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Original subtitles

D.C. 24

Alfeo Bayiram?

Sì?

Sei in ritardo di 20 giorni con il pagamento dei tributi.

Hanno trasferito il tuo caso a Roma,

- riesci a pagare la penale adesso? - Avevo chiesto una proroga...

Lo prendo come un "no".

Per il decreto di Quinto, ti dichiaro in arresto.

Sono mortificato, non avevo capito...

- Voltati. - Non lo sapevo.

Posso chiedere un'altra proroga di cinque giorni?

Alfeo. Chi era?

Va tutto bene, Elisheva.

Per favore, ti prego.

Adonai celeste...

Lui ora non c'è.

Ci penso io, Lucio.

In realtà c'è stato un errore.

Che stai dicendo?

- Avevi detto di venire... - Lo so,

ma mi sono reso conto di aver sbagliato i calcoli.

Me ne occupo io, grazie.

Hai sbagliato i calcoli?

Ho ricevuto delle informazioni sbagliate e, ecco...

le ho corrette adesso.

Lascia che ci pensi io.

Intanto vai alla prossima casa, ti raggiungo al chiosco tra un'ora.

Sei tu...

Non è prudente parlarne proprio adesso, Abba.

- Non abbiamo... - Prima, la vergogna per la tua scelta.

E ora sei il mio esattore.

Matteo?

- Che cosa ci fai qui? - Tuo figlio è il nostro pubblicanus.

Matteo, no!

Ha mandato un soldato a casa tua.

Mi dispiace. Non volevo lo sapeste. Non ho scelto il distretto.

Ma hai scelto questo lavoro. I Romani non ti hanno costretto.

Hai scelto di candidarti, di tradire.

No, ho scelto un buon futuro.

Tu dovresti aver fede in Adonai con tutto il cuore

e non dovresti limitarti alle tue convinzioni.

Mi sono fidato.

Sai dirmi una cosa che Adonai ha fatto per il popolo?

Negli ultimi 100 anni?

Cinquecento anni?

- Matteo. - Sei un traditore e anche blasfemo.

Bene, devi al tuo governo due mesi di tributi.

Pagherò il debito entro la settimana.

Mancano due pagamenti.

Speravo che Lucio potesse convincerti, ma io non ti proteggerò più.

Non voglio la tua protezione.

Allora hai 24 ore, Abba.

Non chiamarmi Abba.

Alfeo, ti prego.

Cosa?

Eli, chiudi le finestre.

E mettiti il velo.

Rispetteremo la Shiva per sette giorni.

Io non ho un figlio.

Avete inteso che fu detto agli antichi:

"Non uccidere.

E chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio".

Io però vi dico:

chiunque si adira con il proprio fratello sarà sottoposto a giudizio.

Se dunque presenti la tua offerta sull'altare

e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te,

lascia il tuo dono davanti all'altare.

Vai prima a riconciliarti con il tuo fratello

e poi torna a offrire il tuo dono.

Perciò, vi dico:

per la vostra vita non affannatevi.

Di ciò che mangerete o che berrete.

E neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete.

La vita forse non vale più del cibo?

E il corpo più del vestito?

Guardate gli uccelli in cielo.

Non seminano, né mietono, né ammassano nei granai.

Ma il Padre vostro celeste li nutre.

Non contate voi forse più di loro?

E chi di voi, per quanto si dia da fare può aggiungere un'ora sola alla sua vita?

Non affannatevi dunque dicendo: "Che cosa mangeremo? Che cosa berremo?"

O "Che cosa indosseremo?"

Di tutte queste cose si preoccupano i pagani.

Il Padre vostro celeste sa che ne avete bisogno.

Ma prima cercate il regno di Dio e la sua giustizia.

E tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi,

anche voi fatelo a loro.

Questa infatti è la Legge e i Profeti.

Non giudicate, per non essere giudicati...

Come se la sta cavando?

- Perché col giudizio... - Col discorso?

Le parole sono quelle che ha scritto, ma...

Ma ora le sta dicendo Lui.

Sì.

Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio e dente per dente".

Ma io invece vi dico

che non vi dovete opporre al malvagio.

Ed anzi, se uno ti percuote la guancia destra,

tu porgigli anche l'altra guancia.

E a chi ti vuol chiamare in giudizio

per toglierti la tunica,

tu lascia anche il mantello.

Avete inteso che fu detto:

"Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico".

Ma io vi dico:

amate i vostri nemici.

E pregate per i vostri persecutori

perché siate figli del Padre vostro celeste...

Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del fratello

e non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?

Il Padre vostro sa di cosa voi avete bisogno.

Pregate allora... In questo modo.

Padre nostro che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome.

E se qualcuno ti costringerà a fare un miglio, tu fa con lui due miglia!

Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano.

E rimetti a noi i nostri debiti. Come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

E non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male.

Non dovete accumulare tesori sulla terra.

Dove tignola e ruggine consumano

e dove i ladri scassinano e rubano.

Ma accumulatevi invece tesori nel cielo!

Dove né la tignola né la ruggine consumano.

E dove i ladri non scassinano e rubano.

Perché dov'è il tuo tesoro,

lì sarà anche il tuo cuore.

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica

è simile a un uomo stolto che ha costruito la casa sulla sabbia.

E cadde la pioggia,

e strariparono i fiumi,

e soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa.

Ed essa cadde.

E grande fu la sua rovina.

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica

è simile a un uomo saggio

che ha costruito la sua casa sulla roccia.

E cadde la pioggia,

strariparono i fiumi,

e soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa.

Ma essa non cadde

perché essa era stata fondata sulla roccia.

Hai mai sentito niente del genere?

Non con questa autorevolezza.

Lui ha parlato con grande sincerità.

La sua, non quella di qualcun altro.

Sì! Lui è superiore alla legge.

"Osservate i gigli", ha detto.

"Perché essi non lavorano e non filano!"

"Anche Salomone, con tutta la sua gloria

non vestiva come uno di loro!"

Giuda.

Adad.

Ti avevo perso.

- Sei riuscito a trovarli? - Ero con i suoi seguaci.

Hai visto le espressioni della gente?

Non ho mai visto tanta emozione!

Certo, "porgi l'altra guancia" e "accumula tesori in Cielo"

sono un po' da ingenui, ma quest'uomo ha un gran talento!

Non ho mai visto niente del genere.

Ti immagini se lavorasse per noi?

- Adad. - Perché non hanno raccolto offerte?

Vivrebbero come re.

Io vado via con loro.

Cosa?

Me ne vado.

Ho deciso. Andrò via coi suoi seguaci.

Dove?

Non lo so. Ai confini della terra.

Ovunque ci sia bisogno di questo messaggio.

Io ti denuncio.

- Rinuncio alle mie quote. - E io denuncio lui.

Qualsiasi cosa tu voglia portargli via non avrebbe alcun valore per te.

Ma che cos'ha lui da offrire a te?

Buona fortuna.

Allora?

Concordo.

Ci vediamo domattina per fare rapporto a Quinto.

Bella chiacchierata.

Grazie, Eden.

Grazie, Ima.

Siediti.

- Ti porto da mangiare. - Grazie.

Bene, ascoltate.

Ho annotato alcune delle cose nuove che hai detto,

ma manca qualcosa.

Non importa. Le dirò un'altra volta e ne parleremo assieme.

Ho colto alcune citazioni grazie ai miei studi sugli scritti del rabbino Hillel.

Ben fatto.

"Riconciliati con il tuo fratello" cosa significa?

Matteo.

Non pensi che possiamo parlarne più tardi?

Ho molta fame e vorrei scambiare due parole col nostro nuovo amico.

Mi dispiace, torno più tardi.

No, no, no.

Tranquillo. Tra poco farò venire qui tutti quanti.

Mi piacerebbe parlare con te.

Matteo, aiuti Giacomo e Giovanni a radunare gli altri?

Adesso?

Matteo.

Grazie per il tuo aiuto.

Di niente, maestro.

Gente, ascoltate!

Allora...

Io sono Giuda di Keriot.

Shalom, Giuda.

Shalom.

Ti ho visto prima di iniziare a parlare alle persone.

E ho notato che mi ascoltavi con molta attenzione.

- È stato fantastico. - Grazie.

Natanaele mi ha accennato al fatto che hai aiutato

e dice che sei interessato a unirti a noi.

Non è così facile stupirlo.

Ho iniziato la beth midrash,

ma mio padre è morto prima che terminassi gli studi,

perciò adesso lavoro.

Vorrei venire con voi.

- Davvero? - Certamente.

Non sono un grande soldato,

ma sono molto bravo come imprenditore e vorrei aiutare te

a diffondere la tua parola in lungo e in largo, il prima possibile.

Ho frequentato la beth midrash e io...

Sì, questo l'hai già detto.

Non è un requisito per essere un mio seguace.

In realtà saresti uno dei pochi.

Chiedo solo ciò che chiede ogni rabbino.

Che cerchi di essere come me.

Ma certo.

Ma sarà più difficile farlo con me che con un altro rabbino, te l'assicuro.

Sei pronto a fare cose difficili?

Penso che darai vita a un cambiamento.

E intendo farne parte.

Sono disposto a fare dei sacrifici.

Li ho già fatti.

Io conosco la privazione.

Perciò sì.

Sì.

Sono pronto a fare cose difficili.

Lo vedremo.

Dunque...

Il tuo nome significa...

"Dio sia lodato."

Sì, con le mani.

Sei pronto a lodare Dio?

Ogni giorno.

Bene, in tal caso, Giuda...

Seguimi.

Grazie, maestro.

Sono tutti qui, Maestro.

Grazie.

Sì, basta così, ora può bastare.

Allora...

Volevo solo ringraziare tutti per questa meravigliosa giornata.

Barnaba, Shula! Avvicinatevi.

- Vi è piaciuto il mio discorso? - Era un po' lungo.

Ma d'effetto.

È stato fantastico.

Voi avete contribuito a diffondere il verbo.

Il che è vitale per il nostro ministero.

E desidero specialmente ringraziare Natanaele, Taddeo e Giacomo il Minore

per come sono riusciti a trovare un posto

e organizzare tutto in fretta.

So che metterete tutto in ordine prima di andare.

Avrei un breve annuncio da fare.

Alcuni lo hanno già conosciuto, ma per chi ancora non lo sapesse,

lui è Giuda di Keriot.

Giuda mi ha chiesto di essere il suo Maestro

e di poter contribuire col suo talento alla nostra causa.

Una richiesta che io accolgo volentieri.

Diamo il benvenuto a Giuda nel gruppo.

Bene. Le ultime settimane sono state una bella avventura.

Avete fatto un ottimo lavoro e avremo ancora molto da fare in futuro.

Ma adesso serve un po' di riposo, va bene?

Soprattutto tu, Simone.

Devi tornare a casa.

Scemata la gioia di non averti sempre tra i piedi,

Eden ha iniziato a sentire la tua mancanza.

Perciò prendetevi del tempo.

Venite. Qui, avvicinatevi.

Sono certo che riuscirete a trovare un modo

per rimanere in contatto in modo da riunirci presto.

Ma adesso io pregherò per voi.

Il Signore ti benedica e ti protegga.

Il Signore faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio.

Il Signore rivolga verso di te il suo volto

e ti dia la pace!

Amen.

Amen.

Presto ci rivedremo tutti.

Grazie.

Ti posso aiutare io.

Scusatemi.

Voi siete le seguaci del Maestro, vero?

Sì. Shalom.

Sì, posso parlare con lui?

Sta per andare via. Come tutti noi.

È stata una giornata molto lunga.

Io voglio darvi questa.

Io non...

Grazie. Come mai?

Beh, è un'offerta.

Non raccogliete le offerte?

Non chiede mai offerte. Non è questo il modo per poter parlare con lui

Ma è di Shahtoosh?

Sì. Viene dal Nepal.

E tu vuoi donare questa al suo ministero?

Sì, e ci sarà anche dell'altro.

E tu chi sei?

Il mio nome è Giovanna.

Sono qui per salutare Gesù da parte di una persona,

se mi concedeste solo un momento...

Da chi?

Vengo da Macheronte.

E ho parlato con Giovanni.

Il Battista.

Andrea? Vieni un attimo qui.

Dice di aver parlato con Giovanni a Macheronte.

Quando? E come? Tu l'hai visto...

Sì, mio marito lavora alla corte di Erode

e io ho avuto l'opportunità di parlare con Giovanni

quando...

quando l'hanno arrestato e...

Le sue parole mi hanno...

Ci hai parlato! E sta bene?

Cosa... che cosa ti ha detto?

Tu sei Andrea?

- Sì. - Sì.

Mi ha parlato di te. Eri un suo seguace?

- Sì, ed è... è ferito? - No.

Beh...

Sì, ecco...

Non è certo un bel posto in cui stare.

Ha fatto arrabbiare persone importanti.

Ma voleva che tu, specialmente, Andrea, sapessi che il suo spirito è sereno.

Posso vederlo?

Lui è Gesù.

Sì, ma certo.

Ho ascoltato la predica.

Lo so, Giovanna.

Allora, hai parlato con mio cugino.

Sì.

Giovanni mi ha detto che dovevo assistere ai tuoi discorsi.

Quando si è saputo di quest'evento, altri non ci hanno dato peso,

ma Giovanni mi ha detto che dovevo venire.

Vorrei vedere Giovanni.

Aspetta solo un momento.

Allora, cosa gli dirai di questo incontro?

Che voglio sostenere il tuo ministero.

Questo è stato...

È stato un giorno di guarigione per me.

E Giovanni me lo aveva detto.

Grazie.

Mi fa piacere.

Giovanni voleva anche che ti dicessi che non vede l'ora che tu vada da Erode.

Lui è convinto che la corte non sappia ancora cosa fare con lui.

E dice che ancora non ti hanno preso sul serio.

Se gli andrai a fare visita presto, risolverai entrambe le cose.

Ma voleva anche che ti dicessi che lui si fida del tuo concetto di "presto".

Ma certo.

Grazie per avermelo detto.

Comunque, come puoi vedere,

il mio discepolo qui non sta più nella pelle.

Sai se Giovanni può ricevere visite in questo momento?

Stai per venire a Macheronte?

No, voglio passare del tempo da solo.

Ma se tu potessi organizzare un incontro sicuro con lui per far visita a Giovanni,

non so se sia possibile...

Sì, penso di poter organizzare qualcosa.

I miei uomini mi riporteranno a Macheronte con la carrozza.

Puoi venire con me.

Grazie. Grazie.

Grazie, maestro.

Dovresti riposare.

E avere fiducia, Andrea.

Forse dopo aver passato del tempo con Giovanni,

farai entrambe.

- Shalom. - Shalom.

Stai attento.

Cosa succede? È tutto a posto?

Partiremo tra poco.

- Quella chi è? - Vado da Giovanni.

Lei è di Macheronte.

Cosa vuoi dire? Non è lì che...

Il maestro mi ha detto che va bene.

Lei è alla corte di Erode. Non preoccuparti per me.

- Devi andare a casa. - Non ti lascio solo.

- So cavarmela. - Andrea.

Ascolta.

Andrà tutto bene.

Ma...

Grazie.

Per cosa?

Per esserti occupato di me.

Di tutti quanti. L'hai sempre fatto.

Sei una grande guida. E non te l'ho detto abbastanza, perciò...

Grazie.

Di' "shalom" a Giovanni per me.

- Davvero? - Sì, devo ammetterlo.

Lui ha dato via a tutto.

Ti ha fatto conoscere Gesù e tu lo hai fatto conoscere a me.

Sono grato a Giovanni.

E a te.

Ti voglio bene.

Shalom, fratello.

Ti voglio bene. Shalom.

Ramah.

So che hai parlato con Giovanni.

Sì. È già tutto sistemato.

- E tu sei d'accordo con Maria? - Sì.

Bene.

Io pensavo di passare domani.

Sì, me lo immaginavo.

Dopo il secondo pasto va bene?

Fammi pensare a cosa devo fare...

Io posso passare più tardi.

Tommaso, scherzavo.

Scherzavo.

Sì.

Ma certo.

Bene.

Shalom.

Shalom.

Eh, Tommaso?

Sì?

Sì?

Potresti passare dopo il primo pasto?

Ma certo.

È che non volevo disturbarti, perché passiamo molto tempo assieme ultimamente.

Lo so.

È solo che...

spero che adesso non passeremo troppo tempo lontani.

Non accadrà.

Bene.

Shalom.

Shalom.

Salve.

Salve.

E tu...

Tu chi sei?

Io sono Giairo.

Piacere di conoscerti. Io sono Yussif.

E Niv dov'è?

Niv è stato trasferito.

Sono il nuovo amministratore della sinagoga.

- Non lo sapevo. - Che fosse andato via?

Di essere tanto irrilevante da non essere stato avvisato.

Non farti di questi problemi, Rabbino Yussif.

Te lo dice uno che è stato traferito molte volte, ormai.

Dire addio è difficile.

Niv ha tenuto la notizia per sé per evitare di doversi accomiatare.

Hai girato parecchio?

Kades, Giaffa, Ebron.

E adesso...

La Galilea.

Benvenuto, Giairo.

- Hai una famiglia? - Una moglie e una figlia.

E, Adonai volendo, ho un altro figlio in arrivo.

- Congratulazioni. - Grazie, Rabbino.

E tu ce l'hai una famiglia? Mi piacerebbe conoscerla.

La mia famiglia è a Gerusalemme.

Deve essere difficile.

Mi dispiace.

Ancora non sapevo quanto mi sarei trattenuto a Cafarnao.

Cambiare città così spesso sarà altrettanto difficile.

Tua figlia... Quanti anni ha?

Dodici.

È molto difficile per lei farsi degli amici.

Lo è anche per mia moglie, ma essere soli ci ha fatti avvicinare.

E ti posso assicurare

che ciò non mi impedirà di compiere il mio dovere.

Certo che no.

Giairo, mi serve dell'inchiostro.

- Serve a tutti quanti. - È finito?

Si è seccato.

Ho già fatto richiesta agli anziani.

Nel frattempo, potresti provare a chiedere a qualche confratello un po' meno

prolifico, magari?

Eh, così gli dovrei spiegare cosa sto scrivendo.

Userò le mie riserve personali. Grazie.

A me piacciono le sfide, Rabbino Yussif.

Qui non mancano di certo.

È una delle ragioni per cui mi spostano spesso.

Io ho un certo talento per riportare l'ordine dove regna il caos.

Sono un po' melodrammatico.

La confusione.

Eventi particolari?

Girano voci su certi strani fatti avvenuti a Cafarnao.

Sono voci abbastanza corrette.

Vorresti scrivere di questi insoliti fatti?

In parte.

È che ieri ho ascoltato il sermone di un predicatore ribelle.

E non ho dormito stanotte.

È stato brillante.

Interessante.

Volevi scrivere un documento?

Una lettera.

- Vuoi presentare un'accusa? - No, io...

Non so ancora cosa voglio scrivere o a chi dovrei inviarlo.

Ma io sono certo di dover documentare quello che ho visto.

Rabbino Yussif.

A volte uso una cassaforte.

La chiamo la cantina.

È dove metto i documenti a decantare.

Non puoi immaginare quante volte i nostri fratelli scrivono delle cose

e il giorno dopo si pentono di averlo fatto.

Certi documenti restano lì per mesi.

È chiusa a chiave e...

rigorosamente riservata.

Credi che sia il posto adatto per conservare i tuoi documenti?

Io scommetto che le persone con cui hai lavorato abbiano fatto fatica a dirti addio.

Grazie.

Finalmente a casa.

E finalmente con te.

Ima è andata a vivere con i miei fratelli.

Sì, lo so.

E anche se prima non sopportavo di saperti qui da sola, giorno e notte,

in questo momento...

Ciao.

Oh, ciao.

Che vuoi?

Simone, mi guardi come se volessi spaccarmi la faccia con un sasso.

No, ci mancherebbe.

Prego, entra.

Lo so, mi dispiace.

Probabilmente volete stare da soli, ma...

Non so dove andare e so che avete spazio.

Chi te l'ha detto?

Certo che abbiamo spazio.

La casa di Andrea non è lontano, ti indico la strada.

- Ci avevo già pensato, è solo che... - Solo che?

C'è solo una camera.

Filippo e Giuda sono già lì. Praticamente sono uno sopra l'altro.

Ci stringeremo.

A te dispiacerebbe dormire sul tetto?

Io...

Ho saputo che avete una camera in più, dove dormiva tua madre.

Chi te lo ha detto?

Hai mangiato?

Muoio di fame.

Grazie.

Oh, wow.

Sì.

Ad ogni modo,

non badate a me.

Fate come se non ci fossi.

Magari il tetto non è male.

Sì, ti spiego subito.

- C'è una scaletta qua fuori. - Simone.

Andiamo.

Non sono così stupido.

Mi tapperò le orecchie.

Natanaele. Puoi dire quello che vuoi quando siamo in giro,

ma qui in casa mia,

rifletti prima di parlare.

O dormirai nella cesta del pesce.

Scusa.

- Vuoi ancora che io vada sul tetto? - Sì.

Già.

Oh, bene.

Eccomi arrivato.

Carino qui.

- Volete qualcosa? - Sì.

Vai più piano.

Che c'è? Non vedi l'ora di tornare?

Sì, ma non sei tu a dover portare l'ascia,

i pali per le tende, poi il martello e questi bicchieri.

Taci.

Facciamo a cambio.

Va bene.

Tieni.

Mi spieghi perché tanta fretta?

- Andiamo. Non ci arrivi? - A cosa?

Giovanni, quando mi sveglio tutte le mattine e dopo ogni pisolino,

io ho solo una cosa in testa.

Ti spiace dirmi di che si tratta?

I dolci alla cannella di Ima.

Sì, ha senso.

E tu no?

Beh, io penso alle prediche.

E al sermone che abbiamo sentito.

Non hai visto i miracoli che Lui ha compiuto?

Paralitici che si alzano?

Hai ragione.

Mi fanno venir fame.

Sei malato.

Andiamo. Ormai manca poco.

- Ehi, andiamo a mangiare? - Tommaso.

Siamo tutti affamati. Meno male che non ti sei perso.

Non è stato facile. Le tue indicazioni fanno...

Come si dice?

Schifo.

Vi siete messi d'accordo?

Credevo che l'uomo della piana di Sharon,

uno straniero di uno strano posto,

sarebbe piaciuto ad Abba.

Che c'è?

Dormirà dove facciamo seccare le erbe.

Sì, va bene.

Sarà un piacere.

Non te l'avevo detto?

Forse la mia mente era troppo occupata a fare la storia,

mentre lui pensa solo ai dolcetti.

- A quali dolcetti? - Lascia stare.

Tre discepoli di Gesù di Nazaret staranno sotto al mio tetto!

Tripla benedizione.

- Abba lo sa? - Sì, lo avevamo avvisato. Vieni.

Tra tutti i padri di Cafarnao, sono di certo il più invidiato.

- Ciao, Abba. - Ciao.

Abba.

Ti presenterei Tommaso, ma mi pare che vi consociate già.

Tommaso?

- Tommaso. - Zebedeo.

- Che mi dici del sermone? - Ho molti dubbi.

"Ho molti dubbi."

Me lo immaginavo.

Rimugino sempre troppo.

- Dov'è Ima? - È corsa al mercato.

Si è resa conto di aver finito la cannella.

Ho una cosa importante di cui vorrei parlare con voi.

Credo di sapere di che si tratta.

Sono sicuro di saperlo.

Vieni. Andiamo in un posto più tranquillo.

Io non so di cosa state parlando.

Abba.

Non c'è niente nella mia dispensa.

Non sapevo quando sarei tornata, così ho dato tutto alla mia amica, Rivka.

Sì. Lo so.

Cosa?

È piccola.

No, no, no.

E tu puoi dormire qui.

E io posso dormire

contro quel muro.

E tu, Tamara...

Puoi dormire lì.

È molto intimo.

Ci terremo al caldo.

Sì, non soffriremo il freddo.

Maria, posso far entrare un po' di luce?

- Prego. - Bene.

Ecco qua.

Allora, abbiamo speso l'ultimo siclo.

Cerchiamo di far durare queste mele.

Molto meglio.

Cosa c'è?

Matteo?

Ciao.

Che cosa ci fai qui?

In realtà non so da chi

o dove andare.

Hai una casa bellissima in uno dei quartieri più eleganti.

L'ho data via.

A chi?

Ai miei genitori.

E perché non vai da loro?

Mio padre non lo accetterebbe.

Ma sei suo figlio.

Lui... ha detto che non lo sono.

Mi dispiace.

Ti ringrazio tanto.

Stavo pensando di accamparmi. Adesso so come si fa.

Va tutto bene, Matteo?

Sono confuso.

Grazie di averlo chiesto.

Te la stai cavando bene, Matteo.

È tutto nuovo, è normale errare.

Grazie, Maria.

Buona serata.

È molto dolce.

È un brav'uomo.

Non è molto, ma ce la caveremo.

Dite che è troppo presto per usare la sciarpa?

Sì.

Sì, non avremmo dovuto accettarla.

- Ma ha insistito. - È stata prepotente.

Non mi stupisce visto che era ricca.

Credimi, lo so bene. Io lavoravo per i matrimoni.

Ma secondo voi chi è? Avete notato come sceglieva ogni parola?

Non voleva far sapere a nessuno che era lì.

Ho avuto quest'impressione.

Sì, non era spontanea.

Ma curiosa.

Io l'ho trovata controllata, ma anche sincera.

Portava degli orecchini d'argento.

O forse era tutta scena e non la vedremo mai più.

E a me sta bene.

Chi regala così dello shahtoosh? È il tessuto più caro al mondo.

L'ha fatto soltanto per aiutarci, Ramah.

Perché non mangiamo qualcosa?

Sì.

Sapete, non vi biasimo per essere tornata.

È raro avere persone interessanti qui sotto.

Ma lui ogni giorno se ne inventa una nuova.

A volte pretende che portiamo un messaggio a Erode

si mette a predicare di un nuovo regno.

E i suoi insulti sono molto originali.

Sarebbe molto imbarazzante per me

se dicessi in giro della mia visita o della presenza del mio amico.

Ma per te e la tua famiglia sarebbe devastante.

Mi sono spiegata?

Non vi ho mai visti.

Giovanni?

Giovanni, stai bene?

Che cosa ci fai tu qui?

- Chi lo ha permesso? - Nessuno. Faremo in fretta.

Me la caverò.

Pensala così: non avevo mai dormito in un palazzo prima d'ora.

- Ma cosa ci fai tu qui? - Ero preoccupato.

Prego per te ogni giorno.

Ma hai un nuovo maestro adesso.

"Il" Maestro.

Dedicati a lui e forse presto potrò farlo anche io.

Lei si è camuffata per venire da me dopo che Erode mi ha arrestato.

Non l'ha fatto per me.

Era arrabbiata perché non avevo detto niente sull'adulterio di suo marito.

Ma si sta dimostrando una brava pupilla.

- Hai parlato con lui? - Sì.

Gli ho riferito quanto mi hai detto.

Grazie, ma questo non è così importante.

Che impressione ti ha fatto?

Non saprei descriverlo.

Finalmente ti senti sazia, anche se non sapevi di avere fame?

Calzante.

Niente di nuovo?

- Troppe cose. - Ditemi cosa ha detto.

Niente che abbia senso.

È tutto ribaltato.

I poveri, gli infermi, gli umili sono diventati i migliori.

Benedetti.

Sì! E anche il resto è alla rovescia.

"Ama i tuoi nemici", ma chi li ama?

Lui può.

- Che altro? - Ha usato delle bizzarre metafore...

Qualcosa tipo perle date ai porci e travi nell'occhio?

- Sì. - Sale, omicidio, piogge!

Dio che nutre gli uccelli e case sulla sabbia...

Sì, è quasi strano come te.

Oh, magari io fossi così strano.

Quante persone c'erano?

Migliaia.

Migliaia?

Fantastico.

Fantastico.

- Che altro? - Giovanni.

Tu hai bisogno di aiuto. Che posso fare per te?

Per me? Mi stai aiutando con questi racconti.

Lo sai cosa intendo.

Vieni qua.

Non aver paura.

La profezia di Isaia.

Lui è stato mandato a proclamare la liberazione degli schiavi, e che altro?

La liberazione dei prigionieri per gli afflitti.

Sì.

Questa prigione non conta niente adesso che lui è qui.

Tu ci credi?

Io...

Ci sto provando.

Andrea.

Tra tutte le cose che ha detto a quelle migliaia di persone

c'era una cosa solo per te.

Per ciò che stai affrontando.

È sempre così.

Che cos'era?

Qualcosa che ti è rimasto impresso.

"Non affannatevi."

E...

"Chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora alla sua vita?"

Sembrano parole sue.

Che altro?

"Ma cercate prima...

Cercate prima il regno di Dio

e la sua giustizia."

Sono proprio sue.

Perciò se tu vuoi aiutarmi, Andrea,

se davvero vuoi aiutarmi,

devi ascoltarlo.

Vai a casa

e fai come dice Lui.

Questo è ciò che voglio.

Capito?

Ora, Giovanna, portalo via da qui.

Non deve unirsi a me.

Vedo che ti dai da fare.

Perché allora ho una brutta sensazione?

L'hai detto quando mi unii alla compagnia.

E adesso la stai lasciando.

La vita non riguarda sempre solo i soldi.

Non si tratta mai solo di soldi con te.

Senti, lo so che dovevo gestire l'eredità di Abba in un modo migliore.

Sì, infatti. Il valore della casa che hai acquistato non è aumentato.

Per questo sono qui.

Dovresti occuparti di una cosa per me. Beh, due cose, in realtà.

È l'atto di proprietà.

- Cosa? - Non so quando tornerò.

Né se mai tornerò.

Non si fa che parlare del tuo Maestro, lo sai?

- Cosa si dice? - Non può essere tutto vero!

So che c'erano centinaia di persone.

Migliaia.

E io non lo sapevo ancora, ma, il giorno prima,

ho aiutato i discepoli a preparare il posto.

Dio ha chiesto di me, Deborah. Questo

non era mai successo.

E come ti manterrai? Conosci soltanto il tuo mestiere.

Quel poco che hanno a me basterà.

E avrò dei benefattori, dei filantropi!

Molti maestri e rabbini non hanno tali competenze.

Questo è il più importante Maestro che il nostro popolo abbia avuto.

Dobbiamo diffondere il messaggio e creare qualcosa per affrontare i romani.

Hanno bisogno di me.

- Giuda, è davvero rischioso. - Sì.

A Roma non piacciono i predicatori del popolo con troppi seguaci.

Li sbattono nelle carceri.

Credo che sia il Messia.

Ne sono quasi sicuro.

Non è il primo a professarsi tale. Sai che è successo agli altri?

Certo che tu pensi sempre al peggio.

Però i seguaci non sono per forza uccisi.

Senti, se è davvero l'Unto del Signore, sorella...

nessuno potrà mai ucciderlo.

Lui sconfiggerà i romani e ci renderà tutti liberi.

Ma io non ti voglio perdere, Giuda.

Tu sei ciò che mi rimane.

No. Tu hai tuo marito e le tue bellissime figlie.

No, insomma...

Hai capito che intendo.

Sei l'ultimo a portare il nostro nome.

E se ti accadesse qualcosa...

la discendenza degli Iscariota sarebbe finita e la nostra famiglia verrebbe dimenticata.

Qualsiasi cosa accada,

so che Adonai mi ha allontanato per una ragione che ancora non conosco.

Io devo seguirlo.

Abba e Ima ti volevano tanto bene.

Rendici orgogliosi.

Lo farò.

E puoi occuparti tu della menta di Ima per me, per favore?

Sì.

Ha bisogno di un tocco delicato che io non possiedo.

Ora, vai via.

Vai e segui il tuo Maestro.

Spero che tu abbia ragione su di lui.

Ho ragione.

Lo vedrai.

Sai, fare un figlio

sarebbe stato più facile che stravolgere la tua vita

per affrontare questo viaggio.

Shalom, shalom, Deborah.

Shalom, shalom, fratello.

Rabbino Yussif.

Giairo.

Sei venuto qui per mettere qualcosa nella cantina?

A decantare.

Vediamo come va.

Molto bene.

AL RABBINO NICODEMO DEL SINEDRIO DI GERUSALEMME. IMPORTANTE.

Tu ed io siamo le sole anime che conoscono questo fatto.

Rabbino. Non c'è sigillo.

Sì che c'è, Giairo.

Shalom.

Shalom.

Non voglio rubarti troppo tempo.

No, tranquillo.

- Ti serve qualcosa? - Devo...

Devo solo... Io...

Voglio soltanto dire una cosa.

Ecco...

l Maestro, nel sermone, ha detto

di riconciliarci con qualcuno

prima di onorare lui, e io...

devo chiederti scusa.

- Non mi devi... - Sì.

Sì, te lo devo.

Io ti ho detto delle cose orribili.

Perché avevo paura.

Il Maestro ha parlato di questo tra le tante cose che...

- Che devo mettere in pratica in effetti. - Lo capisco.

Ma...

Io ti ho detto tutte quelle cose perché avevo paura

e tu questo non te lo meriti e...

Mi... Mi dispiace davvero.

Insomma...

Questo è tutto.

Già...

Scusami, non so bene cosa dire...

Credo sia la prima volta che qualcuno chiede scusa a me.

Maria,

non meritavi tutto questo neanche tu.

Le cose ora vanno meglio, eh?

Sì, decisamente.

Te ne sono grata.

Shalom.

Shalom.

Silenzio.

Alfeo.

Figliolo.

IN MEMORIA DI RALPH PORTILLO E MATTHEW TAILFORD

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