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Kostas, che cosa fai per terra ?
Guardo le cose da un altro punto di vista.
- Dovresti vedere un medico. - Per un po' di mal di schiena...
Tu andresti al Pronto Soccorso per un'unghia spezzata.
Poi ti lamenti che la sanità collassa.
Mh, mh !
- E' un caso che sia successo ora ? - Che cosa ? - La schiena.
Hai perso tuo padre da poco e poi... Thanasis.
- Che c'entra con la schiena ? - So che è difficile parlarne
ma è tutto collegato, schiena, unghie, cranio.
- Ma dove l'hai sentito ? - Il caffè ? - No, sono già nervoso.
- Non occupare il bagno, devo uscire. - Dove vai ?
Fruttivendolo, macellaio, centro per l'impiego...
- Al centro per l'impiego ? - Mh mh.
- E perché ? - Per cercare un lavoro.
- Ti ho fatto mancare qualcosa ? - No, ma che c'entra ?
Dopo l'episodio delle scarpe, è ora che sia autonoma.
Caterina non vive più con noi
e con due stipendi possiamo risparmiare, fare un viaggio
e se ho un capriccio... Non fare la faccia.
- Quale ? - Quando non mi prendi sul serio.
Pensi di trovare lavoro dalla mattina alla sera
senza esperienza, alla tua età ?
Kostas Charitos, guarda la faccia.
E' quella di quando faccio sul serio.
Commissario ?
- Lo so, è dura. - Che cosa fai ?
Niente. Pensavo...
Ghikas la vuole in ufficio.
Invece di dare abbracci, cerca d'identificare quello.
Ho fatto girare la foto tra gli albergatori dell'isola
ma non lo riconoscono. Cercherò tra le persone scomparse.
Non pensare, fallo.
- Commissario, tutto bene ? - No. Il capo è in stanza ?
- E' al telefono. Le do dell'acqua. - No, non serve.
Se ha bisogno di parlare
di quello che è successo con Thanasis, io ci sono.
Grazie, Klio. Sto meglio.
Sì, Eccellenza, la ringrazio.
Era il ministro. Vuole una squadra speciale
per la ricerca delle persone scomparse.
Potreste dargli il caso dell'isola. Non l'avete risolto.
Non è scomparso. Va solo identificato.
Lo stiamo già cercando tra gli scomparsi.
Non metterci troppo, perché devi occuparti di questo.
- Che cos'è ? - Viene dall'antiterrorismo.
Kostantinos Koustas, imprenditore, proprietario di un locale
e del ristorante "Canard Dorè". Lo conosci ? - Sì.
Come no, ci vado tutte le sere.
Gli hanno sparato tre giorni fa, fuori dal locale.
- Che c'entra l'antiterrorismo ? - Per le modalità dell'agguato.
Pensavano a un attentato, ma è più probabile un regolamento di conti.
Tre giorni per capirlo ? E' stato Stellas ?
Dài, Charitos. Fatti i fatti tuoi e vedi di chiudere in fretta.
Indaga tra i locali, scopri se ha infastidito un padrino della notte
di quelli che chiedono il pizzo.
Aggiornami e non parlare a nessuno senza confrontarti con me, intesi ?
- Alla perfezione, capo. - Ah, senti.
- Come va dopo Thanasis ? - E' tutto sotto controllo.
L'hanno mollato a te, quindi ?
Stellas, ci hai davvero lavorato tu.
Sì. Ascoltami, archivia tutto, è tempo sprecato.
Magari fammi dare un'occhiata prima, no ?
Fai come credi, ma è inutile.
E' il tipico regolamento di conti tra i mafiosi.
- Hanno pagato un professionista, non lo troverai. - C'è altro ?
Gli hanno sparato alle 2,30 di venerdì.
Secondo i testimoni, è uscito a prendere una cosa in auto.
- Chi sono i testimoni ? - Il buttafuori.
Un uomo gli ha sparato da dietro.
Il buttafuori. Quindi il testimone è uno.
- Che cambia ? - La precisione è importante nel nostro lavoro.
- Questo testimone li ha visti parlare ? - In che senso ?
Koustas è caduto di schiena. Si sarà girato.
Forse l'assassino l'ha chiamato.
Non prova nulla. Sai come funziona.
Kostas Charitos, ti giri e "pam", ti sparano.
Oppure lo conosceva
e ciò che è andato a prendere in auto era per il suo assassino.
Forse erano compagni di banco e si scambiavano figurine.
Non cambia nulla, no ?
Noi della omicidi non abbiamo la vostra sfera di cristallo.
Quindi per risolvere i casi, facciamo ipotesi, cerchiamo prove.
Ok, anche questa volta non vuoi ascoltarmi.
Due pallottole nel cuore, una nel polmone e al fegato.
Sarà così. Non ho fatto io l'autopsia.
Ero in tribunale con mia moglie. Divorziamo.
La storia dell'agguato mafioso non torna.
Un sicario spreca al massimo due pallottole.
- Ha sparato alla cieca ! - Non sembra un professionista.
- Vorrei vedere il corpo. - E' già stato seppellito.
- Prima della chiusura delle indagini ? - Ordini dall'alto.
Non ci credo. Ghikas mi dice di sbrigarmi e di non parlare
Stellas cerca di farmela chiudere e il corpo viene seppellito.
- Di chi era amico Koustas ? - Non lo so. Ho sotto mia moglie.
- Mi dispiace che vi separiate. - A me no.
Ciao, grazie.
Commissario, l'uomo dell'isola non risulta scomparso.
Nessuno lo sta cercando, in pratica.
- E' il tuo aiutante ? - No, mi hanno promosso.
"Promosso" ! Sarà il suo assistente al posto di Thanasis.
Il premio di consolazione per questa fregatura.
Accompagnatemi dai familiari di questo qui.
- Chiamo un'auto. - No, devo fare pratica con la mia.
- Tu, vieni con me. - Non è meglio se vengo io ?
- Il colloquio familiare è delicato. - Appunto, deve imparare, no ?
Tu vai a sentire che cosa si dice di questo Koustas
e cerca di capire perché sembra un intoccabile.
Potrei riascoltare i testimoni del bouzoukia.
Ottima idea andare in un locale notturno a pranzo.
Sarà pieno di testimoni. Magari ci torniamo stanotte.
- Ehm... - Nikos. - Nikos, andiamo.
- Elina. - Ehi !
- Sai come far passare lo stress ? - Che cos'è successo ?
Sono stata al centro per l'impiego. Dovrei fare le pulizie per 12 ore
a una paga da fame, è illegale ! - Ok, vieni qui.
Chiudi gli occhi. Chiudili, fidati.
Adesso inspira col naso.
Trattieni il fiato ed espira con la bocca.
Bene, spingi l'aria fuori col diaframma.
Bravissima... Meglio ?
- No. - Vabbè, fallo altre 200 volte.
E' colpa mia. Ho lasciato gli studi per Caterina e non so fare niente.
Ma che dici ? Sei la persona più forte e testona che conosca.
Puoi fare tutto quello che vuoi. Ti serve solo un'idea, un progetto.
Ma non so nemmeno guidare. Dove vado ?
Vorrei lavorare da casa, perché se lascio Kostas chissà che cosa trovo.
Ricordi quando mi dicesti che da piccola facevi l'uncinetto ?
Ti chiesi il porta tappetino di yoga.
Al corso, tutti li vogliono. Li vendiamo e diventiamo ricche.
- Ne parlo con Kostas. - Devi parlarne con Kostas ?
Adriana, ti devi buttare !
Non puoi vivere in funzione di tuo marito o delle tue paure.
- E' questa qua. - Praticamente un bunker.
Sì, ma guardi che vista.
Con il nostro stipendio, ce la scordiamo una casa simile.
- Salve. - Charitos, polizia.
- Documenti, e consegnatemi le pistole. - Subito.
Forse non ci siamo capiti. Se non mi fai passare, ti arresto.
Seguitemi.
Non vi aspettavo. Sono Nadia Kousta, Kostantinos era mio marito.
Non ci credo, lei è Nadia Lucic, l'attrice !
Possiamo fare una foto ? Per mia mamma, adora la sua serie.
- Aspettami in auto. - No, ma come... - Vai.
Attento, fallo ancora e finisci in archivio.
- E' nuovo ? - E' molto giovane.
Mi fa piacere che si ricordino ancora chi sono.
Se vuole, può fargli un autografo, ma prima devo farle qualche domanda.
Accomodiamoci.
Abbiamo parlato l'ultima volta venerdì, la sera dell'omicidio
al nostro ristorante. - Il Canard Dorè ?
Scusi, il "Canard Dorè".
Mio marito lo chiamò così per darsi un tono.
Così si rivolterebbe nella tomba.
Non ci pagano i corsi di francese per leggere le insegne.
Neanche io so il francese. Mi fermo al serbo, la mia lingua.
- Quando è andato via suo marito ? - Alle 23, verso il bouzoukia.
- Sa se aveva un appuntamento ? - No, ma non me l'avrebbe detto.
Non mi parlava dei suoi affari.
La guardia all'ingresso, le telecamere...
Avevate ricevuto minacce da qualcuno ?
Più che altro sono uno sfoggio di potere.
Incontrare le persone con cui fai affari dopo averle fatte perquisire
ti mette in una posizione di vantaggio e lui lo sapeva.
- Con chi faceva affari ? - Non lo so, ma le dico una cosa.
Non penso l'abbiano ucciso i padrini della notte.
- L'ho già detto anche ai suoi colleghi. - Cazzate.
E' ovvio che sono stati i mafiosi con cui faceva affari
ma tu stai chiusa qui dentro con le tue domestiche e la piscina.
Che ne sai di quello che succede fuori ?
Lui lo sapeva e cercava di fare paura con quella security.
- Lui è Makis, il figlio maggiore di mio marito. - Charitos.
- Sa se suo padre riceveva minacce ? - No, non so niente.
Ho solo detto ciò che penso.
- Prendo la macchina, esco. - Non puoi, lo sai.
Ricordati che non conti un cazzo. Papà è morto.
Prima di andare, mi serve una tua dichiarazione scritta.
Sì, scrivi: "Non so niente." Poi me la porti da firmare.
Non pensi male.
Lui e sua sorella Niky hanno avuto una vita dura.
La madre li ha abbandonati da piccoli
e Makis si è appena disintossicato dall'eroina.
Perciò non mi fido a farlo guidare.
Anche sua sorella Niky abita qui ?
No, se n'è andata dopo il liceo. Ha preso un master a Londra
e ora lavora qui in un Istituto di ricerche di mercato, la PubliHellas.
Vuoi sapere se mio padre avesse nemici ?
Quella lì dentro è una.
Aveva perso la testa per lei
ma a lei interessano solo i soldi.
Credi che l'abbia fatto uccidere lei ?
Devi scoprirlo tu. Buon lavoro.
La Lucic potrebbe aver fatto uccidere il marito ?
Non lo so.
Però ti ha fatto questo.
Sì !
- Sono a casa ! - Mh, mh.
- Hai chiamato il medico ? - No, sto meglio. Non ho più male.
- Che cosa guardi ? - Dài, no! - Ora la cronaca.
Protestano ancora i netturbini senza contratto da mesi.
I sindacati minacciano uno sciopero a oltranza.
Il ministro dell'Interno...
Guarda, è sempre in Tv. E' una congiura contro di me ?
L'esercito è stato già allertato. Adesso passiamo allo sport.
Non mi chiedi com'è andata al centro per l'impiego ?
Leggi gli annunci sul giornale, è andata male. Perché infierire ?
Quanto odio quando fai il poliziotto con me !
("Padrino: il fedele che assiste il battezzando o il cresimando.")
("In gergo: capo mafioso.")
("Per estensione, personaggio influente, specie in politica.")
E' il tipico regolamento di conti, tra i mafiosi dei locali notturni.
[SQUILLI DEL CELLULARE]
- Ciao, mamma. - Ciao !
Capiti a proposito. Aspetta un attimo, ecco.
Dici a tuo padre che deve andare dal medico ?
Perché non mi ascolta. E' tua figlia.
- Pronto, Caterina. - Ciao.
- Perché non vuoi andarci ? - Tua madre ha l'ansia per tutto.
Che ti costa ? Poi tocca a me badare a voi.
Mettici in un ospizio e butta la chiave.
Anzi in due ospizi separati e lontani.
Anche mamma è d'accordo.
Senti, tu ? Come sta Panos ? Non lo sento commentare.
- Bravo, falla parlare. - O parlo con te, o con lei.
Sta bene. Stasera è a casa sua, perché deve preparare un esame.
- Immagino, è dura laurearsi come fruttivendolo. - Smettila.
- Mh. - Caterina, tutto bene ?
- Che dice ? (sottovoce) E' strana.
Sì, sono solo stanca. Tu chiama il dottore, ok ?
- Sì, lo chiamo. - Fallo per me.
- Ciao, papà. - Ciao.
Che ha detto ?
Bella mossa usare tua figlia, ma tanto non attacca.
Fai come vuoi, ma non lamentarti quando ti si bloccherà la schiena.
- Io esco. - E dove vai ?
- Non mi aspettare per cena. - A quest'ora ? Ma...
- E' umido fuori. Copriti ! - Sì.
- Com'è andata con Nikos ? - E' in gamba e può crescere molto.
- No, cacchio ! - Ora chi la sente sua moglie ?
Siete in lista ?
Sei tu Mandas ? Dobbiamo parlare dell'omicidio Koustas.
- Ho detto tutto ai vostri colleghi. - Lo ripeti.
L'assassino è uscito dal vicolo, qui dietro.
- Gli ha sparato da dietro. - Gli ha parlato ?
Non lo so, erano lontani e la musica era alta.
- Com'era fatto ? - Aveva il casco.
Ricordo solo che aveva i capelli bianchi e lucidi.
- Era anziano ? - Non camminava da vecchio. Sembravano tinti.
- Che doveva prendere in auto ? Te l'ha detto ? - Sì, figurati.
Mi avrà parlato mezza volta.
Hai visto se ha dato qualcosa all'assassino ?
O se lui ha preso qualcosa dall'auto o dal corpo ?
Non c'era tempo. Gli ha sparato ed è fuggito.
Sentendo gli spari, l'ho inseguito
ma è salito su una moto che lo aspettava in strada.
E' stata ritrovata sabato qui vicino. Risulta rubata.
- Hai visto il tizio in moto ? - Casco integrale e tuta da moto.
- Perché Koustas era senza scorta ? - Chiedete a loro, sono dentro.
Hai notato se ha parlato con qualcuno
a cui potrebbe aver detto che cosa cercava in auto ?
Mentre usciva l'ho visto discutere con Kalia, una delle ballerine.
[BUSSA ALLA PORTA] Commissario Charitos, della omicidi.
Indaghiamo per la morte di Koustas.
E' la prima volta che viene qui, vero ?
Io e l'altra ragazza andiamo sul palco a ballare
ma è solo per far vedere le cosce e muovere il culo.
- Lo fai da tanto ? - Un paio d'anni.
- Che ti ha detto Koustas la sera dell'omicidio ? - Non ci ho parlato.
Sicura ? Perché un testimone vi ha visti discutere.
Sì, forse mi stava rimproverando perché non mi muovo abbastanza.
- E non vi siete detti altro ? - Kalia !
Dài, che dobbiamo...
Commissario, buonasera. Si diverte a importunare i miei dipendenti ?
- Fa parte del mio lavoro. - Ah.
Ora Kalia deve andare in scena, però.
Le ho detto tutto quello che so. Con permesso.
- Hai un mandato ? - Non mi serve per interrogare i testimoni.
La prossima volta che torni qui a ficcare il naso, chiamami.
Magari ti tengo un tavolo.
Ho sentito la scorta.
Koustas gli ha chiesto di non seguirlo.
E' uscito senza giacca, forse credeva di rientrare.
Il figlio di Koustas ha ereditato il locale ?
Sì, sono tutti preoccupati. Credono che con lui chiuderanno fra un mese.
C'è altro ?
E' più una sensazione
ma c'è qualcosa di strano su questo Koustas...
- Dài, parla ! - E' che...
sono tutti pronti a parlare dell'omicidio
ma se vuoi sapere chi era Koustas, con chi lavorava, niente.
Mutismo totale. E' come se anche da morto continuasse a fare paura.
Dalla moto sembra un professionista, per gli spari no.
Come faceva a sapere che sarebbe uscito a quell'ora e senza scorta ?
Avevano un appuntamento.
Uno che vive blindato in casa...
se esce senza scorta, o si fida
o non vuole far sapere di essere ricattato.
Secondo me prendeva dei soldi per il suo assassino.
Ma non è stato ritrovato nulla, né sul corpo né in macchina.
Il killer ha sparato ed è fuggito. Non poteva prendere niente.
Chiediamo alla Scientifica di controllare la macchina.
- Rientriamo, commissario ? - Non ancora.
- Chi ha trovato la moto del killer? - La polizia della stazione vicina.
Ci ha aggrediti ! Ti devo pagare per una denuncia ?
Abbassi la voce e stia indietro.
Vengo aggredito da uno che ci prova con mia moglie
e mi dici così ? - Zenos, ti prego. Non ci stava provando.
E' un collega del bouzoukia, mio marito ha frainteso.
Tu devi stare zitta. Già vai in giro a fare la puttana !
- Parli così a tua moglie ? - Chi sei ? - Commissario Charitos.
Se non ti calmi, ti sbatto in cella tutta la notte.
- Signora, sta bene ? - Sì, mio marito ha bevuto troppo.
- Non deve alzare le mani. - Non alzo le mani. - E' vero.
Non mi ha mai picchiata.
Bene, ora te ne vai a casa, ti fai passare la sbronza
e domani torni per la denuncia, vai.
Non mi piace. Se non si trattiene davanti a noi, chissà a casa.
- Lo avete attenzionato ? - Viene sempre per denunciare.
Venerdì gli hanno rubato il parcheggio al bouzoukia
e le ha prese. Perché non se ne sta a casa ?
- Chiamate i Servizi Sociali. - Certo, lo facciamo.
- Le serviva altro ? - Come avete trovato la moto dell'assassino ?
Una volante l'ha vista in fondo allo stradone.
- Videocamere ? - Due, ma rotte.
- Nemmeno a 500 metri dal locale. - Avevano un'auto a disposizione.
Un lavoro da professionisti.
"Commessa, cassiera..."
"bar lady" ?
- Ogni volta la stessa cosa ! - L'hai trattato male.
- Io ? - Sì, sei pessimo, ma hai ragione.
- Volete un caffè, dei pasticcini ? - Commissario. - La stavo cercando.
Ghikas chiede se ci sono novità su Koustas.
Spero di scrivere qualcosa nel rapporto di stasera.
Prendo tempo, allora.
Potremmo mettere l'identikit di quel poveretto online.
Magari lo riconoscono nei gruppi per le persone scomparse.
"Gruppi" ? Non so di che parli, ma è una buona idea.
- Procedo, allora. Ci sentiamo. - A dopo.
Attenzione, cartellino giallo. Al secondo scatta l'espulsione.
- Che ho fatto ora ? - Il rapporto della Scientifica.
Niente soldi nell'auto e tra i vestiti.
- Controlliamo i suoi conti. - L'ho già fatto.
Non ci sono prelievi significativi.
- Andiamo. - Dove ? - Alla PubliHellas, dalla figlia.
- E io ? - Prendi i tabulati di Koustas e della moglie.
Prenotami una visita in ospedale per la schiena.
- Chissà quando gliela danno. - Vabbè.
Ho promesso di prenotarla, non di farla subito.
Sono diventato la segretaria. Pure le visite, adesso.
[CORI DI PROTESTA]
(insieme) Siete solo spazzatura !
(insieme) Siete solo spazzatura !
- Non raccolgono i rifiuti da mesi e protestano. - Non li pagano.
(insieme) Siete solo spazzatura ! - Parcheggiala tu. Io vado a piedi.
- Commissario ! (insieme) Siete solo spazzatura !
Non sentivo mio padre da mesi.
Ho saputo su Internet che era stato ucciso.
Nadia era così sconvolta che non ha pensato di chiamarmi.
- Avevate un brutto rapporto ? - No, ma sono molto indipendente.
Mio padre è... Era abituato a comandare.
Litigavamo ogni volta che ci vedevamo.
Però mi ha pagato l'università e comprato la casa a Kolonaki.
Gli devo tutto, anche questo lavoro.
- Di cosa si occupa ? - Di indagini demoscopiche.
Vede, al momento sto elaborando i dati di un sondaggio
sulla popolarità dei politici, per un programma Tv.
- Questo purtroppo lo conosco. - Sa che forse diventa presidente ?
- Ora è più popolare del capo del suo partito. - Vedremo...
- Venerdì sera è stata a casa ? - Sì, con mio fratello.
- Andate d'accordo ? - Molto.
- Che avete fatto ? - Abbiamo ordinato la cena e visto un film.
- Era una delle sue serate brutte. - Per l'eroina ?
Sì. Makis non si fa più
ma a volte resistere è più difficile e così viene a stare da me.
Papà non era fatto per aiutarlo. Per lui ci volevano gli schiaffi.
- Con Nadia non va d'accordo. - Come mai ?
E' ancora legato alla mamma.
Quando è scappata con un musicista era più grande di me.
Ha tagliato i rapporti con noi. Lui le era più affezionato.
Lei non le era affezionata ?
Ero più piccola e non ho tanti ricordi di lei.
E' più facile odiarla e basta.
No, certo. Capisco, grazie.
Capisco che siete dei cafoni !
Ti pare normale ?
Ora per lavorare al supermercato serve la laurea.
E' tutto il giorno che chiamo
e non trovo un lavoro per cui sia qualificata.
Mi dispiace, vieni qui.
No, non ti dispiace, perché è come avevi detto tu.
Dài, non ci pensare. Andiamo a cena fuori.
- Ho scongelato la carne. - La mangiamo domani, usciamo.
- Non voglio i souvlaki. - No, ti porto in un ristorante stellato.
Controlla su quel coso. Si chiama "Canard Dorè", è francese.
- E ci vieni vestito così ? - Perché ?
Ci cacciano. Mettiti qualcosa di scuro, ché ti macchi sempre.
Meno male che ti ho fatto cambiare.
C'è anche il tuo ministro. E' la moglie, quella ?
- Non lo so. - Buonasera.
- I signori hanno prenotato ? - No, siamo in due.
Desolato, ma siamo al completo.
- Lascia stare, Michelle. Sono miei ospiti. - Grazie.
Signora Charitos, è un piacere conoscerla.
E' ancora più bella dal vivo che in Tv.
Lei è gentile a ricordarsi di me.
Come si fa a dimenticarsi di lei ?
Seguitemi.
Non credevo di trovarla qui.
Questo posto era l'orgoglio di mio marito.
Onoro la sua memoria prendendomene cura
e lavorare mi tiene occupata.
- Ecco qui, vi mando il maitre e un calice di benvenuto. - Grazie.
(sottovoce) Conosci Nadia Lucic ? - Sì, certo.
- Kostas Charitos, mi hai portato qui perché devi lavorare. - No.
E' il ristorante dell'imprenditore ucciso, l'ho visto in Tv !
Ti ho portata qui per uscire con te.
Visto che siamo qui, faccio due domande al direttore.
Dovresti accettare solo lavori così.
Non decido chi viene ammazzato.
Se posso consigliarvi, la bouillabaisse è speciale.
- Mi fido. Va benissimo. - Anche per lei ?
No, io preferisco questo beuf... Questo.
Il vitello alla bourguignon. Ottima scelta.
Grazie.
Metta, metta, prego.
Grazie.
Questi modi da taverna !
- Dove vai ? - Un attimo in bagno.
Ehi, sto cercando il direttore.
- Direttore. - Buonasera.
- Commissario Charitos. Posso parlarle ? - Certo.
La sera della morte, Koustas è passato di qui prima.
Si è portato via qualcosa ?
- Intende da mangiare ? - No, dei soldi, dalla cassa.
No, è impossibile. La security prende l'incasso ogni mattina.
Lo contiamo prima e dopo. Non abbiamo mai avuto ammanchi.
Ti assomiglia tantissimo.
- Dici ? - Sì. - Per me è uguale a Kostas.
Ah, dov'eri ? E' diventato tutto freddo.
Ah...
Quindi, oltre che sulle porzioni, risparmiate anche sul gas.
In Francia il filetto si mangia al sangue.
- Gliela faccio cuocere di più. - No ! La mangia così.
Ha trovato ciò che cercava ?
No, ma a volte anche non trovare nulla è un indizio.
- Tu hai figli ? - Ho i figli di mio marito, Niki e Makis.
A proposito, lui è convinto che lei abbia sedotto suo padre
e che lui facesse tutto ciò che voleva.
Ha torto sul fatto che facesse quello che volevo.
Con mio marito era impossibile, ma è vero, l'ho sedotto.
All'epoca si diceva che volesse investire nella Tv
e io volevo avere una parte.
Andavo al suo locale tutte le sere
ma invece di offrirmi un ruolo, mi chiese di sposarlo.
Perché hai smesso di lavorare ? Se posso...
Perché avevo 35 anni e, a quell'età, o hai sfondato oppure sparisci.
Potevo fare altro, ma non ho mai studiato.
Ma ora gestisci questo ristorante.
La vita, a volte, è strana. Mi è sempre piaciuta la cucina
ma non pensavo che sarebbe diventata un lavoro.
Che ne pensi di Nadia ?
Una donna molto intelligente e per niente presuntuosa.
- Ciò che ha detto del marito ? - Che cosa ? Che lo ha sedotto ?
- Se sapessi che ho dovuto fare io per te ! - Che hai dovuto fare ?
Secondo te passavo per caso sotto le tue finestre
tutti i pomeriggi con il vestito rosso ?
- Mi piaceva il vestito rosso. - Lo so.
- Mh mh ! - Che c'è ?
- La spalla... - No, è a posto. E' passato.
- Ho anche preso appuntamento dal dottore. - Bravo.
- E quando ? - A Natale. - Quando ?
Quanto sei bella.
Quello rosso era più semplice.
- Si è incastrata ancora ? - E' finito il toner.
Allora bisogna aspettare un mese.
- Che deve stampare ? - I registri contabili di Koustas.
- Li ho ricevuti via mail... - Non può vederli al computer ?
- Eh ? - Può inserire il nome o una data.
- Le escono automaticamente tutti i risultati. - Pensaci tu.
Cerchiamo operazioni, prelievi e depositi alla data dell'omicidio.
La mattina dell'omicidio, sono stati prelevati 20.000 euro
dal conto del bouzoukia.
Cinquemila sono stati usati per pagare i fornitori.
Gli altri 15.000 sono spariti.
Li ha presi Koustas per pagare il suo assassino.
Che invece di prenderli ha sparato ed è scappato ? No.
- E che fine hanno fatto ? - Li avrà presi qualcun altro.
Fermo, tanto è inutile ! Vieni, corri !
- Ah ! - Stai bene ? - Sì.
Vai di là.
Fermo. Fermo !
- Tutto bene, commissario ? - Sì, basta.
Cammina.
Bravo, mi hai fatto correre. Adesso sono ancora più incazzato.
- Dove hai messo i soldi ? - Li ho presi, ma non l'ho ucciso.
Il killer è scappato, sono corso da Koustas.
- Aveva un sacco di banconote. - Le hai rubate. - Era uno spreco.
- Non avevi paura che tornasse ? - Non voleva i soldi.
Non si è avvicinato. Gli ha sparato ed è scappato.
- Portalo via. - Dài.
- Dài ! - Che cosa pensa, commissario ?
Se Mandas dice la verità, allora il ricatto era solo una scusa
per attirarlo fuori dal locale senza la scorta.
- Avete risolto il caso ? - Può darsi. Tu, invece ?
Ti ricordi che voleva Koustas quella notte ?
Che ne so ? Forse che allargassi le gambe.
- La portiamo via, così smette di fare la simpatica ? - No, no.
Sta bene, commissario ?
Mi ha fatto tornare il male al braccio.
Hai arrestato il buttafuori. Non dovevi tenermi informato ?
- Sono rientrato per scrivere il rapporto. - Ha confessato ?
- Il furto, sì. - E l'omicidio ?
- Non credo che c'entri. - Ma come !
Ha ucciso il capo per rubargli 15.000 euro, ed erano a casa sua.
Non abbiamo trovato la pistola e perché farlo davanti al locale ?
L'ha buttata ! Non rompere e butta giù due righe per i giornalisti.
E poi tutti a casa !
- Come mai è sceso ? - Per congratularsi. Caso risolto.
Il buttafuori ha confessato ?
No, ma a qualcuno fa comodo che paghi lui.
- Eccomi, scusa, ho fatto tardi. - Ma dov'eri ?
Mangiamo ?
Ecco.
(TV) In queste ore, stiamo lavorando a un accordo
con tutti i lavoratori della municipalizzata.
Sono sicuro che presto riprenderemo con la raccolta dei rifiuti.
- Dov'eri ? Che cos'è questa roba ? - Gomitoli.
Voglio tornare a lavorare a maglia. Ho pensato alle parole di Nadia.
Se non c'è un lavoro giusto per me, me ne inventerò uno.
Mi hanno chiesto delle borse, Melina le venderà nel suo negozio.
- Quando pensavi di dirmelo ? - Ora. Non mi serve il tuo permesso.
- Ah ! - Che succede ?
Mi fa male la spalla. Ho dovuto rincorrere uno.
- Mi si è intorpidita la mano. - Che cosa ?
- Chiamo un'ambulanza. - No, che ambulanza...
- No, come "che ambulanza" ! - Ah !
Kostas !
Kostas, stai con me. Adesso chiamo subito.
Respira.
Pronto ? Mio marito si sente male. Un'ambulanza, subito !
Come, non c'è nessun mezzo ? Vi ho detto che si sente male !
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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