi, Emanuele.
Cerca di parlargli senza azzannarlo.
Non farmi fare sempre quello che deve intervenire.
Perch�?
Se non fai il mezzano che ci vieni a fare?
Ah! Ce l'hai fatta!
Non mi sentivo tranquillo, ho dovuto aspettare.
Che fai? Già te ne vai?
Questa è una cosa delicata.
Devo rispondere a papà.
Tuo padre dice che non aspetta risposte.
Allora, che dice?
Per mezzo degli amici si accordano tutte le cose.
Che è? Un proverbio? Che minchia significa?
Che devi andare a Ciaciulli a prendere l'esplosivo.
No, vacci tu.
Di' a papà che non me ne fotte nulla di Don Luchino.
Sono io! È il mio turno adesso.
Allora la prima regola la conosci.
Corleone non abbandona nessuno.
Ma che minchia ne sai tu? Che minchia ne sa papà?
Papà ha costruito Corleone! Non te lo scordare.
Quello si pensa che può comandare dal carcere.
Comanda chi è fuori.
Giovanni.
Giovanni, guardami negli occhi!
Giovanni! Davvero vuoi fare la scissione da papà?
Pensaci bene.
Papà non ti comanda, ti dà consigli, ti aiuta.
E tu del suo aiuto ne hai bisogno.
Sì o no, Giovanni? Obbedisci o resti solo?
- Agli ordini. - Finiscila, sei suo figlio.
Bravo!
Figlio di capo.
Portami a casa.
Vieni.
Non voglio problemi.
L'autista di don Luchino non avrà mai problemi.
[voci concitate]
[grida]
- Fermo! Che minchia fate? - Riconosci questo coglione?
- Conosci questo coglione? - No, non lo conosco.
Don Luchino non te ne parlava?
Questo è uno di Villabate.
Ha bruciato il campo di zio Tonino.
- Non è vero. - Come no, Tony?
Gli abbiamo dato il benvenuto.
- Lo riconosci o no? - Ti ho detto che non è lui.
Ora basta, fermiamoci, non facciamo minchiate.
Lasciatelo perdere.
- Ho detto che non lo conosco. - Se sei sicuro tu, Tony.
La tua parola per me vale come quella di don Luchino.
Abbiamo sbagliato persona.
E tu, via! Coglione!
Andiamo.
Dai, su.
- Grazie, Tony. - Zitto, Salvatore.
Devi stare zitto, lo capisci?
Zitto!
[bussano]
[campanello]
- Giovanni. - Buongiorno, dottore.
- È pronto? - No.
Oggi tu e Lo Cascio state con Giada, va bene?
- Zaza non mi ha detto niente. - Ci parlo, non preoccuparti.
Accomodati.
[Giada] In questi anni l'ho odiato.
Ho odiato la sua voce, la sua rabbia.
Le bottiglie di whisky nel lavandino.
Odio l'idea di aver sposato l'uomo sbagliato.
Gli ho dato una figlia che non sta vedendo crescere.
Eppure questa rabbia non mi dà la forza.
Quando è andato in carcere per la prima volta,
mi è crollato il mondo addosso.
Grazie, Clara.
Grazie per aver parlato con noi della tua storia.
Il carcere per ognuna di voi è un'esperienza drammatica,
ma questa è un'occasione per tirare fuori la rabbia
- e guardarla in faccia. - [sottovoce] Grazie.
- Giovanni. - Che minchia succede?
Non c'è niente qui dentro. L'americano l'ha mandato vuoto.
A parte quella.
Ha scoperto che la vogliamo rivendere fuori.
Chiamalo.
Non risponde. Ci abbiamo provato tutta la notte.
Riprova!
[segnale di linea libera]
- Queste vi piacciono? - Sì, sono belle.
- Tanto non mi starà mai. - Che mosceria.
Prego, mi dia la mano.
Hai visto? Ti sta!
È la prima che mi sta. Ti piace?
Sì, mi piace molto. Le prendiamo!
Bene.
Amore, che ti offro? Il gelato o il cannolo?
Il cannolo, tu niente o non ti entra manco la fede.
- Pietro Romeo? - Polizia.
- Amore, che succede? - Ehi.
- No, vi prego. - In tasca.
- In tasca ci sono le fedi. - Pietro!
Luisa, prendi le fede! Aspettami, Luisa!
- Venga con noi. - Lasciatemi.
- Pietro! - Signorina, di qua.
Pietro!
Che succede? Siamo di nuovo in crisi?
No, voglio fare due passi. È libero, non c'è pericolo.
- Cinque minuti. - Va bene.
Io vengo con lei però.
[Zaza] Ho capito perch� le piace venire qua.
Il silenzio, il mare...
Devo fare una telefonata. Da solo.
Cinque minuti, dottore.
[squilli del telefono]
'Fanculo!
'Fanculo!
- Sì? - [Mazza] Io vado alla Mobile.
- 'U Pitruni ti interessa ancora? - Sì.
- L'hanno preso, ci vediamo là. - Va bene.
Zaza, andiamo.
L'abbiamo preso due ore fa a Bagheria.
- No, l'ha preso la Criminalpol. - È uguale, dottore.
Lavoro di squadra, lo dice sempre pure lei.
- Va bene. - È lì dentro, Saverio.
[porta che si apre]
- Sono Pietro Romeo. - Procuratore Carlo Mazza.
Saverio Barone.
- Vi conosco. - Anche noi, Romeo.
Si accomodi.
Le accuse sono associazione mafiosa, omicidi aggravati,
occultamento di cadaveri.
Lei ha ucciso almeno nove persone.
- C'è l'ergastolo per questo. - 14.
I conti me li sono fatti bene anche io, dottore.
- Vuole collaborare? - Certo.
Io l'ergastolo per questi cornuti non me lo faccio.
Abbiamo bisogno di un riscontro
- per sapere se è affidabile. - Qualcosa che possiamo provare.
- Morti ammazzati? Esplosivo? - Sì.
A Bolognetta.
Tra lo svincolo e la pompa di benzina
c'è una casa di campagna con gli animali.
Davanti la casa c'è un pozzo e nel pozzo c'è un morto.
L'esplosivo si trova in un campo a Ciaculli.
Se volete, vi ci posso portare.
Ci sai dire anche dove si trova il piccolo Di Matteo?
- Almeno se è ancora vivo. - Di questo non so niente.
Questa è roba di Giovanni Brusca.
Forse è meglio non sapere niente.
- Dov'è Giovanni Brusca? - Non so niente.
Sono solo quello che tira la corda.
Non sai niente, eh?
Non sai manco chi sono Bingo, Olivetti, Sanbernardo?
Questi li conosco.
Cosimo Lo Negro, Francesco Giuliano
- e Pino Guastella. - Castagna?
- Fifetto Cannella. - Il Gobbo?
- Salvatore Faia. - Cochis?
Lucio Raja.
Di alcuni riesco a dirvi anche dove si trovano.
Sai dov'è Lucio Raja?
Giovanni.
Torna a dormire, Enzo.
Troppi pensieri.
Don Luchino, gli americani di questa minchia...
Ora salta tutto, tutto salta.
Sei andato dal picciriddu?
Ormai sono due anni che lo tieni, Giovanni.
- Perch� non l'ammazzi? - Non scassarmi la minchia.
Non ti ci mettere anche tu.
Ammazzalo.
È meglio così, lo sai anche tu.
Tu gli tagli i capelli?
Ci parli, gli racconti le favole.
Lo sai perch� è ancora vivo?
Perch� non riesco a guardarlo negli occhi.
Non lo capisci?
Hai paura.
Tu non sai cos'è la paura.
Io invece ci sono nato con la paura.
Mi ci alzo, ci mangio,
ci dormo.
Io ci vivo tutti i giorni con la paura, Giovanni.
Non sono come te.
Non la voglio la paura.
Aveva ragione papà.
Non sono un capo.
Eh?
È da una vita che voglio assomigliare a un perdente?
È da quando sono piccolo, che voglio essere come te.
Non come papà.
Non come Emanuele. Uguale a te, Giovanni.
Oh! Hai capito?
Tu ne prendi di abbagli, eh?
Io credo di no, Giovanni.
- Andiamo a dormire. - Andiamo.
[musica]
[Elia] Sicuri che non ci possono portare a qualcun altro?
Tutti e subito, Andrea. Va fatto stanotte.
Tolto di mezzo Bagarella si sono dispersi.
Dormono un po' qua, un po' là.
Si spostano di continuo, rischiamo di perderli.
- [Elia] Come procediamo? - [Barone] In tempo reale.
In una balena, come Giona.
E Romeo è il vostro profeta.
Tu ora vai, lo prendi e lo sbatti in carcere.
E questa storia finisce qua.
Hai capito, Saverio? Qua finisce.
Qua finisce.
[musica]
- [radio] Via Brigata d'Aosta. - Ricevuto.
Là c'è il Gobbo.
Terzo piano, la porta di fronte all'ascensore.
Terzo piano, la porta di fronte all'ascensore.
[voci dalla tv]
[colpi alla porta]
- Polizia! A terra! - Calmi.
Girati.
Su le mani! Fermo! Cazzo!
[Romeo] Nel magazzino
quando non ci sto io, ci sta Bingo.
La villetta di Sanbernardo.
Polizia!
Vestiti!
[Romeo] Piano!
Qui c'è Lucio Raja.
È di sotto, in cantina.
[Navarra] Giù in cantina.
Vai! Vai!
Qui non c'è nessuno.
[spegne il telefono]
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