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Le ha mangiato la testa?
- Ha avvisato mia moglie? - Sì, sì. Sta arrivando.
- Avvisi anche tutti gli altri, signorina. - Sì.
- Ci lavoriamo ai funerali? - Sì.
- Con le foto. - Con le foto, certo.
Oh, no. Gli ha mangiato la testa?
Gli ha mangiato la testa.
- Vuoi fare il funerale? - Pronto, ciao.
(sussurra) Facciamo il funerale.
Con le foto.
(sussurra) Va bene. Tra un'ora.
- Facciamo il funerale. (sussurra) Va bene?
(sussurra) Come vuoi, tanto facciamo le foto, per cui, sì...
E vabbè.
< Per quanto le nostre idee fossero definite bizzarre
scandalose e contro la morale
la realtà era che qualsiasi notizia ci riguardasse
finiva in prima pagina.
< C'era qualcosa di misterioso per cui la società ci condannava
da un Iato, ma poi dall'altro, ci sognava.
< Ci desiderava. Ci acclamava.
< Due facce paradossali della stessa medaglia.
< E a noi, stupire e creare scandalo
ci piaceva tantissimo.
Voce non udibile
< Crescendo, ero stato sempre bullizzato.
< La virilità, l'aggressività, il mito del "macho"
non li ho mai capiti davvero.
< Le donne, invece, non erano così.
< Erano la parte più bella dell'universo.
Papà, che fai?
< Il loro corpo, le loro forme, non le avevo mai viste
come una cosa sporca, da nascondere.
< E malgrado all'epoca fosse tutto censurato
mio padre si adoperò molto per aiutare la mia formazione.
< Queste bellissime creature erano così. Libere.
< E come si facevano distinte e diverse
quando poi uscivano dalla porta della loro stanza.
< Per gli antichi Greci il nudo era ideale.
< Rappresentava I'autonomia e la libertà.
Li portiamo via tutti. Sono sotto sequestro.
- Ma come, io li ho pagati. - Senta, la vede quella?
La sede della DC. Questi qui non possono stare.
Vorrei capire perché decidono loro cosa posso leggere e no.
La polizia si dovrebbe occupare di cose più importanti
non sequestrare il suo giornale.
Perché sequestrano "La bellezza"?
Ma infatti.
È che viviamo in un mare di stronzi.
- Ma tu chi sei? - Riccardo Schicchi.
- E quanti anni hai? - 12.
Tu hai una visione, ragazzino.
Il giornale puoi venirlo a sfogliare qui ogni volta che vuoi.
Poi tra un po', parliamo del tuo futuro.
Schicchi, hai detto?
Simpatico.
< Avevo un dono. Le dive le riconoscevo al primo sguardo.
< E malgrado non sia stato mai un adone
per un qualche strano mistero, alle donne sono sempre piaciuto.
Signorina, vorrei fare la sua conoscenza, se me lo permette.
< Moltissimo.
< Diventammo inseparabili, eravamo spontanei, pieni di sogni.
< E per quanto possa suonare paradossale, eravamo puri.
< Decidemmo di cambiare il costume. E sorprendentemente
scoprimmo che la gente era pronta.
(Tv) È un nuovo fenomeno di costume. Lei si chiama Cicciolina
ed ama sorprendere il pubblico mostrandosi senza veli.
(Tv) Lei è una specie di assistente sociale, in quanto...
No, sono una missionaria dell'amore, è differente.
Perché se non c'è I'amore nel mondo, il lavoro non va avanti, secondo me.
Senta, signor Schicchi, lei è una specie di Guglielmo Marconi.
Ha inventato un tipo di radio con la signorina.
Beh... Visto che la radio non trasmetteva, appunto...
un tipo di trasmissione così
avendo in mano delle reti libere, abbiamo...
< ...pensato di occupare questo spazio e mi sembra giusto farlo, no?
Eccoci tornati con "Radio Luna".
Tu. Vuoi venire a letto con me?
Cicciolino, tu potrai chiedermi tutto ciò che vuoi.
< Si accomodi lì, llona.
(Tv) Giudice, la vita è fatta anche di personaggi singolari.
Questo è un personaggio di cronaca, è llona Staller.
- È la Cicciolina. - Ah, la conosceva.
Cicciolina la conosceva però. Non la guardi con severità.
- Llona sta' lì tranquilla. - Con severità, no, con disgusto.
Con disgusto non so, è una bella ragazza.
< llona era una ventata di novità dissacrante.
< Attorno a lei si muoveva una corrente magnetica
di energia, di desiderio e di vitalità.
< Poi iniziammo ad essere arrestati da apparati di polizia
il più delle volte sovradimensionati.
< Con l'accusa di reati lesivi del buon costume.
< Il risultato fu che le trasmissioni televisive venivano tagliate
i giornali censurati e gli spettacoli cancellati.
< Dovevamo trovare una soluzione. Un'idea.
Sì, ho capito. Però voi parlate e parlate.
E poi vi tirate indietro sul film per adulti.
Venite. Venite con me.
- Ci mettiamo in società. < Non ero convinto.
Voi fate i film e io ve li proietto.
< Ma per noi che ci eravamo posti come difensori della libertà sessuale
era difficile sottrarsi alla crescente pressione.
LI porno è il futuro.
< Fu un successo incredibile. llona divenne una pornostar
termine che non esisteva. Lo inventò il sottoscritto.
< Ilona era il primo personaggio pubblico
che con la stessa faccia e lo stesso corpo, passava
per rotocalchi famigliari a una produzione pornografica.
Grida di esultanza
Fondammo la prima agenzia italiana di talenti
destinati al mondo del porno. Li chiamavo "artisti senza limiti".
Foto, foto. < E non contenti, creammo il Partito dell'Amore.
(Tv) È più nota come Cicciolina, da oggi
Ilona Staller è divenuta parlamentare
con il Partito dei Radicali, con oltre 20.000 voti.
È pronta.
< La nostra relazione durò oltre 18 anni. Ma la tenemmo segreta.
< Riccardo sapeva che Cicciolina non poteva essere di un uomo.
< Doveva essere di tutti. Ma come ogni bella cosa
c'è sempre una fine.
< Si innamorò di uno degli artisti contemporanei più noti al mondo.
< Quando decisero di sposarsi
affittai una stanza d'albergo che affacciava davanti alla chiesa.
< La guardai dal terrazzo andare via felice con lui.
< Come ogni momento stressante della mia vita
non mi mancò un attacco diabetico.
Medico parla in lingua d'origine Se ne vada.
Medico parla in lingua d'origine Allora se ne vada.
Medico parla in lingua d'origine Rimanga.
< Lei I'avevo incontrata qualche anno prima.
< Malgrado lo scetticismo di molti, credetti in lei dal primo istante.
< Semplicemente perché lei credeva in se stessa.
< Sono sempre stata un'esibizionista convinta.
< Gli sguardi sul mio corpo mi hanno sempre fatta sentire bene.
< Avevo tanti amanti. Li ho sempre avuti.
< E sempre in contemporanea con un fidanzato ufficiale.
< Costruttori. Industriali.
< Gioiellieri. Politici potenti.
< Molto potenti.
< Il sesso mi è sempre piaciuto.
< Però con chi volevo io.
Prego.
Mi segua.
< Prima di entrare nel porno, volevo diventare una grande attrice.
- I provini sono qui. < Facevo molti provini
per il cinema cosiddetto "istituzionale".
< Erano grandi produttori, importanti registi
autori di fama internazionale.
< Ma una volta dentro la stanza, era la consuetudine per tutti.
< E quando dico tutti, intendo dire proprio tutti.
< Poi arrivò il primo film porno. Lo feci per curiosità
e non ci trovai nulla di male.
< Ma all'epoca lavoravo in Tv e mi licenziarono.
...continuare a lavorare qui. Il programma è per bambini.
< Il più grande paradosso è che, a differenza di cinema e Tv
nel porno non sono mai stata molestata.
- Moana, scusami. - Sì?
- Mi chiedono se hai le analisi del sangue. - Certo.
< Poi i ragazzi erano tutti giovani, carini e testati.
< L'universo è un punto di vista. Ognuno ha il suo.
< A me piace tutto ciò che è insolito
è diverso, fuori dagli schemi.
< Poi conobbi Riccardo Schicchi.
< Nessuno riusciva a creare le icone che creava lui.
< lnfatti volevano lavorare tutte con Riccardo.
Ce l'ho, "Mundial Sex". Cicciolina e Moana ai mondiali.
Voi che fate l'amore con tutte le squadre fino a distruggerli.
- L'Italia vince il mondiale. - Sì all'Italia manca...
- Che bello. - All'Italia mancano tantissime cose.
- Si parte dal portiere. - Sei un genio. - Non esageriamo.
(Tv) Tra le iniziative di contorno ai mondiali, c'è un film
a luci rosse. La star è Moana Pozzi.
Moana Pozzi! Applausi
< Era intelligente, elegante, inafferrabile.
Il tuo pudore riguarda che cosa? Le cose che non faresti mai.
Rivelare i miei sentimenti a della gente, la quale...
Con la quale non ho un'intimità.
< Aveva talmente tanta classe
che a volte ti chiedevi cosa ci facesse lì.
...ho i miei sentimenti, alla prima persona che incontro
o a un amico, un'amica superficiale.
< C'era qualcosa di impermeabile a tutti.
< Qualcosa che credo non abbia mai rivelato a nessuno.
Perché è andata in America? < Qualcosa per cui alle volte
voleva essere quanto di più lontano da se stessa e, toccare il fondo.
Senza protezioni, senza nulla.
Con gli attori presi per strada, come i gatti. Le sembra normale?
Lei non dice nulla? Tanto starà qui a bersi caffè che le compro io.
Complimenti. Lei ha taciuto. Lei quando doveva, ha taciuto.
- Se ne vergogni. - Signor Schicchi. - Si dovrebbe vergognare.
- Moana. - Si può? - Si deve.
< Sono sempre girate tante voci su di me.
< Cosa fosse quel malessere che mi scavava dentro, non Io sa nessuno.
Non ci disturbi. Faccia finta di lavorare. La pago, non so se ricorda.
< La verità l'ho portata via con me.
Non sarà un genio, ma è un produttore.
Moana, Marietto è uno strozzino. Non è un produttore.
Mi offre quattro film.
Puoi fare un film ogni tre anni, guadagni Io stesso molti soldi, ma...
lo ho programmi, pubblicità...
Mi dà 400 milioni in quattro settimane.
Tu puoi farmi fare così tanti soldi?
- No. - Eh.
Però chi lavora con me, rimane bella per sempre, Moana.
Tu invece sei andata in America. Sei diventata bassa e grassa.
Anche tonta, non sto scherzando. Sono gli ormoni nelle carni.
- Piantala. - Ci sono studi. Non sto scherzando.
Quegli ormoni ti fanno diventare bassa e tonta.
E infatti ti stai abbassando.
- Mi preoccupi. - Ma preoccuparti di che?
- Perché devi andare in America? - Sono stata bene, giuro.
Ho conosciuto anche un ragazzo...
Carino, molto giovane.
Con I'altro, con quello molto vecchio, come va? L'avvocato.
Lascia perdere.
Poi dici perché i soldi.
Ma perché i soldi sono... veri, stanno lì, concreti.
Le persone...
Andrò ai programmi.
Tutto quello che vuoi, va bene.
Però il contratto per i quattro film lo firmo.
Moana. Potresti fare qualsiasi cosa, Moana.
Qua...
E vabbè.
Voce non udibile
...presenza piacevolissima.
Parlo inglese e francese.
Pure un po' di spagnolo e...
- Sì, scritto meglio francese. - Il sogno?
- LI sogno? - Il sogno. Qual è il suo sogno?
- Non saprei. - Lei è molto timida, eh? - No.
- Lei è molto timida. - No, non direi.
- C'è... - Beh...
Nessuno al mondo sarà mai così importante
da poterla mettere in soggezione. Se lo ricordi, eh.
Il sogno è fare la giornalista.
Bello. Se Io tenga in mente.
Devo andarmi a fare l'insulina perché il ciambellone non potrei mangiarlo
ma è il mio dolce preferito. Mi aspetti qua. - Sì, sì.
< Ero disperata. Con un mutuo sulle spalle
e un lavoro appena perso.
< Venivo da un paesino vicino Roma. Mamma casalinga, papà commerciante.
< La normalità catapultata in un mondo di eccessi.
< Solo quando ho avuto il primo colloquio di lavoro
ho realizzato di cosa si trattasse.
- Aveva notato? - No. - No?
La guardano tutti. Sì, perché pensano che sei la mia artista.
Questo è un buon segno, signorina.
Lo sa che è molto più difficile trovare una brava segretaria
che una brava attrice? Per questo pago due milioni e mezzo.
- Due milioni e mezzo? - Sì.
- Ci sa fare con i gatti? - I gatti? - Fondamentale.
- Sì. - L'unica cosa che deve fare è capire come farci fare notizia.
- Notizia. - Deve pensare a farci notizia. - Sì.
- La borsa gliela prendo io. - Grazie.
La mia me la prenderei. Andiamo nel mio ufficio.
- Nel suo ufficio? Non è chiuso di sabato? - È mio, signorina.
- Lo apro quando voglio. - Avrei un appuntamento.
< Avendo subito molestie in ogni lavoro
era normale che nel tempo della disinibizione
mi aspettassi la stessa prassi. In maniera più sdoganata.
Al quarto piano c'è Moana, sopra llona Staller. Moana non c'è.
- Sta in America, New York. C'è mai stata? - No.
Qui abito io. Accanto c'è I'ufficio. Qua sotto...
- Andiamo a casa o in ufficio? - Venga.
Venga, signorina.
Lì in fondo c'è un appartamentino
che usiamo per ospitare le ragazze dall'Ungheria.
È piccolo ma grazioso. La moquette è pulita, l'ho fatta rifare nuova.
Ci si può sdraiare, se vuole. Venga.
- Quindi, le piacciono i gatti. - Sì, mi piacciono i gatti.
È molto importante, perché sono 23.
Gatti che miagolano
Là sopra ci sono le scatolette con la carne.
Mentre i croccantini li tengo negli scatoloni.
AIla bianca diamo il merluzzetto perché è debole di stomaco.
Le chiavi?
- Il cappotto? Il cappotto, signorina. - Eccolo.
Attenzione alla spalla.
- Le chiavi? - Qui. - Grazie.
Ci vediamo domani in ufficio da me. Si tiri la porta alle spalle
che poi vengo a chiudere io. Per la prova, lunedì
alle nove in punto, qua. - Faccio io. - Grazie molte, signorina.
Squillo del telefono
- Diva Futura? (telefono) Apra la porta, signorina.
- Non ho capito. < Apra la porta! - Ah, sì.
- Visto che bel sole? Come sta? - C'è Mercedes nella sua stanza.
- Sta fumando? - Eh.
Tre regole, niente fumo, niente sigarette, niente droga.
- Non è complicato. - Che cazzo.
Niente parolacce. Sta fumando. Quando la scienza mi darà ragione
sarà morta... - Ho una zia che ha 80 anni...
Chi se ne importa di sua zia. È la mia agenzia e non si fuma.
Se sua zia è un camino, è un suo problema.
Sono stufa, mi avere rotto. Me ne vado.
Come se non lo sapessi io perché se ne va.
Squilli del telefono Poi torni?
Squilli del telefono
È sparita una valigetta del suocero del signor Schicchi.
Con dieci milioni. Dice che l'ha dimenticata qui
ma nessuno l'ha trovata. - Ora è tutto su di me?
E guarda caso, 15 giorni dopo
quella si presenta con una quarta di tette nuove.
- Certo. - E dice, "Signor Schicchi"...
- È andata? - Arrivo!
Tra 20 minuti, mi viene a chiamare, va bene?
- Sì. - La scrivania con la vista è sua.
Benvenuta.
Bussa alla porta Posso?
- Ciao, Riccardo. Ci vediamo. - Arrivederci, Mercedes.
Hanno chiamato da quel programma che le dicevo. C'è questa casalinga
che si prostituisce all'insaputa del marito.
- Volevano intervistarla, ma ha dato forfeit. - Non ci ho fatto I'amore.
Siamo fidanzati. Non ci ho mai fatto I'amore. lo.
Dopo 20 anni di rivoluzione sessuale, punito con la castità.
Ah, signor Schicchi. Ho Io slime e il polipo che si illumina.
- Carino. - Per il programma...
- Le pistole ad acqua? - Giusto. - Sono fondamentali.
- Hanno chiamato dal programma... - Non va. - Ne ho due.
- Non bastano, almeno 20. - Ne prendo altri.
- Ci chiedevano una ragazza. - Diamogliela.
L'intervista sarebbe stata a volto coperto...
- Come? - Sì, volto coperto. - Le mando a fare
delle comparse? - Pagano otto milioni.
Possono pagare quello che vogliono. Non mando le mie artiste
col passamontagna in Tv. Non esiste proprio.
Le nostre artiste vanno sublimate. Non vanno mortificate.
- A volto coperto, sono mafiose? - No. - Mi meraviglio di lei.
Ha ragione. Squilli del telefono
- Non ci avevo pensato. - Ci deve pensare. - Richiamo.
- Ah, signorina. - Sì?
Ha fatto mangiare Tinta?
- Tinta? - Tinta, sulla scrivania di Patrizia c'è il suo pranzo.
Lo riconosce perché saltella.
(sussurra) Il pranzo per Tinta. Chi è?
(sussurra) È il pitone. Nella stanza verde, di là.
Certo. No, no.
No, ma è chiaro. Per il contratto ne parlate con...
Certo, me Io poteva dire che era una quaglia.
La licenzio. È tutto da rifare. Non è adatta, signorina.
- Perché? Sto qua... - Non riesce a trovare una ragazza per l'intervista.
- È lei... - Pagano due milioni, come lasciar perdere.
- Si rende conto? - Sì. - È troppo moscia.
È educata, signorina. Troppo educata.
Non ha la stoffa. Si trovi un mestiere adatto a lei.
Io però non trovo le chiavi.
Domani ci sarà una ragazza al posto della casalinga per l'intervista.
Sono stufa di portargli sempre le chiavi.
Non ci torno più indietro da Calcata per ridargliele.
Volevo anche parlarle di come risistemare
delle cose che non funzionano in ufficio. Di come riorganizzarlo.
Quando vuole, discuteremo.
Si occupi del programma e degli spettacoli.
Discuteremo di quello che vuole, quando meglio crede.
Ah, pranziamo insieme?
- A più tardi. < Malgrado mi continuassi a ripetere
che volevo fare la giornalista e quello era un lavoro temporaneo
quel mondo, si rivelava essere quanto da più distante
da quello che mi aspettassi.
Patrizia è qui con noi.
< Da quel giorno rimasi lì dieci lunghi anni
< in cui imparai tutto ciò che mi ha aiutato
a sopravvivere e farmi valere.
Con un viso d'angelo come il suo, perché si prostituisce?
Sa, ci compro le borse, le scarpe...
Sì. Lo faccio.
- È permesso? - Sì, salve. Può lasciare lì.
- Prego. Lì, sulla sedia. - Sono quattro costumi.
Sono due elfi e due fatine, come mi hai detto.
Una firmetta qua, grazie.
- A posto, grazie. - Sì, scusi. Arrivederci.
A casa Io sanno? A papà e mamma l'ha chiesto?
Se un giorno fa un figlio? Ha mai pensato alle conseguenze?
Deve essere sicura. Il porno non è una cosa così.
- Forse ci penso. - È così giovane ha tutto il tempo.
- Tanto noi qui stiamo. - Grazie. - Prego.
Arrivederci. Se erano scienziate, facevano le scienziate...
- Ci sono tre cose. - Sì, mi dica.
Tutto confermato per oggi, due uomini e due donne.
- Tre uomini e tre donne. - Aveva detto due.
- Impossibile. Ha letto il copione? - Sì...
- Mi servono almeno tre uomini. - Quindi ne servono due. - Sì.
- Poi, ci sarebbero le registrazioni dell'144. - Sì.
Novità molto interessante. Per una registrazione di Moana
pagano 200 milioni. - Quanto? - 200. - Proceda.
Allora procedo. Per la signora Pozzi...
- Sì. - È arrivato un quadro da Schifani.
Credo che sia proprio un suo ritratto.
- Bello. - C'è un pacchetto da De Crescenzo.
Sarà un libro. Invece Schifani è molto importante.
Signor Schicchi, la signorina Mercedes...
Signorina, la prego. Si faccia i fatti suoi.
Qui ci sarebbe un cuore. lo non...
- La chiamo, non mi risponde. - La chiamo io.
- Che bella. Come ti chiami? - Chi è Schicchi?
- Io lo farei un po' più... - Mamma.
- Chi è Schicchi? - Chi è Schicchi?
La faccia finita di prendere in giro. Sono la madre di Debora.
Sono qui per informarla che non è una sbandata.
- Ha una famiglia. - Mai messo in dubbio.
La tengo d'occhio, signor Schicchi.
Ma perché, scusa. Mamma, qui stanno lavorando tutti.
- Bel lavoro. - Mamma, è momentaneo.
- Quand'è il mio turno? - Un attimo, aspetti, veramente.
- Ora la sistemiamo. - Con te ci vediamo a casa.
È temporaneo.
- Ho una gran mamma. - Hai una gran mamma.
- Un po' particolare, ma una gran mamma. - Assolutamente.
È molto importante avere una gran mamma alle spalle.
- Ma è andata via? - Sì. - AIlora...
< Ricordo ancora il suo primo sguardo.
< C'era qualcosa di empatico in lui.
< Sorrideva sempre e intanto ti osservava
come per capirti, per guardarti dentro.
Voci indistinte
Signor Schicchi, i fiori vanno bene?
< Mi corteggiò per quasi otto mesi. A un certo punto pensai
che volesse essere solo un amico. E invece era un romantico.
- La racchetta, signorina. - Sì.
Veloce, che c'è un bel sole.
< Non si poteva definire un sex symbol, era magro
poco atletico e non propriamente in forma.
< Ma era l'uomo più gentile che avessi mai incontrato.
< C'era qualcosa di innocente, quasi infantile nel suo entusiasmo.
Un isola dell'amore. Dove poter fare l'amore senza tabù e senza nessuno
che ti rompe le scatole. lo voglio fare l'isola dell'amore.
Lei mi capisce? No, vero?
Però mi crede?
- Tiragli i capelli. - Marcellina, no...
Squilli del telefono Il telefono, signorina.
Vada a rispondere di là.
- Lei dovrebbe stare già là a rispondere. - La pasta è pronta.
- Stiamo girando. - lo però ho fame.
Malcolm, finiamo la scena.
Dai, Ricky. Però sono cinque ore che stiamo qua.
- Pausina. - Se Mercedes ha fame, facciamo una pausina. - Pausina.
Questo è un disastro. Non stai a pesca, stai sempre in campo.
Sei un cialtrone, è inutile che annuisci.
Prendi dieci persone, le chiudi in una stanza e le riprendi.
- Mentre dormono, fanno l'amore. - Cosa importa
alla gente di guardarti mentre cucini?
- Chi lo guarderebbe, signor Schicchi? - Lei.
- Non guardo niente, figurati questo. - Se vogliono scopare?
- È spettacolo. - Sì, vabbè.
Voci indistinte
- Io mi farei riprendere sempre. - Come te, tantissime.
Marcellina ha intuito. Sarebbe un successo planetario.
< Sapeva sognare in grande.
< E poi, nessuno era mai riuscito a farmi ridere così tanto.
Eva, non li ascoltare. Non capiscono.
Non mi capiscono.
Ci ho fatto tre stagioni. E se ci passo l'estate
posso farci tutto I'inverno prossimo.
- Domani andiamo a comprare le scarpe nuove, sì? - No.
< Avevo la chiara sensazione
di aver trovato la soluzione alla mia esistenza.
< E che dovevo solo lasciarmi andare.
< Ma quello che ancora non sapevo è
che avevo appena incontrato l'uomo che mi avrebbe amata
più di chiunque altro nella mia vita.
< Poche settimane arrivò in redazione una bimba di due anni.
< Bionda, pestifera, deliziosa.
< Mercedesz, per tutti "Memi". - Giochi con papino.
E giochi con papino.
- Signorina, non vi siete mai incontrate? - No.
È mia figlia.
Ho avuto una liaison con Eva un paio di anni fa.
Al mare. Mia figlia, signorina.
Eva, dobbiamo farla diventare famosa.
- Ho già in mente dei programmi dove mandarla. - Li chiamiamo subito.
Ci penso io. Lei la inserisca negli spettacoli del Fans Club.
I film non li farà mai, Eva.
- In che senso? - Nel senso che non fa il porno.
Eva non fa il porno. È giusto che anche lei Io sappia.
È giusto che Io sappiano tutti, che lo sappia anche lei.
Eva non fa...
Queste le hanno stampate. Sono delle diapositive. Ci facciamo i santini.
- Tipo 200? - 200, 300. No, no. 2000, 3000.
Ah, mi servirebbe il costume di Babbo Natale.
- Quello che sta nello studio. - AIlora...
- Il costume è stato... usato. - Lo porti in tintoria. Per il 25.
Papà torna subito. Ok? Aspetta qua.
Orsa, mi devi promettere che non lo dirai mai
ma proprio mai a Memi, che io non sono suo padre.
Anche perché io mi sento suo padre. lo sono suo padre.
- Sì. - Forse dovremmo farle compagnia.
Con un fratellino o una sorellina.
Sì.
E forse ci dovremmo anche sposare a questo punto.
Per Memi.
Dobbiamo andare a chiedere ai miei genitori.
- In Ungheria è così la tradizione. - Andiamo in Ungheria
a chiederlo ai tuoi genitori. Andiamo dovunque vuoi.
Eva canta
Padre Mauro!
- Non si scandalizzi, signorina. - Io non sono scandalizzata.
Sono fra i nostri maggiori clienti.
Pussycat, se la ricorda Pussycat?
È due anni che sta con uno di loro. Un bel ragazzetto.
- Ma veramente? - Due anni non sono pochi.
- Non sono affatto pochi. - Non sono pochi, no.
- Sei stata incredibile, Eva. - Devi fare un film, per forza.
- Eh? - Lascia stare il film, no.
Diventeresti famosa, eh.
- È già famosa. - Diventeresti ricca.
Ti compri la Mercedes, come Moana.
Che ti importa della Mercedes? Hai me.
Non Io ascoltare, Eva. Non Io ascoltare.
Musica
< Il mio imbarazzo è se considerarti una donna
o piuttosto, del materiale infiammabile e non biodegradabile.
Io credo che ormai i tuoi genitori
oggi ti possono riconoscere solo dalla voce perché...
Diciamo apertamente... lo volevo far vedere
come è possibile oggi, con la scienza e con la tecnica
diventare delle persone... - Ma Io sanno tutti, Io sai?
- Facciamolo vedere. - Perché io ho pubblicato un libro.
Sì, ho pubblicato un libro, "La filosofia di Moana"
dove ci sono tutte le mie foto dall'inizio della mia...
A chi non l'ha comprato, glielo facciamo vedere.
Anche perché io ho paura di qualche smottamento, no?
In quanto il silicone, a un certo punto
non si sa che può accadere... - Fai vedere questo...
- Dai, su. - Dov'è la... - Questo.
Vediamo com'era Moana prima e dopo la cura.
- Questo è "Novella 2000". - "Novella 2000". Ecco.
È la speranza per voi bruttine. Potete diventare delle pornostar.
Io lo lascio essere cattivo, non è un problema.
Tutto questo, ecco.
Io adesso volevo convocare il dottor Marco Gasparotti
- Non ho capito. - Non c'è niente da capire.
Non voglio più fare film porno.
Dopo questi ultimi da contratto, basta.
Voglio fare altro.
Ti sei completamente rincoglionita?
Sentiamo. Che speri di fare?
Mah, intanto il porno mi rallenta.
Ho provato a scrivere ma... non è andata. Non mi prendono sul serio.
Voglio fare altro. So che posso fare anche altro.
Chi ti ha messo in testa queste cazzate, quello là, tuo marito?
Antonio è l'unico che non mi ha mai detto nulla.
Lo sai a quanti soldi rinuncio io con te?
Lo sai a quanti soldi rinuncio?
(urla) Tu hai fatto il porno!
(urla) Quando una fa il porno, è un'attrice porno. Punto!
E tu vuoi fare i film normali. Se quando ti guardano
pensano solo alla tua fica e al tuo culo!
A questo pensano. Lei vuole fare altro.
Dove vai? Chi cazzo ti credi di essere? Stronza!
Moana!
Questa troia...
- Ciao, Mattei. - Ciao, De'.
- Ciao, tu sei? - Mary.
- Il signor Schicchi mi ha detto di aspettare qui. - Scusa un attimo.
- Signor Schicchi, la ragazza nella mia scrivania... - Non posso.
- Signorina... Ma che si è presa? - Me le ha regalate Eva.
Venga, venga. Queste sono le prove di Marcellina per l'144.
(registratore) Vieni qua, micino mio.
Gemiti Sì, così mi piace tanto.
(registratore) Perché mi vuoi mettere un dito nel culetto?
Gemiti
- Sei bravissima, Marcellina. - Molto, molto brava. - Veramente?
- Sì, è grazioso, equilibrato, non è mai retorico. - Chiaro.
- A lei poi non piace mai nulla. - Mai.
Anche secondo me era bello però volevo sentire voi
perché comunque... - Sei un talento, Marcellina.
Riccardo, tu sei il numero uno.
- Ci ho messo tutto il cuore. - Si sente. - Si sente, Marcellina.
Sono veramente troppo felice.
Vabbè, comunque adesso possiamo fissarci anche delle date al locale
tanto io rifaccio i polpacci tra un mesetto.
- Questo lo segniamo. - Lo segniamo? - In agenda.
- AIlora, io vado. - Sì.
- Ciao. - Ciao, ciao. - Ciao.
- Ciao, Marcellina, brava. - Ciao, ciao.
Porta che sbatte Un disastro.
Poverina, che disastro.
Quel calciatore con cui sta la sta rovinando.
Poi, secondo me, non c'è bisogno di farsi i polpacci.
- No, collochiamola negli spettacoli. - Sì.
Aiutiamola. In qualche modo.
Signor Schicchi, la ragazza alla mia scrivania, Mary.
L'ho fatta venire da Milano. Va aiutata.
- Ha 18 anni, ce ne dobbiamo occupare. - Perché?
È un puffo perforato Mary.
E io gliela affido. Mi raccomando.
Niente film. Soltanto spettacoli anche a Mary.
- Vado a fare queste foto. - In che senso "puffo perforato"?
Eh, perché come prima cosa ha fatto "Biancaneve e i 30 nani".
Senza esperienza, scaraventata su un set del genere. Le sembra un modo
di trattare una ragazza? - Da qua a dovermene occupare io...
Signorina! Noi siamo amorali, non immorali.
La porti alle stanze e le faccia scegliere la stanza che preferisce.
Mi raccomando, signorina.
Porta che sbatte
Rumore caduta Sirena ambulanza
Si è svegliato da poco.
Ah, sì, sì.
(sussurra) Tua mamma.
< Sì, ti saluta.
< Un attacco diabetico, come al solito.
< Sta bene. - Cosa ne pensa, signorina?
Pensa che Eva stia con me perché... mi sente famigliare?
- Famigliare? < L'abbiamo ritrovato per terra.
Le devo ricordare un vecchio cugino disabile che è in Ungheria.
Un rospetto bruttissimo.
Io l'ho conosciuto quando ci siamo sposati.
È lui che le ha fatto sviluppare
un senso di tenerezza... per gli uomini malandati.
Non glielo dica mai, però.
Perché ancora non lo sa.
- Quando sei arrivata? - Stanotte.
Poi stamattina in ufficio hanno detto che eri qui.
Sono proprio tornata.
È finita. Non va.
Mi dispiace.
Non sopportava il biondo. Dice che ricordava troppo
che facevo il porno. - Non capisce niente.
Gli uomini impazziscono per le donne disinibite.
Purché non siano le mogli o le madri.
- Sì. - Siamo strani.
Tutti tranne te.
Ero innamorata. Davvero.
- Lo so. - Mi ha fatto delle cose orribili.
Orribili.
È stato crudele.
Il piccolo?
Il piccolo è qui?
- Sì. - Allora sei a casa.
Ci siamo tutti. Ricominciamo.
Devi stare tranquilla, eh?
Ti sei rifatta le tette grandi.
Sono meravigliose. Adesso vanno così, eh.
Avevo le tette tutte svuotate con l'allattamento.
Una cosa indecente.
E quella?
- Ah, no. Nulla, un testimone. - Un testimone per cosa?
Beh... Mica puoi sposarti così con tutto a nome tuo.
- No? A nome tuo mi devo sposare? - Ho le carte dell'avvocato.
Ilona, lascia stare le carte. Abbiamo già fatto questo discorso.
Ti ho lasciato gli appartamenti e anche l'altra società.
- È stato più conveniente per te. - Se muori, va tutto a quella.
- E certo. Perché è mia moglie. - Che...
Perché devo morire? Sono più giovane.
Una follia, Riccardo. Neanche la conosci e te la sposi.
- Abbiamo fatto tutto insieme. E arriva questa. - È mia moglie.
- Non ho parole, Riccardo. - llona, non stai bene.
Ecco, llona non stai bene.
Vabbè.
(insieme) Eccolo, eccolo!
Folla che acclama
Grida di dolore di Eva
Ti prego, non firmare. Non Io conosci questo.
È un amico, come non Io conosco? Me li ridà raddoppiati, investo...
Ma quelle cambiali hanno date già passate.
Che ti frega delle date, orsa? È un amico, ti dico.
- Lo conosco, fidati di me. - Ti prego.
- Ti scongiuro, non Io fare. - Ti vuoi alzare.
- Ti prego, ti prego. - Orsa, dai.
(sussurra) Amore, ascoltami.
Sono tua moglie. E ti sto chiedendo di non firmare.
Varrà pure qualcosa quello che ti dico io.
Come sei bella, orsa.
Voci dalla televisione
- Tu mi sottovaluti. - Ma te sei bellissima, orsa.
Tu mi sottovaluti.
- Fidati di me. - Basta che io inizi a fare i film.
- Sai quanti soldi facciamo? - No!
Ci sono tanti modi per fare soldi.
L'altro giorno, dopo Io spettacolo, un uomo voleva l'autografo
e mentre firmavo, mi fa: "Ho visto tutti i tuoi film".
- A me. - Ma non li hai fatti. - Appunto.
- Cosa dici? - L'ho detto, e lui, "non sei la moglie di Schicchi?"
- Moglie di Schicchi? - Sì, è uguale se li faccio o no.
- No. Non sai di che parli. - Hai sempre detto che è bello.
- No, non è vero. - Lo facciamo sempre qui in ufficio.
- Perché non posso provare? - Orsa, ti sei fissata!
Non fa per te. Ma... L'abbiamo già fatto!
Hai già fatto il porno. I servizi io e te da sposi.
Quello è porno. Tutti i provini. È porno.
Sì, che alla metà gli si ammosciava.
- Non è vero. - lo...
Io voglio fare un film vero.
- Con attori veri. Professionisti... - I film veri hanno due facce.
...che sanno fare. - I film veri... Ascoltami, orsa.
- I film veri hanno sempre due facce. - Ma...
- Non mi ascolti mai. - Di qualsiasi attrice
dici "bellissima". Non hai capito io che posso fare.
Devo lavorare artisticamente.
- Artisticamente? - Sì. - Riccardo!
Dovevi mettere le tue mani sul corpo di quella?
Sì. Per fare bene la foto servivano tante mani.
- Orsa, sono stupide paranoie. - Riccardo, veramente.
Io potrei fare grandi cose. Pianto del neonato
Senza che questo scemo ora viene a fregarci tutti i soldi.
Pianto e grida del neonato
- Eccomi, amore! - È un amico.
Orsa!
Voci dalla televisione
E poi c'è la conchiglia. Guarda che bella, orsa.
L'ha fatta Franco Miseria.
Lei si muove. Tu starai qua dentro.
Lei lentamente si gira e appari. Come la madonna.
Avevo pensato al titolo "La conchiglia violata"
che è bellissima. - "La conchiglia violata"?
- È poetico. - "Finalmente pornostar".
- Fidati che vendiamo di più. - "La conchiglia violata".
Per cortesia! Lo trovo molto più giusto perché in fondo
da quanto state insieme? - Cinque anni.
- Finalmente pornostar. - L'altro titolo è più coerente con la trama.
Finalmente pornostar... Sono il regista.
Avrò il diritto di scegliere il... Almeno come sottotitolo.
È più esotico...
- Ciao. - Allora?
- Lo mettiamo come sottotitolo. - E poi i ragazzi, Marietto, puliti.
Posso sceglierli anche io? Potrei visionarli? Carini, puliti.
Ci tengo molto. Orsa!
Le musiche, Rustichelli. Ho convinto Rustichelli.
- Ma davvero? - Sì.
- Guarda. - Bellissimo. Ora lo proviamo.
Brusio
Signor Schicchi.
Signorina.
- Come va? - Bene.
E lei?
Le ho portato il pranzo.
Venga. Mi segua. Io devo far mangiare i conigli invece.
Ho preso quattro conigli. Si sono accoppiati e ora sono 26.
LI maschio è implacabile.
Uno si chiama anche come lei.
Eccolo.
Questo è lei, signorina.
Internet ha rovinato tutto, signorina.
Non c'è più la professionalità. Ragazze sottopagate.
Oggi chiunque si sveglia e fa un film.
Senza una visione, senza arte.
C'è un controllo delle masse, senza poesia. Ha visto?
Ce l'ho da tre stagioni.
Se sono bravo, scavallo l'estate e ci faccio l'autunno.
Se lo sapesse Eva...
Eh... Eva.
E il lavoro come va?
- Non è facile. - Come?
Ogni volta che mando un curriculum, si aspettano sempre una depravata.
Signorina.
Non permetta mai che le parole degli altri definiscano chi è lei.
Se l'avessi concesso, non avrei combinato nulla nella vita.
E invece qualcosina abbiamo combinato.
- Sì. - E il sogno?
Eh... Il sogno, il sogno sta Ià.
Non si disperi. Mi dia tre, quattro mesi, metto a posto
e torna a lavorare da noi.
No, io non torno, signor Schicchi.
E fa male, signorina. Perché le donne che lavorano con me
si mantengono belle. - Sì? - Sì.
E quelle che vanno via diventano brutte. Ha visto Ilona?
- È rinata da quando è tornata. - Eh, vabbè.
- È bellissima. - Diventerò brutta.
Faccia come vuole. Io comunque qualche appuntamento
in qualche redazione, gliel'ho preso.
Se vuole diventare brutta, racchia e cornacchia.
Ah, signor Schicchi, sto preparando una sorpresa!
- Che cosa? - Non glielo posso dire.
- Signorina, mi dica la sorpresa. - No, no.
- Ma ormai l'ha annunciata. - Lo so, ha ragione. Scusi.
- È bella. - Se ne vada. - Tanto ci vorrà un po' di tempo.
È molto strana lei.
Bambini che giocano
Hanno chiamato dalla Rai, orsa.
- Ci vogliono per il programma di Mammuccari. - Bello.
Basta che non mi mettono sotto al tavolo.
No, mi ci metto io. Glielo diciamo.
"Solo se viene con sua moglie", mi hanno detto.
Vogliono la coppia, orsa.
Bambini che giocano
- Andiamo finalmente d'accordo. - Se Io scoprono i bambini...
- Mamma e papà non stanno... - Non glielo diciamo.
- Non Io diciamo ai bambini. - Possiamo fare così tante cose.
- Non sono più gelosa. - Ma non devi.
- Non devo temere altre follie. - Perché essere gelosa?
Ma che dici, che tu hai fatto un gran casino!
Io ti ho amato. Questo è l'unico casino che ho fatto.
Non siamo mai andati così d'accordo come ora.
Squilli del telefono Che frase triste, orsa.
Se ci ripensi, io qua sto. Sempre in cucina mi trovi.
Pronto?
- Riccardo, Massimiliano. - Riccardo, piacere.
- Molto piacere. - Il piacere è tutto mio.
- Scusa per il ritardo. - Bella camicia. - Grazie.
- Dobbiamo... - Sa, i ragazzini di oggi...
- Mi hanno portato un aperitivo, quindi sto bene. - Bravo.
- E quanti anni hai? - Io 34.
- Ne hai 34? - Sì. - Ma perché parli così?
Oggi mi sono alzato con questo problema e non so che dire.
Ha 34 anni. Sei ricco o non sei ricco?
Orso, dai, smettila.
Ho il diritto di chiedere all'uomo che vede mia moglie
se è ricco o meno. Sei ricco?
- Sei ricco o non sei ricco? - Normale.
- Non Io so, normale. - Quanti anni hai?
- Ho detto 34. - Buonasera.
- Buonasera. - Che vi porto? - Per me il solito.
Io prendo un tortino di zucchina e un'amatriciana.
- Per secondi che avete? - La frittata. Famosissima.
- Gli porti una frittata. - Ok.
- Lascialo stare. - Come è andata oggi?
- Bene, bene. Tu? - Io molto bene.
Mi è venuto in mente che ho un collega
che quando va fuori con la moglie
mi ha detto che ha una babysitter pazzesca, quindi se vuoi
gli chiedo il contatto. - Certo. - Te Io giro?
Ricca', vieni qua che non ti faccio niente. Ti ammazzo e basta.
- Oh, vieni qua. - Orsa!
La devi fare finita!
- Ma che cazzo! - Non gli fare male.
- Massi, non lo toccare. - Ma io non... - Che è successo?
- Niente, che è successo... - Non sa scherzare.
È tutta la mattina che mi segue. Ovunque, sta là così.
Che faccio? Poi dici che uno perde la testa.
- Non sa scherzare. - Forse è un calo di zuccheri. - Cosa?
Cosa, calo di zuccheri? Questo è solo stronzo.
- Forse Io misuriamo, eh. - Oddio.
- È matto, pericoloso. Guardalo. - Eva, due giorni e sta fuori casa.
Anche per i bambini, dico.
Due.
Come cazzo faccio? Ma come cazzo faccio?
Clacson
Non mi interessa, riportali indietro.
Io ti ho detto di sì ai conigli.
Non puoi portare un animale tutti i mesi.
Mi hanno mandato I'ASL, che dovevo fare?
Forse l'ASL fa bene, vista la fine degli altri conigli.
- Memi ancora piange. - Anch'io. Che ne sapevo delle volpi.
- Non lo sapeva. - Io avevo pensato...
Per favore, c'è pure il cerbiatto.
Pure il cerbiatto volevano abbattere. Sono dei matti.
Tu non dici niente? E non dici niente.
- Non dice niente. - Allora sono matto io.
Sono matto io. Facciamola diventare la fattoria.
- Portami due giraffe. - Allora?
La mettiamo nel recinto con il cerbiatto.
Con i cerbiatti. È un'ottima idea.
Si scaldano insieme. È bellissimo.
- Intanto mangiano la stessa erbetta. - Sono incinta.
Mica vorrai divorziare?
- No. - No? - No.
Io e te non torneremo più insieme, orsa.
Auguri.
- Cosa le costa? - C'è già il padre dentro.
- Almeno sapere come sta Eva. - Non può entrare. - Come no?
- C'è il padre. - Ma sono il marito. -Non ho capito.
- Devo entrare. - Quello dentro chi è? - Il padre.
- E io il marito, devo entrare. - Ci può essere solo una persona.
AIlora levi il padre e metta il marito.
È bellissima.
Ehi. È zio Riccardo.
È l'unica cosa bella che hai fatto.
< È un flop il nuovo film non a luci rosse di Moana Pozzi.
< Unanime la condanna della critica che la vedrebbe adatta solo
ai film per adulti a cui deve la sua fama.
Almeno una volta nella vita, dammi retta.
Tu non puoi fare una campagna elettorale
come se fossi un'intellettuale. Non sei tu.
Dobbiamo spostarci per Roma con una decappottabile.
- Ma no. - A lanciare volantini e caramelle.
Noi siamo un arcobaleno. Ci ucciderà tutta questa serietà.
- Puoi lavorare con quei corvi? - Ma non sono due corvi.
- Sono due filosofi. - No, sono due topolini marci.
- Fidati di me. - Che portano molto male.
- Tesoro, vieni. Ci sei tu. - Dai, vieni.
(Tv) La volta scorsa ha riportato più di 22.000 voti di preferenza.
(Tv) Non è stata eletta... (Tv) È andata bene.
Come mai questa volta si è candidata come sindaco?
Perché io amo Roma e sentivo questo...
Desiderio di impegnarmi socialmente per la mia città.
Non è per pubblicità, come molti hanno pensato.
Che farebbe se diventasse sindaco?
Sarei inflessibile io. Sarei un controllore spaventoso.
Mi occuperei di controllare principalmente
che ogni persona faccia il suo dovere.
E poi, punire duramente chi sbaglia.
Le facciamo i migliori auguri per la nuova campagna elettorale.
- La ringrazio. - Grazie.
Devo andare, ciao.
Ecco.
È il questionario ANSA che danno a tutti i candidati sindaci.
Lo so cos'è, signorina.
< È una piccola avanguardia.
< Un partito, non fondato da un personaggio...
Squilli del telefono
- Moana è di destra. - Sì, giri I'altra pagina.
Pronto? Brusio
- Moana è totalmente di destra. - Sì, sì, sì.
Aspetta, non... È Ilona.
- Non ti sento... - Che vuole Ilona?
Aspetta, non capi... Va bene.
Llona, vuoi che veniamo... Va bene, arriviamo.
- Tutto questo quando avveniva? - Ieri sera.
Mi ha chiamato il mio avvocato dagli Stati Uniti e niente.
Mio marito l'ha riportato lì.
- Certo, lei ha ragione. - Neanche lo aveva sul passaporto
il bambino. Ora mi dici tu come ha fatto.
- Bastardo. - Tecnicamente è un rapimento.
Per la legge italiana.
(singhiozza) Il mio piccolo, rapito?
Lo sa che ha detto I'avvocato?
Neanche posso fare più gli spettacoli
se no perdo la causa per l'affidamento.
Già non mi levavo più le mutandine agli spettacoli. Diglielo, Riccardo.
Diglielo, diglielo anche tu. Me le levo le mutandine?
- Non se le leva mai. - Come si fa
se ora non posso farlo? Come pago gli avvocati?
- Ha ragione. - Mi levano il bambino se faccio il mio lavoro.
- Se mi levo le mutande, un paio... - Non te le levi infatti.
Da dove escono i bambini secondo lei?
Te Io dico io. Non hai le mutandine quando nascono.
D'accordo. Mi sembra che abbiamo tutto.
Se mi date un istante, faccio delle copie delle denunce
e ve le porto da firmare. Con permesso, grazie.
Il mio piccolo.
Io comunque me lo riprendo.
Quanto è vero Dio, me Io riprendo il mio bimbo.
Vado io. Vado io.
- Passo per il Messico. - Ma dove vai?
- Non puoi. - Passo per il Messico. - In America I'arrestano.
La conosco bene l'America. Avete ascoltato la polizia?
- Tecnicamente è un rapimento. - Per I'ltalia.
- Abbiamo il diritto di riprenderlo. - Sai che ti fanno, è il padre.
- Ma quale padre? - Ma non mi faccio riprendere.
- So anche essere invisibile. - Riccardo, hai due figli.
- Che fai? Non li rivedi più. - È pericoloso.
Sei una stronza. Ti frega solo dei tuoi figli. E il mio allora?
Poi tu l'hai portato qua. Ve Io rubate tutti e due quando potete.
- Egoista! - No, no, no.
Grida - Egoista! - Basta, basta!
Grida Litigano per me.
Signore, calmiamoci, per cortesia.
- Basta, Basta! - Signora, la deve lasciare.
(Tv) È di poche ora fa la notizia per cui al ballottaggio
per la carica di sindaco di Roma andranno
Francesco Rutelli e Gianfranco Fini.
(Tv) I due candidati si preparano ai prossimi impegni a Roma.
Moana, siamo alla seconda sconfitta elettorale
dopo quella di due anni fa al Parlamento.
Si può dire che non ha vinto per un pelo?
La cosa che dispiace molto è
che le persone ai giornali non mi abbiano presa seriamente.
Mentre io ero proprio serissima.
Mai stata così seria in vita mia.
Cos'è che le è dispiaciuto di più?
Beh, essere sottovalutata è la cosa che ferisce di più.
< Preferisco dire che non ho vinto per un soffio.
Non avevi paura che tutti i piselli gli sbattevano in testa?
- No. - Io dopo il terzo mese, penso...
Scusa. Ce l'hai una tonica? Ho un po' di nausea.
Però è normale che tu non ci avessi pensato.
Che c'entra? Mica è solo per lavoro. È pure per la vita.
- Queste buste sono per te. - Ma sono orrende.
Dentro queste buste sono molto belle. Marcellina dov'è?
- Stava qua. Si starà preparando. - No.
- Non posso stare con il palco vuoto. - Vado a vedere.
- Orsa, vai te? - Già fatto. - Sono contenti se rivai.
Marcellina?
Sai dove sta Marcellina?
Oh! Marcellina!
Aiuto! Aiutatemi! Oh!
< Aiuto! Urla
Sono urla vere. Marietto, sono urla vere.
- Marcellina sta urlando veramente. - Sai, è difficile da dire.
- Non è difficile, sono urla vere. - Sì, forse sì.
Io non do più le mie artiste per fare queste cose.
- Sono le cose che vanno. Le più richieste. - Ma chi se ne frega!
Vogliono rendere reali le turbe mentali dei maschi peggiori.
Marietto, abbiamo inventato noi il porno, non per queste schifezze.
Mettiamogli la testa nel water perché Io richiedono.
Sono fantasie, non sono reali.
Sono fantasie che creano cose reali.
Tutti guardano i porno. Tutti.
E noi che facciamo? Entriamo nella testa delle persone
e gli diciamo che ci si eccita massacrando le donne.
Le sembra giusto? A me no. Domani investo solo in progetti
di un certo livello. Come "La monellina bagnata".
- Quando abbiamo rifatto il finale. Quanto era bello? - Sì, era bello.
Il finale è venuto molto bene.
- Benissimo. - Non è stato un grande investimento.
- Chi se ne importa. - È andato a vuoto.
- Neanche l'hai visto. - No, poi sono andato nelle videoteche.
- Che dicono? - Le cassette, non riavvolte.
Ferme al minuto dieci. I tuoi finali non li guarda nessuno.
Vogliono i film dove violentano le donne.
Dove le menano, le sodomizzano.
Se gli mettono la testa nel cesso
e tirano l'acqua, non mi sembra grave.
- Infatti. - Però una cosa, anche tu fai i porno.
Pure nei tuoi film scopano. Qui le avranno fatte urlare un po' di più.
- È diverso. - Non Io è. - Sì, la mia è arte.
Ma che arte? Hai detto bene, questa roba l'hai inventata tu.
- Sempre porno è. - Non è che fai l'anima bella con noi.
Anche se ci metti i fiorellini, le coroncine
comunque tu fai i soldi con la fica.
È un fatto. Anche tu fai i soldi sulla fica.
A me piace stupire, non mortificare.
Vabbè, va. Magari ne riparliamo. Non ti vedo molto lucido oggi.
Pieri, lascia stare. Andiamocene.
Ciao Ricca', ci vediamo domani.
Io, signor Schicchi, vado che devo spedire questi.
Signorina, lei cosa pensa?
E che penso? Niente. Non penso niente.
- È d'accordo con loro? - Senta, signor Schicchi
io ho capito la sua...
La sua battaglia per la libertà.
- Sono pure d'accordo. - Però?
Lei non è che può pensare di...
Di capire tutte le fantasie degli altri.
La sua sarà fatta di cose belle, colorate.
Però ci sta pure quella roba Ià.
- E lei Io sa. - lo non so nulla, signorina.
Però non voleva che Eva facesse il porno.
È diverso. Non sa di che parla.
- È diverso. - Vabbè.
Ma magari, magari è diverso.
Però prima, quando dicevano quelle cose
il dubbio, che magari...
Magari noi con tutto questo, un po'...
Forse abbiamo contribuito un po' con quella roba Ià.
No?
Amore!
Aspetta.
(sottovoce) Salve.
Ciao.
Tu non fumi. Non ti droghi, Moana.
Hai 33 anni. Ti alleni ogni giorno. Non è possibile.
Oggi si cura tutto. Perché il tuo no?
Ci sono le terapie per il dolore.
Le cure per ritardare di qualche mese.
Ma non di qualche mese, per sempre.
Ho sempre odiato i limiti. Questo è il peggiore.
(Tv) Le mie speranze e i miei orizzonti.
(Tv) Qui ho imparato da mio padre e dalla vita
il mio mestiere di imprenditore.
(Tv) Qui ho anche appreso la passione per la libertà.
(Tv) Vorrei scendere in campo...
Oh, il caffè.
(Tv) ...perché non voglio vivere in un Paese liberale...
- Grazie. - Prego.
Ho messo un paio di chili, sai.
- Ho visto. - Quasi tre.
- Mi sento meglio. - Stai meglio. Stai molto meglio.
Voce dalla televisione
Marietto vorrebbe girare un film entro la fine del mese.
Sarebbe... L'ultimo film.
- Di quelli da contratto. - Ci parlo io con Marietto.
Non si rende conto di quello che stai passando.
- No. - È un cialtrone, Io chiamo io.
- No, io voglio il tuo aiuto per girare. - Tranquilla.
- Non penso che sia la cosa giusta. - Voglio fare il mio ultimo film.
Lo voglio fare.
Non ho mai capito le tue scelte, Moana.
Sei andata in America...
A girare con gente presa dalla strada.
Alle volte bisogna rivedere fino a dove arriva I'orrore.
Forse l'ho cercato tutta la vita I'orrore, sai.
L'ho imparato molto presto.
Quando certi limiti vengono infranti
nulla ti sembra più così male.
Torni sempre lì.
Vorrei dirti tutto ma terrorizza anche me.
Io voglio uscire di scena con la cosa che so fare meglio.
(sussurra) Ti aiuto.
La controfigura per il corpo la vorrei scegliere con te.
< Moana Pozzi, 32 anni, la più famosa pornostar italiana
è morta in Francia per un tumore al fegato.
La notizia della morte, avvenuta due giorni fa, a Lione
si è appresa oggi dai famigliari
che l'avevano tenuta riservata per volontà di Moana.
< Il signor Schicchi fu l'unico che non fu colto di sorpresa.
< Ma qualcosa nella sua testa si ruppe.
< "Meglio che vivano poco ma liberi."
< "Anziché a lungo nella gabbia", disse.
< Qualcuno trovò un nuovo padrone.
< Un paio morirono sotto le macchine che sfrecciavano sulla Cassia.
< E uno fetido e affettuoso colonizzò I'ufficio.
(Tv) Bella, colta e intelligente, è morta in un ospedale di Lione
in Francia, Moana Pozzi.
(Tv) La notizia l'abbiamo appresa oggi, a funerali già avvenuti.
Ad ucciderla, in poco più di un mese
è stato un tumore fulminante al fegato.
(Tv) La vita è un sogno e i sogni... (Tv) La vita è un sogno. Bellissimo.
Vorrei essere eterna, vorrei non finire mai.
Essere sempre così, poter fare mille cose. Io...
Sarebbe una cosa meravigliosa.
I sogni aiutano a vivere meglio, secondo lei? Che pensa?
Ma... lo sono molto realista, quindi faccio fatica.
Preferisco pensare che la vita è proprio un bel sogno.
E quando finirà, pazienza.
Come quando ci si sveglia al mattino che a volte mi capita
di avere una cosa bellissima sottomano così.
Poi mi sveglio, non c'è. Dico "che peccato".
< Eravamo a casa e niente.
Si è accosciato e ha smesso di rispondermi.
Con il diabete, le crisi diventano più frequenti.
Però adesso potete stare tranquille.
Segnale acustico macchinario
- Sono io, Ricca'. - Massi.
- Mi vedi? - Lontano.
Ci hai fatto prendere un colpo.
Che ti stanno dando? Roba buona almeno?
- Siamo soli? - Sì.
- Gli altri stanno tutti di là. - I ragazzi?
I ragazzi, Massi?
Tu devi starci sempre, eh.
- Sempre con i ragazzi. - Sempre.
Me lo prometti? Che devi stare sempre con i ragazzi.
Ci sto, Ricca'. Sto qua.
Perché io non potrò stare per sempre...
Ho capito, eh. Ci sto.
Ti voglio bene, Massi. Ti voglio tanto bene.
Ti ho lasciato dei soldi sul comodino.
Scherzo.
Ti voglio bene pure io.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Brusio
Brusio Cosa?
- Però costa un po' di più. - Eh, sì.
- ...non è che valesse molto. - Orso, ma che fai?
- Che fai? - Ti presento l'ingegnere.
- Sto facendo costruire un bunker. - Che?
- È tutto a norma. - Orso, non si può fare
che rientro e poi... Riccardo.
Io ho chiesto a Massi di farti vivere qui.
Con noi. Ma così no.
- Non puoi così. - Non li conosci, orsa.
Verranno a prendermi, ma non mi troveranno perché sto qua.
- Ma chi ti viene a prendere? - Vengono.
- Nessuno viene. - Verranno, orsa.
- Stavolta ci muoio in galera. - E cos'è questa fissa del bunker?
Diva Futura ha salvato tutto il bunker, non ti ricordi?
Non è un bunker. Ho fatto murare tre finestre
e ho messo la porta blindata.
Eh? È una stanza sicura.
Orsa.
Grazie.
Eva.
Stavo pensando di intestarti Diva Futura.
È il minimo che posso fare, orsa.
Con tutto quello che stai facendo per me.
Con questi stiamo a 120 milioni.
E io posso...
Continuare ad aiutarti con i debiti.
Non c'è problema.
Sono nera.
Ma ti aiuterò sempre. Non è questo il punto.
LI punto, Riccardo, è...
Che ti avevo detto di non firmare.
Ti ho chiesto in ginocchio: "Ti prego, orso."
"Ti prego, non firmare. Ti prego."
Ma che coppia siamo?
Tu che decidi senza ascoltare cosa dice tua moglie.
- E ora quello ci chiede soldi. - Orsa...
Quando hai gli abbassamenti di zuccheri, fai cose assurde.
Ma non è che se sei diabetico puoi rovinarci tutti.
Lo stalker. Non assumere lo stalker.
- Ma tu, "no, fidati". - Pensavo si sarebbe calmato.
- Ti sembra calmato? - No.
- Il mio stalker hai assunto! - Ho sbagliato.
È tutto troppo.
Mi... Mi piaceva tanto all'inizio
che eri così... aperto
che ti fidavi di tutti.
E ora... Questa cosa, per me...
distrugge tutto.
(sussurra) Non volevo. Per la foto, orsa.
La foto con le mani. Era una questione artistica.
Anche, sì. Anche.
Stai sempre con tutte con un certo atteggiamento.
- Non è vero. - Io ho bisogno di una cosa più normale.
È troppo. È tutto troppo pazzo così.
Ecco. Ora devo rifare il trucco.
...ancora non ci riesco.
Vado, che è tardi.
Orsa.
E quindi?
Vado a stare giù dalla mia mamma intanto.
Possiamo non dirlo ai bambini?
Possiamo non dirlo a nessuno, orsa? Per un po'.
Eva.
Lo sai cosa cercano ora tutti?
Lo sai?
L'erede di Moana, tesoro.
L'erede di Moana.
Quant'è che te Io dico? Quanto?
Non lo ascoltare tuo marito con quei filmetti.
Eva, il porno vero. Ti faccio diventare una star.
Voce non udibile
Ciao.
Senti, tu ti giri ora. Girati.
E tu, infilaglielo nel culo. Magari viene meglio.
È una merda questa scena.
Possiamo fermarci un attimo? Mi fa male, un attimo.
Ho altri due film in contemporanea. Ma quando finisco?
Prendila a schiaffi dopo, dai.
Schiaffo Non ce la faccio.
Mi dispiace, non riesco. Mi dispiace.
Abbiamo già girato due scene e sono due al giorno.
Non ci faccio niente con quelle scene, Eva. Niente.
Guarda se mi salta tutta la giornata.
- Che succede, tesoro? - Ehi, Simone.
Io pensavo di sì, ma aveva ragione Riccardo. Non è per me.
Io sono abituata di una... A un altro modo.
Un'altra atmosfera. Come i film con Riccardo.
Capisci? E questo non... Non posso.
Tesoro, hai firmato un contratto. Per quattro film.
Adesso abbiamo due settimane qui in Ungheria.
Poi due settimane negli Stati Uniti.
- È tutto organizzato. - Questo è il porno.
È tutto pagato. È il primo giorno.
Sono stati investiti dei soldi. Gemiti
Da qualche parte questi soldi me li devo riprendere.
Attore parla in ungherese
Qualcuno me li deve ridare.
Pignoro casa tua.
Non lo so, non vorrei essere costretto.
C'è un contratto, Eva.
Non mi prendere per il culo.
Dai. Adesso ti rilassi un attimo.
Facciamo una pausa, ragazzi.
Una pausa per Eva.
E ti rimetti al lavoro.
Parla in ungherese
Parla in inglese
Stavo pensando...
Forse vado a stare a casa a Campagnano.
- Mamma. - Ciao, amore. Vieni qua.
Ehi, ehi!
Oh, mi siete mancati.
Sirene ambulanze
Due minuti e siamo pronti per la dialisi.
Sei proprio sicura che non vogliamo rimetterci insieme?
Eh?
Sai la prima cosa che ho pensato quando ti ho visto?
È che a me sono sempre piaciute le more.
Con gli occhi chiari.
Invece la donna della mia vita era bionda.
L'ho capito dal primo momento.
Se non vivevo con te, non ero niente.
(sussurra) Grazie.
Ehi. Ehi, che c'è?
- Ho paura. - Di cosa? - Ho paura.
Di cosa? Che tu non hai mai paura di niente.
Ho paura di non esserci più.
Io volevo esserci al compleanno di Riccardino.
- Ma che dici? - lo volevo esserci.
Che dici? Certo che ci sarai.
Eh? Sì, ci sarai.
Ci sarai. Voce indistinta
Porta che sbatte
Ti aspetto qui, eh?
Ti aspetto.
Salve. Salve, signora.
Purtroppo, durante la dialisi, suo marito ha avuto un ictus.
- Un ictus? - Purtroppo sì, signora.
E... Ora è intubato.
Lo stiamo svegliando dal coma farmacologico.
Faremo più volte così per capire
quanto si sia riassorbita l'emorragia
e soprattutto capire quanti danni abbia fatto.
- Possiamo vederlo? - Certo.
Aspettate un attimo qui.
Ti amo.
Ne hanno già fatti 24.
- Sono 26. - 26.
Da quattro maledetti film.
Questo ci fa 26 film e non si può fare niente
solo un decreto ingiuntivo?
Lo so, ha ragione. È tutto quello che possiamo fare.
Ho girato il porno prima ma non escono più quelli.
Sono sei anni che lavoro per la Mediaset.
Non posso camminare per strada
che tutti i bambini bellissimi mi saltano al collo.
Quest'estate, io e Gabibbo, nove milioni di spettatori.
- Nove milioni e mezzo. - Nove e mezzo. Record.
- Un trionfo. - Dicevano, "Re e regina degli ascolti".
Mi hanno già chiamato, arrabbiatissimi.
"Eva, hai riniziato a fare film porno?"
E hanno ragione. Questo mi vuole rovinare.
- Lo so, lo so. - Adesso lo sa.
Faccia di tutto, la prego. Eva neanche la conosce questa.
Mai vista in vita sua, ma le sembra normale?
E io neanche volevo.
Lo sai che dopo la prima scena ho detto che non ce la facevo.
Non riuscivo.
Questo mi ha detto, che con il contratto
mi pignorava casa.
E ora, ogni sei mesi, esce un film nuovo.
E che facevo?
- Cosa? - Niente, orsa. L'avvocato ha ottenuto il decreto
e ritira tutti i film. - Li ritirano, ma esistono.
Escono ora. Capito? Ora.
- Perché quella faccia? - Non prendertela con lui
non c'entra niente. - Voglio sapere solo
perché mi ha guardato strano. - Non ha fatto nessuna faccia.
I contratti dei film porno... non sono vincolanti.
Non avevano nulla per ricattarla.
- Cosa? - I film porno sono illegali.
Quindi, qualunque contratto non ha valenza davanti alla legge.
Avvocato, grazie.
Gentilissimo come sempre.
- L'accompagno all'uscita. - La giacca.
Io sono fiducioso.
Sono convinto che anche stavolta risolveremo.
Eva urla
Orsa.
Ti odio. Ti odio, ti odio.
Tu mi dovevi impedire di farli.
Orsa, ma ci ho provato in tutti i modi.
Mille volte te l'ho detto, orsa.
Perché fai così?
Purtroppo, alla fine vincono sempre gli istinti peggiori.
Ovunque.
Nelle famiglie. Nelle case. Negli uomini.
Io ci ho provato in tutti i modi.
Ma degenera tutto, orsa.
Io ti amo.
La donna che amo deve essere libera.
Libera di non amarmi.
Libera di lasciarmi.
Libera anche di fare un film porno.
< No. Sinceramente sono molto pentita.
Se potessi tornare indietro
non rifarei il porno, ecco.
Lei ne ha fatti anche prima, con suo marito, giusto?
Sì, l'ho fatto prima con Riccardo.
Ma... Era una cosa erotica, bella.
E... Ma il punto è che una volta che lo fai
è finita a vita. - In che senso?
Cioè...
Se tu fai il barista e cambi lavoro, vai a lavorare, non so...
In una libreria, non è che sei barista a vita.
E... Se invece fai un film porno...
poi sei quello sempre. Risate
Non è un po' rinnegare ciò che l'ha resa famosa?
No.
Non credo.
Sì.
È vero.
Se... Se ero una scienziata, facevo la scienziata.
Lo dice sempre mio marito.
Forse vale pure per me. Non so.
Ma...
È sicuro che...
Ho fatto... La cavolata più grande della mia vita.
Mi sono rovinata.
Proprio...
Ma chi sei tu per giudicare?
Tu che nel...
Nel computer, o sotto il cuscino, hai questo...
...grande desiderio segreto.
Io sono qui perché esisti tu.
Brusio
< Andiamo al parco?
Ciao, Maria. Che ti senti?
- Buongiorno, i Queen. - Hai capito!
E brava Maria.
< Si dice che ogni rivoluzione, dopo la sua epoca d'oro
abbia una caduta.
< E per uno strano susseguirsi di eventi
il sospetto che, anche per noi, quel momento fosse arrivato
affiorava giorno dopo giorno, come un triste presagio.
Campanello Salve.
- È la signora Eva Henger? - Sì.
Salve, ci dovete seguire in questura.
< Mamma! - Riccardo! Solo...
- Chi è? - Sta Ià, amore.
Devo chiamare la babysitter.
Mi dispiace, abbiamo un mandato.
< Scoprimmo che la polizia indagava su di noi da mesi.
- L'accusa? - Sfruttamento della prostituzione.
- No, io sono totalmente contrario. - Lei non ha capito.
< Un poliziotto in borghese aveva trovato ragazze che si prostituivano
nei locali del Diva Futura. E non erano un caso isolato.
< L'ideale di amore libero di Schicchi
si traduceva male nella vita notturna dei locali.
- Chiama subito il mio avvocato! - Sì! - Chiama tutti e due!
< Le perquisizioni, i sequestri dei materiali
le chiusure dei club, si intensificarono sempre di più.
- Metti pure quello. - Esaminiamo tutto.
Noi qui abbiamo finito. Poi le faremo sapere.
Non le metta al sole.
< Cominciò un processo lunghissimo.
< Nei dieci anni che seguirono, Schicchi fu completamente rovinato.
Non pianga. È tutto il giorno che piange.
Venga, le faccio vedere una cosa. Mi segua.
< Lui si illudeva. Diceva
che non potevano togliergli la libertà e la fantasia.
< Aveva persino fatto costruire un bunker
per tenere la sua arte al sicuro.
< Roma. ltalia. Erano pieni di locali a luci rosse.
< Dove si faceva di tutto.
< Eppure i soli locali presi di mira erano quelli del signor Schicchi.
< Un vero e proprio accanimento.
Sirena polizia
< La grande colpa era aver voluto rivoluzionare
il costume alla luce del sole. Senza farlo in segreto.
Voce non udibile
< All'ennesimo arresto, riuscii a scappare.
< E da quel giorno, non tornai più a lavorare dal signor Schicchi.
- Signora Henger, salve. - Salve, dottore.
- Ci hanno aspettato un sacco di tempo, no? - Sì.
Posso parlarle un momento in disparte?
No. Può parlare qui anche con i miei figli.
- Perché? - Sì.
Purtroppo le condizioni di suo marito si sono aggravate.
- Ha avuto un altro ictus. - Un altro?
Abbiamo fatto tutte le manovre di rianimazione, ma...
Purtroppo, nonostante ciò
non siamo riusciti, questa volta, a salvarlo.
Ma... Ma che vuol dire?
È... È vivo Riccardo?
Mi dispiace. Purtroppo abbiamo fatto tutto il possibile.
Non... Non ho capito.
È vivo o no? È vivo?
Però... Però io... Io non c'ero.
Io non c'ero.
- Io... - Capisco perfettamente.
Io non... Non c'ero lì.
Con mio marito. Non c'ero.
Purtroppo non c'era più attività cerebrale.
Non... No, perché...
Mi ha sentito, mi sentiva quando ero lì.
Quando ero lì, mi ha sentito e...
Gli ho parlato e ha fatto...
Mi ha sentito. Mi...
Signora, erano movimenti condizionati.
Posso... vedere Riccardo?
- Posso vedere mio marito? - Non credo sia il caso ora.
Voglio vedere mio marito.
Aspettate un attimo qui.
- Salve. - Guardi, non è che non vogliamo.
Ma si tratta di una persona nota.
Sarebbe difficile per la chiesa far fronte a tutto il trambusto.
Tra l'altro, abbiamo un matrimonio nel pomeriggio.
Potrebbero venire talmente tante persone che non so
se la chiesa le conterrebbe tutte.
- Senta, abbia pazienza. - lo gliel'ho già detto.
- Ho capito. - Non si può fare. - Però io poi a Eva
alla moglie, come le spiego
che Riccardo non può fare il funerale dentro una chiesa?
Ci teneva, in questa chiesa ci ha fatto la comunione.
- Guardi. - Senta, lei continua a insistere
e a venire qui. - Questa è l'offerta.
Continua a tornare, a tornare. Ma mi sembra di essere stato chiaro.
Eh...
< Il prete celebrò la messa, malgrado ci fosse
la metà del porno italiano.
< D'altronde, tra noi peccatori si può trovare la giusta cifra.
< Quella difficile da rifiutare.
< Riccardo arrivò in ritardo anche al suo funerale. Come sempre.
< Quel giorno tanta gente salì sul pulpito per ricordare il mio capo.
< Quell'adorabile carogna.
< Dissi che sarei salita anche io
e che avrei raccontato chi era davvero.
< Avrei raccontato che mi aveva insegnato
a non prendere troppo sul serio niente e nessuno.
< Neanche me stessa. Neanche la vita.
< O di quando mi aveva confessato
che lui di entrare nel porno non ci pensava proprio.
< Che era stato un errore.
< Che avrebbe continuato a fotografare Cicciolina
e le sue corone di fiori per sempre.
< Ma che poi si era pentito di avermelo detto.
< Mi aveva proibito di raccontarlo
perché non bisogna mai giustificare le proprie scelte.
< E bisogna difenderle fino alla morte.
Folla che esulta
< Avrei raccontato di quando mi aveva detto che pensava
di essere libero.
< Ma alla fine libero, non lo è nessuno.
Quindi, il minore in questione viene affidato alla madre
la qui presente, llona Staller.
< Si è liberi se non si ha nulla da perdere.
< Se si è soli. Se non si ama nessuno.
< Ma chi è che vuole essere solo?
< Alla fine non dissi nulla.
< Parlare sarebbe stato come ammettere che non c'era più.
< O forse ero davvero troppo timida. Come aveva indovinato
al primo colloquio di lavoro.
< Di certo non ringrazierò mai il destino
che si è portato via Riccardo Schicchi
mentre gli ripetevo che stavo preparando una sorpresa.
< Non ha mai saputo quale fosse.
Grida e risate
- Dai. - Signorina, tenga questo.
L'ha visto? Qua, i cazzetti.
Facciamo i cazzi a ostacoli. Non faccia quella faccia.
- È arte, li ha fatti un artista. - Ciao.
Orsa!
Grido
Facciamo una gara. Ma Marcellina non gioca, se no vince.
- LI tuo nome? - Leonardo.
< Dal giorno del funerale sapevamo tutti
che si chiudeva un'epoca che non sarebbe più tornata.
< Ma avevamo anche la consapevolezza che quello che avevamo vissuto
era quanto di più unico possa capitare in una vita.
< Tutt'oggi pensare alla mia seconda famiglia
mi dà tanta forza.
< Così fragile, così persa. Amorale, ma mai immorale.
< AIlegra, in crisi, cialtrona.
< Ma sempre, sempre dal grande cuore.
Grida indistinte
Signorina.
Che meraviglia.
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