All language subtitles for The.Chosen.S03E05.Purificazione.Parte.2.1080p.AMZN.WEB-DL.DDP5.1.H.264-G66

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Original subtitles

LA SCENA INIZIALE POTREBBE TURBARE ALCUNI SPETTATORI.

SI CONSIGLIA LA SUPERVISIONE DI UN ADULTO.

DUE SETTIMANE PRIMA

- Udi? - L'ho sentito.

- Non promette bene. - Non è mai un bene a quest'ora di notte.

C'è troppo sangue! Questo panno non serve più a niente.

- Con cosa posso fermare l'emorragia? - Usiamo le lenzuola!

- Credi che ce la farà? - Non lo so.

Altra acqua!

Resta con noi.

Resta con noi.

Fai pressione sullo stomaco. Deve contrarre l'utero.

Eccolo, eccolo.

Ci siamo.

Ho perso il mio bambino?

Su, calmati.

Pensavamo che non avrebbe più respirato.

Allora?

- Mi dispiace. - Che significa?

Il suo cuore è debole. Temo di non poter fare nient'altro.

Oh, no, no, Nili.

No, no, Nili, vita mia. Ti prego, respira, figlia mia.

Ti prego, respira.

- Respira, respira. - Giairo?

Sì.

Respira.

Vieni con me.

Figlia mia, ti prego.

Ti prego.

Capisco il tuo dolore. Ma ci sono delle decisioni da prendere.

- Non credo che resisterà a lungo. - Sì, ma certo.

Conosci la tradizione.

Il rabbino Giuda dice che il più povero di Israele

deve assumere almeno due flauti e una prefica che pianga

per il defunto.

Dimmi solo quanti sono i flauti e le prefiche che puoi pagare.

- E io mi occuperò del necessario. - No.

- Giairo, mi spiace, ma... - Non fare niente prima che muoia.

Tornerò presto.

Qualsiasi cosa sia, hai ragione. E mi dispiace.

Qualsiasi cosa?

Sì.

Buongiorno, Ima.

- Come hai dormito? - Meglio.

Prima di tutto ho potuto stendermi.

E poi è stato bello non avere i piedi di Tommaso a un palmo dalla mia faccia.

Potevi girarti e dormire coi piedi verso la porta, come me.

Mi sarei trovato davanti alla sua faccia, col suo alito marcio.

Non cominciate.

Lo vedi? Dice di non essere geloso che ho viaggiato con Tommaso.

Ancora con questa storia?

- Non fai che parlarne. - Notizie da Tommaso?

Probabilmente non è ancora arrivato a Dor, Abba.

Oh, è vero. La sua fidanzata, Ramah.

Non fa il vino?

Faceva. Ora, si dedica alla lettura.

È sempre una vinaia. Anche se ora non fa vino.

Oh, ben detto.

Gestiva un'impresa e doveva fare in modo che le cose fossero buone.

Deve avere un ottimo palato.

- Ed è una donna onesta? - Per tutta Israele!

Lo sai che è con il suo Abba, adesso, vero?

Oh, giusto.

Che mi dite di... Maddalena e Tamara?

Credete che siano degne di fiducia?

Seguono Gesù. E questo basta.

Sta per caso diventando più di un passatempo?

Ultimamente ci dedichi molto più tempo.

E soldi.

Ho venduto la barca.

- Cosa? Perché l'ha fatto? - È un lavoro difficile.

Da sempre. E i mercati aprono sempre più presto.

È perché siamo partiti?

Ragazzi.

Mio padre mi ha insegnato a pescare.

Ha pescato tutta la vita, ha cresciuto sei figli,

andava in sinagoga due volte a settimana,

ed è morto aspettando solo il Messia.

Poi, sono subentrato io, e ho trasformato la barca in una flotta.

Ho cresciuto voi due, ho sfamato centinaia di famiglie,

sono andato in sinagoga,

e ho aspettato l'arrivo del Messia,

finché...

sono invecchiato.

Abba, non sei vecchio.

Ho ereditato l'attesa del Messia.

Come ho ereditato la barca.

Pescavo per far quadrare i conti,

ma ora avete il vostro vero lavoro!

La vostra missione è questa.

Lui vi ha scelto voi.

E adesso...

anch'io posso fare qualcosa di nuovo.

Giusto?

Sì.

Fatemi gli auguri.

Aspetta, dove vai?

Vado a comprare un bell'uliveto.

Non è incredibile?

- Ha detto un uliveto? - Sì, credo.

Un bell'uliveto.

Questa scorciatoia non sembra molto corta, o sbaglio?

Siamo quasi arrivati.

Tad!

Anche se non è più uno zelota,

Simone è ancora un assassino?

Dici sempre quello che ti passa per la mente, non è così?

No, non sempre.

Dico a voce alta ciò che gli altri pensano già.

E se ho strani pensieri a volte... non li dico certo ad alta voce.

- Ora a che stai pensando? - Non lo so.

I pipistrelli sanno nuotare?

Allora.

Perché mi hai chiesto di Simone?

Perché ieri ho visto Simone con un ufficiale romano.

- Lo stava interrogando? - Sembrava una chiacchierata tra amici.

Ehi.

- Simone non ci tradirebbe mai. - Questo lo so, ma...

È stato strano vederlo con un romano. Visto che ci combattono.

E ci tassano.

E pensa che Matteo riscuoteva quelle tasse.

Hai visto che fa Gesù a quelli che...

- Non lo toccare. - Lo so! Lo so.

È fresco.

È morta?

Voi chi siete?

Cos'è successo? Ti hanno fatto del male?

No, io sto bene.

Ti serve un dottore. Ti gira la testa?

- Hai la vista offuscata? - Senti, non dovete aiutarmi.

- Vado a cercare un dottore. - No!

Non farlo.

Ho sprecato i miei soldi con i dottori.

Taddeo.

Potrebbe aiutarla Lui.

Ma il Maestro non si è rivelato in pubblico.

Di cosa state parlando?

Noi siamo i seguaci di un Maestro.

Uno molto speciale.

Non è un dottore tradizionale.

No. I dottori di quel tipo fanno peggiorare le cose.

Lei non vuole Lui.

E non sarebbe sicuro, adesso.

Scusa.

Shalom.

Aspettate!

Il Maestro di cui parlate. Avete detto che è speciale?

Molto.

È quello che ha guarito un paralitico nella piscina di Betzaeta?

- E molti altri. - Lo conoscete?

Siamo i suoi discepoli.

Dov'è adesso?

Non gli parlerò finché non sarò pura, ma... mi basta un momento.

E se Lui è il sant'uomo che dicono, non sprecherò il suo tempo.

Mi basta toccargli il mantello.

- Superstizioni. - Forse per altri.

Ma non parlo degli altri uomini. Parlo di Lui!

So cosa può fare, ho sentito il discorso della montagna.

Sto parlando di Lui! Del Suo mantello!

Ti capisco.

Non posso andare nella sinagoga. Mio padre mi ha rinnegata.

Io non ho nessuno.

Sono venuta fin qui.

Ho aspettato a lungo per vederlo.

Forse ci puoi aiutare.

È buffo, non avevo mai comprato un terreno per usarlo davvero.

Di solito li rivendevo.

Hai provato nostalgia mentre negoziavi il prezzo?

Abbiamo fatto un buon affare.

Perché è grande, e ha moltissimi alberi.

Alberi morenti.

Davvero?

Sono messi male.

Perché comprare un terreno con questi alberi?

Perché ce lo possiamo permettere. Cercheremo di sfruttarlo al meglio.

- È emozionante, non trovi? - Ci servono delle risposte.

Tu!

- Ehi! - Tamara!

- Perché gli alberi stanno morendo? - Erano del mio Abba.

È malato e non li ha curati.

Visto? La terra è buona. Ha solo bisogno di cure.

- Perché non lo hai fatto tu? - Io ero lontano. Mi sono sposato.

Ma sai come coltivare le olive?

Sono cresciuto in queste terre.

- Quanto vuoi per insegnarglielo? - Che fai?

Beh, devo prendermi cura di mio padre.

Ma potrei rimanere fino il prossimo raccolto. Per il 70%.

- Beh, grazie comunque. - Cinquanta.

Ma lavorerò solo un giorno a settimana.

Trenta per cento. E due giorni.

E non pagheremo se dovremo ripiantare più di cinque alberi.

Bene.

Cos'è successo?

Credo tu abbia un capo.

Io ho un capo?

Da questa parte, così.

- Ancora, ancora. - Piano.

È tanto. Ancora, ancora.

- Ci siamo quasi. - Piano.

- Ancora. Ok. - Ok.

- Ancora, ancora. - Piano, piano.

- Ancora, ancora. Sta per toccare. - Piano.

Vieni dentro ad aiutarmi.

- Ok, io prendo un lato. - Tienilo.

- Ok. - Piano.

Tienilo tutto.

- Hai preso il mio lato? - Piano.

- Ok, ok, ok. - Piano.

È fatta.

Oh, Stige.

- Tu non potresti toccarmi. - Sì, in effetti è così.

- Dovete trattarci come cani infetti? - Cosa? Voi ci trattate così!

Ci dite anche di peggio. Ratti, vermi...

Quando ti ho passato la fiaschetta ieri,

hai reagito come se ti avessi chiesto di baciarmi.

Baciarsi o bere dallo stesso recipiente non è come lavorare assieme

per risolvere un'emergenza che ha colpito entrambe le nostre comunità.

Va bene.

Allora, possiamo almeno...

Benedetto sii Tu, Signore, Re dell'universo,

che crei il frutto della vigna.

Non ha funzionato, comunque.

Cosa?

Dirle che aveva ragione.

Ah, eri sincero? O lo hai detto solo per farla calmare?

È un'arte chiedere scusa alle donne.

Neanche so che ho sbagliato. Che potevo fare?

Io ho cercato di sembrare sincero.

Simone, non funzionerà se non sai di che si tratta.

Devi essere sincero.

C'è un'altra donna?

- No. - I figli stanno bene?

Ancora non ne abbiamo.

Non accettare consigli matrimoniali da me, questo è sicuro.

Me li hai dati tu!

Ho detto solo che quella frase ha funzionato molte volte per me.

Rimettiamoci a lavoro.

Spaliamo.

E tu che mi dici?

Hai figli?

Due.

Cioè...

Due bambini a casa mia.

Mio figlio e un servitore.

Della stessa età.

- Sono amici. - Schiavitù infantile.

E ti chiedi perché il mio popolo vi disprezzi tanto.

Sua madre lavorava per noi.

È morta di parto. Lo abbiamo cresciuto come fosse nostro.

Siamo così barbari? Le alternative erano peggiori, te lo assicuro.

Ah, la tua misericordiosa bontà è sconvolgente. Meriti una medaglia.

Stavo scherzando!

Non fai ridere! Non prendere in giro la mia situazione.

- Situazione? - Spala e basta.

Scusa, forse ho esagerato.

Non voglio nessuna medaglia. Io voglio...

Cosa?

Pensa solo a spalare, così finiamo prima di pranzo.

Ci servirà un muratore per ricostruirlo.

- Ne conosci uno? - Può darsi.

Molto bene.

Giairo? Va tutto bene?

Non ho tempo per la tua pietà.

Cosa?

Mia figlia, Nili.

Ha avuto una brutta crisi stanotte. Sta morendo.

Cerco qualcosa che la faccia guarire.

- Tua figlia sta... - Sì.

Oh, Adonai celeste.

Portami da Lui.

Sai di chi sto parlando.

Ho bisogno di Lui. Ora.

Io non so dove sia.

Davvero non ne hai idea? Conosci chi sa dove trovarlo!

Neppure i suoi uomini a volte sanno dove sia.

Ma posso portarti da loro.

- Ne sei sicuro? - Per nulla.

Ma l'ho visto con Gesù a casa di Matteo e di Zebedeo.

Andrea, figlio di Giona. Si tratta di un'emergenza.

- Apri. - Siamo membri della sinagoga!

Andrea, sei in casa?

Andrea! Andrea!

E tu chi sei?

- Sono appena arrivato. - Sono l'amministratore della sinagoga.

- Devo parlare con il rabbino di Andrea. - È anche il mio rabbino.

Portami da Lui.

Non so dove sia.

E se anche lo sapessi non avrei il permesso di dirlo. Shalom.

Mia figlia si chiama Nili. Ha solo dodici anni.

E i suoi occhi sono chiusi, in questo momento.

Ma non per sempre. Non può essere per sempre, mi hai capito?

Mi dispiace tanto.

Se hai anche un briciolo di compassione, devi aiutarmi!

Posso solo dirti di provare a chiedere al fratello di Andrea.

È tornato.

- È a casa? - Da stamattina.

Finalmente posso interrompere il mio digiuno.

- Grazie, Eden! - Figurati.

- Hai digiunato mentre eri via? - No, solo questa notte.

Otto ore.

Benedetto sii Tu, o Signore, Re dell'universo,

Tu che ci porti il pane dalla terra.

Questi cetriolini sott'aceto sono squisiti.

Maestro.

Avrei delle domande sul digiuno.

Sono contento di non farne uno adesso.

Giovanni ci raccomandava di digiunare regolarmente.

Diceva che il sacrificio del digiuno è parte integrante

di un impegno profondo con Dio.

Ma tu non ci hai mai chiesto di digiunare, neanche una volta.

Se non contiamo a Shabbat, quando abbiamo mangiato le spighe.

Ma eravamo affamati. Non è stato un digiuno consapevole.

- Dov'è che vuoi arrivare? - Beh, i farisei digiunano spesso.

E vogliono farlo sapere a tutti. Con le espressioni che fanno.

Visto che per loro è così importante...

Se scoprissero che noi non lo facciamo...

Non so, tu non credi che potrebbero usare la cosa contro di noi?

Gli invitati possono essere a lutto mentre lo sposo è ancora con loro?

Verranno i giorni in cui lo sposo sarà loro tolto.

E digiuneranno.

Sarà loro tolto?

Tienilo a mente.

Quando in passato digiunavi, per cosa pregavi?

- Per il tuo arrivo. - E allora, che senso avrebbe adesso?

Esattamente.

Eden! Hai del vino a fermentare in questo momento?

Eh, sì. È sul retro.

Giacomo il Minore, puoi prendere quell'otre per favore?

Certo.

Arriva un insegnamento.

Eden, l'ultima volta che hai visto il vino come era messo?

Come sempre, in questa fase.

C'è qualche bollicina, e butta fuori un po' di aria ogni tanto.

Giacomo, come ti sembra quell'otre?

Rigida.

Non è molto flessibile.

Se Eden mettesse il vino nuovo dentro a quel recipiente,

che accadrebbe?

Non so.

La pelle vecchia non può dilatarsi molto.

Il vino nuovo la gonfierebbe e l'otre scoppierebbe.

Perciò il vino nuovo dev'essere messo in delle otri nuove.

Sarò il primo ad ammettere che non ho capito niente.

Questo mio nuovo regno che sto per far conoscere al mondo

non può entrare in vecchi contenitori e vecchi ambienti.

Essere dei rivoluzionari è forte.

Quelli sono i suoi seguaci. E quella è casa di Simone.

Giovanni vi faceva digiunare, perché lui predicava il pentimento.

Digiunerete quando non ci sarò più.

Ma finché sono qui, a predicare al mondo la salvezza,

non è ancora il momento.

Che intendi con "non ci sarò più"?

Cosa ci siamo persi?

Shalom, Rabbino.

È proprio Lui.

Shalom, Yussif.

Io ti conosco.

Davvero?

Alzati in piedi.

Ho sentito, e ho letto anche...

i resoconti scritti...

da qualcuno di cui mi fido.

Tu fai miracoli, vero? Tu... guarisci la gente?

Non solo dalle malattie del corpo, sì.

Ti prego.

Mia figlia sta morendo.

Mi dispiace tanto.

Ma se tu...

vieni e imponi la tua mano su di lei...

Allora vivrà.

Tu non mi hai mai incontrato.

Eppure hai così tanta fede da credere che io possa guarirla.

Io ti conosco.

Ti prego.

Portami da lei.

E c'è una religione?

- Per me? - No, per i romani.

- Avete dèi, festività, no? - Sì, certo.

Ma non sono come le vostre. Solo feste, auspici.

Anche noi abbiamo feste.

Ma da quello che ho visto, non sono divertenti come le nostre.

Dipende dai punti di vista.

E poi noi abbiamo anche le profezie.

- Me l'hanno detto. - Inizio a pensare di viverne una.

- Cioè? È il predicatore? - No, questo.

Il profeta Geremia, egli disse: "Il mio popolo ha commesso due colpe.

Ha abbandonato me, sorgente di acqua viva,

e si è scavato delle cisterne piene di crepe che non trattengono l'acqua".

- Lo sai, sembra un indovinello. - Saresti un ottimo ebreo.

Amiamo gli indovinelli. Ma li chiamiamo metafore.

- E tu l'hai fatto? - Cosa?

Insomma...

Hai abbandonato il tuo Dio di acqua?

Mi pare che il tuo Dio sia rappresentato dalla sorgente dell'acqua,

e che le crepe nelle cisterne siano il simbolo del vostro tradimento.

Abbiamo solo un Dio.

Di acqua, fuoco, vento e tutto il resto.

- Molto efficiente. Magari un po' noioso. - Ma è più semplice di un pantheon.

Non è difficile ricordarli.

Giove, Giunone, Marte, Mercurio, Nettuno, Venere, Apollo, Diana...

Certo, basta, sono già esausto, ma...

Fate sacrifici a tutti?

Dipende da quello che si vuole.

Insomma, viaggiare sicuri? Mercurio.

Vincere la guerra, Marte.

Fertilità? Giunone.

- Pescare pesci grossi? - Nettuno.

Migliorare una relazione?

Vesta. Lei è la dea del focolare domestico.

Che succede?

Dove andate?

Dal predicatore. Dicono che sta per fare un miracolo.

Dovreste venire anche voi.

Giacomo, Giovanni, di che parla?

- Ne sappiamo quanto te. - Corri, dai!

Fate largo!

Per favore, fate passare, indietro.

- Per favore, fate largo. - Tornerò, lo prometto.

Indietro. Lasciateci passare.

- Ci lasci passare, signore. - Largo, per favore.

- Torneremo. Promesso. - Avanti.

Permesso, fateci passare. Signori.

- Il maestro ha una questione urgente. - Per favore, fateci passare.

- Fate spazio, signori. - Per favore.

Per favore, indietro.

Indietro, per favore. Dobbiamo passare.

Spostati.

Dobbiamo raggiungere il maestro. Largo, per favore.

- Giacomo il Minore! - Sto bene.

- Sicuro? - Sì.

- Sono qui. - Grazie. Grazie.

Siete tutti qui?

- Per favore, maestro. - Maestro.

Ti prego.

Signore, indietro.

Che succede?

Indietro. Ci serve spazio. Dobbiamo passare.

- Casa di Simone. - Dobbiamo passare.

- Indietro. - Tornerà.

- Il maestro ha un'emergenza. - È lui. Il vostro rabbino.

Resta qui.

- Il maestro ha un'emergenza. - Prometto che tornerà.

Per favore.

Per favore, lasciateci passare.

Un po' di pazienza.

Indietro. State indietro, per favore.

Maestro! Maestro!

- Il nostro Rabbino ha un'emergenza. - Maestro!

Vi prego, un po' di pazienza. Un po' di pazienza.

No, no, no.

No, per favore. Non ora.

Un filo. Un filo.

Solo l'orlo.

Un tocco.

Vi prego, fateci passare, per favore.

- Non spingete. - Indietro.

Indietro.

- Che succede? Dove vanno? - Per favore.

- Indietro. Signori, per favore. - Indietro, vi prego.

Un filo.

Solo l'orlo.

Un tocco. Un filo, un filo.

Uno solo, soltanto un filo!

Tu! Io ti conosco! Sta' lontana da Lui!

- No, basta, per favore. - Rabbino Yussif, rabbino Yussif!

Questa donna è impura. Perde sangue. L'abbiamo allontanata.

Vi prego. Prometto che non lo toccherò. Devo solo...

No, donna, senti, possiamo aiutarti, ma non ora.

Mi dispiace. Riprova domani.

No, ti prego. Solo un momento. Solo il mantello.

No, no.

Per favore, state indietro.

State indietro.

Cos'è successo? Che c'è?

Chi mi ha toccato? Tutti indietro.

Indietro.

- Hai... - No.

Ho fatto una domanda.

Chi mi ha toccato?

Vedi quante persone ti si stringono attorno e dici: "Chi mi ha toccato?"

- Tutti. - Qualcuno mi ha toccato.

Ho sentito che una forza è uscita da me.

Chiunque sia stato...

- si faccia avanti. - Maestro.

Sono stata io.

Solo l'orlo del tuo mantello, soltanto l'orlo, giuro. Non sei impuro.

- Perché il mio mantello? - Mi dispiace.

So che avrei dovuto chiedere.

Ma se mi avessi toccata, saresti diventato impuro secondo la Legge.

Io ero malata. Sono malata da dodici anni.

Sanguinavo e nessuno riusciva a guarirmi.

Ho pensato che toccando un pezzo del tuo mantello...

E avevo ragione. Avevo ragione. Grazie.

Chi ti ha detto che posso guarire?

L'uomo della piscina.

E diceva la verità. Non c'è più sangue.

Figlia mia.

Non sono figlia di nessuno, ormai.

Ora guardami.

Sì che lo sei.

Figlia.

Non è stato il lembo del mio mantello a guarirti.

Ma quando ti ho toccato, l'ho sentito subito.

Lo so. Ma non è stato questo.

È stata la tua fede.

Maestro, ha sanguinato così a lungo, dobbiamo portarla a...

Lei è pura.

Tu mi hai benedetto, oggi.

E lo so.

Figlia mia, io so che hai combattuto molto a lungo con questo male.

Immagino tu sia...

- Esausta. - Esausta.

Adesso vai in pace.

La tua fede ha permesso questo.

Vorrei poter restare più a lungo.

Ma ho cose importanti da fare.

Non sei l'unica ad avere fede.

Ma sono contento di averti incontrata.

Per favore. Prometto che presto parlerò con tutti voi.

I miei discepoli ed io penseremo ai vostri bisogni.

Però adesso ho una questione molto importante da affrontare.

Vi chiedo gentilmente di lasciarmi andare a risolvere questa urgente questione.

Ve lo prometto, ci rivedremo. Ma al momento non è possibile.

Grazie per la vostra comprensione.

Simone, resta qui e aiutali a tornare alle tende.

E per favore, sii gentile.

Natanaele, Taddeo, e Filippo. Controllate che nessuno la disturbi.

Simone, Giacomo il Maggiore, Giovanni.

Venite con noi.

Se hai bisogno di qualcosa, chiedi.

- Vorrei un coltello. - Che cosa?

- Puoi prestarci il coltello? - Il coltello? Certo.

Grazie.

Grazie.

A quanto pare sono andato dall'uomo giusto.

Certo che tra te e lei, è un gran giorno per la fede.

Siamo quasi arrivati.

- Le senti anche tu? - Nili!

Nili!

No. Che è successo?

- Nili! - Giairo. Mentre eri via...

- No. - Nili!

Perché sento prefiche e flauti? Avevo detto di no!

- Era malata! - Tua figlia se n'è andata.

- Abbiamo dovuto decidere in fretta. - No.

Sono andato a cercare il Maestro, lui doveva guarirla!

Io so chi sei.

Non gli rubiamo altro tempo.

- Michal è col suo corpo. - No!

No! Io ho cercato Gesù.

Ho fatto il più in fretta possibile.

Non temere.

Abbi solo fede.

Lei starà bene.

Giairo.

Giairo, andiamo dentro.

Tu resta qui.

- Andiamo... - Starà bene.

Nili!

Nili!

Nili!

Ora smettetela!

Nili!

Vi ho detto basta.

Che state facendo?

C'è una ragazza! È morta.

Andate via. La fanciulla non è morta, sta dormendo.

- Che cosa avete ora da ridere? - Ha detto che sta solo dormendo.

- Che cosa crudele da dire. - Non sai con chi stai parlando?

Se fossi parte della famiglia, ti farei salire per mostrarti che è morta!

Che cosa sei? Un negromante?

Ti dovresti vergognare per la cosa che hai detto!

Tutti fuori.

Avete sentito bene!

Ragazzi, accompagnate tutti fuori.

Ci hanno pagati per suonare!

- Tu, apri le orecchie! - Andiamo. Lasciamoli soli un momento.

Usciamo.

Michal.

- Dov'eri finito? - Stavo cercando quest'uomo.

Lei è morta, e tu non c'eri! Perché ci hai lasciate da sole?

Credi in me. Ti prego, credi in me! E credi in lui.

Cosa?

- Che vuole fare? - Ti prego.

Ti prego.

- Lo so. - No.

No, ti prego.

No. Che cosa le sta facendo?

Ti prego.

Fanciulla mia.

Ora alzati.

Oh! Nili.

Nili, piccola mia!

Grazie! Ti senti bene?

Nili!

Stai bene. Oh, amore mio!

Grazie. Sta bene davvero!

Parlo a tutti voi qui presenti. Ascoltate con molta attenzione.

Simone, Giacomo, Giovanni,

Giairo, Michal, e Nili.

Nessuno di voi dovrà raccontare quanto è accaduto,

per nessuna ragione al mondo.

Mi sono spiegato?

A nessuno.

Neanche agli altri discepoli.

Sì, Maestro.

- Sì, Maestro. - Sì.

La gente non è pronta per la commozione che ne risulterà.

Meglio evitare le attenzioni.

Non sono sempre piacevoli.

Qualsiasi cosa comandi, noi la faremo.

Nili. Devi avere fame.

Come ti posso ringraziare?

- Non ho capito quello che hai fatto, ma... - Tranquilla.

Ora date a Nili qualcosa da mangiare.

Nili. Vieni, tesoro mio.

Grazie.

Grazie.

Non ci sono parole adatte. Ti ringrazio.

Grazie a te per la tua fede.

Prego affinché la sinagoga abbia la stessa fede.

Vieni.

Non posso sapere cosa è successo lì dentro,

ma hai toccato un cadavere?

Vai a vedere tu stesso.

E so che hai toccato una donna che sanguinava.

- Non sanguinava più. - Come puoi esserne sicuro?

- Non hai altri argomenti? - Non hai diritto di interrogarlo.

Tu e chiunque tu abbia toccato siete ritualmente impuri fino al tramonto

e dovete eseguire i riti di purificazione.

E cosa hai intenzione di fare, se ci rifiutassimo?

Scriverò una lettera al Sinedrio, per denunciarvi.

Una lettera.

Chi di voi ha toccato me o la donna che in passato sanguinava? Alzi la mano.

Venite con me, e andiamo a cercare gli altri.

Ehi, tu!

Oh, no!

Ti ho forse reso impuro? Vi ha mandati il rabbino?

Lui crede di sì. Noi vogliamo soltanto fare un bagno.

Peggio per lui.

- Stavamo cercando te. - Sì, ci chiedevamo come stavi.

Grazie.

Io... so che ti ho disturbato.

Una piacevole interruzione. Le mie preferite.

Ora, se volete scusarmi, non posso perdermelo.

Dodici anni?

Come sei sopravvissuta?

- È una lunga storia. - Le migliori sono così.

Andiamo.

E quello chi è? Sei tu?

Perché siete tutti così rammolliti, qui?

Giacomo il Maggiore.

Io scommetto su Giuda e Giacomo.

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